2026.03 Marzo (11 – 15 marzo)

SITO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO
Pagine in costruzione

Queste pagine non sono una rassegna stampa, ma la mia personale scelta di notizie, fatti, idee e persone per quanti, determinati ma con il sorriso sulle labbra, ancora resistono e lottano per il pane e le rose

Per saperne di più: https://www.nokings.org

In Italia: promotori e Associazioni aderenti
https://stoprearmitalia.it/#promotori
https://stoprearmitalia.it/aderenti/


…volge al declino l’era, che fu nobile nella sua durezza e serietà, della democrazia politica”.
(Luciano Canfora).



Energia di sinistra

La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.

Carlo Galli
da strisciarossa


15 marzo 2026

https://www.rainews.it/video/2026/03/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-9d3d3dd2-8e37-4fea-90ff-8291b8b208e9.html

La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Domenica 15 marzo 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/03/Radio3-Mondo-del-15032026-1e2d4c63-ab6f-41f8-baf5-443504881ced.html

In Libano avanza la dottrina Gaza, con ripetuti bombardamenti su strutture civili e centri sanitari. Ieri nuova strage di medici e paramedici: sale a 26 morti e 51 feriti il conto pagato dai soccorritori dal 2 marzo. Israele ignora ogni proposta di dialogo e ordina più attacchi
Pasquale Porciello
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-15-03-2026
https://ilmanifesto.it/target-soccorritori-la-dottrina-gaza-applicata-in-libano

15 marzo 2026. Progetto per violare ogni vincolo: diritto, etica, logica

Thiel a Roma Un illuminista oscuro si aggira per il mondo tenendo lezioni sull’Anticristo e sulla sua prossima venuta. Si chiama Peter Thiel e tutti ormai ne hanno sentito parlare

Roberta De Monticelli

Un illuminista oscuro si aggira per il mondo tenendo lezioni sull’Anticristo e sulla sua prossima venuta. Si chiama Peter Thiel e tutti ormai ne hanno sentito parlare: arriva per un ciclo di lezioni a Roma, non all’Angelicum come si credeva, perché la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino ha smentito di averlo invitato. Il copyright dell’ossimoro “illuminismo oscuro” è del filosofo Nick Land, che ha dato questo titolo a un suo libro in cui “sistematizza” una gran quantità di bui concetti emersi dagli abissi mentali e digitali della galassia neo-reazionaria e filotrumpiana, una delle cui stelle nere è Curtis Yarvis, definito da alcuni l’intellettuale organico dell’attuale Casa bianca, e un’altra, appunto, Peter Thiel: più noto come ideatore, assieme a Musk, di Paypal e come fondatore di Palantir, l’azienda che sviluppa software di analisi dei dati utilizzati da governi, intelligence e apparati di difesa – e aiuta Israele nel genocidio, come appare dai report di Francesca Albanese.

Peter Thiel – Foto Ap

E cos’ha da dire, Peter Thiel, sull’Anticristo? Lo ha riassunto su questo giornale Guido Caldiron, recensendo il libro di Luca Ciarrocca L’anima nera della Silicon Valley. «L’Anticristo tornerà sfruttando la paura dell’Armageddon, o di una crisi imminente, per consolidare il controllo politico e imporre un “governo mondiale”» (il manifesto, 5 marzo). E questa è la sola cosa chiara, nella sua brutale semplicità, che emerge dall’oscurità profonda, più ancora logica che morale, di questo movimento che chiamano Illuminismo solo perché esalta la tecnologia informatica e ne rivendica orgogliosamente la volontà di potenza, al punto da essersi guadagnato l’appellativo corrente di tecnofascismo. Per il resto, con la luce della ragione pratica e di Kant questi Trasimachi della Silicon Valley (giunti alla conclusione che la libertà transumana, quella di diventare immortali e di colonizzare Marte, non è più compatibile con la democrazia) hanno a che fare quanto i programmi della filosofia postmoderna in auge nelle università americane dove alcuni di loro hanno studiato: Derrida, Deleuze, Guattari, Lyotard, l’ombra di Nietzsche. Cioè meno che zero.
In compenso, Peter Thiel ha una curiosa versione dell’Anticristo: figuratevi che somiglia a Greta Thunberg. Anzi sono tre le ideologie che sostengono questa modernità “decadente”, che va bombardata realmente e metaforicamente, perché la guerra è tornata ad essere l’igiene dei popoli e il bellissimo azzardo che risveglia dal sonno del declino. Sono l’ecologia, la Sharia e lo stato comunista totalitario. Ditemi voi se non assomiglia a un Cerbero più che all’Anticristo: traducendo in linguaggio comune, possiamo immaginare che si tratti di bombardare la sinistra europea, l’Iran e la Cina, e pazienza se qui si fa una certa confusione fra le parole e le bombe vere.
«In tutto l’Impero Romano, uno solo è l’uomo libero: e sono io. Rallegratevi. Vi è arrivato alla fine un imperatore ad insegnarvi la libertà… Ma che è mai dopo tutto, un dio, perché io debba desiderare di essere uguale a lui ? Quello che oggi io desidero è più su degli dèi. Voglio mischiare il cielo con il mare; confondere la bruttezza e la bellezza; far zampillare il riso dalla pena. Farò a questo secolo il dono dell’equivalenza». Ecco, tutto si chiarisce se lo guardiamo con gli occhi del Caligola di Camus, questo “pensiero” che rifiuta il dono dei vincoli, legali, etici e logici. In cambio ne riceviamo «il dono dell’equivalenza». Ed è forse il solo punto che vale la pena di capire.
Violare tutti i vincoli – del diritto, dell’etica, della logica – non è ancora abolirli. Per abolirli, e tornare allo stato pre-umano, o accedere finalmente a quello post-umano, occorre cancellare le distinzioni con le quali nasce o muore la nostra stessa mente: fra il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto, la bellezza e il caos. Tutte le idee sono figlie di queste distinzioni. L’anima forse non è che respiro: ma senza idee, la mente non respira. Soffoca e muore. Eccolo, il dono dell’equivalenza. L’indifferenza. Con cui l’imperatore può passare dall’annuncio che la guerra è finita allo sterminio di sempre nuovi innocenti. Con cui dalle ossa frantumate di Gaza zampillerà il riso dei miliardari.
https://ilmanifesto.it/progetto-per-violare-ogni-vincolo-diritto-etica-logica


Israele: “Guerra per altre 3 settimane”. Trump: “La Nato rischia grosso se non aiuta in Iran”. Il papa: “Guerra assurda, basta evocare Dio”. I Pasdaran: “Uccideremo Netanyahu”

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/03/usa-attaccano-kharg-ma-risparmiano-siti-petroliferi-raid-israeliani-in-libano-4408adae-2bd2-415e-acb2-167f9f9f0088.html


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L’escalation in Medio Oriente
La guerra Israele-Hamas

Iran war updates: Tehran says ready for long war, Israel expands strikes

  • US and Israeli forces pound Iran, hitting cities including Tehran, Hamadan and Isfahan, as Iranian counterattacks continue, with damage reported in several Israeli cities.
  • Iran’s Foreign Minister Abbas Araghchi dismisses US President Donald Trump’s claim that Tehran wants truce talks.
  • Israel launches fresh waves of attacks on southern Lebanon as it masses tanks and forces on the border. The death toll in Lebanon has risen to 850, including more than 100 children.
  • US Energy Secretary Chris Wright says he expects the war on Iran to end within “the next few weeks” in an apparent bid to calm markets.
  • Rockets and drones have targeted Baghdad’s International Airport, which houses a US diplomatic mission, as Bahrain, Kuwait, Qatar, Saudi Arabia report intercepting drones and missiles.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/3/15/iran-war-live-trump-urges-world-to-keep-hormuz-strait-open

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le point sur la situation, mercredi 11 mars à 5 heures

Paola Caridi – “Abbiamo ammazzato dei cani”

Nel caso non ve ne foste accorti, è Ramadan. Gli ultimi giorni di un Ramadan completamente dimenticato causa guerra. Sta per arrivare Eid al Fitr, la festa che conclude il ramadan, la festa dei regali come a Natale, e dei vestiti nuovi che si comprano per i bambini. Comincia martedì. A Gerusalemme la Spianata delle Moschee è ancora chiusa, vietata ai fedeli, persino nella 27ma notte, la più santa del Ramadan, a proposito di Israele come campione nella difesa della libertà religiosa. La giustificazione – stupisce? – parla di sicurezza. E’ probabile che sia il primo passo per rendere la Spianata sempre meno accessibile ai fedeli palestinesi musulmani.

Qualche decina di chilometri più a nord di Gerusalemme, nella Cisgiordania occupata, dicono i resoconti giornalistici che la giovane famiglia Bani Odeh, palestinese, era andata a Nablus per fare gli acquisti per l’Eid, per la festa. I vestiti nuovi. Quando sono rientrati nel loro paese, Tammun, la macchina è stata colpita dal fuoco di una pattuglia dell’esercito israeliano.
Ali e Waad, marito e moglie, padre e madre, sono stati uccisi con colpi alla testa. Stesso destino per 2 dei loro 4 figli. I più piccoli. Mohammed aveva cinque anni. Othman 7. Khaled, il maggiore, ha 12 anni, e vicino all’altro bambino sopravvissuto, Mustafa, racconta ai giornalisti palestinesi l’incubo. Ha sentito i soldati dire che avevano “ammazzato dei cani”. E quando Khaled ha chiesto a uno dei soldati se amava i propri genitori, e perché allora aveva ucciso suo padre e sua madre, si è beccato un pugno in faccia.
Che schifo. Non lo dico mai, non è una reazione da fine analista di relazioni internazionali, ma quello che è successo ieri in Cisgiordania è l’ennesima linea rossa di cui sembriamo non curarci. Siamo già su un altro pianeta. Discettiamo di giochi di guerra. Trattiamo la guerra regionale più pericolosa degli ultimi 80 anni come fosse un risiko pieno di pedine. Non una terra piena di esseri umani. Sembra che a molti piaccia così, ora, senza quel necessario colpo di reni a salvarci la dignità.

I corpi della famiglia Odeh sono stati avvolti in bandiera palestinese e kefiah. Non in bandiere di fazioni. I dettagli, in Palestina, contano.
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15 marzo 2026. EN DIRECT, résultats des municipales 2026: à Marseille, Benoît Payan refuse toute « tambouille » avec LFI, le candidat « insoumis » Sébastien Delogu dénonce une « position irresponsable qui pourrait donner les clefs de la ville » au RN

Selon les estimations, le maire de gauche sortant arrive en tête à quasi égalité ou avec quelques points d’avance sur son rival du RN, Franck Allisio. Martine Vassal (divers droite) et le candidat LFI auraient recueilli chacun autour de 12 % des voix. A Paris, Emmanuel Grégoire devancerait nettement Rachida Dati ; à Lyon, Grégory Doucet et Jean-Michel Aulas seraient au coude-à-coude.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/politique/live/2026/03/16/en-direct-resultats-des-municipales-2026-a-marseille-benoit-payan-refuse-toute-tambouille-avec-lfi-le-candidat-insoumis-sebastien-delogu-denonce-une-position-irresponsable-qui-pourrait-donner-les-clefs-de-la-ville-au-rn_6671274_823448.html?lmd_medium=pushweb&lmd_campaign=pushweb&lmd_titre=a_lyon_gregory_doucet_parvient_a_tenir_tete_a_jean_michel_aulas_qui_se_dit_decu_a_bordeaux_le_maire_sortant_l_ecologiste_pierre_hurmic_devance_de_justesse_le_macroniste_thomas_cazenave&lmd_ID=

15 marzo 2026. Zero Bologna

Migliaia di persone hanno attraversato ieri il centro di Bologna nel corteo regionale “Tutti i no possibili”, promosso dalla rete No Kings e organizzata da oltre sessanta realtà tra associazioni, movimenti, sindacati e collettivi studenteschi. Innescata dall’opposizione alla possibile apertura di un CPR in città, la mobilitazione si è rapidamente allargata ad altri fronti: dalla critica al decreto sicurezza e alle politiche migratorie alla contrarietà alla guerra, passando per scuola e giustizia.

Le foto sono di Riccardo Giori 👇
QUI LA GALLERY COMPLETA
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15 marzo 2026. La Fifa del “king” è grande e Infantino è il suo profeta

Mondiali 2026 I Campionati mondiali di calcio maschili che cominciano tra tre mesi negli Stati Uniti, in Canada e Messico, saranno i più politici e politicizzati di sempre

Donald Trump e Gianni Infantino – Foto Ap

Luca Pisapia

I Campionati mondiali di calcio maschili che cominciano tra tre mesi negli Stati Uniti, in Canada e Messico, saranno i più politici e politicizzati di sempre, più di quelli del fascismo italiano nel 1934 o della dittatura Argentina nel 1978. E questo perché il nuovo regno a venire della Fifa e del suo profeta Gianni Infantino si è prostrato in maniera talmente indecorosa ai piedi di Donald Trump, che il king ha avuto buon gioco a dire che non gli sembra appropriata la partecipazione al torneo dell’Iran, dove sta bombardando scuole e ospedali, nonostante la nazionale iraniana si sia qualificata sul campo.

continua in
https://ilmanifesto.it/la-fifa-del-king-e-grande-e-infantino-e-il-suo-profeta

15 marzo 2026. A Bagnoli tra i lavori della vergogna

Un gruppo di abitanti e attivisti della Rete No America’s Cup è entrato ieri mattina nei cantieri sulla colmata di Bagnoli, denunciando l’opacità e la pericolosità degli interventi in atto, un disastro ambientale pianificato e attuato attraverso lo scorticamento senza precauzioni della colmata e il prossimo pericolosissimo dragaggio: la sollevazione di sabbia iper-inquinata che verrà depositata in vasche giganti esposta agli agenti atmosferici.

Lavoratori senza mascherine e altre misure di sicurezza, trasporto di materiale senza copertura dei camion, una serie di altri inquietanti elementi sono stati riscontrati dagli abitanti che si sono soffermati con la stampa sul pontile nord a mostrare  il materiale foto e video raccolto: «Fino a questo momento – hanno spiegato – i presunti sopralluoghi sono stati effettuati soltanto da esponenti istituzionali, traducendosi in passerelle e patetiche marchette politiche. Da oggi incominciano i sopralluoghi popolari al cantiere, a cui tutta la popolazione è invitata a partecipare, in vista del prossimo consiglio popolare che si terrà a breve nel quartiere».

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https://napolimonitor.it/a-bagnoli-tra-i-lavori-della-vergogna/


Le previsioni del tempo per domenica 15 marzo 2026

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https://www.rainews.it/video/2026/03/le-previsioni-del-tempo-per-domenica-15-marzo-0edb4c7f-ea0d-41e9-b28b-bab93014fda2.html

15 marzo 2026. Allerta arancione in Liguria e Lombardia, neve e maltempo: in arrivo piogge e temporali anche al Sud

I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e fulmini. Domani scuole chiuse a Siracusa e Catania e in molti comuni della Calabria

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https://www.rainews.it/articoli/2026/03/allerta-arancione-in-liguria-e-lombardia-neve-e-maltempo-in-arrivo-piogge-e-temporali-anche-al-sud-le-previsioni-del-tempo-9c568b0d-5bfe-424a-b822-71f8540510c7.html

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15 marzo 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la


15 marzo 2026. Boom di inchieste per sfruttamento lavorativo: i dati del VI Rapporto del Laboratorio “L’Altro Diritto”

Giovanni Caprio

Archivio Cgil

Agenzia PRESSENZA – Il VI Rapporto sullo sfruttamento lavorativo e il caporalato, che monitora l’applicazione della Legge 199 del 2016, curato dal Laboratorio “L’Altro Diritto”, dalla Fondazione Placido Rizzotto e dalla Flai Cgil delinea un quadro allarmante ma anche una maggiore capacità di contrasto, con un incremento dei casi intercettati, che aumentano di quasi il 50% rispetto alla precedente rilevazione.
Il VI Rapporto delinea una mappa dell’illegalità che si muove lungo direttrici economiche precise, colpendo indistintamente aree industrializzate e distretti agricoli storici. Non esiste più una “zona franca”: lo sfruttamento si è adattato alle diverse architetture produttive del PaeseIl Rapporto scardina definitivamente il luogo comune che relega lo sfruttamento ai soli campi agricoli. Sebbene l’agricoltura conti ancora 589 casi censiti al dicembre 2024, 157 in più rispetto allo scorso rapporto, l’incidenza dello sfruttamento nel settore agricolo sul totale delle inchieste censite in tutti i settori è scesa drasticamente, dal 67% del 2016 al 38% del 2024.

continua in
https://www.pressenza.com/it/2026/03/boom-di-inchieste-per-sfruttamento-lavorativo-i-dati-del-vi-rapporto-del-laboratorio-laltro-diritto/

Il VI Rapporto sullo sfruttamento lavorativo e sulla protezione delle vittime a cura del Centro “L’Altro Diritto”: 
https://www.fondazionerizzotto.it/wp-content/uploads/2026/03/Appendice_Rapporto_070326-.pdf.


14 marzo 2026

https://www.rainews.it/video/2026/03/i-giornali-di-oggi-sabato-14-marzo-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-16c508cd-f797-4564-8785-62858db25e8e.html

La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Sabato 14 marzo 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/03/Radio3-Mondo-del-14032026-e171c00f-1b3d-4960-b63a-7b76516c1d79.html

Il terzo gode La grande crisi petrolifera è un affare per Mosca. Trump deve togliere le sanzioni: torna sul mercato il greggio russo e Putin incassa miliardi. Le riserve non bastano, il prezzo del barile sale ancora, l’Europa strilla, l’Ucraina protesta. La guerra di Trump e Netanyhau ha un vincitore 
Luigi Pandolfi
https://ilmanifesto.it/stop-usa-alle-sanzioni-putin-ringrazia-ma-e-liran-che-decide
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-14-marzo-2026/pdf


Colpiti 90 obiettivi militari ma non petroliferi. Raid su ambasciata Usa in Iraq, esplosioni a Doha, a Tel Aviv e in Giordania. Arrestati sostenitori di Pahlavi in Iran. Hamas a Teheran non colpite nel Golfo

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/03/trump-distrutti-siti-militari-kharg-iran-distruggeremo-infrastrutture-petrolifere-legate-a-usa-0fd61583-420b-451c-9a50-482712db90cc.html


VEDI ANCHE
Perché l’isola di Kharg è strategica, la cassaforte dell’Iran dove passa il 90% del petrolio
video Centcom, via libera al dislocamento di 5mila Marines in Medio Oriente
La prima volta da Guida Suprema: debutto sui social e discorso (letto) in tv di Khamenei il Giovane
video Esplosioni a Baghdad, in fiamme una centrale elettrica

L’escalation in Medio Oriente

Iran war updates: Tehran urges Middle East countries to ‘expel’ US military

  • US President Donald Trump says US forces “obliterated” Iranian military targets on Kharg Island, in the southwest coast of Iran, and warned that oil infrastructure there could be attacked next.
  • Iran’s Revolutionary Guard Corps (IRGC) has informed the United Arab Emirates that US “hideouts” are “legitimate targets” after the US struck Kharg Island.
  • Al Jazeera’s correspondent in Tehran says “huge blasts” rocked central Tehran after thousands rallied in Iran’s capital in a show of support for Palestinians and in defiance of attacks by the US and Israel.
  • US-Israeli strikes have killed 1,450 people in Iran since the war started on February 28.
  • Countries across the Gulf region, including Qatar and Bahrain, issued evacuation warnings as Iran continued its missile and drone attacks.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/3/14/iran-war-live-pentagon-vows-to-ramp-up-us-military-campaign-against-iran

VEDI ANCHE
US-Israel war on Iran
Live tracker

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https://www.aljazeera.com/middle-east/
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Altri aggiornamenti
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Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le point sur la situation, samedi 14 mars, à 22 heures

  • Donald Trump exhorte d’autres pays à envoyer des navires pour sécuriser le détroit d’Ormuz. « Espérons que la Chine, la France, le Japon, la Corée du Sud, le Royaume-Uni et d’autres (…) enverront des navires dans la région afin que le détroit d’Ormuz ne soit plus menacé par un pays totalement décapité », a dit le président américain, estimant que d’autres pays « doivent s’occuper » de la sécurité du détroit d’Ormuz.
  • « Il n’y a pas de problème » avec le nouveau Guide suprême, Mojtaba Khamenei, qui n’est toujours pas apparu publiquement plusieurs jours après sa désignation, a affirmé le ministre des affaires étrangères iranien.
  • La télévision d’Etat iranienne a annoncé samedi soir le lancement d’une nouvelle salve de missiles sur Israël. Un peu plus tôt, l’agence de presse Fars avait fait état d’une attaque israélo-américaine de missile sur une zone industrielle à Ispahan dans le centre de l’Iran, qui, selon elle, a fait 15 morts.
  • L’Iran visera des entreprises américaines si ses infrastructures énergétiques sont frappées, a mis en garde samedi le chef de la diplomatie iranienne, Abbas Araghtchi, après des frappes américaines sur des sites militaires de l’île de Kharg, le hub pétrolier iranien.
  • L’armée israélienne a affirmé samedi dans un communiqué avoir « éliminé » deux hauts responsables du renseignement iraniens lors d’une « attaque ciblée » à Téhéran vendredi soir.
  • Au moins 826 personnes ont été tuées et plus de 2 000 blessées par des bombardements israéliens au Liban depuis le début de la campagne de frappes israéliennes le 2 mars, selon le dernier bilan officiel communiqué samedi par le ministère de la santé libanais.
  • Le Hezbollah libanais, soutenu par Téhéran, a fait état samedi soir d’affrontements « directs » avec l’armée israélienne dans la localité de Khiam, située dans le sud du Liban. Le Hezbollah a ajouté avoir ciblé les forces israéliennes dans trois villages frontaliers.
  • La diplomatie française a déclaré samedi qu’il n’y avait « pas de plan français » pour tenter mettre fin à la guerre au Liban entre Israël et le mouvement pro-iranien Hezbollah.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/03/20/en-direct-guerre-au-moyen-orient-le-guide-supreme-lance-un-appel-a-l-unite-pour-le-nouvel-an-persan-donald-trump-accuse-les-etats-membres-de-l-otan-d-etre-des-laches_6671147_3210.html

Le point sur la situation, samedi 14 mars, à l’aube

  • Les Etats-Unis ont annoncé offrir 10 millions de dollars en échange d’informations qui permettront de savoir où sont dix des plus hauts dirigeants iraniens, dont le nouveau Guide suprême, Mojtaba Khamenei, et Ali Larijani.
  • Donald Trump a déclaré, vendredi 13 mars au soir, avoir « complètement détruit » des cibles militaires sur l’île de Kharg, le hub pétrolier de l’Iran. Ces frappes n’auraient pas touché les infrastructures pétrolières, mais le président américain a menacé de les « anéantir » si Téhéran entrave la libre circulation des navires dans le détroit stratégique d’Ormuz.
  • En réponse, l’armée iranienne a promis samedi de « réduire en cendres » les installations pétrolières et énergétiques liées aux Etats-Unis au Moyen-Orient.
  • L’Iran a été visé vendredi par de nouveaux bombardements, du matin jusqu’en début de soirée où une brève série de fortes explosions a été entendue.
  • De son côté, Téhéran a poursuivi dans la nuit de vendredi à samedi ses représailles aériennes contre les Etats du Golfe. Le ministère de la défense qatari a annoncé que l’armée avait « intercepté une attaque de missiles visant l’Etat du Qatar ». Des explosions ont été entendues à Doha.
  • Les gardiens de la révolution islamique ont par ailleurs annoncé avoir tiré avec le Hezbollah des missiles et des drones sur Israël en réplique aux attaques américano-israéliennes.
  • Dans le sud du Liban, un bombardement israélien contre un centre de santé a tué au moins 12 membres du personnel médical, a annoncé, samedi, le ministère de la santé libanais.
  • De frappes israéliennes ont également touché, vendredi, un quartier général de la Finul, la mission de l’Organisation des Nations unies dans le sud du Liban, a rapporté l’Agence nationale de l’information libanaise.
  • Malgré ces attaques israéliennes sur le Liban, le chef du Hezbollah, Naïm Qassem, a assuré que son groupe était prêt à « une longue confrontation » avec Israël.
  • Donald Trump a déclaré que la marine américaine allait commencer « très bientôt » à escorter des pétroliers dans le détroit d’Ormuz, par où transite 20 % de la production mondiale d’hydrocarbures. Selon la presse américaine, les Etats-Unis vont envoyer des renforts au Moyen-Orient, le New York Times parlant de 2 500 marines et trois navires de plus.
  • Le président iranien, Massoud Pezeshkian, et le chef de la sécurité, Ali Larijani, sont apparus en public au cœur de Téhéran, lors d’une manifestation de soutien au régime.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/03/20/en-direct-guerre-au-moyen-orient-le-guide-supreme-lance-un-appel-a-l-unite-pour-le-nouvel-an-persan-donald-trump-accuse-les-etats-membres-de-l-otan-d-etre-des-laches_6671147_3210.html

Pisa: bloccato un treno che trasportava armi

1. La guerra è ovunque. Noi anche.
2. La guerra è nei porti, sui binari, nel tuo carrello della spesa che costa sempre di più, alla pompa di benzina, nel tuo mutuo a tasso variabile. E’ nel senso comune che la sdogana e ci abitua alla nuova normalità. E’ in politica, con un mare di soldi stanziati per il settore militare.

3. Non è il risultato di alcuna follia, ma di calcoli ben precisi (anche quando questi calcoli sono assolutamente sbagliati): per questa economia la guerra non è una scelta, ma l’unica possibilità di garantire la ricchezza dei ricchissimi.
4. E allora noi saremo ovunque: saremo nell’istruzione a combattere colpo su colpo la militarizzazione, nella sanità a pretendere cure, nei quartieri a prenderci cura delle nostre comunità, nei porti e nelle ferrovie, nelle piazze, a contendere ogni metro di territorio alla militarizzazione e nella produzione a costruire riconversione ecologica da opporre a quella bellica.
5. Complici e solidali con il Movimento No Base – Né a Coltano né altrove e con il resto dei movimenti pisani che ieri sera hanno bloccato un treno di mezzi militari. Un fatto che ha riportato alla memoria le mobilitazioni contro la guerra in Iraq nel 2003.
6. Nel 2003 il movimento per la pace arrivò a portare fino a 100 milioni di persone in piazza. La guerra ci fu lo stesso. E questo è un monito per il presente: contro la guerra non basta essere movimento d’opinione. Dobbiamo essere movimento di rapporti di forza. E quindi, che si continui a bloccare tutto.
7. Ma la trappola nella produzione è molto più sottile. Hanno desertificato industrialmente interi territori e ora ci ricattano con l’idea che la guerra ci ridarà l’industria. Il neoeletto presidente di Confindustria Firenze arriva addirittura a dire che perfino il settore della moda può uscire dalla crisi puntando alla Difesa: “Riconvertire aziende moda nel comparto della difesa” Dopo il ricatto “ambiente-lavoro”, siamo direttamente al ricatto “morte-salario”.
8. Da questa trappola, non si esce solo con la ragione ma anche con la forza dell’esempio. Per questo, la ex Gkn deve diventare la nostra flotilla nell’economia. La campagna per l’azionariato popolare continua. Tra Ener2Crowd e produzioni dal basso abbiamo superato gli 800.000 euro. Il nostro appello urgente e caparbio è di continuare a diffondere e sostenere la campagna: non lasciateci cadere.
9. E allora, saremo ovunque perchè saremo tutto. E saremo tutto, solo se saremo tutte e tutti:
– su insorgiamo.org tutti gli eventi di “un’azione contro il riarmo” https://insorgiamo.org/eventi/
– 17 marzo, Flotilla in partenza per Cuba
– 21 marzo, in ricordo di Lorenzo Orsetti alla Casa del Popolo Grassina
(prenotazione alla cena: https://forms.gle/S5cTBYvMJREmFGUGA)
– 22 e 23 marzo: vota no
– 28 marzo: manifestazione nazionale No Kings. Già in esaurimento i posti sui pullman da Firenze, prenotarsi in fretta: https://forms.gle/VTjk6GehzYAZZWCAA
– vari eventi in preparazione in supporto della flotilla per Gaza
– 10,11,12 aprile, Festival di Letteratura Working Class
Tutto il programma: https://edizionialegre.it/…/il-programma-del-festival…
10. Di una sola cosa ci hanno infine convinti. Bisogna scendere in guerra. Per dichiarare guerra alla guerra. E noi abbiamo un piano…
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14 marzo 2026. Norma anti-Gratteri e Alta Corte: la moviola della politica sulla giustizia

Bruno Gravagnuolo – rivistarinascita.it

Ormai siamo alle “leggi speciali”. Altro che “voci dal sen fuggite” o processi alle intenzioni: Forza Italia, con il responsabile Giustizia Enrico Costa, rilancia nel pacchetto giustizia la norma che vieta ai magistrati di partecipare ai talk show. È, di fatto, la legge “anti-Gratteri”. La motivazione addotta è che i magistrati “devono apparire imparziali”, ma è inevitabile leggervi un segnale di emergenza dettato dal timore di un crollo dei Sì.
Il fatto che ciò avvenga in corso d’opera è ben più odioso: l’obiettivo sembra quello di mettere in riga la magistratura, trasformandola in un corpo di funzionari silenti e obbedienti all’amministrazione pubblica. Una deriva che ricorda il fascismo e che non si vedeva nemmeno nello Stato prussiano dell’Ottocento. Anzi, è peggio: una misura simile non è mai stata ipotizzata nella storia della Repubblica, né per i militari, né per i tutori dell’ordine o i funzionari del fisco, i quali godono di libertà sindacali e diritti civili come ogni altro cittadino (salvo provvedimenti disciplinari ex post per condotte sanzionabili o lesive dell’istituzione).

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https://www.rivistarinascita.it/norma-anti-gratteri-e-alta-corte-la-moviola-della-politica-sulla-giustizia


Giuliano Turone, il giudice che scoprì la P2, spiega le ragioni storiche del No alla riforma Nordio

Di Giuliano Turone Con Giuliano Turone e Donatella Allegro Registrazione effettuata il 28 febbraio 2026 presso la Casa della Sinistra (Milano) all’interno di un’iniziativa del Collettivo “In costruzione” Giuliano Turone, ex magistrato, spiega perché i motivi per votare NO alla riforma Nordio si ricollegano direttamente a ragioni storiche ben precise: quelle riguardanti gli eventi tragici che hanno sparso sangue innocente: attentati, omicidi, stragi indiscriminate… intervenuti in Italia nella seconda metà del Novecento. Giuliano Turone è stato per molti anni giudice istruttore e ha condotto inchieste in materia di criminalità organizzata e criminalità economica. Negli anni Novanta ha fatto parte del primo staff di magistrati della Procura nazionale antimafia. Ha collaborato con il Consiglio d’Europa e con le Nazioni Unite, tra l’altro svolgendo attività di pubblico ministero presso il Tribunale penale internazionale dell’Aja per l’ex-Jugoslavia. È stato Procuratore aggiunto della Repubblica a Milano e, quindi, giudice alla Suprema Corte di Cassazione. Ha insegnato Tecniche dell’investigazione all’Università Cattolica di Milano. Il suo ultimo libro, uscito nel 2025, si intitola “Crimini inconfessabili. Il ventennio dell’Antistato che ha voluto e coperto le stragi 1973 1993”.


14 marzo 2026. Non svegliateci: cade anche Portorico, Italia per la prima volta tra le quattro più forti del mondo

Emanuele Tinari – Il bar del baseball

Cancellate i vecchi almanacchi e riscrivete la geografia del baseball mondiale. L’Italia non è più l’invitata sorpresa al gran ballo: l’Italia è tra le quattro regine della festa.

Al termine di una partita da cuori forti, gli Azzurri regolano Portorico per 8-6, un successo che porta per la prima volta nella storia la nazionale tra le prime quattro del World Baseball Classic. Una partita guidata sin dal primo inning, che ha visto però l’avversario rifarsi sotto all’ottavo, con i portoricani pericolosi anche nell’ultimo attacco, che li ha visti a un solo swing dal clamoroso pareggio.

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https://www.ilbardelbaseball.com/non-svegliateci-cade-anche-portorico-italia-per-la-prima-volta-tra-le-quattro-piu-forti-del-mondo/?fbclid=IwY2xjawQjputleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeYUE_vfY-KcBqF-4ZXjqoPjwvJdU1BfUNhJSqn5cwZhhINP004i8F6SsOfPQ_aem_ZhGTwwuzk3FL7W6lh1gn5Q


Le previsioni del tempo per sabato 14 marzo 2026

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https://www.rainews.it/video/2026/03/meteo-previsioni-tempo-oggi-sabato-14-marzo-che-tempo-fa-90039eef-d45d-424f-95ef-bc36cb430f99.html

14 marzo 2026. Allerta arancione in Liguria e Lombardia, neve e maltempo: in arrivo piogge e temporali anche al Sud

Il Dipartimento di Protezione Civile ha emanato per oggi allerta gialla su settori di Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria per piogge e temporali anche a carattere di rovescio

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https://www.rainews.it/articoli/2026/03/maltempo-freddo-nel-weekend-e-tempo-instabile-98326fbe-04b1-4a3f-931c-18fd420ffb69.html


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14 marzo 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

14 marzo 2026. Scioperi, troppe restrizioni. Condanna europea all’Italia

Riccardo Chiari – ilManifesto

La sentenza Vittoria per l’Usb: la legge 146/90 viola la Carta sociale europea. Ora l’Italia dovrà correggere la normativa

Sono troppe le limitazioni imposte dall’Italia al diritto di sciopero nei servizi pubblici ritenuti essenziali. Restrizioni così pesanti da portare il Comitato europeo dei diritti sociali ad accogliere un ricorso presentato dall’Unione sindacale di base, ravvisando una violazione della Carta sociale europea, trattato internazionale del Consiglio d’Europa ratificato anche dallo Stato italiano. “Pur non avendo efficacia diretta nel nostro ordinamento – puntualizza l’avvocato Danilo Conte, che ha redatto il ricorso insieme al collega Marco Tufo – la decisione obbliga il legislatore a porre rimedio a queste limitazioni di un diritto costituzionalmente garantito come quello di sciopero. Nel caso il legislatore non lo facesse, sulla base di questa decisione del Ceds potranno essere i giudici italiani a intervenire in materia”.

Non è la prima volta che il Comitato europeo dei diritti sociali interviene dopo un ricorso sindacale. Era avvenuto accogliendo il reclamo presentato dalla Cgil contro il Jobs Act, riconoscendo anche in quel caso la violazione della Carta sociale europea, perché la normativa italiana non garantiva un indennizzo congruo o la reintegra in caso di licenziamento illegittimo, limitando troppo la discrezionalità dei giudici e il risarcimento del lavoratore. La decisione del Ceds portò diversi giudici del lavoro a sottoporre la questione di fronte alla Consulta, che già aveva parzialmente stigmatizzato l’automatismo dei risarcimenti, ed è poi intervenuta ancora cancellando di fatto una parte dell’impianto del Jobs Act.
“In questo caso – spiega l’avvocato Conte – noi abbiamo denunciato la violazione da parte dello Stato italiano dell’articolo 6 della Carta sociale europea, quello relativo al diritto di sciopero. In particolare, l’Usb ha contestato la compatibilità con i principi sanciti dalla Carta della legge 146/90 che regolamenta il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali”.<
Sul punto il Ceds ha stabilito che una prima violazione è legata alla eccessiva genericità e ampiezza della nozione di servizi pubblici essenziali. “Secondo il Comitato la normativa italiana ha inglobato in questo ambito anche settori che non possono essere ritenuti tali, restringendo così il diritto di sciopero dei lavoratori. Ad esempio, una cosa è il diritto dei cittadini a muoversi, per cui nei trasporti pubblici ci sono delle limitazioni allo sciopero con ‘finestre’ in cui i mezzi circolano. Ben altro caso invece è il trasporto delle merci, quelle non deperibili. Ora è stato sostenuto dalla Commissione di garanzia che anche il trasporto delle armi rientri fra i settori da tutelare”.

La seconda violazione è stata rilevata dal Ceds nell’obbligo che la legge 146/90 impone di comunicare preventivamente la durata dello sciopero, e la terza nel divieto di indirlo in determinati periodi dell’anno o in vicinanza di altre agitazioni, perché il Comitato ritiene che questo restringa eccessivamente l’esercizio del diritto di sciopero in ambiti non riconducibili a servizi realmente essenziali.
Soddisfatto il sindacato di base: “Con questa decisione vengono demoliti tre pilastri della legge 146 – osserva l’Usb – che hanno fortemente indebolito il diritto di sciopero negli ultimi trentacinque anni. Viene di fatto censurato anche l’operato della Commissione di garanzia che, sostituendosi al Parlamento, ha inasprito ulteriormente le restrizioni, e persegue tuttora l’obiettivo di allargare oltre misura la sua sfera di applicazione, anche a settori lavorativi finora rimasti esclusi”.
Sul punto, basta ricordare i provvedimenti sugli scioperi generali del sindacalismo confederale o di quello di base contro il governo, e il blocco del gigantesco sciopero a sostegno della martoriata popolazione della Striscia di Gaza e della Sumud Flotilla. Ora però anche la Commissione di garanzia, che è arrivata a bloccare uno sciopero locale per la concomitanza con la Fiera del cioccolato di Perugia, dovrà tenere conto della decisione del Ceds. E questo malgrado le pressioni del governo Meloni per ridurre ancor di più il diritto di sciopero.
“Ci attiveremo subito in commissione lavoro – anticipa il deputato dem Arturo Scotto – per chiedere un ciclo di audizioni e andare incontro al giudizio dell’Europa. E’ evidente che l’Italia dovrà adeguare la sua legislazione in materia seguendo i principi individuati dalla sentenza”. “E’ paradossale che, proprio mentre dall’Europa arriva questa bocciatura – commenta da parte sua il M5s – il governo continui ad ipotizzare ulteriori limitazioni. L’esecutivo prenda atto del pronunciamento europeo e si adegui rapidamente, restituendo piena dignità al diritto”. Dal governo silenzio di tomba, del resto alle richieste di incontro dell’Usb risponde solo via pec.
https://ilmanifesto.it/scioperi-troppe-restrizioni-il-comitato-ue-da-ragione-a-usb

VEDI ANCHE
https://areastampa.usb.it/leggi-notizia/diritto-di-sciopero-italia-condannata-dal-comitato-europeo-diritti-sociali-su-ricorso-usb-per-violazione-della-carta-sociale-europea-chiediamo-incontro-urgente-al-governo-1234.html

14 marzo 2026. Cgil, giornata di mobilitazione per i diritti dei rider

Ladri e biciclette Presidi, manifestazioni e iniziative si terranno in tutta Italia per superare la precarietà e garantire salario dignitoso

Manifestazione di rider a Firenze – Foto Aleandro Biagianti

Giornata di mobilitazione nazionale dei rider di Glovo e Deliveroo promossa oggi dalla Cgil. Presidi, manifestazioni e iniziative si terranno in tutta Italia per superare la precarietà e garantire salario dignitoso, stabilità e diritti ai ciclofattorini. La segretaria confederale della Cgil, Francesca Re David, parteciperà all’iniziativa nella Capitale, in programma alle ore 11 in piazza Re di Roma. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano, con il provvedimento di controllo giudiziario, sottolinea il sindacato, «conferma lo sfruttamento dei rider denunciato da anni nelle piazze e nei tribunali: migliaia di lavoratori continuano a operare con paghe basse, sistemi di pagamento a cottimo e tutele insufficienti». Obiettivo l’applicazione del contratto nazionale della logistica.
https://ilmanifesto.it/cgil-giornata-di-mobilitazione-per-i-diritti-dei-rider

14 marzo 2026. Prato, SuddCobas: pronto moda licenzia ma ‘delocalizza’ a Prato

il sindacato Sudd Cobas ha promosso una mobilitazione dei lavoratori del pronto moda Lara di Prato, con picchetti in via Ghisleri a Iolo e in via Vannetti a Vergaio.

“I lavoratori sono stati licenziati per un presunto ‘calo di lavoro’, a cui effettivamente gli operai avevano assistito negli ultimi mesi” ma “la realtà però è presto svelata: il sindacato ha documentato il fatto che da inizio anno la Lara ha aperto un nuovo magazzino in cui ha dirottato la merce prima lavorata dagli operai oggi licenziati”. La denuncia è del sindacato Sudd Cobas.
Il nuovo magazzino, spiega il sindacato,  “di cui si serve la Lara Distribuzioni è intestato ad una nuova società, la Lotus srl, iscritta ai registri solo dallo scorso dicembre e attiva da inizio febbraio. Un altro caso di ‘società schermo’, un altro tassello nell’intricato modello di impresa costruito a scatole cinesi, per evitare multe, sanzioni e oggi anche per liberarsi dei lavoratori con i diritti”. “È bene sottolineare – aggiunge  SuddCobas – che gli stessi titolari della Lara parteciparono all”assalto’ al presidio sindacale avvenuto lo scorso novembre alla Euroingro

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https://www.controradio.it/prato-suddcobas-pronto-moda-licenzia-ma-delocalizza-a-prato/?fbclid=IwY2xjawQkwG1leHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe-bhVqQidSyogf8pESqCGa0GAUBFee7R4H8cKL9bXnOUlOtNs-4UtrYTLdfc_aem_Aet9n-ZwruYx_oqMAkfncg

13 marzo 2026

13 marzo 2026. Strage di operai che andavano al lavoro

FOTO IMAGOECONOMICA

Questa mattina, 13 marzo, tre persone sono hanno perso la vita in un grave incidente stradale sull’A1, tra Ceprano e Pontecorvo, nel Frusinate, in direzione sud. Vittime delle morti “in itinere” sono degli operai che occupavano uno dei due mezzi coinvolti, un furgone. Si registrano anche diversi feriti

Tre persone sono morte in un grave incidente stradale avvenuto lungo l’autostrada A1, nel tratto compreso tra Ceprano e Pontecorvo, provincia di Frosinone, in direzione sud. Le vittime sono Mauro Agostini di 41 anni, Emiliano Martucci, 44, e Valentino Perinelli di 23 anni, dipendenti della ditta Metal Art di Acuto. Secondo le prime informazioni, viaggiavano a bordo di un furgone che si è scontrato con un altro mezzo. L’impatto, per cause ancora in corso di accertamento, è stato particolarmente violento. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di soccorso e di estrazione delle persone rimaste incastrate tra le lamiere, insieme alle pattuglie della polizia stradale di Cassino. Mobilitato anche il sistema di emergenza sanitaria, con diversi mezzi del 118 e l’intervento dell’elisoccorso.

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https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/strage-di-operai-che-andavano-al-lavoro-r5oa80i7?guid=nl-1773475204

https://www.rainews.it/video/2026/03/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-e229788a-c7cd-45a1-a9cc-87d01d8baab6.html

La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Venerdì 13 marzo 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/03/Radio3-Mondo-del-13032026-f06b0976-9f1a-4a70-8de4-dfaf465b6c8b.html

Che settimana!, sintesi delle notizie più importanti della settimana, a cura di Good Morning Italia.

Attacco di Usa e Israele in Iran, ucciso Khamenei: è escalation regionale | Macron aggiorna la deterrenza nucleare francese | La Cina adotta un nuovo Piano Quinquennale | Gedi vende La Stampa

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https://goodmorningitalia.substack.com/p/che-settimana-1026?utm_campaign=email-half-post&r=c2va4&utm_source=substack&utm_medium=email

Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa araba
Ultimo aggiornamento: 13/03/2026 16:31:44

a cura di Chiara Pellegrino – oasiscenter.eu

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https://www.oasiscenter.eu/it/una-sfida-a-trump-e-alla-societa-iraniana-mojtaba-khamenei-sotto-la-lente-dei-media-arabi

Primi a morire Delle tredici vittime che hanno fatto i missili e i droni iraniani nei Paesi del Golfo, dodici sono migranti. Turisti e influencer sono partiti, ma operai e fattorini sono rimasti, non hanno soldi o passaporto per fuggire e sono costretti a lavorare senza riparo. La guerra continua, sulle loro teste
Chiara Cruciati
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-13-03-2026
https://ilmanifesto.it/senza-rifugi-ne-tutele-a-morire-nel-golfo-sono-solo-migranti


Missili su Israele. Il leader Hezbollah Qassam: “Stiamo difendendo il Libano”. Bombe sul corteo di Teheran, una donna uccisa. Hegseth: “Ayatollah nascosti come topi”. Bombe israeliane sul Libano, 733 morti e 2mila feriti

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/03/nuovo-attacco-di-israele-su-teheran-spostata-a-baku-ambasciata-italiana-a-teheran-bd18ad29-c45b-43f3-ac3c-a2a812a9f987.html


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L’escalation in Medio Oriente

Monsignor Zuppi: la guerra macchina di morte. Cercare la pace anche quando sembra impossibile

Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI (foto d’archivio)

Il cardinale celebra i Vespri in provincia di Ferrara, a chiusura della Giornata di preghiera e digiuno per la pace indetta dalla CEI. Il porporato denuncia i civili innocenti “eliminati” come “danni collaterali”: “Dove sono finite le scintille di pace che dovrebbero evitare questi abomini?”, domanda. E incoraggia l’Europa ad “aiutare il mondo intero ad avere regole di convivenza civile e pacifica” e ai credenti chiede di essere “operatori di pace dove si scavano le trincee dell’odio”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

“Fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile”. L’appello di Papa Leone XIV lanciato nell’Angelus poche ore dopo l’attacco di Usa-Israele all’Iran con il nuovo deflagrare di violenze in Medio Oriente, fa da traccia all’omelia che il cardinale Matteo Maria Zuppi pronuncia questa sera ai vespri nella Basilica Collegiata di San Biagio di Cento, in provincia di Ferrara, a sugello della Giornata di preghiera e digiuno indetta per oggi 13 marzo. Una iniziativa di silenzio, supplica, astinenza dai cibi che ha coinvolto tutta l’Italia, indetta dalla CEI di cui è presidente per denunciare il male “inutile” della guerra, “macchina di morte” e “sconfitta” per tutti – perché “anche chi vince è uno sconfitto” – e per invocare il dono più fragile e necessario del nostro tempo: “La pace”.

continua in
https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/cardinale-zuppi-omelia-messa-giornata-digiuno-pace-cei.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Iran war updates: Hezbollah vows ‘existential’ fight; Israel strikes Tehran

  • Hezbollah chief Naim Qassem says the group is fighting an existential battle against Israel as displacement crisis in Lebanon deepens.
  • The US military confirms that six service members were killed after a refuelling jet went down in western Iraq, but stresses that the incident “not due to hostile fire or friendly fire”.
  • US President Donald Trump promises hard attacks against Iran “over the next week”, suggesting that war will not end in the coming days.
  • Israeli military says it carried out 150 attacks on Iran, as IRGC announces strikes against Israel as well as US assets across the region.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/3/13/iran-war-live-trump-says-war-going-well-as-gulf-under-wave-of-attacks

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le point sur la situation, vendredi 13 mars, à 11 heures

  • Un soldat français a été tué et six blessés dans l’attaque d’un groupe armé pro-iranien au Kurdistan irakien, a confirmé Emmanuel Macron sur X dans la nuit de jeudi à vendredi. C’est le premier soldat français tué depuis le début de la guerre au Moyen-Orient.
  • Quatre membres d’équipage ont été tués dans le crash d’un avion ravitailleur américain en Irak, a confirmé le commandement militaire américain pour le Moyen-Orient, précisant que la perte de ce KC-135 n’était pas due à « des tirs hostiles ».
  • Une série d’explosions d’une rare intensité ont touché Téhéran, dont le centre de la capitale, après l’annonce par l’armée israélienne de frappes « visant les infrastructures du régime terroriste iranien ».
  • La Chine a annoncé une aide de 200 000 dollars à l’Iran après le bombardement qui a fait plus de 150 morts, dont de nombreux enfants, dans une école du sud de l’Iran le 28 février. Il s’agit de la première aide concrète du genre annoncée par Pékin depuis le début de la guerre.
  • Deux personnes ont été tuées par un drone dans le nord d’Oman, a déclaré vendredi l’agence de presse omanaise.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/03/13/en-direct-guerre-au-moyen-orient-2-500-marines-americains-et-au-moins-un-navire-de-debarquement-en-route-pour-le-moyen-orient-selon-des-medias-americains_6669855_3210.html

Le point sur la situation, vendredi 13 mars à 21 heures

  • Environ 2 500 membres du corps des marines et au moins un navire de débarquement font route vers le Moyen-Orient, selon un responsable américain cité anonymement par l’agence Associated Press.
  • Les gardiens de la révolution iraniens ont annoncé avoir lancé une nouvelle salve de missiles et de drones en direction d’Israël, avec le concours du Hezbollah libanais. Les tirs visaient Haïfa, dans le Nord, Césarée, dans le centre, Zar’it et Shlomi, près de la frontière avec le Liban, ainsi que le « complexe militaro-industriel » de Holon, précisent-ils dans un communiqué.
  • L’armée israélienne dit mener depuis le début de la soirée une nouvelle série de raids aériens à Téhéran. Selon l’agence de presse iranienne Tasnim, des explosions et des tirs de la défense aérienne ont été entendus dans plusieurs quartiers de la capitale.
  • Selon le décompte communiqué un peu plus tôt, elle a mené environ 7 600 attaques en Iran, dont plus de 2 000 contre des quartiers généraux et des installations gouvernementales, et environ 4 700 contre le « programme de missiles iranien », depuis le 28 février.
  • Au Liban, l’armée fait état de 1 100 frappes, dont environ 190 contre la force Radwan, unité d’élite du Hezbollah, plus de 200 contre des roquettes et des sites de lancement du mouvement chiite pro-iranien, dont elle dit avoir « éliminé » plus de 380 combattants.
  • Le Hezbollah est prêt à une « longue confrontation avec Israël », a assuré son secrétaire général. « Les menaces de l’ennemi ne nous intimident pas », a déclaré dans la soirée Naïm Qassem. « Nous ne laisserons pas réaliser son objectif de nous éradiquer », a-t-il promis, parlant d’une « bataille existentielle ».
  • Deux enfants ont été tués dans une frappe israélienne contre un immeuble près d’une école à Ghaziyé, dans le district de Saïda, dans le sud du Liban, selon l’Agence nationale d’information. Le ministère de la santé libanais avait auparavant fait état de 773 morts, dont 103 enfants, et 1 933 blessés depuis le début des affrontements entre Israël et le Hezbollah, le 2 mars.
  • Le premier ministre irakien, Mohammed Chia Al-Soudani, a promis de prendre « les mesures nécessaires pour empêcher » de nouvelles attaques, après la frappe de drone qui a tué un militaire français et blessé six autres soldats engagés dans la lutte antijihadiste.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/03/13/en-direct-guerre-au-moyen-orient-2-500-marines-americains-et-au-moins-un-navire-de-debarquement-en-route-pour-le-moyen-orient-selon-des-medias-americains_6669855_3210.html

13 marzo 2026. Roma, Milano, Torino, Vicenza… un sabato di mobilitazione

Dal No sociale al referendum, passando alla memoria di Dax, la difesa di chi si oppone al genocidio e contro le basi militari | L’Iran ancora sotto i bombardamenti


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IRAN – Quattordicesimo giorno di aggressione israelo-statunitense all’Iran e di guerra in tutto il Medio oriente. Centinaia di bombardamenti di Israele e Usa su tutto il territorio iraniano anche oggi. Uno ha colpito nelle vicinanze di una manifestazione governativa a Teheran dov’erano presenti diverse autorità del regime. Oggi si sono tenute sfilate a sostegno degli Ayatollah in diverse città iraniane, non solo nella capitale. Un consenso sociale che in realtà vacilla, come dimostrato dalle proteste di massa di dicembre e gennaio, ma che da due settimane è rafforzato – a suon di bombe – proprio dagli attacchi dei presunti liberatori di Washington e Tel Aviv.

Attacchi cui i Pasdaran continuano a rispondere con missili e droni in tutta la regione. Oggi le sirene d’allarme hanno suonato nello stato di Israele e in numerosi Paesi del Golfo e oltre… Sembra, infatti, che un terzo missile iraniano sia stato abbattuto dalle difese NATO mentre si dirigeva verso i cieli della Turchia. A Erbil, Kurdistan iracheno, colpita una base militare francese. Un soldato è morto, altri sono rimasti feriti. Sempre in Iraq, precipitato un aereo cisterna statunitense. Morti tutti e 6 i membri dell’equipaggio. Il Comando centrale Usa nell’area chiarisce che non si è trattato di fuoco nemico né di fuoco amico. Si sarebbe trattato, quindi, di un incidente.

Leggendo la storia ricordiamo che il regime nato dalla rivoluzione del 1979 si è fatto egemonico e forte e proprio durante un conflitto non provocato, durante la guerra Iran-Iraq 1980-88, ha eliminato gli oppositori interni. Anche sull’ effetto liberatorio delle guerre abbiamo esempi dell’ Afghanistan e dell’Iraq che sono proprio i due vicini principali.

Questa la risposta del prof. Gennaro Gervasio, docente di Storia dei paesi islamici all’Università di Roma 3, quando gli chiediamo se la guerra determinerà la nascita di condizioni favorevoli ad un’evoluzione democratica dell’Iran nel senso dell’affermazione dei diritti civili e politici delle donne e della popolazione in generale. Qui l’intervista completa

Israele intanto prosegue l’aggressione anche in Libano, dove solo oggi sono stati oltre 20 gli attacchi a sud, est – la valle della Beeka – e sulla capitale Beirut. 19 i morti accertati, tra cui 5 bambini, dall’alba. In totale dal 2 marzo in Libano 700 le vittime, 1.600 i feriti, quasi un milione gli sfollati, cioè un quarto della pololazione. Tra le vittime, a Masghara, anche i figli dell’uomo che nelle scorse ore si è scagliato con la sua auto contro una sinagoga alla periferia di Detroit, Usa, per poi aprire il fuoco contro i poliziotti che lo hanno ucciso. Hezbollah intanto replica agli attacchi scagliando 7 ondate di razzi verso il nord e il centro di Israele.
Sull’Iran la conversazione sulle prospettive complessive della situazione con il giornalista italo-iraniano Ahmad Rafat, fondatore dell’associazione “Iniziativa per la Libertà d’Espressione”. Qui l’intervista

Il ruolo dell’Italia nei conflitti, i movimenti contro il riarmo che tornano a mobilitarsi contro alla presenza sempre più massiccia di armamenti, munizioni e mezzi militari sul territorio. 
L’intervento del giornalista e attivista Antonino Mazzeo, insieme alle interviste agli abitanti di Ghedi (BS) Loris Gallina e Agnese Martinelli ai microfoni di Radio Onda d’Urto

ROGOREDO – Eseguito il fermo, disposto dalla Procura di Milano, di Carmelo Cinturrino, il poliziotto e assistente capo accusato di omicidio volontario nei confronti di Abderrahim Mansouri, 28 anni, il 26 gennaio a Rogoredo, Milano.
Pure per la Procura, la vittima non impugnava alcuna pistola: l’arma – a salve – è stata posta accanto al corpo di Mansouri nella fase successiva da Cinturrino. Sulla pistola a salve risultano infatti solo le impronte del poliziotto.
Erano bastate poche ore dalla morte di Mansouri perché arrivassero attestati di solidarietà dalla maggior parte della destra al governo nei confronti del poliziotto, ora indagato per omicidio volontario. Salvini aveva scritto il giorno dopo: “un poliziotto si difende, un balordo muore“.
A rafforzare le indagini contro il poliziotto un testimone oculare, che ha messo a verbale come il 28enne “non sarebbe stato armato” e che “sarebbe stato attinto mentre stava per scappare” e, una volta colpito, “sarebbe caduto frontalmente”. L’uomo è stato scaricato anche dagli altri quattro colleghi indagati e interrogati.
Secondo le ricostruzioni, Carmelo Cinturrino ricattava, chiedendo denaro e droga, Abderrahim Mansouri, che però negli ultimi mesi si era ribellato di fronte alle estorsioni in divisa. Non solo: gli abusi in divisa del poliziotto 42enne sarebbero state ripetute anche contro altre persone della zona Rogoredo-Corvetto.

Su Radio Onda d’Urto il commento di Adriano Chiarelli, autore – tra gli altri – di “Malapolizia” e sceneggiatore di “Familia” (2024) e quello di Jacopo di Acad, Associazione Contro gli Abusi in Divisa.

Messico. Decine di vittime tra poliziotti, militari, esponenti del “Cartello Jalisco Nueva Generación’ e civili in seguito all’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, conosciuto come ‘El Mencho’. Uno dei fondatori del gruppo criminale nativo dello stato di Jalisco è stato intercettato e ucciso dall’esercito e dalla marina del Messico a Tapalpa, attraverso informazioni d’intelligence arrivate dagli Usa.
Immediata la reazione dell’organizzazione, con un’ondata di azioni violente – circa 300 – condotte in tutto il Messico. Nel mirino simboli delle autorità, della polizia e della magistratura, ma pure supermercati, centri commerciali, pompe di benzina, trasporti pubblici, compreso l’aeroporto di Guadalajara, capitale del Jalisco e una delle 3 città messicane che ospiteranno 13 partite (su 104) dei Mondiali di Calcio 2026.
Proprio l’avvicinarsi del “grande evento” – con tutto il suo portato di estrattivismo, sfruttamento, gentrificazione, devastazione ambientale e sociale – è la lente con cui guardare l’accelerazione dello scontro, in una sorta di regolamento di conti tra pezzi di uno stesso sistema, intra ed extraMessico, a partire dal ruolo sempre più massivo imposto dalla nuova fase dell’imperialismo Usa, targato Trump.
Ancora una volta, la narrazione della “guerra” tra Stato e organizzazioni criminali dimostra di essere distante anni luce dalla realtà del Messico.
L’uccisione di ‘El Mencho” va invece posta dentro “una guerra di forze criminali che sono un tutt’uno con politici, aziende, ramificazioni del Capitale, articolazioni armate dello Stato e non dello Stato, che in due decenni qui in Messico – spiega a Radio Onda d’Urto dal Chiapas Fabio, compagno del Nodo Solidale – ha fatto 500mila vittime ufficiali, senza calcolare quelle non ufficiali” e di cui, ciclicamente, si ha una qualche labile notizia quando viene ritrovata una delle tante fosse comuni di cui è disseminato il Messico.
In questo scenario il progetto ipercapitalista dei Mondiali di Calcio – con le gigantesche trasformazioni che comporta, flussi di denaro e potere multimiliardari tesi a estrarre valore al massimo, saccheggiando i territori e le vite delle classi lavoratrici – va calato in “un territorio, quello del Messico, immerso – continua Fabio di Nodo Solidale a Radio Onda d’Urto – in 20 anni di frammentazione territoriale”, come compagne-i definiscono la cosiddetta “guerra alla droga”. Ci sono infatti “una molteplicità di gruppi armati – cartelli, gruppi di autodifesa, gruppi paramilitari, guardie armate di ricchi e certi politici, le articolazioni dello stato – che attuano una balcanizzazione (o sirianizzazione) del Messico, da spezzettare in una serie di violentissimi conflitti armati locali”.
Anche compagne-i sono colpite-i da questa frammentazione, tra strade bloccate, vite fortemente condizionate e zone controllate da un gruppo o da un altro. “La frammentazione fisica diventa anche emotiva e politica, con un movimento che non riesce ancora a coalizzarsi per rispondere alla complessità dell’attacco in corso. Il lavoro dal basso va però in questa direzione, perché il Messico è comunque un territorio in perenne resistenza”.

Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza dal Messico con Fabio, compagno del Nodo Solidale, che dal 2007 unisce “militanti per la vita con un sogno rivoluzionario, piantato su due sponde dell’oceano, una in Messico e l’altra in Italia”, per “tessere reti fra le realtà ribelli di entrambe le geografie” e Andrea Cegna, nostro collaboratore e curatore della newsletter Il Finestrino

PALESTINA – Coloni israeliani scatenati nella Cisgiordania occupata, protetti come sempre dalle forze militari di Tel Aviv. L’agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che oggi all’alba alcuni coloni hanno dato fuoco alla moschea Abu Bakr Al-Siddiq situata tra le città di Sarra e Tell, a ovest di Nablus, vergando di slogan razzisti i suoi muri. Non è la prima volta che i coloni israeliani attaccano luoghi di culto: solo nel 2025 sono state attaccate 45 moschee.
A Gaza intanto Israele continua il genocidio: tre palestinesi sono stati feriti stamattina dalle forze di occupazione israeliane a est di Gaza City. Inoltre, le navi militari israeliane hanno distrutto un peschereccio dopo averlo preso di mira con pesanti spari al largo delle coste a sud-ovest di Gaza City.
Ieri la morte invece di una ragazza di 27 anni, uccisa dalle forze di occupazione israeliane nella città di Beit Lahia, nel nord della Striscia. Con lei il bilancio dei civili uccisi a seguito dell’entrata in vigore dell’inesistente cessate il fuoco a Gaza, iniziato l’11 ottobre 2025, è salito a 615 persone ammazzate da Israele. In 2 anni e 4 mesi di genocidio sono 72.072 le vittime fatte a Gaza dallo Stato di Israele.

Su Radio Onda d’Urto, il collegamento con Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto e nostro collaboratore

VERONA – “Olimpiadi? No grazie“. Con questo slogan un corteo ha sfilato per le strade di Verona domenica 22 febbraio, in occasione della cerimonia di chiusura dei giochi invernali di Milano-Cortina 2026, tenutasi in serata presso l’Arena.
Oltre un migliaio le persone presenti per protestare contro i costi esorbitanti delle Olimpiadi invernali, in una Verona militarizzata. La rete “Olimpiadi no grazie” denuncia l’ingente utilizzo di fondi pubblici per l’organizzazione dei giochi, costate, si stima, “quasi 7 miliardi di euro allo Stato italiano“; il 75% a carico del Governo centrale, il restante 25% delle Regioni ospitanti Lombardia, Veneto e Trentino.
Per la rete scaligera, nata a fine dicembre per iniziativa di varie realtà veronesi, la cerimonia di chiusura “anziché celebrare lo sport nella sua bellezza come le Olimpiadi dovrebbero fare, legittima lo spreco di fondi pubblici, la devastazione ambientale dei nostri territori e l’estrattivismo di sponsor come Eni, la complicità nel genocidio di sponsor come Leonardo e Coca Cola, la violazione di diritti umani e la repressione che costituiscono questi giochi. Ci opponiamo a tutto questo e facciamo sentire la nostra voce contro le Olimpiadi della Guerra”.

Radio Onda d’Urto era in piazza a Verona e ha raccolto diverse voci.

Sempre sulla vicenda Olimpiadi: Milano – Cortina in una logica di genere, tra gender gap e pinkwashing, di Antonella Bellutti, ex ciclista due volte campionessa olimpica (Atlanta 96 e Sidney 2000) e oggi firma del quotidiano “Il Domani”

Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/

13 marzo 2026. Giustizia: migliaia di fascicoli fermi che la “riforma Nordio” non muoverà

Oreste Pivetta – strisciarossa.it

Vorrei invitare tutti i dubbiosi, incerti tra il sì e il no (tra il no e il sì, nel rispetto della par condicio) a leggere un articolo firmato da Luigi Ferrarella, valente inviato tra i meandri della giustizia, apparso il 13 marzo sulle pagine di cronaca del Corriere, giornale che non si può certo giudicare ostile alla Meloni.

Siccome non tutti potranno o vorranno seguire il mio invito, mi permetto di trascrivere qui alcune righe, le prime: “Oltre 9.000 fascicoli, contati uno per uno e corrispondenti per adesso alla rilevazione completata da soltanto un quarto dei magistrati in servizio in Procura a Milano, giacciono da molti mesi (e in alcuni casi persino da un anno) negli armadi degli uffici perché, nonostante questa ventina di pm li abbia già lavorati e definiti con richieste di archiviazione o con avvisi di conclusione delle indagini, il 35 per cento medio di carenza del personale amministrativo (con punte del 67 per cento per la figura dei “cancellieri esperti”) ne sta da tempo impedendo lo “scarico” per le successive fasi dei procedimenti, e per la trasmissione all’Ufficio Gip e agli avvocati delle persone in carne e ossa che stanno “dentro” questi fascicoli: indagati da inviare verso la richiesta di processo, indagati da archiviare, parti offese da avvisare sugli esiti delle loro denunce, tutti a patire pregiudizi già dal solo pendere inutile di questi fascicoli.

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https://www.strisciarossa.it/giustizia-migliaia-di-fascicoli-fermi-che-la-riforma-nordio-non-muovera/


From Gaza to LA, hopes rise as The Voice of Hind Rajab heads to the Oscars

The critically acclaimed docudrama that reconstructs the killing of a five-year-old girl in Gaza is nominated for best international feature.

Gaza-based filmmakers Mohammed al-Sawwaf, left, and Ibrahim al-Otla hope The Voice of Hind Rajab wins an Oscar as it humanises the reality of Palestinian suffering [Courtesy: Mohammed al-Sawwaf]

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https://www.aljazeera.com/features/2026/3/13/from-gaza-to-la-hopes-rise-as-the-voice-of-hind-rajab-heads-to-the-oscars?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard

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13 marzo 2926. Epstein, Andrea e Mandelson: la prima foto dei tre insieme (e in accappatoio) che riemerge dai Files

Scovata nei documenti del miliardario pedofilo l’immagine dei tre a Martha’s Vineyard. Mentre a Londra lo scandalo relativo all’ex ministro laburista continua a mettere nei guai il premier Starmer

 Antonello Guerrera – la Repubblica

LONDRA – Per la prima volta, ecco la fotografia che raffigura insieme Jeffrey Epstein, l’ex principe Andrea e Peter Mandelson, l’ex ministro e ambasciatore britannico che sta facendo traballare la poltrona del premier Keir Starmer. È emersa oggi dai milioni di documenti dei cosiddetti “Epstein Files” pubblicati dal Dipartimento di Stato americano. I tre sono seduti, con Mandelson e Andrea in accappatoio e piedi nudi, attorno a un tavolo di legno mentre bevono da tre tazze con la bandiera degli Stati Uniti.
L’incontro a tre a Martha’s Vineyard

Secondo quanto risulta a ITV News, l’emittente britannica che per prima ha scovato la foto, l’incontro di Epstein, Mandelson e Andrew Mountbatten-Windsor (come si chiama l’ex duca di York dopo che il fratello re Carlo gli ha strappato tutti i titoli) sarebbe avvenuto a Martha’s Vineyard, la celebre località di villeggiatura per ricchi nel Massachusetts. Andrea e Mandelson frequentavano spesso le magioni di Epstein in America e a Parigi, e l’ex principe è stato accusato di violenza sessuale da una delle vittime della tratta del pedofilo statunitense, Virginia Roberts Giuffre, suicida un anno fa, alla quale ha pagato circa 13 milioni di sterline per chiudere il caso, perlomeno in tribunale. Perché fuori, intanto, lo scandalo continua.

La caduta di Mandelson

La fotografia non ha data o orario, ma dovrebbe esser stata scattata tra il 1999 e il 2000, ed è simile a un’immagine inclusa nel “libro di compleanno” di Epstein, pubblicato l’anno scorso, che mostrava Mandelson, in quello che sembra essere lo stesso accappatoio e lo stesso sfondo, sempre insieme a Epstein. In quel “birthday book” l’ex ambasciatore britannico a Washington aveva scritto una lettera al pedofilo americano in cui lo descriveva come il suo “migliore amico”. Da allora, è iniziata la caduta di Mandelson, “principe delle tenebre” ed eminenza grigia del Labour di Tony Blair, fino al licenziamento da ambasciatore da parte del premier Starmer e l’arresto di tre settimane fa per “cattiva condotta in pubblico ufficio”, in quanto accusato di aver passato a Epstein documenti governativi segreti quando era ministro nell’esecutivo Brown.

I guai di Starmer

Andrea è accusato dalla polizia inglese degli stessi reati, anche lui è stato fermato e poi rilasciato, e l’ex principe era inviato per il commercio del governo britannico proprio quando Mandelson era ministro. I due si proclamano innocenti, ma restano sotto inchiesta della polizia e lo scandalo Epstein continua. Mercoledì scorso il governo Starmer ha pubblicato la prima tranche dei Mandelson Files, ossia migliaia di documenti interni di Downing Street sulla decisione di proclamare Mandelson ambasciatore nonostante i suoi stretti legami con Epstein, anche dopo la sua prima condanna per traffico sessuale di minori nel 2008. Il primo ministro Starmer ha ammesso di aver commesso “un grave errore” e per ora non vuole dimettersi perché “Mandelson mi aveva mentito sui suoi veri rapporti con Epstein”. Ma, come scrive il Times oggi, Starmer non avrebbe neanche parlato con il suo futuro ambasciatore prima della nomina, delegando tutto ai suoi consiglieri. E la nuova tranche di Mandelson Files, attesa nelle prossime settimane, potrebbe essere decisiva anche per il suo futuro
https://www.repubblica.it/esteri/2026/03/13/news/epstein_andrea_e_mandelson_foto-425219772/



Per saperne di più
https://francoberardi.substack.com/p/fuck-war


L’Italia del baseball sogna con Pasquantino, il capitano delle “Notti Magiche”: “Speciale rappresentare questa nazione”

Emanuele Tinari

C’è un momento preciso in cui un leader smette di essere solo un nome sul tabellino e diventa il baricentro del gruppo. Per Vinnie Pasquantino, quel momento è arrivato durante Italia-Messico, partita decisiva per le sorti azzurre nel World Baseball Classic.

Vinnie Pasquantino

Eppure per il capitano il Wbc non era iniziato sotto i migliori auspici, tutt’altro. Un avvio contratto, fatto di swing a vuoto e 0 valide in tre partite, un “mini slump” che avrebbe potuto abbattere chiunque. Ma non lui.
Con la calma dei veterani e il carisma di chi sa guardare solo avanti, Pasquantino ha saputo resettare, guidando la squadra fino alla vetta a un girone complicatissimo. Lo ha fatto con una prestazione leggendaria: tre fuoricampo in una sola gara, un’impresa mai vista nel Classic e inedita persino per la sua carriera — dai professionisti fino alla Little League – come lui stesso ha candidamente ammesso. Quella mazza finirà dritta a Cooperstown, nella Hall of Fame. Una prestazione che lo conferma non solo come un battitore d’élite dell’intera MLB, ma come il vero leader emotivo di un gruppo che sotto la sua ala ha trovato il coraggio di sognare.
Da qualche giorno Vinnie non è più “solo” l’idolo dei Kansas City Royals prestato all’Italia, è il capitano che ha regalato “notti magiche” anche nel baseball. E le sue parole sul futuro alla vigilia di un match storico come quello contro Portorico, spiegano il suo legame con il Belpaese, che a livelli di tornei, almeno per parecchi anni, si dovrà ridurre al solo Classic.
Dubito che i Royals mi lascino fare altre manifestazioni oltre a questo torneo. Però mi piacerebbe un sacco venire in Italia, magari organizzare un camp o qualcosa del genere. Sarebbe davvero speciale continuare a rappresentare l’Italia. È qualcosa di emozionante per me, quindi qualsiasi cosa possa fare per aiutare, la faccio volentieri”.
Non solo baseball per Pasquantino, ma una passione per il calcio, in particolare per la Lazio.
Mi piacerebbe proprio tornare a vedere la Lazio. Quando mi inviteranno, io ci sarò. Conoscete il mio calendario: da novembre in poi ho un po’ di tempo libero, quindi vorrei tornare lì e vedere qualche partita. La partita della Lazio che ho visto qualche anno fa è stata qualcosa di speciale: vedere dove si allenano, assistere all’allenamento e poi andare allo stadio è stato fantastico”.
https://www.facebook.com/groups/1880830059236624/?notif_id=1773470854755246&notif_t=group_name_change&ref=notif

13 marzo 2026. Federica Brignone, Flora Tabanelli e tanti altri sportivi si sono rimessi in piedi grazie al J|medical, che non è solo un semplice centro medico

Intervista a Luca Stefanini e Federico Bristot, due figure chiave della struttura sanitaria della Juventus.

Giona Maffei – rivistaundici.com

I boati di Cortina e Livigno, se li ricordano in tanti. Erano in milioni a seguire le gare di Federica Brignone e Flora Tabanelli, che hanno portato tre delle 30 medaglie ottenute dalla rappresentativa italiana a Milano Cortina 2026. Le due atlete hanno 17 anni di differenza e sono interpreti di due discipline molto diverse tra loro, eppure hanno qualcosa di importante che le accomuna: entrambe, fino a pochi giorni dall’inizio dei Giochi, non sapevano se avrebbero potuto partecipare, visto che erano reduci da due infortuni che hanno condizionato l’avvicinamento all’evento a cinque cerchi. Alla fine, Federica e Flora ce l’hanno fatta. E non solo: hanno portato, rispettivamente, due ori e un bronzo.

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https://www.rivistaundici.com/2026/03/13/j-medical-juventus/


Le previsioni del tempo per venerdì 13 marzo 2026

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https://www.rainews.it/video/2026/03/le-previsioni-del-tempo-per-venerdi-13-marzo-deb45e85-5d07-495a-8e12-e218859f1b9f.html


13 marzo 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

13 marzo 2026. Il costo della guerra che ricade su famiglie e imprese

Archivio Adiconsum

Giovanni Caprio

Agenzia PRESSENZA – E’ del tutto evidente che le vittime delle guerre sono le donne e gli uomini che perdono la vita, i bambini ammazzati o privati del futuro, le migliaia di persone private dei diritti umani, costrette alla fame, alla sete e al freddo o che rimangono mutilate. Come sosteneva Gino Strada: “le vittime di una guerra, qualsiasi guerra, sono sempre i civili, che non hanno colpe. Ecco perché la guerra è sbagliata in se”. Vi sono poi i costi delle guerre che possono ricadere pesantemente anche su chi è lontano dai conflitti. Ovviamente c’è chi sulle guerre fa affari d’oro, soprattutto vendendo armi, ma anche combustibili (per esempio il gas naturale liquefatto), soprattutto grazie a chi ancora spera di raggiungere la sicurezza energetica mediante l’utilizzo dei combustibili fossili e continua a rincorrere sempre le stesse perdenti soluzioni.

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https://www.pressenza.com/it/2026/03/il-costo-della-guerra-che-ricade-su-famiglie-e-imprese/

Sigarette più care dal 13 marzo 2026: scattano nuovi aumenti sui prezzi. La lista completa

L’aggiornamento dei listini deciso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli porterà aumenti medi tra i 10 e i 12 centesimi a pacchetto. Coinvolti anche tabacco trinciato, prodotti a tabacco riscaldato e liquidi per sigarette elettroniche

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https://www.rainews.it/articoli/2026/03/sigarette-piu-care-dal-13-marzo-2026-scattano-nuovi-aumenti-sui-prezzi-la-lista-completa-7c39175f-c6f4-4fe7-a475-e2da48896132.html

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13 marzo 2026. Chiude la InvestCloud, lavoratori sostituiti dall’IA

L’azienda veneziana investe nell’intelligenza artificiale e licenzia i 37 addetti. Fiom: “Primo caso in Italia. Una tendenza che rischia di deflagrare”

Marco Togna – collettiva.it

Sostituiti dall’intelligenza artificiale. È la sorte dei 37 lavoratori della InvestCloud Italy di Marghera (Venezia), azienda statunitense operante nel settore della tecnologia finanziaria, che lunedì 9 marzo ha comunicato ai sindacati la chiusura dell’attività con il conseguente licenziamento collettivo.
La decisione s’inserisce nel processo di trasformazione strategica avviata dal gruppo nel campo del digital wealth, ossia la gestione del proprio patrimonio mediante l’integrazione di tecnologie avanzate per offrire servizi d’investimento personalizzati e accessibili a tutti, in sostanza un’evoluzione digitale del private banking.

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https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/chiusura-investcloud-intelligenza-artificiale-bkijbi6k?guid=nl-1773475204

13 marzo 2026. Parla Sara, saldatrice licenziata dopo l’iscrizione alla Cgil

“Il 19 febbraio ho preso la tessera della Fiom, il 21 mi hanno licenziata”. La vicenda dell’operaia in subappalto per una grande multinazionale. Assunta con un contratto pirata e con un salario truffa su cui spalmavano la tredicesima e il bonus mamma

Giorgio Sbordoni – collettiva.it

Un sasso nello stagno. Uno bello grosso, in uno stagno che più fermo e paludoso non si poteva. Fa pensare a questa immagine la battaglia di Sara, 40 anni, tre figlie. Saldatrice. Solo apparentemente immobilizzata dalla lunga catena di una ditta in subappalto per la quale assemblava microcomponenti elettronici su commessa di una ditta in appalto a sua volta incaricata da una grande multinazionale. Persa solo apparentemente in questo baratro di diritti e sfruttamento, che più si allontana dai grattacieli delle sedi centrali e scende negli inferi dei capannoni, più diventa buio.
Quando c’è stato da lottare Sara ha alzato la testa, per nulla intimorita. Lo ha fatto per le tre figlie, certo. E sicuramente lo ha fatto per sé, per tutti quelli come lei, numeri, soltanto numeri, nella zona industriale di Pomezia, che a leggere i contratti e i ricatti sembra un angolo di Pakistan a 30 chilometri dal nostro Parlamento. Numeri che, grazie alla lotta di Sara, potrebbero tornare volti, storie e persone. 

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https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/saldatrice-licenziata-pomezia-storia-j49ov5mv?guid=nl-1773475204

A sinistra, Fabrizio Maramieri, segretario della Fiom di Pomezia. A destra, Sara, la lavoratrice licenziata

13 marzo 2026. Brasile, si prospetta un cambiamento strutturale dell’industria?

Coltivazione della soia nel Mato Grosso

  Andreas Nöthen – Agenzia PRESSENZA

Una tesi interessante, un politico illustre e discussioni sull’imminente campagna elettorale.
Il cuore economico del Brasile non è più nella megalopoli di San Paolo, ma nello stato agricolo del Mato Grosso? Questa visione di come potrebbe essere l’economia del Brasile tra 20 anni è stata delineata dal politico e giornalista Aldo Rebelo.

Il 10 febbraio si poteva vedere sul servizio di messaggistica X un breve video, a quanto pare un estratto di un’intervista o di una discussione. Lì Rebelo dice: “Lo dico da un po ‘di tempo, l’ho già detto anche qui. Il Mato Grosso sarà lo Stato federale più ricco del Brasile, seguito da dall’ovest di Bahia. Molte persone non se ne sono accorte. Per la sinistra l’agricoltura non porta sviluppo. Quello che non hanno notato è che consumano ogni giorno etanolo prodotto e trasformato industrialmente in Brasile, che abbiamo diverse macchine prodotte in Brasile. L’agricoltura è il settore brasiliano che produce più tecnologia. Sta arrivando il momento dell’entroterra.”

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https://www.pressenza.com/it/2026/03/brasile-si-prospetta-un-cambiamento-strutturale-dellindustria/

12 marzo 2026

https://www.rainews.it/video/2026/03/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-f84ee7cd-ced9-4c7a-99f1-218e93c1d639.html

La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Giovedì 12 marzo 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/03/Radio3-Mondo-del-12032026-eee4984e-0750-4cb0-a142-4f1eb7d9bf35.html

La milite ignara Non ce la fa. Giorgia Meloni si presenta finalmente in parlamento a parlare della guerra e della crisi energetica, ma non riesce a condannare Trump e Netanyahu per l’attacco all’Iran che le ha scatenate. Fuori dal diritto internazionale, ma la colpa è di Putin e di Hamas
Andrea Colombo
https://ilmanifesto.it/meloni-gioca-in-difesa-e-sulla-guerra-non-esprime-posizioni
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-12-03-2026?_sc=NTc5MTYxNyM1MDU5OA%3D%3D

12 marzo 2026. Trumpista prima di tutto

La milite ignara Il voto per la separazione delle carriere è diventato un test quasi definitivo sui pieni poteri e sul dirigismo di governo: gli anticorpi democratici che ancora circolano nella società lo hanno decodificato e possono respingerlo

Andrea Fabozzi – ilManifesto

Non siamo complici, non siamo colpevoli, non siamo isolati. Non condividiamo ma neppure condanniamo. Questo solo oggi possiamo dire dopo aver ascoltato in parlamento Meloni, che non è Montale anche perché Montale era un grande poeta antifascista.
La presidente del Consiglio certamente non è antifascista e probabilmente non sarà mai grande – si può essere grandi anche nel male. Dopo quasi quattro anni di luna di miele con il Paese, certificata dai sondaggi e favorita da media, industria e finanza, affronta le prime vere difficoltà. Si nasconde e prova a tirare a campare ma così resta troppo lontana dalla sensibilità popolare. La guerra provoca paura e angoscia e Meloni pare inconsapevole dei rischi che corrono Italia ed Europa. Vuole galleggiare aspettando che passi la piena ma per la prima volta ci pare di vederla imbarcare tanta acqua.
Il contesto le è sfavorevole, sono gli ultimi giorni di una campagna elettorale che la sua maggioranza sta perdendo. Vedremo se perderà anche nelle urne, tre mesi fa era certa di vincere tanto da abbracciare una riforma, quella della magistratura, che non era nelle sue priorità ma in quelle di un alleato.
La sconfitta – che ci auguriamo – se arriverà sarà soprattutto sua. Il voto per la separazione delle carriere è diventato un test quasi definitivo sui pieni poteri e sul dirigismo di governo: gli anticorpi democratici che ancora circolano nella società lo hanno decodificato e possono respingerlo.
Meloni dunque è nervosa, i suoi le combinano un pasticcio al giorno quasi volessero favorire il No, i suoi giudizi si appannano. Ma c’è una spiegazione assai meno contingente per spiegare le difficoltà della presidente del Consiglio di fronte all’avvitarsi della guerra globale. Ha a che vedere con la vera natura di una leadership di estrema destra, con tratti eversivi e nostalgici, insofferente ai meccanismi della democrazia che prevedono e tutelano il dissenso, innervata da pulsioni razziste, vittimista in politica interna e revanscista in quella estera. Il coro che l’accompagna canta Meloni come tutt’altra figura: una pragmatica esponente di un conservatorismo moderato. A palazzo Chigi hanno voluto crederci, forse increduli che i tempi in cui erano orgogliosamente anti europei, no vax e complottisti come un qualunque Maga fossero già dimenticati.
Ma Meloni non è sbocciata nella leader rassicurante che i conservatori di questo Paese speravano (l’intera storia dei “liberali” italiani può riassumersi in questa attesa e in questi abbagli) e non può permettersi nessuna concorrenza a destra, arrivi da un leghista cialtrone o persino da un ex generale fascista. La sua adesione al trumpismo è una scelta di convenienza, il tentativo di afferrare una corrente ascensionale, ma sopratutto una collocazione naturale. Se non (ancora) le azioni politiche, le aspirazioni in fatto di deportazioni dei migranti e repressione del dissenso somigliano a quelle del collega americano. Il suo sprezzo per il diritto internazionale non è goffo e ridicolo come quello di Tajani ma altrettanto profondo. Nel Board of peace Meloni ci sta comoda come a braccetto con Orban. Due anni e più di appoggio sostanziale alla pulizia etnica del palestinesi da parte degli israeliani, del resto, hanno già detto tutto sul nostro governo in tema di diritti umani.
Che Meloni malgrado l’etichetta di nazionalista non abbia né la forza né volontà per dire qualcosa di sensato e chiaro contro il disastro che Trump e Netanyahu hanno scatenato e che colpisce direttamente i nostri interessi non è dunque una sorpresa. Che questa latitanza cominci a pesare e ad alienarle qualche consenso invece un po’ sì. È una sorpresa positiva ma scolorirebbe se a questo punto passassimo a parlare dell’opposizione. Meglio fermarsi.
https://ilmanifesto.it/trumpista-prima-di-tutto


Il neo-leader della rivoluzione islamica debutta anche sui social: “Manterremo lo Stretto di Hormuz chiuso ai nemici”. A Erbil drone su base italiana. Crosetto: “Nostri militari stanno bene”. Idf: 200 razzi su Hezbollah, centinaia di morti a Beirut

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/03/trump-iran-vicino-alla-sconfitta-nuovi-raid-su-teheran-erbil-missile-colpisce-base-italiana-dc9301f3-c58d-461f-9aa5-8bf61c812914.html


VEDI ANCHE
video Teheran, esplosioni nel deposito di carburante di Aqdasieh
video Teheran, colpita la raffineria di Shahan: fiamme e fuoco

L’escalation in Medio Oriente


Iran war updates: US bases will be attacked unless closed, says Khamenei

  • Multiple explosions have been reported across Iran’s capital Tehran and other cities as US-Israeli attacks continue.
  • Iraq has shut down oil port operations after deadly attacks on two foreign oil tankers as Bahrain, Kuwait, the UAE and Saudi Arabia intercept more Iranian missiles and drones.
  • Iranian President Masoud Pezeshkian outlines three conditions to end the war: recognition of Tehran’s legitimate rights, payment of reparations and firm international guarantees against future aggression.
  • Iran and Hezbollah launch coordinated waves of attacks on Israel as the Israeli military continues large-scale attacks on the Lebanese capital, Beirut, including its central areas.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/3/12/iran-war-live-oil-tankers-hit-in-iraq-tehran-sets-3-conditions-for-peace

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https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
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Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le point sur la situation, jeudi 12 mars à l’aube

  • Plusieurs personnes sont mortes au Liban, dans la nuit de mercredi à jeudi, dans des frappes israéliennes censées viser le mouvement pro-iranien Hezbollah et ses installations. D’après le ministère de la santé libanais, sept personnes ont été tuées à Beyrouth, huit dans le district de Baalbek, dans l’est du pays, et quatre autres à Burj Al-Shamali, près de Tyr, dans le Sud.
  • Israël a dit avoir atteint dix cibles liées au Hezbollah dans le sud de Beyrouth, dont un quartier général du renseignement et des centres de commandement, ajoutant que son armée avait touché « des dizaines de lanceurs ».
  • Les gardiens de la révolution iraniens ont dit avoir visé Israël, conjointement avec leur allié du Hezbollah, en « un feu continu pendant une période de cinq heures » contre « plus de 50 cibles ». Le mouvement libanais a affirmé avoir tiré des missiles vers une base du renseignement militaire, en périphérie de Tel-Aviv.
  • Israël a, de son côté, déclaré avoir lancé une vague de frappes à grande échelle sur la ville de Téhéran, après l’attaque conjointe de l’Iran et du Hezbollah libanais.
  • L’Iran est « proche de la défaite », a déclaré Donald Trump. « Cela ne veut pas dire que nous allons arrêter immédiatement », a ajouté le président américain. « Nous ne voulons pas partir avant l’heure ? Nous devons finir le boulot », a-t-il aussi dit.
  • L’Iran a assuré être prêt à prolonger le conflit. Ali Fadavi, un représentant des gardiens de la révolution, a brandi la menace d’une « guerre d’usure » à même de « détruire l’économie américaine entière » et « l’économie mondiale ».
  • Emmanuel Macron appelle à la désescalade au Liban. Le président français a demandé au Hezbollah d’« immédiatement mettre fin à ses attaques » sur Israël, et a exhorté l’Etat hébreu à « renoncer à une offensive terrestre au Liban ».
  • Le baril de pétrole a repassé jeudi la barre des 100 dollars, malgré une intervention sans précédent des grandes puissances sur le marché qui n’a pas suffi à rassurer sur les approvisionnements, perturbés par la guerre au Moyen-Orient. Face aux prix qui grimpent, le ministre de l’énergie américain, Chris Wright, avait auparavant précisé que 172 millions de barils allaient être libérés « à partir de la semaine prochaine ».
  • La première semaine de guerre a coûté aux Etats-Unis plus de 11 milliards de dollars, rapporte le New York Times en s’appuyant sur des sources parlementaires. Ce chiffre exclut de nombreux coûts liés à la préparation des frappes, laissant penser que le montant final pourrait être, en réalité, bien plus élevé.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/03/13/en-direct-guerre-au-moyen-orient-2-500-marines-americains-et-au-moins-un-navire-de-debarquement-en-route-pour-le-moyen-orient-selon-des-medias-americains_6669855_3210.html

Le point sur la situation, jeudi 12 mars, à 21 heures

  • Le premier ministre israélien, Benyamin Nétanyahou, a déclaré jeudi soir qu’Israël était « en train d’écraser l’Iran et le Hezbollah » lors de sa première conférence de presse depuis le début de l’offensive israélo-américaine en Iran le 28 février.
  • Le nouveau Guide suprême iranien, Mojtaba Khamenei, a appelé à maintenir fermé le détroit d’Ormuz, passage hautement stratégique du commerce de pétrole mondial. Dans son premier discours depuis sa désignation – lu par une journaliste de la télévision d’Etat –, il a également appelé les pays de la région à fermer les bases américaines qu’ils abritent sur leurs sols et a promis de « venger » le « sang versé » par les victimes des bombardements.
  • Le gouvernement iranien a toutefois laissé entendre qu’il pourrait autoriser certains navires de pays jugés non hostiles à emprunter le détroit. Le ministre des affaires étrangères iranien a démenti que l’Iran y pose des mines, comme Washington l’en accuse.
  • Les pays du Golfe ont réduit leur production pétrolière d’au moins 10 millions de barils par jour en raison du blocage du détroit d’Ormuz, soit « la plus importante perturbation de l’offre de toute l’histoire du marché pétrolier mondial », selon l’Agence internationale de l’énergie.
  • L’armée américaine a annoncé avoir frappé environ 6 000 cibles en Iran depuis le début de la guerre. Quelque 3,2 millions d’Iraniens ont été déplacés à l’intérieur du pays, selon le Haut-Commissariat de l’ONU pour les réfugiés.
  • Plusieurs explosions ont secoué le Golfe jeudi : sur un réservoir d’hydrocarbures à Bahreïn, un champ pétrolier en Arabie saoudite, un aéroport au Koweit, un port à Oman. Au moins trois navires ont été attaqués, soit un total de seize depuis le début du conflit, selon l’agence maritime britannique.
  • Au Liban, le centre de Beyrouth a été visé jeudi par l’armée israélienne, pour la quatrième fois depuis le début de la campagne de bombardements israéliens le 2 mars. L’armée israélienne continue dans le même temps de frapper quasi quotidiennement la banlieue sud de la capitale libanaise, fief du Hezbollah.
  • Le ministre de la défense israélien, Israël Katz, a ordonné à l’armée de se préparer à « étendre » ses opérations au Liban si le gouvernement libanais « ne parvient pas à contrôler le territoire ». L’armée israélienne a fait état d’une attaque coordonnée du Hezbollah avec l’Iran mercredi soir, lançant quelque « 200 roquettes et environ 20 drones » , combinés à des missiles balistiques tirés par Téhéran.
  • Selon le dernier bilan officiel, les frappes israéliennes au Liban ont fait plus de 687 morts et déplacé plus de 800 000 personnes.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/03/13/en-direct-guerre-au-moyen-orient-2-500-marines-americains-et-au-moins-un-navire-de-debarquement-en-route-pour-le-moyen-orient-selon-des-medias-americains_6669855_3210.html

12 marzo 2026. Un No contro la democrazia afascista

La riforma della giustizia non vuole solo randellare i magistrati e giocare a rubabandiera con la Costituzione, ma stabilire un nuovo principio: solo il governo è legittimato a fare politica. Di tutti gli altri deciderà il sorteggio

Luca Casarotti

Ecco tre motivi per votare no al referendum. Carente di fantasia, li chiamerò «testo», «contesto» e «logica». Discuterò insieme testo e contesto (senza contesto non c’è testo), ma prima parlerò di logica. E prima ancora farò una debita premessa.

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https://jacobinitalia.it/un-no-contro-la-democrazia-afascista/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet&utm_campaign=momento_di_dire_no

12 marzo 2026. Senza limiti

Tomaso Montanari – volerelaluna.it

Senza limiti. Lo smisurato, illimitato, impunito genocidio di Gaza ha aperto la porta a una guerra senza limiti: morali, giuridici, umanitari. Senza limiti politici, senza limiti di tempo (può durare “forever”), e senza limiti di luogo (nessuno è al sicuro). È questo ciò che colpisce e travolge della situazione in cui il criminale lucido Netanyahu e il criminale appannato Trump hanno precipitato il mondo con la servile, succube complicità dei governi europei, incluso quello più grottesco – il nostro –, e con la sola, luminosa, eccezione di quello spagnolo.

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https://volerelaluna.it/commenti/2026/03/12/senza-limiti/

12 marzo 2026. Insultare i giudici è diventato normale, ma è un reato

Massimo Marnetto – Articolo 21

Insultare i giudici è diventato normale, ma è un reato (Vilipendio delle Istituzioni, art. 290 c.p.). Iniziò Berlusconi, considerando la Magistratura un partito ostile al suo ingresso in politica. Fu un modo per sondare la reazione delle Istituzioni; ma, vista la mancanza di conseguenze severe, B. accentuò le sue offese ai giudici: toghe rosse, pazzi, golpisti, antropologicamente diversi, associazione a delinquere, barbarie, fino a definirli un cancro da estirpare.

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https://www.articolo21.org/2026/03/insultare-i-giudici-e-diventato-normale-ma-e-un-reato/

12 marzo 2026. Pisa: bloccato in stazione Fs treno carico di mezzi militari e munizioni

Iran, Libano, Palestina: la guerra imperialista non conosce sosta I Milano: librerie in lotta contro chiusure e gentrificazione I Dax: da sabato a lunedì tre giornate antifasciste


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GUERRA ALLA GUERRA – Apriamo andando in Toscana. Dalle ore 19 un treno carico di mezzi militari e munizioni in transito dalla stazione di Pisa è stato bloccato dal Movimento No Base (aggiornamenti live qui), che ne aveva già rallentato il passaggio a Livorno e Pontedera. Decine di persone hanno occupato il binario 3 della stazione centrale di Pisa al grido “la gente non vuole la guerra, se chi ci governa vuole farla passare dai nostri territori, noi la blocchiamo”.

Sulle motivazioni dell’iniziativa di lotta puoi ascoltare su Radio Onda d’Urto Alessandra, compagna del Movimento No Base, da Pisa.

Contro l’Italia in guerra, sabato 14 marzo manifestazione nazionale a Roma, per il No Sociale al referendum giustizia ma pure contro il governo Meloni e le politiche imperialistiche di guerra globale. A promuovere il corteo sono realtà come Potere al popolo, Usb, Calp di Genova, Osa, Cambiare Rotta e Movimento di lotta per la casa di Roma. 
Su Radio Onda d’Urto diverse interviste verso il 14 marzo.

IRAN – L’azione in corso a Pisa si lega da vicino a quanto accade, da 13 giorni, in tutto il quadrante che va dal Mediterraneo all’Oceano Indiano, con l’aggressione iraelo-statunitensi contro l’Iran, estesasi fin da subito a mezza regione. Anche oggi si registrano nuovi pesanti raid contro l’Iran, in particolare di Israele. Colpite anche diversi monumenti artistici simbolo, in particolare quelli di Ishfan e Shiraz, dopo analoghi raid nei giorni scorsi contro il patrimonio Unesco di Teheran. Gli Usa sostengono, in 13 giorni, di aver effettuato 6000 attacchi contro altrettanti “obiettivi”, compresi scuole, ospedale, stadi, bazar. Nonostante l’ondata di fuoco, l’Iran continua a colpire i paesi limitrofi. Tra questi oggi in particolare l’Iraq: nel mirino anche la base dei militari italiani a Erbil dove si trovano 141 soldati italiani. Non ci sono feriti nell’attacco rivendicato dalle ‘Brigate dei Guardiani del Sangue’, gruppo iracheno sciita filoiraniano. Altri raid anche nel Golfo Persico – Bahrein, Iraq, Arabia Saudita, Qatar, Dubai, Emirati Arabi – oltre che su tutta Israele.

A Teheran intanto primo messaggio della nuova guida suprema Mojtaba Khamenei. ‘Dobbiamo sconfiggere il nemico e la nostra forza ci aiuterà a farlo. Lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso, i Paesi della regione chiudano le basi Usa, dice il nuovo leader in un discorso registrato e mandato in onda dalla tv di Stato. ‘Noi non ci ritireremo mai e vendicheremo il sangue dei martiri’, aggiunge Khamenei che però non appare mai; sarebbe stato ferito alle gambe da un raid Usa. ‘Fermare l’impero malvagio dell’Iran e impedirgli di avere armi nucleari è più importante del petrolio’, la replica via Truth del presidente Usa Trump. Sulla situazione in Iran oggi diverse interviste su Radio Onda d’Urto: puoi ascoltarle qui.

PALESTINA – Palestina. Un bambino di 5 anni è stato ucciso a sangue freddo a Beit Lahiya, a nord della Striscia di Gaza. Fonti mediche portano così il bilancio del genocidio per mano israeliana a circa 72.150 vittime, con 172mila feriti. C’è poi la Cisgiordania: Israele ha avere ucciso 2 persone, sostenendo che fossero in procinto di attaccare una pattuglia militare. I coloni intanto hanno dato fuoco alla moschea Mohammad Fayyad a Duma, a sud di Nablus, vergando slogan razzisti sui muri, come “morte agli arabi”. Tel Aviv ha poi annunciato la volontà di tenere chiusa la moschea di Al-Aqsa nella Gerusalemme occupata anche domani, venerdì, ultimo di Ramadan, schierando migliaia di poliziotti in mezzo Israele, dove oggi l’esponente del partito di destra religiosa Shas, Gedaliyahu Ben Shimon, è stato accoltellato a Ramat Gan, vicino Tel Aviv, ed è in gravi condizioni. Arrestato un 20enne del vicino villaggio palestinese di Jat, accusato di averlo accoltellato.

LIBANO – Andiamo poi in Libano, da dove sono partiti oltre 200 razzi sparati da Hezbollah e caduti in mezza Israele. Il movimento sciita è impegnato in una guerriglia con gli israeliani sia a sud che nell’est del Libano. Tel Aviv replica bombardando a tappeto: 687 le vittime, 1500 i feriti, poco meno di un milione gli sfollati, 8 dei quali ammazzati da un drone israeliano che ha bombardato il lungo mare Ramlet al-Baida a Beirut, finendo sulle tende. Un altro raid, ad Aramoun, ha ucciso 3 persone e ferito un bambino, mentre due docenti dell’università statale di Beirut, sono stati uccisi da un drone caduto nel campus universitario a Hadath. 
Dal Libano la corrispondenza con David Ruggini, capomissione a Beirut di “Un Ponte Per”

Lato energetico della guerra imperialista. 8 Paesi Ue respingono la richiesta, avanzata dall’Italia, di sospendere il mercato europeo di scambio delle emissioni di CO2. L’Ets – si legge in un non paper firmato da Danimarca, Olanda, Svezia, Finlandia, Spagna, Portogallo, Slovenia e Lussemburgo – ‘è la pietra angolare della politica climatica dell’Ue’ e sospenderlo costituirebbe un passo indietro molto preoccupante, non solo in termini di ambizione climatica, ma anche perché indebolirebbe i segnali di prezzo del carbonio che sostengono investimenti e stabilità del mercato’.
Il tutto mentre il prezzo di riferimento globale del petrolio supera i 100 dollari al barile, nonostante la messa in vendita delle scorte di molti stati per scongiurare una carenza mondiale. Anche l’Italia si accoda, dentro le scorte di petrolio internazionali gestite dall’Aie; Roma rilascerà 10 milioni di barili. Il tutto dopo che ieri i Pasdaran avevano minacciato di poter spedire il barile di petrolio a 200 dollari, anche se oggi hanno negato di aver minato lo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il transito globale di idrocarburi, come sostenuto dagli Usa.
Sul fronte internazionale, infine, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) la risoluzione proposta dal Bahrein che “condanna gli attacchi iraniani contro Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Giordania”, senza dire però una parola sul perché sia iniziati quegli attacchi, ossia l’aggressione di Tel Aviv e Washington.

MILANO – Andiamo a Milano. È di questi giorni la notizia che un altro luogo di incontro , cultura dal basso e militante, la Libreria Les Mots, rischia la chiusura in un quartiere, quello di Isola, sempre più sottoposto a processi di gentrificazione.

Completamente autogestita da compagni e compagne che la tengono aperta da 14 anni in modo volontario, è uno spazio che rappresenta una pratica di Resistenza in un quartiere dove librerie e presídi di socialità non commercializzata hanno chiuso e sono stati sostituiti da ristoranti e pub di lusso, nel mentre aumentano i costi di spazi commerciali e abitativi.

“Lunga vita a Les Mots e alle librerie indipendenti, in Isola come in tutta la città” sostiene a Radio Onda d’Urto, Pietro volontario della libreria che ci informa di una raccolta fondi straordinaria sul portale di produzionidalbasso.com (si può donare qui).

Qui l’intervista completa a Pietro di Les Mots.

Da una libreria milanese a un’altra, la storica Hoepli, in liquidazione volontaria, con 89 dipendenti a rischio. Su questa vicenda abbiamo sentito, su Radio Onda d’Urto, Paolo Zanetti, Flc Cgil di Milano. Lo puoi ascoltare qui.


DAX – Sempre a Milano, da sabato 14 a lunedì 16 marzo, si tiene la tre giorni “Dax Resiste” per non dimenticare Davide “Dax” Cesare, compagno milanese passato per diversi anni anche a Brescia , al Magazzino 47 e alla Festa di Radio Onda dUrto, ucciso per mano fascista in via Brioschi il 16 marzo 2003. Quella notte di 22 anni fa Dax fu aggredito, insieme ad altre-i compagne-i del centro sociale Orso, l’Officina della Resistenza Sociale, da tre neofascisti, padre e due figli, che lo accoltellarono a morte.si recarono poi all’ospedale San Paolo, dove fu portato il corpo di Davide, subendo una ferocissima repressione, fatta in quelle ore di teste rotte e violenza oltre che – nei mesi e anni successivi – di pesantissime condanne pecuniarie. Da qui la volontà di ricordare la sua vita e le sue lotte, collegate a tante lotte attuali.

Il clou sabato 14 marzo, con il corteo per Dax. Appuntamento per una partenza collettiva da Brescia a Milano alle ore 13 in stazione Fs.

Oggi vi proponiamo l’intervento di Norberto, compagno dell’Assemblea in ricordo di Dax.

KURDISTAN – È morto Salih Muslim, ex co-presidente del Partito dell’Unione Democratica (Pyd), tra le personalità più importanti nella leadership della rivoluzione confederale. Nato a Kobane il 3 marzo 1951, incontrò e conobbe Abdullah Öcalan nel 1983. Da allora il legame con il movimento di liberazione curdo è stato inscindibile. Nel 2003 si unì al neonato Pyd e divenne membro del suo consiglio esecutivo. Nel 2010, Salih Muslim era stato eletto co-presidente del partito che guida il processo rivoluzionario del confederalismo democratico nella Siria settentrionale e orientale. Dal 2017, poi, aveva ricoperto il ruolo di responsabile delle relazioni estere del Tev-Dem, il Movimento della Società Democratica del Rojava. Svolgendo questi incarichi, Muslim era diventato un attore di spicco a livello nazionale siriano e a livello internazionale.
È morto la sera di mercoledì 11 marzo, all’età di 75 anni, in un ospedale di Erbil, a causa dell’insufficienza renale della quale soffriva. La sua salma, accolta da una folla di persone, è arrivata stamattina, giovedì 12 marzo, in Rojava. Sarà sepolto a Kobane accanto al figlio Shervancaduto nel 2013 combattendo – nelle fila delle Unità di protezione del popolo (Ypg) – contro Daesh a Tal Abyad.
Su Radio Onda d’Urto Benedetta Argentieri, giornalista di Turning Point Magazine, documentarista, che si è occupata a lungo della rivoluzione del Rojava, dove si è recata in diverse occasioni, e del movimento di liberazione curdo.


Su Radio Onda d’Urto puoi ascoltare anche :

Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/

12 marzo 2026. La criminalizzazione della solidarietà ha effetti ampi e duraturi sullo spazio civico europeo

In questo approfondimento abbiamo parlato dell’ultimo rapport ISMU con Guia Gilardoni, ricercatrice. Un quadro preoccupante sulla criminalizzazione della solidarietà nello spazio civico Ue.

Il 25 febbraio 2026 a Milano è stato presentato il 31esimo Rapporto sulle Migrazioni di Fondazione ISMU (scaricabile in open access). La pubblicazione contiene dati statistici e vari approfondimenti su flussi, persone migranti già presenti sul territorio, accesso alla cittadinanza e percorsi di inclusione, con un focus su scuola, lavoro, salute e religione. Nella terza parte del rapporto, si approfondisce invece la posizione dell’Italia e dell’Unione Europea rispetto alle migrazioni forzate frutto di dinamiche geopolitiche regionali e internazionali. Infine, vengono riportati i risultati di alcune ricerche applicate, fornendo punti di vista specifici nell’osservazione delle migrazioni. 
In occasione del lancio di questa pubblicazione, abbiamo intervistato Guia Gilardoni, ricercatrice che coordina lo sviluppo di progetti di ricerca internazionale della Fondazione. Insieme abbiamo approfondito il contributo che ISMU sta dando rispetto al tema della criminalizzazione della solidarietà. 

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https://openmigration.org/analisi/la-criminalizzazione-della-solidarieta-ha-effetti-ampi-e-duraturi-sullo-spazio-civico-europeo/

12 febbraio 2025. Bad Boys

Fanno bene le associazioni del Pilastro favorevoli alla realizzazione del Muba a preoccuparsi profondamente «per il coinvolgimento dei giovani pilastrini negli scontri di questi giorni». Peccano invece un po’ di ottimismo le Istituzioni cittadine che sperano, dopo aver usato su di loro il manganello, che questi ragazzi muoiano dalla voglia di sedersi al tavolo con chi li mena per aprire un dialogo

Francesco De Biase – Cantiere Bologna

Leggenda vuole che tanto tempo fa, sprovvisti di patrimonio umano e con le tasche vuote, gli allora dirigenti dell’associazione sportiva dilettantistica Boca Pegaso (contrazione di Bolognina Casaralta) si misero a girare per i campetti e i cortili dei Quartieri Navile e San Donato-San Vitale in cerca di ragazzini che mostrassero un qualche talento per il gioco del pallone, ma che non avessero i mezzi economici o le conoscenze per aggregarsi a una società vera e propria.

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https://cantierebologna.com/2026/03/12/bad-boys/


12 marzo 2026. È morta Enrica Bonaccorti, attrice e icona tv anni ’80: da “Pronto, chi gioca?” a “Non è la Rai”

Gli esordi a teatro e nel cinema, poi trova la radio e la televisione, dalla Rai a Fininvest, a Sky

È morta Enrica Bonaccorti. Aveva 76 anni e meno di due anni fa le era stato diagnosticato un tumore al pancreas. A dare la notizia è il direttore del Tg5 Clemente Mimun su X. Si è spenta all’Ars Biomedica di Roma.
Era nata a Savona il 18 novembre del 1949 e aveva 76 anni. È stata conduttrice televisiva, radiofonica, autrice di canzoni e attrice. Inizia col teatro e col cinema per poi passare a radio e televisione. L’esordio in Rai nel 1978 con Il sesso forte. Il successo arriva negli anni ’80 con Italia sera e Pronto, chi gioca?. Passata alla Fininvest ha condotto la prima edizione del varietà Non è la Rai. 

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https://www.rainews.it/articoli/2026/03/addio-a-enrica-bonaccorti-attrice-e-icona-tv-anni-80-da-pronto-chi-gioca-a-non-e-la-rai-f8e01a78-add4-4ae7-9fdb-20f76d4e77f4.html

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https://www.rainews.it/video/2026/03/funerali-applausi-e-lacrime-per-lultimo-saluto-a-enrica-bonaccorti-d352b41d-dd72-4382-ac7e-e347d9847651.html



Le previsioni del tempo per giovedì 12 marzo 2026

continua in
https://www.rainews.it/video/2026/03/-le-previsioni-del-tempo-per-giovedi-12-marzo-2026-a925d34a-55ff-4d93-8649-a9fbd083a347.html


12 marzo 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

12 marzo 2026. Stop ai transiti di morte e al riarmo

Agenzia PRESSENZA – Nella giornata di ieri, nel porto di Piombino una nave del Ministero della Difesa ha scaricato una enorme quantità di materiale bellico, decine di mezzi militari e container contenenti, probabilmente, esplosivo.
Oltre il danno del rigassificatore, Piombino è stata trasformata in un vero e proprio HUB del traffico di armi. Questa volta sono stati coinvolti dei lavoratori della acciaieria JSW e della Piombino Logistics, dato che una parte del materiale bellico è stata trasportata all’interno dello stabilimento siderurgico e caricata su rotaia su un treno merci che sembra destinato ad arrivare alla stazione di Palmanova in Friuli Venezia Giulia per poi essere imbarcata dal porto di Monfalcone.
USB, non appena ricevuta notizia e in tempi strettissimi, ha proceduto a proclamare lo sciopero specifico per il carico, scarico e trasporto di armamenti per tutti i lavoratori coinvolti della JSW e per i macchinisti di Mercitialia (società cargo del Gruppo FSI) per permettere ai lavoratori di potersi rifiutarei di movimentare il carico di morte. Perché per noi è inaccettabile che si decida di militarizzare porti, fabbriche e la stessa rete ferroviaria italiana per alimentare le politiche di riarmo e di guerra del nostro paese.

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https://www.pressenza.com/it/2026/03/stop-ai-transiti-di-morte-e-al-riarmo/

12 marzo 2026. No all’IMEC! – No al porto di Trieste base di Nato e Israele!

Agenzia PRESSENZA – Il 17 marzo il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà a Trieste per suggellare la candidatura del nostro porto a principale collegamento tra l’Europa e il regime sionista attraverso il corridoio IMEC. Al convegno parteciperanno esponenti diplomatici e personalità politiche di tutti i paesi coinvolti, compresi Stati Uniti e Israele.
Il piano prevede di legare il porto di Trieste con quello di Haifa, principale infrastruttura militare marittima di “Israele”, in aperta sfida agli interessi cinesi nel Mediterraneo.

In questo modo, il nostro scalo verrebbe trasformato in un avamposto strategico della NATO.  Trasformare Trieste in un porto militare significa renderla un potenziale obiettivo di guerra, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini.

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https://www.pressenza.com/it/2026/03/no-allimec-no-al-porto-di-trieste-base-di-nato-e-israele/

12 marzo 2026. Il programma del Festival di Letteratura working class 2026

Dopo le prime tre edizioni in cui abbiamo ripercorso il passato (le genealogie), il presente (le geografie) e il futuro (le prospettive) della letteratura working class, adesso siamo nella fase più complicata, per la mobilitazione della ex Gkn e per il Festival che ne è strumento di lotta: il vecchio mondo sta morendo e quello nuovo tarda a comparire. 

In questa logorante “transizione” – la parola-chiave di questa edizione del Festival – nascono i mostri che indeboliscono la vertenza, ma possono anche emergere nuove energie capaci di completare la transizione. Transizione ecologica dell’impianto, come nei piani della reindustrializzazione dal basso, ma anche transizione verso un mondo nuovo. Diverso da quello orribile che ci propina riarmo, guerre, genocidio, repressione del dissenso, deportazioni di migranti, sessismo e devastazione ambientale. E che ci obbliga a vendere la nostra forza lavoro al prezzo più basso del mercato. 

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https://edizionialegre.it/notizie/il-programma-del-festival-di-letteratura-working-class-2026/?fbclid=IwY2xjawQfy_BleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFDOXRmaHdyVFp1eTd5cmJHc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHuYOAjFjpN_tQVzgX4oZ5JNcdVyYotEK2l4xt3088UAJRAz2-TIB03I0GaDA_aem_-SgS13IH3k_iaA1TVheDjg

“Senza chiedere permesso”

(Ci scusiamo per tutto quello che non siamo riuscit_ a includere, purtroppo abbiamo a disposizione solo 3 giorni)
Altro da dire? Sì, questo:
1. Non è un festival letterario ma un atto di lotta. Anche perchè la letteratura working class non può che essere una lotta.
2. Noi siamo una lotta. Anzi, siamo una lotta prolungata, caparbia, determinata. Forse anche disperata visti i rapporti di forza sfavorevoli. Quando una lotta lancia una scadenza si misura con la sua riuscita, che contribuisce o meno alla continuazione della lotta stessa. Non c’è molto altro da dire.
3. E non è una scadenza qualsiasi: il festival di letteratura working class attira su di sè l’odio delle nostre controparti sociali. Perchè “questi bifolchi osano” prendere la parola. Lasciano un attimo la macchina a cnc, la cassetta da lavoro, la postazione in ufficio, smettono di prendere la comanda, e scrivono e parlano di sè.
4. Perchè la costruzione dell’immaginario collettivo della classe è ciò che fa la differenza tra essere sconfitti – e si può perdere purtroppo – ed essere dei vinti. Normalmente la storia la scrivono la vincitori, qua invece prendono la parola gli sconfitti che vogliono tornare a vincere.
5. Perchè il festival misura temporalmente il “loro” immobilismo, l’immobilismo del sistema e di tutti i livelli istituazionali. La lotta ex Gkn è lasciata a sè stessa nell’invisibilità, nell’attesa che il logoramento ci finisca. Lo sapete che a un anno dallo scorso festival la ex Gkn è nella stessa situazione di allora? La proposta di polo della cultura working class giace nel silenzio, il consorzio industriale non pervenuto, le direzioni della cooperazione e il mondo dei fondi esg non pervenuti.
6. Perchè c’è la guerra e quindi le fabbriche devono produrre munizioni, droni e “approfittare dei finanziamenti alla difesa”. E invece qua c’è l’idea della fabbrica socialmente integrata che vorrebbe produrre altro, collegarsi con il territorio, essere posto di lavoro, comunità, storia, narrazione, idea, archivio, benessere sociale e psico-fisico.
7. Il festival sarà parte della lotta ex Gkn e sarà “un’azione contro il riarmo”. Sabato 11 aprile alle h 18.00: corteo. “Salpiamo contro il riarmo”
8. Vuoi diventare volontario/a del festival? Qua: https://forms.gle/MyEAjGXw4dZN7gEJ9
9. Autorganizza da subito il trasporto e l’ospitalità. Il mutuo aiuto nel raggiungere il festival ci aiuta (l’11 aprile ci saranno problemi sui frecciarossa tra Roma e Firenze…ad esempio):
https://t.me/+-Z_6u9tBLOw4OGU0
10. Per il capitale la lavoratrice e il lavoratore per il capitale devono avere solo due volti: alienati nel luogo di lavoro, alienati fuori dal luogo di lavoro. Occuparsi della nostra sfera sociale ci ricorda perché lottiamo in quella lavorativa.
#insorgiamo

12 marzo 2026. ReCommon diffida SACE per il progetto Argentina LNG

Foto ReCommon

Agenzia PRESSENZA – ReCommon ha inviato oggi una lettera all’assicuratore pubblico italiano SACE e alla sua controllante ministero dell’Economia e delle Finanze – di concerto con il ministero per gli Affari esteri e della Cooperazione internazionale – per diffidarlo dal sostenere il progetto Argentina LNG nella Patagonia argentina. Il progetto prevede, tra l’altro, l’installazione di 6 navi di liquefazione di gas (FNLG) nell’incontaminato Golfo San Matías, due delle quali saranno realizzate da ENI, alla quale SACE garantirebbe l’operazione con soldi pubblici.

Le 6 unità galleggianti riceveranno il gas da trasformare in forma liquida per l’export dall’immenso giacimento di Vaca Muerta, seconda riserva di gas di scisto del mondo. L’iniziativa è in capo a YPF, la principale società argentina del petrolio e del gas, controllata dallo Stato.

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https://www.pressenza.com/it/2026/03/recommon-diffida-sace-per-il-progetto-argentina-lng/

11 marzo 2026

https://www.rainews.it/video/2026/03/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-f5ea710d-0555-46bd-9f5d-ef236fcdaac7.html

La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Mercoledì 11 marzo 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/03/Radio3-Mondo-del-11032026-472249da-3dc7-4e31-9125-154c570c594d.html

Bolla nucleare Altro che energia pulita: per l’Ue la via d’uscita dal fossile è il caro, vecchio e sporco nucleare. Von der Leyen sposta risorse, l’Italia e altri paesi (Germania e Spagna no) seguono. La guerra all’Iran partita con la scusa dell’uranio militare è l’alibi per l’uranio civile in Europa
Anna Maria Merlo
https://ilmanifesto.it/un-atomo-tira-laltro-leuropa-in-crisi-vuole-piu-centrali-per-tutti
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-11-03-2026?_sc=NTc5MTYxNyM1MDU5OA%3D%3D


Mario Biani per Repubblica

Macron: stretto Hormuz teatro di guerra. Droni e missili iraniani su basi Usa in Kuwait, Bahrein, Qatar e Iraq. A Dubai (Emirati) violenta esplosione. Martinengo giunta a Cipro. NYT: Usa dietro la strage delle bambine a Minab

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/03/iran-lanciati-attacchi-su-larga-scala-contro-obiettivi-americani-e-israeliani-2e1c1f70-f2b3-4c39-afd0-715e8e924b4e.html


VEDI ANCHE
video Teheran, esplosioni nel deposito di carburante di Aqdasieh
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L’escalation in Medio Oriente


Iran war updates: IEA to release oil reserves; ships hit in Hormuz Strait

  • The International Energy Agency has agreed to release a record 400 million barrels of crude oil in response to the disruption caused by the US-Israel war on Iran.
  • Iran’s Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC) says its navy fired on and stopped two vessels in the Strait of Hormuz after they ignored warnings.
  • Explosions rock Tehran as Iran says US and Israeli forces have bombed nearly 10,000 civilian sites in the country.
  • Iranian counterattacks continue, while several Gulf states – including Kuwait, Qatar, Saudi Arabia and the UAE – report missile and drone interceptions in recent hours.
  • Israel continues its relentless bombardment of Lebanon, attacking a residential building in central Beirut and several other locations across the country.
  • Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/3/11/iran-war-live-tehran-says-us-israel-hit-nearly-10000-civilian-sites

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran

Le point sur la situation, mercredi 11 mars à 5 heures

  • L’Iran a dit, durant la nuit, avoir mené l’attaque « la plus violente et la plus lourde depuis le début de la guerre » sur des cibles américaines et israéliennes. Cette salve de missiles a notamment visé, en Israël, le sud de Tel-Aviv, l’ouest de Jérusalem et Haïfa, ainsi que des cibles militaires américaines au Kurdistan irakien, à Bahreïn et au Koweït.
  • Israël a, de son côté, annoncé de nouvelles frappes en Iran. Des explosions ont été entendues dans la nuit par des journalistes de l’Agence France-Presse (AFP) à Téhéran. Ces détonations ont retenti dans le nord et l’ouest de la capitale iranienne, déjà secouée par des explosions, mardi.
  • Israël a aussi mené, tôt mercredi, de nouvelles frappes sur la banlieue sud de Beyrouth, disant cibler « des infrastructures du Hezbollah », alors que son offensive a fait quelque 760 000 déplacés au Liban. L’agence officielle ANI a fait état d’un « raid violent » sur la banlieue sud de la capitale, et des images en direct d’AFPTV ont montré des colonnes de fumée s’élevant des sites touchés.
  • Le ministère de la défense de l’Arabie saoudite a dit avoir neutralisé deux drones qui se dirigeaient vers le champ pétrolier de Shaybah, dans l’est du pays. Riyad a également déclaré avoir intercepté sept missiles balistiques, dont six tirés vers la base aérienne Prince Sultan, qui abrite des militaires américains.
  • Donald Trump a affirmé que l’Iran s’exposait à des « conséquences militaires (…) sans précédent » en cas de dépôt de mines dans le détroit d’Ormuz – de facto sous contrôle iranien – où transite, en temps de paix, un cinquième de la production mondiale de pétrole et de gaz naturel liquéfié. Peu après, l’armée américaine a annoncé avoir détruit 16 bateaux poseurs de mines iraniens « près du détroit ».
  • L’Agence internationale de l’énergie (AIE) s’apprête à proposer le plus important déblocage de réserves de pétrole de son histoire afin de faire baisser les prix du brut, selon le Wall Street Journal. Ce déblocage dépasserait les 182 millions de barils de pétrole mis sur le marché par les pays membres de l’AIE en deux phases en 2022, au moment de l’invasion de l’Ukraine par la Russie.
  • Emmanuel Macron tiendra en visioconférence, mercredi à 15 heures, une réunion des chefs d’Etat et de gouvernement du G7 sur « les conséquences économiques » de la guerre en Iran, notamment la « situation énergétique » et les « mesures pour les atténuer », selon l’Elysée. Sébastien Lecornu réunit, lui, à Matignon les partis politiques pour les informer de « l’état de la menace et du positionnement de la France » face à la guerre au Moyen-Orient.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/03/13/en-direct-guerre-au-moyen-orient-2-500-marines-americains-et-au-moins-un-navire-de-debarquement-en-route-pour-le-moyen-orient-selon-des-medias-americains_6669855_3210.html
  • Les membres de l’Agence internationale de l’énergie (AIE) débloquent 400 millions de barils de pétrole provenant de leurs réserves stratégiques, le déblocage « le plus important » de l’histoire de l’institution. Les Etats-Unis envisagent d’ouvrir leurs réserves stratégiques de pétrole a affirmé le ministre de l’intérieur, Doug Burgum, à Fox News.
  • Les capacités militaires de l’Iran « ne sont pas réduites à zéro », a prévenu Emmanuel Macron àl’issue d’une réunion des dirigeants du G7 et a renvoyé à Donald Trump la décision de « clarifier à la fois ses objectifs finaux et le tempo qu’il veut donner aux opérations ».
  • Donald Trump assure qu’il « ne reste pratiquement rien à frapper » en Iran, dans un entretien téléphonique avec le site Axios. Alors qu’il quittait la Maison Blanche pour un déplacement, il a assuré qu’il régnerait bientôt « une grande sécurité » dans le détroit d’Ormuz. Interrogé sur ce qu’il faudrait pour mettre fin à la guerre, il a répondu : « La même chose que maintenant. Et nous pourrions faire bien pire. »
  • L’Iran dit avoir frappé deux navires dans le détroit d’Ormuz ayant « ignoré » ses avertissements :un navire battant pavillon libérien et un vraquier thaïlandais.
  • L’aviation israélienne mène une série de frappes « à grande échelle » sur Beyrouth après que le Hezbollah a visé le nord d’Israël avec « des dizaines de roquettes ».
  • La guerre entre Israël et le Hezbollah a fait en dix jours 634 morts au Liban et 1 586 blessés. Le nombre total de déplacés enregistrés auprès des autorités s’élève à 816 000, dont 126 000 hébergés dans des centres d’accueil.
  • L’Iran menace de cibler les ports de la région si les siens sont attaqués, après que l’armée américaine a demandé aux civils de s’éloigner des ports du détroit d’Ormuz.

    https://www.lemonde.fr/international/live/2026/03/13/en-direct-guerre-au-moyen-orient-2-500-marines-americains-et-au-moins-un-navire-de-debarquement-en-route-pour-le-moyen-orient-selon-des-medias-americains_6669855_3210.html

11 marzo 2026. Bologna: 49 anni fa l’omicidio di Stato di Francesco Lorusso

Provocazione fascista nel giorno delle commemorazioni | Guerre imperialiste e neocoloniali, dall’Iran alla Palestina | A Roma e Vincenza cortei contro riarmo, logistica di guerra e governo Meloni


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BOLOGNA – 49 anni fa, l’11 marzo 1977, a Bolognal’omicidio di Stato dello studente universitario Francesco Lorusso, militante di Lotta Continua, “assassinato in via Mascarella – scrivono compagne e compagni – sotto il piombo dei carabinieri. Una vita che a 49 anni di distanza continua a pesare quanto una montagna, ricordandoci quanto ancora ci sia da fare per costruire il mondo giusto e libero per cui Francesco lottava”.

La puntata di “Storia di Classe” dell’11 marzo su Radio Onda d’Urto, a fine newsletter, è dedicata proprio all’omicidio Lorusso a Bologna.

Per ricordare Francesco Lorusso, l’Archivio di movimento “Via Avesella” e il Centro di documentazione “Lorusso-Giuliani”, il Collettivo Universitario Autonomo e il Premio Lorusso hanno organizzato tre giorni di iniziative, da martedì 10 a giovedì 11 marzo. “Spesso si dice – continuano compagne-i da Bologna – che “Le lotte di ieri sono le lotte di oggi” e in questo presente di guerre imperialiste, genocidio, di impoverimento complessivo della società, di rigurgiti fascisti e afflati autoritari, risuona sempre di più come un monito a non smettere di lottare. Non per pura adorazione e mitologia verso un passato che non c’è più, ma per continuare a “custodirne il fuoco”. Questa è la nostra idea di memoria e il nostro rapporto con i conflitti, siano essi del passato più lontano o di quello più recente… affinché la memoria resti un fuoco vivo e capace di espandersi nel nostro presente”.

Questa mattina, mercoledì 11 marzo, si è svolto l’appuntamento sotto la lapide di via Mascarella, 37. 
Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza con Federico, della redazione emiliano-romagnola di Radio Onda d’Urto.

Mentre l’Università si preparava a ricordare Francesco Lorusso, i fascisti di Azione Universitaria, hanno organizzato un dibattito all’interno dell’ateneo di Giurisprudenza. Pronta la reazione di studenti e studentesse, che con il Collettivo Universitario Autonomo hanno organizzato un presidio nelle aule universitarie.

Sempre a Bologna continua la mobilitazione per difendere dalla cementificazione il parco pubblico Mitilini Moneta Stefanini, considerato il “cuore verde” del quartiere Pilastro.
Dopo il corteo di sabato 7 marzo, questa mattina, mercoledì 11 marzo, decine di attiviste, attivisti, residenti e solidali hanno bloccato il cantiere per la costruzione nel parco del contestatissimo MuBa – Museo dei bambini, voluto dal Comune. Dall’alba a metà mattinata attiviste e attivisti hanno presidiato il cantiere su via Pirandello, sedendosi su delle sedie e creando un cordone “umano” all’entrata dei lavori.
Attivisti e attiviste sono poi stati sgomberati, a peso morto, dalle forze dell’ordine.
“Chiediamo al sindaco Lepore di parlare con noi e non di mandarci la polizia”, ha ribadito il Comitato Mu.Basta, che andrà avanti fino a sera con diverse iniziative presso il presidio del cantiere, “in cui ci sarà molta Palestina”. Tra queste, il corteo serale chiamato nel rione Pilastro dai Giovani Palestinesi.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il punto della situazione con Laura di Mu.Basta.

GUERRA – Continuano senza sosta e senza alcuna strategia, se non quella della guerra per la guerra, gli attacchi israelo-statunitensi contro l’Iran. Nelle scorse 24 ore colpite le principali città, con circa 1.500 morti e oltre un milione di sfollati dal 28 febbraio a oggi. Per ora non si intravedono però fratture nè cedimenti all’interno del sistema di potere degli ayatollah, anzi: la neoguida suprema, Mojtaba Khamenei, pur ferito da un precedente attacco Usa è ancora vivo, mentre la polizia ha avvertito che “qualsiasi manifestante che sfidi le autorità sarà trattato come un nemico”.

“Gli obiettivi dell’attacco sono poco chiari”, afferma il professor Marco De Michelis che insegna Storia dei paesi islamici all’Alma Mater di Bologna,
“un regime come quello iraniano non può essere defenestrato lanciando dei missili senza delle forze di terra e al momento non credo ci sia la preparazione per promuovere qualsiasi tipologia di invasione di terra in un paese molto esteso e con un gran numero di abitanti. Il tentativo di far insorgere parti della popolazione iraniana non si realizzerà. In questo momento sia Usa che Israele non hanno una strategia predefinita”
Per far fronte alle tensioni economiche derivanti dagli attacchi e dal blocco conseguente dello stretto di Hormuz, i 32 Paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’energia hanno concordato all’unanimità di mettere a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza. Si tratta di un volume record, più del doppio rispetto ai 182 milioni di barili rilasciati dai Paesi membri dell’agenzia dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riferito per la prima volta in parlamento sulla guerra in Medio Oriente, ma senza affrontare molte questioni – come il ruolo degli Stati Uniti e di Donald Trump e i rincari energetici. Questa mattina è intervenuta a Camera e Senato, in quelle che dovevano essere le comunicazioni relative al Consiglio Europeo del 19 e del 20 marzo, su cui poi c’è stato un voto approvato dalla sua maggioranza.

E’ Ancora morte e distruzione (anche) in Palestina, dove nel silenzio mediatico internazionale continua il genocidio del popolo palestinese per mano israeliana.
In 24 ore si registrano almeno 6 morti nella Striscia di Gaza, tra cui 3 bambini. Situazione in continuo peggioramento anche in Cisgiordania occupata, dove ad aumentare è solo la violenza dei coloni, armati di tutto punto. Sono infatti ormai continui i raid da loro effettuati contro residenti palestinesi. Resta inoltre ancora chiusa dai militari la Spianata delle Moschee: è il 12esimo giorno consecutivo e non era mai accaduto dall’occupazione di Gerusalemme, nel 1967.
Prosegue, infine, anche il processo di annessione illegale messo in campo da Tel Aviv sul territorio: decine di camion hanno trasportato roulotte per tutta la notte e stabilito, nel cuore della Cisgiordania settentrionale, un nuovo insediamento chiamato “Har Ebal” e parte di un elenco di 22 insediamenti approvati dal governo di Tel Aviv.

Abbiamo fatto il punto con Sami Abu Omar, cooperante e nostro collaboratore attualmente a Gaza.

MOVIMENTI – Contro riarmo ed economia di guerra sabato 14 marzo sono state annunciate diverse iniziative in Italia.

Si inizia con Roma, con la manifestazione nazionale sotto lo slogan “votiamo No per mandare a casa il governo Meloni e le sue politiche di guerra. Abbassiamo le armi, alziamo i salari”.
Un corteo “contro il referendum, per un No sociale, oltre che contro la guerra imperialista che impoverisce lavoratrici e lavoratori”, previsto alle 14 da Piazza della Repubblica e organizzato da Potere al Popolo, Usb, Movimento per il diritto all’abitare di Roma, Calp Genova, Cau e Osa, Rete dei Comunisti, Ex-OPG Je so’ Pazzo di Napoli, No Ponte Calabria. Decine poi le adesioni arrivate, come Udap, GMTG, Movimento Studenti Palestinesi in Italia. L’intervista a Guido Lutrario esecutivo nazionale USB, ai nostri microfoni.

Da Roma a Vincenza. Anche qui, sabato 14 marzo, la manifestazione contro l’escalation in Medio Oriente e il ruolo delle basi militari Usa presenti in città nella logistica delle guerre globali.

“La guerra passa anche da qui” scrivono le realta’ promotrici:
“Vicenza, con la presenza militare statunitense consolidata sul proprio territorio, non è un luogo neutrale nella geografia dei conflitti globali. Le basi militari presenti in città — Caserma Ederle (sede, tra le altre cose, del comando SETAF) Camp Del Din (sede della 173esima brigata aviotrasportata e non solo) e caserma Miotto (sede importante dell’ intelligence militare U.S.A.) — sono parte di una rete logistica attraverso cui transita personale, mezzi, equipaggiamenti e materiali destinati a molte operazioni militari in corso. Queste infrastrutture non sono elementi marginali: sono ingranaggi concreti della macchina di guerra che oggi alimenta l’escalation nel Medio Oriente e sostiene gli interessi militari di Stati Uniti e Israele su scala internazionale”.
A promuovere la manifestazione Donne per la Palestina, No Military Bases, Vicenza per la Palestina, Intifada Studentesca, C.S.O. Bocciodromo, Caracol Olol Jackson, ADL Cobas. L’appuntamento è alle ore 15 al parcheggio della scuola di Via Prati. La presentazione con Angelo di Vicenza per la Palestina.
Sul fronte della repressione di movimenti e lotte sociali in Italia, la Rete di resistenza legale organizza il convegno “Vecchi e nuovi dispositivi della repressione penale: l’uso dei reati associativi contro i movimenti sociali”, che si svolgerà sabato 14 marzo nella sede dell’associazione Volere la luna, in via Trivero 16 a Torino.
Su Radio Onda d’Urto presenta l’iniziativa Giuseppe Romano, avvocato di movimento, del foro di Venezia, esponente della Rete di resistenza legale. e Sidney 2000) e oggi firma del quotidiano “Il Domani”

Oggi abbiamo parlato anche di:

BRESCIA – Domenica 15 marzo a Poncarale il Comitato Salva Suolo Poncarale organizza una giornata di autofinanziamento e sensibilizzazione dedicata alla tutela del territorio e a un modello agricolo più sostenibile. Abbiamo sentito Roberto Saleri dell’associazione Alternative-Brescia e conduttore della trasmissione S.T.E.R.C.O sulle nostre frequenze;

Ancora dalla città da cui trasmettiamo. Brescia Attiva festeggia il suo secondo anniversario con un weekend di festa, musica e incontri. Sabato 14 e domenica 15 marzo la sede in via Sardegna 8 ospiterà incontri pubblici, dibattiti e attività pensate per tutti: dai panel con esperti e rappresentanti istituzionali alle attività per bambini, dalla musica dal vivo agli spazi dedicati alle associazioni del territorio. La presentazione con Giulia Bigazzi di Brescia Attiva.

MUSICA – La chitarra e il potere. Storie e autori delle canzoni politiche di protesta in Italia e nel mondo. Trasmissione in onda il secondo e quarto mercoledì del mese dalle 20 alle 21. Oggi in onda il “Canzoniere Femminista”, gruppo musicale attivo negli anni ‘70, legato al “Comitato per il Salario al Lavoro Domestico”, noto per l’album Canti di donne in lotta (1975) e Amore è potere (1977). Ascolta qui.

AMBIENTE – Legambiente ha presentato “Nevediversa 2026”, un report di 359 pagine che evidenziano l’insostenibilità del turismo basato sullo sci e la necessità di trovare nuovi modelli per promuovere la montagna. Criticate anche le Olimpiadi invernali, mentre la pista da bob di Cortina è già fuori uso. Il Comune infatti ha chiesto 1 milione di euro per rimetterla in funzione. Su Radio Onda d’Urto l’intervista con Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente Cipra Italia.

TUTE BLU – La Via del Ferro, trasmissione sulla Val Trompia (BS). La storia industriale della valle alpina ha avuto nei secoli diverse fasi: da polo di miniere a valle delle armi, da produttrice di posateria e tondino alle nuove tecnologie. Quali cambiamenti sono intervenuti nel distretto industriale valtrumplino? Ne abbiamo parlato con Marino Ruzzenenti, storico e collaboratore della Fondazione Luigi Micheletti e autore di diversi volumi riguardanti la storia bresciana e con Mauro Resinelli, operaio valtrumplino e funzionario della Fiom della Valtrompia.

Dai distretti industriali alle lotte operaie, andando ad Alessandria. Sciopero dei lavoratori Arcese al polo logistico Tortona contro precarietà e bassi salari. Troppi gli operai con contratto a tempo determinato nonostante l’attività imponga turni di lavoro fino a 11 ore A seguito del nulla di fatto dell’ultimo incontro in prefettura di Alessandria il sindacato riprende l’iniziativa La protesta operaia ferma l’attività nel grande magazzino logistico. Sentiamo un lavoratore dei Si Cobas.

Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/

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L’INIMMAGINABILE É ACCADUTO: L’ITALIA HA BATTUTO GLI USA

L’inimmaginabile.

Abbiamo vissuto tutti quanti abbastanza a lungo da passare una notte di marzo del 2026 completamente in bianco, gasati, e poi increduli, trepidanti, terrorizzati di ritrovarci beffati. E alla fine, quasi all’alba, felici come bambini. Per una vittoria strepitosa, stupenda. L’Italia ha battuto gli Stati Uniti 8-6. Pazzesco.
Abbiamo vissuto abbastanza a lungo per vedere quei due fuoricampo di fila di Teel e Antonacci. E poi la randellata di Caglianone, la linea che é finita in mezzo alla gente del Daikin Stadium incredula, basita. E Michael Lorenzen che li ha zittiti per metà partita.
E l’orrore, per noi meraviglioso, di Brad Keller che ha trasformato un doppio gioco fatto in uno scempio e in un’esplosione di gioia. Un errore che abbiamo punito a dovere: 8-0.
Otto a zero per noi, a Houston, contro gli Stati Uniti. Che già così suona blasfemo e folle. E che è ancora di più se si pensa che gli Stati Uniti sono Judge e Schwarber, Witt e Henderson, Goldschmidt, Crow-Armstrong e Anthony. E poi anche Harper. IN altri sport lo chiamerebbero Dream Team.
Ma anche se siamo svegli da tutta la notte a sognare siamo noi.


Abbiamo sognato man mano che loro accorciavano, accorciavano. Con quei sorrisetti beffardi di Crow-Armstrong che l’ha schiantata fuori due volte. Ma non è bastato, no. Non è bastato perché la giravolta di lanciatori orchestrata da Francisco Cervelli-Dave Righetti-Alessandro Maestri ha funzionato. E’ stata efficace anche se Joe LaSorsa non l’avrei mai tolto.
Non ha funzionato perché Marsee ha fatto una gran presa eludendo una finta (involontaria, eh) di Dante Nori. Perché Vinnie Pasquantino deve ancora cominciare a battere ma in prima ha stoppato tutto, con le più belle spaccate della storia azzurra dopo Vanessa Ferrari.
Fino all’ultimo inning. Fuori Ron Marinaccio, dentro Greg Weissert, con due maledetti out da fare. Accolto da una valida di Bobby Witt. A quel punto, in battuta, Henderson che rappresentava il punto del pareggio. Una sofferenza. Pubblico di Houston tutto in piedi a urlare “U-S-A, U-S-A”. Strike out. Henderson STRIKE OUT!
Mancava un out, un solo, maledettissimo, out. O forse benedetto. In battuta Aaron Judge, perché nel baseball la sceneggiatura è sempre scritta da dio. Forse con la minuscola, ma non è detto. Il capitano degli Stati Uniti, capitano dei New York Yankees, nel box era il potenziale punto dell’8-8.
Uno strike, due strike. Terzo lancio, Aaron Judge la lascia passare. L’arbitro avrebbe anche potuto chiamare strike, sarebbe finita lì. Ma non l’ha fatto, accidenti a lui.
E adesso Judge cosa può inventarsi, abbiam pensato tutti.
Quarto lancio, Judge ha girato a vuoto. Strike out. Finita. L’Italia ha battuto gli Stati Uniti 8-6.
L’inimmaginabile è accaduto.
La notte è finita.
Andiamo in pace, col baseball.
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Le previsioni del tempo per mercoledì 11 marzo 2026

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https://www.rainews.it/video/2026/03/le-previsioni-del-tempo-per-mercoledi-11-marzo-58848c41-0f00-4a8f-afff-1a69cb3abbd0.html


11 marzo 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

Dalle tenebre verso la luce

La storia del Quarto stato, il quadro più iconico del cammino del movimento operaio verso la sua liberazione, è la storia della vita delle persone che vi sono raffigurate, delle lotte e delle aspirazioni a cavallo di Ottocento e Novecento

Carlo Greppi – jacobinitalia.it

Camminano, i lavoratori e le lavoratrici, verso la luce solare, verso un avvenire che c’era, allora. E che oggi sembra un retrofuturo, irrimediabilmente alle nostre spalle. 

Il Quarto Stato, leggendario incipit di Novecento di Bernardo Bertolucci con in sottofondo le musiche di Ennio Morricone, è probabilmente l’opera pittorica italiana globalmente più celebre. E una delle più iconiche in assoluto dell’arte figurativa umana: «Solo La GiocondaLa scuola di Atene e, forse, Guernica, che col Quarto Stato condivide analoghe implicazioni di denuncia civile, sono state così tanto e tanto a lungo riprodotte e manipolate, nel secolo appena trascorso», scriveva nel 2009 Massimo Onofri ne Il suicidio del socialismo. Inchiesta su Pellizza da Volpedo, riflettendo sul pittore come una sorta di statua «immobile da troppi anni nel museo socialista delle cere». L’epica del mondo contadino e delle sue lotte è immortalata da un artista e un intellettuale – nato in una famiglia di piccoli possidenti del notabilato di un paese dell’alessandrino di poco più di mille anime – che è invece da considerare uno dei padri dell’idea dell’«Arte per l’Umanità», secondo le sue stesse parole.

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https://jacobinitalia.it/dalle-tenebre-verso-la-luce/

GKN: alcune comunicazioni e appuntamenti importanti:

💥 Salpiamo: il Festival di Letteratura Working Class si terrà il 10,11 e 12 aprile. Ringraziamo tutt_ coloro che hanno contribuito al crowdfunding
💥 Il festival non è intrattenimento, ma un atto di lotta. Per questo si forma, esattamente come per i cortei che lanciamo, un comitato organizzativo aperto a tutt_ coloro che volessero contribuire all’organizzazione. **Prima riunione giovedì 12 alle h 20.30 al presidio ex Gkn**
👉 Qui invece il form da compilare per diventare volontar* del Festival di letteratura working class: https://forms.gle/GbWJUjp5adKFMX4E8
📌 Giovedì 12 marzo
🗓️ Giovedì 12 marzo
❌ Referendum: le ragioni del no, con Danilo Conte e Beniamino Deidda
🕒 Ore 18
📍presidio ex Gkn

A seguire apericena. Per prenotarsi:
https://forms.gle/h7Sbn2mruAENauPa9

💣 **Giovedì 12 marzo**: a seguire riunione del comitato organizzativo del Festival di Letteratura Working Class: un atto di lotta e protesta
✔ Sabato 21 marzo, una giornata intera di attività e iniziative dedicate a 𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐎𝐫𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐓𝐞𝐤𝐨𝐬̧𝐞𝐫 𝐏𝐢𝐥𝐢𝐧𝐠, partigiano di Rifredi, ucciso il 18 marzo 2019 dalle milizie di Daesh.
👉🏼 𝐏𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚:
H. 11:00 ➤ 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 istituzionale e della società civile al Cimitero delle Porte Sante, Firenze
H. 17:00 ➤ “𝐂𝐨𝐧𝐯𝐞𝐫𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞: 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐞” – Incontro e dialogo alla CDP di Grassina con Tony Lapicirella (Global Sumud Flotilla), Alessandro Orsetti, Collettivo di Fabbrica GKN, Sudd cobas Prato Firenze, Accademia della Modernità Democratica, CALP
H. 20:00 ➤ 𝐂𝐞𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨!
Prenotazione obbligatoria (posti limitati!) per la cena popolare alla CDP di Grassina (contributo richiesto: 15€) compilando il form al seguente link: 👉🏼👉🏼https://forms.gle/S5cTBYvMJREmFGUGA
Dalle H. 21:30 ➤ España circo este + The Sopron + 𝐒𝐛𝐚𝐧𝐞𝐛𝐢𝐨 live!
Ingresso a offerta libera. Il ricavato dei concerti sarà devoluto al finanziamento dell’ambulatorio pediatrico Alan’s Rainbow di Kobane
Iniziativa a cura dell’Accademia della Modernità Democratica, Arci Firenze, Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze, Insorgiamo con i lavoratori GKN, ANPI Firenze, Sicurcaiv, Casa del Popolo Grassina

❤️‍🔥 Sabato 28 marzo, Roma

Arci Firenze, insieme al Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze, organizza 𝐝𝐮𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐛𝐮𝐬 che partiranno la mattina da Firenze con rientro in città previsto per le 23.00
𝐏𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 SOLO compilando il form a questo link: https://forms.gle/VTjk6GehzYAZZWCAA
Gli autobus, oltre ad essere molto difficili da trovare, hanno un costo molto alto. Per questo chiediamo a tutte le persone che parteciperanno un 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝟑𝟎€
❤️‍🔥 Una maglietta per il corteo per Roma e per i tempi di Flotilla: Per tutto, per altro, per questo. Se vuoi richiederla, puoi aiutarci con le quantità prerichiedendola
https://forms.gle/YxCTLW74vFsgTJoh8

11 marzo 2026. I contanti hanno un futuro o stiamo per rinunciarvi? Non sono solo spiccioli

Svizzera – Ewald Kornmann – ZEITPUNKT

Agenzia PRESSENZA Il denaro contante ci accompagna da sempre. Paghiamo nei negozi, lasciamo mance, in modo rapido, anonimo e senza tecnologia, oppure preleviamo denaro al bancomat. Proprio perché i contanti funzionano in modo così naturale, pochissimi riflettono sul ruolo che svolgono nel sistema monetario. Ma proprio questo sta cambiando.
I pagamenti senza contanti sono sempre più frequenti, molti negozi rinunciano a contanti e le banche riducono i servizi di cassa. Allo stesso tempo, le banche centrali stanno lavorando alle valute digitali, le cosiddette CBDC.
A prima vista, questo sviluppo sembra logico. I pagamenti digitali sono comodi, veloci ed efficienti. Ma questo solleva una domanda fondamentale: i contanti sono solo una questione di praticità o anche di libertà e possibilità di scelta? I contanti sono l’unica forma di denaro che funziona senza elettricità, Internet e banche. Non lascia tracce digitali e consente di compiere operazioni economiche senza tracciabilità costante.

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https://www.pressenza.com/it/2026/03/i-contanti-hanno-un-futuro-o-stiamo-per-rinunciarvi-non-sono-solo-spiccioli/