Il lavoro, le lotte, la politica giorno per giorno.
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2026.05 Maggio (11- 15 maggio)
SITO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO Pagine in costruzione
Nell’ambito della mostra “A misura d’uomo. Nella Bologna di Renato Zangheri (1970–1983)”, in occasione del centenario della Ducati, abbiamo il piacere di invitarvi a un incontro di approfondimento dedicato al tema del lavoro tra passato, presente e prospettive future.
L’iniziativa intende offrire un momento di riflessione sul rapporto tra memoria, impresa e trasformazioni, per comprendere come sono cambiate — e come evolveranno — le nostre vite lavorative.
La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.
Che settimana!, sintesi delle notizie più importanti della settimana, a cura di Good Morning Italia.
Vertice Trump-Xi a Pechino | Guerra Usa-Iran: negoziati al palo | La Russia attacca l’Ucraina | Starmer sotto pressione | Meloni fa il punto sull’azione di governo | Fed: Warsh inizia il suo mandato
15 maggio 2026. Il caso Electrolux e la fine del capitalismo industriale in Italia: solo un nuovo patto pubblico-privato può salvarci dal declino
Rinaldo Gianola – strisciarossa.it
La decisione della multinazionale svedese Electrolux di licenziare 1700 dipendenti e di chiudere lo stabilimento di Cerreto d’Esi, Ancona, è un’ulteriore tappa del processo di deindustrializzazione che ormai da tempo coinvolge il tessuto produttivo del nostro Paese. La crisi dell’industria del “bianco”, una volta eccellenza italiana, presenta un nuovo atto dopo aver vissuto negli ultimi anni processi socialmente dolorosi per le difficoltà strategiche, produttive, di mercato che hanno investito marchi come Ariston, Indesit, Candy, Ignis, la stessa Electrolux che negli anni Ottanta del secolo scorso venne accolta come la salvatrice della nostra Zanussi, nome prestigioso del capitalismo italiano. Le produzioni di elettrodomestici sono state inesorabilmente tagliate e collocate in altri Paesi, non solo nelle economie emergenti dai costi imbattibili, ma anche nelle nuove piattaforme industriali in Europa, come Polonia o Repubblica Ceca o Slovenia che magari beneficiano pure di fondi Ue. La vicenda Electrolux viene presentata e discussa come un tassello della ristrutturazione complessiva del settore elettrodomestici che prevede, per le fabbriche italiane, un ridimensionamento strutturale. Si taglia, si produce meno, si licenziano gli operai come conseguenza di scelte che vengono prese spesso molto lontano dall’Italia, nelle sedi internazionali dei fondi e delle banche d’affari che, con quote azionarie solide ma di minoranza, orientano investimenti e mercati, senza subire alcuna opposizione vera ed efficace.
Israele si prepara a riprendere la guerra con l’Iran ed estende la tregua con il Libano di 45 giorni
Attacco dell’aeronautica di Tel Aviv contro Izz al-Din al-Haddad, il più importante comandante di Hamas a Gaza. Netanyahu e Katz confermano l’operazione in una nota congiunta, ma non è chiaro se il leader militare sia stato ucciso
Israel continues attacks across Lebanon despite the “ceasefire” – killing at least 11 people – with the US State Department saying the truce has been extended by 45 days, and more talks are expected later this month.
Israel says its military assassinated Hamas’s top military commander in Gaza, Izz al-Din al-Haddad, but there was no confirmation from the Palestinian group.
Foreign Minister Abbas Araghchi says he doubts the “seriousness” of the United States in peace negotiations and confirms Iran spoke to Russia on its offer to store its highly enriched uranium.
US President Donald Trump says he’s open to Iran suspending its nuclear programme for 20 years as long as its commitment is “real”.
Des casques bleus français utilisent un système de défense aérienne Mistral lors d’une inspection de leur base à Deir Kifa, dans le sud du Liban, le 20 août 2025. HUSSEIN MALLA/AP
Le point sur la situation, vendredi 15 mai, à 20 heures
Les gardiens de la révolution iraniens permettent désormais à davantage de navires de passer par le détroit d’Ormuz, quasi entièrement paralysé par Téhéran depuis le début de la guerre, a affirmé la télévision d’Etat.
Le porte-avions français Charles-De-Gaulle et son escorte sont arrivés « sur zone », en mer d’Arabie, où ils sont prépositionnés en cas de déclenchement d’une mission « neutre » pour rétablir la navigation dans le détroit d’Ormuz, a annoncé la ministre déléguée aux armées, Alice Rufo.
Les Emirats arabes unis ont rejeté « catégoriquement » les allégations de Téhéran, qui les a accusés de jouer un rôle « actif » aux côtés des Etats-Unis et d’Israël dans la guerre contre l’Iran.
Le premier ministre indien, Narendra Modi, a appelé à un détroit d’Ormuz « ouvert et sûr » lors d’une brève visite aux Emirats arabes unis, au moment où son pays affronte les conséquences économiques du conflit.
Israël et le Liban ont entamé une seconde journée de négociations à Washington, malgré une nouvelle flambée de violence marquée par des frappes israéliennes dans le sud du Liban. L’armée israélienne a déclaré avoir tué plus de 220 combattants du mouvement pro-iranien Hezbollah dans le sud du Liban au cours de la semaine écoulée.
15 maggio 2026 Live guerra Russia – Ucraina, la cronaca in tempo reale: giorno 1541
RaiNews LIVE
Vladimir Putin mercoledì vola in Cina per una visita di un giorno
L’Ue e 36 Stati europei adottano il Tribunale speciale sui crimini in Ucraina. Sopralluogo di Zelensky sul cratere dell’attacco russo che ha ucciso 24 civili, poi riunisce esercito e servizi: “Non lo lasceremo impunito”
EN DIRECT, guerre en Ukraine: Kiev revendique plusieurs attaques nocturnes contre les forces russes dans les territoires occupés
L’état-major des forces armées ukrainiennes a affirmé avoir « porté des coups à une série d’objectifs importants » des forces russes, durant la nuit de lundi à mardi, dans les oblasts de Donetsk, de Louhansk et de Zaporijia.
Une habitante, sur le perron d’un immeuble endommagé lors d’un bombardement aérien, à Odessa (Ukraine), le 13 mai 2026. OLEKSANDR GIMANOV/AFP
Le point sur la situation, vendredi 15 mai à 21 heures
Volodymyr Zelensky estime que l’Ukraine est en droit de frapper des sites pétroliers et militaires en Russie, en représailles à l’attaque meurtrière à Kiev qui a fait au moins 24 morts.
La Russie envisage des plans d’attaque contre le nord de l’Ukraine à partir du territoire de la Biélorussie, affirme le président ukrainien. En outre, il accuse Moscou de préparer des frappes contre les « centres de décision » d’Ukraine.
Les missiles russes utilisés contre Kiev jeudi ont été fabriqués cette année avec des composants occidentaux, rapporte le Financial Times.
Le cargo transportant du grain ukrainien « volé » et renvoyé d’Israël attend l’autorisation d’entrer dans un port turc, selon l’ambassadeur ukrainien en Israël.
Les Etats-Unis ont annulé le déploiement de 4 000 militaires en Pologne, confirme un haut gradé américain, après l’annonce du retrait de milliers de soldats d’Allemagne.
L’économie de la Russie s’est contractée de 0,2 % au premier trimestre, enregistrant son premier recul trimestriel depuis trois ans.
15 maggio 2026. Perché in Italia gli stipendi sono diminuiti
Ansa
In dieci anni i lavoratori dipendenti sono aumentati, ma la loro retribuzione media è scesa. I motivi di questo calo sono diversi
Lorenzo Ruffino*
Tra il 2014 e il 2024, i dipendenti privati sono aumentati di 3,7 milioni, passando a 14 a 17,7 milioni in dieci anni. In contemporanea, il salario reale a parità di tempo lavorato è passato da 34.450 a 32.655 euro, circa 1.800 euro in meno. L’Italia ha creato più lavoro, ma quel lavoro è pagato meno di dieci anni fa. I numeri vengono dall’Osservatorio statistico INPS sui lavoratori dipendenti del settore privato, che ogni anno pubblica i dati sulle retribuzioni e una serie di informazioni demografiche e di settore economico. Queste analisi coprono il settore privato ma escludono la pubblica amministrazione e i lavoratori autonomi. Sul totale dei 24 milioni di occupati italiani, i 17,7 milioni di dipendenti privati nel 2024 sono circa il 75 per cento del mercato del lavoro.
*Lorenzo Ruffino si occupa di analisi di dati e ha una newsletter su Substack, in cui spiega fenomeni dell’attualità, partendo sempre dai dati e limitando le opinioni: ci si iscrive qui.
15 maggio 2026. Espulsioni e ritardi burocratici: le storie dei migranti rimpatriati contro la legge
Alcuni migranti durante un’operazione di rimpatrio da Lampedusa /ANSA
Andrea Ceredani – Avvenire
Il caso di Saman, un cittadino srilankese mandato via dopo 23 anni di vita in Italia (e per cui ora il Tribunale ordina il rientro), è solo la punta dell’iceberg. Ecco cosa sta succedendo
Alla scadenza della pena, il 30 maggio dello scorso anno, Malki (nome di fantasia) è andata a prendere in carcere il suo compagno per accompagnarlo a casa. «Domani ci riabbracciamo», le aveva detto al telefono il giorno prima. Si è presentata alla porta della casa circondariale e lo ha atteso per ore. «Ore, ore e ore davanti al carcere ma lui non è mai arrivato – racconta in lacrime ad Avvenire –. Dopo tanto tempo, però, mi si è avvicinato un carabiniere che mi ha detto che il mio Saman (nome di fantasia) stava tornando al suo Paese». Saman è stato rimpatriato in Sri Lanka dopo 23 anni di vita in Italia – spesi quasi del tutto a lavorare – insieme alla mamma, ai fratelli, alla figlia e alla compagna. Tutti regolarmente soggiornanti. Dopo la morte del padre nel 2022, Saman ha incontrato la tossicodipendenza e subito dopo il carcere. Tra i padiglioni del penitenziario napoletano si è sottoposto ad un percorso di cura e l’ottima condotta lo ha fatto ammettere a diversi benefici di legge. Durante la detenzione, però, il suo permesso di soggiorno per lavoro è scaduto e, nonostante Saman lavorasse in carcere alle dirette dipendenze dello Stato, non ha avuto accesso al rinnovo.
Nel 1600 Aquisgrana aveva 14.000 abitanti, quando in identico periodo Napoli, prima della pestilenza del 1656, ne contava 400.000. Da notare che la storia illustre dell`amena cittadina lotaringica riporta a quando Carlo Magno vi trascorse certi periodi e poi Ottone di Sassonia ne fece il luogo rituale di incoronazione della scombicchierata confederazione che fu il Sacro Romano Impero. Mentre Napoli, che conta tutt`ora il quintuplo dei residenti di Aquisgrana, e che nel `600 era la piu` grande citta` europea, e` sempre rimasta fuori dai sacri confini. C`e` qualcosa di intimamente ridicolo e casereccio nei riti dell`Unione. Una grandeur basata sull`improvvisazione e il pret a porter. Come quella cerimonia del 9 Maggio strogata in antitesi alla festa sovietica della vittoria sul nazi-fascismo che cosi tanto fa vibrare i cuori dei cittadini dell`Unione, i quali prima di coricarsi, come noto, amano recitare la dichiarazione di Schuman. Il roboante premio Carlo Magno distribuito ad Aquisgrana piu` che i nobel teleguidati di Stoccolma ricorda tanto le lauree ad honorem offerte in serie dalle universita` locali a personaggi famosi o comunque alla page per farsi conoscere nel mondo, o i premi letterari usati come promozione turistica da piccole localita` amene ma fuori mano. Buona l`idea degli amministratori di Aquisgrana: chiudere il terzo vertice simbolico dell`Europa lotaringica, dopo Bruxelles e Strasburgo, chiamando in causa nientemeno che la chimera imperiale di Carlo Magno. Una vera e propria invenzione della tradizione. Che pero`se letta con la lente fine della storia e` deragliata nella distopia, giacche` Carlo Magno non fece guerra alla Russia (allora neanche esistente) mentre l`Europa a trazione lotaringica, con il suo virtuoso modello renano in economia e le sue encomiabili famiglie liberal-socialiste sensibili all`ostpolitik, e` finita con Maastricht e l`allargamento a est col conseguente suprematismo germanico.. Quanto al merito il discorso di Draghi, ha ripercorso il cliche` della cricca dirigente adunata attorno alla Von der Leyen (alla quale e` stato peraltro conferito il premio precedente). Europa atlantica ma piu` assertiva, chiusura alla Cina, rinnovata ostilita` alla Russia, riarmo a tutto azimut. non potendo piu` confidare nella copertura Usa. Un balzo non in avanti ma un salto in alto a piedi uniti con rovinosa ricaduta nello stesso mortaio (o mortorio). E siccome egli e` solito snocciolare sintetici memorandum di stile anglosassone anche stavolta non ha deluso le attese oracolari del suo pubblico. Dopo il fortunato “Whatever it takes” (“ce la faremo a salvare l’euro, costi quel che costi”) e il meno fortunato “Volete la pace o il condizionatore ?“ (che ha portato il paese, letteralmente, alla canna del gas) per l`occasione ha tirato fuori un desolante e drammatico “Siamo soli, insieme“. Un doloroso, quanto eroico, richiamo. alla solidarieta` nella sfiga. Una identita` accomunante che si reitera sulla nostalgia di una delusione. Che per un verso richiama El Alamein (`Manco` la fortuna non il coraggio“) ma anche i piu` intimistici refrain canori: da `Io e te da soli` cantata da Mina, gia` Tigre di Cremona, a “Soli si muore“ (del meteorico fenicio Patrick Samsum), da `Ora sei rimasta sola“ di Celentano il Molleggiato alla struggente `Testarda` (la mia solitudine sei tu) intonata superbamente da Iva Zanicchi, indimenticabile Aquila di Ligonchio….. Di quest`o magnus homo in formato carolingio non dimenticheremo mai le gesta come capo di governo, quando somministrava la sua agenda fatta di fuffa ai nostrani corifei tramando congiure scissioniste contro il piu` grande partito della sua stessa maggioranza per liberarsi di Conte tramite il suo ministro degli esteri (poi ripagato da lauta sinecura come, nientemeno, `rappresentante speciale dell`UE per il golfo“, essendo fallito il tentativo del Pd di farne un proprio rappresentante nel golfo di Napoli….). Ne` dimenticheremo la goffa e sconcertante auto-candidatura al Quirinale da Premier ancora in carica. Un intrigante dilettante politico. Un mestatore assai poco dignitoso. E siccome Marcella Mauthe è medievista e non voglio essere da meno epitaffio: Mariolino il breve, Re per 616 giorni dell`Italia longobardorum su mandato di Mattarello il furbo. dopesonStr2atht098lf1085154h9alih9mi7lt3947glg0f3ti297hcli i ·
15 maggio 2026. Cosa succede con la Fao, la candidatura di Martina e la Spagna (che è contraria)
A un anno dalle elezioni del nuovo direttore dell’Agenzia Onu per l’agricoltura è già guerra tra Roma e Madrid. Lollobrigida scrive alla presidente di turno Ue: «Sánchez vuole l’egemonia alimentare»
Chiara Di Benedetto – Avvenire
L’Italia potrebbe aggiudicarsi la direzione della Fao, c’è solo un ostacolo: Pedro Sánchez. Nel luglio 2027, i 193 Paesi delle Nazioni Unite saranno chiamati a votare il nuovo direttore generale dell’agenzia Onu per l’alimentazione e l’agricoltura. Il candidato italiano, Maurizio Martina, ex segretario del Pd, ricopre la carica di vicepresidente dal 2021, è fortemente sostenuto dal governo italiano – oltre che dal suo vecchio partito – ed è uno dei favoriti. A ostacolare la sua ascesa alla direzione della Fao – altrimenti priva di ingombri – è il candidato spagnolo, Luis Planas, ministro dell’Agricoltura, della pesca e dell’alimentazione nel Governo di Sánchez.
15 maggio 2026. Giro d’Italia 2026, Vingegaard vince tappa del Blockhaus
Decisiva l’azione del danese a circa 4,5 km dalla fine
La Presse – Jonas Vingegaard ha vinto la settima tappa delGirod’Italia2026, la Formia-Blockhaus. Decisiva l’azione a circa 4,5 km dalla fine, quando il capitano del Team Visma Lease a Bike ha staccato l’azzurro Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe), arrivato al traguardo con poco più di un minuto di ritardo. Vingegaard ha preceduto l’austriaco Felix Gall della Decathlon AG2R La Mondiale Team.
Venerdì è stato presentato un nuovo murale allo stadio Dalymount Park di Dublino, la casa del Bohemian FC, dedicato a Lamine Yamal e la Palestina. Lunedì scorso, durante la festa del Barcellona per la vittoria del campionato, Yamal ha sventolato una bandiera palestinese sul pullman della squadra. Il gesto ha avuto grande eco internazionale, causandogli pure le critiche del ministro israeliano Itamar Ben Gvir ma anche il sostegno del capo del governo spagnolo Pedro Sánchez. Il murale riporta anche lo slogan della campagna ‘Stop the Game’, per il boicottaggio delle due partite dell’Irlanda contro Israele. Le squadre si affronteranno infatti nella Nations League il prossimo autunno. nrSeosdpto62i9 4i4414ac2850h4t57hg5089t34u61ifgtlfcl4h0t5lcf ·
Agenzia DIRE
Meteo, le previsioni di venerdì 15 maggio 2026
Giornata che trascorrerà con un tempo instabile al Centro-Nord dove ci saranno precipitazioni a carattere irregolare
15 maggio 2026. Diciottesimo URLO PER GAZA in convergenza con l’evento “Nakba ieri e oggi” – Piazza dell’isolotto, Firenze
La Nakba non è una ricorrenza. Non è una pagina di storia da commemorare una volta l’anno. La Nakba è un sistema politico, militare ed economico che continua ogni giorno. Nel 1948 oltre 750.000 palestinesi furono espulsi dalle loro case, dalle loro terre, dalle loro città. “Fondazione dello Stato di Israele” per l’Occidente. Catastrofe per un popolo intero.
Da 78 anni la Nakba continua: assedio, occupazione, apartheid, deportazioni, carcere, bombardamenti, espropri, colonizzazione, distruzione delle case, fame usata come arma, genocidio. Non esiste neutralità davanti a tutto questo. Ogni governo complice, ogni azienda che arma, finanzia o normalizza il massacro, ogni silenzio istituzionale fa parte della catena.
Ieri la Flotilla di mare è ripartita dalla Turchia e il land convoy da Tripoli per portare aiuti umanitari e riportare tutti gli occhi sulla Palestina. Dalle piazze ai porti, dalle università ai luoghi di lavoro: costruiamo iniziative, presidi, cortei, azioni diffuse. Per una Palestina libera. Dal fiume al mare.
Meloni, avanti con zero idee: «Dalla sinistra solo insulti»
Premier time Due ore di discussione in Senato. Persino Calenda le chiede misure straordinarie contro la crisi. E lei: «Le mie ricette funzionano. Il salario minimo non va, ho ridotto la precarietà, entro l’estate la legge sul nucleare». Boccia Pd: «E’ disperata, vive in una bolla». Renzi: «Sembrate la famiglia Addams»
Andrea Carugati – ilmanifesto
Quali novità ha in mente Giorgia Meloni per invertire la rotta in campo economico e sociale nell’ultimo anno di legislatura? Nessuna. O meglio: continuare con le ricette di questi 4 anni di governo, che lei considera efficaci anche se non risolutive. Perché i governi precedenti le hanno lasciato eredità pesanti, come il superbonus, «174 miliardi buttati che finiremo di pagare nel 2027, quando il nostro governo arriverà al termine del mandato».
Giorgia Meloni in Senato – LaPresse
QUESTA LA SINTESI di oltre due ore di premier time ieri al Senato: ore in cui Meloni si è mostrata meno aggressiva del solito, più consapevole della gravità dei problemi sul tavolo, naturalmente dovuti «al quadro economico internazionale e alle tensioni geopolitiche». Zero autocritica, zero correzioni di rotta. Sul Pnrr «ad oggi l’Italia ha incassato 153 miliardi, al 31 marzo 2026 la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, pari al 76% del totale, direi che abbiamo fatto un buon lavoro». Lo stesso dicasi per l’occupazione, il potere d’acquisto delle famiglie, la lotta alla denatalità, persino il precariato che si vanta di aver drasticamente ridotto. Per non parlare del sud, che «con la Zes unica è tornato a crescere più della media nazionale». Una situazione così rosea da non richiedere misure d’emergenza. Anzi.
PERSINO CARLO CALENDA, l’oppositore gentile, le fa notare che servirebbero misure eccezionali, che il governo dovrebbe darsi una mossa per la crescita, per una vera politica industriale. La premier gli risponde assicurandogli che «entro l’estate sarà approvata la legge delega per il ritorno al nucleare». Quanto al prelievo sugli extraprofitti delle grandi società energetiche, «abbiamo già fatto», scandisce la premier, riferendosi ai miseri prelievi di uno dei tanti decreti per far fronte agli astronomici costi dell’energia. «Le mie porte sono sempre aperte per chi antepone alle polemiche l’interesse della nazione», dice al leader di Azione. «Ma le altre forze di opposizione non hanno mostrato questa disponibilità, anzi quando li abbiamo convocati per la guerra in Iran ci hanno accusato di fare passerelle». Calenda le ricorda che l’unica volta che le opposizioni sono state convocate, sul salario minimo, nel 2023, «non è stata una passerella, ma un esercizio di democrazia». Peccato che il governo abbia cestinato la proposta, linea che ieri Meloni ha rivendicato: «Molto meglio puntare sulla contrattazione come abbiamo fatto noi col “salario giusto”. In Puglia hanno fatto il salario minimo e le condizioni per i lavoratori sono peggiorate».
RENZI, E POI ANCORA il capogruppo Pd Francesco Boccia, le fanno notare come sia cambiata in questi 4 anni. «Lei è sotto botta, è un’altra rispetto a 4 anni fa: di fronte alla crisi di Hormuz la vostra proposta è cambiare la legge elettorale. Invece di un governo sembrate la famiglia Addams, senza offesa per Morticia e Zio Fester», attacca il rottamatore. La premier è seccata: «Ogni giorno mi chiedete di venire qui e, invece di proposte, sento accuse e insulti». Per fortuna, per lei, che si sono Micaela Biancofiore di Noi moderati, e poi il fedelissimo capogruppo di Fdi Lucio Malan, a dirle quanto è brava, quante «fake news» vengono raccontate sul suo lavoro, a partire dall’aumento delle tasse Al cattivo Stefano Patuanelli del M5s tocca ricordarle che l’ultima proroga del famigerato superbonus «è avvenuta nel 2023, con il governo Meloni». «È singolare continuare a usare come alibi una misura che hanno gestito loro stessi. Ma il punto vero è che non hanno una strategia economica e energetica. L’unica risposta che la presidente offre al Paese è la propaganda sul nucleare, che ha costi per megawattora 4-5 volte superiori alle rinnovabili. E questo governo non è stato nemmeno in grado di decidere dove realizzare il deposito nazionale per i rifiuti radioattivi che già oggi produciamo».
AL DEM BOCCIA, che le chiede se intende battersi per modificare i trattati Ue per superare il diritto di veto, replica: «Non è che se mi fa la domanda cento volte cambio la risposta. Superare il diritto di veto non sbloccherebbe la situazione. I governi trovano le sintesi, e poi c’è la burocrazia che decide di metterle in discussione». «Palazzo Chigi è diventata una bolla che la protegge alla realtà, da quanto tempo non fa la spesa in un supermercato?», la domanda di Boccia. E lei: «L’ho fatta sabato scorso, non rinuncio a fare una vita normale e questo mi aiuta a capire come stanno le cose: dopo 4 anni attorno a questo governo c’è tanto affetto e questo qualcosa significherà». «Al referendum non ci siamo accorti che il paese stia con lei», replica beffardo Boccia, «lei si aggrappa ai numeri in modo disperato, la verità è che stata lasciando un paese più povero».
TRANCHANT NICOLA Fratoianni: «Evidentemente Palazzo Chigi e i ministeri sono stati trasferiti su un altro pianeta, perché solo così si possono spiegare le parole della premier: del paese immaginario che ha descritto non c’è nulla nella vita reale». Giuseppe Conte, di passaggio al Senato: «C’è un piano per recuperare l’inflazione? O per i 6 milioni di cittadini che sono in povertà assoluta? E per un lavoratore su 4 che prende meno di 1.000 euro al mese? Nulla, però va tutto bene: è il fantastico mondo di Meloni». https://ilmanifesto.it/meloni-avanti-con-zero-idee-dalla-sinistra-solo-insulti
14 maggio 2026. RaiNews LIVE 75° giorno
Teheran rivendica il controllo su Hormuz. Ripartita dalla Turchia la Global Sumud Flottilla
Mahmud Abbas rieletto capo di Fatah. USA, al via terzo round colloqui di pace Israele-Libano. Governo Yemen e Houthi rilasceranno 1600 prigionieri. Araghchi vede Lavrov e Lula in India al vertice BRICS. Il nuovo governo iracheno ottiene la fiducia
US Vice President JD Vance says he believes progress is being made in negotiations with Iran after President Donald Trump rejected Tehran’s latest proposal as unacceptable.
Brigadier-General Mohammad Akrami Nia says Iran’s military is maintaining “the highest level of readiness” and “there is no room for retreat” as the ceasefire with the US hangs in the balance.
Benjamin Netanyahu made a “secret” visit to the UAE and met its president during the war on Iran, the Israeli prime minister’s office says.
However, UAE’s Foreign Ministry has rejected those reports, saying relations with Israel “are not based on secrecy or clandestine arrangements”.
Trump has landed in Beijing to meet his Chinese counterpart, Xi Jinping, with discussions on the US-Israel war on Iran expected during his two-day visit.
At least 15 people, including children, have been killed in Israeli air attacks on Lebanon in the latest deadly attacks despite an ongoing “ceasefire”.
Des casques bleus français utilisent un système de défense aérienne Mistral lors d’une inspection de leur base à Deir Kifa, dans le sud du Liban, le 20 août 2025. HUSSEIN MALLA/AP
Le point sur la situation, jeudi 14 mai à 21 heures
Israël et le Liban ont entamé de nouvelles discussions à Washington, à trois jours de la fin théorique du cessez-le-feu. Les négociations doivent durer deux jours.
En dépit de la trêve, Israël poursuit ses frappes au Liban visant le Hezbollah, tandis que le mouvement pro-iranien a lancé une attaque de drone dans le nord d’Israël.
Les frappes israéliennes contre le Liban ont tué au moins 200 enfants et en ont blessé 806 depuis début mars, selon l’Unicef.
Le passage des navires chinois dans le détroit d’Ormuz a commencé « la nuit dernière », ont annoncé les gardiens de la révolution iraniens, confirmant les annonces des médias officiels.
Le président chinois, Xi Jinping, a assuré « qu’il ne fournirait pas de matériel militaire » à l’Iran, a affirmé Donald Trump, en visite officielle en Chine.
L’Inde a condamné l’attaque d’un navire battant pavillon indien, au large d’Oman, et qui a fait naufrage, selon la société de sécurité maritime Vanguard Tech.
En Irak, le nouveau premier ministre, Ali Al-Zaidi, a promis de faire en sorte que l’Etat ait le monopole des armes, alors que les Etats-Unis demandent un désarmement des milices pro-iraniennes.
Aucun visa n’a encore été délivré à l’équipe iranienne de football pour se rendre aux Etats-Unis afin de participer à la Coupe du monde, a déclaré le président de la fédération iranienne.
14 maggio 2026 Live guerra Russia – Ucraina, la cronaca in tempo reale: giorno 1540
RaiNews LIVE
Missili e droni su Kiev, almeno sedici morti tra le macerie di un condominio, due sono bambini
Zelensky: “Contro di noi da ieri 1567 droni e 56 missili. Incaricati i servizi di studiare risposte”. Von der Leyen: “Mosca deride la diplomazia”. Cremlino: gli Stati Uniti “unici mediatori”, gli europei “non vogliono e non possono”
EN DIRECT, guerre en Ukraine: Kiev revendique plusieurs attaques nocturnes contre les forces russes dans les territoires occupés
L’état-major des forces armées ukrainiennes a affirmé avoir « porté des coups à une série d’objectifs importants » des forces russes, durant la nuit de lundi à mardi, dans les oblasts de Donetsk, de Louhansk et de Zaporijia.
Une habitante, sur le perron d’un immeuble endommagé lors d’un bombardement aérien, à Odessa (Ukraine), le 13 mai 2026. OLEKSANDR GIMANOV/AFP
Le point sur la situation, jeudi 14 mai à 21 heures :
La Russie a lancé plus de « 800 drones » sur l’Ukraine mercredi, faisant au moins six morts, a dénoncé Volodymyr Zelensky, accusant Moscou d’attaques menées délibérément le jour de l’arrivée en Chine du président américain, Donald Trump.
Le président ukrainien avait exhorté son homologue américain à évoquer les moyens de mettre fin à l’invasion russe au cours de sa rencontre avec le chef de l’Etat chinois, Xi Jinping.
Selon les autorités régionales ukrainiennes, trois personnes ont été tuées dans l’oblast occidental de Rivne, deux dans l’oblast méridional de Kherson et une dans celui de Zaporijia, également dans le sud de l’Ukraine.
La Russie a écarté, mercredi, l’idée de véritables pourparlers de paix avec Kiev tant que l’armée ukrainienne n’aurait pas quitté l’oblast oriental du Donbass, partiellement contrôlée par Moscou.
Les autorités slovaques ont fermé pendant deux heures leur frontière avec l’Ukraine pour des raisons de sécurité, après d’importants bombardements russes sur Oujhorod, une ville ukrainienne située à proximité.
La Transcarpatie subit « l’attaque la plus massive qu’elle ait connue », a fait savoir le chef de l’administration militaire régionale. La Hongrie a condamné l’attaque sur cette région qui abrite une minorité hongroise et a convoqué l’ambassadeur russe en Hongrie.
Les forces spéciales ukrainiennes ont revendiqué une attaque de drones contre le terminal pétrolier Tamanneftegaz, dans le kraï de Krasnodar, dans la nuit du 13 mai.
Movimenti Tre giorni di discussione e studio a Messina sulla grande opera, sul sistema di interessi che la sostiene e sulle mobilitazioni di questi anni
Luigi Sturniolo, Federico Alagna– ilManifesto
Dal 14 al 16 maggio si tiene a Messina una tre giorni di studio e mobilitazione dedicata all’incontro tra mondo accademico e attivismo, incentrata sui temi e sulle forme della partecipazione politica, con un focus particolare sulla lottacontroilpontesulloStretto, osservata attraverso la lente dell’analisi dei movimenti sociali e delle resistenze territoriali. L’iniziativa nasce dalla convergenza tra lo Standing Group “Movimenti sociali e partecipazione politica” (MoPa) della Società Italiana di Scienza Politica e l’attivismo di base che da anni si oppone alla costruzione del ponte a Messina. In particolare, il tentativo è stato quello di intrecciare l’organizzazione del convegno annuale del MoPa – ospitato quest’anno dal Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina e partecipato da studiose e studiosi provenienti da tutta Europa – con una serie di iniziative costruite dal basso all’interno di assemblee di movimento. Accanto al convegno accademico sono quindi previsti momenti di confronto in un’ottica di apertura e relazione con la città, coordinati dall’Assemblea No ponte insieme al MoPa, a partire dalla tavola rotonda “La lotta contro il ponte: giustizia sociale, ambientale e prospettive intersezionali”, che riunirà movimento No ponte, collettivi studenteschi e transfemministi e realtà di base impegnate in un percorso comune dei movimenti del Sud. L’intera giornata del sabato sarà invece dedicata a un approfondimento sul ponte come dispositivo politico, con interventi di abitanti, attiviste e studiose, tra cui Gloria Pessina del Politecnico di Milano e Paola Imperatore e Alessandro Volpi dell’Università di Pisa, oltre a tavoli di discussione e una plenaria conclusiva. Il programma sarà completato da altre iniziative pubbliche, quali una camminata No ponte nei luoghi dei futuri cantieri e lo spettacolo teatrale “Scecco,cavalloere”, che da anni racconta in Sicilia e nel resto d’Italia il progetto del ponte come manifestazione dei molteplici inganni del potere. Il nucleo fondante dell’incontro è la lettura del ponte sullo Stretto non come mera infrastruttura, ma come un vero e proprio meccanismo di appropriazione di risorse pubbliche e di gestione del territorio, capace di aggregare intorno a sé un blocco sociale ben definito. Di questo blocco fanno parte la governance tecnico-politica del ponte, la società costruttrice, progettisti, consulenti, i partiti che ne sostengono la realizzazione, così come settori di categorie professionali e alcuni attori dell’imprenditoria locale. Sono soggetti che traggono vantaggio dall’esistenza stessa del progetto, indipendentemente dalla sua effettiva realizzazione. Lo dimostra il fatto che da anni il dibattito politico locale ruota quasi esclusivamente attorno alle opere compensative, mentre le aziende del territorio, escluse dalla parte centrale dei lavori affidata al consorzio Webuild, aspirano comunque a ottenere appalti secondari legati ai servizi e alle forniture. La lettura che viene proposta nella tre giorni messinese, quindi, cerca di mettere in guardia dal rischio che si corre nel continuare a discutere il progetto soltanto nel merito tecnico, come se esistesse un tribunale della storia destinato prima o poi a decretare chi abbia ragione. Dopo decenni di dibattito, con argomentazioni pro e contro già ampiamente sviluppate, appare evidente come una discussione esclusivamente tecnica o giuridica sia del tutto fuorviante: il ponte non sopravvive perché convincente sul piano della razionalità economica o infrastrutturale, ma perché alimenta interessi materiali e assetti di potere consolidati. L’iter può interrompersi, come già accaduto a più riprese, ma il progetto tende sempre a riemergere, proprio perché continua a nutrire quel blocco sociale. Per questa ragione, l’obiettivo centrale della mobilitazione che attraversa i territori dello Stretto e che verrà rilanciata dall’iniziativa dei prossimi giorni resta la liquidazione della società concessionaria, incaricata della progettazione, costruzione e gestione del ponte: la Stretto di Messina SpA. Non perché questo basterebbe a chiudere definitivamente la partita, ma perché interromperebbe quella linea di continuità amministrativa e politica che consente al dispositivo ponte di restare costantemente in vita – a tal proposito, il fatto che anche nei periodi di governo del centro-sinistra non si sia mai scelto di compiere questo passo può essere assunto a dimostrazione di quanto la quasi totalità del sistema politico-istituzionale mantenga un rapporto strutturale con il blocco sociale che sostiene le grandi opere. Questa analisi, del resto, non riguarda soltanto il ponte sullo Stretto, ma più in generale l’intera politica delle grandi opere in Italia. Secondo gli ultimi dati, presenti nel Rapporto annuale sulle infrastrutture strategiche della Camera dei Deputati, il sistema delle grandi infrastrutture prevede investimenti per oltre 522 miliardi di euro, di cui 352 già con disponibilità finanziaria. Si tratta di una cifra in costante crescita: nel 2011 era pari a 367 miliardi. Eppure gran parte delle opere – molte delle quali già previste nella Legge Obiettivo del 2001 – resta bloccata in una fase permanente di progettazione o in stati di avanzamento molto limitati. Solo il 15% dei lotti risulta completato, mentre tempi e costi continuano sistematicamente ad aumentare. Non è difficile comprendere, allora, quanto l’obiettivo non sia tanto realizzare le opere quanto mantenere in funzione il meccanismo stesso. Se non si coglie questo aspetto, si finisce per raccontare una storia parziale, facendo credere che il nodo sia semplicemente stabilire se un’opera sia utile o meno, razionale o irrazionale. Si oscura invece il fatto che dietro queste scelte agiscono interessi economici, rapporti di forza e modelli di sviluppo ben precisi. È proprio a partire da questa consapevolezza che il percorso del movimento No ponte si collega a una riflessione più ampia sulle condizioni politiche e sociali dei territori meridionali e sulle forme di organizzazione dal basso che in essi si danno, come quella attualmente sviluppata all’interno di un percorsocollettivo che coinvolge decine di realtà provenienti da diverse parti del Sud. Questa convergenza, passata per diversi momenti assembleari a Messina e a Cosenza (un nuovo incontro è previsto per metà giugno a Taranto) sta provando a mettere in relazione lotte territoriali, vertenze ambientali, conflitti sociali e pratiche di mutualismo diffuse nei Sud. La tre giorni di Messina si inserisce, quindi, nel cuore di un percorso trasversale, ampio e condiviso, che culminerà nel grande corteo in programma il prossimo 8 agosto a Messina. Un percorso che nasce certamente dalla lunga esperienza del movimento No ponte – attivo da oltre venticinque anni e caratterizzato da una forte pluralità interna e da un radicamento diffuso tra gli abitanti dei luoghi interessati, andando ben oltre un insieme di sigle o gruppi organizzati– ma che oggi si alimenta anche attraverso il confronto con le realtà dei Sud che si organizzano attorno ai temi della giustizia territoriale, della decisionalità dal basso e della costruzione di strumenti politici e concettuali utili alle lotte presenti e future. Il programma complessivo della tre giorni è disponibile qui.
* Gli autori fanno parte dell’Assemblea No ponte
14 maggio 2026. Kate Middleton in Italia, la prima visita ufficiale dopo la malattia per studiare gli asili
La principessa del Galles Kate Middleton a Reggio Emilia (LaPresse)
Reggio Emilia in festa con bandiere e cappelli in stile Elisabetta. Kate riceve Primo Tricolore in municipio. La visita per conoscere il metodo educativo Reggio Approach. La principessa del Galles in visita al Centro Malaguzzi
La principessa Kate torna in Italia, Paese che ama e che conosce, per averci trascorso tre anni da studentessa: stavolta ha scelto Reggio Emilia, la città famosa nel mondo per i suoi asili modello. La visita, infatti, è dedicata ad approfondire il ‘Reggio Approach’, ovvero il metodo sviluppato dal dopoguerra per l’educazione dell’infanzia.
Ma lo sa la principessa? Lo sanno i reali? Lo sanno che il Reggio Approach è un’idea comunista?
Chissà che magone stanno mangiando i frustrati dei vari peggio emilia & co anticomunisti? Chissà che nervoso che devono avere adesso che si vedono una principessa, un rappresentante della più famosa monarchia e del mondo liberista che viene a Reggio per visitare un’istituzione nata da idee comuniste. Un’istituzione portata avanti e finanziata da giunte comunali komuniste che invece di mangiare di bambini pensavano alla scuola come strumento di emancipazione e come strada per per superare le diseguaglianze sociali. Si il Reggio Approach è un’idea comunista. A Villa Cella nel 1945 i tedeschi in ritirata avevano abbandonato un carro armato, sei cavalli e 3 camion. Invece che rottamare il carro e far carne da macello delle bestie le donne dell’UDI (Unione donne italiane), decisero di vendere tutto per raccogliere dei fondi. Con quel denaro nacque il primo asilo del popolo. Partì tutto da li. Dall’idea di fare degli istituti che siano nuovi e che siano per tutti. Negli anni sessanta il sindaco comunista Renzo Bonazzi decide di collaborare con il pedagogista Loris Malaguzzi per ripensare radicalmente il sistema dell’infanzia. L’idea era quella che gli istituti per l’infanzia dovessero passare da una logica assistenzialista ad un percorso di crescita. Loris Malaguzzi: “Che un carro armato, sei cavalli e tre camion figlino una scuola per bambini è un avvenimento speciale. Che essa esista ancora e continui a funzionare è il minimo che potesse meritare.” disse una volta Nei primi anni 70 arrivò a Reggio anche Gianni Rodari (porca miseria un altro comunista). La collaborazione tra Gianni Rodari e il pedagogista Loris Malaguzzi fu straordinaria e profonda. Da quell’esperienza e dal loro confronto nacque il celebre saggio “Grammatica della fantasia” (1973), che Rodari dedicò proprio alla città di Reggio Emilia. Le parole di Ida Cavallini (militante UDI e accompagnatrice dei bambini che arrivavano in Emilia Romagna con i “treni della felicità”): “Noi donne non abbiamo mai smobilitato. Venivamo dalla Resistenza e affrontavamo un’altra resistenza, lottavamo contro la miseria… e così ospitammo i bambini del Meridione e i bambini del Polesine. Le nostre organizzazioni, l’Udi, il Partito, le Camere del Lavoro, erano sempre presenti. Ma il compito dell’accoglienza ai bambini fu solo l’inizio. Ci fu la lotta per gli asili, poi abbiam voluto le scuole a tempo pieno, poi abbiam voluto il centro ricreativo estivo e le colonie. Sono state lotte dure, ma le abbiam condotte e vinte. Non volevamo bambini in mezzo a una strada, volevamo che fin da piccoli imparassero ad associarsi, a volersi bene, a scrivere, a leggere, a diventare delle persone umane.” Oggi, grazie alla volontà popolare e a quelle lotte partite dal basso e sempre con l’obiettivo di migliorare la comunità intera, e grazie a quelle amministrazioni comuniste visionarie e competenti Reggio Emilia è riconosciuta come un’eccellenza mondiale per i suoi servizi all’infanzia. Chissà se al ministero ne sanno qualcosa, chissà se a Roma ne sanno qualcosa. Chissà se a quei signori che con la cultura fanno spesso a botte non venga voglia di imparare qualcosa. A Reggio ci sono anche i formatori e credo che sarebbero ben contenti di portare questa esperienza anche in Italia e non solo all’estero. oesdSpontrif15g2t8la1g2701098h425i363ha fhmc3chitm11im292u12 ·
14 maggio 2026. La Lega è fuorviante sul reddito di cittadinanza ai rifugiati
L’imbarcazione della ong “Humanity1” con a bordo 186 i migranti soccorsi al largo di Lampedusa, entra nel porto di Catania, 30 giugno 2024. ANSA/ ORIETTA SCARDINO
Secondo il partito di Salvini, la Corte di giustizia dell’Ue ha imposto all’Italia di dare il sussidio a tutti gli stranieri, anche se da poco nel nostro Paese
Il 12 maggio scorso la Lega ha pubblicato sul suo profilo Instagram un reel in cui la parlamentare europea Isabella Tovaglieri sostiene che la Corte di giustizia dell’Unione europea avrebbe imposto all’Italia di riconoscere il reddito di cittadinanza ai rifugiati, anche se appena arrivati nel Paese. Secondo Tovaglieri, «la Corte ha condannato l’Italia perché avrebbe discriminato un rifugiato straniero al quale era stato negato il reddito di cittadinanza per non aver rispettato il requisito dei dieci anni di residenza necessari per ottenerlo». La parlamentare europea ha poi aggiunto che «per i giudici della Corte europea non regalare soldi a pioggia a persone sbarcate ieri violerebbe il principio di uguaglianza, e quindi gli stranieri sarebbero così discriminati». Ma le cose stanno davvero così? In breve, la ricostruzione della parlamentare europea della Lega è fuorviante.
14 maggio 2026. A Napoli trionfa Ballerini: ordine d’arrivo sesta tappa, classifica
Arriva oggi la prima vittoria italiana in questa edizione. Ora per i big l’esame Blockhaus nella settima tappa
La Presse – Al Giro d’Italia 2026 oggi è il giorno di Davide Ballerini. Il corridore della XDS Astana si è imposto nella sesta tappa della Corsa Rosa, 141 km da Paestum a Napoli. Dopo quattro arrivi su Lungomare Caracciolo, il traguardo di quest’anno situato in Piazza del Plebiscito ha visto Ballerini regalare all’Italia la prima vittoria di questa edizione del Giro. Uscito indenne da una maxi caduta a poche centinaia di metri dal traguardo, Ballerini ha preceduto allo sprint il belga Jasper Stuyven e il francese Paul Magnier entrambi del team Soudal Quick-Step. Ballerini ha centrato la sua undicesima vittoria da professionista, la prima al Giro a 31 anni e la seconda stagionale dopo la tappa al Giro di Turchia.
Volevano “fare una bravata”, ma bastava un contatto in più per provocare una caduta devastante. “Ho visto tutto perché davanti a me c’era Thomas Silva (l’uruguaiano ex maglia rosa, ndr) che l’ha mandato a quel paese. Non si rendono conto della velocità a cui andiamo”, ha raccontato Alberto Bettiol. “Se li prendiamo, ci facciamo male tutti”. Durissima la reazione del Giro d’Italia sui canali social: “Vi adoriamo a bordo strada, ma c’è un limite da non superare. Non siate come questa persona”.
Stanotte il summit Trump-Xi. Un altro drone sulla base Unifil, Mattarella a Herzog: “Inaccettabile”
Trump a Pechino, nella notte italiana l’incontro con Xi. La Global Sumud Flottilla ci riprova, partenza dalla Turchia. Araghchi chiede il rilascio di 4 iraniani arrestati in Kuwait
US Vice President JD Vance says he believes progress is being made in negotiations with Iran after President Donald Trump rejected Tehran’s latest proposal as unacceptable.
Brigadier-General Mohammad Akrami Nia says Iran’s military is maintaining “the highest level of readiness” and “there is no room for retreat” as the ceasefire with the US hangs in the balance.
Benjamin Netanyahu made a “secret” visit to the UAE and met its president during the war on Iran, the Israeli prime minister’s office says.
However, UAE’s Foreign Ministry has rejected those reports, saying relations with Israel “are not based on secrecy or clandestine arrangements”.
Trump has landed in Beijing to meet his Chinese counterpart, Xi Jinping, with discussions on the US-Israel war on Iran expected during his two-day visit.
At least 15 people, including children, have been killed in Israeli air attacks on Lebanon in the latest deadly attacks despite an ongoing “ceasefire”.
Des casques bleus français utilisent un système de défense aérienne Mistral lors d’une inspection de leur base à Deir Kifa, dans le sud du Liban, le 20 août 2025. HUSSEIN MALLA/AP
Le point sur la situation, mercredi 13 mai à 21 heures
Les bombardements israéliens se sont intensifiés dans le sud du Liban, où ils ont fait au moins seize morts depuis le début de la journée, malgré la trêve en vigueur depuis le 17 avril, selon le ministère de la santé libanais et NNA, l’agence de presse officielle.
Plusieurs drones explosifs lancés par le Hezbollah sont tombés à proximité de la zone du sud du Liban où les forces israéliennes sont déployées, a annoncé un porte-parole militaire, qui n’a signalé ni victimes ni dégâts. Le mouvement chiite pro-iranien a, quant à lui, revendiqué plusieurs embuscades et raids de drones.
La Force intérimaire des Nations unies au Liban (Finul) se dit de plus en plus préoccupée par les activités du Hezbollah et de l’armée israélienne à proximité de ses positions, notamment du fait de l’utilisation accrue de drones, qui ont provoqué des explosions à l’intérieur et aux abords de ses bases, sans faire de victime.
Donald Trump est arrivé à Pékin pour rencontrer son homologue, Xi Jinping, sur lequel il entend faire pression pour que la Chine, partenaire stratégique et économique primordial de l’Iran, use de son influence pour ouvrir la voie à un règlement du conflit.
Le contrôle du détroit d’Ormuz générera d’importantes recettes économiques et pourrait même doubler les revenus pétroliers de la République islamique, a déclaré le général Mohammad Akraminia, porte-parole de l’armée iranienne. « Après la fin de cette guerre, il n’y aura plus de retour en arrière », a-t-il assuré.
L’avocate iranienne Nasrin Sotoudeh a été libérée sous caution par les autorités iraniennes, plus d’un mois après son arrestation, a annoncé sa fille. Narges Mohammadi, lauréate du prix Nobel de la paix 2023, avait, elle aussi, été relâchée sous caution, dimanche, pour être soignée.
13 maggio 2026 Live guerra Russia – Ucraina, la cronaca in tempo reale: giorno 1539
RaiNews LIVE
Raro attacco diurno della Russia, 800 droni contro le regioni ucraine. Morti tra i civili
Zelensky: “Proprio quando Trump va in Cina: Mosca cerca di destabilizzare il clima politico globale”. Il Cremlino insiste: perché ci siano negoziati il presidente ucraino “deve ordinare il ritiro dal Donbas”
EN DIRECT, guerre en Ukraine: Kiev revendique plusieurs attaques nocturnes contre les forces russes dans les territoires occupés
L’état-major des forces armées ukrainiennes a affirmé avoir « porté des coups à une série d’objectifs importants » des forces russes, durant la nuit de lundi à mardi, dans les oblasts de Donetsk, de Louhansk et de Zaporijia.
Une habitante, sur le perron d’un immeuble endommagé lors d’un bombardement aérien, à Odessa (Ukraine), le 13 mai 2026. OLEKSANDR GIMANOV/AFP
Le point sur la situation, mercredi 13 mai à 21 heures
La Russie a lancé plus de « 800 drones » sur l’Ukraine mercredi, faisant au moins six morts, a dénoncé Volodymyr Zelensky, accusant Moscou d’attaques menées délibérément le jour de l’arrivée en Chine du président américain, Donald Trump.
Le président ukrainien avait exhorté son homologue américain à évoquer les moyens de mettre fin à l’invasion russe au cours de sa rencontre avec le chef de l’Etat chinois, Xi Jinping.
Selon les autorités régionales ukrainiennes, trois personnes ont été tuées dans l’oblast occidental de Rivne, deux dans l’oblast méridional de Kherson et une dans celui de Zaporijia, également dans le sud de l’Ukraine.
La Russie a écarté, mercredi, l’idée de véritables pourparlers de paix avec Kiev tant que l’armée ukrainienne n’aurait pas quitté l’oblast oriental du Donbass, partiellement contrôlée par Moscou.
Les autorités slovaques ont fermé pendant deux heures leur frontière avec l’Ukraine pour des raisons de sécurité, après d’importants bombardements russes sur Oujhorod, une ville ukrainienne située à proximité.
La Transcarpatie subit « l’attaque la plus massive qu’elle ait connue », a fait savoir le chef de l’administration militaire régionale. La Hongrie a condamné l’attaque sur cette région qui abrite une minorité hongroise et a convoqué l’ambassadeur russe en Hongrie.
Les forces spéciales ukrainiennes ont revendiqué une attaque de drones contre le terminal pétrolier Tamanneftegaz, dans le kraï de Krasnodar, dans la nuit du 13 mai.
13 maggio 2026. La tragedia di Bakari Sacko, il migrante ucciso che il governo non vede
Controvento, il podcast di Annalisa CuzzocreaAnnalisa Cuzzocrea commenta ogni giorno un fatto, un punto di vista, un retroscena della politica e non solo. Con attenzione ai grandi eventi internazionali e a tutto quel che si muove nella società. Controvento è on line dal lunedì al venerdì su Repubblica.it, sull’app di OnePodcast e su tutte le principali piattaforme.
13 maggio 2026. La Piccola Posta di Adriano Sofri
Per Bakari Sako, il bracciante in bicicletta
Foto Pixabay
Si era fermato a bere un caffè in un bar aperto, e là la banda lo ha accoltellato, “senza un motivo”: come se accoltellare un nero all’alba non fosse un motivo bastante
Stavo finendo di leggere – ci si mette poco, è un volume smilzo – il saggio dedicato per il Mulino al “4 luglio”, da Arnaldo Testi. Attraverso una rievocazione della data del Giorno dell’Indipendenza, ricca di episodii, aneddoti e coincidenze, si legge una vivace ricapitolazione della storia americana, buona da confrontare con quella che oggi non si sa se considerare come un inveramento paradossale o una paradossale liquidazione della storia degli Stati Uniti d’America. “Tutti gli uomini sono creati uguali”: formidabile premessa. Cui era però da molti, da troppi, sottintesa la lettura autentica: “Tutti gli uomini maschi bianchi sono creati uguali”. Che ne restringeva di moltissimo l’orizzonte. Ne teneva fuori soprattutto le donne, e gli schiavi. Dunque una maggioranza dell’umanità. Le donne non partecipavano alle parate, né al voto: partecipavano ai balli. Ma leggevano già la Dichiarazione a loro modo.
13 maggio 2026. Arrieta vince la quinta tappa, Eulalio nuova maglia Rosa. Ecco l’ordine di arrivo
Lo spagnolo dell’UAE Team Emirates XRG: “La vittoria più importante della mia carriera”. Eulalio conquista anche la maglia Bianca Conad
La Presse – Igor Arrieta, dell’UAE Team Emirates XRG, ha vinto la quinta tappa del Giro d’Italia 2026, la Praia a Mare-Potenza di 203 km. Lo spagnolo ha battuto, al termine di un finale rocambolesco, il portoghese Afonso Oliveira Eulalio (Bahrain Victorious), nuova maglia Rosa e Bianca.
Igor Arrieta vince la quinta tappa del Giro d’Italia, 13 maggio 2026 (Photo by Gian Mattia D’Alberto/LaPresse)
Il racconto della quinta tappa del Giro d’Italia
Giornata segnata dallapioggia e da una lunga fuga partita dalla mattina. Tante emozioni nel finale con i due fuggitivi che sono caduti entrambi. Il momento clou ai -2 km dall’arrivo quando Arrieta ha sbagliato strada. Lo spagnolo a 1500 metri dal traguardo aveva 10″ di ritardo da Eulalio. Sul finale in leggera salita è risalito a velocità doppia, superando il portoghese che però può sorridere visto che è la nuova maglia Rosa. Il gruppo di Giulio Ciccone, infatti, è giunto sul traguardo con un ritardo importante.
203 km di pioggia e freddo da Praia a Mare a Potenza. I primi 10 km asciutti poi il diluvio, il freddo e nel finale la solitudine della maglia rosa.
Screenshot
Giulio Ciccone sapeva di non avere la squadra per difendere la maglia anche se un ottimo Ghebreigzabhier di km ne ha tirati tanti. Purtroppo quei 13 là davanti viaggiavano veloci e quando è cominciata la salita dura, a 57 km dal traguardo, avevano 2’ di vantaggio.
Tra loro Rubio un colombiano capace di fare top ten in due giri d’Italia (2024 e 2025) ed è per questo che la Red Bull ad un certo punto ha lavorato per limitare il ritardo. Poi Rubio si è staccato e gli altri fuggitivi ne hanno approfittato. Soprattutto lo spagnolo Arrieta e il portoghese Eulalio. Scaroni, Garofoli e Milesi, con l’ex maglia rosa Silva hanno tentato di riprendere la coppia al comando ma non ci sono riusciti.
Finale mozzafiato, cade Arrieta sembra fatta per Eulaio ma cade pure lui e viene ripreso. A 4 km dalla conclusione Arrieta fa un dritto (strade bagnatissime) ma non demorde e quei 10” persi riesce a recuperarli superando il portoghese negli ultimi 100 metri. Arriva secondo ma è la nuova maglia rosa. Giulio Ciccone arriva con un ritardo superiore ai 7’. Gli resta la gioia di avere realizzato il sogno di una vita: la maglia rosa.
Le previsioni del tempo per martedì 12 maggio 2026
13 maggio 2026 “Compagni dai campi e dalle officine… Notizie sparse raccolte qua e la
Le guerre, Hormuz, gli assetti globali. Il conto salato dell’incertezza
Marco Ferrando – Avvenire
Inflazione, consumi e investimenti sono sotto pressione: la crisi internazionale comprime i redditi reali, alimenta il carovita e impone misure tampone difficili da sostenere. Serve un piano energetico e industriale coraggioso
Camminiamo sulle uova. E non sappiamo quanto a lungo ci toccherà ancora farlo. Dipende dalla piega che prenderanno gli eventi intorno allo Stretto di Hormuz, dagli equilibri in tutto il Medio Oriente, dalle imprevedibili mosse di Donald Trump e dalle reazioni della Russia di Putin, della Cina di Xi, di un’Europa stanata suo malgrado da un quadro mai così complesso. Ma proprio la complessità del contesto presente e l’incertezza degli sviluppi futuri rischiano di far passare in secondo piano i danni che il perdurare di questa situazione ha già fatto, in tutto il mondo. E naturalmente anche in Italia, che in tema di economia e di risorse (scarse) per sostenerla sulle uova ci sta perennemente.
13 maggio 2026. Quanto ci hanno fatto risparmiare davvero i tagli alle tasse
Matthias Balk/dpa
Da anni i governi investono su una riduzione delle tasse sul lavoro, ma il risparmio fiscale è stato quasi del tutto compensato dall’inflazione
Massimo Taddei – pagellapolitica
Il 12 maggio, l’ISTAT ha pubblicato la nota sull’andamento dell’economia italiana nel primo trimestre del 2026, un documento che sintetizza i risultati economici più recenti per il nostro Paese, dalla crescita del PIL, a quella dell’occupazione. Nella nota di questo mese è presente anche un approfondimento sull’efficacia delle riforme fiscali negli ultimi sei anni. In particolare, l’istituto di statistica si è concentrato sul cosiddetto fiscal drag, ossia il fenomeno per cui l’inflazione aumenta i redditi nominali dei contribuenti, costringendoli a pagare più tasse anche se il loro potere d’acquisto rimane invariato.
Lunedì 18 maggio: sciopero intera giornata Ospedale San Raffaele di Milano
Le lavoratrici e i lavoratori dell’Ospedale San Raffaele sono indignati per quanto è emerso dalla puntata di Report del 10.05.2026: una Dirigenza che fa investimenti fallimentari all’estero, utilizzando i profitti derivanti dagli Ospedali convenzionati, che ricevono soldi pubblici per fare sanità e non business! Sono indignati, ma non sorpresi: infatti, era stato aperto lo stato di agitazione già a marzo scorso e proclamato lo sciopero nella prima data disponibile: il 18 maggio! La legge sul “diritto” di sciopero italiana, già contestata a livello europeo, non ha permesso ai lavoratori una reazione immediata al declino che l’Ospedale sta subendo per effetto delle dimissioni di molti professionisti: infermieri, OSS, tecnici, medici, ecc. Difficile pensare che un ospedale possa funzionare senza personale! Permangono le condizioni lavorative e di cura, che erano già state denunciate nell’autunno 2025 come inadeguate e pericolose e che hanno portato ai noti fatti di cronaca di dicembre scorso. Il cambio di Amministratore unico non ha determinato veri miglioramenti per il personale e i pazienti, ma solo interventi non stabili e non risolutivi. D’altra parte, non c’è mai stata una vera discontinuità. Per CUB sanità italiana e USI sanità, l’unico modo per trattenere lavoratrici e lavoratori è adeguare i salari e assumere più personale, a partire dalla stabilizzazione di tutti i precari e dalla gestione diretta di reparti e servizi oggi appaltati. Solo da qui può passare il rilancio dell’Ospedale San Raffaele. Riguardo alla gestione spregiudicata, invitiamo le istituzioni a rendere pubbliche tutte le strutture del privato convenzionato, perché i servizi sanitari possono essere solo pubblici, per evitare le derive messe in luce dal servizio di Report. Lavoratrici e lavoratori si danno appuntamento alle 9.30 nel piazzale dell’Ospedale San Raffaele, per poi partire in corteo fino al Palazzo di Regione Lombardia. pSosetdonr93f10084h1uu5917 400mi1fh9h59c048808f69584c70f6t6t ·
Trump vola a Pechino: “Cina e Nato non ci servono”. Poi attacca i media: “Traditori”
L’Iran chiede la fine della guerra e rivendica il controllo di Hormuz. Israele approva un Tribunale speciale per il 7 ottobre: “Pena di morte”. Sanzioni UE contro i coloni ebraici violenti, niente stop ai prodotti delle colonie
US President Donald Trump claims the United States will win its war on Iran “peacefully or otherwise”, and says that help from China is not needed to reach a settlement.
Kuwait says four members of Iran’s Islamic Revolutionary Guard Corps attempted to enter the country via its Bubiyan Island to launch “hostile” activities. Iran has officially denied the accusations.
Qatar accuses Iran of “weaponising” the Strait of Hormuz and “blackmailing” Gulf states, as energy supplies and other crucial goods remain locked in the region.
Israel has killed two paramedics in Lebanon’s Nabatieh, with the country’s Health Ministry saying they were “directly targeted”. Israel has killed at least 2,883 people in Lebanon since March 2.
Bombardement de l’armée israélienne dans le sud du Liban, le 12 mai 2026. KAWNAT HAJU/AFP
Le point sur la situation, mardi 12 mai à 21 heures
La réponse de l’Iran aux dernières offres des Etats-Unis pour mettre fin au conflit est à prendre ou à laisser, a déclaré, mardi, Mohammad Bagher Ghalibaf, principal négociateur iranien. Donald Trump avait affirmé, la veille, qu’elle était bonne « à mettre à la poubelle ».
Dans le sud du Liban, les bombardements israéliens, qui se poursuivent malgré le cessez-le-feu en vigueur depuis le 17 avril, ont fait au moins cinq morts cet après-midi, dont deux membres du personnel de la défense civile et un soldat, selon l’Agence nationale de l’information (NNA) et l’armée libanaise. D’après le ministère de la santé, 380 personnes ont été tuées depuis le 17 avril.
Les forces israéliennes ont fait état de nouveaux raids de drones en provenance du Liban et disent en avoir intercepté « un certain nombre », mais plusieurs ont, selon elles, explosé sur le territoire de l’Etat hébreu, près de la frontière, sans faire de blessé.
Elles ont, par ailleurs, annoncé avoir mené la semaine dernière une « opération spéciale » de plusieurs jours contre les positions du Hezbollah le long du Litani, à une trentaine de kilomètres de la frontière pour « éliminer des infrastructures terroristes » et« établir un contrôle opérationnel de la région ».
Jules Hurst, contrôleur financier du Pentagone, a estimé, mardi, le coût des opérations militaires américaines en Iran à 29 milliards de dollars (24,7 milliards d’euros), lors d’une audition devant la commission des crédits de la Chambre des représentants. Lors d’une autre audition, le 30 avril, il avait avancé le chiffre contesté de 25 milliards de dollars (21 milliards d’euros).
L’inflation s’est une nouvelle fois fortement accélérée aux Etats-Unis, à 3,8 % sur un an en avril, reflétant notamment l’envolée des prix à la pompe due à la guerre au Moyen-Orient, selon des données officielles publiées mardi. Il s’agit du rythme le plus élevé depuis mai 2023. En comparaison, l’indice des prix à la consommation a progressé de 3,3 % en mars et de 2,4 % en février.
12 maggio 2026 Live guerra Russia – Ucraina, la cronaca in tempo reale: giorno 1538
RaiNews LIVE
Mosca: “Tregua finita, l’operazione continua”. Ma Trump vede la fine del conflitto
Scaduto il cessate il fuoco, la Russia riprende l’offensiva e annuncia i missili Sarmat. Mosca chiede 5 città del Donbas per la pace, mentre Zelensky accelera sull’IA con Palantir e l’UE sblocca i fondi per i droni
EN DIRECT, guerre en Ukraine: la Hongrie condamne l’attaque russe contre la Transcarpatie
Cette région de l’ouest de l’Ukraine abrite une minorité hongroise. Le premier ministre Péter Magyar a annoncé la convocation, jeudi matin, de l’ambassadeur russe en Hongrie par la ministre des affaires étrangères hongroise
Un immeuble endommagé lors d’une frappe de drone russe, à Odessa, (Ukraine), le 13 mai 2026. NINA LIASHONOK/REUTERS
Le point sur la situation, mardi 12 mai à 21 heures
Au moins six personnes ont été tuées et sept autres blessées dans des frappes russes sur l’oblast de Dnipropetrovsk, dans le centre de l’Ukraine, selon les autorités. Volodymyr Zelensky a dénoncé une attaque « cynique et dénuée de tout sens militaire ».
L’Ukraine a mené plusieurs attaques contre les forces russes dans les territoires ukrainiens occupés, dans la nuit de lundi à mardi, a affirmé l’état-major des forces armées du pays.
La Russie a intercepté et détruit 54 drones ukrainiens depuis mardi matin dans plusieurs de ses oblasts et en Crimée, a assuré le ministère de la défense russe.
« Les positions de l’Ukraine sont les plus solides qu’elle ait connues depuis des années » à la fois sur le front et sur les projets conjoints en cours de développement avec ses partenaires, a déclaré Volodymyr Zelensky.
Réaliser des progrès dans les efforts de paix sans l’implication des Etats-Unis « n’est pas possible », a estimé le ministre des affaires étrangères ukrainien, Andrii Sybiha.
Le drone militaire retrouvé jeudi en mer Ionienne au large de la Grèce est ukrainien, a annoncé le ministre de la défense grec. L’Ukraine, elle, a affirmé ne disposer d’aucune information concernant l’appareil.
12 maggio 2026. Lotte operaie: Electrolux chiude, tute blu in sciopero
Iran: negoziati in stallo e si torna a parlare di guerra aperta I Taranto in piazza per Sako Bakari I Bolivia: marcia contro le privatizzazioni della destra
LOTTE OPERAIE – Il colosso svedese dell’elettrodomestico Electrolux ha annunciato 1.700 licenziamenti, quasi il 40% dei 4.500 attuali dipendenti. Nessuno stabilimento in Italia sarà escluso dalla ristrutturazione e riduzione del personale. In particolare, è stata annunciata la chiusura dell’impianto di Cerreto d’Esi (Ancona), in cui operano 170 dipendenti.
Contro i licenziamenti Fiom, Uilm e Fim hanno dichiarato lo stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero nazionale, da declinare in ogni stabilimento. I sindacati si rivolgono al Governo: “Chiediamo al governo un immediato intervento con una convocazione urgente al Mimit”. Nei prossimi giorni saranno coinvolte le istituzioni locali per chiedere di fare fronte comune con i lavoratori.
Tutti gli stabilimenti Electrolux sono in sciopero tra oggi e domani annuncia Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom Cgil e responsabile settore elettrodomestico, che aggiunge: “Non consentiremo l’ennesimo scempio industriale, non consentiremo che vengano tolti posti di lavoro e produzioni nel nostro Paese”. Si rinnova dunque la richiesta al governo “di intervenire con urgenza per tutelare le lavoratrici e i lavoratori e salvare un polo industriale strategico”.
TARANTO – “Non si restare in silenzio. Dopo l’uccisione di Sako Bakari, lavoratore originario del Mali, avvenuta in piazza Fontana, sentiamo il bisogno di esserci. Di ritrovarci come comunità, di condividere dolore, riflessioni, domande, ma soprattutto di affermare insieme un’idea diversa di città fondata s dignità umana, lavoro, diritti e convivenza”. Così il Coordinamento di Libera Taranto, Associazione Babele Aps, Mediterranea Saving Humans Taranto e Comunità Africana di Taranto, annunciando un presidio con microfono aperto giovedì 14 maggio, ore 17.30 in piazza Fontana.
Le associazioni invitano “a uno spazio aperto, plurale e condiviso, per ribadire insieme che nessuna vita è invisibile e che la violenza, il razzismo, l’odio e l’indifferenza non possono avere l’ultima parola.
A Taranto non c’è spazio per il razzismo, anche se è generato dal disagio. Partecipare significa scegliere da che parte stare”.
Bakari, bracciante agricolo, è stato ucciso all’alba di sabato nella città vecchia con tre colpi inferti con un’arma da taglio dopo essere stato prima malmenato da un gruppo di giovani e aver tentato invano di fuggire. Ieri sera la Polizia ha notificato il fermo di indiziato di delitto nei confronti di quattro minorenni tra i 15 e i 16 anni e di un 20enne, accusati di concorso in omicidio aggravato.
IRAN – “Certamente la realtà dello stallo dei negoziati mostra fino in fondo le enormi difficoltà che gli Stati Uniti stanno incontrando in questa guerra, il dato di fatto è che l’Iran ha inchiodato gli Stati Uniti dal punto di vista militare e della politica internazionale.” Raffaele Crocco, giornalista che è stato inviato di guerra e ora è direttore responsabile dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo commenta in questo modo le dichiarazioni di Trump sulla tregua che sarebbe molto a rischio con l’1% di possibilità di reggere: “l’Iran ha mostrato che , regime o non regime, ha una capacità di tenuta politica, economica e militare assolutamente inattesa.” Il presidente statunitense intanto alterna affermazioni contraddittorie, ritenendo la soluzione diplomatica ancora possibile per poi definire spazzatura la proposta iraniana.
Su alcuni punti le posizioni sono ancora decisamente lontane, per Crocco addirittura inavvicinabili: “il punto centrale rimane quello del programma nucleare iraniano, quello è diventato il nodo vero sul quale la sovranità del paese viene messa in discussione. Gli iraniani quindi a questo punto difficilmente cederanno, per di più sapendo di essere in regola dal punto di vista formale del diritto internazionale; non dimentichiamoci che l’Iran ha siglato tutti i trattati internazionali di non proliferazione nucleare. Cosa che invece non ha fatto Israele -prosegue l’analista – che ha una bomba atomica assolutamente illegittima e illegale, non sottoposta ad alcun controllo di alcuna agenzia internazionale e tutti fanno finta che questo sia regolare. E’ evidente che l’Iran su questo punto non può accettare compromessi.”
C’è poi il tema del controllo dello Stretto di Hormuz: “è diventata centrale per una questione di equilibri generali del pianeta e Teheran vorrà ribadire il proprio controllo”, anche da usare come asso nella manica da giocare nei momenti di crisi. Se non si raggiunge un accordo la previsione di Raffaele Crocco è che l’Iran possa tenere chiuso a lungo lo Stretto di Hormuz: “Teheran ha tutta una serie di vie di fughe e di approvvigionamento che non dipendono da Hormuz e che le consentono comunque di andare avanti abbastanza bene per molto tempo mentre le economie soprattutto asiatiche da questa chiusura rischiano di essere strozzate; anche l’Unione europea che comincia ad avere difficoltà rispetto alle scorte, quindi lo stretto se non si trova una soluzione reale rischia di restare chiuso per molto tempo.”
BOLIVIA – Americhe. L’ex presidente boliviano Evo Morales, leader del Movimento al socialismo, al governo dal 2006 al 2019, ha annunciato una nuova mobilitazione contro le politiche neoliberiste e di privatizzazione del governo di destra di Rodrigo Paz. Sarà una marcia di 6 giorni dalla città di Caracollo, sugli altipiani, a 190 chilometri dalla capitale La Paz. La ‘Marcia per la vita per salvare la Bolivia’, questo il nome dell’iniziativa, è stata organizzata da Evo Pueblo, l’organizzazione politica guidata dall’ex leader dei coltivatori di coca nella regione del Chapare, a Cochabamba, e dovrebbe raggiungere la sede del governo il 18 maggio. La marcia si svolgerà in coordinamento con la Confederazione unificata dei lavoratori contadini della Bolivia (Csutcb), la Centrale dei lavoratori boliviani (Cob) e i sindacati degli insegnanti.
12 maggio 2026. 9 maggio 2026. La Piccola Posta di Adriano Sofri
Non sono uno che si fa illusioni. Neppure sull’Ucraina
Foto LaPresse
Posso permettermi di immaginare una stanza affollata con un giornalista del Kyiv Independent che chiede bruscamente a Donald Trump: “Non avevi un abito più appropriato da metterti?” E Zelensky che dice a Trump, comprensivamente: “Vedi: non hai le carte”
Ogni tanto perdo troppo tempo a scorrere lungo Facebook, finché non trovo qualcuno, qualcuna, che scrive: “Nell’impossibilità di ringraziare uno per uno i tantissimi che mi hanno fatto gli auguri, lo faccio qui una volta per tutte, con la più affettuosa gratitudine”. Leggo l’orario in cui è stato scritto: cinque ore fa. E i like: due, e un cuore. Allora metto un like, e mi faccio la giornata.
12 maggio 2026. Bologna. L’Età del pane: attraverso i corpi di Pasolini e Moro, Gifuni scuote l’Arena del Sole
Assistere agli spettacoli “Il Male dei Ricci” e “Con il vostro Irridente Silenzio” ha portato ciascuno ad avere la sensazione che l’isolamento patito da questa improbabile coppia fosse il destino ineluttabile di chi aveva gli strumenti per comprendere davvero il nostro Paese
Andrea Femia – cantierebologna.com
Ci sono esperimenti teatrali che nascono per stupire, e altri che invece scelgono una strada infinitamente più tortuosa: attraversare il dolore, il pensiero e la memoria di un Paese senza cercare scorciatoie emotive. L’esperimento compiuto da Fabrizio Gifuni all’Arena del Sole di Bologna appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Portare in scena, a distanza di pochissimi giorni, “Il male dei ricci” e “Con il vostro irridente silenzio” ha significato confrontarsi con due figure enormi della storia italiana, Pier Paolo Pasolini e Aldo Moro, senza ridurle a simboli facili o a materiali da commemorazione. Ha significato assumersi il rischio di lasciar assaporare il loro angoscioso vivere nella complessità, nella loro solitudine irriducibilmente umana.
12 maggio 2026. Dal 14 al 16 maggio, su impulso della Società Italiana di Scienza Politica e in collaborazione con il Dipartimento Scipog di Unime, si terrà a Messina una tre giorni di studio e mobilitazione sulla partecipazione politica, con un focus sul ponte sullo Stretto e sulle mobilitazioni contro la sua realizzazione.
Oltre a momenti di dibattito con diversx studiosi e studiose, nel pomeriggio di giovedì 14 maggio, alle ore 16:15, presso l’aula Buccisano del Dipartimento Scipog (Piazza XX Settembre 4), si terrà la tavola rotonda “La lotta contro il ponte: giustizia sociale, ambientale e prospettive intersezionali”. Sempre giovedì 14 maggio, alle ore 21:30 ci sarà invece un momento culturale presso il Caffè Letterario Voltapagina, in Strada San Giacomo 13, che ospiterà lo spettacolo teatrale “Scecco, cavallo e re”.
La giornata di sabato 16 maggio sarà invece interamente dedicata a un approfondimento sul ponte sullo Stretto inteso come dispositivo politico, con momenti di confronto tra studiose/i, cittadinanza e attiviste/i.
12 maggio 2026. Narvaez vince la tappa a Cosenza: maglia rosa a Ciccone
Silva in crisi su Gpm Cozzo Tunno. Christen nuova maglia bianca Conad
La Presse – Jhonatan Narváez del team UAE Team Emirates XRG ha vinto la quarta tappa del Giro d’Italia 2026, la Catanzaro-Cosenza, la prima in Italia dopo le prime tre frazioni corse in Bulgaria. Il corridore ecuadoriano ha preceduto sul traguardo Orluis Aular della Movistar e Giulio Ciccone della Lidl-Trek, che è la nuova maglia rosa. Giornata nera per Rosa Guillermo Thomas Silva che è andato in crisi sul Gpm di giornata di Cozzo Tunno e ha accumulato un ritardo di circa 10 minuti. Distacco per cui perde sia la maglia Rosa sia la maglia Bianca Conad. Silva, il primo uruguaiano a vincere una tappa del Giro e a indossare la maglia rosa, era in testa alla classifica generale alla ripresa della corsa in Italia, dopo il giorno di riposo successivo alle prime tre tappe in Bulgaria.Tuttavia, ha ceduto a metà della lunga salita di seconda categoria nella seconda metà della tappa, terminando con oltre 10 minuti di ritardo.Ciccone ha lottato per la vittoria di tappa, ma è stato battuto in volata da Narvaéz, con Orluis Aular secondo al termine dei 138 km del percorso da Catanzaro, nel cuore dell’Italia, a Cosenza.I quattro secondi di abbuono conquistati da Ciccone per il terzo posto sono stati sufficienti a portarlo in testa alla classifica generale del Giro, con quattro secondi di vantaggio su Jan Christen, Florian Stork ed Egan Bernal. La quinta tappa di mercoledì potrebbe rimescolare le carte in classifica generale. Il percorso di 203 chilometri da Praia a Mare a Potenza presenta quasi 4.000 metri di dislivello e pochissimi tratti pianeggianti.
Narvaez vince la tappa Foto: Gian Mattia D’Alberto/LaPresseGiulio Ciccone maglia rosa Foto: Gian Mattia D’Alberto/ LaPresse
Nessuna variazione in classifica generale: Guillermo Thomas Silva (XDS Astana Team) resta leader davanti a Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team) ed Egan Bernal (Netcompany INEOS), entrambi a quattro secondi. La carovana si sposterà adesso in Italia: martedì è in programma la quarta tappa, la frazione mossa di 138 km da Catanzaro a Cosenza.
Guillermo Thomas Silva oltre alla maglia rosa conserva anche la maglia bianca, sponsorizzata da Conad, riservata al miglior giovane under 25 in classifica generale, al termine della terza tappa del Giro d’Italia, la frazione pianeggiante di 175 km da Plovdiv a Sofia, l’ultima in Bulgaria prima del trasferimento in Italia.
SOLIDARIETÀ ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI ELECTROLUX
il piano di ristrutturazione della multinazionale Electrolux parla chiaro: 1700 licenziamenti su 4000 asserire. Respingere il piani senza alcuna mediazione possibiile Un licenziamento oggi è una condanna domani. Ogni volta che non riusciamo a fermare una ristrutturazione o una crisi aziendale, stiamo preparando il terreno per la disoccupazione del nostro territorio, comunità, famiglia allargata. Ogni arretramento di oggi è la base della crisi di domani. L’effetto domino nel settore. La vicenda Electrolux segue drammaticamente quella di Beko. Ciò che non si è fermato alla Beko, spacciandolo per vittoria, ora la paga il resto della classe. È il segnale dello smantellamento sistematico della produzione di elettrodomestici in Italia e in Europa. La fuga del capitale inesorabile verso morte e distruzione. Il capitale si ritira dalla produzione legata al consumo di massa e si sposta vorticosamente verso: Riarmo e guerra Economia fossile Speculazione immobiliare e finanziaria L’urgenza di un piano alternativo. Per fermare questo declino serve un Piano di Reindustrializzazione Ecologica di Massa. Solo la conversione delle fabbriche verso produzioni ecologiche può garantire benessere sociale diffuso e lavoro dignitoso. Non un passo indietro. La produzione deve servire la vita, non il profitto bellico e finanziario. tepsondrSo88 18ui22r02 51leg9cgo11lfmt156e hlg h8075atha:o1ml ·
11 maggio 2026
Fermiamo la strage
Taranto, ucciso all’alba mentre andava a lavorare: la storia di Bakari Sako interroga una città intera
Fabiana Pacella – Articolo21
Aveva lasciato il Mali per cercare un futuro migliore. Lavorava nei campi, divideva un appartamento con altri braccianti, mandava soldi alla famiglia e progettava di tornare un giorno a casa. Invece, all’alba del 9 maggio, la sua vita si è fermata in una piazza del centro storico di Taranto. Bakari Sako aveva 35 anni. È morto dopo essere stato aggredito in piazza Fontana, nella Città vecchia, da un gruppo di giovanissimi. Tre colpi inferti con un oggetto acuminato — uno al torace e due all’addome — non gli hanno lasciato scampo. Gli investigatori stanno ancora ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti, ma ciò che emerge con forza è il profilo di un uomo lontano dagli stereotipi con cui troppo spesso vengono raccontati i migranti.
Trump boccia la risposta di Teheran. Poi annuncia: “Sto valutando la ripresa di Project Freedom”
Teheran chiede stop alla guerra e riapertura di Hormuz, nessun impegno sull’arricchimento dell’uranio. L’Ue sanziona i coloni ebraici violenti, Israele: “Un oltraggio”
Iran’s parliamentary speaker, Mohammad Bagher Ghalibaf, says that the country’s forces are ready to deliver a response to “any aggression”, and the US will be “surprised”.
US President Donald Trump said the ceasefire with Iran is “on massive life support” and slammed Iran’s response to a US peace proposal, sent yesterday via Pakistan.
Iran’s Foreign Ministry spokesperson says the US continues to have “unreasonable demands”, adding that Iran’s response “was not excessive”.
Israel’s bombardment of Lebanon continues, as Hezbollah claims more attacks on Israeli troops. The Lebanese Health Ministry says Israeli attacks in the past 24 hours have killed 51 people, including two medical workers.
Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.
Bombardement de l’armée israélienne sur la banlieue de Tyr, dans le sud du Liban, le 12 mai 2026. KAWNAT HAJU/AFP
Le point sur la situation, lundi 11 mai à 21 heures
Donald Trump a jugé dimanche soir la réponse de l’Iran à la proposition américaine pour mettre fin à la guerre « totalement inacceptable ». Les prix du pétrole ont bondi de 5 %, dans la matinée.
« La seule chose que nous avons exigée, ce sont les droits légitimes de l’Iran », a déclaré dans la matinée le porte-parole du ministère des affaires étrangères iranien, Esmaeil Baghaei, en précisant que Téhéran réclame notamment la levée du blocus américain des ports iraniens etle déblocage des avoirs appartenant au peuple iranien.
Le cessez-le-feu entre les Etats-Unis et l’Iran est « sous assistance respiratoire », a affirmé aujourd’hui Donald Trump,devant la presse à la Maison Blanche. Il promet une « victoire complète » sur l’Iran. De son côté, le président du Parlement iranien, Mohammad Bagher Ghalibaf, affirme que son pays est prêt « à riposter et à donner une leçon » en cas d’agression.
Le président américain envisage de relancer son opération « Projet Liberté », a-t-il déclaré à Fox News. « Cette fois-ci, ce ne serait qu’un petit élément de ce qui serait une opération militaire plus vaste », a-t-il ajouté.
La guerre au Moyen-Orient a provoqué « le plus grand choc énergétique » connu, selon Amin Nasser, PDG du groupe pétrolier saoudien Aramco.« Même si le détroit d’Ormuz rouvrait aujourd’hui, il faudrait encore des mois pour que le marché se rééquilibre et, si sa réouverture était retardée de quelques semaines supplémentaires, le retour à la normale s’étendrait jusqu’en 2027 », a-t-il déclaré.
Le président et le premier ministre libanais, Joseph Aoun et Nawaf Salam, exhortent les Etats-Unis à faire pression sur Israël. Ils ont reçu séparément l’ambassadeur américain, Michel Issa, pour préparer les discussions avec Israël prévues pour jeudi et vendredi à Washington.
Les frappes israéliennes se poursuivent dans le sud du Liban, notamment dans les districts de Nabatiyé et de Bint Jbeil. Le ministère de la santé libanais fait état de 2 869 morts depuis le 2 mars.
EN DIRECT, guerre en Ukraine: Kiev revendique plusieurs attaques nocturnes contre les forces russes dans les territoires occupés
L’état-major des forces armées ukrainiennes a affirmé avoir « porté des coups à une série d’objectifs importants » des forces russes, durant la nuit de lundi à mardi, dans les oblasts de Donetsk, de Louhansk et de Zaporijia.
La 58ᵉ brigade mécanisée ukrainienne, dans la région de Kharkiv (Ukraine), le 12 mai 2026. ANDRII MARIENKO/AP
Le point sur la situation, lundi 11 mai à 21 heures
Le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, a affirmé que les hostilités avec l’armée russe se poursuivaient malgré un cessez-le-feu de trois jours négocié par les Etats-Unis, accusant la Russie de ne pas vouloir mettre fin à la guerre qui dure depuis quatre ans.
La cheffe de la diplomatie de l’Union européenne (UE), Kaja Kallas, a estimé que la dynamique de la guerre était en train de « changer », en faveur de Kiev.« L’Ukraine se trouve dans une bien meilleure position qu’il y a un an », a-t-elle affirmé lors d’une conférence de presse.
L’UE a annoncé des sanctions contre une vingtaine de responsables et d’organisations russes accusés d’avoir transféré de force des enfants ukrainiens en Russie ou dans les territoires ukrainiens occupés.
Les transferts forcés d’enfants « constituent l’un des pires crimes » et visent à « effacer la future génération de l’Ukraine », a dénoncé la cheffe de la diplomatie européenne, Kaja Kallas.
Le ministre de la défense allemand, Boris Pistorius, a dit suspecter que les propos de Vladimir Poutine au sujet d’une fin prochaine de la guerre en Ukraine étaient un « leurre ».
11 maggio 2026. Milano: nuovo abuso di polizia. La testimonianza di Diala Kante a Radio Onda d’Urto
La violenza davanti ai figli dell’uomo |Libano: aggiornamenti da Beirut | Palestina: Ue sanziona i coloni ‘violenti’ | Milizie libiche sparano a Sea Watch durante soccorso migranti nel Mediterraneo |
MILANO – Ammanettato e sbattuto a terra da cinque poliziotti davanti ai suoi figli solo per aver espresso un’opinione critica; portato in questura per 12 ore e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.
È avvenuto verso le ore 20 di sabato 9 maggio davanti al ristorante Baobab di Milano. La vittima di questo nuovo abuso di potere di matrice razzista è Diala Kante, un cittadino italiano di origine senegalese che lavora come orafo. Radio Onda d’Urto, oggi pomeriggio, ha intervistato Diala Kante.
MEDIO ORIENTE – Il presidente Usa Trump ha respinto la controproposta iraniana per raggiungere un accordo sul cessate il fuoco e starebbe valutando – ha fatto sapere oggi pomerggio – di “riattivare Project Freedom”, cioè il blocco navale militare a Hormuz. Dopo aver rifiutato la proposta in 14 punti avanzata nei giorni scorsi da Washington – “dovremmo sottometterci a richieste eccessive”, commentano gli iraniani – Teheran ha formulato una controproposta che, tra le altre cose, comprende: la fine della guerra in tutta la regione (Libano compreso) e la rimozione del blocco navale Usa, lo sblocco dei beni iraniani congelati e il ripristino della sicurezza di navigazione nello Stretto di Hormuz ma sotto il controllo iraniano.
Torna a mordere il freno il premier israeliano Netanyahu, che vorrebbe riprendere i bombardamenti anche sull’Iran. Intanto, l’esercito di occupazione di Tel Aviv non ha mai smesso di portare avanti il genocidio in Palestina, tra Cisgiordania e Gaza, dove anche oggi, a Khan Yunis, l’artiglieria israeliana ha ucciso 4 persone, così come l’aggressione al Libano. Qui, anche oggi ci sono state vittime nel Sud, dove proseguono anche gli scontri sul terreno tra l’Idf e la resistenza sciita di Hezbollah. Su Radio Onda d’Urto, stamattina, la corrispondenza di David Ruggini, capomissione di Un Ponte per in Libano.
Nel primo pomeriggio di oggi, intanto, è arrivato il via libera del Consiglio Affari Esteri dell’Ue a sanzioni contro i coloni israeliani ma non in generale… Soltanto contro quellidefiniti ‘violenti’. L’Ungheria, infatti, ha tolto il veto che aveva tenuto fermo finora. Raggiunta l’unanimità necessaria, i 27 ministri degli Esteri hanno quindi raggiunto l’accordo politico. Non ha raggiunto il quorum necessario, invece, la proposta di imporre dazi ai prodotti degli insediamenti coloniali israeliani. L’accordo tra i ministri degli esteri dell’Ue prevede anche nuove sanzioni contro esponenti di Hamas
“La decisione si basa sull’idea che i coloni agiscano come lupi solitari o come mele marce quando la realtà è completamente diversa”, commenta il giurista Triestino Mariniello, intervistato da Radio Onda d’Urto. “I coloni non sono altro che uno strumento nelle mani dello stato di Israele, con il quale condividono l’obiettivo principale dell’annessione di territorio palestinese. Si muovono sempre con il sostegno dell’esercito israeliano e godono dell’impunità garantita dalle autorità israeliane”, aggiunge Mariniello
MIGRANTI – Stamattina la nave Sea-Watch 5 della omonima Ong tedesca, Sea Watch, ha comunicato di aver soccorso, in zona Sar libica, 90 persone che viaggiavano a bordo di un’imbarcazione in difficoltà. Terminato il salvataggio, l’equipaggio è stato bersagliato da colpi di pistola sparati da “una milizia libica che ha aperto il fuoco”: 15 colpi contro la Sea-Watch 5.
“Le milizie libiche ci stanno seguendo e minacciando”, ha denunciato l’Ong, aggingendo che almeno una delle due motovedette che ha sparato era stata “donata dallo stato italiano alla Libia”.
La nave è sucessivamente stata autorizzata a sbarcare al porto di Brindisi, che si trova a quattro giorni di navigazione rispetto al luogo dove è stata attaccata la Sea-Watch 5. Su quanto accaduto l’Ong si è rivolta ai governi di Germania e Italia, che in merito alla “palese violazione del diritto internazionale”, non hanno fornito nessun supporto. Radio Onda d’Urto ha intervistato Luca Faenzi, dell’ufficio stampa di Sea Watch.
Oggi su Radio Onda d’Urto puoi anche ascoltare anche:
11 maggio 2026. Etiopia: la persecuzione dei tigrini non diminuisce
Guerriglieri del Fronte di Liberazione del Popolo Tigrino
Un rapporto di Human Rights Watch denuncia che le autorità e le forze di sicurezza nella contesa regione occidentale dell’Etiopia stanno attuando una repressione dura con arresti arbitrari di tigrini, ai quali vengono limitati libertà di movimento, lavoro e l’accesso ai servizi.
Gli abusi e le discriminazioni,scrive HRW, hanno impedito ai civili, fuggiti dalla zona durante il conflitto del 2020-2022, di tornare alle proprie case. Centinaia di migliaia di persone vivono in condizioni disperate nei campi per sfollati. Le autorità impongono agli abitanti del Tigray di ottenere un permesso temporaneo dall’ufficio distrettuale per lasciare le proprie città. I residenti affermano che ottenere tali permessi è quasi impossibile, poiché i funzionari locali li concedono solo per motivi medici o per assistere familiari anziani. Coloro che riescono a ottenere i documenti e a fuggire si uniscono agli oltre 740.000 sfollati interni della zona. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha riferito nel 2025 che la maggior parte degli sfollati che vivono in condizioni precarie nel Tigray centrale proviene dal Tigray occidentale.
11 maggio 2026. Da Sangiuliano a Giuli, perché la cultura per la destra italiana resta un nervo scoperto
Arianna Meloni – Foto Ansa
Danilo Paolini – Avvenire
Prima Evola e poi Tolkien, passando per neoconservatorismo e futurismo: sono stati diversi i tentativi dell’attuale classe di governo di cercare un profilo “altro” rispetto alla parabola del post-fascismo. Il desiderio di imporre una nuova egemonia, senza avere le idee chiare, e la sindrome del frazionismo stanno però costando caro a Fratelli d’Italia
E dopo la maglia gialla Giulio Ciccone veste anche il rosa. Tappa breve ma intensa quella di oggi, da Catanzaro a Cosenza. A 59 km dal traguardo comincia la salita di giornata, 14 km al 6%. La Movistar mette davanti Milesi e tutti i velocisti puri si staccano. Anche la maglia rosa, l’uruguaiano Silva perde le ruote dei primi, arriverà al traguardo in forte ritardo. La velocità è talmente alta che nessuno scatta, c’è la classica selezione da dietro. In vista del gran premio della montagna anche Bernal si stacca e transita in vetta con una trentina di secondi di ritardo. Con lui Zana, Raccagni Noviero e Turner suo compagno di squadra. In discesa fora il canadese Derek Gee che, grazie al lavoro di Sobrero ( si è fermato ad aspettarlo) e aiutato dal “gruppetto Bernal” rientra in gruppo. Al traguardo volante con abbuoni ci prova anche Vingegaard a guadagnare qualche secondo ma la volata la vince Christen su Pellizzari e Ciccone. In finale è lo stesso Christen che tenta un allungo ma soprattutto grazie alle tirate di Sobrero viene ripreso in vista del traguardo. Aular parte lungo, troppo, e per Narvaez è un gioco da ragazzi superarlo. Terzo Giulio a Ciccone che grazie agli abbuoni conquista la maglia rosa. Non ha vinto ma sono certo della sua felicità perché la maglia rosa è comunque il sogno di una vita, per tutti, soprattutto per un italiano. È venuto al Giro dicendo che non avrebbe fatto classifica, non lo so se sarà così intanto godiamocelo in vetta alla classifica. Il momento più bello della giornata? Quando, con la maglia appena indossata, l’ha baciata. E penso che anche per Giulio quello sia stato un momento che. non dimenticherà mai. Domani Potenza, dopodomani Napoli e poi il Blockhaus, a casa sua, in Abruzzo. Di solito un piazzamento non ti riempie di gioia ma il terzo posto di oggi per Giulio equivale ad una vittoria. onsSpodterh0l07f260fi8uulil81aac47379gt9c1h1iamfmcgc8 h20mlf ·
11 maggio 2026 “Compagni dai campi e dalle officine… Notizie sparse raccolte qua e la
11 maggio 2026. Pianura Padana “avvelenata” dagli allevamenti intensivi: il rapporto di Greenpeace
Secondo l’Anagrafe Zootecnica, in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna si concentrano circa il 60% dei bovini e degli avicoli allevati in Italia, e oltre l’80% di tutti i suini, con densità maggiori nelle province della pianura. Gli allevamenti della sola provincia di Brescia sono responsabili del 14,9% delle emissioni zootecniche di ammoniaca; a Milano, invece, le concentrazioni di ammoniaca sono 3-4 volte superiori a quelle di metropoli come Londra o Barcellona
La pianura Padana è avvelenata dagli allevamenti intensivi. A sostenerlo è l’ultimo rapporto di Greenpeace, “Padania avvelentata”, secondo il quale gli allevamenti intensivi di suini, bovini e pollame riempiono l’aria di tutta la regione padana di gas serra e ammoniaca. Un inquinamento che ha delle conseguenze su clima, aria, acqua, suolo e, soprattutto, sulla nostra salute. Perché la Pianura Padana? Secondo l’Anagrafe Zootecnica, in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna si concentrano circa il 60% dei bovini e degli avicoli allevati in Italia, e oltre l’80% di tutti i suini, con densità maggiori nelle province della pianura. Un carico che si aggiunge alle altre fonti di inquinamento antropico della zona, principalmente traffico veicolare e attività industriali, contribuendo alla formazione dello smog che “soffoca” l’intera area.