2026.02 Febbraio (01 – 05 febbraio)

SITO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO
Pagine in costruzione

Queste pagine non sono una rassegna stampa, ma la mia personale scelta di notizie, fatti, idee e persone per quanti, determinati ma con il sorriso sulle labbra, ancora resistono e lottano per il pane e le rose

Bruce Springsteen – Streets Of Minneapolis (Official Lyric Video)


…volge al declino l’era, che fu nobile nella sua durezza e serietà, della democrazia politica”.
(Luciano Canfora).



Energia di sinistra

La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.

Carlo Galli
da strisciarossa


5 febbraio 2026

https://www.rainews.it/video/2026/02/-i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-79449546-ae1c-42ea-8f92-4ebd4d3952a0.html

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Giovedì 5 febbraio 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/02/Radio3-Mondo-del-05022026-2ffc1385-4500-4795-975d-538778c852d2.html

Braccio di ferro sulla stretta al dissenso. Mattarella convoca il sottosegretario Mantovano, Piantedosi si adegua: «Decreto equilibrato, se va cambiato ne prendiamo atto». Salvini però insiste sul fermo preventivo di 24 ore. Il Colle ne concede 12 e per motivi precisi
Andrea Colombo
https://ilmanifesto.it/sicurezza-il-colle-corregge-il-governo-salvini-punta-i-piedi?_sc=NTc5MTYxNyM1MDU5OA%3D%3D
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-5-febbraio-2026/pdf

Torino, una brava cronista e un pessimo paragone

Andrea Fabozzi – ilManifesto

Dopo il 31 gennaio Quando una giornalista fa il suo mestiere, riesce a trovarsi nel posto giusto e racconta tutto quello che vede, ecco allora che si indignano con lei. Perché quello che racconta non gli va bene

Anche i vigliacchi fanno a pugni, con la logica. Leggiamo di giornalisti giustamente indignati contro i manifestanti violenti che allontanano i colleghi dal corteo, perché il diritto di cronaca (e di critica, mai assente da certe cronache), è sacro.
Ma quando una giornalista fa il suo mestiere, riesce a trovarsi nel posto giusto e racconta tutto quello che vede, ecco allora che si indignano con lei. Perché quello che racconta non gli va bene, non gli piace, spettina le loro convinzioni.

Un momento degli scontri il 31 gennaio a Torino – foto Ansa


Rita Rapisardi ha fatto questo. Nella tarda serata di sabato, dopo aver percorso il corteo di Torino avanti e indietro, è riuscita ad arrivare a pochi metri da dove un gruppetto a volto coperto ha violentemente percosso un agente. E ha raccontato anche il prima e il dopo. Nella sua cronaca non c’è nulla di assolutorio per i violenti, né poteva esserci, ci sono i fatti che inquadrano l’episodio e che dovrebbero essere alla base di ogni giudizio. Ma chi ha smesso di interessarsi ai fatti vede solo quello che conferma i suoi pregiudizi, risparmia la fatica di incuriosirsi per tutto il resto (le decine di video e di testimonianze dalla stessa manifestazione dove le divise inseguono manifestanti pacifici e spaccano la testa ai fotografi), è contento di cantare nel coro.
Non ce n’è uno che sia in grado di contestare il racconto fatto da Rita, ovviamente, ma sono tutti pronti a insegnarle il mestiere che secondo loro andrebbe fatto vedendo solo quello che va visto, adeguando il racconto alle opinioni. Sono in fondo vigliacchi né più né meno degli odiatori anonimi (ce ne sono anche di firmati e saranno querelati, a cominciare da chi si dichiara delle forze armate) che in queste ore minacciano Rita sui social.
E a proposito di lezioni, ci tocca rispondere anche a chi se la prende con il manifesto perché in solitudine si ostina a guardare a tutte le violenze. E prova a raccontare quello che c’è attorno ai fatti di Torino, il prima e il dopo, senza fermarsi alla condanna e non dimenticando che i militanti di Askatasuna sono stati appena assolti in tribunale dalla stessa accusa associativa che il ministro degli interni ripete come se fosse provata. E che il centro sociale aveva avviato con il comune un percorso del tutto alternativo alla repressione, quando uno sgombero, fatto con modalità apertamente di sfida, ha azzerato il confronto e riportato tutto allo scontro.
Pensandosi originale, Maurizio Crippa sul Foglio cita Rossana Rossanda e il suo famoso articolo passato alla storia con il titolo L’album di famiglia (si chiamava in realtà Il discorso sulla Dc), o forse citava Maria Elena Boschi che il giorno prima aveva fatto la stessa citazione alla Camera, per rovesciarcelo contro e dirci in sostanza che dovremmo anche noi, eredi di quella storia, trovare il coraggio di riconoscere come nostri compagni i terroristi di Askatasuna.
Abbiamo due cose da dire al Foglio. La prima è che capiamo perfettamente quanto a loro come a tutte le destre venga comodo associare chi si oppone all’idea che ha questo governo di ordine pubblico, di repressione del dissenso e di censura delle libertà di manifestazione alla pura e semplice eversione, o al concorso esterno in manifestazione eversiva secondo il teorema Piantedosi. Quindi non faremo la fatica di ripetere a loro uso e consumo la condanna dei violenti. Quando li abbiamo condannati – subito – lo abbiamo fatto non solo perché siamo persone miti ma anche perché ci pare che quei violenti recitino nello spartito che ha preparato per loro il governo.
Il governo che fa crescere le disuguaglianze, sposta ricchezza sui ricchi e povertà sui poveri, moltiplica le ingiustizie e poi risponde al disagio e alla rabbia che tutto questo provoca con forza pubblica e leggi repressive. La seconda è che il paragone che il Foglio propone con il 1978 è del tutto sbagliato. Oggi noi non abbiamo parentele da riconoscere con dei terroristi reali, ma ci sono al contrario terroristi immaginari che abitano gli incubi (o i sogni) di chi è al potere o ha il suo piccolo spazio nell’album delle figurine del potere. E c’è dall’altra parte un movimento dal quale non ci sentiamo distanti neanche quando dobbiamo criticare e condannare episodi.
Dunque, ringraziando per gli attestati di raffinatezza ed eleganza tributati al manifesto e cercando di esserne all’altezza, diremo a Crippa che di quell’articolo di Rossanda e di quello che accade oggi non ha capito un cavolo.
https://ilmanifesto.it/torino-una-brava-cronista-e-un-pessimo-paragone

5 febbraio 2026. II “registro separato” per gli agenti, il fermo preventivo: ecco cosa c’è nel pacchetto sicurezza

Il Consiglio dei ministri approva due testi, che comprendono anche norme penalmente rilevanti

Vincenzo R, Spagnolo – Avvenire

Dopo settimane di limature e riscritture, dopo bozze preliminari e travasi da un testo all’altro  e infine dopo il «costruttivo» confronto di martedì e mercoledì fra Palazzo Chigi e il Quirinale, questa sera l’ennesimo, annunciato pacchetto sicurezza è stato licenziato dal Consiglio dei ministri. Si compone di due testi, visionati da Avvenire: uno schema di decreto legge con 33 articoli, intitolato Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del ministero dell’Interno, nonché di immigrazione e di protezione internazionale»; un  disegno di legge di 29 articoli, che contiene altre norme «in materia di sicurezza, di prevenzione del disagio giovanile» e, anche qui, una lunga serie di disposizioni per l’organizzazione e il funzionamento delle forze dell’ordine. Le misure penalmente rilevanti sono previste nel decreto e dunque, dopo la promulgazione e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, troveranno immediata applicazione per 60 giorni, mentre il testo seguirà l’iter di conversione in legge in Parlamento. L’intento dichiarato dal Governo è di intervenire su situazioni attinenti all’ordine pubblico, alla criminalità giovanile e all’immigrazione. Vediamo le principali misure nel dettaglio.

continua in
https://www.avvenire.it/attualita/ii-registro-separato-per-gli-agenti-il-fermo-preventivo-ecco-cosa-ce-nel-pacchetto-sicurezza_104220

5 febbraio 2026. Intervista ad Arturo Scotto: “Dal Codice Rocco al Codice Meloni, l’emergenza è la sicurezza sociale”

«Questo è il governo che ha introdotto 28 nuovi tipi di reato. La prima legge di Meloni è stata l’incremento delle pene per chi organizza o partecipa a un Rave. Se tocca a noi, se tocca a Schlein, la prima legge che faremo dal governo sarà il salario minimo»

Umberto Di Giovannangeli – l’Unità

Arturo Scotto, capogruppo Pd alla commissione Lavoro della Camera e membro della Direzione nazionale del Partito democratico.

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https://www.unita.it/2026/02/05/intervista-ad-arturo-scotto-dal-codice-rocco-al-codice-meloni-lemergenza-e-la-sicurezza-sociale/

RaiNews LIVE

Russia: “Progressi nei negoziati sull’Ucraina nonostante i guerrafondai europei”

Proseguono ad Abu Dhabi i colloqui trilaterali. Nuovo scambio di prigionieri, 157 per parte. Mosca insiste: “Vogliamo il Donbass”. Zelensky: “55mila soldati ucraini uccisi, molti dispersi”. Nuovi attacchi russi su Kiev nella notte.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/02/ucraina-guerra-negoziati-trilaterali-abu-dhabi-mosca-insiste-vogliamo-donbas-bb6ff4ad-ee4e-4d3a-b6d8-3048b2bc401d.html

VEDI ANCHE
video Senza casa a -20°, tra i bombardati di Kiev
video Massicci attacchi con droni e missili la scorsa notte
video Kiev, l’incendio in un edificio: “70 missili e 450 droni”
Il FT: “Coinvolgimento progressivo delle truppe europee in Ucraina”

Storia della Crisi Russia-Ucraina

EEN DIRECT, guerre en Ukraine : le ministre des affaires étrangères russe se moque de la « diplomatie pathétique » d’Emmanuel Macron

Vladimir Poutine est prêt à un appel de son homologue français pour des discussions « sérieuses », a insisté Sergueï Lavrov, après la visite à Moscou du conseiller diplomatique d’Emmanuel Macron

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/02/05/en-direct-guerre-en-ukraine-les-pourparlers-entre-russes-ukrainiens-et-americains-se-sont-termines-a-abou-dhabi_6664947_3210.html

Le point sur la situation, jeudi 5 février à 16 heures

  • La Russie et l’Ukraine ont échangé 157 prisonniers de guerre de chaque camp. Il s’agit d’une première depuis octobre et du seul résultat tangible des pourparlers d’Abou Dhabi, qui se sont achevés à la mi-journée.
  • Le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, a souhaité que le processus apporte « des résultats plus rapides ». Le plus important, a-t-il souligné, « c’est que la Russie ne reçoive aucune récompense pour son agression » et que Kiev obtienne des « garanties de sécurité réelles ».
  • Dans le cadre des négociations d’Abou Dhabi, les Etats-Unis et la Russie ont décidé de reprendre un dialogue entre militaires de haut niveau, a annoncé le Pentagone, alors que le dernier traité de limitation des armements nucléaires vient d’expirer.
  • Plus de 30 000 soldats russes ont été « éliminés » en janvier et chaque cas a été confirmé par une vidéo, selon le ministre de la défense ukrainien, Mykhaïlo Fedorov. En décembre, il avait fait état de 35 000 morts confirmées par des vidéos dans les rangs russes.
  • Les bombardements russes des vingt-quatre dernières heures ont provoqué des pannes d’électricité dans les oblasts de Zaporijia, de Kharkiv, de Soumy et d’Odessa, a fait savoir à la mi-journée la compagnie d’énergie Ukrenergo.


Monza boicotta Israele: niente medicine israeliane nelle farmacie comunali

Che cosa cambierà per i pazienti di Monza e perché l’amministrazione Pilotto ha scelto di sostenere la mozione che potrebbe portare alla esclusione dei medicinali Teva dai banchi delle farmacie comunali

continua in
https://www.monzatoday.it/politica/monza-no-medicine-israele-teva-farmacie-comunali.html


“Israele ostacola l’arrivo dei feriti in Egitto”. Oggi arrivati solo in 7, contro i 50 concordati

Attacco IDF nel Libano Meridionale. Netanyahu alla Knesset “L’esercito egiziano sta diventando forte. Va tenuto sotto controllo”.Gaza riceve i corpi di 54 palestinesi uccisi da Israele, militari Usa si ritirano da 2 basi in Siria.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/02/gaza-guerra-bombe-israeliane-uccidono-24-persone-inclusi-8-bambini-e-un-soccorritore-c8a45b30-5364-4a76-966f-ae11b2e5bc14.html

VEDI ANCHE
La guerra di Gaza, tutte le notizie di ieri

video Addio al Rojava, le truppe governative entrano nelle città dei curdi
I curdi siriani annunciano un nuovo accordo con Damasco
video Il “Board of Peace”, che cos’è e come dovrebbe funzionare

La guerra Israele-Hamas


Bonsoir,

Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.


LIVE: Israeli attacks across Gaza kill 18 Palestinians since dawn

  • Israeli attacks across Gaza today have killed at least 18 people, including children.
  • Spokesperson of the Palestinian Red Crescent Society (PRCS) says the organisation was informed this morning that evacuation of patients and wounded via the Rafah crossing has been cancelled for today.
  • A young Palestinian man was shot dead by Israeli forces on Tuesday evening during a raid in Jericho in the occupied West Bank.
  • Israel’s genocidal war on Gaza has killed at least 71,803 people and wounded 171,575 since October 2023. An estimated 1,139 people were killed in Israel during the October 7, 2023 attacks, and about 250 were taken captive.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/2/4/live-israeli-forces-kill-10-palestinians-in-overnight-attacks-across-gaza

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

La guerra Israele-Hamas

5 febbraio 2026. Saif al Islam Gheddafi, erede politico del rais, disturbava la “nuova” Libia

Ostacolo da abbattere C’è stato un tempo in cui era ovunque un ospite d’onore assai riverito. Poi il terremoto del 2011. E con Tripoli e Bengasi che negoziano una spartizione del potere era sempre più scomodo. Il caso del vocale in cui attaccava l’ex rappresentante speciale ad interim dell’Onu per la Libia, l’americana Stephanie Williams

Alberto Negri – ilManifesto

L’ultimo erede politico del rais è stato fatto fuori l’altro ieri da un commando a Zintan: eppure c’è stato un tempo che era ovunque un ospite d’onore assai riverito. «Eccolo Saif al Islam Gheddafi», me lo indicò con un leggero cenno del capo il professore Fred Halliday, docente emerito della London School of Economics (parlava 11 lingue). Nei corridoi dell’università Saif era perfettamente a suo agio: come denunciò all’epoca Halliday in un articolo sul Guardian si era preso un prestigioso dottorato a colpi di sontuose donazioni. Ma Saif era visitatore gradito a Buckingham Palace come all’Eliseo e in tutte le capitali importanti.
Era accreditato come il vero ambasciatore del raìs, capo di una corrente riformista che naufragò con la rivolta di Bengasi del 2011, protetta dai raid aerei francesi, inglesi e americani. Quando ci arrivai nel febbraio di quell’anno il porto della Cirenaica era ormai in mano ai ribelli e l’Italia stava perdendo il suo più importante alleato nel Mediterraneo, quello del petrolio, del gasdotto Greenstream, che faceva a modo suo – con la violenza, come avviene pure oggi – il guardiano dei migranti africani. I rivoltosi qualche mese dopo uccisero in maniera macabra il padre Muhammar mentre a Saif i ribelli tagliarono tre dita.

Saif al Islam Gheddafi subito dopo l’arresto nel novembre 2011 – Ap


La Libia da allora è divisa e adesso che Tripoli e Bengasi stanno negoziando una spartizione del potere Saif al Islam era diventato sempre più scomodo. E, paradossalmente, sarebbe rimasto vittima di un provvedimento di clemenza del presidente libico Mohammed Menfi. L’8 gennaio Menfi ha firmato la Carta di Riconciliazione nazionale con una cerimonia solenne a Tripoli alla presenza degli ambasciatori stranieri. Un documento basato sui principi di «dialogo, tolleranza e degli interessi nazionali». In poche parole Menfi si preparava alla riabilitazione di Saif al Islam proprio tramite questo percorso di riconciliazione nazionale.
Per Saif al Islam questo processo è stata non la liberazione dall’esilio di Zintan, dove si trovava custodito da una sorta di milizia familiare, ma una condanna a morte. Siamo infatti nel pieno di una trattativa per un possibile “accordo quadro” tra il premier del governo di Tripoli di unità nazionale, Abdulhamid Dabaiba, sostenuto dalla Turchia, e il campo orientale di Bengasi guidato dalla famiglia del generale Haftar (appoggiato da Russia ed Emirati), con la mediazione americana.
Saif era quindi diventato un elemento di disturbo da eliminare. In una situazione sempre più complicata perché Haftar negozia anche con i turchi e gli Usa.
È interessante in proposito segnalare quanto scrive l’Agenzia Nova, assai puntuale nel registrare le oscillazioni sismiche della politica libica. In un messaggio vocale attribuito a Saif al Islam Gheddafi e risalente al primo febbraio, diffuso sulla piattaforma X, l’ex rappresentante speciale ad interim dell’Onu per la Libia, l’americana Stephanie Williams, è accusata di aver avuto un ruolo centrale nella gestione del potere nel Paese, denunciando un’ingerenza Usa e occidentale negli assetti politici.
La registrazione, la cui autenticità non è verificabile in modo indipendente – scrive Nova – contiene anche riferimenti alla perdita di risorse finanziarie, al deterioramento delle condizioni sociali e all’aumento di orfani e vedove come conseguenze dirette del conflitto e della fase post-rivoluzionaria. Contattata da Nova, l’ex rappresentante Onu Williams ha dichiarato di «non avere nulla da dire» al riguardo. Ma ci saremmo ovviamente stupiti del contrario.
Perché Saif faceva ancora paura? Forse aveva ancora in mano soldi e dossier. I soldi di Gheddafi erano piovuti ovunque, basti pensare al caso Sarkozy, ma anche all’interno della Libia molti non dormivano sonni tranquilli. Alla morte del colonnello, Saif Gheddafi era stato arrestato dalle milizie Zintan mentre si dirigeva in Niger, e portato a Tripoli per il processo, nel quale venne condannato a morte nel 2015, ma la sentenza non è stata eseguita perché, nel frattempo, le formazioni armate Zintan avevano troncato i rapporti con il governo di Tripoli e stretto accordi con la parte rivale.
Con un mandato della Corte penale Internazionale per crimini contro l’umanità sulla testa, Saif al Islam non aveva dato notizie per cinque anni, protetto dai clan tribali ex alleati del padre. Nel 2021 era riapparso candidandosi alle elezioni presidenziali, che però non si sono mai tenute. Ma alle successive amministrative Saif era stato dichiarato vincitore in molte città della Libia meridionale. Poi il primo settembre scorso, in occasione dell’anniversario del colpo di stato di Gheddafi del 1969, gruppi di sostenitori del raìs avevano sfilato in strade e piazze fino a tarda notte in città come Tarhuna, Sabrata, Al Jumayl, Abu Salim ( Tripoli), Qasr bin Ghashir, a sud della capitale, e Bani Walid. Invocavano il ritorno al potere del figlio Saif agitando il vessillo verde dell’ex Jamahiriya.
Il potere evocativo del vecchio regime era rimasto ancora vivo per questo Saif dava fastidio alla “nuova” Libia, che per altro deve ancora nascere. Un pistola in vendita per farla finita si trova sempre, qui e fuori del Paese.
https://ilmanifesto.it/saif-al-islam-gheddafi-erede-politico-del-rais-disturbava-la-nuova-libia?fbclid=IwY2xjawP3xglleHRuA2FlbQIxMABicmlkETF0UjlvSzllc3FuRUU1Z3Rsc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvJyHamCVafVEGQVmvyEETMr0M8uzma5i737QQ0q-1FJbCukJ5bLmS9c339I_aem_r5zWbw2LJS4iUoaYcH8nOw


Milano – Cortina: via alle iniziative di piazza contro le nocività olimpiche I Palestina e Rojava, gli aggiornamenti di Radio Onda d’Urto I Brescia: torna Luca ‘O Zulu Persico con “Violenti”

Qui tutti i modi in cui potete ascoltare in diretta Radio Onda d’Urto!

TORINO E (IN) SICUREZZA COLLETTIVA – Via libera, poco fa, in Consiglio dei ministri all’ennesimo pacchetto (in)sicurezza. Una mossa che la destra matura da mesi, con un’accelerazione impressa dopo la strumentalizzazione mediatica seguita al corteo nazionale di Torino partecipato da 50mila persone per Askatasuna e contro il governo Meloni. In quel corteo, almeno 45 manifestanti sono stati soccorsi da operatori di primo soccorso per le violenze – silenziate – dalla polizia. Sono soprattutto ustionati, contusi e intossicati da gas lacrimogeni, sparati a centinaia in Vanchiglia. Nel bilancio fornito da Askatasuna vengono indicate anche 2 persone portate via dalla polizia, di cui una “apparentemente priva di coscienza”, e una persona soccorsa dopo “ripetuti colpi di manganello” che avrebbe riportato contusioni a spalla, polsi, gamba e testa, ed era in stato confusionale.

Di tutto questo non c’è traccia nei media mainstream, scatenati invece nella canea contro chi manifesta, anche attraverso una palese manipolazione dell’immaginario, tra immagini sparite (quelle delle violenze contro i manifestanti) e altre manipolate palesemente e “imbellettate”, probabilmente pure attraverso l’AI. E’ il caso dello scatto, ripreso pure dal Viminale, del poliziotto che soccorre un collega del reparto Celere, colpito da alcuni manifestanti e finito a terra durante gli scontri in corso Regina Margherita (e dintorni) a Torino.
Tante le incongruenze, anche palesi: dettagli che non tornano, elementi di protezione che appaiono o scompaiono (come lo scudo), una scena reale ma restituita in modo alterato. Non un evento inventato, dunque, ma di una rappresentazione idealizzata, “nobilitata”, di ciò che è realmente accaduto.
Un’immagine manipolata, rilanciata senza verifiche da decine di testate, diventa rapidamente verità condivisa: “in questo contesto emerge con forza anche la responsabilità del giornalismo”, sottolinea il fotogiornalista Michele Lapini, presente sabato 31 gennaio a Torino, ai microfoni di Radio Onda d’Urto.

Ascolta l’intervista al fotogiornalista Michele Lapini qui.

Il Consiglio dei ministri ha comunque approvato, dopo due ore di discussione, un decreto legge e un disegno di legge, cioè il “pacchetto (in) sicurezza”. Si tratta nello specifico di un dl composto da 33 articoli e un ddl di 29 articoli. Rinviato invece, per contrasti interni alla destra, il terzo provvedimento annunciato, quello – ancora una volta – contro i migranti. Se ne parla la prossima settimana.
In attesa di potere entrare nei dettagli del testo (in) sicurezza oltre i titoli lanciati da Piantedosi, abbiamo raccolto un commento generale intervistando Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea, di Storia del movimento operaio e sindacale e di Storia sociale al dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa.

MILANO CORTINA 2026 – E’ iniziata nel segno della campagna internazionale “Show Israel The Red Card” la 4 giorni di mobilitazione popolare contro le nocività olimpiche, quelle delle Olimpiadi invernali Milano – Cortina. Una cavalcata di appuntamenti lanciata dal Cio, Comitato Insostenibili Olimpiadi. In questi minuti, a due passi dall’Università Statale, in un centro di Milano città blindatissimo e iper militarizzato, attiviste-i hanno contestato il passaggio della torcia olimpica e degli sponsor, legati a doppio filo a Israele, oltre che all’industria fossile, dell’estrattivismo, dello sfruttamento sociale e ambientale.
Ancora Milano Cortina; a Milano sono arrivati diversi esponenti del potere globale. Tra questi, il vicepresidente Usa, JD Vance. Teoricamente per proteggerlo a Milano c’è pure l’Ice, la miliziana trumpiana che va a caccia di migranti e antirazzisti, sparando e uccidendo, come visto da settimane a Minneapolis.
Contro l’Ice, le zone rosse – Milano ne è piena in questi giorni – e i territori trasformati in vetrina militarizzata per ricchi e tv, anche scioperare è tutt’altro che facile; a denunciarlo, domani alle ore 11 a piazzale Loreto, conferenza stampa partecipata con Cub, Sial Cobas e SI Cobas, a cui è stato negato un presidio di protesta sotto Federalberghi assieme alle lavoratrici del settore pulizie.
Sempre domattina, venerdì, contro l’Ice, a Milano realtà studentesche e sociali alle ore 9.30 in piazza Leonardo Da Vinci. Parola d’ordine: “Ice Out, Milano vi schifa”.
Il programma di domani, venerdì, si chiuderà alle ore 18 in viale Mar Jonio – angolo Segesta, con fiaccolata anti-olimpica popolare a San Siro, mentre dalle ore 21
serata inaugurale delle “Utopiadi”, che andranno avanti fino a domenica. In mezzo, sabato, il corteo nazionale contro le nocività olimpiche (ore 15, piazza Medaglie d’Oro)
Sulla mobilitazione contro le “insostenibili Olimpiadi” su Radio Onda d’Urto:
Il programma completo del Comitato Insostenibili Olimpiadi, con varie voci
Studentesse e studenti di “Fuck Ice, Milano vi schifa” e la contestazione di stasera, venerdì, al passaggio della torcia olimpica

PALESTINA – Andiamo agli esteri. In Palestina prosegue, nel silenzio dei media e della comunità internazionale, il genocidio per mano dell’esercito di occupazione israeliano. Nelle ultime 24 ore sono state almeno 24 le vittime palestinesi dei raid.
Il tutto, in teoria, durante un cessate il fuoco che Tel Aviv ha sottoscritto lo scorso mese di ottobre, ma non lo ha mai rispettato; in 100 giorni, sono circa 600 le vittime, poco meno di 2.000 i feriti, mentre dell’apertura dei valichi…non si parla più.
Anche in Cisgiordania proseguono, quotidiane, le violenze delle forze di occupazione: nelle ultime ore i coloni fascisti israeliani hanno assaltato le case dei palestinesi in diversi villaggi a nord della Valle del Giordano, mentre i bulldozer scortati dai militari hanno effettuato le ennesime demolizioni nell’area di Hebron. Un 16enne è stato poi ferito gravemente dagli spari dei soldati occupanti vicino Hebron.
Parliamo del genocidio, che non si è mai fermato, e del silenzio internazionale che lo accompagna con il giornalista Umberto De Giovannangeli de L’Unità.
Ricordiamo poi domani, venerdì, con la giornata di mobilitazione mediterranea di lavoratori e lavoratrici portuali contro la logistica di guerra, il riarmo e il genocidio in Palestina. In Italia, sciopero di 24 ore indetto da Usb Porti. Ascolta qui

ROJAVA – In Siria prosegue l’implementazione del cessate il fuoco firmato dal cosiddetto governo di transizione di Damasco e l’Amministrazione autonoma del Rojava. In questo quadro Nureddin İsa Ahmed è stato nominato governatore di Hasakah. Come previsto dall’accordo, si tratta di un esponente di lungo corso dell’Amministrazione autonoma; negli ultimi 14 anni ha ricoperto incarichi civili e militari all’interno delle strutture dell’autogoverno del Rojava.

Ahmed dal 2015 è stato inoltre responsabile delle relazioni pubbliche delle Forze Democratiche Siriane e membro del Comando generale delle stesse FDS.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Jacopo Bindi, compagno dell’Accademia della modernità democratica.

Oggi si è parlato anche di

https://www.radiondadurto.org


L’ammazzasentenze

Un’immagine d’archivio di Corrado Carnevale
ANSA/MIKE PALAZZOTTO

È morto Corrado Carnevale, il giudice che annullò centinaia di processi negli anni Ottanta e Novanta, quando era presidente della prima sezione penale della Cassazione

È morto l’ex giudice Corrado Carnevale, che fu assai noto tra gli anni Ottanta e Novanta quando da presidente della prima sezione penale della Corte di Cassazione annullò centinaia di processi e condanne per vizi come refusi nei testi, date e timbri mancanti, seguendo un approccio estremamente formalistico e causando tra le altre cose la scarcerazione di molti mafiosi. Per questo venne soprannominato “ammazzasentenze”. Aveva 95 anni.

Nel 1985 Carnevale divenne a soli 55 anni presidente della prima sezione penale della Corte di Cassazione. È stato il più giovane di sempre in quel ruolo.

continua in
https://www.ilpost.it/2026/02/05/morto-giudice-corrado-carnevale/?homepagePosition=5



Il Presidente Mattarella agli atleti: “La prima competizione è con propri limiti”

Nel curling Mosaner-Constantini sconfitti 7 a 2 dal Canada: semifinali in salita. Nell’hockey donne, le azzurre superano la Francia per 4 a 1 e il Villaggio di Cortina apre le porte ai media: come si vive in 400 case

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/02/olimpiadi-milano-cortina-cerimonia-di-apertura-mattarella-quandoi-iniziano-le-gare-curling-hockey-snowboard-pattinaggio-di-figura-dirette-gare-risultati-86ba2e4a-eb24-435a-9fcb-c3357f8c8e26.html

VEDI ANCHE
video Mattarella al villaggio olimpico incontra gli atleti: “Rendete onore al tricolore”
speciale Speciale Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026
speciale Il curling alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026
speciale L’hockey su ghiaccio alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026
speciale Lo snowboard alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026

Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026

Il racconto di Cortina 1956 nelle cronache vaticane

Settant’anni fa, esattamente come oggi, Cortina è il palcoscenico di un evento centrale non solo nella sua dimensione sportiva. Attraverso le pagine del quotidiano “L’Osservatore Romano”, ripercorriamo alcuni momenti di quei settimi Giochi olimpici invernali

Cortina, lo Stadio del ghiaccio durante la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici del 1956.

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Sullo sport sono di nuovo puntati i riflettori del mondo per la 25.ma edizione dei Giochi olimpici invernali. La cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026 è in programma venerdì 6 febbraio allo Stadio San Siro e in modo simultaneo con eventi e sfilate degli atleti e delle atlete anche a Predazzo, Livigno e Cortina d’Ampezzo.

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https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-02/giochi-olimpici-invernali-cortina-1956-osservatore-romano.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT


5 febbraio 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

5 febbraio 2026. Marelli, premio di risultato medio di 2.500 euro

Erogato a febbraio, 650 euro in più dello scorso anno. Sindacati: “Si conferma la positività del contratto integrativo di gruppo”

Annunciato il premio di risultato alla Marelli che sarà erogato a febbraio sulla base degli andamenti del 2025. I risultati sono positivi in tutti i settori e in tutti gli stabilimenti, con un pagamento medio di 2.104 euro per i campi professionali D e C e 2.944 per i campi professionali A e B, ma comunque variabile per unità produttiva.
Il risultato è decisamente migliore dello scorso anno, con circa 650 euro in più. Il premio godrà dei benefici della detassazione e su base volontaria potrà essere percepito in tutto o in parte sotto forma di welfare aziendale dandone comunicazione entro il 13 febbraio.

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https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/marelli-premio-di-risultato-q0mf8pjr

4 febbraio 2026

https://www.rainews.it/video/2026/02/rassegna-0402-c7d372e1-84cf-4ed9-944c-43c33025e67d.html?nxtep

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Mercoledì 4 febbraio 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/02/Radio3-Mondo-del-04022026-de7c2c59-1cfc-4bb6-ad68-35370e0e481c.html

Scontri a Torino «Terroristi, squadristi, eversori». Piantedosi in parlamento processa e condanna Askatasuna. E chiunque abbia manifestato a Torino, con l’accusa di complicità. Dalla sicurezza la destra è già passata alla repressione del dissenso. E il ministro di polizia è senza freni
Andrea Carugati
https://ilmanifesto.it/piantedosi-incendia-la-camera-chi-sfila-coi-violenti-e-complice
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-4-febbraio-2026/pdf

Incantatori di serpenti

Penso che questo sia il momento di difendere chi indossa una divisa. Non solo dai violenti, ma dagli incantatori di serpenti. Quelli che usano gli operatori di polizia come una bandiera propagandistica, promettendo scorciatoie e soluzioni miracolose che, alla prova dei fatti, non proteggono proprio nessuno. A cominciare da chi indossa una divisa. Bisogna riconoscere che una democrazia sa e può difendersi da ciò che la minaccia senza snaturarsi, senza creare stati di eccezione permanente.

Franco Gabrielliex capo della polizia

Piantedosi, i deliri controproducenti del ministro sugli incidenti di Torino: così ricompatta l’opposizione

Alla vigilia dell’invito di Meloni a votare con il governo, Pd e M5s erano divisi, con Conte tentato. Ma evocando le Br, il ministro li ha ricompattati

David Romoli – l’Unità

Alla faccia della risoluzione comune proposta dalla premier a tutta l’opposizione ma rivolta in modo particolare a Elly Schlein, citata per nome e cognome. La segretaria del Pd non aveva mai davvero preso in considerazione l’ipotesi di rispondere positivamente al molto sospetto invito. L’imbarazzo però era palese e certificato prima dal silenzio della stessa segretaria, poi dal comunicato del Pd di ieri. Si trincerava dietro la formula dell’informativa del ministro degli Interni sugli incidenti di Torino adottata dalla Camera.

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https://www.unita.it/2026/02/04/piantedosi-i-deliri-controproducenti-del-ministro-sugli-incidenti-di-torino-cosi-ricompatta-lopposizione/

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4 febbraio 2026. “Il governo Meloni legifera come in uno stato d’eccezione, che stupidaggini evocare le Br”, parla Luigi Manconi

«Veniamo da tre anni di legislazione d’emergenza non dichiarata, senza alcun risultato positivo. Un autentico fallimento della coppia Piantedosi-Nordio. Quali sarebbero le nuove emergenze segnalate dai fatti di Torino? Una strumentalizzazione intollerabile»

Photo credits: Andrea Panegrossi/Imagoeconomica

Angela Stella – l’Unità

Luigi Manconi, già docente di Sociologia dei fenomeni politici e già presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, è editorialista di Repubblica e presidente di A Buon Diritto. Il suo ultimo libro è La scomparsa dei colori, dove racconta la sua esperienza di perdita della vista.

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https://www.unita.it/2026/02/04/il-governo-meloni-legifera-come-in-uno-stato-deccezione-che-stupidaggini-evocare-le-br-parla-luigi-manconi/

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4 febbraio 2026. Industria in crisi strutturale, esplode la cassa integrazione

La denuncia della Cgil: “Nel 2025 cig +10%, cigs +58%. Mentre il governo parla di occupazione record, ecco il Paese reale”

Daniela Zero – collettiva.it

Cassa integrazione +10% nel 2025
“La crisi industriale non è alle spalle, è strutturale, diffusa e sta peggiorando. Mentre il governo continua a raccontare un Paese che cresce e un’occupazione che tiene, l’Italia reale è sospesa: nel solo 2025 sono state autorizzate quasi 560 milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento del 10% rispetto al 2024; i settori portanti del sistema produttivo sono al collasso, i tavoli aperti al Mimit coinvolgono 103 aziende e 131.035 lavoratori e a questi numeri, per tracciare il reale perimetro della crisi, bisogna aggiungere quelli delle vertenze gestite dalle Regioni”. Inizia così la denuncia della Cgil nazionale.

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https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/industria-in-crisi-strutturale-esplode-la-cassa-integrazione-hwknh2mo?guid=nl-1770278404

RaiNews LIVE

Attacchi russi, Zelensky: “Conseguenze sui colloqui di oggi”. Trump: “Putin è stato di parola”

EN DIRECT, guerre en Ukraine : les négociateurs ukrainiens, russes et américains arrivent à Abou Dhabi pour un nouveau cycle de pourparlers

Les négociateurs ukrainiens sont présents aux Emirats arabes unis, mercredi, pour des discussions avec les émissaires russes et américains pour mettre fin à quatre ans de guerre, a annoncé la porte-parole du chef de la délégation, Rustem Umerov

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/02/04/en-direct-guerre-en-ukraine-les-negociateurs-ukrainiens-russes-et-americains-arrivent-a-abou-dhabi-pour-un-nouveau-cycle-de-pourparlers_6664947_3210.html

Le point sur la situation, mardi 3 février à 23 heures

  • La Russie a lancé pendant la nuit de lundi à mardi sa « plus puissante » attaque de drones et de missiles sur l’Ukraine depuis le début de l’année, laissant des centaines de milliers de personnes sans chauffage par un froid glacial.
  • Le président américain, Donald Trump, a fait savoir, via sa porte-parole Karoline Leavitt, qu’il n’était « pas surpris » par ces bombardements.
  • « Profiter des jours les plus froids de l’hiver pour terroriser la population est plus important pour la Russie que de recourir à la diplomatie », s’est insurgé le président ukrainien, Volodymyr Zelensky.
  • A Zaporijjia, une ville contrôlée par les Ukrainiens, deux personnes ont été tuées et neuf autres blessées en fin d’après-midi par des drones russes, a signalé Ivan Fedorov, le chef de l’administration militaire régionale.
  • Dans ce contexte, Russes et Ukrainiens doivent se retrouver mercredi et jeudi pour de nouveaux pourparlers à Abou Dhabi, aux Emirats arabes unis. Ce deuxième cycle, après un premier fin janvier, aura lieu sous médiation américaine


Il vero piano di Netanyahu: sabotare la pace per regnare su Gaza

Dall’inizio della tregua, in meno di quattro mesi, Israele ha fatto altri 509 morti. L’obiettivo è far fallire il board di Trump per completare l’occupazione

A Palestinian man carries the body of Sham Abu Hadaiyd, who was killed in an Israeli strike on a tent in Khan Younis, Gaza Strip, Saturday, Jan. 31, 2026. (AP Photo/Abdel Kareem Hana)

Umberto De Giovannangeli – l’Unità

Quelli che “la guerra a Gaza è terminata” e che ora a sistemare tutto ci pensa il Board of Peace di Trump e soci (d’affari). Quelli che la Palestina non fa più notizia. E anche quelli che vogliono restare umani e hanno la pace, disarmata e disarmante nel cuore. Tutti farebbero cosa buona e giusta a leggere e riflettere sullo scritto di uno dei più grandi giornalisti israeliani: Gideon Levy.

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https://www.unita.it/2026/02/04/il-vero-piano-di-netanyahu-sabotare-la-pace-per-regnare-su-gaza/

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Israele bombarda i campi profughi, a Gaza orrore senza fine
Gaza, l’IDF uccide un bambino di tre anni nel campo profughi di al-Mawasi: dalla “tregua” oltre 500 morti palestinesi
Sterminio di Gaza, anche l’IDF è costretta ad “accettare” il bilancio di 71mila morti palestinesi denunciati da Hamas


L’IDF conferma l’uccisione di militanti di Hamas e della Jihad Islamica durante gli attacchi a Gaza

Attacchi israeliani uccidono 24 persone, sette erano bambini, e 38 sono i feriti.Ucciso anche un paramedico della Mezzaluna Rossa. Reuters: ricostruzione, piano Usa ancora senza fondi per i timori sulla ripresa del conflitto

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/02/gaza-guerra-20mila-malati-sperano-uscire-rafah-ne-passano-12-witkoff-incontra-netanyahu-577298e6-3a53-4d3e-ab6c-62a472e15215.html

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La guerra di Gaza, tutte le notizie di ieri

video Addio al Rojava, le truppe governative entrano nelle città dei curdi
I curdi siriani annunciano un nuovo accordo con Damasco
video Il “Board of Peace”, che cos’è e come dovrebbe funzionare

La guerra Israele-Hamas


Bonsoir,

Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.


LIVE: Israeli attacks across Gaza kill 18 Palestinians since dawn

  • Israeli attacks across Gaza today have killed at least 18 people, including children.
  • Spokesperson of the Palestinian Red Crescent Society (PRCS) says the organisation was informed this morning that evacuation of patients and wounded via the Rafah crossing has been cancelled for today.
  • A young Palestinian man was shot dead by Israeli forces on Tuesday evening during a raid in Jericho in the occupied West Bank.
  • Israel’s genocidal war on Gaza has killed at least 71,803 people and wounded 171,575 since October 2023. An estimated 1,139 people were killed in Israel during the October 7, 2023 attacks, and about 250 were taken captive.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/2/4/live-israeli-forces-kill-10-palestinians-in-overnight-attacks-across-gaza

Who was Saif al-Islam Gaddafi, the man once seen as Libya’s next leader?

Foto: Ismail Zitouny/Reuters


Saif al-Islam, son of former Libyan leader Muammar Gaddafi, has been killed in the west of the North African country.

Saif al-Islam Gaddafi, the most prominent son of slain Libyan leader Muammar Gaddafi, has been killed in the country’s western city of Zintan.

Saif al-Islam, who was 53 when he was killed, was Gaddafi’s second son and had been based in Zintan since 2011 – first in prison, and then, after 2017, as a free man, plotting a return to politics.

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https://www.aljazeera.com/news/2026/2/3/who-was-libyas-saif-al-islam-gaddafi?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard

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Saif al-Islam Gaddafi, son of former leader, killed in Libya
What would be the impact of a US attack on Iran?
False narrative’: Families challenge Trump’s 75-country US visa suspension
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https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

La guerra Israele-Hamas


A Gaza più di 1.400 violazioni del cessate il fuoco, 23 persone uccise anche oggi | Da giovedì le contestazioni alle Olimpiadi | Scarcerati i tre compagni arrestati dopo il corteo per Aska

Qui tutti i modi in cui potete ascoltare in diretta Radio Onda d’Urto!

UNGHERIA – Il processo di Budapest si è concluso oggi con una condanna a 8 anni di carcere (la forma più dura di reclusione) per Maja T. . Anna M. ha ricevuto una condanna a 2 anni con sospensione condizionale della pena e Gabriele M. a 7 anni. “Queste decisioni sono state prese al termine di una lunga giornata di processo, dopo soli 30 minuti di discussione. A quanto pare, la difesa è stata ascoltata solo per formalità e l’esito era già stato stabilito. Le sentenze sono molto inferiori rispetto alle richieste dell’accusa, ma del tutto irricevibili per l’entità dei fatti e la scarsità di prove. A partire da oggi sono previste giornate di solidarietà e lotta in Europa e in Italia segui Free All Antifas – Italy per aggiornamenti” ha scritto Free All Antifa in un comunicato.
Wolfram Jarosch, il padre di Maja, afferma: “Purtroppo, i miei timori sono stati confermati. Si è trattato di un processo farsa politico. È diventato chiaro cosa significhi autocrazia in Ungheria: il Primo Ministro Orbán la accusa personalmente di terrorismo e chiede una condanna severa. Il pubblico ministero, i periti medici e il giudice József Sós stanno lavorando fianco a fianco per emettere un verdetto adeguatamente severo. Questo è il triste culmine dell’ingiustizia contro mia figlia”.
Sei mesi fa, il Ministro degli Esteri Johann Wadephul ha sottolineato che la Corte Costituzionale Federale aveva dichiarato l’estradizione illegale e che Maja doveva quindi tornare in Germania.
Il servizio con Alberto Abo Di Monte nostro collaboratore Ascolta o scarica
Marta Massa, giornalista di “Merce”, piattaforma di notizie online della sinistra ungherese, e regista del documentario “The Trial” ci fa un resoconto della giornata.

A Torino sono stati scarcerati con obbligo di firma due dei tre manifestanti piemontesi, di 31 e 35 anni, arrestati per resistenza nel tardo pomeriggio di sabato 31 gennaio alla manifestazione nazionale per Askatasuna. La decisione della liberazione è stata presa dal Gip all’esito dell’udienza di convalida. Il terzo manifestante arrestato, un 22enne di origini toscane, ripreso da alcuni video nei pressi dell’aggressione all’agente del Reparto Mobile – la Celere – di Padova (quello poi incontrato dalla Meloni in ospedale e poi dimesso con 20 giorni di prognosi) esce anche lui dal carcere e va invece ai domiciliari. Il giovane era stato fermato, in differita, domenica 1 febbraio. L’intervista all’avvocato Gianluca Vitale

LONDRA – E in un mondo che mostra solo notizie di repressione e tragedie, non si può che accogliere con sollievo l’assoluzione di sei attivisti di Palestine Action assolti da un tribunale di Londra per l’irruzione nei locali britannici dell’azienda di difesa israeliana Elbit Systems compiuta a Bristol, nell’Inghilterra occidentale, nell’agosto 2024. Un’importante vittoria legale per il gruppo pro-pal messo al bando fra le polemiche come “organizzazione terroristica” dal governo laburista di Keir Starmer, nonostante non abbia mai preso di mira le persone, e al centro da mesi di arresti di massa di attivisti che mostravano solo la loro solidarietà, criticati da più parti come misure repressive. La giuria non ha ritenuto gli imputati colpevoli delle accuse per cui erano finiti di fronte alla giustizia, incluso furto con scasso aggravato e danneggiamento, nell’azione di protesta organizzata per il genocidio nella Striscia di Gaza e rivolta contro i locali della società di armamenti e non nei confronti di persone. Rischiavano l’ergastolo.
GAZA – Sono saliti ad almeno 23 i palestinesi uccisi negli attacchi israeliani odierni a Gaza; tra loro una decina sono minori. Un operatore della Mezzaluna Rossa palestinese è stato ucciso oggi mentre rispondeva a una chiamata di soccorso a Khan Yunis, nella parte meridionale della Striscia di Gaza.
Non è difficile capire che un accordo violato più di 1.400 volte “non è affatto un cessate il fuoco” come ha dichiarato Muhammad Shehada, visiting fellow presso l’European Council on Foreign Relations. Continuano comunque le continue restrizioni israeliane alla libertà di movimento al valico di Rafah come “cinica crudeltà”, dopo che i palestinesi di Gaza attendevano con ansia la riapertura del valico questa settimana.
I valichi infatti restano però chiusi. Pure l’evacuazione dei pazienti e dei feriti dal valico di Rafah oggi è stata completamente annullata oggi dal Cogat, autorità israeliana che coordina l’occupazione. La scusa odierna è che l’OMS non avrebbe presentato una serie di documenti per quelli che Tel Aviv definisce “i dettagli di coordinamento richiesti”. In realtà già ieri e martedì i pazienti usciti da Gaza per cure mediche sono stati poche unità, a fronte di 20mila persone – 4.500 minori – che rischiano la morte senza cure; sorte già toccata a 2mila palestinesi. Tra loro un gran numero di pazienti cronici, come dializzati e malati oncologici.

OLIMPIADI – Venerdì cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano – Cortina. Previsti quattro giorni di mobilitazione che inizieranno giovedi 5 e termineranno domenica 8 febbraio. Una cosa è certa ancora prima che le gare abbiano inizio: non verranno ricordate come un esempio virtuoso di sostenibilità ambientale ed economica. Il programma completo delle mobilitazioni con gli interventi di Duccio Facchini, direttore della rivista Altreconomia, Luigi Casanova co-autore del libro “Oro colato – L’eredità per pochi delle Olimpiadi di Milano-Cortina”, Luca Trada del CIO Comitato Insostenibili Olimpiadi, Sandra Cangemi del BDS Milano. Leggi tutto

A protestare sono anche lavoratrici e lavoratori del settore alberghiero. La Questura di Milano ha infatti vietato il presidio da loro organizzato per venerdì 6 febbraio davanti alla sede di Federalberghi “ma saremo in piazza comunque” dice Mattia Scolari della Cub di Milano

Giornata di sport popolare anche a Feltre nella giornata di sabato pomeriggio. Sentiamo Benedetto Ascolta o scarica

GUERRA – “I portuali non lavorano per la guerra“. E’ con queste parole che i sindacati di Enedep di Grecia, Lab dei Paesi Baschi, Liman-Is di Turchia, ODT del Marocco e USB in Italia hanno chiamato la Giornata internazionale di azione, sciopero e lotta per venerdì 6 febbraio 2026.La giornata di venerdì sarà caratterizzata, sin dalle prime ore del mattino, dallo sciopero di portuali, lavoratori e lavoratrici dei porti e, successivamente, dalla mobilitazione pomeridiana nelle relative città (tutte le informazioni qui).

L’intervista a Simone dei GAP, Gruppo Autonomo lavoratori Portuali, di Livorno.

Oggi si è parlato anche di

https://www.radiondadurto.org

4 febbraio 2026. Il Papa: scongiurare la corsa al riarmo, minaccia la pace patrimonio di tutti

Scade domani, 5 febbraio, il trattato New START per il contenimento degli armamenti nucleari. Leone XIV rivolge un appello perché non si lasci cadere nel vuoto l’intesa ma si lavori per cercare di garantirgli un seguito concreto ed efficace. “Urgente – afferma – sostituire la logica della paura con un’etica condivisa capace di orientare le scelte verso il bene comune”

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

La “pace”, parola chiave del pontificato di Papa Leone, rischia di subire un pesante contraccolpo. A preoccupare il Pontefice non è solo la delicata situazione del mondo con tanti conflitti in corso ma anche la possibilità che non ci sia più un seguito per “il Trattato New START sottoscritto nel 2010 dai presidente degli Stati Uniti e della Federazione Russia, – evidenzia il Vescovo di Roma – che ha rappresentato un passo significativo nel contenere la proliferazione delle armi nucleari”. L’intesa scade domani e per questo il Papa, al termine dell’udienza generale, lancia il suo appello.

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https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-02/papa-leone-xiv-trattato-new-start-armi-nucleari-pace.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

4 febbraio 2026. I cecchini “per divertimento” di Sarajevo, ora c’è un indagato per omicidio

Militari italiani di pattuglia a Sarajevo negli anni ’90

Marco Birolini – Avvenire

La procura di Milano interrogherà un 80enne di Pordenone: avrebbe pagato per andare a sparare ai civili in Bosnia. I precedenti a Beirut e in Salvador

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https://www.avvenire.it/attualita/i-cecchini-per-divertimento-di-sarajevo-ora-ce-un-indagato-per-omicidio_104159

4 febbraio 2026. E’ morto Mario Merlino (Roma, 2 giugno 1944 – 4 febbraio 2026), l’uomo dei misteri mai chiariti della strage di piazza Fontana.

Dalla pagina Facebook di Claudia Cernigoi: E’ morto Mario Merlino, il fascista che dopo avere effettuato con altri “camerati” un viaggio-studio nella Grecia dei colonnelli per imparare le “tecniche di infiltrazione”, mise in pratica questi insegnamenti entrando nel circolo anarchico romano 22 marzo (in cui militava Pietro Valpreda), e che nel 1965 aveva preso parte al noto convegno di Parco dei Principi dove, si conviene, sia stato fondato il “partito del golpe” che tanto male fece all’Italia negli anni successivi.
Dopo essere stato tra gli imputati della strage di piazza Fontana e prosciolto, nella maturità è diventato “filosofo” (“chiamano filosofi gli insegnanti di filosofia”, cantava Fossati), ed estimatore dei personaggi del vecchio fascismo, ha scritto uno spettacolo in onore della Decima mas e diversi libri pubblicata dalla destrissima casa editrice Settimo sigillo, diventando punto di riferimento per svariate organizzazioni post-fasciste, da Raido al Fronte nazionale, da Forza Nuova ad Alleanza nazionale.
Fa pertanto un po’ specie che questo signore lo definisca “anarco fascista”: diciamo che tra la militanza nel MSI, Ordine Nuovo ed Avanguardia nazionale e poi la maturità a scrivere di fascismo ha anche avuto una parentesi in un gruppo anarchico: come provocatore, però.

Di seguito il link al capitolo de La strage di Stato dedicato a Mario Merlino.
https://www.strano.net/stragi/tstragi/pfontana/cap2.htm?fbclid=IwY2xjawPwlxlleHRuA2FlbQIxMABicmlkETF0UjlvSzllc3FuRUU1Z3Rsc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHkyzbw-2OFgj0SuZDoww0aAJiy0sVJxnJRdCUSxrIjaO_hp3cZgnmiRcZ6ZL_aem_30DdVcz4NjDheZFF79eJrQ#Mario%20Merlino%20Fascista

4 febbraio 2026. Se le Olimpiadi hanno paura di noi

Sara Zambotti – Avvenire

Per la cerimonia inaugurale di Milano Cortina i residenti e i lavoratori sono caldamente invitati a lasciare la città. Che il rito collettivo sia diventato un fatto privato da tollerare e dimenticare?

“Olimpiadi: tutti i divieti e le zone rosse” (Adnkronos). “Milano blindata per le Olimpiadi” (Today.it). “Olimpiadi da incubo: le famiglie prigioniere” (Il Fatto Quotidiano). “Milano paralizzata per le Olimpiadi” (Quattroruote).

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https://www.avvenire.it/rubriche/di-elefanti-e-topolini/se-le-olimpiadi-hanno-paura-di-noi_104094


4 febbraio 2026. Perché i poeti (nel tempo disumano)?

I poeti disertano, ci insegnano come disertare la Storia, come uscire dal tempo disumano. Cartografano l’abisso mentre vi precipitiamo.

Franco Bifo Berardi

Linguaggio Rumore Deserto

La Neuro-manzia è una scienza (inesistente) il cui scopo è la divinazione e l’interpretazione degli stati futuri della mente collettiva.
Tra gli anni ’70 e ’80, mentre naufragava il progetto umano, socialista e internazionalista, mentre iniziava il naufragio, sperimentammo gli stati alterati della mutazione incombente, e cercammo di interpretare il futuro come fa William Gibson nel suo romanzo più noto, Neuromante.


Neon fu una delle sonde che in quel momento tentarono di cogliere, presentire e sensibilmente cartografare la Grande Mutazione dell’immaginario che negli ultimi cinquanta anni ha accompagnato l’accelerazione rizomatica e il dilagare del caos.

TraumFabrik, Radio Alice, Cannibale, Il Male, Frigidaire, A/traverso anticiparono il dissolversi della ragione storica e il dilagare del caos.
Cinquant’anni dopo il caos ha inghiottito la volontà, la politica, il futuro, e la Ragione è in polvere. E gli artisti (o piuttosto i poeti) si accingono (forse) a cartografare lo spegnimento del Rumore Storico, e la scomparsa dell’animale dotato di linguaggio.
Nella prima fase di fioritura della Rete Globale parve possibile l’alleanza di ingegneri e poeti: dalla Net culture degli anni ’90 all’onda Occupy che si diffuse attraverso l’e-flux globale.
Poi il Net fu travolto e assorbito dal Web: gli ingegneri furono allora soggiogati e costruirono l’automa linguistico, destinato a simulare-sostituire l’atto umano di linguaggio.
L’intensificarsi del flusso divenne Rumore, e il linguaggio divenne deserto.
Ora i poeti devono rendere abitabile il deserto del linguaggio, e insieme prepararsi a disertarlo.

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https://francoberardi.substack.com/p/perche-i-poeti-nel-tempo-disumano?utm_source=post-email-title&publication_id=2391647&post_id=186858850&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=c2va4&triedRedirect=true&utm_medium=email



Ida Dominijanni in ricordo di Marta Petrusevich

Cara Marta, che fantastici giorni mi hai fatto passare in quel gelido inverno di undici anni fa a New York, saltellando da un capo all’altro della città e facendo non so quante cose compreso il cambio in dieci minuti di un computer all’Apple store, un salto in biblioteca a Columbia e una cena a Grand Station con dei tuoi amici polacchi. Conoscevi mezzo mondo e tutta Manhattan, compresa la famiglia Mamdani dov’eri di casa. Del resto, anche in Calabria era uguale: nessuna differenza, all’Unical eri una intellettuale militante e cosmopolita esattamente come a Princeton, con la stessa curiosità da eterna adolescente, lo stesso ottimismo, lo stesso sguardo anticonformista di chi nella vita aveva attraversato e continuava ad attraversare tutti i confini, fra Est e Ovest e fra Nord e Sud. Lo stesso sguardo con cui da polacca avevi capito e amato la Calabria molto meglio di qualunque nativo, come aveva scritto Franco nel suo Elogio dello spirito pubblico meridionale che solo poco più di un mese fa avevamo ridiscusso insieme con i compagni e le compagne di Filo rosso. Che bel pomeriggio e che bella serata abbiamo passato con Eva, Battista, Anna, Angela e gli altri/e, perfino il dolore per la morte di Franco, un anno dopo, pareva lenito. Che belle che erano le rose di quella qualità introvabile che coltivavi nel giardino della casa di Macondo e che ogni primavera tornavano a esplodere. E quale meravigliosa intelligenza ti ha consentito di scrivere cose così importanti mentre insegnavi, facevi l’assessora, viaggiavi, senza fermarti mai. Non era in nessuna previsione che te ne andassi così all’improvviso, e proprio nel bel mezzo di un cambiamento vorticoso del mondo su cui quel tuo sguardo riusciva a fare luce. Ma chissà, forse perfino di questo fatale imprevisto sei riuscita a sorridere.
(Marta è Marta Petrusevich, storica e sociologa di spessore internazionale, che ci ha lasciati all’improvviso nel pomeriggio di oggi, ormai ieri)
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4 febbraio 2026. Genova ricorda la “grandezza umile e nascosta” del cardinale Boetto

A 80 anni dalla morte, l’Arcidiocesi e la città ligure hanno organizzato un convegno in ricordo del porporato gesuita, proclamato “defensor civitas” per l’opera di aiuto e solidarietà a favore degli ebrei durante la Seconda Guerra mondiale e per aver evitato il bombardamento del porto antico da parte dei tedeschi nel 1945. L’arcivescovo Tasca: “Ha saputo inserirsi in un preciso momento storico con la capacità di cogliere i bisogni reali”. Presente anche il rabbino capo Momigliani

Al centro il cardinale Pietro Boetto (1871-1946), arcivescovo di Genova

Giuseppe Castellani – Vaticannews.va

L’Arcidiocesi e la città di Genova hanno voluto celebrare e rendere memoria in forma solenne, lo scorso 3 febbraio, a una figura singolare e forse oggi un po’ dimenticata come il cardinale gesuita Pietro Boetto (1871-1946) a 80 anni dalla sua morte. Un personaggio rimasto nella memoria collettiva dei genovesi per il suo salvataggio nascosto e discreto di tanti ebrei e per avere evitato il bombardamento del porto antico della città da parte dei tedeschi nel 1945. A questo mite gesuita piemontese fu riconosciuto lo stesso titolo di Defensor Civitatis che fu attribuito a Roma per la difesa della città al suo Vescovo: il papa e oggi venerabile Pio XII. Nel 2017 il cardinale di Genova è stato riconosciuto“Giusto fra le Nazioni”dallo Yad Vashem, per avere aiutato e salvato molti ebrei negli anni oscuri dello sterminio perpetrato dal nazismo. Per questo, il suo nome è stato inciso sul Muro d’Onore del Giardino dei Giusti di Gerusalemme.

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https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-02/cardinale-boetto-ricordo-80-anni-morte-convegno-genova.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

4 febbraio 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

4 febbraio 2026. Industria in crisi strutturale, esplode la cassa integrazione

La denuncia della Cgil: “Nel 2025 cig +10%, cigs +58%. Mentre il governo parla di occupazione record, ecco il Paese reale”

Daniela Zero – collettiva.it

La crisi dell’industria è strutturale e aumenta la cassa integrazione: ecco il Paese reale, nel quadro diffuso oggi dalla Cgil, malgrado la retorica del governo. La realtà delle cose è molto diversa, come emerge con chiarezza dai numeri.

Cassa integrazione +10% nel 2025

“La crisi industriale non è alle spalle, è strutturale, diffusa e sta peggiorando. Mentre il governo continua a raccontare un Paese che cresce e un’occupazione che tiene, l’Italia reale è sospesa: nel solo 2025 sono state autorizzate quasi 560 milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento del 10% rispetto al 2024; i settori portanti del sistema produttivo sono al collasso, i tavoli aperti al Mimit coinvolgono 103 aziende e 131.035 lavoratori e a questi numeri, per tracciare il reale perimetro della crisi, bisogna aggiungere quelli delle vertenze gestite dalle Regioni”. Inizia così la denuncia della Cgil nazionale

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https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/industria-in-crisi-strutturale-esplode-la-cassa-integrazione-hwknh2mo?guid=nl-1770278404

4 febbraio 2026. Antifurto, divise scolastiche e filati: come cambia il paniere Istat per il 2026

L’Istituto di statistica ha aggiornato le abitudini di spesa degli italiani, introducendo anche i software. Ma il Codacons non è convinto: «Poco peso alla casa»

Scuola elementare a Roma/ANSA

Andrea Ceredani – Avvenire

Nel 2025 sono tornati di moda i grembiuli scolastici, ma anche i filati per maglia, l’uncinetto e i tappetini per il bagno. E ancora: gli italiani hanno comprato kit di sorveglianza per i furti in casa e corse in ambulanze private. Queste, almeno, sono alcune delle abitudini di acquisto che Istat ha introdotto nel paniere per il 2026 – l’insieme dei beni e servizi rappresentativi di quello che una “famiglia media” compra durante l’anno –, aggiornato ieri mattina per il calcolo dell’inflazione. Non si tratta di previsioni di spesa ma di rilevazioni, effettuate dall’Istituto nazionale di statistica, di abitudini già cambiate nello scorso anno. In altre parole, osservare il paniere di Istat significa guardare dentro ai nostri carrelli della spesa. E le novità sono molte. Nella categoria “Combustibili solidi” si trova il carbone di legna, che comprende anche la carbonella per il barbecue. Nella classe “Articoli sportivi, per campeggio e per attività ricreative all’aperto” si inseriscono le tende e gli zaini da camping. E, per la prima volta, Istat ha introdotto nel paniere anche i software: antivirus e programmi digitali, a esclusione dei giochi.

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https://www.avvenire.it/economia/antifurto-divise-scolastiche-e-filati-come-cambia-il-paniere-istat-per-il-2026_104161

3 febbraio 2026

https://www.rainews.it/video/2026/02/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-91195b82-8ce3-43e0-b631-501c7ab0fdf4.html

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Martedì 3 febbraio 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/02/Radio3-Mondo-del-03022026-edcdda24-eca3-42a8-add0-6c03d1439425.html

Fuori i violenti Non c’è solo il pestaggio dell’agente che hanno visto tutti, decine di video e testimonianze raccontano le aggressioni della polizia ai manifestanti di Torino. Per il governo è l’ora di un’altra stretta repressiva. Ma la maggioranza è divisa così chiama l’opposizione all’unità nazionale
Andrea Colombo
https://ilmanifesto.it/costretto-ad-arretrare-il-governo-si-aggrappa-alle-opposizioni
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-3-febbraio-2026/pdf

3 febbraio 2026. I fatti di Torino e il bisogno di tecnocrazia di Giorgia Meloni

Federica D’Alessio – Kritica

Proviamo ad applicare un ragionamento controintuitivo, per porci una domanda: cosa vuole davvero ottenere il governo Meloni, con le dichiarazioni che la Presidente ha lanciato, anche abbastanza frettolosamente, subito dopo gli scontri? Di che cosa ha bisogno e che cosa teme di più, in questo momento?
Nel breve periodo, può esserci una risposta unica ad entrambe le domande, e questa risposta si può sintetizzare così: il Partito Democratico.

Riavvolgiamo il nastro per un momento, torniamo a qualche mese fa, aiutandoci con l’utilissimo intervento di don Luigi Ciotti dopo i fatti di Torino. Perché a suo modo, ricorda don Ciotti, quanto rischiava di accadere prima dello sgombero del centro sociale di Vanchiglia era un fatto alquanto storico. L’Askatasuna, luogo simbolo dei movimenti antagonisti italiani, stava per essere integrato, diciamo così, in un processo di riconoscimento istituzionale, portato avanti dal sindaco del Partito Democratico; un processo di co-gestione che avrebbe contribuito in modo di certo significativo a un avvicinamento tra partiti riformisti del centro sinistra e movimenti sociali.

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https://kritica.it/editoriale/i-fatti-di-torino-e-il-bisogno-di-tecnocrazia-di-giorgia-meloni/

3 frebbraio 2026. Intifada a Torino

Sergio Fontegher Bologna

La manifestazione nazionale di Torino per Askatasuna, che poteva tradursi in un ulteriore momento di crescita e di graduale unificazione, ha segnato invece un punto di arresto e di contrasti interni. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. In genere, dopo questi episodi, c’è il rischio di un avvitamento del dibattito, mentre la reazione impazza perché può permettersi ulteriori giri di vite. Per evitare la paralisi, bisogna alzare lo sguardo e guardarsi attorno.
Punto primo: Torino è un epicentro del disastro industriale italiano, disastro che oggi sta arrivando a un punto di svolta e nessuno pare accorgersene: quel formidabile strumento, l’ammortizzatore chiamato Cassa Integrazione, che ha consentito di far passare quasi inosservata la trasformazione dell’Italia da paese industriale a paese di grandi eventi e di schiavismo, non funziona più. Se una fabbrica, se un’azienda, sono in crisi, si tratta di solito sul monte ore di CIG, poi si riprende, lasciando per strada sempre qualcosa. Così si è andati avanti finora. Oggi si chiude, e basta. E la reazione operaia e sindacale non c’è e se anche ci fosse, avrebbe scarsa visibilità.

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https://www.officinaprimomaggio.eu/intifada-a-torino/

3 febbraio 2026. Non si possono mettere sullo stesso piano violenza e dissenso

Monica Frassoni – strisciarossa.it

Dopo i fatti di Torino e il grave assalto a un poliziotto con martello e bastoni, la risposta del governo è arrivata rapida e senza sorprese: più repressione, nuovi reati, ampliamento dei poteri di polizia. Ma ciò che colpisce più delle misure annunciate è la costruzione di una narrazione politica che assimila senza più esitazioni la violenza criminale di pochi alla protesta pacifica di molti, trasformando sempre più apertamente il dissenso in un problema di ordine pubblico e spingendosi fino ad accusare genericamente la “sinistra” di connivenza con i violenti. Una narrazione culminata nella strumentalizzazione scandalosa dell’immagine dell’aggressione al poliziotto, accompagnata dalla scritta “questi voteranno NO al referendum sulla giustizia”, che segna un salto di qualità nella propaganda e nella delegittimazione politica.

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https://www.strisciarossa.it/non-si-possono-mettere-sullo-stesso-piano-violenza-e-dissenso/

Claudio Bazzocchi su FB: UNA COSA SU POLIZIA, VIOLENZA ECC…

Non mi va più tanto di scrivere qui, in questo luogo virtuale che trovo sempre più inutile o, addirittura, pericoloso. Una cosa, però, vorrei dire sulla questione delle manifestazioni, della violenza, della sinistra, della nonviolenza ecc…

Ebbene, c’è una cosa che quasi nessuno dice. E riguarda la fedeltà democratica ai valori della Costituzione delle nostre forze di polizia e il fatto che tale questione sia uno degli snodi fondamentali di qualsiasi riflessione sul rapporto tra istituzioni democratiche, potere, cittadini e forze dell’ordine che hanno la facoltà esclusiva di usare la forza nell’esercizio delle loro funzioni. Non c’è ovviamente bisogno di spiegare perché si tratti di un tema fondamentale della democrazia quello del rapporto tra potere, polizia, Costituzione, diritto e cittadinanza. E non ci sarebbe nemmeno bisogno di spiegare perché la vigilanza democratica nei confronti delle forze dell’ordine dovrebbe essere fondamentale per qualsiasi governo, per qualsiasi compagine politica, per qualsiasi sindacato e per qualsiasi espressione della società civile di un paese. Sì, perché è facile che istituzioni preposte alla sicurezza, e che dispongono dell’uso esclusivo della forza all’interno dello Stato, possano facilmente diventare il luogo in cui si coltivano retoriche della forza, della violenza, dell’autoritarismo, della tolleranza zero e dell’ordine come valore supremo dello Stato che, invece, dovrebbe avere come valore fondamentale quello del conflitto come sale della democrazia.
Insomma, la domanda è: le nostre forze di polizia sono sinceramente democratiche? I loro vertici e i loro vari sottoposti sono davvero fedeli alla Costituzione e alla democrazia? Questa domanda non deve essere uno scandalo, dovrebbe essere l’assillo continuo di ogni governo e di ogni forza politica e sociale all’interno di un paese democratico. E bisogna chiedersi di conseguenza: le forze dell’ordine rispondono solo ai governi o possono avere in sé il germe della sovversione, della violenza per la violenza, della repressione del conflitto democratico, dell’infedeltà alla Costituzione? Dunque: il problema sta solo nei governi di destra tendenti al fascismo come il nostro o anche nella cultura e nella pratica delle varie forze di polizia?
Le stesse domande valgono anche per le forze militari. E cioè: ci sono solo le politiche dei governi o esiste anche un complesso militare-industriale che spinge per la guerra e che ha in sé una cultura della forza e della violenza che si coltiva negli eserciti e arriva persino nelle scuole e nelle università in cui sempre più si intreccia la formazione con la ricerca per nuovi sistemi di arma e di controllo della popolazione?
Ecco, aldilà delle pur sacrosante riflessioni su violenza sì e violenza no, su infiltrati, buoni, cattivi ecc…, mi pare che una sinistra seria dovrebbe fare queste domande e proporle al paese senza paura, soprattutto nel paese che ha dato i propri natali al fascismo.
Buona giornata, se vi riesce di pensarla come buona.

Genova 2001

P.S.: il 21 luglio 2001, a Genova, da militante nonviolento e comunista, certamente non vestito da black bloc, ho passato l’intera giornata a fuggire terrorizzato dalle squadracce di polizia e guardia di finanza che avevano messo in atto una vera e propria caccia ai vari gruppi dispersi di militanti dopo la rottura del corteo. Eravamo terrorizzati, perché quando ti prendevano ti menavano a sangue e ti mandavano all’ospedale. Aldilà degli ordini del governo, bisogna comunque essere disposti a spaccare teste e ossa a cittadini indifesi, perlopiù giovanissimi, che corrono terrorizzati come vittime che hanno paura di incontrare il carnefice. Per non parlare di quello che successe poche ore dopo alla scuola Diaz…
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3 febbraio 2026. Diritto di manifestare, un altro giro di vite verso una pericolosa svolta autoritaria

Carlo Di Marco – strisciarossa.it

Non è bastato a questo governo lo squallido colpo di mano che trasformava in decreto un disegno di legge sulla sicurezza in discussione in Parlamento. Quell’atto veniva poi convertito nella legge n.80/2025 e uno dei commenti “a caldo” di questo nero passaggio era espresso da Enzo Cheli ex giudice della Corte costituzionale in un’intervista a Repubblica: “E’ sbocciato il primo frutto avvelenato del decreto sicurezza, ora convertito nella legge 80/2025”. Da quel momento, il dissenso passava dal pianeta dei diritti a quello degli esercizi criminali, dove si trovava in epoca fascista.
Gli effetti li abbiamo visti. Elenchiamo solo alcuni dei fatti salienti,

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https://www.strisciarossa.it/diritto-di-manifestare-un-altro-giro-di-vite-verso-una-pericolosa-svolta-autoritaria/

3 febbraio 2026. La macchina Palantir come infrastruttura dello Stato di polizia negli Stati Uniti

L’ANGOLO DEI BLOGGER. L’architettura dei social media non è costituita solo dalla faccia visibile delle piattaforme che hanno imprigionato la vita delle persone in un irreale sistema di relazioni. Esiste anche una piattaforma che imprigiona per davvero, e che sorregge il modello di democratura che si sta affermando negli Stati Uniti e nel mondo

Pietro Spirito – Huffpost

L’architettura dei social media non è costituita solo dalla faccia visibile delle piattaforme che hanno imprigionato la vita delle persone in un irreale sistema di relazioni. Esiste anche una piattaforma che imprigiona per davvero, e che sorregge il modello di democratura che si sta affermando negli Stati Uniti e nel mondo.

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https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/02/03/news/la_macchina_palantir_come_infrastruttura_dello_stato_di_polizia_negli_stati_uniti_sorveglianza_potere_e_democrazia-21119093/

3 febbraio 2026. Mauro Zani sulla propria pagina Facebook

Polizia Predittiva

Giovedì pomeriggio capiremo meglio cosa bolle in pentola con l’ennesimo decreto sicurezza e anche, a quanto sembra, un disegno di legge.
Ma già ora a me sembra chiara la strada imboccata.
Passo dopo passo verso una democrazia securitaria.
Sicurezza contro libertà.
Se anche non dovesse passare in quanto anticostituzionale la sola idea di fermare una persona per dodici ore come misura preventiva ci spiega molto.
Una sorta di precrimine.
Sul modello dell’algoritmo Palantir, la pietra veggente, (oggi tutti i fascisti e similari amano Tolkien) che si dichiara in grado di prevedere e dunque prevenire un crimine sulla base di una schedatura accurata che incrocia dati personali di ogni tipo: sanitari, preferenze sessuali, comportamenti quotidiani e molto altro ancora.
L’azienda di Peter Thiel ha già sperimentato sul campo a New york come a Los angeles le proprie capacità predittive, per non dire di Gaza, Libano e molti altri luoghi.
In USA ha un contratto con l’ICE , col Pentagono e con molte agenzie d’intelligence e in questo modo si è già in parte sostituita alle istituzioni ufficiali integrandosi con lo Stato.
Del resto nasce con un congruo finanziamento della CIA.
Se vi fosse un’opposizione, su questa presenza anche in Italia sarebbe utile concentrarsi.
Apprendo per esempio che Palantir Italia SRL dal 2024 è molto attiva nel nostro paese. Gestisce già attraverso consociate il sotfware per dati clinici al policlinico Gemelli e collabora da molto tempo con il nostro ministero della difesa.
Non è difficile immaginare che presto (se non lo è già) sarà presente anche nel ministero degli interni e nei vari corpi di polizia per redigere il suo elenco di “persone d’interesse”.
Per non farla lunga, Karp il CEO di Palantir, chiarisce simpaticamente qual è la missione aziendale: ” Palantir è qui per rendere i nostri partner i migliori del mondo e, quando serve per spaventare i nemici…a volte ucciderli”.
Pubblicità progresso!
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RaiNews LIVE

Mosca archivia la tregua e attacca ancora le reti energetiche, Zelensky: conseguenze sui negoziati

Il governo ucraino: “Centinaia di migliaia senza riscaldamento a -20°C”. Il prossimo trilaterale previsto negli Emirati il 4-5 febbraio. Cremlino: “Molto positive” le parole di Infantino (Fifa) sulla revoca del bando alla Russia

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/02/ucraina-guerra-attacchi-russi-nella-notte-missili-droni-su-kiev-trilaterali-abu-dhabi-4-5-febbraio-635fa249-0467-4bdc-9086-dd0f5d33dcdb.html

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Storia della Crisi Russia-Ucraina

EN DIRECT, guerre en Ukraine : un bombardement russe touche une maternité à Zaporijia, au moins six blessés

Des salles de consultation médicale ont été dévastées par le souffle de l’explosion, des fenêtres pulvérisées.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/02/03/en-direct-guerre-en-ukraine-donald-trump-n-est-pas-surpris-par-les-frappes-russes-des-dernieres-heures_6664947_3210.html

Le point sur la situation, mardi 3 février à 23 heures

  • La Russie a lancé pendant la nuit de lundi à mardi sa « plus puissante » attaque de drones et de missiles sur l’Ukraine depuis le début de l’année, laissant des centaines de milliers de personnes sans chauffage par un froid glacial.
  • Le président américain, Donald Trump, a fait savoir, via sa porte-parole Karoline Leavitt, qu’il n’était « pas surpris » par ces bombardements.
  • « Profiter des jours les plus froids de l’hiver pour terroriser la population est plus important pour la Russie que de recourir à la diplomatie », s’est insurgé le président ukrainien, Volodymyr Zelensky.
  • A Zaporijjia, une ville contrôlée par les Ukrainiens, deux personnes ont été tuées et neuf autres blessées en fin d’après-midi par des drones russes, a signalé Ivan Fedorov, le chef de l’administration militaire régionale.
  • Dans ce contexte, Russes et Ukrainiens doivent se retrouver mercredi et jeudi pour de nouveaux pourparlers à Abou Dhabi, aux Emirats arabes unis. Ce deuxième cycle, après un premier fin janvier, aura lieu sous médiation américaine

Gaza: Witkoff incontra Netanyahu a Gerusalemme. Rafah aperto il valico, media: respinti in 30

Il fratello del capo Shin Bet sospettato di contrabbando verso la Striscia. Hamas: Israele “limita fortemente” aiuti umanitari. La Spagna condanna i bombardamenti israeliani: “Centinaia di morti, rispettare la tregua”. Drone cade vicino Unifil

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/02/gaza-guerra-rafah-50-malati-al-giorno-20mila-in-attesa-action-aid-rischio-pulizia-etnica-spagna-condanna-bombardamenti-israeliani-59a73efa-b4e2-42d4-b12e-655fb7701743.html

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La guerra di Gaza, tutte le notizie di ieri

I curdi siriani annunciano un nuovo accordo con Damasco
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La guerra Israele-Hamas


Bonsoir,

Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.


LIVE: Dozens of ill Palestinians denied Gaza exit by Israel at Rafah border

  • About 135 Palestinians have travelled to the Rafah crossing in Gaza to seek urgent medical treatment abroad, but it remains unclear how many – if any – will be allowed by Israel to cross into Egypt.
  • Only five Palestinian patients in critical condition were permitted by Israel to leave the enclave on the first day of the Rafah border’s reopening on Monday after nearly two years of forced closure.
  • Israeli soldiers kill a Palestinian man, 19, south of Khan Younis as the death toll continues to rise after days of deadly attacks on civilians, including children and women.
  • Israel’s genocidal war on Gaza has killed at least 71,803 people and wounded 171,575 since October 2023. An estimated 1,139 people were killed in Israel during the Hamas-led October 7, 2023 attacks and about 250 were taken captive

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/2/1/live-israel-to-partially-open-rafah-in-gaza-as-dozens-killed-in-attacks?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard

3 febbraio 2026. Saif al-Islam Gaddafi, son of former leader, killed in Libya


Gaddafi’s political team says masked men killed him at his home in Zintan in a ‘cowardly and treacherous assassination’.



continua in
https://www.aljazeera.com/news/2026/2/3/saif-al-islam-gaddafi-son-of-former-leader-killed-in-libya

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  • About 135 Palestinians have travelled to the Rafah crossing in Gaza to seek urgent medical treatment abroad, but it remains unclear how many – if any – will be allowed by Israel to cross into Egypt.
  • Only five Palestinian patients in critical condition were permitted by Israel to leave the enclave on the first day of the Rafah border’s reopening on Monday after nearly two years of forced closure.
  • Israeli soldiers kill a Palestinian man, 19, south of Khan Younis as the death toll continues to rise after days of deadly attacks on civilians, including children and women.
  • Israel’s genocidal war on Gaza has killed at least 71,803 people and wounded 171,575 since October 2023. An estimated 1,139 people were killed in Israel during the Hamas-led October 7, 2023 attacks and about 250 were taken captive

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/2/1/live-israel-to-partially-ope

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

La guerra Israele-Hamas

3 febbraio 2026. Israele bombarda i campi profughi, a Gaza orrore senza fine

Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, il 10 ottobre 2025, Israele ha ucciso più di 500 palestinesi a Gaza e ne ha feriti altri 1.400, secondo il Ministero della Salute palestinese.

Umberto De Giovannangeli – l’Unità

Un bambino palestinese di tre anni è stato ucciso dalle truppe israeliane nella zona di al-Mawasi, nel sud di Gaza, vicino alla città di Khan Younis. L’attacco è avvenuto al di fuori delle aree di dispiegamento dell’esercito israeliano nel sud di Gaza, secondo quanto riferito ad Al Jazeera da fonti del Nasser Medical Complex. Situata lungo la costa di Gaza, vicino alla città meridionale di Khan Younis, al-Mawasi ospita un vasto campo profughi che ospita decine di migliaia di palestinesi che vivono in condizioni di miseria, ricorda ancora Al-Jazeera.

continua in
https://www.unita.it/2026/02/03/israele-bombarda-i-campi-profughi-a-gaza-orrore-senza-fine/

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Gaza, l’IDF uccide un bambino di tre anni nel campo profughi di al-Mawasi: dalla “tregua” oltre 500 morti palestinesi
Sterminio di Gaza, anche l’IDF è costretta ad “accettare” il bilancio di 71mila morti palestinesi denunciati da Hamas
La “nuova” Gaza modello Las Vegas, ecco il piano Usa per la Striscia: ma l’Europa lascia Trump solo nel Board of peace


Torino: foglio di via di 6 mesi per “appartenenza a gruppi antagonisti” | Olimpiadi Insostenibili: Greenpeace Italia attacca il main sponsor Eni | Palestina: ‘Genocidio di Gaza: un crimine collettivo’

Qui tutti i modi in cui potete ascoltare in diretta Radio Onda d’Urto!

TURCHIA – In Turchia sono state arrestate almeno 92 persone in una operazione a livello nazionale contro militanti di diverse organizzazioni della sinistra. Tra loro anche – ancora una volta – giornalisti e avvocati, dopo che la settimana scorsa altri 10 legali erano stati condannati a 11 anni di prigione per aver supportato detenuti politici di sinistra, turchi e curdi, con il supporto legale e l’assistenza medica. Sono tutti accusati di “appartenenza a un’organizzazione terroristica”.
Secondo la denuncia del partito della sinistra curda e turca Dem, durante le manifestazioni quotidiane nel Kurdistan turco (Bakur) in solidarietà alla resistenza di Sdf, Ypg e Ypj in Rojava contro l’aggressione del cosiddetto governo di transizione siriano, sono state fermate circa 600 persone e 80 di queste sono ancora detenute.
Tra le persone fermate anche diverse compagne e compagni internazionalisti della “Carovana dei popoli in difesa dell’umanità” che – riusciti a entrare in territorio turco e a unirsi alle mobilitazioni verso il confine siriano, in particolare a Suruc, al confine con la città di Kobane sotto assedio – sono stati fermati dalla polizia turca ed espulsi dal Paese. Alcuni di loro sono stati trattenuti per oltre 24 ore nei Cpr di Erdogan, costruiti con i finanziamenti miliardari dell’Ue per trattenere le persone migranti provenienti dall’area – in particolare proprio dalla Siria – e dirette in Europa.

Radio Onda d’Urto ha intervistato Lucia, compagna che ha partecipato alla “Carovana dei popoli in difesa dell’umanità” e che è stata arrestata ed espulsa dalla Turchia dove, in attesa della deportazione, è stata trattenuta all’interno di un cpr. Qui la sua testimonianza.

TORINO – Dalla repressione turca a quella italiana. Lunedì 2 febbraio, al carcere delle Vallette di Torino, 2 delle 3 persone arrestate al termine del corteo nazionale di sabato 31 gennaio a Torino sono comparse davanti al Gip per l’udienza di convalida.

A difenderli gli avvocati Stefano Coppo, Gianluca Vitale ed Elisabetta Montanari. La decisione sull’eventuale misura cautelare arriverà entro domani, mercoledì 4 febbraio, anche sulla base delle dichiarazioni che hanno reso.
Sabato 31 gennaio la Digos della Questura torinese aveva arrestato il 31enne e il 35enne, cittadini italiani, accusati dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Entrambi hanno negato le accuse.
È stato anche arrestato, ma in flagranza differita nella giornata di domenica 1 febbraio, un 22enne, per le accuse di concorso in lesioni personali ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni. Il giovane sarebbe stato individuato, attraverso l’analisi di alcuni filmati, tra le persone che stazionavano nei pressi della zona in cui è avvenuta l’aggressione a un agente del Reparto mobile (la Celere) di Padova. Dal filmato, ripreso da tutti i media mainstream e direttamente dagli stessi esponenti del Governo, si vedrebbe in realtà il giovane che indossa una giacca rossa guardare quanto sta accadendo, senza mai partecipare ai fatti.
Sempre a Torino, a fine manifestazione altre 24 persone sono state portate in Questura, identificate e denunciate a vario titolo per resistenza a pubblico ufficiale, porto d’armi improprie e travisamento.
Nel corso di cosiddetti “servizi preventivi” – cioè 29, 30 e 31 gennaio – sono state inoltre complessivamente controllate ed identificate 772 persone, di cui 54 cittadini non italiani. Comminate, in quest’occasione, pure un’ondata di misure amministrative “preventive”: 30 fogli di via obbligatori, della durata da 6mesi a 4 anni, 10 avvisi orali e 7 divieti di accesso ai locali pubblici.
Tra le persone colpite anche 3 militanti del Foa Boccaccio di Monza, raggiunti da foglio di via della durata di sei mesi. Fermati sabato mattina in zona Palazzo Nuovo, uno dei tre concentramenti della manifestazione nazionale “Torino è partigiana. Askatasuna vuol dire libertà”, sono stati allontanati per… “appartenenza a gruppi antagonisti”.

Le considerazioni su Radio Onda d’Urto di Paolo, compagno del Foa Boccaccio di Monza.

Sempre in tema di repressione, oggi sulle nostre frequenze:
SCUOLA: In Italia sempre più episodi di censura e controllo politico. Gli interventi Ugo Giovannangeli, avvocato esperto di diritto internazionale, e di Luca di Assenze Ingiustificate.
BOLOGNA: Tre dirigenti sindacali rischiano un decreto penale di condanna per il corteo in tangenzialeL’intervista a Giovanni Cotugno, segretario regionale della Fiom-Cgil Emilia-Romagna.
MILANO: Gli audio del dibattito dello scorso 24 gennaio per Maja T. e le persone imputate nel processo di Budapest.

OLIMPIADI INSOSTENIBILI – Il Comitato Insostenibili Olimpiadi (CIO) ha annunciato quattro giorni di mobilitazioni contro i Giochi invernali, in programma da giovedì a domenica. Il momento centrale delle iniziative sarà sabato, con un corteo nazionale a Milano contro quelli che gli organizzatori definiscono gli impatti ambientali, sociali ed economici delle Olimpiadi. La manifestazione partirà alle ore 15 da piazza Medaglie d’Oro.

Nel frattempo, Greenpeace Italia è intervenuta attaccando, con un video di denuncia rivolto a uno dei principali sponsor dell’evento, il colosso energetico Eni, che con le sue emissioni “sta contribuendo a far scomparire la neve e il ghiaccio da cui le Olimpiadi stesse dipendono”.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Federico Spadini, della campagna clima di Greenpeace Italia

Delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e del loro insostenibile costo economico, sociale e ambientale, si è occupata anche “Onda Anomala”- Notizie eventi e movimenti dal clima che cambia”, la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto parte della Cassetta degli attrezzi e in onda il martedì pomeriggio alle 18.45.

Qui la puntata di oggi, con l’intervista a Silvio La Corte del Comitato Insostenibili Olimpiadi e autore del libro “La bolla olimpica. Illusioni, speculazioni e interessi dietro ai cinque cerchi”.

PALESTINA – Chiudiamo spostandoci a Gaza, dove si continua a morire per mano di Tel Aviv. 3 i morti ammazzati solo nelle ultime 24 ore. Salgono così a 529 le persone uccise da quando il “cessate il fuoco” è entrato in vigore, 1.462 quelle ferite. In questo quadro, sono stati solo 5 i pazienti palestinesi in condizioni critiche autorizzati da Israele a lasciare Gaza attraverso il valico di Rafah – riaperto ieri dopo due anni di chiusura – a fronte degli oltre 22mila pazienti (di cui un quarto minorenni) che necessitano di cure mediche immediate.

Per fare il punto sulla situazione attuale, politica e umanitaria, oggi abbiamo trasmesso la traduzione in italiano del documento diramato oggi dalla FPLP – il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – che contiene anche un appello ai vari mediatori internazionali dell’ipotetica fase 2.

Quella di Gaza è una situazione che appare sempre più allarmante, una vera catastrofe umanitaria, come emerge chiaramente anche dal nuovo rapporto della relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, dal titolo ‘Genocidio di Gaza: un crimine collettivo’. Nell’indagine – presentata oggi, martedì 3 febbraio, in conferenza stampa alla Camera dei deputati – Albanese sottolinea come armi, intelligence e addestramento congiunto da parte dei partner occidentali, Italia compresa, abbiano di fatto alimentato la macchina genocidaria di Tel Aviv.

Qui l’intervento di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati, durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto 

In Italia, intanto, si continua a discutere del ddl Romeo, una delle proposte di decreto di legge che ha come obiettivo quello di equiparare l’antisemitismo con l’antisionismo e di criminalizzare le mobilitazioni solidali con la Palestina. Mobilitazioni che sono proseguite anche oggi, proprio su questo tema, con un presidio chiamato in piazza Capranica a Roma da Sanitari per Gaza, Assopace Palestina, Comunità palestinese di Roma e Lazio.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, in diretta dal presidio, Stefano Galieni, segreteria nazionale di Rifondazione Comunista.

Oggi si è parlato anche di

https://www.radiondadurto.org


3 febbraio 2026. Tutte le aree a rischio frana in Italia

Oltre un milione di persone vive in comuni dove la pericolosità è molto alta, spesso senza nemmeno saperlo

Da decenni a Niscemi si sapeva che buona parte del centro storico era stata costruita in un’area a rischio: nel 1997 c’era stata una frana simile e da anni il comune chiedeva soldi alla regione per mettere in sicurezza il fronte sud occidentale dell’altopiano che si affaccia sulla piana di Gela. In moltissimi altri comuni italiani il rischio è altrettanto alto, ma spesso gli abitanti non ne sono consapevoli perché negli anni non ci sono mai state avvisaglie, come accaduto a Niscemi. I dati sul rischio idrogeologico diffusi dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) aiutano a capire com’è la situazione nel resto d’Italia.

continua in
https://www.ilpost.it/2026/02/03/mappa-aree-comuni-rischio-frana/?homepagePosition=0

A dove of peace awaits the Opening Ceremony of the XXIV Summer Olympic Games on 17 September 1988 at the Seoul Olympic Stadium in Seoul, South Korea. (Photo by Pascal Rondeau/AllsportGetty Images)


Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, il programma con tutte le gare in calendario

I XXV Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 stanno per partire. Le competizioni sono in programma dal 6 al 22 febbraio 2026. Oltre che a Milano e a Cortina d’Ampezzo, le gare si svolgeranno anche a Rho, Assago, Bormio, Livigno, Predazzo, Rasun-Anterselva e Tesero.  Si tratta della terza edizione olimpica invernale ospitata in Italia dopo che il nostro Paese ha ospitato, sempre a Cortina d’Ampezzo, l’edizione del 1956 e a Torino quella del 2006. Sarà anche la quarta in assoluta considerando quella estiva di Roma 1960. Oltre ad essere la prima edizione con due città ospitanti, sarà anche la seconda in cui le cerimonie di apertura e di chiusura si terranno in due sedi differenti, ovvero Milano (Stadio San Siro) e Verona (Arena). 

continua in
https://tg24.sky.it/sport/approfondimenti/programma-olimpiadi-milano-cortina-2026?card=2


3 febbraio 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

2 febbraio 2026

https://www.rainews.it/video/2026/02/rass-0202-dc71da10-31a7-465b-af61-6df38f85988e.html

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Lunedì 2 febbraio 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/02/Radio3-Mondo-del-02022026-56df6459-aa9e-455f-ac29-58141eff5bde.html

Aggiornamento in tempo reale a partire dal 31 gennaio

2 febbraio 2026. Corteo Askatasuna, vertice di governo sul nuovo decreto Sicurezza. Meloni: “Risoluzione unitaria”

Ieri dimesso l’agente picchiato, la premier: “È stato un tentato omicidio”. Arrestato uno dei presunti aggressori, ha 22 anni. Condanna bipartisan, Schlein: “Violenza inaccettabile”. Il sindaco di Torino: “Devastazione premeditata”

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/askatasuna-in-migliaia-da-tutta-italia-davanti-a-ateneo-occupato-a-torino-3d3cf8f2-7e2a-46b8-895d-53001bc431ed.html

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RaiNews LIVE

La delegazione ucraina partita per Abu Dhabi, il 4 e 5 le consultazioni con Usa e poi Russia.

Kiev inserisce Pasdaran in lista terroristi. Lavrov: “Dispiegamento di forze occidentali in Ucraina sarà considerato un intervento straniero”. Arresti in Germania sospette forniture a Mosca in violazione sanzioni.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/zelensky-contiamo-su-nuovi-colloqui-la-prossima-settimana-28ee4346-12be-430a-977f-be60b28e2c81.html

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Storia della Crisi Russia-Ucraina

EN DIRECT, guerre en Ukraine : un bombardement russe touche une maternité à Zaporijia, au moins six blessés

Des salles de consultation médicale ont été dévastées par le souffle de l’explosion, des fenêtres pulvérisées.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/02/01/en-direct-guerre-en-ukraine-un-bombardement-russe-touche-une-maternite-a-zaporijia-au-moins-six-blesses_6664947_3210.html

Le point sur la situation, lundi 2 février à 16 heures

  • Un deuxième cycle de négociations directes entre Kiev, Moscou et Washington « aura lieu mercredi et jeudi à Abou Dhabi », a déclaré le porte-parole du Kremlin, Dmitri Peskov, confirmant l’annonce faite dimanche par le président ukrainien, Volodymyr Zelensky.
  • « Au cours de la journée écoulée, de nouvelles attaques russes ont été lancées contre des installations énergétiques dans les localités situées sur la ligne de front et à la frontière, mais il n’y a pas eu de tirs ciblés de missiles russes et de [drones de type] Shahed contre des infrastructures énergétiques », écrit Volodymyr Zelensky, sur les réseaux sociaux.
  • Un civil âgé de 44 ans et son fils de 23 ans ont été tués, dimanche soir, par une bombe guidée de l’armée russe à Oleksijevo-Droujkivka, dans l’oblast de Donetsk, a annoncé le parquet régional, qui fait, en outre, état de trois blessés au sein de leur famille. Il s’agit, selon lui, de la mère de famille et de deux enfants de 11 et 16 ans.
  • Un raid de drones ukrainiens a coûté la vie à deux civils, lundi matin, dans l’oblast russe de Belgorod, a fait savoir le gouverneur régional, Viatcheslav Gladkov. L’attaque a touché, pendant la nuit, une habitation privée de Stary Oskol, qui a pris feu, puis s’est en partie effondrée, a-t-il précisé.
  • Le président russe, Vladimir Poutine, « ne donne aucun signe d’une volonté réelle d’avancer vers la paix », estime le ministère des affaires étrangères français, Jean-Noël Barrot, dans un entretien accordé à Libération.

IDF “Hamas si sta riorganizzando a Gaza” e fornisce un rapporto a Netanyahu

Il Partito Socialista Europeo: “La decisione di Israele su Msf è inaccettabile”. Decine di malati in lista per l’Egitto, Israele riapre il valico di Rafah mentre bombarda al-Mawasi. Pazienti in attesa di entrare in Egitto: “Sembra un sogno”

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/lidf-torna-a-colpire-gaza-32-morti-qatar-condanna-violazioni-del-cessate-il-fuoco-727a96ea-a437-4b3a-b44c-6762b0d151a6.html

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Bonsoir,

Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.


LIVE: Israel opening Rafah crossing in Gaza as dozens killed in attacks

  • Israel reopens the Rafah border between Gaza and Egypt on a trial basis after nearly two years as thousands of sick and wounded Palestinians seek urgent medical care abroad.
  • In one of the bloodiest days since an October “ceasefire” took hold, at least 31 Palestinians – including six children – have been killed in multiple Israeli air raids on northern and southern Gaza.
  • Israeli forces have now killed at least 509 Palestinians and wounded 1,405 others since the start of the “ceasefire”.
  • Israel’s genocidal war on Gaza has killed at least 71,769 people and wounded 171,483 since it began in October 2023. An estimated 1,139 people were killed in Israel during the Hamas-led, October 7, 2023 attacks, with about 250 taken captive

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/2/1/live-israel-to-partially-open-rafah-in-gaza-as-dozens-killed-in-attacks?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
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Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
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https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

La guerra Israele-Hamas


Rebecca Passler positiva al doping: cos’è il letrozolo e i tortellini di Errani

Photo by: Martin Herbst/picture-alliance/dpa/AP Images

Primo caso di doping a pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: Rebecca Passler e il letrozolo.

Agenzia LAPRESSE – Viene prescritto nel trattamento di tumori al seno in fase precoce nelle donne in post-menopausa il letrozolo, sostanza che ha portato alla sospensione in via cautelare della campionessa di biathlon Rebecca Passler a pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina. 

continua in
https://www.lapresse.it/salute/2026/02/02/rebecca-passler-positiva-al-doping-cose-il-letrozolo-e-i-tortellini-di-errani/


2 febbraio 2025. Naufragi, gennaio di morte

Strage di migranti nel Mediterraneo, più di mille annegati secondo le ong. La cronistoria, giorno dopo giorno, di un mese d’inferno negli sos di Alarm phone

Carlo Ruggiero – collettiva.it

Il ministro dell’Interno Matto Piantedosi, durante una recente iniziativa della Lega, ha dichiarato che in Italia si registra un calo significativo degli arrivi di migranti, a sua detta dimezzati rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo stesso Piantedosi non ha mancato di definire questo risultato un “grande successo” nella gestione dei flussi.
Non ha tutti i torti. In effetti, secondo il “cruscotto” del suo ministero, dal primo al 28 gennaio 2026, i migranti arrivati sulle coste italiane sono stati 1.356. Lo scorso anno durante lo stesso periodo erano stati 3.354. Di conseguenza, di sbarchi nell’informazione ufficiale, si parla sempre meno. C’è un problema, pero. Perché si parla sempre meno anche di naufragi. Ma, a guardar bene, nello stesso periodo a cui fa riferimento il ministro Piantedosi, la conta dei migranti morti in mare pare un bollettino di guerra.

continua in
https://www.collettiva.it/copertine/italia/naufragi-gennaio-di-morte-migranti-h79r2dpj?guid=nl-1770105604

2 febbraio 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

1 febbraio 2026

https://www.rainews.it/video/2026/02/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-7bcc0810-6377-4ca3-9d5d-6e14234b40cf.html

La stampa internazionale letta e commentata da Annamaria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Domenica 1 febbraio 2026

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/02/Radio3-Mondo-del-01022026-adaaae28-7e2b-421f-bddd-41ff1708c7a3.html

Striscia di sangue Per la Striscia sembrava un giorno di speranza, con la riapertura seppure parziale del valico di Rafah. Ma la finta tregua di Israele non dà scampo: decine di morti palestinesi sotto le bombe, tra cui diversi bambini. Il messaggio è chiaro: riavuta la salma dell’ultimo ostaggio, Netanyahu ora vuole finire il lavoro
Michele Giorgio
https://ilmanifesto.it/la-finta-tregua-riporta-gaza-sotto-le-bombe-decine-di-morti-e-feriti
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-01-02-2026

1 febbraio 2026. Askatasuna vuol dire libertà – Torino è partigiana

Testo e foto di Daniele Mancuso

Agenzia PRESSENZA – Una folla oceanica, difficilmente quantificabile, ha dato vita ieri pomeriggio al corteo per la manifestazione nazionale “Askatasuna vuol dire libertà – Torino è partigiana” in difesa di Askatasuna, storico centro sociale torinese sgomberato lo scorso diciotto dicembre.
La manifestazione, che è giunta dopo il corteo organizzato a caldo il 21 dicembre,  è stata preparata da una serie di incontri preliminari sia delle realtà sociali partecipanti, sia dal Comitato Vanchiglia Insieme.

[1] Vedere in proposito il post di Rita Rapisardi che getta una luce diversa su uno dei video più impressionanti degli scontri https://www.facebook.com/photo?fbid=3813974365577702&set=a.1468342903474205

RaiNews LIVE

Finita la “tregua del gelo”, è durata tre giorni. Drone russo su un bus di minatori, 15 morti

EN DIRECT, guerre en Ukraine : un bombardement russe touche une maternité à Zaporijia, au moins six blessés

Des salles de consultation médicale ont été dévastées par le souffle de l’explosion, des fenêtres pulvérisées.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/02/01/en-direct-guerre-en-ukraine-un-bombardement-russe-touche-une-maternite-a-zaporijia-au-moins-six-blesses_6664947_3210.html

Le point sur la situation dimanche 1er février en début d’après-midi

  • Les négociations directes entre Kiev, Moscou et Washington pour tenter de trouver une issue à la guerre en Ukraine reprendront mercredi à Abou Dhabi, a annoncé le président ukrainien, Volodymyr Zelensky. « L’Ukraine est prête à une discussion de fond et nous souhaitons que le résultat [des négociations] nous rapproche d’une fin réelle et digne de la guerre », a-t-il ajouté.
  • Une frappe russe a touché dimanche une maternité dans la ville ukrainienne de Zaporijia, dans le centre-est du pays, faisant au moins six blessés, dont deux femmes qui étaient en consultation au moment des faits, a déclaré le chef de l’administration régionale.
  • Le chef de l’Etat ukrainien a affirmé dimanche que Moscou avait lancé plus de 6 000 drones, environ 5 500 bombes aériennes et 158 missiles sur l’Ukraine lors du mois de janvier. Selon lui, ces attaques ont visé principalement le système énergétique, les voies ferrées et des infrastructures civiles.
  • Le ministre de la défense ukrainien a remercié dimanche Elon Musk et son entreprise SpaceX pour avoir pris des mesures afin d’empêcher la Russie d’utiliser les systèmes de communication par satellites Starlink pour faire voler ses drones au-dessus de l’Ukraine.
  • La Russie a lancé 90 drones dans la nuit de samedi à dimanche, selon l’armée de l’air ukrainienne, qui précise que 76 drones ont été détruits ou neutralisés par brouillage électronique dans le nord et l’est du pays.
  • Deux personnes ont été tuées dans la nuit de samedi à dimanche par une frappe de drones russes sur la ville de Dnipro, dans l’est de l’Ukraine, a annoncé l’administration régionale. Cette attaque est intervenue alors qu’une pause des frappes russes sur la capitale Kiev, acceptée par le président russe, Vladimir Poutine, à la demande de son homologue américain, Donald Trump, doit prendre fin dimanche.

Israele annuncia stop operazioni Msf a Gaza: “Non ha fornito elenco personale”

L’ong replica: “Il divieto è un pretesto per ostacolare l’assistenza umanitaria nella Striscia”. Israele riapre valico di Rafah, ‘passaggio consentito solo a residenti di Gaza’

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/lidf-torna-a-colpire-gaza-32-morti-qatar-condanna-violazioni-del-cessate-il-fuoco-727a96ea-a437-4b3a-b44c-6762b0d151a6.html

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Le forze democratiche siriane annunciano un accordo di normalizzazione con Damasco
video Il “Board of Peace”, che cos’è e come dovrebbe funzionare
video Ran Gviri, l’ultimo ostaggio torna in Israele

La guerra Israele-Hamas


Bonsoir,

Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.


Updates: Thousands wait for evacuation from Gaza amid Rafah opening

  • Israel has reopened the Rafah border between Gaza and Egypt on a trial basis after nearly two years.
  • Gaza’s Health Ministry says 20,000 patients are at risk of death and need medical evacuation, while Israel has not provided details on how many will be allowed to exit for treatment and when.
  • In one of the bloodiest days since an October “ceasefire” took hold, at least 31 Palestinians – including six children – have been killed in multiple Israeli air raids on northern and southern Gaza.
  • Israeli forces have now killed at least 509 Palestinians and wounded 1,405 others since the start of the “ceasefire”.
  • Israel’s genocidal war on Gaza has killed at least 71,769 people and wounded 171,483 since it began in October 2023. An estimated 1,139 people were killed in Israel during the Hamas-led, October 7, 2023 attacks, with about 250 taken captive

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/2/1/live-israel-to-partially-open-rafah-in-gaza-as-dozens-killed-in-attacks

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

La guerra Israele-Hamas

1 febbraio 2026. Crisanti: “No alla cessione del Forlanini, occasione unica per trasformare la città”

“Non dobbiamo difendere il Forlanini, dobbiamo sviluppare la città”. E’ lo slogan lanciato da Andrea Crisanti, noto scienziato, virologo di fama internazionale ed ora anche senatore del partito democratico, nella conferenza stampa organizzata alla Camera dei deputati dalle associazioni che si oppongono alla cessione del prestigioso e immenso immobile romano all’amministrazione vaticana.

Andrea Crisanti

Michele Mezza – strisciarossa.it

L’idea che guida la decisione avviata dal governo è quella di favorire un’espansione del titolato Istituto pediatrico vaticano del Bambino Gesù. Crisanti contrappone un disegno più complesso ed organico che parla sia al mondo della sanità ma anche alla riorganizzazione urbanistica della capitale. “E’ incredibile che mentre la regione Lazio non dispone di attrezzature pediatriche adeguate – il 70 % dell’assistenza ai bambini è assicurata da strutture private in convenzione e il circuito pubblico non dispone di un reparto di rianimazione pediatrica – si impoverisca il patrimonio pubblico in una posizione strategica quale è quello straordinario complesso urbanistico che vede una accanto all’altra tre infrastrutture di peso come il San Camillo, il Forlanini e lo Spallanzani. Parliamo di una vera cittadella con più di 270mila metri quadrati coperti e spazi verdi per 80 ettari, praticamente nel centro della città”.

continua in
https://www.strisciarossa.it/crisanti-no-alla-cessione-del-forlanini-occasione-unica-per-trasformare-la-citta-lospedale-e-la/

1 febbraio 2026. In streaming “L’anno nuovo che non arriva” (ma quello vecchio si porta via Ceausescu)

Andrea Aloi – strisciarossa.it

Dicembre 1989, il giorno 20. A Bucarest sta arrivando con il Natale la sospirata fine di un regime e sei personaggi, più o meno consci del prossimo ribaltone, cercano vie di fuga o di sopravvivenza, tra gli scenari di cartapesta di uno studio tv, fragili come il morituro Ceaușescu destinato alla fucilazione, e l’intera gamma dei rodimenti interiori. Passato con meritato successo a Venezia nel ’24, dove ha vinto il premio Orizzonti, L’anno nuovo che non arriva, lavoro felicemente a cavallo di dramma e commedia del rumeno Bogdan Mureşanu, è arrivato da noi solo un anno dopo con Dna Distribution e Trent Film in una manciata di sale, registrando buone teniture, ma ora è reperibile facilmente in streaming e sono 138 minuti consigliabilissimi per freschezza e incisività narrativa di un regista-sceneggiatore al primo lungometraggio, dopo una serie di fortunati “corti”, tra i quali The Christmas gift, di cui il film è la riuscita estensione.

continua in
https://www.strisciarossa.it/in-streaming-lanno-nuovo-che-non-arriva-ma-quello-vecchio-si-porta-via-ceausescu/

1 febbraio 2026
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la