2025.12 Dicembre (01 – 05 dicembre)

SITO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO
Pagina in costruzione


Queste pagine non sono una rassegna stampa, ma la mia personale scelta di notizie, fatti, idee e persone per quanti, determinati ma con il sorriso sulle labbra, ancora resistono e lottano per il pane e le rose


Free Marwan – https://freemarwan.org/it/


…volge al declino l’era, che fu nobile nella sua durezza e serietà, della democrazia politica”.
(Luciano Canfora).



Energia di sinistra

La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.

Carlo Galli
da strisciarossa


5 dicembre 2025

Venerdì 5 dicembre 2025

https://www.rainews.it/video/2025/12/rass-0512-9f770b4b-6ca8-40fd-92c1-9dfbe13629f8.html

Che settimana!, sintesi delle notizie più importanti della settimana, a cura di Good Morning Italia.

Il piano dell’Ue per finanziare l’Ucraina | Niente svolta nel negoziato Usa-Russia | Netanyahu chiede la grazia | Sospetta frode, indagata Mogherini | L’Ocse vede la crescita globale in calo

continua in
https://goodmorningitalia.substack.com/p/che-settimana-4925?utm_source=post-email-title&publication_id=1245794&post_id=180788929&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=c2va4&triedRedirect=true&utm_medium=email

La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Venerdì 5 dicembre 2025

https://www.raiplaysound.it/audio/2025/12/Radio3-Mondo-del-05122025-7baac264-c261-48f4-9e5e-411f14716f40.html

Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa araba

Chi applaude e chi critica: la visita di Leone XIV in Libano

A cura di Farah Ahmed

https://www.oasiscenter.eu/it/chi-applaude-e-chi-critica-la-visita-di-leone-xiv-in-libano

Ex Ilva Cinquemila operai dell’Ilva in sciopero sfilano a Genova per chiedere garanzie sul futuro della siderurgia. Un comparto strategico che il ministro del Made in Italy Urso si ostina a non vedere. In piazza scontri tra i metalmeccanici e la polizia
Laura Nicastro
https://ilmanifesto.it/vogliamo-lavorare-il-grido-degli-operai-di-genova

I sedicenti patrioti che non difendono l’acciaio italiano

Emiliano Brancaccio – ilManifesto

Affrontare le crisi senza uno straccio di coordinamento internazionale affidandosi ai soli capitalisti privati. Potremmo chiamarlo “sovranismo padronale” e sintetizza bene le compulsioni del governo italiano in tema di ristrutturazioni industriali. Il caso dell’acciaio è emblematico.
Quando si dice che di necessità si può fare virtù: l’eredità storica di paese carente di materie prime ci ha resi virtuosi nella produzione di acciaio. La siderurgia italiana è tra le più efficienti dal punto di vista del riciclo: circa l’85 percento del prodotto deriva da rottame ferroso, a fronte di una media europea del 60 e una media mondiale di appena il 30 percento. Per questa ragione, l’industria italiana è complessivamente anche la più pulita in assoluto: rispetto alla media mondiale, emettiamo meno della metà di tonnellate di anidride carbonica per ogni tonnellata di acciaio realizzata. Inoltre, a riprova del fatto che il problema principale non riguarda la quantità di occupati, l’acciaio italiano viene realizzato con livelli di produttività senza pari in larga parte del mondo: dal 25 al 35 percento di valore aggiunto in più per addetto rispetto ai principali concorrenti Ue.
Certo, la crisi in corso riguarda principalmente gli impianti ex-Ilva, che sono produttori della quota residua di acciaio primario, ossia non riciclato, di poco superiore al 10 percento nazionale. Con questa giustificazione, Federacciai sostiene che sarebbe meglio disfarsene. E il governo, a ruota, sembra fermo sull’ipotesi di regalare gli impianti a fondi esteri intenzionati a spacchettare, distruggere e rivendere in fretta.

Il problema è che l’acciaio primario rappresenta tuttora un semi-lavorato insostituibile in molte industrie ad alto valore aggiunto. Non a caso, il calo della produzione nazionale si è tradotto in un significativo aumento delle importazioni dall’estero. Ecco un tipico esempio in cui, con un furbo travisamento della questione ecologica, il “sovranismo padronale” si accinge a determinare danni sistemici, nell’interesse di pochi affaristi.
Affrontare la questione secondo logica, invece, richiederebbe un ribaltamento dei termini del problema. Ossia, proprio il fatto che la quota di produzione al centro della crisi è al tempo stesso modesta ma difficilmente sostituibile, consentirebbe di inquadrarla in una strategia di carattere generale. Diciamo pure, senza scandalizzarci: di pianificazione pubblica, per decidere i destini della siderurgia italiana all’interno di un quadro europeo che finora è risultato sbilanciato e contraddittorio.
Nel dibattito sull’acciaio si fa spesso riferimento agli eccessi di capacità produttiva causati dalla superproduzione cinese e dai dazi americani. Questi problemi esistono ma sono secondari. Gli Stati Uniti registrano già un deficit commerciale siderurgico di 18 milioni di tonnellate, quasi il 20 percento della loro produzione interna, circa 11 miliardi di dollari. Quindi, pretendere dagli americani di importare ulteriormente è una partita persa. Quanto all’enorme export cinese, si tratta di un’onda che colpisce tutti ma l’Unione europea sta reggendo bene l’impatto. Infatti, se è vero che siamo in deficit di tonnellate, in valore monetario risultiamo comunque in surplus di circa 5 miliardi di euro.
Lo sbilancio principale dell’acciaio, allora, non è fuori ma è dentro l’Unione europea. Basti notare un fatto. Gli impianti tedeschi riciclano molto meno, inquinano molto di più e sono pure caratterizzati da minore produttività del lavoro. Eppure, la Germania è in surplus di 4,3 milioni di tonnellate, mentre l’Italia è in deficit di 3,5 milioni di tonnellate. Rivendicare un riequilibrio interno all’Ue costituirebbe non solo una legittima istanza nazionale ma anche una giusta proposta di pianificazione ecologica europea.
Sarebbe il caso di sollevare il problema con von der Leyen, che a parole insiste su una siderurgia europea “forte e decarbonizzata”. Ma forse i sedicenti patrioti di Meloni sono troppo indaffarati a cedere l’acciaio italiano a qualche speculatore di passaggio.
https://ilmanifesto.it/i-sedicenti-patrioti-che-non-difendono-lacciaio-italiano


RaiNews LIVE

Chernobyl, l’Aiea: “Il rivestimento della centrale nucleare non è più sicuro”

Francia, droni sopra una base dei sottomarini atomici. La procura di Rennes: “La Marina ha risposto con i jammer”. Il capo delle forze di Kiev: “Mosca ha 710mila soldati al fronte”. Sette bambini ucraini restituiti alle famiglie dalle autorità russe

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/12/ucraina-guerra-putin-in-india-kiev-lasci-tutto-il-donbas-o-lo-prenderemo-con-la-forza-trump-allenta-sanzioni-lukoil-d4613a3a-4e93-460c-ab55-c48429ec3588.html

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video Francia, Ile Longue: droni sulla base militare

La guerra in Ucraina, tutte le notizie di ieri

video L’India abbraccia Putin, lo zar: “Kiev ceda il Donbas o lo prenderemo”
video L’ottimismo di Trump: “Putin vuole fermare la guerra”
video Tra i soldati di Pokrovsk: “Vogliamo tornare vivi a casa”

Storia della Crisi Russia-Ucraina

EN DIRECT, guerre en Ukraine : de nouvelles discussions entre Ukrainiens et Américains prévues aujourd’hui à Miami, annonce Kiev

Plusieurs sessions ont eu lieu ces derniers jours pour évoquer le plan américain visant à mettre fin à la guerre, qui a, en parallèle, été soumis à Moscou.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/12/05/en-direct-guerre-en-ukraine-de-nouvelles-discussions-entre-ukrainiens-et-americains-prevues-aujourd-hui-a-miami-annonce-kiev_6655415_3210.html

Le point sur la situation vendredi 5 décembre à 21 heures

  • De nouveaux entretiens entre Ukrainiens et Américains sont prévus vendredi à Miami en vue de discuter du plan américain visant à mettre fin à la guerre avec la Russie. Plusieurs sessions ont eu lieu ces derniers jours pour évoquer ce plan, qui a parallèlement été soumis à Moscou.
  • Le recours aux avoirs russes gelés en Europe pour financer l’Ukraine aura des « conséquences considérables » pour l’Union européenne, a déclaré l’ambassadeur russe à Berlin, au moment où le chancelier allemand et le premier ministre belge doivent discuter du sujet.
  • Les dommages environnementaux causés par la guerre en Ukraine sont évalués à 122 milliards d’euros, soit le préjudice écologique le plus important jamais enregistré en Europe dans l’histoire moderne, selon le ministère de l’économie ukrainien.
  • Emmanuel Macron appelle à maintenir « l’effort de guerre » en faveur de l’Ukraine et accroître « la pression sur l’économie russe ». Selon lui, « Il ne faut surtout céder à aucun esprit de division entre Européens et Américains. Nous avons besoin des Etats-Unis pour avoir la paix. Les Etats-Unis d’Amérique ont besoin de nous pour que cette paix soit robuste et durable ».
  • Donald Trump alerte sur un « effacement civilisationnel » de l’Europe et veut restaurer la suprématie américaine, selon sa nouvelle stratégie de défense. Le document de 33 pages appelle à « restaurer la suprématie américaine » en Amérique latine, et annonce un « réajustement » de la présence militaire américaine dans le monde.


5 dicembre 2025. Cei: il bisogno di difendersi non deve contribuire al riarmo globale

In una nota pastorale, la Conferenze episcopale italiana richiama alla necessità di formare le coscienze per uscire dalla logica della guerra. I vescovi indicano il rischio di una escalation nucleare, la drammatica crescita di antisemitismo, islamofobia e cristianofobia, il dilagare dei nazionalismi e definiscono “contraddittorie” le “proposte di pesanti investimenti sul piano degli armamenti e delle tecnologie militari che hanno fatto seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”

I vescovi italiani denunciano l’aumento del livello di conflittualità e la corsa al riarmo

Giovanni Zavatta – Città del Vaticano

La regola della pace ha bisogno, per sopravvivere e perpetuarsi, di un esercizio quotidiano globale che attraversi i periodi della storia e le generazioni educandole al dialogo, al rispetto reciproco, alla cura dell’altro, alla pratica della misericordia, alla fraternità vissuta, al rifiuto della violenza. Impararla e rispettarla, la regola della pace, è «un lungo percorso, sfida complessa, impegno che tocca molte dimensioni della vita personale e sociale e che chiede un discernimento attento». E per un cristiano «la radicalità dell’annuncio evangelico va presa sul serio: la chiamata a essere operatori di pace deve farsi storia e vita delle comunità». La situazione attuale segnata da numerosi conflitti, dall’atrocità della guerra, dal grido di vittime innocenti, da una logica delle armi che sembra offuscare il lume della ragione, ha spinto la Conferenza episcopale italiana a elaborare una lunga nota pastorale (34 pagine) per «riscoprire la centralità di Cristo “nostra pace” in ogni annuncio e impegno per promuovere la riconciliazione e la concordia», come scrive nella presentazione il cardinale presidente della Cei, Matteo Maria Zuppi.

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https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2025-12/cei-vescovi-italiani-pace-disarmo-nota-pastorale.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT


Libano: il governo chiede all’ONU una presenza internazionale a seguire la fine del mandato UNIFIL.

Israele sgancia drone nel Libano meridionale. Aperto valico di Rafah in uscita. Morto nello scontro tra clan Abu Shabab, il capo della milizia anti-Hamas. Tel Aviv bombarda in Libano, il presidente Aoun: colloqui con Israele per finire ostilità.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/12/gaza-israele-bombarda-anche-libano-ucciso-abu-shabab-trump-prevede-nuovo-governo-prima-di-natale-9f1ca951-48cb-46cc-9d09-185a62f15e6c.html

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La guerra Israele-Hamas


Bonsoir,

Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.


LIVE: Israel attacks Gaza with artillery as Palestinian killed in West Bank

  • Gaza’s southern city of Khan Younis comes under Israeli army attack by a helicopter gunship and artillery fire despite the October 10 US-brokered truce as violations persist.
  • Prominent Palestinian political figure Marwan Barghouti has been severely beaten by Israeli prison guards leaving him “physically shattered”, his son says.
  • Israel’s military budget for next year is set at $34bn, up from $27bn budgeted in an earlier draft, as the defence minister vows “to ensure the security of the state of Israel on every front”.
  • Israel’s genocidal war on Gaza has killed at least 70,125 Palestinians and wounded 171,015 since October 2023. A total of 1,139 people were killed in Israel during the October 7, 2023 attacks and about 200 taken captive.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/12/5/live-israel-sets-military-budget-at-34bn-keeps-attacking-gaza

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

La guerra Israele-Hamas

Brescia: Material for an Exhibition. Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal Mediterraneo

La mostra, curata da Sara Alberani e promossa dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei, riunisce opere di artisti provenienti da zone di conflitto, in particolare dalla regione mediorientale oggi segnata da divisioni e frammentazioni – da Gaza alla Cisgiordania fino al Libano – che hanno vissuto in prima persona la quotidianità della guerra e dell’esilio. A portare la loro testimonianza artistica e culturale gli artisti internazionali palestinesi Mohammed Al-Hawajri, Dina Mattar e Emily Jacir (Leone d’oro a Venezia nel 2007) e l’artista libanese Haig Aivazian.
Il titolo, Material for an Exhibition, omaggia l’opera Material for a Film di Emily Jacir e richiama la pluralità di linguaggi – installazioni, video, fotografie, pittura, disegni – che s’incontrano in mostra, ma anche le difficili condizioni materiali in cui lavorano molti artisti, spesso segnate dalla perdita di opere, archivi, luoghi della memoria e storie tramandate da chi non c’è più.

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https://www.bresciamusei.com/evento/material-for-an-exhibition-storie-memorie-e-lotte-dalla-palestina-al-mediterraneo/

Pop Club “extralarge” in memoria di Jean Luc Stote

Domenica 7 dicembre un’intera giornata di musica dal vivo al Magazzino 47 di Brescia | Palestina, corrispondenza dalla Cisgiordania | Ilva: tavolo governo-sindacati sullo stabilimento di Genova


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POP CLUB – Radio Onda d’Urto organizza un’edizione “extralarge” del Pop Club in memoria dello storico responsabile della redazione musicale Jean Luc Stote, scomparso improvvisamente lo scorso 30 settembre.

L’iniziativa fa parte degli appuntamenti in programma per il quarantesimo compleanno della nostra emittente, che inaugurò le proprie trasmissioni il 18 dicembre 1985. Trovate qui il programma completo.
Stamattina abbiamo presentato l’evento in una conferenza stampa che si è tenuta nei nostri studi. 

PALESTINA – Oggi siamo tornati a collegarci con la Palestina, in particolare con la Cisgiordania occupata, da dove Fabian Odeh, nostro collaboratore, racconta l’espansione continua dell’occupazione coloniale per mano israeliana.
Nell’intervista, realizzata in collegamento dalla città di Nablus, il nostro collaboratore italo-palestinese riferisce di un rapido aggravarsi della situazione nei Territori palestinesi occupati.
Tra gli effetti, in questo periodo, c’è quello che è stato definito il “peggiore raccolto di olive di sempre”: oltre alla scarsità del raccolto di quest’anno, i palestinesi hanno dovuto affrontare immense difficoltà nell’accedere alle proprie terre.
L’aggressione si manifesta poi anche attraverso nuove forme di pressione psicologica e controllo territoriale. Lungo la Strada 60 che collega Ramallah a Nablus, per esempio, i coloni israeliani hanno issato migliaia di bandiere israeliane, praticamente una ogni 5 o 10 metri per 17 km.
“In Cisgiordania – spiega Fabian Odeh – si registra una tensione crescente e un aggravarsi della situazione, con l’occupazione che diventa sempre più aggressiva”. “Il territorio è segnato da un forte intervento militare israeliano, con la distruzione completa di campi profughi come quello di Jenin, Tulkarem e Nur Shams, e incursioni nelle città di Tubas e Qalqilya”, continua Odeh

Per quanto riguarda la solidarietà internazionale con la Palestina, oggi giornata di mobilitazione “Free Shahin. La libertà di pensiero non è reato”

LAVORO – Arrivano promesse da parte dei commissari governativi per risolvere la vertenza Ilva a Genova e Taranto. Dopo l’incontro a Roma sullo stabilimento del capoluogo ligure, l’impegno ricalca le richieste degli operai: far ripartire la linea dello zincato bilanciando questo “rifornimento” con quello relativo alla banda stagnata, mantenendo così i livelli occupazionali. Dopo cinque giorni di sciopero e mobilitazioni, i lavoratori hanno dunque annunciato che nelle prossime ore smobiliteranno il blocco e il presidio della fabbrica. Su questo abbiamo raccolto il commento di Fabio Ceraudo, operaio dell’ex-Ilva di Genova e dell’Usb.

Anche a Taranto novità positive: “il piano della chiusura e della cassa integrazione è stato completamente ritirato, e soprattutto ci è stata data assicurazione che lo stabilimento continuerà a rifornire l’impianto di Genova” afferma il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Gli operai dello stabilimento pugliese avevano sospeso ieri lo sciopero.

Ancora lavoro e lotte operaie: presidio operaio alla “Pezzana” di Frossasco, in provincia di Torino

GERMANIA – In Germania oggi sciopero studentesco contro il servizio militare. Stamattina, mentre studenti e studentesse riempivano le piazze, il Bundestag approvava la riforma della leva voluta dal governo Merz.
Con la nuova legge il servizio militare resta volontario, ma tutti i giovani di sesso maschile tedeschi saranno obbligati a rispondere ai formulari dell’esercito e sottoporsi alla visita di leva.
Studenti e studentesse si sono mobilitati contro il riarmo, la guerra e la militarizzazione della società con uno sciopero storico: oltre 100 le piazze mobilitateQui le corrispondenze dalla Germania.

Oggi su Radio Onda d’Urto anche:

Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/

Leone XIV: l’AI sia un bene per tutti, non un potere nelle mani di pochi

In udienza dal Papa i partecipanti alla conferenza “Artificial Intelligence and Care of Our Common Home” organizzata da Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice e dal SACRU: non bastano dati e creatività, la tecnologia deve aiutare un sano sviluppo dell’essere umano, in particolare dei giovani

Alessandro De Carolis – Città del Vaticano

Pensiero critico e capacità di discernimento, modi di apprendere e sfera delle relazioni. Non c’è praticamente ambito dell’agire umano che non abbia a che fare oggi con l’intelligenza artificiale. Oggi e ancora di più domani, e dunque questo nuovo dualismo tra uomo e algoritmo è per Leone XIV una “sfida” che sollecita due domande: “Come possiamo garantire che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale serva veramente per il bene comune e non solo per concentrare ricchezza e potere nelle mani di pochi”. E ancora – domanda che il Papa definisce “più radicale” -: “Cosa significa essere umani in quest’epoca?”.

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https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-12/leone-papa-ai-intelligenza-artificiale-centesimus-annus-sacru.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

5 dicembre
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la


E meno dei lavoratori francesi, tedeschi, spagnoli. Lo sostiene lo studio della Fondazione Di Vittorio. Landini: “In piazza il 12 dicembre per chiedere l’aumento di salari e pensioni” 

Patrizia Pallara – collettiva.it

I lavoratori italiani guadagnano meno di quanto guadagnavano 30 anni fa e meno dei lavoratori di Francia, Germania, Spagna. Lo sostiene la ricerca “La crisi dei salari” realizzata dalla Fondazione Di Vittorio che ha messo sotto la lente di ingrandimento il tema facendo un confronto nel tempo e nello spazio, e confermando quanto evidenziato di recente da numerosi studi e indagini. E cioè che siamo l’unico Paese europeo in cui i salari sono diminuiti rispetto al ’91.

Meno 831 euro in 33 anni
Di quanto? Stando alle elaborazioni della Fondazione su dati Oecd, di 831 euro, ovvero meno 2,4 per cento, mentre in Francia sono aumentati di 10.866 euro (più 31,9 per cento), in Germania di 12.442 euro (più 32,9 per cento), in Spagna di 2.836 (più 9,4 per cento). Si tratta di uno dei temi al centro dello sciopero generale del 12 dicembre, indetto dalla Cgil  per rivendicare un aumento di salari e pensioni e per chiedere politiche economiche e sociali più giuste.

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https://www.collettiva.it/copertine/economia/salari-meno-30-anni-fa-italia-qkbke0hy?guid=nl-1765008004

La ricerca
https://files.collettiva.it/version/c:YThhMGRhMDctM2VjMi00:MDE4M2YyNGMtYWUwOC00/SLIDE_SALARI_05_12%20con%20testo.pdf


4 dicembre 2025

Giovedì 4 dicembre 2025

https://www.rainews.it/video/2025/12/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-1050fdf9-5def-4cbc-b864-8811547ed3fe.html

La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Giovedì 4 dicembre 2025

https://www.raiplaysound.it/audio/2025/12/Radio3-Mondo-del-04122025-a7466862-e2ce-47b5-83df-567b719c9da0.html

Papà non vuole Senza il consenso dei genitori, vietato parlare a scuola di relazioni sessuali e affettive. Nei licei compaiono liste degli stupri e la camera approva la legge oscurantista di Valditara. «La famiglia innanzitutto», esulta la destra, «le aule non sono circoli transfemministi»
Michele Gambirasi
https://ilmanifesto.it/lossessione-gender-della-destra-primo-si-al-consenso-informato

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L’ossessione gender della destra: primo sì al consenso informato

4 dicembre 2025. A Genova lacrimogeni sugli operai. Cgil: “Deriva reazionaria del governo”

“All’arrivo in Prefettura – dice il sindacato – i manifestanti si sono trovati davanti i blindati della polizia in un assetto che non si vedeva dal G8 del 2001”

Pioggia di lacrimogeni su lavoratori e partecipanti al corteo questa mattina a Genova. La manifestazione partita dal Ponente ligure per lo sciopero generale dei metalmeccanici genovesi proclamato da Fim e Fiom a difesa del lavoro e dell’industria, con al centro la vertenza ex Ilva, ha raggiunto i 5 mila partecipanti. All’arrivo in Prefettura il corteo si è trovato davanti i blindati della polizia in un assetto che non si vedeva dai tempi del G8 del 2001.

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https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/ilva-genova-corteo-dpzc65g0?guid=nl-1764921604

4 dicembre 2025. LIVE Ex Ilva, corteo metalmeccanici a Genova: diretta video

4 dicembre 2025. Le nostre 111 proposte per cambiare l’Italia

sbilanciamoci.info

No alla leva e al riarmo, sì ai corpi di pace, no al Ponte ma riassetto dei territori senza consumo di suolo, tasse su super ricchi ed extra profitti bellici, no ai Cpr. Queste e tante altre le misure di spesa pubblica delle 55 associazioni di Sbilanciamoci! illustrate al Senato.

RaiNews LIVE

Gli Usa sospendono alcune sanzioni a Lukoil. Putin insiste: Kiev ceda il Donbass o ce lo prenderemo

Inchiesta svela: Macron ha detto agli alleati di temere tradimento Usa. Anche Stubb avrebbe avvertito gli europei che i negoziatori Usa erano in contatto con Mosca mentre parlavano con Kiev. Delegazione ucraina in Usa per nuovi colloqui

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/12/ucraina-guerra–80e53edf-7142-4b86-864f-d6ca8efc693c.html

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La guerra in Ucraina, tutte le notizie di ieri

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Russia, l’aereo di Witkoff è ripartito: “Nessun accordo”
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video Militari 37a Brigata del Gruppo Forze “Vostok” attaccano Dobropillya

Storia della Crisi Russia-Ucraina

EN DIRECT, guerre en Ukraine : Vladimir Poutine estime que les pourparlers avec les Etats-Unis sont « complexes » mais qu’il faut s’y « engager »

L’envoyé spécial de la Maison Blanche, Steve Witkoff, et le gendre du président américain Jared Kushner ont rencontré mardi le président russe. « Parvenir à un consensus entre des parties en conflit n’est pas chose aisée, mais je crois que le président Trump s’y emploie sincèrement », a déclaré le président russe.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/12/04/en-direct-guerre-en-ukraine-vladimir-poutine-estime-que-les-pourparlers-avec-les-etats-unis-sont-complexes-mais-qu-il-faut-s-y-engager_6655415_3210.html

Le point sur la situation jeudi 4 décembre à 21 heures

  • Friedrich Merz, Emmanuel Macron et d’autres dirigeants européens entretiennent une forte méfiance envers les représentants américains chargés de négocier la fin de la guerre en Ukraine, selon des notes relatant des propos qui auraient été tenus lors d’un appel téléphonique lundi, révélées par l’hebdomadaire Der Spiegel − qui en a transmis des éléments au Monde.
  • Vladimir Poutine a estimé que les négociations en cours avec les Etats-Unis sur l’Ukraine étaient « complexes », mais qu’il fallait s’y « engager » plutôt que de les entraver, dans un entretien diffusé par une chaîne de télévision indienne. Plus tôt, il avait affirmé quela Russie « libérera » le Donbass et la Novorossia (« Nouvelle Russie ») « par la force des armes » si les Ukrainiens ne quittent pas ces territoires. « La Russie n’a pas accepté certains points des propositions de paix des Etats-Unis sur l’Ukraine », a déclaré le président russe.
  • La coopération avec la Chine est « déterminante » pour mettre fin au conflit, juge Emmanuel Macron. Xi Jinping rejette toute part de responsabilité dans la poursuite de la crise ukrainienne.
  • L’état-major de l’armée ukrainienne a déclaré, en milieu d’après-midi, avoir déjà recensé 131 combats l’ayant opposée aux forces russes, depuis le début de la journée ; 46 ont eu lieu dans la région de Pokrovsk, dans l’oblast de Donetsk, dans l’est du pays.
  • Les unités ukrainiennes continuent de détenir la partie nord de Pokrovsk, affirme le commandant en chef des forces armées ukrainiennes. Selon Oleksandr Syrsky, les unités ukrainiennes empêchent également les forces russes de réunir des groupes d’assaut et de progresser autour de Pokrovsk et de Myrnohrad.
  • Le gouvernement américain a annoncé qu’il suspendait une partie de ses sanctions à l’encontre du géant russe Lukoil pour permettre aux stations-service situées en dehors de Russie de continuer à fonctionner

Media israeliani: Netanyahu annuncerà l’avvio della fase due prima di Natale

Morto a Gaza Abu Shabab capo della milizia anti-Hamas. Idf: “Agiamo contro Hezbollah”. Raid su campo profughi, 6 morti tra cui 2 bimbi, ieri feriti 5 militari. Identificata la salma dell’ostaggio thailandese ucciso il 7 ottobre, ne manca ancora uno.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/12/gaza-israele-bombarda-campo-profughi-khan-yunis-almeno-6-morti-inclusi-bambini-hamas-corpo-stragi-fosse-comuni-9dbe1efa-755d-4107-a6ff-be2dcd26a039.html

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La guerra Israele-Hamas


Bonsoir,

Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.


LIVE: Israel kills more Palestinian civilians in Gaza as it bombs Lebanon

  • Israeli warplanes carry out air strikes on the towns of Mahrouna, Jbaa, al-Majadel and Braashit in southern Lebanon a day after the first direct talks in decades between civilian leaders.
  • In Gaza Yasser Abu Shabab, leader of an Israeli-backed gang, is killed in an “incident” in Rafah – a southern area under full Israeli army control – with the circumstances still unclear.
  • At least six Palestinians have been killed and 16 others wounded in the latest Israeli attacks across the Gaza Strip over the past 24 hours, according to the Health Ministry.
  • Israel’s genocidal war on Gaza has killed at least 70,125 Palestinians and wounded 171,015 since October 2023. A total of 1,139 people were killed in Israel during the October 7, 2023 attacks and about 200 taken captive

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/12/4/live-gaza-mourns-victims-of-israeli-genocide-that-never-really-ended

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Altri aggiornamenti
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La guerra Israele-Hamas

4 dicembre 2025. Il treno della vergogna

Carlo Greppi – ilManifesto.it

Revisionismi La storia sul convoglio di esuli istriani accolto con ostilità dai ferrovieri rossi della Bologna del 1947 è inventata. Non è solo una fake news, è un caso di scuola di propaganda ideologica

«Una falsa notizia nasce sempre da rappresentazioni collettive che preesistono alla sua nascita», scriveva oltre un secolo fa Marc Bloch (Revue de synthèse historique, t. XXIII, 1921), elaborando le sue riflessioni che sarebbero rimaste un riferimento ineludibile su questo tema, perché «l’errore si propaga, si amplifica, vive, infine, a una sola condizione: trovare nella società in cui si diffonde un tema di coltura favorevole». Per lo storico o la storica, allora, l’errore «non è soltanto un corpo estraneo che si sforza di eliminare con tutta la precisione dei suoi strumenti; lo considera anche come un oggetto di studio su cui si china quando cerca di comprendere la concatenazione delle azioni umane». E la falsa notizia «è lo specchio in cui la ‘coscienza collettiva’ contempla i propri lineamenti».

continua in
https://ilmanifesto.it/il-treno-della-vergogna

Per saperne di più
Il «treno della vergogna» a Bologna: una storia senza fondamento
https://www.wumingfoundation.com/giap/2025/10/treno-della-vergogna-nessuna-fonte/#comment-48936

Claudia Cernigoi sulla propria pagina Facebook

Sulla presenza di una casa editrice fascista a LiberiLibri

Come ben saprete, voi che mi conoscete, io vado spesso controcorrente, e così anche nella recente polemica sulla richiesta di escludere una casa editrice che pubblica testi sfacciatamente fascisti e nostalgici (non la nomino per non farle pubblicità tramite algoritmo), personalmente non mi sono trovata d’accordo.
Per una serie di motivi: il primo, in punta di diritto, è che se nessuno ha mai posto il problema che i libri pubblicati costituiscono reato (apologia di fascismo, oppure istigazione all’odio razzista, ci sarebbero tante possibilità), che gli editori non sono mai stati denunciati e condannati, nessuno può operare una censura aprioristica nei loro confronti. Una libreria può decidere di non tenerne i titoli, sta nella libertà dei titolari, ma quando si tratta di una fiera del libro, la questione è un po’ diversa. Soprattutto se la casa editrice ha già pagato per lo stand e tutto il resto, e la sua richiesta è stata ritenuta in regola.
Il secondo motivo è francamente interessato: oggi chiediamo di censurare un editore fascista, ma se domani chiederanno di censurare un editore comunista, come risponderemo? vorrei ricordare che esiste una (abominevole) deliberazione del parlamento europeo che ha paragonato il comunismo al fascismo, quindi, compagne e compagni, stiamo attenti a quello che facciamo, perché ci vuole poco che diventiamo noi i censurati.
In coda, rammento che alcuni anni or sono fu la KAPPA VU edizioni a subire una censura piuttosto pesante da parte della Regione FVG, che pretese di escluderla dallo stand degli editori regionali al salone del libro di Torino.
Una casa editrice accusata di “negazionismo”, mai condannata per questo motivo, ma discriminata a seguito di una campagna stampa denigratoria, supportata da una mozione approvata nel 2019 in cui la Regione si impegnava a non finanziare entità che “facciano del negazionismo sulla questione delle foibe” (la vicenda è riassunta nel comunicato dell’Anpi di Udine che linko nei commenti, ma ne abbiamo parlato nel numero de La Nuova Alabarda di novembre 2021 (vedi foto).
Con i tempi che corrono, chiedere di censurare qualcuno, è per la sinistra un grosso rischio di boomerang.
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Editore neofascista in fiera? Aie: «Lettori e magistrati valuteranno»

Perché viviamo in una “democrazia” in cui ci si permette di censurare i dibattiti togliendo sedi prenotate e già concesse 
https://www.facebook.com/photo?fbid=1164152389182796&set=a.275469291384448

https://www.anpiudine.org/a-difesa-della-kappa-vu/


Perché ha scelto il numero 11?
“È il più verticale”

4 dicembre 2025. Mabel Bocchi: “Basket, politica e tv, le mie lotte verticali contro le ingiustizie’

Mabel Bocchi (Parma, 26 maggio 1953  – San Nicola Arcella, 4 dicembre 2025)

Ripubblichiamo l’intervista del 2019, del ciclo “Sorelle d’Italia” di Gianni Mura alla grande cestista italiana morta questa mattina in Calabria

MILANO. Mabèl, mi raccomando l’accento. È un nome molto diffuso in Argentina, e sua madre era argentina. Liliana Mabèl Gracielita, Nostra Signora dei Canestri ha tre nomi, ultimo quello di una sorellina morta 18 mesi prima che nascesse lei. A Parma. Sbocciata ad Avellino. Grandiosa a Sesto San Giovanni. Radicata a Milano. Sposata in Tunisia. Divorziata da poco. In partenza, pare definitiva, per la Calabria. “San Nicola di Arcella, per la precisione. Perché da anni ci abita mia sorella Ambra, la mia casa è vicina alla sua, perché in estate si ritrova lì il mondo del bridge, perché alle mie ossa malmesse il sole del sud farà bene, perché laggiù c’è il mare e spazio per gli animali, perché Milano è diventata troppo cara per una pensionata senza pensione”.

Detto così, sembra un po’ triste.
“No, è sempre vita. Sia la Gazzetta sia il Corriere non mi hanno rinnovato il contratto di collaborazione. C’è la crisi, capisco. Mi ha avvertita uno dell’amministrazione, avrei preferito lo facesse qualcuno con lui lavoravo in redazione da una trentina d’anni ma da lì nulla, neanche una parola. Questo sì mi ha fatto male. Già la parola “taglio” ha un che di doloroso, se poi ti fanno sentire inutile è peggio. Ma forse è colpa mia, ho cercato di vivere la vita come vivevo lo sport, pensando che una sorta di meritocrazia debba esistere: ti alleni bene, giochi bene, meriti di vincere. Non è così. Lo sport ha regole più chiare. Posso aver fatto molti errori, anzi li avrò pure fatti, ma non rinnego nulla. Rifarei tutto, anche abbandonare gli studi di Medicina, ma a 21 anni ero già laureata Isef con 110 e lode, sarebbe stata una seconda laurea. Anche entrare in politica, e uscirne delusa, rifarei, anche vivere per mesi in un villaggio Masai senza luce e senz’acqua, dormendo per terra”.

Vorrei ripartire dagli inizi, o quasi. La piccola Mabèl com’era?
“Un maschiaccio. Non ricordo d’aver mai avuto una bambola. Un anno per Santa Lucia mi regalarono una cucina in miniatura e mi misi a piangere, aspettavo un pallone. La piccola Mabèl, già abbastanza lunga, prova con la danza classica ma non è cosa per lei. Gioca a pallavolo, con un certo gusto. La famiglia si sposta ad Avellino, dove il padre dirige un’aziendina che produce champignons. La pallavolo ad Avellino non c’è, però c’è il basket. A 15 anni sono titolare in B. Comincio a farmi la nomea di rompicoglioni per colpa del reggiseno. Non lo sopporto neanche adesso, ma allora non ne avevo bisogno, ero piattissima. Ma era obbligatorio metterlo. E controvoglia lo mettevo, tra la maglietta della salute e la maglia della squadra. Di quel periodo non ricordo di aver visto una compagna nuda, sotto le docce. O la facevano con la divisa di gara o andavano a farla a casa e forse avevano ragione. Gli spogliatoi del Partenio erano fuori dalla palestra, non sempre c’era l’acqua calda e d’inverno faceva un freddo porco”.

Ad Avellino c’è chi ricorda un suo canestro con tiro da metà campo a due mani, il giorno della promozione in A. Dal giorno dopo, asta pazzesca per assicurarsi la giovanissima Mabèl.
“E vince l’asta la Geas di Sesto San Giovanni, che era ancora la Stalingrado d’Italia. A 16 anni ero indipendente sotto il profilo economico: 220 mila lire lorde al mese, che a me sembravano tantissime. Grande esperienza di sport e di vita. Se ad Avellino saltavo un allenamento non succedeva niente, a Sesto guai. E tenevano moltissimo agli studi”.

Sono gli anni d’oro del Geas e della giovane Mabèl. Provo a condensare: 8 scudetti in 9 anni, uno lo vince la Standa. Cinque volte in semifinale della Coppa dei campioni, spesso andando a sbattere su Ulyana Semionova, alta 2.13, il 58 di piede, e sul suo Daugawa Riga che di Cdc ne vinse 16 in 19 anni, dal ’60 al ’78. Finalista alla Coppa Ronchetti, seconda competizione europea, persa di un punto dallo Spartak Leningrado. In Nazionale, terzo posto agli Europei di Cagliari nel ’74 e quarto posto ai mondiali in Colombia l’anno dopo. Il 30 maggio ’78 a Nizza il Geas vince la Coppa dei campioni battendo in finale 74-66 lo Sparta Praga. Bocchi e Battistella 22 punti a testa. È la prima vittoria in assoluto di una squadra femminile italiana, di ogni sport, in campo europeo.

“Eravamo una bella squadra, con la grandissima regia di Rosi Bozzolo, mia amica da una vita”.

In Colombia, è vero che chiese un favore a Semionova parlando in latino?
“È vero, lei parlava solo il russo. In programma Urss-Italia, risultato scontatissimo per loro. Le dissi più o meno: Ulyana, se non mi fai fare una figura di merda forse mi eleggono miglior giocatrice del torneo. Finì 85-49 per loro. In genere lei segnava una trentina di punti, ne fece 8. Io 10, se ricordo bene. Ulyana fingeva d’inciampare, faceva volutamente infrazione di passi, scivolava. E così fui eletta miglior giocatrice del mondiale, ma vinsi anche la classifica dei tiri liberi e il titolo di Miss Mondiale, alla pari con una ragazza coreana, e finii terza nella classifica delle marcatrici”.

Mi spiega perché Semionova le fece questo favore?
“Per simpatia. O per riconoscenza. Ci siamo affrontate un sacco di volte. Oltre a patire i 27 cm di statura in meno, non riuscivo a marcarla, faticavo a girarle intorno, mi sembrava un albero, che so, una sequoia. Era una donna sola, sostanzialmente. Quando veniva a Sesto, l’accompagnavo dal parrucchiere, la truccavo, le mettevo lo smalto alle unghie, facevamo shopping insieme ed era contenta come una bambina alle giostre”.

L’ancor giovane Mabèl smette presto, a 28 anni. Perché?
“Perché il fisico non mi reggeva più. Problemi alla schiena, al ginocchio, al tendine d’Achille, più due fratture al naso. Tre all’ultima partita, ginocchiata in faccia. E mentre ero stesa a terra ho pensato: chiudo qui e mi faccio operare al naso”.

E Mabèl diventa donna del teleschermo.
“Credo di essere l’unica in Italia ad aver perso una causa con la Rai. Un personaggio importante della Ds testimoniò sminuendo le mie mansioni e raccontando un sacco di balle. Peccato, credettero a lui”.

Basket per tutti, in famiglia.
“Sarà che siamo alti. Mia sorella Ambra ha giocato ad alti livelli e ancora allena, in Calabria. Mio fratello Norberto detto Patòcia, in parmigiano bonaccione, un bambino che non piangeva mai, ha pure giocato ed era bravissimo al tiro ma non pensava a difendere, quindi ha fatto poca strada. In compenso ha collezionato titoli olimpici e mondiali a bridge. Vive a Barcellona, ha due figli”.

A lei manca un figlio?
“Sinceramente no. Forse in passato ho fatto da mamma a qualcuno dei miei morosi”.



Torniamo alla Mabèl rompicoglioni, me la tratteggi meglio.
“Non sopporto le ingiustizie, le disparità di trattamento, le donne atlete valutate e pagate molto meno degli uomini. E allora parto in quarta, e becco squalifiche dalla federazione, richiami, multe. Ma non importa, rifarei tutto. Quando giocavo, mi battevo perché avessimo anche noi atlete diritto al medico fisso, al massaggiatore, alla diaria. Avevo scoperto che se fosse caduto l’aereo con la nostra squadra sopra alle nostre famiglie sarebbe stato dato 10, a quelle dei maschi 50. Ero di sinistra in modo ribelle, istintivo. A farmi capire le ragioni storiche, ideologiche, sociali per cui si doveva stare a sinistra è stato uno dei miei morosi, Leonardo Coen, che giocava nella Partenope. Un genio, morto troppo presto”.

Pensavo piuttosto a suo padre, a Parma, ex Emilia rossa.
“Papà era fascista, venerava Almirante e votava Msi. Però le cose che m’ha insegnato erano da comunista: rispettare il prossimo, mai sentirsi superiori, dare una mano a chi ha bisogno, mai voltarsi dall’altra parte. Le racconto una cosa di qualche giorno fa. Esco con Birba Patata, questa bastardina di 5 anni portata via da un canile-lager di Benevento, che si ferma a bere alla fontanella, nel prato, e una signora mi dice: stia attenta, non la faccia bere, perché lì si lavano i piedi i negri e poi prende le malattie. Ma qui qualcuno riesce a immaginare cosa vuol dire mettere tutta la tua vita in un sacchetto di plastica e cercare di sopravvivere attraversando un mare che non conosci e sbarcando tra gente che non conosci e non ti vuole conoscere? E parliamo proprio noi, che insieme a tanti bravi lavoratori abbiamo esportato la mafia”.

Prima si accennava alla politica. Faccia un telegramma.
“Stessa persona, Filippo Penati: per lui entro e per causa sua esco. Ho capito che in politica puoi dire tutto tranne che quello che pensi veramente. Lui sa farlo bene, io non ci ho nemmeno provato. Sarebbe contro natura. Credo esistano gli spazi per fare qualcosa di utile senza l’ombrello della politica. A Gorla ho lavorato in un istituto per bambini cerebropatici. Da volontaria, al canile di Segrate, ho spalato merda finché la schiena non si è ribellata”.

Le piacerebbe un ministero dello sport?
“Molto. Ma si farà mai seriamente? Josefa Idem, che sembrava partita bene, l’hanno segata alla prima occasione. Lo sport è salute: l’attività fisica, la prevenzione, di questo dovrebbe occuparsi lo Stato. E il Coni solo della fascia più competitiva, quelli che vanno agli europei, ai mondiali, alle olimpiadi”.

La pallavolo femminile ha fatto progressi enormi, il basket no. C’è un motivo?
“Due: se ci sono talenti bisogna andare a cercarli, e poi senza lunghe, cioè senza pivot, non si va da nessuna parte. C’è Zandalisini, la seguo da quand’era bimba ed è davvero tosta, ha tiro e coraggio. Ma è guardia, non risolve il problema”.

L’ultima volta che s’è arrabbiata per questioni di basket?
“Qualche anno fa. Riunione del Comitato degli Onori, che presenta nomi per entrare nella Hall of Fame. Propongo come tecnico Settimio Pagnini, Gamba insiste per Mc Gregor, senza nemmeno sapere che è morto. Dan Peterson si astiene, come me vota solo Dino Meneghin, uno che ha sempre avuto le palle. Tutti gli altri, come pecoroni, seguono Gamba. E io mimdimetto”.

Ultima curiosità, per ora: perché ha scelto il numero 11?
“È il più verticale”.

Intervista di Gianni Mura


4 dicembre 2025. “Ha cambiato la mia visione dello sport”: perché un bar di Brooklyn si è innamorato di una squadra danese di terza divisione

Nel 2022, un gruppo di investitori americani e britannici ha acquistato una squadra danese di terza divisione e ha trasformato un bar a Brooklyn in una comunità che attira decine di persone per seguire la squadra.

Joe Gordon mise un cappello sulla testa dell’alce che sbirciava oltre la stanza ammuffita di un bar di Williamsburg. Era il pezzo forte di uno spazio affollato, e Gordon sapeva, per qualche ragione, che il trofeo avvitato al muro aveva bisogno di essere abbellito. Non poteva né confermare né negare se quel copricapo – con il marchio del club danese di sua proprietà, l’Akademisk Boldklub (AB) – avesse avuto qualche effetto. Ma la sua squadra era sotto per 1-0, e lui si sentiva superstizioso.

continua in
https://www.goal.com/en/lists/why-a-brooklyn-bar-fell-in-love-with-a-danish-third-division-team/blt7cdaa73d3e3f2b63

4 dicembre
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

3 dicembre 2025

Operaio muore schiacciato da una pressa nella bergamasca

L’incidente in un’azienda della provincia di Bergamo, la Montello spa, che si occupa di riciclo di materiali plastici. Lavoratori in sciopero

Aveva 27 anni e – secondo le prime notizie – stava facendo manutenzione nell’azienda Montello Spa per una ditta esterna. Era solo al momento dell’incidente.
Sarebbe stato schiacciato da un macchinario. 
“Un giovane lavoratore ha perso la vita mentre stava facendo manutenzione all’interno della Montello. E nonostante questo, l’azienda non ha interrotto la produzione, proseguendo l’attività come se nulla fosse”. Così, in una nota, Fiom, Filt, Filctem e Nidil CGIL Bergamo, che si dicono “profondamente indignati e sconcertati di fronte a un atteggiamento che manca di rispetto verso la vita di una persona e verso tutte le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno entrano in quello stabilimento”. La Cgil ha dichiarato sciopero immediato per il turno di notte e ha annunciato un’assemblea per domani mattina. “Inviteremo le lavoratrici e i lavoratori a scioperare e a partecipare all’assemblea, perché una morte sul lavoro non può essere trattata come un fatto ordinario – dicono i sindacati -. Serve fermarsi, capire, pretendere responsabilità e sicurezza reali”. 
https://www.rainews.it/articoli/2025/12/operaio-muore-schiacciato-da-una-pressa-nella-bergamasca-676ded2e-1082-4976-90a5-e4b76da0fed0.html

Mercoledì 3 dicembre 2025

https://www.rainews.it/video/2025/12/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-e4b7a361-7279-4eb0-8f76-1c9cffa4dd3b.html

La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Mercoledì 3 dicembre 2025

https://www.raiplaysound.it/audio/2025/12/Radio3-Mondo-del-03122025-1120ccdc-7c0e-4735-8251-95db3fb29e6a.html

Bel lavoro Si riaccende la protesta degli operai dell’Ilva e dell’indotto. Fabbriche ferme e blocchi stradali a Genova e a Taranto. Sciopero a oltranza: l’unico piano del governo è dividere il destino degli impianti del Nord da quelli del Sud. Ma Meloni si fa i complimenti: occupazione record 
Francesco Bagnardi
https://ilmanifesto.it/la-notte-degli-operai-ex-ilva-mentre-taranto-affonda

VEDI ANCHE
Ex Ilva, tavoli separati: il governo divide i siti produttivi

Genova, la protesta degli operai ex Ilva  Foto di Luca Zennaro/Ansa

3 dicembre 2025. Banche, da piazzetta Cuccia a piazza Caltagirone

Enrico Cuccia entra nella sede di Mediobanca

 Paolo Andruccioli – terzogiornale.it

Che cosa direbbe Enrico Cuccia, il finanziere che ha segnato la storia del capitalismo italiano, del risiko bancario? Non potendolo intervistare (è scomparso nel 2000) possiamo solo evocarlo, ricordandolo come un importante uomo di potere, l’artefice di quella Mediobanca oggi al centro delle cronache, e che nel passato è stata lo snodo fondamentale dello sviluppo dell’industria e della finanza nazionali. Sarebbe divertente fare il gioco dello “scopri le differenze” tra quel capitalismo del “salotto buono” e il capitalismo attuale fatto di crisi continue, assenza di visione del futuro e soprattutto di beghe di potere nascoste (e favorite) dietro le scelte del governo di destra. Con questo, ovviamente, non diciamo che quel capitalismo fosse migliore di quello di oggi, che appare – però – solo come una giungla inestricabile di interessi più o meno nascosti, e che vede sul palcoscenico mediatico personaggi che poco hanno a che fare con i destini della mitica nazione.

continua in
https://www.terzogiornale.it/2025/12/03/banche-da-piazzetta-cuccia-a-piazza-caltagirone/

RaiNews LIVE

Trump: “Molto positivo l’incontro con Putin, vuole la pace, ma ora non so cosa succederà”

EN DIRECT, guerre en Ukraine : Donald Trump salue une « très bonne rencontre » entre Steve Witkoff, Jared Kushner et Vladimir Poutine

Le président russe « voudrait mettre fin à la guerre », a déclaré mercredi soir Donald Trump, avant de préciser que c’était là « l’impression » qu’avait eue Steve Witkoff et Jared Kushner.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/12/03/en-direct-guerre-en-ukraine-l-allemagne-deploie-arrow-pour-renforcer-sa-defense-antimissiles-face-a-la-russie-et-securiser-le-ciel-europeen_6655415_3210.html

Le point sur la situation mercredi 3 décembre à 21 heures

  • L’Allemagne déploie le système Arrow pour renforcer sa défense antimissiles face à la Russie et sécuriser le ciel européen.L’Allemagne pourra désormais se défendre contre les missiles balistiques à longue portée à plus de 100 kilomètres d’altitude.
  • L’Ukraine attaque une nouvelle fois l’oléoduc Droujba. L’attaque a eu lieu dans la région de Tambov près de la localité de Kazinskie Vyselki, sur le tronçon du pipeline entre Taganrog et Lipetsk. Selon l’agence Reuters, il s’agit de la cinquième attaque sur le pipeline : une a eu lieu en mars, deux en août, une autre en septembre.
  • Le « Kyiv Independent » révèle que des dizaines d’officiers et d’industriels chinois se sont rendus en Russie pour des contrats militaires. Pékin souhaite acheter un ensemble d’armes et de véhicules blindés pour ses troupes aéroportées.
  • Une « paix juste » en Ukraine est peu probable, estime le président finlandais.Selon Alexander Stubb, qui entretient des liens étroits avec les présidents américain et ukrainien, les prochaines semaines détermineront si les efforts diplomatiques visant à mettre fin à la guerre portent leurs fruits. Selon lui, Washington cherche à tirer un avantage économique d’une paix en Ukraine.
  • Les récents « succès de l’armée russe » ont « influencé » les pourparlers sur l’Ukraine. C’est ce qu’a déclaré le conseiller diplomatique du président russe, Iouri Ouchakov, au lendemain de la rencontre à Moscou entre Vladimir Poutine et l’émissaire américain Steve Witkoff.


3 dicembre 2025. PALESTINA. Quando Ada Sereni lavorava alla “emigrazione volontaria” da Gaza

Michele Giorgio – pagineesteri.it
Questo pezzo è stato pubblicato in origine sul quotidiano Il Manifesto

Ronald Lamola non si arrende. L’arrivo a Johannesburg il mese scorso di un aereo con a bordo 153 gazawi è parte di una «operazione chiaramente orchestrata» per sfollare i palestinesi. «Non vogliamo che arrivino altri voli perché questo è un chiaro programma per espellere i palestinesi da Gaza e dalla Cisgiordania», ripete da allora il ministro degli Esteri sudafricano. La questione è sotto indagine e si cerca di fare piena luce sulle attività della Al Majid, l’oscura organizzazione (non registrata) gestita da un israeliano-estone, Tomer Janar Lind, che ha pianificato il viaggio dall’aeroporto israeliano di Ramon verso il Sudafrica, con scalo in Kenya, per i gazawi dietro il pagamento di almeno 2.000 dollari per ogni posto sul volo charter. E mentre il governo israeliano prova a tenersi ai margini, non è insignificante quanto riferito dal quotidiano Haaretz sull’Ufficio per l’Emigrazione Volontaria di Israele, presso il ministero della Difesa, che ha segnalato la Al Majid alle Forze armate per aiutarla a coordinare le «partenze volontarie» da Gaza.

continua in
https://pagineesteri.it/2025/12/03/in-evidenza/palestina-quando-ada-sereni-lavorava-alla-emigrazione-volontaria-da-gaza/


Almeno sei persone uccise nei raid israeliani a Khan Younis

Hamas ha consegnato i resti di presunto ostaggio. Knesset, primo sì piano Trump maggioranza si sfila. Israele: “I resti consegnati ieri non appartengono a nessuno dei due ostaggi che mancano”.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/12/gaza-israele-cisgiordania-bombe-ucciso-giornalista-netanyahu-chiede-grazia-pressing-americano-non-ostacoli-tregua-5ecc4be3-5564-4e41-bc13-f018f184ee60.html

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LIVE. Israeli drone strikes kill 5, including 2 children, in al-Mawasi

  • Five Palestinians, including two children, were killed in Israeli army strikes in al-Mawasi, near Khan Younis. This came after the Israeli army said that four of its soldiers were wounded in clashes in Rafah.
  • Israel announced it has received another set of remains that Hamas says belong to a captive taken to Gaza on October 7, 2023.
  • The UN General Assembly has adopted a resolution on the “peaceful settlement of the question of Palestine”.
  • Israel says it will send a team to Lebanon to discuss economic cooperation, a move Lebanon’s PM Nawaf Salam says he is open to, while emphasising that these will not be peace negotiations.
  • Israel’s genocidal war on Gaza has killed at least 70,117 Palestinians and wounded 170,999 since October 2023. A total of 1,139 people were killed in Israel during the October 7, 2023 attacks, and about 200 were taken captive.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/12/3/live-israeli-forces-kill-357-palestinians-in-50-days-of-ceasefire-in-gaza

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

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La guerra Israele-Hamas

RaiNews LIVE

Addio a Nicola Pietrangeli: grande folla alla camera ardente al Foro Italico

Accanto al feretro il trofeo della Coppa Davis vinta da capitano nel ’76. Il ricordo chiuso con le note di “My Way”. I funerali in forma privata nella chiesa Gran Madre di Dio a Ponte Milvio

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/12/morte-scomparsa-addio-a-nicola-pietrangeli-icona-del-tennis-italiano-news-aggiornamenti-75057d71-d50f-4c0c-b495-5c810b7ca61c.html

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 Nicola Pietrangeli: “Speriamo di morire bene”
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Lutto per Nicola Pietrangeli: il figlio Giorgio, campione di surf, è morto a 59 anni
La leggenda Nicola Pietrangeli fa 90
Sinner e Pietrangeli, critiche e rispetto: la storia di un confronto che si chiude con il cordoglio

3 dicembre
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

2 dicembre 2025

Martedì 2 dicembre 2025

https://www.rainews.it/video/2025/12/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-af35cd5b-b529-40e3-85a3-573ed1def2af.html

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Martedì 2 dicembre 2025

https://www.raiplaysound.it/audio/2025/12/Radio3-Mondo-del-02122025-e294b85f-4892-4ffa-8133-fcd875641b7b.html

Intelligenza criminale Vengono impiegati per dare la caccia ai migranti negli Usa, «acquisire bersagli» in scenari di guerra e sono alla base dei progetti postbellici di Israele e Casa bianca per la Palestina. I sistemi di sorveglianza forniti dalla società Palantir usano l’intelligenza artificiale in chiave tecno-totalitaria. E non conoscono confini 
Luca Celada
https://ilmanifesto.it/palantir-tecnologie-veggenti-per-la-grande-deportazione

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La sorveglianza di Maven e Dataminr nel futuro di Gaza

2 dicembre 2025. Ammiraglio italiano promette attacco alla Russia: è tornata la voglia matta di guerra

Piero Sansonetti – l’Unità

L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, italiano, presidente del comitato militare della Nato, in una intervista al “Financial Times” ha detto che si sta valutando la possibilità di un attacco preventivo ibrido alla Russia. Cavo Dragone sostiene che un attacco preventivo non è un attacco ma un atto difensivo. Perché? Ma perché, siccome è preventivo, previene un attacco russo, anche se questo attacco russo è solo ipotizzabile. Da chi è ipotizzabile? Da quelli che organizzano un attacco preventivo.

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https://www.unita.it/2025/12/02/ammiraglio-italiano-promette-attacco-alla-russia-e-tornata-la-voglia-matta-di-guerra/

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2 dicembre 2025. Ma il governo Meloni vuole militarizzare anche l’Università?

Davide Ferrari – strisciarossa.it

Cosa è successo, esattamente? Cominciamo dalla fine. Giorgia Meloni attacca violentemente l’Università di Bologna. L’inesausto colonnello, o sergente, Galeazzo Bignami chiarisce che a Bologna tutto dipende dall’ideologia rossa e non dalla nazione. Non passeranno, fa eco la ministra Anna Maria Bernini, Il Ministro Piantedosi ammonisce: “L’Università non si gestisce come una sezione di partito”.

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https://www.strisciarossa.it/ma-il-governo-meloni-vuole-militarizzare-anche-luniversita/

Germania: sciopero scolastico contro il servizio militare obbligatorio il 5 dicembre

“No al servizio militare obbligatorio” (Foto di Flickr | Matthias Berg – CC BY-NC-ND 2.0)

 Bessere Welt Info – Agenzia Pressenza Hannover

Agenzia Pressenza Il 5 dicembre 2025 è stato annunciato in diverse città tedesche uno sciopero scolastico nazionale contro la reintroduzione del servizio militare obbligatorio, nell’ambito di una giornata di azione promossa dagli studenti.
Il 5 dicembre, infatti, il Bundestag dovrebbe approvare la nuova legge sul servizio militare. Ciò ha suscitato un’ampia opposizione da parte dei giovani interessati e dei gruppi pacifisti.
Gli organizzatori sono principalmente l’alleanza studentesca “Schulstreik gegen Wehrpflicht am 05.12.” (Sciopero scolastico contro il servizio militare obbligatorio il 5 dicembre), “Nein zur Wehrpflicht” (No al servizio militare obbligatorio, associazioni giovanili di sinistra) e il Bundesausschuss  Friedensratschlag  (Comitato federale per la pace), che ha deciso la giornata di azione durante il suo congresso a Kassel. Inoltre, tradizionali gruppi pacifisti come la DFG-VK e vari gruppi giovanili e scolastici, ad esempio le associazioni locali dei Falken, molte iniziative scolastiche locali e reti informali sui canali dei social media.

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https://www.pressenza.com/it/2025/12/germania-sciopero-scolastico-contro-il-servizio-militare-obbligatorio-il-5-dicembre/

2 dicembre 2025. Antifascisti sotto processo in Germania

Conferenza stampa attivisti antifascisti (LaPresse)

Horst Schöppner – Internazionale

L’antifascismo, nel suo senso più ampio, difende valori come solidarietà, uguaglianza, pace e libertà. Ma oggi proprio questi valori sono messi in discussione. Il partito tedesco Alternative für Deutschland (Afd, di estrema destra), con il suo programma fatto di divisioni, denunce, propaganda e disuguaglianze avvelena il clima politico della Germania. Gli attivisti antifascisti subiscono misure repressive e finiscono in carcere, mentre partiti e istituzioni tradizionali assumono sempre più spesso il ruolo di facilitatori della destra. La situazione in Germania è difficile.

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https://www.internazionale.it/notizie/horst-schoppner/2025/12/02/antifascisti-sotto-processo

L’ex ministra Mogherini fermata in Belgio, inchiesta per corruzione e frode sui programmi di formazione per diplomatici

Federica Mogherini, ex ministro degli Esteri del governo Renzi ed ex Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, è stata sottoposta a fermo assieme ad altre due persone nell’ambito di una indagine per corruzione e frode negli appalti.

Al centro dell’inchiesta le presunte irregolarità nell’assegnazione da parte del Servizio di azione esterna dell’Ue (Eeas) di un programma di formazione finanziato dall’Unione europea al Collegio d’Europa, istituto postuniversitario con sede a Bruges

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https://www.unita.it/2025/12/02/mogherini-arrestata-inchiesta-corruzione-frode-collegio-europa/

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RaiNews LIVE

Finito l’incontro tra Putin, Witkoff e Kushner. Cremlino: ancora molto lavoro da fare per la pace

EN DIRECT, guerre en Ukraine : « aucune solution de compromis n’a encore été choisie » sur la question des territoires ukrainiens occupés par la Russie, selon le Kremlin

« Nous avons pu nous mettre d’accord sur certains points (…), d’autres ont suscité des critiques, mais l’essentiel est qu’une discussion constructive ait eu lieu », a estimé le conseiller diplomatique du Kremlin, Iouri Ouchakov, à l’issue de l’entrevue, mardi soir, entre Vladimir Poutine et l’émissaire américain Steve Witkoff a duré près de cinq heures au Kremlin, à Moscou.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/12/03/en-direct-guerre-en-ukraine-aucune-solution-de-compromis-n-a-encore-ete-choisie-sur-la-question-des-territoires-ukrainiens-occupes-par-la-russie-selon-le-kremlin_6655415_3210.html

Le point sur la situation, mardi 2 décembre à 21 heures

  • Vladimir Poutine reçoit ce soir au Kremlin les émissaires américains Steve Witkoff et Jared Kushner pour évoquer le plan de Washington visant à mettre fin à la guerre en Ukraine. Le président russe est accompagné de son conseiller diplomatique, Iouri Ouchakov, et de son émissaire pour les questions économiques internationales, Kirill Dmitriev.
  • « Nous n’avons pas l’intention de faire la guerre à l’Europe, mais si l’Europe le souhaite et commence, nous sommes prêts dès maintenant », avait auparavant lancé Vladimir Poutine, accusant les Européens de vouloir entraver les efforts américains.
  • Les émissaires américains dépêchés mardi à Moscou « souhaitent nous faire un compte rendu immédiatement après leur réunion », a déclaré le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, à Dublin. « Je pense que l’avenir et les prochaines étapes dépendent de ces signaux, quels qu’ils soient », a-t-il poursuivi.
  • L’annonce de la prise de Pokrovsk, lundi, a pour but d’influencer les négociateurs, a affirmé l’armée ukrainienne, qui assure qu’elle tient toujours la moitié de la ville située au nord de la voie ferrée. « Ainsi, nos unités ont déjà éliminé un groupe qui avait hissé le drapeau tricolore russe dans l’un des quartiers de la ville à la faveur du brouillard », a ajouté son état-major.
  • Les voies d’infiltration des forces russes à Koupiansk, dans l’oblast de Kharkiv, ont été coupées, a assuré le général Oleksandr Sysrsky, commandant en chef de l’armée ukrainienne. « Nous continuons à nettoyer le territoire de Koupiansk des occupants russes, qui n’ont de succès que dans le domaine de la propagande », a-t-il ajouté.

RaiNews LIVE

Libano, l’ultimo appello alla pace di Papa Leone: “La via della guerra dà deplorevoli risultati”

Il Pontefice è arrivato in auto all’Aeroporto Internazionale per la cerimonia di congedo, accolto dal Presidente della Repubblica libanese, Joseph Aoun. Il saluto delle Delegazioni, la Guardia d’Onore, poi il rientro a Roma

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/11/leone-xiv-atterrato-ad-ankara-inizia-il-suo-primo-viaggio-apostolico-in-turchia-e-libano-d26ca7bb-e801-4ad4-8606-c53b08bdc40b.html

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Gaza, Israele uccide un altro giornalista. Pressing di Trump su Netanyahu: “Non ostacoli la tregua”

Il premier israeliano chiede aiuto a Trump per avere la grazia dal presidente Herzog. Hamas restituisce i resti di un altro ostaggio, manca l’identificazione

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/12/gaza-israele-cisgiordania-bombe-ucciso-giornalista-netanyahu-chiede-grazia-pressing-americano-non-ostacoli-tregua-5ecc4be3-5564-4e41-bc13-f018f184ee60.html

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La guerra Israele-Hamas


Bonsoir,

Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.


Updates: Israel bombs Lebanon, killing 9 in biggest attack since truce deal

  • The Israeli army says “dozens” of Hezbollah targets have been hit in Lebanon after Israel threatened a harsh response to the Lebanese group.
  • Hours earlier, Hezbollah said it had fired “defensive” warning shots at the Israeli army in response to ceasefire “violations” that killed and wounded civilians.
  • UN Secretary-General Antonio Guterres says Gaza now has the highest number of child amputees in the world per capita, with “many losing limbs and undergoing surgeries without even anaesthesia”.
  • Israeli forces continue to bombard Gaza, attacking Jabalia in the north and Abasan al-Kabira in the south, as rival Palestinian groups Fatah and Hamas meet in Cairo to discuss a proposal to reopen the Rafah border crossing.
  • Israel’s genocide in Gaza has killed at least 44,466 Palestinians and wounded 105,358 since October 7, 2023. At least 1,139 people were killed in Israel during the Hamas-led attacks that day, and more than 200 were taken captive.
  • In Lebanon, at least 3,961 people have been killed and 16,520 wounded in Israeli attacks since the war on Gaza began.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2024/12/2/live-israeli-forces-kill-10-palestinians-in-north-gaza-four-in-west-bank

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Altri aggiornamenti
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La guerra Israele-Hamas


Dorothea Wierer senza tempo! Trionfa nella 15 km con una rimonta pazzesca
HIGHLIGHTS

BIATHLON – Dorothea Wierer dipinge l’ennesimo capolavoro della sua carriera, trionfando nella 15 km svedese (prima gara individuale della stagione). L’altoatesina commette due errori nelle prime due serie, ma poi è impeccabile al tiro e nell’ultimo giro rimonta la sorpresa finlandese Leinamo per solo tre decimi!
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2 dicembre
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

“Tredici ore al giorno per cucire borse. Poi mi hanno detto: Via!”

Contratti elusi, violenze e abbandono: la storia di Amman spiega perché lo scudo penale rischia di aggravare lo sfruttamento nella filiera della moda

Amman Ullah è arrivato in Italia dieci anni fa. Per cinque anni ha cucito borse in una pelletteria gestita da imprenditori cinesi. “Facevo tredici ore al giorno e prendevo 1.100, 1.200 euro al mese”, racconta. Nessun rispetto dei contratti, nessuna tutela, nessuna sicurezza.
Quando si ammala e finisce in ospedale per due mesi, tutto cambia. “Sono tornato e il capo ha detto: ‘Non c’è lavoro. Via!’”. In un attimo spariscono salario, casa, stabilità. “È stato molto difficile. Ho anche la mia famiglia qui, senza un lavoro non c’è più niente”.
Senza alternative, Amman si rivolge alla Cgil. “Mi hanno aiutato a trovare una casa e un nuovo lavoro”. Oggi è impiegato in un’altra pelletteria, con un contratto regolare, ferie e stipendio regolare. “Ora va bene. Mio figlio va a scuola, ho una casa e un lavoro. Mi sento tranquillo”.

Video e continuazione in
https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/scudo-penale-moda-sfruttamento-fzofqv1g


Dalla pagina Facebook del Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

THE COST OF GROWTH THE COST OF GROWTH, stasera pienone a Bologna e Firenze (seconda proiezione). Non è un documentario su Gkn o di Gkn. È un documentario che parla di convergenza, delle lotte in Europa tra cui la ex Gkn. È un documentario che si fa domande e prova a prendersi cura dei nostri dubbi. Grazie a chi organizza le proiezioni, a chi le organizzerà, a chi l’ha creato. Grazie a @vag_61 che ci regala un’ altra serata di convergenza reale e ragionata. Questo documentario per noi è uno strumento a servizio della giustizia climatica e sociale e un modo per rilanciare l’azionariato popolare…
#insorgiamo @voiceoverfoundation
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1 dicembre 2025

Lunedì 1 dicembre 2025

https://www.rainews.it/video/2025/12/rassegna-0112-c08b8709-9f68-4a31-94db-03b90d963f20.html

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Lunedì 1 dicembre 2025

https://www.raiplaysound.it/audio/2025/12/Radio3-Mondo-del-01122025-6aab3099-ad2e-4201-89d2-3be690c5e5b7.html


1 dicembre 2025. I lavoratori dell’ex ILVA di Genova temono di perdere tutto

Il governo ha ipotizzato di spostare gran parte della produzione a Novi Ligure, e così sono ricominciate grosse proteste

Nuova manifestazione blocco della viabilita’ a Cornigliano, dopo l’assemblea di questa mattina fuori dei cancelli della fabbrica che rischia la chiusura. Genova, 01 dicembre 2025. ANSA/LUCA ZENNARO

Dieci giorni dopo l’occupazione della fabbrica, i lavoratori dell’ex ILVA di Genova hanno ricominciato a protestare per le strade di Cornigliano, il quartiere a ovest del centro storico che ospita lo stabilimento dell’azienda siderurgica. Il presidio è iniziato lunedì mattina, in risposta all’incontro che si è tenuto venerdì al ministero delle Imprese e del Made in Italy, ritenuto del tutto insoddisfacente da sindacati e lavoratori. La protesta proseguirà anche oggi, martedì 2 dicembre.

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https://www.ilpost.it/2025/12/02/ex-ilva-genova-cornigliano-presidio/?homepagePosition=1

Ex Ilva, venerdì nuovo vertice al ministero, Salis: “Difenderò i lavoratori, non faremo sconti”

Ex Ilva, blocchi a Cornigliano: il 5 incontro a Roma. I lavoratori: “Restiamo qui fino a venerdì”

Alle 9 è partito il corteo, modificata la viabilità in zona via Acri, strada Guido Rossa, piazza

Andrea Popolano – primocanale.it

“Sulla Guido Rossa abbiamo lasciato un rotolo da 20 mila tonnellate. Ne vogliamo altri diecimila così”. È questa la richiesta che arriva dai lavoratori dell’ex Ilva di Genova Cornigliano. Era annunciata e così è stato: ha ripreso da dove si era fermata la protesta dei lavoratori dell’ex Ilva. Prima l’assemblea davanti allo stabilimento, poi il corteo fino a piazza Savio, davanti alla stazione di Cornigliano con i mezzi pesanti a bloccare la strada. Sindacati e lavoratori in presidio a oltranza con un blocco esattamente come dieci giorni fa. L’incontro a Roma del 28 novembre non ha portato buone notizie con il taglio di 200mila tonnellate all’anno della lavorazione dello zincato. “Così lo stabilimento lavora al 10% del suo potenziale” spiega Armando Palombo, segretario Fiom Cgil.

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https://www.primocanale.it/attualit%C3%A0/60929-ex-ilva-nuovi-blocchi-protesta-genova.html

VEDI ANCHE
https://www.youtube.com/watch?v=ToESMInZFqY&t=2s
https://www.youtube.com/watch?v=18jJbbgPpKQ
https://www.youtube.com/watch?v=nnAR_aNeTbM
https://www.youtube.com/watch?v=S50bmVNuO_c


1 dicembre 2025. La Nato valuta “attacchi preventivi” contro la Russia, lo scenario dell’ammiraglio Cavo Dragone nella guerra ibrida al Cremlino

Giuseppe Cavo Dragone

L’Alleanza Atlantica valuta di essere più “aggressiva” nei confronti della Russia, una contromisura in risposta agli attacchi informatici di matrice russa, ai sabotaggi e alle presunte violazioni dello spazio aereo da parte di Mosca. A dirlo in un’intervista al Financial Times è stato l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della Nato.

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https://www.unita.it/2025/12/01/nato-attacchi-preventivi-contro-russia-cavo-dragone/

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RaiNews LIVE

Cremlino: conquistate le città di Pokrovsk e Volchansk

EN DIRECT, guerre en Ukraine : Emmanuel Macron s’est entretenu avec Donald Trump sur le plan américain, après avoir reçu Volodymyr Zelensky à l’Elysée

Lors d’une conférence de presse commune avec le président ukrainien, le chef de l’Etat avait salué « l’effort de médiation » des Etats-Unis, mais ajouté qu’il n’y a « pas aujourd’hui un plan qui soit finalisé sur les questions des territoires ».

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/12/01/en-direct-guerre-en-ukraine-emmanuel-macron-apres-sa-reunion-avec-volodymyr-zelensky-a-l-elysee-il-n-y-a-pas-aujourd-hui-un-plan-qui-soit-finalise-sur-les-questions-des-territoires_6655415_3210.html

Le point sur la situation lundi 1ᵉʳ décembre dans la soirée

  • A l’issue de sa rencontre avec Volodymyr Zelensky à l’Elysée, Emmanuel Macron a déclaré qu’il n’y avait « pas aujourd’hui à proprement parler un plan qui soit finalisé », notamment sur la question des territoires, tout en affirmant que celui-ci ne pourra l’être qu’avec l’Ukraine et les Européens.
  • De son côté, le président ukrainien a affirmé s’attendre désormais « à une discussion avec le président des Etats-Unis sur des questions-clés », alors que des médiateurs américains doivent se rendre à Moscou dans les prochains jours.
  • L’administration Trump est « très optimiste » sur la possibilité d’un accord sur l’Ukraine, a fait savoir la porte-parole de la Maison Blanche, en précisant que Donald Trump et son équipe « ont travaillé très dur sur ce dossier et souhaitent tous sincèrement voir cette guerre prendre fin ».
  • Lors d’un échange téléphonique avec Donald Trump, Emmanuel Macron a « souligné la dimension centrale des garanties de sécurité nécessaires pour l’Ukraine et [la] détermination [de la France] à y travailler avec les Etats-Unis », a fait savoir l’Elysée.
  • Le négociateur ukrainien Rustem Umerov a fait état lundi de « progrès significatifs » sur le projet de plan américain à la suite des discussions menées en Floride avec des représentants américains, bien que des « ajustements » soient encore nécessaires.
  • L’armée russe a accompli en novembre sa plus importante progression mensuelle en Ukraine depuis un an, selon une analyse de l’Agence France-Presse réalisée sur la base des données fournies par l’Institut américain pour l’étude de la guerre. En un mois, elle s’est, selon elle, emparée de 701 kilomètres carrés, ce qui est inédit depuis novembre 2024 (725 kilomètres carrés).

Trump chiama Netanyahu e lo invita alla Casa Bianca: “Non destabilizzare la Siria “

Cisgiordania, violenze su 3 italiani. Farnesina: “Nostri connazionali dimessi da ospedale”. Secondo autorità di Gaza 356 vittime da entrata in vigore tregua. Netanyahu a Herzog: “Chiedo la grazia per il bene d’Israele”

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/12/gaza-israele-cisgiordania-trump-chiama-netanyahu-invito-casa-bianca-non-destabilizzare-siria-gaza-oltre-350-morti-da-inizio-tregua-d8a5d403-24c0-48c8-a9a2-d2dc82fb59c5.html

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La guerra Israele-Hamas


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Updates: Israeli attacks on Gaza kill
at least 47 in last day

  • Gaza’s Health Ministry says Israel has killed at least 47, including two young children in al-Mawasi in the southern Strip, and wounded 108 Palestinians in the last 24 hours.
  • The UN agency for Palestinian refugees (UNRWA) is pausing the delivery of aid through the key Karem Abu Salem crossing, known as Kerem Shalom to Israelis, between Israel and Gaza because of security concerns, its chief said.
  • A Hamas delegation is in Cairo amid renewed efforts to reach a ceasefire agreement in Gaza as the ceasefire between Israel and Hezbollah continues to hold despite repeated violations by the Israeli military.
  • Israel’s genocide in Gaza has killed at least 44,429 Palestinians and wounded 105,250 since October 7, 2023. At least 1,139 people were killed in Israel during the Hamas-led attacks that day, and more than 200 were taken captive.
  • In Lebanon, at least 3,961 people have been killed and 16,520 wounded in Israeli attacks since the war on Gaza began.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2024/12/1/live-aid-workers-among-45-killed-by-israel-in-gaza-as-hamas-in-truce-talks

Updates: 1,150 killed in floods in Indonesia, Sri Lanka, Thailand, Malaysia

  • Floods across Indonesia, Sri Lanka, Thailand and Malaysia have killed more than 1,140 people in less than a week.
  • At least 604 people have been reported killed in Indonesia, 366 in Sri Lanka, 176 in Thailand and three in Malaysia.
  • Sri Lanka and Indonesia have deployed military personnel to help victims of the devastating flooding.
  • The Indonesian Agency for Meteorology, Climatology and Geophysics has issued a forecast for rain across much of the country.
  • Search-and-rescue operations have continued in multiple areas across all of the affected countries.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/12/1/live-over-900-killed-in-floods-in-indonesia-malaysia-thailand-sri-lanka

Tens of thousands rally in Europe, demanding justice over Israel’s Gaza war

Solidarity demonstrations with Palestinians come as the death toll from Israel’s war on Gaza passes 70,000.

Tens of thousands of people have marched in cities across Europe, denouncing Israel’s genocidal war on Gaza and demanding tougher global action against its continued and deadly violations of a United States-brokered ceasefire.
The demonstrations, held to mark the United Nations International Day of Solidarity with the Palestinian People on Saturday, came as the death toll from Israel’s war on Gaza surpassed 70,000 people.

continua in
https://www.aljazeera.com/news/2025/11/30/tens-of-thousands-march-in-europe-denouncing-israels-genocide-in-gaza

vedi anche
Gaza death toll surpasses 70,000 as Israel keeps up attacks despite truce
Jenin killings latest example of Israeli indifference to Palestinian death
Palestinians forced into lockdown as Israel’s West Bank assault continues

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
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La guerra Israele-Hamas

1 dicembre
Compagni dai campi e dalle officine…
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1 dicembre 2025. Pensioni minime? Tre caffè in più al mese, se va bene

Perequazione all’inflazione all’1,4%: l’assegno passa da 616 a 619 euro. Ghiglione, Cgil e Mazzoli, Spi: il 12 dicembre sciopero anche per la previdenza

I pensionati e le pensionate al minimo dal 1° gennaio avranno un aumento di 3,13 euro al mese: tre caffè, se va bene. È questo il risultato della perequazione delle pensioni nel 2026 fissata all’1,4% dal decreto del ministero dell’Economia del 19 novembre e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 28 novembre 2025.
Inutile sottolineare che la misura è assolutamente insufficiente a recuperare la perdita di potere d’acquisto prodotta dall’impennata inflattiva del biennio 2022–2023 e che gli aumenti previsti risultino quasi del tutto erosi dall’Irpef e dalle addizionali, con un impatto reale minimo e in molti casi simbolico.

continua in
https://www.collettiva.it/copertine/welfare/pensioni-minime-tre-caffe-in-piu-al-mese-se-va-bene-k9he2mtb?guid=nl-1764748804

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Scacchetti: “Pensionati in piazza contro la manovra, per i diritti”