2026.04 Aprile (21- 25 aprile)

SITO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO
Pagine in costruzione

Se il mondo sopravviverà,

i professori di storia

spiegheranno il XX° secolo attraverso i suoi simboli:

faranno vedere agli allievi

la bottiglietta di Coca-Cola,

il pallone di calcio,

il televisore,

il computer,

la bomba di neutroni.

E per spiegare la dignità

mostreranno il fazzoletto bianco

delle Madres de Plaza de Mayo.

Eduardo Galeano

Queste pagine non sono una rassegna stampa, ma la mia personale scelta di notizie, fatti, idee e persone per quanti, determinati ma con il sorriso sulle labbra, ancora resistono e lottano per il pane e le rose


…volge al declino l’era, che fu nobile nella sua durezza e serietà, della democrazia politica”.
(Luciano Canfora).



Energia di sinistra

La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.

Carlo Galli
da strisciarossa


25 aprile 2026


https://www.rainews.it/video/2026/04/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-5b059e67-55b4-4cae-bcef-bbdd78809e01.html

La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Sabato 25 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-25042026-42647d14-3143-473d-a61a-c3cc78aaf95d.html

Obbligo di firma Si chiude con una doppia firma di Mattarella al decreto sicurezza e al decretino correttivo l’ennesima forzatura emergenziale del governo. A terra restano i cocci della procedura costituzionale. Meloni vince il braccio di ferro con il Colle, che resta in silenzio
Michele Gambirasi
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-25-04-2026
https://ilmanifesto.it/decreto-e-decretino-il-governo-incassa-le-norme-securitarie

25 aprile 2026. San Severino Marche. Mattarella alla cerimonia in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione

Tomaso Montanari – volerelaluna.it

La giornata del 25 aprile si sta chiudendo. In centinaia di città e paesi è stata celebrata la festa della liberazione dal fascismo. Dove non è prevalsa la ritualità, il termine liberazione si è intrecciato con resistenza, Costituzione, pace, giustizia, libertà. E sono risuonate – in antitesi al fascismo risorgente, alla guerra che imperversa nel mondo, all’odio razziale – le parole di Carlo Rosselli: «Siamo antifascisti perché la nostra patria non si misura a frontiere e cannoni». Come esempio di questo sentire pubblichiamo – disgiuntamente – gli interventi svolti al termine del corteo di Pavia: il saluto del presidente dell’Anpi locale, Luca Casarotti, e l’orazione ufficiale di Tomaso Montanari. (la redazione)

È un grande, immeritato, onore prendere la parola in questa festa solenne, la grande festa d’aprile che ogni anno ci riconsegna intatta la gioia e la fatica della Liberazione.
Hannah Arendt ha scritto che «poiché la liberazione, i cui frutti sono assenza di costrizione e possesso della “facoltà di movimento”, è effettivamente un presupposto della libertà, è spesso assai difficile dire dove termini il semplice desiderio di liberazione, di essere liberi dall’oppressione, e cominci il desiderio di libertà in quanto modo di vivere politico». Noi questo spazio, questo salto tra liberazione e libertà, lo possiamo misurare: va dal 25 aprile 1945 al primo gennaio 1948. Perché con l’entrata in vigore della Costituzione, la nostra liberazione è diventata libertà. Ci siamo liberati dall’invasore nazista e dalla dittatura dei fascisti, ma non ci siamo fermati. Attraverso la Costituzione abbiamo costruito il progetto di una libertà che è libertà dall’oppressione dei ricchi sui poveri, dei maschi sulle femmine, dei bianchi sui neri. La libertà dal bisogno economico e la libertà dall’ignoranza: che per secoli, anzi per millenni, aveva schiacciato la maggior parte del popolo italiano sotto un giogo insopportabile. Don Lorenzo Milani dirà, con le parole più ardenti che un cristiano avrebbe potuto pronunciare, che la Costituzione è la «legge che il Cristo si aspettava da noi da secoli, perché dà al povero una dignità umana». Il passaggio dalla Liberazione alla Costituzione è il capolavoro della storia italiana: perché la minoranza che aveva fatto la Resistenza fu capace di prendersi cura di tutto il popolo italiano, trasformando il meglio di quella straordinaria esperienza in un progetto politico di liberazione permanente.

Il figlio di un capo partigiano ha raccontato quel nesso con parole che vorrei fare oggi risuonare in questa piazza:

continua in
https://volerelaluna.it/politica/2026/04/25/e-festa-daprile-2/

FESTA D’APRILE – Radio Libertà

Festa d’Aprile – Sergio Liberovici e Franco Antonicelli
Immagini da Novecento di Bernardo Bertolucci

Radio Libertà fu attiva nel biellese a partire dal tardo autunno del ’44 fino ai giorni immediatamente successivi la Liberazione ed è stata l’unica emittente partigiana a svolgere funzioni di comunicazione non prettamente coordinative o logistico-militari. All’interno del suo ridotto palinsesto trovavano infatti spazio anche momenti di puro e semplice svago o intrattenimento. Le prime avventurose trasmissioni serali andavano in onda da Callabiana, ma nel Gennaio del ’45, a causa della costante minaccia nazifascista, le apparecchiature furono smantellate e la sede trasferita a Sala Biellese. L’ideazione pratica e politica dell’antenna resistente nacque nell’ampio contesto dell’attività propagandistica organizzata dalla Seconda Brigata Garibaldi. Gran parte della documentazione storica, inclusi i contenuti dei programmi, è archiviata presso la Biblioteca Civica di Biella e tuttora consultabile. Il redattore della trasmissione era Sam, il farmacista Sandro Berruto, lo speaker Gibo, il ferroviere Luigi Galleis, il tecnico radiofonico Gamma, il fornaio Giovanni Passaglia, mentre l’accompagnamento musicale dal vivo era inizialmente eseguito alla chitarra dal solo Grifo, il tessitore Alfio Re, al quale si aggiunsero poi altri strumenti, una fisarmonica e una mandola, e un vero e proprio coro, diretto dal garibaldino Scat, maestro di musica, con i compagni Lionello, Pala, Fodretta, Athos, Gegi, Evaso, Pensiero. Festa d’Aprile riassume in una coincisa ed estemporanea raccolta alcuni degli stornelli antifascisti diffusi quotidianamente via etere fra notiziari locali, bollettini di guerra e messaggi cifrati. L’allegra intonazione del canto sembra apparentemente stridere con la contemporanea tragicità degli eventi, ma nulla vieta di lottare con il sorriso sulle labbra, anche se ben consapevoli che non esistono un tempo adeguato e un luogo così tanto bello da morire a vent’anni, e però una ragione giusta per cui valesse comunque la pena di farlo quella sì

25 aprile 2026. Nein della Germania al deficit, Meloni torna a mani vuote dall’Europa: niente flessibilità

AP Photo/Petros Karadjias – Associate Press/ LaPresse

La premier prende due porte in faccia: da Merz (“Sforare è fuori discussione”) e da Dombrovskis (“Il Patto di stabilità non sarà sospeso”)

David Romoli – l’Unità

Giorgia Meloni torna dal vertice Ue di Cipro senza aver ottenuto niente. Era un summit informale senza documenti finali e decisioni concrete ma più che sufficiente per capire che aria tira. Per l’Italia è un’aria pessima, vento di tempesta. Mercoledì sera la premier italiana ha incontrato il cancelliere tedesco Merz. I due guidano paesi entrambi nei guai, con la Germania che ha dovuto dimezzare la previsione di crescita per quest’anno, passando dall’1 allo 0,5%. Diverse sono però le condizioni di partenza e di conseguenza i rimedi su cui puntare: la Germania dispone di ampio spazio fiscale, l’Italia, col secondo debito più alto d’Europa, è nella situazione opposta.

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https://www.unita.it/2026/04/25/nein-germania-deficit-meloni-europa-flessibilita/

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Araghchi lascia il Pakistan, Trump annulla viaggio a Islamabad di Kushner e Witkoff Stallo sui negoziati

Reuters

25 aprile 2026. Tour de force di Araghchi che domani da Muscat torna a Islamabad e poi vola a Mosca

Sarà raggiunto dalla delegazione iraniana che era già rientrata in patria. Quattro morti in Libano. Usa congelano 344 milioni in cripto valute legate a Teheran. Le prime elezioni dal 2006 nei territori palestinesi: affluenza al 53,44 percento.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/verso-un-nuovo-round-di-colloqui-usa-iran-a-islamabad-bcd4cb29-9ddf-4ea9-b0fb-442cdc1074c7.html


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Mappe e grafici dell’escalation in Medio Oriente


25 aprile. Trump cancels Witkoff and Kushner’s trip to Pakistan for Iran talks

Edited by Alex Smith and Charlotte Hadfield, with reporting from BBC Persian and teams across the Middle East

Reuters

Summary

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.bbc.com/news/live/cd7j1g94d1lt
https://www.bbc.com/



25 aprile 2026. Iran war live: Trump cancels Witkoff and Kushner trip to Pakistan for talks

Live https://www.aljazeera.com/video/live

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict


25 aprile 2026. EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient : l’annulation du déplacement des émissaires américains au Pakistan pour négocier avec l’Iran ne signifie pas la reprise de la guerre, dit Donald Trump

Le président américain a estimé, samedi, qu’il n’était pas utile pour sa délégation de rejoindre Islamabad. Il a ajouté que les responsables iraniens pouvaient contacter Washington « à tout moment »

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/24/en-direct-guerre-au-moyen-orient-le-cessez-le-feu-entre-israel-et-le-liban-sera-prolonge-de-trois-semaines-annonce-donald-trump_6681958_3210.html

Les envoyés spéciaux américains Jared Kushner et Steve Witkoff et le vice-président américain, J. D. Vance, à Islamabad, le 12 avril 2026. JACQUELYN MARTIN/VIA REUTERS
  • Donald Trump annonce l’annulation du voyage au Pakistan des émissaires Steve Witkoff et Jared Kushner. « Trop de temps perdu à voyager, trop de travail ! En plus, il y a d’énormes divisions et une grande confusion au sein de leur “direction” », a-t-il écrit pour justifier sa décision.
  • L’Iran dit ne pas savoir si les Etats-Unis sont « réellement sérieux » en diplomatie. Le ministre des affaires étrangères iranien écrit avoir « présenté [à Islamabad] la position de l’Iran concernant un cadre viable pour mettre fin durablement à la guerre ».
  • Il a quitté le Pakistan pour prendre la direction de Mascate, capitale du sultanat d’Oman, avant de se rendre à Moscou. Les gardiens de la révolution affirment que le contrôle du détroit d’Ormuz est la « stratégie définitive » de l’Iran.
  • Les pasdarans appellent également Washington à « accepter la réalité » et à ne plus « se laisser manipuler » par le premier ministre israélien, Benyamin Nétanyahou. Ankara pourrait envisager de participer à des opérations de déminage dans le détroit d’Ormuz.
  • L’Allemagne est prête à déployer le Fulda, un chasseur de mines, pour sécuriser le détroit après la guerre en Iran.
  • Benyamin Nétanyahou ordonne à l’armée israélienne de frapper des cibles du Hezbollah au Liban « avec force », alors que l’armée accuse le mouvement pro-iranien de violer le cessez-le-feu après des tirs de roquettes du sud du Liban.
  • Des Palestiniens votent en Cisjordanie et dans la bande de Gaza pour les municipales, premier scrutin depuis la guerre à Gaza. Au moins 2 496 morts au Liban depuis le 2 mars, a annoncé le ministère de la santé libanais dans un communiqué.

RaiNews LIVE

Otto morti in un attacco russo contro l’Ucraina. Droni di Kiev colpiscono in profondità negli Urali

8 morti e 57 feriti per un massiccio attacco russo su Dnipro e altre città. Mosca ha lanciato oltre 600 droni e 47 missili contro otto regioni. I velivoli senza pilota di Kiev sono arrivati fino alla città di Ekaterinburg, percorrendo 1.800 km

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/merz-ladesione-immediata-di-kiev-allue-non-e-possibile-22501d31-13bf-4db2-aacc-4192d4bbfc38.html

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La Crisi Russia-Ucraina

EN DIRECT, guerre en Ukraine : le bilan des frappes russes sur Dnipro s’alourdit à huit morts

  • La Russie a lancé 666 projectiles contre l’Ukraine dans la nuit de vendredi à samedi, selon l’armée de l’air ukrainienne. Il s’agit de l’une de ses plus importantes attaques aériennes contre l’Ukraine depuis le début de l’année, faisant au moins huit morts et 56 blessés, selon les autorités ukrainiennes.
  • En visite en Azerbaïdjan, Volodymyr Zelensky annonce un renforcement de la coopération sécuritaire et énergétique. Il a remercié son homologue azerbaïdjanais, Ilham Aliev, pour l’aide énergétique fournie pendant l’hiver, alors que l’Ukraine était plongée dans le noir et le froid du fait de frappes russes contre ses installations énergétiques.
  • L’UE appelle Moscou à cesser ses attaques contre les sites nucléaires en Ukraine à l’occasion des 40 ans de la catastrophe de Tchernobyl. L’accident survenu le 26 avril 1986 à la centrale de Tchernobyl reste l’un des pires désastres nucléaires de l’histoire.
  • Un drone s’est écrasé en Roumanie samedi, après des frappes aériennes nocturnes russes en Ukraine voisine, près de la frontière fluviale entre les deux pays, ont expliqué les autorités roumaines, qui ont fait évacuer plus de 200 habitants de la zone.
  • L’Estonie prévoit d’allouer 110 millions d’euros à l’Ukraine en 2026. Tallinn prévoit de consacrer au moins 0,25 % de son PIB au soutien de l’Ukraine en 2026.
  • Berlin accuse la Russie de cyberattaques sur Signal visant des responsables politiques allemands. Des diplomates, des militaires et des journalistes ont également vu leur communication piratée dans cette application depuis février.

    AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/25/en-direct-guerre-en-ukraine-le-bilan-des-frappes-russes-sur-dnipro-s-alourdit-a-huit-morts_6681322_3210.html

25 aprile 2026. 25 aprile e libertà di stampa, a Roma manifestazione del Partito Radicale contro le querele temerarie

Il Partito Radicale in occasione delle celebrazioni della Festa della Liberazione del 25 aprile ha organizzato una manifestazione a Roma sulla libertà di stampa a sostegno di Unità e Riformista, giornali bersagliati dalle querele temerarie. L’iniziativa svolta a in viale Castro Pretorio ha denunciato in particolare la pratica delle querele temerarie, usate per colpire giornalisti, redazioni ed editori con azioni giudiziarie spesso infondate o sproporzionate.
Le querele bavaglio non incidono solo sui processi. Possono produrre costi legali, richieste di risarcimento e pressioni economiche tali da condizionare il lavoro giornalistico. Il risultato è che molte redazioni evitano inchieste e articoli su soggetti capaci di reagire in tribunale. Cristiana Pugliese discute di questi temi con Aldo Torchiaro, giornalista de “Il Riformista” che ha spiegato il meccanismo economico che può mettere in difficoltà i giornali: “Di querele temerarie si muore. I giornali sono oggi il pungiball che viene bersagliato da querele, soprattutto fatte da, chiamiamoli così, potenti: grandi studi legali mossi da grandi imprese, da uomini politici importanti e da magistrati, alti magistrati”. Il problema, spiega Torchiaro, riguarda l’intero sistema dell’informazione: “Le spese e le condanne in sede civile e in sede penale fanno chiudere i giornali. E allora non è un problema di Aldo Torchiaro, di Piero Sansonetti o dell’editore Alfredo Romeo, che pubblica Riformista e Unità: è un problema diffuso”.

continua in
https://www.unita.it/2026/04/25/25-aprile-e-liberta-di-stampa-a-roma-manifestazione-del-partito-radicale-contro-le-querele-temerarie/


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Mi volevano in prigione per aver criticato Scarpinato: per il pm delle domande valevano 3 anni e mezzo di carcere
Tra Gratteri e Meloni la campagna referendaria tocca il punto più basso…

24 aprile 2026


https://www.rainews.it/video/2026/04/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-e15370ab-f0b9-4d75-bcff-71e2c459c313.html

La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Venerdì 24 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-24042026-5d3917f9-7588-470b-aae2-60980f153f4f.html

Catena di smontaggio L’Ocse abbassa ancora le stime di crescita dell’Italia e alza quelle dell’inflazione. Il governo è paralizzato dalla mazzata europea: la procedura di infrazione ci condanna all’austerità. Meloni nega: i nostri conti sono buoni. Ma anche Confindustria si unisce alla denuncia del sindacato: alla deriva senza politica industriale
Luciana Cimino
https://ilmanifesto.it/landini-e-orsini-il-duo-che-agita-il-governo-allarme-industria
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-24-04-2026

Decreto sicurezza, il piano inclinato della «moral suasion»

L’ultimo strappo Non si è concluso bene il brutto pasticcio del decreto sicurezza e dell’incentivo di Stato agli avvocati agenti della remigrazione

Andrea Fabozzi – ilManifesto

Non si è concluso bene il brutto pasticcio del decreto sicurezza e dell’incentivo di Stato agli avvocati agenti della remigrazione, scandalo che abbiamo denunciato per primi. E non importa che quella norma infame sia stata attenuata o che forse non sarà applicata per ragioni di contenimento della spesa (non di umanità). Al governo è stato consentito di approvare una misura non solo evidentemente, ma anche dichiaratamente incostituzionale.
Con la soluzione salomonica di cancellarla, o attenuarla, un attimo dopo. Si potrebbe pensare che la sostanza è salva, che importa la forma. Salvo che sulla sicurezza si consuma una battaglia del tutto simbolica, propagandistica, lontana dalla realtà, dai numeri e dalle vere minacce. Non importa che l’ennesimo provvedimento stolidamente repressivo non sia efficace, quasi nessuno lo è. Importa che al governo in nome di una presunta emergenza sicurezza sia stato permesso un ulteriore strappo alle regole costituzionali. Creando un precedente, che sarà replicato. Meloni infatti non chiede scusa per il pasticcio, lo rivendica. Non implora la correzione dell’errore per salvare le altre parti del suo decreto, molte delle quali altrettanto problematiche, la concede sdegnosa. Come ha detto Piantedosi in parlamento, sprovveduta voce della verità, è stata solo questione di «sensibilità». Se uno non è sensibile ai principi fondamentali della Repubblica che volete che sia? Buon 25 aprile.
È noto lo scrupolo di Sergio Mattarella nel preservare «immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione attribuisce» al presidente della Repubblica, secondo la nota formula di Luigi Einaudi, il che è tanto più difficile dopo un mandato presidenziale doppio. Dunque Mattarella tiene in gran conto la necessità che il capo dello Stato non sia trascinato in polemiche politiche, non diventi figura di parte – cosa che con le seconde e terze cariche dello Stato, i presidenti di senato e camera, è ampiamente accaduta (e smodatamente con La Russa). La prudenza si comprende anche meglio pensando a chi potrà succedergli al Quirinale.
Ma questa apprezzabile cura non dovrebbe giungere al punto di mortificare, in presenza di un governo che questi scrupoli non se li fa, la funzione di garanzia del presidente quando le violazioni costituzionali sono indiscutibili.
A mostrare la corda è una «moral suasion» che partendo dal presupposto che il presidente non negherà la firma finale, cerca di smussare gli angoli e correggere le più evidenti storture quasi collaborando al processo legislativo. Quando questa attenzione non è reciproca il finale, pessimo, è scritto. Un governo in affanno, già in campagna elettorale e che non vuole nemici a destra, sempre meno sarà disponibile a contenersi, ammesso che lo sia mai stato. In questo caso il problema si è creato dal principio. Dopo almeno quattro decreti sicurezza era lampante che il quinto mancava di qualsiasi presupposto di necessità e urgenza.
Elementi essenziali, senza i quali non solo la Corte costituzionale ma anche lo stesso presidente Mattarella hanno più volte chiarito che non c’è spazio per la decretazione di emergenza. Prediche, appunto, inutili.
Partita male, la vicenda dell’ennesimo decreto sicurezza è precipitata peggio: che non ci fosse alcuna necessità o alcuna urgenza della norma contestata è diventato così evidente che l’urgenza era invece cancellarla. Eppure la si è voluta condurre in porto, prova definitiva che non è l’efficacia delle leggi che interessa al governo ma il fatto stesso di approvarle e fare la faccia feroce. Abbiamo ora un buco nel decreto, in mezzo a tante altre norme orrende.Correggere il testo senza lasciare il buco avrebbe comportato il rischio della decadenza, ma è precisamente quello che la Costituzione prevede, possibilità che andava, quella sì, tutelata e non esclusa, di nuovo, a prescindere. Non è certo il primo strappo del governo Meloni ma è forse il primo che trascina con sé il Quirinale ed è la cosa peggiore. Il silenzio che ha accompagnato le firme del presidente sottolinea il pasticcio.

Aggiornamenti – 25/04/2026, 01:05 

Landini e Orsini, il duo che agita il governo: «Allarme industria»

Luciana Cimino – ilManifesto

Catena di smontaggio Sul palco il segretario della Cgil e il presidente di Confindustria: «È una crisi peggiore del covid, l’Italia è a rischio recessione»

Non succede spesso che il segretario del primo sindacato italiano e il presidente di Confindustria condividano lo stesso appello al governo: «Non c’è più tempo, serve subito un piano industriale ed energetico». Per di più dallo stesso palco, a sfondo rosso. Del resto si è in casa Cgil. L’organizzazione guidata da Maurizio Landini ha invitato il numero uno di viale dell’Astronomia, Emanuele Orsini, per concludere l’assemblea nazionale dei delegati dell’industria, unico ospite esterno per un appuntamento interno del sindacato. «È un confronto molto, molto importante», ha sottolineato Landini.
I DUE prendono un caffè nel foyer del teatro Italia, a Roma, poi la foto con la stretta di mano sul palco. Difficile che il governo abbia digerito l’immagine. L’intervento della premier Giorgia Meloni, da Cipro, sembra quasi una risposta all’insolito duo. In realtà, al teatro Italia non sono state pronunciate cose diverse da quelle che la Cgil e le associazioni datoriali dicono da mesi sul costo dell’energia e sulle crisi industriali. Ma è il contesto a dare un valore diverso al tutto. L’ultima volta che si era tenuto un confronto pubblico tra gli industriali e la Cgil era stato durante la pandemia (presidente di Confindustria era Carlo Bonomi), prima di allora bisogna risalire a Cofferati e D’Amato, oltre venti anni fa.
«RISCHIAMO uno scenario peggiore del Covid», ha spiegato Landini, che ci tiene a fare il perfetto padrone di casa. I toni sono ben più che amichevoli, la platea di delegati non è ostile. Mormora solo quando Orsini, alla richiesta del sindacato di reinvestire e non distribuire i margini di guadagno aggiuntivi agli azionisti, risponde: «Nel mio vocabolario la parola extraprofitto non c’è, come extradebito». Sarebbe stato strano il contrario. Questo è l’unico punto di marcata differenza tra le due organizzazioni. Per il resto, le analisi si sovrappongono, qualche misura pure e la risposta al governo, che voleva approfittare del decreto primo maggio per dare più potere ai sindacati minori rischiando di avvalorare i contratti pirata, è identica: bisogna aspettare il risultato del tavolo tra i confederali e le associazioni datoriali che prosegue senza ostacoli.
«IL TEMPO È SCADUTO: accordo entro la fine dell’estate», ha avvisato Landini. «Le trattative non si fanno sui giornali né nei dibattiti ma ai tavoli, che sono ancora in corso – ha continuato – ci sono le condizioni per fare un lavoro serio». E Orsini ha confermato: «Sul problema del salario si può fare meglio, c’è da fare una battaglia sui contratti pirata ma la contrattazione deve essere tra le parti sociali, non per decreto». E poi il siparietto: «Il nostro è un contratto giusto? Lo chiedo anche a Maurizio e rispondo da solo: sì», ha sottolineato il presidente di Confindustria.
ORSINI non ha mai attaccato direttamente il governo, tuttalpiù ha puntigliosamente ricordato come ogni considerazione fatta dal ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti nel corso degli ultimi giorni, Confindustria l’avesse già esposta all’esecutivo «mesi fa». Così come Landini ha fatto ben attenzione a distribuire le colpe per le politiche industriali degli ultimi anni, menzionando sempre, accanto a Giorgia Meloni, i due precedenti presidenti del Consiglio, Giuseppe Conte e Mario Draghi. Tuttavia, l’allarme a Palazzo Chigi per il sodalizio e per lo smarcamento ormai plateale degli industriali dal governo è risuonato lo stesso.
GIÀ LA CISL, dopo tre anni di luna di miele con la maggioranza (sancita anche dall’attribuzione di un posto di sottosegretario all’ex segretario Luigi Sbarra) è tornata nella triplice. Adesso anche Orsini fiutata l’aria ha abbandonato la nave. Non senza motivi: da ultimo i tagli al piano Transizione 5.0, che avevano già aperto una severa crisi con gli industriali. «Si è rotta la fiducia», aveva esclamato allora il presidente di Confindustria. Ieri ha chiesto di «fare debito pubblico, servono incentivi alle imprese per superare questo momento». «L’Italia è a rischio recessione – ha spiegato – la crisi di Hormuz ha stravolto le carte. Il nostro centro studi ha presentato un rapporto con tre scenari, un fatto anomalo segno dell’incertezza causata dallo shock energetico della guerra».
SERVE per viale dell’Astronomia «un piano industriale di tre anni e il decreto bollette, altrimenti la fine del Pnrr sarà un problema. L’alluminio comincia a scarseggiare, le imprese sono in difficoltà, non si può negare». E Landini: «Bisogna sospendere il patto di stabilità in Europa non per fermarsi ma per investire. C’è bisogno di investimenti pubblici ma anche gli imprenditori dovrebbero impegnarsi più». «Certo ma con regole chiare», la risposta di Orsini.
Per entrambi è necessario un piano straordinario per l’energia. Il leader degli industriali infine prova a conquistare la platea: «Togliere il gas vuol dire non fare più ceramiche: 40mila persone saranno licenziate. A quei lavoratori ci teniamo noi come ci tiene il sindacato». Applausi.
https://ilmanifesto.it/landini-e-orsini-il-duo-che-agita-il-governo-allarme-industria

L’economia fra il dramma e la farsa

Pierluigi Ciocca – ilManifesto

Italia e Ue nel vuoto Il governo italiano – in carica da quattro anni, durante i quali nulla ha fatto per il ritorno dell’economia alla crescita – lamenta l’assurdità europea, che tuttavia alla stregua dei governi precedenti, politici e tecnici, ha supinamente avallato

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La democrazia esiste perché hanno vinto i partigiani: la verità che La Russa e i fascisti non hanno mai voluto accettare

Oreste Pivetta – strisciarossa.it

“Omaggio ai partigiani? Lo farei anche ai caduti di Salò”. Parole di Ignazio La Russa, colui che riveste la seconda carica dello Stato, animoso “combattente” neofascista (forse lui preferirebbe semplicemente “fascista”: un fatale riconoscimento della sua indole) dall’infanzia e dai tempi del Fronte della Gioventù, asperrimo simbolo di una vecchissima destra che non riesce a raggiungere la maggiore età, che non prova a conoscere la storia prima di provare a riscriverla, che soffre parole come Costituzione, come antifascismo, come democrazia.

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https://www.strisciarossa.it/la-democrazia-esiste-perche-hanno-vinto-i-partigiani-la-verita-che-la-russa-e-i-fascisti-non-hanno-mai-voluto-accettare/

24 aprile 2026. Quel rapporto privilegiato tra le donne e la pace

Graziella Falconi – strisciarossa.it

Che il titolo non porti fuori strada: non si tratta di una faccenda fra uomini e donne, ma dell’umanità intera  e della sua storia.  L’indagine della Taricone  inizia da un problema di definizione su pace e guerra dall’antichità, quando si è iniziato a costruire  una filosofia della guerra, sin dalla descrizione  delle armi di offesa e di difesa. Si pensi agli elmi piumati,   allo scudo di Achille, al rito della vestizione per la guerra, dove, nota acutamente l’Autrice del libro, ci si maschera, e l ’apparire  è il punto focale allo scopo di fortificare se stessi e terrorizzare il nemico, predisporlo alla disfatta. La guerra, dove il maschio si accinge  ad  accontentare -come canta Alda Merini –/ la morte/per ogni dove,/come fosse una bocca da sfamare”. La guerra, così,   ha una origine  antropologica, cioè naturale, e  prevede una vittoria, considerata  come frutto di una superiorità  di mezzi economici e persino spirituali, una “sorta di Dio rispetto al vinto”.

Come si collocano le donne  entro questo binomio? Tenendo conto di quanto, e per quanto tempo, le donne sono state escluse dalle professioni civili, dal diritto allo studio, dal diritto di voto, dalla vita pubblica “così come essa è stata definita è costruita dalla tradizione culturale maschile”. Quali le prestazioni in guerra  da parte delle donne, destinate invece  alla educazione patriottica della prole e al sostegno del lavoro di mariti, padri, fratelli, persino amanti?  Anche quando  non combattenti in prima persona,  le donne , sono state diversamente coinvolte nelle guerre, come popolazione civile, nelle immediate retrovie e come bottino di guerra.  In prima persona  si ricordano le  guerrieri Amazzoni, considerate dalla civiltà greca uguali  ai maschi, mutilate di una parte della loro femminilità,  spesso utilizzate anche come pezze d’appoggio di rivendicazioni femministe nel 17º e 18º secolo,   e perciò pericolose rivali dell’uomo.

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Trump: “Gli iraniani sono nel caos, non userò l’atomica” Cnn, Usa studia attacchi Stretto Hormuz se salta tregua. La rabbia ai funerali di Amal

Trump: “Gli iraniani sono nel caos, non userò l’atomica. Voglio un accordo che duri, non ho fretta”

Prorogato di 3 settimane il cessate il fuoco tra Israele e Libano. Cnn, Usa studiano attacchi Stretto Hormuz se salta tregua. Esclusa la Russia dalle tariffe di passaggio nello stretto. Khamenei: “Nemico vuole minare nostra unità”

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
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Mappe e grafici dell’escalation in Medio Oriente



Mappe e grafici dell’escalation in Medio Oriente


24 aprile. Trump says Israel-Lebanon ceasefire extended by three weeks, but he won’t ‘rush’ Iran deal

Summary

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24 aprile 2026. Iran war live: Lebanon truce extended; Trump says time not on Tehran’s side

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Altri aggiornamenti
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24 aprile 2026. Il genocidio silenziato: quando cercarono di cancellare il popolo armeno in una settimana

Lo sterminio, realizzato dai turchi, iniziò la notte del 24 aprile 1915. Durò pochi mesi. Persero la vita almeno un milione e mezzo di armeni su poco più di due milioni. Furono le prove generali per la Shoah. I responsabili furono processati e assolti

Gli armeni lo chiamano il “Mec Egern” . Vuol dire il Grande Male. I turchi tendono a negarlo. In Occidente è poco conosciuto, e non viene celebrato. Eppure il Mec Egern è il primo grande genocidio della storia moderna. Avvenne esattamente 111 anni fa. Ha una data precisa di inizio: il 24 aprile del 1915, mentre infuriava la prima guerra mondiale. Portò alla morte almeno la metà della popolazione armena, forse anche parecchio più della metà. Fu un’azione spietata, feroce, meticolosa. Caddero più di un milione e mezzo di persone. Scannate, o lasciate morire di fame, di freddo.

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24 aprile 2026. EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient : Donald Trump annonce une prolongation du cessez-le-feu entre Israël et le Liban ; les prix du pétrole augmentent encore

Le président américain a fait cette annonce, jeudi, à laquelle n’ont pas réagi les deux camps dans l’immédiat. Le cours du pétrole augmentait pour la cinquième journée, dépassant les 105 dollars le baril pour le brent de la mer du Nord.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/24/en-direct-guerre-au-moyen-orient-le-cessez-le-feu-entre-israel-et-le-liban-sera-prolonge-de-trois-semaines-annonce-donald-trump_6681958_3210.html

Sur cette photographie satellitaire sont visibles des navires de la « flotte moustique », flotille d’embarcations légères des pasdarans, navigant dans le détroit d’Ormuz le 22 avril 2026. EUROPEAN UNION/COPERNICUS SENTIN/VIA REUTERS

Israël « attend l’accord» de Trump pour « ramener l’Iran à l’“âge de pierre” » et « achever l’élimination de la dynastie de Khamenei », déclare le ministre de la défense israélien.

Les systèmes de défenses antiaériennes de Téhéran sont entrés en action, selon les médias iraniens. « Israël n’attaque pas actuellement l’Iran », a fait savoir une source sécuritaire israélienne.

Le New York Times donne des nouvelles de Mojtaba Khamenei, le Guide suprême iranien. Il a été grièvement blessé par une frappe israélienne au début de la guerre qui a tué son père, mais est « vif d’esprit et actif ».

Selon le quotidien, qui cite plusieurs responsables iraniens s’exprimant anonymement, il a, « du moins pour l’instant », délégué le pouvoir décisionnel à des généraux des gardiens de la révolution, l’armée idéologique de la République islamique.

Dans une série de messages, Donald Trump affirme avoir « tout le temps du monde », dénonce les divisions en Iran et dit contrôler le détroit d’Ormuz. Le président américain a aussi ordonné de détruire les bateaux iraniens posant des mines dans le détroit.

Washington renforce sa présence militaire au Moyen-Orient avec l’arrivée d’un troisième porte-avions, l’USS George-H.-W.-Bush.L’armée américaine annonce avoir abordé un pétrolier sanctionné lié à l’Iran dans l’océan Indien. Il s’agit de la deuxième opération de ce type menée dans cette zone cette semaine.

Téhéran dit avoir perçu ses premiers revenus issus des droits de passage dans le détroit d’Ormuz, a déclaré le vice-président du Parlement, Hamidreza Haji Babaei.

Deux navires ont traversé le détroit d’Ormuz, rapporte CNN, selon des données de la société d’analyse maritime Kpler. Paris et Londres ont appelé à un plan militaire conjoint pour sécuriser la navigation dans le détroit d’Ormuz.

Les pays de la région doivent être associés aux négociations sur le Liban, a déclaré Emmanuel Macron au côté de son homologue chypriote, Nikos Christodoulides, avant un sommet européen informel à Nicosie.

https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/23/en-direct-guerre-au-moyen-orient-donald-trump-affirme-controler-le-detroit-d-ormuz-et-ordonne-de-detruire-les-bateaux-iraniens-qui-y-posent-des-mines_6681958_3210.html

Ce que l’on sait de la mort de la journaliste libanaise Amal Khalil

  • Amal Khalil, 42 ans, journaliste du quotidien Al-Akhbar, a été tuée mercredi et sa collègue indépendante Zeinab Faraj blessée dans une frappe aérienne israélienne dans le sud du pays, où les forces israéliennes occupent plusieurs régions.
  • Correspondante dans le sud du Liban pour ce journal proche du Hezbollah, Amal Khalil a couvert les différentes guerres dans cette région. Elle était connue pour son courage et était respectée par ses collègues, rapporte l’Agence France-Presse.
  • « Israël cible délibérément les journalistes dans le but de cacher la vérité sur ses crimes contre le Liban », a dénoncé le président, Joseph Aoun, pointant « des crimes de guerre ». De son côté, le premier ministre libanais, Nawaf Salam, a assuré que son pays poursuivra l’affaire devant les instances internationales.
  • Les deux journalistes s’étaient réfugiées dans une maison du village d’Al-Tiri, après qu’une frappe israélienne a visé une voiture qui les précédait, selon l’Agence nationale d’information (NNA) libanaise. Les deux occupants du véhicule, le maire de la ville voisine de Bint Jbeil, occupée par Israël, et un homme qui l’accompagnait, ont été tués, a précisé la même source.
  • Une frappe israélienne a ensuite visé la maison où s’étaient réfugiées les deux journalistes. Les secours ont évacué dans un premier temps la journaliste blessée, avant que « des tirs israéliens visent l’ambulance », selon le ministère de la santé.
  • Les autorités libanaises ont dû mener des contacts avec les casques bleus déployés dans le sud du Liban et il a fallu plusieurs heures avant que les secouristes puissent à nouveau accéder au secteur pour retirer des décombres le corps de l’autre journaliste.
  • Le ministère de la santé libanais a accusé jeudi Israël d’avoir « entravé les opérations de sauvetage » et « visé une ambulance portant clairement le signe de la Croix-Rouge ».
  • L’armée israélienne a de son côté affirmé avoir frappé dans le secteur d’Al-Tiri deux véhicules à bord desquels se trouvaient des « terroristes », qui avaient « franchi la ligne de défense avancée » de ses troupes dans le sud du Liban. Israël dit avoir tracé une « ligne jaune » ou ligne de défense avancée en profondeur dans le sud du Liban où ses troupes sont entrées, et interdit aux habitants d’y retourner. L’armée israélienne a démenti avoir « empêché les équipes de secours d’accéder à la zone », affirmant que l’incident était « en cours d’examen ».

    AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
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Nuovo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina “Grazie a Usa ed Emirati” Zelensky: “Prestito Ue può portare a negoziati”

24 aprile 2026. Nuovo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina, 193 per parte

Foto di soldati emaciati creano scandalo nell’esercito ucraino, licenziato un alto ufficiale. Zelensky in Arabia Saudita per incontrare bin Salman. Zakharova (Russia): Regno Unito e Francia stanno portando il confronto a livello nucleare

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/zelensky-prestito-ue-puo-spingere-russia-verso-negoziati-1f4f80d0-a4ba-45dc-88fc-9bb0396f33e5.html

24 aprile “I diritti dei migranti vanno garantiti”, la Corte di Giustizia Europea sferza il governo Meloni sui centri in Albania

Meloni canta vittoria per le conclusioni dell’avvocato generale della Cgue, il quale però ha detto che il patto con Tirana è compatibile con le norme Ue solo se i diritti dei migranti sono pienamente tutelati

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontra il Primo Ministro della Repubblica d’Albania Edi Rama a Palazzo Chigi per la firma del protocollo d’intesa sui centri di gestione migranti – LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

Angela Stella – l’Unità

Il Protocollo Italia-Albania è “compatibile con la normativa dell’Ue relativa alle procedure di rimpatrio e di asilo, a condizione che i diritti dei migranti siano pienamente tutelati”: è quanto emerge nel parere dell’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea. Da cosa nasce il tutto? Due migranti che erano stati precedentemente trattenuti in Italia in virtù di ordini di espulsione sono stati trasferiti in un centro in Albania. Mentre si trovavano lì, hanno presentato domanda di protezione internazionale. Nei loro confronti sono stati poi emessi due nuovi decreti di trattenimento, trasmessi alla Corte d’appello di Roma per convalida. I giudici hanno negato la convalida dei decreti, ritenendo che la normativa nazionale fosse incompatibile con il diritto dell’Ue. Hanno quindi proposto ricorso dinanzi alla Cassazione, la quale ha sottoposto alla Corte di giustizia due questioni pregiudiziali.

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https://www.unita.it/2026/04/24/i-diritti-dei-migranti-vanno-garantiti-la-corte-di-giustizia-europea-sferza-il-governo-meloni-sui-centri-in-albania/

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24 aprile 2026. Contro le primarie, perché sono un gioco a perdere per il Campo Largo: ai gazebo guai e dolori

Incompatibile con il principio del governo parlamentare, comprensibile solo entro il dispositivo autocratico vagheggiato da Meloni, l’unzione preventiva dell’aspirante vertice dell’esecutivo è priva di efficacia politica. E alle grandi aspettative salvifiche segue la sete di vendetta coltivata dai seguaci dello sconfitto, che si è accanita contro un’infinità di leader

Michele Prospero – l’Unità

Foto di Cecilia Fabiano/LaPresse

Primarie di coalizione o atto di “generosità”? Ha ragione Travaglio nel rammentare agli smemorati che i gazebo non li ha inventati Conte. Furono una creatura del nascente Pd con l’impronta americana imposta da Veltroni come un irrinunciabile marchio di identità. Con un’ampia partecipazione (anche se i 4,3 milioni di votanti non sono un dato attendibile), nel 2005 consacrarono Prodi. E però, quella fuga verso la terra promessa plebiscitaria fu soprattutto una trovata scenografica buona per la comunicazione. Nessun segno di quella “sfida vera, senza rete” che Travaglio evoca. Ci fu una semplice lotta simulata: il bagno di folla era stato apparecchiato apposta per il Professore, che effettuò un tranquillo passaggio “secondario” per essere acclamato come predestinato. La disputa “primaria” era già stata risolta nelle segrete stanze, poiché una rissa effettiva tra i capi avrebbe avuto letali conseguenze per formazioni che allora erano divise da appena 800 mila voti.

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https://www.unita.it/2026/04/24/contro-le-primarie-perche-sono-un-gioco-a-perdere-per-il-campo-largo-ai-gazebo-guai-e-dolori/


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24 aprile 2026. Centro delle donne di Bologna

Salutiamo commosse Anna Hilbe che ci lascia una grande eredità fatta di passione e di capacità di creare legami forti e profondi.
La Librelulla in strada Maggiore fu la prima libreria delle donne di Bologna, un luogo fervido di incontro e dibattiti, attraversato da tante di noi.
La libreria Libri liberi, sua ultima creatura, rovesciava tutti gli schemi, sottraendo totalmente i libri a una dimensione commerciale per portarli in quella della relazione tra persone attraverso lo scambio. È stata quindi una grande amica della Biblioteca italiana delle Donne e di Orlando.
“Per noi la lotta femminista non è stata per l’emancipazione ma per la liberazione”, aveva detto a proposito del suo femminismo.

Ciao Anna, donna libera.

Anna, intervistata da Gianni Saporetti per Una Città, racconta Libri Liberi

Una libreria dove i libri non si vendono e non si comprano e tuttavia, per un curioso senso di equità, chi porta via un libro si sente in dovere di portarne un altro; l’esperienza pioniera di Baltimora, che oggi conta oltre 150.000 volumi, e quella di Madrid; un successo inatteso.

Anna Hilbe vive a Bologna, dove gestisce la libreria “Libri liberi”.

Da qualche mese hai aperto una libreria “non commerciale”. Puoi raccontare?

Tutto è nato leggendo un articolo che parlava di due librerie, una a Baltimora e una a Madrid, in cui appunto i libri non si comprano e non si vendono. Mi è sembrata un’ottima idea. The Book Thing di Baltimora è stata aperta una decina di anni fa, quella di Madrid qualche mese fa per iniziativa di un collettivo che, se ho capito bene, fa varie iniziative di invito alla lettura, alfabetizzazione, eccetera.
A Baltimora, il librario aveva cominciato a vendere i libri a 25 cents e poi aveva deciso di passare allo scambio, vedendosi costretto ad affittare un posto più grande… oggi contiene centocinquantamila volumi. Entrambe funzionano come quella che adesso ho aperto io: le persone che hanno dei libri che non usano più li portano; le persone che desiderano prendere e leggere dei libri, li prendono. Lo scambio non è obbligatorio, nel senso che uno può solo prendere o solo portare o quello che crede.
Qualche giorno dopo aver visto questo articolo -in realtà non avevo pensato a niente, se non che mi sembrava un’esperienza interessante- sono passata davanti a questa piccola bottega che stavano mettendo a posto e ho chiesto quanto fosse l’affitto, scoprendo che era modesto, una somma che potevo permettermi e così ho cominciato.

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https://unacitta.it/it/intervista/2293-libri-liberi

RAI Tg3 Regione

Addio Anna Hilbe, anima di una libreria a Bologna dove la cultura non si paga

Aveva 81 anni. Impegnata nel movimento femminista, docente universitaria. La sua ultima creatura, lo spazio culturale “Libri Liberi”

Francesco Rossi

“Ilibri non si vendono né si comprano, passano dalle mani di chi li ha letti a quelle di chi desidera leggerli”. Questa la filosofia di “Libri liberi”, spazio culturale creato alcuni anni fa da Anna Hilbe, scomparsa a Bologna all’età di 81 anni. 
La libreria è chiusa per lutto, la serranda è abbassata: sopra rose e biglietti.
Docente universitaria, negli anni Settanta impegnata nel movimento femminista, Anna Hilbe fondò la prima libreria delle donne. In tempi più recenti, ispirandosi a un’esperienza simile negli Stati Uniti, “Libri liberi”. 
Tra i tanti messaggi social, quello del centro delle donne di Bologna. “Libri Liberi – vi si legge – rovesciava tutti gli schemi, sottraendo totalmente i libri a una dimensione commerciale per portarli in quella della relazione tra persone attraverso lo scambio. Ciao Anna, donna libera”.

Il servizio di Francesco Rossi (montaggio di Andrea Neri)
https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/video/2026/04/addio-anna-hilbe-anima-a-bologna-di-una-libreria-dove-la-cultura-non-si-paga-41d03c88-b9a0-47cf-894c-ca5e36f57163.html



25 aprile con sole e caldo nel weekend, poi torna la pioggia

Clima quasi estivo su gran parte d’Italia con massime fino a 27°C

Il weekend del 25 aprile è dominato da una “bolla anticiclonica”, che garantirà condizioni di tempo stabile e soleggiato su gran parte del Paese. Le temperature sono in aumento, con valori massimi che potranno raggiungere i 26-27°C.
Non mancheranno tuttavia lievi disturbi a livello locale: già da oggi sono attese nubi basse sulla Liguria, in particolare tra Genova e Savona, mentre nel pomeriggio si formeranno alcuni cumuli lungo l’Appennino meridionale e sull’arco alpino occidentale.
Anche domenica sarà all’insegna della stabilità, con l’anticiclone ancora protagonista. Qualche velatura potrà transitare al Nord e sulla Toscana, mentre nel pomeriggio si ripresenteranno annuvolamenti sui rilievi del Sud e sulle Alpi occidentali. In Liguria persisteranno addensamenti bassi lungo la costa. Le temperature toccheranno punte fino a 26-27°C, soprattutto in pianura Padana e nelle aree interne della Sardegna.
Questa fase di bel tempo, però, potrebbe avere una durata limitata: nel corso della prossima settimana è previsto un peggioramento, con il ritorno di piogge e, localmente, anche temporali intensi.
https://www.rainews.it/articoli/2026/04/25-aprile-con-sole-e-caldo-nel-weekend-poi-torna-la-pioggia-70eb2cef-27e8-4619-b624-f37af83947e2.html


Il declino del calcio tra sesso e scommesse

Daniele Poto – volerelaluna.it

Lo scandalo calcio-sessuale d’attualità non è che l’ultima manifestazione del mondo profondamente degradato che ruota attorno allo sport più popolare d’Italia. Badate bene: il più popolare ma non il migliore visto che nel ranking internazionale, alla voce “nazionale”, pallavolo, rugby, pallanuoto e persino basket hanno abbondantemente staccato in graduatoria il gioco che per la terza volta consecutiva è stato escluso dai mondiali dopo averne vinto quattro edizioni.

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https://volerelaluna.it/bar-sport/2026/04/24/il-declino-del-calcio-tra-sesso-e-scommesse/

24 aprile 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

24 aprile 2026 – Licenziamenti nella grande distribuzione: pagano sempre lavoratori over 50

La cassiera di cui vi parliamo ha 55 anni, da 25 lavora alla Coop di Finale Emilia. O meglio lavorava, perché è appena stata licenziata in tronco per una distrazione. Il 7 marzo aveva acquistato quattro barrette energetiche, due per volta, pagandole regolarmente. Le aveva appoggiate accanto allo scanner della cassa e lì le aveva dimenticate. I prodotti sono accidentalmente finiti sul conto di due clienti che controllando lo scontrino, sono tornati indietro per chiedere spiegazioni. Solo che a quella dicitura “bar” la cassiera non ha collegato le sue barrette. Lo scontrino era chiuso, non poteva far altro che indirizzare i clienti in ufficio per il rimborso, seguendo la prassi. “I colleghi sono venuti da me a chiedere altre spiegazioni e io, continuando a non capire il problema, ho tentennato un momento”, ha spiegato la donna al Corriere di Bologna. “Tra l’altro ero in cassa, circondata da gente, mi sono trovata in difficoltà e ho esitato. Sulla lettera di licenziamento, però, c’è scritto che mi sono rifiutata di rispondere e che ho trattato male i clienti. Non è assolutamente vero”. È vero che ha mangiato durante l’orario di lavoro: ho sbagliato, dice, e me ne sono scusata. Morale, la donna è stata licenziata in tronco. Naturalmente non l’ha presa bene, ha avuto due attacchi di panico e al Corriere ha spiegato: “Ho 55 anni e mi mancheranno 6 o 7 anni alla pensione. Alla mia età, dove posso andare a lavorare adesso? Cosa posso fare? Sono domande a cui non so dare risposta”. Secondo la Cgil di Modena, solo nell’ultimo mese, nei punti vendita Coop Alleanza 3.0 della zona, “sono state almeno tre le lavoratrici licenziate, tutte donne, over 50 e con lunga anzianità di servizio”.

Ma mica è solo la Coop. Un mese fa il Tribunale di Rimini ha ordinato il reintegro di una cassiera di un piccolo supermercato, condannando l’azienda a un risarcimento di 60mila euro, anche a causa di un clima lavorativo definito dai giudici “vessatorio e degradante”: “Non vali niente, non capisci nulla, non ti vergogni di essere un’incapace totale?”. In autunno avevamo raccontato qui la storia di Fabio Giomi, 62 anni – cassiere al punto vendita Pam Panorama di Porta Siena, due figli, assunto nel 2012 (quindi con contratto pre Jobs Ac), iscritto alla Cgil da sempre – licenziato in tronco con il test del finto cliente. E dire che era stato premiato 7 volte come miglior cassiere a livello nazionale. Infatti il primo test del finto cliente – un ispettore che nasconde prodotti nel carrello per vedere se il cassiere se ne accorge – l’aveva superato. Poi gliel’hanno rifatto, a lui e solo a lui, ma quella volta le matite per occhi nascoste nella cassa di birra gli erano sfuggite. Giomi ha fatto ricorso contro il licenziamento e ha vinto: il 29 dicembre il Tribunale del lavoro di Siena ha stabilito il reintegro. Il suo avvocato ha dichiarato che, dalla lettura del dispositivo, il giudice ha considerato il licenziamento discriminatorio per motivi di età, riabilitando “un lavoratore scartato a fine carriera”. Nell’età dell’efficienza, in un sistema che vede il lavoro come merce – altro che fondamento della Repubblica – queste storie (che si rincorrono in serie e sono una la fotocopia dell’altra) trovano, e non sempre, un solo argine: la magistratura. Per ribaltare il paradigma bisogna che il lavoro torni al centro dell’agenda politica dei partiti di sinistra, anche perché l’intelligenza artificiale ci sta già ponendo di fronte a una rivoluzione che sarà forse ancora più violenta rispetto a quella industriale. Servirebbe un cambio di marcia e prospettiva. Invece siamo qui, da settimane, a parlare di nomi, primarie e leadership, più o meno immaginarie. Minuetti e manovrine che non parlano ai lavoratori di cui abbiamo raccontato le storie e a molti altri: i 12 milioni di elettori che a giugno scorso hanno votato sì all’abrogazione del Jobs Act e agli altri quesiti sul lavoro aspettano risposte (e non riguardano il costo delle scarpe della sindaca di Genova).

Da Il Fatto Quotidiano – gio 23 aprile 2026 – di Silvia Truzzi – pag.11. Segnalato su Facebook

23 aprile 2026


https://www.rainews.it/video/2026/04/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-b8668f8e-e964-4932-9dc2-6d8921da397b.html

La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Giovedì 23 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-23042026-0d23d701-5e74-47fd-8756-a786fb8c7230.html

Ultimi spiccioli Eurostat affossa le speranze del governo. Per pochi punti percentuali nel rapporto tra deficit e Pil l’Italia resta sotto osservazione Ue. L’austerità che la pemier ha accettato la condanna a un mesto finale di legislatura. In arrivo altri tagli 
Roberto Ciccarelli
https://ilmanifesto.it/il-fallimento-dei-conti-di-meloni-certificato-da-eurostat
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-23-04-2026

23 aprile 2026. Attenti: la destra vuole la “sua” Costituzione e con la legge elettorale farà di tutto per riuscirci

Carlo Di Marco – strisciarossa.it

La rigidità della Costituzione e il bilanciamento fra i poteri dello Stato così ben studiati dai costituenti rappresentano i veri ostacoli al riaffermarsi dell’autoritarismo. Non è casuale, quindi, che il principale obiettivo della destra al potere sia quello di arrivare a una Costituzione “di destra”. Che assomigli alle costituzioni flessibili di due secoli fa modificabili con leggi ordinarie. Con le leggi fasciste del 1925-1926, infatti, si accentrò il potere nel Capo del Governo (come vorrebbe fare la Meloni), eliminò le libertà democratiche (come si vorrebbe fare oggi con la pletora dei decreti sicurezza). Ma la premier non potrebbe abolire i partiti e imporre lo strapotere della fiamma tricolore in analogia agli eventi della “nazione” fascista perché per fare questo bisognerebbe prima stravolgere la Costituzione antifascista nata dalla Resistenza partigiana: c’è il “piccolo” particolare della rigidità.
La Meloni può continuare a definire “nazione” la nostra Repubblica antifascista; può provare a limitare le libertà e i diritti con i decreti sicurezza; può sperare di raggiungere il suo potere personale passando per una reinvenzione della legge elettorale con perversi meccanismi di calcolo e abnormi premi di maggioranza, ma a costituzione invariata. Questo perché negli ultimi vent’anni si è ormai dimostrato per tre volte, a cadenze regolari, che il popolo italiano non consente lo stravolgimento della Costituzione da parte di nessuno, né da destra né da sinistra (o così detta).

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https://www.strisciarossa.it/attenti-la-destra-vuole-la-sua-costituzione-e-con-la-legge-elettorale-fara-di-tutto-per-riuscirci/


Trump to greet Lebanon and Israel negotiators at White House for peace talks

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AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.bbc.com/news/live/c0mjev4kn9jt
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23 aprile 2026. Iran war live: Air defences engaged over Tehran, reason unclear

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23 aprile 2026. EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient 
guerre au Moyen-Orient : « intense activité » de la défense antiaérienne de l’Iran, selon les médias d’Etat ; Israël affirme ne pas être en train d’attaquer

Des images diffusées par l’agence de presse Mehr montrent ce qui est présenté comme « une intense activité de la défense antiaérienne dans l’ouest de Téhéran, tandis que des habitants scandent “Allah akbar” lors de rassemblements nocturnes » de soutien au régime. Le ministre de la défense israélien avait déclaré, en fin d’après-midi, qu’Israël « attend[ait] l’accord » de Trump pour « ramener l’Iran à l’“âge de pierre” ».

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
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Des véhicules du contingent français, déployés au sein de la Force intérimaire des Nations unies au Liban (Finul), dans le sud du Liban, le 19 avril 2026. MAHMOUD ZAYYAT/AFP

Israël « attend l’accord» de Trump pour « ramener l’Iran à l’“âge de pierre” » et « achever l’élimination de la dynastie de Khamenei », déclare le ministre de la défense israélien.

Les systèmes de défenses antiaériennes de Téhéran sont entrés en action, selon les médias iraniens. « Israël n’attaque pas actuellement l’Iran », a fait savoir une source sécuritaire israélienne.

Le New York Times donne des nouvelles de Mojtaba Khamenei, le Guide suprême iranien. Il a été grièvement blessé par une frappe israélienne au début de la guerre qui a tué son père, mais est « vif d’esprit et actif ».

Selon le quotidien, qui cite plusieurs responsables iraniens s’exprimant anonymement, il a, « du moins pour l’instant », délégué le pouvoir décisionnel à des généraux des gardiens de la révolution, l’armée idéologique de la République islamique.

Dans une série de messages, Donald Trump affirme avoir « tout le temps du monde », dénonce les divisions en Iran et dit contrôler le détroit d’Ormuz. Le président américain a aussi ordonné de détruire les bateaux iraniens posant des mines dans le détroit.

Washington renforce sa présence militaire au Moyen-Orient avec l’arrivée d’un troisième porte-avions, l’USS George-H.-W.-Bush.L’armée américaine annonce avoir abordé un pétrolier sanctionné lié à l’Iran dans l’océan Indien. Il s’agit de la deuxième opération de ce type menée dans cette zone cette semaine.

Téhéran dit avoir perçu ses premiers revenus issus des droits de passage dans le détroit d’Ormuz, a déclaré le vice-président du Parlement, Hamidreza Haji Babaei.

Deux navires ont traversé le détroit d’Ormuz, rapporte CNN, selon des données de la société d’analyse maritime Kpler. Paris et Londres ont appelé à un plan militaire conjoint pour sécuriser la navigation dans le détroit d’Ormuz.

Les pays de la région doivent être associés aux négociations sur le Liban, a déclaré Emmanuel Macron au côté de son homologue chypriote, Nikos Christodoulides, avant un sommet européen informel à Nicosie.

https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/23/en-direct-guerre-au-moyen-orient-donald-trump-affirme-controler-le-detroit-d-ormuz-et-ordonne-de-detruire-les-bateaux-iraniens-qui-y-posent-des-mines_6681958_3210.html

Ce que l’on sait de la mort de la journaliste libanaise Amal Khalil

La journaliste libanaise Amal Khalil, lors d’un reportage près du pont de Qasmiyeh, au Liban, le 22 mars 2026. MOHAMMED ZAATARI/AP

  • Amal Khalil, 42 ans, journaliste du quotidien Al-Akhbar, a été tuée mercredi et sa collègue indépendante Zeinab Faraj blessée dans une frappe aérienne israélienne dans le sud du pays, où les forces israéliennes occupent plusieurs régions.
  • Correspondante dans le sud du Liban pour ce journal proche du Hezbollah, Amal Khalil a couvert les différentes guerres dans cette région. Elle était connue pour son courage et était respectée par ses collègues, rapporte l’Agence France-Presse.
  • « Israël cible délibérément les journalistes dans le but de cacher la vérité sur ses crimes contre le Liban », a dénoncé le président, Joseph Aoun, pointant « des crimes de guerre ». De son côté, le premier ministre libanais, Nawaf Salam, a assuré que son pays poursuivra l’affaire devant les instances internationales.
  • Les deux journalistes s’étaient réfugiées dans une maison du village d’Al-Tiri, après qu’une frappe israélienne a visé une voiture qui les précédait, selon l’Agence nationale d’information (NNA) libanaise. Les deux occupants du véhicule, le maire de la ville voisine de Bint Jbeil, occupée par Israël, et un homme qui l’accompagnait, ont été tués, a précisé la même source.
  • Une frappe israélienne a ensuite visé la maison où s’étaient réfugiées les deux journalistes. Les secours ont évacué dans un premier temps la journaliste blessée, avant que « des tirs israéliens visent l’ambulance », selon le ministère de la santé.
  • Les autorités libanaises ont dû mener des contacts avec les casques bleus déployés dans le sud du Liban et il a fallu plusieurs heures avant que les secouristes puissent à nouveau accéder au secteur pour retirer des décombres le corps de l’autre journaliste.
  • Le ministère de la santé libanais a accusé jeudi Israël d’avoir « entravé les opérations de sauvetage » et « visé une ambulance portant clairement le signe de la Croix-Rouge ».
  • L’armée israélienne a de son côté affirmé avoir frappé dans le secteur d’Al-Tiri deux véhicules à bord desquels se trouvaient des « terroristes », qui avaient « franchi la ligne de défense avancée » de ses troupes dans le sud du Liban. Israël dit avoir tracé une « ligne jaune » ou ligne de défense avancée en profondeur dans le sud du Liban où ses troupes sont entrées, et interdit aux habitants d’y retourner. L’armée israélienne a démenti avoir « empêché les équipes de secours d’accéder à la zone », affirmant que l’incident était « en cours d’examen ».

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Il 25 aprile si svolgeranno in tutta Italia centinaia di iniziative. Pagliarulo: “La Russa offende la memoria di chi è caduto per la Liberazione dell’Italia contraddicendo il suo ruolo di Presidente del Senato della Repubblica nata dalla Resistenza”

Il 25 aprile si svolgeranno in tutta Italia centinaia di iniziative promosse dall’ANPI in collaborazione con Associazioni, organizzazioni sindacali e Comuni. Sono attese decine e decine di migliaia di persone. A Milano avrà luogo la manifestazione nazionale che vedrà come oratori: Primo Minelli, Presidente del Comitato antifascista milanese e a seguire Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Milena Bracesco, Vice Presidente ANED Sesto San Giovanni, Marina Brambilla, Rettrice dell’Università Statale di Milano, Daniela Fumarola, Segretaria generale CISL, Roberto Tagliani, Presidente nazionale FIVL, Gianfranco Pagliarulo, Presidente Nazionale ANPI.

Dichiara Gianfranco Pagliarulo: “È il nostro 25 Aprile 2026, quando, accanto alla Liberazione, celebriamo l’80° della vittoria della Repubblica, della conquista del voto alle donne, della elezione dell’Assemblea Costituente. Si avviava la ricostruzione di un Paese diverso da quello fascista, ma anche da quello prefascista, si ponevano le basi della Costituzione fondata sul lavoro e sul ripudio della guerra. Oggi tutto questo viene rimesso in discussione. Tantissime donne e tantissimi uomini scenderanno in piazza per contrastare questa deriva, spinti da un bisogno di unità e di lotta per i principi e dei valori della Liberazione: pace, democrazia, libertà, solidarietà, giustizia sociale, lavoro. Stupisce che Ignazio La Russa continui ancora a parlare di pacificazione con i fascisti, offendendo la memoria di chi è caduto per la Liberazione dell’Italia e contraddicendo il suo stesso ruolo che è quello di Presidente del Senato della Repubblica democratica nata dalla Resistenza“.

L’elenco, in continuo aggiornamento, delle iniziative è disponibile su   https://www.anpi.it/eventi


23 aprile 2026. Messina: «Quando arrivai a Basket City Bologna mi sembrava New York»

Il dirigente dell’Olimpia Milano, ex Virtus («era gestita come un college»), racconta la sua carriera dagli esordi e fa il punto su Nba Europe

Federico Mosca – cantierebologna.com

«Quando arriva a Basket City Bologna mi sembrava New York. Alla Virtus ho pensato: “È l’unica squadra d’Italia ad avere una palestra propria, è organizzata meglio di un college americano”». Ettore Messina, oggi dirigente dell’Olimpia Milano, icona della pallacanestro non solo italiana e storico capo allenatore delle Vu Nere, che ha portato al primo successo internazionale della sua storia, è stato ospite della redazione di InCronaca per un’intervista esclusiva in cui ha ripercorso le tappe più significative della sua carriera, tra formazione, successi e protagonisti che lo hanno segnato, con un occhio anche sul tema Nba Europe.

continua in
https://cantierebologna.com/2026/04/23/intervista-ettore-messina/

22 aprile 2026


https://www.rainews.it/video/2026/04/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-152ef52a-df72-4bda-a0c2-7f6aed4f121b.html

La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Mercoledì 22 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-22042026-1c40aae1-f16f-443e-9459-64a30857ee9e.html

Macchia di colonia Uccisi con due colpi alla testa: i coloni assaltano il villaggio palestinese di Al Mughayyir e ammazzano un bambino e un giovane uomo. Poche ore prima avevano investito un 16enne. Israele non li ferma: le aggressioni in Cisgiordania servono alla pulizia etnica
Michele Giorgio
https://ilmanifesto.it/coloni-senza-freni-uccisi-due-palestinesi-ad-al-mughayyir
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-22-04-2026


Trump says he will extend Iran ceasefire until negotiations conclude

Summary

  • Donald Trump says he will extend the ceasefire with Iran until talks between the two countries have progressed
  • The US president says the blockade of Iranian ports will also continue until Tehran presents a “unified proposal”
  • The status of the US-Iran talks had been unclear with the current ceasefire previously due to expire this week
  • Vice President JD Vance did not depart for Islamabad as expected on Tuesday, remaining in Washington, the White House has since told reporters he will now not be going
  • Iran too had not decided whether to send a delegation to Pakistan for talks with the US, a foreign ministry spokesperson told the BBC
  • With this ceasefire extension, Trump has bought himself more time and indicates he is increasingly interested in ending this conflict, our Washington correspondent writes

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.bbc.com/news/live/cx297218m9vt
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22 aprile 2026. Iran war live: IRGC captures 2 vessels in Strait of Hormuz amid US blockade

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22 aprile 2026. EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient 
un deuxième soldat français blessé au Liban samedi est mort, annonce Emmanuel Macron

Le caporal-chef Anicet Girardin a succombé à ses blessures mercredi, au lendemain de son rapatriement du Liban, où il avait été gravement blessé dans une attaque contre des soldats de la Finul.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
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Des véhicules du contingent français, déployés au sein de la Force intérimaire des Nations unies au Liban (Finul), dans le sud du Liban, le 19 avril 2026. MAHMOUD ZAYYAT/AFP

Etats-Unis/Iran – la fin de la trêve irano-américaine se rapproche, et l’incertitude quant à la tenue de pourparlers au Pakistan perdure :

  • Le vice-président américain, J. D. Vance, se trouvait toujours à Washington à la mi-journée mardi, pour participer à des « réunions supplémentaires », selon un haut responsable de la Maison Blanche.
  • L’Iran n’avait pas encore décidé de manière définitive de sa participation aux négociations à Islamabad, selon son porte-parole du ministère des affaires étrangères iranien, Esmaeil Baghaei. L’Iran ne participera à des négociations que lorsque les Etats-Unis « accepteront ses conditions », a déclaré Abdullah Haji Sadeghi, représentant du Guide suprême au sein des gardiens de la révolution.
  • La fin du cessez-le-feu a été annoncée par l’Iran à minuit, heure de Greenwich (2 heures du matin, mercredi, à Paris), alors que Donald Trump avait soutenu, lundi, que la trêve prenait fin mercredi soir, heure de Washington.

Israël/Liban – des frappes continuent entre Israël et le Hezbollah dans le sud du Liban, des négociations avec l’Etat libanais sont attendues jeudi :

Au Liban, la guerre entre Israël et le Hezbollah a fait 2 454 morts, selon un nouveau bilan officiel

Israël a annoncé, mardi, avoir frappé une position du Hezbollah dans le Liban sud,en riposte à des tirs de roquettes vers ses soldats déployés dans cette région.

« Israël est plus fort que jamais », a estimé Benyamin Nétanyahou, mardi, dans un discours dans lequel il a notamment jugé avoir « frappé durement » l’Iran et le Hezbollah au Liban dans une « guerre contre les forces du mal dans le monde ».

Israël doit « renoncer à ses visées territoriales » au Liban et le Hezbollah doit être désarmé « par les Libanais », a estimé Emmanuel Macron, mardi, après une rencontre avec le premier ministre libanais.

Les pays de l’UE ne sont pas parvenus, mardi, à prendre de nouvelles sanctions contre Israël, en dépit des appels lancés en ce sens par plusieurs d’entre eux, dont l’Espagne, a reconnu Kaja Kallas, haute représentante de l’UE.

https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/21/en-direct-guerre-au-moyen-orient-j-d-vance-se-trouve-a-washington-pour-participer-a-des-reunions-supplementaires-retardant-son-depart-pour-le-pakistan-justifie-la-maison-blanche_6681958_3210.html

  • Le premier ministre pakistanais, Shehbaz Sharif, dont le pays joue un rôle de médiateur dans le conflit opposant les Etats-Unis à l’Iran, a salué l’extension du cessez-le-feu annoncée par Donald Trump, lundi. Le président américain a déclaré prolonger la trêve jusqu’à ce que « l’Iran présente une proposition et que les discussions soient conclues, d’une manière ou d’une autre ».
  • Le vice-président américain, J. D. Vance, n’est pas parti mardi pour le Pakistan, où des négociations avec l’Iran étaient prévues, a annoncé la Maison Blanche. Téhéran avait fait connaître son intention de ne pas faire le déplacement.
  • Donald Trump a assuré, mardi soir, que le pouvoir iranien, poussé par des raisons économiques, voulait une réouverture du détroit d’Ormuz, alors même que Téhéran et Washington disent bloquer tous deux le bras de mer. « Ils cherchent simplement à “sauver la face” », a ajouté le président américain.
  • Le ministre des finances américain, Scott Bessent, a affirmé que les Etats-Unis ciblent les sources de revenus de Téhéran en imposant un blocus naval des ports iraniens. « D’ici quelques jours les sites de stockage sur l’île de Kharg [point névralgique de l’industrie pétrole iranienne] seront saturés et les fragiles puits de pétrole iraniens seront fermés », a-t-il déclaré.
  • Le Royaume-Uni a annoncé accueillir mercredi et jeudi des militaires d’une trentaine de pays pour discuter de la formation d’une mission dirigée par Londres et Paris afin de protéger la navigation dans le détroit d’Ormuz. Cette force sera exclusivement défensive et ne sera déployée qu’une fois la paix durable dans la région instaurée, insistent les deux capitales.

    AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/22/en-direct-guerre-au-moyen-orient-l-iran-se-dit-pret-a-negocier-si-les-etats-unis-levent-au-prealable-le-blocus-maritime-dans-le-detroit-d-ormuz_6681958_3210.html

22 aprile 2026. Avvocati al servizio del governo contro i migranti, così si calpesta la Costituzione

L’emendamento della destra è un colpo all’autonomia degli avvocati e al diritto di difesa. È l’esercizio corretto della professione forense che permette l’attuazione dell’art.24 della Carta: “tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi”

Prende un altro granchio il governo Meloni, scivola ancora l’esecutivo di centrodestra in un momento nerissimo tra la vittoria del NO al referendum, la rottura con il Presidente USA Trump e l’emendamento sulla remigrazione. Colpita in petto la propaganda del governo Meloni che attorno al fantomatico “Piano Mattei” aveva improntato il suo piano strategico di partenariato con i Paesi africani: ma gli eredi del fondatore e dirigente ENI hanno diffidato il governo dall’utilizzo del nome: hanno definito l’operato di Meloni “in totale antitesi” con le politiche di Mattei e l’uso del suo nome “finalizzato a scopi di propaganda”. Per esempio: “Basta vedere come tratta i migranti”.

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https://www.unita.it/2026/04/22/avvocati-al-servizio-del-governo-contro-i-migranti-cosi-si-calpesta-la-costituzione/

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22 aprile 2026. Intervista a Luigi Manconi: “Il garantismo alla rovescia del fronte del Sì…”

«Si trasforma l’avvocato in un cacciatore di taglie, eppure nessuno di quanti erano per la separazione delle carriere, a parte i penalisti, fa un fiato. Il loro non è mai stato garantismo, ma tutela dei privilegi di una parte»

Angela Stella – l’Unità

Luigi Manconi, già docente di Sociologia dei fenomeni politici e già presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, è editorialista di Repubblica e presidente di A Buon Diritto. Il suo ultimo libro è La scomparsa dei colori, dove racconta la sua esperienza di perdita della vista.
Siamo al quarto decreto sicurezza di questo governo. Siamo un Paese così insicuro?
Nel 2025 gli omicidi volontari in Italia sono scesi sotto il numero di 300, il più basso in Europa. Erano 1476 nel 1992. Parallelamente sono diminuite tutte le fattispecie penali, tranne alcune che hanno registrato un modesto incremento negli ultimi tre anni. L’Italia è dunque un Paese che non attraversa alcuna particolare emergenza criminale. Quindi possiamo dire che non c’è alcun collegamento tra politiche penali allarmistiche e dati di realtà.

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https://www.unita.it/2026/04/22/intervista-a-luigi-manconi-il-garantismo-alla-rovescia-del-fronte-del-si/


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22 aprile 2026. Piano Mattei, altra sberla al governo Meloni dagli eredi del fondatore ENI: “Non usi il cognome, è una scatola vuota”

Altro colpo alla propaganda del governo. “Inaccettabili le politiche del governo. Sull’immigrazione, sui costi dell’energia, sui rapporti con gli Stati Uniti. Mattei aveva sfidato gli USA, non era il loro servo”

Nella Foto LaPresse Giorgia Meloni ed Enrico Mattei

Prende un altro granchio il governo Meloni, scivola ancora l’esecutivo di centrodestra in un momento nerissimo tra la vittoria del NO al referendum, la rottura con il Presidente USA Trump e l’emendamento sulla remigrazione. Colpita in petto la propaganda del governo Meloni che attorno al fantomatico “Piano Mattei” aveva improntato il suo piano strategico di partenariato con i Paesi africani: ma gli eredi del fondatore e dirigente ENI hanno diffidato il governo dall’utilizzo del nome: hanno definito l’operato di Meloni “in totale antitesi” con le politiche di Mattei e l’uso del suo nome “finalizzato a scopi di propaganda”. Per esempio: “Basta vedere come tratta i migranti”.

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Papa Francesco è ancora vivo, ecco perché non è morto

Un anno fa pensare di averlo perduto è stato un trauma per il mondo intero. Ma a essere stato un trauma è stato il suo Pontificato: per i falsi credenti, per chi si riempie la bocca di Vangelo, per chi rinnega ogni giorno Gesù Cristo lasciandolo annegare in mare

Luca Casarini – l’Unità

Photo credits: Stefano Carofei/Imagoeconomica

È passato un anno dal giorno in cui papa Francesco ha lasciato questo mondo. Già questa è una espressione che rivela tutta la sua inadeguatezza di fronte a Francesco, a quello che è stato e che è. Infatti come si fa a dire che ci ha lasciato? La sua presenza è talmente concreta che ogni giorno, in ogni angolo del mondo, qualcuno si riferisce a lui: “che cosa avrebbe detto, su questo, Francesco?”. E ancora: “ascolta papa Leone, sta parlando come Francesco”. Padre Antonio Spadaro, uno di quelli che davvero gli è stato molto vicino, definisce il passaggio terreno di questo papa “che venne dalla fine del mondo”, come un “trauma”. È la definizione che più si avvicina al senso di una perdita che rimane. Un trauma, quando accade, esplode in tutta la sua dirompente, irriducibile, natura. Nessuno può sapere come, nessuno può alla fine spiegare del tutto il perché. Ma di certo, un trauma, non chiede il permesso per manifestarsi. Lo fa e basta. Nel greco antico, il significato originario di “trauma” non indica solo la lesione in sé, la “ferita”, ma “l’evento impetuoso che la produce”.

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22 aprile 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

22 aprile 2026. A tredici anni dal Rana Plaza, la sicurezza nelle fabbriche resta un’emergenza e la crisi climatica la aggrava

Agenzia PRESSENZA – Venerdì 24 aprile 2026 ricorre il tredicesimo anniversario del crollo del Rana Plaza in Bangladesh. Il peggior incidente mai verificatosi nell’industria della moda è costato la vita ad almeno 1.138 persone, per la grande maggioranza lavoratrici e lavoratori delle cinque fabbriche di abbigliamento che ospitava. Un disastro completamente evitabile, come rischiano di essere quelli che verranno, se le condizioni strutturali che lo hanno reso possibile non cambiano radicalmente. Oggi la rete globale della Clean Clothes Campaign (CCC) ribadisce la propria solidarietà a tutte le persone colpite da questa tragedia ed esorta le grandi aziende del settore a trarre le dovute lezioni da quanto accaduto, garantendo sicurezza e dignità a chi lavora nelle proprie filiere.

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https://www.pressenza.com/it/2026/04/a-tredici-anni-dal-rana-plaza-la-sicurezza-nelle-fabbriche-resta-unemergenza-e-la-crisi-climatica-la-aggrava/

22 aprile 2026. Pensioni, importo medio di 1.285 euro: per le donne assegni inferiori del 30,9% rispetto agli uomini

Juan Luis Seco per Pexels – Archivio LaPresse

I dati del primo trimestre 2026 secondo l’osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento dell’Inps

Le pensioni con decorrenza nel primo trimestre 2026 sono state 211.524, per un importo medio di 1.285 euro1.534 euro per gli uomini e 1.060 euro per le donne. Quest’ultime dunque incassano un assegno inferiore del 30,9% rispetto a quello degli uomini. A rilevarlo è l’osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento dell’Inps.

https://www.lapresse.it/economia/2026/04/22/pensioni-importo-medio-di-1-285-euro-per-le-donne-assegni-inferiori-del-309-rispetto-agli-uomini/

21 aprile 2026


21 APRILE 1945. BOLOGNA E’ LIBERA. Ricordo di Gioti, ovvero il controllo partigiano del territorio.

Ho conosciuto “Gioti” dopo averlo visto in azione. Ero al bar Centrale di Corticella (Bo), in fondo a via delle Fonti dov’era il capolinea dell’autobus 22, che collegava Bologna a Corticella. Erano i primi anni 70. Ero un ragazzino e stazionavo nel bar, come si faceva allora. Attorno a me giocavano a carte, a biliardo, a flipper … Entra un adulto (allora per noi era già anziano), con aria sicura e va da W. Gli si para davanti, deciso ma bonario, un sorriso lieve gli pacifica il volto. Stanno un po’ così, di fronte. W.M. è un ragazzone, più grande di noi e grosso, prepotente e antipatico con i più deboli, oggi lo si definirebbe un “bullo”… Poi Gioti parla: “Sai … quelle due reti di letto … alla Fornace Gallotti, bisogna che le togli!” W. è sorpreso, poi si arrabbia e si erge contro Gioti : “Ma chi cazzo sei, che cazzo vuoi?” W. è ora molto più grosso di Gioti e anche visibilmente molto arrabbiato … E’ un attimo: improvvisamente la Beretta appare in mano a Gioti e ora si trova esattamente sotto il mento di W… Gioti sussurra: “ Allora non hai capito… Quelle reti… le devi togliere!” W. è sbiancato e riesce solo ad annuire, si capisce che desidera solo che tutto finisca e quel metallo freddo in mano a Gioti si allontani dal suo volto e scompaia di nuovo. Lentamente Gioti si stacca da W. e prende la porta. Era successo che W. aveva deciso di guadagnare dalla sua prepotenza e aveva costretto due ragazzine a prostituirsi alla Fornace Gallotti, un rudere inutilizzato. Purtroppo per lui, la mamma di una delle due ragazze conosceva Gioti, il partigiano. E la carriera del magnaccia era subito finita e io, ragazzino, avevo visto un eroe in azione.

Ruvinetti Gino, detto “Gioti”, nato nel 1925, manovale di muratore, combattente della 7a Gap “Gianni”, vicecomandante della compagnia operativa nella zona di Corticella-Casa Buia, partecipa a tutte le azioni della sua compagnia. Durante la ritirata dell’aprile ’45, attacca continuamente le truppe tedesche costringendone alla resa un numero elevato, nonostante l’ordine di Hitler di arrendersi solo agli Alleati. Congedato con il grado di Tenente.

Stefano Mariotti, Storie di lotte e di viaggi
https://kamo1957.wixsite.com/website/post/gioti

(nella foto: murales nella zona universitaria)



https://www.rainews.it/video/2026/04/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-4b34c726-79e3-4054-ade3-80140afdc4c5.html

La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Martedì 21 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-21042026-ba4f0269-9ee0-48f8-ab4c-2c58685cb0cc.html

Pasticciaccio brutto Il governo si è sabotato da solo, il decreto sicurezza è una Caporetto. La norma sugli avvocati pagati per favorire i rimpatri dei migranti respinta dal Quirinale. Alta tensione a palazzo Chigi e nella maggioranza. Il testo va cambiato ma il tempo sta scadendo e può decadere
Michele Gambirasi
https://ilmanifesto.it/mantovano-da-mattarella-il-dl-sicurezza-va-cambiato-2
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-21-04-2026

21 aprile 2026. Inaccettabile: mina l’indipendenza dell’avvocatura e lede il diritto di difesa delle persone straniere

Agenzia PRESSENZA – L’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI) denuncia il gravissimo attacco alla funzione dell’avvocatura e al diritto di difesa delle persone straniere contenuto nell’emendamento approvato nei giorni scorsi dalla maggioranza di Governo al Senato in sede di approvazione del DDL n. 1818.
L’emendamento n. 30.0.3000, infatti, ha introdotto l’art. 30-bis del DDL, modifi cando l’art. 14-ter d.lgs. 286/98 prevedendo sia la collaborazione del Consiglio Nazionale Forense (organismo nazionale di rappresentanza dell’avvocatura) nel procedimento di rimpatrio assistito della persona straniera, sia l’attribuzione di un compenso di € 615,00 all’avvocato/a che contribuisca effettivamente al rimpatrio della persona straniera (“ad esito della partenza dello straniero”).

continua in
https://www.pressenza.com/it/2026/04/proposta-del-governo-inaccettabile/

Saltano i negoziati di Islamabad, Vance non parte più Trump prolunga la tregua e mantiene il blocco di Hormuz L’Iran diviso diffida degli USA

Washington aspetta una proposta iraniana, Teheran: “Guadagnano tempo per un attacco a sorpresa”. Terrore dei coloni israeliani in Cisgiordania, case incendiate e 4 uccisi

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/iran-guerra-saltano-negoziati-islamabad-vance-non-parte-trump-prolunga-la-tregua-e-mantiene-il-blocco-d0b98ed5-c4b6-473a-93e7-d6d1cf9f2716.html

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Mappe e grafici dell’escalation in Medio Oriente


At the start of April, a US strike hit Iran’s B1 bridge – a recently-constructed overpass that connected the city of Karaj to the capital Tehran – Reuters

Summary

  • Iran is yet to decide whether to send a delegation to Pakistan for US talks, a foreign ministry spokesperson tells the BBC
  • The future of US-Iran talks remains unclear – and the current ceasefire is due to expire on Wednesday
  • Donald Trump says he “expects to be bombing” if progress is not made, and suggests he doesn’t want to extend the ceasefire – what has he said?
  • In Washington, our White House reporter says it’s still unclear when – and if – Vice-President JD Vance will head to Pakistan
  • Even if US and Iranian negotiators do eventually sit down, what little trust there was has further evaporated in recent days, our security correspondent writes

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.bbc.com/news/live/cx297218m9vt

https://www.bbc.com/news



21 aprile 2026. Iran war live: Trump extends ceasefire as Pakistan peace talks in disarray

Live https://www.aljazeera.com/video/live

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict


21 aprile 2026. EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient 
J. D. Vance se trouve à Washington pour participer à des « réunions supplémentaires », retardant son départ pour le Pakistan, affirme la Maison Blanche

A quelques heures de la fin du cessez-le-feu, les négociateurs américains et iraniens n’ont toujours pas fait le déplacement au Pakistan, qui devait accueillir une nouvelle session de pourparlers.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/21/en-direct-guerre-au-moyen-orient-j-d-vance-se-trouve-a-washington-pour-participer-a-des-reunions-supplementaires-retardant-son-depart-pour-le-pakistan-justifie-la-maison-blanche_6681958_3210.html

Le vice-président américain, J. D. Vance, à Islamabad, le 12 avril 2026. JACQUELYN MARTIN / AFP

Etats-Unis/Iran – la fin de la trêve irano-américaine se rapproche, et l’incertitude quant à la tenue de pourparlers au Pakistan perdure :

  • Le vice-président américain, J. D. Vance, se trouvait toujours à Washington à la mi-journée mardi, pour participer à des « réunions supplémentaires », selon un haut responsable de la Maison Blanche.
  • L’Iran n’avait pas encore décidé de manière définitive de sa participation aux négociations à Islamabad, selon son porte-parole du ministère des affaires étrangères iranien, Esmaeil Baghaei. L’Iran ne participera à des négociations que lorsque les Etats-Unis « accepteront ses conditions », a déclaré Abdullah Haji Sadeghi, représentant du Guide suprême au sein des gardiens de la révolution.
  • La fin du cessez-le-feu a été annoncée par l’Iran à minuit, heure de Greenwich (2 heures du matin, mercredi, à Paris), alors que Donald Trump avait soutenu, lundi, que la trêve prenait fin mercredi soir, heure de Washington.

Israël/Liban – des frappes continuent entre Israël et le Hezbollah dans le sud du Liban, des négociations avec l’Etat libanais sont attendues jeudi :

Au Liban, la guerre entre Israël et le Hezbollah a fait 2 454 morts, selon un nouveau bilan officiel

Israël a annoncé, mardi, avoir frappé une position du Hezbollah dans le Liban sud,en riposte à des tirs de roquettes vers ses soldats déployés dans cette région.

« Israël est plus fort que jamais », a estimé Benyamin Nétanyahou, mardi, dans un discours dans lequel il a notamment jugé avoir « frappé durement » l’Iran et le Hezbollah au Liban dans une « guerre contre les forces du mal dans le monde ».

Israël doit « renoncer à ses visées territoriales » au Liban et le Hezbollah doit être désarmé « par les Libanais », a estimé Emmanuel Macron, mardi, après une rencontre avec le premier ministre libanais.

Les pays de l’UE ne sont pas parvenus, mardi, à prendre de nouvelles sanctions contre Israël, en dépit des appels lancés en ce sens par plusieurs d’entre eux, dont l’Espagne, a reconnu Kaja Kallas, haute représentante de l’UE.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/21/en-direct-guerre-au-moyen-orient-j-d-vance-se-trouve-a-washington-pour-participer-a-des-reunions-supplementaires-retardant-son-depart-pour-le-pakistan-justifie-la-maison-blanche_6681958_3210.html



21 aprile 2026. Technofacism? Why Palantir’s pro-West ‘manifesto’ has critics alarmed

Palantir’s ‘manifesto’ has been described as an ‘AI-driven threat to humanity’s existence’ and ‘technofascism’.

People hold signs as they march and protest outside Palantir’s offices in New York City, US, on August 23, 2025 [Eduardo Munoz/Reuters]

The US tech giant Palantir Technologies has posted what it terms a summary of Palantir CEO Alex Karp and head of corporate affairs Nicholas Zamiska’s book, The Technological Republic, on social media.
Many of the positions articulated in the book go far beyond what would normally be expected of a tech company: calling for the introduction of national service, the “moral” duty of technology companies to participate in defence, the necessity for hard power if what it calls free and democratic powers are to prevail, and an embrace of religion in public life.

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https://www.aljazeera.com/news/2026/4/21/technofacism-why-palantirs-pro-west-manifesto-has-critics-alarmed?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard


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21 aprile 2026. Se la sinistra smette di essere il “sistema”: la sfida e qualche buona idea che arrivano da Barcellona

Pietro Spataro – strisciarossa.it

“Siamo diventati il sistema…”. È una frase semplice e illuminante perché indica il cuore del problema della sinistra: essersi fatta permeare dai venti liberisti, avere trasformato l’aspirazione a governare per cambiare le cose nel culto del governo trasformato in un totem, aver dimenticato che la questione non è solo tentare di correggere a valle gli squilibri del sistema capitalistico ma modificare a monte i meccanismi perversi di quel modello, aver archiviato l’internazionalismo che durante il Novecento è stata una bussola preziosa per capire il mondo e per tentare di cambiarlo.
Quella frase l’ha pronunciata il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva a Barcellona durante la Global Progressive Mobilisation, la convention dei progressisti organizzata nei giorni scorsi dal premier spagnolo Pedro Sànchez con l’intento di creare un’alternativa alla destra nazionalista e populista che sta vivendo un momento di profonda crisi in ogni parte del mondo. Dall’America di Trump all’Ungheria di Orban all’Italia di Meloni, il sovranismo, dopo aver fatto leva sulle paure – paura dell’altro, paura dei confini insicuri, paura dell’identità minacciata – è oggi esso stesso a fare paura a chi è costretto a misurare la fragilità della propria condizione in un mondo di nuovo dominato dalle guerre e dalla crisi economica.

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https://www.strisciarossa.it/se-la-sinistra-smette-di-essere-il-sistema-la-sfida-e-qualche-buona-idea-che-arrivano-da-barcellona/

A Barcellona l’internazionale progressista con Sánchez, Lula e Schlein: perché il tempo delle destre sta finendo

Quello che però oggi pulsa forte è il tema della guerra. Perché la destra trumpiana considera il diritto internazionale e il multilateralismo un impaccio, riduce la cooperazione a dipendenza ricattatoria, imponendo solo rapporti violenti di forza al posto della diplomazia.

Michele Fina – l’Unità

A Barcellona si è riunito il mondo progressista globale per misurarsi con la domanda del nostro tempo: come si batte una destra che usa la paura sociale, il nazionalismo e la guerra come strumenti di potere. Non è stata una passerella. È stato un forte segnale politico quello del Global Progressive Mobilisation, occasione in cui si sono ritrovati 6.000 attivisti, oltre 100 partiti e dirigenti di più di 40 Paesi, convocati da Pedro Sánchez, Lula, Elly Schlein insieme ad altri leader progressisti. Incontri e confronti in cui si è discusso di come difendere la democrazia, rilanciare il multilateralismo e riconnettere le sinistre ai ceti popolari in una stagione segnata dal carovita e dalla sfiducia.

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https://www.unita.it/2026/04/21/a-barcellona-linternazionale-progressista-con-sanchez-lula-e-schlein-perche-il-tempo-delle-destre-sta-finendo/


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All’armi son fascisti – Incontro con Tomaso Montanari


21 aprile 2026. Scomparsa la compagna Renata de Marco

Una vita di lotta (e amore) tra Cobas Scuola, Non Una di Meno Brescia e l’ascolto attivo di Onda d’Urto | Il Governo pone la fiducia al dl sicurezza, il nuovo decreto liberticida | Verso il 25 aprile


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BRESCIA – È scomparsa a Brescia Renata De Marco, 80 anni, insegnante di filosofia e compagna dei Cobas Scuola, storica militante comunista, femminista e transfemminista con Non Una Di Meno, antifascista, assidua ascoltatrice e affezionata sostenitrice di Radio Onda d’Urto.

La nostra emittente e tutta la sua comunità politica si stringono nel dolore alla figlia Silvia, al compagno Armando, a famigliari, compagne-i, ai Cobas Scuola di Brescia, a Non Una Di Meno Brescia, oltre a tutte le persone che le hanno voluto bene.
La camera ardente di Renata De Marco è allestita alla sede Cobas di via Carolina Bevilacqua, 9 a Brescia; apertura oggi, martedì, dalle ore 14.30 alle ore 18.30; mercoledì, dalle ore 9 alle 16.30; giovedì 23 aprile in mattinata resterà aperta la camera ardente, mentre i funerali saranno – sempre giovedì presso la sede dei Cobas – dalle 14 alle 15.30 con un momento di ricordo collettivo. La partenza del corteo funebre alle 15.30 dalla sede Cobas a piedi fino al Vantiniano.

Renata è stata protagonista della vita politica e militante di Brescia, fin dal 28 maggio 1974. Quel giorno Renata – giovane insegnante, all’epoca dell’ala critica interna all’Flc Cgil e militante del Partito Comunista Marxista-Leninista (Pcml) – si trovava in piazza Loggia, nel cuore della città, travolta alle ore 10.12 dall’esplosione della bomba – fascista, di Stato e della Nato – che fece 8 vittime e oltre un centinaio di persone ferite durante una manifestazione antifascista.

In occasione del 50esimo proprio della Strage di piazza Loggia a Brescia, Radio Onda d’Urto aveva realizzato una delle tante interviste a Renata De Marco; per una volta, non da una dalle decine e decine di iniziative politiche che contribuiva a realizzare a Brescia, ma come testimone diretta dell’esplosione del 28 Maggio 1974

Vi riproponiamo l’intervista del 22 maggio 2024 a Renata De Marco, su Radio Onda d’Urto. dell’Unione Sindacale di Base

REPRESSIONE&MOVIMENTI – Nel tardo pomeriggio di martedì 21 aprile il governo Meloni ha posto la fiducia in Aula alla Camera sul decreto sicurezza. A chiederla il ministro Piantedosi. Poche ore prima il dl liberticida era stato al centro di una protesta portata avanti dalle opposizioni: occupati i banchi del governo in una votazione sulle pregiudiziali. “Non potete bloccare i lavori del Parlamento, liberate i banchi del governo”, aveva detto il presidente di turno Fabio Rampelli che ha poi espulso il dem Arturo Scotto e sospeso la seduta.

Un decreto scritto così male che è stato oggetto di osservazioni da parte del Colle e degli avvocati, in particolare per la norma che introduce un incentivo per i legali che “consigliano” agli assistiti migranti le pratiche di rimpatrio volontario.

Le dichiarazioni di voto sono previste domani a partire dalle 16 e poi ci sarà la chiamata per appello nominale dei deputati. “Contestualmente” il governo approverà un altro decreto che “correggerà” la norma per gli incentivi agli avvocati per i rimpatri “allargando la platea” dei destinatari del contributo che “verrà elargito anche se la pratica di rimpatrio volontario non va a buon fine”. Lo ha raccontato al termine della riunione il presidente del gruppo M5s Riccardo Ricciardi. “Le modifiche non cambiano nulla, la norma va cancella”, risponde il presidente dell’Unione delle camere penali Francesco Petrelli.

Un pacchetto molto ampio di misure in materia di sicurezza pubblica, immigrazione, cortei, ordine pubblico e tutele e poteri per le forze di polizia. A Radio Onda d’Urto voci e commenti di esperti e attivisti:

A pagare lo scotto del precedente decreto liberticida le persone detenute, migranti, giovani, lavoratori e lavoratrici, attivisti e attiviste. Tante le notizie oggi dalla nostra emittente su questo fronte.

Tre attivisti dei Municipi Sociali di Bologna rischiano sanzioni fino a 10 mila euro ciascuni per una manifestazione non preavvisata durante la visita della presidente della Banca Centrale Europea. La sanzione deriva dall’ultimo decreto liberticida, che ha trasformato il mancato preavviso di manifestazione da illecito penale a illecito amministrativo, inasprendo le sanzioni: da un massimo di 400 euro, si passa ora fino a 10mila euro di sanzione. Ne parliamo con Ludovico, dei Municipi Sociali di Bologna e una delle persone coinvolte.

E ancora. All’alba su disposizione del sostituto procuratore Maurizio De Marco, la Digos di Napoli ha perquisito le abitazioni di 6 compagni del P.Carc: 5 a Napoli e 1 a Firenze. Fra di loro 3 membri della Direzione Nazionale del P.Carc (Paolo Babini, Igor Papaleo, Marco Coppola), 2 militanti della Federazione Campania e un giovane minorenne. Pesantissime le accuse, compreso il reato 270 bis, per l’ipotesi – testuale – di “associazione con finalità di terrorismo o di eversione…che si richiama all’operatività delle Brigate Rosse e delle Nuove Brigate Rosse”. Silvia Fruzzetti, compagna del Partito dei Carc, da Firenze.

Lato iniziative (di lotta e di movimento) da segnalarvi:

ROMA – Entro il 4 maggio, a distanza di quattro anni dal 2022, dovrà essere riconfermato il 41 bis nei confronti di Alfredo Cospito. Radio Onda Rossa sta realizzando una serie di podcast verso le giornate di mobilitazione del 10 e 18 aprile che vi proponiamo anche sulle nostre frequenze

25 APRILE – Il presidente del Senato La Russa ritiene giusto omaggiare i caduti di entrambe le parti sabato 25 aprile, sia i partigiani caduti durante la resistenza sia…i fascisti della repubblica sociale di Salò. Lo dice oggi la seconda carica dello Stato Italiano intervistato dai cronisti, in vista delle celebrazioni per l’81esimo anniversario della Liberazione, quella che liberò l’Italia dal nazifascismo e pose le basi alla Repubblica.

Il governo più a destra di sempre, in Italia, si avvicina alla data…tagliando i fondi del ministero della Cultura ai luoghi della Memoria della Resistenza. La somma inizialmente pari a 2,5 milioni di euro scende a circa 1,8 milioni di euro per le iniziative “sulla memoria a Marzabotto, a Fossoli, il Museo Cervi, a Sant’ Anna di Stazzema e alla Risiera di San Sabba”. Sul tema il Pd, con il deputato De Maria, ex sindaco proprio di Marzabotto, ha presentato un’interrogazione urgente al ministro Giuli.

Ancora 25 aprile venendo nel Bresciano, dove domani i fascisti di Forza Nuova hanno organizzato una ronda travestita da passeggiata serale nella Bassa. Dopo Orzinuovi è la volta di Manerbio. Qui domani sera, ore 20, presidio antifascista in piazza Italia con l’Anpi, a cui il sindaco Fdi del non distante Comune di Maclodio, Simone Zanetti, vuole “vietare” di presenziare – come, non si sa – al 25 Aprile. L’anno scorso decine di antifasciste-i intonarono Bella Ciao in faccia a Zanetti, che aveva impedito l’esecuzione del brano alla banda, imponendo invece La Canzone del Piave, legata a tutt’altra guerra, la Prima Mondiale, quella tra il 1914 e il 1918. Luigi Cattaneo, della Federazione dell’Anpi delle Terre Basse Bresciane.

Nella città di Brescia la festa di Carmine Resistente nel cuore della centro per festeggiare la Liberazione. Marco Ugolini della sezione Anpi caduti di Piazza Rovetta.

Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:

LATINOAMERICA – Il Cile dopo un mese di presidenza Kast, nostalgico dichiarato di Pinochet e il Perù, alle prese con il caso post primo turno di elezioni generali. Infine, la presentazione di “Voces Andantes”, dall’Uruguay…a Radio Onda d’Urto. Ascolta la nuova puntata di “LatinoAmerica”, dentro il ciclo “Cassetta degli attrezzi”

DIRITTI UMANI – Martedì 21 aprile 2026 presso l’Aula Magna del Rettorato all’Universita’ Roma Tre è stato presentato il Rapporto 2026 di Amnesty International, uno dei più autorevoli documenti a livello globale sullo stato dei diritti umani. La presentazione con Alba Bonetti presidente di Amnesty International Italia

GERMANIA – Il 27 aprile si aprirà a Stoccarda il processo per un’azione diretta contro una fabbrica di armi della Elbit Systems ad Ulm nella Germania meridionale avvenuta l’8 settembre scorso; 5 persone erano state arrestate.  Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Ari, della Brigata transfemminista di Berlino

SERVIZI SEGRETI – Un’inchiesta coinvolge 11 persone, tra cui l’ex numero due del Dis, l’organo di coordinamento e supervisione dei servizi segreti, Giuseppe Del Leo, e Giuliano Tavaroli, ex capo della sicurezza di Pirelli e del Gruppo Telecom Italia già coinvolto nello scandalo Telecom-Sismi. Ne abbiamo parlato con Aldo Giannuli, storico, profondo conoscitore dei servizi segreti italiani, già consulente della Commissione stragi

Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/

21 aprile 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la


21 aprile 2026. Diario di bordo. Storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani e oltre

Terzo Rapporto di Libera: scali sempre più esposti a criminalità e corruzione

Il terzo rapporto di Libera dedicato ai porti italiani e internazionali affronta una realtà complessa e in continua evoluzione: gli scali marittimi rappresentano per gruppi criminali e reti di corruzione un’opportunità strategica per incrementare i profitti e rafforzare le proprie collusioni.

Scarica il report

Nel tempo, i porti italiani sono diventati nodi cruciali del narcotraffico nazionale e internazionale, snodi fondamentali per il passaggio di merci lecite e illecite, ma anche spazi vulnerabili a infiltrazioni mafiose, sistemi corruttivi e riciclaggio.

I numeri del fenomeno

I dati della terza edizione del rapporto Diario di bordo confermano la gravità della situazione e, al tempo stesso, il lavoro costante di forze dell’ordine, magistratura ed enti di controllo.
Nel 2025 sono stati registrati 131 casi di criminalità nei porti italiani, con un aumento del 14% rispetto al 2024. Cresce anche il numero degli scali coinvolti: 38 porti contro i 30 dell’anno precedente, pari a un incremento del 27%.
A livello regionale, le Marche risultano l’area con il maggior numero di episodi (16 casi). Seguono Calabria, Lazio, Sardegna e Liguria con 15 casi ciascuna, mentre Puglia e Sicilia registrano 14 episodi.
Nel triennio 2022–2025 sono stati complessivamente rilevati 496 eventi criminali nei porti italiani, una media di uno ogni tre giorni.

Le tipologie di reato

Dei 131 casi registrati nel 2025:

  • il 56% (73 casi) riguarda attività illegali legate all’importazione di merci o prodotti, in calo rispetto al 2024;
  • il 10% (13 casi) è relativo a esportazioni illegali;
  • l’11% (15 casi) riguarda sequestri di merce in transito.

Il traffico di stupefacenti si conferma la fattispecie più ricorrente, a conferma del ruolo strategico degli scali marittimi nelle rotte del narcotraffico internazionale.

Mafie e porti

Dall’analisi delle relazioni istituzionali emerge il coinvolgimento di 26 gruppi criminali negli affari legati ai porti. Tra questi figurano le principali organizzazioni mafiose italiane – ‘ndrangheta, Camorra e Cosa Nostra – insieme ad altri gruppi come la Banda della Magliana, la Sacra Corona Unita, la Stidda e diverse consorterie criminali baresi.
Pur non restituendo l’interezza del fenomeno corruttivo, i dati rappresentano una fotografia significativa basata sulle relazioni dei Responsabili della Trasparenza e della Prevenzione della Corruzione delle Autorità di Sistema Portuale. Il monitoraggio ha coinvolto 16 enti pubblici nell’arco di 8 anni, offrendo elementi concreti sulla diffusione di pratiche corruttive nei porti italiani.

Un fenomeno da non sottovalutare

Il rapporto si propone come strumento di denuncia e documentazione, con l’obiettivo di accendere i riflettori su dinamiche spesso invisibili o sottovalutate. Non si tratta di criminalizzare il sistema portuale, ma di comprenderne le fragilità e i punti di esposizione.
I porti, infatti, sono porte d’ingresso e d’uscita non solo per merci e persone, ma anche per traffici illeciti, appalti pilotati, sistemi corruttivi e riciclaggio di capitali.
Alla luce di questo scenario, diventa fondamentale alzare il livello di vigilanza e intervenire in modo strutturale. Tra le principali azioni necessarie:

  • potenziamento dei controlli doganali e dei presidi di legalità;
  • maggiore utilizzo di intelligence portuale, tecnologie di scansione X e data analytics;
  • formazione continua e rotazione del personale per ridurre i rischi di corruzione;
  • coinvolgimento attivo dei lavoratori portuali e degli operatori economici;
  • implementazione dei sistemi di tracciamento elettronico dei container;
  • rafforzamento della cooperazione internazionale tra autorità portuali e forze dell’ordine.

Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile ridurre la vulnerabilità del sistema e sottrarre i porti al rischio di infiltrazioni criminali.
https://www.libera.it/it-schede-2822-diario_di_bordo_storie_dati_e_meccanismi_delle_proiezioni_criminali_nei_porti_italiani