2025.11 Novembre (26 – 30 novembre)

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Queste pagine non sono una rassegna stampa, ma la mia personale scelta di notizie, fatti, idee e persone per quanti, determinati ma con il sorriso sulle labbra, ancora resistono e lottano per il pane e le rose



…volge al declino l’era, che fu nobile nella sua durezza e serietà, della democrazia politica”.
(Luciano Canfora).



Energia di sinistra

La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.

Carlo Galli
da strisciarossa


30 novembre 2025


Domenica 30 novembre 2025

https://www.rainews.it/video/2025/11/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-c0237c4c-121d-4cd4-a52c-1d97b972401c.html

La stampa internazionale letta e commentata da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Domenica 30 novembre 2025

https://www.raiplaysound.it/audio/2025/11/Radio3-Mondo-del-30112025-e4ee55c5-e3d1-40b2-9b5e-9e002cd4e98c.html

30 novembre 2025. Italia, Francia e Germania tornano alla leva obbligatoria: la deriva nazionalista spinge l’Europa verso il baratro

Merz, Meloni, Macron – LaPresse

L’obiettivo comune dei centristi e delle destre è evidentemente quello della militarizzazione. Più armi, più soldati, il ritorno agli Stati con l’elmetto

Piero Sansonetti – l’Unità

La Germania ha deciso di ripristinare la leva obbligatoria. Cioè il servizio militare per tutti. In Francia, proprio ieri, il Presidente Macron ha annunciato che si farà la stessa cosa. Il ministro italiano della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo a una domanda dei giornalisti ha aperto anche lui a questa possibilità. Ha detto che deciderà il Parlamento (cosa ovvia), ma ha anche detto che il problema di aumentare il numero di soldati a disposizione è aperto, dopo un lungo periodo di 15 anni nel quale gli Stati Europei hanno sempre ridotto il numero dei soldati e le spese militari. Crosetto è stato un po’ vago, ma ha annunciato che presenterà un disegno di legge in materia, e ha fatto capire che l’Italia è pronta a seguire Francia e Germania.

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https://www.unita.it/2025/11/28/italia-francia-e-germania-tornano-alla-leva-obbligatoria-la-deriva-nazionalista-spinge-leuropa-verso-il-baratro/

VEDI ANCHE
Francia e Germania, la corsa al riarmo e alla militarizzazione: Parigi e Berlino tentate dalla leva obbligatoria
Armi proibite: i popolari votano coi fascisti, il via libera senza limiti dell’Europa
Cosa prevede il patto del riarmo tra Macron e Zelensky: nuovi aerei, missili e droni per Kiev

RaiNews LIVE

Con Umerov capo negoziatore l’Ucraina a Miami per le trattative diplomatiche. Droni russi su Kiev

EN DIRECT, guerre en Ukraine : Marco Rubio et Steve Witkoff doivent rencontrer dimanche une délégation ukrainienne en Floride

Le secrétaire d’Etat américain et l’envoyé spécial de Donald Trump vont rencontrer, dimanche, une délégation ukrainienne en Floride. Ils seront accompagnés de Jared Kushner, le gendre du président américain, après la présentation par Donald Trump, ces derniers jours, d’un plan pour mettre fin à la guerre entre l’Ukraine et la Russie.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/11/30/en-direct-guerre-en-ukraine-un-mort-et-onze-blesses-dans-une-attaque-de-drones-russes-a-vychhorod-pres-de-kiev_6655415_3210.html

Le point sur la situation, dimanche 30 novembre à l’aube

  • Une équipe de négociateurs ukrainiens rencontrera, dimanche en Floride, le secrétaire d’Etat américain, Marco Rubio, et l’envoyé spécial de Donald Trump, Steve Witkoff, pour tenter de peser sur le plan américain visant à mettre fin à la guerre.
  • Samedi soir, Volodymyr Zelensky a souligné que le dialogue se poursuivrait avec Washington sur la base d’amendements du plan américain négociés, il y a une semaine à Genève, lors de pourparlers ukraino-américains.
  • Dans la nuit de samedi à dimanche, une attaque sur la ville de Vychhorod, près de Kiev, a fait un mort et onze blessés, un bilan qui pourrait s’alourdir, a prévenu Mykola Kalachnyk, le chef de l’administration militaire de l’oblast de Kiev.
  • La nuit précédente, 36 missiles et 596 drones russes ont attaqué l’Ukraine, a recensé l’armée de l’air ukrainienne. Ces frappes ont fait deux morts à Kiev, un autre dans la région de la capitale, et, au moins, une trentaine de blessés, selon le ministère de l’intérieur. Près de 600 000 usagers ont été privés de courant, a comptabilisé le ministère de l’énergie ukrainien.
  • Des attaques de drones navals ont endommagé, samedi, une infrastructure pétrolière majeure dans le port russe de Novorossiïsk, en mer Noire. Pour l’heure, Kiev n’a pas commenté ces frappes. L’attaque a visé un terminal qui permet d’exporter le pétrole acheminé par l’un des plus importants oléoducs au monde.
  • L’Ukraine a revendiqué une attaque contre deux pétroliers, samedi en mer Noire au large de la Turquie. Kiev a affirmé avoir frappé avec des drones navals des navires de la flotte fantôme russe utilisée par Moscou pour contourner les sanctions occidentales.
  • Le président ukrainien sera reçu par Emmanuel Macron lundi à Paris. Les deux dirigeants « échangeront sur la situation et sur les conditions d’une paix juste et durable », a précisé l’Elysée.
  • « Vladimir Poutine doit accepter le cessez-le-feu ou se résoudre à exposer la Russie à de nouvelles sanctions », a prévenu le ministre des affaires étrangères de la République française, Jean-Noël Barrot, dans un entretien à La Tribune Dimanche.
  • Andriy Yermak a démissionné vendredi de ses fonctions de chef de cabinet du président ukrainien, à la suite de la perquisition de son domicile par les enquêteurs chargés d’élucider un scandale de corruption dans le secteur de l’énergie qui ébranle comme jamais l’administration Zelensky.


30 novembre 2025. Il no dell’ateneo di Bologna al corso per militari. La reazione del Generale Masiello e del governo

Stati Generali della Ripartenza, il Capo stato maggiore attacca l’Università. Il Governo lo difende. Bernini: “Decisione discutibile”. Crosetto: “I professori negano corsi ai militari che li difendono”. Rettore: “Scelta autonoma del dipartimento”

Stati generali della ripartenza, Carmine Masiello Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano

Agli Stati Generali della Ripartenza a Bologna monta la polemica dopo il rifiuto dal parte dell’ateneo bolognese di negare un corso di laurea in Filosofia per un gruppo selezionato di giovani ufficiali dell’Accademia di Modena. “Per creare un pensiero laterale nell’esercito, per dare la possibilità di pensare in maniera differente e uscire dallo stereotipo, ho deciso di avviare un corso di laurea in filosofia per i miei giovani ufficiali. Ho chiesto all’Università di Bologna per inserire 10-15 dei miei ufficiali. Non hanno voluto avviare questo corso per timore di militarizzare la facoltà. Non posso giudicare le scelte che competono ad altre istituzioni, però rappresento che un’istituzione come l’Esercito non è stata ammessa all’università”. Lo ha detto il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello.
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https://www.rainews.it/articoli/2025/11/il-no-dellateneo-di-bologna-al-corso-per-militari-la-reazione-del-generale-masiello-e-del-governo-c6c0d117-7c7b-4c3a-8b89-6d56dd979809.html


Il Papa: “Unica soluzione i due Stati”. Manifestanti a Tel Aviv contro la grazia a Netanyahu

Cisgiordania, violenze su 3 italiani.Farnesina: “Nostri connazionali dimessi da ospedale”. Secondo autorità di Gaza 356 vittime da entrata in vigore tregua. Netanyahu a Herzog: “Chiedo la grazia per il bene d’Israele”

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/11/gaza-israele-cisgiordania-soldati-israeliani-uccidono-due-palestinesi-inermi-836ef127-04fc-424d-a549-68c97a82de91.html

VEDI ANCHE
Tutte le notizie di ieri

video Militari israeliani uccidono due palestinesi disarmati, il video
video La tregua che non c’è, l’Unicef: “A Gaza 2 bambini uccisi ogni giorno”
video Il Libano ferito e smarrito aspetta il papa

La guerra Israele-Hamas


Bonsoir,

Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.


LIVE: Gaza death toll rises as Israel intensifies West Bank attacks

  • Two more Palestinians have been killed by Israeli attacks on Gaza, raising the death toll to 356 since the ceasefire went into effect, the enclave’s Health Ministry says.
  • Israeli forces have launched a campaign of arrests at dawn during an incursion into the village of Mas’ha in the occupied West Bank, and intensified drone operations over Jenin.
  • The Organisation of Islamic Cooperation strongly condemned the assault by Israeli forces in the Damascus countryside two days ago that killed 13 people.
  • Israel’s genocidal war on Gaza has killed at least 70,100 Palestinians and wounded 170,965 since October 2023. A total of 1,139 people were killed in Israel during the October 7, 2023, attacks and about 200 were taken captive

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/11/30/live-israeli-jets-target-southern-gaza-raids-reported-in-west-bank?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard

Tens of thousands rally in Europe, demanding justice over Israel’s Gaza war

Solidarity demonstrations with Palestinians come as the death toll from Israel’s war on Gaza passes 70,000.

Tens of thousands of people have marched in cities across Europe, denouncing Israel’s genocidal war on Gaza and demanding tougher global action against its continued and deadly violations of a United States-brokered ceasefire.
The demonstrations, held to mark the United Nations International Day of Solidarity with the Palestinian People on Saturday, came as the death toll from Israel’s war on Gaza surpassed 70,000 people.

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https://www.aljazeera.com/news/2025/11/30/tens-of-thousands-march-in-europe-denouncing-israels-genocide-in-gaza

vedi anche
Gaza death toll surpasses 70,000 as Israel keeps up attacks despite truce
Jenin killings latest example of Israeli indifference to Palestinian death
Palestinians forced into lockdown as Israel’s West Bank assault continues

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

La guerra Israele-Hamas


30 novembre 2025. Consumo di suolo, ambiente: Bologna e l’Emilia-Romagna di male in peggio

Il nuovo Rapporto Ispra conferma la pericolosa tendenza degli ultimi anni. Nonostante i proclami, in regione e nell’area metropolitana si continua a costruire sempre di più

Pier Giorgio Ardenicantierebologna.com

È uscito il nuovo Rapporto Ispra sul consumo di suolo, ma è passato quasi inosservato. L’allarme non pare avere scosso nessuno, in città come in Regione, tra gli amministratori pubblici. I media ne hanno accennato, ma la notizia ha perso subito attenzione. E la pubblica opinione non ha avuto sussulti.

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https://cantierebologna.com/2025/11/30/consumo-di-suolo-ambiente-bologna-e-lemilia-romagna-di-male-in-peggio/

30 novembre 2025. Bologna. “Il Boom delle Grotte del Sale”
La lettera di Francesca

Hansy Lumen – antigene.info

Caro Hansy, ti scrivo da questa terra dove un tempo valeva ancora il vecchio motto dei bar della bassa — “se vedi un bisogno, soddisfallo” — e dove oggi vige invece la legge superiore dell’economia creativa: “crea un bisogno, spennalo… e ringrazia pure che ti abbiamo spennato”.
Qui, caro mio, il business non è la tecnologia che vola, non è il turismo che incanta, non è nemmeno la gastronomia che ti avvolge come un abbraccio di lasagne.
No: il vero petrolio dell’Emilia-Romagna è l’asma. È la sinusite. È la tosse da smog aromatizzata al PM10. E mentre noi bolliamo vivi nella grande sauna cittadina chiamata “aria”, ecco che sbocciano dappertutto — come lumache dopo la pioggia acida — le grotte del sale. Oh, stupende! Sembrano templi romani, se i romani fossero stati fissati col marketing olografico.
Solo un dettaglio: fanno soldi curando i sintomi del disastro che nessuno vuole affrontare.
È come aprire un negozietto che vende ombrelli… sotto una cascata.
La pubblicità, Hansy, canta soave: Il sale disinfetta le vie respiratorie!
Sì, certo.

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https://antigene.info/lumens/il-boom-delle-grotte-del-sale/?fbclid=IwY2xjawOY3JJleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeXlrj9bY3ccnlHRRHRZFGWtcB-kVA76H9ZrKDRhW8FtufHnTmKrdnAcYfbVg_aem_ctJ4-KlsHzUeGQ1pbNBhfw


30 novembre 2025. Ordine Nuovo, il volto nero della storia italiana

Futura editrice pubblica il libro di Loredana Guerrieri, una ricerca sulla storia di un movimento che ha caratterizzato un periodo tra i più bui del nostro Novecento

Emiliano Sbaraglia – collettiva.it

Nato e sviluppatosi tra i primi anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta, il movimento Ordine Nuovo ha rappresentato quella parte di neofascismo italiano fuori dall’arco costituzionale, ma in qualche legato al pensiero politico della destra istituzionale di allora, tra violenza di piazza e stragi dai colpevoli non ancora del tutto individuati.
A ricostruire questa storia, rimasta oscura in alcuni suoi passaggi determinanti, ci ha pensato Loredana Guerrieri, segretaria generale NIdil Cgil Macerata, autrice del volume Ordine Nuovo. Il nostro onore si chiama fedeltà (pp. 292, euro 17,50), appena pubblicato da Futura editrice, e che verrà presentato alla Fiera della piccola e media editoria di Roma domenica 7 dicembre, alle ore 18,30, nella Sala Sirio. Le abbiamo rivolto alcune domande.

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https://www.collettiva.it/copertine/culture/ordine-nuovo-il-volto-nero-della-storia-italiana-oxba7p4h


30 novembre 2025. Quei Cantacronache che cambiarono la storia della canzone

Flavio Giacchero

Presentato al Torino Film Festival, Nel blu dipinti di rosso di Stefano Di Polito racconta il collettivo piemontese da cui nacque il cantautorato italiano 

Antonio Fama – collettiva.it

Ci sono tasselli della nostra storia musicale e culturale che hanno impresso un marchio profondo su tutto ciò che è venuto dopo, a quello che siamo oggi. Nel 1958 nascevano i Cantacronache, un collettivo torinese di musicisti, letterati e poeti senza i quali i cantautori italiani non sarebbero mai esistiti. Stefano Di Polito ne raccoglie l’eredità preziosa attraverso il documentario Nel blu dipinti di rosso, prodotto da Magda Film e presentato in Concorso internazionale documentari, in occasione della 43°edizione del Torino Film Festival, che si è concluso ieri (29 novembre).

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https://www.collettiva.it/copertine/culture/nel-blu-dipinti-di-rosso-il-doc-di-stefano-di-polito-sui-cantacronache-v06xhsby


30 novembre
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

30 novembre 2025. Rifiuti: al Sud si paga di più e si differenzia di meno

Giovanni Caprio – Agenzia Pressenza

Nel 2025, la spesa media nazionale per la gestione dei rifiuti urbani è pari a 340 euro all’anno, in aumento del 3,3% rispetto al 2024 (329 euro). Le tariffe crescono – in misura differente – in tutte le regioni, ad eccezione di Molise, Valle d’Aosta e Sardegna, e in ben 95 dei 110 capoluoghi di provincia. In crescita ovunque anche la raccolta differenziata, che nel 2023 si attesta al 66,6% dei rifiuti prodotti (era il 65,2% nel 2022).
Restano marcate le differenze territoriali, con il Nord dove la spesa media si attesta sui 290 euro l’anno e una raccolta differenziata che raggiunge il 73% dei rifiuti prodotti; segue il Centro dove le famiglie spendono in media 364 euro, mentre si differenzia il 62% dei rifiuti; sempre fanalino di coda il Sud con una spesa media di 385 euro l’anno e una raccolta differenziata ferma al 59%.

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https://www.pressenza.com/it/2025/11/rifiuti-al-sud-si-paga-di-piu-e-si-differenzia-di-meno/

Il rapportohttps://www.cittadinanzattiva.it/notizie/17449-presentato-il-rapporto-2025-di-cittadinanzattiva-sui-rifiuti.html.

29 novembre 2025


Sabato 29 novembre 2025

https://www.rainews.it/photogallery/2025/11/fotorassegna-stampa-le-prime-pagine-dei-quotidiani-di-sabato-29-novembre-2025-11e90ee8-b813-4f5f-a07a-ede781f6f0fd.html

La stampa internazionale letta e commentata da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Sabato 29 novembre 2025

https://www.raiplaysound.it/audio/2025/11/Radio3-Mondo-del-29112025-892cf11c-c097-43f6-bcf5-a21dab5f69c1.html


Solidarietà ai giornalisti de La Stampa da Radio Popolare

Il Comitato di redazione di Radio Popolare esprime solidarietà e piena vicinanza ai colleghi della redazione de La Stampa per l’intimidazione subìta ieri da un gruppo di manifestanti che ha fatto irruzione nella sede del quotidiano, imbrattando e danneggiando i locali. Quanto successo è una violenza gravissima e inaccettabile. Prendere di mira e intimidire un giornale equivale ad attaccare i principi democratici. A maggior ragione nel giorno in cui la categoria si mobilitava per difendere diritti e qualità dell’informazione.

Il Cdr di Radio Popolare

Attacco a La Stampa, la solidarietà della Slc Cgil

“Si tratta di un atto intollerabile e di una grave intimidazione alla libertà di stampa”

La segreteria nazionale di Slc Cgil esprime solidarietà ai lavoratori de La Stampa, giornalisti, poligrafici e amministrativi, per il grave attacco subito nella sede di Torino . “Si tratta di un atto intollerabile e di una grave intimidazione alla libertà di stampa che va condannata con fermezza – affermano il segretario generale di Slc, Riccardo Saccone, e la segretaria nazionale con delega all’editoria, Giulia Guida.
Un’aggressione ancora più vile perché compiuta nel giorno in cui i giornalisti italiani erano in sciopero per rivendicare il rinnovo del contratto scaduto da dieci anni e per difendere l’autonomia e la libertà di informare, pilastri della democrazia”, conclude la nota.
https://www.collettiva.it/copertine/italia/attacco-a-la-stampa-la-solidarieta-della-slc-cgil-x2zv39z8

29 novembre 2025. Dalla pagina Facebook di Report 

Cacciato giornalista di Report da presentazione pubblica di un libro sul gender

Ieri sera a Carpi (Mo), era prevista la presentazione pubblica del libro “Il gender esiste. Giù le mani dai nostri figli” scritto dal deputato della Lega Rossano Sasso. L’onorevole Sasso è relatore alla Camera del ddl Valditara e ispiratore della norma che introduce l’obbligo di “consenso informato scritto” da parte dei genitori per ogni attività scolastica che tratti temi “legati alla sessualità, affettività o relazioni” nelle scuole medie e superiori. Le famiglie devono avere accesso in anticipo al materiale didattico: devono sapere quali temi si intendono affrontare, con quali modalità, e anche chi (docenti o esperti esterni) sarà coinvolto. Il giornalista di Report, Danilo Procaccianti poco prima dell’incontro ha avvicinato l’onorevole Sasso per qualche domanda sul tema dell’educazione sessuale nelle scuole in un clima sereno. La cosa gravissima si è verificata poco prima che l’incontro pubblico iniziasse per il giornalista è stato allontanato senza motivo non permettendogli di poter documentare l’evento. L’incontro non prevedeva accredito stampa ed era aperto al pubblico.
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29 novembre 2025. Ponte sullo Stretto: in 15 mila a Messina per dire no

Presenze record contro un’opera costosa, inutile e persino dannosa. Giove, Cgil: “Un progetto vecchio e bocciato anche dalla Corte dei Conti”

Daniela Zero – collettiva.it

Pioveva a Messina. Ma l’acqua non ha impedito che la manifestazione per dire “no” al Ponte sullo Stretto abbia visto la partecipazione di 15 mila persone. Il corteo si è snodato fino a piazza Duomo per il comizio finale e ha coinvolto 90 realtà tra cui la Cgil.
Una protesta civile contro un’opera inutile e costosa – 13 miliardi di euro – mentre le reti viarie e ferroviarie di Calabria e Sicilia versano in condizioni che definire del tutto inadeguate è un eufemismo. 
Dite no a un opera inutile insostenibile e perfino dannosa. Ancora oggi mentre si spendono e si ipotecano miliardi per un ponte che molto probabilmente non sarà mai costruito, non esiste un progetto esecutivo, non sappiamo come sarà costruito, quanto costerà davvero, che impatto avrà sull’ambiente e sul territorio”, così dal palco in piazza Duomo Luigi Giove, segretario confederale della Cgil”.
Che ha aggiunto: “Si elencano cifre mirabolanti preannunciando aperture di cantieri, numeri di pura fantasia sull’occupazione”.
“La verità è che si è riesumato un progetto vecchio più volte accantonato, bocciato e da ultimo bocciato sonoramente dalla Corte dei Conti”, ha concluso.

Il video in
https://www.collettiva.it/copertine/italia/ponte-stretto-messina-corteo-jq9u99zw

«Ancora una volta ci troviamo, d’altronde, di fronte a una estate di passione per l’assenza di acqua nelle nostre abitazioni. Circa metà di quella che passa dalla rete idrica siciliana va perduta e in tutta la Sicilia, Messina inclusa, le crisi idriche sono all’ordine del giorno. Nonostante ciò, i soli lavori di costruzione del ponte ruberebbero cinque milioni di litri di acqua al giorno, pari al 20% del fabbisogno idrico di Messina», denunciano dal Movimento No Ponte.

In corteo a Messina contro il Ponte

Manifestazione in piazza di 90 realtà tra cui la Cgil, per dire no a un’opera che strappa risorse, danneggia economia e territorio, colleziona bocciature

Daniele Diez e Patrizia Pallara – collettiva.it

Linee ferroviarie efficienti per pendolari e merci, strade sicure e moderne, collegamenti rapidi tra aree interne, porti e aree industriali, mezzi pubblici sostenibili e accessibili per lavoratori, studenti, cittadini. Sono alcune delle infrastrutture che mancano in tutto il Sud e in altre zone del Paese che potrebbero essere costruite, implementate e ammodernate con i 13,5 miliardi stanziati dal governo per il Ponte sullo Stretto di Messina.
Per dire no a un’opera inutile, costosa e dannosa, sabato 29 novembre oltre 90 associazioni, comitati, partiti, movimenti, organizzazioni, tra cui la Cgil, che da anni si battono contro il progetto e per un modello di sviluppo reale, sostenibile e fondato sui bisogni dei territori, scendono in piazza a Messina per una manifestazione: concentramento alle 14 in piazza Castronovo, comizio finale in piazza Duomo.

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https://www.collettiva.it/copertine/italia/ponte-stretto-messina-corteo-jq9u99zw

Rendering opere di attraversamento vista sul frontemare Cannitello Calabria

Messina in marcia, la città si unisce contro il Ponte sullo Stretto

Striscioni, cori e musica attraversano via Garibaldi: la protesta conquista le piazze cittadine. Un corteo che unisce Sicilia e Calabria in un abbraccio simbolico

È partito da piazza Castronovo il corteo della grande manifestazione “No Ponte”, e già si sente l’eco dei cori che colorano la città: “Lo dice il pesce spada, lo dice il Capodoglio, il ponte sullo Stretto non lo voglio!” strillano i manifestanti, tra striscioni dipinti a mano e bandiere che sventolano.

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https://www.messinatoday.it/cronaca/corteo-protesta-ponte-stretto-novembre-2025.html

Vedi anche
https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2025/11/29/e-record-al-corteo-no-ponte-a-messina-siamo-15-mila_4b314071-066e-4620-9fc9-822633b6610c.html

Ponte sullo Stretto, perché non si può e non si deve fare

https://ilmanifesto.it/messina-la-rabbia-dei-no-ponte-salvini-cancella-la-nostra-terra

Corteo No Ponte a Messina: vogliamo l’acqua, non la guerra!
https://www.dinamopress.it/news/corteo-no-ponte-a-messina-vogliamo-lacqua-non-la-guerra/

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Foto Ansa

Ponte sullo Stretto, la Corte dei conti dice no

I giudici contabili bocciano la delibera Cipess che impegna 13,5 miliardi per la realizzazione dell’opera. Cgil: “Il governo fermi questa follia”

Patrizia Pallara – collettiva.it

Ponte sullo Stretto, la Corte dei conti dice no. I giudici contabili hanno bocciato la delibera Cipess che impegna 13,5 miliardi di euro per l’opera e in virtù della quale il governo ad agosto aveva dato il via libera alla realizzazione, sollevando molti dubbi di legittimità. Sotto la lente dei magistrati, le coperture economiche, l’affidabilità delle stime di traffico, la conformità del progetto definitivo alle normative ambientali e antisismiche.
Le motivazioni ufficiali del diniego saranno rese note entro 30 giorni, ma già nell’udienza di ieri la magistrata delegata Carmela Mirabella ha evidenziato tutta una serie di anomalie alle quali il governo e i ministero competenti, Infrastrutture e Mef, non hanno risposto in modo puntuale.

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https://www.collettiva.it/copertine/italia/ponte-sullo-stretto-anche-la-corte-dei-conti-dice-no-s3md5pvj

Perché la Corte dei Conti boccia il Ponte sullo Stretto, che c’entra Webuild e cosa succede adesso

Al centro della decisione la compatibilità del contratto con le norme del diritto europeo. Il problema della gara, dei costi aumentati e cosa può fare il governo adesso

Alessandro D’Amato – open.online

La Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità al Ponte sullo Stretto di Messina e la registrazione della delibera Cipess di agosto. Ma non lo ha fermato per sempre. Anzi. Il governo può decidere di andare avanti con il progetto con un voto del Consiglio dei Ministri. Ma mentre gli strali del centrodestra si concentrano sul presidente della Corte Guido Carlino e sulla consigliera delegata Carmela Mirabella, le motivazioni dei giudici chiariranno il perché della bocciatura. Al centro della quale c’è la compatibilità tra il contratto della società Webuild e le norme del diritto europeo. Che in qualche modo verrebbero sacrificate sull’altare della Grande Opera.

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https://www.open.online/2025/10/30/corte-dei-conti-ponte-sullo-stretto-no-visto-webuild/

Sono arrivati da tutto il sud Italia, si sono dati appuntamento in tarda mattinata per partire dopo le 14 e riempire le strade di Messina. Una manifestazione “mai così partecipata” che ha visto sfilare in una lotta unica, diventate il simbolo delle battaglie del Meridione, dice Federico Alagna, dell'”Assemblea No ponte”, e che ha visto sfilare per le vie della città comitati, movimenti che da sempre si battono contro il ponte, come l’ex sindaco di Messina, Renato Accorinti, che ha ribadito la promessa di una “disobbedienza civile, se mai apriranno i cantieri”, a fianco dei rappresentati politici e di associazioni ambientaliste e impegnate per la salvaguardia di territorio e diritti

VEDI ANCHE
https://www.youtube.com/watch?v=Nh8WzrKaomg
https://www.youtube.com/watch?v=2Pp4_VrfVHA
https://www.youtube.com/watch?v=rPoztK_Vnps
https://www.youtube.com/watch?v=aALx3Ud1l2c

29 novembre 2025. Venti di guerra, Crosetto rivuole il servizio militare

Annunciato un ddl: dopo Germania e Francia si muove anche l’Italia. Colapietro, Silp Cgil: militarismo modernista, chi è sinceramente democratico non può non opporsi a questa proposta

Stefano Iucci – collettiva.it

Venti di guerra in Europa, venti di guerra in Italia. Dopo Germania e Francia, anche il nostro Paese, per bocca del ministro della Difesa Guido Crosetto, annuncia la possibilità di un ritorno della leva militare (volontaria), abolita – anzi tecnicamente sospesa – nel 2005 dal ministro Martino. 
Crosetto ha manifestato l’intenzione di presentare un disegno di legge sul tema, ma non bisogna dimenticare che alla Camera e al Senato proposte di tal genere già esistono: la prima presentata alla Camera dal deputato leghista Eugenio Zoffili il 15 maggio del 2024 propone di reintrodurre un arruolamento addirittura obbligatorio e rivolto a ragazze e ragazzi della durata di 6 mesi. L’idea, d’altra parte, l’ha sostenuta Matteo Salvini al raduno degli Alpini a Vicenza dello scorso 12 maggio

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https://www.collettiva.it/copertine/italia/crosetto-rivuole-il-servizio-militare-r4rqpxid

La diretta del corteo di Roma del 29 novembre contro la finanziaria

Manifestazioni in più di 50 città, con centinaia di migliaia di persone che hanno protestato contro la finanziaria di guerra del governo Meloni: questo l’esito più evidente di uno sciopero generale, il terzo in soli due mesi, che ha collegato il sostegno al popolo palestinese con la rivendicazione di una diversa politica economica. Le manifestazioni più grandi si sono registrate a Milano, a Bologna e a Genova, dove in testa al corteo, assieme ai portuali, hanno sfilato Greta Thunberg e Francesca Albanese. A Roma, in piazza Montecitorio, si è organizzata la bocciatura di massa della finanziaria di guerra: l’USB ha proposto una contro finanziaria aderente al dettato costituzionale.
Lavoratori dei settori pubblici e privati hanno sfilato in tutta Italia chiedendo salari che partano almeno dai duemila euro, pensioni a partire dai 62 anni e il rilancio degli investimenti pubblici per fermare la deindustrializzazione del paese.
Da tutte le piazze è stato poi rilanciato l’appuntamento di domani sabato 29 alle ore 14.00 a Roma da porta San Paolo per la grande manifestazione nazionale promossa sugli stessi temi dello sciopero generale e che verrà aperta da un grande striscione: contro la finanziaria di guerra e il governo Meloni – Palestina libera – rompere con Israele.

RaiNews LIVE

Corruzione: si dimette il capo di gabinetto di Kiev. Zelensky: Umerov guiderà i negoziati di pace

EN DIRECT, guerre en Ukraine : Marco Rubio et Steve Witkoff recevront dimanche une délégation ukrainienne aux Etats-Unis

Ils seront accompagnés par Jared Kushner, gendre du président américain, après la présentation par Donald Trump ces derniers jours d’un plan pour mettre fin à la guerre entre l’Ukraine et la Russie. Plus tôt samedi, l’Elysée a annoncé que Volodymyr Zelensky sera reçu par Emmanuel Macron lundi.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/11/29/en-direct-guerre-en-ukraine-marco-rubio-et-steve-witkoff-recevront-dimanche-une-delegation-ukrainienne-aux-etats-unis_6654504_3210.html

Le point sur la situation, samedi 29 novembre à 14 heures

  • Au moins trois personnes ont été tuées et « des dizaines » d’autres blessées par les attaques russes de la nuit de vendredi à samedi à Kiev et dans sa région, a annoncé, samedi matin sur X, le président ukrainien, Volodymyr Zelensky.
  • A la suite des frappes russes nocturnes en Ukraine, plus de 600 000 Ukrainiens ont été privés d’électricité dans tout le pays, a annoncé samedi le ministère de l’énergie ukrainien.
  • Un important terminal pétrolier près du port de Novorossiïsk, dans le sud de la Russie, a interrompu ses activités tôt samedi à la suite d’une attaque de drones navals qui a endommagé l’un de ses trois points d’amarrage, a annoncé son exploitant.
  • Deux pétroliers appartenant à la flotte fantôme russe utilisée par Moscou pour contourner les sanctions occidentales ont été attaqués avec des drones navalsvendredi et samedi en mer Noire au large de la Turquie. Une attaque revendiquée par l’Ukraine, selon l’Agence France-Presse, qui cite une source au sein des services de sécurité.
  • Une équipe de négociateurs ukrainiens est partie, samedi, pour les Etats-Unis afin de discuter du plan américain visant à mettre fin au conflit en Ukraine, a annoncé Volodymyr Zelensky sur X.
  • Andriy Yermak a démissionné vendredi de ses fonctions de chef de l’administration présidentielle ukrainienne, après la perquisition de son domicile par les enquêteurs chargés d’élucider un scandale de corruption dans le secteur de l’énergie qui ébranle comme jamais l’administration Zelensky

I due bambini uccisi da drone israeliano raccogliendo legna per scaldarsi

Lo riporta la Protezione Civile palestinese. Al Jazeera: oltre 70mila i palestinesi uccisi nei raid Idf dal 7 ottobre.Una delegazione dell’Onu ha visitato la parrocchia di Gaza

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/11/gaza-israele-cisgiordania-soldati-israeliani-uccidono-due-palestinesi-inermi-43d8dd8e-abf3-41a1-b914-f5d5dc2a3f81.html

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La guerra di Gaza, tutte le notizie di ieri

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video Il Libano ferito e smarrito aspetta il papa

La guerra Israele-Hamas


Bonsoir,

Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.


Updates: Donald Trump says Venezuela airspace now closed as tensions surge

  • US President Donald Trump declares the airspace above and surrounding Venezuela should be considered “closed in its entirety” in the latest escalation of tensions between the two countries.
  • The US president’s statement comes as Trump’s administration piles pressure on Venezuela with a major military deployment in the Caribbean that includes the world’s largest aircraft carrier.
  • Venezuela condemns Trump’s social media post describing it as a “colonialist threat” that constitutes “new, extravagant, illegal, and unjustified aggression”.
  • US forces have carried out air strikes against more than 20 alleged Venezuelan drug-smuggling vessels in the Caribbean Sea and eastern Pacific Ocean since early September, killing more than 80 people.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/11/29/live-donald-trump-says-venezuela-airspace-now-closed-as-tensions-surge?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
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La guerra Israele-Hamas

29 novembre 2025. Famiglia nel bosco, i genitori hanno accettato la casa offerta da un imprenditore

I legali: “Nessun passo indietro, ma modo per vivere secondo il proprio credo”

Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, “hanno deciso, pur di ovviare alle criticità igienico sanitarie riscontrate, di accettare per il tempo necessario all’attuazione delle migliorie abitative richieste, un immobile offerto da un privato cittadino. Nessun passo indietro ma un passo avanti che consente di tornare a vivere secondo il proprio credo e la propria voglia di libertà”. Lo spiegano in una nota i due legali dei genitori dei tre minori allontanati dalla abitazione nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, avvocati Marco Femminella e Danila Solinas. “Nessun passo indietro ma un passo avanti che consente di tornare a vivere secondo il proprio credo e la propria voglia di libertà”, precisano ancora i legali. La famiglia nel bosco si trasferirà presto, ma solo temporaneamente, nel nuovo casolare offerto da un ristoratore di Ortona ma originario di Palmoli. Il padre dei tre bambini si è recato nella struttura ieri pomeriggio, situata sempre in un bosco e sarebbe rimasto impressionato dalla residenza autonoma offerta, “immersa nella natura con almeno 2 ampie stanze di cui una cucina, un pozzo dove poter prelevare l’acqua, il bagno a secco e locali per gli animali”, ha detto il ristoratore.

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https://www.lapresse.it/cronaca/2025/11/29/famiglia-nel-bosco-i-genitori-hanno-accettato-la-casa-offerta-da-un-imprenditore/


29 novembre 2025. Piccola Posta di Adriano Sofri

Vicende del Palazzo di Giustizia di Milano

E’ stato costruito tra il 1932 e il 1940 sotto la direzione di Marcello Piacentini. Che, a differenza di molti costruttori di galere e tribunali (o almeno così vuole la leggenda), non è finito in galera o giustiziato

Palazzo di Giustizia di Milano (foto Wikimedia Commons)

Ero un veterano, un disgustato veterano del Tribunale di Milano. Ieri ci sono tornato, molti anni dopo, per un sobrio impegno civile. Svolto in un ufficio alto, con una grande finestra spalancata su un vasto orizzonte, in un giorno luminoso. A suo tempo avevo scritto del Tribunale, della sua aula magna, del suo sciagurato Sironi. Finita la cosa ero in treno – durante lo sciopero, frecce vuote e in anticipo sull’orario, un po’ mi dispiace dirlo – e ho ricercato le informazioni sul Palazzo di Giustizia, costruito tra il 1932 e il 1940, dice Wikip., sotto la direzione di Marcello Piacentini.
Sapete di quella leggenda mezzo vera, secondo cui i costruttori di galere e tribunali poi finiscono in galera o giustiziati. Piacentini no: morì nel 1960, a 79 anni, di malattia. Però Bruno Zevi, indimenticabile, lo dichiarò “morto nel 1925, come architetto”, il che vuol dire che costruì il Palazzaccio milanese quando era postumo di almeno 7 anni. Sia come sia, almeno di lui si può dire che fece anche delle cose buone.

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https://www.ilfoglio.it/piccola-posta/2025/11/29/news/vicende-del-palazzo-di-giustizia-di-milano-8381166/


29 novembre
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

Al Sud boom d’occupazione, ma cresce la povertà lavorativa e continua l’esodo dei giovani

Giovanni Caprio – Agenzia Pressenza

Il nostro Mezzogiorno vive una stagione di forti contrasti: cresce come non mai l’occupazione, soprattutto tra i giovani, ma al contempo continua l’esodo che svuota il Sud di competenze e futuro. Tra il 2021 e il 2024, quasi mezzo milione di posti di lavoro è stato creato nel Mezzogiorno, spinto da PNRR e investimenti pubblici. Ma negli stessi anni 175 mila giovani lasciano il Sud in cerca di opportunità. La “trappola del capitale umano” si rinnova: la metà di chi parte è laureato; le migrazioni dei laureati comportano per il Mezzogiorno una perdita secca di quasi 8 miliardi di euro l’anno. I giovani che restano, troppo spesso, trovano lavori poco qualificati e mal retribuiti.

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https://www.pressenza.com/it/2025/11/al-sud-boom-doccupazione-ma-cresce-la-poverta-lavorativa-e-continua-lesodo-dei-giovani/

Il Rapportohttps://www.svimez.it/rapporto-svimez-2025/.

28 novembre 2025


Venerdì 28 novembre 2025

https://www.cnel.it/Portals/0/CNEL/Comunicazione/RASSEGNA_STAMPA/NOVEMBRE_2025/Rassegna_Stampa_Ragionata_28112025.pdf?ver=2025-11-28-065411-240&timestamp=1764312859879

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Venerdì 28 novembre 2025

https://www.raiplaysound.it/audio/2025/11/Radio3-Mondo-del-28112025-18057ac1-8057-40e3-a343-7b4a18d71e37.html

Che settimana!, sintesi delle notizie più importanti della settimana, a cura di Good Morning Italia.

Usa e Ucraina approvano il piano di pace, ma Putin pone le sue condizioni | Israele: ucciso il capo militare di Hezbollah | Regionali, Puglia e Campania al centrosinistra, Veneto al centrodestra

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https://goodmorningitalia.substack.com/p/che-settimana-4825?utm_source=post-email-title&publication_id=1245794&post_id=180173629&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=c2va4&triedRedirect=true&utm_medium=email

Fuori i secondi «Discuto solo del piano presentato dagli americani». Putin parla per la prima volta della possibile pace ma ignora ogni proposta europea: mi basta trattare con Trump. Il Donbass lo vede già suo: «Gli ucraini si ritirino». Intanto Francia e Italia dopo le armi pensano alle truppe: leva «volontaria» 
Ester Nemo
https://ilmanifesto.it/zelensky-costretto-a-trattare-sul-piano-usa-che-lo-umilia

I fatti di oggi Pro Pal occupano La Stampa Scioperano i giornalisti, per il contratto e un’informazione libera e plurale Il comunicato UsigRai

Irruzione nella sede de La Stampa, lancio di letame e scritte sui muri. Trump annulla gli ordini firmati da Biden con l’autopen. Schlein, no a Atreju e s’affaccia Conte

Le notizie del giorno: i fatti principali in Italia e nel mondo

Il rogo a Hong Kong: 128 morti e ancora decine di dispersi. La sparatoria vicino alla Casa Bianca: morta une delle due guardie nazionali colpite. Pil al rialzo, +0,1% nel terzo trimestre

Istat: Pil al rialzo, +0,1% rispetto al trimestre precedente

Nel terzo trimestre del 2025, il Pil è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Il prodotto interno lordo cresce invece dello 0,6% nei confronti del terzo trimestre del 2024. Lo rende noto l’Istat, che stamattina ha diffuso i conti economici trimestrali. I dati confermano a 0,5% la crescita acquisita per il 2025. Dal lato dell’offerta, aumenta il valore aggiunto dell’agricoltura (+0,8%) e dei servizi, mentre diminuisce quello dell’industria (-0,3%). Per quanto concerne la domanda, cresce la spesa per gli investimenti fissi lordi (+0,6%) e quella per i consumi finali (+0,1%).

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https://www.rainews.it/articoli/2025/11/le-notizie-del-giorno-i-fatti-principali-in-italia-e-nel-mondo-96b7c647-5097-4757-a8a8-06a26f8f5e8f.html


28 novembre 2025. Manifestazioni in tutta Italia per lo sciopero generale contro la finanziaria di guerra: sabato 29 tutte e tutti a Roma per un grande corteo nazionale

Manifestazioni in più di 50 città, con centinaia di migliaia di persone che hanno protestato contro la finanziaria di guerra del governo Meloni: questo l’esito più evidente di uno sciopero generale, il terzo in soli due mesi, che ha collegato il sostegno al popolo palestinese con la rivendicazione di una diversa politica economica. Le manifestazioni più grandi si sono registrate a Milano, a Bologna e a Genova, dove in testa al corteo, assieme ai portuali, hanno sfilato Greta Thunberg e Francesca Albanese. A Roma, in piazza Montecitorio, si è organizzata la bocciatura di massa della finanziaria di guerra: l’USB ha proposto una contro finanziaria aderente al dettato costituzionale.
Lavoratori dei settori pubblici e privati hanno sfilato in tutta Italia chiedendo salari che partano almeno dai duemila euro, pensioni a partire dai 62 anni e il rilancio degli investimenti pubblici per fermare la deindustrializzazione del paese.
Da tutte le piazze è stato poi rilanciato l’appuntamento di domani sabato 29 alle ore 14.00 a Roma da porta San Paolo per la grande manifestazione nazionale promossa sugli stessi temi dello sciopero generale e che verrà aperta da un grande striscione: contro la finanziaria di guerra e il governo Meloni – Palestina libera – rompere con Israele.

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28 novembre 2025. Remigrazione, la gara a destra a chi è più feroce

Luigi Ambrosio – Radio Popolare

A destra è sempre una competizione alla ricerca del capro espiatorio perfetto e in questa fase storica il capro espiatorio migliore di tutti, quello più spendibile e adattabile a ogni contesto è senza ombra di dubbio l’immigrazione. E così la gara è anche a chi assume la posizione più radicale, incarnata oggi in una parola: remigrazione. Per anni, in Europa, il concetto di rimandare a casa gli immigrati semplicemente in quanto stranieri è rimasto confinato nei recinti delle destre radicali e fasciste. Poi sono arrivati gli altri. In Italia lo scorso mese di maggio si è tenuto un convegno sulla remigrazione a cui hanno partecipato destre neofasciste e destre sovraniste europee. Partiti con vasti e crescenti consensi come la tedesca AfD fanno incetta di voti promuovendo la purezza etnica.

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https://www.radiopopolare.it/remigrazione-la-gara-a-destra-a-chi-e-piu-feroce/

RaiNews LIVE

Putin: “Se Kiev non cede il Donbas lo prenderemo noi” La trincea del Cremlino Leva volontaria in Francia, la proposta di Crosetto per l’Italia

EN DIRECT, guerre en Ukraine : le « Kairos » et le « Virat », deux pétroliers de la flotte fantôme russe, victimes d’explosions en mer Noire

Le « Kairos », pétrolier appartenant à la flotte fantôme russe, qui fait l’objet de sanctions, a probablement heurté une mine, en mer Noire, près du détroit du Bosphore. Un autre navire également sous sanction, le « Virat », a aussi été victime d’une explosion, à 35 milles nautiques au large des côtes turques, plus à l’est en mer Noire

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/11/28/en-direct-guerre-en-ukraine-le-kairos-et-le-virat-deux-petroliers-de-la-flotte-fantome-russe-victimes-d-explosions-en-mer-noire_6654504_3210.html

Le point sur la situation, vendredi 28 novembre à 23 heures

  • Volodymyr Zelensky annonce que son chef de cabinet, Andriy Yermak, a démissionné. M. Yermak était considéré par beaucoup comme le deuxième homme le plus influent d’Ukraine, après M. Zelensky. Andriy Yermak devait se rendre aux Etats-Unis pour discuter d’un « accord de paix », selon le site d’informations américain Axios.
  • Après la démission d’Andriy Yermak, Volodymyr Zelensky a expliqué que l’Ukraine sera représentée dans les pourparlers de paix par Andrii Hnatov, chef d’état-major des forces armées ukrainiennes, Rustem Umerov, secrétaire du Conseil national de sécurité et de défense, et par des représentants du ministère des affaires étrangères et des services de renseignement.
  • Washington prêt à reconnaître les gains territoriaux de Moscou pour un accord de paix, selon The Telegraph. Vladimir Poutine a déclaré ces derniers jours que la reconnaissance internationale de la Crimée ainsi que des régions de Louhansk et Donetsk comme territoires russes constituerait pour Moscou une condition essentielle dans les négociations autour du plan américain.
  • Le Kairos et le Virat, deux pétroliers de la flotte fantôme russe, victimes d’explosions en mer Noire. Des opérations de secours ont été lancées pour récupérer les équipages à bord, ont rapporté les autorités turques.
  • Une explosion s’est produite, mercredi, sur une base des forces stratégiques russes dans la ville de Iasnï, près d’Orenbourg. Selon plusieurs témoins, l’incident serait survenu lors du lancement d’un missile d’un modèle non déterminé, qui se serait désintégré en vol.

Cisgiordania, a Jenin soldati israeliani uccidono due palestinesi inermi

L’ANP denuncia: “Crimini di guerra”. Italia, Francia, Germania e Regno Unito condannano gli attacchi dei coloni ebraici in Cisgiordania. Ancora bombe su Gaza, gli aiuti arrivano a singhiozzo. Il Cancelliere Merz in Israele agli inizi di dicembre

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/11/gaza-israele-cisgiordania-soldati-israeliani-uccidono-due-palestinesi-inermi-e8c55a0d-df2f-41a0-b98f-5dd8ee892ee8.html

VEDI ANCHE
La guerra di Gaza, tutte le notizie di ieri

video Militari israeliani uccidono due palestinesi disarmati, il video
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La guerra Israele-Hamas


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Updates: Israel strikes Palestine, Lebanon, Syria threatening stability

  • At least 13 Syrians have been killed and others wounded during an Israeli ground incursion and air strikes on the town of Beit Jinn, southwest of Syria’s capital Damascus.
  • Palestine’s Foreign Ministry is demanding action from the international community to halt Israel’s “war crime” as it continues its large-scale military assault on the occupied West Bank.
  • In Gaza, at least one Palestinians has been killed in Israeli attack on the Bani Suheila municipality, near Khan Younis city, as US-brokered ceasefire violations continue.
  • Israel’s genocidal war on Gaza has killed at least 69,785 Palestinians and wounded 170,965 since October 2023. A total of 1,139 people were killed in Israel during the October 7, 2023, Hamas-led attacks and about 200 taken captive.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/11/28/live-israel-4?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard

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Altri aggiornamenti
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La guerra Israele-Hamas

28 novembre 2025. Sciopero generale contro la finanziaria di guerra: le corrispondenze ai nostri microfoni

Domani le manifestazioni nazionali di Roma e Milano | NoPonte di nuovo a Messina | A Schio cariche contro gli-le antifascisti-e

Qui tutti i modi in cui potete ascoltare Radio Onda d’Urto in diretta!

LAVORO – Oggi è stata la giornata dello sciopero generale del sindacalismo di base per tutte le categorie. Manifestazioni in tutte le città che saranno seguite sabato dalla duplice manifestazione nazionale a Roma e a Milano, “contro la finanziaria di guerra e il governo Meloni” con le sue complicità con il genocidio per mano israeliana in Palestina. Radio Onda d’urto ha seguito lo sciopero con collegamenti da tutta Italia e ha dedicato una pagina del sito ad interviste e interventi di oggi.

A Brescia, città da cui trasmettiamo, poco meno di un migliaio di persone hanno dato vita a un corteo partito da San Faustino e terminato davanti alla Prefettura. La manifestazione è stata organizzata da sindacati di base – Usb, Cobas e Cub – oltre a Magazzino 47, Diritti per Tutti, Collettivo Onda Studentesca e al Coordinamento Palestina. Nel Bresciano la giornata di lotta è continuata in provincia con un presidio a Breno, in Valle Camonica.

In Lombardia Giovani Palestinesi d’Italia in azione a Pioltello, dov’è stato fermato l’hub logistico “di riferimento dell’economia italiana di guerra complice con Israele”, dichiarano gli attivisti. Azione analoga contro Eni di diversi centri sociali milanesi: bloccato il centro direzionale del colosso fossile italiano a San Donato Milanese. Blocchi anche a Tortona e Alessandria, dove sorge il polo logistico che serve Piemonte e Liguria. Infine Venezia con i blocchi prima all’aeroporto Marco Polo, poi alla sede Leonardo di Tessera, dove la polizia ha caricato compagne e compagni con un massiccio utilizzo degli idranti.

Iniziativa contro la logistica di guerra, complice tra l’altro del genocidio per mano israeliana in Palestina, anche al porto di Ravenna.

Numerosi poi i cortei, in una trentina di città: migliaia di persone nelle strade a Milano, Bologna, Roma, Palermo e Torino, dove al centro delle rivendicazioni c’è anche la campagna per la liberazione immediata per Mohamed Shahini, da giorni recluso nel Cpr di Caltanissetta e che rischia la deportazione in Egitto. Per questo il corteo torinese ha fatto irruzione e versato un mucchio di letame nel cortile del quotidiano La Stampa, per denunciare la campagna di demonizzazione mediatica nei confronti di Mohamed. Sempre contro la deportazione di Mohamed, secondo appuntamento della giornata nel tardo pomeriggio davanti alla Prefettura del capoluogo piemontese. Nel frattempo il Tribunale ha confermato l’arresto. Il bilancio della giornata torinese con Martina del centro sociale Askatasuna.

Genova, la piazza più simbolica e significativa per la presenza dei portuali, i primi a lanciare, un paio di mesi fa, la parola d’ordine del “Blocchiamo tutto”. Al corteo del capoluogo ligure hanno partecipato anche la relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi occupati Francesca Albanese, Greta Thunberg e Thiago Avila, entrambi già sulla Global Sumud Flotilla.

Un bilancio della giornata di mobilitazione da Sasha Colautti, dell’esecutivo nazionale dell’Unione Sindacale di Base.

A L’Aquila oggi nuova udienza al Tribunale nei confronti dei tre compagni palestinesi Anan, Ali e Mansour, alla sbarra perché accusati di sostenere la Resistenza palestinese in Cisgiordania, ritenuta invece legittima dal diritto internazionale in quanto risposta all’occupazione illegale israeliana. Una settimana fa, durante la scorsa udienza, era stato ascoltato da remoto un esponente dello stato israeliano, oggi invece ha parlato un teste indicato dalla difesa che ha descritto la struttura degli insediamenti coloniali israeliani. L’accusa ha chiesto 7 anni per Mansour, 9 anni per Ali e 12 anni per Anan. 

La lunga diretta della giornata con collegamenti da diverse città d’Italia è disponibile sulla pagina dedicata sul sito di Radio Onda d’Urto.

SCHIO (VICENZA) – Ieri sera numerose realtà del territorio sono scese in piazza a Schio, Comune dell’alto vicentino, in risposta alla “passeggiata per la sicurezza” organizzata da Forza Nuova nelle vie del centro. Le realtà scledensi hanno denunciato come la retorica della sicurezza alimentata da Forza Nuova distorca completamente la realtà territoriale: i dati sui reati a Schio non mostrano aumenti significativi, mentre la percezione di insicurezza cresce attraverso narrazioni politiche e mediatiche che collegano migrazione e degrado.

La polizia ha risposto caricando violentemente il corteo, prima con l’uso dell’idrante e successivamente manganellando i manifestanti. Dopo la prima carica, i manifestanti che indietreggiavano sono stati nuovamente caricati da più lati, schiacciando il corteo al margine della piazza e portando l’idrante in mezzo alla folla che indietreggiava.

Le forze dell’ordine hanno protetto la sfilata neofascista di Forza Nuova e represso violentemente la Schio antifascista, causando diversi feriti tra i manifestanti come ci racconta Stefano del CS Arcadia di Schio Ascolta o scarica

ALTRE NOTIZIE
Sabato la manifestazione contro il Ponte sullo Stretto di Messina, a Messina. La corrispondenza con Federico Alagna, Assemblea No Ponte.

Nasce il comitato nazionale per la liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Leggi l’articolo e ascolta l’intervista a Simonetta Rossi

In Francia approvata in prima lettura la legge per nazionalizzare Arcelor Mittal, proposta da La France Insoumise. Ne parliamo con Vladimir Nieddu, compagno di LFI.


Il racconto in immagini del secondo giorno del Papa in Türkiye

Giornata intensa per Leone XIV ad Istanbul, iniziata con l’incontro di preghiera con i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i consacrati, le consacrate e gli operatori pastorali nella cattedrale dello Spirito Santo. A loro ha ricordato che “la vera forza della Chiesa “è nella “logica della piccolezza”, non nel consenso numerico o nella potenza ma nell’affidamento alla promessa del Signore. Calore e affetto per il Pontefice nella visita alla casa di accoglienza delle Piccole Sorelle dei Poveri, religiose dedite da oltre cent’anni al servizio di carità per il prossimo. Momento clou della giornata è stata la commemorazione dei 1700 anni dal Concilio di Nicea in una preghiera comune del Papa con il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e i capi e rappresentanti delle Chiese cristiane del mondo, sopra le rovine dell’antica basilica di San Neofito. Dal Pontefice l’appello a “respingere con forza” l’uso della religione per giustificare guerre e violenze, fondamentalismo e fanatismo.

Il Papa a Nicea: “Superiamo lo scandalo delle divisioni e alimentiamo l’unità”

Leone XIV a İznik, a 70 km da Istanbul, per commemorare insieme al patriarca Bartolomeo e i capi e rappresentanti delle Chiese cristiane del mondo i 1700 anni del primo Concilio ecumenico della storia. Una celebrazione sobria e solenne, sopra le rovine dell’antica basilica di San Neofito. Dal Pontefice l’appello a «respingere con forza» l’uso della religione per giustificare guerre e violenze, fondamentalismo e fanatismo

continua in
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-11/papa-leone-xiv-bartolomeo-preghiera-ecumenica-concilio-nicea.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

LEGGI QUI IL DISCORSO INTEGRALE DI PAPA LEONE XIV NELL’INCONTRO ECUMENICO A IZNIK


28 novembre 2025. 39 eurodeputati hanno firmato un appello per la liberazione di Alberto Trentini

Andrea Vitello – Agenzia Pressenza

Agenzia PRESSENZA – Ormai è da oltre un anno che Alberto Trentini, cooperante italiano, è detenuto a Caracas, Venezuela, senza che nei suoi confronti siano state formalizzate accuse, e avendo avuto a sua disposizione soltanto tre chiamate brevi e una visita consolare, concesse anche ad altri detenuti. Nei giorni scorsi la famiglia di Trentini, in una conferenza stampa, aveva denunciato l’immobilismo del governo italiano, sollecitando di nuovo le autorità a chiamare Caracas per dare impulso a un dialogo e alla trattativa per la liberazione di Alberto. A tal proposito, questo 14 novembre, Antonio Tajani, ministro degli Esteri, aveva ribadito l’impegno del governo per “sollecitare la liberazione” dei connazionali detenuti in Venezuela, facendo però riferimento a “una tensione crescente” che coinvolge Caracas, “anche a livello internazionale”. Al fine di tenere alta l’attenzione e spingere affinché possa avvenire il prima possibile la liberazione di Alberto Trentini, 39 europarlamentari italiani, appartenenti alle forze politiche del PD, M5S, AVS e FDI hanno sottoscritto, questo 26 novembre, un appello per la liberazione del cooperante italiano. L’obbiettivo è che venga aperto ogni canale disponibile nel rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e dell’articolo 11 della Costituzione italiana. Questo il testo dell’appello:

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https://www.pressenza.com/it/2025/11/39-eurodeputati-hanno-firmato-un-appello-per-la-liberazione-di-alberto-trentini/


28 novembre 2024. Addio al generale Franco Angioni. Crosetto: “Un riferimento per l’intera Difesa”

Il generale Franco Angioni 
(WikipediaCommons)

Guidò la prima missione italiana all’estero dopo la seconda guerra mondiale, a capo del contingente italiano della Forza Multinazionale in Libano, tra il 1982 e il 1984. Crosetto: “La sua leadership rese l’Italia un modello di efficacia e umanità”

Si è spento all’età di 92 anni il generale Franco Angioni, protagonista di un’importante missione militare a capo del contingente italiano della Forza Multinazionale in Libano tra il 1982 e il 1984, all’epoca con il grado di colonnello. 

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https://www.rainews.it/articoli/2025/10/addio-al-generale-franco-angioni-fu-capo-contingente-italiano-forza-multinazionale-in-libano-crosetto-riferimento-per-difesa-0614669f-0351-47a3-9172-7a70c3c27717.html



28 novembre 2025. Piccola Posta di Adriano Sofri

Quando i detenuti provano a parlare

Ieri, in occasione dei cinquant’anni dalla riforma penitenziaria, ho partecipato a un interessante incontro promosso dalla Camera Penale bolognese nel carcere della Dozza. Ha preso la parola fra molti altri un detenuto che ha spiegato di aver già trascorso in carcere 26 anni. Dopo un paio di minuti si è chiesto se non avesse parlato già troppo a lungo. 

Foto Ansa

28 novembre
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la


28 novembre 2025. Avanza la desertificazione commerciale, mentre si assiste al boom di acquisti online

Foto di Confcommercio

Giovanni Caprio – Agenzia Pressenza

Negli ultimi dodici anni il tessuto commerciale italiano ha subito una contrazione profonda: più di 140mila attività al dettaglio, tra negozi e ambulanti, hanno cessato l’attività. Il fenomeno è particolarmente visibile nei centri storici e nei piccoli comuni, dove la perdita di imprese incide non solo sull’economia locale ma anche sulla vivibilità degli spazi urbani. E’ quanto emerge dal rapporto dell’Ufficio Studi di Confcommercio, presentato durante l’iniziativa “inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono”, che si è svolta a Bologna il 20 e 21 novembre scorsi. Un ulteriore elemento critico riguarda i circa 105mila locali commerciali oggi sfitti, un quarto dei quali inutilizzati da oltre un anno. Senza interventi mirati, la situazione rischia di peggiorare. Le stime indicano che entro il 2035 potrebbero chiudere altre 114mila imprese del settore, pari a oltre un quinto di quelle ancora attive

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https://www.pressenza.com/it/2025/11/avanza-la-desertificazione-commerciale-mentre-si-assiste-al-boom-di-acquisti-online/

La ricerca di Confcommerciohttps://www.confcommercio.it/-/indagine-futuro-commercio-dettaglio

La ricerca di Consumers’ Forumhttps://www.consumersforum.it/news/5982-in-italia-e-boom-per-e-commerce-pay-tv-e-contenuti-on-demand-in-10-anni-acquisti-sul-web-saliti-del-273-abbonamenti-a-tv-200-nel-2025-spesa-italiani-vola-a-66-miliardi-di-euro.html


27 novembre 2025

27 novembre 2025. Savona, operaio muore per la caduta dal capannone

L’uomo è precipitato dal tetto di un capannone a Cairo Montenotte. Cgil: “Ottavo omicidio sul lavoro nella nostra provincia dall’inizio del 2025”

Un operaio di 39 anni, di nazionalità straniera, è morto cadendo dal tetto di un capannone in ristrutturazione nel savonese, a Cairo Montenotte. Secondo quanto appreso, l’uomo stava lavorando a un’altezza considerevole quando è caduto riportando numerosi traumi. Lo riferiscono le agenzie di stampa.
I suoi compagni di lavoro hanno immediatamente dato l’allarme. Sul posto ambulanze, carabinieri e gli uomini del’unità operativa di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, che stanno svolgendo le indagini e i rilievi. L’uomo è morto sul colpo.
La Cgil Savona, con un comunicato, fa sapere di stringersi attorno ai familiari del lavoratore morto in Val Bormida: “È l’ottavo omicidio sul lavoro dall’inizio del 2025 nella nostra provincia. Otto, una cifra che da sola racconta una strage che non accenna a fermarsi. La verità è semplice e drammatica: non si sta facendo abbastanza.
Serve molto di più, subito. Più ispettori e più controlli sulla
prevenzione, più risorse per la formazione e la sicurezza, una legge sugli appalti e subappalti che renda davvero responsabili le imprese affidatarie, senza scaricare rischi e obblighi sugli ultimi anelli della catena”.
Quindi La Cgil Savona conclude: “Basta slogan, basta lacrime di circostanza, basta indignazione temporanea. Servono investimenti veri e immediati per fermare questa strage quotidiana. La sicurezza sul lavoro non è un costo, è un diritto e lo Stato ha il dovere di garantirlo”.
https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/savona-operaio-muore-per-caduta-da-capannone-nl5lagkd

Rete Cgil

Operaio morto a Palermo. Il segretario Fillea Cgil Antonio Di Franco: “Il governo ha le sue responsabilità: patente a punti servita più a far lavorare i consulenti del lavoro che non a fare prevenzione”. Ceraulo, Fillea Palermo: “Subito il tavolo in Prefettura”

Palermo 27 novembre 2025 – I segretari generali della Fillea Cgil Palermo e della Fillea Cgil nazionale, Piero Ceraulo e Antonio Di Franco, presente oggi a Palermo a un’iniziativa della Cassa edile, intervengono sulla morte di Giuseppe Salvatore La Rosa, l’operaio di 60 anni di Belmonte Mezzagno, precipitato da un’impalcatura al terzo piano di un cantiere all’interno del Policlinico di Palermo due giorni fa e deceduto questo pomeriggio in ospedale.
“Dopo l’ennesimo operaicidio – dichiara il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo – non possiamo che ripetere dissenso e malcontento per una dinamica che non si arresta, che vede l’esposizione di tanti lavoratori che perdono la vita, un dramma che continuiamo a denunciare giorno dopo giorno. Ma questo non basta. Le istituzioni devono intervenire immediatamente. Il tavolo che con Filca e Feneal abbiamo rivendicato in Prefettura è importante non perché risolutivo ma diventa strategico per mettere tutti gli attori insieme al tavolo e definire un piano preciso di intervento, con degli obiettivi che guardino alla tutela dei lavoratori. Siamo vicini alla famiglia di Giuseppe Salvatore La Rosa, iscritto alla Fillea Cgil Palermo. E proveremo, quando sarà il momento opportuno, a metterci in contatto con loro e a mettere l’associazione delle vittime sul lavoro edile a loro disposizione”.
“Negli ultimi anni – dichiara il segretario generale Fillea Cgil Antonio Di Franco – abbiamo assistito alle più grandi stragi sul lavoro, in particolare nel mondo delle costruzioni. Il governo ha avuto solo la capacità di partorire patenti a credito, che non hanno salvato nessuna vita, e un decreto legge sulla sicurezza che non interviene sulla prevenzione. C’è una manifesta e grave responsabilità politica di non intervenire. Noi pensiamo che in questo momento ci sia la necessità di riflettere sul fatto che la patente a credito non ha invertito la tendenza e continuano a esserci miglia di morti. Se facciamo un bilancio, la patente a credito è servita più a dare nuove opportunità di lavoro ai consulenti del lavoro che a fare prevenzione sul lavoro e qualificazione d’impresa”.
“Riteniamo che ci sia anche una responsabilità profonda di questo governo – prosegue Di Franco – nella misura in cui non mette in campo i correttivi che da anni chiediamo, a partire dall’istituzione di una Procura nazionale che si occupi dei reati in materia di sicurezza sul lavoro e della necessità di coordinare i vari ispettorati nel nostro Paese. Ancora più grave in questo momento è il tentativo di depotenziare l’ispettorato nazionale del lavoro, riportandolo sotto l’egida del ministero del Lavoro, assoggettandolo al potere politico. Un fatto profondamente sbagliato: la vigilanza ha bisogno di indipendenza dalla politica e che venga resa dignità agli ispettori del lavoro, pagandoli come si dovrebbe. Pochi partecipano ai concorsi perché i salari sono molto bassi e gli esperti di sicurezza, ingegneri, geometri, trovano collocazioni migliori. In questa legge di bilancio si peggiorano ulteriormente gli effetti allungando l’aspettativa di vita e l’età pensionabile. L’operaio di Palermo è uni di questi casi: a 60 anni riteniamo che non si debba più salire sulle impalcature”.
Cgil Palermo ·nptSodsroe12l791ug91120 7hfhu3i10ua163lmi80h6i2hca2f0a01h946 ·


Giovedì 27 novembre 2025

https://www.rainews.it/video/2025/11/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-4c69b082-6f60-4b6b-8f2e-6c1e569fd131.html

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Giovedì 27 novembre 2025

https://www.raiplaysound.it/audio/2025/11/Radio3-Mondo-del-27112025-3bd212cf-0b71-466f-8ebc-74a1929dc4cc.html

Occhio non vede Pioggia e fango spazzano via le tendopoli mentre i camion umanitari sono bloccati ai valichi. Nella Striscia si continua a morire, in Cisgiordania scattano nuove operazioni militari. Il cessate il fuoco è solo sulla carta: Israele avanza e il mondo non guarda più 
Eman Abu Zayed
https://ilmanifesto.it/la-pioggia-trascina-via-gli-ultimi-rifugi-e-lillusione-della-tregua


Intevento di Sergio Sabattini sull’intervista al Corriere della Sera del Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Augusto Barbera

Sto pensando all’intervista di Barbera al Corriere della sera https://www.corriere.it/politica/25_novembre_27/augusto-barbera-separazione-carriere-intervista-c24cd98c-d1bd-41c9-9538-1daa0fbdbxlk.shtml?refresh_ce.
Che Augusto Barbera voti Sì al referendum non dimostra – come strumentalmente lumeggia nella sua intervista di venire accusato -– che con questa dichiarazione di schieramento fa un favore alla destra. Dimostra semplicemente che lui è di destra, come è sempre stato.
Come l’abito non fa il monaco, così una tessera di partito (nel suo caso prima quella del PCI poi quella del PDS) non ha il potere magico di trasformare un uomo strutturalmente di destra in un uomo di sinistra.
È finito il tempo delle semplificazioni e delle catalogazioni sulla base delle icone del passato. L’esplosione del PCUS al tempo della fine di Gorbaciov ha mostrato in modo indelebile come in quel partito ci fosse di tutto: perfino dei nazisti o dei nostalgici dello zarismo. L’esistenza di un Putin è lì a dimostrarlo. E così era nel PCI per quanto profondamente diverso dal PCUS. Figuriamoci se un timido riformista come Barbera non avrebbe potuto trovarvi un angolino tutto per sé.
Nel PD si sono trasferite non poche delle contraddizioni presenti nel PCI-PDS e nella DC.
Una di queste era quella rappresentata dal cosiddetto “migliorismo” capeggiata da Giorgio Napolitano, di cui anche Barbera faceva parte.
Il fatto che fondamentalmente abbiano vinto la loro battaglia iniziata nel PCI fino a dare vita al PD dimostra solo una cosa: quanto sia difficile costruire un soggetto politico autonomo democratico e socialista che non rinunci a tutelare gli interessi delle forze sociali più deboli e a realizzare una democrazia pienamente dispiegata e fondata sul ripudio della guerra. Nient’altro.
La loro idea della politica, allora come oggi, si riduce ad un liberismo semplicemente mitigato in base a cui le stesse proposte di Lord Keynes vengono viste come le idee di un pericoloso estremista statalista o comunista.
Al referendum si deve votare No per una semplice ragione, che è squisitamente politica: anche questo progetto del governo Meloni, come quelli precedentemente tentati da Berlusconi e da Renzi, intende stravolgere un equilibrio costituzionale faticosamente raggiunto dopo una dura guerra di liberazione dalla dittatura fascista e, per quanti siano i limiti e i difetti del nostro sistema giudiziario, quello che non bisogna aggiungere è la subordinazione della giustizia al potere politico, da chiunque gestito e rappresentato. Tutto ciò che va in questa direzione è pericoloso e sbagliato.
Ridare un senso alla battaglia politica e civile, senza dimenticare da dove veniamo. Questo dovrebbe fare il PD se spera ancora di poter avere un ruolo nella politica nazionale.
Tutto il resto non conta. E tantomeno i posizionamenti di personaggi in cerca d’autore che sperano di mascherare, sotto l’abito paludato di argomentazioni giuridiche, una vocazione accondiscendente, che viene da lontano, quando non dal profondo, verso chi detiene il potere.
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RaiNews LIVE

Putin: il testo Usa-Ucraina “una base”, ma se Kiev non cede il Donbas “lo prenderemo con la forza”

EN DIRECT, guerre en Ukraine : Kiev annonce la reprise, en fin de semaine, des discussions de paix avec les Etats-Unis

L’Ukraine entend ainsi « approfondir les résultats obtenus à Genève » et « travailler rapidement ». Aucun détail n’a été donné dans l’immédiat sur la forme que prendront ces échanges ni sur les participants.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/11/27/en-direct-guerre-en-ukraine-kiev-annonce-la-reprise-en-fin-de-semaine-des-discussions-de-paix-avec-les-etats-unis_6654504_3210.html

Le point sur la situation, jeudi 27 novembre à 21 heures

  • Vladimir Poutine affirme que Moscou cessera les hostilités en Ukraine si les forces de Kiev acceptent de se retirer des territoires dont la Russie revendique l’annexion. Le président russe juge « pratiquement impossible, impossible juridiquement » de parvenir aujourd’hui à un accord avec Kiev et conteste à nouveau la légitimité du président ukrainien. Il a une nouvelle fois affirmé que son pays n’a pas l’intention d’attaquer l’Europe.
  • « Plan de paix » américain : il devait être signé aujourd’hui. La « date limite, c’est quand ce sera fini », a cependantdéclaré le président américain, Donald Trump, à bord d’Air Force One.
  • Emmanuel Macron va demander à Xi Jinping de peser sur Moscou en faveur d’un cessez-le-feu.Le président français effectuera du 3 au 5 décembre sa quatrième visite d’Etat en Chine, à la fois « partenaire » et « rival systémique » de l’Europe.
  • Paix en Ukraine : l’Europe sceptique face aux intentions de Poutine a déclaré le ministre de la défense italien, Guido Crosetto, aux journalistes à l’ambassade d’Italie à Paris après avoir rencontré son homologue française, Catherine Vautrin.
  • « Plan de paix » américain : « Tout doit être clairement défini, jusque dans les moindres détails », a dit Alexandre Loukachenko,le président biélorusse.
  • La Cour suprême russe classe en tant que « terroriste » l’organisation anticorruption de l’opposant défunt Alexeï Navalny. « Les terroristes, ce sont Vladimir Poutine et ses acolytes, ceux qui ont déclenché la guerre [en Ukraine], qui tuent des civils et des opposants politiques, qui emprisonnent des gens », a réagi l’Anti-Corruption Foundation sur Telegram.
  • Un tribunal russe condamne huit hommes à la perpétuité pour l’explosion du pont de Crimée en 2022. L’explosion, survenue huit mois après le début de l’offensive russe à grande échelle en Ukraine, avait été revendiquée plus tard par Kiev.
  • L’Ukrainien accusé du sabotage de Nord Stream a été remis à l’Allemagne par l’Italie. Sergueï Kouznetsov est soupçonné d’être l’un des coordinateurs du commando ayant saboté les deux gazoducs sous-marins Nord Stream reliant la Russie à l’Allemagne en mer Baltique en septembre 2022. Arrêté le 21 août à Rimini et détenu jusqu’ici dans une prison italienne de haute sécurité, il risque jusqu’à quinze ans de prison en Allemagne.
  • La Fédération internationale de judo réintègre la Russie avec « hymne » et « drapeau ».Cette décision, une « première » pour une fédération sportive, selon la Russie, depuis le début de la guerre en Ukraine, en 2022, prend effet « à compter du Grand Slam d’Abou Dhabi 2025 », qui s’ouvre ce vendredi, précise l’instance. La Fédération russe s’est réjouie de « cette décision historique ».
  • La Russie ferme le consulat de Pologne à Irkoutsk par mesure de représailles. Cette décision est une « réponse à la décision des autorités polonaises de retirer, à compter du 23 décembre 2025, leur accord pour le fonctionnement du consulat général de Russie à Gdansk », selon un communiqué du ministère des affaires étrangères russe.

Operazioni militari israeliane in Cisgiordania, 1 morto e oltre 100 arresti

Evacuazioni nei Territori occupati: dal 7 ottobre 2023 oltre mille morti. Papa in Turchia e Libano. Dichiarazione E4: “Condanniamo attacchi coloni”. Intervista esclusiva al leader di Hamas a Cinque Minuti. Due palestinesi uccisi a Jenin, Idf indaga

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/11/gaza-israele-operazioni-militari-cisgiordania-feriti-arresti-distruzione-libano-katz-minaccia-attacco-inizia-viaggio-papa-leone-61c08364-27b3-43f3-a145-a54efb48b04a.html

VEDI ANCHE
video La tregua che non c’è, l’Unicef: “A Gaza due bambini uccisi ogni giorno”
video Il Libano ferito e smarrito aspetta il papa
video Dalle suore salesiane un aiuto per il Libano
video Cisgiordania, aumentano le violenze dei coloni israeliani

La guerra Israele-Hamas


Bonsoir,

Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.


LIVE: Israel launches air strikes on West Bank as incursion turns deadly

  • More than 32,000 Palestinians have been displaced by an ongoing Israeli attack on northern refugee camps in the occupied West Bank, the UN agency for Palestinian refugees (UNRWA) says.
  • The Israeli military, police and internal security service say “a broad counterterrorism operation” has been launched in the northern West Bank after they received intelligence about “attempts to establish terrorist strongholds”.
  • A funeral has been held for a 20-year-old Palestinian man killed by Israeli gunfire in the town of Qabatiya, south of Jenin, as the ground offensive ramps up.
  • An Israeli Apache attack helicopter has fired missiles in the direction of residential areas as part of the assault on the occupied territory, the governor of Tubas governorate says.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/11/27/live-israel-launches-air-strikes-on-west-bank-as-incursion-turns-deadly

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

La guerra Israele-Hamas


27 novembre 2025. Libertà per Mohamed Shahin

Difendiamo la libertà di critica e di espressione. Ora o mai più.

© ANSA/TINO ROMANO

L’imam della moschea Omar Ibn Al Khattab di San Salvario, un quartiere di Torino, si trova rinchiuso in un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Caltanissetta, dopo essere stato prelevato dalla sua abitazione. Rischia l’espulsione e il rimpatrio in Egitto.
Shahin è un dissidente del regime dittatoriale di al Sisi, e ha già fatto domanda di asilo politico in Italia, dove vive da 20 anni, incensurato. A Torino Shahin è conosciuto come un uomo di pace, che ha fatto della sua moschea un centro per il dialogo inter-religioso, che ha sempre sostenuto i diritti del popolo palestinese ma ha anche sempre cercato la mediazione in tutti i contesti di protesta. Lo Stato italiano, con atto autoritario, in assenza di qualsiasi indagine giudiziaria a suo carico, lo ha ritenuto una minaccia. Sotto accusa una frase pronunciata durante una manifestazione: sosteneva che “è stato un atto di resistenza, avvenuto dopo anni di occupazione”. Alcune testate hanno scritto che Shahin “lodava il 7 ottobre”. Contestualizzare un assalto come un “atto di resistenza” all’interno di un contesto di occupazione coloniale significa fare apologia di terrorismo? Su quale base si può definire “lode” un’affermazione puramente descrittiva?

continua in
https://kritica.substack.com/p/liberta-per-mohamed-shahin?utm_source=post-email-title&publication_id=3547585&post_id=180101095&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=c2va4&triedRedirect=true&utm_medium=email


27 novembre 2025. Fondazione Gramsci Emilia-Romagna

“Nella lotta per la pace e per l’indipendenza dei popoli le ragazze italiane siano un esempio per le ragazze di tutto il mondo.”

🔎 Tra Vietnam e Palestina, le donne erano protagoniste delle lotte di liberazione nazionale. Una rete di organizzazioni – dalla Fgci all’Udi, dall’Ufficio Olp all’Unione Generale degli Studenti Palestinesi – documentava e diffondeva queste esperienze, intrecciando solidarietà internazionale e riflessione sull’emancipazione femminile.
📚 Dalle pubblicazioni dedicate al ruolo della donna nella società vietnamita, ai ritratti delle combattenti palestinesi, agli appelli di solidarietà: la piattaforma 𝗡𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗕𝗲𝗿𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗲𝗿 raccoglie documenti d’archivio che testimoniano questi legami.
🔗 Visita www.berlinguer.iger.org
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27 novembre 2025. Maccione. I 90 anni di Aldo la Classe

Luca Martini – allonsanfan.it

Prendiamola alla lontana. Stavo rivedendo in tv un film francese molto Nouvelle Vague, Mektoub, my love: Canto Uno (2017), del franco tunisino Abdellatif Kechiche, storia di un’estate sentimentale dove si intrecciano le sorti di un gruppo di ragazzi, e mi sono ricordato di Aldo Maccione.
Toni, uno dei protagonisti del film, non a caso il più vivace sessualmente, spiega a un’amica chi è Aldo Maccione e per farlo meglio ne imita sulla spiaggia il pezzo forte, la marche du séducteur. Camminata con busto in avanti e gomiti alti, al ralenti, la marche è quasi universalmente considerata trade mark di Maccione – alcuni la attribuiscono invece ad Alberto Sordi.
Sono subito andato su YouTube a vedere il prototipo. È in una celebre sequenza di L’avventura è l’avventura (1972) di Claude Lelouch, ma l’attore italiano l’ha riproposta in tanti altri film, meritandosi in Francia il soprannome di Aldo la Classe.

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https://www.allonsanfan.it/2025/11/27/aldo-maccione-90-anni-gilles-botineau/?fbclid=IwY2xjawOVAAhleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeywvJH35GqZuVHnGKBaGIHzFt2E6pxYEcN6k97DRwSmN6d0Cg_oVQ7Yt_S_c_aem_qhgDEcQaiHLCH8R_gJhjUw


27 novembre
Compagni dai campi e dalle officine…
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27 novembre 2025. Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

Mettere le navi in acqua e salpare, perché il nostro tempo è asimmetrico
Allargare l’azionariato popolare e andare dritti contro il muro di gomma

1. È scorretto personalizzare o affidarsi ai simboli. È un dato di fatto però che Greta abbia preso spesso sulle proprie spalle il ruolo di impersonificare la parabola di un intero movimento. La sua presenza ieri, come in passato, era quella dell’ intero movimento climatico.
2. Greta è stata alla ex Gkn nell’ ottobre 2024. È tornata nel novembre 2025. Il movimento climatico non fa passerelle estemporanee. Arriva, si appassiona, ritorna e chiede: quando riapre la fabbrica?
3. Nell’ ottobre 2024 Greta è venuta a sancire che è bandita ogni contrapposizione tra giustizia climatica e sociale. Che è il capitale a chiudere le fabbriche, non il movimento. Ora è tornata per sancire qualcosa di più: che il movimento è l’ unico che riapre le fabbriche. Che noi siamo tutto e che non siamo più in attesa di nulla.
4. Con queste due visite ci ha permesso di misurare il tempo. È passato un anno. Cosa è stato per noi un anno? Mesi senza stipendio una procedura di licenziamento, 8 mesi di disoccupazione, due cortei, un festival, una legge ecc, 3 scioperi generali, 16 urli per Gaza, numerosi cortei per la Palestina, 3 flotte, Greta è stata arrestata due volte da Israele.
5. E loro? “Loro” – siano istituzioni, maggioranze,.ecc – hanno fatto poco o nulla. Anzi, sono il nulla: genocidio, ecocidio, riarmo, speculazione, estrattivismo, catastrofe climatica. Loro di fronte a tutto questo si dividono in due grandi gruppi: quelli che negano e quelli che dicono di non poterci fare nulla. Anche perché intervenire tardi di fronte alla catastrofe è appunto non intervenire.
6. E più loro sono nulla, più noi dobbiamo essere tutto: la decrescita felice, la crescita armoniosa, la salute, il salario, il diritto al lavoro e il diritto al non lavoro, il diritto all’ autodeterminazione e l’ internazionalismo, la solidarietà e il cambiamento.
Siamo classe e comunità.
7. Ci è chiaro ormai quale è il calcolo contro di noi e attorno al consorzio industriale pubblico: l’ operazione è riuscita ma il paziente è morto. Il consorzio “interverrà” ma voi sarete morti. Praticamente un intervento futuro a sé stante, inutile a spaventare la speculazione, a impedirla, a dare la vittoria ai diritti sociali. Così che tutto nella piana continui così come è.
8. La sinistra della piana fiorentina e pratese è d’ accordo con l’ immobilismo dell’ intervento pubblico nella piana? Con il grado di rassegnazione e arrendevolezza con cui si fa terra bruciata attorno al Collettivo di Fabbrica?
9. E allora, metodo Flotilla! Non abbiamo più nulla da chiedervi, perché abbiamo capito che ci tenete in una discussione infinita che serve solo a logorarci. Salpiamo e andiamo a sbattere contro il muro di gomma. Che il caso ex Gkn sia la nostra Flotilla nell’ economia che disvela il blocco contro la fabbrica socialmente integrata e la riconversione ecologica
10. Apriamo le vele, ripariamo i motori. Invitiamo tutte e tutti coloro che hanno fatto manifestazione di interesse a usare la piattaforma Ener2crowd per iniziare a versare i fondi dell’azionariato
Ma soprattutto annunciamo che da dicembre si apre una nuova campagna di donazioni, con il modesto, testardo, visionario, obiettivo di rompere ogni boicottaggio economico e di raccogliere 2 milioni di euro.
Impossibile? Ma noi siamo tante e tanti. È questo che ci vogliono fare dimenticare. Noi siamo tante , tanti, siamo tutto.
#insorgiamo
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Foto @Giorgia Calvanelli

27 novembre 2025. Licenziata per aver gridato “Palestina libera” all’ingresso di Meloni, il teatro La Scala condannato a risarcire la maschera

Il tribunale di Milano ha stabilito che quel licenziamento era illegittimo e che alla lavoratrice andranno versate le mensilità mancanti

Era stata licenziata della Scala per aver gridato “Palestina libera” lo scorso 4 maggio durante un concerto organizzato dall’Asian development bank a cui era presente anche Giorgia Meloni. Ora il tribunale di Milano ha condannato il teatro a pagare le mensilità che erano dovute alla maschera fino alla scadenza naturale del contratto, oltre alle spese di lite. Alla lavoratrice dovranno essere versati 809,60 euro per ogni mese fino a fine settembre, per un totale di 4 mila euro oltre a 3.500 euro che il teatro dovrà pagare per coprire le spese legali.

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https://lespresso.it/c/attualita/2025/11/27/licenziamento-illegittimo-palestina-libera-scala-milano/58438?fbclid=IwY2xjawOVZ-dleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeRpyJCrrKYcuOvgAhDD38Eo5DxBUhXRT1o_WQ3zsvNVAcGBc1lIIo0U27iYQ_aem_9mFJJjhsorrzvQo0zUlHPA

26 novembre 2025


Mercoledì 26 novembre 2025

https://www.rainews.it/video/2025/11/i-giornali-di-oggi-nella-rassegna-stampa-di-rainews24-4ba371da-7094-4372-b0a1-4eba5f9d9df7.html

La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.

Mercoledì 26 novembre 2025

https://www.raiplaysound.it/audio/2025/11/Radio3-Mondo-del-26112025-c06195e9-77e8-41c9-8027-8cd31a357d4f.html

All’ultimo piano Zelensky dice sì a un accordo per la pace in Ucraina, l’ultima versione del “piano in 28 punti” seguito dal “piano in 19 punti” e da un terzo negoziato ieri a Abu Dhabi. Trump invia due fedelissimi a Mosca e Kiev per l’ultima pressione. Ora tocca alla Russia, ma la porta si è stretta
Sabato Angeri
https://ilmanifesto.it/zelensky-dice-si-allaccordo-ue-entusiasta-mosca-fredda

Sciopero dei giornalisti per il contratto, le piazze della mobilitazione

I giornalisti italiani si mobilitano per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro Fnsi-Fieg scaduto nel 2016. La Giunta esecutiva della Federazione nazionale della Stampa italiana ha proclamato una giornata di sciopero per venerdì 28 novembre 2025, dalle ore 6 e per 24 ore (dalle 5.30 per la Rai).
Il giorno prima, giovedì 27, alle 10, il Consiglio nazionale della Fnsi si riunirà in piazza dei Santi Apostoli, a Roma, con i colleghi dell’Esecutivo del Cnog, l’Unione nazionale giornalisti pensionati e l’Usigrai, rappresentanti di Inpgi e Casagit, per lanciare la mobilitazione insieme con le Associazioni regionali di Stampa.

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https://www.articolo21.org/2025/11/sciopero-dei-giornalisti-per-il-contratto-le-piazze-della-mobilitazione/

26 novembre 2025. Landini: “Ci fermiamo per cambiare il Paese”

Fisco, salari, pensioni e sicurezza al centro dello sciopero generale il 12 dicembre. “Non si può continuare ad avere un livello di precarietà come il nostro”

IMAGOECONOMICA

Daniela Zero – collettiva.it

“Non è uno sciopero generale contro qualcuno, è uno sciopero per ottenere delle cose, per chiedere dei cambiamenti“. Con queste parole Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ha illustrato le motivazioni dello stop indetto dalla Cgil per il prossimo 12 dicembre. Il numero uno della confederazione è intervenuto questa mattina durante l’assemblea con i lavoratori della Tod’s nello stabilimento di Casette d’Ete (Fermo).
Dalla legge di bilancio alla sicurezza sul lavoro e al fisco, dalle pensioni alla politica industriale: il leader sindacale ha tracciato un quadro critico della situazione economica e sociale del Paese, chiedendo interventi strutturali e un confronto reale con il governo.

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https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/landini-ci-fermiamo-per-cambiare-il-paese-lag6wb2n?guid=nl-1764230404

Il 28 novembre sarà un grande sciopero generale contro la finanziaria di guerra: decine di piazze verso la manifestazione nazionale del 29 a Roma

Lo sciopero generale del 28 novembre sarà un’importante giornata di lotta contro la finanziaria di guerra del Governo Meloni: in decine di città in tutto il Paese si stanno preparando le mobilitazioni contro i tagli e le politiche del riarmo, per la fine dei rapporti con lo stato israeliano e del genocidio in Palestina, per i salari e le pensioni.
Il 28 novembre, quindi, sarà una grande giornata di mobilitazione e sciopero, mentre il giorno dopo saremo tutte e tutti a Roma per una grande manifestazione nazionale che partirà da Porta San Paolo alle ore 14:00.

https://www.usb.it/leggi-notizia/il-28-novembre-sara-un-grande-sciopero-generale-contro-la-finanziaria-di-guerra-decine-di-piazze-verso-la-manifestazione-nazionale-del-29-a-roma-1143.html

Puglia e Campania, le Regionali benedicono l’asse Pd-M5S di Schlein: arretrano i colonnelli agli ordini di Prodi

Photo credits: Sara Minelli/Imagoeconomica

“Venimmo a sapere che la colonna di eroi era formata da un colonnello, undici ufficiali, un trombettiere e due soldati…”

Michele Prospero – l’Unità

Ha fatto flop la (contro)rivoluzione dei Garofani. Arretrano i colonnelli agli ordini di Prodi e Guerini che avevano esibito il fucile contro l’inadeguata Schlein. Dalle urne esce malconcia l’operazione speciale dei centristi. Avrebbero voluto affidare al placido Ruffini la produzione dell’agognata scossa, magari a seguito di un rigetto popolare della candidatura di Fico in Campania. E invece è andata male. Coloro che ancora non rifiutano il gioco politico bollandolo come in larga parte svuotato di senso e quindi, nonostante le disillusioni, decidono di andare ai seggi deserti, lo fanno per ribadire la loro guardinga fiducia in una embrionale proposta di alternativa alle destre che è in gestazione nei territori.

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https://www.unita.it/2025/11/26/puglia-e-campania-le-regionali-benedicono-lasse-pd-m5s-di-schlein-arretrano-i-colonnelli-agli-ordini-di-prodi/

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Meloni non salta più e ora teme per le politiche: il Pd dilaga al Sud alle Regionali
Risultati elezioni regionali: vittorie larghe della sinistra in Campania e Puglia con Fico e Decaro, alla destra il Veneto
Elezioni regionali in Campania, i risultati del voto dopo l’era De Luca: Fico stravince, Cirielli staccato di oltre 20 punti

Regionali Veneto, i candidati eletti in Consiglio partito per partito

l candidato di centrodestra, Alberto Stefani, stravince in Veneto contro il campione della sinistra Giovanni Manildo. Ecco i candidati eletti e la ripartizione dei voti e dei seggi per partito e circoscrizione

Alberto Stefani raccoglie l’eredità del Doge e stravince in Veneto la sfida con Giovanni Manildo del Pd: malgrado il calo fisiologico, è vinto il derby con Fdi, che dopo il risultato delle europee sembrava poter prendere il sopravvento nella Regione.

In attesa di rilevazioni più precise, i primi dati parlano di 34 seggi in Consiglio per il centrodestra, 15 vanno al centrosinistra, i restanti 2 alla sorpresa “Resistere Veneto” capitanata da Riccardo Szumski. Ecco chi sarebbero tutti i candidati elett

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https://www.policymakermag.it/italia/regionali-veneto-i-candidati-eletti-in-consiglio-partito-per-partito/

Regionali Campania, i candidati eletti in Consiglio partito per partito

Tutti i consiglieri eletti alle Regionali Campania 2025: la vittoria di Roberto Fico, i seggi ai partiti e l’elenco completo degli eletti circoscrizione per circoscrizione.

In Campania il verdetto delle regionali incorona presidente Roberto Fico,  ampiamente vittorioso con il 60,63% sullo sfidante Edmondo Cirielli, fermo al 35,72%.
Il campo “larghissimo” sarà dunque maggioranza in Consiglio: su un totale di 50 eletti, il centrosinistra conquista 33 seggi da ripartire tra le forze della coalizione: il PD, M5S, le liste riformiste e verdi e la galassia deluchiana, il cui peso sarà decisivo nella prossima fase, quando bisognerà definire il governo del neopresidente. 17 i posti in Consiglio per le opposizioni.

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https://www.policymakermag.it/italia/tutti-gli-eletti-al-consiglio-regionale-in-campania/

RaiNews LIVE

Trump: i russi fanno concessioni. Mosca smentisce: nessuna rinuncia. Kallas: senza non c’è accordo

EN DIRECT, guerre en Ukraine : un « processus sérieux » est en cours pour mettre fin aux combats, estime le Kremlin

« Il s’agit d’un processus sérieux. A l’heure actuelle, il n’y a probablement rien de plus important que cela », a commenté le porte-parole de la présidence russe, Dmitri Peskov, à propos des efforts diplomatiques autour du plan américain, avant une visite prévue la semaine prochaine à Moscou de l’émissaire américain, Steve Witkoff.

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/11/26/en-direct-guerre-en-ukraine-un-processus-serieux-est-en-cours-pour-mettre-fin-aux-combats-estime-le-kremlin_6654504_3210.html

Le point sur la situation, mercredi à la mi-journée

  • Steve Witkoff, émissaire spécial américain, a fait des recommandations à un conseiller de Vladimir Poutine, Iouri Ouchakov, quant à la manière d’introduire auprès du président américain un plan de fin de guerre, selon une conversation téléphonique révélée par Bloomberg, qui a aussi retranscrit un appel entre M. Ouchakov et Kirill Dmitriev, un émissaire du Kremlin pour les questions économiques.
  • Le Kremlin fait état de « certains points positifs » dans le plan américain visant à mettre fin à la guerre en Ukraine, a rapporté Iouri Ouchakov. Mais « les Européens cherchent à se mêler de toutes ces affaires, de manière tout à fait inutile, il me semble », a-t-il ajouté.
  • « Grâce aux travaux réalisés au cours des derniers jours à Genève, nous avons un point de départ », a déclaréUrsula von der Leyen, présidente de la Commission européenne, qui a réitéré que l’Europe soutiendrait l’Ukraine « à chaque étape » jusqu’à « une paix juste et durable ».
  • Le Kremlin a confirmé la visite prochaine de l’émissaire américain Steve Witkoff. « Un accord préliminaire a été trouvé concernant sa visite à Moscou la semaine prochaine », a déclaré Iouri Ouchakov. Il a précisé qu’un certain « nombre d’autres représentants de l’administration » américaine liés au dossier ukrainien accompagneraient M. Witkoff dans ce déplacement.
  • Donald Trump affirme ne pas avoir de « date butoir » pour la fin des négociations. Dans son plan en 28 points, le président des Etats-Unis avait fixé un ultimatum : parvenir à un accord définitif d’ici au jeudi 27 novembre, jour de Thanksgiving aux Etats-Unis. Cette date ne semble désormais plus d’actualité.
  • L’enquête pour espionnage visant le chercheur français Laurent Vinatier, détenu en Russie, a été prolongée, et un procès pourrait avoir lieu « sans doute » le 28 février. Les conclusions de l’enquête seront remises à la fin de janvier.

26 novembre 2025. I campi di Gaza nel fango e l’instancabile operosità palestinese

I campi di Gaza nel fango sono l’ennesima prova delle condizioni di invivibilità a cui Israele continua a costringere i palestinesi. Condizioni a cui continuiamo a contrapporre la nostra instancabile operosità.

Hamed Sbeata – kritica.it

La situazione a Gaza è davvero devastante dopo giorni di alluvioni che hanno colpito il territorio. Le inondazioni hanno aggravato ulteriormente lo stato di sofferenza di una popolazione già provata dall’assedio, dagli sfollamenti e dalla grave carenza di servizi essenziali.
Nelle immagini che seguono, donne, uomini e bambini e bambine di Gaza City sono al lavoro per spazzare via l’acqua e i detriti dai campi e dalle tende, cercando di porre rimedio, come possono, al disastro.

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https://kritica.it/politica/palestina/cronache-da-gaza/i-campi-di-gaza-nel-fango/?utm_source=substack&utm_medium=email

Israele: “Via a nuova operazione antiterrorismo in Cisgiordania”. Hamas consegna un altro corpo

Israele restituisce in cambio i corpi di 15 palestinesi. Onu: territori al collasso. Leone XIV da domani in Turchia e Libano

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/11/gaza-israele-bombarda-hamas-consegna-altro-corpo-onu-palestina-al-collasso-libano-106-violazioni-127-morti-in-un-anno-albanese-cisgiordania-pulizia-etnica-1138030c-fd5f-4da5-889a-41513ff0a032.html


VEDI ANCHE
La guerra di Gaza, tutte le notizie di ieri

video La tregua che non c’è, l’Unicef: “A Gaza due bambini uccisi ogni giorno”
video Il Libano ferito e smarrito aspetta il papa
video Dalle suore salesiane un aiuto per il Libano
video Cisgiordania, aumentano le violenze dei coloni israeliani

La guerra Israele-Hamas


Bonsoir,

Nous suspendons ici ce direct sur la situation dans la bande de Gaza et en Israël, que nous continuons à suivre au quotidien – l’ensemble des articles sur cette thématique sont à retrouver sur cette page. Merci pour votre lecture et votre participation.


Palestine Action’s legal challenge against UK government ban begins

Cofounder Huda Ammori says the ban is ‘one of the most extreme attacks on civil liberties in recent British history’.
https://www.aljazeera.com/news/2025/11/26/palestine-action-cofounder-appears-in-court-to-overturn-uk-government-ban

https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

La guerra Israele-Hamas


26 novembre 2025. A timeline of CIA operations in Latin America

Pinochet e Allende – Foto Reuters

Recent strikes on Venezuelan boats in the Caribbean by the administration of US President Donald Trump are an extension of a long US tradition of interference in the region.

Over the past two centuries, the United States has repeatedly carried out military operations in Central and South America and the Caribbean.
Starting in the late 1800s, all the way into the early 20th century, the US conducted the Banana Wars, a series of military interventions in Central America, to protect the interests of US corporations in the region.

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https://www.aljazeera.com/news/2025/11/26/a-timeline-of-cia-operations-in-latin-america

26 novembre 2025. Palestina: le testimonianze delle attiviste impegnate in Cisgiordania, l’aggiornamento da Gaza

Lavoro: il punto sulle lotte operaie in corso | Brescia: al freddo gli studenti del Liceo Leonardo e gli inquilini della Torre Cimabue | Pop Club: presentata la line-up completa
Qui tutti i modi in cui potete ascoltare Radio Onda d’Urto in diretta!

La Cisgiordania occupata è investita, in queste ore, da decine di attacchi – separati ma coordinati – di esercito, polizia e coloni. L’elenco è sterminato, a partire dalla vasta operazione di rastrellamento dell’esercito di occupazione contro la Resistenza palestinese e popolazione. Nel mirino intere città, in particolare Tubas, Aqaba, Tamoun, Tayasir; solo qui 45 rapiti e 10 feriti, di cui 4 ricoverati in ospedale. Tra loro anche un 85enne, in condizioni serie, a causa del pestaggio da parte degli israeliani. Un ferito pure nel raid contro il campo profughi di Shuafat, a nord di Gerusalemme occupata, dove nella Città Vecchia centinaia di coloni hanno fatto irruzione nella Spianata delle Moschee. A sud di Hebron, Masafer Yatta, nuovo assalto dei coloni con spranghe e bastoni; 3 feriti. Un altro ferito, grave, è un operaio che cercava di entrare in Israele per guadagnarsi il pane, aggirando muri, check point, militari. Su questo l’Onu denuncia: “l’economia dei Territori palestinesi occupati è al collasso per il colonialismo”.

Sulla situazione in Cisgiordania Occupata:

  • Da Ramallah, la corrispondenza di Chiara, attivista bresciana che si trova in viaggio in Cisgiordania
  • Da Masafer Yatta, la corrispondenza di Tex, attivista di Operazione Colomba

    Gaza, intanto, raid israeliani tra Beit Lahia (2 morti e 2 feriti gravi), Bani Suheila (2 morti), Rafah e Khan Yunis, dove – nell’area costiera di Al Mawasi – decine di migliaia di persone cercano un qualche tipo di riparo, dopo le ennesime inondazioni di ieri, tra pioggia, vento e maree. Il tutto mentre il bilancio delle vittime dal 7 ottobre ha raggiunto quota 69.787, con 171mila feriti e migliaia di dispersi. In 24 ore, 12 corpi arrivati negli ospedali, tra cui 4 vittime appena dichiarate e 8 i cui resti sono stati recuperati sotto le macerie, oltre a 20 feriti. Dal cessate il fuoco dell’11 ottobre, 349 morti, 900 feriti, 600 corpi recuperati.
  • L’aggiornamento con il giornalista palestinese Samir Al Qaryouti.

    Ancora Palestina, ma lasciando il Medio Oriente. L’Associazione della stampa estera torna a denunciare l’impossibilità di documentare cosa accade a Gaza. Finora, il mondo ha potuto avere notizie del genocidio israeliano grazie al lavoro dei giornalisti palestinesi di Gaza, presi sistematicamente di mira dall’Idf che ne ha massacrati 250. L’Ase ha presentato una petizione all’Alta Corte di Gerusalemme per l’accesso indipendente alla Striscia. Il governo di Tel Aviv ha però chiesto e ottenuto un rinvio al 4 dicembre. Con ogni probabilità il divieto verrà rinnovato.
  • L’intervista a Marino Bisso, giornalista della Rete No Bavaglio

    Infine l’Italia. Ha presentato domanda di protezione internazionale (l’equivalente dell ‘asilo politico’) Mohamed Shahin, cittadino egiziano da 21 anni in Italia e tra i volti più noti delle mobilitazioni per la Palestina a Torino, destinatario di un decreto di espulsione e di accompagnamento alla frontiera firmato dal ministro Piantedosi. Ora Shahin si trova nel Cpr di Caltanissetta. Domani se ne tornerà a discutere in una nuova udienza davanti a un giudice di pace del capoluogo piemontese, dove cresce la campagna per la liberazione di Shahin, che in caso di deportazione in Egitto rischia tortura e morte, viste le sue forti critiche non solo nei confronti dell’occupante israeliano ma pure dell’autocrate egiziano Al Sisi. Per Shahin domani presidio sotto la Prefettura di Torino e in altre città. Di seguito, Rita Rapisardi, giornalista freelance da Torino e collaboratrice de Il Manifesto
    L’intervista completa

LAVORO – Due feriti, di cui uno grave, oggi in un’officina meccanica di Forlì. Sarebbe esploso uno pneumatico di una vettura, colpendo in pieno i due operai. Un ferito, elettricista di 35 anni, anche a Passirano (Brescia). L’uomo stava lavorando in una abitazione quando è stato investito dal suo stesso furgone che lo ha parzialmente schiacciato. Le sue condizioni sono serie ma non sarebbe in imminente pericolo di vita.

Si continua dunque a morire di lavoro, ma anche a lottare per esso.
A Madonna dell’Acqua (Pisa), lavoratori e lavoratrici AFS-BRT, in picchetto da 8 giorni con il sindacato sociale Multi, hanno ottenuto un primo accordo con la proprietà. “E’ una tregua – spiegano – e un primo accordo. Lo sciopero è terminato, oggi si rientra a lavoro con la consapevolezza di poter alzare la testa, far rispettare i propri diritti e la dignità e che se toccano uno toccano tutti. La lotta comunque continua”.
Qui il racconto e l’analisi a caldo di Simone, coordinatore del ramo logistica della MULTI – Sindacato Sociale

Dalla Toscana passiamo alla Sardegna. La ministra del Lavoro Calderone ha risposto all’invito degli operai della Eurallumina di Portovesme e venerdì pomeriggio sarà nello stabilimento del Sulcis Iglesiente. “Speriamo – spiegano i lavoratori -di poter arrivare alla soluzione finale di questa vertenza. Diversamente noi al 31 dicembre siamo finiti” hanno ribadito, ricordando che le sanzioni Ue alla Russia hanno congelato le attività della società russa che gestisce Portovesme; la liquidità terminerà a fine anno. Da qui la protesta dei lavoratori, da 10 giorni in cima a un silos posto a 40 metri d’altezza, dove oggi hanno incontrato i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil.
Qui l’aggiornamento sulla situazione di Fausto Durante. segretario Cgil Sardegna

Infine la Lombardia, dove questa mattina si è tenuto presso il Tribunale di Milano un presidio per la seconda udienza per il licenziamento della maschera della Scala che esclamò “Palestina Libera!” alla presenza della premier Meloni, a cui è seguita una conferenza stampa indetta dalla Cub per presentare gli appuntamenti milanesi.
Qui il resoconto di Jessica Todaro Cub Milano

Tra gli appuntamenti segnalati dalla Cub, spicca quello di venerdì 28 novembre, ovvero lo sciopero generale di tutto il sindacalismo di base contro i salari da fame, la finanziaria di guerra e le complicità nel genocidio e occupazione israeliana in Palestina. Previsti cortei in tutta Italia: a Brescia appuntamento alle ore 9 in piazzale Cesare Battisti (qui tutti i dettagli). Sabato, invece, due cortei nazionali: uno a Roma, con appuntamento alle 14 a Porta San Paolo, e uno a Milano, con concentramento sempre sabato alle ore 14.30 in piazza XXIV maggio.

Sempre in tema di sciopero generale, e di lavoro, sulle nostre frequenze anche:
WORKING CLASS HEROES: una puntata interamente dedicata alle motivazioni dello sciopero generale del 28 novembre.
BELGIO: sciopero generale contro la manovra del governo.

BRESCIA – Temperature basse anche in città a Brescia in questo fine novembre 2025, ma questo non sembra interessare istituzioni scolastiche, Comune e Aler. Sono senza riscaldamento, infatti, sia studentesse, studenti e personale del liceo Leonardo, sia inquiline e inquilini delle case popolari della Torre Cimabue di San Polo.
In una lettera inviata ai giornali, i rappresentanti d’Istituto del liceo Leonardo di Brescia denunciano “la mancanza parziale o totale del riscaldamento in aule, laboratori di informatica, laboratori di scienze e in auditorium. Nonostante le decine di segnalazioni verbali e scritte fatte alla Presidenza, la DSGA e la vicepresidenza la situazione non è cambiata. Ci viene costantemente ribadito che il problema non è risolvibile e che la responsabilità è della provincia, che non risponde alle chiamate del dirigente e che, da quanto riportato da lui, non avrebbe nemmeno un referente per il riscaldamento”
Vengono anche segnalate perdite di acqua all’interno delle classi e nei laboratori di informatica. “Queste problematiche strutturali, che si protraggono ormai da anni, ci fanno non solo preoccupare per la sicurezza degli ambienti e delle persone, ma anche adirare per l’inadempienza della provincia ai suoi doveri nel garantire il diritto ad un’istruzione sicura” aggiungono nella lettera i Rappresentanti d’Istituto.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, la testimonianza di Michele Bonomi, studente tra i firmatari della lettera.

Situazione simile alla Torre Cimabue di San Polo dove da alcuni giorni sono senza riscaldamento e senza acqua calda diverse famiglie. “Nonostante l’intervento dell’Aler il problema non si è risolto” denuncia a Radio Onda d’Urto Mariam, del Comitato inquilini della Torre Cimabue. Potete ascoltare qui il suo racconto.

POP CLUB PER JEAN-LUC STOTE – Chiudiamo la newsletter di oggi con la presentazione della line-up prevista in occasione del prossimo Pop Club, una delle tante creazioni di Jean-Luc Stote, storico redattore di Radio Onda d’Urto, scomparso il 30 settembre.
Un appuntamento, quello previsto domenica 7 dicembre al csa Magazzino 47 di via Industriale 10 a Brescia (ore 15 alle 22), per ricordare assieme Jean-Luc nel modo che, crediamo, avrebbe preferito. Sul palco tante band tra musica dal vivo, bar aperto, aneddoti, racconti su e per il nostro Jean, che – ricordava sempre – “per non morire deficienti…bisogna uscire la sera”.
Qui la presentazione della giornata di Simone, della redazione musicale di Radio Onda d’Urto.

ALTRE NOTIZIE
VIOLENZA DI GENERE: in 10mila in corteo a Milano.
Occupato simbolicamente il villaggio olimpico, simbolo della speculazione selvaggia della città. Il resoconto di Elena di Non Una di meno Milano.



Il meteo di oggi in Italia

AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/video/2025/11/-le-previsioni-del-tempo-per-mercoledi-26-novembre-7a2144b8-7fe8-4850-81c5-307fea6956a4.html


Officine, aziende e serre sott’acqua: il Sarno torna ad allagare la Campania

Il fiume più inquinato d’Europa rompe gli argini e a farne le spese sono i residenti di Castellammare di Stabia e della provincia di Salerno
https://www.rainews.it/video/2025/11/disastri-ambientali-alluvione-inondazione-allagamento-campania-castellammare-di-stabia-provincia-salerno-cf9fc692-24db-4550-85ee-ad6eb86c43ab.html

https://www.rainews.it/video/2025/11/san-marzano-sul-sarno-riprese-drone-dellesondazione-e0662609-e7bc-4778-ba97-cd9b6c111b73.html

Thailandia, la città travolta da un diluvio storico: le drammatiche immagini aeree di Hat Yai

Case sommerse, persone intrappolate ai piani alti e quartieri irraggiungibili. Le piogge record portano a 33 il bilancio delle vittime nel sud della Thailandia e altra pioggia è in arrivo
https://www.rainews.it/video/2025/11/thailandia-la-citta-travolta-da-un-diluvio-storico-le-drammatiche-immagini-aeree-di-hat-yai-d346273f-504a-4ece-9bd8-266250f66db3.html


26 novembre
Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

26 novembre 2025. Bonus negato alla Fenice. I lavoratori: “Ci vogliono punire”

Dopo la sospensione improvvisa del welfare aziendale, la reazione dei sindacati. Atalmi, Slc Veneto: “Un ricatto bello e buono. Ma la battaglia va avanti”

Nicola Atalmi – collettiva.it

“È molto grave”, osserva Nicola Atalmi, segretario generale Slc Cgil Veneto, nel commentare la sospensione del welfare aziendale da parte del Teatro La Fenice. Una cifra di circa 1.500 euro che dal 2018 viene corrisposta a tutti i dipendenti, a prescindere dal ruolo, e che contribuiva a sopperire a un vulnus normativo. 

continua in
https://www.collettiva.it/copertine/culture/bonus-negato-alla-fenice-pzxivdz1

26 novembre 2025. Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze si trova presso UniFi Novoli.

💥💥Sedicesimo Urlo per Gaza e per la Palestina libera

Assemblea generale su genocidio, riarmo, catastrofe climatica: le ragioni della convergenza 💥💥
Il movimento per il clima è movimento per la vita. E la vita non si ferma, né con il greenwashing né con la repressione. Ce lo ricordano le 50.000 persone in piazza in occasione della COP30 a dimostrare che i potenti della terra non hanno più scuse.
Ce lo dimostra una serata come quella di oggi, in cui le riflessioni e le esperienze di lotta si incontrano per dire che le delocalizzazione, la crisi ecologica, la guerra è il genocidio, hanno le stesse cause.
Ci incontriamo con Greta Thunberg, dopo un anno dalla sua ultima visita alla Gkn, un anno dove noi abbiamo fatto tutto, mentre le istituzioni sono ancora immobili nella partenza del consorzio per la fabbrica pubblica e socialmente integrata.
Abbiamo bisogno di alternative tangibili al riarmo e alla riconversione bellica. Abbiamo bisogno della conversione ecologica delle fabbriche. Abbiamo bisogno di un metodo flotilla: provare a partire a tutti i costi per smascherare il loro muro di gomma.
Diamo uno schiaffo al sistema con l’azionariato popolare.
Presto tutte le informazioni su insorgiamo.org
enordtopsS6igg144 rfheh3 22hm083ugi6g429:a618a3tI8le12lg03ch – Firenze, Toscana