2026.05 Maggio (06- 10 maggio)

SITO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO
Pagine in costruzione

Nell’ambito della mostra “A misura d’uomo. Nella Bologna di Renato Zangheri (1970–1983)”, in occasione del centenario della Ducati, abbiamo il piacere di invitarvi a un incontro di approfondimento dedicato al tema del lavoro tra passato, presente e prospettive future.

L’iniziativa intende offrire un momento di riflessione sul rapporto tra memoria, impresa e trasformazioni, per comprendere come sono cambiate — e come evolveranno — le nostre vite lavorative.

https://mediahouse.ducati.com/1926-2026-ducati-apre-le-celebrazioni-dei-suoi-100-anni-di-storia/?lang=ita&country=IT

www.centrostudizangheri.it


Se il mondo sopravviverà,

i professori di storia

spiegheranno il XX° secolo attraverso i suoi simboli:

faranno vedere agli allievi

la bottiglietta di Coca-Cola,

il pallone di calcio,

il televisore,

il computer,

la bomba di neutroni.

E per spiegare la dignità

mostreranno il fazzoletto bianco

delle Madres de Plaza de Mayo.

Eduardo Galeano



“…volge al declino l’era, che fu nobile nella sua durezza e serietà, della democrazia politica”.
(Luciano Canfora).


https://www.facebook.com/RetePaceDisarmo
https://retepacedisarmo.org/


Energia di sinistra

La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.

Carlo Galli
da strisciarossa


10 maggio 2026

https://www.rainews.it/video/2026/05/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-0cea3b45-dd5e-4c03-bb5d-580f99a7f33f.html

La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Domenica 10 maggio 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/05/Radio3-Mondo-del-10052026-b4bd881b-c4d3-4d28-811c-9d7a1731888d.html

Torneranno Detenuti senza accuse e torturati, Thiago Ávila e Saif Abu Keshek saranno espulsi da Israele che li ha sequestrati dieci giorni fa in acque internazionali a mille chilometri dalle sue coste. Erano a bordo di barche italiane della Flotilla. Che nella sua rotta per Gaza è ora in Turchia  
Mario Di Vito
https://ilmanifesto.it/thiago-e-saif-escono-di-prigione-saranno-espulsi-da-israele
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-10-05-2026

10 maggio 2026. Flotilla, Saif Abu Keshek e Thiago Avila espulsi da Israele

Tel Aviv “non permetterà alcuna violazione del blocco navale legale imposto su Gaza”

Agenzia LaPresse – “Dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti Saif Abu Keshek e Thiago Avila, appartenenti alla ‘flottiglia della provocazione’, sono stati espulsi oggi da Israele. Israele non permetterà alcuna violazione del blocco navale legale imposto su Gaza”. Lo ha comunicato il Ministero degli Esteri israeliano attraverso un messaggio pubblicato sul social network X, nel quale viene ribadita la linea dura del governo nei confronti delle iniziative considerate ostili o provocatorie nei confronti dello Stato ebraico.

continua in
https://www.lapresse.it/esteri/2026/05/10/flotilla-saif-abu-keshek-e-thiago-avila-espulsi-da-israele/



10 maggio 2026. Atene ha coperto l’attacco e «nessuno doveva vedere»

Andrea Sceresini a bordo della Global Sumud Flotilla

La versione dei reporter «Non è un caso che abbiano proposto agli israeliani di scaricarvi in un luogo isolato. Andava fatto tutto di nascosto, in modo che nessuno potesse interferire» spiega il reporter Marios Dionellis

«L’attacco israeliano nei confronti della Global Sumud Flotilla è avvenuto a nostra insaputa. La Grecia non ne è stata informata, ma come governo abbiamo fatto il nostro dovere agevolando lo sbarco dei prigionieri durante la giornata del primo maggio». Sono le parole pronunciate venerdì dal ministro degli Esteri di Atene, Giorgos Gerapetritis, durante un dibattito al parlamento. La repubblica ellenica – secondo Gerapetritis – «ha fatto ciò che doveva fare», tant’è che «tutti i paesi i cui cittadini si trovavano sulle navi israeliane in quel momento hanno espresso la loro gratitudine alla Grecia».
QUANDO LA ECO di queste dichiarazioni è giunta a bordo della Flotilla, tuttavia, in pochi sono riusciti a restare tranquilli. Dopo la carcerazione, il nostro primo approccio con le autorità elleniche è avvenuto nel minuscolo porticciolo di Atherinolakkos, nell’estremo sudest dell’isola di Creta, dove siamo stati sbarcati dalla guardia costiera. In quel momento – erano circa le 8 di mattina – la nave-prigione israeliana all’interno della quale ci avevano rinchiuso era ancora ferma davanti a noi, a meno di un miglio dalla costa.
A bordo di quell’imbarcazione, in piene acque territoriali greche, erano ancora rinchiusi Thiago Ávila e Saif Abukeshek, che da lì a poco sarebbero stati deportati in Israele. Non sarebbe stato possibile, dando subito l’allarme, ottenere che qualcuno intervenisse in loro favore prima che il cargo militare tornasse a navigare in acque internazionali?
È quello che abbiamo provato a fare in molti, ma senza successo. Personalmente, mi sono rivolto sia ai poliziotti che ai due funzionari del ministero degli Esteri di Atene presenti sul posto, ai quali, dopo essermi qualificato come giornalista, ho chiesto in prestito un telefono con cui poter chiamare la redazione. «Sorry, non possiamo», mi hanno risposto tutti. Il più onesto è stato l’autista di uno degli autobus schierati sul molo – a bordo dei quali saremmo stati fatti salire solo dopo diverse ore – che mi ha detto, letteralmente: «Non posso darti il telefono, la polizia non vuole».
NELLE SCORSE ORE, nel tentativo di ricostruire il ruolo della Grecia in questa vicenda, siamo riusciti a metterci in contatto con alcuni giornalisti cretesi, la cui versione dei fatti smentisce decisamente le parole del loro ministro. «Il porto di Atherinolakkos, dove vi hanno sbarcato, è stato definito in passato stou diaolou ti mana, che significa “il luogo dove vive la madre del demonio” – spiega il reporter Marios Dionellis, uno dei più conosciuti dell’isola -. Non è un caso che il governo greco abbia proposto agli israeliani di scaricarvi in un luogo così isolato. Atene voleva evitare che vi fossero testimoni tra i membri della comunità locale. L’operazione andava eseguita di nascosto, in modo che nessuno potesse interferire. A noi giornalisti cretesi, le autorità locali non hanno fornito alcuna informazione. Fin dall’inizio, era chiaro che stavano eseguendo ordini provenienti da Atene e non avevano palesemente alcuna possibilità di manovra».
QUEL GIORNO – sempre stando a quanto riferito dalla stampa locale – l’intera area sarebbe stata circondata da un vero e proprio cordone di sicurezza. Solo due fotografi sono riusciti a immortalare il nostro sbarco, ma per farlo hanno dovuto arrampicarsi a piedi sulla montagna dall’altro lato del molo, dove alcuni poliziotti hanno cercato fino all’ultimo di individuarli. «So per certo che un collega è stato inseguito dagli uomini in divisa – racconta al manifesto uno di loro, il fotoreporter cretese Stefanis Rapanis -. Per evitare di essere preso, io mi sono dovuto tenere a grande distanza. C’era un clima molto teso, ed era chiaro a tutti che si stava eseguendo una operazione che palesemente andava contro le regole».
GRAZIE ALLA COPERTURA offerta dalle autorità greche, insomma, gli uomini dell’Idf avrebbero fatto in tempo a sbarcare impunemente noi prigionieri, sarebbero riusciti a fare dietrofront e si sarebbero allontanati indisturbati con a bordo Thiago e Saif, prima che qualunque autorità internazionale avesse il tempo di intervenire per chiederne la liberazione. È credibile a questo punto, considerato il livello di collaborazione tra i due paesi, che la Grecia fosse effettivamente all’oscuro dei piani di Tel Aviv per l’attacco del 29 aprile, che peraltro è avvenuto a poche miglia dalle acque territoriali elleniche? È ciò che intende stabilire anche la Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha aperto un fascicolo proprio su questo argomento e alla quale il governo di Atene dovrà fornire delle risposte entro il 12 maggio.
Intanto, nella serata di ieri, la Global Sumud Flotilla ha raggiunto la città turca di Marmaris, dove gli attivisti intendono riorganizzarsi e mettere a punto i prossimi passi della missione.

Aggiornato il 9 maggio 2026, h. 22:04 articolo aggiornato

10 maggio 2026. Bloccare l’accordo con Israele, l’appello di Amnesty Europa a Italia e Germania

Amnesty International Europa

Lettere Il documento firmato da 21 direttrici e direttori di Amnesty international in vista della riunione del Consiglio affari europei dell’11 maggio che dovrà decidere sulla sospensione dell’Accordo di associazione tra la Ue e Tel Aviv. Fin qui il governo Meloni e quello Mertz hanno impedito agli altri Paesi europei di procedere

Domani l’Unione europea si troverà di fronte a una prova decisiva per i propri valori e principi e per il suo impegno per i diritti umani e il diritto internazionale. Mentre la pressione dell’opinione pubblica continua ad aumentare, i ministri degli Esteri dell’Ue hanno una scelta da fare: continuare a riservare a Israele un trattamento privilegiato oppure iniziare a far rispettare le linee rosse dell’Unione che Israele ha ripetutamente disatteso, in particolare dall’ottobre 2023.
Non mancano gli strumenti a disposizione dell’Ue per esercitare una pressione concreta su Israele; ciò che è mancato in modo evidente è la volontà politica. Come minimo, l’Ue deve sospendere l’Accordo di associazione Ue-Israele, con i relativi privilegi commerciali, se intende dimostrare serietà nell’affrontare l’impunità di cui Israele gode da decenni. In caso contrario, rischia di rendersi complice del genocidio in corso, dell’occupazione illegale e del sistema di apartheid attuati da Israele.
Due stati membri detengono un ruolo decisivo: Italia e Germania. Entrambi sono centrali nel bloccare la sospensione dell’accordo commerciale tra Ue e Israele e nel sottrarre Israele a conseguenze significative per i crimini commessi contro la popolazione palestinese. Nel complesso sistema di voto tra gli stati membri dell’Ue, il sostegno anche di uno solo dei due paesi orienterebbe il voto verso la maggioranza qualificata necessaria per la sospensione parziale dell’accordo.
L’Accordo di associazione Ue-Israele, entrato in vigore nel 2000, stabilisce un quadro giuridico e istituzionale per il dialogo politico e la cooperazione economica, garantendo a Israele un accesso privilegiato ai mercati europei. Oggi l’Ue resta il principale partner commerciale di Israele: nel solo 2024, le esportazioni israeliane verso l’Ue hanno rappresentato il 28,8 per cento del totale.
Israele viola da tempo l’articolo 2 dell’Accordo, che stabilisce il rispetto dei diritti umani come elemento essenziale della partnership – un dato riconosciuto, seppur tardivamente, dalla stessa revisione effettuata dalla Commissione europea nel giugno 2025. Nel settembre 2025, a seguito di una forte pressione pubblica, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha proposto una sospensione parziale delle disposizioni commerciali dell’Accordo, insieme a sanzioni mirate contro ministri estremisti e coloni responsabili di violenze. Tuttavia, anche questa proposta, limitata e largamente insufficiente, continua a essere bloccata da Germania e Italia.
Ciò che resta della credibilità europea – dopo ripetuti fallimenti nel far rispettare le proprie linee rosse nei confronti di Israele – ora è in gioco. L’Ue non può più sottrarsi alle crescenti accuse di doppi standard, soprattutto rispetto alla risposta ferma e basata sui principi adottata nei confronti della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. I diritti umani della popolazione palestinese, sistematicamente calpestati da Israele, richiedono lo stesso livello di rigore.
Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco nell’ottobre 2025, le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele e il genocidio portato avanti nella Striscia di Gaza continuano senza sosta. durante il cosiddetto cessate il fuoco, le operazioni militari israeliane non sono affatto cessate: oltre 830 persone palestinesi, per la maggior parte civili, sono state uccise nella Strisica, mentre più del 60 per cento della popolazione continua a essere sfollato. La maggior parte degli sfollati interni vive in rifugi di fortuna o in edifici parzialmente distrutti, in condizioni disumane, esposta a vaste infestazioni di insetti e ratti. Israele continua a bloccare o limitare l’ingresso di beni indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile, tra cui materiali per le abitazioni, forniture mediche e alimenti adeguati, nonché pesticidi, imponendo inoltre gravi restrizioni al lavoro delle organizzazioni umanitarie.
Nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, la situazione è peggiorata drasticamente. Dal 7 ottobre 2023 sono state uccise oltre 1080 persone palestinesi, tra cui almeno 235 minori. Circa 45 comunità beduine e di pastori sono state completamente sfollate dall’inizio del 2023, in gran parte a causa dell’aumento della violenza dei coloni sostenuti dallo stato. Nel febbraio 2026 il governo israeliano ha approvato misure di registrazione fondiaria che favoriscono l’annessione de facto della Cisgiordania, in diretta violazione del parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 2024. Il 30 marzo la Knesset ha approvato una legge discriminatoria sulla pena di morte, concedendosi piena discrezionalità nel mettere a morte persone palestinesi condannate per omicidio intenzionale, eliminando al contempo le più basilari garanzie di un processo equo. La legge ha suscitato forti critiche e indignazione in diversi stati europei, tra cui Germania e Italia.
Al di fuori del Territorio palestinese occupato, in Libano gli attacchi israeliani dal 28 febbraio hanno causato circa 2700 morti e oltre un milione di persone sfollate, mentre le forze israeliane continuano a distruggere infrastrutture civili e a impedire alla popolazione civile di rientrare nelle proprie abitazioni nel sud del paese, in chiara violazione del diritto internazionale.
Queste violazioni in corso riflettono un modello di impunità, reso possibile anche da risposte europee esitanti e incoerenti, limitate a espressioni di preoccupazione anziché a misure concrete.
Nel frattempo, gli stati europei continuano a vendere armi a Israele: Francia e Germania sono stati i principali esportatori del continente nel 2024, rischiando così di diventare complici delle violazioni in corso. Anche l’Italia ha continuato a trasferire armi a Israele in base a licenze rilasciate prima del 7 ottobre 2023, senza impedire inoltre il transito sul proprio territorio di forniture militari provenienti da altri stati.
A metà aprile 2026 un’Iniziativa dei cittadini europei ha raccolto oltre un milione di firme nel tempo record di tre mesi. L’Italia è stata tra gli stati con il più alto livello di partecipazione. Il 2025 è stato un anno di grande mobilitazione politica e sindacale, evidenziando il divario tra le politiche governative e il sentimento dell’opinione pubblica.
Un divario analogo persiste in Germania, dove i sondaggi indicano che la maggioranza della popolazione non sostiene la posizione del proprio governo e ritiene che la politica sul Medio oriente debba essere guidata principalmente dal diritto internazionale, piuttosto che da una “ragion di stato” priva di fondamento giuridico.
Allo stesso tempo, oltre 75 organizzazioni non governative, tra cui Amnesty International, hanno chiesto all’Ue di sospendere l’Accordo. Circa 400 ex diplomatici, ministri e funzionari dell’Ue hanno sostenuto questa richiesta, così come esperti delle Nazioni Unite.
La posizione del governo italiano è particolarmente contraddittoria. Pur avendo sospeso l’accordo di cooperazione nel settore della difesa con Israele, blocca la sospensione dell’Accordo di associazione Ue-Israele. Analogamente, il sostegno recentemente annunciato alla limitazione delle importazioni provenienti dagli insediamenti illegali israeliani rappresenta una misura parziale e insufficiente rispetto alla portata delle violazioni documentate e non sostitutiva della sospensione dell’Accordo. La posizione della Germania solleva preoccupazioni altrettanto gravi. Sebbene il suo quadro costituzionale sancisca l’impegno verso il diritto internazionale e Berlino sottolinei costantemente l’importanza di una politica estera europea forte e unitaria, attualmente sta minando entrambi questi principi. Bloccando il consenso, la Germania indebolisce proprio quell’unità che dichiara di voler difendere. Il ministro degli Esteri definisce la sospensione “inappropriata” e insiste su un continuo “dialogo costruttivo” con Israele, ostacolando lo slancio verso la sospensione dell’accordo.
Dopo ripetuti cicli di dialogo, numerosi avvertimenti e un’escalation di violazioni da parte di Israele senza conseguenze, la persistente inattività rischia di tradursi in complicità. L’Ue ha un chiaro obbligo di sospendere il proprio Accordo commerciale con Israele. Amnesty International sta portando avanti una campagna affinché Giorgia Meloni e Friedrich Merz cessino di avallare il genocidio, l’occupazione illegale e il sistema di apartheid attuati da Israele. Milioni di persone in tutto il mondo chiedono che chi governa agisca per fermare le violazioni commesse da Israele.
Deve prevalere l’umanità.

Firmato da 21 direttrici e direttori degli uffici europei di Amnesty International

Ileana Bello – direttrice di Amnesty International Italia
Julia Duchrow – direttrice di Amnesty International Germania
Carine Thibaut – direttrice di Amnesty Belgio
Wies de Graeve – direttore di Amnesty International Fiandre
Stephen Bowen – direttore di Amnesty International Irlanda
David Pereira – direttore di Amnesty International Lussemburgo
Sylvie Brigot – direttrice di Amnesty International Francia
Frank Johansson – direttore di Amnesty International Finlandia
Dávid Vig – direttore di Amnesty International Ungheria
Esteban Beltran – direttore di Amnesty International Spagna
Anna Błaszczak-Banasiak – direttrice di Amnesty International Polonia
Nataša Posel – direttrice di Amnesty International Slovenia
Christos Dimopoulos – direttore di Amnesty International Grecia
Anna Johansson – direttrice di Amnesty International Svezia
Vibe Klarup – direttrice di Amnesty International Danimarca
João Godinho Martins – direttore di Amnesty International Portogallo
Shoura Hashemi – direttrice di Amnesty International Austria
Dagmar Oudshoorn – direttrice di Amnesty International Paesi Bassi
Rado Sloboda – direttore di Amnesty International Slovacchia
Nayden Rashkov – direttore di Amnesty International Bulgaria
Lucie Laštíková – direttrice di Amnesty International Repubblica Ceca

Aggiornato il 10/05/2026, alle 00:08

Teheran invia la risposta agli Usa, Trump: “Ci prendono in giro da 47 anni, non rideranno più”

USA e Iran rivendicano il controllo dello Stretto, droni contro gli Emirati. Hegseth: “La tregua continua”. Il FMI: “Fino a 2270 euro di costi per le famiglie italiane”. Oggi Araghchi a Pechino

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/05/primo-ministro-del-qatar-e-jd-vance-tutte-le-parti-aderiscano-a-sforzi-di-mediazione-su-iran-ce5be111-5edc-46ea-be7b-a8263c712b27.html


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10 maggio 2026. Iran war updates: Trump says Tehran’s reply to US proposal ‘unacceptable’

Live https://www.aljazeera.com/video/live

  • United States President Donald Trump says Iran’s response to a US proposal to end the US-Israel war on Iran is “totally unacceptable”.
  • Trump’s comments came after Iranian media reported that Tehran had sent its response to the US proposal to mediator Pakistan.
  • Israel’s relentless bombardment of Lebanon continues, with attacks killing dozens over the weekend and hitting the Nabatieh governorate’s power station.
  • Iran’s Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC) says any attack on Iranian oil tankers and commercial ships will be met with assaults on US bases and “enemy ships” in the Middle East.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.


    AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
    https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/5/10/iran-war-live-irgc-warns-us-against-attacks-on-ships-israel-bombs-lebanon

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict


10 maggio 2026. EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient 

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/05/09/en-direct-guerre-au-moyen-orient-une-maree-noire-a-ete-reperee-au-large-de-l-ile-de-kharg-en-iran_6686485_3210.html

Une femme brandit le drapeau iranien devant un panneau d’affichage anti-américain faisant référence au président Donald Trump et au détroit d’Ormuz, installé sur un immeuble de la place Valiasr à Téhéran, le 10 mai 2026. ATTA KENARE/AFP
  • La guerre contre l’Iran n’est « pas terminée ». Dans un entretien diffusé lors de l’émission « 60 minutes » de la chaîne américaine CBS News, Benyamin Nétanyahou conditionne la fin des hostilités au retrait de l’uranium hautement enrichi du territoire iranien et au démantèlement des installations d’enrichissement du pays.
  • L’Iran met en garde la France et le Royaume-Uni contre l’envoi de navires militaires à proximité du détroit d’Ormuz. Leur présence fera l’objet d’une « réponse décisive et immédiate », prévient le vice-ministre des affaires étrangères iranien.
  • La France n’a « jamais envisagé » un « déploiement » dans le détroit d’Ormuz, rappelle Emmanuel Macron en réponse aux menaces iraniennes.
  • L’Iran a transmis sa réponse à la proposition américaine visant à mettre fin au conflit. « Nous ne courberons jamais la tête devant l’ennemi, le dialogue n’est pas une capitulation », déclare le président iranien, Massoud Pezeshkian.
  • L’armée israélienne affirme avoir bombardé plus de 40 cibles du Hezbollah ce week-end.
  • Le chef de l’armée iranienne rencontre le Guide suprême, Mojtaba Khamenei, selon les médias iraniens.
    Le Qatar met en garde l’Iran contre une escalade de la crise au Moyen-Orient et défend la libre navigation.
  • Un premier méthanier qatari parvient à franchir le détroit d’Ormuz et se trouve actuellement dans le golfe d’Oman. Il se dirige vers le Pakistan.
  • Le cargo sud-coréen en feu dans le détroit d’Ormuz le 4 mai a été frappé par des tirs aériens, selon Séoul.


    AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/05/11/en-direct-guerre-au-moyen-orient-l-iran-exige-la-fin-de-la-guerre-dans-la-region-et-le-deblocage-des-avoirs-geles-le-prix-du-petrole-bondit-apres-l-echec-des-negociations_6686485_3210.html

RaiNews LIVE

Doppie “sorprese” da Mosca: prima Putin: “La guerra sta finendo”, poi Peskov: “E sarà una vittoria”

Il Cremlino: Witkoff e Kushner presto a Mosca. Putin: “Vorrei Schröder a negoziare”. L’ex cancelliere tedesco è stato consulente di Gazprom. Ieri parata militare sottotono sulla piazza Rossa, Mosca e Kiev denunciano reciproche violazioni della tregua

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/05/guerra-ucraina-invasione-russa-putin-zelensky-kiev-kyiv-mosca-parata-droni-attacchi-sanzioni-raffinerie-d9e78926-30f4-415f-bf13-10876014dc33.html

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La Crisi Russia-Ucraina

EN DIRECT, guerre en Ukraine : l’UE se montre sceptique sur la proposition de Vladimir Poutine de nommer médiateur l’ancien chancelier allemand Gerhard Schröder

« Gerhard Schröder a été lobbyiste pour les entreprises publiques russes, donc on voit clairement pourquoi Poutine veut que ce soit lui », a déclaré la cheffe de la diplomatie de l’Union européenne, Kaja Kallas, à Bruxelles.

Foto d’archivio. Yuri Fedorenko et Amed Khan, militant des droits de l’homme américain (au centre), vers Kharkiv, en Ukraine, le 27 octobre 2024.  AP
  • La Russie « ne respecte pas » le cessez-le-feu sur la ligne de front, accuse Volodymyr Zelensky. Selon lui, « les forces russes ont continué leurs assauts dans les secteurs qu’elles considèrent comme prioritaires ». Dimanche, les forces russes ont lancé pas moins de 60 attaques, selon l’état-major ukrainien.
  • La Russie accuse aussi l’Ukraine d’avoir violé le cessez-le-feu de trois jours négocié par les Etats-Unis.
    L’échange de prisonniers de guerre avec la Russie doit avoir lieu, les Etats-Unis en ont garanti la mise en œuvre, rappelle Volodymyr Zelensky.
  • Berlin rejette la proposition de Vladimir Poutine de confier la médiation du conflit à l’ancien chancelier Gerhard Schröder. Frank-Walter Steinmeier, le président allemand, pourrait jouer un rôle dans les négociations de paix sur l’Ukraine, selon Der Spiegel.
  • Steve Witkoff et Jared Kushner pourraient se rendre prochainement à Moscou, selon Iouri Ouchakov, conseiller du Kremlin.
  • La Russie a lancé 27 drones contre l’Ukraine dans la nuit, selon l’armée de l’air ukrainienne.

https://www.lemonde.fr/international/live/2026/05/11/en-direct-guerre-en-ukraine-l-ue-se-montre-sceptique-sur-la-proposition-de-vladimir-poutine-de-nommer-mediateur-l-ancien-chancelier-allemand-gerhard-schroder_6687661_3210.html

10 maggio 2026. Immagini satellitari all’Iran, sanzioni statunitensi ad aziende cinesi

La misura peggiora il clima fra Washington e Pechino, nell’imminenza del vertice fra Xi Jinping e Donald Trump

Presunto supporto alla base militare e industriale della difesa iraniana. È con questa accusa che gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro diverse entità internazionali, tra cui spiccano diverse aziende cinesi, che avrebbero in particolare fornito immagini satellitari utili agli attacchi delle forze di Teheran contro basi e forze americane in Medio Oriente. Le misure sono state annunciate dal Dipartimento di Stato guidato da Marco Rubio e hanno un tempismo assai sensibile, visto che arrivano solo pochi giorni prima dell’attesissima visita a Pechino di Donald Trump, prevista per giovedì e venerdì prossimo. Durante il suo viaggio, il presidente statunitense terrà un vertice con l’omologo cinese Xi Jinping, col quale mira a stabilizzare la tregua commerciale siglata lo scorso fine ottobre a Busan.

continua in
https://www.rsi.ch/info/mondo/Immagini-satellitari-all%E2%80%99Iran-sanzioni-statunitensi-ad-aziende-cinesi–3729816.html


“Uno bianca, nelle indagini tanti errori tra i magistrati convinti dai depistaggi”

Alessandro Gamberini e Luca Moser, avvocati dell’Associazione famigliari delle vittime della Banda della Uno bianca scrivono La Stampa

L’intervista di Roberto Savi a Belve Crime ha avuto il merito di riproporre su uno scenario nazionale quella che per molti, troppi anni è stata una vicenda confinata alle cronache dei giornali locali, anche dopo la presentazione del lungo esposto dal quale ha preso le mosse la nuova indagine aperta dalla Procura di Bologna. In particolare, La Stampa ha dato voce a molte riflessioni sulla vera e propria strage che si consumò negli anni da 1987 al 1994 a Bologna e nel territorio dell’Emilia-Romagna. Abbiamo letto attentamente anche la lettera che due magistrati – Lucia Musti e Giovanni Spinosa – hanno inviato al vostro giornale prospettando alcuni ostacoli che furono loro frapposti a indagare oltre le confessioni dei fratelli Savi. In questa vicenda occorre segnalare, per comprendere l’accaduto, che quelle confessioni venivano a scuotere dalle fondamenta l’operato della magistratura bolognese su quei delitti, per i quali, va sottolineato in processi diversi, erano state arrestate, in taluni casi condannate anche all’ergastolo, ben 78 persone, come stabilì una commissione di inchiesta parlamentare. Di quelle indagini su alcuni delitti gravissimi accaduti nel bolognese – ci riferiamo in particolare all’uccisione dei carabinieri a Castel Maggiore e ai numerosi ferimenti e omicidi durante le rapine alle Coop e alla strage dei carabinieri al quartiere Pilastro – era stato assoluto protagonista il dottor Spinosa. Da un lato sarebbe stato necessario aprire una doverosa riflessione sull’esercizio della giurisdizione per capire perché un simile scempio di giustizia fosse accaduto e nulla accadde. Abbiamo in memoria il discorso di apertura dell’anno giudiziario fatto dal Procuratore Generale di Bologna del 1995, nel quale l’argomento non fu nemmeno sfiorato, né lo sarà negli anni successivi. In realtà in molti di quei processi avevano operato una serie di «collaboratori», sapientemente gestiti da funzionari di polizia, che avevano apprestato le fondamenta dei depistaggi, ai quali avevano abboccato gli inquirenti. Dopo le confessioni dei Savi era del tutto naturale che le indagini fossero tolte a chi aveva operato in tutt’altra direzione costruendo colpevoli inesistenti. E dunque stupisce che il dottor Spinosa se ne lamenti, ricordi solo la strage del Pilastro e pensi di riproporre comunque una saldatura delle sue molte inchieste rivelatesi fallimentari con il nuovo scenario che si era aperto. Contemporaneamente si aprì la corsa a chiudere in fretta lo scandalo della banda dei poliziotti che aveva insanguinato per tanti anni la città e la Regione e il dottor Giovannini, nuovo pm incaricato del compito certamente molto gravoso di gestire l’accusa, subì questa esigenza politica, a giudicare dalle sue scelte. Le confessioni dei Savi erano in molti casi monche di moventi credibili, in altri evidenziavano un contrasto con le stesse dinamiche dei crimini che venivano raccontando, in altri casi erano sfrontatamente false, ma prevalse l’esigenza di chiudere la partita giudiziaria al più presto. Non fu contestata l’aggravante della finalità di terrorismo la cui sussistenza era assolutamente palese – ed era stata espressamente chiesta dai familiari delle vittime, che rappresentavamo, in una dettagliata memoria dal titolo evocativo «banda armata in divisa» – e avrebbe comportato l’ergastolo ostativo e il regime carcerario del 41 bis. Non furono effettuati approfondimenti adeguati neppure su quel clamoroso depistaggio operato dal brigadiere Macauda, che faceva parte del nucleo operativo dei carabinieri di Bologna. E neppure su quel poligono clandestino che operava all’epoca nei sotterranei di una villa bolognese di proprietà del precedente titolare dell’armeria di via Volturno. Un poligono frequentato da vari carabinieri e poliziotti, tra i quali con grande probabilità anche Roberto Savi, e rispetto al quale si ritrovarono a rendere versioni tra loro totalmente discordanti, rispetto alla dispersione di reperti decisivi, un esponente dei servizi segreti Marco Mancini e un ufficiale dei Ros. Ancora più clamorosamente venne prima chiesta l’archiviazione degli autori dei depistaggi, che nei processi precedenti avevano portato alle incriminazioni e alle condanne di innocenti e, di fronte alla formulazione coatta dell’imputazione proposta dal Gip, non venne mai sollecitata la fissazione dell’udienza preliminare fino alla prescrizione del contestato reato di calunnia. Insomma, si voleva chiudere definitivamente questa «brutta storia». Pensiamo che le indagini oggi riaperte, con le difficoltà di operare a distanza di 30 anni, saranno in grado quanto meno di farci comprendere meglio cosa si nascondeva dietro questa banda di poliziotti e il tessuto di relazioni che ha loro consentito di operare indenni per ben sette anni.

I misteri sulla morte dell’ex agente Gugliotta

Filippo Fiorini – La Stampa

ietro Gugliotta, l’anello debole della Uno Bianca, non c’è più. Si è ucciso con una corda al collo, nella sua casa di Arba, Pordenone, in Friuli. Non sappiamo perché e non siamo sicuri del quando. L’ultimo accesso sul cellulare è del 7 gennaio. La morte è fissata al giorno seguente. Fonti inquirenti, però, sostengono sia avvenuta a dicembre, dopo che, per Natale, era stato alle Canarie con la moglie. Tutto sembrava andar bene. Un parente, invece, ha seminato incertezza anche qui. Dice che dai loL’ex agente Pietro Gugliotta ro litigi è nata la decisione di uccidersi. Strano. Gugliotta aveva superato 14 anni di carcere, lavorato, raggiunto la pensione, ristrutturato casa e riallacciato i rapporti con la figlia. Perché ora? È stato cremato in fretta, senza autopsia. Nessuna perizia sul telefono e il tutto archiviato come suicidio. Però, non era uno qualunque. È stato membro di un gruppo di cui oggi si cercano i complici tra i servizi deviati. Lui stesso tentò di diventare 007 e disse che nella banda erano più di sei. Era confidente di Roberto Savi, il capo. Entrambi poliziotti, avevano la passione per la pesca. In viaggio verso il Tirreno, Gugliotta disse di aver sentito Roberto dire: «Là c’è il serbatoio di un Mirage, che pilotavo quando fu abbattuto il Dc9 di Ustica». Lessico di Roberto Savi: millanterie mischiate a verità. Ovvio, non guidava quel caccia, ma solo chi godeva di certe entrature, poteva sapere già all’epoca della presenza francese e di un relitto che poi fu trovato. «Non sapete cosa c’è dietro: la strage di Ustica», fu la prima cosa che Gugliotta disse quando fu catturato, nel’’94, e Savi poi lo contraddisse. «Ci sentivamo onnipotenti, perché eravamo protetti», disse invece a un amico, quando era già in carcere. E allora, nasce una suggestione: quando Roberto Savi ha parlato a Belve, sapeva che Gugliotta era morto? E se applichiamo le regole del suo lessico alla frase: «Con mio fratello Fabio non parlo più. È diventato un infame» e pensiamo che invece i rapporti tra i due sono sempre stati buoni e che proprio in Friuli fu arrestato Fabio, si può supporre che dicendo Fabio, si riferisse invece a Pietro? La parola infame, l’ha pronunciata segnandosi il collo col pollice, proprio dove è passata la corda che ha ucciso il complice.



10 maggio 2026. Ingrao e Trentin, affinità e divergenze di due giganti della sinistra

Ingrao e Trentin

Mattia Gambilonghi – strisciarossa.it

Affinità e divergenze tra Bruno Trentin e Pietro Ingrao: è così che abbiamo scelto di titolare questo nostro incontro, parte fondamentale delle attività per celebrare il centenario di Bruno Trentin e per riflettere sulla sua eredità politica e sul suo lascito teorico. E abbiamo ritenuto, sollecitati in ciò dal Centro per la Riforma dello Stato, che un passaggio non aggirabile per riflettere sull’attualità di questa eredità, sugli elementi da aggiornare e sulle criticità da correggere, fosse appunto la messa in relazione dell’elaborazione di Trentin con quella di un altro gigante del movimento operaio e della sinistra del Novecento, Pietro Ingrao: il rappresentante forse più eminente e rappresentativo della sinistra interna al Pci. Affinità e divergenze, appunto: perché a questa sinistra interna entrambi hanno appartenuto condividendo chiavi di lettura, presupposti strategici e concezione dell’agire politico. E anche perché nonostante questo minimo comune denominatore, la crisi delle diverse forme di socialismo sperimentate nel corso del secolo e le trasformazioni del capitalismo avrebbero portato i due a fornire risposte anche molto diverse alle esigenze di rinnovamento e ridefinizione della cultura politica della sinistra, del suo progetto di società. Come un tronco comune da cui, nel corso del tempo, sono venuti dipartendosi diverse ramificazioni politico-intellettuali.

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https://www.strisciarossa.it/ingrao-e-trentin-affinita-e-divergenze-di-due-giganti-della-sinistra/



10 maggio 2026. Magnier vince la terza tappa e Silva resta in rosa

Il ciclista uruguaiano mantiene anche la maglia bianca, sponsorizzata da Conad, riservata al miglior giovane under 25 in classifica generale

La Presse – Secondo successo in questa edizione del Giro d’Italia per Paul Magnier, che ha vinto in volata la terza tappa della corsa rosa, la frazione pianeggiante di 175 km da Plovdiv a Sofia, l’ultima in Bulgaria prima del trasferimento in Italia.

Paul Magnier (al centro) alza un braccio in segno di vittoria dopo aver tagliato per primo il traguardo della terza tappa del Giro d’Italia 2026. (Foto: Gian Mattia D’Alberto/LaPresse)

Nessuna variazione in classifica generale: Guillermo Thomas Silva (XDS Astana Team) resta leader davanti a Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team) ed Egan Bernal (Netcompany INEOS), entrambi a quattro secondi. La carovana si sposterà adesso in Italia: martedì è in programma la quarta tappa, la frazione mossa di 138 km da Catanzaro a Cosenza.

Guillermo Thomas Silva oltre alla maglia rosa conserva anche la maglia bianca, sponsorizzata da Conad, riservata al miglior giovane under 25 in classifica generale, al termine della terza tappa del Giro d’Italia, la frazione pianeggiante di 175 km da Plovdiv a Sofia, l’ultima in Bulgaria prima del trasferimento in Italia.

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Il Giro visto da Davide Cassani

Paul Magnier, ancora lui. Anche a Sofia vince il giovane velocista francese che batte di poco Jonathan Milan, terzo Groenewegen.

Screenshot

Anche oggi fuga alla partenza di tre corridori: Sevilla, Tonelli e Tarozzi. Lo spagnolo ha la maglia azzurra e vuole andare a prendere i punti sul gran premio della montagna di seconda categoria dopo 103 km. Missione compiuta. A 10km (dopo 165 davanti) i fuggitivi hanno 25” che si riducono a 17” quando di km ne mancano 5. Il gruppone si “mangia” i tre coraggiosi poco dopo l’ultimo km. Peccato.
Il finale è un lunghissimo stradone dritto e larghissimo con un continuo rimescolamento delle posizioni. Non ci sono treni, Stuyven perfetto nel tenere davanti Magnier e Consonni fa lo stesso con Milan. Parte lunghissimo Jonathan ma sul traguardo viene rimontato da Paul Magnier che conquista la seconda vittoria di tappa in tre giorni.
Milan molto meglio rispetto al primo giorno ma vorrei analizzare la sua volata. Se andiamo a vedere le sue volate nel 2024 al Giro e lo scorso anno al Tour (quelle vinte) quando parte si alza sui pedali e mantiene la stessa posizione fin sul traguardo. Sia Venerdì scorso che oggi si alza sui pedali, dopo qualche secondo si siede e si rialza negli ultimi 100 metri. Ho l’impressione che la troppa agilità lo porti a cambiare posizione. Per questo sono andato a contare le pedalate nel tratto finale di oggi. Ho preso come punto di riferimento dove l’asfalto lascia spazio al pavé. In quel tratto (fino all’arrivo) Magnier ha fatto 12,5 pedalate e Milan 13,5. Vuol dire che il francese ha usato un rapporto più lungo ma anche a occhio si nota la differenza di cadenza.
Ok, oggi è partito lunghissimo (troppo) e forse si è seduto perché gli slittava la ruota posteriore ma anche nella volata del primo giorno ha fatto uguale. Solitamente i velocisti partono negli ultimi 200 metri e quando lo fanno restano sempre sui pedali. Milan no, almeno in queste ultime volate.
Un dato importante sono anche i valori dei primi due. Velon dice che Magnier ha sprintato a 68.7 km/orari, con un wattaggio medio di 1170 e massimo di 1480. Jonathan Milan velocità massima 68, watt medi 1590 e massimi 1870. Chiaro, la posizione più aerodinamica di Magnier gli permette di andare forte erogando meno watt.
Comunque oggi Jonathan è andato molto meglio rispetto a venerdì ma deve aspettare giovedì, traguardo di Napoli per provare a vincere la sua prima tappa.
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Caso Schwazer, la cattiva coscienza dei padroni dell’atletica

Pietro Soldini – strisciarossa.it

La FIDAL ha escluso Alex Schwazer, primatista italiano e terzo tempo mondiale nella Maratona di marcia, ottenuto poche settimane fa in Germania, dalla nazionale di marcia che va ai prossimi campionati europei.
L’ ostracismo nei suoi confronti continua oltre ogni limite.

Era maggio del 2016 quando Alex ha sostenuto questa impresa, Campione del mondo con la seconda prestazione migliore di sempre. Usciva fuori dalla drammatica squalifica per doping, in cui aveva ammesso la sua responsabilità, aveva pagato amaramente e si era sottoposto ad una dura disciplina sportiva per riconquistare fiducia in sé stesso, nelle sue doti, nel suo talento, e riconquistare una credibilità nel mondo sportivo, in questa impresa si era affidato alla persona giusta, Sandro Donati, un grande allenatore, un grande tecnico, ma soprattutto il massimo esponente della lotta al Doping ed alla corruzione di alcune istituzioni Sportive nazionali ed internazionali.
In quella gara di Campionato del mondo dei 50 km di marcia oltre a vincere la gara, vinceva quella importante sfida.

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https://www.strisciarossa.it/caso-schwarer-la-cattiva-coscienza-dei-padroni-dellatletica/


10 maggio 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

9 maggio 2026

https://www.rainews.it/video/2026/05/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-ea219842-29fb-4095-ac39-aa6bafeaa032.html

La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Sabato 9 maggio 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/05/Radio3-Mondo-del-09052026-5333545b-aecf-4a7b-a5bb-bab9d9502c06.html

La guerra grande Combattimenti conclusi, il fallimentare Project Freedom bloccato dopo 48 ore: ci sarebbe il testo di un accordo tra Usa e Iran. Incapace di uscirne, all’improvviso Trump prova a fermare la sua stessa guerra  
Francesca Luci
https://ilmanifesto.it/contro-genocidio-e-precariato-la-protesta-ferma-la-biennale
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-09-05-2026


Roberto Saviano su Garlasco

C’è qualcosa di profondamente osceno nel modo in cui un Paese intero, di nuovo, si è seduto a tavola davanti a Garlasco con tovagliolo e forchetta
Non è inchiesta, è consumo, vita ridotta a content.
La tassa etica dovrebbero pagarla coloro che fanno true crime, non il porno.
Mentre Garlasco riempie ore di palinsesto, a Crotone è in corso il processo per la strage di Cutro: 94 morti, tra cui 35 minori. Rumore mediatico nazionale: zero.
Questa non è giustizia raccontata. È giustizia divorata.
Chiamatelo per quello che è: distrazione di massa. Pura monnezza.
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Teheran invia la risposta agli Usa, Trump: “Ci prendono in giro da 47 anni, non rideranno più”

Netanyahu: “Guerra all’Iran non è finita, c’è l’uranio da portare via”. Trump: “Prenderemo uranio arricchito, abbiamo il controllo”. Libano, oltre 30 morti nei raid dell’Idf. Flotilla, Israele espelle Thiago Avila e Saif Abukeshek

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/05/primo-ministro-del-qatar-e-jd-vance-tutte-le-parti-aderiscano-a-sforzi-di-mediazione-su-iran-ce5be111-5edc-46ea-be7b-a8263c712b27.html


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Mappe e grafici dell’escalation in Medio Oriente
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video Libano, raid israeliani sui profughi: è strage di bambini nel sud


9 maggio 2026. Iran war updates: Israel kills 24 in Lebanon as US awaits Tehran’s reply

Live https://www.aljazeera.com/video/live

https://www.aljazeera.com/news/
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https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
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https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict


9 maggio 2026. EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient 

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/05/09/en-direct-guerre-au-moyen-orient-une-maree-noire-a-ete-reperee-au-large-de-l-ile-de-kharg-en-iran_6686485_3210.html

  • Le Royaume-Uni annonce l’envoi du destroyer HMS Dragon au Moyen-Orient pour préparer une future mission franco-britannique de sécurisation du détroit d’Ormuz.
  • L’Iran a révélé pour la première fois les blessures du nouveau Guide suprême, Mojtaba Khamenei, touché lors des frappes ayant tué son père, et serait blessé « à la rotule et au dos ».
  • Washington sanctionne trois entreprises chinoises accusées d’avoir fourni des images satellites à l’Iran pour cibler des forces américaines, à quelques jours de la visite de Donald Trump à Pékin.
  • La nappe de pétrole au large de l’île iranienne de Kharg s’est « fortement réduite », selon des images satellites, mais son origine reste inconnue. Apparue il y a quelques jours, elle fait craindre une marée noire.
  • L’UE réclame un accès humanitaire urgent au sud du Liban. Des ponts détruits bloquent l’aide pour 55 villages, malgré 100 millions d’euros engagés depuis le début de la guerre.
  • Huit personnes, dont une fillette, sont mortes samedi dans des frappes israéliennes au sud du Liban, dont un ressortissant syrien tué par un drone qui a frappé trois fois de suite.


    AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/05/11/en-direct-guerre-au-moyen-orient-donald-trump-juge-inacceptable-la-reponse-de-l-iran-pour-mettre-fin-a-la-guerre-paris-et-londres-copresideront-mardi-une-reunion-sur-le-detroit-d-ormuz_6686485_3210.html

RaiNews LIVE

Putin a sorpresa: “Il conflitto volge al termine. Pronti a parlare con la Ue sui negoziati”

Il presidente russo ha detto che suo candidato preferito per le negoziazioni sarebbe l’ex cancelliere Schroeder. Parata militare sottotono a Mosca. Scontro sulla tregua: Kiev e Mosca si accusano di violazioni. Nuove stime contano 352mila russi morti

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/05/guerra-ucraina-invasione-russa-putin-zelensky-kiev-kyiv-mosca-parata-droni-attacchi-sanzioni-raffinerie-8ce93a9e-2df8-4608-87fd-0def37ae00bd.html

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La Crisi Russia-Ucraina

EN DIRECT, guerre en Ukraine : des coupures d’électricité dans les oblasts de Donetsk, Kharkiv et Zaporijia à la suite d’attaques russes nocturnes

Le ministre des affaires étrangères ukrainien, Andrii Sybiha, a accusé mercredi la Russie, de ne pas avoir respecté le cessez-le-feu décrété unilatéralement mardi par Kiev, après que Moscou eut lancé 108 drones et trois missiles sur le pays dans la nuit.

Foto d’archivio presa dal web
  • Vladimir Poutine assure que la guerre en Ukraine « se dirige vers sa fin » et se dit prêt à rencontrer Volodymyr Zelensky pour signer un accord. Il a affirmé qu’aucune « provocation » n’avait été signalée par le ministère de la défense russe lors des célébrations du Jour de la Victoire à Moscou. Dans la journée, le ministère de la défense russe avait accusé l’Ukraine d’avoir violé le cessez-le-feu.
  • Robert Fico n’a pas transmis de message de Volodymyr Zelensky à Vladimir Poutine,selon le conseiller diplomatique du président russe, Iouri Ouchakov.
  • L’armée ukrainienne affirme que les forces russes ont mené 51 attaques depuis le début de la journée sur plusieurs secteurs du front, notamment dans l’est et le nord-est de l’Ukraine. Plusieurs civils ont été tués dans des frappes de drones russes.
  • Deux médias russes estiment à 352 000 le nombre de soldats russes morts en Ukraine depuis le début de la guerre.
  • La FIDH salue les poursuites en France d’un Ukrainien pour crimes contre l’humanité. Yehven B., un Ukrainien résidant en France depuis 2021, est soupçonné de sévices entre 2016 et 2019 à Izoliatsia, prison de sinistre réputation de Donetsk.
  • Peter Magyar, officiellement élu nouveau premier ministre, promet de « servir » la Hongrie, et non « de régner », mettant fin aux seize ans de pouvoir du nationaliste Viktor Orban, proche du président russe Vladimir Poutine.Le drapeau européen de retour au Parlement hongrois après 12 ans

https://www.lemonde.fr/international/live/2026/05/09/en-direct-guerre-en-ukraine-vladimir-poutine-assure-que-le-conflit-touche-a-sa-fin-kiev-et-moscou-s-accusent-de-violer-le-cessez-le-feu_6684995_3210.html

9 maggio 2026. Legge elettorale, muro contro muro tra le coalizioni: ecco a chi conviene lo Stabilicum

LaPresse – Il muro contro muro sulla legge elettorale tra maggioranza e opposizione va avanti, di pari passo con le audizioni dei costituzionalisti che si alternano nella prima commissione di Montecitorio.

La condizione per sedere al tavolo, per il centrosinistra, resta la stessa: il centrodestra deve ritirare la proposta di legge assunta come testo base in commissione, che prevede un sistema di stampo proporzionale con un premio di maggioranza pari a 70 seggi per la Camera e 35 per il Senato, attribuito alla lista o alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 40% dei voti; un eventuale turno di ballottaggio se le prime due liste, pur non avendo raggiunto il 40%, raggiungano il 35% dei consensi, e una soglia di sbarramento al 3%. Ma a chi conviene lo Stabilicum?

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https://www.lapresse.it/politica/2026/05/13/legge-elettorale-muro-contro-muro-tra-le-coalizioni-ecco-a-chi-conviene-lo-stabilicum/

9 maggio 2026. Biennale blindata: un mondo di despoti cancella le tonalità minori

Tensioni tra agenti di polizia e manifestanti dei collettivi ProPal, al termine della manifestazione indetta per chiedere alla Biennale la chiusura del Padiglione di Israele, Venezia 8 maggio 2026. ANSA/ANDREA MEROLA

Lo Stato dell’arte Nel saggio introduttivo per la mostra In Minor Keys, divenuto con la sua morte un testamento spirituale, la curatrice Koyo Kouoh riporta le parole – rivelatesi poi profetiche – dello […]

Arianna Di Genova – ilManifesto

Nel saggio introduttivo per la mostra In Minor Keys, divenuto con la sua morte un testamento spirituale, la curatrice Koyo Kouoh riporta le parole – rivelatesi poi profetiche – dello scrittore James Baldwin.
Queste: «C’è una ragione, dopotutto, se esistono persone che vogliono colonizzare la Luna e altre che danzano dinnanzi a essa come un’antica amica». Non si poteva dire meglio quel che è accaduto e sta accadendo alla Biennale 2026, una restituzione perfetta del mondo dispotico (oltre che distopico) in cui stiamo vivendo.
Una Biennale che possiamo inquadrare dentro tre coordinate di lettura per diradare un po’ il caos. La prima è il tradimento del principio delle «tonalità minori» che richiedevano un attento ascolto per cogliere anche i sussurri di chi non è autorizzato a parlare dai sistemi centrali del potere: invece abbiamo sentito solo un gran clamore orchestrato da predatori di immaginario dalla vocazione necrofora e militare.
La seconda «cornice» è lo scacco matto del governo che si è centrifugato e autosabotato, senza neanche bisogno di un «re», dimostrando di non avere il senso delle istituzioni né una propria bussola del «dissenso». Meloni stessa aveva confessato di essersi «un po’ persa» sugli sviluppi della situazione e ieri sarà andata ancora più in confusione quando in Laguna è arrivato il vicepremier Salvini.
Non per infastidire il suo stesso governo o Giuli il disertore, ma perché, ha detto, «la Biennale è bella e importante». Ha trovato i padiglioni chiusi per sciopero, ma non la Russia che lo ha accolto con canti siberiani, mentre lui asseriva di voler correre a visitare anche quello armeno, tanto per mescolare le carte. Salvini si dev’essere ricreduto in questi anni: è passato dal mojito del Papeete beach alla vodka del padiglione di Mosca, ma il cocktail stavolta è altamente culturale.
Infine, la terza coordinata: l’esistenza dei padiglioni nazionali in uno scenario mondiale in cui ci si blinda nell’odio e si rispediscono al mittente (carnefice) gli esseri umani in cerca di salvezza. Nel 1993, Achille Bonito Oliva li aprì per stimolare fratture nei confini politici. Anche recentemente ci sono stati «scambi». L’Olanda, nel 2024, ha accolto il collettivo congolese Catpc e la loro statua che rappresentava l’ufficiale coloniale Balot, scolpita per imbrigliarne lo spirito malvagio e distruttore. La Russia, che quell’anno non partecipava, aveva accolto la Bolivia. Insomma, i padiglioni – pur nella loro biografia centenaria – sono un problema: l’idea di nazione rischia ormai di assoldare gli artisti in guerra.
Oggi la Biennale apre al pubblico, sperando di non doversi scusare di esistere.
https://ilmanifesto.it/biennale-blindata-un-mondo-di-despoti-cancella-le-tonalita-minori

Artisti del Padiglione Austria accampati sulla rampa del padiglione in segno di adesione allo sciopero pro Palestina – foto A. Merola/Ansa

9 maggio 2026. Hantavirus sulla crociera Mv Hondius: l’Italia attiva la sorveglianza attiva su quattro passeggeri

Hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius

Scattano i protocolli di sorveglianza in quattro regioni italiane. Domani lo sbarco della nave alle Canarie sotto la supervisione del Direttore dell’Oms e del governo spagnolo.

l ministero della Salute ha fatto scattare i protocolli di massima cautela in seguito al focolaio di Hantavirus scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius. Attraverso una nota ufficiale, il dicastero ha confermato l’attivazione delle procedure di valutazione del rischio e coordinamento sanitario, muovendosi in stretta sinergia con gli organismi internazionali.

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https://www.ildubbio.news/news/cronache/50532/hantavirus-sulla-crociera-mv-hondius-litalia-attiva-la-sorveglianza-attiva-su-quattro-passeggeri.html

9 maggio 2026. La Piccola Posta di Adriano Sofri

Tutte le battaglie di Paolo Flores d’Arcais e l’importanza dei legami

Il mio antico amico si sposa e, impossibilitato, gli faccio gli auguri da qui. Un matrimonio d’amore per il quale non ha creduto che gli ottant’anni e passa siano una ragione di dimissione, al contrario. Buona idea. Buona notizia

Paolo Flores D’Arcais – Foto LaPresse

Se fossi possidente, coi tempi che corrono, darei i due terzi del mio patrimonio per una buona notizia. E d’un tratto, gratuitamente, me ne arriva una. Oggi, sabato 9 maggio, a Roma, il mio antico amico Paolo Flores e Françoise Longy si sposano. Impedito, faccio loro festa da lontano. Non ho bisogno di interrogarmi sulla causa della loro iniziativa: certi matrimoni non possono che essere d’amore. Io voglio bene a Paolo, dunque anche a Françoise. Con Paolo, e un paio di suoi fratelli, Marcello e Alberto, ho una dimestichezza che risale agli anni liceali. In questi giorni era inevitabile ricordare il suo ruolo nella Biennale veneziana del dissenso dal 15 novembre al 15 dicembre del 1977, quando Carlo Ripa di Meana, col sostegno socialista craxiano, sfidò l’opposizione furibonda dell’ambasciata dell’Urss e i tremori del Pci e i ricatti delle commesse sovietiche sui cantieri delle petroliere di Marghera e su Togliattigrad e sul resto d’Italia, come si ripetono le storie, e come si invertono…

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https://www.ilfoglio.it/rubriche/piccola-posta/2026/05/09/news/tutte-le-battaglie-di-paolo-flores-e-limportanza-dei-legami–398610


9 maggio 2026. Silva vince la seconda tappa ed è la nuova maglia rosa.

Il ciclista uruguaiano ha conquistato anche la maglia bianca, sponsorizzata da Conad, riservata al miglior giovane under 25 in classifica generale

LaPresse – Guillermo Thomas Silva ha vinto la seconda tappa del Giro d’Italia 2026, la frazione mossa in Bulgaria di 221 km da Burgas a Veliko Tarnovo, ed è la nuova maglia rosa. Il corridore dell’XDS Astana ha battuto in uno sprint ristretto il tedesco Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team) e Giulio Ciccone (Lidl-Trek). Si tratta del primo corridore uruguaiano a vincere una tappa al Giro e indossare la maglia rosa. 

Guillermo Thomas Silva vince la seconda tappa del Giro d’Italia, 9 maggio 2026 (Photo by Gian Mattia D’Alberto/LaPresse)

Il 24enne di Maldonado ha conquistato anche la maglia bianca, sponsorizzata da Conad, riservata al miglior giovane under 25 in classifica generale. Il ciclista sudamericano in questa speciale classifica ha un vantaggio di 10 secondi sullo svizzero Jan Christen (UAE Team Emirates-XRG), suo primo inseguitore.

Il racconto della seconda tappa del Giro d’Italia

La corsa è stata caratterizzata da una maxi-caduta innescata da un corridore dell’UAE Team Emirates ai meno 22 km dall’arrivo, a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia. Coinvolti circa trenta atleti: a farne le spese in particolare i ciclisti del team emiratino Marc Soler e Jay Vine, entrambi costretti al ritiro. Grave ritardo anche per il capitano dell’UAE Adam Yates, arrivato sanguinante al traguardo. Dopo una neutralizzazione di qualche chilometro la corsa è ripartita e si è subito accesa sulla salita impegnativa del Monastero (Lyaskovets Monastery Pass, gpm di 3a categoria).
Jonas Vingegaard, il favorito per il trionfo finale, ha attaccato portandosi dietro Giulio Pellizzari (Red Bull Bora Hansgrohe) e Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarchè). Il terzetto è stato ripreso dal gruppo ai -500 metri dall’arrivo, prima della volata finale che ha incoronato Silva. Nella generale adesso Silva ha un vantaggio di 4″ su Stork e su Egan Bernal (Netcompany Ineos). Domani è in programma la terza e ultima tappa in Bulgaria, la frazione pianeggiante di 175 km da Plovdiv a Sofia. 


9 maggio 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

8 maggio 2026

https://www.rainews.it/video/2026/05/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-78d4ca4c-5448-4862-a4fd-c2cf59f4afbb.html

Che settimana!, sintesi delle notizie più importanti della settimana, a cura di Good Morning Italia.

Scontri Usa-Iran nello Stretto di Hormuz, Trump: “Il cessate il fuoco regge” | Salta la tregua tra Russia e Ucraina | Ultimatum di Trump all’Ue sui dazi | Cade il governo rumeno

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https://goodmorningitalia.substack.com/p/che-settimana-1926?utm_source=post-email-title&publication_id=1245794&post_id=196874129&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=c2va4&triedRedirect=true&utm_medium=email

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Venerdì 8 maggio 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/05/Radio3-Mondo-del-08052026-185e835d-4a72-46c3-83fd-d2e3d8a9d29f.html

Il nero vince L’Iran prepara la risposta all’ultima proposta di Trump per riaprire lo stretto di Hormuz. Ma un’ora prima della notizia del possibile accordo, qualcuno ha scommesso un miliardo di dollari sul ribasso del prezzo del petrolio. La guerra è un affare per speculatori 
Luigi Pandolfi
https://ilmanifesto.it/insider-di-governo-laccordo-usa-iran-paga-125-milioni
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-08-05-2026

Primo ministro del Qatar e JD Vance: “Tutte le parti aderiscano a sforzi di mediazione su Iran”

Il ministro Tajani: “Abbiamo dato la nostra disponibilità a inviare dragamine”. Centcom: “Bloccate 70 petroliere e 13 miliardi potenziali di greggio iraniano. Fox News: le forze Usa hanno colpito diverse petroliere che tentavano di forzare il blocco

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
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Mappe e grafici dell’escalation in Medio Oriente


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8 maggio 2026. Iran war updates: Tehran slams US’s ‘reckless military adventure’ in Hormuz

Live https://www.aljazeera.com/video/live

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Altri aggiornamenti
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8 maggio 2026. EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient 

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/05/09/en-direct-guerre-au-moyen-orient-une-maree-noire-a-ete-reperee-au-large-de-l-ile-de-kharg-en-iran_6686485_3210.html

Une femme brandit le drapeau iranien devant un panneau d’affichage anti-américain faisant référence au président Donald Trump et au détroit d’Ormuz, installé sur un immeuble de la place Valiasr à Téhéran, le 10 mai 2026. ATTA KENARE/AFP
  • Les Etats-Unis espèrent recevoir vendredi une réponse de l’Iran à leurs propositions pour un arrêt des hostilités, alors même que de nouveaux accrochages ont eu lieu dans ‌le détroit d’Ormuz entre les forces armées américaine et iranienne, chaque camp s’accusant d’avoir enfreint la trêve annoncée au début d’avril.
    > « Nous devrions avoir des nouvelles aujourd’hui », a déclaré à la presse le secrétaire d’Etat américain, Marco Rubio, lors d’une visite à Rome. « Nous attendons une réponse de leur part (…). Nous espérons qu’elle nous permettra d’entamer de sérieuses négociations. »
    > Le ministère des affaires étrangères iranien a fait savoir par la suite que Téhéran étudiait toujours sa réponse.
  • Le commandement central américain a déclaré que l’armée ‌américaine avait tiré sur deux pétroliers battant pavillon iranien, sans cargaison, qui cherchaient à forcer le blocus naval des Etats-Unis dans le détroit d’Ormuz.
    Un troisième navire a été neutralisé mercredi, a-t-il ajouté, en précisant que « les trois navires ⁠ne transitent plus vers ‌l’Iran ».
  • Les médias iraniens ont fait ​état d’affrontements sporadiques dans la région. > Abbas Araghtchi a accusé Washington de se lancer dans des « aventures militaires irresponsables » à chaque fois qu’une solution diplomatique est sur la table.
  • « Je ne comprends pas pourquoi quiconque ne serait pas solidaire », a déclaré Marco Rubio après un entretien à Rome avec Giorgia Meloni, critiquant le manque de soutien des alliés de Washington dans sa guerre contre l’Iran. Les pays qui s’opposent aux actions de Téhéran ‌ont besoin de « quelque chose de ​plus que de simples déclarations de fermeté », a-t-il ajouté.


    AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/05/10/en-direct-guerre-au-moyen-orient-donald-trump-affirme-que-l-iran-ne-se-moquera-plus-de-l-amerique-et-juge-totalement-inacceptable-sa-reponse-pour-mettre-fin-a-la-guerre_6686485_3210.html

RaiNews LIVE

Trump: “In Ucraina ci sarà tregua di tre giorni dal 9 all’11 maggio”

EN DIRECT, guerre en Ukraine : des coupures d’électricité dans les oblasts de Donetsk, Kharkiv et Zaporijia à la suite d’attaques russes nocturnes

Le ministre des affaires étrangères ukrainien, Andrii Sybiha, a accusé mercredi la Russie, de ne pas avoir respecté le cessez-le-feu décrété unilatéralement mardi par Kiev, après que Moscou eut lancé 108 drones et trois missiles sur le pays dans la nuit.

  • Volodymyr Zelensky a confirmé vendredi le cessez-le-feu de trois jours avec la Russie annoncé par Donald Trump, exigeant sa mise en œuvre du 9 au 11 mai.
    > Moscou a par la suite confirmé une trêve de trois jours et un échange de prisonniers avec Kiev.
  • L’Ukraine répondra « de façon symétrique » si l’armée russe ne respecte pas la trêve décrétée par Moscou à l’occasion des célébrations du 9-Mai, a averti Volodymyr Zelensky. « Hier, ils ont lancé encore plus de frappes aériennes, nous avons riposté de manière symétrique. La journée de demain dépendra de ce que nous entendrons aujourd’hui »,a-t-il ajouté.
  • Le défilé sur la place Rouge, à Moscou, se déroulera samedi sans matériel militaire. Le Kremlin a expliqué que cette décision avait été prise « en raison des activités terroristes à Kiev ». Des colonnes militaires à pied et des avions participeront à l’événement. Vladimir Poutine devrait prendre la parole.
  • Les efforts des Etats-Unis pour parvenir à un accord de paix dans la guerre entre la Russie et l’Ukraine sont au point mort, a admis le secrétaire d’Etat américain, Marco Rubio, jeudi, lors d’une conférence de presse, à l’occasion de sa visite en Italie.
  • Volodymyr Zelensky a, quant à lui, exprimé le souhait que les émissaires américains se rendent prochainement en Ukraine. Rustem Umerov, principal négociateur ukrainien, s’est entretenu avec eux, jeudi aux Etats-Unis.
  • Le président ukrainien a, par ailleurs, confirmé que ses forces avaient mené une attaque de grande ampleur contre la raffinerie Slavneft-Yanos de Iaroslav, située à 250 kilomètres au nord-est de Moscou.
  • Selon les services de sécurité ukrainiens, la raffinerie Permnefteorgsintez, appartenant au groupe Lukoil, et une station de pompage de pétrole dans la région russe de Perm, toutes deux situées à plus de 1 500 kilomètres de la frontière, ont également été prises pour cibles dans la nuit de jeudi à vendredi.
  • Les forces ukrainiennes ont touché, en avril, 84 « cibles » sur le territoire russe dans le cadre de « frappes en profondeur », a annoncé leur commandant en chef, Oleksandr Syrsky. Il assure, en outre, qu’elles sont toujours présentes dans l’oblast russe de Koursk, dont Moscou assure avoir achevé la reconquête il y a un an.

https://www.lemonde.fr/international/live/2026/05/09/en-direct-guerre-en-ukraine-vladimir-poutine-assure-que-le-conflit-touche-a-sa-fin-kiev-et-moscou-s-accusent-de-violer-le-cessez-le-feu_6684995_3210.html

8 maggio 2026. Dopo la grazia a Nicole Minetti, Mattarella faccia un gesto di clemenza e umanità

In tempi di odio e sete di vendetta e di fronte alla strage di vite e di legalità nelle carceri, occorre un movimento per dare forza al Presidente Mattarella nel promuovere clemenza e senso di umanità

Franco Corleone per l’Unità

La grazia concessa a Nicole Minetti nel febbraio scorso dal Presidente Mattarella ha sollevato un vespaio, alimentato da ricostruzioni giornalistiche sui fatti alla base della decisione del Quirinale. Indagini e approfondimenti sono in corso da parte della magistratura e in tempi brevi saranno presentati elementi per ogni decisione che potrà essere assunta. È una occasione per fare chiarezza sull’istituto della grazia, per immaginare eventuali modifiche che rendano più limpida e trasparente la questione e per un confronto sullo stato delle cose. Già nel 1998, da sottosegretario alla giustizia del ministro Flick, con una lettera circostanziata, posi il tema della gestione delle domande di grazia che erano destinate alla risposta negativa dopo i tempi biblici utilizzati per l’istruzione delle pratiche. Furono gli anni della vicenda processuale e detentiva di Adriano Sofri (su cui si impegnò instancabilmente Marco Pannella) e, il 27 febbraio 2001, scrissi una lettera al Presidente Ciampi in cui contestavo le affermazioni del ministro Castelli sull’inopportunità della concessione della grazia a Ovidio Bompressi e denunciavo la non trasmissione degli atti come un impedimento ad una valutazione e ad una decisione di esclusiva potestà del Presidente.

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https://www.unita.it/2026/05/07/dopo-la-grazia-a-nicole-minetti-mattarella-faccia-un-gesto-di-clemenza-e-umanita/#google_vignette

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8 maggio 2026. Prima tappa e maglia rosa per Magnier.

La tappa in Bulgaria è stata caratterizzata da una caduta a circa 500 metri dall’arrivo

LaPresse – Il francese Paul Magnier (Soudal Quick-Step) ha vinto in volata la prima tappa del Giro d’Italia 2026, da Nessebar a Burgos, in Bulgaria, su un percorso di 147 chilometri, vestendo così la prima maglia rosa. Beffato il danese Tobias Lund Andresen (Decathlon Cma), che chiude in seconda posizione. La tappa è stata caratterizzata da una caduta a circa 500 metri dall’arrivo. Diversi corridori sono rimasti a terra bloccando di fatto la strada a quasi tutto il gruppo.

Il francese Paul Magnier della Soudal Quick-Step taglia il traguardo nella prima tappa del Giro d’Italia, da Nessebar a Burgas, in Bulgaria (Foto di Massimo Paolone/LaPresse)

Il francese Paul Magnier, vincitore della prima tappa del Giro d’Italia, da Nessebar a Burgas (Bulgaria) di 147 chilometri, oltre alla maglia rosa è in vetta alla classifica anche della maglia Bianca, sponsorizzata da Conad, assegnata al miglior giovane ciclista under 25 nella classifica generale a tempi. 

Magnier: “Compiuto step importante per mia carriera”

“Sono molto emozionato e orgoglioso della mia performance e di quella del team. E’ un’occasione importante per noi, che celebriamo la partnership con Castelli e con una maglia speciale. Adesso la cambierò con quella Rosa. Nel finale volevamo stare davanti il più possibile per evitare cadute, Jasper Stuyven ha fatto un lavoro eccellente in fase di preparazione allo sprint. E’ la prima volta che riesco a battere campioni come Milan, sento di aver compiuto uno step importante per la mia carriera. Ho già vestito la Maglia Rosa al Giro Next Gen, adesso tocca al Giro dei “grandi”. Sarà bellissimo domani”. Così il francese Paul Magnier (Soudal-Quick Step) vincitore di tappa e prima Maglia Rosa del Giro d’Italia.


Maltempo, le strade invase dal fango scuolabus impantanato nel comasco. Le immagini dal drone

Uno scuolabus è rimasto impantanato nel comasco, a Carimate, nel pomeriggio di mercoledì 6 maggio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Importanti le ripercussioni sul traffico

Il video
https://www.rainews.it/video/2026/05/maltempo-le-strade-invase-dal-fango-scuolabus-impantanato-nel-comasco-le-immagini-dal-drone-331723cd-a2f7-40b1-bad9-f575c63451b9.html

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https://www.rainews.it/video/2026/05/grandine-nel-varesotto-a-cislago-le-strade-invase-da-fiumi-di-ghiaccio-le-immagini-dal-drone-7e39bffc-a58c-451d-962f-99bb519e1dd0.html

https://www.rainews.it/video/2026/05/il-comasco-bersagliato-dalla-grandine-le-immagini-dal-drone-ea73b02f-f0cb-4985-8290-ad032c4d5cb4.html

https://www.rainews.it/video/2026/05/intensa-grandinata-in-lombardia-sottopassi-allagati-e-veicoli-fermi-f853d6b3-cada-4097-aa24-53def0a2f81d.html

8 maggio 2026. Delitto Poggi, si va verso un altro processo indiziario senza prove: movente basato sui soliloqui

Dalla perizia sul dna non attribuibile alla discussa “impronta 33”: l’inchiesta su Andrea Sempio punta tutto su un presunto movente sessuale. Ma senza arma del delitto né testimoni, il rischio è che si tratti solo di un nuovo capitolo del circo mediatico

Tiziana Maiolo – ilDubbio

Sarà un processo indiziario, se il giudice per le indagini preliminari accoglierà la richiesta di rinvio a giudizio che la procura di Pavia si accinge a presentare nei confronti di Andrea Sempio, per l’omicidio di Chiara Poggi, con aggravanti da ergastolo. Negli ultimi giorni, mentre infuriava il circo mediatico nell’attesa della discovery degli atti d’inchiesta e le ultime audizioni del fratello e delle cugine della vittima, si è capovolto il quadro accusatorio. Sempio non è più l’indagato (non ancora imputato) in concorso con altri o con Alberto Stasi. Il fidanzato di Chiara, finora unico colpevole da sentenza, esce di scena a Pavia e si prepara a presentare la richiesta di revisione. La terza, dopo quella con risultato negativo della Corte d’appello di Brescia e la pronuncia della Cassazione. Cui occorre aggiungere gli esiti negativi dei due ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. 

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https://www.ildubbio.news/news/giustizia/50525/delitto-poggi-si-va-verso-un-altro-processo-indiziario-senza-prove-movente-basato-sui-soliloqui.html

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8 maggio 2026. Rosso pompeiano

“Rosso pompeiano” un film di Prescillia Martin con Iaia Forte e Oreste Scalzone

Franco Bifo Berardi

Emiliano Antes torna a Napoli dopo quaranta anni di esilio in Francia.
Io lo conosco questo Emiliano Antes, lo abbiamo tutti conosciuto quando, quasi sessanta anni fa, guidava un corteo di studenti del movimento studentesco romano con un vistoso gesso ortopedico perché qualche giorno prima i fascisti gli avevano tirato una panca di legno da una finestra della facoltà di giurisprudenza. Si chiamava Oreste Scalzone, e quando le immagini dell’aggressione circolarono sui giornali Oreste divenne l’eroe del movimento studentesco italiano.
Ma non è di questo che voglio parlare. Voglio parlare di un film di Prescillia Martin nel quale Oreste è Emiliano.
La performance di Oreste è meravigliosa. E struggente. Penso che nei sessant’anni da quando lo conosco Oreste abbia sempre recitato. Quando prendeva il treno per andare a costituire microfrazioni militanti, quando arringava gli operai di Porto Marghera, quando si precipitava nottetempo dalla Fiat occupata di Torino all’università di Roma, quando veleggiava con Gian Maria Volonté verso l’esilio, quando suonava l’accordeon nei locali notturni parigini Oreste ha sempre recitato.

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https://francoberardi.substack.com/p/lo-sfacelo?utm_source=post-email-title&publication_id=2391647&post_id=196758301&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=3o8rud&triedRedirect=true&utm_medium=email&utm_id=97758_v0_s00_e232_tv2_tp1_a1demonpsgy6x3&fbclid=IwY2xjawRv0TNleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFxbXFSRXRkZ1UzdVkzSjUzc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHodlm3i8Uej1w6Wx-6Rx_ywlRvCE76oIhcGtA6PfLcNrXzeR6YfiXItmdIQf_aem_0LVbVjbnf4j3paCho3MuVw


8 maggio 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

7 maggio 2026

https://www.rainews.it/video/2026/05/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-2d8ac5be-35f2-4505-8574-86052139dc02.html

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Giovedì 7 maggio 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/05/Radio3-Mondo-del-07052026-c8d4b091-60f3-4feb-b2cc-4f5c8abe9e2d.html

La guerra grande Combattimenti conclusi, il fallimentare Project Freedom bloccato dopo 48 ore: ci sarebbe il testo di un accordo tra Usa e Iran. Incapace di uscirne, all’improvviso Trump prova a fermare la sua stessa guerra  
Francesca Luci
https://ilmanifesto.it/la-frenata-di-trump-combattimenti-finiti-scorta-navale-fermata
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-07-05-2026

7 maggio m2026. Il Papa incontra Marco Rubio: ribadito impegno per la pace e buone relazioni con gli Usa

L’udienza del Papa a Rubio   (@Vatican Media)

Udienza di circa 45 minuti, questa mattina, in Vaticano, del Pontefice al segretario di Stato degli Usa. In Segreteria di Stato, il colloquio con il cardinale Parolin con un focus sui “Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie” e sulla necessità di “lavorare instancabilmente” per la pace. Tra i temi trattati, informa la Sala Stampa della Santa Sede, i conflitti in Medio Oriente e in Africa e la situazione a Cuba

Salvatore Cernuzio ed Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

“Che piacere rivederla. È passato quasi un anno!”. “Meno uno… No, meno dieci giorni!”. Scambio di battute tra Papa Leone XIV e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, all’inizio dei 45 minuti di dialogo a tu per tu, questa mattina, 7 maggio, in Vaticano, seguito dai “cordiali colloqui” in Segreteria di Stato con il cardinale Pietro Parolin, durante i quali, come informa un comunicato vaticano, “è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America”. Insieme a questo, informa la nota, anche “uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, nonché sulla necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace”. Su questi ultimi punti, la Sala Stampa della Santa Sede ha spiegato che, tra le zone di conflitto citate, si è fatto riferimento ai Paesi di Africa e Medio Oriente, in particolare Libano e Iran, e che sono state affrontate anche questioni più ‘calde’ come quella di Cuba – in questi giorni di forte tensione con gli Stati Uniti -, riguardo alla quale è stata ribadita la necessità di un sostegno al popolo cubano.

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https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-05/papa-leone-xiv-udienza-vaticano-segretario-di-stato-usa-rubio.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

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Parolin: la linea della Santa Sede ferma su pace e disarmo, strani gli attacchi al Papa
Il segretario di Stato risponde alle domande dei giornalisti fuori dall’Augustinianum, dove presenta il libro “Liberi sotto la Grazia”, edito da LEV. Alla vigilia dell’udienza in …

Rubio e la delegazione con Papa Leone XIV   (@Vatican Media)
Il Papa in una parrocchia di Roma

Papa Leone XIV celebra l’8 maggio 2026 il primo anniversario dell’elezione al Soglio petrino. Dodici mesi scanditi da udienze, incontri, messaggi, da due grandi viaggi in Medio Oriente e in Africa, dal Concistoro con il Collegio dei cardinali, da ritocchi e rinnovamenti nella Curia romana, da un impegno per la pace declinato in vigorosi appelli e in un lavoro diplomatico “dietro le quinte”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Il primo Habemus Papam, l’8 maggio 2025, lo aveva annunciato la folla con uno straripante boato elevato dalla piazza al primo rivolo di fumo bianco dal comignolo della Sistina. Poi l’annuncio del cardinale protodiacono, alle 19.12: «Robertum Franciscum…». Infine, l’apparizione dalle pesanti tende di velluto della Loggia delle Benedizioni alle 19.23: mozzetta rossa, mani giunte, un sorriso appena accennato, gli occhi umidi per la commozione. Robert Francis Prevost è il 266.mo Successore di Pietro: Leone XIV.

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Prevost, il Papa americano pacifista che ha indebolito la politica bellica di Trump

Simone Siliani – strisciarossa.it

Con l’idea di fare uno scoop, alcune testate giornalistiche hanno pubblicato una foto in bianco e nero anni ‘80 in cui è ritratto un giovane Robert Francis Prevost, al secolo Papa Leone XIV, con un cartello “Agostiniani per la pace” in Italia ad una manifestazione per la pace e contro il dispiegamento dei missili nucleari tattici Cruise nella base di Comiso in Sicilia. In realtà quella foto non deve sorprendere né tantomeno suscitare chissà quale scandalo. Essa testimonia un percorso coerente, profondo e continuativo d’impegno per il disarmo nucleare e per la costruzione attiva della pace attraverso la preparazione della pace e non della guerra, di un’intera generazione di religiosi cattolici americani. Che non può in alcun modo essere usata per fini di polemica politica attuale, come quella che ha coinvolto il presidente Donald Trump contro Leone XIV stesso. Dimostra anche la profonda e insanabile differenza di prospettiva fra i due: Trump con la visione corta e l’obiettivo di conservare il suo potere per l’arco del suo secondo e ultimo mandato presidenziale (e quello di conservare il suo personale potere economico anche oltre tale scadenza) e Prevost con la prospettiva lunga di una costruzione di relazioni pacifiche per tutte le persone e per il pianeta.

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https://www.strisciarossa.it/prevost-il-papa-americano-pacifista-che-ha-indebolito-la-politica-bellica-di-trump/

Prevost pacifista in piazza, storia di una foto

Luca Kocci – ilManifesto

Il papocchio Da qualche giorno gira sui social un’immagine di un giovane Robert Prevost in piazza contro la guerra: ecco la storia di quella foto.

Un giovanissimo Robert Prevost – oggi papa Leone XIV – in piazza durante per una manifestazione della pace a Roma, insieme ad alcuni confratelli, dietro un cartello “Agostiniani per la pace”. È la fotografia che da qualche giorno – grazie a Luca Casarini che l’ha recuperata e postata su Facebook – circola sui social e anche su qualche testata.
La diffusione virale dell’immagine sul web nei giorni in cui si è consumato il duro scontro fra il presidente Usa Donald Trump (e il suo vice James D. Vance) e il pontefice proprio sul tema della guerra ha generato una serie di commenti e, inevitabilmente, di errori: c’è chi ha scritto che la foto era stata scattata a Comiso, chi l’ha datata agli anni Novanta, chi l’ha ritenuta falsa e realizzata con l’Intelligenza artificiale (ma in realtà è Trump che usa questi metodi!).
Facciamo un po’ di chiarezza.
La fotografia è relativa alla grande manifestazione contro gli Euromissili – quindi Comiso in parte c’entra – che si svolse a Roma il 22 ottobre 1983, a cui partecipò un milione di persone. Prevost, che era stato ordinato presbitero da poco più di un anno (giugno 1982) e studiava Diritto canonico a Roma, era effettivamente in piazza a manifestare per la pace insieme ai suoi confratelli agostiniani, ad altri religiosi e a molti gruppi cristiani (v. alcune foto dell’archivio del Pci e in particolare questa dove si vede il cartello degli “Agostiniani per la pace”).
La fotografia in cui è ritratto anche Prevost è stata scattata da Gianni Novelli, religioso stimmatino, “prete del dissenso”, redattore di Com-Nuovi Tempi, impegnato nelle Comunità cristiane di base (in particolare nella Comunità di San Paolo a Roma), fondatore e per anni presidente del Cipax (Centro interconfessionale per la pace), instancabile militante per la pace morto nel novembre 2023. Ed è stata pubblicata per la prima volta oltre trent’anni fa sulla rivista promossa da Pax Christi Mosaico di pace (luglio-agosto 1993), a corredo di un’intervista sui temi della pace all’agostiniano statunitense padre Robert Dodaro, docente di teologia all’Istituto patristico “Augustinianum” di Roma.
A fine novembre 2025 monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente nazionale di Pax Christi, ha regalato a papa Leone XIV la fotografia in occasione di un incontro con il pontefice. Che quindi già all’inizio degli anni Ottanta manifestava per la pace e contro la guerra e il riarmo.

Articolo pubblicato il 17 aprile 2024


7 maggio 2026. Meloni servile con Rubio per ricucire con Trump: la pace tra Italia e Usa passa dal nucleare

Foto Roberto Monaldo/LaPresse

Fare di tutto per riconciliarsi con Trump, ma senza calare le braghe: è questa la linea scelta dall’esecutivo. Che sul tema energia punta sul nucleare

David Romoli – l’Unità

Per un vertice durato appena un’ora e mezzo l’agenda era spaventosamente folta. La premier e i suoi due vice Salvini e Tajani, con in più Lupi per Noi Moderati erano alle prese con il nodo delle nomine per Consob e Antitrust, che non sembra essersi risolto, con la tempesta energetica, che non si poteva neppure sperare di risolvere, con la legge elettorale, fronte sul quale oltre un’indicazione di massima non si poteva comunque andare e con la preparazione dell’incontro di domani con il segretario di Stato americano Marco Rubio.

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https://www.unita.it/2026/05/07/meloni-servile-con-rubio-per-ricucire-con-trump-la-pace-tra-italia-e-usa-passa-dal-nucleare/

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Scontri a Hormuz, Teheran: “Abbattuti due arei USA”. Sul tavolo una tregua di 30 giorni

Le tre fasi della bozza pakistana: stop alla guerra, riapertura di Hormuz e 30 giorni per negoziati su un accordo più ampio. Israele bombarda in Libano, 12 morti. Razzo sulla base del contingente italiano Unifil. 1500 navi bloccate a Hormuz

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
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7 maggio 2026. Iran war updates: Tehran says US violated ceasefire, targeted ships

Live https://www.aljazeera.com/video/live

  • Iran has accused the United ⁠States ⁠of violating a ceasefire by targeting two ships at ⁠the Strait of Hormuz and attacking civilian areas.
  • US Central Command (CENTCOM) says American forces intercepted “unprovoked Iranian attacks” and responded with “self-defense strikes” as US Navy guided-missile destroyers transited the Strait of Hormuz towards the Gulf of Oman.
  • Iranian state media reported explosions on Qeshm Island, which it said, citing sources, were caused by air defences intercepting several drones.
  • Navigation will return to normal in the Strait of Hormuz if the war ends and the blockade as well as sanctions are lifted, says Iran’s Foreign Minister Abbas Araghchi.
  • Israel’s military has carried out a new series of air raids in several towns across southern Lebanon. Hezbollah claimed numerous artillery attacks on Israeli forces.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.


    AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
    https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/5/7/iran-war-live-trump-says-deal-with-tehran-possible-israel-bombs-beirut?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard

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7 maggio 2026. EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient 

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/05/09/en-direct-guerre-au-moyen-orient-une-maree-noire-a-ete-reperee-au-large-de-l-ile-de-kharg-en-iran_6686485_3210.html

B0mbardamento israeliano sul villaggio libanese di Qlayaa
  • Les dernières propositions américaines pour mettre formellement fin aux hostilités sont toujours en cours d’examen, a annoncé Esmaeil Baghaei, porte-parole du ministère des affaires étrangères iranien. Dès que cet examen sera achevé, les conclusions seront transmises au médiateur pakistanais, a-t-il ajouté.
  • L’Arabie saoudite et le Koweït ont levé les restrictions imposées à l’armée américaine quant à l’utilisation de leurs bases et de leur espace aérien après le lancement de l’opération « Project Freedom » censée permettre la reprise du trafic dans le détroit d’Ormuz, qui pourrait être relancé dès cette semaine, rapporte le Wall Street Journal.
  • Une source proche du gouvernement saoudien a démenti les informations selon lesquelles le revirement de Donald Trump, qui en a annoncé la suspension quarante-huit heures après son lancement, serait dû à l’hostilité de Riyad.
  • Selon The Washington Post, une analyse confidentielle de la CIA remise cette semaine aux membres de l’administration américaine conclut que l’Iran peut résister au moins trois ou quatre mois au blocus naval américain et qu’il dispose encore d’environ 70 % de ses missiles.
  • De nouvelles discussions israélo-libanaises auront lieu les 14 et 15 mai à Washington, DC, a annoncé un membre du département d’Etat américain. Les ambassadeurs israélien et libanais aux Etats-Unis se sont déjà rencontrés les 14 et 23 avril. M. Trump avait annoncé, à l’issue de la seconde réunion une prolongation de trois semaines du cessez-le-feu en vigueur depuis le 17 avril.
  • Les raids de l’aviation israélienne ont fait cinq morts, dont une adolescente de 12 ans, et dix blessés, cet après-midi dans le sud du Liban, d’après le quotidien L’Orient-Le Jour.


    AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
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Il cortometraggio che racconta Gaza vince il David di Donatello 2026

EveryDay in Gaza, cortometraggio diretto da Omar Rammal con riprese del giornalista palestinese Soleiman Hejji, prodotto dall’organizzazione umanitaria WeWorld, ha vinto il David di Donatello 2026. Girato nella Striscia di Gaza, racconta la quotidianità della famiglia Farra tra macerie, mancanza di acqua, cibo e scuole

Il cortometraggio EveryDay in Gaza, prodotto da WeWorld e diretto da Omar Rammal con le riprese del giornalista palestinese Soleiman Hejji, ha vinto il David di Donatello 2026 come Miglior cortometraggio. Si tratta di un riconoscimento importante per un’opera che, attraverso uno sguardo intimo e diretto, racconta la vita quotidiana nella Striscia di Gaza e dà voce alle persone che ogni giorno affrontano le conseguenze della guerra, dell’occupazione e della crisi umanitaria. Soleiman Hejji è un giornalista palestinese di Gaza che collabora con molte testate, tra cui New York Times e Middle East Eye. Omar Rammal, invece, è un regista palestinese basato ad Amman.

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https://www.vita.it/il-cortometraggio-che-racconta-gaza-vince-il-david-di-donatello-2026/?fbclid=IwY2xjawR7_rBleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeLdyfRyhU5FjMBkPTGzah1JkhBoFCIiTAyVZ3CzfTqe_N__I7kzJjveSfC-Q_aem_QMsSL4GsU6adjEr7WqzMgQ

RaiNews LIVE

Raid ucraino su Bryansk: colpiti edifici residenziali, 13 feriti tra cui un bambino

La tregua era stata proclamata unilateralmente dall’Ucraina anticipando quella russa per la parata del 9 maggio. Colpita una scuola di infanzia a Sumy, uccisa una donna. Zakharova: “Cinque morti in un attacco di Kiev sulla Crimea, furia neonazista”

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/05/ucraina-guerra-scatta-la-tregua-di-kiev-bombe-russe-fanno-oltre-20-morti-maratona-9f1b9f7f-ba1c-4c92-acbf-9af5afa4693a.html

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La Crisi Russia-Ucraina

L’Europa ricompra il gas russo: la guerra in Iran fa finire quella in Ucraina?

Mentre la Commissione ribadisce l’obiettivo di azzerare le importazioni del gas di mosca entro il 2027, i dati dei primi quattro mesi del 2026 raccontano una realtà esattamente opposta Le esportazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) dalla Russia verso l’Unione Europea sono aumentate del 20,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo i 6,4 milioni di tonnellate. Circa il 49% delle esportazioni mondiali di gnl russo finisce proprio nei porti europei – una quota doppia rispetto a quella che arriva in Cina. C’è poi la sempre più chiara riorganizzazione generale a cui il fronte occidentale in maniera caotica è costretto in questi mesi a causa delle ultime sconfitte militari. Gli stati uniti ritireranno alcune truppe dal vecchio continente e paesi come la germania si stanno riarmando pesantemente con l’obiettivo di avere un ruolo da protagonista nelle prossime fasi della Grande guerra. Anche sul campo di battaglia, contrariamente a quanto dice la propaganda, le cose non stanno andando benissimo: Nel mese di aprile i russi hanno occupato altri 212 chilometri quadrati di territorio ucraino, il che ha portato il totale del 2026 a circa 1.260 chilometri quadrati. E siamo solo ai primi di maggio. Nel 2025, in tutto l’anno, la Russia aveva occupato 5.600 chilometri quadrati di Ucraina (più del 2023 e del 2024 messi insieme). Insomma, tra sconfitte militari, crisi energetica, riorganizzazione delle forze, e dialettica interna sempre più feroce, il fronte imperialista potrebbe davvero, prima della fine dell’anno, optare per una ritirata tattica in ucraina?

Ne abbiamo parlato con il direttore di Analisi Difesa Gianandrea Gaiani

EN DIRECT, guerre en Ukraine : des coupures d’électricité dans les oblasts de Donetsk, Kharkiv et Zaporijia à la suite d’attaques russes nocturnes

Le ministre des affaires étrangères ukrainien, Andrii Sybiha, a accusé mercredi la Russie, de ne pas avoir respecté le cessez-le-feu décrété unilatéralement mardi par Kiev, après que Moscou eut lancé 108 drones et trois missiles sur le pays dans la nuit.

  • Le Kremlin a confirmé instaurer un cessez-le-feu unilatéral de deux jours à partir de minuit, à l’occasion des commémorations de la victoire de 1945.
  • La Russie a averti les ambassades étrangères à Kiev d’un risque de frappes de représailles contre la ville si l’Ukraine menait des attaques contre Moscou lors des célébrations du 9-Mai. Le ministère a également prévenu qu’en cas de violation de la trêve, elle répondrait par une « attaque massive de missiles » contre la capitale ukrainienne et a ainsi enjoint les habitants à quitter la ville si nécessaire.
  • Le négociateur ukrainien Rustem Umerov est arrivé en Floride pour s’entretenir avec des négociateurs américains,a déclaré le président Volodymyr Zelensky, alors que les pourparlers visant à mettre fin à l’invasion russe de l’Ukraine sont au point mort.
  • Le gouverneur de la région de Perm a rapporté que le défilé militaire prévu à Perm le 9 mai n’aurait pas lieu pour des raisons de sécurité. Plus tôt dans la journée, une attaque contre la raffinerie de pétrole Lukoïl-Permnefteorgsintez, à Perm, située à plus de 1 500 kilomètres de la frontière ukrainienne, avait été annoncée par le média indépendant russe Astra. Une information par la suite confirmée par le président ukrainien, Volodymyr Zelensky.
  • Le Comité international olympique a levé les restrictions contre les sportifs biélorusses décidées après l’invasion russe de l’Ukraine en février 2022, leur permettant donc de concourir avec hymne et drapeau y compris dans les sports d’équipe.

https://www.lemonde.fr/international/live/2026/05/09/en-direct-guerre-en-ukraine-vladimir-poutine-s-en-prend-a-l-otan-lors-du-defile-sur-la-place-rouge-pour-les-commemorations-de-la-fin-de-la-seconde-guerre-mondiale-plusieurs-attaques-ont-eu-lieu-dans-la-nuit-en-ukraine_6684995_3210.html

7 maggio 2026. Messaggi in codice e ricatti: Roberto Savi riapre il caso Uno bianca

Roberto Savi il giorno dell’arresto

Gigi Marcucci – strisciarossa.it

Cosa provò al momento dell’arresto? “Pensavo che sarebbero arrivati un po’ prima”. Perché non vi hanno preso prima, non è strano? “Un po’ ”. Non è singolare che un carabiniere abbia depistato le indagini che riguardavano un gruppo composto da quattro poliziotti e un civile? Lui ci pensa un attimo, poi dà una risposta che, al pari di molte altre, risposta non è: “No so nemmeno chi sia (il carabiniere, ndr)”. C’era qualcuno che vi diceva cosa fare? Erano per caso gli stessi che poi vi hanno fatti arrestare? Ci faccia un esempio, solo per capire. Nuova pausa, mezzo sorriso: “Ma lasciamo stare, dai”. Frasi smozzicate, pronunciate a bassa voce. Per conferire dignità al nulla, forse Savi lo spaccia per messaggio in codice. O forse fa l’esatto contrario: per mascherare un messaggio a destinatari ignoti, lo fa passare per millanteria.
Il botta e risposta su Rai due dura circa mezzora. Le domande incalzanti, a tratti urticanti, di Francesca Fagnani durante la trasmissione ”Belve Crime” non sembrano smuovere Roberto Savi, considerato la mente della banda che tra l’87 e il ’94 seminò il terrore tra l’Emilia Romagna e le Marche uccidendo 24 persone e ferendone un centinaio. Cinque dei componenti erano poliziotti, di questi due sono fratelli: Roberto, detto “il Corto”, e Alberto, paradossalmente chiamato “il Buono”. Un terzo fratello, Fabio, era “il Lungo dell’organizzazione. Era l’unico a non essere stato ammesso in Polizia per problemi alla vista.

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https://www.strisciarossa.it/messaggi-in-codice-e-ricatti-roberto-savi-riapre-il-caso-uno-bianca/

7 maggio 2026. Dopo la grazia a Nicole Minetti, Mattarella faccia un gesto di clemenza e umanità

In tempi di odio e sete di vendetta e di fronte alla strage di vite e di legalità nelle carceri, occorre un movimento per dare forza al Presidente Mattarella nel promuovere clemenza e senso di umanità

Franco Corleone per l’Unità

La grazia concessa a Nicole Minetti nel febbraio scorso dal Presidente Mattarella ha sollevato un vespaio, alimentato da ricostruzioni giornalistiche sui fatti alla base della decisione del Quirinale. Indagini e approfondimenti sono in corso da parte della magistratura e in tempi brevi saranno presentati elementi per ogni decisione che potrà essere assunta. È una occasione per fare chiarezza sull’istituto della grazia, per immaginare eventuali modifiche che rendano più limpida e trasparente la questione e per un confronto sullo stato delle cose. Già nel 1998, da sottosegretario alla giustizia del ministro Flick, con una lettera circostanziata, posi il tema della gestione delle domande di grazia che erano destinate alla risposta negativa dopo i tempi biblici utilizzati per l’istruzione delle pratiche. Furono gli anni della vicenda processuale e detentiva di Adriano Sofri (su cui si impegnò instancabilmente Marco Pannella) e, il 27 febbraio 2001, scrissi una lettera al Presidente Ciampi in cui contestavo le affermazioni del ministro Castelli sull’inopportunità della concessione della grazia a Ovidio Bompressi e denunciavo la non trasmissione degli atti come un impedimento ad una valutazione e ad una decisione di esclusiva potestà del Presidente.

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https://www.unita.it/2026/05/07/dopo-la-grazia-a-nicole-minetti-mattarella-faccia-un-gesto-di-clemenza-e-umanita/#google_vignette

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7 maggio 2026. La morte di Gianni Cervetti, il compagno migliorista che rifiutò l’oro di Mosca

Gianni Cervetti con Michail Gorbaciov a Milano nel 1993

Oreste Pivetta – strisciarossa.it

Al compimento del suo novantesimo compleanno, alla festa che gli era stata organizzata nell’Auditorium, la grande sala milanese per la musica, che aveva creato e difeso per tanti anni, Gianni Cervetti era stato invitato in palcoscenico. Gli offrirono una bella poltrona rossa. Ma lui la rifiutò: “Parlo in piedi, perché così sono abituato”. Magro, ancor più magro nella lontananza, parlò in piedi come gli era capitato in migliaia di comizi e in migliaia di assemblee, di partito e non solo di partito. Sicuro nella voce, sicuro nelle argomentazioni, non un semplice ringraziamento, ma una rapida lezione di storia e di politica, al centro la Costituzione e la democrazia che ne conseguì.

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Maltempo, le strade invase dal fango scuolabus impantanato nel comasco. Le immagini dal drone

Uno scuolabus è rimasto impantanato nel comasco, a Carimate, nel pomeriggio di mercoledì 6 maggio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Importanti le ripercussioni sul traffico

Il video
https://www.rainews.it/video/2026/05/maltempo-le-strade-invase-dal-fango-scuolabus-impantanato-nel-comasco-le-immagini-dal-drone-331723cd-a2f7-40b1-bad9-f575c63451b9.html

Vedi anche
https://www.rainews.it/video/2026/05/grandine-nel-varesotto-a-cislago-le-strade-invase-da-fiumi-di-ghiaccio-le-immagini-dal-drone-7e39bffc-a58c-451d-962f-99bb519e1dd0.html

https://www.rainews.it/video/2026/05/il-comasco-bersagliato-dalla-grandine-le-immagini-dal-drone-ea73b02f-f0cb-4985-8290-ad032c4d5cb4.html

https://www.rainews.it/video/2026/05/intensa-grandinata-in-lombardia-sottopassi-allagati-e-veicoli-fermi-f853d6b3-cada-4097-aa24-53def0a2f81d.html

7 maggio 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

7 maggio 2026. I grandi profittatori del riarmo e delle guerre del capitale

In questa tabella tratta dall’ultimo rapporto del SIPRI 2025 (Top 100 arms-producing and military services companies in the world, 2024) si registra il perdurante primato del complesso militare-industriale statunitense, l’unico comparto industriale – ormai – in cui questo primato permane.
L’italiana Leonardo è seconda in Europa solo alla britannica BAE Systems.
Se mettiamo a confronto questa tabella con quelle relative al 2004 e al 2014, si riscontra anche in questo campo la prepotente ascesa delle grandi imprese cinesi (sono 4 nelle prime 15). Sia nel 2004 che nel 2014, infatti, non ce n’era neppure una.
Si riduce, viceversa, il numero delle mega-imprese statunitensi produttrici di morte ai vertici della piramide mondiale: erano 9 tra le prime 15 sia nel 2004 che nel 2014, si riducono a 6 nel 2024.
Il sistema-Italia è costantemente presente nelle prime 15 mega-imprese militari del mondo nel 2004, nel 2014 (con Finmeccanica) e nel 2024 (con Leonardo).
Tu chiamala colonia…
Nel frattempo la Germania (che finora non è presente nella cupola delle maggiori imprese) ha lanciato la sua rincorsa alla grande, e già si vanta di aver superato gli Stati Uniti nella produzione di munizioni. Lo ha dichiarato giorni fa il capo della Rheinmetall, Papperger. In effetti l’incremento dal 2022 è stato fulmineo: per i proiettili di artiglieria di calibro 155 mm. si passa da 70.000 l’anno a 1.100.000 (è la previsione per il 2026, a fronte di poco più di 500.000 per gli Stati Uniti), mentre per le munizioni da veicoli corazzati si passa da 800.000 l’anno a 4 milioni.
Alles gut, avanti così!
https://pungolorosso.com/2026/05/07/i-grandi-profittatori-del-riarmo-e-delle-guerre-del-capitale/

6 maggio 2026

https://www.rainews.it/video/2026/05/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-505237e0-f2d2-410d-aedf-d68bb317d581.html

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Mercoledì 6 maggio 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/05/Radio3-Mondo-del-06052026-fade5bdd-ebe3-4367-9c59-bed3942c3669.html

Santa pazienza Alla vigilia della visita in Vaticano, domani, del segretario di Stato Rubio per tentare di riaprire il dialogo, Trump attacca nuovamente il papa: «Con lui i cattolici sono in pericolo». Netta la replica di Leone: «Se vuole criticarmi lo faccia con la verità»  
Marina Catucci
https://ilmanifesto.it/lassalto-di-israele-alla-flotilla
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-06-05-2026

Iran:”Proposta USA irricevibile”. Trump: “L’Iran non può avere arma nucleare”

Eppure accordo sarebbe vicino..Netanyahu convoca gabinetto sicurezza alle 19. Islamabad: fiduciosi in accordo pace. Media: nave francese colpita nello Stretto di Hormuz, feriti. Wang ad Araghchi: “Guerra illegittima, negoziati fondamentali”

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/05/guerra-iran-hormuz-trump-fa-marcia-indietro-sospesa-missione-scorta-navi-si-cerca-intesa-5f4959e1-44bb-43a3-a36c-cc293d5edd68.html


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Sánchez pide a Von der Leyen anular en la UE las sanciones de Estados Unidos contra la relatora de la ONU Francesca Albanese

El presidente del Gobierno español considera “muy preocupante” el castigo de Washington a la relatora especial de Naciones Unidas para los territorios palestinos

El jefe del Gobierno español, Pedro Sánchez, ha pedido por carta a la presidenta de la Comisión Europea, Ursula von der Leyen, proteger de las sanciones de Estados Unidos a la relatora especial de la ONU para los territorios palestinos, Francesca Albanese, y a otras “destacadas figuras defensoras del derecho internacional”. El Ejecutivo español ha solicitado para ello que se ponga en marcha el llamado Estatuto de Bloqueo, un mecanismo que permite dejar sin efecto normas de terceros países que afecten a los intereses de los Veintisiete.

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https://elpais.com/espana/2026-05-06/sanchez-pide-a-von-der-leyen-dejar-sin-efecto-en-la-ue-las-sanciones-de-ee-uu-contra-francesca-albanese.html


6 maggio 2026. Iran war updates: Trump threatens ‘much higher level’ attacks if no deal

Live https://www.aljazeera.com/video/live

  • US President Donald Trump says he has had “very good talks” with Iran over the past 24 hours, and it’s “very possible we’ll make a deal”.
  • Iran’s Foreign Ministry spokesman says the country has not yet issued a formal response to the US’s latest proposal but is continuing to exchange diplomatic messages via mediator Pakistan.
  • Trump paused the US military’s “Project Freedom” operation to open the Strait of Hormuz due to “great progress” being made towards a “complete and final agreement with the representatives of Iran”.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.


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6 maggio 2026. EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient 

« Nous avons eu de très bonnes discussions dans les dernières vingt-quatre heures, et il est très possible que nous passions un accord », a dit le président américain pendant un échange avec des journalistes dans le bureau Ovale.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
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  • Le Saigon de CMA CGM est parvenu à sortir du Golfe mercredi par le détroit d’Ormuz. Le navire a été localisé au large de Mascate, Oman, c’est-à-dire en dehors du Golfe, sur les écrans Marine Traffic de la société d’analyse Kpler.
  • L’armée américaine dit avoir « neutralisé » un navire dans le golfe d’Oman qui tentait de forcer le blocus. Le M/T Hasna, un pétrolier vide battant pavillon iranien, transitait dans les eaux internationales en direction d’un port iranien dans le golfe d’Oman. Plus de 50 navires refoulés par le blocus américain contre l’Iran, selon le CentCom.
  • Le porte-avions Charles-de-Gaulle passe le canal de Suez, en route vers la région du Golfe. C’est le « signal » que la coalition est « prête » et « capable » de sécuriser le détroit d’Ormuz, selon l’Elysée. La France a présenté ses « exigences » à Washington et Téhéran pour lancer une mission de sécurisation.
  • Israël dit avoir frappé un commandant de la force Radwan, le corps d’élite du Hezbollah, à Beyrouth. Le chef de l’armée israélienne dit qu’Israël veut « exploiter chaque occasion » pour démanteler le Hezbollah.
  • Points de vue divergents. Le principal négociateur iranien affirme que les Etats-Unis cherchent à contraindre Téhéran à la « reddition ». Les négociateurs de Téhéran « veulent conclure un accord », selon Donald Trump. Espoir d’accord entre Washington et Téhéran : le pétrole chute, les Bourses mondiales s’envolent.
  • L’Iran dit attendre de la Chine un rôle pour « l’après-guerre » au Moyen-Orient a écrit sur X Abbas Araghtchi, le chef de la diplomatie iranienne.


    AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
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RaiNews LIVE

Raid ucraino su Bryansk: colpiti edifici residenziali, 13 feriti tra cui un bambino

La tregua era stata proclamata unilateralmente dall’Ucraina anticipando quella russa per la parata del 9 maggio. Colpita una scuola di infanzia a Sumy, uccisa una donna. Zakharova: “Cinque morti in un attacco di Kiev sulla Crimea, furia neonazista”

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La Crisi Russia-Ucraina

EN DIRECT, guerre en Ukraine : des coupures d’électricité dans les oblasts de Donetsk, Kharkiv et Zaporijia à la suite d’attaques russes nocturnes

Le ministre des affaires étrangères ukrainien, Andrii Sybiha, a accusé mercredi la Russie, de ne pas avoir respecté le cessez-le-feu décrété unilatéralement mardi par Kiev, après que Moscou eut lancé 108 drones et trois missiles sur le pays dans la nuit.

  • Les recettes pétrolières et gazières de la Russie se sont avérées bien inférieures aux prévisions,selon les chiffres publiés mercredi par le ministère des finances russes.
  • La Russie a choisi de rejeter le cessez-le-feu proposé par Kiev, accuse Volodymyr Zelensky. L’Ukraine accuse la Russie d’avoir violé son cessez-le-feu unilatéral après une attaque nocturne avec trois missiles et 108 drones dans la nuit.
  • Volodymyr Zelensky salue la restitution de fonds saisis par la Hongrie. Le 5 mars, le chef de la diplomatie ukrainienne avait accusé la Hongrie d’avoir « pris en otage » sept employés de la banque d’Etat Oschadbank, qui convoyaient « 35 millions d’euros et 9 kilogrammes d’or » en provenance de la Raiffeisen Bank en Autriche.
  • Helsinki renforce son aide à Kiev face aux « attaques massives » russes. La Finlande va céder à l’Ukraine des équipements issus d’une centrale thermique déclassée afin de soutenir le réseau électrique ukrainien.
  • Berlin interdit à nouveau les symboles soviétiques les 8 et 9 mai. Cet arrêté – reconduit chaque année depuis 2022 – vise à encadrer strictement les célébrations marquant la fin de la seconde guerre mondiale dans les arrondissements de Treptow-Köpenick, Mitte et Pankow.
  • Manifestation contre la présence russe ouvre la Biennale de Venise : le collectif féministe ukrainien Femen et le groupe russe Pussy Riot ont organisé leur toute première action commune devant le pavillon russe.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/05/07/en-direct-guerre-en-ukraine-des-pourparlers-entre-negociateurs-americains-et-ukrainiens-visant-a-mettre-fin-a-l-invasion-russe-auront-lieu-en-floride_6684995_3210.html

6 maggio 2026. Garlasco: nel grande show televisivo a reti unificate il giornalismo ha perso la “moralità”

Alberto Stasi

Oreste Pivetta – strisciarossa.it

Dopo diciannove anni, sulla soglia ormai di un anniversario che non mancheremo di ricordare, il prossimo 13 agosto 2027, vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, a Garlasco, località sprofondata nella pianura padana, celebre un tempo solo per le Rotonde, balere che promettevano allegri intrattenimenti, alla fine non mi sono sottratto, dopo una lunga negligenza, alla curiosità per il “caso”, per il delitto nella villetta di via Pascoli, trascinato, in un certo senso senza colpa, dall’insistenza di giornali e soprattutto di televisioni varie, preda di quella vocazione investigativa e giudiziaria, che sembra ormai far da padrona su tutte le reti, da Vespa (che forse avrà rimembrato i suoi bei tempi giovanili di un’altra villetta, sulle pendici dei monti che circondano Cogne) a Giletti, a Porro, a Sottile e a non so chi altro, perché si perde il conto (trascuro le reti locali). Trascinato pure dalla politica, quella arraffona della destra, che in vista del referendum sulla giustizia non ha temuto il ridicolo usando Garlasco o i bambini del bosco per dimostrare quanto fosse urgente e riparatrice la riforma di Nordio. Non c’entrava niente, ma poco, allora, importava.

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https://www.strisciarossa.it/garlasco-nel-grande-show-televisivo-a-reti-unificate-il-giornalismo-ha-perso-ogni-moralita/


Il Genio

Diego Costa ricorda Evaristo Beccalossi

Aspettavo un tempo della partita, trasmesso in Rai. Quello che passava il convento. Anche per la B. E speravo, non si sapeva prima, che fosse dedicato alla partita del Brescia. E contavo che facessero vedere il secondo tempo. Perché?
Ma perché – spesso e volentieri – nella ripresa entrava Fiore. Giuliano Fiorini, il zuven prodigioso.
Aspettando Fiore, però, non potevi immaginare di scoprire altri due portenti.
Già, in quel Brescia giocavano, a volte insieme, Fiorini, un attaccante destinato a diventare campione del mondo, al secolo Altobelli e, due metri dietro a loro, un dieci estroso, imprevedibile, geniale, un po’ discontinuo, sì, ma che se si accendeva lui…
Di chiamava Evaristo, eu aristos in greco, cioè bello e migliore.
Beccalossi era così.
E come molti belli che sanno di esserlo, a volte finiva fuori dai radar. Se non ne voleva, non ne voleva.
Ci pensate? Fiorini, Beccalossi e Altobelli.
Che roba!
Uno continuò poi a fare il giramondo, Fiore, gli altri due finirono alla Scala del calcio. A San Siro, come due star.
Bizzose, specie Evaristo, genio e sregolatezza, un Rivera di periferia, angelo dalla faccia sporca.
Impossibile non amarlo. A Bologna, negli anni 50, ci fu uno come lui. Diverso per struttura fisica, ma di quelli che, solo se ne avevano voglia, incantavano.
Gino Cappello.
Beccalossi, un eroe, umano, più Ettore che Achille. Chiuso in Nazionale. Che peccato, però.

Beccalossi e Paolo Rossi


Vedete? Non ho citato Paolo Rossi.
Non il centravanti, il comico.
Il suo monologo sull’Evaristo fa parte del firmamento degli sketch meglio scritti e interpretati. Ed è tutto vero. Maledettamente vero.
Oppure no, non maledettamente.
Perché uno dei più incredibili insuccessi del calcio, dimostra alla fine la grandezza di bello e migliore.
Che solo se si riesce a trattare allo stesso modo la gioia e il dolore, la grandezza e la miseria, il re e l’impostore, allora si è un uomo.

Ciao Evaristo. Un non interista che non dimenticherà mai il tuo estro.
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Ciao Evaristo


Le previsioni del tempo per mercoledì
6 maggio 2026

Continua l’ondata di piogge e forti temporali che da ieri hanno investito il centro nord: attenzione per Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte e Umbria. Temperature massime in leggero aumento su quasi tutto il Paese.

Continua l’ondata di maltempo che da ieri ha iniziato a investire il centro nord del Paese. Il dipartimento della Protezione Civile ha diffuso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse: allerta arancione oggi in Toscana, nello specifico nelle aree Serchio-Costa e Serchio Lucca. Allerta gialla in altre sei regioni Emilia Romagna (principalmente per rischio idraulico), Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte e Umbria: per queste ultime cinque regioni l’allerta sarà per il rischio temporali. 
Un primo miglioramento è atteso solo a partire dalla giornata di domani, con lo spostamento della perturbazione verso l’Europa orientale.

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https://www.rainews.it/articoli/2026/05/allerta-meteo-arancione-in-toscana-gialla-altre-sei-regioni-previsioni-piogge-504ddc5a-7386-4b53-8245-fb31b58b9f79.html

6 maggio 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

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