2026.04 Aprile (06- 10 aprile)

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Pagine in costruzione

https://edizionialegre.it/notizie/il-programma-del-festival-di-letteratura-working-class-2026

Queste pagine non sono una rassegna stampa, ma la mia personale scelta di notizie, fatti, idee e persone per quanti, determinati ma con il sorriso sulle labbra, ancora resistono e lottano per il pane e le rose


…volge al declino l’era, che fu nobile nella sua durezza e serietà, della democrazia politica”.
(Luciano Canfora).



Energia di sinistra

La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.

Carlo Galli
da strisciarossa



Digital humanities e labour history: per un Dizionario critico di storia del lavoro (Torino, 9-10 aprile 2026)

I giorni 9 e 10 aprile si svolgeranno a Torino due giornate di riflessione attorno al Dizionario critico di storia del lavoro, un progetto promosso dalla SISLav con l’AFHMT. L’evento torinese sarà l’occasione per riflettere dell’uso degli strumenti digitali per la conoscenza storica, dialogando con il laboratorio di digital humanities che è stato messo in piedi presso il Dipartimento di Studi Storici.
https://www.storialavoro.it/notizie/notizia/digital-humanities-e-labour-history-per-un-dizionario-critico-di-storia-del-lavoro-torino-9-10-aprile-2026


10 aprile 2026

https://www.rainews.it/video/2026/04/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-bd161b95-ebf0-4e79-9c97-a016e03704e6.html

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Venerdì 10 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-10042026-776ac918-df27-4ebb-9ac4-40e368fd469b.html

La stiamo perdendo Dopo essersi rifugiata nei social, Meloni spiega al parlamento come intende andare avanti e affrontare la batosta referendaria e le bombe di Usa e Israele. Ma difendendo fantomatici record e accusando sempre l’opposizione non va oltre la copia sbiadita di se stessa
Andrea Colombo
https://ilmanifesto.it/non-indietreggiamo-meloni-non-sa-andare-oltre-la-propaganda
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-09-04-2026

1 aprile 2026. Strage senza fine nel Mediterraneo: altri 37 migranti morti in meno di 24 ore

L’Onu lancia un nuovo allarme Libia | La guerra nel Golfo sempre più verso il baratro | Leonardo s.p.a. in tribunale per le armi a Israele | A Milano inizia il processo contro le mamme del Leoncavallo


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MIGRANTI – Sono 18 le vittime dell’ennesimo naufragio nel Mar Egeo. Come le 22 persone migranti annegate nelle stesse acque il 27 marzo scorso, cercavano di raggiungere le isole della Grecia, porta d’accesso alla Fortezza Europa. Secondo quanto riferito dalla guardia costiera turca, un gommone si è ribaltato al largo della costa di Bodrum. Altri 21 migranti sono stati tratti in salvo, ma potrebbero esserci dispersi. La tratta del mar Egeo è la seconda più mortale del Mediterraneo dopo quella centrale tra Libia e Italia.

Proprio nel Mediterraneo centrale si è consumata l’altra strage della giornata di oggi. Altri 19 corpi senza vita di persone migranti sono stati trasportati al molo Favarolo di Lampedusa dalle motovedette della Guardia costiera italiana, intervenute a 85 km dall’isola siciliana, in zona sar libica. Altre 7 persone, tra le quali un bambino, sono sopravvissute ma sono state trasportate subito al Poliambulatorio di Lampedusa poiché le loro condizioni sono critiche.

Intanto, un nuovo rapporto delle Nazioni Unite – “Business as Usual: Human Rights Violations and Abuses Against Migrants, Asylum-Seekers and Refugees in Libya” – sottolinea ancora una volta come la strage senza fine delle persone migranti nel Mediterraneo sia alimentata dalle politiche di respingimento dell’Ue, che comprendono la cooperazione con le bande di torturatori e tagliagole che in Libia gestiscono i lager per migranti e speculano sulla pelle di chi cerca un futuro altrove.

Su Radio Onda d’Urto abbiamo commentato queste notizie con Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans.

MEDIO ORIENTE – Anche oggi sono stati continui i raid di Israele e Usa sull’Iran, con Teheran che replica colpendo una petroliera in Qatar, diversi pozzi di petrolio nel Kurdistan iracheno, basi e sedi diplomatiche statunitensi nei paesi del Golfo. Missili e droni di Iran, Hezbollah e Houthi, con diversi feriti, pure su diverse zone di Israele.

I bombardamenti israeliani sono incessanti anche su tutto il Libano. Solo dall’alba di oggi, gli attacchi dell’esercito occupante hanno ucciso almeno 13 persone. In particolare, uno degli attacchi di oggi, nel sud di Beirut, ha provocato la morte di 5 persone e il ferimento di altre 21 prendendo di mira 4 automobili parcheggiate in strada. Il tutto mentre l’esercito israeliano cerca di avanzare anche nel sud del Paese dei cedri. Dopo aver già dichiarato di aver preso il controllo di quella che definisce una “zona di cuscinetto e di sicurezza”, Tel Aviv vuole occupare il territorio libanese fino al fiume Litani. Sul terreno, però, incontra la resistenza del movimento sciita libanese Hezbollah.

Sul piano negoziale, intanto, la Repubblica islamica dell’Iran avrebbe inviato agli Usa, attraverso i mediatori di Pakistan e Cina, una lista di altri 5 punti considerati irrinunciabili, per deporre le armi di fronte all’aggressione israelo-Usa. 

Di questi aspetti abbiamo parlato, su Radio Onda d’Urto, con la sociologa iraniana Minoo Mirshahvalad e con Francesco Vignarca della Rete Pace e Disarmo.

All’interno dello stesso articolo trovate anche le considerazioni di Antonio Tricarico, economista e responsabile finanza pubblica e multinazionali di Re:Common, rispetto alle politiche del governo italiano per tentare di mitigare gli effetti economici della guerra imperialista scatenata dai suoi alleati Trump e Netanyahu e – come sempre – destinata a pesare soprattutto sulle tasche di lavoratori e lavoratrici.

Sempre in Italia tiene banco anche la vicenda Sigonella. La base militare siciliana (a utilizzo misto Italia-Nato-Usa) è stata dichiarata “off limits”, venerdì scorso, per alcuni F-15 statunitensi partiti dalla Gran Bretagna e diretti a bombardare l’Iran. Il capo di stato maggiore dell’esercito italiano Portolano ha negato loro l’atterraggio: appurato che non si trattava di mezzi logistici, è stato deciso lo stop. “Ho fatto solo rispettare gli accordi”, frena Crosetto, con Palazzo Chigi che si affretta a ribadire (ce ne fosse bisogno) che “i rapporti con Washington sono solidi”. Le opposizioni parlamentari chiedono al ministro della Difesa di riferire in Aula.

Qual è il quadro giuridico che regola l’utilizzo della base di Sigonella? Cosa sta succedendo nelle basi militari in Sicilia da quando Israele e Stati Uniti hanno iniziato a bombardare l’Iran? A partire da queste domande, 
Radio Onda d’Urto ha intervistato Sebastiano Papandrea, avvocato del movimento No Muos, e Alfonso Di Stefano del comitato “No Muos – No Sigonella” di Catania.

A proposito di complicità italiane con le guerre condotte dal governo israeliano in Medio oriente, in particolare con il genocidio in Palestina, un gruppo di organizzazioni della società civile ha intentato una causa civile al Tribunale di Roma contro Leonardo s.p.a. e lo Stato italiano.

L’obiettivo dichiarato da A Buon Diritto, ACLI, ARCI, AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi e Un Ponte Per, è quello di “portare davanti a un giudice i contratti militari tra Italia e Israele e chiederne l’annullamento”. Il 27 marzo si è svolta la prima udienza in forma di trattazione scritta. La causa è nella sua fase iniziale, ma potrebbe avere conseguenze importanti per chiarire meglio i limiti dell’export militare.

“Riteniamo che tali contratti siano in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione, la legge 185/1990 sul commercio di armamenti, il diritto internazionale. Non è una presa di posizione simbolica. È un’azione giudiziaria che chiede alla magistratura di verificare responsabilità precise” – A Buon Diritto Onlus.

Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto è intervenuta Giulia Torrini, presidente di Un Ponte per.

Contro il genocidio in Palestina e le complicità italiane, Radio Onda d’Urto oggi ha seguito altre due iniziative:

LEONCAVALLO – Stamattina si è aperto il processo civile contro l’Associazione delle Mamme Antifasciste del Leoncavallo, chiamata a risarcire in solido il Ministero dell’Interno. Il protrarsi dell’occupazione di via Watteau è costato una condanna da oltre 3 milioni di euro che il Ministero ha dovuto versare alla proprietà, Orologio S.r.l. Quella condanna, insieme alle pressioni politiche del governo Meloni, accelerò lo sgombero dello storico centro sociale milanese, avvenuto il 21 agosto 2025.

“La politica – hanno spiegato oggi in conferenza stampa Leoncavallo e Mamme Antifasciste – non ha saputo dare alcuna risposta alla città di Milano che, il 6 settembre, ha chiesto con forza che il Leoncavallo avesse una casa. Oggi, invece, la burocrazia pretende di individuare nelle Mamme Antifasciste le responsabili del mancato sgombero”.

La stessa procedura rischia di essere estesa a molti spazi sociali in Italia. A Roma, per l’occupazione dello spazio di Spin Time, la proprietà ha chiesto al Ministero dell’Interno milioni di euro, ottenendo la disposizione di un risarcimento di 21 milioni in primo grado di giudizio.

Radio Onda d’Urto ha registrato la conferenza stampa, con gli interventi di Daniele Farina del Leoncavallo, dell’avvocato Mirko Mazzali e di Marina Boer, presidentessa dell’Associazione Mamme del Leoncavallo.

  • Sempre in tema di speculazioni immobiliari e distruzione del diritto alla città a Milano, la redazione di Radio Onda d’Urto oggi si è occupata anche dell’inchiesta della Procura meneghina sulla vendita dello stadio Giuseppe Meazza di San Siro
    Ne abbiamo parlato con Luca Trada del collettivo Off Topic.

Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:

“Mestre è antifascista”. Partecipato corteo contro Forza Nuova

Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/

9 aprile 2026

https://www.rainews.it/video/2026/04/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-d4e76288-2150-447d-b8ed-b19728427d56.html

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Giovedì 9 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-09042026-05c9beee-954a-471a-a365-c6df94b5bf7a.html

Nient’altro che guerra Non voleva la tregua in Iran e non la rispetta in Libano. Netanyahu ordina un pesantissimo attacco in diverse città, compreso il centro di Beirut. Oltre 250 morti e mille feriti. Strage di civili: Israele spara su tutto compresi i soldati italiani dell’Unifil. Roma, ancora, «protesta»
Pasquale Porciello
https://ilmanifesto.it/libano-niente-tregua-si-chiude-un-fronte-ma-israele-apre-laltro
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-09-04-2026



9 aprile 2026. Meloni sempre più debole. Il programma della sinistra? È già scritto: la Costituzione

L’automatismo con cui si è parlato di leadership e primarie a urne appena chiuse è sembrato una dissonanza di fronte al linguaggio limpido e vitale che ha animato le piazze.

Daniela Padoan – Libertà e Giustizia

Di fronte a una sconfitta inemendabile, la concezione politica che vede il potere incarnato nella figura del capo non può che ricorrere a una liturgia di purificazione, ma l’allontanamento dei capri espiatori, puntualmente identificati tra le figure sacrificabili, non intacca il cuore del governo, né revoca i veleni linguistici introdotti nella sfera pubblica. Può cadere il sottosegretario alla Giustizia, ma resta l’idea che ai carcerati debba mancare l’aria mentre vengono trasportati sui blindati; può dimettersi la capo di gabinetto del ministero della Giustizia, ma permane lo stigma sui giudici visti come plotone d’esecuzione; può essere costretta alle dimissioni una ministra accusata di truffa ai danni dell’Inps , ma non si cancella il fatto che la mozione di sfiducia presentata un anno fa in Parlamento è stata respinta compattamente dalla maggioranza.

continua in
https://www.libertaegiustizia.it/2026/04/09/meloni-sempre-piu-debole-il-programma-della-sinistra-e-gia-scritto-la-costituzione/


Articolo pubblicato su Domani
Daniela Padoan8 Apr 2026

I leader del centrosinistra – Foto Ansa

9 aprile 2026. Comanda Bibi, e Washington deve adattarsi

Tel Aviv Escluso dalle trattative di Islamabad, ha annunciato che la guerra in Libano va avanti nonostante Hezbollah abbia dichiarato di partecipare all’accordo

Alberto Negri – ilManifesto

Ancora una volta Netanyahu ha dimostrato chi comanda tra lui e Trump. Escluso dalle trattative di Islamabad, ha annunciato che la guerra in Libano va avanti nonostante Hezbollah abbia dichiarato di partecipare all’accordo raggiunto in Pakistan con il sostegno non tanto segreto dell’alleato cinese. In poche parole dimostra che lui, quando vuole, può far saltare l’accordo di cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Usa e tenere in scacco il mondo.
Del resto la dottrina Netanyahu la conosciamo bene: è quella della guerra permanente, un po’ per salvare se stesso dai processi e un po’ per tenere in stato di emergenza un intero Paese e tutta la regione.
Con queste premesse o Trump chiede a Netanyahu di aderire oppure già le presunte trattative tra Vance e Ghalibaf partono male ancora prima di cominciare.
Se cominceranno, perché l’Iran ha minacciato di riprendere le operazioni militari dopo i gravissimi raid israeliani su Beirut con decine e decine di morti: una fonte diplomatica iraniana ieri affermava che a Teheran si sono diffuse due tipi di sensazioni. Una è che Trump non tenga sotto controllo Netanyahu, l’altra che il premier abbia in realtà ottenuto via libera in Libano dagli stessi comandi militari di Washington.
La terza sensazione, sempre più diffusa nelle cancellerie, è la ormai cronica instabilità di Trump che non può certo stupire Nassir Ghaemi, psichiatra della Harvard medical school di Boston che ha editato di recente un libro assai utile, Una straordinaria follia, storie di disturbi mentali dietro a grandi leader (Apogeo edizioni).
Che la fiducia in Trump sia prossima allo zero lo avevano già verificato tutti, non solo gli iraniani. La guerra è partita il 28 febbraio quando si era già convenuto un incontro diplomatico tra le parti. Qual è oggi la credibilità di Trump? Assai scarsa fuori e anche in patria. Il rifiuto di Netanyahu di fermare la guerra libanese fa apparire la tregua con la repubblica islamica non come una decisione di Washington ma una sorta di concessione di Tel Aviv al suo grande alleato, ormai in estrema difficoltà per l’aumento dei prezzi dell’energia e per una guerra iniziata senza sapere come finirla.
Forse una piega non del tutto inattesa visto come è iniziata la guerra «decisa da Netanyahu e dalla lobby sionista negli Stati uniti», come ha scritto nella sua recente lettera di dimissioni Joe Kent da capo dell’agenzia anti-terrorismo. Impantanato nello Stretto di Hormuz, il presidente americano sembrava essere riuscito a evitare due scenari per lui disastrosi, quello di un passo indietro senza aver ottenuto nulla e quello di una escalation militare senza una strategia reale.
Trump cercava una via d’uscita e potrebbe averla trovata ma resta il fatto che non ha ottenuto i successi sperati e soprattutto ora il «comandante» Netanyahu lo tiene appeso a un filo.
Del resto è Trump che ha scelto di affossare la Nato (o almeno così dice ripetutamente) perché ha sostituito l’alleanza atlantica e gli europei «infigardi» con il progetto di Grande Israele di cui fa parte anche il Libano, oltre alla Palestina, pezzi di Siria, di Iraq e di Egitto, un piano demenziale propagandato non solo dagli estremisti al governo a Tel Aviv ma anche dall’ambasciatore Usa Gerusalemme Mike Huckabee.
Del resto i genitori del genero Kushner, uno dei capi della sua diplomazia, avevano riservato per anni un camera permanente a Nethanyau e lo stesso Kushner è socio del principe saudita Bin Salman, un altro dei fautori della guerra all’Iran, che gli ha prestato due miliardi di dollari da investire nella società israeliana Phoenix.
Questo è solo un pezzo, ma importante, della compagnia di giro dei sionisti estremisti che circonda Trump.
La sua strategia si è basata su scommesse avventate e influenzate dalla visione israeliana, che gli è stata «venduta» da Netanyahu. La prima che il regime iraniano avrebbe capitolato, la seconda che gli Usa avrebbero controllato Hormuz, mettendo sotto pressione anche la Cina, la terza che la popolazione iraniana si sarebbe sollevata (ricordate gli appelli di Netanyahu prima e di Trump poi?).
Niente di tutto questo è accaduto. Vatti a fidare dei «liberatori» a colpi di bombe per distruggere un intero Paese e persino una «civiltà», come pretendeva il presidente americano.

Aggiornamenti
08/04/2026, 23:15 articolo aggiornato


Iran war updates: Tehran slams Trump threats over Strait of Hormuz closure

Live https://www.aljazeera.com/video/live

  • US President Donald Trump has renewed his threat to attack Iran’s bridges and power plants, saying the country will be “living in Hell” if the Strait of Hormuz is not reopened.
  • Senior Iranian officials have condemned Trump’s latest remarks as an “incitement to war crimes”, saying they are part of a “dangerous game” that will harm civilians.
  • Iran claims it has downed two C-130 planes and two Black Hawk helicopters belonging to the US, hours after Trump confirmed that a US officer who went missing in Iran after the downing of his F-15E fighter jet had been rescued.
  • An Iranian missile directly hit a residential building in Israel’s northern city of Haifa, wounding four people and leaving four others missing, Israeli media outlets say.
  • Iran says US-Israeli attacks have killed five people and wounded 170 at the Mahshahr Petrochemical Zone, while more than 30 universities have been targeted since the beginning of the war.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.


    AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
    https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/5/iran-war-live-tehran-rejects-trumps-ultimatum-fire-at-kuwait-oil-complex

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le point sur la situation, dimanche 5 avril, à 6 h 15

  • Donald Trump a affirmé, samedi soir, que « beaucoup de leaders militaires de l’Iran » avaient été tués dans une frappe « massive » sur Téhéran. Le président américain a accompagné son message d’une vidéo montrant un environnement citadin nocturne et une série d’explosions dans le lointain, sans donner de détails.
  • Le dirigeant américain a réaffirmé que l’ultimatum posé à Téhéran pour conclure un accord avec Washington ou rouvrir le détroit d’Ormuz courait jusqu’au lundi 6 avril, sans quoi les Etats-Unis déchaîneraient « les enfers sur eux ». Les forces armées iraniennes ont rejeté, samedi soir, ces menaces, les jugeant « stupides ».
  • Donald Trump n’a en revanche toujours pas évoqué le sort du pilote américain dont l’avion a été abattu, vendredi, en Iran. Téhéran et Washington s’activent pour retrouver un des deux occupants du premier avion américain à s’être écrasé depuis le début de la guerre en Iran.
  • L’armée israélienne a annoncé, tôt dimanche, que le territoire de l’Etat hébreu était de nouveau visé par des missiles tirés d’Iran. « Les systèmes de défense sont en action pour intercepter cette menace », a-t-elle écrit sur les réseaux sociaux.
  • Le Koweït a été visé, tôt dimanche, par une nouvelle salve de missiles et de drones, des « dégâts importants » ayant été rapportés sur deux centrales électriques et de dessalement d’eau. Une attaque iranienne, samedi soir, contre un complexe ministériel de la capitale de l’émirat a aussi causé des dégâts.
  • Les Emirats arabes unis ont, eux, fait état d’une attaque de missiles et drones dimanche, au moment où l’Iran affirmait viser l’industrie de l’aluminium dans le pays du Golfe.
  • L’agence de presse iranienne Tasnim a rapporté la mort de trois personnes dans des « attaques américano-sionistes » dans l’extrême nord-ouest de l’Iran près de la frontière avec l’Azerbaïdjan. Téhéran accuse de longue date Israël, principal fournisseur d’armes de Bakou, d’utiliser le territoire azerbaïdjanais pour mener des opérations de renseignement et des attaques présumées.
  • Israël a appelé à évacuer une zone près du poste-frontière de Masnaa, entre la Syrie et le Liban, avant des bombardements prévus « en raison de [son] utilisation par le Hezbollah (…) à des fins militaires et pour faire passer clandestinement du matériel de combat ».
  • Les rebelles houthistes du Yémen, qui soutiennent l’Iran dans la guerre contre les Etats-Unis et Israël, ont revendiqué une attaque ayant visé, selon eux, plusieurs sites militaires « sensibles » et l’aéroport de Tel-Aviv.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/09/en-direct-guerre-au-moyen-orient-un-petrolier-non-iranien-franchit-le-detroit-d-ormuz-le-premier-depuis-le-cessez-le-feu_6676633_3210.html

Le point sur la situation, dimanche 5 avril à 21 heures

  • Donald Trump a semblé, dimanche, de nouveau repousser de vingt-quatre heures l’ultimatum adressé à l’Iran, fixé à présent à « mardi 20 heures », heure de Washington, comme il l’a écrit sur son réseau, Truth Social. Le président américain exige notamment de Téhéran la réouverture du détroit d’Ormuz.
  • Donald Trump a estimé auprès de Fox News qu’il existait de « bonnes chances » de parvenir à un accord avec l’Iran. Sans accord, « vous allez voir des ponts et des centrales électriques s’effondrer à travers tout le pays », a-t-il menacé. « Ouvrez le putain de détroit [d’Ormuz], espèce de tarés, ou vous vivrez en enfer », a-t-il également écrit dans un message injurieux diffusé sur sa plateforme.
  • Son ultimatum a été rejeté par le chef du commandement central iranien. « Toute notre région va brûler parce que vous insistez pour suivre les ordres de [Benyamin] Nétanyahou », a réagi le président du Parlement iranien.
  • Derrière la rhétorique incendiaire, les efforts diplomatiques se poursuivent : Oman a affirmé avoir discuté avec Téhéran de la réouverture du détroit d’Ormuz, tandis que le chef de la diplomatie iranienne s’est entretenu par téléphone avec ses homologues pakistanais et égyptien, qui jouent un rôle de médiateur. De leur côté, les Emirats arabes unis se sont dits prêts à « se joindre » à tout effort mené par les Etats-Unis pour rouvrir cette voie maritime stratégique.
  • La Russie, l’Arabie saoudite et six autres membres de l’OPEP+ ont annoncé une nouvelle hausse de leurs quotas de production, alors que la quasi-paralysie du détroit d’Ormuz fait flamber les cours du pétrole. Ils ont prévenu que la remise en état des installations énergétiques endommagées lors des récentes attaques serait « coûteuse » et prendrait « beaucoup de temps ».
  • L’aviateur américain dont le sort était incertain après que l’Iran a annoncé avoir abattu un chasseur-bombardier F-15E vendredi a été sauvé et est « grièvement blessé », selon Donald Trump, qui a annoncé une conférence de presse lundi « avec l’armée ».
  • En Iran, des frappes ont tué cinq gardiens de la révolution dans le nord-ouest du pays, selon un média iranien. La République islamique a lancé des attaques contre les pays du Golfe et Israël. Les tirs iraniens ont endommagé des sites énergétiques aux Emirats arabes unis, à Bahreïn et au Koweït, où un complexe ministériel et des usines de dessalement d’eau ont subi des dégâts.
  • Au Liban, au moins onze personnes ont été tuées dimanche par des bombardements israéliens. Le chef d’état-major israélien, Eyal Zamir, s’est rendu dans le sud du pays, où opèrent ses troupes, et a promis d’« intensifier » les opérations contre le Hezbollah.
  • En ce jour de Pâques, le pape Léon XIV a appelé « ceux qui ont le pouvoir de déclencher des guerres » à « choisir la paix » et dénoncé « l’indifférence » face aux milliers de morts, lors de sa bénédiction

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/09/en-direct-guerre-au-moyen-orient-un-petrolier-non-iranien-franchit-le-detroit-d-ormuz-le-premier-depuis-le-cessez-le-feu_6676633_3210.html

RaiNews LIVE

Zelensky: “Al fronte la situazione migliore da dieci mesi”. Mosca insiste sul ritiro dal Donbas

Kiev si offre di aiutare a riaprire lo stretto di Hormuz. Cinquecento tra droni e missili russi oggi sull’Ucraina, almeno tre morti e interruzioni di corrente. Esercito ucraino: colpita una raffineria di petrolio 1400 km in profondità in Russia

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/zelensky-al-fronte-la-situazione-migliore-da-dieci-mesi-mosca-insiste-sul-ritiro-dal-donbas-1eb98a78-803c-44d3-91e3-847d0387a551.html

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La Crisi Russia-Ucraina

Les trajets des drones d’attaque et des missiles de croisière russes qui ont attaqué le territoire ukrainien dans la nuit de jeudi à vendredi et dans la matinée vendredi 3 avril

EN DIRECT, guerre en Ukraine 

Le point sur la situation, vendredi 3 avril à 14 heures

  • La Russie a lancé contre l’Ukraine vendredi matin « près de 500 drones et missiles de croisière », a dénoncé sur les réseaux sociaux le ministre des affaires étrangères ukrainien, Andrii Sybiha.
  • En raison des attaques russes, de nouvelles coupures de courant sont survenues dans plusieurs oblasts d’Ukraine, ceux de Soumy, de Kharkiv, de Tchernihiv, de Donetsk, de Dnipropetrovsk et de Zaporijia. Des restrictions sur la consommation d’électricité sont en vigueur dans toutes les régions d’Ukraine.
  • Volodymyr Zelensky accuse Moscou de s’être lancé dans une « escalade » au lieu d’avoir accepté la trêve pascale proposée par l’Ukraine. La Russie a déclaré cette semaine ne pas avoir vu « d’initiative clairement formulée » de la part de Kiev pour une trêve de Pâques.
  • Le Vatican a fait part d’un « entretien cordial » par téléphone entre le pape Léon XIV et M. Zelensky, lors duquel « le Saint-Père a présenté ses vœux à l’occasion des fêtes de Pâques et a réaffirmé sa proximité avec le peuple ukrainien ». « Il a également été question des efforts déployés pour promouvoir les initiatives humanitaires, notamment la libération des prisonniers. »
  • Le président ukrainien affirme avoir offert l’aide de Kiev aux monarchies du Golfe pour débloquer le détroit d’Ormuz. M. Zelensky n’a cependant pas donné de précision, jugeant qu’il revenait aux Etats-Unis et aux pays de la région du Golfe et du Moyen-Orient de décider de la « méthode ».
  • Volodymyr Zelensky affirme avoir invité les émissaires américains à Kiev pour relancer les négociations avec Moscou. Et ce alors que les négociations avec la Russie sur le conflit en Ukraine ont été suspendues depuis le début de la guerre au Moyen-Orient.
  • Le général américain Keith Kellogg propose que les Etats-Unis créent une autre alliance que l’Organisation du traité de l’Atlantique Nord (OTAN) avec l’Ukraine parmi les participants. L’ancien envoyé spécial des Etats-Unis pour l’Ukraine estime qu’il est possible pour les Etats-Unis d’invoquer l’article 13 du traité de l’OTAN, qui prévoit de donner à l’alliance un préavis d’un an afin de se préparer à un retrait américain.
  • L’armée russe n’a enregistré aucun gain territorial en Ukraine en mars, une première depuis septembre 2023, reculant même par endroits devant les forces de Kiev, selon l’analyse par l’Agence France-Presse (AFP) des données de l’Institut pour l’étude de la guerre (ISW).

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/04/en-direct-guerre-en-ukraine-volodymyr-zelensky-a-istanbul-pour-discuter-de-la-securite-energetique-et-des-efforts-de-paix_6675208_3210.html

Le point sur la situation, vendredi 3 avril à 21 heures

  • L’Ukraine « n’a reçu aucun signal indiquant une éventuelle suspension des livraisons d’armes » américaines, a affirmé le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, ajoutant que son pays devait tout de même « se préparer à une possible interruption de l’aide américaine ».
  • Au moins 12 personnes ont été tuées en Ukraine dans des frappes russes en plein jour, vendredi, selon les administrations militaires régionales du pays. L’ambassadrice de l’UE en Ukraine a condamné cette attaque russe massive.
  • L’Egypte n’acceptera plus les exportations russes de céréales provenant des territoires ukrainiens occupés, a assuré le président égyptien, Abdel Fattah Al-Sissi, selon Volodymyr Zelensky.
  • La raffinerie Novo-Oufa appartenant à Rosneft, dans le sud-ouest de la Russie, est partiellement paralysée après une attaque de drones ukrainiens, jeudi, a rapporté Reuters, citant trois sources du secteur.
  • Les négociations de paix entre l’Ukraine, la Russie et les Etats-Unis ont des « perspectives », mais leur processus reste extrêmement complexe, a estimé Kyrylo Boudanov, chef de l’administration présidentielle ukrainienne, selon les propos rapportés par le média ukrainien Suspilne.
  • La Serbie va allouer 2 millions d’euros pour renforcer la résilience du secteur énergétique ukrainien, a annoncé le Programme des Nations unies pour le développement (PNUD).
  • Les Etats-Unis ont levé les sanctions contre Mikhaïl Zadornov, un banquier russe de premier plan et ancien ministre des finances. Cette radiation ne reflète pas un changement plus large de la position américaine sur les sanctions contre la Russie, a précisé un responsable américain cité par Reuters.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/04/en-direct-guerre-en-ukraine-volodymyr-zelensky-a-istanbul-pour-discuter-de-la-securite-energetique-et-des-efforts-de-paix_6675208_3210.html

Trump respinge la controproposta di Teheran in 10 punti. Mojtaba Khamenei: “Gli omicidi e i crimini non intralceranno le forze armate iraniane”

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/trump-48-ore-per-laccordo-o-linferno-teheran-replica-intera-regione-per-voi-sara-un-inferno-iraq-gerusalemme-israele-hormuz-jet-usa-iran-d0a02c89-b337-4ccb-a8b1-8a524b5f42ee.html


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9 aprile 2026. Libano: Netanyahu apre a “negoziati diretti”…mentre spiana Beirut di bombe.

Iran – Usa: tregua fragile in attesa dei negoziati in Pakistan I Pakistan: a Gaza uccisa una studentessa di 13 anni I Meloni in Parlamento tra nervosismo e vittimismo


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Libano, bombardamento israeliano

MIGRANTI – Sono 18 le vittime dell’ennesimo naufragio nel Mar Egeo. Come le 22 persone migranti annegate nelle stesse acque il 27 marzo scorso, cercavano di raggiungere le isole della Grecia, porta d’accesso alla Fortezza Europa. Secondo quanto riferito dalla guardia costiera turca, un gommone si è ribaltato al largo della costa di Bodrum. Altri 21 migranti sono stati tratti in salvo, ma potrebbero esserci dispersi. La tratta del mar Egeo è la seconda più mortale del Mediterraneo dopo quella centrale tra Libia e Italia.

Proprio nel Mediterraneo centrale si è consumata l’altra strage della giornata di oggi. Altri 19 corpi senza vita di persone migranti sono stati trasportati al molo Favarolo di Lampedusa dalle motovedette della Guardia costiera italiana, intervenute a 85 km dall’isola siciliana, in zona sar libica. Altre 7 persone, tra le quali un bambino, sono sopravvissute ma sono state trasportate subito al Poliambulatorio di Lampedusa poiché le loro condizioni sono critiche.

Intanto, un nuovo rapporto delle Nazioni Unite – “Business as Usual: Human Rights Violations and Abuses Against Migrants, Asylum-Seekers and Refugees in Libya” – sottolinea ancora una volta come la strage senza fine delle persone migranti nel Mediterraneo sia alimentata dalle politiche di respingimento dell’Ue, che comprendono la cooperazione con le bande di torturatori e tagliagole che in Libia gestiscono i lager per migranti e speculano sulla pelle di chi cerca un futuro altrove.

Su Radio Onda d’Urto abbiamo commentato queste notizie con Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans.

MEDIO ORIENTE – Anche oggi sono stati continui i raid di Israele e Usa sull’Iran, con Teheran che replica colpendo una petroliera in Qatar, diversi pozzi di petrolio nel Kurdistan iracheno, basi e sedi diplomatiche statunitensi nei paesi del Golfo. Missili e droni di Iran, Hezbollah e Houthi, con diversi feriti, pure su diverse zone di Israele.

I bombardamenti israeliani sono incessanti anche su tutto il Libano. Solo dall’alba di oggi, gli attacchi dell’esercito occupante hanno ucciso almeno 13 persone. In particolare, uno degli attacchi di oggi, nel sud di Beirut, ha provocato la morte di 5 persone e il ferimento di altre 21 prendendo di mira 4 automobili parcheggiate in strada. Il tutto mentre l’esercito israeliano cerca di avanzare anche nel sud del Paese dei cedri. Dopo aver già dichiarato di aver preso il controllo di quella che definisce una “zona di cuscinetto e di sicurezza”, Tel Aviv vuole occupare il territorio libanese fino al fiume Litani. Sul terreno, però, incontra la resistenza del movimento sciita libanese Hezbollah.

Sul piano negoziale, intanto, la Repubblica islamica dell’Iran avrebbe inviato agli Usa, attraverso i mediatori di Pakistan e Cina, una lista di altri 5 punti considerati irrinunciabili, per deporre le armi di fronte all’aggressione israelo-Usa. 

Di questi aspetti abbiamo parlato, su Radio Onda d’Urto, con la sociologa iraniana Minoo Mirshahvalad e con Francesco Vignarca della Rete Pace e Disarmo.

All’interno dello stesso articolo trovate anche le considerazioni di Antonio Tricarico, economista e responsabile finanza pubblica e multinazionali di Re:Common, rispetto alle politiche del governo italiano per tentare di mitigare gli effetti economici della guerra imperialista scatenata dai suoi alleati Trump e Netanyahu e – come sempre – destinata a pesare soprattutto sulle tasche di lavoratori e lavoratrici.

Sempre in Italia tiene banco anche la vicenda Sigonella. La base militare siciliana (a utilizzo misto Italia-Nato-Usa) è stata dichiarata “off limits”, venerdì scorso, per alcuni F-15 statunitensi partiti dalla Gran Bretagna e diretti a bombardare l’Iran. Il capo di stato maggiore dell’esercito italiano Portolano ha negato loro l’atterraggio: appurato che non si trattava di mezzi logistici, è stato deciso lo stop. “Ho fatto solo rispettare gli accordi”, frena Crosetto, con Palazzo Chigi che si affretta a ribadire (ce ne fosse bisogno) che “i rapporti con Washington sono solidi”. Le opposizioni parlamentari chiedono al ministro della Difesa di riferire in Aula.

Qual è il quadro giuridico che regola l’utilizzo della base di Sigonella? Cosa sta succedendo nelle basi militari in Sicilia da quando Israele e Stati Uniti hanno iniziato a bombardare l’Iran? A partire da queste domande, 
Radio Onda d’Urto ha intervistato Sebastiano Papandrea, avvocato del movimento No Muos, e Alfonso Di Stefano del comitato “No Muos – No Sigonella” di Catania.

A proposito di complicità italiane con le guerre condotte dal governo israeliano in Medio oriente, in particolare con il genocidio in Palestina, un gruppo di organizzazioni della società civile ha intentato una causa civile al Tribunale di Roma contro Leonardo s.p.a. e lo Stato italiano.

L’obiettivo dichiarato da A Buon Diritto, ACLI, ARCI, AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi e Un Ponte Per, è quello di “portare davanti a un giudice i contratti militari tra Italia e Israele e chiederne l’annullamento”. Il 27 marzo si è svolta la prima udienza in forma di trattazione scritta. La causa è nella sua fase iniziale, ma potrebbe avere conseguenze importanti per chiarire meglio i limiti dell’export militare.

“Riteniamo che tali contratti siano in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione, la legge 185/1990 sul commercio di armamenti, il diritto internazionale. Non è una presa di posizione simbolica. È un’azione giudiziaria che chiede alla magistratura di verificare responsabilità precise” – A Buon Diritto Onlus.

Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto è intervenuta Giulia Torrini, presidente di Un Ponte per.

Contro il genocidio in Palestina e le complicità italiane, Radio Onda d’Urto oggi ha seguito altre due iniziative:

LEONCAVALLO – Stamattina si è aperto il processo civile contro l’Associazione delle Mamme Antifasciste del Leoncavallo, chiamata a risarcire in solido il Ministero dell’Interno. Il protrarsi dell’occupazione di via Watteau è costato una condanna da oltre 3 milioni di euro che il Ministero ha dovuto versare alla proprietà, Orologio S.r.l. Quella condanna, insieme alle pressioni politiche del governo Meloni, accelerò lo sgombero dello storico centro sociale milanese, avvenuto il 21 agosto 2025.

“La politica – hanno spiegato oggi in conferenza stampa Leoncavallo e Mamme Antifasciste – non ha saputo dare alcuna risposta alla città di Milano che, il 6 settembre, ha chiesto con forza che il Leoncavallo avesse una casa. Oggi, invece, la burocrazia pretende di individuare nelle Mamme Antifasciste le responsabili del mancato sgombero”.

La stessa procedura rischia di essere estesa a molti spazi sociali in Italia. A Roma, per l’occupazione dello spazio di Spin Time, la proprietà ha chiesto al Ministero dell’Interno milioni di euro, ottenendo la disposizione di un risarcimento di 21 milioni in primo grado di giudizio.

Radio Onda d’Urto ha registrato la conferenza stampa, con gli interventi di Daniele Farina del Leoncavallo, dell’avvocato Mirko Mazzali e di Marina Boer, presidentessa dell’Associazione Mamme del Leoncavallo.

  • Sempre in tema di speculazioni immobiliari e distruzione del diritto alla città a Milano, la redazione di Radio Onda d’Urto oggi si è occupata anche dell’inchiesta della Procura meneghina sulla vendita dello stadio Giuseppe Meazza di San Siro
    Ne abbiamo parlato con Luca Trada del collettivo Off Topic.

Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:

“Mestre è antifascista”. Partecipato corteo contro Forza Nuova

Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/

9 aprile 2026. Meteo, ancora sole e temperature sopra la media sull’Italia, Betti: “Il freddo non tornerà fino a domenica”

Ancora sole, secondo il climatologo e ricercatore del CNR Giulio Betti, sull’Italia per gli ultimi giorni della settimana. Maggiore instabilità potrebbe arrivare sullo Stivale da domenica. Le previsioni meteo per il weekend.

Gabriella Mazzeo – Fanpage

I prossimi giorni, almeno fino a domenica, saranno all’insegna di temperature superiori alle medie del periodo per l’Italia, con l’anticiclone che continua a dominare la scena su gran parte del continente europeo. A dirlo è il climatologo e ricercatore del CNR Giulio Betti, secondo il quale il vortice a ovest del Portogallo non entrerà nel Mediterraneo prima di domenica.

continua in
https://www.fanpage.it/attualita/meteo-ancora-sole-e-temperature-sopra-la-media-sullitalia-betti-il-freddo-non-tornera-fino-a-domenica/


Il Papa agli atleti: in tempi di guerre, lo sport promuove la logica dell’incontro

Incontrando in Vaticano i partecipanti ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026, Leone XIV afferma che la filosofia del “vincere senza umiliare” e della sconfitta “senza perdere sé stessi” si applica anche alla politica e alle relazioni tra popoli. Mette poi in guardia dalla tentazione della “prestazione a ogni costo” che può condurre al doping, e dalla logica del profitto “che trasforma il gioco in mercato”

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

Il limite come “luogo di rivelazione”. Lo sport diventa così uno spazio che sfida un mondo segnato da rivalità che “sfociano in guerre devastanti”, svelando possibilità di infrangere la logica della violenza per aprirsi a quella dell’incontro. Un linguaggio universale che insegna a vincere senza umiliare e a perdere senza smarrire sé stessi. Un insegnamento che travalica campi, arene e piste sportive, ma che si estende all’ambito politico e alle relazioni tra i popoli. Così Papa Leone XIV si è rivolto ai circa 240 atleti dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026, ricevuti questa mattina, 9 aprile, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano.

LEGGI IL DISCORSO INTEGRALE DI PAPA LEONE XIV

continua in
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-leone-xiv-incontro-atleti-olimpici-paralimpici.html

Udienza agli atleti delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026, 9 aprile 2026 – Papa Leone XIV


9 aprile 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

Due anni fa la strage di Suviana

Le riflessioni di Carlo Soricelli (*) che segnala un’importante iniziativa a Bologna il 9 aprile.

Il muro delle farfalle bianche. Realizzazione di Carlo Soricelli

STRAGE DI SUVIANA: IL CANCRO DEI SUBAPPALTI E L’ERGASTOLO DEL DOLORE. BASTA PROCESSI INFINITI!

In occasione del secondo anniversario della strage di Suviana (Bargi), del 9 aprile 2024 l’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro, per voce del suo curatore Carlo Soricelli, alza un grido d’indignazione contro un sistema che non solo uccide sul lavoro, ma calpesta la dignità dei sopravvissuti con una giustizia lenta e inaccessibile.

Il sistema dei subappalti: un “caporalato legalizzato” utilizzato anche dallo Stato

Suviana non è un episodio isolato, ma l’ennesima prova di come il subappalto a cascata sia un cancro che divora la sicurezza. Quando il lavoro viene parcellizzato — come visto nelle stragi di Brandizzo, dell’Esselunga di Firenze dove per la costruzione di un semlice Supermercato ci lavoravano 49 aziende appaltatrici, e di Casteldaccia di Palermo e dell’ENI di Calenzano— si perde la visione d’insieme del rischio.

continua in
https://www.labottegadelbarbieri.org/due-anni-fa-la-strage-di-suviana/

8 aprile 2026

https://www.rainews.it/video/2026/04/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-f08c4b20-dea4-47fc-8ca7-775289827629.html

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Mercoledì 8 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-08042026-478cf55a-c0b1-4f43-b1b7-894cab660e5a.html

Sul filo «Stanotte morirà un’intera civiltà». È scaduto l’ennesimo ultimatum di Trump all’Iran, accompagnato da minacce terribili, compreso l’uso dell’atomica. Il presidente ormai criticato anche da molti dei suoi. Onu ed Europa stanno a guardare. Il papa: inaccettabile
Francesca Luci
https://ilmanifesto.it/catene-di-scudi-umani-e-treni-sotto-tiro-liran-attende-lapocalisse
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-08-04-2026


Iran war updates: Israel kills 254 in Lebanon after US-Iran agree ceasefire

Live https://www.aljazeera.com/video/live

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https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
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https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le 08/04 à 21:09

Ce qu’il faut retenir sur les frappes d’Israël au Liban aujourd’hui

  • L’armée israélienne annonce avoir mené sa « plus grande frappe coordonnée » contre le mouvement pro-iranien Hezbollah depuis le début du conflit. « [L’armée israélienne] a mené une attaque surprise contre des centaines de terroristes du Hezbollah dans des centres de commandement à travers le Liban », déclare le ministre de la défense israélien, Israel Katz.
  • Le cessez-le-feu conclu entre les Etats-Unis et l’Iran ne concerne pas le Liban. La porte-parole de la Maison Blanche, Karoline Leavitt, affirme que le Liban ne fait pas partie de l’accord de cessez-le-feu. « Le cessez-le-feu avec l’Iran n’inclura pas le Hezbollah », abonde Benyamin Nétanyahou.
  • Les bombardements ont fait au moins 254 morts et 1 165 blessés, annonce la direction générale de la protection civile du pays.
  • Plus de 60 sites frappés par Israël au Liban, selon le Haut-Commissariat des Nations unies pour les réfugiés.
    Le président libanais, Joseph Aoun, condamne les attaques israéliennes contre son pays et les qualifie de « barbares ».
  • « Le Liban mérite la vie », « notre combat est contre le Hezbollah », assure l’armée israélienne. « Aujourd’hui, alors que nous traversons ces temps difficiles, regardons ensemble vers l’avenir… Quel Liban voulez-vous ? », interroge le porte-parole arabophone de l’armée israélienne, Avichay Adraee.
  • Le Hezbollah se dit en « droit de riposter » aux frappes israéliennes. « Les massacres d’aujourd’hui ainsi que tous les crimes (…) confirment notre droit naturel et légal de résister à l’occupant et de riposter à son agression ».
  • Washington doit faire le choix entre le cessez-le-feu ou la poursuite de la guerre « par l’intermédiaire d’Israël », estime le chef de la diplomatie iranienne,Abbas Aragtchi.« Le monde observe les massacres au Liban.
  • a balle est maintenant dans le camp des Etats-Unis, et l’opinion publique mondiale regarde pour voir si ce pays tiendra ses engagements ou non », ajoute-t-il.
  • « L’ONU condamne fermement les frappes israéliennes à travers le Liban » et « les pertes de vies civiles », déclare Farhan Haq, porte-parole adjoint du secrétaire général des Nations unies.
  • L’Irak accuse Israël de vouloir faire échouer le cessez-le-feu en continuant à frapper le Liban. L’attitude du gouvernement israélien « prouve ses projets hostiles de saboter la trêve », déclare le porte-parole de l’exécutif, Bassem Al-Awadi.
  • Le président américain va continuer à discuter du Liban avec le premier ministre israélien, Benyamin Nétanyahou, a annoncé sa porte-parole, Karoline Leavitt.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/09/en-direct-guerre-au-moyen-orient-un-petrolier-non-iranien-franchit-le-detroit-d-ormuz-le-premier-depuis-le-cessez-le-feu_6676633_3210.html

RaiNews LIVE

Zelensky: “Sono pronto a incontrare Putin. Di sicuro non a Mosca, né a Kiev”

“Se è pronto a incontrarmi, ci sono molti posti per farlo”, dice il Presidente ucraino. E invita gli Usa a “premere sulla Russia”. Vance, a leader Ue non interessa risolvere conflitto

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/ne-mosca-ne-kiev-zelensky-propone-una-sede-neutrale-per-incontrare-putin-e3f67c04-de4a-443b-9d64-324c5630f5f7.html

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La Crisi Russia-Ucraina

Les trajets des drones d’attaque et des missiles de croisière russes qui ont attaqué le territoire ukrainien dans la nuit de jeudi à vendredi et dans la matinée vendredi 3 avril

EN DIRECT, guerre en Ukraine 

Un point sur la situation mercredi 8 avril à 21 heures

  • La Russie a à nouveau menacé les « pays tiers » qui autoriseraient le survol de leur territoire aux drones ukrainiens, ciblant les pays baltes, dans une déclaration de la porte-parole de la diplomatie russe, Maria Zakharova.
    Près de 40 frappes russes sur l’oblast de Dnipropetrovsk ont fait quatre blessés, mercredi, selon les autorités locales.
  • Quarante-trois affrontements entre Russes et Ukrainiens ont été recensés mercredi par l’armée ukrainienne.
  • L’état-major ukrainien a déclaré avoir frappé plusieurs dépôts pétroliers en Crimée occupée, provoquant des incendies sur les sites au cours de la nuit de mardi à mercredi.
  • De nouveaux enregistrements d’échanges entre les chefs de la diplomatie hongrois et russe ont été révélés par des médias d’investigation hongrois, tandis que Péter Szijjarto a dénoncé une « ingérence inhabituellement brutale et ouverte des services secrets étrangers dans les élections législatives hongroises ».
  • Le Parlement ukrainien a adopté une « loi sur l’intégration européenne », dont s’est félicitéela commissaire européenne à l’élargissement, Marta Kos.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/12/en-direct-guerre-en-ukraine-volodymyr-zelensky-affirme-avoir-demande-a-la-russie-de-poursuivre-la-treve-apres-la-paques-orthodoxe_6676836_3210.html

Colpite zone commerciali e residenziali. Israele dice di avere attaccato lanciamissili, centri di comando e infrastrutture di intelligence. Reazione rabbiosa dall’Iran: chiuso nuovamente lo stretto di Hormuz. Trump: “Una scaramuccia, tutto ok”

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/iran-guerra-trump-minaccia-ecatombe-poi-accetta-tregua-2-settimane-hormuz-riaperto-teheran-vittoria-963144d1-e1ee-4188-ac06-d97189e83363.html


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L’escalation in Medio Oriente

Catene di scudi umani e treni sotto tiro, l’Iran attende l’apocalisse

Sul filo Offensiva aerea a pieno regime, distrutta la sinagoga di Teheran. Il papa: «Obiettivi civili inaccettabili». E il paese si compatta

La sinagoga di Khorasaniha e gli edifici circostanti in macerie a Teheran, in Iran – foto Francisco Seco/Ap

Francesca Luci – ilManifesto

«Stanotte un’intera civiltà morirà, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà», ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Una nuova alba si leva su un Iran ferito, confuso e furioso. Quella che molti iraniani speravano fosse una crisi isolata si è trasformata in un incubo. Gli attacchi coordinati da Stati Uniti e Israele violando qualsiasi linea rossa etica e umanitaria hanno sconvolto il Paese, innescando una reazione a catena di rabbia, ritorsioni e una drammatica escalation verbale.
A POCHE ORE dall’apocalisse annunciata dal presidente americano Trump gli iraniani agiscono con un misto di indifferenza e sfida. “Bisogna ammettere che purtroppo è già il mondo intero ad essere entrato nell’età della pietra, poiché la caratteristica di quest’epoca è l’assenza di etica, l’assenza di legge, l’assenza di impegni internazionali e il rifiuto di qualsiasi norma politica e razionale – di cui Trump è il simbolo principale», scrive il noto editorialista iraniano Abbas Abdi sul quotidiano Etemad.
QUALCUNO CHIEDE di fare scudi umani a protezione delle centrali elettriche e delle infrastrutture sensibili. Come se davvero le bombe americane e israeliane potessero fermarsi davanti ai loro corpi, come se la politica, per raggiungere il suo scopo, non infrangesse qualsiasi regola etica.
Il presidente iraniano Pezeshkian scrive nel suo account X che «oltre 14 milioni di iraniani hanno dichiarato la propria disponibilità a sacrificare la propria vita per difendere l’Iran. Anch’io sono stato, sono e sarò pronto all’estremo sacrificio per la Patria». Si riferisce alla sottoscrizione nella lista “Jan-Fada” – pronto a dare la vita -, un’espressione forte, usata per indicare lealtà totale al Paese, che in pochi giorni ha raggiunto oltre 14 milioni di sottoscrizioni.
Paradossalmente il linguaggio massimalista e le minacce di Trump hanno provocato una reazione di sdegno che sembra unanime, che comprende riformisti, falchi e persino alcune figure dell’opposizione. Se l’obiettivo di Washington era di incoraggiare il dissenso contro la Repubblica islamica, si potrebbe affermare che l’atteggiamento americano ha invece rafforzato una narrativa nazionalista.
IERI È STATA un ennesima giornata difficile per gli iraniani. Un edificio residenziale nel cuore della capitale è stato attaccato, secondo l’agenzia Mehr News, l’esplosione ha raso al suolo il palazzo e la sinagoga di Teheran che gli stava accanto. Un video di 12 secondi mostra soccorritori che camminano su cumuli di detriti, libri sacri distrutti e vetrate infrante. La comunità ebraica iraniana, che conta circa 20mila persone e vanta una presenza millenaria nel Paese ha definito l’atto «un oltraggio inaccettabile». La provincia di Alborz è stata la più colpita durante la notte di ieri: 18 morti, tra cui due bambini, e 24 feriti. A Shahriar, periferia ovest della capitale, un attacco a un quartiere residenziale ha ucciso 9 persone. A Pardis, a est di Teheran, i soccorritori hanno estratto sei corpi dalle macerie.
UNA NUOVA e inquietante strategia di guerra sta emergendo tra gli strateghi israeliani: prendere di mira le infrastrutture ferroviarie. L’esercito israeliano ha diramato avvisi ai civili iraniani, invitandoli a evitare le linee ferroviarie, gettando nel panico migliaia di viaggiatori. A Mashhad, seconda città santa dell’Iran, le autorità hanno sospeso tutti i servizi ferroviari in partenza dalla stazione centrale, temendo che i binari possano diventare il prossimo obiettivo militare. Persino il papa lo definisce inaccettabile: «Ci sono questioni certamente di diritto internazionale ma molto di più. E’ una questione morale per il bene del popolo intero», è stato l’accorato appello di Leone XIV.
IL MINISTRO del patrimonio culturale ha chiesto ufficialmente l’intervento dell’Unesco per proteggere la ferrovia transiraniana, dichiarata patrimonio dell’umanità nel 2021. Una struttura unica, lunga 1.394 chilometri, che collega il Mar Caspio al Golfo Persico. Colpirla, avverte Teheran, significherebbe attaccare «il patrimonio comune dell’umanità». Nel frattempo, la Mezzaluna Rossa iraniana ha denunciato che almeno 17 aree civili sono state bombardate negli ultimi raid, parlando apertamente di «crimini di guerra». «Non c’è alcuna giustificazione per attaccare i civili», si legge in una dichiarazione ufficiale.
DURANTE IL TARDO pomeriggio, boati assordanti hanno scosso ancora la capitale, mentre aerei militari sorvolavano la città in volo circolare, segno che l’offensiva aerea non accenna a fermarsi. I residenti hanno riferito di almeno tre potenti esplosioni, senza un immediato chiarimento sugli obiettivi colpiti.
L’attacco più significativo potrebbe essere stato quello all’isola di Kharg, cuore pulsante dell’industria petrolifera iraniana. Nel Golfo Persico, Kharg ospita il principale terminale di esportazione del greggio iraniano ed è l’isola che gli americani minacciano di occupare con i loro marines. Qualsiasi danno alle sue infrastrutture rischia di avere ripercussioni devastanti sull’economia del Paese e sui mercati energetici globali. L’entità dei danni non è ancora stata resa nota, ma la posta in gioco è altissima.
Secondo fonti ufficiali, le vittime accertate ammontano a 2.076 morti, e i feriti superano le 26.500 persone. Il ministero della cultura iraniano ha reso noto che sono stati danneggiati 56 siti storici, 30 università e 55 biblioteche.
IL CONFLITTO e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz stanno provocando «una crisi energetica più grave di quelle del 1973, 1979 e 2022 messe insieme», ha detto Fatih Birol, direttore dell’International Energy Agency. L’impatto colpisce soprattutto i Paesi in via di sviluppo, ma anche Europa, Giappone e Australia.

Aggiornamenti
08/04/2026, 00:13 articolo aggiornato

8 aprile 2026. Tregua in Iran, cosa c’è nell’accordo per il cessate il fuoco con gli Usa: il piano in 10 punti e le incognite su Hormuz

Teheran

C’è un piano in dieci punti inviato martedì da Teheran ai mediatori pakistani, e da Islamabad recapitato alla Casa Bianca, dietro l’inattesa svolta avvenuta nella notte italiana per il conflitto in corso ormai dal 28 febbraio tra Stati Uniti ed Israele da una parte e l’Iran dall’altra.
Un dossier molto vago, come spesso accade in queste circostanze, che entrambe le parti hanno rivendicato come una “vittoria”. Il cessate il fuoco di due settimane è stato commentato da Donald Trump come “una base valida su cui negoziare”, mentre le operazioni compiute in Iran avrebbero raggiunto “tutto ciò che volevamo ottenere sul piano militare”, una “vittoria totale da quel punto di vista e da ogni altro punto di vista”.

continua in
https://www.unita.it/2026/04/08/cosa-prevede-accordo-cessate-il-fuoco-iran-stati-uniti-piano-10-punti-stretto-hormuz/

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Iran, Trump fa marcia indietro: tregua di due settimane mediata dal Pakistan, Teheran verso la riapertura di Hormuz

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8 Aprile 2026 alle 12:30

8 aprile 2026. Israele bombarda il Libano

Centiania di morti, a rischio gli accordi tra Usa e Iran | A Gaza ucciso da Israele il 262° giornalista | Non Una di Meno in piazza contro il DDL Bongiorno | L’inchiesta 7 aprile e il Teorema Calogero


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MEDIO ORIENTE – Il Medio Oriente è ancora in fiamme. Il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato nuovamente interrotto a seguito dei violenti attacchi israeliani contro il Libano. Nella notte Trump e le Guardie della Rivoluzione iraniane avevano annunciato la sospensione di tutti i bombardamenti, permettendo il transito delle navi dallo Stretto del Gonfo.

Ma Tel Aviv, fuori dal tavolo negoziale, ha minato intenzionalmente l’accordo per tornare alla guerra totale e permanente, unica opzione politica concepibile per coloni e Netanyahu. 
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Mauro Pompili, giornalista che da anni vive nella capitale libanese.

Beirut è travolta dai raid. 100 bombe in 10 minuti, sganciate da Israele sulla capitale libanese. Si segnalano bombardamenti dal lungomare fino alla periferia. Diverse testimonianze parlano di scene apocalittiche, con edifici in macerie, panico fra la popolazione e numerosi cadaveri per le strade.

Secondo la Protezione civile libanese, aggiornata alle 20 di mercoledì 8 aprile, almeno 254 persone sono state uccise e 1.165 ferite dagli attacchi israeliani in tutto il Libano. Israele ha barbaramente colpito aree densamente popolate, in una capitale che conta 500mila abitanti: molte persone sono ancora intrappolate sotto le macerie, mentre gli ospedali della zona sono sotto forte pressione. Nella valle della Bekaa, un bombardamento aereo israeliano ha ucciso almeno 10 persone che stavano partecipando a un funerale. 
La corrispondenza da Beirut, per Radio Onda d’Urto, di David Ruggini, capomissione di Un Ponte Per in Libano.

Il tutto a poche ore dallo stop, dopo 40 giorni, delle bombe israelo-statunitensi contro l’Iran. Il round di trattative tra Teheran e Washington per un accordo complessivo è previsto a Islamabad, Pakistan, venerdì. Dovrebbero esserci il vicepresidente JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Bagher Ghali. Sul piatto da un lato i 15 punti richiesti dagli Usa, dall’altro, invece, i 10 punti di controreplica iraniana. Quali le maggiori criticità delle reciproche richieste? 
Ahmad Rafaat, giornalista italo iraniano, autore di diversi libri su Teheran e fondatore dell’associazione Iniziativa per la Libertà d’Espressione in Iran.

Di Palestina invece non parla nessuno: qui Israele continua a uccidere, tanto in Cisgiordania (3 feriti a Masafer Yatta e raid di coloni e polizia vicino a Betlemme) quanto a Gaza, dove torna a scarseggiare il cibo visto il perdurare dello stop ai valichi, mai riaperti davvero nonostante l’accordo ormai di ottobre. L’Oms rilancia l’allarme sanità per le condizioni disastrose di vita nella Striscia.

Il corrispondente di Al Jazeera Mohammed Wishah è stato ucciso da un attacco con droni israeliani a Gaza nella giornata di oggi. Con l’uccisione di Wishah, il numero di giornalisti palestinesi uccisi da Israele dall’inizio della guerra nell’ottobre 2023 è salito a 262. 
Sami Abu Omar, nostro collaboratore, da Gaza.

Lato solidarietà internazionale e iniziative per la Palestina. “La nostra Onda non si arresta-Insieme per Gaza” è il titolo dell’evento che si svolge domenica 12 aprile a Campo Marte a Brescia, promosso da Global Movement to Gaza per raccogliere fondi a sostegno della nuova missione della Global Sumud Flotilla. 
Ne abbiamo parlato qui.

Ancora iniziative di solidarietà. Folto presidio a Roma questo mercoledì mattina sotto la Cassazione in attesa della decisione sui ricorsi presentati dalle difese nell’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas che coinvolge Mohammad Hannoun, presidente Api, detenuto da fine 2025, ora in massima sicurezza a Terni. La Suprema Corte deve esprimersi anche sull’utilizzabilità dei file israeliani esclusi perché acquisiti tramite fonte anonima, cioè con veline non verificabili dello Shin Bet. Sul piatto anche il ricorso della Procura di Genova contro la decisione del tribunale del Riesame che nei mesi scorsi ha disposto la scarcerazione di altri 2 indagati. 
Vincenzo Miliucci, compagno della Confederazione Cobas e solidale con la Palestina.

GENERE – Restiamo a Roma dove in Senato si è svolta la riunione del comitato ristretto chiamato a trovare una mediazione politica sul testo del cosiddetto ddl Bongiorno, ovvero il disegno di legge che vorrebbe modificare il reato di violenza sessuale sostituendo il modello del consenso con quello basato sul “dissenso”. Ancora distanti le posizioni tra maggioranza e opposizione.

Un intervento normativo fortemente contestato dai centri antiviolenza (cav), dalle reti e dai movimenti femministi e trasfemministi di tutto il Paese che, oggi, tornano in piazza per far sentire tutta la propria contrarietà alle modifiche proposte. “La sola modifica possibile alla legge sulla violenza sessuale è l’introduzione del consenso libero è attuale. “Consenso riconoscibile” vuol dire Dissenso e non lo accetteremo!”, ribadisce Non Una di Meno sui propri profili social.

Con questa cornice – che rientra nel quadro della mobilitazione permanente lanciata lo scorso gennaio da cav e reti femmiste e transfemministe – il nodo romano di Non Una di Meno sarà, assieme ai centri antiviolenza, alle ore 15 sotto il Senato, ma manifestazioni analoghe si svolgeranno in decine di città: a Milano, appuntamento alle ore 18,00 sotto la Prefettura perché, come spiega ai nostri microfoni Elena di Non Una di Meno Milano, “Senza consenso è sempre stupro”

L’analisi e la presentazione dell’iniziativa di Elena di Non Una di Meno Milano

Non Una di Meno Brescia ha organizzato, invece, un “presidio rumoroso” nel tardo pomeriggio in piazzetta Bell’Italia, ribattezzata ormai da anni piazzetta Non Una di Meno

Giulia di Non Una di Meno Brescia ai nostri microfoni

Anche a Roma Non Una di Meno era in piazza, dalle 15 era sotto il Senato, assieme ai Centri antiviolenza. Almeno un migliaio le persone presenti.

Il collegamento con il corteo del pomeriggio nella capitale insieme a Serena di Non di Meno

STORIA (DI CLASSE) – Chiudiamo la newsletter di questa sera con l’intervista a Elio Catania, ricercatore storico e autore del libro “Antiterrorismo. Conflitto sociale e fine della storia in Italia 1968-1992” sull’inchiesta contro l’Autonomia, la morte di Calogero, il ruolo del Partito comunista italiano nel sostegno all’operazione repressiva.

“L’inchiesta che porta agli arresti del 7 aprile rappresenta la volontà di soggetti differenti, la magistratura inquirente e giudicante, non solo quella di matrice conservatrice ma principalmente quella di matrice progressista, oltre che il PCI, le forze dell’ordine e gli stessi organismi di’intelligence, di chiudere i conti con la stagione dei movimenti; la volontà non tanto di perseguire reati individuali quanto di processare una intera stagione conflittuale tramite grandi processi collettivi”.

Elio Catania risponde così alla domanda su cosa sono stati l’inchiesta 7 aprile e il teorema Calogero, un’operazione che segna anche una svolta nella strategia repressiva contro il movimento comunista rivoluzionario autonomo degli anni 70.

Come terminò l’inchiesta 7 aprile?

“Si disgregò l’impianto accusatorio a partire dall’imputazione di insurrezione armata contro i poteri dello Stato. Molti imputati furono assolti dopo anni di carcerazione preventiva. Negri assolto dall’accusa di aver guidato il sequestro Moro. Anche se ci furono condanne per reati associativi.”

Qui l’intervista completa a Elio Catania, ricercatore storico e autore del libro “Antiterrorismo. Conflitto sociale e fine della storia in Italia 1968-1992”.

Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:

UCRAINA – Radio Onda d’Urto torna sulla situazione umanitaria in Ucraina con 
Luca Rifiorati, coordinatore del programma di Emergency nel paese dell’est Europa

MEMORIA – L’Archivio del Gatto Nero è un viaggio negli archivi quarantennali di Radio Onda d’Urto, emittente radiofonica antagonista nata in una cantina di vicolo delle Sguizzette (Brescia) il 18 dicembre 1985. 
Nella puntata di oggi “Strage, per una memoria non pacificata”. Intervento di Umberto Gobbi, di Radio Onda d’Urto, dal convegno dell’11 maggio 2024 organizzato dalla stessa Radio Onda d’Urto a Brescia.

CULTURA – La chitarra e il potere. Storie e autori delle canzoni politiche di protesta in Italia e nel mondo. Trasmissione in onda il secondo e quarto mercoledi del mese, dalle 20 alle 21, su Radio Onda d’Urto. Siamo alla seconda stagione, dal titolo “Bella Ciao – Testimonianze sonore sulla Resistenza”. 
In questa puntata ascoltiamo l’album “Materiale resistente 1945-1995” uscito in occasione del 50º della Liberazione d’Italia dal nazifascismo.

Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/

8 aprile 2026. Gli amici imbarazzanti di Fdi. E Meloni attacca la stampa

La milite ignara Nell’inchiesta Hydra l’uomo dei Senese che entrava alla Camera con i pass del partito

Luciana Cimino – ilManifeso

«Esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie». Giorgia Meloni, ieri mattina, viste le anticipazioni della nuova puntata di Report, il programma d’inchiesta di RaiTre, pubblicate su alcune testate, si è difesa passando subito all’attacco.

LA FOTO che campeggia sui siti la immortala in un’iniziativa elettorale nel 2019 con Gioacchino Amico, referente del clan Senese in Lombardia e oggi collaboratore di giustizia nell’inchiesta Hydra di Milano. «Una foto come tante» si è difesa. A chi ha ripreso la notizia, invece, è riservato l’attacco. «La “redazione unica”», la definisce Meloni nel suo lungo post su X, che sostiene «la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi». L’antipatia della presidente del Consiglio per la stampa è nota e manifesta ma stavolta il tono è particolarmente virulento: «A questi “professionisti dell’informazione” non importa niente, tutto serve a gettare fango nel ventilatore».
A stretto giro si sono accodati i suoi, la linea è la stessa: «È giusto una foto». La polemica sullo scatto è funzionale a nascondere sullo sfondo il problema vero: la possibile permeabilità di alcune parti di FdI ad ambienti legati alle mafie. Anche perché l’anticipazione della trasmissione è arrivata quando l’eco del caso Delmastro non si è ancora affievolito. L’ex sottosegretario alla Giustizia si è dovuto dimettere dopo che sono emersi i suoi affari con la figlia di un prestanome della camorra capitolina, Mauro Caroccia (attualmente in carcere per associazione mafiosa) che avrebbe agito per conto del clan Senese. Le indagini delle procure di Roma e Torino proseguono con gli interrogatori dei Caroccia (attualmente Delmastro non è indagato). L’ex sottosegretario non era l’unico meloniano in società con Caroccia nel ristorante capitolino Bisteccheria d’Italia: avevano quote anche Elena Chiorino, che per questo si è dimessa da vice presidente della Regione Piemonte e altri esponenti locali del partito.
NELL’INCHIESTA di Report a parlare è un ex collega di Delmastro, deputato di Fdi nella scorsa legislatura. Al parlamentare Amico avrebbe riferito di avere «agganci importanti dentro Fratelli d’Italia». Tra i nomi fatti quello di Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione, che ha negato ogni addebito: «Non avrei avuto motivo di incontrarlo». Secondo la ricostruzione, Amico (all’epoca non indagato per mafia ma per ricettazione, truffa e associazione a delinquere) partecipava attivamente alle iniziative del partito in Lombardia grazie alla vicinanza con l’europarlamentare Carlo Fidanza, coinvolto in un’inchiesta sui finanziamenti illeciti poi archiviata. Ma anche a Roma non era uno sconosciuto. Per la fonte del programma di RaiTre, Amico frequentava assiduamente Montecitorio grazie a un «tesserino o accredito speciale».
Circostanza presente anche negli atti dell’indagine Hydra della Dda di Milano. Nelle pagine sono indicati i nomi di una quindicina di politici locali e nazionali di Fdi (alcuni ancora in carica) in rapporti con il presunto referente del clan Senese, ora pentito. Fra questi si leggono quelli di Ella Bucalo, componente della commissione Cultura del Senato, e Paola Frassinetti, oggi sottosegretaria all’Istruzione (e al Merito), entrambe non indagate. Quest’ultima è considerata una colonna del partito nato a Colle Oppio. Prima nel Fronte della Gioventù, poi Msi, An e infine fondatrice con Meloni di Fdi, partecipa alle “cerimonie del presente” e si occupa informalmente di Gioventù Nazionale e Azione studentesca. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato il suo staff ad attivarsi per far entrare l’uomo del clan alla Camera. «Non sapevo chi fosse, l’ho visto per dieci minuti», la difesa della sottosegretaria. «Non è mai stato rilasciato alcun tesserino permanente», hanno fatto sapere da Montecitorio.
«NON MI FACCIO intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede – ha affermato la premier ieri – Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino». «Basta rifugiarsi nel vittimismo», l’attacco del leader M5S, Giuseppe Conte che chiede a Meloni di «chiarire i rapporti degli esponenti del clan Senese con Fdi». Anche la segretaria del Pd Elly Schlein specifica che «il punto non sono i selfie» ma l’emersione «di rapporti strutturali tra esponenti FdI e membri di questo clan». La presidente del Consiglio, per Schlein, «dovrebbe guardarsi dentro casa anziché attaccare i giornalisti». Oltre a «preoccuparsi – aggiunge Nicola Fratoianni di Avs – della facilità di relazione di alcuni alti esponenti del suo partito con questi personaggi». Intanto le opposizioni annunciano interrogazioni in Parlamento per sapere per quali interessi ad Amico sarebbe stato consentito di entrare a Montecitorio.
https://ilmanifesto.it/gli-amici-imbarazzanti-di-fdi-e-meloni-attacca-la-stampa?_sc=NTc5MTYxNyM1MDU5OA%3D%3D

8 aprile 2026. Pietro Calogero, morto a 86 anni il magistrato che annientò Potere Operaio

Muore il 6 aprile alla viglia dell’anniversario grande blitz contro Autonomia Operaia. 22 ordini di cattura con la sua firma, per Toni Negri, Oreste Scalzone e altri

Frank Cimino – l’Unità

Se ne va a 86 anni l’ex pm Pietro Calogero uno dei padri in toga insieme ai politici dell’infinita emergenza italiana. Diciamo così perché rappresentò l’accusa nel processo simbolo della madre di tutte le emergenze, il caso 7 aprile.
Calogero, siculo di nascita ma da giovane trapiantato in Veneto muore il 6 aprile alla viglia dell’anniversario grande blitz contro Autonomia Operaia22 ordini di cattura con la sua firma, per Toni Negri, Oreste Scalzone e altri “per aver organizzato e diretto una associazione denominata Brigate Rosse”. Tutto falso come risulterà poi all’esito dei processi, dopo lunghi anni di carcerazione preventiva e anche di gogna mediatica con i titoli cubitali che campeggiavano recitando: “Scoperti e arrestati gli assassini di Moro”. I grandi giornali avevano le macchine da scrivere sui tavoli delle Procure, fatta eccezione per il “manifesto”, soprattutto Rossana Rossanda e Giorgio Bocca di Repubblica.

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https://www.unita.it/2026/04/08/pietro-calogero-morto-a86-anni-il-magistrato-che-anniento-potere-operaio/


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8 aprile 2026. Mattarella riceve i medagliati azzurri di Milano Cortina 2026

Il capo dello Stato agli atleti: “Lo sport è testimone di civiltà e non si arrende alle violenze”

“Viviamo un tempo difficile, offuscato da minacce gravi, da guerre sanguinose. La cultura che lo sport trasmette ha un segno ben diverso: dove la violenza vuole sopraffare il diritto, lo sport esalta la lealtà e il sacrificio nel rispetto delle regole condivise. La competizione non è per soggiogare l’altro ma per migliorarsi insieme. Lo sport è testimone di una civiltà che non si arrende alle violenze e le Olimpiadi e le Paralimpiadi ne sono l’espressione più alta”. 

continua in
https://www.rainews.it/articoli/2026/04/sergio-mattarella-e-i-medagliati-azzurri-a-milano-cortina-2026-incontro-al-quirinale-1845bbd2-0582-4bca-ac2b-b91ff444e3a7.html

Il Presidente Mattarella alla cerimonia di restituzione della Bandiera da parte degli atleti italiani di ritorno dai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026



Maltempo, allerta meteo arancione e gialla 9 aprile 2026 per rischio idrogeologico: le regioni colpite

Per giovedì 9 aprile, la Protezione Civile ha diramato un’allerta arancione e gialla in Molise e Abruzzo per rischio idrogeologico e idraulico. Sul resto d’Italia tempo stabile e soleggiato, con temperature generalmente sopra le medie stagionali.

Il maltempo resta sotto osservazione per mercoledì 9 aprile 2026, con allerta arancione e gialla in diverse aree del Molise e dell’Abruzzo. La criticità arancione, legata al rischio idrogeologico, riguarda Frentani, Sannio, Matese e la litoranea molisana, mentre la litoranea stessa è sottoposta ad allerta gialla per rischio idraulico. Allerta gialla anche per l’Alto Volturno e il Medio Sangro, così come in Abruzzo per i bacini Tordino, Vomano, Pescara e Sangro.

continua in
https://www.fanpage.it/attualita/maltempo-allerta-meteo-arancione-e-gialla-9-aprile-2026-per-rischio-idrogeologico-le-regioni-colpite/


8 aprile 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

7 aprile 2026

https://www.rainews.it/video/2026/04/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-d9d87ee9-ab96-401d-a0cb-fa4f94b5cccf.html

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Martedì 7 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-07042026-8da631bf-6d4e-42cd-9da5-38994a4124f8.html

La guerra grande Teheran consegna i suoi «10 punti»: no al «cessate il fuoco temporaneo», solo «permanente». Braccio di ferro sullo Stretto di Hormuz, la guerra subisce una nuova escalation: colpiti impianti petrolchimici, università e zone civili. Trump: «Ce lo chiedono gli iraniani»
Francesca Luci
https://ilmanifesto.it/i-10-punti-di-teheran-no-alla-tregua-serve-pace-permanente
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-07-04-2026

Passa la proposta del Pakistan su due settimane di tregua per negoziare, Teheran accetta su pressioni della Cina, ok anche di Israele. Venerdì il primo round di incontri. Petrolio in calo, WTI a -18%

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/trump-48-ore-per-laccordo-o-linferno-teheran-replica-intera-regione-per-voi-sara-un-inferno-iraq-gerusalemme-israele-hormuz-jet-usa-iran-d0a02c89-b337-4ccb-a8b1-8a524b5f42ee.html


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L’escalation in Medio Oriente


7 aprile 2026. Iran war updates: Trump suspends US attacks, Tehran agrees to ceasefire

Live https://www.aljazeera.com/video/live

  • Iran says it has accepted a two-week ceasefire, with negotiations to begin on Friday in Pakistan’s Islamabad, after US President Donald Trump said he would suspend attacks subject to Tehran agreeing to fully reopen the Strait of Hormuz.
  • Iran’s foreign minister says safe passage through the key waterway will be possible for a period of two weeks via coordination with Iran’s armed forces.
  • Trump’s statement came after Pakistan’s Prime Minister Shehbaz Sharif asked the US president to extend his deadline for a deal, and Iran to fully open the Strait of Hormuz.
  • The office of Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu said ⁠Israel ⁠supports Trump’s two-week pause in attacks on Iran, but the ⁠”ceasefire does not ⁠include Lebanon”.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.


    AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
    https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/7/iran-war-live-trump-warns-of-devastating-attacks-as-deal-deadline-nears

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Ce qu’il faut retenir à quelques heures de la fin de l’ultimatum à l’Iran posé par Donald Trump

  • Donald Trump a confirmé que les Etats-Unis étaient prêts à mettre en œuvre les frappes dont il a menacé l’Iran en l’absence d’un accord d’ici à 20 heures, heure de Washington, lors d’un entretien téléphonique avec le journaliste de Fox News Bret Baier.
  • « 20 heures, c’est confirmé », a-t-il assuré, selon les propos rapportés par la chaîne. Le principal port de Bahreïn suspendra temporairement ses opérations à partir de mercredi,à quelques heures de l’expiration de l’ultimatum de Donald Trump.
  • De même, le Koweït demande à sa population d’éviter de sortir à partir de minuit et jusqu’à mercredi matin.A travers l’Iran, des habitants forment des chaînes humaines sur des ponts et autour de centrales électriques visés par les menaces de Donald Trump,selon des vidéos publiées par des médias d’Etat et journalistes locaux.
  • Cibler les infrastructures civiles est « un crime de guerre », rappelle l’Organisation des Nations unies (ONU), par la voix de son haut-commissaire aux droits de l’homme, Volker Türk, qui a dénoncé la « rhétorique incendiaire » entourant le conflit au Moyen-Orient.
  • Invité au journal de France 2, Jean-Noël Barrot dit espérer que Donald Trump « ne mette pas à exécution ses menaces » et rappelle que la France est « fermement opposée aux frappes contre les infrastructures civiles ».
  • M. Barrot a refusé de dire si les frappes dont le président américain a menacé l’Iran relèveraient de « crimes de guerre ».Le président américain révèle « son intention de commettre des crimes de guerre et des crimes contre l’humanité », a déclaré l’ambassadeur iranien à l’ONU,Amir-Saeid Iravani, devant le Conseil de sécurité de l’ONU.
  • « Aujourd’hui, le président des Etats-Unis a utilisé un langage non seulement profondément irresponsable mais totalement alarmant », a-t-il dénoncé. Le secrétaire général de l’ONU, Antonio Guterres, « est très préoccupé » par les déclarations de Donald Trump, a fait savoir son porte-parole, Stéphane Dujarric. « Aucun objectif militaire ne justifie la destruction massive des infrastructures d’une société », estime-t-il. Donald Trump est soupçonné d’être atteint de démence par des parlementaires démocrates après ses propos outranciers sur l’Iran.
  • De nombreux démocrates et certains républicains opposés au président ont plaidé pour un recours au 25e amendement. Celui-ci permet, au travers d’une procédure contraignante, de déposer de force un président jugé incapable d’exercer ses fonctions.

RaiNews LIVE

Nikopol: drone russo su minibus, 3 morti e 12 feriti. Zelensky propone a Mosca una tregua energetica

La carcasse d’un autobus détruit lors d’un bombardement russe à Nikopol, qui a fait au moins quatre morts, le 7 avril 2026. STRINGER/REUTERS

EN DIRECT, guerre en Ukraine 

Le point sur la situation, mardi 7 avril, en début de journée

  • Trois personnes ont été tuées et 12 autres blessées, dans une attaque de drone russe contre un bus à Nikopol, dans l’oblast de Dnipropetrovsk, dans le sud de l’Ukraine.
  • Un garçon de 11 ans a été tué, et deux femmes et un homme blessés, dans une attaque russe à Synelnykove, également dans l’oblast de Dnipropetrovsk.
  • La Russie a attaqué l’Ukraine à l’aide de 110 drones pendant la nuit de lundi à mardi, selon Kiev. Moscou affirme, de son côté, avoir « intercepté et détruit » 45 engins ukrainiens au cours de la nuit.
  • Une attaque de « drones ennemis » a tué trois personnes dans la région de Vladimir, au nord-est de Moscou, selon le gouverneur régional.
  • La Russie a lancé un avertissement aux Etats baltes, les accusant d’ouvrir son espace aérien aux drones ukrainiens pour des attaques contre des cibles russes

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/10/en-direct-guerre-en-ukraine-malgre-l-annonce-d-une-treve-pascale-le-service-de-securite-d-ukraine-appelle-la-population-a-rester-vigilante_6676836_3210.html

Le point sur la situation mardi 7 avril à 16 heures

  • Des bombardements russes contre l’Ukraine ont tué au moins neuf personnes : quatre à Kherson (Sud), quatre à Nikopol (Sud) et une à Sloviansk (Est), selon les administrations militaires régionales.
  • La Russie a de nouveau frappé un bus à Nikopol, dans l’oblast de Dnipropetrovsk, faisant au moins cinq blessés, quelques heures après une première attaque, ce matin, qui a tué quatre personnes et en a blessé 16 autres.
  • A Stepanivka, dans l’oblast de Kherson, une frappe russe a blessé cinq personnes et a détruit un bâtiment scolaire par un tir direct, selon le chef de l’administration militaire régionale.
  • L’Ukraine a proposé à la Russie une trêve sur le front énergétique, a affirmé le président ukrainien, Volodymyr Zelensky. « Cette proposition a été transmise à la partie russe par l’intermédiaire des Américains », a-t-il ajouté.
  • Le port pétrolier russe d’Oust-Louga, sur la mer Baltique, a de nouveau été frappé par des drones ukrainiens pendant la nuit, alors que l’Ukraine intensifie ses attaques contre les infrastructures russes, en riposte aux bombardements visant son territoire.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/10/en-direct-guerre-en-ukraine-malgre-l-annonce-d-une-treve-pascale-le-service-de-securite-d-ukraine-appelle-la-population-a-rester-vigilante_6676836_3210.html


7 aprile 2026. La stagione dei prezzi alti e della recessione. Così la guerra di Trump e Netanyahu la paghiamo noi

Lo stretto di Hormuz. Foto di Jonathan Raa/Sipa USA)

Rinaldo Gianola – strisciarossa.it

La guerra distrugge tutto, comprese le speranze italiane di qualche progresso economico. Per colpa delle bombe dell’amico Trump e del sodale Netanyahu spariscono pure i programmi ambiziosi della destra di governo che, dopo una legge di Bilancio al risparmio, puntava ai fuochi d’artificio per il 2027, anno di elezioni e quindi di generose elargizioni, investimenti, strade, ponti, feste e mance per poter riconquistare il consenso della Nazione.
Però i conti non tornano e le casse languono. Il rapporto deficit/Pil è rimasto sopra il 3% e dunque siamo sempre sotto la procedura d’infrazione. Poi si è inserita l’aggressione all’Iran e noi italiani, in buona compagnia, siamo rifiniti nei guai grossi. Il petrolio costa 140 dollari al barile, non si sa dove arriverà.

continua in
https://www.strisciarossa.it/la-stagione-dei-prezzi-alti-e-della-recessione-cosi-la-guerra-di-trump-e-netanyahu-la-paghiamo-noi/

7 aprile 2026. Pericolosi ultimatum di Trump all’Iran

Informativa di Crosetto sull’uso delle basi statunitensi in Italia, Mazzeo: “cieca obbedienza” | Global Sumud Flotilla: prime barche verso la Sicilia e, poi, alla volta di Gaza | Ancora stragi in mare


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IRAN – Iniziamo la newsletter di questa sera dall’Iran, dove la guerra imperialista portata avanti da Stati Uniti e Israele entra in una nuova – pericolosa – fase.

Sul fronte della guerra effettiva, sin dall’alba di questa mattina si sono verificate nuove violente esplosioni nella capitale, Teheran. Pioggia di bombe anche sull’isola petrolifera di Kharg, nello stretto di Hormuz. Colpite aziende petrolchimiche in Iran, e pure case residenziali, edifici di telecomunicazioni, strutture sanitarie, aeroporti e ponti ferroviari. Almeno 35 le vittime nelle ultime ore. Alireza Rahimi, funzionario iraniano, ha invitato i giovani a formare “catene umane” intorno alle infrastrutture che potrebbero essere prese di mira dai prossimi attacchi americani e israeliani.

Dall’altro lato, il Corpo dei Guardiani della rivoluzione hanno affermato di aver lanciato attacchi di rappresaglia contro aziende statunitensi operanti in Arabia Saudita e contro Israele. In Iraq, nel frattempo, è stata rilasciata la giornalista statunitense Shelly Kittleson dopo una settimana di prigionia nelle mani di Kaitab Hezbollah. Il King Fahd Causeway, un ponte strategico che collega l’Arabia Saudita al Bahrein, è stato chiuso al traffico.

Lato diplomatico. L’ambasciatore iraniano in Pakistan ha dichiarato che gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra hanno raggiunto una fase “critica”. L’Iran aveva respinto i piani proposti dagli Usa per una tregua di 45 giorni, avanzando una controproposta in dieci punti che dia garanzie sulla fine effettiva della guerra. E poi, a peggiorare il quadro, è arrivata l’ultima, pericolosa, minaccia di Trump nelle ore che precedono la scadenza dell’ultimatum: “Un’intera civiltà morirà stanotte”, ha detto il tycoon.

L’intervista e gli aggiornamenti con Giuseppe Acconcia, docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università Statale di Milano

Il commento di Raffaella Baritono, docente di Storia e Istituzioni degli Stati uniti d’America all’università di Bologna

ENERGIE – E poi ci sono le conseguenze indirette della guerra energeticaLa navigazione commerciale nello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele, è quasi azzerata. L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha definito questa la più grande interruzione di offerta nella storia del mercato petrolifero globale.

Non esistono, dunque, garanzie sulla disponibilità di carburante per aerei oltre il breve termine e le aziende stanno già valutando scenari alternativi, inclusi tagli ai voli, in particolare verso l’Asia, dove il rifornimento dipende in larga parte dalle rotte energetiche del Golfo. Il timore principale riguarda non solo l’aumento dei costi, ma anche la possibilità concreta di una riduzione dell’offerta.

In Italia i primi segnali sono arrivati in quattro scali: Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia. Ai nostri microfoni Antonio Amoroso Cub trasporti.

Per far fronte alla crisi energetica, i padroni delle ferriere mandano gli operai in fonderia anche nei giorni festivi. Nel Bresciano le più importanti acciaierie non hanno fermato la produzione nelle giornate di domenica e lunedì – cioè Pasqua e Pasquetta – per usufruire di energia elettrica scontata per via del surplus da fotovoltaico di questo periodo e risparmiare, così, sui costi. A farne le spese i lavoratori che – in cambio, ovviamente, del pagamento degli straordinari – hanno trascorso in fabbrica i giorni festivi invece che con la famiglia o gli amici.

Il commento di Maurizio Oreggia, segretario Fiom-Cgil di Brescia.

ITALIA – Informativa del ministro della Difesa Crosetto martedì pomeriggio alla Camera sull’uso delle basi militari americane in Italia, dopo il presunto stop a Sigonella per i caccia bombardieri statunitensi diretti in Iran.

Crosetto rassicura: “rispettare accordi non vuol dire essere coinvolti in una guerra. Noi siamo parte della Nato, non siamo in guerra con l’Iran”, ha detto, senza menzionare i costi del riarmo italiano, in una fase di forte accelerazione. Il costo sfonda i 73 miliardi di euro, superando di circa 4 volte l’ultima legge di bilancio, come ha sottolineato l’osservatorio Milex.

Abbiamo commentato le parole del ministro Crosetto con Antonio Mazzeo, ricercatore e attivista antimilitarista.

PALESTINA – Le mire imperialiste di Israele sulla Palestina non si sono mai fermate, nemmeno durante la guerra israelo-statunitense all’Iran.

Il genocidio a Gaza, così come l’occupazione illegale di terre nella Cisgiordania occupata, continua. Nella West Bank esercito e coloni israeliani portano avanti violenze quotidiane contro la popolazione palestinese. Solo oggi arrestate 8 persone a Nablus e 5 persone a Hebron, tra cui un bambino. I coloni hanno assaltato il santuario di Deir Ammar, a sud-ovest di Ramallah e i villaggi palestinesi di Masliya e Raba a sud di Jenin, e la città di Zababdeh, dove hanno vandalizzato proprietà palestinesi.

Sul lato della solidarietà internazionale alla Palestina e al suo popolo, sono salpate da Bari oggi, martedì 7 aprile, le due imbarcazioni della Global Sumud Flotilla gestite da realtà e spazi sociali. Le due imbarcazioni – con a bordo compagne e compagni di Gaza Freestyle, Centri Sociali del Nord Est, Municipi Sociali di Bologna, Spazi Sociali Astra e Brancaleone di Roma – raggiungeranno la Sicilia dove, insieme alle altre barche italiane, si uniranno alle altre imbarcazioni della Flotilla provenienti da Francia e Spagna per poi salpare verso Gaza entro il 25 aprile.

MIGRANTI – Restiamo nel Mediterraneo. Ancora stragi di migranti in mare. Domenica la Guardia costiera ha raccolto 32 persone alla deriva dopo che il barcone sul quale viaggiavano si è ribaltato in acqua. Le persone soccorse hanno riferito che insieme a loro ne viaggiavano almeno altre 80, che risultano dunque disperse. Secondo l’Oim, Organizzazione internazionale delle migrazioni, sono almeno 683 le persone morte o disperse sulla rotta del Mediterraneo centrale dall’inizio dell’anno al 4 aprile.

In questi giorni nel Mediterraneo centrale c’è la nave Life Support di Emergency. Abbiamo parlato della situazione nel Mediterraneo Centrale con Anabel Montes Mier, responsabile delle operazioni di ricerca e soccorso di Emergency.

Ancora migranti, andando in Trentino-Alto Adige. Questo martedì 7 aprile a Bolzano, in piazza del municipio, si è svolto un presidio contro la chiusura dei dormitori in seguito alla fine della cosiddetta “emergenza freddo”. Tante città compiono la stessa scelta, con il risultato che migliaia di persone, molte delle quali di origine migrante, si ritroveranno in strada. Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Matteo di Bozen Solidale.

Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:

Il 7 aprile 2026, ricorre il 50° anniversario dell’assassinio del compagno Mario Salvi, detto “Gufo”, giovane proletario di 20 anni attivo nell’autonomia romana. Il ricordo di Vincenzo Miliucci dell’Archivio dei movimenti romani e Confederazione Cobas, all’epoca dell’Autonomia Operaia di via dei Volsci

Il 7 aprile è anche la Giornata internazionale per il diritto alla salute, quello negato per milioni di persone nel mondo. E’ per questo che Medicina Democratica organizza una mobilitazione in tutta la Lombardia per difendere il diritto alla cura e rilanciare la sanità pubblica. L’intervista a Marco Caldiroli presidente di Medicina Democratica

Diritto allo sciopero negato. E’ il caso del sindacato di classe Si Cobas e del settore logistica che nella mattinata di oggi hanno indetto una conferenza stampa di denuncia a seguito della decisione presa dalla Commisione di Garanzia per questo settore. Ne parliamo con Eddy del Si Cobas di Napoli

Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/

7 aprile 2026. Pasqua di morte: ennesima strage in mare, ma Salvini festeggia mostrando il crocefisso

Pensate che il ministro Salvini, il campione di quella che chiama la “remigrazione”, ha diffuso un biglietto di auguri pasquali con un Crocefisso. Ma che c’entra il Crocefisso?

Sono partiti da un porticciolo vicino a Tripoli sabato mattina. Su una barca un po’ più corta di 15 metri. Adatta a trasportare, al massimo, una ventina di persone. Loro invece erano almeno 100, forse 110 o 120. Il mare sabato era alto. Burrasca. Hanno navigato tra grandi difficoltà per una quindicina di ore, percorrendo una settantina di miglia. Direzione Lampedusa. Poi la barca si è rovesciata. I più agili, i più forti, sono riusciti ad arrampicarsi sulla chiglia. Gli altri sono stati travolti dalle onde. Quando, dopo diverse ore, sono arrivati i soccorsi hanno trovato solo 32 superstiti. Più due persone morte. I dispersi, cioè le persone che sono affogate e andate a fondo, sono tre tra le settanta e le ottanta. In gran parte, sembra, del Bangladesh, Pakistan ed Egitto.

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https://www.unita.it/2026/04/07/pasqua-di-morte-ennesima-strage-in-mare-ma-salvini-festeggia-mostrando-il-crocefisso/

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7 aprile 2026. “Tutto il male del mondo”, docufilm su Regeni, non interessa al ministero di Giuli. Ed è subito polemica

Andrea Aloi – strisciarossa.it

Giulio Regeni? Tema divisivo e poi all’Egitto vendiamo fregate, aerei, elicotteri, è un partner geopoliticamente strategico. Buoni e zitti. Si perde dignità anche così, restando buoni e zitti. Secondo la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del ministero della Cultura, al cui vertice siede dall’ottobre scorso Giorgio Carlo Brugnoni (un passato alla Cassa Depositi e Prestiti), il documentario “Tutto il male del mondo” di Simone Manetti dedicato all’assassinio feroce del ricercatore triestino per mano degli aguzzini del regime egiziano non merita alcun sostegno economico.

Simone Manetti, regista del docufilm “Giulio Regeni Tutto il male del mondo” all’anteprima. Foto di Nick Zonna/IPA

Torturato e ucciso al Cairo, non è “di interesse culturale”

Il Fondo dedicato a supportare, come da legge 220 del 2016, la “produzione di documentari cinematografici, televisivi o web di particolare qualità artistica e su personaggi e avvenimenti dell’identità culturale nazionale italiana” quest’anno aveva una dotazione di 606 milioni ma per una storia che ha commosso e indignato un Paese intero non si è trovato nemmeno un euro. Manca di “interesse culturale”, hanno lasciato trapelare i tecnici del Mic.

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https://www.strisciarossa.it/tutto-il-male-del-mondo-docufilm-su-regeni-non-interessa-al-ministero-di-giuli-ed-e-subito-polemica/

Fondi al cinema, no anche al film su Aldrovandi: “La sua storia dà fastidio” dice la madre

Il ministero della cultura ha annunciato che sta lavorando a una “revisione complessiva delle regole di costituzione e funzionamento” della commissione che sceglie quali film finanziare. Poco prima la direttrice e fondatrice del MedFilm Festival, Ginella Vocca, si era dimessa da quella commissione. “Al ministro Giuli ho ribadito di essermi fermamente opposta alla bocciatura del documentario su Giulio Regeni” ha detto Vocca, ricordando la vicenda che aveva già portato ad altre due dimissioni in quella commissione. Nelle scorse ore è emersa anche un’altra bocciatura, quella di un film su Federico Aldrovandi. Mattia Guastafierro ha intervistato Patrizia Moretti, madre del ragazzo ucciso dalla polizia nel 2005 a Ferrara.

Ascolta l’intervista in
https://www.radiopopolare.it/puntata/popolare-clip/clip_09_04_2026_19_17?fbclid=IwY2xjawRG4D9leHRuA2FlbQIxMABicmlkETExMVBpNmJwSVFzRG5RaWZwc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHrEAlb9qe4MnoMy1c2jFI1_gLI3ovhEL9Xwv6h0Td4bvNsy45yBmI4IZ3k5J_aem_v7RIDK_UmqOYGzupPACBgw


7 aprile 2026. Utenti di tutto il mondo: unitevi!

Renato Pisani – volerelaluna.it

Il neolitico finisce in Iowa. Per raccontare la digitalizzazione è utile partire dall’Iowa, e dai suoi sconfinati campi di mais e soia. Siamo nel 2026, David Miller è uno dei tanti agricoltori che popolano il suo Stato. Lavora con un paio di colleghi in un campo di medie dimensioni, meno di un chilometro quadrato. Oggi fa bel tempo, e David inizia il suo mattino controllando dal telefono quali parti del terreno sono state seminate, quali irrigate, fertilizzate, e così via. I sistemi informatici confermano che è tempo di mietere una parte del raccolto, allora lui e i suoi colleghi salgono a bordo dei mezzi agricoli. Con la mietitrebbia seguono linee invisibili ma precise grazie ai sistemi integrati nel veicolo. La coordinazione è impeccabile. David è un contadino, un lavoro associato alla terra, alla tradizione, eppure in un modo o nell’altro si trova sempre alle prese con schermi touch e pulsantiere, accompagnato da software e cloud in ogni decisione, dalla semina alla vendita. Dopo la giornata di lavoro David torna a casa, controlla il telefonino per sapere come vanno le cose nel mondo. Si sente fiero, perché in un solo giorno di lavoro ha nutrito centinaia di persone, dentro e fuori dal paese, ed è grazie ai contadini come lui che gli USA sono oggi il terzo paese produttore e primo esportatore agricolo. Eppure, l’intero settore primario statunitense impiega appena l’1,6% della forza lavoro nazionale, circa una persona su 130. Un rapporto completamente opposto a quello a cui erano abituati i nostri antenati. 

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https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2026/04/07/utenti-di-tutto-il-mondo-unitevi/

7 aprile 2026. L’altra faccia dello sport

Davide Cassani. Torno sul Giro delle Fiandre perché molti hanno sostenuto che Mathieu Van Der Poel non doveva tirare quando era in fuga con Pogacar…

Mathieu Van Der Poel (Screenshot)

… Dico la mia. VDP è un campione, e un campione può restare passivo alla ruota di un altro campione? No. Non può. Ha vinto tre Roubaix, tre Fiandre, due Sanremo, un mondiale ecc ecc e non farebbe mai una cosa del genere per vincere una corsa. Adottare una strategia diversa si. Avete presente la Sanremo? Allo scatto di Pogacar sulla Cipressa se nessuno lo avesse seguito sarebbe rimasto solo. E sulla via Aurelia con il vento contrario e diverse squadre a tutta (con i gregari) potevano i vari VDP, Van Aert, Pidcock e Pedersen riprendere Tadej prima del Poggio e stare con lui sulla salita finale, forse. Anche al Fiandre VDP poteva eventualmente risparmiare qualcosa sul Patergerg . Come? Staccandosi da Pogacar e restare con Evenepoel. Il belga in pianura é una moto e unire le forze con lui poteva essere la soluzione per poter rientrare ma non subito, dopo il Koppemberg e prima del vecchio Qwaremont. Così facendo VDP avrebbe fatto due “fuori giri” in meno e conservare qualche energia in più. Il risultato finale forse non cambiava ma aveva una piccola possibilità in più.
Ma non sono d’accordo sul dire che VDP non doveva tirare. Avete mai visto Gimondi mettersi alla ruota di Merckx e non dargli un cambio? Io no. I campioni sono tali perché si comportano da campioni. Nella vittoria e nella sconfitta.
Van Der Poel sapeva che Pogacar era più forte e per questo tirava molto meno e quando passava davanti rallentava anche un poco ma non ha mai pensato di vincere il Fiandre succhiando la ruota di Tadej. Così come non ha mai pensato di non collaborare nella fuga a tre nell’ultima Sanremo anche se era stanchissimo. Sulla via Aurelia passava regolamente in testa anche se il suo viso dava segni di cedimento.
Mathieu Van Der Poel ha perso il giro delle Fiandre e la Sanremo da campione, per questo lo stimo ancora di più.

7 aprile 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

7 aprile 2026. Giornata della salute sempre più privata

La spesa pubblica per la sanità diminuisce, mentre aumenta quella delle famiglie e il ricorso a fondi e assicurazioni. E aumenta il privato pagato dal pubblico

Roberta Lisi – collettiva.it

La giornata internazionale della salute, voluta dall’Onu nel 1948 e iniziata a celebrarsi dal 7 aprile del 1950 per festeggiare la nascita dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, quest’anno in Italia cada a pochi giorni dalla pubblicazione del Focus dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio “Pubblico e privato in sanità: il finanziamento, la produzione e le imprese”. A leggerlo c’è davvero da rimanere amareggiati e preoccupati.
Amareggiati perché ancora una volta non si può far altro che registrare quanto il precetto costituzionale dell’articolo 32 sia disatteso, così come disatteso è il principio di universalismo previsto dalla Legge che istituì il Servizio Sanitario Nazionale nel 1978. Preoccupati perché la privatizzazione della sanità procede imperterrita e silenziosa.

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https://www.collettiva.it/copertine/economia/giornata-della-salute-sempre-piu-privata-q232dlcb?guid=nl-1775544672

7 aprile 2026. Il sindacalismo USA tra resa e tentativi di riscossa

Ezio Fiore – volerelaluna.it

In un contesto di guerra – all’interno del Paese, contro gli immigrati e, all’esterno, contro l’Iran – qual è oggi l’attivismo del Sindacato statunitensein particolare di due Union importanti storicamente come UAW e Teamsters? Sebbene la percentuale di sindacalizzazione resti ai minimi storici (il 5,9% nel settore privato ma oltre il 35% in quello pubblico, non per niente sotto attacco trumpiano), alcuni segnali avevano aperto dal 2021 delle speranze di rinnovamento di un movimento sindacale tradizionalmente frammentato e assai burocratizzato. In particolare, l’avvenuta elezione, appoggiata da caucus (componenti) “riformiste”, di nuove direzioni degli storici sindacati, che un tempo erano solo dell’auto e dei camionisti, e che oggi si sono estesi ad altri settori.

Ma, non solo per il ritorno alla Casa Bianca dell’antisindacale Trump, le nuove dirigenze si trovano di fronte a problemi di gestione e di risultati. United Auto Workers (UAW), dopo la firma nel novembre 2023 dei tre contratti delle grandi aziende USA (General Motors, Ford e Chrysler, ora in Stellantis), non è riuscita a entrare negli stabilimenti di proprietà “straniera” del Sud antisindacale, malgrado la campagna per le adesioni avesse a disposizione ben 40 milioni di dollari. Inoltre, il neo-presidente, Shawn Fain, affrontate con epurazioni interne le divergenze apertesi nella nuova dirigenza, se le è viste annullare da parte del procuratore federale che ancora controlla i comportamenti di UAW dopo le tangenti pagate da Marchionne alla precedente leadership. Solamente alla Volkswagen di Chattanooga (Tennessee), dopo due anni dal voto a favore dell’adesione a UAW, il 4 febbraio scorso è stato raggiunto l’accordo per il primo contratto collettivo di lavoro di quella fabbrica, che diventa così l’unico impianto di assemblaggio di auto negli Stati Uniti, al di fuori di quelli di proprietà delle Big 3, ad avere una rappresentanza sindacale.

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https://volerelaluna.it/mondo/2026/04/07/il-sindacalismo-usa-tra-resa-e-tentativi-di-riscossa/

6 aprile 2026

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Lunedì 6 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-06042026-f863c928-d376-4d76-9600-c3295bb4394e.html


6 aprile 2026. Leone XIV: perseveriamo nell’invocare il dono della pace

Dopo la preghiera mariana del Regina Caeli, l’appello del Pontefice è a continuare a chiedere la pace per tutto il mondo, anche attraverso il linguaggio universale di fraternità e inclusione insito nello sport a cui oggi viene dedicata, sotto l’egida dell’Onu, la Giornata internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace. Poi l’invito a trascorrere nella gioia e nella fede i giorni dell’Ottava di Pasqua

Antonella Palermo – Città del Vaticano

Insistere, non stancarsi di chiedere il bene più prezioso: la pace. Leone torna oggi, in questo Lunedì dell’Angelo, a non mollare nella supplica a Dio. E lo fa, dopo la preghiera mariana del Regina Caeli, guardando anche alla Giornata internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace che si celebra oggi, 6 aprile, sotto l’egida delle Nazioni Unite. Da sportivo, quale è, sente con particolare coinvolgimento lo spirito delle iniziative organizzate per questa circostanza che alimentano proprio la concordia, il dialogo, l’armonia tra popoli e nazioni. 

continua in
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-regina-caeli-5-aprile-2026.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL REGINA CAELI DI PAPA LEONE XIV

Benedizione Urbi et Orbi

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Trump respinge la controproposta di Teheran in 10 punti. Mojtaba Khamenei: “Gli omicidi e i crimini non intralceranno le forze armate iraniane”

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6 aprile 2026. Iran war updates: Ceasefire response ‘not good enough’, says Trump

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Altri aggiornamenti
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Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le point sur la situation, lundi 6 avril à 6 h 45

  • L’Iran a promis des représailles « encore beaucoup plus dévastatrices » en cas de nouvelles attaques américano-israéliennes contre des infrastructures civiles. « Les pertes et dégâts causés par le maintien de cette approche seront décuplés », a averti le porte-parole du commandement militaire iranien dans un communiqué.
  • Dans un message injurieux, le président américain, Donald Trump, a réitéré, dimanche, sa volonté de frapper les infrastructures vitales iraniennes en cas de non-réouverture du détroit d’Ormuz. Il a aussi repoussé de vingt-quatre heures son ultimatum, le fixant mardi à 20 heures, heure de Washington.
  • Une partie de Téhéran est privée de gaz après une frappe contre une université qui a endommagé une installation gazière à proximité, a annoncé la télévision d’Etat iranienne (IRIB). L’armée israélienne a affirmé, lundi matin, avoir terminé une série de frappes sur la capitale iranienne, à l’encontre de « cibles du régime terroriste ».
  • Une frappe aérienne israélienne contre un immeuble d’habitation a fait trois morts dimanche à Aïn Saadeh, une ville des environs de Beyrouth, a rapporté le ministère de la santé libanais.
  • Les secouristes israéliens ont trouvé les corps sans vie de deux personnes dans les décombres d’un immeuble touché dimanche par une frappe iranienne à Haïfa, dans le nord du pays. Les fouilles se poursuivent pour retrouver deux disparus.
  • L’armée du Koweït a dit, pour la troisième fois de la nuit de dimanche à lundi, que le pays du Golfe était visé par des attaques de missiles et de drones. Les Emirats arabes unis ont aussi été la cible d’attaques de missiles et de drones, a affirmé lundi matin avant l’aube le ministère de la défense.
  • Benyamin Nétanyahou a affirmé qu’Israël avait contribué à l’opération de sauvetage de l’aviateur américain dont l’appareil avait été abattu au-dessus de l’Iran. Le premier ministre israélien n’a pas donné de précisions sur la nature de l’implication de son pays. Donald Trump tiendra lundi à 19 heures (heure de Paris) une conférence de presse sur cette intervention qui a permis de secourir le soldat qui est « gravement blessé ».
  • Les cours du pétrole ont ouvert en hausse lundi, les deux principales variétés d’or noir, le WTI et le Brent, se situant au-delà du seuil symbolique de 110 dollars le baril, sur un marché toujours stimulé par les tensions en Iran

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/09/en-direct-guerre-au-moyen-orient-un-petrolier-non-iranien-franchit-le-detroit-d-ormuz-le-premier-depuis-le-cessez-le-feu_6676633_3210.html

Le point sur la situation, lundi 6 avril à 22 h 15

  • Donald Trump a donné une conférence de presse, lundi après-midi, lors de laquelle il est revenu sur l’opération de sauvetage d’un soldat américain au cours du week-end.
  • L’Iran « tout entier » pourrait être détruit « en une seule nuit » si le pays n’accepte pas un accord pour rouvrir le détroit d’Ormuz d’ici mardi à 20 heures (2 heures du matin à Paris), a déclaré le président américain pendant la conférence.
  • Donald Trump a aussi affirmé qu’il ne s’« inquiét[ait] pas » de commettre des crimes de guerre en bombardant des centrales iraniennes civiles.
  • Les gardiens de la révolution ont promis une « riposte majeure » après la mort, lundi, de leur chef du renseignement,Majid Khademi.
  • L’Iran a répondu au Pakistan sur le plan de trêve et « rejette un cessez-le-feu, tout en soulignant la nécessité d’une fin définitive de la guerre », a annoncé l’agence de presse officielle IRNA.
  • L’armée israélienne a dit avoir frappé des hélicoptères et des avions iraniens à Téhéranlors de bombardements nocturnes, dans un communiqué publié lundi.
  • Un deuxième complexe pétrochimique iranien a été ciblé par des bombardements dans le sud du pays, ont annoncé, lundi, les autorités locales, après le bombardement plus tôt par Israël d’un autre site

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/09/en-direct-guerre-au-moyen-orient-un-petrolier-non-iranien-franchit-le-detroit-d-ormuz-le-premier-depuis-le-cessez-le-feu_6676633_3210.html

RaiNews LIVE

Nikopol: drone russo su minibus, 3 morti e 12 feriti. Zelensky propone a Mosca una tregua energetica

Les trajets des drones d’attaque et des missiles de croisière russes qui ont attaqué le territoire ukrainien dans la nuit de jeudi à vendredi et dans la matinée vendredi 3 avril

EN DIRECT, guerre en Ukraine 

Le point sur la situation, lundi 6 avril à 14 heures

  • Kiev propose une trêve énergétique à Moscou, par l’intermédiaire de médiateurs américains, annonce Volodymyr Zelensky dans son allocution du soir. A cette occasion, il a rappelé que les garanties de sécurité étaient la clé d’une véritable fin à la guerre.
  • Des attaques de drones russes ont tué au moins trois personnes, dont un enfant, et ont fait 17 blessés à Odessa, dans le sud de l’Ukraine. La Russie avait lancé 141 drones d’attaque contre l’Ukraine dans la nuit, selon l’armée de l’air ukrainienne.
  • Moscou a accusé l’Ukraine d’avoir endommagé le terminal du Caspian Pipeline Consortium (CPC) situé à Novorossiïsk, un port russe de la mer Noire. Kiev revendique bien une attaque sur ce port, mais pas sur le CPC. Le ministère de la défense russe a affirmé que le « régime de Kiev » cherchait à entraîner « une déstabilisation du marché mondial des hydrocarbures et l’arrêt des livraisons de produits pétroliers aux consommateurs européens ».
  • Pour la première fois depuis le début de la guerre, l’Ukraine a lancé plus de drones d’attaque transfrontaliers que la Russie en un mois, selon des données quotidiennes publiées en mars par l’armée de l’air ukrainienne et le ministère de la défense russe, analysées par ABC News.
  • L’ex-gouverneur de Koursk a été condamné à quatorze ans de colonie pénitentiaire pour corruption. Il avait touché des pots-de-vin liés à des marchés publics de construction de fortifications dans cette région frontalière de l’Ukraine.
  • « Il n’y aura pas de solutions populaires », déclare la médiatrice militaire Olha Reshetylova à propos de la réforme de la mobilisation en Ukraine,dans une interview à RBK-Ukraine. Le ministère de la défense étudie la possibilité d’instaurer des durées de service fixes pour ses soldats, mais ce type de réforme ne pourra se faire sans renforcer la mobilisation, a-t-elle déclaré.
  • Le porte-parole du Kremlin, Dmitri Peskov, affirme que la Russie reste en contact avec les Etats-Unis malgré la suspension des pourparlers, rapporte l’agence de presse russe Interfax.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/09/en-direct-guerre-en-ukraine-kiev-prepare-deja-l-hiver-prochain-grace-a-ses-ressources-internes-en-attendant-de-debloquer-les-fonds-europeens-dit-volodymyr-zelensky_6676836_3210.html

Le point sur la situation, lundi 6 avril à 21 heures

  • L’Ukraine « n’a reçu aucun signal indiquant une éventuelle suspension des livraisons d’armes » américaines, a affirmé le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, ajoutant que son pays devait tout de même « se préparer à une possible interruption de l’aide américaine ».
  • Au moins 12 personnes ont été tuées en Ukraine dans des frappes russes en plein jour, vendredi, selon les administrations militaires régionales du pays. L’ambassadrice de l’UE en Ukraine a condamné cette attaque russe massive.
  • L’Egypte n’acceptera plus les exportations russes de céréales provenant des territoires ukrainiens occupés, a assuré le président égyptien, Abdel Fattah Al-Sissi, selon Volodymyr Zelensky.
  • La raffinerie Novo-Oufa appartenant à Rosneft, dans le sud-ouest de la Russie, est partiellement paralysée après une attaque de drones ukrainiens, jeudi, a rapporté Reuters, citant trois sources du secteur.
  • Les négociations de paix entre l’Ukraine, la Russie et les Etats-Unis ont des « perspectives », mais leur processus reste extrêmement complexe, a estimé Kyrylo Boudanov, chef de l’administration présidentielle ukrainienne, selon les propos rapportés par le média ukrainien Suspilne.
  • La Serbie va allouer 2 millions d’euros pour renforcer la résilience du secteur énergétique ukrainien, a annoncé le Programme des Nations unies pour le développement (PNUD).
  • Les Etats-Unis ont levé les sanctions contre Mikhaïl Zadornov, un banquier russe de premier plan et ancien ministre des finances. Cette radiation ne reflète pas un changement plus large de la position américaine sur les sanctions contre la Russie, a précisé un responsable américain cité par Reuters.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/04/en-direct-guerre-en-ukraine-volodymyr-zelensky-a-istanbul-pour-discuter-de-la-securite-energetique-et-des-efforts-de-paix_6675208_3210.html

6 aprile 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la