
Energia di sinistra
La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.
Carlo Galli
da strisciarossa
Rassegna stampa del 25 gennaio 2026
Domenica 25 gennaio 2026
Rassegna stampa internazionale del 25 gennaio 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Domenica 25 gennaio 2026

Guerra incivile Ancora un cittadino di Minneapolis ucciso dalla milizia anti-migranti nella città assediata. Ancora proteste e scontri dopo la diffusione delle immagini. Stavolta il governatore Walz chiama Trump: «L’Ice via da qui, subito». E mobilita la Guardia nazionale dello Stato
Marina Catucci
https://ilmanifesto.it/lice-spara-e-uccide-di-nuovo-arriva-la-guardia-nazionale
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-25-01-2026
25 gennaio 2026
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1431
RaiNews LIVE
“Costruttivi” i colloqui ad Abu Dhabi, Peskov: “Non parleremo con Kallas, in Europa incompetenti”
Ucraina-Usa-Russia si sono accordati su un elenco di punti sui quali proseguire le trattative. Ma Mosca non evita di lanciare centinaia di missili e droni sulle città ucraine, soprattutto Kiev e Kharkiv. Zelensky, trilaterale con Polonia e Lituania
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/avanti-con-i-negoziati-prossimo-round-il-1-febbario-usa-non-lontani-da-un-incontro-putin-zelensky-08aaa074-86d1-44a5-9b0e-6f2f29a476b0.html
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video Il drone russo che sembra un aliante: battaglie aeree vicino a Kupyansk
Notte di attacchi russi, un morto e 23 feriti tra Kiev e Kharkiv
La rabbia di Zelensky dopo i massicci attacchi: “Reagire con forza”
Il “giorno della marmotta” di Zelensky: “Europa persa e divisa”
Storia della Crisi Russia-Ucraina


EN DIRECT, guerre en Ukraine : la deuxième session de pourparlers entre Ukrainiens, Russes et Américains a eu lieu à Abou Dhabi, après une nouvelle nuit de bombardements sur Kiev et Kharkiv
Cette réunion a été décrite comme « constructive », par le président ukrainien Volodymyr Zelensky. Le bilan provisoire des dernières attaques sur le territoire ukrainien est d’un mort et une trentaine de blessés.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/01/20/en-direct-guerre-en-ukraine-600-000-personnes-ont-provisoirement-quitte-kiev-en-raison-des-frappes-russes-qui-privent-la-capitale-d-electricite-et-de-chauffage_6663004_3210.html
Le point sur la situation, dimanche 25 janvier à 14 heures
- Les discussions entre les délégations ukrainienne et russe en présence des médiateurs de la Maison Blanche reprendront le 1er février à Abou Dhabi, a annoncé un responsable américain. « Beaucoup de choses ont été discutées et il est important que les discussions aient été constructives », a, quant à lui, souligné le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, évoquant les entretiens de vendredi et samedi.
- Un homme âgé a été tué cette nuit par un tir de l’armée russe à Kherson, rapporte Oleksandr Prokudin, chef de l’administration militaire de l’oblast. Quatre personnes ont, en outre, été blessées dans la région entre samedi 6 heures et dimanche 6 heures, a-t-il précisé.
- Quatre-vingt-sept des 102 drones russes lancés dans la nuit ont été interceptés ou détournés par brouillage, mais dix sites ont été touchés par ceux qui ont échappé à la défense aérienne, a annoncé l’armée de l’air ukrainienne. Elle a également signalé le tir de deux missiles balistiques et dit procéder à des vérifications.
- Selon Vitali Klitschko, le maire de Kiev, 1 676 immeubles d’habitation de la capitale étaient toujours privés de chauffage dans la matinée en raison des bombardements russes de la veille. Près de 6 000, soit la moitié de la ville, étaient dans cette situation la veille, et la plupart l’avaient déjà été après les salves des 9 et 20 janvier, rappelle-t-il.
- Belgorod, chef-lieu de l’oblast russe du même nom, frontalier de l’Ukraine, a subi samedi soir des bombardements d’une intensité inédite qui ont endommagé un site de production d’énergie mais n’ont pas fait de victimes, a annoncé le gouverneur de l’oblast, Viatcheslav Gladkov.
- Le parquet de Marseille a annoncé le placement en garde à vue du capitaine, indien,du Grinch pour défaut de pavillon. Le pétrolier, soupçonné d’appartenir à la flotte fantôme russe, a été arraisonné jeudi matin dans les eaux internationales entre l’Espagne et l’Afrique du Nord
25 gennaio 2026 – RaiNews LIVE Giorno 840
Hamas dà indicazioni ai mediatori per il recupero del corpo dell’ultimo ostaggio
Tony Blair al Cairo per colloqui su Gaza dopo il suo ingresso nel Board of Peace: “Il rilascio dell’ostaggio Gvili è una priorità”. Witkoff e Kushner da Netanyahu: “Incontro su Fase 2 costruttivo”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/witkoff-e-kushner-esortano-netanyahu-a-passare-alla-seconda-fase-del-piano-per-gaza-28754534-2540-4513-aafc-e35f25e469ee.html
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L’Italia non entra nel Board, Meloni: “Problemi costituzionali”
video Negli ambulatori di MSF a Gaza
Gaza, tutte le notizie di ieri

Bonsoir,
Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.
24 gennaio 2026 – Trump: “Accesso alla Groenlandia per sempre e gratis”. Il “dossier” Artico si sposta a Bruxelles
Il presidente Usa in un post su Truth a pochi giorni dall’intesa raggiunta tra Ottawa e Pechino, che in precedenza aveva incoraggiato: ora invece invoca tariffe maggiorate del 100% “su tutte le merci e i prodotti canadesi importati negli Stati Uniti”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/articoli/2026/01/trump-torna-a-minacciare-se-il-canada-fara-laccordo-con-la-cina-avra-dazi-del-100-013aabe2-877d-424f-9fae-17669a853e87.html
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Trump annuncia: “Oggi lettere a Ue e Canada sui dazi”
L’altra faccia dello sport
Olimpiadi Invernali: a Milano sfilano le forze di polizia del Qatar. Mezzi blindati e 104 agenti per garantire maggiore sicurezza
I blindati hanno percorso le vie centrali del capoluogo lombardo. Si tratta dell’avvio dell’accordo stipulato a settembre tra il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi e lo Sceicco Khalifa bin Hamad Al Thani
Almeno nove mezzi blindati con l’insegna “State of Qatar Lekhwiya” hanno sfilato, scortati dalla polizia italiana, per il centro di Milano nel pomeriggio di oggi, 25 gennaio. No, nessun allarme di guerra. Semplicemente si tratta dell’inizio del periodo di ronda che le forze di sicurezza qatarine svolgeranno come contributo alla gestione dell’ordine pubblico in occasione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
continua in
https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/olimpiadi-invernali-a-milano-sfilano-le-forze-di-polizia-del-qatar-mezzi-blindati-e-104-agenti-per-garantire-maggiore-sicurezza-ftvpbj6t

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Articolo: Milano, il 6 febbraio scuole chiuse a Milano nella cerchia della circonvallazione. Majorino: “Decisione sbagliata”
Articolo: Gli agenti dell’Ice (che hanno ucciso due persone a Minneapolis) a supporto della sicurezza delle Olimpiadi? Piantedosi: “Non ci risulta”
Articolo: Milano, inaugurata la nuova centrale operativa ipertecnologica della polizia locale
Rassegna stampa del 24 gennaio 2026
Sabato 24 gennaio 2026
Rassegna stampa internazionale del 24 gennaio 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Sabato 24 gennaio 2026

Affinità elettive Una relazione «più che speciale». Il cancelliere tedesco Merz a Roma celebra l’asse con Meloni. Per un’Europa con più armi, meno verde e nemica dei migranti. Ma soprattutto che non litighi con Trump che sulla Groenlandia «pone problemi reali». Anzi, «speriamo vinca il Nobel»
Andrea Colombo
https://ilmanifesto.it/tra-draghi-e-trump-cosi-nasce-il-nuovo-asse
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-24-01-2026
24 gennaio 2026
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1430
RaiNews LIVE
Ad Abu Dhabi i negoziati Usa-Russia-Ucraina. La Tass: “Raggiunti risultati”, Zelensky: “Costruttivi”
Secondo funzionari Usa i negoziati riprenderanno il 1 febbraio sempre ad Abu Dhabi. Al centro delle trattative, il controllo dell’Ucraina orientale. Mosca: “Si ritirino”. Kiev: ripristinata l’elettricità su 88mila abitazioni. Attacco su Kharkiv
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/negoziati-usa-russia-ucraina-braccio-di-ferro-sul-donbas-massicco-attacco-russo-su-kiev-e-kharkiv-d9899821-c270-4bca-9b02-d1a212d22f2b.html
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La rabbia di Zelensky dopo i massicci attacchi: “Reagire con forza”
Il “giorno della marmotta” di Zelensky: “Europa persa e divisa”
Storia della Crisi Russia-Ucraina


EN DIRECT, guerre en Ukraine : la deuxième session de pourparlers entre Ukrainiens, Russes et Américains a eu lieu à Abou Dhabi, après une nouvelle nuit de bombardements sur Kiev et Kharkiv
Cette réunion a été décrite comme « constructive », par le président ukrainien Volodymyr Zelensky. Le bilan provisoire des dernières attaques sur le territoire ukrainien est d’un mort et une trentaine de blessés.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/01/20/en-direct-guerre-en-ukraine-600-000-personnes-ont-provisoirement-quitte-kiev-en-raison-des-frappes-russes-qui-privent-la-capitale-d-electricite-et-de-chauffage_6663004_3210.html
Le point sur la situation, samedi 24 janvier à 14 heures
- D’intenses bombardements russes ont fait un mort à Kiev et 31 blessés à Kharkiv, dans le nord-est de l’Ukraine, selon les autorités locales. Dans la capitale, près de 6 000 immeubles, soit la moitié de la ville, ont été privés de chauffage et 88 000 foyers étaient sans électricité dans la matinée, d’après le maire et la compagnie d’énergie DTEK.
- Vingt et un missiles et 375 drones russes ont été lancés entre vendredi à 18 heures et samedi à 9 heures, rapporte l’armée de l’air ukrainienne. Quinze des missiles et 357 des drones, dont 250 environ étaient de type Shahed, ont, selon elle, été interceptés, mais 17 sites ont été touchés.
- Le ministre des affaires étrangères ukrainien, Andrii Sybiha, a dénoncé un acte de « cynisme », « alors même que les délégations se réunissaient à Abou Dhabi pour faire avancer le processus de paix mené par les Etats-Unis ».
- Les représentants russes et ukrainiens ont repris leurs discussions en présence des émissaires américains, samedi matin, à Abou Dhabi, au lendemain d’une première journée de négociations trilatérales, selon une source anonyme citée par l’agence Reuters.
- Les partenaires de l’Ukraine lui ont promis, vendredi, de nouvelles aides pour assurer la pérennité de ses installations de production d’énergie, dans le cadre d’une réunion du G7 élargi, a fait savoir Oleksii Kuleba, vice-premier ministre chargé de la reconstruction. Les Etats-Unis se sont notamment engagés à lui fournir 400 millions de dollars.
24 gennaio 2026 – RaiNews LIVE Giorno 840
Witkoff e Kushner a colloquio con il premier Netanyahu
La leadership di Hamas incontra,a Istanbul, il capo dell’intelligence turca per discutere della fase due a Gaza.Idf apre fuoco sulla linea gialla. In Siria governo e forze curde concordano una tregua di un mese
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/witkoff-e-kushner-oggi-in-israele-per-vedere-netanyahu-9045031f-b747-4c47-81e2-601495cf435e.html
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L’Italia non entra nel Board, Meloni: “Problemi costituzionali”
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Gaza, tutte le notizie di ieri

Bonsoir,
Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.
24 gennaio 2026 – Trump: “Accesso alla Groenlandia per sempre e gratis”. Il “dossier” Artico si sposta a Bruxelles
Il presidente Usa in un post su Truth a pochi giorni dall’intesa raggiunta tra Ottawa e Pechino, che in precedenza aveva incoraggiato: ora invece invoca tariffe maggiorate del 100% “su tutte le merci e i prodotti canadesi importati negli Stati Uniti”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/articoli/2026/01/trump-torna-a-minacciare-se-il-canada-fara-laccordo-con-la-cina-avra-dazi-del-100-013aabe2-877d-424f-9fae-17669a853e87.html
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video Standing ovation per il premier canadese Mark Carney: il discorso diventa virale
video Mark Carney vince le elezioni e sfida gli Usa: “L’America di Donald Trump ha tradito il Canada”
Groenlandia e tensioni geopolitiche, FMI: “Escalation sui dazi, rischio per la crescita”
Trump annuncia: “Oggi lettere a Ue e Canada sui dazi”
L’altra faccia dello sport
Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
24 gennaio 2025. La convergenza ai tempi della guerra (civile)


Minneapolis insorge contro le violenze dell’ Ice, la guardia pretoriana di Trump: sciopero generale, il primo da decenni, e manifestazione oceanica a -20. Oggi, l’ Ice uccide a sangue freddo un uomo durante un arresto a Minneapolis.
Kobane si appresta a resistere contro gli assalti di qaeidisti e fondamentalisti islamici mandati con il consenso di quell’occidente che sparge islamofobia, tace sul genocidio in Palestina e che accusa di terrorismo ormai qualunque cosa sia resistenza.
A Massa oltre 5mila persone sfilano contro le denunce arrivate per le lotte di ottobre. A Bologna centinaia di persone si riuniscono per l’ assemblea no Kings. Si apre con la partenza della carovana popolare verso il Rojava, si sente forte la voce dei collettivi transfemministi sull’Iran, contro il regime e contro i monarchici. Parla chi ha perso un occhio per il lancio dei fumogeni questo autunno, la lotta per la casa, contro il riarmo, per gli spazi sociali e tanto altro.
Non possiamo permetterci di essere opinione. Dobbiamo essere rapporto di forza.
E la convergenza è il metodo.
La domanda è ingenua, forse, ma va fatta: possiamo permetterci di convergere nelle piazze e di non confederare le nostre pratiche?
Perché ancora più ingenuo sarebbe non vedere il livello dello scontro e illudersi che ci sia qualche barriera democratica a proteggerci dagli oligarchi.
La barricata è la lotta. La lotta è di classe. I suoi metodi sono compositi e vari. La sua radicalità è la capacità di andare alla radice.
Per quanto ci riguarda, proviamo a fare il nostro.
Il metodo ora, in questa fase della nostra lotta, è rompere il boicottaggio del muro di gomma, completando l’azionariato popolare. Che la fabbrica socialmente integrata, con la sua reindustrializzazione ecologica, possa nascere e essere a disposizione del nostro immaginario.
Non sappiamo quanto tempo ci rimane.
#insorgiamo
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24 gennaio 2026. “VIA I FASCISTI DA PIACENZA” STUDENTI E LAVORATORI AL CORTEO DEI COLLETTIVI

zerocinque23.com
Molti giovani, soprattutto studenti piacentini hanno partecipato alla manifestazione antifascista promossa dai Collettivi ControTendenza, Resisto e Azione Antifascista, e Collettivo Schiaffo contro il corteo Remigrazioni dell’omonimo comitato che ha occupato, un paio d’ore dopo, la zona nord della città. Circa 350 i partecipanti, studenti, lavoratori della logistica del sindacato Si Cobas, tutti costantemente presidiati da un nutrito cordone di forze dell’ordine.
video in
https://www.zerocinque23.com/attualita/via-i-fascisti-da-piacenza-studenti-e-lavoratori-al-corteo-dei-collettivi/?fbclid=IwY2xjawPixnNleHRuA2FlbQIxMABicmlkETE3YW1oSGZhR2k2Y3Fxdk1Hc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHt6_WJeDx6g4AKQ8dc-OCq7XCRDKu7XkMXNDsRaDdfIh0Pa1e2yU57lFg9GI_aem_wXbLGWK9TuQ6GqvNWs1c3w
https://www.facebook.com/share/v/1GCAxrnXqq/
Rassegna stampa del 23 gennaio 2026
Venerdì 23 gennaio 2026
Rassegna stampa internazionale del 23 gennaio 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Venerdì 23 gennaio 2026

Palestina A Davos una sceneggiata lancia il Board of peace che fuori da ogni legalità internazionale dovrà ricostruire Gaza. Cancellati il genocidio e i palestinesi, comanda Trump. Fuori i grandi Paesi, dentro gli autocrati da Milei a Orbán. Manca solo Netanyahu, ma arriverà anche lui
Chiara Cruciani
https://ilmanifesto.it/sulle-macerie-di-gaza-nasce-il-club-privato-di-trump
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-23-01-2026
23 gennaio 2026 – RaiNews LIVE
Live Forum economico mondiale a Davos, dal 19 al 23 gennaio
Trump: “Accesso alla Groenlandia per sempre e gratis”. Il “dossier” Artico si sposta a Bruxelles
Al via il Consiglio europeo straordinario su rapporti Ue-Usa (minacciati dalla politica dei dazi esercitata da Trump), sicurezza e Mercosur. Bilaterale Meloni-Merz a margine del summit, domani il vertice intergovernativo Italia-Germania a Roma
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/world-economic-forum-davos-geopolitica-groenlandia-trump-zelensky-iran-bc2fd474-8090-42d7-a7ba-a603747e5a45.html
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Oxfam: “12 miliardari sono più ricchi di 4 miliardi di persone”
23 gennaio 2026
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1429
RaiNews LIVE
Abu Dhabi, terminato il trilaterale Russia-USA-Ucraina, i colloqui proseguiranno domani
Tajani: “Zelensky ingeneroso, l’Ue ha fatto tutto per sostenere l’Ucraina”. A Mosca Putin ha incontrato Witkoff e Kushner. Attacchi al presidente ucraino dall’Iran. Documento dell’Ue: “Per la ricostruzione di Kiev ci vorranno 800 miliardi in 10 anni”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/ucraina-guerra-davos-zelensky-incontra-trump-resta-nodo-donbas-europa-smarrita-oggi-trilaterale-russia-usa-ucraina-cac34596-9166-45b4-af1d-00abf9d847a4.html
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Cremlino, concluso l’incontro tra Putin e Witkoff Mosca: “Molto utile”
Bbc decine di petroliere russe sanzionate hanno attraversato la Manica
Storia della Crisi Russia-Ucraina


EN DIRECT, guerre en Ukraine : Zelensky dit avoir conclu un accord avec Trump sur les garanties de sécurité pour l’Ukraine, mais la question des territoires de l’Est n’est « pas encore résolue »
Le président ukrainien était au sommet de Davos, où a eu lieu une courte rencontre avec le président américain. Auparavant, il avait reproché à une Europe « fragmentée » son manque de « volonté politique » à l’égard de la Russie.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/01/20/en-direct-guerre-en-ukraine-600-000-personnes-ont-provisoirement-quitte-kiev-en-raison-des-frappes-russes-qui-privent-la-capitale-d-electricite-et-de-chauffage_6663004_3210.html
Le point sur la situation vendredi 23 janvier en fin de journée
- Début des pourparlers entre Ukrainiens, Russes et Américains à Abou Dhabi. Le ministre des affaires étrangères émirati a annoncé l’ouverture des pourparlers trilatéraux entre des représentants de la Russie, de l’Ukraine et des Etats-Unis.
- Il est « trop tôt pour tirer des conclusions » sur le fond de ces pourparlers, affirme Volodymyr Zelensky. « D’autres réunions sont prévues pour demain » a déclaré le négociateur en chef ukrainien, Rustem Umerov.
- L’Ukraine commande 18 systèmes de défense aérienne IRIS-T. Kiev dispose déjà de neuf lanceurs IRIS-T. Cette nouvelle commande vise à améliorer la protection des infrastructures critiques et des zones proches du front.
- Le prix Nobel de la paix pourra être décerné à Donald Trump « s’il fait la différence (…) en instaurant une paix juste et durable en Ukraine », déclare la première ministre italienne, Giorgia Meloni.
- Un document révèle la proposition UE-USA d’un « plan de prospérité » de 800 milliards de dollars pour l’Ukraine d’après-guerre. Ce document de 18 pages obtenu par Politico présente un plan de relance sur dix ans, assorti d’une voie accélérée vers l’adhésion de l’Ukraine à l’Union européenne.
- Le « Grinch », pétrolier de la flotte fantôme russe, intercepté jeudi en Méditerranée par la marine française, va être convoyé vers le port de Marseille-Fos.
Messaggio da Kobane: Qaedisti e turchi aggrediscono Rojava

Sono riusciti a costruire i loro campus universitari durante la guerra e non hanno mai smesso di sperimentare esperienze di autogoverno per aprire spazi di vita non orientati dal capitalismo e dal patriarcato. Oggi, le università del Rojava/Siria settentrionale sono pieni di sfollati che cercano di sopravvivere, mentre la regione subisce gli attacchi dalle forze dell’Esercito Arabo Siriano, un pezzo di al-Qaeda trasformato in autorità statale, e dei mercenari sostenuti da potenze internazionali. “È in corso un femminicidio e un genocidio… – scrivono docenti, studenti e personale delle Università del Rojava – La situazione a Kobanê è particolarmente grave. La città è sotto assedio… Da diversi giorni non c’è elettricità, acqua e nessun accesso affidabile ai beni di prima necessità… Vi invitiamo, ovunque siate, a schierarvi dalla parte del Rojava. Alzate la voce. Organizzatevi nei vostri campus, nei vostri sindacati e nelle vostre comunità…”
continua in
https://comune-info.net/messaggio-da-kobane-qaedisti-e-turchi-aggrediscono-rojava/?fbclid=IwdGRzaAPiMjRjbGNrA-IyDGV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHtA6WteGrbmrNII27VESyCgkYTDRKpjEGZHkNUl-7JeFZK0doi3snRiMg4m-_aem_cTgmFg8Ct2l8pup_LHOdmg&sfnsn=scwspwa
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Una luce nell’oscurità.
Perché il Movimento di liberazione curdo è qualcosa di speciale
L’ora delle sciabole
Aggiornamenti su Rete Kurdistan Italia
Tradotto e diffuso da Franco Berardi Bifo. Sulla sua newsletter archiviata su Substack.com è possibile leggere anche il testo in spagnolo e in inglese di un suo intervento realizzato a Barcellona in dicembre dal titolo War, insubmission, art.
23 gennaio 2026 – RaiNews LIVE Giorno 838
Fonti Ue: “Su Gaza nostro sostegno va avanti senza aspettare il Board of Peace”
Il premier Sanchez si smarca “in coerenza con sistema Onu”. Tajani: “Difficile superare ostacolo costituzionale”. Consiglio di Pace tra lo scetticismo internazionale: nella UE solo Orbán, revocato l’invito al Canada. Raid Idf a Hebron, 14 arresti
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/gaza-tregua-fragile-fase-due-putin-nel-consiglio-pace-meloni-no-trump-invita-il-papa-f9b120a9-710e-43ce-ab30-2b56bd64ff7e.html
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I genitori di Giulio Regeni a 10 anni dalla sua morte: “Grazie a chi ha impedito l’oblio”
“Cittadini e scorta mediatica hanno illuminato il cammino verso la verità”. Nelle sale un documentario sulla storia del ricercatore trovato morto il 3 febbraio 2016

Foto LaPresse
“Il 25 gennaio saranno trascorsi 10 anni da quando Giulio è stato sequestrato al Cairo per poi essere torturato e ucciso da funzionari del regime egiziano“. E’ quanto hanno detto all’ANSA Paola e Claudio Regeni, attraverso la legale Alessandra Ballerini. “Ringraziamo tutte le persone e la scorta mediatica che hanno illuminato il nostro cammino verso la verità e la giustizia anche seguendo ogni fase del processo e impedendo che questa tragica storia di violazione dei diritti umani cadesse nell’oblio“, hanno aggiunto.
continua in
https://www.rainews.it/articoli/2026/01/i-genitori-di-giulio-regeni-a-10-anni-dalla-sua-morte-grazie-a-chi-ha-impedito-loblio-6aff576a-93af-46d6-a280-d568e1a77867.html
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Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

**Giovedì 29 gennaio, h 18.30, SPIN TIME LABS, Roma**
“Questo lavoro non è riarmo”. A partire dalla presentazione di Questo lavoro non è vita e in convergenza con la difesa di Spin Time e degli spazi sociali, una tappa della campagna: “Un’azione contro il riarmo”
con Nico Piro, Gea Scancarello e @Lorenzo Teodonio
Tutte le date della campagna “Un’azione contro il riarmo”, stay tuned
Campagna, un’azione contro il riarmo
**Date in costante aggiornamento stay tuned**
Sabato 24 gennaio
**Arezzo**, teatro Virginian
Ore 18 presentazione del libro “Questo lavoro non è vita”
A seguire pane vino e companatico e musica dal vivo con “Crudo”
**Partinico**, Arci Pasol- via Bongiorno 29, ore 18
Presentazione del nuovo numero di Jacobin “Da ogni fiume a ogni mare”
Dalla Palestina alla Sicilia: il metodo flottilla per economie ed ecologie insorgenti
Alle 20 collegamento con il collettivo di fabbrica GKN
Domenica 25 gennaio
**Presidio ex GKN, Campi Bisenzio (FI)**, h 18.00
Proiezione “Il Grande Gioco” e discussione sulle olimpiadi invernali di Cortina
A seguire apericena solidale
**Lunedì 26 gennaio**
**In diretta facebook sulla pagina Prc Toscana**
Ore 21,15
la fabbrica della guerra permanente
Giovedì 29 gennaio
Roma, Spin Time – ore 18,30 “Questo lavoro non è riarmo” Presentazione del libro “Questo lavoro non è vita” con gli autori Gea Scancarello e Dario Salvetti e Nico Piro
Venerdì 30 gennaio
Carrara. Circolo Arci Fuori Luogo, via Carriona 70.
Proiezione “The Cost of growth” ore 21
Presidio GKN –
Assemblea soci e socie Soms Insorgiamo, cena solidale e discussione “Dalla speculazione finanziaria al riarmo” con Alessandro Volpi
Monteloro – Apericena e presentazione della campagna di azionariato popolare
Modena
Domenica 1 febbraio
Csa Lambretta, Milano –
Proiezione “The Cost of growth” ore 18
Mercoledì 4 Febbraio, 2026
Torino – Cineteatro Baretti Ore 21:00
Proiezione “The Cost of growth”
Giovedì 5 Febbraio, ore 20:30
Ravenna – Sala Ragazzini
Proiezione “The Cost of growth” Organizzata da Pondus Libra Aps
https://www.facebook.com/share/r/1FqGP61Eye
Venezia
Proiezione “The Cost of growth”
Venerdì 6 Febbraio
Treviso
Proiezione “The Cost of growth” e talk
Sabato 7 Febbraio, ore 19
Vicenza
Pranzo e proiezione “The Cost of growth”
Verona – Laboratorio spazio autogestito paratodos
Cena e proiezione “The Cost of growth”
Domenica 8 Febbraio
Padova, cinema Astra
presentazione e proiezione “The Cost of growth” – ore 18
Martedì 10 Febbraio, ore 15:00
Firenze – Dipartimento di Economia di Novoli
Proiezione “The Cost of growth”
Martedì 10 febbraio
Cinema Rouge et Noir, p.zza Verdi n. 8, Palermo.
ore 19
Proiezione “The Cost of growth”
Venerdì 13 febbraio
Presidio GKN
presentazione libro “Ecologia Sociale e Diritto alla Città” di Francesco Ventura
Domenica 22 febbraio
Presidio ex GKN, Campi Bisenzio (FI)
Proiezione “Macchina continua”
**Un’azione per salvare GFF: Dare uno schiaffo al sistema non ha prezzo!**
insorgiamo.org/crowdfunding-2025/
Fai una donazione su Produzioni dal basso: https://sostieni.link/39553
Oppure diventa azionista con la piattaforma Ener2crowd
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Sportello di supporto alla registrazione autorganizzato: scrivi a firenzepergkn@gmail.com specificando la tua preferenza per lo sportello in presenza al presidio Gkn/ a Firenze/ online e se si tratta della registrazione di una persona fisica o di un’associazione.
Organizza un evento a sostegno dell’azionariato: forms.gle/JkCWZ9C3k65BNWeh8
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Rassegna stampa del 22 gennaio 2026
Giovedì 22 gennaio 2026
Rassegna stampa internazionale del 22 gennaio 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Giovedì 22 gennaio 2026

A mondo mio «Prenderemo la Groenlandia. Senza forza se ci direte di sì. Altrimenti ce ne ricorderemo». Trump porta a Davos il suo attacco contro l’Europa «perduta» per colpa «dei migranti e delle pale eoliche». Minaccia di fare il bis del Venezuela, poi rallenta sui dazi punitivi
Giovanna Branca
https://ilmanifesto.it/trump-se-ci-dite-di-no-sulla-groenlandia-ce-ne-ricorderemo
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-22-01-2026
22 gennaio 2026 – RaiNews LIVE
Live Forum economico mondiale a Davos, dal 19 al 23 gennaio
Trump: “Accesso alla Groenlandia per sempre e gratis”. Il “dossier” Artico si sposta a Bruxelles
Al via il Consiglio europeo straordinario su rapporti Ue-Usa (minacciati dalla politica dei dazi esercitata da Trump), sicurezza e Mercosur. Bilaterale Meloni-Merz a margine del summit, domani il vertice intergovernativo Italia-Germania a Roma
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/world-economic-forum-davos-geopolitica-groenlandia-trump-zelensky-iran-bc2fd474-8090-42d7-a7ba-a603747e5a45.html
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Oxfam: “12 miliardari sono più ricchi di 4 miliardi di persone”
22 gennaio 2026
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1428
RaiNews LIVE
Zelensky sferza l’Europa: “Divisa e smarrita”. Colloqui al Cremlino tra Putin e Witkoff-Kushner
Per il presidente ucraino, “colloquio positivo” a Davos con Trump, poi l’annuncio per domani di un trilaterale Ucraina-Usa-Russia negli Emirati: “Questione Donbas irrisolta”. Macron: abbordata una petroliera “proveniente dalla Russia”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/ucraina-guerra-davos-incontro-trump-zelensky-witkoff-vola-a-mosca-30fc711e-76d6-4429-8e16-adb4da2f46e5.html
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Cessate il fuoco per la centrale di Zaporizhzha: “Riparazioni urgenti”
Storia della Crisi Russia-Ucraina


EN DIRECT, guerre en Ukraine : Zelensky dit avoir conclu un accord avec Trump sur les garanties de sécurité pour l’Ukraine, mais la question des territoires de l’Est n’est « pas encore résolue »
Le président ukrainien était au sommet de Davos, où a eu lieu une courte rencontre avec le président américain. Auparavant, il avait reproché à une Europe « fragmentée » son manque de « volonté politique » à l’égard de la Russie.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/01/20/en-direct-guerre-en-ukraine-600-000-personnes-ont-provisoirement-quitte-kiev-en-raison-des-frappes-russes-qui-privent-la-capitale-d-electricite-et-de-chauffage_6663004_3210.html
Le point sur la situation, jeudi 22 janvier à 21 heures
- Le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, a vertement critiqué, jeudi, ses alliés européens à la tribune du Forum économique mondial de Davos, fustigeant une Europe « fragmentée » et « perdue » lorsqu’il s’agit d’influer sur les positions du président américain, Donald Trump, et manquant de « volonté politique » face à son homologue russe, Vladimir Poutine.
- Avant de prendre la parole, Volodymyr Zelensky s’était entretenu avec Donald Trump. Interrogé à l’issue de cette rencontre sur le message qu’il souhaitait faire passer à Vladimir Poutine, M. Trump a lancé : « La guerre doit prendre fin»
- De son côté, lors d’un point presse après sa prise de parole, M. Zelensky a affirmé être parvenu à un accord avec le dirigeant américain sur les garanties de sécurité pour assurer le maintien de la paix en Ukraine après une éventuelle cessation du conflit avec la Russie, tout en ajoutant que la question des territoires de l’est de l’Ukraine n’était toujours pas réglée.
- Le président ukrainien a également assuré que les documents en cours d’élaboration avec Washington pour mettre fin à l’invasion russe de l’Ukraine étaient « presque prêts ».
- Volodymyr Zelensky a aussi évoqué des discussions « trilatérales » entre l’Ukraine, la Russie et les Etats-Unis vendredi et samedi aux Emirats arabes unis. Elles feront suite à la visite de l’équipe de négociation américaine à Moscou jeudi.
Le Kremlin a annoncé que Vladimir Poutine discuterait jeudi soir de la guerre en Ukraine avec une délégation américaine composée de l’envoyé spécial de Donald Trump Steve Witkoff et du gendre du président américain Jared Kushner. - La marine française a arraisonné, jeudi en Méditerranée, le Grinch, un pétrolier soupçonné d’appartenir à la « flotte fantôme » russe, quatre mois après l’interception dans l’océan Atlantique d’un autre de ces navires qui permettent à Moscou d’exporter son pétrole en contournant les sanctions occidentales.
22 gennaio 2026 – RaiNews LIVE Giorno 838
Kaja Kallas: “Sì al Board of Peace se limitato come in risoluzione Onu”
A Davos Donald Trump firma l’atto costitutivo del Board of peace, ci sono 22 paesi. Meloni frena sul Consiglio per la pace: “Problemi costituzionali legati all’art.11”. Invitato anche il Papa. Abu Mazen a Mosca da Putin
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/gaza-tregua-fragile-fase-due-putin-nel-consiglio-pace-meloni-no-trump-invita-il-papa-f9b120a9-710e-43ce-ab30-2b56bd64ff7e.html
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L’Italia non entra nel Board, Meloni: “Problemi costituzionali”
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Bonsoir,
Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.
Gaza, a Davos la cerimonia di firma del “Board of Peace”
Si è tenuta stamattina a margine del World Economic Forum di Davos la cerimonia di firma del “Board of Peace”, l’organismo voluto dal presidente Usa Trump principalmente per la gestione della crisi di Gaza e la sua ricostruzione. A presenziare una ventina di Paesi invitati: nessuno dell’Unione europea, a parte l’Ungheria. Intanto ancora raid dell’Idf nella Striscia: 11 i morti, tra cui due bambini e tre giornalisti. Padre Romanelli: situazione drammatica
Roberto Paglialonga – Città del Vaticano
È nato ufficialmente a Davos questa mattina, 22 gennaio, il “Board fo Peace”, l’organismo voluto da Donald Trump per gestire la crisi nella Striscia di Gaza e la sua ricostruzione. La cerimonia di firma, aperta dallo stesso presidente degli Usa, a cui hanno preso parte una ventina di leader e rappresentanti di Stati invitati, si è tenuta a margine dei lavori del World Economic Forum poco dopo le 11.
continua in
https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-01/gaza-a-davos-la-cerimonia-di-firma-del-board-of-peace.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Giovedì 22 gennaio. Sabato mobilitazione nazionale per il Rojava
A Kobane respinti assalti delle milizie | Stragi dell’Idf in Palestina e Libano, repressione in Italia | Usa: domani sciopero generale a Minneapolis | Ciclone devasta Sicilia e Calabria
Qui tutti i modi in cui potete ascoltare in diretta Radio Onda d’Urto!

ROJAVA – Apriamo la newsletter, anche stasera, con il confederalismo democratico sotto attacco. Iniziamo dagli aggiornamenti:
Nonostante il cessate il fuoco dichiarato martedì sera, i tagliagole dell’esercito governativo siriano continuano ad attaccare le posizioni delle Forze Siriane Democratiche e delle Ypj, poste ora a difesa delle aree a maggioranza curda dell’Amministrazione autonoma sui fronti di Hasake e soprattutto Kobane, città simbolo della resisteza a Daesh dieci anni fa, ora di nuovo sottoposta a un assedio. Damasco ha tagliato corrente, acqua e internet. Gli abitanti di Kobane e dintorni sono quindi senza servizi e senza cibo.
All’assedio governativo si aggiunge l’inverno: Kobane, infatti, è sotto una bufera di neve. Sotto la neve, però, Sdf, Ypg e Ypj resistono e rispondono al fuoco nemico. Nelle ultime ore hanno riferito di aver inflitto pesanti perdite alle bande di Hts e Daesh. Stamattina respinto un tentativo di avanzata sul fronte di Sarrin, sud di Kobane.
Sempre sotto la neve, dall’altra parte del confine con lo stato turco, a Suruc, decine di migliaia di curdi continuano a riversarsi verso il confine per unirsi alla Resistenza. In corso duri scontri con la polizia turca.
A Erbil, Kurdistan iracheno, oggi ci sono stati movimenti diplomatici: esponenti delle Sdf e dell’Amministrazione autonoma del Rojava hanno incontrato i leader della regione autonoma del Kurdistan iracheno e Tom Barrack, inviato speciale Usa.
Sul terreno c’è poi il fronte di Raqqa, dove gli jihadisti di Daesh, liberati dai loro compari governativi, sono tornati a sventolare le bandiere nere del sedicente Califfato, mettendo i video in rete. Poco distante, intanto, circondate da tutti i lati e sotto bombardamenti continui, unità delle Sdf e delle Ypj continuano a resistere asserragliate nella prigione di Al Aqatan, impedendo la fuga di altri 5mila militanti di Daesh che il governo di Damasco vuole liberare. In tutto il Rojava prosegue la mobilitazione generale, con tutte le persone nelle strade per difendere la rivoluzione confederale. Su questo oggi abbiamo intervistato Daniela Galiè, giornalista di Dinamo Press che lo scorso autunno è stata nei territori della Siria del nord-est.
La chiamata, comunque, è a resistere in tutto il mondo. In Europa cresce la rabbia, a partire dai giovani della diaspora curda, arrivati ieri sotto il Parlamento europeo a Bruxelles, cercando di entrare all’interno contro le complicità dell’Ue con Damasco, visto il recente incontro tra Al Jolani e Von der Leyen, con 620 milioni di euro promessi all’ex esponente di Al Qaeda. La manifestazione è stata attaccata con gli idranti dalla polizia belga. Scene analoghe a Ginevra, in Svizzera, intorno alla sede delle Nazioni unite.
Anche in Italia salgono i giri della mobilitazione internazionalista. Ieri le prime iniziative a Milano e a Roma. Sabato 24 gennaio sarà mobilitazione nazionale in Italia. Diverse le piazze già annunciate. Tra queste Torino, Pisa, Catania, Roma, Perugia e Brescia, dove l’appuntamento, lanciato da “Rise up for Rojava Brescia”, è alle ore 15.30 in Largo Formentone/Piazza Rovetta. Per presentare l’appuntamento abbiamo intervistato Giuseppe, compagno del centro sociale Magazzino 47, e Dino Greco, di Rifondazione Comunista, due delle realtà promotrici.

PALESTINA – Proseguiamo con la Palestina. Anche in questo caso partiamo dagli aggiornamenti:
L’esercito di occupazione israeliano oggi ha colpito, via terra, mare e cielo, le zone orientali della città di Khan Younis (1 vittima) e il nord di Rafah. Nessuna reazione internazionale, nemmeno di fronte all’ennesimo massacro israeliano a Gaza, che ha colpito deliberatamente un convoglio umanitario vicino all’ospedale turco di Gaza, nella Striscia Centrale. 5 le vittime, tra cui 3 reporter, Abd el-Rauf Shaat (che lavorava per la France Presse, che ha chiesto oggi un’inchiesta internazionale) Anas Ghoneim e Mohammed Qishta, ammazzati nel raid contro il convoglio del Comitato egiziano per il soccorso della popolazione palestinese.
Un civile ucciso anche in Libano nei raid degli F16 israeliani contro diversi villaggi e cittadine nel sud del Paese, a poca distanza dai caschi blu della missione Unifil. Gli attacchi israeliani hanno distrutto 26 abitazioni, in particolare a Qanarit.
In Cisgiordania prosegue da lunedì l’aggressione militare contro ad Al Khalil/Hebron. Le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione in alcune case anche a Hizma, nordest di Gerusalemme, sfrattandone i residenti e trasformandole in postazioni militari. Ferito un 26enne. A Tubas e Nablus, invece, si segnalano altri rapimenti, camuffati da arresti.
Sul lato della diplomazia anche la premier italiana Meloni frena sulla partecipazione di Roma al cosiddetto “Board of pace” per Gaza voluto da Trump”, che si pone in aperta contrapposizione con le Nazioni Unite, mirando di fatto a sostituirle. Anche l’Inghilterra, oggi, ha fatto sapere che non firmerà l’intesa. Nel “Cda dell’occupazione” creato da Trump ci saranno invece Putin e Netanyahu, alcuni regimi arabi della regione e immobiliaristi vari. Nessun palestinese nel Board, a cui è sottoposto il Comitato tecnocratico guidato dall’ex Anp Ali Shaath, che annuncia la riapertura del valico di Rafah settimana prossima. Annuncio tempestivamente smentito dall’ufficio stampa di Netanyahu.
In Italia 9 mesi di “messa alla prova” per i due studenti liceali minorenni arrestati il 22 settembre durante le cariche di polizia e la resistenza di centinaia di manifestanti per la Palestina, intenzionati a “bloccare tutto”, compresa la Stazione Centrale, a Milano. Restano a processo, con le stesse accuse, due studentesse universitarie 21enni. Da Reggio Emilia, per la stessa giornata di lotta e di blocchi, attiviste e attivisti segnalano la notifica di 22 denunce.
A Brescia stamattina presidio dei Sanitari per Gaza fuori dagli Spedali civili. 3 le richieste: cessate il fuoco permanente, rilascio di tutti gli operatori sanitari arrestati, accesso umanitario completo per la popolazione, stravolta da mesi nelle tende, con pioggia, vento e temperature gelide: oggi, per questo, è morto un neonato di 3 mesi, Ali Abu Zur, il decimo da inizio inverno.
Al presidio abbiamo intervistato Siria Garattini.
Sul tema della solidarietà alla Palestina e della repressione, abbiamo parlato anche del processo in corso al Tribunale di Campobasso ai danni del cittadino palestinese Ahmad Salem

CLIMA – Giunta straordinaria in Regione Sicilia per la dichiarazione dello stato di crisi in seguito al passaggio, violento, del ciclone “Harry”. Sulla costa Ionica delle regioni meridionali gli scenari sono devastanti: lungomare distrutti, muri di abitazioni abbattuti, negozi, case e scantinati allagati. Le mareggiate in diverse zone sono state definite le più violente da almeno 50 anni. Decine di persone hanno dovuto abbandonare le proprie case, soprattutto tra Catania e Messina.
Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Federico Alagna, dell’assemblea No Ponte di Messina.

USA – A Minneapolis domani sarà sciopero generale contro le truppe di occupazione di Trump, l’Ice, contrastate da giorni nelle strade da migliaia di solidali, per impedire raid e rastrellamenti di persone migranti. Intanto oggi il vicepresidente Usa Jd Vance è in visita proprio a Minneapolis. È il più alto esponente del governo federale ad arrivare nella città del Minnesota dopo l’omicidio dell’attivista antirazzista Renee Good da parte di un agente dell’immigrazione.
Su Radio Onda d’Urto, oggi, è andata in onda la corrispondenza da New York di Marina Catucci, corrispondente de Il Manifesto, inviata nei giorni scorsi a Minneapolis.
BOLOGNA – Ennesimo infortunio mortale sul lavoro in Italia, questa volta costato la vita al redattore radiofonico Andrea Bolelli, collaboratore dell’emittente bolognese Radio Città Fujiko e animatore del programma radiofonico “If the kids are united”.

Andrea, per gli amici “Bole”, era appassionato di musica e organizzatore di eventi culturali per il Bologna City Rockers, festival punk-rock di Bologna nato nel 2014 e di cui era uno dei fondatori. Dj di musica ska, rock, oi!, frequentava gli spazi sociali e di movimento della città felsinea.
Su Radio Onda d’Urto è intervenuto, per un ricordo, Alessandro Canella, direttore di Radio Città Fujiko.
Oggi si è parlato anche di
22 gennaio 2026. Ancora un incidente ferroviario in Spagna, ci sono feriti
L’impatto tra un treno passeggeri e una gru è avvenuto sulla linea tra Alumbres e La Unión nella regione della Murcia. Si tratta del terzo episodio in meno di una settimana dopo quelli in Andalusia e in Catalogna

AGI – Diverse persone sono rimaste ferite in un incidente ferroviario a Cartagena, il terzo in Spagna in meno di una settimana. Lo riferisce la stampa spagnola.
Un treno passeggeri dalla linea Cartagena – Los Nietos contro una gru ad Alumbres, nella Murcia.
Almeno tre i passeggeri feriti in modo lieve, ma il bilancio non è stato ufficializzato.
Le segnalazioni dei residenti
L’incidente è avvenuto intorno alle 12:00, tra Alumbres e La Unión. Secondo La Opinión de Murcia, i residenti della zona avevano denunciato in passato la pericolosità di quella tratta, in cui l’arrivo dei treni non è segnalato.
I due incidenti in Andalusia e in Catalogna
Quattro giorni fa, 42 persone sono morte nella tragedia ferroviaria di Adamuz, a Cordova. Martedì, un treno della linea R4 è deragliato a Gelida (Barcellona), dopo il crollo di un muro di contenimento sulla strada: una persona è morta e cinque sono rimaste gravemente ferite
https://www.agi.it/estero/news/2026-01-22/spagna-treno-incidente-gru-35224514/
Treno contro una gru, nuovo incidente in Spagna

È il quarto caso in quattro giorni. Madrid: “Accerteremo le responsabilità per Adamuz”
ANSA – A mezzogiorno, mentre un treno regionale Renfe rallenta alle porte di Cartagena, nella regione meridionale di Murcia, il braccio metallico di una gru di un cantiere della società elettrica Ibedrola invade all’improvviso la linea ferroviaria.
L’urto è secco, laterale: vetri infranti, urla, sangue sui sedili. Sei passeggeri restano feriti in modo lieve.
continuazione e video in
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/01/22/treno-contro-una-gru-nuovo-incidente-in-spagna-_9751d114-c0c3-4099-b329-612038159474.html
Ancora un deragliamento di un treno in Spagna, almeno 20 feriti
Cade un muro di contenimento su un vagone per le piogge in Catalogna
ANSA – A due giorni dalla tragedia ferroviaria in Andalusia in Spagna un nuovo deragliamento di un treno è avvenuto questa sera vicino Gelida in Catalogna, causando il ferimento di almeno 20 persone, di cui cinque in gravi condizioni.
Un muro di contenimento è crollato al passaggio di un treno
Lo riportano i media iberici. Secondo le prime ipotesi le forti piogge che hanno colpito la Catalogna negli ultimi giorni sarebbero all’origine della caduta del muro di contenimento.
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/01/20/ancora-un-deragliamento-di-un-treno-in-spagna-almeno-20-feriti_7538f0e2-59e9-4e2d-a5af-e50bad964556.html

Le previsioni del tempo per giovedì
22 gennaio 2026
RaiNews LIVE – Il tempo dal 19 al 23 gennaio 2026
Ciclone Harry, al Sud danni per almeno 740 milioni. Allerta gialla oggi sulla Sicilia
Musumeci: “Ricostruire pensando che ciclone tornerà”. Migliaia le famiglie senza energia elettrica. In Sardegna si sbloccano i primi fondi. Protezione civile: “In Calabria evento secolare: 570 mm di pioggia in 48 ore”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/italia-sferzata-dal-maltempo-allerta-rossa-e-scuole-chiuse-in-sardegna-e-sicilia-42fd8565-e4b7-4528-84bb-e5f0005183f7.html

21 Gennaio 2026 (Ansa)
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22 gennaio 2026. Piccola Posta di Adriano Sofri
Quelle macchie rosse che non vogliamo vedere

Adriano Sofri – Il Foglio
Dalle passerelle di Valentino al fango di al Hol: lo stesso colore attraversa la moda, la guerra e il tradimento dell’autonomia curda, mentre l’Occidente volta lo sguardo e si lava le mani
Facevano un effetto raccapricciante, ieri, le fotografie, sul Manifesto, sul Guardian, di uno spazio squallido chiazzato dal rosso di vestiti smessi e abbandonati sul suolo. L’effetto raccapricciante veniva dalla concomitanza con le sontuose fotografie degli abiti rosso carminio di Valentino, indosso alle splendide donne che li avevano portati. Le chiazze rosse, in realtà arancione ma dal colore accentuato nelle foto, erano quelle delle tute dei prigionieri dell’Isis che se n’erano spogliati fuggendo dal campo di al Hol, che ne racchiudeva finora più di 30 mila, vigilati, in nome della difesa del resto del mondo, dalle Forze della Siria Democratica, SDF, a maggioranza curde. Delle quali, e con loro del confederalismo del Rojava, con un ultimatum alla resa di quattro giorni – due – si sta compiendo la liquidazione. E il tradimento, categoria così impregnata di storia, cui mette mano una paradossale alleanza di nemici, dalla Turchia alla coalizione internazionale anti-Isis, e più teatralmente agli Usa, e alla Siria di al-Sharaa, già fautore dello Stato Islamico, poi di al Qaeda, finalmente carico dell’investitura comune a sbrigare la pratica periferica dell’autonomia curda. “I curdi mi piacciono – ha detto Trump – ma gli abbiamo già dato troppi soldi”. Vedremo fiorire altre macchie rosse, e allargarsi e diventare così esuberanti da sporcarcene le mani, anche se resteremo tenacemente voltati da un’altra parte. Finché non ci sarà più un’altra parte da cui voltarsi.
https://www.ilfoglio.it/piccola-posta/2026/01/22/news/quelle-macchie-rosse-che-non-vogliamo-vedere-8557236/
L’altra faccia dello sport
Vaticano, l’Ufficio del lavoro: lavoriamo perché mai i diritti dei dipendenti siano violati
Monsignor Marco Sprizzi illustra nel dettaglio l’azione dell’ULSA, l’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica, di cui è presidente. E commenta il recente sondaggio condotto dall’Associazione dipendenti laici vaticani in cui si denunciano malcontento e comportamenti inadeguati: “Non mi sembra che il malcontento sia generalizzato. Le porte dell’Ufficio sono sempre aperte, la Santa Sede non può tollerare al suo interno situazioni di iniquità o ingiustizia”. Mobbing: “Non sono a conoscenza di casi”
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
Dialogo, ascolto, collaborazione, invece che conflitto, competizione e rivendicazione. Sono le piste dell’azione portata avanti dall’ULSA, l’Ufficio del lavoro della Sede Apostolica, nel suo rapporto con i dipendenti vaticani e con gli altri Enti e Dicasteri della Santa Sede. Un Ufficio dalle “porte sempre aperte”, come afferma il presidente monsignor Marco Sprizzi, che commenta e offre chiarimenti anche sul recente sondaggio dell’ADLV (Associazione dipendenti laici vaticani) in cui circa 250 su oltre 6 mila dipendenti – inclusi anche i pensionati – denunciano situazioni di malessere, ingiustizie e sfiducia all’interno della comunità di lavoro del Vaticano.
continua in
https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-01/ulsa-sprizzi-lavoro-vaticano-sondaggio-dipendenti-laici.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT
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Il Papa approva il nuovo Statuto dell’ULSA, più forte attenzione al mondo del
Leone XIV ai dipendenti vaticani: semplicità e umiltà, stile della Chiesa

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Contro la società autoritaria, la convergenza necessaria
Rilanciamo, questo sabato (locandine nei commenti):
24 gennaio, corteo a Massa “la protesta non è reato”
h 10.00
stazione di Massa
24 -25 gennaio, 2 giorni di “O re o libertà” a Bologna
Bologna, Tpo, a partire dalle h 14.00 di sabato con conclusione domenica
1. Stanno arrivando le denunce per i cortei di questo autunno. A Massa ne sono arrivate 37. Queste denunce si sommeranno a quelle che il movimento sindacale e tutti gli altri movimenti sociali già ricevono per le proprie lotte specifiche.
2. La repressione del movimento di questo autunno si somma a sua volta con un processo generale di “sionistizzazione” degli apparati di giudizio: dal caso di Palestine Action in Gb fino ai casi qua in Italia, come la recente sentenza di condanna di Anan
3. E la repressione verso le mobilitazioni sociali si sovrappone a quella contro gli spazi sociali: lo sgombero del Leoncavallo, di Aska, e gli sgomberi che si preparano.
4. Al Ddl Sicurezza si sommano ora il nuovo pacchetto sicurezza. Il quale flirta con i bavagli messi nel campo dell’istruzione e dell’informazione, magari strumentalizzando il concetto di antisemitismo
5. Il referendum sulla giustizia si colloca in questo scenario. E non ci sono tecnicismi che reggano, nè idelizzazioni della magistratura. Semplicemente, c’è da votare e fare votare no.
6. Il tutto si intreccia con il riarmo. Per convincere una società come la nostra dove 5 milioni di persone rinunciano alle cure per problemi economici, della bontà del riarmo, non puoi che creare costantemente e compulsivamente il nemico esterno e interno.
7. E tutto questo a sua volta è legato alla struttura economica: mai come oggi l’oligarchia economica domina. Non si tratta di una novità assoluta, ma sicuramente di una accelerazione relativa (gli ultimi 4 anni hanno visto una accelerazione della concentrazione della ricchezza che per velocità e dimensione, forse, non ha nessun paragone nella storia umana).
8. E’ una società autoritaria che parte dai droni dispiegati sugli scenari di genocidio e di guerra e arriva fino all’Ice negli Usa. Che è forte e pervasiva, ma che non ha vinto e che può cadere. E che da un giorno all’altro può scontrarsi con una Minneapolis.
9. E allora rispondere colpo su colpo, sì, ma senza farsi disarticolare. Muoversi, correre ma non rincorrere. “Curre curre guagliò”, non “rincurre rincurre guagliò”. E soprattutto saper cogliere la repressione e la svolta autoritaria connessa a tutto il resto e non isolarla come se fosse un problema tecnico specifico.
10. E allora, ancora una volta, la convergenza è necessaria. Se non è autorappresentazione, se non è intergruppo, se non è passerella, se non è solo movimento di opinione. Ma se ci dà quegli strumenti per essere comunità, rapporto di forza e classe dirigente dal basso.
Con questo spirito saremo a Massa, Bologna, Torino, dovunque riusciremo.
Con questo spirito diciamo al movimento: aiutateci a non perdere alla ex Gkn. Perchè qua si gioca un pezzo di quella flottilla sociale di cui abbiamo bisogno per essere ragione, ma anche forza.
#insorgiamo
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Rassegna stampa del 21 gennaio 2026
Mercoledì 21 gennaio 2026
Rassegna stampa internazionale del 21 gennaio 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Mercoledì 21 gennaio 2026

Siria Da terrorista ad alleato, Al-Sharaa è alle porte di Kobane, simbolo della rivoluzione e della lotta all’Isis. «Concede» quattro giorni alla Siria del nord-est per arrendersi e permette la fuga dalle carceri dei miliziani islamisti. Usa ed Europa approvano. I curdi, traditi, resistono
Tiziano Saccucci
https://ilmanifesto.it/resistenza-a-oltranza-in-rojava-damasco-concede-quattro-giorni
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-21-01-2026
21 gennaio 2026 – RaiNews LIVE
Live Forum economico mondiale a Davos, dal 19 al 23 gennaio
Rutte incontra la premier danese Frederiksen: “Lavoriamo insieme per la difesa dell’Artico”
Lagarde: non siamo alla rottura dell’ordine mondiale, ma serve un piano B. Frederiksen oggi a Nuuk dal premier della Groenlandia. Trump: “In Groenlandia per sempre e gratis”. Il Consiglio UE: “L’Europa investirà nell’Artico”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/world-economic-forum-davos-geopolitica-groenlandia-trump-zelensky-iran-bc2fd474-8090-42d7-a7ba-a603747e5a45.html

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Oxfam: “12 miliardari sono più ricchi di 4 miliardi di persone”
21 gennaio 2026
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1427
RaiNews LIVE
Volodymyr Zelensky: il 60% di Kiev è senza elettricità
Il sindaco della capitale: 600 mila residenti andati via a gennaio. L’anticorruzione ucraina indaga su un ex vicecapo dell’Ufficio presidenziale
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/ucraina-guerra-attacchi-russi-kiev-stallo-colloqui-nessun-incontro-trump-zelensky-davos-e8c663c4-6f2d-45c1-88f7-01d505d28598.html
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Storia della Crisi Russia-Ucraina

EN DIRECT, guerre en Ukraine : Russie et Ukraine donnent leur accord à l’AIEA pour un cessez-le-feu temporaire en vue de travaux de raccordement électrique à Zaporijia
La Russie et l’Ukraine ont donné, vendredi, leur accord à l’Agence internationale de l’énergie atomique (AIEA) pour la mise en œuvre d’un cessez-le-feu local en vue de réparer la dernière ligne électrique de secours restante de la centrale nucléaire de Zaporijia, a déclaré le directeur de l’instance internationale, Rafael Grossi. Les travaux devraient commencer « dans les prochains jours » sur cette ligne, endommagée et mise hors service à la suite d’opérations militaires le 2 janvier, a précisé l’AIEA dans un communiqué. « Ce cessez-le-feu temporaire, le quatrième que nous négocions, témoigne du rôle indispensable que nous continuons de jouer », a estimé M. Grossi, cité dans le communiqué.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/01/20/en-direct-guerre-en-ukraine-600-000-personnes-ont-provisoirement-quitte-kiev-en-raison-des-frappes-russes-qui-privent-la-capitale-d-electricite-et-de-chauffage_6663004_3210.html
Le point sur la situation, mercredi 21 janvier dans la soirée
- La rencontre entre Donald Trump et Volodymyr Zelensky est prévue jeudi à Davos, avant que les envoyés de la Maison Blanche, Steve Witkoff et Jared Kushner, ne se rendent à Moscou pour s’entretenir avec le président russe, Vladimir Poutine.
- « Il y a une haine viscérale » entre les présidents ukrainien et russe, estime Donald Trump.
L’Ukraine cherche à réduire sa dépendance aux drones de fabrication chinoise (DJI Mavic) et poursuit le développement d’un appareil ukrainien destiné à les remplacer, tout en préparant le lancement d’un système centralisé de contrôle des opérations, a annoncé Mykhaïlo Fedorov, le ministre de la défense ukrainien. - « Nous avons besoin d’une OTAN plus forte », plaide le directeur général de la banque américaine JPMorgan Chase, Jamie Dimon, à Davos.
- Le Parlement de l’UE vote pour accélérer l’octroi d’un prêt de 90 milliards d’euros à l’Ukraine, afin de financer son budget et son armée.
- Plus de la moitié de la capitale ukrainienne est encore privée d’électricité, selon Volodymyr Zelensky.
Berlin qualifie de « crimes de guerre » les frappes russes contre des cibles civiles en Ukraine. - Washington annonce avoir saisi le Sagitta, un pétrolier faisant partie de la flotte fantôme russe, qui est visée par des sanctions imposées par plusieurs pays, notamment l’Ukraine, le Royaume-Uni, les Etats-Unis, le Canada, la Suisse, l’Australie et la Nouvelle-Zélande, ainsi que l’Union européenne.
21 gennaio 2026 – RaiNews LIVE Giorno 834
Putin sarà nel Board per Gaza. Trump invita anche il Papa, il Vaticano: “Valutiamo”
L’Italia per ora non ci sarà: “Sono emersi elementi incompatibili con la nostra Carta” spiega Meloni. L’Arabia Saudita e altri otto Paesi parteciperanno
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/gaza-tregua-fragile-fase-due-consiglio-pace-trump-vuole-firma-giovedi-la-francia-si-tira-fuori-ab770e2a-40c2-433e-ab4f-a345cfd92aa1.html
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La guerra di Gaza, tutte le notizie di ieri

Bonsoir,
Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.

Mercoledì 21 gennaio. Riarmo: l’oleodotto NATO da La Spezia a Ghedi (BS) per trasportare il carburante di guerre e genocidi
Siria: mobilitazioni internazionali per difendere il Rojava sotto attacco | Palestina: uccisi 3 reporter e 2 operatori umanitari in un attacco di Israele a Gaza, la corrispondenza dalla Striscia
Qui tutti i modi in cui potete ascoltare in diretta Radio Onda d’Urto!

RIARMO – “La guerra è dietro l’angolo di casa, quella tra la forza bruta e la compassione”, diceva Lino Aldrovandi, padre di Federico, studente ferrarese di 18 anni ucciso dalle forze di polizia il 25 settembre 2005.
Era un modo per sottolineare come i conflitti, anche quelli etici e sociali, siano molto più vicini di quanto si pensi. È così oggi, 20 anni dopo, parlando di una guerra totale alle porte di casa, che le potenze mondiali invocano e finanziano sempre più.
È il caso dell’Oleodotto Nato, un’infrastruttura per il trasporto di carburanti verso le basi militari di mezza Europa, di cui l’Italia gestisce circa 900 km di condotte, collegando terminali marini, depositi e aeroporti passando per le basi aeree e militari di Ghedi (BS), Aviano, Rivolto, Villafranca Veronese, Cervia e altre infrastrutture militari.
Ora l’annuncio del potenziamento. Il primo step riguarda la piattaforma marittima affacciata sul golfo di Ruffino, dove in primavera dovrebbero aprire i cantieri che richiederanno 2 anni di lavori e 38 milioni di investimento.
Il passo successivo – si legge nella relazione di progetto – sarà pompare dalle navi cisterna attraccate nel golfo di La Spezia una maggiore quantità di carburante per rispondere al crescente fabbisogno del riarmo.
Oltre ad aggravare la crisi climatica, il petrolio alimenta guerre e genocidi in tutto il mondo. E in questo momento storico in cui la guerra è presentata come inevitabile, è il combustibile a muovere caccia, carri armati e navi da guerra.
Il punto sul progetto con William Domenichini, del Comitato Riconvertiamo Seafuture – Restiamo Umani.

SIRIA – Di guerre e conflitti continuiamo a parlare, spostandoci in Siria.
Ancora violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte delle fazioni affiliate a Damasco; un accordo siglato ieri con le Forze Democratiche Siriane e che dovrebbe proseguire per 4 giorni. Le milizie sostenute (anche) dall’esercito turco hanno però effettuato una serie di attacchi contro i territori del Rojava nella Siria del Nord e dell’Est. Gli aggiornamenti con
Alessia Manzi, giornalista freelance e collaboratrice de Il Manifesto.
Nelle città dell’Amministrazione autonoma democratica – da Kobane, accerchiata e sotto assedio, a Qamishlo, Amude, Hasake e Derik – migliaia di civili sono nelle strade, armati, per la “guerra rivoluzionaria di popolo” chiamata dall’autogoverno confederale strada per strada. Negli altri territori curdi – Iraq, Iran, Turchia – decine di migliaia alle manifestazioni, con tentativi di varcare il confine, respinte (sul lato turco) dagli spari degli agenti di frontiera.

La solidarietà al Rojava arriva anche da diversi paesi del Mondo, compresi quelli europei. A Bruxelles manifestazione fuori dal Parlamento europeo, colpita dagli idranti della polizia belga. In Italia diverse iniziative in programma. Oggi presidio a Milano (in foto), in piazza Castello, iniziato alle 18, da cui Radio Onda d’Urto si è collegata con Sherkan, della rete Kurdistan Italia.
Anche l’Ufficio informazione del Kurdistan in Italia e la Rete Kurdistan Italia hanno lanciato per oggi, mercoledì 21 gennaio, al Centro socio-culturale Ararat di Roma, un’assemblea pubblica dietro lo slogan “Defend Rojava”.
Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Tiziano Saccucci, dell’Ufficio informazione del Kurdistan in Italia.
A Brescia, mentre scriviamo la newsletter di questo mercoledì sera, è in corso l’assemblea pubblica al csa Magazzino 47. Obiettivo: organizzare una manifestazione di piazza per sabato, così come in altre città italiane, come deciso ieri dall’assemblea online lanciata da Defend Kurdistan Italia, che ha visto la partecipazione di decine di realtà e che hanno deciso collettivamente di organizzare iniziative territoriali a sostegno del Rojava questo sabato.
“Il movimento confederale paga la sua ammirevole coerenza: pensiamo a quanti soldi, oltre che posti di rilievo nel nuovo governo, sono stati offerti in questi mesi ai rappresentanti delle Sdf e della Daanes in cambio dell’abbandono della propria causa ideologica, per porre fine alle tensioni in Siria e permettere ai capitali internazionali di arrivare, cominciare la depredazione delle risorse e lo sfruttamento selvaggio della forza lavoro siriana secondo i crismi del FMI, cui Al-Sharaa ha aderito dopo che per anni la Siria non ne aveva fatto parte. Ora, invece, stanno rischiando moltissimo e si stanno preparando a proteggere le comunità in caso di un eventuale attacco. È un movimento che non fa dichiarazioni roboanti ma, se si guarda ai fatti, mantiene ferme le sue convinzioni e in questo è un esempio”.
Sono le parole con cui Davide Grasso, ricercatore al Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, ha commentato quanto sta accadendo in Siria del nord-est e Rojava in queste ore ai microfoni di Radio Onda d’Urto.
Nell’intervista abbiamo parlato dell’attacco totale delle milizie salafite di Damasco contro la rivoluzione del confederalismo democratico, anche a partire dall’articolo da lui pubblicato su Dinamo Press dal titolo La rivoluzione confederale in Siria vive un momento decisivo.
Articolo completo e intervista a Davide Grasso disponibile qui.

PALESTINA – Restiamo in Medio Oriente per parlare di Palestina, nel pieno del silenzio internazionale.
Massacri a Gaza per mano di Israele. Un convoglio umanitario è stata colpito nella zona centrale della Striscia da un raid israeliano: il bilancio è di cinque persone massacrate, tra cui 3 reporter.
Il mezzo bersagliato da Israele è del Comitato egiziano di soccorso nella Striscia di Gaza, istituito su direttiva del presidente al-Sisi come misura umanitaria a sostegno del popolo palestinese, e che aveva appena cominciato ad allestire il campo di Netzarim. Queste morti si aggiungono, solo oggi, ad altre tre persone uccise a Deir al Balah a seguito di colpi di artiglieria israeliani, mentre a Khan Younis un minore e una donna sono stati uccisi da colpi sparati dall’esercito di Tel Aviv.
Le speranze di una “nuova” amministrazione a Gaza di cui le grandi potenze mondiali discutono in queste ore si scontrano con la realtà, poiché Israele, in tempo di “pace”, ha massacrato dall’11 ottobre 2025 (giorno della firma degli accordi) ad oggi quasi 500 palestinesi e mantiene il controllo totale sui valichi di frontiera, bloccando l’ingresso degli aiuti a Gaza.
Nel frattempo il presunto Board of Peace voluto da Trump – il club a pagamento per la spartizione coloniale della Striscia che servirebbe a dare il via alla fase due – è nelle più alte: al momento nessun Paese europeo ha aderito. Il primo ministro svedese Kristersson ha comunicato il no del suo Paese. Anche Norvegia, Germania e Francia hanno dichiarato che non entreranno a far parte del consiglio nella sua attuale configurazione, mentre la Gran Bretagna ha espresso preoccupazione per la sua composizione. Silente, come sempre, l’Italia ambigua di Giorgia Meloni.
Dalla Striscia di Gaza Sami Abuomar, cooperante palestinese e collaboratore di tante realtà solidali italiane, oltre che nostro storico collaboratore, ha scritto una lettera aperta a Meloni, Tajani e Crosetto, chiedendo loro: “Come volete che la storia vi ricordi? Il mondo vi guarda”.
Oggi si è parlato anche di
- TORINO – La giudice del Tribunale di sorveglianza di Torino ha rinviato alla prossima camera di consiglio, fissata per il 17 febbraio, la decisione sulla richiesta della procura torinese di revocare gli arresti domiciliari e predisporre il trasferimento in carcere di Giorgio Rossetto, storico militante antagonista torinese, per l’intervista a Radio Onda d’Urto. La giudice sostanzialmente ha fatto intendere che è perplessa trovandosi di fronte ad un reato di opinione e non essendoci per Giorgio il divieto di comunicare, prescrizione che spesso invece viene data.
Su Radio Onda d’Urto la nuova intervista di Giorgio Rossetto; - SCUOLA – Giornata di protesta, oggi, in occasione del quarto anniversario dell’uccisione di Lorenzo Parelli, 18enne di Udine schiacciato da una barra di 150 chilogrammi mentre lavorava per l’alternanza scuola-lavoro.
Ne abbiamo parlato con Angela Verdecchia della Rete studenti medi; - LAVORO – Settimo giorno di sciopero e terzo di occupazione della fabbrica per i lavoratori di Vestas Italia, azienda attiva nel settore dell’eolico, contro la procedura di trasferimento di magazzino, dal capoluogo ionico a San Nicola di Melfi, a partire dal 1° marzo.
Ci racconta la vertenza Giovanni Vitale, delegato Fiom in Vestas Italia
21 gennaio 2026 – RaiNews LIVE
Disastro ferroviario in Spagna


Treni deragliati in Andalusia, 41 morti e 150 feriti. Morto il macchinista del treno di Barcellona
I Reali sul luogo della tragedia. Il governo esclude come causa il sabotaggio. Nell’incidente di domenica sera coinvolti un Iryo Malaga-Madrid, con a bordo 317 passeggeri, e uno che transitava in direzione opposta con oltre 200 persone
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/deragliano-due-treni-in-andalusia-almeno-morti-e-decine-di-feriti-incidente-grave-b8903039-3cbd-416c-960d-83ca09c23194.html
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“Soli al buio tra i morti, nessuno rispondeva”
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Le previsioni del tempo per mercoledì
21 gennaio 2026
RaiNews LIVE – Il tempo dal 19 al 24 gennaio 2026
Ciclone Harry, al Sud danni per almeno 740 milioni. Allerta gialla oggi sulla Sicilia
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, accompagnato dal capo dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano, domani effettuerà un sopralluogo in Sicilia per verificare i danni ingenti provocati dal ciclone Harry.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/italia-sferzata-dal-maltempo-allerta-rossa-e-scuole-chiuse-in-sardegna-e-sicilia-19404746-6358-4bbc-b043-e974aadd9c85.html



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L’altra faccia dello sport

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Il nostro tempo non ha più tempo
Rompere il muro di gomma e mostrare un esempio concreto alternativo
Ricapitoliamo? Le guerre ora come mai sono spudoratamente per petrolio e estrattivismo energetico. La speculazione immobiliare plasma il mondo, dall’idea dei resort a Gaza fino alle nostre città. Dal 2021 abbiamo perso l’8% di salario. Nel 2025 la disuguaglianza è cresciuta del 25% in più dei 4 anni precedenti. Anche solo tassare un pugno di miliardari cambierebbe la vita a miliardi di persone, ma non si riesce ad imporre loro mezza politica redistributiva. La società autoritaria avanza ovunque e il termine terrorismo è abusato ovunque per reprimere ogni movimento contro il genocidio palestinese. In compenso, i terroristi – quelli di Al Qaeda e Isis – dominano oggi la Siria e assediano con il beneplacito degli Usa Kobane e il Rojava, con il suo portato di immaginario femminista ed ecologista.
La guerra necessita della costruzione continua del nemico esterno e interno. Ma sembra che alla maggioranza della popolazione di morire in guerra non vada proprio. E allora, dopo anni di deindustrializzazione e delocalizzazione, cercano di convincerci che l’industria bellica sia il viatico per un rinascimento industriale.
E naturalmente, se ci sono soldi per le armi, non ci sono per istruzione, sanità, trasporti e per una vita bella.
Una società che accetta tutto questo non può essere che una società persa nella frantumazione e nell’individualismo, immersa nel disagio psicologico, tra attacchi di panico e psicofarmaci.
E allora? E allora noi come ex Gkn siamo solo un puntino microscopico. Ma se riuscissimo ad uscire dal dramma di 4 anni e mezzo di chiusura della fabbrica, con il nostro progetto di fabbrica socialmente integrata, con la reindustrializzazione ecologica dal basso, daremmo a tutti un esempio concreto, la dimostrazione “qui e ora” che “noi” abbiamo un’alternativa al “loro” mondo.
Ed è per questo che subiamo il boicottaggio di tutto e tutti: tutto ciò che è “status quo” ci odia, si tratti di burocrazia, capitale pubblico o grande capitale.
Non lo farà nessuno, se non tu. Grazie dell’appoggio a Giorgieness
Dona ora e partecipa alla campagna in ogni modo possibile.
Tutte le info per partecipare all’azionariato popolare su insorgiamo.org e nei commenti #insorgiamo
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Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Ci arrivano notizie drammatiche e richieste di messaggi di solidarietà dal Rojava. Rimandiamo per approfondimenti, aggiornamenti, dettagli a tutti i profili social e siti che molto meglio di noi stanno seguendo l’evoluzione degli avvenimenti in queste ore. Non pretendiamo di essere di certo noi nè a fornire notizie dell’ultima ora nè un’analisi di approfondimento.
Kobane è di nuovo sotto assedio, come tutto il Rojava. L’agguato militare verso la presenza curda legata al confederalismo democratico è studiato nei minimi dettagli. Il sangue curdo ancora una volta è sulle mani dell’ipocrisia del cosiddetto occidente.

Il presidente siriano Al Jolani è un ex membro di Al Qaeda, oggi riabilitato e ripulito dai Governi dei nostri paesi. Le sue truppe avanzando liberano e si basano sulle ex forze dell’Isis, che ritornano in azione e in libertà. Oggi tutto questo fa comodo ai nuovi equilibri di potere nella zona, fino a che non perderanno di nuovo il controllo del mostro fondamentalista. Allora saranno lacrime di coccodrillo e titoli di giornali. Così sono andate le cose, così andranno.
Che le forze curde in Rojava abbiano stretto accordi per errore, per rapporti di forza sfavorevoli, per convinzione o per l’isolamento in cui tutti noi le abbiamo lasciate, rimane il fatto che tutta questa vicenda dimostra come non vi sia nessun punto di equilibrio con questo sistema.
Nella guerra mondiale a pezzi, il ruolo che ci riservano è di essere cadaveri o marionette. E fuori dalla mobilitazione
non c’è salvezza.
Lotta al terrorismo, al jihadismo, autodeterminazione, democrazia, emancipazione di genere sono in bocca al sistema solo parole vuote da usare a proprio piacimento, cambiandone rapidamente enfasi e significato a seconda delle geometrie variabili dei propri interessi economici.
La guerra mondiale a pezzi deve prima di tutto farci a pezzi. E la complessità degli scontri tra Stati rischia di farci perdere di vista la semplicità della nostra lotta sociale.
La quale in fondo si basa su un assunto basilare: non farsi arruolare nella guerra, non disertare la resistenza. Firenze, città ribelle e mai doma, ha scritto nelle proprie relazioni solidali e nella storia dei propri partigiani il legame con la resistenza del Rojava. E ancora oggi, non c’è altra considerazione che tenga, solidarietà al Rojava che resiste.
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(Illustrazione di Giulio Peranzoni)

