

Energia di sinistra
La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.
Carlo Galli
da strisciarossa

https://balotta.org/event/presentazione-del-libro-pino-pinelli-un-racconto-musicale
Rassegna stampa del 20 gennaio 2026
Martedì 20 gennaio 2026
Rassegna stampa internazionale del 20 gennaio 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Martedì 20 gennaio 2026

Minneapolis Reportage da Minneapolis che resiste alle squadre naziste dell’Ice. Dalle chiese ai sexy shop trasformati in campi base, armati di acqua e ghiaccio, i cittadini tengono testa da giorni agli «occupanti» che hanno ucciso Renee Good. E con i loro fischietti suonano la sveglia per tutti
Marina Catucci
https://ilmanifesto.it/lotta-e-solidarieta-una-citta-unita-contro-loccupazione
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-20-01-2026
20 gennaio 2026 – RaiNews LIVE
Live Forum economico mondiale a Davos, dal 19 al 23 gennaio
Svolta di Trump sulla Groenlandia: “Basi per un accordo con la Nato, non imporrò dazi”
Annuncio del presidente Usa su Truth, dopo il vertice con Rutte: “Ottenuto quello che volevamo, l’intesa varrà per sempre”. NYT: ipotesi controllo Usa su piccole aree per basi militari. Sull’isola, intanto, si distribuiscono opuscoli di sopravvivenza
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/world-economic-forum-davos-geopolitica-groenlandia-trump-zelensky-iran-bc2fd474-8090-42d7-a7ba-a603747e5a45.html
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20 gennaio 2026
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1426
RaiNews LIVE
Stallo nei colloqui, sfumano l’incontro Trump-Zelensky a Davos e le firme sul piano di pace
Il presidente Usa: “L’Europa pensi a Russia e Ucraina, non alla Groenlandia”. Il leader ucraino: “Mosca vuole colpire le nostre centrali atomiche”. Interruzioni elettriche in più regioni
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/ucraina-guerra-attacchi-russi-kiev-stallo-colloqui-nessun-incontro-trump-zelensky-davos-e8c663c4-6f2d-45c1-88f7-01d505d28598.html
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Cessate il fuoco alla centrale di Zaporizhzha: “Riparazioni urgenti”
Storia della Crisi Russia-Ucraina

EN DIRECT, guerre en Ukraine : Russie et Ukraine donnent leur accord à l’AIEA pour un cessez-le-feu temporaire en vue de travaux de raccordement électrique à Zaporijia
La Russie et l’Ukraine ont donné, vendredi, leur accord à l’Agence internationale de l’énergie atomique (AIEA) pour la mise en œuvre d’un cessez-le-feu local en vue de réparer la dernière ligne électrique de secours restante de la centrale nucléaire de Zaporijia, a déclaré le directeur de l’instance internationale, Rafael Grossi. Les travaux devraient commencer « dans les prochains jours » sur cette ligne, endommagée et mise hors service à la suite d’opérations militaires le 2 janvier, a précisé l’AIEA dans un communiqué. « Ce cessez-le-feu temporaire, le quatrième que nous négocions, témoigne du rôle indispensable que nous continuons de jouer », a estimé M. Grossi, cité dans le communiqué.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/01/20/en-direct-guerre-en-ukraine-600-000-personnes-ont-provisoirement-quitte-kiev-en-raison-des-frappes-russes-qui-privent-la-capitale-d-electricite-et-de-chauffage_6663004_3210.html
Le point sur la situation, mardi 20 janvier dans la soirée
- Quelque 600 000 personnes ont quitté Kiev depuis l’appel à évacuer provisoirement la capitale, émis le 9 janvier, à la suite de frappes russes massives qui ont privé la moitié des immeubles de chauffage, a annoncé le maire de la ville, Vitali Klitschko.
- Après une réunion avec les représentants américains Jared Kushner et Steve Witkoff à Davos, l’émissaire russe Kirill Dmitriev a fait état d’une rencontre « constructive ». « De plus en plus de personnes prennent conscience de la justesse de la position de la Russie »,a-t-il estimé.
- « Le travail de l’armée de l’air sur les [drones de type] Shahed n’est pas satisfaisant », a déclaré Volodymyr Zelensky dans son allocution du soir, après que les frappes russes contre une installation énergétique ont plongé plusieurs villes ukrainiennes dans le noir et le froid.
- Une attaque de drones russes contre le secteur privé dans la ville de Zaporijia a fait au moins trois morts, selon le dernier bilan publié par Ivan Fedorov, gouverneur de l’oblast, qui précise que des bâtiments ont été détruits et qu’un incendie s’est déclenché.
- La centrale nucléaire de Tchernobyl a été reconnectée au réseau électrique ukrainien, a annoncé le directeur de la centrale, Serhi Tarakanov, mardi après-midi, après une perte temporaire de toute alimentation électrique externe.
20 gennaio 2026 – RaiNews LIVE Giorno 834
Anche Orban nel Consiglio di Pace per Gaza. Hamas: noi pronti a cedere amministrazione al Comitato
Un contributo di 1 miliardo di dollari garantisce l’adesione permanente al board. Il comitato tecnocratico, per il dopo Gaza, approvato al Cairo mercoledì scorso. Trump a Netanyhau: “Se vuole che ci occupiamo di Gaza, lo faremo a modo nostro.”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/netanyahu-contro-i-nomi-del-board-of-peace-e-trump-lo-invita-a-farne-parte-usa-vanno-avanti-67783d50-8b99-4f3f-b2d5-f8eb9783415a.html
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Bonsoir,
Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.

Martedì 20 gennaio. Nakba: 77 anni (e 19 mesi) la catastrofe dell’occupazione tiene in scacco la Palestina
Qui tutti i modi in cui potete ascoltare in diretta Radio Onda d’Urto!

ROJAVA – Dopo giorni di assedio dei quartieri a maggioranza curda di Aleppo e contro l’intera regione della Siria del Nord e dell’Est da parte delle forze governative di Damasco, è stato siglato un nuovo accordo di cessate il fuoco.
Le Forze Democratiche Siriane dichiarano “il pieno impegno a rispettare l’accordo”, che è iniziato alle 20 di questa sera ora locale e proseguirà, ufficialmente, per i prossimi 4 giorni. Ufficialmente, perchè le milizie vicine a Damasco proseguono le violenze contro la regione autonoma del Rojava.
In particolare, le fazioni di Damasco stanno lanciando un attacco con armi pesanti contro il villaggio di Tal Baroud, situato sulla strada Abyad-Abyad, a sud di Hasakah. Anche la città di Zirkan è sottoposta a “pesanti bombardamenti di artiglieria da parte delle fazioni di Damasco da circa mezz’ora”, denunciano le SDF, in concomitanza con i voli dei droni turchi sulla città.
L’accordo arriva dopo giorni di attacchi su larga scala dell’autoproclamato presidente della Repubblica siriana Al Jolani – sostenuto dalla Turchia – contro la Rivoluzione confederale dei popoli del Rojava e di tutta la Siria nordorientale, attaccando centri urbani e le prigioni dove erano rinchiusi migliaia di ex combattenti dell’Isis.
Fino a poche ore fa la cittadina e il distretto di Kobane, nel nord della Siria al confine con la Turchia, era completamente sotto assedio da parte delle fazioni armate filo-governative. Kobane è stata la città simbolo della resistenza curda che nel 2014 e 2015 ha sconfitto gli attacchi dell’Isis.
Per fare il punto e approfondire la situazione, in continua evoluzione, oggi sulle nostre frequenze:
La testimonianza di una compagna internazionalista dal Rojava, registrata sulle nostre frequenze poco prima che arrivasse la notizia del cessate il fuoco
L’intervista di Zagros Hiwa, portavoce dell’Unione delle Comunità del Kurdistan (KCK)
L’intervento di metà mattinata di Mattia Berera, compagno dell’Accademia della modernità democratica che fa il punto della situazione, commenta quanto sta accadendo e invita alla mobilitazione in supporto alla resistenza della rivoluzione confederale.
L’aggiornamento mattutino di Michele, nostro redattore, che nell’autunno 2025 ha trascorso diverse settimane nei territori del Rojava, effettuando diverse interviste che trovate qui.
Cresce intanto la solidarietà internazionale con il Rojava sotto attacco.
A sostegno del popolo curdo, tra gli altri, il partito turco DEM, che ha organizzato una manifestazione a Nusaybin, città turca nel Bakur al confine con la Siria. Migliaia le persone in marcia. Dato alle fiamme il posto di blocco turco.
Tra domenica 18 e lunedì 19 gennaio si sono svolte anche le prime mobilitazioni in Francia, Norvegia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Scozia, Inghilterra, Austria e Canada. Ora tocca all’Italia, che ha vede, già in queste ore, diverse assemblee pubbliche e manifestazioni già chiamate o in fase di lancio.
In questo quadro, si è svolta in serata l’assemblea online lanciata da Defend Kurdistan Italia, domani l’assemblea fisica a Roma, alle 18 presso il centro socioculturale Ararat. A queste si aggiungono il presidio-conferenza stampa di domani sera a Milano (ore 18 in Piazza Castello) e quelle già presentate ai nostri microfoni, come:
L’assemblea pubblica di mercoledì 21 gennaio, alle ore 20, presso il Magazzino 47 di Brescia, un’iniziativa organizzata da CSA Magazzino 47, Associazione Diritti per tutti e Collettivo Onda Studentesca.
Il presidio solidale di questa sera in piazza del Nettuno a Bologna, con cui ci siamo collegati grazie a Federico, della redazione locale di Radio Onda d’Urto Emilia-Romagna

PALESTINA – Dalla Siria passiamo alla Palestina. Ira di Trump per la decisione del presidente francese Macron di non aderire al Board of Peace per Gaza. ‘Nessuno lo vuole perché lascerà l’incarico molto presto, quindi va bene così. Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne’, annuncia il presidente Usa. Secca la risposta dell’Eliseo: ‘Inaccettabili le minacce di dazi’. Proprio sul cosidetto Board of Peace per Gaza, che di pace non ha niente ma che di neocolonialismo odora molto, sono stati invitati ad aderirvi 52 leader di altrettanti Paesi del mondo e solo 7 – Argentina, Ungheria, Kazakistan, Uzbekistan, Albania e Vietnam – hanno confermato ufficialmente di voler partecipare. L’Europa deciderà al summit straordinario convocato per giovedì a Bruxelles
Intanto, sul campo, Israele incrementa i propri raid aerei su mezza Striscia di Gaza; colpite Rafah, Deir El Balah, Qalqilya, Al Bureji, con un morto e almeno un ferito grave. Il bilancio delle vittime dell’aggressione israeliana in corso è salito a 71.551 palestinesi, con 171.372 feriti, in poco più di 2 anni di genocidio. Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore l’11 ottobre, Israele ha ammazzato di tempo di “pace” 483 palestinesi a Gaza.
Da Gaza alla Cisgiordania. L’esercito di occupazione israeliano prosegue l’operazione di invasione su larga scala in Cisgiordania lanciata ieri contro Al-Khalil (Hebron), ma i raid si segnalano ovunque: Ramallah, Jenin, Salfit, Betlemme, Nablus e pure a Gerusalemme. Qui le ruspe israeliane hanno iniziato a demolire il complesso dell’Unrwa, nel quartiere Sheikh Jarrah, a poche settimane dalla cacciata – armi in pugno – di funzionari e dipendenti dell’agenzia Onu per i rifugiati. A osservare i lavori, compiaciuto, il ministro della destra fascista e colonica Ben Gvir.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Shoukri Hroub, dell’Unione democratica arabo palestinese.
A Milano, intanto, il Tar della Lombardia ha sospeso i divieti amministrativi, i cosiddetti “daspo urbani”, che erano stati notificati ad alcuni ragazzi, maggiorenni e minorenni, arrestati il 22 settembre a seguito degli scontri dopo il corteo pro-Gaza, alla stazione Centrale di Milano.
Abbiamo approfondito qui i contorni della vicenda con il legale dei/delle giovani coinvolti/e, l’avvocato Paolo Oddi.

ECONOMIA – Si è aperta ieri, lunedì 19 gennaio, la 56ª edizione del World Economic Forum, la kermesse dei super ricchi mondiali che continuerà presso l’esclusiva località sciistica di Davos, in Svizzera, fino a venerdì 23 gennaio.
Intitolata A Spirit of Dialogue, l’edizione si è aperta in un clima internazionale arroventato da forti tensioni e contrasti interni alla Nato che, in aperto contrasto con il titolo scelto, verrano probabilmente alimentate ulteriormente dal mitomane Trump, che vuole la Groenlandia e minaccia altri dazi per i Paesi Ue non allineati al suo pensiero. L’Unione Europea, del resto, balbetta in cerca di una risposta comune (che ancora una volta non arriva) e mette sul tavolo l’ipotesi di misure contro le imprese americane, con la Francia che spinge per l’attivazione dello strumento anti-coercizione e l’Italia che frena.
Abbiamo fatto il punto sulle prime giornate di questo Forum economico mondiale, e sulle relative aspettative, con Roberto Ciccarelli, giornalista de Il Manifesto.

In questo quadro, mentre a Davos vanno in scena “le grandi tensioni del potere globale”, nel mondo si allarga la forbice tra ricchezza e povertà, come in Italia.
“La realtà è scioccante. In Italia quasi il 14% dei bambini sono in uno stato di povertà assoluta, una percentuale altissima, e si può solo immaginare quanti sono in una condizione di povertà relativa”. Così Micheal O’Flaherty, commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, dopo la missione di 4 giorni a Roma, in cui ha concentrato l’attenzione sulla povertà infantile e la creazione di un’istituzione per i diritti umani nazionale.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Elena Gentili di Save The Children
Oggi si è parlato anche di
- WORKING CLASS HEROES: la vertenza dei back office o front office di Enel
- LA VIA DEL FERRO: la presentazione della nuova trasmissione locale di Radio Onda d’Urto, in onda ogni mese, il mercoledì alle 18.30, all’interno dello spazio dedicato alle redazioni locali.
- ONDA ANOMALA: La presentazione del film “Il Grande Gioco. Il rovescio delle medaglie olimpiche”, che verrà proiettato venerdì 23 gennaio, alle 18.30, al CSA Magazzino 47 di Brescia.
20 gennaio 2026 – RaiNews LIVE
Disastro ferroviario in Spagna


Treni deragliati in Andalusia, 41 morti e 150 feriti. Morto il macchinista del treno di Barcellona
I Reali sul luogo della tragedia. Il governo esclude come causa il sabotaggio. Nell’incidente di domenica sera coinvolti un Iryo Malaga-Madrid, con a bordo 317 passeggeri, e uno che transitava in direzione opposta con oltre 200 persone
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/deragliano-due-treni-in-andalusia-almeno-morti-e-decine-di-feriti-incidente-grave-b8903039-3cbd-416c-960d-83ca09c23194.html
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Due treni ad alta velocità deragliano in Andalusia
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“Soli al buio tra i morti, nessuno rispondeva”
video Il deragliamento delle ultime carrozze del treno in Spagna dovuto a una piastra difettosa
20 gennaio 2026. Caccia: dal diritto internazionale misure esplicite per i crimini contro l’umanità
L’osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu è intervenuto alla prima sessione del Comitato preparatorio per la Conferenza diplomatica dei plenipotenziari sulla prevenzione e la repressione: gli Stati rimangono “il luogo primario per le indagini e l’azione penale”, ma che la cooperazione internazionale deve “affrontare le dimensioni transnazionali”. Attenzione alla sofferenza delle vittime, che “richiede giustizia, protezione e assistenza”

Vatican News
Di fronte all’aumento, in molti contesti, delle “violazioni della sacralità della vita umana” e alla mancanza di “risposte collettive”, con conseguenze per “bambini, donne e membri di minoranze etniche e religiose”, che “continuano a subire persecuzioni, violenze e morte in modi che feriscono profondamente la dignità umana e la coscienza morale dell’umanità”, servono “misure efficaci” di prevenzione. Lo ha affermato monsignor Gabriele Caccia, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu, che ha parlato ieri, 19 gennaio, a New York, al dibattito generale della prima sessione del Comitato preparatorio per la Conferenza diplomatica dei plenipotenziari delle Nazioni Unite sulla prevenzione e la repressione dei crimini contro l’umanità. “La Santa Sede – ha detto – auspica un dialogo aperto e costruttivo, attento alle legittime preoccupazioni di tutte le delegazioni al fine di sviluppare una risposta efficace e duratura ai crimini contro l’umanità”.
continua in
https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-01/caccia-onu-crimini-umanita-misure-vittime-diritto-internazionale.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Le previsioni del tempo per domenica
11 gennaio 2026
RaiNews LIVE – Il tempo dal 6 al 13 gennaio 2026
Protezione civile: venti forti e mareggiate al Sud e sulla Sicilia
Il maltempo ha le ore contate. La Sicilia imbiancata, neve sulle Madonie e sotto i mille metri sui Nebrodi e Etna. Si scia in diverse parti d’Italia: in Abruzzo, Molise, Sardegna e Campania
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/italia-al-gelo-allerta-della-protezione-civile-per-neve-a-bassa-quota-e-venti-di-burrasca-7a73dd55-ba21-4a01-a330-bff10c49832c.html

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Forti nevicate provocano alluvioni e blackout nella Serbia occidentale
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Maltempo, allerta massima in Germania: “Chi può rimanga a casa”
https://www.rainews.it/video/2026/01/maltempo-allerta-massima-in-germania-chi-puo-rimanga-a-casa-video-sassonia–0e4e0bdf-23f9-4946-8ad5-4a9af53006e9.html
L’altra faccia dello sport
Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026: chi sono gli azzurri convocati nelle 16 discipline

Portabandiera Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Federica Brignone e Amos Mosaner. L’elenco completo è in fase di definizione dalle federazioni, con short track già ufficiale per 10 atleti e atlete più riserve
La 25ª edizione delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina si aprirà a breve, dal 6 al 22 febbraio 2026, con l’Italia che, da Paese ospitante, schiererà una vasta delegazione di atleti ed atlete al prestigioso evento a cinque cerchi.
Arianna Fontana e Federico Pellegrino apriranno la sfilata come portabandiera alla cerimonia inaugurale allo stadio San Siro, mentre Federica Brignone e Amos Mosaner rappresenteranno gli azzurri nella località veneta. Diverse quote di partecipazione sono già garantite d’ufficio alla nazione ospitante, in attesa delle decisioni delle singole federazioni sportive per definire i nomi completi; l’obiettivo è superare il primato di 184 atleti visto a Torino 2006.
continua in
https://www.rainews.it/articoli/2026/01/olimpiadi-milano-cortina-2026-chi-sono-gli-azzurri-e-le-azzurre-atleti-e-atlete-convocati-nelle-16-discipline-74cae876-1345-4044-9537-70079451fd68.html
20 gennaio 2026. MORTI SUL LAVORO, SINDACATI IN PRESIDIO A PADOVA
Più di cento morti sul lavoro in Veneto nel 2025, e il nuovo anno è già cominciato con numeri drammatici.
E allora martedì mattina sindacati, lavoratrici e lavoratori si sono ritrovati in presidio davanti alla Prefettura di Padova, in Piazza Antenore, per chiedere alle istituzioni un deciso cambio di passo. E lo hanno fatto consegnando al Prefetto un documento con le priorità della categoria in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Da un lato giovani precari, spesso senza un’adeguata formazione. Dall’altro, però, anche vittime sempre più anziane, e quindi fragili, costrette a rimanere al lavoro nonostante l’età.
A Padova, in questi primi giorni di gennaio, hanno perso la vita un operaio di 65 anni a Borgoricco e uno di 59 a Este. Entrambi schiacciati da macchinari sui quali stavano lavorando.
Un tema, anche quello dell’età media delle morti sul lavoro, da affrontare con urgenza.
Il video
https://www.gruppotv7.com/notizie/padova/morti-sul-lavoro-sindacati-in-presidio-a-padova-17697

20 gennaio 2026. Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Siamo nel baratro della disuguaglianza. Ma siamo forti se non chiediamo il permesso per mettere le nostre navi in mare.
Oxfam (Oxfam Italia) ha appena fatto uscire il nuovo rapporto sulla disuguaglianza e i dati sono impressionanti. Ciò che per noi è catastrofe, per quelli che stanno in alto nella piramide sociale, è una splendida occasione di profitto.
Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che:
“Nel 2025, la ricchezza dei miliardari è cresciuta del 16% in termini reali, a un ritmo tre volte superiore alla media degli ultimi cinque anni. Complessivamente, i patrimoni miliardari hanno toccato il livello record di 18.300 miliardi di dollari, segnando un aumento dell’81% rispetto al 2020. Si tratta di un ammontare esorbitante, equivalente a 8 volte il Pil dell’Italia e a 26 volte le risorse necessarie per riportare alla soglia di 3 dollari al giorno chiunque viva sotto tale soglia di povertà estrema.”
Capite perchè non ci può essere investimento nè del pubblico nè del privato nella fabbrica socialmente integrata nè nella conversione ecologica?
Perchè è redistribuzione, transizione climatica, profitto sociale per un territorio, salvaguardia del lavoro, redistribuzione della ricchezza, cooperazione e mutualismo prevalente. Perchè segnerebbe una sconfitta dell’estrattivismo e della speculazione.
Oxfam risponde presente: è tra i nostri azionisti popolari. Non a caso.Il nostro tempo non ha più tempo. L’ora del futuro è adesso. Diventa azionista popolare o invita a farlo. Tutte le info nei commenti o su insorgiamo.org#insorgiamo
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20 gennaio 2026. Brindisi, incendiato edificio destinato ai migranti
Flai Cgil Puglia: “Gesto vile e intimidatorio che non può essere considerato un episodio isolato”
Un incendio ha gravemente danneggiato a Brindisi un edificio destinato all’accoglienza dei lavoratori migranti stagionali. Un episodio che, secondo la Flai Cgil Puglia, non può essere liquidato come un fatto isolato ma va letto dentro un contesto più ampio di sfruttamento e illegalità che attraversa il lavoro agricolo sul territorio.
“Si tratta di un gesto vile e intimidatorio, che non può essere considerato un episodio isolato”, afferma in una nota il segretario generale della Flai Cgil Puglia, Antonio Ligorio. Per il sindacato, quanto accaduto “si inserisce in un contesto più ampio di sfruttamento, illegalità e caporalato che continuano a segnare il lavoro agricolo nel nostro territorio”.
continua in
https://www.collettiva.it/copertine/italia/brindisi-incendiato-edificio-destinato-ai-migranti-rkui7p12
Lutto
La Cgil di Bergamo ricorda Gianni Peracchi, scomparso il 19 gennaio

Segretario generale della Camera del Lavoro dal 2016 al 2023, ha diretto il sindacato con sensibilità verso lavoratrici e lavoratori e con un approccio improntato al confronto con le istituzioni del territorio, attraversando anche gli anni più difficili della pandemia da Covid-19
La Cgil di Bergamo ricorda Gianni Peracchi, già segretario generale della Camera del Lavoro, scomparso ieri sera, 19 gennaio. Gianni Peracchi ha svolto un lungo e importante percorso sindacale. È stato segretario generale della Funzione Pubblica Cgil dal 1992 al 2000, membro della segreteria dello Spi Cgil dal 2000 al 2008, segretario generale dello Spi Cgil dal 2008 al 2016 e segretario generale della Cgil di Bergamo dal 2016 al 2023.
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https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/peracchi-cgil-bergamo-lutto-abpfizir
19 gennaio 2026. Il mondo a una manciata di miliardari, l’Italia segue il trend
Il rapporto Oxfam 2025 certifica livelli record di ricchezza e disuguaglianze crescenti. I “paperoni” italiani crescono di 150 milioni di euro ogni giorno
Simona Ciaramitaro – collettiva.it
“Mina la libertà politica” e alimenta le disuguaglianze il livello record raggiunto dalla ricchezza dei miliardari nel mondo nel 2025. Lo scrive la ong Oxfam nella sua analisi internazionale, “Nel baratro della disuguaglianza, come uscirne e prendersi cura della democrazia, ponendo l’attenzione sulle politiche del presidente statunitense, Donald Trump. Un rapporto che arriva alla vigilia del World Economic Forum di Davos, in Svizzera, dove si riuniranno i 12 ‘paperoni’ di ogni continente che “posseggono più ricchezza della metà più povera dell’umanità”, circa quattro miliardi di persone.
continua in
https://www.collettiva.it/copertine/economia/miliardari-iitaliani-disuguaglianze-oxfam-mznz0n11?guid=nl-1768896004

Il rapporto OxFam
Quando la disuguaglianza erode la democrazia
In un mondo segnato da gravi conflitti, tensioni commerciali e shock climatici, i livelli di disuguaglianza, già estremamente elevati, si stanno ulteriormente aggravando. La ricchezza da capogiro in mano a pochi individui diventa strumento di indebita influenza politica a vantaggio di privilegi acquisiti e a discapito dell’interesse collettivo.
Il godimento dei diritti fondamentali appare sempre più compromesso da un progressivo deterioramento dei principi democratici in molti Paesi. Processi di autocratizzazione e dinamiche autoritarie si radicano, nutrendosi abilmente di smarrimento, paure e malcontento sociale – figli di profondi e iniqui mutamenti nella distribuzione di risorse, dotazioni, opportunità e potere dei cittadini degli ultimi decenni – senza intenzione alcuna di porvi un efficace ed equo rimedio.
L’Italia non fa purtroppo eccezione. L’azione di governo si va caratterizzando per il riconoscimento di meriti e premialità a gruppi sociali e territori in condizioni di relativo vantaggio, non è incline a ricucire i divari economici e le profonde fratture sociali del nostro Paese e si mostra disattenta al benessere e alle aspirazioni dei cittadini in condizione di maggiore vulnerabilità.
continua in
https://www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-report/
Scarica il rapporto
https://www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-report/#dk-speakout-petition-26
Rassegna stampa del 19 gennaio 2026
Lunedì 19 gennaio 2026
Rassegna stampa internazionale del 19 gennaio 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Lunedì 19 gennaio 2026
19 gennaio 2026 – RaiNews LIVE
Disastro ferroviario in Spagna


Deragliano due treni a Adamuz, in Andalusia: 39 morti e 150 feriti. Sanchez: “Tre giorni di lutto”
Trovato un giunto rotto sui binari. Nell’incidente coinvolti un treno Iryo Malaga-Madrid, con a bordo 317 passeggeri, e uno che transitava in direzione opposta, con oltre 200 persone a bordo, direzione Huelva. Meloni: “Italia vicina alla Spagna”


AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/deragliano-due-treni-in-andalusia-almeno-morti-e-decine-di-feriti-incidente-grave-b8903039-3cbd-416c-960d-83ca09c23194.html
Vedi anche
Due treni ad alta velocità deragliano in Andalusia
video Le prime immagini dei soccorsi ai due treni deragliati in Andalusia
video Tra le lamiere dei vagoni, l’evacuazione dei passeggeri
“Soli al buio tra i morti, nessuno rispondeva”
Ida Dominijanni
Ho sentito dire di tutto sulla tragedia di La Spezia. Di tutto. Dalla demenziale idea dei metal detector a scuola (e perché non dappertutto? suvvia, mettiamoli anche nei supermercati, nei negozi, nelle università…) a quella di multare i genitori di figli che delinquono alle solite lagne sul vuoto di valori alle solite accuse ai genitori che non fanno i genitori e ai prof che non fanno i prof alle fumose esortazioni a lavorare sulla prevenzione invece che sulla repressione. Ma non uno o una che affacci timidamente l’ipotesi che sei anni vissuti spericolatamente fra pandemia e guerre magari lasciano traccia nella psiche degli adolescenti. O che in un mondo in cui si parla solo di sicurezza e di riarmo a fini di sicurezza a qualcuno può venire in mente di munirsi di un coltello perché non si sa mai. O che in un ambiente mediatico dominato dalla violenza (la guardate mai la tv di notte? passano solo film violenti) la violenza diventa un abito da infilarsi la mattina come i jeans. O che in un tempo in cui la guerra diventa ed esaurisce l’orizzonte dell’esistenza si finisce col considerare una guerra anche la vita quotidiana. Nossignore, è colpa dei prof che non fanno i prof e dei genitori che non fanno i genitori. Amen.
19 gennaio 2026
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1425
RaiNews LIVE
Stallo nei colloqui, sfumano l’incontro Trump-Zelensky a Davos e le firme sul piano di pace
Il presidente Usa: “L’Europa pensi a Russia e Ucraina, non alla Groenlandia”. Il leader ucraino: “Mosca vuole colpire le nostre centrali atomiche”. Interruzioni elettriche in più regioni
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/ucraina-guerra-zelensky-mosca-vuole-colpire-nostre-centrali-atomiche-dbf99dbc-3b42-4014-80ae-8bb7101fb3e3.html
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Cessate il fuoco alla centrale di Zaporizhzha: “Riparazioni urgenti”
Storia della Crisi Russia-Ucraina

EN DIRECT, guerre en Ukraine : Russie et Ukraine donnent leur accord à l’AIEA pour un cessez-le-feu temporaire en vue de travaux de raccordement électrique à Zaporijia
La Russie et l’Ukraine ont donné, vendredi, leur accord à l’Agence internationale de l’énergie atomique (AIEA) pour la mise en œuvre d’un cessez-le-feu local en vue de réparer la dernière ligne électrique de secours restante de la centrale nucléaire de Zaporijia, a déclaré le directeur de l’instance internationale, Rafael Grossi. Les travaux devraient commencer « dans les prochains jours » sur cette ligne, endommagée et mise hors service à la suite d’opérations militaires le 2 janvier, a précisé l’AIEA dans un communiqué. « Ce cessez-le-feu temporaire, le quatrième que nous négocions, témoigne du rôle indispensable que nous continuons de jouer », a estimé M. Grossi, cité dans le communiqué.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/01/20/en-direct-guerre-en-ukraine-600-000-personnes-ont-provisoirement-quitte-kiev-en-raison-des-frappes-russes-qui-privent-la-capitale-d-electricite-et-de-chauffage_6663004_3210.html
Le point sur la situation, lundi 19 janvier à 16 heures
- Des bombardements russes ont fait un mort et cinq blessés, en début d’après-midi, à Kharkiv, dans le nord-est de l’Ukraine, où une centrale électrique avait été touchée un peu plus tôt par des tirs de missiles, a annoncé le maire de la ville. Par ailleurs, un civil a été tué à Sloviansk, dans l’oblast de Donetsk, selon les autorités locales.
- Cinq sites de production d’électricité ont été endommagés, la nuit dernière, dans l’oblast de Tchernihiv, où plusieurs dizaines de milliers d’abonnés en sont privés, d’après la compagnie Tchernihivoblenergo.
- Les forces russes engagées dans l’oblast de Donetsk progressent à l’ouest de Siversk ainsi qu’en direction de Kostiantynivka et dans le nord-est de Pokrovsk, rapportent les analystes ukrainiens de DeepState, dans la dernière mise à jour de leur suivi cartographique du front.
- Seuls quelques quartiers du nord-ouest de Pokrovsk, menacés d’encerclement, leur échappent encore. Un étroit corridor de moins de 1 kilomètre sépare les positions russes au sud-ouest et au nord-est de cette zone, d’après la carte de DeepState.
- L’émissaire russe Kirill Dmitriev est attendu à Davos, où il doit rencontrer des membres de la délégation américaine, en marge du Forum économique mondial, qui s’est ouvert lundi, selon deux sources citées anonymement par l’agence de presse Reuters.
- Après deux jours de discussions en Floride avec ses interlocuteurs américains, le négociateur ukrainien en chef, Rustem Umerov, avait annoncé dimanche que ces entretiens se poursuivraient à Davos.
Le point sur la situation, lundi 19 janvier à 23 heures
- Donald Trump conseille aux Européens de se concentrer sur l’Ukraine et reste évasif sur l’éventuel usage de la force pour annexer le Groenland lors d’un bref entretien téléphonique avec la chaîne NBC News.
- L’émissaire du Kremlin Kirill Dmitriev s’entretiendra avec les représentants américains Jared Kushner et Steve Witkoff à Davos, selon Reuters et Axios.
- Chute de 46 % des revenus pétroliers et gaziers russes en janvier, selon Reuters, qui explique que cette évolution est portée par un rouble plus fort et des prix du pétrole bas.
- La Pologne va livrer des avions Mig-29 à l’Ukraine, a annoncé l’ambassadeur ukrainien à Varsovie, Vasyl Bodnar, dans une interview au média ukrainien Ukrinform.
18 gennaio 2026 – RaiNews LIVE Giorno 834
Anche Orban nel Consiglio di Pace per Gaza. Hamas: noi pronti a cedere amministrazione al Comitato
Un contributo di 1 miliardo di dollari garantisce l’adesione permanente al board. Il comitato tecnocratico, per il dopo Gaza, approvato al Cairo mercoledì scorso. Trump a Netanyhau: “Se vuole che ci occupiamo di Gaza, lo faremo a modo nostro.”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/netanyahu-contro-i-nomi-del-board-of-peace-e-trump-lo-invita-a-farne-parte-usa-vanno-avanti-67783d50-8b99-4f3f-b2d5-f8eb9783415a.html
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Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.
Meno chitarre più badili. Vita di Tobia Righi

Roberto Morgantini – Cantiere Bologna
Un ritratto affettuoso e ironico di Tobia Righi, uomo di fiducia di Lucio Dalla, narrato da Giorgio Bonaga. Un libro di buon senso popolare e memoria viva, i cui diritti sostengono le Cucine Popolari di Bologna
Ci sono libri che raccontano una vita e altri che, senza volerlo, raccontano anche una comunità. “Meno chitarre più badili – Vita di Tobia Righi” (qui), il pamphlet che Giorgio Bonaga ha dedicato a Tobia, appartiene a entrambe le categorie. Per questo, noi delle Cucine Popolari ci sentiamo profondamente onorati e grati per la scelta di Bonaga di devolvere interamente a noi i proventi legati ai diritti d’autore del libro.
continua in
https://cantierebologna.com/2026/01/19/meno-chitarre-piu-badili-vita-di-tobia-righi/

Le previsioni del tempo per domenica
11 gennaio 2026
RaiNews LIVE – Il tempo dal 6 al 13 gennaio 2026
Protezione civile: venti forti e mareggiate al Sud e sulla Sicilia
Il maltempo ha le ore contate. La Sicilia imbiancata, neve sulle Madonie e sotto i mille metri sui Nebrodi e Etna. Si scia in diverse parti d’Italia: in Abruzzo, Molise, Sardegna e Campania
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/italia-al-gelo-allerta-della-protezione-civile-per-neve-a-bassa-quota-e-venti-di-burrasca-7a73dd55-ba21-4a01-a330-bff10c49832c.html

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Forti nevicate provocano alluvioni e blackout nella Serbia occidentale
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Maltempo, allerta massima in Germania: “Chi può rimanga a casa”
https://www.rainews.it/video/2026/01/maltempo-allerta-massima-in-germania-chi-puo-rimanga-a-casa-video-sassonia–0e4e0bdf-23f9-4946-8ad5-4a9af53006e9.html
L’altra faccia dello sport
Referendum, Landini: “Un No per un’altra idea di giustizia”
Il leader Cgil a Napoli all’assemblea Fp: “La riforma non migliora il settore”. Ricci, Cgil Campania: “Garantire alla magistratura di fare bene il proprio mestiere”
Mattia Carpinelli – collettiva.it
Mattinata di confronto a Napoli per l’assemblea della Fp Cgil che si è svolta oggi, 19 gennaio, presso il Palazzo di Giustizia, alla presenza del segretario generale della confederazione, Maurizio Landini. “Un’altra idea di giustizia” è il titolo dell’iniziativa che è stata dedicata ai temi del referendum sulla cosiddetta riforma Nordio, un confronto partito con l’intervento di Alfredo Garzi Cosentino, segretario generale Fp Cgil Napoli, proseguita con la relazione introduttiva di Giordana Pallone, segretaria nazionale Fp Cgil, gli interventi di lavoratrici e lavoratori della Giustizia, di Giovanni Bachelet, presidente comitato società civile per il No al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, Marcello De Chiara, vice presidente dell’Anm e Paola Briguori, magistrata della Corte dei Conti, conclusa dal segretario generale della Cgil nazionale.
continua in
https://www.collettiva.it/copertine/italia/referendum-giustizia-landini-napoli-fp-cgil-video-xpj4vhs5
19 gennaio 2026. Meno persone con disabilità lavoreranno per decreto
Nel Dl sicurezza inserite norme che di fatto riducono la possibilità di trovare occupazione in aziende “normali”

Roberta Lisi – collettiva.it
Il 2026 si apre con cattive notizie per i portatori di disabilità: da un lato una legge sui Caregiver che sembra una beffa, dall’altro nell’ultimo Decreto sulla sicurezza sul lavoro sono inserite norme che di fatto rendono ancora più difficile alle persone con disabilità di trovare un lavoro in aziende “normali”. La prima domanda che affiora alla mente è: per quale ragione in un testo che dovrebbe ridurre gli incidenti e promuovere la sicurezza sul lavoro, si introducono codicilli sugli aspiranti lavoratori e lavoratrici con disabilità
continua in
https://www.collettiva.it/copertine/welfare/per-decreto-sicurezza-meno-persone-con-disabilita-lavoreranno-a6j4ne5g?guid=nl-1768896004

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Finanza e riarmo (parte prima): i fondi sostenibili (Esg) finanziano le armi?
Venerdì 23 gennaio: presentazione dell’inchiesta di IrpiMedia:
Gli investitori privati finanziano le armi con i fondi sostenibili

Diretta Instagram venerdì 23 h 18.00
con IrpiMedia (Carlotta Indiano), interventi di Altreconomia (Lorenzo Guadagnucci) e di @Collettivo di fabbrica ex Gkn
La guerra che si avvicina è talmente pervasiva da far cadere ogni maschera di greenwashing e socialwashing. Non esiste l’economia e la guerra, ma una intera economia di guerra.
Tanto che spesso gli stessi fondi Esg (Environment, Social e Governance, fondi che integrano nelle ragioni dell’investimento la cosiddetta sostenibilità sociale e ambientale) partecipano al settore della Difesa.
Su questo Irpimedia ha da poco redatto un’inchiesta:
“Da marzo 2021 a giugno 2025, Leonardo Spa ha attirato circa 788 milioni da fondi sostenibili, di cui 122 milioni da società di gestione italiane. Il settore della difesa ha sovraperformato garantendo massimi rendimenti alle società di gestione (…)
I fondi sostenibili o Esg rappresentano il 50% dei fondi totali europei. La finanza sostenibile è diventata così un settore da cui l’industria delle armi non vuole restare esclusa
Da quando infatti la Commissione europea ha chiarito che investire nella difesa rientra nei parametri di sostenibilità promossi dalla Sustainable finance disclosure regulation (Sfdr), regolamento europeo sugli investimenti sostenibili, l’esposizione dei fondi di investimento Esg, o “verdi”, al settore delle armi è cresciuta del 21%”
In questo contesto si inserisce la campagna “un’azione contro il riarmo”, per sostenere il progetto Gff e la reindustrializzione dal basso pensata da solidali e collettivo di fabbrica.
Stando ai criteri Esg, ci dovrebbe essere la fila per finanziare un progetto come la fabbrica socialmente integrata: riconversione ecologica, sostenibilità sociale, “governance democratica” diffusa.
Al contrario, prevale il boicottaggio di un intero sistema. Un sistema che da tempo ci logora con il tempo, nel migliore dei casi ignorandoci, nel peggiore incatenandoci a continui rinvii.
Vi chiediamo di risalire la corrente e aggirare il boicotaggio, partecipando alla campagna “un’azione contro il riarmo.” E’ urgente farlo ora.
Ne parliamo venerdì h 18.00, con IrpiMedia e Altreconomia, in diretta Instragram.
#insorgiamo
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Rassegna stampa del 18 gennaio 2026
Domenica 18 gennaio 2026
Rassegna stampa internazionale del 18 gennaio 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Domenica 18 gennaio 2026

Gaza Spa Trump annuncia i membri del «Consiglio della Pace» per Gaza: immobiliaristi, affaristi e leader amici si spartiranno il bottino della guerra israeliana. Palestinesi esclusi dal proprio futuro. È il lancio di un modello globale: gli affari internazionali come questione privata
Michele Giorgio
https://ilmanifesto.it/business-e-sicurezza-il-board-che-decidera-il-futuro-della-striscia
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-18-01-2026
18 gennaio 2026 – RaiNews LIVE
L’Iran in rivolta, cronaca in tempo reale dal 14 gennaio
5 paesi chiedono riunione Consiglio diritti umani Onu in relazione alla situazione in Iran
Oggi all’Onu un “briefing sulla situazione”. Nuove sanzioni contro l’Iran. Mattarella: “Efferata crudeltà lo sterminio dei manifestanti”. Nyt: “Netanyahu ha chiesto a Trump rinvio dell’attacco”. L’Iran ferma 800 esecuzioni’, Trump congela l’attacco
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Tutti gli aggiornamenti dal 10 al 13 gennaio
video Trump ai manifestanti: “Continuate, l’aiuto è in arrivo”
video Vittime della repressione, i volti e le storie
video “Dialogo o guerra”, la risposta di Teheran alle minacce USA
video Una marea di manifestanti a Teheran, il video simbolo delle proteste

US-Iran tensions: Trump has no path to an easy ‘win’ despite Tehran’s woes
Despite Iran’s vulnerable position, any US strikes could risk triggering a protracted conflict, analysts say.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/2026/1/16/gulf-countries-gear-up-diplomacy-to-stave-off-us-iran-escalation?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard

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Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict
18 gennaio 2026
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1424
RaiNews LIVE
L’allarme di Kiev: “Mosca prevede di lanciare fino a 1.000 droni al giorno quest’anno”
Kiev: Cinque civili uccisi oggi, Mosca punta all’energia. Umerov: A Miami tenuti colloqui “sostanziali” con Usa sulle garanzie, proseguiremo a Davos. Sanchez: se Trump prendesse la Groenlandia legittimerebbe l’invasione dell’Ucraina da parte russa
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/zelensky-usa-devono-capire-che-raid-russi-minano-possibilita-di-pace-8aab857c-e7da-400e-af8e-02f70ee28c8b.html
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EN DIRECT, guerre en Ukraine : Russie et Ukraine donnent leur accord à l’AIEA pour un cessez-le-feu temporaire en vue de travaux de raccordement électrique à Zaporijia
La Russie et l’Ukraine ont donné, vendredi, leur accord à l’Agence internationale de l’énergie atomique (AIEA) pour la mise en œuvre d’un cessez-le-feu local en vue de réparer la dernière ligne électrique de secours restante de la centrale nucléaire de Zaporijia, a déclaré le directeur de l’instance internationale, Rafael Grossi. Les travaux devraient commencer « dans les prochains jours » sur cette ligne, endommagée et mise hors service à la suite d’opérations militaires le 2 janvier, a précisé l’AIEA dans un communiqué. « Ce cessez-le-feu temporaire, le quatrième que nous négocions, témoigne du rôle indispensable que nous continuons de jouer », a estimé M. Grossi, cité dans le communiqué.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/01/20/en-direct-guerre-en-ukraine-600-000-personnes-ont-provisoirement-quitte-kiev-en-raison-des-frappes-russes-qui-privent-la-capitale-d-electricite-et-de-chauffage_6663004_3210.html
Le point sur la situation, dimanche 18 janvier, à 19 h 30
- Les négociateurs ukrainiens sont arrivés aux Etats-Unis pour des pourparlers avec Steve Witkoff, l’émissaire de Donald Trump,et Jared Kushner, le gendre du président américain, visant à mettre fin au conflit avec la Russie.
- L’armée russe poursuit ses attaques contre les infrastructures énergétiques en Ukraine, provoquant de vastes coupures d’électricité et privant des milliers d’Ukrainiens de chauffage alors que les températures peuvent atteindre − 20 °C dans certaines parties du pays.
- Le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, a déclaré un « état d’urgence » pour le secteur et ordonné d’augmenter les importations d’électricité du pays.
- Plus de 200 000 foyers étaient sans électricité en territoire occupé par la Russie dans le sud de l’Ukraine – à Kherson et à Zaporijia – après une attaque de l’armée de Kiev, ont annoncé dimanche les autorités installées par Moscou.
- Selon l’armée de l’air ukrainienne, la Russie a lancé au cours de la nuit 201 drones, dont 167 ont été abattus. Deux personnes ont été tuées, selon M. Zelensky.
18 gennaio 2026 – RaiNews LIVE Giorno 834
Anche Orban nel Consiglio di Pace per Gaza. Hamas: noi pronti a cedere amministrazione al Comitato
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11 gennaio 2026
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Protezione civile: venti forti e mareggiate al Sud e sulla Sicilia
Il maltempo ha le ore contate. La Sicilia imbiancata, neve sulle Madonie e sotto i mille metri sui Nebrodi e Etna. Si scia in diverse parti d’Italia: in Abruzzo, Molise, Sardegna e Campania
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L’altra faccia dello sport

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Non dimenticarti della Palestina perchè ti dimenticheresti della tua stessa oppressione

– Rilanciamo la raccolta di firme lanciata da @Aps Casa Caciolle https://c.org/9Kdsw9DWky sulla situazione delle famiglie palestinesi arrivate a Firenze nella primavera del 2025. Come leggete nel testo da firmare: “Sono trascorsi mesi dal riconoscimento dello status di rifugiati, ma l’assenza di prospettive concrete sta aggravando il disagio di persone già duramente provate da traumi personali e collettivi, da problemi di salute fisica e psicologica.
(…) Si sentono sopravvissuti e portano dentro di sé il peso delle perdite, delle torture fisiche e psicologiche patite, ma anche il desiderio di ricostruire una vita normale e dignitosa, soprattutto per i propri figli.
Il silenzio e l’assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni rendono impossibile immaginare un futuro sereno e generano disagio quotidiano”
– Non dimenticare della Palestina, dove 1,3 milioni di persone a Gaza muoiono per freddo, fame, assenza di cure sanitarie e per il genocidio a bassa intensità. Mentre in Cisgiordania la violenza degli insediamenti illegali e degli occupanti tocca ogni giorno nuove vette.
– Non dimenticare che il Ministero della Pubblica Istruzione ha appena richiesto una schedatura di fatto di tutte/i le studentesse e studenti palestinesi.
– Non dimenticare che il diritto alla resistenza è un diritto essenziale e che la Palestina è un paese occupato. E che nei confronti di questa resistenza sta avvenendo anche nei nostri sistemi giudiziari, una sorta di “sionistizzazione del giudizio” dove il termine terrorismo è usato per qualsiasi forma di resistenza. Così è successo a Anan, appena condannato a 5 anni.
– Non dimenticare che stiamo per salpare di nuovo con una nuova missione del Global Movement to Gaza Italia
– Non dimenticare Gaza FREEstyle, la Gaza Cola e tutti i progetti in corso come il progetto Casa di Mondeggi Bene Comune o il progetto SfruttaZero per la Palestina di Contadinazioni e Bread&Roses spazio di mutuo soccorso
– Non dimenticare che quelle piazze piene hanno fatto paura e ora arriva contro di esse la stessa repressione che è in corso contro il movimento sindacale, contro gli spazi sociali, contro il movimento studentesco.
Non dimenticare che un popolo che ne opprime un altro non può essere libero. Tornare in piazza, stay tuned. #insorgiamo
Ps grazie al compagno e fratello Militanza Grafica per l’uso della grafica
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Rassegna stampa del 17 gennaio 2026
Sabato 17 gennaio 2026
Rassegna stampa internazionale del 17 gennaio 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Sabato 17 gennaio 2026

Circo polare Trump minaccia dazi contro i paesi che si opporranno all’annessione della Groenlandia. Il suo ambasciatore allarga gli obiettivi: prendiamo pure l’Islanda. Anche l’Italia ha un piano artico: lo scioglimento dei ghiacci è un’opportunità. Ma senza disturbare gli Usa
Giovanna Branca
https://ilmanifesto.it/mogherini-morto-come-floyd-la-cedu-condanna-litalia
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-17-01-2026
Il Settecento di Trump il mercantilista
Commenti L’annuncio dell’apertura di un indagine penale da parte del Dipartimento della giustizia (dominato da Trump) sull’operato di Jerome Powell, l’attuale presidente della Federal Reserve, è un segno che qualcosa sta cambiando nel modo di concepire le politiche economiche da parte dell’esecutivo
Patrizio Gonnella – il Manifesto
L’autonomia dell’istituto di emissione è stata un perno dell’ortodossia di politica economica del neoliberalismo liberoscambista. Ecco perché l’annuncio dell’apertura di un indagine penale da parte del Dipartimento della giustizia (dominato da Trump) sull’operato di Jerome Powell, l’attuale presidente della Federal Reserve, è un segno che qualcosa sta cambiando nel modo di concepire le politiche economiche da parte dell’esecutivo.
Che un attacco così grave all’autonomia del banchiere centrale, peraltro vicino al partito del presidente, non abbia provocato reazioni pubbliche da parte dei colossi della finanza e dell’impresa Usa fa pensare che su questa svolta ci sia, se non pieno consenso, almeno acquiescenza da parte del potere economico.
Se questo indirizzo si consolidasse, dovremmo chiederci se stiamo per assistere alla fine dell’egemonia neoliberale sulla politica statunitense. La risposta a questa domanda richiede un chiarimento preliminare su cosa si intende per neoliberalismo.
A partire dagli studi di Quinn Slobodian credo sia assodato che il neoliberalismo non si riduce a un insieme di precetti di politica economica, come quelli sanciti dal Washington Consensus che erano all’origine dell’imponente spinta verso la globalizzazione dell’economia avvenuta negli ultimi decenni. Secondo Slobodian, a motivare il progetto ideologico neoliberale, sin dalle sue origini nel periodo tra le due guerre mondiali, c’è il proposito di mettere il capitalismo al sicuro dalla democrazia, limitando il potere di maggioranze di tendenza socialista o socialdemocratica di attuare politiche redistributive ritenute incompatibili con il perseguimento del massimo profitto da parte dei grandi capitali. Se la liberalizzazione dei commerci era strumentale a questo scopo, come lo è stata dopo la fine degli anni Settanta, i neoliberali erano in favore di tale politica.
Con il relativo declino dell’economia statunitense, e di quelle europee, e l’ascesa di paesi non occidentali come la Cina o l’India, gli stessi interessi economici che spingevano verso la globalizzazione trovano oggi conveniente appoggiare un progetto di segno diverso. Per comprendere il neoliberalismo bisogna riconoscerne la natura ideologica, che non ha un rapporto necessario con una politica economica. Questo è vero oggi a Washington come lo era in Cile negli anni Settanta.
Verso la fine della sua vita David Hume era tormentato dal pensiero che gli ideali dell’illuminismo cui aveva dedicato le proprie energie intellettuali fossero in declino. Nuove forme di «entusiasmo» e «superstizione» stavano prendendo il sopravvento nella società britannica, non più alimentate dal fanatismo religioso, ma dall’orgoglio nazionale. Lo stessa idea di libertà veniva distorta da politici i cui interessi erano sempre più intrecciati con quelli delle imprese commerciali che, attraverso la propria influenza sul parlamento, spingevano perché lo scopo principale della politica nazionale diventasse l’espansione dei mercati domestici attraverso la guerra e l’imperialismo economico. Quello che il suo amico e interlocutore Adam Smith aveva descritto come un «sistema mercantile» stava prendendo il sopravvento rispetto all’idea del libero commercio, aprendo la strada a una stagione di conflitti sempre più devastanti tra i grandi imperi in competizione per l’accesso a beni e risorse necessari per espandere la ricchezza nazionale. La forza militare stava diventando lo strumento privilegiato della politica a detrimento dei principi di diritto e giustizia.
Che ci sia una somiglianza tra la situazione su cui rifletteva Hume intorno alla metà del XVIII secolo e quella in cui ci troviamo attualmente è stato sostenuto dallo storico delle idee Richard Whatmore in un libro, The End of Enlightement. Empire, Commerce, Crisis (Allen Lane, 2023), che ricostruisce in maniera magistrale le inquietudini di un gruppo di intellettuali britannici che vedevano nell’ascesa del mercantilismo una minaccia alla stabilità e alla pace.
L’ipotesi di Whatmore ha trovato conferma negli ultimi mesi, dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, negli scritti di alcuni tra i più acuti osservatori della politica internazionale (in Italia, la tesi di un ritorno al mercantilismo è stata ripresa da Federico Varese in un commento per La Stampa). Diverse iniziative dell’attuale presidente degli Stati uniti, che appaiono incomprensibili in base a quello che è stato il consenso diffuso in politica economica negli ultimi decenni, acquistano un senso se li interpretiamo come il tentativo, goffo e scomposto, ma non per questo meno pericoloso, di tornare a un atteggiamento che per molti versi ricorda quello del mercantilismo settecentesco.
L’enfasi sul controllo delle risorse, senza considerazione per la sovranità nazionale o per il principio di autodeterminazione in Venezuela o in Groenlandia, e il ricorso a tariffe per avvantaggiare l’economia nazionale, ricordano quelle dei governi britannici degli anni in cui Hume e Smith criticavano il mercantilismo. Oggi come allora il concetto di libertà viene distorto per asservirlo agli interessi del potere economico.
https://ilmanifesto.it/il-settecento-di-trump-il-mercantilista
17 gennaio 2026 – RaiNews LIVE
L’Iran in rivolta, cronaca in tempo reale dal 14 gennaio
5 paesi chiedono riunione Consiglio diritti umani Onu in relazione alla situazione in Iran
Oggi all’Onu un “briefing sulla situazione”. Nuove sanzioni contro l’Iran. Mattarella: “Efferata crudeltà lo sterminio dei manifestanti”. Nyt: “Netanyahu ha chiesto a Trump rinvio dell’attacco”. L’Iran ferma 800 esecuzioni’, Trump congela l’attacco
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17 gennaio 2026. Le nuove lettere persiane
Le umiliazioni subite dall’Iran da parte delle potenze occidentali hanno favorito la formazione e il mantenimento del regime khomeinista. Un attacco dall’esterno potrebbe vivificare l’orgoglio nazionale. Difficilmente aiuterà le proteste interne ma finirà invece per rafforzare gli ayatollah.

Giuseppe Cassini – Centro Riforma dello Stato
Nel ‘700 due persiani di buona famiglia visitarono la Francia – così racconta Montesquieu nelle “Lettres Persanes” – e ne descrissero i costumi, a parer loro bizzarri, dell’epoca di Luigi XV. Adesso i loro discendenti ci regalano il seguito del racconto descrivendo con occhi iraniani come ci siamo comportati noi – europei, russi e americani – con la Persia da allora fino ad oggi.
continua in
https://centroriformastato.it/le-nuove-lettere-persiane/
Qui il PDF
17 gennaio 2026. Minneapolis, il ghiaccio sconfigge l’ICE
Anna Polo per Pressenza
Agenzia PRESSENZA – La pagina Facebook The Other 98% racconta come a Minneapolis il gelido inverno sia diventato un prezioso e sorprendente alleato per la popolazione locale decisa a resistere con ogni mezzo, anche il più creativo, alla brutalità degli agenti federali dell’immigrazione.

A Minneapolis la resa dei conti tra l’ICE e la resistenza locale ha preso una piega inaspettata; non si tratta solo di politica, ma anche di temperatura. Mentre gli agenti federali si schierano in forze, i manifestanti stanno trasformando il ghiaccio e le condizioni invernali in un vantaggio tattico.
continua in
https://www.pressenza.com/it/2026/01/minneapolis-il-ghiaccio-sconfigge-lice/
17 gennaio 2026
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1425
RaiNews LIVE
Miami: i negoziatori di Kiev con Witkoff. Gdf sequestra una nave, “violate le sanzioni a Mosca”
Tra le delegazioni di Usa e Ucraina, un documento sulle garanzie di sicurezza per Kiev. Cessate il fuoco alla centrale nucleare di Zaporizhzha, Aiea: “Riparazioni urgenti”. Nella notte colpite infrastrutture energetiche a Odessa
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/oggi-nuovo-round-di-negoziati-a-miami-zelensky-russia-si-prepara-a-lanciare-nuovi-attacchi-80a526ff-fce1-4d3e-ada3-174e3583116c.html
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Storia della Crisi Russia-Ucraina

EN DIRECT, guerre en Ukraine : Russie et Ukraine donnent leur accord à l’AIEA pour un cessez-le-feu temporaire en vue de travaux de raccordement électrique à Zaporijia
La Russie et l’Ukraine ont donné, vendredi, leur accord à l’Agence internationale de l’énergie atomique (AIEA) pour la mise en œuvre d’un cessez-le-feu local en vue de réparer la dernière ligne électrique de secours restante de la centrale nucléaire de Zaporijia, a déclaré le directeur de l’instance internationale, Rafael Grossi. Les travaux devraient commencer « dans les prochains jours » sur cette ligne, endommagée et mise hors service à la suite d’opérations militaires le 2 janvier, a précisé l’AIEA dans un communiqué. « Ce cessez-le-feu temporaire, le quatrième que nous négocions, témoigne du rôle indispensable que nous continuons de jouer », a estimé M. Grossi, cité dans le communiqué.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/01/14/en-direct-guerre-en-ukraine-volodymyr-zelensky-va-decreter-un-etat-d-urgence-pour-le-secteur-energetique-apres-les-frappes-russes_6661355_3210.html
Le point sur la situation, samedi 17 janvier dans la soirée
- Les négociateurs ukrainiens sont arrivés aux Etats-Unis pour des pourparlers avec Steve Witkoff, l’émissaire de Donald Trump,et Jared Kushner, gendre du président américain, visant à mettre fin au conflit avec la Russie.
- Des travaux sont encore en cours pour rétablir le chauffage dans 102 immeubles résidentiels de Kiev, a fait savoir le vice-premier ministre, Oleksii Kuleba, assurant que jusqu’à 50 équipes d’urgence, soit environ 200 spécialistes, sont mobilisés dans la capitale ukrainienne.
- La direction générale du renseignement du ministère de la défense ukrainien (HUR) a prévenu, dans un message publié sur Telegram, que la Russie « envisage d’attaquer des objets stratégiques du système énergétique » ukrainien, et plus précisément « des sous-stations de transmission électrique qui assurent le fonctionnement des centrales nucléaires » du pays.
- D’après un rapport du chef du renseignement de la défense ukrainien, Oleh Ivachtchenko, cité par Volodymyr Zelensky, il n’y a « aucune volonté de la part de l’agresseur de respecter les accords ou de mettre fin à la guerre ».
- Durant la nuit, la Russie a poursuivi ses attaques contre les infrastructures énergétiques en Ukraine, rapporte le ministère de l’énergie, privant d’électricité des habitants dans les oblasts d’Odessa et de Kiev alors que les températures sont glaciales.
17 gennaio 2026 – RaiNews LIVE Giorno 833
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vorrebbe estendere ad altre aree calde del mondo il ‘Board of peace’ messo in piedi per Gaza
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vorrebbe estendere ad altre aree calde del mondo il ‘Board of peace’ messo in piedi per gestire la seconda fase dell’accordo per la Striscia di Gaza. Lo scrive il Financial Times citando proprie fonti e affermando che tra le zone a cui Trump vorrebbe applicare lo stesso Board ci sono il Venezuela e l’Ucraina. Diplomatici occidentali e arabi, però, hanno espresso preoccupazione in merito all’idea di conferire al nuovo organismo un mandato più ampio per mediare ben oltre il Medio Oriente. Una persona informata sull’idea ha affermato al Financial Times di credere che l’Amministrazione Trump consideri il Board of Peace “come un potenziale sostituto delle Nazioni Unite, una sorta di organismo parallelo non ufficiale per gestire altri conflitti oltre a Gaza”.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/gaza-guerra-tregua-fragile-trump-annuncia-consiglio-per-la-pace-israele-bombarda-10-morti-5ef34516-127f-4a89-83f9-efaf14a0b420.html
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Attivisti climatici assolti. Con questa sono 57
Mario Di Vito – ilManifesto
Giustizia è fatta Nuova sentenza favorevole per Ultima generazione. In 21 erano sotto processo a Roma per un blocco stradale: «Il fatto non sussiste». Dall’alto «valore morale» riconosciuto dal gup di Bologna al crollo del teorema padovano sull’associazione a delinquere: «La protesta è una necessità»
Sono stati tutti assolti i ventuno militanti di Ultima generazione che il 24 aprile del 2023 bloccarono la via Appia Nuova a Roma nell’ambito della campagna «Non paghiamo il fossile»: per il giudice il fatto non sussiste. Èla cinquantasettesima volta, sostengono gli attivisti, che le denunce e i provvedimenti di polizia emessi nei loro confronti si infrangono contro una sentenza.
Sono stati tutti assolti i ventuno militanti di Ultima generazione che il 24 aprile del 2023 bloccarono la via Appia Nuova a Roma nell’ambito della campagna «Non paghiamo il fossile»: per il giudice il fatto non sussiste. Èla cinquantasettesima volta, sostengono gli attivisti, che le denunce e i provvedimenti di polizia emessi nei loro confronti si infrangono contro una sentenza.

Foto Cecilia Fabiano /LaPresse
«IN UNO STATO democratico la protesta e l’azione diretta nonviolenta non sono dei reati – è il commento che arriva da Ultima generazione sulla sentenza romana – ma, in un paese che risulta al sedicesimo posto in classifica tra i paesi più colpiti dalla crisi climatica e in un momento storico in cui anche i tentativi di affrontare la crisi climatica a livello mondiale si svuotano di speranza, sono ancora una necessità».
RESTA in piedi, sempre a Roma, un altro caso giudiziario che riguarda Ultima generazione: il processo al 29enne Michele Giuli, accusato di diffamazione perché in due video, pubblicati su Youtube e X, aveva definito l’Eni «criminale», elencando a supporto di questa tesi una serie di presunte violazioni ambientali e sociali in giro per il mondo. La società degli idrocarburi ha ritenuto queste affermazioni lesive della propria reputazione e ha sporto denuncia. La raccolta fondi per le spese legali in favore del giovane si è poi rivelata un successo (oltre 15mila euro) e il caso ha introdotto anche in Italia il dibattito sull’esistenza delle cosiddette Slapp (Strategic Lawsuit Against Public Participation), cioè quelle denunce che vengono sporto al solo scopo di silenziare critici e attivisti.
LA PROSSIMA udienza per Giuli è prevista il 9 febbraio, giorno in cui saranno ascoltati alcuni testimoni a suo discarico. La strategia della difesa, ricalcando i grandi classici dei processi politici, consiste nel tentativo non solo di dimostrare la fondatezza delle affermazioni che l’azienda ritiene diffamatorie coinvolgendo esperti e studiosi, ma anche di ottenere dal giudice il riconoscimento dell’alto valore morale dell’azione.
NON SAREBBE una prima volta per Ultima generazione. Questa particolare attenuante, infatti, venne già riconosciuta nel gennaio del 2024 dal gup di Bologna in una sentenza di condanna a sei mesi (pena sospesa) per violenza privata e interruzione di pubblico servizio nei confronti di tre attivisti che, il 2 novembre del 2023, avevano bloccato per circa un’ora il traffico sulla tangenziale per chiedere al governo di stanziare un fondo di riparazione permanente per gli eventi estremi. I tre – due dei quali si erano cosparsi le mani di cemento a presa rapida nel tentativo di restare attaccati all’asfalto – vennero peraltro assolti per i reati più «pesanti» tra quelli contestati dai pm, che avevano chiesto un anno di condanna: danneggiamento, manifestazione non autorizzata e inottemperanza al foglio di via.
CHE I MOVIMENTI per la giustizia climatica siano da tempo al centro dell’attenzione delle questure di tutto il paese, per il resto, è un fatto acclarato. Il più eclatante, in questo senso, è il caso di Padova, dove lo snodo locale di Ultima generazione è stato al centro di una lunga indagine di polizia, all’interno della quale, a un certo punto, si arrivò addirittura ad ipotizzare l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere. L’accusa fu archiviata dalla stessa procura nel gennaio del 2024, ma due processi partirono lo stesso per una lunga serie di azioni avvenute tra il 2022 e il 2023. A gennaio dell’anno scorso in sette sono stati assolti per un blocco del traffico (anche qui: il fatto non sussisteva), a maggio invece è arrivato un provvedimento di non luogo a procedere nei confronti di altri dodici per «particolare tenuità del fatto».
GLI ESISTI giudiziari, però, non fermano le indagini: le ragazze e i ragazzi di Ultima generazione continuano a ricevere denunce e ad essere oggetto di provvedimenti amministrativi, come multe, fogli di via, obblighi e divieti di dimora. Atti che vengono decisi da prefetti e questori. E che, non a caso, quasi mai finiscono in tribunale per il vaglio del giudice.
17 gennaio 2026. Strage di Cutro, la giustizia è lontana
Rinvio tecnico per il procedimento sulla tragedia del 2023. I parenti delle vittime beffati sui ricongiungimenti: “Vi siete dimenticati di noi”
Carlo Ruggiero – collettiva.it
Il processo per i presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love non è nemmeno partito. L’udienza di apertura, fissata davanti al tribunale di Crotone il 14 gennaio, si è chiusa con un rinvio immediato: nessuna istruttoria, nessun confronto in aula. I superstiti e i parenti delle vittime, intanto, non smettono di chiedere giustizia, preoccupati che il tempo diventi un alleato della prescrizione.
continua in
https://www.collettiva.it/copertine/italia/strage-di-cutro-il-processo-non-parte-migranti-e2zgrp1g?guid=nl-1768636680
L’altra faccia dello sport
Magica Nicol Delago, prima vittoria in coppa del mondo per lei

Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Oggi all’ assemblea convocata da Aska47 – Csa Murazzi

A Torino regolarono i conti nell’ 80 con quella insorgenza operaia lunga 20 anni
In Val di Susa hanno provato a regolare i conti con i territori che non accettano di essere devastati dall’ estrattivismo delle grandi opere.
Chiudendo il Leoncavallo, hanno provato a regolare i conti con la storia stessa degli spazi sociali.
Con Spin Time, stanno provando a regolare i conti con l’ idea delle occupazioni abitative.
Torino è da tempo laboratorio di repressione. E militarizzando Vanchiglia e sgomberando Aska il laboratorio vuole ora presentare il suo conto finale.
E logorano e provano a sfinire la lotta ex Gkn, con l’ immobilismo di tutti i livelli istituzionali, per regolare i conti con l’ idea che le fabbriche possano resistere alla propria chiusura e magari riaprire con una conversione ecologica contro il volere del capitale.
Regolano i conti, ma i loro conti non tornano mai.
Perché dove loro ci vogliono passato, noi sappiamo farci futuro. E il futuro prima o poi irrompe.
#insorgiamo
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Rassegna stampa del 16 gennaio 2026
Venerdì 16 gennaio 2026
Rassegna stampa internazionale del 16 gennaio 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Venerdì 16 gennaio 2026

La sentenza Stazioni ferroviarie al centro della stretta securitaria del governo. A Roma Termini esibizione di forza con centinaia di agenti e un magro bottino. Mentre il governo vara il nuovo pacchetto contro migranti e dissenso, l’Italia è condannata per la violenza mortale dei carabinieri
Riccardo Chiari
https://ilmanifesto.it/mogherini-morto-come-floyd-la-cedu-condanna-litalia
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-16-01-2026


(AP Photo-Andrew Medichini)
Impunito e assolto, «trumpizzazione» dello sbirro
Commenti Se il presidente Usa è indifferente al diritto, da noi si vuole brutalizzare la legge in modo che si anestetizzi quella noiosa forma di limite che si chiama controllo giudiziario
Patrizio Gonnella – il Manifesto
Mentre a Strasburgo i giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo condannano l’Italia per la morte violenta di Riccardo Magherini nelle mani della polizia, il governo prepara il secondo più grave attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana
continua in
https://ilmanifesto.it/impunito-e-assolto-trumpizzazione-dello-sbirro
16 gennaio 2026 – RaiNews LIVE
L’Iran in rivolta, cronaca in tempo reale dal 14 gennaio
5 paesi chiedono riunione Consiglio diritti umani Onu in relazione alla situazione in Iran
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Gulf countries gear up diplomacy to stave off US-Iran escalation
Gulf nations don’t want the chaos that a US attack on Iran or the collapse of the Islamic Republic would generate.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/2026/1/16/gulf-countries-gear-up-diplomacy-to-stave-off-us-iran-escalation?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard
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https://www.aljazeera.com/news/
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https://www.aljazeera.com/
Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict
16 gennaio 2026
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1426
RaiNews LIVE
Zelensky: nuovi colloqui negli Usa, forse firma a Davos. Mosca: recepiti segnali europei sul dialogo
Starmer: “Nessuna intenzione” di parlare con Putin. La Commissione Ue valuta un’adesione in due fasi per l’Ucraina. Crisi energetica a Kiev, scuole chiuse fino al primo febbraio
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/ucraina-guerra-si-risoluzione-maggioranza-nella-lega-qualcuno-vota-no-putin-con-europa-dialogo-al-minimo-041b2f73-ca03-4c74-afc1-324adeb18785.html
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EN DIRECT, guerre en Ukraine : Russie et Ukraine donnent leur accord à l’AIEA pour un cessez-le-feu temporaire en vue de travaux de raccordement électrique à Zaporijia
La Russie et l’Ukraine ont donné, vendredi, leur accord à l’Agence internationale de l’énergie atomique (AIEA) pour la mise en œuvre d’un cessez-le-feu local en vue de réparer la dernière ligne électrique de secours restante de la centrale nucléaire de Zaporijia, a déclaré le directeur de l’instance internationale, Rafael Grossi. Les travaux devraient commencer « dans les prochains jours » sur cette ligne, endommagée et mise hors service à la suite d’opérations militaires le 2 janvier, a précisé l’AIEA dans un communiqué. « Ce cessez-le-feu temporaire, le quatrième que nous négocions, témoigne du rôle indispensable que nous continuons de jouer », a estimé M. Grossi, cité dans le communiqué.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
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Le point sur la situation, vendredi 16 janvier en fin de journée
- L’ambassadrice de Kiev aux Etats-Unis, Olga Stefanishyna, a annoncé, vendredi, que les négociateurs ukrainiens rencontreraient la partie américaine, samedi à Miami pour de nouveaux pourparlers en vue de mettre fin au conflit avec la Russie. L’administration américaine n’a, pour l’heure, pas confirmé cette rencontre.
- Les Etats-Unis ont été invités à participer à des exercices militaires au Groenland, a déclaré, vendredi, le chef du commandement arctique danois, le général Soren Andersen, précisant que ces exercices étaient en rapport avec la Russie.
- Le maire de Kiev, Vitali Klitschko, a annoncé la fermeture des écoles de la capitale ukrainienne à partir de lundi et jusqu’au 1er février, ainsi que de nouvelles mesures pour économiser de l’électricité, à la suite des frappes russes sur les infrastructures énergétiques. La capitale ukrainienne ne dispose, selon lui, que d’environ la moitié de l’électricité dont elle a besoin.
- Le ministre de l’énergie ukrainien a, de son côté, ordonné aux entreprises publiques d’augmenter leurs importations d’électricité pour faire face aux difficultés du réseau énergétique national.
- Volodymyr Zelensky a assuré que certains systèmes antiaériens fournis à l’Ukraine par ses alliés occidentaux étaient à court de munitions lors des récentes attaques russes contre les infrastructures énergétiques du pays.
- Le Kremlin a qualifié de « positive » la volonté affichée de certains pays européens, dont l’Italie et la France, de restaurer le dialogue avec la Russie, rompu après le début de l’invasion de l’Ukraine en février 2022. Il a, en revanche, critiqué la position du Royaume-Uni, qui n’a « aucun projet de s’entretenir avec le président Poutine », a rappelé, vendredi, un porte-parole du premier ministre, Keir Starmer.
16 gennaio 2026 – RaiNews LIVE Giorno 832
Trump: Rubio e Blair nel Consiglio per Gaza, Ankara: “Anche Erdogan invitato a farne parte”
E Lapid critica: “Il Consiglio per Gaza è il fallimento del governo Netanyahu”. Libano, Unifil: le forze israeliane hanno lanciato una granata a 30 metri dai caschi blu. Convogli militari Usa sono entrati nelle ultime ore a Deir Hafer, est di Aleppo
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/gaza-guerra-tregua-fragile-trump-annuncia-consiglio-per-la-pace-israele-bombarda-10-morti-5ef34516-127f-4a89-83f9-efaf14a0b420.html
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La guerra di Gaza, tutte le notizie di ieri
video Gaza, scatta il blocco per 37 Ong
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Bonsoir,
Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.

Le previsioni del tempo per Domenica 16 gennaio
RaiNews LIVE – Il tempo dal 6 al 13 gennaio 2026
Protezione civile: venti forti e mareggiate al Sud e sulla Sicilia
Il maltempo ha le ore contate. La Sicilia imbiancata, neve sulle Madonie e sotto i mille metri sui Nebrodi e Etna. Si scia in diverse parti d’Italia: in Abruzzo, Molise, Sardegna e Campania
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/01/italia-al-gelo-allerta-della-protezione-civile-per-neve-a-bassa-quota-e-venti-di-burrasca-7a73dd55-ba21-4a01-a330-bff10c49832c.html

VEDI ANCHE
Forti nevicate provocano alluvioni e blackout nella Serbia occidentale
https://www.rainews.it/video/2026/01/forti-nevicate-provocano-alluvioni-e-blackout-nella-serbia-occidentale-ee6263f7-d458-4f9b-9555-c3f61d6950c5.html
Maltempo, allerta massima in Germania: “Chi può rimanga a casa”
https://www.rainews.it/video/2026/01/maltempo-allerta-massima-in-germania-chi-puo-rimanga-a-casa-video-sassonia–0e4e0bdf-23f9-4946-8ad5-4a9af53006e9.html
L’altra faccia dello sport
Cinquecentomila firme e una fretta sospetta
Stefano Milani – collettiva.it
Cinquecentomila firme in meno di un mese. Un mezzo milione di persone che decidono di alzarsi dal torpore assegnato e di toccare la Costituzione con mano, difendendola. Dicevano fosse impossibile, dicevano che la partecipazione fosse un ricordo sbiadito. Invece il Paese risponde quando viene chiamato davvero, senza filtri e senza padrini.
Mentre le firme crescevano, il governo accelerava. Urne fissate il 22 e 23 marzo con zelo sospetto, prima ancora di conoscere l’esito della raccolta online. Una fretta che tradisce nervosismo. Il tempo diventa un avversario, l’informazione un intralcio, il dibattito un rischio calcolato da ridurre al minimo.
Poi arriva il Tar del Lazio e fissa l’udienza al 27 gennaio. Un dettaglio tecnico che suona come una lezione di democrazia. Le firme, a quel punto, smettono di essere solo numeri. Diventano argine, rumore, disturbo. Sommersa la strategia della distrazione, messa in crisi la speranza di una vittoria per stanchezza.
Il Comitato per il No parla con chiarezza. Più sottoscrizioni significano più forza politica e più spazio pubblico. Perché la Riforma Nordio ridisegna gli equilibri, indebolisce l’autonomia della magistratura, assottiglia i controlli di legalità. Un sistema più gentile con chi comanda e più ruvido con chi subisce.
Il ministro della Giustizia lo annuncia quasi con serenità. Dopo toccherà alla lotta alla corruzione. Un passo alla volta verso una giustizia selettiva, mentre sullo sfondo avanza il premierato. Chi ha a cuore la Costituzione ha una scelta limpida. Firmare ancora, informarsi, votare. E fermare questo disegno prima che diventi abitudine.
https://www.collettiva.it/rubriche/il-sassolino/cinquecentomila-firme-referendum-giustizia-pvg582sa
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16 gennaio 2026. Industria in crisi: il Paese non ha una guida

“Lo Stato torni ad avere un ruolo di regia”, spiega il segretario confederale Cgil Luigi Giove: “Ma il governo fa propaganda e non affronta i nodi reali”
Marco Togna – collettiva.it
La progressiva deindustrializzazione dell’Italia, le imprese che riducono gli investimenti, il governo che non affronta i nodi reali della crisi. E sullo sfondo il calo costante della produzione industriale e il boom della cassa integrazione. Per il segretario confederale Cgil Luigi Giove non c’è altra strada: lo Stato torni ad avere un ruolo di regia industriale, altrimenti la nostra economia sarà sempre più povera di industria e sempre più dipendente dall’estero.
L’intervista
https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/crisi-industria-intervista-cgil-ouk3tnil
