2026.04 Aprile (01- 05 aprile)

SITO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO
Pagine in costruzione

https://edizionialegre.it/notizie/il-programma-del-festival-di-letteratura-working-class-2026

Queste pagine non sono una rassegna stampa, ma la mia personale scelta di notizie, fatti, idee e persone per quanti, determinati ma con il sorriso sulle labbra, ancora resistono e lottano per il pane e le rose


“…volge al declino l’era, che fu nobile nella sua durezza e serietà, della democrazia politica”.
(Luciano Canfora).


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https://retepacedisarmo.org/


Energia di sinistra

La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.

Carlo Galli
da strisciarossa


5 aprile 2026

https://www.rainews.it/video/2026/04/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-d2e94fe0-5998-4987-bc86-967a5fb2f442.html

La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Domenica 5 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-05042026-651acfaf-ef3e-40b5-bbf4-ccbdebf4b4d1.html

La guerra grande Caccia aperta al pilota abbattuto sui cieli dell’Iran, sui media Usa il terrore di una nuova “crisi degli ostaggi” dopo un quarto di secolo. Ma Trump non pare toccato, al presidente sembra interessare solo la crisi del greggio: «Riaprite Hormuz entro 48 ore o scateno l’inferno»
Francesca Luci
https://ilmanifesto.it/iran-caccia-al-pilota-abbattuto-e-attacco-alla-centrale-atomica
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-05-04-2026

Iran, caccia al pilota abbattuto e attacco alla centrale atomica

La guerra grande Fuoco senza fine sulle infrastrutture civili, Teheran non dorme più ma riesce a reagire. E persino a vendere un po’ di petrolio all’India

Feancesca Luci – ilManifesto

È la quinta settimana di guerra a Teheran, e la grande capitale iraniana di quattordici milioni di abitanti non riesce più a dormire. Una serie di esplosioni scuote la città mentre un raid americano-israeliano colpisce il perimetro della centrale nucleare di Bushehr, nell’Iran sud-occidentale, uccidendo un lavoratore della sicurezza e danneggiando un edificio. È la quarta volta che l’impianto costiero affacciato sul Golfo Persico viene colpito, mettendo in pericolo il potenziale di dispersione del materiale radioattivo. Il gestore della centrale, il colosso nucleare russo Rosatom, ha evacuato sabato altri 198 tecnici, portando avanti un ritiro del personale che procede ininterrotto dall’inizio della guerra.

Teheran di notte – Foto ANSA

IL MINISTRO degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha condannato l’atto e ha aggiunto un avvertimento destinato alle monarchie del Golfo Persico: in caso di incidente radioattivo, le ricadute colpirebbero prima le capitali del Consiglio di cooperazione del Golfo – Riad, Abu Dhabi, Doha, Kuwait City – che Teheran stessa. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha confermato che non sono stati rilevati aumenti dei livelli di radiazioni. Il direttore Rafael Grossi ha ribadito che le centrali nucleari e le loro aree limitrofe non devono mai essere oggetto di attacchi.
Continua la corsa per trovare il pilota del cacciabombardiere americano F-15E Strike Eagle abbattuto dagli iraniani. Dei due membri dell’equipaggio, uno è stato recuperato. Per la prima volta dall’inizio del conflitto, personale militare americano è stato abbattuto da forze iraniane, probabilmente con un nuovo sistema di difesa aerea.
I GUARDIANI della Rivoluzione iraniana perlustrano le zone montuose sud-ovest del Paese. La presentatrice di un’emittente locale ha invitato i cittadini a catturare il «pilota nemico» e a consegnarlo vivo alle forze di sicurezza. L’abbattimento del F-15E è un segnale politico potente: la dimostrazione che l’Iran, nonostante cinque settimane di attacchi sistematici alla sua infrastruttura militare, conserva capacità di risposta effettiva. È stato anche confermato che un elicottero Black Hawk americano, impegnato nelle operazioni di soccorso, è stato colpito da fuoco di terra, riuscendo comunque a portarsi in salvo.
Quasi in contemporanea, un secondo aereo da combattimento americano, un A-10 Warthog, si è schiantato nella regione del Golfo Persico: anche in questo caso il pilota è sopravvissuto ed è stato recuperato.
Teheran rimane sotto le bombe; i residenti descrivono una città paralizzata. Le infrastrutture civili sono bersaglio sistematico: ponti, depositi di carburante, fabbriche siderurgiche, centrali elettriche, aeroporti, centri di ricerca scientifica, centri medici, università, biblioteche. Ieri attacchi hanno colpito anche il complesso petrolchimico di Mahshahr, nel sud-ovest del paese, con almeno cinque feriti, e la banchina di Bandar-e Charak, dove erano ormeggiate decine di navi passeggeri: è rimasta uccisa una persona e quattro imbarcazioni sono state distrutte.
HANAN BALKHY, direttrice dell’Organizzazione mondiale della sanità per il Mediterraneo orientale, ha fornito una panoramica dell’impatto della guerra: oltre 3.300 morti, 30mila feriti, 4,3 milioni di sfollati e 116 attacchi verificati contro strutture sanitarie. Una delle crisi «di più vasta portata» degli ultimi decenni, ha sottolineato Balkhy.
Nonostante cinque settimane di bombardamenti intensivi, l’Iran conserva capacità offensive significative e continua a colpire sia Israele che i vicini arabi. Secondo rapporti dell’intelligence americana, l’Iran è in grado di riaprire i bunker sotterranei per i missili entro poche ore da un bombardamento.
IL BLOCCO dello Stretto di Hormuz continua a costare centinaia di milioni di dollari al giorno in esportazioni. La proposta di Trump di affidare ad altri paesi la sicurezza dello Stretto equivale, di fatto, a lasciarlo sotto il controllo iraniano – uno scenario che Teheran ha già iniziato a sfruttare approvando piani per imporre pedaggi sulle navi in transito. Nel frattempo l’India ha effettuato il primo acquisto di petrolio iraniano negli ultimi sette anni, portando a termine la transazione senza alcun problema nei pagamenti. New Delhi, approfittando della situazione, ha aperto un canale commerciale con Teheran, in un momento in cui le dinamiche legate alle sanzioni e alle rotte commerciali internazionali appaiono in rapida evoluzione. Il Pakistan continua a mediare tra le parti. Araghchi ha ribadito che l’Iran non ha mai rifiutato di partecipare ai negoziati a Islamabad, ma ha chiarito che per Teheran la priorità è ottenere la fine definitiva di «questa guerra illegale».
Trump ha dichiarato ieri in un post sul social Truth: «Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro». La possibilità che Teheran ceda alla minaccia appare davvero remota. Ci si augura che i collaboratori del presidente americano gli ricordino che colpire le infrastrutture civili mette a rischio la vita e il futuro di milioni di persone e può configurarsi come crimine di guerra. Tuttavia, sembra difficile che un ammonimento etico convinca il presidente americano a fermare il suo gioco di onnipotenza.
https://ilmanifesto.it/iran-caccia-al-pilota-abbattuto-e-attacco-alla-centrale-atomica


5 aprile 2026. Il disegno antidemocratico della nuova mappa coloniale

La guerra grande La punizione dell’Iran o di Gaza non riguarda le libertà delle persone. È la negazione dei diritti altrui e comporta anche la riduzione del nostro diritto di dissentire

Iain Chambers – ilManifesto

Mentre scrivo, Israele e gli Stati Uniti stanno bombardando intensamente l’Iran, nel tentativo di distruggere le infrastrutture e spezzarne la volontà. Gaza è il modello, ma l’Iran è vastissimo in confronto. Mentre l’Europa si sta perdendo nelle steppe ucraine, più a sud, sulle alte pianure dell’Iran, la narrazione potrebbe anche prendere pieghe inaspettate.

La mappa si dispiega verso est dal Mediterraneo: Palestina, Mesopotamia, Persia, Afghanistan…Tratta da mappe e nomi antichi, questa potrebbe essere un invito a viaggiare con Bruce Chatwin nell’esotismo dell’Oriente, seguendo il suo eroe Robert Byron sulla strada per Oxiana. Potrebbe anche seguire il percorso fervente del cristianesimo vittoriano, desideroso di ristabilire legami vitali con la bussola morale della Terra Santa, o il romanticismo moribondo della cavalleria europea, alla ricerca dello spirito delle Crociate. Questo, insieme all’esercizio apparentemente più neutrale del mondo accademico, fa parte di ciò che Edward Said ha famigeratamente chiamato Orientalismo. Questa vaga eredità culturale è alla base della brutale pragmatica di ciò che oggi in Occidente passa per comprensione politica. Se le dichiarazioni dell’amministrazione Trump potrebbero essere semplicemente liquidate come le farneticazioni di un egemone ormai in declino, ciò che esce dalla bocca di Starmer, Macron, Merz e Meloni condivide la stessa banale semantica.

In sostanza, il mondo dell’Asia occidentale e centrale è inferiore. La loro religione è fonte di dogmi fanatici (anche se un viaggio nel sud degli Stati Uniti, o l’ascolto di Pamela White-Cain, la consigliera spirituale di Trump, dovrebbero immediatamente correggere tale presupposto). Se la cultura orientale può essere considerata attraente nel suo esotismo, essa è sostanzialmente superata dalla nostra magia tecnologica. L’Occidente ha vinto, ed è così che ci si aspetta che la narrazione continui.

Benjamin Netanyahu davanti a una mappa del Medio oriente durante una conferenza stampa a Gerusalemme – Foto Ap

Quindi, l’Oriente è una costruzione, una proiezione immaginaria che riproduce la nostra supremazia. Non si tratta solo di una proposta culturale. È fondamentalmente una proposta politica. Oggi, con l’attacco israelo-americano all’Iran e la resistenza che sta incontrando, alcuni commentatori attenti hanno iniziato a parlare della fine dell’era Sykes-Picot. Si riferiscono all’accordo segreto stipulato nel 1916 tra britannici e francesi per dividere i territori dell’Impero Ottomano in Asia occidentale, che portò alla creazione degli stati artificiali di Iraq, Siria, Libano e Giordania. Mentre il territorio della Palestina storica, posto sotto mandato britannico, era destinato, trent’anni dopo, ad essere consegnato a un gruppo di migranti europei – colonizzatori ebrei – come risarcimento per l’Olocausto. In questa logica coloniale, gli “indigeni” non furono mai consultati. Oggi, proprio come nelle precedenti pratiche coloniali, la Knesset ha appena deciso che la resistenza indigena può essere punita legalmente con l’impiccagione.

I confini tracciati sulle mappe a Londra e a Parigi sono diventati realtà sul campo, destinati a rispecchiare le premesse politiche e culturali dell’Occidente. I disordini locali, il rifiuto e la rivolta sono stati in seguito considerati semplicemente come atti di insubordinazione nei confronti di un ordine superiore. I diritti degli altri sono stati messi a tacere, e corpi anonimi disumanizzati e spesso eliminati. L’Iran non è mai entrato pienamente in quell’equazione. Non aveva mai fatto parte dell’Impero ottomano, non era arabo e seguiva una forma distinta di islam. È stato comunque inserito in quella logica rozza.
Nel 1953, il suo governo democratico fu rovesciato dall’MI6 e dalla Cia per soddisfare gli interessi petroliferi anglo-americani e fu insediato un regime autoritario filo-occidentale. Oggi vive sotto un altro regime autoritario che insiste sulla propria autonomia dall’Occidente. Ed è proprio questo il punto. Il problema non è l’autoritarismo. I governi occidentali non si tirano indietro di fronte a tali assetti politici. Si pensi al sollievo provato a Washington e a Londra dopo la repressione delle rivolte popolari della “Primavera araba”, per non parlare del sostegno di lunga data alle monarchie micidiali dell’Arabia Saudita e degli Stati del Golfo.

Mentre il mondo coloniale di ieri e oggi si ripiega su se stesso, con i migranti contemporanei come precursori, un clima politico sempre più teso in patria ricorre alla repressione. Anziché fare i conti con la storia e le responsabilità politiche di ciò che ha portato alle oscenità del presente, si cerca una soluzione rapida in slogan triti e in manifestazioni pubbliche di stupidità nazionalista. Questa pericolosa accelerazione si riduce all’identificazione retorica e all’eliminazione dei nemici: palestinesi, Iran, Russia, Islam e migranti. Ciò è accompagnato da una crescente sorveglianza e punizione del dissenso pubblico in patria.

Osare criticare la politica genocida di uno stato suprematista nel Mediterraneo orientale, che ha esaurito il proprio credito morale, può portare a un procedimento penale in casa. Non è l’unico caso di bancarotta. Questo fa parte di una riduzione generalizzata della sfera pubblica a una semplice approvazione dello status quo. Questa non è democrazia.

Cercare di piantare la bandiera della democrazia altrove, ad esempio in Iran (ma allora che dire dello stato di apartheid di Israele?), si ritorce contro, rivelando la sua crescente assenza nel mondo censurato dell’Occidente. Perché pone la questione della democrazia anche, e in modo più eloquente, per noi. La narrativa che sostiene il genocidio a Gaza, l’appoggio senza discussione all’Ucraina e l’attuale bombardamento a tappeto di Teheran è essenzialmente antidemocratica. Restringe la discussione alle distinzioni tra loro e noi. La punizione dell’Iran, o di Gaza e della Cisgiordania, o della Russia, non riguarda i diritti e le libertà delle persone. È fondamentalmente l’imposizione di una mappa coloniale – e qui sionismo e imperialismo occidentale si incastrano perfettamente – sul mondo non occidentale. E se questo significa la negazione dei diritti altrui, sta diventando sempre più chiaro che comporta anche l’arretramento e la riduzione dei nostri diritti di parlare, contestare e dissentire da ciò che apparentemente viene fatto in nostro nome. In questo senso più profondo, la richiesta di pace, proprio come quella dei diritti palestinesi o il rifiuto di avallare l’omicidio di massa degli iraniani, è una richiesta di democrazia.
https://ilmanifesto.it/il-disegno-antidemocratico-della-nuova-mappa-coloniale



Iran war updates: Tehran slams Trump threats over Strait of Hormuz closure

Live https://www.aljazeera.com/video/live

  • US President Donald Trump has renewed his threat to attack Iran’s bridges and power plants, saying the country will be “living in Hell” if the Strait of Hormuz is not reopened.
  • Senior Iranian officials have condemned Trump’s latest remarks as an “incitement to war crimes”, saying they are part of a “dangerous game” that will harm civilians.
  • Iran claims it has downed two C-130 planes and two Black Hawk helicopters belonging to the US, hours after Trump confirmed that a US officer who went missing in Iran after the downing of his F-15E fighter jet had been rescued.
  • An Iranian missile directly hit a residential building in Israel’s northern city of Haifa, wounding four people and leaving four others missing, Israeli media outlets say.
  • Iran says US-Israeli attacks have killed five people and wounded 170 at the Mahshahr Petrochemical Zone, while more than 30 universities have been targeted since the beginning of the war.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.


    AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
    https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/5/iran-war-live-tehran-rejects-trumps-ultimatum-fire-at-kuwait-oil-complex

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le point sur la situation, dimanche 5 avril, à 6 h 15

  • Donald Trump a affirmé, samedi soir, que « beaucoup de leaders militaires de l’Iran » avaient été tués dans une frappe « massive » sur Téhéran. Le président américain a accompagné son message d’une vidéo montrant un environnement citadin nocturne et une série d’explosions dans le lointain, sans donner de détails.
  • Le dirigeant américain a réaffirmé que l’ultimatum posé à Téhéran pour conclure un accord avec Washington ou rouvrir le détroit d’Ormuz courait jusqu’au lundi 6 avril, sans quoi les Etats-Unis déchaîneraient « les enfers sur eux ». Les forces armées iraniennes ont rejeté, samedi soir, ces menaces, les jugeant « stupides ».
  • Donald Trump n’a en revanche toujours pas évoqué le sort du pilote américain dont l’avion a été abattu, vendredi, en Iran. Téhéran et Washington s’activent pour retrouver un des deux occupants du premier avion américain à s’être écrasé depuis le début de la guerre en Iran.
  • L’armée israélienne a annoncé, tôt dimanche, que le territoire de l’Etat hébreu était de nouveau visé par des missiles tirés d’Iran. « Les systèmes de défense sont en action pour intercepter cette menace », a-t-elle écrit sur les réseaux sociaux.
  • Le Koweït a été visé, tôt dimanche, par une nouvelle salve de missiles et de drones, des « dégâts importants » ayant été rapportés sur deux centrales électriques et de dessalement d’eau. Une attaque iranienne, samedi soir, contre un complexe ministériel de la capitale de l’émirat a aussi causé des dégâts.
  • Les Emirats arabes unis ont, eux, fait état d’une attaque de missiles et drones dimanche, au moment où l’Iran affirmait viser l’industrie de l’aluminium dans le pays du Golfe.
  • L’agence de presse iranienne Tasnim a rapporté la mort de trois personnes dans des « attaques américano-sionistes » dans l’extrême nord-ouest de l’Iran près de la frontière avec l’Azerbaïdjan. Téhéran accuse de longue date Israël, principal fournisseur d’armes de Bakou, d’utiliser le territoire azerbaïdjanais pour mener des opérations de renseignement et des attaques présumées.
  • Israël a appelé à évacuer une zone près du poste-frontière de Masnaa, entre la Syrie et le Liban, avant des bombardements prévus « en raison de [son] utilisation par le Hezbollah (…) à des fins militaires et pour faire passer clandestinement du matériel de combat ».
  • Les rebelles houthistes du Yémen, qui soutiennent l’Iran dans la guerre contre les Etats-Unis et Israël, ont revendiqué une attaque ayant visé, selon eux, plusieurs sites militaires « sensibles » et l’aéroport de Tel-Aviv.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/09/en-direct-guerre-au-moyen-orient-un-petrolier-non-iranien-franchit-le-detroit-d-ormuz-le-premier-depuis-le-cessez-le-feu_6676633_3210.html

Le point sur la situation, dimanche 5 avril à 21 heures

  • Donald Trump a semblé, dimanche, de nouveau repousser de vingt-quatre heures l’ultimatum adressé à l’Iran, fixé à présent à « mardi 20 heures », heure de Washington, comme il l’a écrit sur son réseau, Truth Social. Le président américain exige notamment de Téhéran la réouverture du détroit d’Ormuz.
  • Donald Trump a estimé auprès de Fox News qu’il existait de « bonnes chances » de parvenir à un accord avec l’Iran. Sans accord, « vous allez voir des ponts et des centrales électriques s’effondrer à travers tout le pays », a-t-il menacé. « Ouvrez le putain de détroit [d’Ormuz], espèce de tarés, ou vous vivrez en enfer », a-t-il également écrit dans un message injurieux diffusé sur sa plateforme.
  • Son ultimatum a été rejeté par le chef du commandement central iranien. « Toute notre région va brûler parce que vous insistez pour suivre les ordres de [Benyamin] Nétanyahou », a réagi le président du Parlement iranien.
  • Derrière la rhétorique incendiaire, les efforts diplomatiques se poursuivent : Oman a affirmé avoir discuté avec Téhéran de la réouverture du détroit d’Ormuz, tandis que le chef de la diplomatie iranienne s’est entretenu par téléphone avec ses homologues pakistanais et égyptien, qui jouent un rôle de médiateur. De leur côté, les Emirats arabes unis se sont dits prêts à « se joindre » à tout effort mené par les Etats-Unis pour rouvrir cette voie maritime stratégique.
  • La Russie, l’Arabie saoudite et six autres membres de l’OPEP+ ont annoncé une nouvelle hausse de leurs quotas de production, alors que la quasi-paralysie du détroit d’Ormuz fait flamber les cours du pétrole. Ils ont prévenu que la remise en état des installations énergétiques endommagées lors des récentes attaques serait « coûteuse » et prendrait « beaucoup de temps ».
  • L’aviateur américain dont le sort était incertain après que l’Iran a annoncé avoir abattu un chasseur-bombardier F-15E vendredi a été sauvé et est « grièvement blessé », selon Donald Trump, qui a annoncé une conférence de presse lundi « avec l’armée ».
  • En Iran, des frappes ont tué cinq gardiens de la révolution dans le nord-ouest du pays, selon un média iranien. La République islamique a lancé des attaques contre les pays du Golfe et Israël. Les tirs iraniens ont endommagé des sites énergétiques aux Emirats arabes unis, à Bahreïn et au Koweït, où un complexe ministériel et des usines de dessalement d’eau ont subi des dégâts.
  • Au Liban, au moins onze personnes ont été tuées dimanche par des bombardements israéliens. Le chef d’état-major israélien, Eyal Zamir, s’est rendu dans le sud du pays, où opèrent ses troupes, et a promis d’« intensifier » les opérations contre le Hezbollah.
  • En ce jour de Pâques, le pape Léon XIV a appelé « ceux qui ont le pouvoir de déclencher des guerres » à « choisir la paix » et dénoncé « l’indifférence » face aux milliers de morts, lors de sa bénédiction

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/09/en-direct-guerre-au-moyen-orient-un-petrolier-non-iranien-franchit-le-detroit-d-ormuz-le-premier-depuis-le-cessez-le-feu_6676633_3210.html

RaiNews LIVE

Zelensky ha incontrato in Siria il presidente al-Sharaa: “Pronti a lavorare insieme”

È arrivato a Damasco insieme al ministro degli Esteri turco Fidan. L’Ucraina rivendica gli attacchi a una raffineria di petrolio e un porto in Russia. Mosca minaccia il Regno Unito: “Sorprese” in caso di fermo delle navi della flotta ombra

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/delegazione-usa-a-kiev-dopo-il-12-aprile-droni-russi-su-un-mercato-a-nikopol-diversi-morti-la-guerra-in-ucraina-giorno-1503-57b1dd97-452b-4ae0-93cc-851123caff74.html

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La Crisi Russia-Ucraina

Les trajets des drones d’attaque et des missiles de croisière russes qui ont attaqué le territoire ukrainien dans la nuit de jeudi à vendredi et dans la matinée vendredi 3 avril

EN DIRECT, guerre en Ukraine 

Le point sur la situation, dimanche 5 avril à 5 h 15

  • Le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, a été reçu, samedi à Istanbul, par son homologue turc, Recep Tayyip Erdogan, pour des discussions sur la sécurité énergétique et maritime ainsi que sur les efforts visant à mettre fin à la guerre avec la Russie, selon la présidence turque.
  • Cinq personnes ont été tuées et 28 blessées, samedi, par des bombardements russes dans l’oblast de Dnipropetrovsk, presque toutes dans une frappe qui a visé un marché à Nikopol.L’oblast a été frappé plus de 50 fois dans la journée, selon les autorités.
  • Deux personnes sont mortes et neuf ont été blessées dans les frappes russes menées samedi sur l’oblast de Kherson, a annoncé le parquet régional. « L’armée russe a bombardé des localités de l’oblast de Kherson à l’aide d’artillerie, de mortiers et de drones », a-t-il précisé.
  • Un enfant de 8 ans et ses deux parents ont été tués dans le bombardement ukrainien nocturne d’un village de l’oblast de Louhansk, occupé par les forces russes, ont annoncé les autorités locales installées par Moscou.
  • L’Ukraine s’attend à ce que les hauts représentants américains Steve Witkoff et Jared Kushner conduisent une délégation américaine à Kiev en avril, après la Pâques orthodoxe, a déclaré le chef de cabinet du président Volodymyr Zelensky, Kyrylo Boudanov, dans un entretien à l’agence de presse Bloomberg.
  • Le premier ministre hongrois, Viktor Orban, a appelé Bruxelles à suspendre les sanctions sur l’énergie russe pour éviter « la crise énergétique », après s’être entretenu avec le président slovaque, Robert Fico

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/09/en-direct-guerre-en-ukraine-kiev-prepare-deja-l-hiver-prochain-grace-a-ses-ressources-internes-en-attendant-de-debloquer-les-fonds-europeens-dit-volodymyr-zelensky_6676836_3210.html

Le point sur la situation, dimanche 5 avril à 16 heures

  • Une personne est morte et une a été blessée dans de nouvelles frappes sur le raïon de Nikopol, déjà endeuillé par l’attaque d’un marché qui a fait cinq morts et 27 blessés samedi, selon le chef de l’administration militaire régionale.
  • Un incendie s’est déclenché dans la quatrième plus grande raffinerie de Russie, à Kstovo, après une frappe ukrainienne, a annoncé le gouverneur de l’oblast de Nijni-Novgorod. L’attaque a également ​endommagé une centrale électrique située juste à côté.
  • Un oléoduc a été visé par une attaque de drones ukrainiens près du port russe de Primorsk, selon le gouverneur de la région, qui précise que les infrastructures n’ont pas été endommagées.
  • La Russie a lancé 93 drones d’attaque sur l’Ukraine au cours de la nuit – dont 60 « de type Shahed » –, et la défense aérienne ukrainienne en a abattu ou neutralisé 76, selon l’état-major.
  • En Serbie, des explosifs ont été retrouvés à proximité d’un gazoduc fournissant le pays et la Hongrie voisine en gaz russe, a annoncé le président serbe, Aleksandar Vucic. Viktor Orban, le premier ministre hongrois, réunit un conseil de défense dimanche après-midi.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/09/en-direct-guerre-en-ukraine-kiev-prepare-deja-l-hiver-prochain-grace-a-ses-ressources-internes-en-attendant-de-debloquer-les-fonds-europeens-dit-volodymyr-zelensky_6676836_3210.html

La destra israeliana chiede occupazione Libano fino al Litani. L’Iran chiede all’ONU di prevenire i crimini di guerra USA. Il presidente Usa minaccia di colpire centrali e ponti. Salvato il pilota disperso. Attacco a porto degli Emirati, 4 feriti

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/trump-48-ore-per-laccordo-o-linferno-teheran-replica-intera-regione-per-voi-sara-un-inferno-iraq-gerusalemme-israele-hormuz-jet-usa-iran-bac94d39-884d-4967-973b-2d0613fd018f.html


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L’escalation in Medio Oriente

5 aprile 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

4 aprile 2026

https://www.quotidiani.net

La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Sabato 4 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-04042026-4ad7f217-4720-44d1-873c-fde9e9c674a8.html

La guerra grande L’Iran abbatte un F15 Usa, poi colpisce l’elicottero che cercava il pilota disperso. E a Hormuz cade un altro caccia. La strategia di Trump va a picco ma lui continua a mentire («solchiamo i cieli indisturbati») e pretende una spesa esorbitante per la difesa: 1.500 miliardi
Francesca Luci
https://ilmanifesto.it/la-strategia-di-trump-precipita-teheran-abbatte-un-caccia-f15
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto-del-4-aprile-2026/il-manifesto-del-04-04-2026

L’altro bersaglio: la preda più grossa è l’Europa

La guerra grande Netanyahu e Trump sapevano bene che l’attacco all’Iran avrebbe messo l’Europa e mezzo pianeta con le spalle al muro. Non ci hanno avvertito per un semplice motivo: tra i bersagli c’eravamo anche noi. Ci stavano per bombardare a colpi di barili di petrolio

Ljubljana, protesta contro l’aggressione israeliano-statunitense all’Iran – Ap/Darko Bandic

Alberto Negri – ilManifesto

Siamo in guerra ma forse non abbiamo ben capito con chi e perché. L’Italia è in guerra anche con se stessa perché guidata da una leadership modesta, impantanata tra le malinconie del fùtbol e della vita (i gossip dei ministri) e con scarsi margini di manovra, che crede ancora nell’«amico» Trump e ha paura di tutto, anche della sua ombra.
Bisogna rassicurarli, qui di Andreotti, Craxi e Moro non ce ne sono più da un pezzo. Quelli le basi Usa forse le avrebbero chiuse fino alla fine del conflitto, visto che è una guerra illegale e contro il diritto internazionale. Come del resto fece Erdogan a Incirlik nel 2016, spegnendo la luce alla base dei missili nucleari durante il tentativo di golpe.
MA L’ITALIA di governo compra ancora le fesserie in vendita al Trump Bazar che spinge ora la premier Meloni in missione nel Golfo con il cappello in mano. In questo teatrino italico siamo disposti a bere qualunque sciocchezza come la riapertura «naturale» di Hormuz propagandata da Trump. Secondo la US Energy Information Administration, Hormuz rappresenta lo stretto «strategicamente più importante al mondo»: lo scrive da più di 30 anni, in ogni edizione del suo report annuale.
Netanyahu e Trump sapevano bene che l’attacco all’Iran avrebbe messo l’Europa e mezzo pianeta con le spalle al muro. «Volete il petrolio? Andate a prenderlo a Hormuz», ha proclamato Trump prendendo sanguinosamente in giro gli europei. Quando il 28 febbraio i due hanno aperto il conflitto non ci hanno avvertito per un semplice motivo: tra i bersagli c’eravamo anche noi. Ci stavano per bombardare a colpi di barili di petrolio. Chiedendoci anche, vergognosamente, le basi europee e minacciando di uscire dalla Nato. Cornuti e mazziati verrebbe da dire.
Ma a loro non importa nulla delle nostre difficoltà perché in questa élite, al comando tra Washington e Tel Aviv, messianica e sionista fatta di evangelici, pentacostali, battisti e miliardari, noi non dobbiamo avere nessun ruolo. Il barile, se la guerra continua, potrebbe sfondare i 150-200 dollari, ma questo come ha chiarito Trump non importa nulla. Più siamo poveri e meglio ci controlleranno. È una vendetta anche contro tutti coloro che si sono schierati contro Israele per il genocidio di Gaza. Perché lì tutto comincia e forse un giorno tutto finirà, se troveremo ancora qualcuno vivo.
Questa è una guerra tra i combustibili fossili e le energie rinnovabili. Un conflitto di civiltà e di culture. Trump è alla testa del fronte fossile. Per lui noi europei siamo da disprezzare non solo perché non stiamo dalla sua parte in questa guerra contro l’Iran ma perché l’Europa, pur con le sue contraddizioni, favorisce l’energia verde.
DISPREZZA al massimo grado anche l’Iran ma l’unica cosa che finora ha rispettato della Repubblica islamica è l’isola di Kharg, il principale terminale petrolifero. Non si sa mai che un giorno ci metta sopra le mani come in Venezuela. Il problema, come notava il Financial Times, è che per ora – per quanto è dato sapere – non è ancora riuscito comprarsi i vertici dei pasdaran. Per lui il cambio di regime a Teheran ha un solo significato: confrontarsi, come a Caracas, con una leadership che si fa comprare. È così indispettito da ripetere ossessivamente che in Iran il vecchio regime è stato abbattuto: in realtà sperava di trovarli tutti e subito in vendita al Trump Bazar.
In questo Netanyahu e Trump vanno a braccetto. Tutti e due hanno una concezione coloniale della politica: quello che non si può corrompere e comprare, si bombarda. Con una variante: si può corrompere e poi anche bombardare. Nel caso dell’Iran Netanyahu preferisce la soluzione tabula rasa: la cosa che teme di più è che gli Usa possano trovare un accordo con Teheran. Lui vuole che Trump riporti l’Iran all’età della pietra, ovvero cancellare il Paese dalla mappa del Medio Oriente.
TRUMP VIVE di petrolio. Nell’estate del 2004 ha promesso ai capi delle major petrolifere che se avessero donato un miliardo di dollari alla sua campagna elettorale gli avrebbe dato tutto quello che volevano. «Drill baby, drill» (trivella, baby, trivella), è stato il suo motto. E ora con l’esplosione delle quotazioni del barile, le compagnie petrolifere passano all’incasso. Gli ottimisti pensano che questa guerra possa favorire gli investimenti in forma di energia più sicure e più pulite. Per ora Paesi come Giappone e Corea del Sud sono tornati a usare il carbone.
All’Italia con la guerra è arrivato invece il carbone di una malevola Befana in ritardo. Ci siamo illusi con i cosiddetti sovranisti di essere in prima fila tra coloro che contano – nonostante le nostre debolezze strutturali, energetiche e di bilancio – e invece, come ha detto a Davos il primo ministro canadese Carney, «non siamo seduti al tavolo ma nel menù».
https://ilmanifesto.it/laltro-bersaglio-la-preda-piu-grossa-e-leuropa

4 aprile 2026. Meloni ostaggio di Trump e del patto di stabilità Ue

Il caso Il Consiglio dei ministri vara la proroga del taglio delle accise fino al primo maggio. Sacrificata la transizione ecologica per finanziare gli sconti sui carburanti ancora per 3 settimane. Giorgetti evoca una modifica dell’intesa economica tra i paesi europei

Roberto Ciccarelli – ilManifesto

Il consiglio dei ministri ha varato la proroga fino al primo maggio del decreto che abbassa di 25 centesimi il prezzo dei carburanti, ma non del gasolio che si vende in media a 2,1 euro al litro. E ha deciso di versare altri 500 milioni di euro nelle tasche dei petrolieri per integrare i loro profitti. Invece di imporre un tetto ai prezzi, e tassare la speculazione sui carburanti, il governo Meloni ha mangiato la colomba e sta sperando in un miracolo: che il presidente degli Stati Uniti rinunci alla guerra condotta con Netanyahu contro l’Iran ed eviti agli italiani di pagare ancora la tassa-Trump alla pompa di benzina o nelle bollette di luce e gas.

IN REALTÀ, l’improvvisato attendismo dell’esecutivo è l’esito di una politica economica messa in ginocchio dalla guerra. Trump ha riportato a terra un governo che veleggiava verso una grassa legge di bilancio elettorale al fine di spartirsi i suoi dividendi nelle urne. Una prospettiva, al momento, più difficile da realizzare. Anche perché non è certo che prima della guerra in Iran fosse assodata la possibilità di fare di più, e peggio, delle precedenti leggi di bilancio.

foto di Cecilia Fabiano / LaPresse – foto di Cecilia Fabiano / LaPresse

LA POSTA IN GIOCO sono le prossime elezioni, anticipate o meno. E il problema si chiama «Patto di Stabilità e crescita». È stato firmato dall’esecutivo con la Commissione europea ed è riemerso ieri prima che il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti facesse gli auguri di Pasqua ai giornalisti e prendesse un aereo. «Per quanto riguarda il 3%, e la volontà di chiedere o non chiedere la clausola di deroga prevista dal nuovo regolamento europeo di governance economica – ha detto Giorgetti – la riflessione a livello europeo se situazione non cambia sarà inevitabile». E poi: «Ho espresso questa mia valutazione già all’inizio del conflitto, l’ho ribadita all’Eurogruppo a inizio settimana e lo farò in qualsiasi consesso internazionale a cui parteciperò perché questa è la realtà». La «realtà» di cui parla Giorgetti è aperta a interpretazioni diverse. Si potrebbe fare più deficit, cioè salire oltre il 3% nel rapporto tra il deficit e il Pil per pagare la tassa Trump e dare anche 14,9 miliardi previsti dal fondo europeo «Safe» ai militari e alle loro lobby industriali senza che la Commissione Ue calcoli nel deficit la spesa supplementare. Oppure si può mandare all’aria il finanziamento al complesso militare-industriale, non rientrare anticipatamente dalla procedura europea di infrazione per deficit eccessivo e pagare le conseguenze della guerra illegale di Washington. Comunque sia, Giorgetti ha evocato una deroga al patto di stabilità. Ciò non significa «sospendere» il capestro dove il governo ha messo la testa degli italiani. Bruxelles lo farebbe solo in caso di grave recessione.

ACCETTATO DI MALAVOGLIA, e rivendicato quando faceva più comodo, oggi il patto di stabilità sta strozzando il paese. Si tratta di un accordo antistorico ed economicamente assurdo nell’attuale congiuntura. I suoi effetti erano prevedibili, anche perché sono stati già sperimentati. Ciò che però è più rilevante è il fatto che il governo non può più nascondersi dietro i numeretti. Con la crescita dimezzata allo 0,4%, l’inflazione in ascesa, le bollette di gas e luce impazzite, e i salari a terra, può diventare difficile intonare l’inno del melonismo il prossimo 22 aprile. Sarà il giorno in cui l’Eurostat potrebbe confermare che il deficit rientra statisticamente nel 3%. Il trucco non servirà a nascondere la gravità della situazione. E non lo farà il Documento di Finanza Pubblica (Dfp): l’esercizio di stile al quale si dedicherà il governo nei prossimi giorni.

DIECI MINUTI ci sono voluti ieri per varare un decreto che dovrebbe confluire in un emendamento al primo decreto sul taglio delle accise ora al Senato. Oltre al taglio delle accise il testo contiene il rimedio da 1,5 miliardi di euro al pasticcio fatto dall’esecutivo sulla «Transizione 5.0». C’è anche un intervento da 30 milioni per finanziare un credito di imposta del 20% e coprire il caro-gasolio agricolo, già adottato per la pesca. Previsto un intervento per le imprese che lavorano sull’export. Le coperture, circa 200 milioni, arriveranno dall’extra-gettito Iva con il meccanismo delle accise mobili. I restanti 300 milioni circa arriveranno dal «congelamento» delle aste CO2 e da un «tesoretto» del ministero dell’economia di circa 1,3 miliardi di euro. L’operazione contabile non tocca i saldi di finanza pubblica.

PARLIAMO DEI FAMOSI ETS. Nel giro di pochi giorni, sono passati da nemico a rimedio-tampone. È l’ultima giravolta di un governo che, per finanziare il primo decreto anti-rincari, ha tagliato la spesa sociale a cominciare da quella sanitaria. Ora finanzia il taglio delle accise con il meccanismo che intende sterilizzare, come si è visto sia dal «decreto bollette», ora in conversione al senato, sia all’ultimo consiglio europeo dove la proposta meloniana di sospendere gli Ets è stata respinta. L’idea può essere spiegata così: usare i proventi degli Ets come salvadanaio per pagare le compagnie petrolifere – o per ingrossare l’avanzo di bilancio e finanziare l’austerità che lo sta strozzando (lo sostengono gli ambientalisti dal Wwf a Legambiente). Questi soldi dovrebbero finanziare la transizione energetica fuori dagli idrocarburi e garantire un mix energetico capace di garantire all’Italia un’autonomia strategica dalla dipendenza di petrolio e gas.

MELONI NON CONCEPISCE minimamente questo discorso, come dimostra il suo viaggio pasquale nelle petro-monarchie del Golfo. La sua politica è: cancellare il Green Deal, restando dipendenti dalle energie fossili. Ma questo progetto è crollato nel primo mese di guerra contro l’Iran. I decreti-placebo contro il caro carburanti servono a prendere tempo e a occultare un clamoroso errore politico. Il conto dei danni del sovranismo fossile è all’inizio.
https://ilmanifesto.it/meloni-ostaggio-di-trump-e-del-patto-di-stabilita-ue

L’Iran impone pedaggi, ma non all’Iraq, nello Stretto di Hormuz. Missili su Gerusalemme e Tel Aviv. Colpita una nave israeliana. Jet Usa abbattuto su Hormuz, un pilota ancora disperso. Ghalibaf minaccia la navigazione nello Stretto di Bab el-Mandeb.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/escalation-nel-golfo-abbattuti-due-jet-usa-teheran-respinge-la-tregua-e-sfida-trump-e9b1a507-dc83-45f2-96fd-8b5fe8ae3691.html


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Mappe e grafici dell’escalation in Medio Oriente

L’escalation in Medio Oriente


Iran war updates: Tehran rejects Trump’s ‘helpless, nervous’ ultimatum

Live https://www.aljazeera.com/video/live

  • Iran’s central military command has rejected US President Donald Trump’s threat to destroy the country’s vital infrastructure if it does not accept a peace deal within 48 hours.
  • Trump had warned “all hell will rain down” on Iran if the Strait of Hormuz is not reopened by Monday, the warning coming as search for the weapons officer of a US fighter jet shot down over Iran entered a second day.
  • Israel and the US continue to attack Iran’s civilian infrastructure and petrochemical plants, killing at least five people, while one person has been killed in a strike on the Bushehr nuclear site.
  • US says it has arrested and revoked the permanent residency of late Iranian Major-General Qassem Soleimani’s niece and her daughter. In a statement, however, his daughters said they are not related to the two women arrested in the US.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.


    AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
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Altri aggiornamenti
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Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le point sur la situation, samedi 4 avril à 6 h 15

  • Un avion F-15 de l’armée américaine a été abattu en Iran, vendredi, une première depuis le début de guerre, selon plusieurs médias américains, qui ont aussi annoncé qu’un des deux aviateurs avait été secouru. Le sort du second soldat, activement recherché, reste inconnu.
  • L’armée iranienne a affirmé que sa défense antiaérienne avait touché, vendredi, un autre avion américain, de type A-10, qui s’est ensuite abîmé dans le Golfe. Selon le New York Times, son pilote a été secouru.
  • Deux hélicoptères UH-60 Black Hawk également impliqués dans les opérations de recherche des pilotes du F-15 abattu ont aussi été touchés, et plusieurs des militaires qui étaient à bord ont été légèrement blessés, mais sont tous en sécurité, a déclaré à NBC un responsable américain cité anonymement.
  • La Maison Blanche s’est contentée de dire que Donald Trump avait « été tenu informé » de la perte de l’appareil dans le sud-ouest de l’Iran. Dans une brève interview téléphonique à NBC, le président américain a assuré que cela ne changeait « rien du tout » à la tenue d’éventuelles négociations avec Téhéran.
  • L’armée israélienne a annoncé, samedi, une attaque de missiles iraniens sur Israël, faisant état d’impacts dans le centre du pays. Selon le Magen David Adom (MDA), l’équivalent israélien de la Croix-Rouge, un homme de 45 ans a été légèrement blessé au visage par des éclats de verre à Bnei Brak, dans la banlieue est de Tel-Aviv.
  • L’armée israélienne a annoncé, samedi matin, avoir « commencé à frapper des infrastructures du Hezbollah à Beyrouth ». Une journaliste de l’Agence France-Presse a entendu deux puissantes explosions dans la banlieue sud de la capitale libanaise et a vu de la fumée s’élever dans le ciel.
  • Une frappe israélienne a détruit un pont dans l’est du Liban, vendredi, ont rapporté les médias officiels libanais, Israël affirmant vouloir empêcher des transferts de renforts en armes et effectifs vers le mouvement chiite pro-iranien Hezbollah.
  • L’armée israélienne a imputé au Hezbollah le tir qui a fait trois blessés dans les rangs de la Force intérimaire des Nations unies au Liban (Finul), près d’Odaisseh, dans le sud du pays.
  • L’Organisation mondiale de la santé (OMS) a lancé vendredi un appel à financement de 30,3 millions de dollars pour « l’aide urgente aux systèmes de santé » de cinq pays affectés par le conflit au Moyen-Orient : l’Iran, le Liban, l’Irak, la Syrie et la Jordanie.
  • Donald Trump réclame au Congrès une augmentation d’environ 50 % en 2027 du déjà colossal budget de défense des Etats-Unis, selon des documents publiés vendredi par la Maison Blanche. Son projet, s’il est adopté par les parlementaires, verrait les dépenses militaires américaines passer de 1 000 milliards de dollars cette année à 1 500 milliards l’an prochain.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/06/en-direct-guerre-au-moyen-orient-le-peuple-iranien-devrait-se-soulever-estime-donald-trump-a-la-veille-de-son-ultimatum-contre-l-iran_6676633_3210.html

Le point sur la situation, samedi 4 avril, à 21 heures

  • Donald Trump a confirmé samedi que l’ultimatum qu’il avait posé à Téhéran pour conclure un accord avec Washington ou rouvrir le détroit d’Ormuz courait jusqu’au lundi 6 avril, sans quoi les Etats-Unis déchaîneraient « les enfers sur eux ».
  • En Iran, la centrale nucléaire de Bouchehr, construite avec l’aide de la Russie, a été visée par un bombardement. Seule installation nucléaire civile opérationnelle en Iran, elle a déjà été ciblée à quatre reprises depuis le début de la guerre.
  • Une installation pétrochimique iranienne a été visée à Mahshahr, dans le sud-ouest du pays, tuant cinq personnes. Un terminal commercial a été ciblé à un poste-frontière avec l’Irak, tuant un ressortissant irakien, ainsi qu’une cimenterie à Bandar Khamir (sud), sans faire de victimes, selon des médias iraniens. Plus de 30 universités ont été également visées depuis le 28 février, a rapporté le ministère des sciences.
  • Les autorités iraniennes et l’armée américaine ont poursuivi leurs recherches pour retrouver un aviateur américain disparu après le crash d’un avion de combat dans le sud-ouest du pays. L’armée iranienne avait affirmé avoir abattu vendredi un chasseur-bombardier F-15E. Un des deux aviateurs s’est éjecté et a été exfiltré par des forces spéciales, le sort du second demeurant inconnu.
  • Le président américain a assuré que la perte de l’appareil ne changeait « rien du tout » à la tenue d’éventuelles négociations avec Téhéran pour trouver une issue au conflit, dans une interview à NBC.
  • En Israël, cinq personnes ont été blessées à Tel-Aviv et dans le centre du pays après plusieurs salves de missiles iraniens ayant causé des dégâts matériels. Dans la soirée, l’armée israélienne a annoncé qu’un nouveau missile – le cinquième – avait été tiré depuis le Yémen en direction d’Israël.
  • L’Iran a annoncé que les navires d’Irak, « pays frère », n’étaient pas soumis aux restrictions de navigation par le détroit d’Ormuz, qui ne s’appliquent qu’aux « ennemis ».
  • Au Liban, deux fillettes ont été tuées et 40 personnes blessées dans des bombardements israéliens samedi dans le sud du pays, selon le ministère de la santé. La ville de Tyr a été bombardée, et un hôpital endommagé.
  • Deux manifestations contre la guerre ont eu lieu samedi au Moyen-Orient : à Tel-Aviv, plus d’un millier de personnes se sont rassemblées avant d’être dispersées par la police qui avait limité l’autorisation à 150 personnes pour des raisons de sécurité. A Bagdad et à travers l’Irak, des dizaines de milliers de partisans de l’influent chef chiite Moqtada Sadr se sont rassemblés pour condamner Israël et les Etats-Unis et appeler à la fin du conflit.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/06/en-direct-guerre-au-moyen-orient-le-peuple-iranien-devrait-se-soulever-estime-donald-trump-a-la-veille-de-son-ultimatum-contre-l-iran_6676633_3210.html

4 aprile 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

3 aprile 2026

https://www.rainews.it/video/2026/03/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-8b926e20-ef8d-48af-ae44-a8ca45726da9.html

La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Venerdì 3 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-03042026-1bedfdaa-e474-4892-9ff6-afe955236cb3.html

I riservisti Scorte esaurite, il carburante scarseggia, chiudono fabbriche e benzinai. Non è più solo speculazione, Europa e Asia le più colpite dagli effetti della guerra all’Iran. Trump allontana la fine, crollano i mercati. I Paesi europei studiano «ogni opzione» per riaprire Hormuz
Michele Gambirasi
https://ilmanifesto.it/distributori-a-secco-in-asia-e-australia-la-slovenia-inaugura-i-razionamenti
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-3-aprile-2026/pdf

Il discorso di Nicia

L’assemblea si raccoglie oggi a dibattere l’entità e le forme degli armamenti da assegnarci in dotazione, per la nostra campagna laggiù in Sicilia. Ebbene a mio parere è Indispensabile riepilogare i termini della questione e riesaminarne il nocciolo: impegnare la nostra flotta in quei mari è in realtà la scelta più proficua? O non ci conviene piuttosto respingere gli appelli di stati lontani per stirpe da noi, ed esimerci dal suscitare così alla leggera, con un decreto troppo precipitoso rispetto all’immensità dell’impresa, una guerra tanto remota dai nostri interessi?

Nicia (Atene, 470 a.C. – Siracusa, 413 a.C.), militare e politico ateniese

Onide Donati per strisciarossa.it

3 aprile 2026. La tassa Trump sul gas: +19%. Caro-prezzi: Meloni cerca soldi

Il caso Arera: stangata sui più poveri dalla guerra in Iran, il governo proroga il decreto anti-rincari dei carburanti

Roberto Ciccarelli – ilManifesto

La tassa Trump sta sbancando il governo Meloni e farà pagare la guerra degli Stati Uniti e di Israele in Iran a 2,3 milioni circa di clienti poveri con l’aumento delle bollette di gas e luce. Dopo avere registrato l’aumento dell’elettricità dell’8,1% nel secondo trimestre di quest’anno per i consumatori «vulnerabili», ieri l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha comunicato una mazzata superiore: a marzo il gas costerà il 19,2% in più e stenderà quelli che fanno già fatica a reggere gli aumenti precedenti. In queste condizioni, e se la guerra continuerà, si arriverà a pagare complessivamente anche fino a duemila euro in più all’anno, hanno sostenuto le associazioni dei consumatori (Codacons, Unc e Federconsumatori).

Foto LaPresse

DAL GAS E DALL’ELETTRICITÀ potrebbe passare l’aumento dell’inflazione. La Banca centrale europea ha stimato un balzo dell’inflazione al 3,1% nel secondo trimestre in Europa. Si dovrebbe attestare al 2,8%. «Senza un saldo controllo per la dinamica dell’inflazione – avverte – ci sarebbero effetti sulla crescita che potrebbero essere particolarmente sfavorevoli» ha ribadito ieri il governatore di Banca d’Italia Fabio Panetta. Non solo i costi della guerra statunitense-israeliana mangeranno i salari impoveriti, ma dimezzeranno la crescita. L’agenzia di rating Standards & Poor l’ha stimata allo 0,4% del Pil. Diversamente dalle sue abitudini ieri il governo non ha gonfiato il petto.

LA GUERRA IN IRAN, oltre alle bollette, ha fatto aumentare il petrolio. Il West Texas Intermediate, il parametro di riferimento del prezzo del petrolio nel Nord America è salito del 10,2%, a 110,38 dollari al barile, e il Brent è arrivato a 109,34 dollari (+8%). In Italia il gasolio è rimasto stabilmente sopra i 2 euro al litro, nonostante il taglio di 25 centesimi al litro deciso dal governo fino al 7 aprile. La misura – di natura fiscalmente regressiva perché tratta sullo stesso piano chi ha un Suv e chi ha un’utilitaria – è stato un palliativo per automobilisti e camionisti ed è costata allo stato oltre 400 milioni di euro (presi da sanità e altri servizi) L’obiettivo di tenere il gasolio entro 1,90 euro è stato mancato.

OGGI IL CONSIGLIO DEI MINISTRI troverà un altro mezzo miliardo per la proroga del decreto. Una parte della somma dovrebbe arrivare stavolta dall’extragettito dell’Iva incassato dall’aumento dei prezzi e un’altra da una quota sottratta alle aste ambientali indette dal ministero dell’economia. Si tratta di un sistema che fa parte dell’Emissions Trading System (Ets) che il governo vorrebbe sterilizzare con il «decreto bollette» in nome della battaglia contro il Green Deal europeo. La Commissione Europea ha già respinto più volte la pretesa di Meloni. In alternativa, c’è sempre la possibilità di tagliare la spesa sociale, a cominciare dalla sanità – com’è stato fatto con il primo decreto del 18 marzo. Allo studio, tra l’altro, ci sarebbe anche un credito d’imposta trimestrale, al 20%, per l’acquisto del gasolio. La concessionaria autostradale Aiscat ha annunciato un taglio da 5 centesimi. Si tradurrà in un risparmio di appena 2,5 euro a pieno.

I GUAI ARRIVERANNO dal primo maggio, o dal giorno dopo per non rovinare la «festa» ai lavoratori. Il nuovo decreto dovrebbe scadere allora. Lo hanno ammesso ieri il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e per gli affari europei Tommaso Foti. «Fino a qui possiamo tenere botta», ha detto Foti. Ma poi si ipotizza anche a «sforare il 3%» del rapporto tra deficit e Pil. «Le risorse non sono infinite – ha aggiunto Zangrillo – bisognerà parlare del patto di stabilità e di provvedimenti che siano di carattere trasversale, che possano dare un aiuto ai paesi in difficoltà».

TRUMP STA ROVINANDO la scommessa di rientrare, con un anno di anticipo, dalla procedura europea di infrazione per deficit eccessivo. Tutto dipende dallo stare sopra, o sotto, il 3%. Ad oggi il governo è al 3,1%. E spera che, il 22 aprile, Eurostat abbassi l’asticella almeno al 3% tondo. A questo dilemma infinitesimale della percentuale il governo ha legato la sua politica economica. Ma per fare cosa? A investire i 14,9 miliardi del fondo «Safe» nelle armi. Sperando che la Commissione Ue non conteggi queste spese nel patto di stabilità.

VENIRE MENO AL MITO della «credibilità» dei conti, oppure fare più deficit con il rischio di essere sanzionati da Bruxelles? A questo problema è stato dedicato ieri un altro vertice a Palazzo Chigi con Meloni, i vice Tajani e Salvini e il ministro dell’economia Giorgetti. C’è da preparare il Documento di finanza pubblica entro il 10 aprile, primo passo della legge di bilancio che affronta la variabile più difficile: Trump.
https://ilmanifesto.it/la-tassa-trump-sul-gas-19-caro-prezzi-meloni-cerca-soldi

Un morto e 4 feriti in attacco a impianto gas a Abu Dhabi. Raid su Ponte di Karaj presso Teheran: 13 morti e 95 feriti. Manifestazioni in Iraq e Yemen. Trump: caccia abbattuti non influenzano i negoziati. Meloni nel Golfo. Herzog parla al Papa.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/007-usa-liran-non-disposto-a-trattative-sostanziali-sulla-fine-della-guerra-030c25d1-db20-48d5-a5ff-db706916fe82.html


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Wsj, Trump pronto a finire la guerra senza la riapertura di Hormuz

L’escalation in Medio Oriente


Iran war updates: Tehran says two US planes shot down

Live https://www.aljazeera.com/video/live

  • A ⁠US fighter jet has been shot down ⁠over Iran, state media says, adding that the US military is trying to conduct a search and rescue operation in central Iran. An unnamed US official has confirmed the news with Reuters.
  • Iran later said it shot down a US A-10 aircraft near the Strait of Hormuz.
  • After destroying a major bridge in Iran, US President Donald Trump pledges more strikes on civilian facilities and power plants, despite warnings of possible US war crimes. President Masoud Pezeshkian calls Trump’s threat an admission of intent to commit a ‘massive war crime’.
  • Kuwait says a water desalination plant and an oil refinery have been targeted by Iran as the Gulf nations face attacks. Tehran denies targeting the desalination plant. Iran has also fired missiles at Israel.
  • At least 2,076 people have been killed and 26,500 wounded by US-Israeli attacks across Iran since February 28. Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region


    AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
    https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/3/iran-war-live-trump-warns-assault-on-infrastructure-hasnt-even-started

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
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Altri aggiornamenti
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Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le point sur la situation, vendredi 3 avril à 14 heures

  • « Les ponts sont les prochaines [cibles], puis les centrales électriques » iraniennes, prévient Donald Trump. Ila répété à plusieurs reprises que la grande majorité des sites militaires, cibles premières de l’offensive américano-israélienne commencée le 28 février contre l’Iran, avaient déjà été endommagées ou détruites.
  • Ce que l’on sait de l’avion que l’Iran annonce avoir abattu. « De par sa structure et ses marquages, il s’agit clairement d’un F-15 », a déclaré à CNN Peter Layton, chercheur au Griffith Asia Institute et ancien officier de l’armée de l’air australienne.
  • Le porte-conteneurs de CMA CGM Kribi a réussi à quitter le détroit d’Ormuz et se trouve actuellement dans le golfe d’Oman, selon les données de Marine Traffic.
  • L’Iran conserverait la moitié de ses lance-missiles malgré les bombardements, selon CNN. Depuis le début du conflit, plus de 12 000 cibles ont été frappées en Iran. Le Pentagone souligne une baisse de 90 % des tirs de missiles et de drones contre les forces américaines depuis le début de la guerre.
  • L’Iran doit « proclamer la victoire » et conclure un accord pour mettre fin au conflit, selon Mohammad Javad Zarif, ancien ministre des affaires étrangères iranien.
  • L’Ukraine propose son aide pour débloquer le détroit d’Ormuz et renforcer la sécurité énergétique du Golfe, a affirmé M. Zelensky jeudi.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/04/en-direct-moyen-orient-l-armee-americaine-a-la-recherche-d-un-de-ses-soldats-dont-l-avion-a-ete-abattu-en-iran-une-premiere-depuis-le-debut-de-la-guerre_6674837_3210.html

Le point sur la situation, vendredi 3 avril à 21 heures

  • L’un des deux membres de l’équipage du F-15E américain que les gardiens de la révolution iraniens disent avoir abattu a été secouru, selon la chaîne CBS News, qui cite deux responsables américains. « La mission de recherche et de sauvetage se poursuit », ajoute-t-elle.
  • Selon une chaîne iranienne, l’équipage s’est éjecté au-dessus du sud-ouest de l’Iran. Les habitants de la province de Kohguilouyeh-et-Bouyer-Ahmad « déploient tous leurs efforts pour retrouver ou éliminer » les pilotes et, « en cas de rencontre avec les membres des forces ennemies, la priorité est de les capturer vivants », a déclaré le gouverneur régional.
  • Trois casques bleus ont été blessés, dont deux grièvement, dans une explosion survenue cet après-midi dans un poste de la Force intérimaire des Nations unies au Liban (Finul) près de Marjeyoun, dans le sud du pays.
  • Quatre raids aériens ont eu lieu en fin d’après-midi dans la banlieue sud de Beyrouth, selon l’Agence nationale de l’information (NNA) libanaise. L’armée israélienne avait auparavant ordonné l’évacuation de sept quartiers du sud de la capitale. Elle a, par la suite, confirmé avoir entamé une nouvelle compagne de bombardements contre des « infrastructures terroristes ».
  • Un ressortissant égyptien est mort lors de l’évacuation du complexe gazier de Habshan, dans l’émirat d’Abou Dhabi, où un incendie s’est déclaré après la chute de débris d’interception, a annoncé le gouvernement.
  • Six salves de missiles iraniens ont été tirées dans la journée en direction de l’Etat hébreu, selon les forces israéliennes. Aucun blessé n’a été signalé jusqu’ici. En Iran, l’armée israélienne dit avoir mené 70 raids aériens au cours de la journée écoulée, notamment contre des pas de tirs de missiles balistiques et des sites de lancement de drones.
  • Donald Trump réclame au Congrès une augmentation d’environ 50 % en 2027 du déjà colossal budget de défense des Etats-Unis, selon des documents publiés vendredi par la Maison Blanche. Son projet, s’il est adopté par les parlementaires, verrait les dépenses militaires américaines passer de 1 000 milliards de dollars cette année à 1 500 milliards l’an prochain.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/04/en-direct-moyen-orient-l-armee-americaine-a-la-recherche-d-un-de-ses-soldats-dont-l-avion-a-ete-abattu-en-iran-une-premiere-depuis-le-debut-de-la-guerre_6674837_3210.html

RaiNews LIVE

Zelensky: “Al fronte la situazione migliore da dieci mesi”. Mosca insiste sul ritiro dal Donbas

Kiev si offre di aiutare a riaprire lo stretto di Hormuz. Cinquecento tra droni e missili russi oggi sull’Ucraina, almeno tre morti e interruzioni di corrente. Esercito ucraino: colpita una raffineria di petrolio 1400 km in profondità in Russia

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/zelensky-al-fronte-la-situazione-migliore-da-dieci-mesi-mosca-insiste-sul-ritiro-dal-donbas-1eb98a78-803c-44d3-91e3-847d0387a551.html

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La Crisi Russia-Ucraina

Les trajets des drones d’attaque et des missiles de croisière russes qui ont attaqué le territoire ukrainien dans la nuit de jeudi à vendredi et dans la matinée vendredi 3 avril

EN DIRECT, guerre en Ukraine 

Le point sur la situation, vendredi 3 avril à 14 heures

  • La Russie a lancé contre l’Ukraine vendredi matin « près de 500 drones et missiles de croisière », a dénoncé sur les réseaux sociaux le ministre des affaires étrangères ukrainien, Andrii Sybiha.
  • En raison des attaques russes, de nouvelles coupures de courant sont survenues dans plusieurs oblasts d’Ukraine, ceux de Soumy, de Kharkiv, de Tchernihiv, de Donetsk, de Dnipropetrovsk et de Zaporijia. Des restrictions sur la consommation d’électricité sont en vigueur dans toutes les régions d’Ukraine.
  • Volodymyr Zelensky accuse Moscou de s’être lancé dans une « escalade » au lieu d’avoir accepté la trêve pascale proposée par l’Ukraine. La Russie a déclaré cette semaine ne pas avoir vu « d’initiative clairement formulée » de la part de Kiev pour une trêve de Pâques.
  • Le Vatican a fait part d’un « entretien cordial » par téléphone entre le pape Léon XIV et M. Zelensky, lors duquel « le Saint-Père a présenté ses vœux à l’occasion des fêtes de Pâques et a réaffirmé sa proximité avec le peuple ukrainien ». « Il a également été question des efforts déployés pour promouvoir les initiatives humanitaires, notamment la libération des prisonniers. »
  • Le président ukrainien affirme avoir offert l’aide de Kiev aux monarchies du Golfe pour débloquer le détroit d’Ormuz. M. Zelensky n’a cependant pas donné de précision, jugeant qu’il revenait aux Etats-Unis et aux pays de la région du Golfe et du Moyen-Orient de décider de la « méthode ».
  • Volodymyr Zelensky affirme avoir invité les émissaires américains à Kiev pour relancer les négociations avec Moscou. Et ce alors que les négociations avec la Russie sur le conflit en Ukraine ont été suspendues depuis le début de la guerre au Moyen-Orient.
  • Le général américain Keith Kellogg propose que les Etats-Unis créent une autre alliance que l’Organisation du traité de l’Atlantique Nord (OTAN) avec l’Ukraine parmi les participants. L’ancien envoyé spécial des Etats-Unis pour l’Ukraine estime qu’il est possible pour les Etats-Unis d’invoquer l’article 13 du traité de l’OTAN, qui prévoit de donner à l’alliance un préavis d’un an afin de se préparer à un retrait américain.
  • L’armée russe n’a enregistré aucun gain territorial en Ukraine en mars, une première depuis septembre 2023, reculant même par endroits devant les forces de Kiev, selon l’analyse par l’Agence France-Presse (AFP) des données de l’Institut pour l’étude de la guerre (ISW).

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/04/en-direct-guerre-en-ukraine-volodymyr-zelensky-a-istanbul-pour-discuter-de-la-securite-energetique-et-des-efforts-de-paix_6675208_3210.html

Le point sur la situation, vendredi 3 avril à 21 heures

  • L’Ukraine « n’a reçu aucun signal indiquant une éventuelle suspension des livraisons d’armes » américaines, a affirmé le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, ajoutant que son pays devait tout de même « se préparer à une possible interruption de l’aide américaine ».
  • Au moins 12 personnes ont été tuées en Ukraine dans des frappes russes en plein jour, vendredi, selon les administrations militaires régionales du pays. L’ambassadrice de l’UE en Ukraine a condamné cette attaque russe massive.
  • L’Egypte n’acceptera plus les exportations russes de céréales provenant des territoires ukrainiens occupés, a assuré le président égyptien, Abdel Fattah Al-Sissi, selon Volodymyr Zelensky.
  • La raffinerie Novo-Oufa appartenant à Rosneft, dans le sud-ouest de la Russie, est partiellement paralysée après une attaque de drones ukrainiens, jeudi, a rapporté Reuters, citant trois sources du secteur.
  • Les négociations de paix entre l’Ukraine, la Russie et les Etats-Unis ont des « perspectives », mais leur processus reste extrêmement complexe, a estimé Kyrylo Boudanov, chef de l’administration présidentielle ukrainienne, selon les propos rapportés par le média ukrainien Suspilne.
  • La Serbie va allouer 2 millions d’euros pour renforcer la résilience du secteur énergétique ukrainien, a annoncé le Programme des Nations unies pour le développement (PNUD).
  • Les Etats-Unis ont levé les sanctions contre Mikhaïl Zadornov, un banquier russe de premier plan et ancien ministre des finances. Cette radiation ne reflète pas un changement plus large de la position américaine sur les sanctions contre la Russie, a précisé un responsable américain cité par Reuters.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/04/en-direct-guerre-en-ukraine-volodymyr-zelensky-a-istanbul-pour-discuter-de-la-securite-energetique-et-des-efforts-de-paix_6675208_3210.html

3 aprile 2026. Padre di tre bambine “convocato” in Questura, permesso negato e deportato in due giorni

Un altro giorno di attacchi in Iran | Le pre-partenze della Global Sumud Flotilla | La situazione dei braccianti a Torretta Antonacci


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Un uomo è stato deportato dalla Questura di Brescia verso il Pakistan per questioni burocratiche legate al rinnovo del permesso di soggiorno. Circa sette mesi fa aveva fatto domanda di conversione del permesso di soggiorno: all’inizio della settimana ha scritto una pec agli uffici immigrazione, e gli è stato risposto di presentarsi agli uffici di via Botticelli alle 8 del primo aprile, munito di ricevuta e di passaporto.

“Abbiamo aspettato per cinque ore senza che ci dicessero nulla, eravamo lì con due delle nostre tre figlie e all’improvviso sono entrati nella stanza dicendoci che mio marito sarebbe stato deportato“, ha raccontato in lacrime venerdì 3 aprile Uma, negli studi di Radio Onda d’Urto. “Lo hanno rinchiuso in una stanza, il giorno dopo lo hanno processato e oggi lo hanno deportato“.
“Le mie bambine sono in lacrime e vogliono rivedere il loro papà. Noi abbiamo una bancarella di abbigliamento”, ha continuato Uma, “e di solito mio marito apriva il banco mentre io portavo le bambine a scuola e all’asilo, poi lo raggiungevo per lavorare. Come posso fare tutto da sola? A chi lascio le bambine? Non c’è umanità. Dovrebbero prendere in considerazione le famiglie quando ci sono questi problemi burocratici, dirci che qualcosa non va e noi sistemiamo i documenti. Invece hanno deportato mio marito”.

Leggi l’articolo e ascolta l’intervista a Uma e a Meri di Diritti per Tutti, realizzata negli studi di Radio Onda d’Urto.

MEDIORIENTE – La contraerea dell’esercito iraniano ha abbattuto un caccia F-15 Usa mentre sorvolava il centro del Paese. E’ il secondo aereo da guerra Usa abbattuto da fine febbraio; non è chiaro dove siano i 2 piloti, se catturati da Teheran o ancora in libertà, da qualche parte, in territorio iraniano. Fonti Usa dicono che un pilota è stato recuperato con operazioni ad hoc, durante le quali un elicottero Usa è stato a sua volta colpito da un proiettile della contraerea iraniana.

Nel frattempo Washington ha confermato l’attacco al centrale ponte B1, che collega Teheran alla vicina Karaj. “Dopo i ponti, toccherà alle centrali elettriche”, ha detto Trump che ha ribadito di voler “riportare l’Iran all’età della pietra”. Cosa che prova a fare pure Israele, con ondate continue di attacchi.

Già oggi in Iran i raid di Usa e Israele hanno già ucciso oltre 2mila persone, colpendo strutture militari, industrie – come quelle siderurgiche -, scuole, case, ponti, stazioni dei media, strade e anche gli ospedali.

Bombe continue, quindi, sull’Iran, senza che questo intacchi particolarmente le capacità militari del Paese. “I Pasdaran”, dice l’intelligence Usa, “dopo un mese di guerra hanno infatti ancora a disposizione almeno la metà dei lanciatori di missili e migliaia di droni”. E li usano: nuova ondata oggi verso Israele, il Kuwait – incendio in una raffineria – e a obiettivi militari e infrastrutturali Usa in Qatar, Emirati Arabi, Giordania, Arabia Saudita e Bahrein. Una situazione pesantissima e sempre più pericolosa, tanto che per la prima volta il russo Putin e il turco Erdogan hanno diffuso un appello per “un immediato cessate il fuoco”.

Replica indiretta di Trump: al Congresso presentato un bilancio della difesa record di 1.500 miliardi di dollari per il 2027, il più ampio incremento dalla Seconda Guerra Mondiale. Tale richiesta include circa 200 miliardi di dollari in finanziamenti aggiuntivi a sostegno dell’aggressione all’Iran assieme a Israele. 
Ennio Remondino, già inviato di guerra per la Rai e ora di remocontro.it

Proprio Israele porta avanti il genocidio in Palestina. Nelle ultime ore colpi d’artiglieria sulla Striscia di Gaza, con almeno 1 vittima nelle ultime 24 pre, mentre freddo e maltempo hanno nuovamente mandato sott’acqua le tende lacere in cui vivono milioni di palestinesi. Aggressioni, violenze, furto di terre in Cisgiordania occupata, in particolare oggi attorno a Jenin. Sempre più vicina, intanto, la partenza di una nuova Global Sumud Flotilla per raggiungere le coste palestinesi, rompere l’assedio illegale che Israele impone a Gaza e portare aiuti umanitari. In partenza anche imbarcazioni, attiviste e attivisti dall’Italia, in queste ore in partenza da diversi porti, come Ancona e Bari, in direzione Sicilia. 
Ne abbiamo parlato ai microfoni di Radio Onda d’Urto con Teo di Gaza Free Style e Anna Irma Battino dei Centri Sociali del Nord Est.

Infine il Libano. Ieri un razzo ha colpito la base della missione Unifil dove si trovano anche militari italiani Oggi un altro attacco, israeliano, ha ferito tre soldati delle Nazioni Unite, indonesiani. 2 sono gravi. Nel Paese dei cedri ancora bombardamenti su tutto il territorio, mentre nel sud si combatte: Tel Aviv tenta di annettere il territorio fino al fiume Litani, 30 km di profondità, mentre Hezbollah resiste provocando perdite di uomini e mezzi agli israeliani, che con i raid hanno fatto 27 vittime in 24 ore, con il totale dal 2 marzo salito a 1.368.. 
Da Beirut David Ruggini, capomissione di Un Ponte Per

LAVORO – Prosegue la lotta di precari e precarie dei musei di Firenze, che questa mattina, venerdì 3 aprile dopo più di due mesi di attesa, hanno ottenuto la convocazione di un tavolo con la Regione, dopo un blitz fin dentro il palazzo della giunta della Regione Toscana in piazza Duomo a Firenze. “Il tavolo non basta – dice Valentina di Sudd Cobas ai microfoni di Radio Onda d’Urto – perché non saranno coinvolte le aziende. Si tratta di un tavolo preliminare per iniziare a parlare di una soluzione per il rientro al lavoro delle persone rimaste a casa. Noi chiediamo il rientro al lavoro con contratti indeterminati, ma abbiamo bisogno che a questo tavolo insieme alla regione si siedano anche le aziende coinvolte”. Ascolta l’intervista e leggi l’articolo.

Le baracche dove vivono centinaia di braccianti a Torretta Antonacci, nella zona di San Severo (Foggia), sono sommerse da acqua e fango, rimaste isolate per diverse ore, con strade impraticabili. Un comunicato del sindacato di base USB nella serata di giovedì ha lanciato l’allarme: “Le baracche dell’insediamento informale e i container della limitrofa foresteria regionale per i lavoratori agricoli sono sommersi. L’unica strada di collegamento con il sito è completamente impraticabile, trasformata in un fiume di fango: Torretta Antonacci è di fatto isolata, irraggiungibile, senza qualsiasi forma di soccorso e aiuto”.

Quella che si sta vivendo in questi giorni non è semplicemente causa del meteo disastroso. “Non si tratta di una calamità naturale imprevedibile. Si tratta di una catastrofe politica annunciata, voluta, perpetuata”, ha scritto USB nel suo comunicato. “Ricordiamolo con chiarezza: per il superamento dei ghetti della Capitanata – Torretta Antonacci compresa – erano stati stanziati oltre 100 milioni di euro. Cento milioni. Fondi pubblici destinati a restituire un minimo di dignità abitativa a chi vive in condizioni che l’Europa del 2026 non dovrebbe nemmeno poter concepire”. Invece, dato che i progetti non sono nemmeno cominciati, dopo la fine di giugno quei soldi dovranno essere restituiti.

Un racconto denuncia della situazione dal delegato di Usb Francesco Caruso ai microfoni di Radio Onda d’Urto

Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:

La Corte Penale Internazionale ha annunciato la decisione di deferire l’Italia per “inadempienza a una richiesta di cooperazione” in riferimento al caso di Osama Almasri, il generale e torturatore libico arrestato a Torino il 19 gennaio 2025, liberato il 21 e “accompagnato” in Libia con un volo di Stato, nonostante fosse ricercato dall’Aja per crimini di guerra e contro l’umanità. Le interviste a Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans e al giornalista Mario Di Vito

La rubrica di Analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli. Leggi e ascolta

L’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan è stata fermata ieri con l’accusa di apologia del terrorismo, per un tweet che citava le parole di Kōzō Okamoto, ex membro dell’Armata Rossa Giapponese, che nel 1972 partecipò all’assalto contro l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Da Lille, Vladimir Nieddù, de La France Insoumise e Movimento popolare per la salute. Ascolta o scarica

Ho ucciso l’angelo del focolare – Viene affrontato il tema della crisi dell’identità maschile alla luce della diffusione di fenomeni subculturali come gli Incel, l’antifemminismo e la misoginia che li accompagna. Ne abbiamo parlato con Manolo Farci, professore associato di Studi culturali e di genere all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e autore del recente libro Quel che resta degli uomini. Sulla mascolinità edito da Nottetempo edizioni (2025). Ascolta la trasmissione.

Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/

3 aprile 2026. Doveva essere il governo del merito: poi arrivarono le consulenze affidate da Sangiuliano e Piantedosi…

Paolo Galletti – strisciarossa.it

Il merito. Una parola chiave nella narrazione politica del governo di Giorgia Meloni, tanto che il vocabolo ricorre quattro volte nel suo discorso di investitura. Una parola densa di valore identitario che, non a caso, è stata utilizzata per integrare la denominazione del ministero della Pubblica Istruzione. Scorrendo le cronache da quel 22 settembre 2022 viene però il ragionevole dubbio di aver frainteso le intenzioni dell’esecutivo e della sua guida. Tanto che vien da domandarsi: ma è questo il merito che meritiamo?

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https://www.strisciarossa.it/doveva-essere-il-governo-del-merito-poi-arrivarono-le-consulenze-affidate-da-sangiuliano-e-piantedosi/


The loser

Franco Berardi

In un articolo uscito sul New York Times online del 2 aprile, Alicia P.Q. Wittmeyer scrive che il discorso di Trump del giorno precedente sembra preparare l’uscita degli americani dalla guerra. Ma poiché le comunicazioni di quell’individuo sono spesso incoerenti o intenzionalmente fuorvianti potrebbe invece essere in preparazione un’escalation dell’aggressione, con intervento di terra.
Sarebbe una manovra tattica, o sarebbe segno del fatto che Trump è in stato confusionale e non sa cosa fare?
Se sbarcano truppe sul suolo iraniano ci saranno morti americani e il mercato mondiale sprofonderà nell’inflazione e nella recessione, cosa che sta già avvenendo. Se non intervengono truppe di terra non si potrà cavare il famoso ragno dal buco, e il ragno persiano continuerà ad arricchire l’uranio.
Contrariamente a quel che dice il presidente, è chiaro a tutti che non sono affatto stati raggiunti gli obiettivi che si erano prefissi lui e Netanyahu, il vero burattinaio di questa storia, il criminale che ricatta Trump con i files Epstein che sono nelle sue mani.

Scrive Wittmeyer:

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https://francoberardi.substack.com/p/the-loser?utm_source=post-email-title&publication_id=2391647&post_id=192217710&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=c2va4&triedRedirect=true&utm_medium=email



Le previsioni per oggi, venerdì 3 aprile

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https://www.rainews.it/video/2026/04/le-previsioni-del-tempo-per-venerdi-3-aprile-74bf832d-24d4-49ce-a29a-bfd93ab54802.html

Crollo del ponte sul fiume Trigno, si cerca il disperso. Trovata la targa della sua auto

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DALL’1 APRILE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/arriva-la-tempesta-erminio-allerta-rossa-in-abruzzo-evacuazioni-nel-basso-molise-1ee60602-e9cf-4538-96f7-59c41ad90fc1.html

Crollo della strada ad Alberona (Ferrovie del Gargano)


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3 aprile 2026. Sesso e morte: il celebre delitto Casati Stampa diventa un film noir

Filippo Timi e Jasmine Trinca

Andrea Aloi – strisciarossa.it

“Gli occhi degli altri”, compunto noir erotico liberamente ispirato al celebre delitto Casati Stampa, anno 1970, col marchese voyeur assassino a fucilate della disinvolta moglie Anna Fallarino, del giovane suo amante Massimo Minorenti e di se stesso, è un elegante esercizio di stile fuori tempo massimo, nonostante il tentativo attualizzante con l’elezione della ex aspirante attrice a simbolo delle donne oggettivizzate e vittime dell’occhio maschile.
Lo firma Andrea De Sica, figlio del musicista Manuel, nipote del sommo Vittorio e cugino di Brando, figlio di Christian, a sua volta regista. E scusate il rompicapo. Attivo pure in tv, ha in carniere diversi lungometraggi, dall’esordio abbastanza deboluccio con “I figli della notte” al recente “Non mi uccidere”, fiaba adolescenzial-horror spremuta dall’omonimo romanzo di Chiara Palazzolo. Stavolta si è immerso negli arrembanti anni del boom economico ispirandosi a tanto cinema dell’epoca puntato su borghesi grandi e medi preda di implacabile ennui, un disincanto tedioso, pensiamo a “La noia” di Damiani, a “I delfini” di Citto Maselli, dove, per dirla con Umberto Bossi, nel vivaio dei ricchi “figli di” sguazzano soprattutto trote a volte impegnate in giochi pericolosi.

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https://www.strisciarossa.it/sesso-e-morte-il-celebre-delitto-casati-stampa-diventa-un-film-noir

3 aprile 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

3 aprile 2026. Donald Trump: il king dell’insider trading

Alle 6:49 alla Borsa di Chicago arriva una montagna di ordini sui futures. Sedici minuti dopo ecco Donald Trump, il king dell’insider trading

Lorenzo Tecleme – valori.it

Oggi torniamo a parlare del vero protagonista di questo podcast. L’uomo che da un anno a questa parte ci regala le migliori risate e i peggiori incubi: Donald Trump. L’ultima notizia che arriva da Washington è che, tra una guerra e l’altra, alla Casa Bianca hanno un problema di insider trading. L’insider trading è quel fenomeno per cui delle persone usano informazioni riservate cui hanno accesso per scommettere in Borsa. E così fanno soldi grazie ad elementi che tutti gli altri operatori, semplicemente, non possono conoscere.

continua in
https://valori.it/donald-trump-insider-trading/

Unchained. Storie di ordinario capitalismo selvaggio

Miliardari che comprano governi, cantanti che usano il jet privato anche per fare la spesa, meme che diventano criptovalute: viviamo in un mondo pieno di storie assurde, ma dietro ognuna di queste storie c’è un pezzo del nostro presente che merita di essere raccontato. Ogni settimana, una volta a settimana, proviamo a farlo noi.  Un podcast di Valori.it a cura di Lorenzo Tecleme

Le puntate del podcast
https://podcast.valori.it/unchained

3 aprile 2026. Catania: il Ministro dello spreco contro l’ambiente

Paolino Maniscalco – volerelaluna.it

Da mesi sui media siciliani c’è una storia che i vecchi giornalisti classificherebbero tra quelle dell’uomo che morde il cane: la Sicilia che si batte contro gli sprechi del ministero di Salvini, invertendo i vecchi stereotipi sulla gestione del Mezzogiorno. Si tratta di circa mezzo miliardo di lavori previsti dal nuovo Piano Regolatore del Porto (PRP) di Catania che si potrebbero evitare se si facesse quello che prevede la pianificazione nazionale e locale sui porti di Catania e Augusta, cioè una redistribuzione coordinata dei traffici per ottimizzare l’uso degli spazi disponibili. Mentre la Lega accusa il Mezzogiorno di sprechi (molte volte a ragione) contrapponendo la sobrietà e l’efficienza lombarde, il Ministero retto dal suo segretario fa l’opposto.

Nel 2022 il Ministero dei trasporti approvò il Documento di Programmazione Strategica di Sistema (DPSS) che definiva, tra l’altro, l’attività dei traghetti merci nei porti di Catania e Augusta, con una marcata prevalenza del secondo che ha spazi commerciali e logistici 7 volte quelli di Catania e aree retroportuali addirittura 35 volte più ampie. Inoltre, Augusta ha fondali profondi, è ben collegato da un’autostrada nuova, erano in corso i lavori per una bretella di collegamento con la ferrovia (poi sospesi perché i fondi furono dirottati per il Ponte di Messina) e sono in corso altri lavori per piazzali destinati al traffico merci. Quel documento precisa che Augusta è destinata “in particolare” (si noti la sottolineatura) ai traghetti merci mentre Catania – dice il Ministero – dovrà essere “più orientata al traffico passeggeri e crocieristico”.

continua in
https://volerelaluna.it/territori/2026/04/03/catania-il-ministro-dello-spreco-contro-lambiente/

2 aprile 2026

https://www.rainews.it/video/2026/04/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-fded6615-fd23-44b6-80e4-657a0b8f0498.html

La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Giovedì 2 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-02042026-e73a3eba-a3d8-472d-90af-4e3612272695.html

Go Home Scarso aiuto in Iran, Trump minaccia di uscire dal Patto atlantico. Ma l’Europa è sempre più renitente: la Ue schiera gli avvocati, Starmer convoca una “coalizione per Hormuz”, nessuna cancelleria europea fa un passo avanti. E molte fanno piccoli passi indietro
Marina Catucci
https://ilmanifesto.it/usa-fuori-dalla-nato-la-minaccia-di-trump-assolutamente-forse
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-02-04-2026

Starmer sente Meloni: “Urgente de-escalation in Medio Oriente”. Austria nega spazio aereo a Usa. In Iran impiccato un manifestante considerato una spia. Di nuovo arrestata l’avvocata Nasrin Sotoudeh

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/007-usa-liran-non-disposto-a-trattative-sostanziali-sulla-fine-della-guerra-50237499-4458-4435-bae6-59e21e7d19c5.html

Pete Hegseth al Pentagono, 19 03 2026 (Afp)


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L’escalation in Medio Oriente


Iran war updates: US, Israel step up strikes; Tehran pledges retaliation

Live https://www.aljazeera.com/video/live

  • The United States and Israel have stepped up attacks, targeting a century-old medical research centre in Tehran, a bridge near the capital and steel plants after President Donald Trump threatened to bomb Iran back to “the stone ages”.
  • Iran’s military cautions that the war will continue until the “humiliation” and “surrender” of its enemies, and warns against a possible US ground invasion.
  • The Israeli military claims it has killed more than 40 Hezbollah members over the past 24 hours, while the Lebanese group says it carried out several attacks on Israelis in southern Lebanon and northern Israel. Lebanon’s PM Nawaf Salam says the situation in the country is “very critical”.
  • At least 2,076 people have been killed and 26,500 wounded by US-Israeli attacks across Iran since February 28.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.


    AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
    https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/2/iran-war-live-trump-to-address-nation-tehran-denies-seeking-ceasefire

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

Funerale del fotoreporter Mohamad Ftouni e dei colleghi giornalisti Fatima Ftouni e Ali Shoaib, uccisi in un attacco israeliano alla loro auto nel Libano meridionale
Mohammad Yassine/Reuters

Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le point sur la situation, jeudi 2 avril à 20 heures

  • Plus de 40 pays ont appelé à la « réouverture immédiate » du détroit d’Ormuz et évoqué de nouvelles sanctions contre l’Iran, a annoncé la cheffe de la diplomatie britannique, Yvette Cooper, qui présidait leur réunion virtuelle.
    Les pays du Golfe ont réclamé l’aval de l’ONU pour faire usage de la force dans le détroit d’Ormuz, lors de la première réunion du Conseil de sécurité sur la coopération avec le Conseil de coopération du Golfe.
  • Dix-huit pays européens ont exhorté Israël et le Hezbollah à « mettre fin aux actions militaires », alors que les craintes concernant les projets israéliens de contrôler une partie du sud du Liban s’accentuent. La France n’en fait pas partie.
  • « Nous sommes au bord d’une guerre plus étendue qui engloutirait le Moyen-Orient », a déclaré Antonio Guterres, secrétaire général de l’ONU.
  • Le conflit au Moyen-Orient « peut avoir un effet direct, en matière de terrorisme, sur le territoire » français, a prévenu, jeudi, le premier ministre, Sébastien Lecornu.
  • Deux morts ont été déplorés dans l’attaque d’un pont près de Téhéran, selon la télévision d’Etat iranienne. Donald Trump a réagi aux vidéos du pont détruit en appelant l’Iran à conclure un accord « avant qu’il ne soit trop tard ».
  • La célèbre avocate iranienne Nasrin Sotoudeh a été arrêtée mercredi soir en Iran, selon sa fille.
    Le baril de pétrole américain s’est envolé de plus de 10 % jeudi, poussé par le ton belliqueux de Trump dans son discours de mercredi soir

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/04/en-direct-moyen-orient-l-armee-americaine-a-la-recherche-d-un-de-ses-soldats-dont-l-avion-a-ete-abattu-en-iran-une-premiere-depuis-le-debut-de-la-guerre_6674837_3210.html

RaiNews LIVE

Telefonata di Zelensky con Witkoff e Kushner: “Le garanzie Usa strada per la pace”

Precipita aereo militare russo in Crimea, 29 morti. La Russia: “Abbiamo il controllo totale della regione di Luhansk”. Drone russo uccide 4 persone nell’Ucraina centrale. Lukashenko: “La Bielorussia non vuole la guerra ma si sta preparando a essa”

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/03/zelensky-oggi-colloquio-con-delegazione-usa-48ee192c-a295-4a89-b571-a2940b24c880.html

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La Crisi Russia-Ucraina

Volodymyr Zelensky parla con Steve Witkoff (ANSA)

EN DIRECT, guerre en Ukraine 

Le point sur la situation, jeudi 2 avril à 14 heures

  • « Nous n’avions pas besoin de nous impliquer en Ukraine », a déclaré le président américain, Donald Trump, lors d’un échange avec des journalistes, à l’issue d’un déjeuner privé, à l’occasion de Pâques.
    Les membres européens de l’OTAN doivent choisir leur camp, selon l’ambassadeur des Etats-Unis auprès de l’OTAN.
  • Donald Trump vide l’OTAN de sa substance en créant « le doute sur son engagement »,a déclaré le président français, Emmanuel Macron, au cours d’une visite d’Etat à Séoul.
  • La Russie a lancé un nombre record de 6 462 drones contre l’Ukraine au mois de mars, selon une analyse de l’Agence France-Presse. En mars « 89,9 % des missiles et drones russes ont été interceptés ou neutralisés », selon l’armée ukrainienne.
  • La Russie tente d’attirer des étudiants dans le secteur des drones, selon des informations rapportées par l’agence Reuters.
  • Gazprom affirme qu’une des infrastructures du gazoduc Turkish Stream a été prise pour cible par des drones ukrainiens dans le kraï de Krasnodar (Sud). L’attaque a été « repoussée » par les forces de défense et n’a provoqué aucun dommage au site, selon Gazprom.
  • Le président russe, Vladimir Poutine, juge « impossible » l’adhésion de l’Arménie à l’Union européenne car, selon lui, Erevan est déjà membre d’une union douanière avec Moscou

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/04/en-direct-guerre-en-ukraine-volodymyr-zelensky-a-istanbul-pour-discuter-de-la-securite-energetique-et-des-efforts-de-paix_6675208_3210.html

Le point sur la situation, jeudi 2 avril à 21 heures

  • L’armée russe n’a enregistré aucun gain territorial en Ukraine en mars, une première depuis septembre 2023, reculant même par endroits devant les forces de Kiev, selon l’analyse par l’Agence France-Presse (AFP) des données de l’Institut pour l’étude de la guerre (ISW).
  • « Nous n’avions pas besoin de nous impliquer en Ukraine », a déclaré le président américain, Donald Trump, lors d’un échange avec des journalistes, à l’issue d’un déjeuner privé, à l’occasion de Pâques.
    Les membres européens de l’OTAN doivent choisir leur camp, selon l’ambassadeur des Etats-Unis auprès de l’OTAN.
  • Donald Trump vide l’OTAN de sa substance en créant « le doute sur son engagement »,a déclaré le président français, Emmanuel Macron, au cours d’une visite d’Etat à Séoul.
  • Le commandant russe de l’aviation de la flotte du Nord est mort dans le crash de l’An-26 en Crimée le 31 mars,rapporteune source du service russe de la BBC.
  • La première dame américaine, Melania Trump, a contribué à faciliter le retour de sept nouveaux enfants ukrainiens enlevés par la Russie, a déclaré la Maison Blanche dans un communiqué. Près de 20 000 enfants ukrainiens ont été arrachés à leurs familles depuis le début de l’invasion russe, le 24 février 2022, selon le décompte établi à la mi-février par le Bureau du procureur général d’Ukraine.
  • Kiev crée une « Radio hongroise de l’Ukraine » pour répondre aux déclarations « absurdes » de Budapest. Elle diffuse, à dix jours de l’élection hongroise du 12 avril, un enregistrement, disponible en ukrainien, en hongrois et en anglais, où sont rejetées les « manipulations » de Viktor Orban et de son équipe.
  • La Russie confirme la préparation d’un échange de prisonniers avec l’Ukraine à l’occasion de la fête de Pâques. C’est ce qu’a annoncéTatiana Moskalkova, la commissaire aux droits de l’homme russe, à de l’agence de presse TASS

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/04/en-direct-guerre-en-ukraine-volodymyr-zelensky-a-istanbul-pour-discuter-de-la-securite-energetique-et-des-efforts-de-paix_6675208_3210.html

2 aprile 2026. A sud di Lampedusa ancora un naufragio nell’indifferenza generale

Due naufragi in poche ore tra Egeo e Lampedusa, il 1 aprile: 38 vittime accertate, tra cui un bambino. Decine i superstiti, alcuni in condizioni gravissime. Le leggi europee e quelle italiane rendono difficili se non impossibili i soccorsi in mare. Tragedie taciute

Fulvio Vassallo Paleologo

Una motovedetta della guardia costiera italiana ha operato un intervento di soccorso a 85 miglia sud da Lampedusa, in quella zona di acque internazionali che si definisce Sar “libica”, anche se la Libia non ha ancora unità territoriale e centrali unificate di coordinamento (RCC) dei soccorsi in mare. Sul barcone “agganciato” dalla motovedetta italiana attorno alle 3 del primo aprile, secondo quanto riferisce l’ANSA, si trovavano diversi cadaveri. Durante il trasferimento verso Lampedusa, dove la temperatura non superava 10 gradi, prima dell’arrivo al molo Favarolo, altri naufraghi, fra cui diverse donne, hanno perso la vita. Tutti sarebbero morti per ipotermia. Una sequenza di morti per freddo che impone un rigoroso accertamento dei fatti, al di là della ricerca dei soliti “scafisti”. Perchè non è la prima volta che questi decessi si verificano a distanza di ore dalla segnalazione e dall’intervento di primo soccorso. Per evitare che altre stragi simili si ripetano in futuro occorre verificare i tempi di avvistamento, le regole di ingaggio e di intercettazione dopo la prima segnalazione dell’evento di soccorso, il ruolo di tutti i mezzi coinvolti in operazioni che forse, se si fossero svolte qualche ora prima, si sarebbero concluse con un minor numero di vittime.

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https://www.libertaegiustizia.it/2026/06/19/il-nuovo-regolamento-rimpatri-applausi-sul-cadavere-dellunione-europea/


Fulvio Vassallo Paleologo
Avvocato. Opera attivamente nella difesa dei migranti e dei richiedenti asilo, in collaborazione con diverse Organizzazioni non governative. Fa parte dell’Associazione Diritti e Frontiere, ADIF. E della rete europea di assistenza, ricerca ed informazione Migreurop oltre a essere componente della Campagna LasciateCientrare.

2 aprile 2026. Ramy Elgaml: la procura chiede il processo per sette carabinieri

Antifascismo: l’Italia ostaggio dei fascisti | Palestina: l’appello dell’International Soldarity Movement e le partenze della Flotilla | Guerra globale: l’analisi di Martino Mazzonis


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GIUSTIZIA PER RAMY – La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale con “eccesso colposo nell’adempimento del dovere” del carabiniere alla guida della volante che, la notte del 24 novembre 2024, urtò lo scooter sul quale viaggiavano Ramy Elgaml, poi deceduto, e l’amico Fares Bouzidi, dopo averlo inseguito per 8 lunghissimi chilometri, fino a viale Ripamonti.
I pm hanno chiesto il processo, per concorso in omicidio stradale, anche per Fares Bouzidi – che guidava lo scooter – e per altri sei militari accusati, a vario titolo, di favoreggiamento, depistaggio e falso nel verbale d’arresto dell’amico di Ramy.
“Il depistaggio aggrava il quadro – commenta su Radio Onda d’Urto il giornalista Nello Trocchia – perché conferma che ogni qualvolta pezzi di Stato commettono degli illeciti, o delle violazioni, c’è chi non va lì a ricostruire la verità ma a coprire e blindare nel silenzio e nell’omertà quanto accaduto… e questo è gravissimo”. “Perché non succeda più – aggiunge – dovremmo cominciare a occuparci di formazione delle forze dell’ordine, e anche di un cambio culturale rispetto all’approccio a vicende come queste”.

L’intervista di Radio Onda d’Urto a Nello Trocchia, giornalista del quotidiano Il Domani, per il quale segue la vicenda della morte di Ramy Elgaml

ANTIFASCISMO – Rimaniamo in Italia, perché la giunta comunale di destra di Orzinuovi (BS) ha respinto la richiesta dell’Anpi provinciale di togliere l’autorizzazione al gazebo dei fascisti di Forza Nuova, in calendario nella mattinata di sabato 11 aprile proprio sotto il Municipio, nella centralissima piazza Vittorio Emanuele II.

Per l’Assemblea Permanente Antifascista di Brescia:

“la sindaca Laura Magli ha motivato la propria stupefacente decisione affermando di muoversi nel perimetro della legalità e del pluralismo. Che Forza Nuova sia un’organizzazione dichiaratamente fascista nota per le proprie ricorrenti azioni squadristiche, compresa l’aggressione e la devastazione della sede nazionale della Cgil avvenuta il 9 ottobre del 2021 e costata agli 8 caporioni che l’hanno guidata pene fra 4 e 6 anni, per la sindaca di Orzinuovi non è un problema. Per lei pluralismo significa che fascismo e antifascismo hanno pari dignità e legittimità: un’idea vale l’altra. E la Costituzione? E le leggi Scelba e Mancino? Semplicemente non pervenute”.

La vicenda di Orzinuovi dovrebbe finire ora anche in Parlamento, visto che il deputato Avs, Marco Grimaldi, ha presentato un’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno, Piantedosi, chiedendo l’intervento del Viminale “per vietare che si promuovano odio e intolleranza da parte di un movimento che si ispira al fascismo”.

Su Radio Onda d’Urto, l’intervista a Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi Sinistra. 

Nell’intervista, Grimaldi parla anche della sospensione comminata a 32 suoi colleghi, deputati e senatori che il 30 gennaio 2026 avevano occupato la sala stampa della Camera per impedire la conferenza stampa di altri neofascisti, quelli del “comitato” sulla cosiddetta remigrazione, ossia la deportazione di tutti i migranti presenti in Italia.

Sul tema, abbiamo raccolto anche il commento di Gilda Sportiello, del M5S, tra le deputate sospese.

PALESTINA – Una delegazione di Hamas è a Il Cairo per denunciare le “flagranti violazioni” da parte di Israele nell’attuazione del cessate il fuoco di ottobre; da allora Israele ha ammazzato 714 palestinesi (l’ultimo oggi, a Khan Younis), compiendo inoltre una “rioccupazione” di aree di Gaza vicino alla cosiddetta “linea gialla”, la linea immaginaria e arbitraria occupata da Israele.
Sul piatto dell’incontro a Il Cairo – il primo da mesi di così alto livello – anche la Cisgiordania occupata. Le fazioni palestinesi denunciano la situazione a Gerusalemme, con le restrizioni all’accesso alla moschea di Al-Aqsa e il divieto di culto, e la recente legga approvata dalla Knesset con pena di morte solo per i prigionieri palestinesi; legge condannata anche dalla Lega Araba e persino dall’Anp, mentre sono decine anche oggi i raid di coloni ed esercito in tutta la West Bank.
Inoltre, secondo il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, nuovi piani urbanistici come il progetto “Shami Neighborhood” mirano a rafforzare ulteriormente il controllo israeliano su Gerusalemme.
Ed è in questo contesto che dalla Cisgiordania occupata arriva un nuovo appello alla comunità internazionale: presenza, ascolto e solidarietà concreta. A rilanciarlo sono attiviste e attivisti palestinesi insieme all’International Solidarity Movement (ISM), rete di volontari internazionali che affianca le comunità locali nei territori occupati. L’ISM ha lanciato una sessione informativa online prevista per il 16 aprile (ore 20 italiane), con l’obiettivo di condividere testimonianze dirette e spiegare le modalità di partecipazione al movimento.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Linda dell’International Soldarity Movement

Sul fronte della solidarietà internazionale, intanto, un’altra eurodepurata di sinistra è finita nel mirino della polizia. Si tratta dell’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan, fermata oggi con l’accusa di apologia del terrorismo.
A denunciare la Hassan – nota per aver fatto parte parte, lo scorso autunno, dell’equipaggio della Global Sumud Flotilla – un eurodeputato del partito di Marine Le Pen, l’estrema destra francese, che la accusa paradossalmente di “antisemitismo”.
Sempre sul fronte solidale, è notizia di oggi che tra gli equipaggi che comporanno la seconda missione della Global Sumud Flotilla ci saranno anche quelli composti da spazi sociali e realtà in lotta contro il genocidio del nostro Paese.

Tra le realtà pronte a partire con la Flotilla, anche Gaza Freestyle, come racconta ai nostri Teo, parte del progetto. 

Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:

GUERRA GLOBALE: Trump minaccia di “riportare l’Iran all’età della pietra”. L’analisi del giornalista e americanista Martino Mazzonis
SPORT E BUSINESS: L’esclusione dai mondiali dell’Italia conferma il fallimento del sistema italiano, non solo calcistico. L’intervista a Luca Pisapia, giornalista e redattore della Rivista Valori.
CLIMA: Allerta rossa in Molise, Abruzzo e Puglia. Urge “salvaguardare i territori”. Diversi interventi.

Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/


Allerta rossa in Abruzzo, Molise e Puglia

Oggi allerta maltempo rossa in Abruzzo, Molise e Puglia; arancione in Basilicata e Calabria; gialla in altre cinque regioni d’Italia: Campania, Lazio, Marche, Sicilia e Umbria. Ieri il Centrosud colpito da piogge incessanti, neve e vento: esondazioni, evacuazioni, gravi disagi alla viabilità e interruzioni dei collegamenti ferroviari.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DALL’1 APRILE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/arriva-la-tempesta-erminio-allerta-rossa-in-abruzzo-evacuazioni-nel-basso-molise-1ee60602-e9cf-4538-96f7-59c41ad90fc1.html

Crollo della strada ad Alberona (Ferrovie del Gargano)


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2 aprile 2026. Maltempo al Centrosud, fiumi esondati e strade chiuse

Foto ANSA

ANSA – Il maltempo continua a colpire il Centro-Sud con piogge incessanti, neve e vento, causando esondazioni, evacuazioni, gravi disagi alla viabilità e interruzioni dei collegamenti ferroviari: in Abruzzo, l’esondazione del fiume Osento ha sospeso la circolazione sulla linea Adriatica, spezzando i collegamenti tra Nord e Sud del Paese.
Oltre 200 gli interventi dei vigili del fuoco nelle ultime 24 ore tra le due regioni, mentre la Protezione civile ha attivato l’unità di crisi nazionale presieduta dal capo Dipartimento, Fabio Ciciliano.

continua in
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/04/01/maltempo-al-centrosud-fiumi-esondati-e-strade-chiuse_276f8215-274b-488b-8513-6d247a5e918b.html

VEDI ANCHE
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/04/01/maltempo-molise-soccorsi-due-allevatori-bloccati-da-bufera-di-neve_dc926f9c-cac5-4c79-8aad-034f8fb8f423.html


Società, dirigenti e tifosi. Sistema malato, non basta una purga

Calcio Se mezzo secolo fa per Pasolini era l’ultima rappresentazione sacra del tempo, oggi possiamo dire che è diventato la diagnosi clinica del Paese

Luca Pisapia per ilManifesto

Se mezzo secolo fa per Pasolini il calcio era l’ultima rappresentazione sacra del tempo, oggi possiamo dire che è diventato la diagnosi clinica del Paese. E il risultato è impietoso. Gli occhi timorati di Bastoni, lo sguardo perso di Locatelli.
Il linguaggio del corpo attonito di Tonali e quello spento di Dimarco, il rigore atteso con apprensione e poi sbagliato da Esposito, sono lo specchio di una generazione cui sono stati negati i diritti al welfare, all’istruzione, alla salute; i cui stipendi negli ultimi decenni sono cresciuti di due punti percentuali rispetto alla media europea di oltre il trenta.

L’atteggiamento di una squadra tremante, impaurita, chiusa su se stessa, mentre i giocatori della Bosnia attaccavano increduli, non solo racconta che l’Italia per la terza volta di fila non va alla fase finale dei Campionati mondiali di calcio maschile, ma disegna le coordinate della metastasi economica e sociale che affligge il corpo malato di un intero sistema.
L’ultima edizione del Report Calcio curato dalla Figc – la stessa federazione che ogni volta che fallisce la qualificazione mondiale promette ripartenze e rifondazioni, e poi con i suoi provvedimenti finisce per aiutare i soliti noti, i più ricchi – è impietoso: al 2024 il valore della produzione dell’intero sistema calcio italiano è di 4,5 miliardi di euro, il suo costo è di 5,1 miliardi; il risultato è che il calcio costa 0,7 miliardi più di quanto produce. E a questo vanno aggiunti 5,5 miliardi di debiti, di cui 4,7 prodotti dalla sola Serie A, il pesce come sempre puzza dalla testa; la malattia nasce e si diffonde sul punto più alto dello sviluppo del capitalismo calcistico.
Per questo non è questione di giocatori, allenatori, dirigenti. Gravina, attuale presidente della Figc, è stato rieletto a marzo 2025 con il 98,7% dei voti, nemmeno Kim Jong-un ne ha presi così tanti; significa che andava bene a tutti, inutile adesso urlare «tutti a casa», soprattutto da parte di chi quella casa ha contribuito a costruirla sulla sabbia e poi l’ha abitata con profitto a discapito della comunità.
Quando ieri dai banchi della maggioranza e negli editoriali che la rappresentano si chiedono purghe modello Delmastro e Santanché, quando si stabilisce che la colpa è dell’espulsione di Bastoni, del rigore di Esposito, della tattica di Gattuso, dell’incapacità di Gravina, si conferma solo che il calcio è oramai l’incubatore delle passioni tristi di un Paese allo sbando; riprendendo la definizione di Pasolini, la sacralità del calcio oggi è nell’essere diventato l’involucro di quella teologia capitalista dove per Benjamin alla speranza si è sostituita la disperazione.
Il governo Meloni cosa ha fatto per calcio? Ha ripristinato la possibilità di avere come sponsor di maglia le società di scommesse, contribuendo così a diffondere una tragica malattia sociale come la ludopatia; ha commissariato la costruzione di nuovi stadi con la scusa degli Europei che ospiteremo nel 2032, così per ogni impianto si potranno costruire in deroga negozi e centri commerciali, cementificare ancora di più il verde pubblico. Ha inondato il corpo malato del calcio di medicine tossiche e poi a Pasqua ne rivendica la resurrezione con l’olio di ricino.
Altro che sovranismo, patriottismo, attaccamento alla maglia, idee senza parole proprie della cultura di destra; quando si scrive che nel calcio italiano giocano troppi stranieri non solo si afferma una falsità statistica, siamo in media europea, ma si nega una realtà molto più profonda, ce ne sono ancora pochi e a chi nasce qui neghiamo la cittadinanza: i migliori giocatori delle altre squadre europee, tutte qualificate, come Mbappé (Francia), Saka (Inghilterra) e il fenomeno Yamal (Spagna), essendo figli di genitori stranieri se fossero nati in Italia non avrebbero potuto giocare per la nazionale fino a diciotto anni, e probabilmente oltre. Praticamente mai.
E allora davanti a questa rabbia che è quotidianamente scaricata sul calcio, e di cui fanno le spese per primi i calciatori, davanti a questo accanimento terapeutico per mantenere privilegi e occupare poltrone, forse è il caso di sottrarsi: uscire dal calcio dei fondi d’investimento finanziari e del debito, delle televisioni a pagamento e dei nuovi stadi/centri commerciali.
Intorno a noi ci sono sport che una volta si consideravano minori nei quali stiamo raggiungendo risultati eccezionali; ma soprattutto, per chi ama il gioco del pallone, stanno nascendo in ogni quartiere realtà di calcio popolare dove si antepone il mutualismo alla religione profitto, lo stare insieme al culto della vittoria.
Abbracciamo la sconfitta, e come insegnano le meravigliose piazze contro i re e contro le guerre, tifiamo un mondo senza confini, senza diritti di sangue, senza nazioni e senza nazionali; per questo ai prossimi Campionati mondiali di calcio maschile dove non ci siamo qualificati, oltre alle squadre del Sud del mondo, tiferemo proprio la Bosnia: per averci confermato che il corpo malato del calcio non si guarisce con le purghe, ma con l’invenzione di nuove pratiche e nuove possibilità.
https://ilmanifesto.it/societa-dirigenti-e-tifosi-sistema-malato-non-basta-una-purga

2 aprile 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

2 aprile 2026. Lavoro di cura, non si vede ma esiste

Sono 16 miliardi le ore invisibili e gratuite che ogni giorno le donne del mondo dedicano alla sopravvivenza delle loro società

Roberta Lisi – collettiva.it

Certo, le celebrazioni servono ad accendere riflettori su temi e questioni non proprio quotidianamente al centro della ribalta, e allora ha senso celebrare la giornata del lavoro invisibile. Contemporaneamente ci si domanda anche: ha senso ogni anno accendere riflettori su questioni che per i restanti 364 giorni tornano nell’ombra?
La giornata del lavoro invisibile accende i riflettori sulla quantità di lavoro che quotidianamente in ogni angolo del mondo le donne dedicano alla cura. Lavoro per la gran parte non riconosciuto e non remunerato. E anche quando gli si riconosce una qualche forma di dignità “professionale” è comunque considerato poco.

continua in
https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/lavoro-cura-invisibile-esiste-y0ev5lr7

1 aprile 2026

https://www.rainews.it/photogallery/2026/03/fotorassegna-stampa-le-prime-pagine-dei-quotidiani-di-mercoledi-01-aprile–1382a421-68cc-4670-9c6c-aeae5c100c3e.html

La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Mercoledì 1 aprile 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Radio3-Mondo-del-01042026-58680d55-2d6f-443e-9c88-74e563548864.html

Livello base L’Italia nega l’atterraggio a Sigonella a un bombardiere Usa diretto in Iran. È accaduto venerdì scorso ma era già successo in passato, perché gli accordi non lo prevedono. Una volta diffusa la notizia, il governo si spaventa. Meloni e Crosetto: restiamo collaborativi con Washington
Michele Gambirasi
https://ilmanifesto.it/crosetto-dice-no-ai-bombardieri-americani-in-sicilia
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-01-04-2026


1 aprile 2026. Pace, democrazia e lavoro: tre sassi contro la destra

Nello stesso sabato in cui l’America No Kings è scesa in piazza, anche Roma ha celebrato la sua rivolta. Ma la sinistra non si adagi: la gente non è interessata alle primarie ma ad essere ascoltata

 Andrea Ranieri, Francesco Sinopoli – l’Unità

Bruce Springsteen, il Boss, a San Siro, lo scorso anno, nel bellissimo discorso contro la fascistizzazione trumpiana degli Stati Uniti che ha introdotto il suo concerto, si è quasi scusato con il pubblico: “L’America di cui vi ho parlato per 50 anni è reale”. Insomma, non vi ho preso in giro. Sabato 28 marzo, dal palco della manifestazione No Kings del Minnesota, lo storyteller per eccellenza della working class ci ha dimostrato che quell’America esiste ancora. E lo ha detto chiaramente a Trump e al mondo. Per noi, suoi fans da sempre, è del tutto normale che sia Bruce a dar voce a questo movimento che recupera il meglio della cultura autoemancipatoria e libertaria degli stati Stati Uniti. Un movimento che dobbiamo sperare abbia la meglio sul trumpismo perché difficilmente una risposta democratica contro le guerre e l’autoritarismo potrà avere successo in un solo continente

continua in
https://www.unita.it/2026/04/01/pace-democrazia-e-lavoro-tre-sassi-contro-la-destra/

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Voi siete Re ma noi non siamo i vostri sudditi: il Movimento No Kings sbarca in Italia, la mobilitazione a Roma
L’Intifada italiana per Gaza: due milioni in cento piazze, la Flotilla ha smosso il Paese

1 aprile 2026. La speranza dei No Kings

Negli Stati uniti le manifestazioni contro Trump hanno visto scendere in piazza circa otto milioni di persone. Una protesta di massa che può rappresentare la leva per liberarsi dell’autoritarismo

Ben Burgis – jacobinitalia.it

Sono trascorsi poco più di quattordici mesi dall’inizio della seconda presidenza Trump. In questo periodo, l’amministrazione ha oltrepassato diversi limiti invalicabili nel suo attacco alla democrazia costituzionale. Ha tentato di abolire, con un decreto presidenziale, la garanzia costituzionale della cittadinanza per diritto di nascita. Ha arrestato residenti legali per aver partecipato a proteste o per aver scritto articoli di opinione. Ha inondato le città americane di agenti federali in una dimostrazione di forza per punire i politici locali non collaborativi. Quando questi agenti hanno ucciso manifestanti a sangue freddo, l’amministrazione ha raddoppiato la posta in gioco. E ora sta conducendo una guerra profondamente impopolare contro l’Iran, una guerra che Donald Trump ha iniziato senza nemmeno tentare, come di consueto, di convincere l’opinione pubblica americana che l’Iran rappresentasse una grave minaccia da neutralizzare. In sintesi, Trump ha compiuto diversi passi significativi verso un governo da Re, al quale bisogna solo obbedire e che deve essere ascoltato, anziché da leader eletto di una repubblica costituzionale. E le manifestazioni di sabato 28 marzo con lo slogan No Kings (Nessun Re) hanno dato espressione alla crescente repulsione pubblica che tutto ciò ha suscitato.

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https://jacobinitalia.it/la-speranza-dei-no-kings/


Trump: “La guerra finirà in 2-3 settimane”. Teheran: “Hormuz resta chiuso ai nemici”. Domani a Londra vertice virtuale su Hormuz con 35 paesi. Proteste contro la pena di morte israeliana ai palestinesi. Nuovo infarto per la Nobel Mohammadi

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/03/trump-guerra-in-iran-finira-in-2-3-settimane-teheran-vuole-accordo-quanto-lo-vogliamo-noi-deb59651-ccab-4ac9-9680-29ddab3c807a.html

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian (Ansa)


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L’escalation in Medio Oriente


Iran war updates: Pezeshkian urges US public to question gov’t war motives

Live https://www.aljazeera.com/video/live

  • Iranian President Masoud Pezeshkian, in open letter, calls on US citizens to question government motives for war, “look beyond the machinery of misinformation”.
  • A senior Iranian official has denied US President Donald Trump’s claim that Iran’s “new regime president” has asked for a ceasefire,
  • Qatar’s Defence Ministry says missiles launched from Iran hit oil tanker in the country’s territorial waters.
  • Kuwait says an Iranian attack has sparked a “large fire” at the fuel tanks at its international airport.
  • Iranian Foreign Minister Abbas Araghchi tells Al Jazeera he has no faith in talks with the US, and says that while he has had messages from Washington, no negotiations are under way.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.


    AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
    https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/1/iran-live-trump-says-no-deal-needed-to-end-war-isfahan-steel-plants-hit

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

Cargos dans le golfe Persique, près du détroit d’Ormuz, vus des Emirats arabes unis,
le 11 mars 2026. REUTERS

Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le point sur la situation, mercredi 1ᵉʳ avril à 9 heures

  • Donald Trump a déclaré que les Etats-Unis allaient « quitter » l’Iran « très bientôt ». « Tout ce que j’ai à faire, c’est partir de l’Iran, et nous le ferons très bientôt et [les prix du carburant] dégringoleront », a affirmé le président américain en réponse à une question sur la hausse des prix de l’essence.
  • Le président américain a également déclaré : « Si la France ou un autre pays veut avoir son pétrole ou son gaz, ils iront tout droit dans le détroit d’Ormuz (…) et ils se débrouilleront seuls. Je pense que ce sera un endroit très sûr en réalité, mais nous n’avons rien à voir avec ça. »
  • Donald Trump doit également s’adresser ce soir (3 heures du matin à Paris) à la nation américaine au sujet de l’Iran, a annoncé la Maison Blanche.
  • Le ministre des affaires étrangères iranien a réfuté l’existence de négociations avec les Etats-Unis. Sa déclaration fait suite à des propos du ministre de la défense américain qui avait affirmé un peu plus tôt que les prochains jours seraient « décisifs » et assuré que les discussions avec l’Iran « se renforcent ».
  • Benyamin Nétanyahou a assuré qu’il allait « continuer d’écraser » le régime iranien. « La campagne n’est pas terminée (…), nous allons continuer d’écraser le régime terroriste, nous renforcerons les zones de sécurité autour de nous et nous atteindrons nos objectifs », a affirmé le premier ministre israélien en faisant référence aux territoires où l’armée israélienne est désormais déployée au-delà de ses frontières, dans la bande de Gaza, en Syrie et au Liban.
  • L’armée israélienne a annoncé avoir conduit une « vague de frappes de grande ampleur » contre Téhéran. Des explosions ont été entendues « dans des quartiers du nord, de l’est et du centre » de la capitale iranienne, a rapporté la télévision d’Etat.
  • Quatorze personnes ont été blessées en Israël, dont une fillette de 11 ans qui se trouve dans un état grave, ont annoncé les secours israéliens. Plus tôt, l’armée israélienne avait annoncé avoir détecté trois fois des tirs de missiles vers Israël en provenance d’Iran, et une autre fois du Yémen.
  • Le ministère de la santé libanais a annoncé, dans la nuit, que des frappes israéliennes avaient fait sept morts, cinq dans Beyrouth et deux au sud de la capitale du Liban.
  • Des drones d’attaque iraniens ont visé des réservoirs de carburant de l’aéroport international de Koweït, provoquant un incendie.
  • Plusieurs pays européens, dont la France et le Royaume-Uni, ont apporté leur soutien au « peuple libanais », dans une déclaration commune.
  • Le secrétaire d’Etat américain, Marco Rubio, a déclaré que les Etats-Unis devaient « réexaminer » leurs relations avec l’OTAN une fois la guerre contre l’Iran terminée.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/02/en-direct-guerre-au-moyen-orient-une-quarantaine-de-pays-appellent-a-la-reouverture-immediate-du-detroit-d-ormuz_6674837_3210.html

Le point sur la situation, mercredi 1er avril à 21 heures

  • Donald Trump a répété que les Etats-Unis quitteraient l’Iran « très vite », à quelques heures de son allocution à la nation américaine, prévue à 21 heures (3 heures à Paris), au sujet de l’Iran.
  • L’Iran a estimé que les déclarations de Donald Trump sur une demande iranienne de cessez-le-feu étaient « fausses et sans fondement », selon le porte-parole du ministère des affaires étrangères iranien, Esmaeil Baghaei.
  • Un aéroport et plusieurs sites de la province d’Ispahan, en Iran, ont été visés par des bombardements israélo-américains, selon les autorités locales. L’armée israélienne a annoncé avoir frappé « des dizaines » d’infrastructures militaires en Iran.
  • L’Iran a tiré de nombreux missiles vers Israël mercredi après-midi, sans faire de victimes, selon l’armée israélienne.
    Les attaques israéliennes au Liban ont fait 1 318 morts dans le pays depuis le début de la guerre entre Israël et le Hezbollah, le 2 mars, selon le ministère de la santé libanais.
  • L’Iran a lancé une campagne de recrutement de volontaires en raison de la crainte d’une offensive terrestre américaine, ont rapporté des enquêtes du Financial Times et du Wall Street Journal.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/02/en-direct-guerre-au-moyen-orient-une-quarantaine-de-pays-appellent-a-la-reouverture-immediate-du-detroit-d-ormuz_6674837_3210.html

RaiNews LIVE

Telefonata di Zelensky con Witkoff e Kushner: “Le garanzie Usa strada per la pace”

Precipita aereo militare russo in Crimea, 29 morti. La Russia: “Abbiamo il controllo totale della regione di Luhansk”. Drone russo uccide 4 persone nell’Ucraina centrale. Lukashenko: “La Bielorussia non vuole la guerra ma si sta preparando a essa”

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/03/zelensky-oggi-colloquio-con-delegazione-usa-48ee192c-a295-4a89-b571-a2940b24c880.html

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La Crisi Russia-Ucraina

Volodymyr Zelensky parla con Steve Witkoff (ANSA)

EN DIRECT, guerre en Ukraine 

Le point sur la situation, mercredi 1ᵉʳ avril à 21 heures

Le point sur la situation, mercredi 1ᵉʳ avril à 14 heures

  • L’Union européenne (UE) a alloué 80 millions d’euros supplémentaires à l’Ukraine, prélevés sur les bénéfices générés par les avoirs russes gelés, a déclaré, mardi, Kaja Kallas, haute représentante de l’UE pour les affaires étrangères et la politique de sécurité.
  • Un avion de transport militaire russe s’est écrasé mardi après avoir survolé la péninsule de Crimée, tuant 29 personnes présentes à bord, a rapporté l’agence de presse russe TASS, qui cite le ministère de la défense russe. Les 29 personnes défuntes sont 23 passagers et six membres d’équipage.
  • La Russie a annoncé avoir « intercepté et détruit » 42 drones ukrainiens au cours de la nuit de mardi à mercredi. Selon les Russes, la grande majorité de ces drones (30) a été abattue au-dessus de l’oblast de Rostov, frontalier de l’Ukraine.
  • L’Ukraine annonce avoir été attaquée par 339 drones russes pendant la nuit. Les défenses antiaériennes ukrainiennes ont abattu ou neutralisé par brouillage électronique 298 de ces appareils, mais 20 drones d’attaque ont touché 11 sites.
  • Un site industriel, le terminal de la société postale privée Nova Pochta, et un immeuble résidentiel ont été endommagés à Loutsk, dans l’oblast ukrainien de Volhynie, à la suite d’une attaque de drones russes. A l’heure actuelle, aucune information ne fait état de victimes ou de blessés.
  • A la suite des attaques russes contre les infrastructures énergétiques ukrainiennes, de nouvelles coupures de courant sont signalées ce matin dans les oblasts de Kharkiv, Donetsk et Dnipropetrovsk. La région de Soumy se trouve dans la situation la plus difficile.
  • L’attaque nocturne de drones est la réponse de la Russie aux efforts diplomatiques ukrainiens, regrette Volodymyr Zelensky. « Nous avons offert un cessez-le-feu à Pâques ; en échange, nous recevons des Shahed », a-t-il déclaré sur Telegram.
  • Le drone découvert mardi sur un lac gelé près de la frontière finno-russe est un appareil « étranger », a déclaré la police finlandaise. Selon la chaîne publique finlandaise Yle, ce drone serait ukrainien et transporterait une ogive.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/02/en-direct-guerre-en-ukraine-la-russie-n-a-enregistre-aucun-gain-territorial-en-mars-selon-l-isw_6675208_3210.html

1 aprile 2026. Ecco perché, se non cambia davvero postura e politica, il campo largo sarà sconfitto

Massimiliano Civino – strisciarossa.it

La politica, quando smette di avere una lingua, continua a parlare, ma parla come parlano le rovine: emette suoni, non produce più mondo. È questa, oggi, la condizione della sinistra italiana. Non la mancanza di leader, non soltanto la debolezza organizzativa, non solo la perdita di consenso. Il punto è più profondo, e perciò più grave: la sinistra non possiede più una sintassi comune del conflitto. Le sue parole maggiori, lavoro, giustizia, pace, uguaglianza, diritti, popolo, Europa, Stato, circolano ancora nello spazio pubblico, ma non compongono più una frase storica. Si urtano, si sovrappongono, si neutralizzano. In questa afasia mascherata da pluralismo consiste la vera Babele.

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https://www.strisciarossa.it/ecco-perche-se-non-cambia-davvero-postura-e-politica-il-campo-largo-sara-sconfitto/


1 aprile 2026. Blog di Stelle e dintorni di Roberta Labonia

SECHI PENSAVA DI AVER FATTO LO SCOOP DELLA SUA VITA “INVECE ERA UN CALESSE”

Gentile Direttore,

ha voluto dedicare un suo editoriale all’incontro che ho avuto con il sig. Paolo Zampolli. Mi permetta di informare i suoi lettori, che saranno rimasti confusi dalle sue offensive accuse e scorrette insinuazioni, che l’incontro non ha avuto nessuna aura di segretezza.
È avvenuto su precisa richiesta del sig. Zampolli, avanzata con lettera formale nella quale ha esibito le sue credenziali di “Special Envoy of the President Trump for Global Partnerships”. Quale leader di un partito di opposizione ho ritenuto di accettare l’invito a questo incontro e non avendo segreti di sorta ho preferito io stesso che avvenisse in un luogo pubblico, in un ristorante del centro di Roma.
Al ristorante era presente un suo giornalista. Mi spiace, non l’ho riconosciuto altrimenti l’avrei educatamente salutato.
Quanto al merito dell’incontro non so se il suo giornalista ha potuto ascoltare sprazzi della nostra conversazione. Se lo avesse fatto lui si sarebbe fatto una cultura sulla legalità internazionale e lei si sarebbe risparmiato di scrivere sciocchezze.
Anche al sig. Zampolli ho esposto le mie posizioni e del M5S in politica estera. Quindi nessun cambiamento di posizione. Anzi. Massima chiarezza:

HO INCARICATO IL SIG. ZAMPOLLI DI RIFERIRE AL PRESIDENTE TRUMP DA PARTE MIA CHE CONSIDERO QUESTI ATTACCHI ALL’IRAN COMPLETAMENTE CONTRARI AL DIRITTO INTERNAZIONALE, PER CUI VANNO FERMAMENTE CONDANNATI E – PER QUANTO STA IN ME – NON POTRANNO MAI AVERE IL SOSTEGNO DELL’ITALIA.

Ho detto che mi batterò perché le nostre basi non siano messe a disposizione non solo dei bombardieri americani di passaggio ma anche per qualsiasi attività logistica di sostegno a questi attacchi illegali. Se preferisce avere qualche dettaglio in più le aggiungo che gli ho esposto la mia convinzione che questa guerra vada immediatamente terminata, anche perché costituisce un completo fallimento in quanto non c’è alcun chiaro obiettivo che possa essere raggiunto. Ho anche precisato che è folle che gli Stati Uniti si lascino trascinare dal governo di Netanyahu e ho aggiunto che il presidente Trump continuando in questo modo riuscirà ad avere tutta la comunità internazionale contro e a distruggere qualsiasi principio di ordine internazionale. Le bastano queste precisazioni? Se lei e i trombettieri come lei, anziché incensare la presidente Meloni e sproloquiare per quattro anni sulla presunta centralità dell’Italia, aveste avuto la schiena dritta criticando tutte le insostenibili posizioni assunte dalla Presidente Meloni, dal genocidio a Gaza all’attacco al Venezuela, all’Iran, all’acquiescenza sui dazi, forse chissà il governo italiano in tutti i tavoli internazionali (G7, G20, Ue) avrebbe potuto contribuire a ben altre posizioni che certo non avrebbero incoraggiato Trump a proseguire nei suoi errori.

Cordiali saluti

Giuseppe Conte

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1 aprile 2026. Strage senza fine nel Mediterraneo: altri 37 migranti morti in meno di 24 ore

L’Onu lancia un nuovo allarme Libia | La guerra nel Golfo sempre più verso il baratro | Leonardo s.p.a. in tribunale per le armi a Israele | A Milano inizia il processo contro le mamme del Leoncavallo


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MIGRANTI – Sono 18 le vittime dell’ennesimo naufragio nel Mar Egeo. Come le 22 persone migranti annegate nelle stesse acque il 27 marzo scorso, cercavano di raggiungere le isole della Grecia, porta d’accesso alla Fortezza Europa. Secondo quanto riferito dalla guardia costiera turca, un gommone si è ribaltato al largo della costa di Bodrum. Altri 21 migranti sono stati tratti in salvo, ma potrebbero esserci dispersi. La tratta del mar Egeo è la seconda più mortale del Mediterraneo dopo quella centrale tra Libia e Italia.

Proprio nel Mediterraneo centrale si è consumata l’altra strage della giornata di oggi. Altri 19 corpi senza vita di persone migranti sono stati trasportati al molo Favarolo di Lampedusa dalle motovedette della Guardia costiera italiana, intervenute a 85 km dall’isola siciliana, in zona sar libica. Altre 7 persone, tra le quali un bambino, sono sopravvissute ma sono state trasportate subito al Poliambulatorio di Lampedusa poiché le loro condizioni sono critiche.

Intanto, un nuovo rapporto delle Nazioni Unite – “Business as Usual: Human Rights Violations and Abuses Against Migrants, Asylum-Seekers and Refugees in Libya” – sottolinea ancora una volta come la strage senza fine delle persone migranti nel Mediterraneo sia alimentata dalle politiche di respingimento dell’Ue, che comprendono la cooperazione con le bande di torturatori e tagliagole che in Libia gestiscono i lager per migranti e speculano sulla pelle di chi cerca un futuro altrove.

Su Radio Onda d’Urto abbiamo commentato queste notizie con Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans.

MEDIO ORIENTE – Anche oggi sono stati continui i raid di Israele e Usa sull’Iran, con Teheran che replica colpendo una petroliera in Qatar, diversi pozzi di petrolio nel Kurdistan iracheno, basi e sedi diplomatiche statunitensi nei paesi del Golfo. Missili e droni di Iran, Hezbollah e Houthi, con diversi feriti, pure su diverse zone di Israele.

I bombardamenti israeliani sono incessanti anche su tutto il Libano. Solo dall’alba di oggi, gli attacchi dell’esercito occupante hanno ucciso almeno 13 persone. In particolare, uno degli attacchi di oggi, nel sud di Beirut, ha provocato la morte di 5 persone e il ferimento di altre 21 prendendo di mira 4 automobili parcheggiate in strada. Il tutto mentre l’esercito israeliano cerca di avanzare anche nel sud del Paese dei cedri. Dopo aver già dichiarato di aver preso il controllo di quella che definisce una “zona di cuscinetto e di sicurezza”, Tel Aviv vuole occupare il territorio libanese fino al fiume Litani. Sul terreno, però, incontra la resistenza del movimento sciita libanese Hezbollah.

Sul piano negoziale, intanto, la Repubblica islamica dell’Iran avrebbe inviato agli Usa, attraverso i mediatori di Pakistan e Cina, una lista di altri 5 punti considerati irrinunciabili, per deporre le armi di fronte all’aggressione israelo-Usa. 

Di questi aspetti abbiamo parlato, su Radio Onda d’Urto, con la sociologa iraniana Minoo Mirshahvalad e con Francesco Vignarca della Rete Pace e Disarmo.

All’interno dello stesso articolo trovate anche le considerazioni di Antonio Tricarico, economista e responsabile finanza pubblica e multinazionali di Re:Common, rispetto alle politiche del governo italiano per tentare di mitigare gli effetti economici della guerra imperialista scatenata dai suoi alleati Trump e Netanyahu e – come sempre – destinata a pesare soprattutto sulle tasche di lavoratori e lavoratrici.

Sempre in Italia tiene banco anche la vicenda Sigonella. La base militare siciliana (a utilizzo misto Italia-Nato-Usa) è stata dichiarata “off limits”, venerdì scorso, per alcuni F-15 statunitensi partiti dalla Gran Bretagna e diretti a bombardare l’Iran. Il capo di stato maggiore dell’esercito italiano Portolano ha negato loro l’atterraggio: appurato che non si trattava di mezzi logistici, è stato deciso lo stop. “Ho fatto solo rispettare gli accordi”, frena Crosetto, con Palazzo Chigi che si affretta a ribadire (ce ne fosse bisogno) che “i rapporti con Washington sono solidi”. Le opposizioni parlamentari chiedono al ministro della Difesa di riferire in Aula.

Qual è il quadro giuridico che regola l’utilizzo della base di Sigonella? Cosa sta succedendo nelle basi militari in Sicilia da quando Israele e Stati Uniti hanno iniziato a bombardare l’Iran? A partire da queste domande, 
Radio Onda d’Urto ha intervistato Sebastiano Papandrea, avvocato del movimento No Muos, e Alfonso Di Stefano del comitato “No Muos – No Sigonella” di Catania.

A proposito di complicità italiane con le guerre condotte dal governo israeliano in Medio oriente, in particolare con il genocidio in Palestina, un gruppo di organizzazioni della società civile ha intentato una causa civile al Tribunale di Roma contro Leonardo s.p.a. e lo Stato italiano.

L’obiettivo dichiarato da A Buon Diritto, ACLI, ARCI, AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi e Un Ponte Per, è quello di “portare davanti a un giudice i contratti militari tra Italia e Israele e chiederne l’annullamento”. Il 27 marzo si è svolta la prima udienza in forma di trattazione scritta. La causa è nella sua fase iniziale, ma potrebbe avere conseguenze importanti per chiarire meglio i limiti dell’export militare.

“Riteniamo che tali contratti siano in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione, la legge 185/1990 sul commercio di armamenti, il diritto internazionale. Non è una presa di posizione simbolica. È un’azione giudiziaria che chiede alla magistratura di verificare responsabilità precise” – A Buon Diritto Onlus.

Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto è intervenuta Giulia Torrini, presidente di Un Ponte per.

Contro il genocidio in Palestina e le complicità italiane, Radio Onda d’Urto oggi ha seguito altre due iniziative:

LEONCAVALLO – Stamattina si è aperto il processo civile contro l’Associazione delle Mamme Antifasciste del Leoncavallo, chiamata a risarcire in solido il Ministero dell’Interno. Il protrarsi dell’occupazione di via Watteau è costato una condanna da oltre 3 milioni di euro che il Ministero ha dovuto versare alla proprietà, Orologio S.r.l. Quella condanna, insieme alle pressioni politiche del governo Meloni, accelerò lo sgombero dello storico centro sociale milanese, avvenuto il 21 agosto 2025.

“La politica – hanno spiegato oggi in conferenza stampa Leoncavallo e Mamme Antifasciste – non ha saputo dare alcuna risposta alla città di Milano che, il 6 settembre, ha chiesto con forza che il Leoncavallo avesse una casa. Oggi, invece, la burocrazia pretende di individuare nelle Mamme Antifasciste le responsabili del mancato sgombero”.

La stessa procedura rischia di essere estesa a molti spazi sociali in Italia. A Roma, per l’occupazione dello spazio di Spin Time, la proprietà ha chiesto al Ministero dell’Interno milioni di euro, ottenendo la disposizione di un risarcimento di 21 milioni in primo grado di giudizio.

Radio Onda d’Urto ha registrato la conferenza stampa, con gli interventi di Daniele Farina del Leoncavallo, dell’avvocato Mirko Mazzali e di Marina Boer, presidentessa dell’Associazione Mamme del Leoncavallo.

  • Sempre in tema di speculazioni immobiliari e distruzione del diritto alla città a Milano, la redazione di Radio Onda d’Urto oggi si è occupata anche dell’inchiesta della Procura meneghina sulla vendita dello stadio Giuseppe Meazza di San Siro. 
    Ne abbiamo parlato con Luca Trada del collettivo Off Topic.

Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:

“Mestre è antifascista”. Partecipato corteo contro Forza Nuova

Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/


1 aprile 2026. Chepalle blog

Nazionali italiane maschili che si sono qualificate per le fasi finali dell’ultima edizione dei loro rispettivi Mondiali

basket, volley, rugby, baseball, hockey ghiaccio, cricket, pallamano, hockey pista, pallanuoto
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Il Fútbol come metafora

Osvaldo Soriano è considerato il narratore per eccellenza del calcio, ha trasformato lo sport in una metafora malinconica della vita e della sconfitta. L’Italia per la terza volta non va ai mondiali. E’ una sorta di record negativo. Ma in un certo senso dobbiamo essere contenti: ci va la Bosnia che ha tanto sofferto, negli stadi di quel Paese, ancora oggi diviso, negli anni ’90 abbiamo visto esecuzioni a sangue freddo e cadaveri. Forse ai mondiali va anche l’Iran (si è qualificato), oggi in guerra e bombardato da Usa e Israele. Il calcio per loro ha ancora un senso, vale molto di più che per noi. Passeremo un’estate al mare.

Alberto Negri

Il Calcio Latino pagina di Facebook

Ma perché in televisione non si vede mai?

E’ un piacere vero passeggiare per Udine con Luigi De Canio. Lo riconoscono tutti, ma nove su dieci tirano dritto. Uno su dieci, di età media settant’anni, si avvicina grintoso: “Bravo mister, grazie. Continui così”. Oppure: “Li sgridi pure i giocatori, che ogni tanto ce n’è bisogno”. Gli stringono la mano, gli presentano le mogli . E complimenti.
Ci fermiamo a un tavolino. La ragazza del bar gli porta il succo di frutta, ma ha una richiesta : ‘La mia collega è tifosa dell’Udinese e sarebbe un bel regalo se le facesse una dedica’ . Ed ecco carta e penna. Lui arrossisce. Poi chiede “Come si chiama la sua collega ?” “Elisa “ . “Beh allora non posso scrivere ‘Per Elisa’, perché ci hanno già pensato”.
Prende il blocchetto e scrive, ma mica due parole e una firma . Riempie un intero foglio a quadretti, attento e preciso. Poi restituisce con un sorriso imbarazzato: “Speriamo che le piaccia. Ho portato il Pisticci dalla Promozione alla serie D, ma per continuare ad allenare sono stato costretto ad andare al Savoia”. Al secondo anno vince il campionato e li porta in serie C1. “Io non ho mai accettato compromessi” . Passa dalla C1 con Siena e Carpi alla B con Lucchese e Pescara : qui arriva alla 4° giornata e fa 58 punti in 34 gare sfiorando la serie A. Valorizza un attaccante esterno ventenne che si chiama Mauro Esposito. Ed ecco la chiamata da Udine (dove gli prendono Esposito). La società bianconera cede Amoroso al Parma in cambio di lauta ricompensa economica e del cartellino di Stefano Fiore. Con De Canio è l’Udinese di Giannichedda e Jorgensen, di Muzzi, Tomas Locatelli e del Pampa Sosa (tripletta all’Inter): si piazza ottava e si qualifica per l’Intertoto.
E lo vince.
“Un giorno mi è squillato il telefono. Era un mio calciatore dell’Udinese e parlava a ruota libera, mi ringraziava. ‘Grazie, grazie, grazie’ , ma era l’unica cosa che avevo capito . Lui ripeteva ‘Grazie, grazie’ e io rispondevo sicuramente qualcosa, ma non riuscivo ancora a capire chi fosse“. Era Stefano Fiore che gli annunciava di aver ricevuto la prima convocazione in Nazionale : “Quando allenavo in C, nel giorno libero andavo a vedere le partite e spesso c’era il Chievo. E nel Chievo giocava Stefano Fiore….”.

Luigi Di Canio

Che in Nazionale ne giocherà 38 arrivando a pochi secondi dalla vittoria dell’Europeo. Luigi De Canio è nato a Matera a pochi metri da meravigliose case scolpite nella roccia. Qui Luigi però viene chiamato “Gino” con emozione e discrezione: “Mio padre ha fatto l’operaio e non si è mai interessato al calcio. Adesso però rimane incollato alla televisione e vuole sapere che fa l’Udinese . Siamo una famiglia numerosa con 7 fratelli e 3 sorelle. Qualche anno fa abbiamo perso la mamma” . Gino da piccolo giocava a pallone in piazza con gli amici come Franco, che di cognome fa Selvaggi: “Matera è bellissima. Io amo la mia terra, i Sassi, gli amici, quei valori che si stanno perdendo, ma anni fa sono stato costretto ad andare via. Se posso dare un consiglio ai giovani, direi di credere di più in se stessi, diventare più intraprendenti e, se capita l’occasione, tentare l’avventura fuori dalla Basilicata . Per un ragazzo del Sud è più difficile emergere. Uno può farcela se ce la mette tutta. Ho contribuito da calciatore alla promozione del Matera in B, ma ho giocato quasi sempre in C. Si dice che ognuno ha quello che si merita. Forse non è del tutto vero. Avrei potuto avere qualche opportunità in più, ma di sicuro non ero un grande calciatore. Penso che la mia carriera possa andare e non sono abituato a guardarmi indietro”.
E quando Gino allenatore torna a Matera, non si vede molto in giro: legge libri e guarda videocassette di partite di calcio . Nessun rancore qui. Anche se col Savoia è stato proprio Gino nello spareggio del ’95 a battere il Matera . Semplice, perché Gino è persona leale e perché il successo non l’ha cambiato, lo ripetono tutti. Lui è un modesto autentico, un passo alla volta. E un giorno ha preso coraggio e ha telefonato a 3 persone, che sono Julio Velasco, Ratko Rudic e Bogdan Tanjevic : “C’erano tante cose che volevo chiedere. Da questi incontri sono uscito rafforzato, le mie convinzioni adesso sono più sicure e trovo le parole da pronunciare alla squadra. Io non ho fatto questo lavoro per insegnare. Mi vedo come un punto di riferimento, un assemblatore o coordinatore. I calciatori sono uomini adulti, professionisti, hanno storie ed educazioni diverse. Devo farli coesistere e da loro imparo moltissimo. La mia prima partita con l’Udinese è stata un’amichevole con la Fiorentina. La allenava Trapattoni e un amico comune gli aveva parlato di me. Appena Trap mi ha visto, si è avvicinato. Mi ha messo una mano sulla spalla, mi ha dato subito del tu e mi ha riservato qualche buon consiglio. Si può raggiungere un obiettivo in maniera relativamente facile, ma la vera grandezza è mantenere il livello che hai raggiunto”.
Dopo l’esperienza di Udine in cui viene sostituito da Spalletti, il nostro Gino farà 5 salvezze in serie A con Reggina, Siena (due volte), Lecce (dopo averlo riportato in A) e Genoa, più un ritorno a Udine per gestire il finale di campionato senza rischi. In carriera è retrocesso una volta sola (ed era subentrato).
Ma perché oggi in televisione non si vede mai, visto che ne capisce più di tanti volti noti ? Per qualcuno forse è poco televisivo e per nulla eccitante come ospite. Ma non è mica un difetto.
E’ un pregio.
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Le previsioni per oggi, 1 aprile

Al Nord e sulla Toscana tempo in prevalenza soleggiato, salvo modesti annuvolamenti passeggeri. Nel resto del Paese cielo da nuvoloso a coperto con precipitazioni frequenti e diffuse su regioni del medio Adriatico, al Sud, sulla Sicilia e, marginalmente, nell’est e sud della Sardegna.

Fenomeni più intensi e localmente abbondanti su Abruzzo, Molise, Puglia Irpinia e Basilicata, con rischio criticità, ma con tendenza all’attenuazione a fine giornata. Quota neve in ulteriore rialzo in Appenino: a carattere di bufera fin verso 800-1200 metri nel settore abruzzese e molisano. Temperature massime in generale rialzo. Venti da tesi a burrascosi al Centro, sulle Isole e sui mari prospicienti, che risulteranno agitati.

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Vortice polare in Italia: Abruzzo e Molise sotto la neve

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DALL’1 APRILE
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Crollo della strada ad Alberona (Ferrovie del Gargano)


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1 aprile 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

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