1789 – 1800

1789
Nasce nei pressi di Caserta, per volontà di Ferdinando IV, la Manifattura Tessile di S. Leucio, recuperando l’antica tradizione locale dell’arte della seta:

“La storia della tradizione sartoriale napoletana si intreccia a stretto filo con quella della tradizione della lavorazione dei tessuti, ed in particolare della seta.
Già al tempo di Papa Leone III, è descritta l’abile manifattura tessile napoletana durante il periodo del ducato bizantino. In quel periodo nacque la prestigiosa tradizione della seta, che toccherà il massimo dello splendore nelle fabbriche borboniche di San Leucio di Caserta, circa un millennio dopo.
I tessitori napoletani medioevali erano conosciuti e lo saranno per molto tempo, per l’abilità con la quale lavoravano il lino; la loro fama fu così importante da spingere i coltissimi Arabi a definire la città “Napoli del lino” .
Durante il periodo aragonese, la ricchezza culturale si espresse anche nella cura estrema per il particolare detto “minore”: la maestria e la curatezza nel rifinire le parti non evidenti, rivela una professionalità rigorosa in un popolo come quello campano noto per la sua sregolatezza di vita certamente non o priva di approssimazione, e per la sua inclinazione ad improvvisare la realtà di tutti i giorni.
Le stoffe che dovevano essere utilizzate nella moda sia maschile che femminile, venivano lavorate sovrapponendo vari motivi che sembravano dei veri e propri bassorilievi, impegnando in un lavoro certosino i tessitori, sarti, e ricamatori.
Con Carlo di Spagna nel 1735, terminò il lungo vice regno napoletano, concludendo il periodo rinascimentale ed avviando il felice barocco che verrà esaltato nel Settecento con il giusto titolo di “civiltà barocca napoletana”.
In questi anni, l’artigianato tessile si rinnova sia come gusto, che come qualità del prodotto che raggiunge nuove finezze. Infatti la Campania diventa la città del damasco, del taffettà e della tela d’oro , la cui difficile e preziosa lavorazione occupa artigiani di ristrette comunità familiari che operano a Napoli , in piccoli laboratori nella zona degli “Armieri”.
Nella stessa unità di abitativa si ritrovano spesso la cosiddetta “casa e puteca” al piano basso la numerosa famiglia si industria, ed al piano superiore vive ; ciò diede inizio ad un costume artigianale che si tramanderà, in qualche caso, nei quartieri più popolari, fino ai nostri giorni.
Nel tempo il territorio di Caserta sostituisce quello napoletano come polo serico del mezzogiorno: venne istituita da Ferdinando IV di Borbone intorno al XVIII secolo la colonia dei setaiuoli , nel piccolo borgo di San Leucio. Il Re accarezzava il sogno di una città industriale, e quello fu il luogo scelto per attuare il progetto di utopia reale.
Questo progetto fu avviato con la costruzione della Reggia di Caserta, e questo luogo venne a trovarsi al centro di una delle più straordinarie iniziative del settecento campano.
Infatti , Ferdinando IV volle realizzare una colonia, dotata di un proprio statuto, dedita al lavoro all’interno di una grande manifattura, quella della seta, ospitata in una grande città, mettendo le basi per la costituzione di un vero e proprio modello industriale, e cercò di darle l’autonomia economica, creando una seteria e una fabbrica di tessuti.
Volle darle una struttura urbanistica organica e simmetrica. La fabbrica, che s’ingrandì e produsse una gamma ricchissima di tessuti, non riuscì mai a prosperare dal punto di vista economico, in quanto il lucro non era il suo fine.
Infatti era un’industria di Stato, ma al sevizio della collettività, e quindi molto lontana dal concetto di industria dei nostri tempi.
Il sovrano la regolò con un codice misto di socialismo reale e utopico; era il 1789: a San Leucio si istituiva la perfezione, mentre a Parigi ribolliva la rivoluzione.
Tre erano i cardini intorno cui ruotava la Costituzione di San Leucio: l’educazione che veniva considerata l’origine della pubblica tranquillità; la buona fede considerata era la prima delle virtù sociali; e il merito unica vera distinzione tra gli individui.
Tutto ruotava intorno alla fabbrica. Una seteria meccanica, sostenuta dal re “con mezzi potentissimi”, che sfruttava la materia prima generata dai bachi allevati nelle case del Casertano e oltre.
Dai primi filatoi e dai telai fino alla costruzione di una grande filanda. Tutto inizia dal baco da seta, la cui larva nasce dalle uova schiuse in primavera, compie tre o quattro mute e quindi ‘fila’ il bozzolo, dove subisce la metamorfosi che la trasforma prima in crisalide e poi in farfalla.
Il filo prodotto dal baco può essere lungo anche centinaia di metri, e diventa rigido grazie alla sericina. La ‘trattura’ cioè la fase in cui, dopo aver dipanato il filo dal bozzolo e averlo ammorbidito immergendolo nell’acqua calda, lo si tira sino a formare delle matasse , dà inizio alla vera e propria produzione della seta. Con la fase della tessitura si realizzava il vero e proprio tessuto utilizzando telai a mano.
Il tessuto ottenuto subiva poi una serie di operazioni di rifinitura come, per esempio, la “marezzatura”, cioè la compressione sotto grandi cilindri, cui facevano seguito l’apprettatura, la cimatura e la piegatura.
Una ricca gamma di rasi, broccati, e velluti venivano prodotti sia per l’abbigliamento che come parati.
Con l’introduzione della tessitura Jacquard, che altro non era che un telaio importato dalla Francia, nei primi decenni dell’Ottocento, la produzione si arricchisce di stoffe broccate di seta, d’oro e d’argento, scialli, fazzoletti, corpetti, merletti. Si sviluppano anche dei prodotti locali, i gros de Naples e un tessuto per abbigliamento chiamato Leuceide. La gamma dei colori, tutti naturali, era molto ricca ed i nomi i cui nomi cercavano di distinguere le sfumature più sottili: palombina, orecchio d’orso , pappagallo, noce peruviana, verde salice, verde di Prussia, fumo di Londra, Siviglia, acqua del Nilo.L’unico periodo felice della “reale manifattura” fu quello iniziale; infatti le fasi successive, nonostante l’introduzione di numerose innovazioni tecniche come il telaio Jacquard e la macchina del lisage , non riuscirono a portare in attivo la manifattura borbonica.
L’utopia di San Leucio finì quando nel 1861, il Regno fu annesso al Piemonte a seguito della invasione sabauda: il setificio fu dato ai privati, e lo statuto divenne carta straccia.
La manifattura è sopravvissuta al Regno delle Due Sicilie e alla dominazione sabauda e, pur con caratteristiche molto diverse, continua oggi a mantenere in vita una tradizione lontana e preziosa, che si è diffusa nel mondo.
Le stoffe dell’Antico opificio tappezzano tutt’oggi, la Camera dei Deputati, il Senato italiano e la Casa Bianca. Della stessa azienda erano anche i paramenti utilizzati dal papa Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo”

(Cfr. http://www.napoliartigianatoartistico.com/la-tradizione-tessile-napoletana-e-le-seterie-di-san-leucio/)

Rivoluzione francese
La Rivoluzione francese fu un periodo di radicale e a tratti violento sconvolgimento sociale, politico e culturale avvenuto in Francia tra il 1789 e il 1799. E’ indicato dalla storiografia come lo spartiacque temporale tra l’età moderna e l’età contemporanea. Evento estremamente complesso e articolato nelle sue varie fasi, le principali e pi immediate conseguenze furono l’abolizione della monarchia assoluta, la proclamazione della repubblica con l’eliminazione delle basi economiche e sociali dell’Ancien Regime, ovvero del sistema politico e sociale precedente, ritenuto responsabile dello stato di disuguaglianza e povertà della popolazione subalterna, e l’emanazione della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, futuro fondamento delle costituzioni moderne. Sebbene terminata con il periodo imperiale-napoleonico e la successiva Restaurazione da parte dell’aristocrazia europea, la Rivoluzione francese, insieme a quella americana, segnando il declino dell’assolutismo, ispira le successive rivoluzioni borghesi liberali e democratiche del XIX secolo (i cosiddetti moti rivoluzionari), dando definitivamente impulso alla nascita di un nuovo sistema politico basato sul concetto di Stato di diritto o Stato liberale, in cui la borghesia divenne la classe dominante, prodromi a loro volta della nascita dei moderni stati democratici del XX secolo.

1774 – 92
Luigi XVI è re di Francia
Sotto il suo regno i nobili richiedono sempre più potere e il re non è in grado di controllarli. Inoltre le guerre hanno provocato danno alle finanze che sono al limite del tracollo. La Francia appare come lo Stato dei privilegi più assurdi.
Per accrescere il gettito delle imposte e contenere il deficit di bilancio, il governo era ricorso a pericolose manovre finanziarie: concessione di alti tassi d’interesse sui prestiti dei cittadini, indiscriminata vendita di uffici pubblici, alterazioni del valore della moneta, riduzione arbitraria dei debiti dello Stato (bancarotta). Tutto questo perché le classi privilegiate (nobiltà e clero) erano riuscite, per interi decenni, a bloccare ogni provvedimento fiscale che estendesse anche a loro il peso tributario.
Nelle campagne il diritto di proprietà spettava ancora quasi interamente alla Corona, alla nobiltà e al clero. I contadini non erano più servi della gleba, come nel Medioevo, perché disponevano della libertà personale, però, non essendo proprietari di nulla, erano costretti a versare al clero le decime (cioè una parte dei prodotti dei campi), pagavano imposte e gabelle regie, erano obbligati dallo Stato a prestazioni di lavoro gratuite (corvée) per la costruzione di strade e caserme, ecc. Gli stessi nobili li obbligavano a pagare tasse sul commercio al minuto, pedaggi per l’uso di strade e ponti, tributi in natura, in denaro, in corvée.

1774 – 76
Anne-Robert-Jacques Turgot è controllore delle finanze e prova a risanare le casse dello Stato ma è inviso all’aristocrazia. Le tasse sono affidate alla Ferme Générale, un’agenzia privata preposta alla riscossione imposte dirette, ma non risolve alcun problema.

1777 – 81
Jacques Necker è chiamato a risanare le finanze francesi con una politica di tagli alle spese e riordino delle entrate. Sarà cacciato dal parlamento parigino.

1783 – 87
Charles Alexandre de Colonne è controllore ma fallisce il risanamento.
La ricchezza dovuta ai commerci, all’industria, alle società per azioni e agli istituti bancari aveva indotto la borghesia a chiedere la fine del regime del privilegio di clero e nobiltà, la libera disponibilità della terra, la piena libertà dei commerci (senza vincoli doganali e corporativi).

1788
Ritorna il Necker e vengono convocati gli Stati Generali su richiesta della nobiltà: l’ultima volta era stato nel 1614 (l’Assemblea non aveva potere legislativo ma solo consultivo). Il ministro delle finanze Necker si batte perché la borghesia (Terzo stato) mandi all’Assemblea più delegati di quanti non possano disporre nobiltà e clero messi insieme, di contro alla consuetudine che prevedeva invece, per ogni circoscrizione elettorale, la designazione di un candidato per ciascun ordine sociale

1789
2 gennaioFrancia, il re comunica le sue decisioni per la convocazione degli Stati Generali. I deputati saranno almeno 1000. Il numero sarà formato in proporzione alle singole circoscrizioni giurisdizionali. I deputati del Terzo Stato saranno in numero uguale alla somma dei deputati degli altri due Stati

In tutta la Francia si tengono le elezioni per gli Stati Generali e vengono spediti i Cahiers de doléance a Parigi.

26 marzoFrancia, si aggrava la carenza di grano e farina e i viveri scarseggiano anche a causa di uno degli inverni più rigidi del secolo. Numerosi forni sono presi d’assalto dalla folla inferocita per la fame


VIDEO
La bancarotta dello Stato, le cause della Rivoluzione Francese 
di Alessandro Barbero
https://www.youtube.com/watch?v=GabxdvRbHc8 



15 aprile: i cittadini di Parigi ogni giorno possono deporre in una scatola collocata nel salone del Municipio i consigli, le lagnanze e le proposte per la compilazione dei cahiers de doléances da presentare al re durante la convocazione degli Stati Generali

28 aprileParigi, come conseguenza dei disordini scoppiati durante alcune manifestazioni popolari, sono vietati gli assembramenti

5 maggioParigi, si aprono gli Stati Generali, il re invita i deputati ad occuparsi principalmente del risanamento delle finanze.
Si discute sul sistema di voto. La borghesia propone che il voto non sia dato per ordine ma per testa (per avere la maggioranza) e che i lavori non si svolgano in camere separate secondo gli ordini, ma in un’unica assemblea (per affermare la parità sociale dei delegati).

19 maggioParigi, il clero annuncia di voler rinunciare a tutte le immunità ed esenzioni economiche

17 giugnoParigi, i rappresentanti del Terzo Stato (che rappresenta il 96% della nazione) si costituiscono in Assemblea Nazionale dopo aver invitato inutilmente i rappresentanti degli altri Stati a prendere decisioni comuni

19 giugnoParigi, il re per impedire ai deputati di riunirsi fa chiudere la sala degli Stati

20 giugnoParigi, il Terzo Stato si riunisce nella Sala della Pallacorda e i deputati giurano di non separarsi prima di aver dato una Costituzione alla Francia (Giuramento della Pallacorda)

23 giugnoParigi, riunione plenaria alla presenza del re che pronunci un discorso minaccioso nei confronti del Terzo Stato. I deputati però non recedono dai loro propositi

24 giugnoParigi, la maggioranza del clero si schiera con il Terzo Stato

25 giugnoParigi, 47 membri della nobiltà, guidati dal duca di Orléans, si schierano con il Terzo Stato

9 luglioParigi, gli Stati Generali si trasformano in Assemblea nazionale costituente

11 luglioParigi, il re tenta un’azione di forza e destituisce il ministro Necker e gli ordina di abbandonare il Paese. Il re ammassa truppe mercenarie svizzere e tedesche nei pressi di Parigi

14 luglioParigi, una folla di borghesi e popolani invade le strade e armata alla meglio, da l’assalto alla Bastiglia, una fortezza nel centro della città dove sono detenuti i prigionieri politici e considerata l’emblema della tirannide. La folla travolge e uccide i difensori

15 luglioParigi, il re fa allontanare dalla città le truppe che la presidiavano e affida la propria sicurezza all’Assemblea. La Fayette è nominato comandante generale della milizia di Parigi. Bailly è nominato sindaco della città

16 luglioParigi, Necker è richiamato a dirigere il ministero delle Finanze. Inizia la demolizione della Bastiglia.

20 luglioFrancia, la rivoluzione si estende alle campagne: i contadini si ribellano ai nobili proprietari terrieri, bruciando le pergamene dove sono registrati i diritti feudali di proprietà

29 luglioParigi, inizia la repressione contro i contadini da parte delle milizie borghesi

4 agostoParigi, l’Assemblea costituente, su proposta del visconte di Noailles, abolisce i privilegi feudali

26 agostoParigi, l’Assemblea costituente approva la Déclaration des droits de l’homme et du citoyen (Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino). Nei suoi articoli sono elencati quegli immortali principi che costituiranno l’ideale delle lotte politico – civili per la libertà dei popoli.
Principi fondamentali: sovranità popolare, diritti di libertà (opinione, stampa, religione, riunione), uguaglianza giuridica, tutela della sicurezza personale e della proprietà individuale. La Costituente si preoccupa non solo di convogliare le forze popolari contro i ceti privilegiati, ma anche d’impedire che queste forze possano dirigere il corso della rivoluzione. Viene perciò introdotto il principio della separazione dei poteri dello Stato: quello esecutivo spetta al re, che ha il diritto di veto, col quale può bloccare per quattro anni le decisioni dei rappresentanti eletti; la borghesia si riserva l’assoluta preminenza nella funzione legislativa


5 – 6 ottobre: Sommossa a Parigi che provoca il rientro della corte e dell’Assemblea da Versailles a Parigi. Divisione dell’assemblea in destra e sinistra: la sinistra si divide in moderati (La Fayette e Mirabeau) e democratici (Robespierre)
Approvato il sistema monocamerale (cioè senza una Camera Alta da riservare alla
nobiltà) e sancito il criterio censuario come condizione per l’esercizio dei diritti politici (solo i cittadini, cioè i maschi con almeno 25 anni di età, che pagano un’imposta diretta pari a tre giornate lavorative, possono votare ed essere eletti). Il re rifiuta l’abolizione dei diritti feudali, la suddetta Dichiarazione e la Monarchia costituzionale, ma una folla affamata si reca a Versailles per costringerlo ad approvvigionare la capitale, a ratificare le decisioni della Costituente e a trasferire la corte a Parigi. Questa parte di popolazione viene sempre più definendosi come Quarto Stato o Sanculotti, e i due circoli politici che esprimono di più le sue esigenze sono i giacobini e i cordiglieri.

Divisione della Francia in 83 dipartimenti e cambiamento delle unità di misura


2 novembre: la Costituente, per fronteggiare la grave situazione finanziaria, prende la decisione d’incamerare i beni degli ordini religiosi a favore del demanio statale. L’esecuzione della vendita dei latifondi ecclesiastici è affidata ai Comuni, ma, siccome l’operazione è lunga e complessa, e l’erario ha bisogno di soldi, l’Assemblea autorizza il Tesoro ad emettere dei titoli di stato (assegnati) col valore di cartamoneta, garantiti dai beni espropriati. In tal modo chi compra gli assegnati si sente strettamente legato agli esiti della rivoluzione.

1790 – 1817
Londra, si afferma il luddismo, una forma di lotta che teorizza la distruzione delle macchine. I manifestanti firmano le loro petizioni e minacce col nome di Ned Ludd, liberatore immaginario e protagonista di una canzone dei tessitori di Nottingham

1790
Firenze, disordini e ribellioni contro la politica riformistica dei Lorena.

Si ristampano i fogli, con uscita settimanale, del Giornale dell’Assemblea Generale di Francia, editi a Livorno fin dall’anno precedente


7 gennaio: Parigi. L’Assemblea abolisce il clero regolare e trasforma quello secolare in funzionari stipendiati dallo Stato mediante la Costituzione civile del clero, la quale prevede il principio elettivo per tutti i gradi della gerarchia ecclesiastica, senza diritto di conferma canonica da parte del papa. Il clero si divide in due parti: costituzionali e refrattari (quest’ultimi favorevoli al papa, che condanna sia la Dichiarazione che la Costituzione del clero).

Robespierre è presidente del Club dei Giacobini


27 aprile: Parigi, nel convento dei Cordiglieri si costituisce la Società degli amici dei diritti dell’uomo e del cittadino. Emergono le figure di Marat e Danton

19 giugnoParigi, l’Assemblea nazionale decide l’abolizione dei titoli nobiliari ereditari perché viola l’articolo 1 della dichiarazione dei diritti che recita: “Tutti gli uomini sono uguali per natura e di fronte alla legge”

26 giugno: i rappresentanti delle grandi monarchie europee si incontrano a Reichembach per discutere un eventuale intervento armato contro la Francia

12 luglioParigi, l’Assemblea costituente approva la Costituzione civile del clero: arcivescovi, vescovi e curati devono essere eletti dai cittadini e prestare giuramento alla nazione, al re, alla costituzione

16 luglioUsa, la nuova capitale degli Stati Uniti è Washington DC, chiamata anche District of Columbia, che diventa la nona sede del Congresso. In precedenza sono state capitali americane altre otto città tra cui New York, Baltimora e Philadelphia

4 settembreParigi, dopo il fallimento del suo programma finanziario, si dimette il ministro Necker. La direzione del Tesoro passa direttamente nelle mani dell’Assemblea

Francia: Nicolas Leblanc realizza il primo processo per la produzione industriale della sodaUna commissione di scienziati adotta come sistema di misura universale il sistema metrico – decimaleJean Antoine Condorcet in Sur l’admission des femmes au droit de cité affronta il problema dell’esclusione delle donne dal diritto di cittadinanza.

Parigi, Madame de Genlis, pedagogista e scrittrice, pubblica un trattato sulla soppressione dei conventi, utilizzati all’epoca come vere e proprie carceri femminili.

La scrittrice americana Judith Sergent, rappresentante della dissidenza religiosa, difende nei suoi scritti le potenzialità intellettuali delle donne, creando un nuovo modello di donna americana che chiama Penelope, pragmatica, indipendente, che non costruisce la propria personalità in funzione del matrimonio.

1791
Parigi, Olympe de Gouges pubblica la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, con la quale si chiede l’estensione alle donne della Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789 
(Cfr. http://temi.repubblica.it/micromega-online/ripensare-eguaglianza-da-olympe-de-gouges-a-rosa-bonheur/)

Parigi, nasce il club femminile Société Patriotique et de Bienfaisance des amies de la verité, fondato da Etta Palm d’Aelders, che si occupa dell’educazione delle bambine povere, battendosi anche per il divorzio e per la concessione alle donne dei diritti politici.

Parigi, la Costituzione di settembre definisce “in modo identico per uomini e donne l’accesso alla maggiore età civile” la donna può inoltre testimoniare in atti di stato civile e contrarre liberamente obbligazioni

Londra, l’inglese Hunter pratica la prima inseminazione umana tra due coniugi

Bologna, Luigi Galvani pubblica De viribus electricitatis… in motu musculari commentarius, opuscolo in cui sono illustrati tutti i processi che portarono alla scoperta dell’elettricità animale

30 gennaioParigi, è eletto presidente dell’Assemblea nazionale il moderato Mirabeau 

10 marzoRoma, con la bolla Quod aliquantum, Pio VI condanna la Costituzione civile del clero. Il quale clero è diviso tra preti refrattari (che non hanno giurato fedeltà alla Costituzione) e preti costituzionali

2 aprileParigi, muore Mirabeau

10 maggioParigi, creata l’Alta corte di Giustizia per processare i ministri responsabili di eventuali reati contro lo Stato

16 maggioParigi, Robespierre propone, e l’Assemblea approva, un decreto che impedisce la rielezione dei deputati nella successiva legislatura

14 giugnoParigi, emanato il Decreto Le Chapelier che vieta, per tutti i mestieri, qualunque forma di organizzazione collettiva (riconfermato poi nel codice napoleonico). Ai lavoratori era proibito associarsi, perché si riteneva che la formazione di coalizioni per migliorare il prezzo del lavoro (il salario) o per ridurre la durata della giornata lavorativa violasse il diritto del proprietario di contrattare liberamente e di stabilire a suo piacimento le condizioni di lavoro nella propria industria

21 giugno: la famiglia reale tenta la fuga, ma il re è riconosciuto a Varennes e ricondotto a Parigi

25 giugnoParigi, l’Assemblea dichiara il re sospeso dalle sue funzioni

16 luglioParigi, l’ala moderata dei Giacobini si stacca e fonda il club dei Foglianti

17 luglioParigi, i repubblicani organizzano una manifestazione al Campo di Marte, ma interviene la Guardia Nazionale che spara sulla folla, compiendo un massacro

18 luglioParigi, inizia la repressione contro i repubblicani. Danton è costretto a fuggire all’estero

25 agosto: il re di Prussia e l’imperatore d’Austria firmano la dichiarazione di Pillnitz che prelude al loro intervento armato a sostegno del re di Francia

3 settembreParigi, la Costituzione è pronta ed è presentata al re

14 settembreParigi, il re firma la nuova Costituzione

30 settembreParigi, si scioglie l’Assemblea costituente

9 novembreParigi, un decreto stabilisce che gli esuli francesi che non facciano ritorno in Patria entro l’1 gennaio 1792 saranno considerati cospiratori e condannati a morte in contumacia

1792
La Danimarca, prima nazione al mondo, vieta il commercio degli schiavi.

Parigi, pubblicata l’opera Vindication of the Rights of Woman di Mary Wollstonecraft che fa eco a O. de Gouges e a Condorcet, e con la quale principale obiettivo è il far riconoscere la responsabilità delle donne all’interno della nazione

Parigi, emanate le leggi sullo stato civile e sul divorzio che introducono, specialmente in caso di divorzio consensuale, il principio di uguaglianza tra coniugi e portano «all’avvento della donna civica»

25 gennaioParigi, il re invita l’imperatore Leopoldo II a sconfessare l’accordo di Pillnitz e a rinunciare a qualsiasi intervento contro la Francia

6 marzoParigi, Pauline Léon legge alla tribuna dell’Assemblea legislativa francese una petizione firmata da oltre 300 donne di Parigi in cui si reclama il diritto naturale di organizzarsi in guardia nazionale

20 aprileParigi, Luigi XVI dichiara guerra all’Austria

18 maggioParigi, dopo una serie di sconfitte e la dimostrata inefficienza e disorganizzazione dell’esercito e dei suoi ufficiali, i tre generali dell’Armata – Luckner, Rochambeau e La Fayette – decidono la sospensione delle ostilità

6 luglio: Berlino, la Prussia dichiara guerra alla Francia

11 luglio: l’Assemblea nazionale diffonde in tutta la Francia un messaggio d’allarme: “Cittadini, la Patria è in pericolo!” e lancia la leva generale dei volontari

4 agostoParigi, Robespierre denuncia un complotto degli aristocratici per far fuggire il re

9 agostoParigi, si costituisce la Comune insurrezionale e sostituisce la vecchia municipalità

10 agostoParigi, gli insorti attaccano le Tuileries. Le guardie svizzere resistono, ma poi vengono sopraffatte. L’Assemblea vota la sospensione del re – che viene imprigionato – e l’istituzione della Convenzione proposta da Robespierre: sarà eletta da tutti i cittadini e dovrà riformare la Costituzione

15 agosto: l’esercito austro-prussiano è a 70 chilometri da Parigi. Robespierre propone l’istituzione del “tribunale del popolo” per giudicare i delitti contro la nazione. Qualche giorno dopo La Fayette diserta e si consegna agli austriaci

1 settembre: la fortezza di Verdun, ultimo caposaldo a difesa di Parigi, è conquistata dai prussiani

2 settembre: si scatena l’ira del popolo che invade le prigioni in cui erano chiusi i sacerdoti refrattari e i sospetti di appoggiare il re e compie un massacro nel quale muoiono oltre 1.100 persone (stragi di settembre Ndr)

20 settembre: i francesi sconfiggono i prussiani a Valmy. Inizia la terza legislatura con la convocazione della Convenzione

21 settembre: la Convenzione vota l’abolizione della monarchia e l’instaurazione della repubblica che viene dichiarata “una e indivisibile”. Ma nell’assemblea emergono da subito due fazioni contrapposte: i Girondini a destra e i Montagnardi a sinistra e, in mezzo, i rappresentanti della Pianura che di volta in volta si schierano con una o l’altra fazione

6 novembre: i francesi guidati dal generale Dumourief, entrano in Belgio e sconfiggono gli austriaci a Jemappes

14 novembre: i francesi entrano a Bruxelles

11 dicembre: inizia il processo a re Luigi XVI

1792 – 1799
Londra
, nascono i Club di dibattito, promossi da artigiani e operai per diffondere principi democratico-radicali ispirati alla tradizione rivoluzionaria dei levellers (i livellatori) egualitari della rivoluzione inglese del XVII secolo ed affini a quelli dei giacobini francesi1793
Parigi, il deputato montagnardo Guyomar, nella requisitoria «Le partisan de l’égalité politique entre les individus ou problème très important de l’égalité en droits et de l’illégalité en fait», dà luogo ad una riflessione approfondita e moderna sulla necessaria integrazione delle donne nella democrazia

21 gennaioParigi, Luigi XVI è ghigliottinato in piazza della Rivoluzione. Sono le 10,20 del mattino.

1 febbraio: la Francia dichiara guerra alla Gran Bretagna e all’Olanda. Si forma una coalizione delle potenze europee contro la Francia

11 marzo: in Vandea scoppia la rivolta dei contadini che rifiutano di arruolarsi

14 marzo: Jaques Chatelineau si mette alla testa della Grande armata cattolica e regia che in Vandea vuole ripristinare il regime monarchico

23 marzo: dopo la sconfitta di Neerwinden, il generale Dumouriez inizia una trattativa segreta con l’Austria, proponendosi di sciogliere con la forza la Convenzione e riportare la monarchia al potere

6 aprileParigi, creato il Comitato di salute pubblica formato da nove membri che restano in carica per un mese

13 aprileParigi, i Girondini prendono di mira il triumvirato Danton, Robespierre, Marat. Quest’ultimo, incriminato e arrestato, sarà poi assolto dal tribunale qualche giorno dopo

5 maggio: i ribelli della Vandea costringono alla resa il generale Quetineau, inviato a sedare la rivolta

24 maggio: continua l’attacco dei Girondini alla Comune. Sono arrestati Hébert e Varlet, rappresentante degli Arrabbiati. Saranno liberati due giorni dopo

24 giugno: la Convenzione approva la Costituzione dell’anno I: suffragio universale, diritto al lavoro, diritto all’istruzione, diritto all’insurrezione quando le circostanze lo richiedono, diritto alla felicità.

13 luglio: Carlotta de Corday, una giovane cattolica e realista, uccide Marat www.enciclopediadelledonne.it/biografie/marie-anne-charlotte-de-corday-darmont/

27 luglioParigi, Robespierre entra a far parte del Comitato di salute pubblica

5 settembreParigi, istituito il nuovo calendario repubblicano, il cui inizio retrodatato è fissato al 22 settembre 1792

17 settembreParigi, la Convenzione approva la legge dei sospetti. Ha dei margini d’azione così ampi che nessun cittadino può più sentirsi garantito. Inizia il Terrore


16 ottobreParigi, la regina Maria Antonietta è condannata a morte e ghigliottinata www.enciclopediadelledonne.it/biografie/maria-antonietta-dasburgo-lorena/

3 novembre: ghigliottinata Olympe de Gouges (Marie Gouze detta Olympe de Gouges). Aveva partecipato alla Rivoluzione francese e scritto la “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” da affiancare alla “Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del Cittadino”. Affermava l’eguaglianza naturale, sociale e politica di donne e uomini. Fu condannata a morte perché si era opposta all’esecuzione del re Luigi XVI, ma la motivazione del Comitato di Salute Pubblica – dei giacobini – fu che “si era dimenticata le virtù che convengono al suo sesso”.
Le sue ultime parole, pronunciate sul carro che la conduceva verso la ghigliottina, furono: “Le donne avranno pur diritto di salire alla tribuna, se hanno quello di salire al patibolo”. Per saperne di più http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/marie-gouze/

12 dicembre: i ribelli della Vandea sono sconfitti a Le Mans. Nei giorni successivi i superstiti della Grande armata della Vandea sono massacrati nella palude di Savenay

Stati Uniti: Eli Whitney costruisce la macchina sgranatrice per il cotone (cotton gin). Ciò consentirà un notevole aumento della produzione

1794
Vienna, fondate le associazioni commerciali di orologiai 

Firenze, abolizione delle riforme doganali leopoldine

4 febbraioParigi, abolita la schiavitù nelle colonie, tutti gli abitanti dei territori francesi, indipendentemente dal colore della pelle, godranno degli stessi diritti

26 febbraioParigi, Saint Just pronuncia alla Convenzione un discorso in cui dichiara legittimo il Terrore: “Una repubblica si costruisce con la distruzione di quanto le è contrario”

5 aprileParigi, Danton, Desmoulins e altri Indulgenti, sono ghigliottinati

10 giugnoParigi, approvata per volontà di Robespierre la nuova legge sul Tribunale rivoluzionario, che abolisce la figura dell’avvocato difensore e dell’interrogatorio preliminare degli accusati, autorizza condanne sulla base di prove morali e sopprime le pene diverse da quella di morte. Inizia il Grande terrore

28 luglioParigi, Robespierre, Saint Just e i loro seguaci sono arrestati e ghigliottinati senza processo

AgostoParigi, viene riorganizzato il Tribunale rivoluzionario, molti detenuti sono liberati. Il Terrore lentamente si placa

Francia, entra in funzione, tra Parigi e Lilla, il primo telegrafo ottico ideato da Claude Chappe

1795
21 febbraioFrancia, accordata la libertà di culto riconfermando la separazione tra Chiesa e Stato

21 marzoParigi, continuano le manifestazioni popolari contro la mancanza di viveri. Il governo, non riuscendo a rispondere positivamente, approva una legge che vieta, pena la morte o la deportazione, ogni manifestazione contro la Convenzione. La controrivoluzione si sta via via imponendo. Durante i disordini della primavera termidoriana le donne francesi “assumono il ruolo di eccitatrici alle sommosse, di micce incendiarie”: scendono in strada, formano capannelli, incitano gli uomini all’azione. Nasce l’appellativo di tricoteuses per le donne che, piazzate nelle tribune, cercano di influenzare i legislatori riuniti in assemblea.

20 maggioParigi, insurrezione dei sans-culottes che riescono ad entrare nella sala della Convenzione, per esserne comunque poi scacciati dalla Guardia Nazionale.

19 giugno: le leggi riguardanti la famiglia sono raccolte nel Code de Famille

AgostoBanari (Sassari), durante la sollevazione delle campagne guidata da Giovanni Maria Angioy, scoppia ad una rivolta anti feudale. La popolazione assalta i magazzini dei Ledà, appropriandosi di tutto quanto essi contenevano: i prodotti furono divisi in parti uguali. la sollevazione si spegne quando il magistrato è costretto a ritirarsi per l’intervento del viceré Vivalda, istigato dalla nobiltà.

26 ottobreParigi, la Convenzione cessa di esistere. Il potere legislativo passa alle due assemblee e quello esecutivo ad un Direttorio di cinque persone

Gran Bretagna: il meccanico Joseph Bramah costruisce la prima pressa idraulica

1796
Gran Bretagna, Fitche pubblica Fondamenti del diritto naturale secondo i principi della dottrina della scienza, dove espone la sua dottrina politica che vede nello Stato la fonte di ogni diritto

12 aprile: Napoleone inizia la prima campagna d’Italia, che metterà in luce il suo genio militare e politico. Nonostante l’inferiorità numerica e logistica, sconfigge ripetutamente gli eserciti austriaci, piemontesi e veneti. Questi successi affascinano anche Beethoven, che dedica al giovane generale repubblicano la sinfonia n. 3, l’Eroica, per poi stracciare la dedica, indignato dal fatto che Napoleone si sia proclamato imperatore. Con l’armistizio di Cherasco, Napoleone costringe Vittorio Amedeo III di Savoia a pesanti concessioni, ratificate con la Pace di Parigi (15 maggio), che assegna alla Francia la Savoia e la contea di Nizza.

6 maggioMilano, solenne processione a S. Ambrogio con esposizione di reliquie e canto dei Salmi per scongiurare il pericolo dell’invasione francese

14 maggio: sconfitti gli austriaci nella battaglia di Lodi, Napoleone entra in Milano. Due giorni dopo si insedia l’Amministrazione Generale della Lombardia, entità politico-militare della quale fanno parte sia francesi (provenienti dalle file dell’Armata d’Italia) sia esponenti illuministi filo-francesi del capoluogo lombardo, come Pietro e Alessandro Verri, Gian Galeazzo Serbelloni e Francesco Melzi d’Eril

17 maggioMilano, si costituisce la Società degli amici della Libertà e dell’Uguaglianza o Società popolare patriottica. Le riunioni si svolgono nella casa del principe Khevenhüller

1 maggioMilano, l’Agenzia Militare si appropria dei preziosi custoditi nel Monte di Pietà. Questo provvedimento, unito alle pesanti tasse e ad altre requisizioni, suscita molto malcontento in città. Intanto si costituisce la nuova Municipalità, composta da 16 membri scelti tra gli elementi moderati: Carlo Bignami, Antonio Caccianini, Antonio Corbetta, Antonio Crespi, Carlo Giani, Felice Lattuada, Carlo Parea, Cesare Pelegata, Giuseppe Pioltini, Gaetano Porro, Galeazzo Serbelloni, Paolo Sangiorgio, Pietro Verri, Francesco Visconti, Fedele Sopransi, Giovanni Battista Sommariva. Il 24 maggio altre 15 persone, tra i quali c’è anche il Parini, sono nominati membri della Municipalità.All’inizio di giugno G.G. Serbelloni con Fedele Sopransi e Carlo Nicoli si recano a Parigi per esporre al Direttorio i voti della nazione lombarda per la libertà. Alla fine del mese Serbelloni ritorna a Milano con Giuseppina Beauharnais, che è ospitata a palazzo Serbelloni insieme alle sorelle di Napoleone

24 maggioMilano, disordini e scontri tra i membri della Società Popolare Patriottica e conservatori. Intervengono le guardie provocando numerosi feriti. Il giorno dopo il generale Hyacinthe-François-Joseph Despinoy, comandante della piazza, fa chiudere la sede della Società Popolare per evitare disordini più gravi. Molti nobili sono arrestati e deportati: Francesco Nava e quasi tutti i Decurioni, il principe Belgioioso, il conte Taverna, il marchese Orrigoni, Francesco Melzi. Fucilati, per aver partecipato ai disordini, Domenico Pomi e Giuseppe Pacciarini, parroco anziano del Duomo. Per domare le rivolte scoppiate fuori Milano, Napoleone fa incendiare Binasco da Jean Lannes (25 maggio) e poi lui stesso partecipa al sacco di Pavia (26 maggio)

18 giugnoBologna, le truppe francesi attraversano il confine dello Stato Pontificio provenendo dalla strada di Crevalcore ed entrano in città. L’Aiutante Generale Verdier incontra il gonfaloniere marchese Filippo Hercolani al quale notifica l’arrivo di un corpo di spedizione con intenzioni amichevoli e deciso a rispettare “la religione, le persone e la proprietà” dei cittadini bolognesi. Pretende per il giorno successivo 7.000 razioni di pane, 14 buoi e 8 carri di fieno. La richiesta, poi accordata, è ripetuta al cardinal Legato. In seguito la brigata francese si sposta nel prato della proprietà Marsigli, dove riceve vitto e foraggio, mentre l’ufficiale è ospitato nel palazzo del senatore. Il giorno successivo un migliaio di soldati francesi si impossessano di piazza Maggiore, mettendo sentinelle in più punti e piazzando un cannone. Carlo Caprara, che ha raggiunto i Francesi a Crevalcore, si incarica di fare da mediatore con il Senato. Gli ufficiali vengono distribuiti nelle case di nobili e borghesi. Gli alloggi degli alti gradi sono presidiati da guardie armate. Napoleone arriva in città poco dopo mezzanotte e prende alloggio con il suo stato maggiore a palazzo Pepoli Nuovo, mentre il commissario Saliceti è ospitato a palazzo Gnudi

20 giugnoBologna, Napoleone fa convocare il Legato cardinale Ippolito Vincenzi. Dopo averlo rimproverato per la morte di Giovanni Battista De Rolandis, impiccato “per tentata ribellione”, gli comunica che il suo governo è decaduto e gli intima di lasciare la città entro tre ore. L’arcivescovo è incaricato di avvertire i preti a non immischiarsi nelle faccende secolari. Infine è convocato il Senato, al quale è consegnato il governo della nuova repubblica di Bologna, aumentata del territorio di Castelbolognese. Bonaparte fa leva sull’orgoglio municipale, sulla tradizione autonomistica dell’aristocrazia bolognese. Dichiara di voler ripristinare le prerogative comunali, lese in passato dai vari pontefici, a patto che il Senato giuri fedeltà alla repubblica francese. Aggiunge che, “essendo la città conquistata”, deve attendersi varie requisizioni. I suoi commissari devono avere dal Senato “il comodo di osservare e raccogliere gli oggetti delle Belle arti”.
In giornata vengono “levate le armi pontificie”, soppresso il tribunale dell’Inquisizione tenuto dai Padri Domenicani, licenziati i funzionari e le guardie svizzere. Il presidio militare, comandato dal conte Camillo Malvezzi, è fatto prigioniero. I Francesi occupano i posti di guardia e le carceri, si impadroniscono dell’armeria comunale custodita nel Palazzo pubblico – costituita di “trenta pezzi di cannone, molte palle e altri attrezzi da guerra” – mentre le quattro bandiere del presidio papale sono condotte nell’alloggio del generale.
Sul portone del palazzo è fissata a destra l’arma della Repubblica Francese, a sinistra quella della Repubblica di Bologna. Il giorno successivo si hanno le prime requisizioni di foraggio e cavalli per l’Armata francese

21 giugnoBologna, i francesi requisiscono (in realtà inizieranno di fatto il giorno 23 Ndr.) i beni custoditi nei Monti di Pietà di San Francesco, San Domenico, San Petronio, Santa Caterina e San Pietro. La requisizione avviene “non senza ingordigia” (Camurri), inoltre è presa “a titolo di conquista” tutta la seta e la canapa impegnata nei Monti. Requisiti denari e preziosi per circa due milioni di scudi. I commissari ordinano invece la restituzione gratuita dei pegni di valore inferiore alle duecento lire, assieme agli altri pegni “di biancheria, rame, ferro, ottone, vestiario”. Si cerca così la simpatia popolare e di presentare l’Armata francese come liberatrice. La restituzione dei pegni durerà tutta l’estate e gli oggetti non reclamati saranno donati ai poveri, oppure, se preziosi, portati alla zecca

22 giugno: le truppe francesi occupano Imola. Il vescovo Gregorio Barnaba Chiaromonti, futuro papa Pio VII, si prodiga per abbassare le tensioni tra le truppe occupanti e la popolazione

23 giugnoBologna, papa Pio VI è costretto ad a firmare un oneroso armistizio. La Santa Sede si impegna a versare alla Francia 21 milioni di scudi e accetta la cessione dei territori di Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna e della Marca di Ancona. Lo stesso giorno comincia la requisizione di opere d’arte e la spoliazione delle casse pubbliche. Il Senato stesso deve farsi carico di fissare le modalità delle pesanti imposizioni volute da Napoleone. Pesanti sanzioni economiche (viveri, oro, argenti e preziosi, armi, vestiario, animali da tiro e da carne, foraggio, grano e tutto quanto necessario al mantenimento e all’equipaggiamento delle truppe francesi di stanza o in transito Ndr.) saranno imposte, nei giorni successive, alle città romagnole conquistate e i beni verranno stivati a Bologna. Il Senato bolognese (ma richieste più o meno analoghe sono fatte anche nelle altre città occupate dai francesi Ndr.)  chiede a tutti i cittadini di collaborare, portando ori e argenti al convento del SS. Salvatore, sede della Giunta di contribuzione e luogo destinato “al disfacimento e colamento” degli oggetti preziosi, ridotti in verghe per i Francesi. Il convento di S. Domenico, per esempio, offrirà molti oggetti d’oro e d’argento: candelieri, lampadari, croci, turiboli. Il Comune si impegna a riconoscere ai crediti un frutto del cinque per cento all’anno. I versamenti spontanei saranno però molto esigui: la Giunta per le contribuzioni dovrà ricorrere al prestito forzoso, al 5% per i privati, infruttifero per le chiese e i luoghi pii. Il 29 giugno una missione del senatore Savioli e dell’avvocato Aldini presso il quartier generale di Napoleone in Toscana tenterà di indurre il Generale a ridurre le contribuzioni

LuglioBologna, le manifatture tessili sono senza materia prima, dopo le requisizioni effettuate dai Francesi. Nuove forniture sono impedite dal blocco dei commerci con gli altri paesi imposto dagli occupanti. Molte fabbriche sono costrette a chiudere. In luglio i disoccupati sono oltre 14.000. La situazione peggiorerà nei mesi successivi, quando la peste bovina, diffusa in Lombardia e nelle provincie di Modena e Ferrara, impedirà l’effettuazione di fiere e mercati2 luglioBologna, Napoleone rinuncia al diritto di conquista della provincia, “donandole l’antica libertà”. La considera piena di opportunità, “senz’altro matura per un governo indipendente” e pensa ad essa come a “una repubblica aristo-democratica di cruciale valore strategico”, governata da ceti moderati (Cfr. Aldino Monti, Bologna di fine Settecento: il piccolo stato dalla sovranità pontificia alla sovranità napoleonica. Alcune puntualizzazioni, in: Università e formazione dei ceti dirigenti. Per Gian Paolo Brizzi, pellegrino dei saperi, a cura di Giancarlo Angelozzi, Maria Teresa Guerrini, Giuseppe Olmi, Bologna, Bononia University Press, 2015).
Intanto però parte verso Mantova una lunga carovana di carri con tutta la seta e la canapa requisite, assieme al contante, ai preziosi e a tutto il resto, dai Francesi “per contribuzione” 6 luglioBologna, il Senato cittadino forma una milizia (volontaria Ndr) civile per la difesa interna e la “custodia della città”. La prima chiamata della “truppa civica” non ha grande effetto. Mancano all’appello “i più terribili e scioperati della città”. Inoltre la mancanza di chiarezza sugli obblighi e degli impegni, tiene lontani i buoni cittadini. Con la partenza dei Francesi del generale Augereau, diretti all’assedio di Mantova, la città sarà comunque custodita dai “miliziotti” del conte Luigi Marsigli. Intanto però, mentre il Senato ordina l’espulsione di tutti i vagabondi e i questuanti forestieri, le campagne, dove imperversa l’epidemia dei bovini, sono infestate da “malviventi attruppati”, che compiono assalti notturni nelle case taglieggiando gli abitanti. 

2 agostoBologna, esce, a cura dei librai francesi Bouchard, il Monitore Bolognese, prima bisettimanale, poi trisettimanale. Promette di raccontare il “pacifico rivolgimento del Governo” e del ritorno di Bologna all’antico statuto di libera repubblica.
Dal luglio 1797 il Monitore sarà stampato dai Sassi, già editori della Gazzetta. Cesserà le pubblicazioni il 21 dicembre 1798 dopo essere stato il più diffuso e autorevole giornale bolognese del triennio giacobino

5 agostoCastiglione delle Stiviere, Napoleone sconfigge gli austriaci, nella prima grande battaglia campale lui diretta,  dimostrando il suo genio tattico ribaltando a proprio favore una situazione che pareva compromessa e conquistando una delle più importanti vittorie della sua carriera militare. Sebbene non definitiva, la sconfitta è pesante per gli austriaci che, riorganizzato e rinforzato da nuovi reparti, riescono a impedire a Napoleone una vittoria completa

19 agostoBologna, per ordine del Senato gli orologi saranno regolati con il sistema francese, abbandonando il sistema italiano che fa cominciare il giorno all’Ave Maria, mezz’ora dopo il tramonto. Il sistema francese parte invece da due punti fissi: il mezzogiorno e la mezzanotte. Sono mantenuti suoni diversi delle campane per l’Ave Maria e la prima ora di notte, come riferimento per le funzioni religiose

24 agostoBologna, ultima edizione della tradizionale Festa della Porchetta. La festa comincia con il lancio di tre pavoni, poi sono gettati “alla plebaglia” il pollame e quattro castrati. E’ la volta degli Anziani, che lanciano il denaro e quindi la borsa. Il cancelliere della piazza difende “coi birri” il fortunato che ha preso la borsa, affinché non venga “massacrato dall’altra canaglia”. Infine è gettata la porchetta e la festa finisce tra suoni di trombe e timballi. Il resto della giornata si svolge in modo sobrio: il rinfresco, senza dame, viene ridotto e non si svolge il solito veglione nel salone degli Anziani

26 agostoBologna, liberati, grazie all’interessamento dello stesso Napoleone, i “delinquenti” della tentata sommossa di Bologna del 1794, durante la quale sono morti iLuigi Zamboni e Giovanni Battista De Rolandis: Antonio Forni, i fratelli Succi, Pietro Gavasetti e gli altri. Si tratta di studenti universitari e giovani laureati accomunati dall’avversione per il governo assolutista dello Stato Pontificio. Per la sua liberazione dal forte di San Leo, Gavasetti fa pubblicare un sonetto in lode alla Repubblica di Bologna

10 settembreBologna, ghigliottinato in Piazza Maggiore Domenico Benedetti, omicida su commissione. E’ l’ultimo condannato assistito dalla Compagnia della Morte, associazione laicale nata nel 1336 per confortare spiritualmente i condannati a morte. Sarà soppressa il 9 luglio 1798

Ottobre, costituita la Legione Lombarda, prima forza armata composta da italiani ad adottare quale bandiera di guerra il Tricolore (verde, bianco e rosso). Contemporaneamente le ex-legazioni pontificie si costituiscono in Repubblica Cispadana e adottano (7 gennaio 1797) il tricolore quale bandiera nazionale.

4 – 7 novembreStati Uniti, elezioni presidenziali: John Adams è eletto presidente

1797
Veneziatrattato di Campoformio. I francesi entrano in città, spoliano e saccheggiano l’Arsenale trasferendo i cannoni del parco artiglierie e le armi in Francia

Francia, fallisce la Conspiration des Egaux (la congiura degli Eguali) di François Noel Babeuf che si propone di instaurare uina società egualitaria dal terreno giuridico a quello economico attraverso la dittatura e l’esproprio “vivere e morire eguali”

7 gennaioReggio Emilia«Compagnoni fa mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Viene decretato». E’ uno stralcio del verbale approvato in una storica assemblea a Reggio Emilia, che riconobbe il Tricolore come bandiera ufficiale della Repubblica Cispadana cui furono chiamati ad aderire tutti gli altri popoli italiani. La conquista francese dell’Italia del nord aveva risvegliato lo spirito unitario nei diversi Stati della Penisola, al cui posto erano nate delle repubbliche d’ispirazione giacobina. Come segno di adesione agli ideali della Rivoluzione e del regime napoleonico, in queste nuove entità vennero adottate bandiere e coccarde che nei colori e nella suddivisione in tre fasce richiamavano il modello francese. La versione italiana differiva in un colore: il verde in luogo del blu. A idearla nel 1794 furono due studenti dell’Università di Bologna e martiri patrioti: il bolognese Luigi Zamboni e l’astigiano Giovanni Battista de Rolandis (originario di Castell’Alfero). Il loro disegno mise assieme il bianco e il rosso, presenti nel vessillo di molte città del nord (per alcuni s’ispirarono alle rispettive città d’origine, per altri alla città di Milano) con il verde che simboleggiava la speranza di unificare il paese (ma riprendeva anche il colore della divisa della guardia civica milanese). In poco tempo divenne un segno di riconoscimento per i popoli liberati dal vecchio potere monarchico. Un clima che accompagnò la formazione della Repubblica Cispadana nata dall’unione delle province di Modena e Reggio Emilia con le ex legazioni pontificie di Ferrara e Bologna. L’atto di costituzione fu ratificato da un’assemblea di 110 delegati, presieduta dal ferrarese Carlo Facci, che venne convocata nella sala dell’archivio ducale di Reggio Emilia (successivamente ribattezzata Sala del Tricolore). Qui tra gli altri provvedimenti, fu deciso, su mozione del deputato Giuseppe Compagnoni, di adottare il Tricolore come stendardo ufficiale. In questa fase si presentava divisa in tre fasce orizzontali, dai colori rosso-bianco-verde (dall’alto verso il basso), e con al centro il Turcasso o Faretra con quattro frecce, a simboleggiare l’unione delle quattro popolazioni di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia. (http://www.mondi.it/almanacco/voce/27012)


1798
Gran Bretagna, Thomas Malthus pubblica il Saggio su principio della popolazione, secondo il quale la popolazione aumentando in proporzione geometrica, è condannata alla povertà e alla morte perché le risorse invece aumentano in proporzione aritmetica

Francia: Luis Robert costruisce una macchina per la produzione di carta


1798-1805
Venezia
, dominazione austriaca. Ingresso delle truppe Austriache a Venezia. Le navi danneggiate dai francesi vengono riparate e viene riavviata l’attività cantieristica.


1799
Londra, emanate le Workmen’s combination act che dichiarano illegali tutte le organizzazioni che hanno lo scopo di ottenere una contrattazione collettiva delle condizioni di lavoro. Soppresse le Corresponding Society e il diritto di associazione. Organizzate violente manifestazioni.

Muore la matematica italiana Maria Gaetana Agnesi, la più grande figura femminile negli studi matematici del XVIII secolo, la prima a cui viene assegnata una cattedra universitaria. Autrice delle Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana (1748), è protagonista nell’opera di diffusione del Calcolo infinitesimale.

Fondato in Francia il Falansterio, una comunità di tipo cooperativo, basata sui principi del volontariato, dell’armonia e dell’aiuto reciproco. Artefice dell’iniziativa fu François Marie Charles Fourier.La New Lanark on the Clyde, costituita nel Regno Unito da Robert Owen, inizia la sua fase sperimentale creando comunità cooperative.

Francia: entra in vigore la nuova Costituzione dell’anno VIII, elaborata in segreto da pochi iniziati: le libere elezioni sono scomparse e tutto il personale politico dovrà essere ricavato da liste di fiducia composte da rappresentanti della media e alta borghesia. Ma il vero potere ormai concentrato nelle mani del primo console, Napoleone Bonaparte, eletto per 10 anni.

La repubblica nata dalla rivoluzione è finita, inizia l’era napoleonica

Parigi, nasce la setta degli Adelfi, alla quale aderiranno poi antichi giacobini e massoni di idee repubblicane, spiccatamente anti bonapartiste. La setta degli Adelfi ispirò diversi complotti contro Bonaparte, fra cui quello fallito del generale Malet (1812). Si diffuse anche in Svizzera e in Italia, dove si impegnò nella lotta anti austriaca fino al 1818, quando fu assorbita dalla setta dei Sublimi Maestri Perfetti.

Italia, Alessandro Volta costruisce la pila a dischi, di cui darà notizia l’anno successivo in una lettera alla Royal Society di Londra

Francia, il chimico Philippe Le Bon realizza la prima lampada a gas

Gran Bretagna: Humprey Davy compie, durante un’operazione chirurgica, la prima anestesia usando potassio di azoto

Napoli, Eleonora Pimentel marchesa de Fonseca, dirige il Monitore Napoletano

12 gennaio: il governo piemontese emana il primo decreto che disciplina il diritto d’autore in Italia.

22 gennaio: i francesi entrano in Napoli dopo che i patrioti giacobini hanno liberato la città dalle forze monarchiche. In giugno, venuto a mancare l’appoggio francese, la Repubblica partenopea cadrà travolta dalla reazione. Le bande sanfediste (Esercito della Santa Fede) dei contadini guidate dal cardinale Ruffo, compiono un massacro di patrioti repubblicani

12 aprileFirenze, scontri fra le truppe francesi e la popolazione a causa dei vertiginosi aumenti del prezzo del grano

Maggio – AprileFirenze, nascono tre nuove testate giornalistiche: Il Monitore fiorentino; Il Club patriottico e Il Democratico

Ottobre: continui aumenti del prezzo del grano, tumulti e disordini in tutta la
Toscana. Ferdinando III non ammette misure vincolistiche, richieste a granvoce dal popolo


1800
E’ ricostruita la repubblica Cisalpina

Parigi, Napoleone fonda la Banca di Francia

Gran Bretagna: il Parlamento approva l’Act of Union con cui si fonda il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda

Parigi, Madame de Stael scrive Della letteratura considerata nei suoi rapporti con le istituzioni sociali

Gran Bretagna, Thomas Gryll costruisce il rubinetto a valvole con vite Germania, William Herschel scopre i raggi infrarossi

Modena e nel bolognese ordinato lo scioglimento delle formazioni toscane e il risarcimento dei danni

Giugno: armistizio di Alessandria. Napoleone vince la battaglia di Marengo

19 giugnoFirenze, Ferdinando III nomina una reggenza, composta dai senatori Amerigo Antinori, Marco Covoni e Luigi Bartolini Baldelli e presieduta dal generale Annibale Sommariva

15 ottobreFirenze, i francesi occupano nuovamente la città

Ottobre: il generale francese Dupont dopo le scorrerie dell’esercito toscano nell’ex Ducato di Modena e nel bolognese ordina lo scioglimento delle formazioni toscane e il risarcimento dei danni

19 dicembre: l’esule napoletano Francesco Pignatelli innalza in Santa Croce a Firenze l’albero della libertà, il simbolo dei valori di libertà e democrazia di cui si facevano un tempo esportatori le truppe francesi

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