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La colonna sonora di Radio Popolare per la Global Sumud Flotilla

Le navi della Global Sumud Flotilla salpate da Barcellona e Genova, una volta raggiunta Catania, partiranno per Gaza. A loro si aggregheranno le imbarcazioni partite dalla Tunisia e dalla Grecia.
Abbiamo chiesto ad una serie di personaggi del mondo della cultura e del volontariato di indicarci quale potrebbe essere, secondo loro, la colonna sonora di questa iniziativa.
Una striscia quotidiana riproporrà in onda questi suggerimenti.
Per viaggiare almeno virtualmente con la Global Sumud Flotilla tutti gli ascoltatori che vogliono contribuire alla costruzione di questa colonna sonora possono inviare un file audio di max 40 secondi contenente:
continua in
https://www.radiopopolare.it/la-colonna-sonora-di-radio-popolare-per-la-global-sumud-flotilla/
Allo stesso link potete ascoltare i contributi già online

Energia di sinistra
La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.
Carlo Galli
da strisciarossa
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Sabato 20 settembre 2025

Trump chiede che gli «antifa» siano dichiarati terroristi, l’Ungheria di Orbán e l’Olanda di Wilders accolgono al volo la proposta. Sono le prove dell’Internazionale Maga che rischia di contagiare l’Europa. E che vuole riscrivere la storia per criminalizzare il dissenso
Valerio Renzi
https://ilmanifesto.it/antifascista-terrorista-orban-coglie-al-volo-lideona-di-trump
20 settembre 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1302
RaiNews LIVE
Zelensky: attendiamo sanzioni Usa a Russia. Bloomberg: Putin opta per escalation, “Trump non agirà”
Ministro Difesa estone: “Mosca provoca per distogliere l’attenzione dall’Ucraina”. Varsavia fa decollare i suoi caccia dopo i raid al confine. Attacchi russi nella notte con missili e droni, 3 morti e decine di feriti
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/09/jet-russi-violano-spazio-aereo-dellestonia-mosca-nega-trump-un-grosso-problema-644ae422-866e-4928-90b9-877479a5a8a5.html
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Vasto attacco di droni ucraini sulle raffinerie russe
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Von der Leyen: “Chiudere rubinetti del gas russo”. Jet russi in Estonia respinti da F-35 italiani
Jet russi violano i cieli di un paese Nato: Estonia sorvolata
Storia della Crisi Russia-Ucraina
Le Monde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : Zelensky dénonce une « attaque massive » la nuit dernière, Kiev poursuit ses frappes contre les infrastructures pétrolières
La Russie a attaqué l’Ukraine avec 40 missiles et 579 drones dans la nuit de vendredi à samedi, selon l’armée de l’air ukrainienne, qui affirme avoir neutralisé 552 drones et 31 missiles.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE Dal 14 al 21 settembre
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/09/20/en-direct-guerre-en-ukraine-zelensky-denonce-une-attaque-massive-la-nuit-derniere-kiev-poursuit-ses-frappes-contre-les-infrastructures-petrolieres_6641122_3210.html
Le 20/09 à 21,00 – L’essentiel
Ce qu’il faut retenir du 20 septembre en fin de journée
La Russie a attaqué l’Ukraine avec 40 missiles et 579 drones dans la nuit de vendredi à samedi, selon l’armée de l’air ukrainienne, qui affirme avoir neutralisé 552 drones et 31 missiles. Volodymyr Zelensky a dénoncé une « attaque massive » nocturne qui a fait trois morts.
L’Ukraine poursuit ses frappes contre les infrastructures pétrolières russes en ayant frappé deux raffineries de pétrole russes dans la nuit de vendredi à samedi. L’Ukraine a aussi visé des stations de pompage de pétrole du réseau de l’oléoduc Kouïbychevsk-Tikhoretsk, long de 881 km, d’une capacité de 40 millions de tonnes de pétrole par an.
Dans la nuit de vendredi à samedi, les défenses antiaériennes russes ont « intercepté et détruit » 149 drones ukrainiens au-dessus du territoire russe, selon le ministère de la défense russe. Quatre personnes ont été tuées par une attaque de drones ukrainiens dans l’oblast de Samara a déclaré son gouverneur, Viatcheslav Fedorichtchev, samedi.
Volodymyr Zelensky a affirmé qu’il rencontrerait Donald Trump la semaine prochaine. Le président ukrainien a déclaré à un groupe de journalistes, dont l’Agence France-Presse, qu’il aurait « une réunion avec le président des Etats-Unis » dans le cadre de son déplacement à New York pour l’Assemblée générale de l’ONU la semaine prochaine.
L’incursion de drones russes dans l’espace aérien polonais le 10 septembre constituait un test de la réaction de l’OTAN face à l’agression russe, estime Keith Kellogg, l’envoyé spécial du président américain pour l’Ukraine, dans une interview accordée au quotidien britannique The Telegraph.
La Russie nie avoir violé l’espace aérien estonien, affirmant que « trois chasseurs russes Mig-31 ont effectué un vol prévu à partir de la Carélie [dans le nord de la Russie] vers un aérodrome de la région de Kaliningrad », enclave russe située entre la Lituanie et la Pologne
20 settembre 2025. La riforma Nordio e la sfida all’indipendenza della magistratura
Alfiero Grandi – strisciarossa.it
Il Ministro Nordio, che si è impegnato in prima persona per la modifica della Costituzione che limita pesantemente l’indipendenza della magistratura, ammette che, se approvata, essa non cambierà nulla nel funzionamento della giustizia per i cittadini: i processi resterebbero troppo lunghi, e così via.
Sorge spontanea una domanda: perché il governo ha imposto al Parlamento di approvare questa riforma? Perché ha evitato il confronto con le opposizioni, pur sapendo che alcuni settori avrebbero potuto essere disponibili? Azione, ad esempio, ha votato a favore. Perché puntare su soluzioni così controverse e affidare tutto al referendum costituzionale?
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https://www.strisciarossa.it/la-riforma-nordio-e-la-sfida-allindipendenza-della-magistratura/
20 settembre 2025. Sanità Italiana sottofinanziata: i dati del gap con l’Ue
Cristiana Pulcinelli – strisciarossa.it
Come ogni anno torna la lamentazione sulla spesa pubblica per la sanità. Un copione che si ripete e che presumiamo la politica conosca bene, ma volutamente ignori. La Fondazione Gimbe rielabora i dati provenienti dal dataset Oecd Health Statistics, aggiornato al 30 luglio 2025 e giustamente li riporta in primo piano alla vigilia della discussione sulla Legge di Bilancio. Eccoci allora alla dura realtà: tra i paesi europei dell’area Ocse, l’Italia, per quanto riguarda la spesa sanitaria pubblica pro-capite, ma anche la spesa per la sanità pubblica in percentuale sul PIL, nel 2024 si colloca al 14° posto su 27, sotto di noi solo Estonia, Irlanda, Lussemburgo, Grecia, Ungheria, Lituania e Lettonia. Siamo i primi dei paesi poveri, commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione. Il posto occupato dal nostro paese diventa l’ultimo se guardiamo alla lista dei paesi del G7, di cui ci vantiamo di far parte.
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20 settembre 2025. Marche, Ricci e Cuperlo: “Col centrosinistra la sanità non sarà più un affare per pochi ricchi”
Franco De Felice – strisciarossa.it
Siamo a due passi dalla sponda marchigiana del mare Adriatico, sulla Rotonda di Porto d’Ascoli. Tra un po’ si svolgerà la manifestazione elettorale con la partecipazione del candidato presidente della Regione Marche Matteo Ricci, stasera insieme a Gianni Cuperlo. Una serata elettorale regionale che non può ignorare quanto sta accadendo sul Mediterraneo, sponda la striscia di Gaza, il genocidio del popolo palestinese. È come se anche qui si avvertisse l’eco delle bombe dell’esercitano israeliano che sta radendo al suolo le ultime case di Gaza City, le poche rimaste in piedi. Matteo Ricci assicura: “Il primo provvedimento che prenderemo come regione Marche sarà il riconoscimento dello Stato Palestinese”.
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https://www.strisciarossa.it/marche-ricci-e-cupello-col-centrosinistra-la-sanita-non-sara-piu-un-affare-per-pochi-ricchi/
20 settenbre 2025. ECUADOR. Il governo risponde con il coprifuoco allo sciopero nazionale

Davide Matrone – pagineesteri.it
Quito. Negli ultimi giorni in Ecuador si registrano disordini e proteste per le ultime misure neoliberiste del governo Noboa che con autoritarismo continua il suo programma politico sotto le direttive del Fondo Monetario Internazionale. Lo scorso luglio, il Direttivo Esecutivo del FMI aveva siglato un rinnovato accordo di 48 mesi con l’Ecuador con l’obiettivo di promuovere una serie di politiche economiche mirate alla sostenibilità finanziaria del paese. Tuttavia, si generano politiche economiche che aumentano la disoccupazione (+0.8% da marzo a maggio 2025), un tasso di povertà al 24% e un incremento del 47% dei tassi di omicidi rispetto al primo semestre dell’anno precedente (dati INEC dell’Ecuador).
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https://pagineesteri.it/2025/09/20/america-latina/ecuador-il-governo-risponde-con-il-coprifuoco-allo-sciopero-nazionale/
L’altra faccia dello sport
RaiNews LIVE
20 ottobre 2025. Nadia Battocletti, 5000 metri di bronzo a Tokyo
È medaglia di bronzo dopo l’argento dei 10.000 metri nella lunga e vibrante finale dove è stata preceduta dalle keniane Beatrice Chebet (14’54″36) e Faith Kipyegon (14’55″07)
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/09/tokyo-2025-mondiali-di-atletica-italia-marcell-jacobs-gianmarco-tamberi-antonella-palmisano-eleonora-giorgi-601a958c-916d-418c-985b-05467fc8e10f.html
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I cattivi consigli di Draghi all’Europa: meno regole, più rischi sociali
La ricetta dell’ex premier italiano è quella di aprire alla deregolazione di intelligenza artificiale e dati. Così la Ue si piegherebbe alle pressioni Usa e non proteggerebbe i lavoratori
Alessio De Luca – collettiva.it
Il discorso di Mario Draghi all’Unione europea dello scorso 16 settembre arriva come la carezza di un padre ai suoi figli sconfitti, un “conforto” per essersi piegati ai dazi e al “nuovo” modello di sviluppo imposto dagli Usa. Tecnologia, energia, auto, armi di fabbricazione americana, in cambio di dazi “solo” al 15% (per gli Usa a 0).
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https://www.collettiva.it/copertine/internazionale/i-cattivi-consigli-di-draghi-alleuropa-meno-regole-piu-rischi-sociali-p73m4iz2
Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Ieri sera il concerto S.O.S Palestina tutto esaurito è stata per Firenze un’altra tappa nella mobilitazione permanente per la Palestina. E’ già prevista una seconda edizione.
Oggi e lunedì sciopero generale: 8 ore dichiarate su base regionale. Un errore grave non confluire sulla stessa data già convocata del 22, tanto più per la confusione tecnica ingenerata in alcuni settori come quello del pubblico impiego.



Ma il dato è e rimane storico, incredibile, inimmaginabile fino a poco tempo fa:
le lavoratrici e i lavoratori di questo paese sono per la prima volta da decenni chiamati ad astenersi dal lavoro sulla solidarietà alla resistenza di un popolo in lotta. Tutto questo mentre solo due anni fa la parola “genocidio” ancora un po’ non era nemmeno pronunciabile in pubblico.
Il movimento di solidarietà alla resistenza palestinese e contro il genocidio deve avere tre caratteristiche: 1, urgenza, 2. efficacia, 3. permanenza. Tutte e tre queste caratteristiche hanno ragioni profonde. Gaza brucia ora: urgenza. Solo cambiando i rapporti di forza diamo il nostro contributo: efficacia. I rapporti di forza non si cambiano in un giorno: permanenza.
E’ necessario trovare un equilibrio tra queste tre. Nessuna di queste tre caratteristiche può completamente prevaricare l’altra. Non si può invocare l’urgenza per “anticipare” minando l’efficacia del movimento. Una pratica che invece ci sembra assai diffusa…
Non si può agire urgentemente e non attrezzarsi per dare continuità, permanenza al movimento. Cosa succederà al blocco della Flotilla? E come si reggerà altri scioperi generali se questi scioperi non si caricano di un programma sociale complessivo? Questi i nodi irrisolti del movimento, che non possono essere fagocitati dalla concorrenzialità politicista del nostro mondo.
Lunedì 22 la giornata di sciopero lanciata da Calp e Usb avrà come principale punto il tema dei porti, con azioni e manifestazioni però in molte città.
A Firenze la giornata parte lunedì mattina, con il concentramento chiamato da Usb Firenze alla rotonda di fronte al casello A1 di Calenzano e finisce la sera con il 12° Urlo per Gaza lanciato alle Piagge. In mezzo, nel pomeriggio azioni e mobilitazioni delle/gli student_ universitari.
Per ragioni di convergenza maggiore
**FATE GIRARE FATE GIRARE**![]()
![]()
12° Urlo per Gaza BROZZI-PIAGGE.![]()
**Lunedì 22 Settembre, H 20.30**
alle Piagge, Piazza Alpi – Hrovatin, presso Comunità delle Piagge
#insorgiamo
Sorspedton6 t9962h98gm03utlh1039c7a2h30f7tu04lihc08162015g0t ·
Fermare la mattanza
Esplode fabbrica, tre operai morti a Marcianise
Accade in provincia di Caserta, in un’azienda di trattamento rifiuti. I lavoratori sbalzati per parecchi metri. Stavano eseguendo una manutenzione

L’ennesima strage sul lavoro si è verificata a Marcianise, in provincia di Caserta: tre operai hanno perso la vita a seguito di un’esplosione. Due sono feriti. Lo riferiscono le agenzie di stampa.
Secondo la prima ricostruzione, la tragedia è avvenuta in un’azienda specializzata nel trattamento di rifiuti, la Ecopartenope. A quanto si apprende, in quel momento si svolgevano lavori di manutenzione.
I lavoratori sarebbero morti per l’onda d’urto causata dall’esplosione di un serbatoio di oli esausti, che li ha sbalzati per diversi metri. Altri due addetti sono rimasti lievemente feriti. I vigili del fuoco sono intervenuti sul posto.
A quanto riportato da Caserta News, proprio la Ecopartenope era stata chiusa nel 2018 per ordinanza del sindaco: in quel caso erano state riscontrate anomalie da Arpac e vigili del fuoco nella lavorazione dei rifiuti. Poi, ovviamente, è stata consentita la riapertura.
continuazione e video in
https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/esplode-fabbrica-tre-operai-morti-a-marcianise-tawszfmo

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Saverio Tomasi a bordo di un’imbarcazione della Flotilla
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Diario di bordo
Arturo Scotto. Fitto si ammutina in Europa su Gaza, ecco perché la Flotilla è necessaria contro la codardia del governo Meloni
Ieri le opposizioni hanno occupato l’aula per protesta contro il rifiuto di Giorgia Meloni di venire a riferire in aula sull’ennesima escalation in corso
L’Italia non sta facendo l’Italia. L’ammutinamento di Fitto sul via libera alle sanzioni, già blande, messe in campo dalla Commissione europea segna uno spartiacque. Un prima e un dopo per il ruolo che ha sempre esercitato l’Italia nel Mediterraneo. La scelta di non mettersi sulla scia di chi prova a bloccare la tragedia di Gaza – anche attraverso la leva della pressione economica – conferma l’allineamento acritico della destra italiana con il trumpismo
La Flotilla rappresenta in questo senso un innesco, perché parte dal basso, perché aggrega cose diverse e spesso contraddittorie e reintroduce una speranza. L’idea che la società civile può avere un ruolo che va oltre la semplice dimensione passiva della partecipazione al processo elettorale. Significa riscoperta del valore della diplomazia dal basso, pratica di solidarietà orizzontale, persino la disponibilità a mettere nel conto anche il rischio di un fallimento. Che non si arrivi a Gaza, che si venga fermati prima. Perché lasciati soli dai governi a coltivare una possibilità: quella di invertire il senso di rassegnazione che sta contagiando non solo le classi dirigenti europee, ma anche larghi strati popolari. Deludere questa aspettativa sarebbe davvero un errore. Perché se si apre quel corridoio umanitario, saltano davvero gli alibi per tutti.
https://www.unita.it/2025/09/19/fitto-si-ammutina-in-europa-su-gaza-ecco-perche-la-flotilla-e-necessaria-contro-la-codardia-del-governo-meloni/
vedi anche
Sulla Flotilla i volenterosi per Gaza, ma senza il supporto dei governi europei (ad eccezione della Spagna)
Nuovo attacco alla Flotilla che non si fa intimidire: “Continueremo imperterriti”
Flotilla attaccata con un drone, il silenzio inquietante del governo italiano

PALESTINA – (…) La Global Sumud Flotilla è finalmente partita da Capo Passero. Le 42 barche dirette a Gaza sono salpate con la ferma intenzione di portare aiuti e rompere così il blocco di Israele, che oggi con un tweet del Ministero degli esteri minaccia esplicitamente la Flotilla, definendola come “apertamente sostenuta dagli jihadisti di Hamas”. “Questo non è umanitario – sono le parole di Tel Aviv – Si tratta di un’iniziativa jihadista al servizio dell’agenda del gruppo terroristico”. Sempre in Israele, alcune decine di giovani sono riusciti ad arrivare ai reticolati del border di Gaza dietro lo striscione “Via mare e via terra: rompere l’assedio”, in solidarietà con la Global Sumud Flotilla. Qui l’aggiornamento con l’attivista Stefano Bertoldi, collaboratore di Radio Onda d’Urto per la trasmissione “Scuola resistente”, che si trova a bordo di una delle barche.
LIBANO – L’aggressione israeliana non si ferma nemmeno in Libano. Oggi l’aviazione dell’Idf ha di nuovo bombardato il sud del Paese dei Cedri. Sono state almeno 4.500 le violazioni del cessate il fuoco da parte di Tel Aviv dalla teorica tregua siglata nel novembre 2024. Abbiamo fatto il punto della situazione nel Paese con Mauro Pompili, giornalista freelance che vive a Beirut
LAVORO – Alla General Frigo di Melzo, provincia di Milano, un autista ha provato a sfondare un picchetto con un camion, mandando in ospedale un operaio. Il direttore della fabbrica ha aperto un cancello che solitamente non veniva usato, e “ha chiesto all’autista di andare avanti nonostante il picchetto”, denunciano i Si.Cobas, “senza nemmeno aspettare l’intervento delle forze dell’ordine”. L’operaio ha riportato una frattura, “ma poteva andare molto peggio”.
Da giorni sono in corso manifestazioni e picchetti, con il blocco di numerosi mezzi pesanti. I lavoratori delle società esterne che stanno effettuando i picchetti potrtebbero perdere dal 1 ottobre i diritti acquisiti, perché ci sarà un cambio di appalto. “Qua ci sono operai dal 1999 che potrebbero perdere gli scatti d’anzianità”, ha continuato Si Cobas. Noi abbiamo intervistato Alfred, rappresentante dei lavoratori alla General Frigo di Melzo (MI)
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Venerdì 19 settembre 2025
Venerdì 19 settembre 2025: i fatti della settimana
Questa è Che settimana!, la rassegna con la sintesi delle notizie più importanti della settimana, fatta per te dalla redazione di Good Morning Italia.
Israele invade Gaza City, Bruxelles annuncia sanzioni | Magistratura, sì della Camera alla separazione delle carriere | La Fed torna a tagliare i tassi | Addio a Robert Redford
continua in
https://goodmorningitalia.substack.com/p/che-settimana-3825?utm_source=post-email-title&publication_id=1245794&post_id=173922041&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=c2va4&triedRedirect=true&utm_medium=email
Venerdì 19 settembre 2025: Rassegna dalla stampa araba
Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa araba
L’errore strategico di Netanyahu e la perdita di credibilità degli Stati Uniti
Su una cosa la stampa araba concorda all’unisono: dopo l’attacco israeliano a Doha «nulla è più come prima». Entrato nel mirino prima dall’Iran (lo scorso giugno), poi di Israele (il 9 settembre), il Qatar, che negli anni era riuscito a costruirsi un’immagine di «mediatore neutrale» e «rifugio sicuro per la diplomazia», è diventato «un’arena aperta per regolare i conti regionali» […]
a cura di Chiara Pellegrino – oasiscenter.eu


A Ravenna i lavoratori del porto scoprono un nuovo passaggio illegale di armi per Israele. Gli amministratori locali stavolta lo bloccano. Tajani se ne lava le mani: è solo un transito. Oggi scioperi e mobilitazioni contro il genocidio a Gaza. Ma il governo italiano è complice
Linda Maggiori, Giuditta Pellegrini
https://ilmanifesto.it/armi-dirette-in-israele-con-il-trucco-ravenna-insorge-non-si-passa
Sciopero per Gaza – LIVE BLOG



In oltre 80 piazze in tutta Italia giornata di scioperi, manifestazioni, sit in, presidi e flash mob organizzati dal sindacato per chiedere che si fermi il massacro nella Striscia
il video in
https://www.collettiva.it/copertine/internazionale/diretta-mobilitazione-cgil-gaza-d3yh6e2y
19 settembre, giorno della mobilitazione Cgil per Gaza. Le piazze

vedi anche
Decine di appuntamenti in Italia previsti dal sindacato per venerdì, tra scioperi, presidi e manifestazioni
Giorgio Sbordoni – Collettiva
continua in
https://www.collettiva.it/copertine/internazionale/19-settembre-mobilitazione-cgil-gaza-piazze-ve2q9e1r
A Gaza morte e distruzione e gli USA bocciano la risoluzione ONU sul cessate il fuoco: “Non condanna Hamas”

Il testo bloccato presentato era stato approvato dagli altri 14 membri del Consiglio di Sicurezza, l’isolamento di Washington. Cina: “Quante vite ancora devono andare perse”
A Gaza ancora bombe, morti nell’operazione di Israele che sta portando all’assalto finale a Gaza City, la città più grande della Striscia. E gli Stati Uniti che hanno messo il veto a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che chiedeva un cessate il fuoco immediato e permanente, il rilascio degli ostaggi e la fine delle restrizioni sugli aiuti umanitari. Per Washington il testo non condannava adeguatamente Hamas e tracciava inoltre un “falso parallelo” tra Tel Aviv e il gruppo terrorista palestinese. Alta tensione all’interno del Consiglio di Sicurezza dopo la bocciatura che conferma l’isolamento degli USA nel Consiglio.
continua in
https://www.unita.it/2025/09/19/gaza-morte-distruzione-usa-risoluzione-onu-cessate-fuoco-hamas/
vedi anche
Smotrich balla sulle macerie di Gaza, la “miniera d’oro” di Israele e Trump
Gaza ultimo atto, perché per l’ONU è genocidio: al via alle operazioni di Israele per cancellare i palestinesi
Carri di Gedeone II, al via l’occupazione di Gaza da parte di Israele
Gaza City brucia: assalto finale nella Striscia, commissione Onu accusa Israele di genocidio
19 settembre 2025. Monsignor Pizzaballa: “Non vedo cambiamenti a breve. Israele vive in una bolla e si sente unica vittima”

Per il Patriarca di Gerusalemme “la maggior parte di israeliani vuole la fine della guerra ma non necessariamente la pace con i palestinesi”
AGI – “Realisticamente sembra che ci sia poco da fare, perché le grandi istituzioni, il governo israeliano, gli Stati Uniti ma anche i Paesi arabi non sembrano seriamente interessati a porre fine a questa situazione. Quindi, umanamente e realisticamente, non vedo che le cose possano cambiare a breve termine”. Lo ha detto il Patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa, intervenendo in collegamento al festival di Open a Parma, parlando di quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza. “Se anche dovesse finire oggi – ha ribadito il cardinale – questa guerra, non sarà comunque la fine del conflitto e le conseguenze di questa guerra noi le pagheremo ancora per moltissimo tempo sia all’interno della società israeliana e palestinese, sia nella comunità internazionale. Le ferite, la sfiducia, il rancore che l’odio che hanno creato resteranno ancora per molto tempo”.
continua in
https://www.agi.it/estero/news/2025-09-19/pizzaballa-conflitto-israelo-palestinese-33238765/
19 settembre 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1301
RaiNews LIVE
Mig nei cieli estoni, ma Mosca nega lo sconfinamento. In volo F35 italiani | Sanzioni Ue su energia, banche, criptovalute, navi
Dura la reazione dell’Europa. Von der Leyen: “Risponderemo a provocazione”. Il Presidente francese, Macron: “Condanno con fermezza le azioni irresponsabili della Russia”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/09/jet-russi-violano-spazio-aereo-dellestonia-mosca-nega-trump-un-grosso-problema-644ae422-866e-4928-90b9-877479a5a8a5.html
Vedi anche
Von der Leyen: “Chiudere rubinetti del gas russo”. Jet russi in Estonia respinti da F-35 italiani
video Un drone si è schiantato ed è esploso nel quartiere Solomyanskyi di Kiev
Storia della Crisi Russia-Ucraina
Le Monde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : la Russie nie que trois de ses avions de chasse ont violé l’espace aérien estonien
Le ministère de la défense russe conteste les accusations formulées par l’Estonie qui a dénoncé l’intrusion de trois MIG-31 « pendant un total de douze minutes » dans son espace aérien. « La réponse de l’OTAN a été rapide et décisive », s’est félicité le chef de l’Alliance.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE Dal 14 al 21 settembre
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/09/19/en-direct-guerre-en-ukraine-apres-l-intrusion-d-avions-de-chasse-russes-l-estonie-demande-des-consultations-entre-etats-membres-de-l-otan_6641122_3210.html
Le 19/09 à 21,00 – L’essentiel
Le point sur la situation, vendredi 19 septembre, en fin de journée
L’Estonie, membre de l’Union européenne et de l’OTAN, a affirmé que trois avions de combat russes sont entrés vendredi, sans permission, dans son espace aérien, et y sont restés douze minutes. « La Russie a déjà violé l’espace aérien estonien à quatre reprises cette année, ce qui est en soi inacceptable. Mais l’incursion d’aujourd’hui (…) est d’une audace sans précédent », a déclaré le chef de la diplomatie estonienne. Tallinn a dit avoir convoqué le chargé d’affaires de l’ambassade de Russie pour protester contre cette violation.
Par ailleurs, le premier ministre estonien a annoncé que son pays allait demander à l’OTAN d’activer l’article 4 du traité de l’Atlantique Nord, qui prévoit des consultations entre alliés en cas de menace sur l’un de ses membres. « La réponse de l’OTAN (…) a été rapide et décisive », a salué le chef de l’Alliance. Des F-35 italiens, participant à une mission de surveillance de la Baltique, ainsi que des avions suédois et finlandais sont intervenus pour intercepter les chasseurs russes.
La Commission européenne a proposé aux pays de l’Union européenne d’adopter un 19e train de sanctions contre la Russie, ciblant notamment les hydrocarbures russes. La présidente de la Commission européenne a appelé les dirigeants européens à adopter rapidement ce nouveau paquet de sanction après l’incursion russe en Estonie. « Nous allons répondre à chaque provocation. »
Le Comité international olympique a autorisé la participation aux JO 2026 de Milan-Cortina de sportifs russes et biélorusses sous bannière neutre. Ces derniers pourront concourir à titre individuel, à condition de n’avoir aucun lien avec l’armée et de n’avoir pas publiquement soutenu l’invasion de l’Ukraine.
Il n’existe « absolument aucune preuve » que Vladimir Poutine souhaite négocier la paix en Ukraine, a déclaré le chef des services de renseignement extérieur britanniques.
L’armée de l’air ukrainienne a annoncé que 71 des 86 drones russes lancés dans la nuit ont été interceptés, dans le nord, l’est et le centre du pays. « Les Russes frappent à nouveau des civils alors que le monde entier (…) appelle à la paix », a dénoncé Volodymyr Zelensky.
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LE UOVA DI SERPENTE DEL NAZIONALISMO. Nelle scuole superiori polacche si insegna tattica militare e uso delle armi. Con tanto di divise e armi vere. Il nazionalismo polacco, quello dei paesi baltici, come il nazionalismo ucraino, hanno ripreso da qualche lustro la loro fetida tradizione reazionaria degli anni venti e trenta. Sono un vero pericolo. Nel momento in cui la Ue autorizzò l’allargamento a Est iniziò a entrare in crisi. Ricordo che ebbi su questo una discussione con Renzo Imbeni (ottima persona e allora vicepresidente del parlamento europeo). Pensavo che tale allargamento avrebbe portato la Ue al disastro economico. Ma qui la situazione è più grave: le uova del serpente si stanno dischiudendo una dopo l’altra. Non solo e tanto disastro economico ma molto di più: venti di guerra. Quanto ci mancano leader come Berlinguer, Palme, Brandt?
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Franco Montorro sulla propria pagina Facebook
Paolo Mieli invoca l’uso di un “Genocidiometro”, cioè la conta di un certo numero di vittime a Gaza per compararle ad altre disgrazie capitate all’attuale parte avversa e poi, semmai, giustificare l’uso di un termine che non gli va a genio. Mieli a suo tempi si dichiarò “ebreo al 110%”, buon per lui e indifferenza per me, ma è un’autecertificazione da tifoso e tutto ci si può aspettare da un supporter meno che voglia e sappia uscire dal suo fanatismo. Se la sua squadra – andiamo di metafora – perdesse per 5-0 direbbe che è colpa dell’arbitro; se vince per un gol segnato di mano da un giocatore in fuorigioco, direbbe che le polemiche in proposito sono “sterili e strumentali”. Peccato, perché in passato in diversi ruoli e per svariati campi aveva mostrato molto più equilibrio e ancora prima coraggio.
Non sbagliava, Karl Marx. Almeno quando diceva che la religione è l’oppio dei popoli.
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19 settembre 2025. Schlein convoca la direzione Pd alla vigilia del voto nelle Marche: la minoranza Dem in rivolta (anche contro Bonaccini)

La minoranza Pd avrà la sua tanto attesa direzione del partito. L’ala “riformista” Dem, da tempo in rotta con le scelte della segretaria Elly Schlein, accusata sostanzialmente di aver impresso una sterza troppo “a sinistra” al partito, si veda l’adesione ai referendum costituzionali sul lavoro promossi dalla Cgil (compreso quello sul Jobs Act varato dal Pd renziano) e di aver ceduto al Movimento 5 Stelle su alcuni temi, in particolare il riarmo, dopo sette mesi potrà tornare a confrontarsi con la leader Dem nelle sedi del partito.
Con una mossa a sorpresa, come riferisce oggi Repubblica, martedì 23 settembre torna a riunirsi l’organismo di vertice Dem: l’ultima direzione si era tenuta ormai sette mesi fa, era il 27 febbraio.
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https://www.unita.it/2025/09/19/schlein-convoca-direzione-pd-voto-marche-minoranza-bonaccini/
vedi anche
Il nuovo Pd “schleinista” fa paura a destra, moderati e grandi giornali
Leader del Campo largo con le primarie: la proposta di Franceschini per blindare l’asse coi 5 stelle
Intervista a Massimiliano Smeriglio: “Tifo Schlein, un’altra Italia è possibile”

L’altra faccia dello sport
MONDIALI ATLETICA 2025 – Venerdì 19 settembre 2025: il giorno della storia. Andrea Dallavalle vince la medaglia d’argento nel salto triplo (17.64) e trascina l’Italia a quota sei medaglie, pareggiando così l’edizione più ricca di sempre: Goteborg 1995. Tokyo si conferma il posto del cuore per i colori azzurri, quello dove accadono le magie. Oro Pichardo, sesto Diaz.
19 settembre 2025. Assemblea Cgil Sicilia, Mannino: “L’isola non cresce, dai governi solo propaganda”
Per il segretario generale, scenario internazionale ed economia di guerra hanno ricadute pesanti sul mondo del lavoro. “Necessaria forte mobilitazione popolare per la pace e a sostegno delle nostre proposte per un Paese migliore e per lo sviluppo e l’occupazione”. Presente ai lavori Maurizio Landini

Daniela Ciralli – collettiva.it
“Alla disattenzione del governo verso il Mezzogiorno e all’inadeguatezza dell’azione del governo regionale si aggiungono le ripercussioni negative dell’attuale scenario internazionale. Quando le somme residue dei fondi strutturali vengono destinate agli armamenti, quando si decide che il 5% del Pil annuo dovrà andare alle spese per la difesa, queste sono risorse sottratte alla sanità, alle infrastrutture, al welfare, ambiti che in Sicilia avrebbero bisogno di investimenti. Insomma l’impatto delle guerre sul mondo del lavoro, soprattutto al Sud, è e sarà pesante”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, aprendo a Catania l’assemblea delle assemblee generali dell’organizzazione regionale, alla quale partecipa Maurizio Landini che nel pomeriggio, sempre a Catania, sarà alla manifestazione per Gaza.
continuazione e video in
https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/assemblea-cgil-sicilia-video-gecnflik
19 settembre 2025. Marche, export giù del 12,4%: allarme nel calzaturiero
Filctem Cgil e Femca Cisl: difendere i posti di lavoro e rilanciare il distretto con innovazione, infrastrutture e più diritti

Dasvide Colella – collettiva.it
Il settore calzaturiero marchigiano, cuore della manifattura fermana, attraversa una crisi che non può più essere affrontata con misure tampone. È l’allarme lanciato da Filctem Cgil e Femca Cisl a ridosso del Micam, la fiera internazionale delle calzature.
Nel primo semestre dell’anno l’export ha registrato un crollo del 12,4%, segno evidente delle difficoltà del comparto. Mentre imprenditori e associazioni datoriali chiedono defiscalizzazioni, abbattimento del costo del lavoro e agevolazioni fiscali come le Zes (Zone economiche speciali), i sindacati avvertono: “Non bastano soluzioni contingenti, serve un cambio di paradigma produttivo”.
continua in
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19 settembre 2025. Parma, stop contro il licenziamento: “Provvedimento ingiusto”
Due ore di proteste nella fabbrica di coperture per serre Eiffel per respingere l’allontanamento di un collega. Sindacati e lavoratori chiedono il reintegro
Questa mattina i lavoratori di Eiffel SpA hanno incrociato le braccia per due ore. La mobilitazione è stata convocata dopo il licenziamento di un collega, giudicato ingiusto e sproporzionato da Filctem Cgil, Rsu e lavoratori.
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Saverio Tomasi a bordo di un’imbarcazione della Flotilla
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PALESTINA – (…) Soltanto oggi, giovedì 18 settembre, i bombardamenti israeliani hanno causato 83 morti, dopo i 99 di ieri e i 110 di martedì. Gli ospedali, già al collasso, non riescono più a far fronte al numero crescente di feriti mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme: “I feriti non riescono a ricevere assistenza, e la crescente violenza sta impedendo l’accesso alle strutture sanitarie, mettendo in grave pericolo la vita di centinaia di persone”.
Su Radio Onda d’Urto, la corrispondenza dalla Striscia di Gaza con Sami Abu Omar, cooperante di tante realtà solidali italiane, in particolare del Centro “Vik – Vittorio Arrigoni” e di ACS, oltre che nostro collaboratore. Ascolta o scarica.
Ancora Palestina: le violenze non si limitano alla Striscia di Gaza, ma si estendono anche alla Cisgiordania Occupata. Da quando è iniziata l’invasione di Gaza, si è registrata un’ondata senza precedenti di raid, rapimenti e distruzione, giustificata dalle autorità israeliane con la pretesa di dover fermare gli attacchi di Hamas sulla West Bank. L’esercito israeliano ha ordinato centinaia di rapimenti (“arresti”, dice Tel Aviv) mentre i coloni – ancora più liberi di agire grazie al supporto delle forze occupanti israeliane – hanno intensificato il furto di terre e risorse dai palestinesi, oltre agli atti di terrorismo per spingere la popolazione a fuggire, mentre nel pomeriggio, al ponte che conduce in Giordania, un uomo – cittadino giordano – ha fatto fuoco, uccidendo due soldati occupanti prima di essere a sua volta ucciso.
Il tutto mentre Israele ha bombardato il sud del Libano, ferendo gravemente un contadino a Meiss el-Jabal; è la 4.500 violazione del cessate il fuoco, in vigore dal novembre 2024. Tensione pure in direzione Yemen: un drone degli Houthi ha bucato, colpendo Eilat, le difese di Israele. Sirene d’allarme risuonate, nel tardo pomeriggio, pure attorno a Gerusalemme, per il timore di altri possibili lanci da Sana’a.
Fronte occidentale. Le autorità Usa hanno avviato il processo di espulsione del palestinese Mahmoud Khalil, studente della Columbia e noto attivista per i diritti della Palestina, accusato di aver omesso (presunte) informazioni nella domanda di green card. Dovrebbe essere spedito o in Algeria o in Siria, Paesi con cui non ha alcun legame.
L’Unione Europea dibatte ancora delle (micro)sanzioni economiche contro i responsabili israeliani, tra cui i ministri Smotrich e Ben Gvir; si parla comunque di 227 milioni di euro, una goccia nel mare delle complicità europee con Tel Aviv, dove l’interscambio commerciale si aggira sui 45 miliardi di euro. Nonostante questo, per il via libera alle sanzioni serve l’ok unanime dei 27 Paesi Ue; fantapolitica, al momento, vista la contrarietà già esplicitata da Germania e Repubblica Ceca.
L’approfondimento su Radio Onda d’Urto con Samir Al Qaryouti, giornalista italopalestinese e collaboratore tra gli altri di Al Jazeera, BBC e France 24.
In Italia intanto cresce ancora la mobilitazione popolare per la Palestina. Al largo di Capo Passero, Sicilia, si sono ricongiunte le delegazioni spagnole, tunisine e italiane della Global Sumud Flotilla. Domani, venerdì, a…terra le manifestazioni della Cgil (a Brescia, ore 18 in Largo Formentone) mentre lunedì 22 settembre sarà sciopero generale con Usb, realtà del sindacalismo di base e movimenti sociali.
Due gli appuntamenti bresciani del 22 settembre: ore 10.30 in piazza Loggia e ore 18.30 in piazza Duomo con il Coordinamento Palestina, che ha già chiamato a un grande corteo di massa per sabato 27 settembre nel centro cittadino.
In provincia, invece, domenica fa tappa a Desenzano del Garda la Tenda di Solidarietà con la Palestina. Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Yousef Abdelghani, medico cardiologo di Palmed Italia
Francia, a una settimana dalle manifestazione “Blocchiamo tutto”, i sindacati hanno convocato per oggi 250 manifestazioni: già dal mattino, blocchi in scuole e trasporti, mentre nel pomeriggio si sono tenuti cortei imponenti.
Ascolta, su Radio Onda d’Urto, le corrispondenze dalla Francia.
Sulle motivazioni dello sciopero e la composizione sociale di chi si sta mobilitando contro un futuro fatto di guerra e austerità, su Radio Onda d’Urto l’analisi di Gianni Mainardi, compagno italiano da anni a Parigi e nostro collaboratore.
Dalla Francia all’Italia, direzione Toscana. Dopo l’aggressione squadrista di martedì contro gli operai in lotta e i sindacalisti Sudd Cobas fuori dalla stireria Alba (Montemurlo, Prato) che lavora per conto di numerosi brand di alta moda del cosiddetto Made in Italy, lavoratori e sindacato hanno annunciato per sabato 20 settembre una manifestazione di piazza (appuntamento alle ore 15 in Porta del Serraglio, a Prato) dietro la parola d’ordine “Tocca uno, tocca tutti. Diritti e diginità nelle filiere del Made in Italy”. La decisione è stata presa durante una partecipata assemblea con lavoratori, sindacalisti e solidali.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Arturo Gambassi, sindacalista Sudd Cobas, in collegamento da Prato.
In Ucraina, invece, Mosca sostiene di “stare avanzando in tutti i settori… i combattimenti più intensi snella zona di Krasnoarmeysk“. Da entrambi i lati del frontepartono, quotidiani, decine di missili e droni, come quelli transitati – e caduti – nei giorni scorsi anche sui Paesi vicini, come Romania e Polonia.
1.300 giorni – e migliaia di morti – dopo l’inizio dell’invasione militare russa dell’Ucraina, nulla pare tuttavia davvero cambiare sul quadrante orientale d’Europa e le opzioni diplomatiche sembrano su un binario morto.
Su Radio Onda d’Urto il giornalista Fulvio Scaglione, direttore di InsideOver, già vicedirettore di Famiglia Cristiana, per cui è stato a lungo corrispondente da Mosca.
Su Radio Onda d’Urto, la corrispondenza odierna da Beirut di Mirca Garuti, dell’associazione “Per non dimenticare Sabra e Shatila”, in Libano per partecipare alle commemorazioni del massacro, unita alla lettura, curata dalla Redazione, di un passaggio del reportage dal Libano del giornalista Robert Fisk del 1982, con il celebre e drammatico incipit “Ce lo dissero le mosche…”
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Giovedì 18 settembre 2025

La Finanza e la procura di Milano indagano su una presunta evasione fiscale di Amazon. In Tribunale si presentano il viceministro dell’economia e il direttore delle Entrate. Trump non vuole che si tocchino i gioielli Usa. Sul piatto c’è un maxi sconto per l’azienda di Bezos
Mario Di Vito, Michele Gambirasi
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-18-09-2025
18 settembre 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1300
RaiNews LIVE
Altre due raffinerie russe colpite dai droni ucraini, Kommersant: carenza di benzina ormai evidente
Putin: oltre 700.000 soldati al fronte ucraino. Trump: lo zar mi ha davvero deluso. Zelensky: “Liberati 160 chilometri quadrati di territorio nel Donetsk”. Piano Ue per utilizzare i beni russi congelati aggirando il veto dell’Ungheria
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/09/ucraina-guerra-megtsola-a-kiev-con-voi-fino-a-ingresso-nella-ue-zelensky-un-anno-di-guerra-costa-120-miliardi-a0cdfcf3-d3b0-4081-b5d8-5e8aa8a4d577.html
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video “Navalny fu avvelenato in carcere, ho le prove”, dice la vedova
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video Crosetto: “L’Italia non è pronta alla guerra”
Storia della Crisi Russia-Ucraina
Le Monde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : protéger les infrastructures énergétiques est le « plus gros défi », selon Kiev
Ces infrastructures sont visées par des « attaques quotidiennes avec des centaines de drones et de missiles », a déclaré la nouvelle ministre de l’énergie ukrainienne, alors que le pays s’achemine vers un quatrième hiver de guerre.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE Dal 14 al 21 settembre
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/09/18/en-direct-guerre-en-ukraine-proteger-les-infrastructures-energetiques-est-le-plus-gros-defi-selon-kiev_6641122_3210.html
Le 18/09 à 21,00 – L’essentiel
Le point sur la situation, jeudi 18 septembre à 21 heures
Donald Trump a estimé que Vladimir Poutine l’avait « vraiment laissé tomber ». Le conflit « que je pensais être le plus facile à résoudre était » la guerre en Ukraine, « en raison de mes relations avec le président Poutine, mais il m’a laissé tomber. Il m’a vraiment laissé tomber », a déclaré le président américain.
De son côté, le premier ministre britannique Keir Starmer a estimé qu’il fallait « accentuer la pression » sur Vladimir Poutine pour qu’il cesse sa guerre en Ukraine, lors d’une conférence de presse avec Donald Trump.
L’Ukraine a annoncé avoir récupéré 1 000 nouveaux corps remis par la Russie, qui les présente comme ceux de soldats ukrainiens tués au combat, après plusieurs autres échanges du même type ces derniers mois. La Russie a récupéré, de son côté, 24 corps de ses soldats tués remis par l’Ukraine.
Plus de 700 000 militaires russes sont déployés sur « la ligne de contact » en Ukraine, où la Russie poursuit depuis des mois des actions offensives, a affirmé Vladimir Poutine, lors d’une réunion avec des responsables parlementaires.
L’état-major de l’armée ukrainienne a dit avoir comptabilisé 100 combats l’opposant aux forces russes, depuis le début de la journée de jeudi. La plupart de ces affrontements se concentrent toujours dans la région de Pokrovsk, dans l’est du pays.
Les forces spéciales ukrainiennes ont annoncé avoir touché dans la nuit la raffinerie de pétrole de Volgograd, dans le sud de la Russie, sans préciser avec quels moyens. « Selon les informations préliminaires, la raffinerie a été arrêtée », écrivent-elles sur Facebook.
Radi Khabirov, président de la république russe du Bachkortostan, fait état d’un incendie à la raffinerie Gazprom de Salavat, après une attaque de drones. « Il n’y a ni morts ni blessés. La sécurité de l’entreprise a ouvert le feu pour neutraliser les drones.Nous évaluons actuellement l’étendue des dégâts », a-t-il annoncé.
L’altra faccia dello sport
Mondiali Atletica 2025. BATTOCLETTI in finale nei 5000m, COIRO ok. Beffa PERNICI
Nadia Battocletti stacca il pass per l’ultimo atto dei 5000 metri, dove cercherà di agguantare un’altra medaglia dopo l’argento nei 10.000. L’azzurra chiude al secondo posto la sua batteria (14’46”26), alle spalle della rivale Beatrice Chebet, senza la minima necessità di forzare. Francesco Pernici se la gioca con personalità negli 800, ma è fuori dalla finale per 4 centesimi
Janna Carioli sulla propria pagina Facebook
CHI ERA FAUSTO AMODEI
Forse il nome di Fausto Amodei non è noto a tutti, ma in tanti sicuramente hanno cantato “Per i morti di Reggio Emilia” una canzone che lui scrisse nel luglio 60 in occasione dei moti di piazza contro il Governo Tambroni, durante i quali cinque civili furono uccisi e che per molti anni fu la canzone più cantata durante le manifestazioni, assieme a Bella Ciao.
Fausto all’epoca era caporale istruttore nel CAR alpino di Verona e ci raccontò che i militari venivano organizzati e istruiti per un eventuale servizio di ordine pubblico…
Comporre e cantare quella canzone in quel momento fu il suo modo di protestare, ma già da alcuni anni la musica per lui era diventata l’arma per una resistenza civile contro il fascismo.
Nel 1958 aveva fondato assieme a Michele Straniero, Giorgio De Maria, Margot, Emilio Jona e Sergio Liberovici i «Cantacronache», un gruppo al quale collaborarono letterati e poeti del calibro di Italo Calvino, Umberto Eco e Franco Fortini con l’obiettivo di slegare le canzoni da melodie facili e testi d’amore, trattando piuttosto tematiche politiche e di attualità.
Del resto, le musiche di Amodei non erano mai degli “Zumpappà”. Aveva una solida preparazione musicale e spesso nelle sue composizioni “popolari”, infrattava richiami alla musica classica. (I chitarristi che suonavano le sue canzoni maledicevano il fatto che in ogni sua nota ci fossero almeno due accordi!)
Nel canto invece lui definiva se stesso “una pippa”!
La voce un po’ chioccia, sommata al suo aspetto da nipote di Camillo Cavour, ne facevano una presenza insolita su un palco da concerto. Ma era solo un attimo. Due strofe ed eri già catturato.
Era un affabulatore musicale. L’unico cantante folk italiano che sia riuscito a tradurre in musica il plusvalore e il manifesto del Partito comunista.
Scorrendo su “Il Deposito.it” i tanti brani da lui composti e mettendoli cronologicamente in fila , si ha un racconto puntuale del clima politico degli anni che vanno dal 1960 al 2010. (Berlusconi compreso).
Per noi (il NOI significa i tanti gruppi che hanno cantato negli anni le sue canzoni di protesta ) Amodei era un mito.
Io dal 1967 al 1982 ho fatto parte del Canzoniere delle Lame e probabilmente siamo stati il gruppo che più di altri ha riarrangiato e cantato le sue canzoni. Non ce ne perdevamo una. Facemmo addirittura uno spettacolo intero e un LP solo con i suoi brani. Si chiamava “Il prezzo del mondo” … che, detto fra noi, oggi sarebbe di grande attualità.
Se volessimo usare paroloni, diremmo che per noi era “Il patriarca”, ma siccome non li vogliamo usare, diciamo solo che ci mancherà moltissimo la sua lucida e intelligente ironia.
Grazie di tutto Fausto.
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PALESTINA – (…) Le proteste contro il genocidio in corso sotto lo slogan “Gaza brucia” hanno invaso l’Italia nelle ultime ore, come da tempo hanno riempito le piazze di tutto lo Stivale.
A Brescia mercoledì sera oltre 3mila persone hanno trasformato un presidio in corteo: qui le numerose corrispondenze realizzate da Radio Onda d’Urto.
Anche nella serata di martedì si erano tenute numerose iniziative, tra cariche e respressione. Il resoconto completo sulla pagina dedicata sul sito di Radio Onda d’Urto, incluso le anticipazioni della conferenza stampa sotto gli uffici della commissione di garanzia in vista dello sciopero di lunedì 22 settembre.
La prossima settimana, invece, Assemblea generale dell’Onu a New York, dove si parlerà in particolare proprio di Palestina. In vista della scadenza, oltre 20 organizzazioni umanitarie attive a Gaza come Msf, Save the Children, Oxfam, Action Aid – scrivono a Onu, comunità internazionali, singoli leader nazionali e globali, per “intraprendere azioni decise e concrete, ora”.
L’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite, inserita nel rapporto di 72 pagine pubblicato il 16 settembre 2025, spiega come Israele si sia mossa con “l’intento di distruggere i palestinesi”. In Palestina è in corso un genocidio, almeno dall’ottobre del 2023 quando Israele ha scatenato la sua offensiva nella Striscia di Gaza. Ne abbiamo parlato con il Prof. Triestino Mariniello, docente di diritto penale all’Università di Liverpool e membro del team legale di rappresentanza delle vittime di Gaza davanti alla Corte Penale Internazionale. Ascolta o scarica
Nel frattempo “l’esportazione di armamenti a Israele purtroppo continua, nonostante le favole del governo, e l’azienda più esposta dal punto di vista dei valori è certamente Leonardo che continua anche nel 2025, confermato dalla stessa azienda, con il programma di fornitura dei velivoli M346”. Duccio Facchini, direttore di Altreconomia, questa mattina ha confermato ai microfoni di Radio Onda d’Urto che prosegue “l’esportazione dei ricambi, di attrezzature e anche di assistenza svolta da remoto da parte di Leonardo; scandalosamente Leonardo nel 2025 si è rifiutata di rendere noto l’ammontare delle esportazioni, nel 2024 erano state per 7 milioni di euro.” Ascolta l’intervista completa.
USA – Il presunto killer dell’influencer della destra conservatrice pro Trump, Charlie Kirk, è stato arrestato. Si tratta di Tyler Robinson, ha 22 anni, ed è stato arrestato ieri sera. Secondo quanto riportato dai media internazionali, avrebbe inciso su alcuni proiettili frasi antifasciste. Ascolta l’intervista con Mattia Diletti americanista e docente di Scienze politiche all’Università La Sapienza di Roma, autore tra gli altri di “Divisi. Politica, società e conflitti nell’America del XXI secolo”.
e ancora ai microfoni di Radio Onda d’Urto…
La rubrica settimanale del docente universitario, nostro collaboratore, Andrea Fumagalli dedicata alla analisi critica dei fatti economici della settimana: le sanzioni contro la relatrice Onu per i Territori Palestinesi Occupati Francesca Albanese che le impediscono di accedere, tra le altre cose, a qualsiasi servizio bancario; il Rapporto Coop sulle tendenze ai consumi; i dati sulla produzione industriale. Ascolta la trasmissione
Il viaggio di Marco Cavallo per la chiusura dei CPR
Guerra alla Guerra nelle università: a Pisa 13 e 14 settembre
Fermiamo la strage

Negli ultimi due giorni (*) i morti sul lavoro sono stati sette. Qui i loro nomi e le loro storie.
Carlo Soricelli (**) – La Bottega del Barbieri
Negli ultimi due giorni abbiamo contato altre sette vittime sul lavoro:
Jihed Selmi, 36 anni, elettricista in subappalto. Tunisino, come quasi la metà dei lavoratori morti sotto i 60 anni.
Renzo Rao, 48 anni, ogni giorno attraversava la frontiera per lavorare in Svizzera. È morto schiacciato dall’escavatore che stava guidando.
Davide Rao, 54 anni, nessun legame con Renzo nonostante il cognome. È morto a Torino, travolto da un carroattrezzi in un’officina di demolizione.
Stefano Bottaro, già in pensione ma ancora al lavoro per arrotondare. Autotrasportatore: è rimasto ucciso da un muletto posizionato sopra dei pacchi, che lo ha travolto.
Francesco Dioguardi, morto nel Palermitano.
Fabio Gonelli, morto nel Ravennate.
Paolino Dusso, schiacciato dal trattore.
continua in
https://www.labottegadelbarbieri.org/i-morti-dimenticati-dal-trattore/

https://cadutisullavoro.blogspot.com/2025/09/i-morti-dimenticati-dal-trattore-105.html
(**) Carlo Soricelli, metalmeccanico in pensione, curatore dell’Osservatorio Nazionale morti lavoro di Bologna
https://cadutisullavoro.blogspot.com
https://www.facebook.com/carlo.soricelli
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Mercoledì 17 settembre 2025

«È genocidio» dice la Commissione indipendente delle Nazioni unite concludendo l’indagine su due anni di attacco israeliano alla Striscia. Ed è il vero obiettivo di Netanyahu: uccidere più palestinesi possibile. Mentre le bombe spianano Gaza City e i tank sono pronti a entrare
Chiara Cruciati
https://ilmanifesto.it/le-nazioni-unite-certificano-a-gaza-e-in-corso-un-genocidio
Le omissioni della destra
Luigi Manconi, Il mio editoriale di oggi su la Repubblica
“C’è stato un tempo in cui per le proprie idee si poteva cambiare scuola e città e persino perdere la vita, uccisi da carnefici in una spirale di violenza trascinata per troppi anni”. Queste le parole che Giorgia Meloni NON ha pronunciato in occasione dell’anniversario dell’assassinio di Valerio Verbano.
Il 22 febbraio del 1980 tre uomini con i volti coperti da passamontagna si introducono nell’abitazione della famiglia Verbano, nel quartiere romano di Montesacro.
Mentre aspettano il ritorno da scuola di Valerio, legano e imbavagliano i genitori che, poco dopo, sentiranno le grida del figlio e i colpi di pistola che lo uccideranno.
Ecco, per uno dei diversi giovani di sinistra assassinati da militanti neo-fascisti, Meloni non ha saputo trovare altrettanti accenti di verità quali quelli prima ricordati a proposito di Sergio Ramelli, ucciso da appartenenti a un gruppo di estrema sinistra.
No, la premier non ha fatto considerazioni ugualmente sagge in ricordo di Mario Lupo, Claudio Varalli, Alceste Campanile, Walter Rossi, Roberto Scialabba, Lorenzo Iannucci, Fausto Tinelli e altri ancora: giovani, e talvolta giovanissimi, stroncati dalla violenza di membri di formazioni neo-fasciste.
E non vi ha fatto riferimento nessuno dei suoi sodali, tantomeno il ministro Luca Ciriani, uomo non raffinatissimo che ha paragonato l’attuale clima politico a quello dei “tempi di Sergio Ramelli e delle Brigate Rosse”.
Ciriani, evidentemente, è talmente obnubilato da non ricordare che esattamente un anno dopo l’aggressione contro Ramelli, e non troppo distante dal luogo dell’agguato, veniva accoltellato a morte da una banda di estrema destra il ventunenne Gaetano Amoroso; e che, mentre le Brigate Rosse e Prima Linea mietevano vittime, Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, i Nar e Terza Posizione commettevano crimini altrettanto efferati e operavano, talvolta come comprimari, talvolta come protagonisti, nell’organizzazione di quelle stragi che avrebbero insanguinato il nostro paese.
Di conseguenza, per comprendere “da che lato stanno la violenza e l’intolleranza” (Giorgia Meloni alla convention di Vox) serve uno sguardo più lucido e non deformato dalla menzogna politica.
La sintetica ricostruzione qui riportata della “guerra civile simulata” degli anni Settanta è sorretta da una imponente documentazione scientifica: eppure, riproporla ancora una volta non ci preserva da una sensazione avvilente.
Quella di dover ricorrere alla cupa contabilità dei morti, rigorosamente ripartiti per appartenenza politica e per identità partitico-culturale. Dicevo, è mortificante e si prova vergogna nel sentirsi costretti a ricorrervi per “legittima difesa”, dal momento che quel funereo bilancio segnala, tra l’altro, la debolezza del nostro sistema democratico e dei suoi principi ispiratori.
Ma è esattamente questo che sembra intenzionato a perseguire il discorso pubblico di Giorgia Meloni e del suo gruppo dirigente. Un caso malinconico di lottizzazione della memoria e una deprimente toponomastica dei morti ammazzati. Dietro tutto questo c’è la manipolazione della storia e l’alterazione del ricordo collettivo e c’è un uso privatistico (di comunità, di setta, di fazione) del lutto e del dolore. C’è, ancora, una politica discriminatoria che seleziona tra vita e vita e tra il peso e il valore dell’una rispetto al peso e al valore dell’altra.
17 settembre 2025. Top aid groups call on world leaders to stop Israel’s genocide in Gaza

MSF, Islamic Relief and Save the Children are among the 22 aid groups issuing a joint call for world leaders to ‘urgently intervene’ to stop Israel’s genocide.
The heads of more than 20 aid agencies working in Gaza have called on world leaders to “urgently intervene” in the war, following the first-ever determination by a United Nations commission that Israel is perpetrating genocide in the devastated territory.
continua in
https://www.aljazeera.com/news/2025/9/17/top-aid-groups-call-on-world-leaders-to-stop-israels-genocide-in-gaza
17 settembre 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1300
RaiNews LIVE
Metsola a Kiev, Zelensky: “Mosca guardava con sufficienza all’Europa unita, si sbagliava di grosso”
In arrivo le prime armi Usa pagate dagli alleati, compresi missili Patriot e Himars. Al via anche il fondo di investimento comune per i minerali. Lavrov: l’Onu è schierata con il fronte anti-russo occidentale
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/09/ucraina-guerra-putin-alle-esercitazioni-militari-simulate-armi-atomiche-tattiche-papa-nato-nessuna-guerra-3853aa94-7ff2-42c7-ab8d-7158e2270fcd.html
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Le Monde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : l’armée ukrainienne signale de nombreux groupes de drones d’attaque russes dans différentes zones du pays
Plusieurs localités du centre, du nord-est et du nord du pays sont concernées par ces alertes. L’armée de l’air ukrainienne met également en garde contre « une activité de l’aviation tactique ennemie dans le sud-est » de l’Ukraine.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE Dal 14 al 21 settembre
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/09/17/en-direct-guerre-en-ukraine-ursula-von-der-leyen-dit-avoir-discute-avec-donald-trump-de-nouvelles-mesures-visant-a-accroitre-la-pression-economique-sur-la-russie_6641122_3210.html
Le 17/09 à 14,48 – L’essentiel
Le point sur la situation, mercredi 17 septembre à la mi-journée
La Pologne appelle à mettre fin aux importations de pétrole russe vers l’Union européenne d’ici à la fin de 2026 « afin de cesser de financer la machine de guerre russe », écrit son ministre de l’énergie, Milosz Motyka, dans un courrier à ses homologues européens.
Voisin de la Russie, le Danemark va acheter pour la première fois des armes de précision à longue portée, a annoncé la première ministre du pays, Mette Frederiksen, lors d’une conférence de presse.
L’Union européenne prévient l’Inde que ses achats de pétrole russe pourraient peser sur leur relation, a mis en garde la cheffe de la diplomatie de l’UE, Kaja Kallas, citée par l’Agence France-Presse.
Le Parlement européen va ouvrir « un bureau de représentation permanent » à Kiev, a annoncé sa présidente, Roberta Metsola, en visite dans la capitale ukrainienne.
Cent soixante-douze drones russes ont été lancés dans la nuit de mardi à mercredi, selon l’armée ukrainienne, qui dit en avoir intercepté 136.
17 settembre 2025. Intervista a Paolo Pezzati: “In Cisgiordania dilaga la violenza, basta affari con le colonie illegali”
«L’occupazione israeliana costa ogni anno miliardi di dollari all’economia palestinese, la povertà è in aumento. Gli abusi sono favoriti dal senso di impunità. Non bastano misure restrittive, chiediamo la messa al bando del commercio con gli insediamenti illegali. L’Europa può farlo e anche l’Italia»
Umberto De Giovannangeli – l’Unità
Oxfam ha lanciato nei giorni scorsi, sulla base di un approfondito rapporto, la nuova campagna “Stop al commercio con gli insediamenti legali”. Cosa c’è alla base di questa e cosa chiedete all’Italia e all’Europa?
continua in
https://www.unita.it/2025/09/17/intervista-a-paolo-pezzati-in-cisgiordania-dilaga-la-violenza-basta-affari-con-le-colonie-illegali/
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17 settembre 2025. Paolo Soglia sulla propria pagina Facebook
Il genocidio come atto fondativo
La nascita di molti stati è segnata da un atto genocidiario.
E’ stato così per gli Stati Uniti, dove l’invasione dei coloni europei aveva lo scopo di sterminare e sottrarre la terra ai nativi.
Il genocidio dei nativi americani era di tipo predatorio, non aveva alla sua base un movimento politico ideologico strutturato: era sostanzialmente “un atto naturale predatorio” in cui l’occupante, più forte di numero, di mezzi e di tecnologia sentiva come suo diritto inalienabile l’occupazione della terra altrui, sottraendola ai “selvaggi”, sterminandoli.
Nel caso di Israele abbiamo alla base invece un movimento ideologico, il sionismo, che ha sempre teorizzato l’occupazione della Palestina fondendo motivazioni e giustificazioni messianico religiose e strategie terroriste.
Vedere quanto succede oggi partendo dal 7 ottobre è come leggere le ultime tre pagine dell’ultimo capitolo di un volume di mille pagine.
Il primo e più importante movimento terrorista in questa storia, infatti, non è arabo: è il movimento ebraico sionista.
Un movimento che per lungo tempo è stato minoritario all’interno degli ebrei della diaspora e fortemente osteggiato per il suo estremismo.
La sua occasione se la giocò tra la fine della seconda guerra mondiale e il primissimo dopoguerra, utilizzando cosa? Il Terrorismo.
Negli anni ’40, molto prima che nascessero gruppi di resistenza palestinesi armati contro l’occupazione israeliana, un gran numero di milizie ebraiche sioniste bombardava e uccideva funzionari britannici e arabi palestinesi.


I gruppi ebraici, dall’Haganah all’Irgun e alla Banda Stern (Lehi), usarono attivamente il terrorismo contro il mandato britannico sulla Palestina e per seminare paura tra i cittadini arabi.
Nell’ottobre 1945, gruppi clandestini ebraici presero contemporaneamente di mira le ferrovie coloniali, le raffinerie di petrolio e le navi della polizia in Palestina. Questo segnò l’inizio di un periodo di due anni di rivolta ebraica sionista sia contro gli inglesi che contro i palestinesi.
Nel luglio 1946, l’Irgun fece esplodere l’Hotel King David a Gerusalemme, sede dell’amministrazione britannica, uccidendo 92 persone. Il 9 aprile 1948, i militanti dell’Irgun e del Lehi si sono macchiati del massacro di Deir Yassin, uccidendo almeno 107 palestinesi, tra cui donne e bambini. Deir Yassin era un piccolo villaggio palestinese, con una popolazione di circa 600 abitanti, situato nei pressi di Gerusalemme.
In una lettera al New York Times pubblicata il 4 dicembre 1948 Albert Einstein, Hannah Arendt ed altri eminenti esponenti della comunità ebraica statunitense condannarono aspramente il massacro di Deir Yassin e definirono “fascisti”, “nazisti” e “terroristi” nell’ideologia, nell’organizzazione e nei metodi sia Menachem Begin (comandante dell’Irgun, che aveva perpetrato la strage) sia il partito Tnuat Haherut (il Partito della Libertà), di cui lo stesso Begin era leader.
La brutalità del terrore dell’Irgun contro i palestinesi civili a Deir Yassin aveva lo scopo di scioccare e spaventare gli arabi palestinesi.
Il massacro di Deir Yassin è stato uno degli eventi più importanti dell’inizio della campagna sionista di pulizia etnica contro i palestinesi, che da allora hanno continuato a subirne le conseguenze. Altri massacri sionisti in città palestinesi, come Saliha e Lydda, seguirono Deir Yassin e innescarono un esodo di massa dei palestinesi noto come Nakba.
Durante l’assalto a Lydda nel 1948, le milizie sioniste massacrarono 426 persone, donne, bambini e anziani inclusi, la maggior parte per le strade ma più di 120 nella moschea di Dahmash. Dopo che la città fu conquistata, arrivò l’ordine da Yitzhak Rabin attraverso Ben-Gurion: “Gli abitanti di Lidda devono essere espulsi rapidamente, indipendentemente dall’età”. La città fu saccheggiata e i profughi privati dei loro oggetti di valore ai posti di blocco sionisti.
Da allora i sionisti non si sono più fermati.
In realtà l’impero britannico avrebbe potuto contrastare e anche stroncare militarmente il terrorismo sionista in quello che era un suo protettorato, la Palestina, ma il movimento sionista fu molto abile politicamente, tramutando la sua occupazione illegale e la sua violenza terrorista in un atto risarcitorio nei confronti degli ebrei massacrati nell’Olocausto nazista. Opporsi militarmente a un movimento ebreo nel ’45,’46,’47 era politicamente insostenibile.
Gli europei si misero quindi l’anima in pace lasciando che il conto dei loro crimini perpetrati sulla popolazione ebraica nella seconda guerra mondiale venisse pagato dai palestinesi e dagli arabi. Tutti contenti dunque, tranne i palestinesi ovviamente.
Venendo a noi: quello che sta succedendo ora non è che l’atto finale di un progetto genocidiario pensato e teorizzato quasi un secolo fa dal sionismo. L’obiettivo di Israele oggi non è la distruzione di Hamas, foraggiato a suon di milioni di dollari quando serviva per spaccare l’OLP, distruggere Fatah e delegittimare l’ANP. Non è nemmeno e tantomeno la liberazione degli ostaggi, come ben sanno i parenti che protestano giorno e notte davanti a casa di Nethanyau.
Gli ostaggi sono stati considerati sacrificabili fin dal primo giorno: un messaggio chiaro che doveva arrivare ad Hamas, nessuna trattativa, perchè l’obiettivo finale è un altro.
L’obiettivo è la fine del debole tentativo di autonomia palestinese sui territori di Gaza e Cisgiordania maturato 30 anni fa con gli accordi di Oslo, che hanno portato all’istituzione dell’Autorità Nazionale Palestinese – con il compito di autogovernare, in modo limitato, parte della Cisgiordania e la striscia di Gaza – e che hanno riconosciuto l’OLP come partner di Israele nei negoziati sulle questioni in sospeso.
L’obiettivo dichiarato dal governo Israeliano è la tabula rasa di quegli accordi e l’occupazione della terra per la creazione della Grande Israele.
L’obiettivo è quindi lo sterminio e la deportazione della popolazione palestinese (stile nativi americani) che attualmente ci vive e la presa di possesso di quei territori da parte dello stato ebraico.
Questa strategia genocidiaria e di occupazione può contare sul pieno sostegno americano e sull’ipocrita silenzio europeo – Spagna esclusa – che si tappa tutti gli orifizi possibili per consentire questo orrore, farneticando di cose impossibili come “i due popoli in due stati” mentre quel poco che restava di terra ai palestinesi viene occupata militarmente da Isarele. Possiamo quindi considerarlo a tutti gli effetti un genocidio a paternità occidentale.
Quando anche Gaza City sarà distrutta e ridotta a un cumulo di macerie come il resto della striscia Israele proclamerà la vittoria e il possesso della terra.
Israele ormai si è macchiata di un crimine contro l’umanità che perseguiterà la sua storia per sempre e che non è emendabile.
Resta però un problema: i corpi ancora vivi dei palestinesi superstiti.
Il problema dei corpi vivi non è di poco conto per Israele: finchè esisterà un palestinese vivo in quella terra, esisterà la Palestina.
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17 settembre 2025. Only 13 survivors from capsized boat carrying 74 refugees off Libya: UNHCR
UN agency says dozens killed after a boat carrying mostly Sudanese refugees capsized near the Libyan town of Tobruk.

By Usaid Siddiqui and News Agencies
The United Nations High Commissioner for Refugees in Libya said that only 13 people survived after a vessel carrying 74 people, mostly Sudanese refugees, capsized on Tuesday off the coast of the eastern Libyan town of Tobruk.
Dozens remain missing, it said in a post on social media on Wednesday.
continua in
https://www.aljazeera.com/news/2025/9/17/only-13-survivors-from-capsized-boat-carrying-74-refugees-off-libya-unhcr
Oim, 456 morti nel Mediterraneo centrale dall’inizio dell’anno
420 i dispersi, 17.402 migranti riportati in Libia

ANSA – TUNISI, 17 SET. Almeno 456 persone sono morte e 420 risultano disperse sulla rotta del Mediterraneo centrale dall’inizio dell’anno al 13 settembre.
Lo rende noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) in Libia nel suo ultimo aggiornamento pubblicato su X.
Nello stesso periodo, precisa l’agenzia dell’Onu, i migranti intercettati in mare e riportati in Libia sono stati 17.402, di cui 15.555 uomini, 1.316 donne, 586 minori e 145 di cui non si conoscono i dati di genere.
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2025/09/17/oim-456-morti-nel-mediterraneo-centrale-dallinizio-dellanno_287fa93b-ec67-4b2e-95d2-fa087e2d54e8.html
17 settembre 2025. Ora anche la Sardegna ha una legge sul suicidio assistito

Foto d’archivio by ANSA/MOURAD BALTI TOUATI
Mercoledì il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato una legge per regolamentare il suicidio assistito nella regione. Con suicidio assistito, o morte assistita, si intende la procedura con cui ci si autosomministra un farmaco letale, a determinate condizioni: in Italia è legale dal 2019 grazie a una sentenza della Corte costituzionale, ma non è mai stata approvata una legge nazionale che regoli tempi e modi per accedere al suicidio assistito (nonostante numerose sollecitazioni della Corte al parlamento).
continua in
https://www.ilpost.it/2025/09/17/sardegna-approvazione-legge-suicidio-assistito-fine-vita/?homepagePosition=7
RaiNews LIVE
Rischia la pena di morte il sospetto omicida di Kirk. La ABC chiude il programma di Jimmy Kimmel

Robinson, 22 anni, resta in silenzio davanti agli inquirenti ma confessò l’omicidio ad amici online. Il governo annuncia una stretta sui “gruppi di sinistra” con accuse di terrorismo. Il Texas indaga oltre cento insegnanti per commenti su Kirk
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/09/trump-andra-in-arizona-per-commemorare-kirk-il-killer-radicalizzato-a-sinistra-sul-web-2e6c54b6-8f60-49b5-9be9-d2fb0311e820.html
vedi anche
Trump: “Trattare i radicali di sinistra come terroristi”, poi in Arizona per commemorare Kirk
video Utah, Charlie Kirk è sul palco e un proiettile lo colpisce al collo
Chi è Tyler Robinson, il 22enne arrestato per l’omicidio di Charlie Kirk
video Charlie Kirk: “La violenza non può essere un’opzione”
video Kirk parla di cittadinanza con gli studenti: “Vivere in America è un diritto o un privilegio?”
video L’uccisione di Charlie Kirk, le immagini dall’alto del cortile dell’università dello Utah

17 settembre 2025. What happened as Charlie Kirk murder suspect appeared in court
Prosecutors have revealed a digital trove of evidence including text messages, in the case against Charlie Kirk’s accused killer Tyler Robinson, who has appeared in court charged with murder.
17 settembre 2025. Aggrediti con caschi e coltelli da neofascisti alla fine del corteo per la Palestina: due ragazzi in ospedale

Un gruppo di ragazzi è stato aggredito ieri sera poco dopo le 22 al termine del corteo per la Palestina a Roma. Secondo le prime informazioni, una decina di estremisti di destra con caschi e coltelli ha teso un agguato ad alcune persone che stavano tornando a casa in via Lanza, all’incrocio con via Merulana, avventandosi su di loro con caschi e coltelli. Ad avere la peggio sono stati due giovani, uno due quali portato in ospedale con profonde ferite alla testa. Sul caso indaga la Digos, che sta cercando di risalire agli aggressori, scappati subito dopo il violento pestaggio
continua in
https://www.fanpage.it/roma/aggrediti-con-caschi-e-coltelli-da-neofascisti-alla-fine-del-corteo-per-la-palestina-due-ragazzi-in-ospedale/#
RaiNews LIVE – Mondiali di atletica in diretta
Mattia Furlani è oro nel salto in lungo

Mattia Furlani conquista il primo oro dell’Italia ai Mondiali di atletica, a Tokyo: l’azzurro lo vince nella finale del salto in lungo, con la misura di 8.39, suo primato personale. Diretta su RaiNews.it
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/09/tokyo-2025-mondiali-di-atletica-italia-marcell-jacobs-gianmarco-tamberi-antonella-palmisano-eleonora-giorgi-601a958c-916d-418c-985b-05467fc8e10f.html
Mondiali di Atletica, il medagliere azzurro
Franco Montorro sulla propria pagina FB
C’è qualcosa di particolare nell’atletica leggera, che la rende più “regale” degli altri sport: la chiarezza. Devi solo provare ad andare piú forte o piú veloce o più lontano e di tutte le cose che puoi usare una sola moltiplica la tua forza: l’asta. Gli avversari non invadono la tua corsia e la tua pedana e le giurie non classificano la qualità dei tuoi esercizi, ma solo loro regolarità. Sarà per questa divinità umana che i nomi dei vincitori italiani nelle grandi competizioni incidono da subito le pietre miliari nelle nostre esultanze e poi nei nostri ricordi. Così è per Mattia Furlani, iridato nel salto in lungo, con la aggiunta di soddisfazione che si tratta di una prima volta in una delle specialità-base e di quella che ha proposto personaggi leggendari come Jessie Owens, Bob Beamon e Carl Lewis. Nella festa collettiva proporrei un brindisi per Rieti, che per tradizione, cultura e impianti è un centro fondamentale per l’atletaca leggera italiana, così come i vari Centri Sportivi delle Forze Armate (Mattia è delle Fiamme Oro). Armate di buona volontà, organizzazione, capacità, partecipazione, inclusione. In questi tempi di dibattiti sul riarmo e di parole disarmanti (Vannacci), quelli di Furlani e della sua generazione non sono salti nel buio, ma nel futuro.
17 settembre 2025. Le New York Liberty c’erano dall’inizio, ma vincono da poco
Una delle più antiche squadre femminili di basket ha cominciato ad avere successo da quando sono arrivati un bel po’ di soldi e una giocatrice come poche altre al mondo

Domenica 14 settembre sono cominciati i playoff della WNBA, la lega professionistica femminile di basket, la cui finale – al meglio di sette partite – sarà a ottobre. Le squadre che giocheranno i playoff sono otto, ma quelle che realisticamente possono puntare a vincere il titolo sono tre: Minnesota Lynx, Las Vegas Aces e New York Liberty, la squadra campione in carica, che già due anni fa era arrivata fino alla finale e che domenica ha vinto la prima partita di playoff contro le Phoenix Mercury.
continua in
https://www.ilpost.it/2025/09/17/new-york-liberty-wnba-basket-ionescu/?homepagePosition=9
Champions League, è ‘festa’ Inter con l’Ajax (2 a 0). L’Atalanta affonda a Parigi con il Psg (4 a 0)

Dopo Juve-Borussia Dortmund (4-4) vincono in trasferta i nerazzurri di Milano con l’Ajax. Ko pesante per i bergamaschi in Francia e domani è il turno di Manchester City-Napoli.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE E VIDEO
https://www.rainews.it/maratona/2025/09/calcio-champions-league-girone-unico-esordio-juve-inter-atalanta-e-napoli-news-aggiornamenti-dirette-live-6920fec7-7891-4376-96c7-432fe191348f.html

Il ciclista basco Pello Bilbao, già vincitore di diverse tappe al Giro d’Italia e al Tour de France, in una recente intervista, ha difeso le manifestazioni in solidarietà con la Palestina andate in scena alla Vuelta ringraziando chi sta facendo di tutto per smuovere le coscienze e denunciare il genocidio in corso.
“Meno male che ci sono persone con coscienza che rendono visibile questo genocidio. Bisogna fare rumore e ringraziare tutti coloro che sono scesi in piazza. Così magari si aprono gli occhi della popolazione in generale”.
E meno male che ci sono corridori come Pello Bilbao, aggiungiamo noi, che non hanno paura a schierarsi al fianco del movimento in solidarietà con la Palestina
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17 settembre 2025. Lea Melandri su Facebook
Crisi della paternità o dell’ideale virile?

E’ mia abitudine fare maggiore attenzione a ciò che rimane invariato nel tempo, più che ai cambiamenti, che pure ci sono e importanti.
Posso essere d’accordo su alcuni aspetti delle analisi correnti sulla crescita dei divorzi, delle separazioni, nascite fuori dal matrimonio, aumento delle donne singole con figli, eclisse delle figura paterna e conseguente comparsa di forme di aggregazione maschile simili al branco primordiale.
La crisi della famiglia è vista generalmente come “assenza del padre” e ritorno al modello del “maschio competitivo”: l’orda barbarica, il bullismo.
Il padre, di cui si lamenta la mancanza, è ancora quello tradizionale, garante della crescita del bambino, sia dal punto di vista educativo che culturale, a figura terza che fa uscire dalla fusionalità originaria madre-figlio.
Della figura femminile raramente si fa parola, ma è chiaro che siamo nell’ordine della complementarietà, a cui sembra oggi fare sempre più difetto uno dei due poli dell’antica dialettica.
Lo stesso silenzio sul paradosso della quasi esclusiva presenza di donne nella scuola, dall’asilo fino alle soglie dell’Università: madri-maestre, figure ibride, funamboliche, a cui si chiede di trasmettere un sapere creato da altri, di “disciplinare corpi”, essendo state esse stesse considerate corpo, natura, materia senza forma propria.
L’incremento del numero delle donne single non è di per sé indicativo di una messa in discussione del ruolo tradizionale di madre che potrebbe, al contrario, uscirne rafforzato, ma del rifiuto sempre più consapevole da parte femminile di assumersi la cura e il sostegno di un marito-figlio: un adulto da loro dipendente al di là del reale bisogno e a discapito della sua stessa autonomia.
Se dietro l’eclisse del padre-padrone emerge oggi l’orda selvaggia dei figli, è perché questi due volti del maschile in realtà non sono mai stati separati, costretti a convivere, come Giano Bifronte, dal confinamento della donna nel ruolo di madre, potenza dominata storicamente ma al medesimo tempo dominatrice nelle cure e negli affetti domestici.
Parlare di padri come “simbolo positivo”, che è venuto a mancare, vuol dire non tenere conto di quel salto della coscienza storica che è stato portare allo scoperto rapporto uomo-donna, ripensare le costruzioni del maschile del femminile alla luce della divisione sessuale del lavoro, dell’identificazione della donna con la natura, della separazione tra privato e pubblico, della maternità come obbligo procreativo.
Non è la paternità che è oggi in crisi, ma l’”invenzione della virilità” per quello che ha significato nel corso dei secoli, sia come rapporto di potere, sia come perverso funesto intreccio di amore e violenza.
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Un’altra aggressione contro alcuni lavoratori in sciopero a Prato
In un video si vedono un uomo e una donna, probabilmente la titolare dell’azienda, prendere a calci e pugni gli scioperanti

Martedì c’è stata un’aggressione ad alcuni lavoratori di un’azienda del distretto dell’abbigliamento di Prato, noto tra le altre cose per diversi casi di sfruttamento. Il sindacato Sudd Cobas, che segue questi lavoratori e molti altri della zona, ha pubblicato un video in cui si vedono una donna e un uomo rincorrere, insultare e prendere a calci e pugni alcuni lavoratori. Secondo il sindacato la donna, italiana, è la titolare dell’azienda Alba, che si occupa di cucire e stirare capi di abbigliamento per conto di diversi marchi di moda.
Nel video si vede anche la donna buttare giù il gazebo del presidio. Il sindacato ha detto che oltre a lei, dopo, sono arrivate altre persone apposta per darle manforte e picchiare gli scioperanti. Questi lavoratori, perlopiù provenienti dal Bangladesh e recentemente regolarizzati, scioperavano contro alcune delocalizzazioni decise da Alba, che avrebbero rischiato di ridurre la produzione interna e forse anche i posti di lavoro. Uno di loro è stato portato all’ospedale con diverse contusioni. La procura di Prato, che in questi mesi si è molto attivata per provare a risolvere i numerosi problemi della città, ha aperto un’inchiesta.
https://www.ilpost.it/2025/09/17/lavoratori-sciopero-prato-aggressione/
Il governo vuole salvare l’acciaieria di Genova con un forno elettrico
La proposta sta generando grandi discussioni e proteste, ma il progetto per ora è tutt’altro che certo

Il 4 settembre centinaia di persone hanno sfilato per le vie di Cornigliano, un quartiere di Genova a ovest del centro storico, sventolando cartelli con le scritte «No forno elettrico». Protestavano contro l’intenzione del governo di costruire un forno elettrico nel grande stabilimento di lavorazione dell’acciaio dell’ex ILVA che si trova in città, affacciato sul mare appunto a Cornigliano, vicino all’aeroporto. Nello stesso momento un gruppo di operai e sindacati distribuiva volantini che spiegavano le ragioni per sostenere questo sviluppo dell’impianto.
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https://www.ilpost.it/2025/09/17/genova-ex-ilva-cornigliano-forno-elettrico/
17 settembre 2025. Grazie a Meloni la pensione anticipata diventa un miraggio

La Cgil boccia la proposta del governo sul Tfr. Soglie troppo alte rendono impossibile l’uscita a 64 anni. “Serve una vera riforma previdenziale”
Daniela Zero – collettiva.it
La proposta del Governo Meloni di utilizzare il Tfr per consentire l’uscita a 64 anni viene giudicata inefficace dalla Cgil, che in una nuova analisi smonta la misura e accusa l’esecutivo di aver creato soglie “irraggiungibili” per la gran parte dei lavoratori.
continua in
https://www.collettiva.it/copertine/welfare/grazie-a-meloni-la-pensione-anticipata-diventa-un-miraggio-h0jaw7oa
vedi anche
Il Tfr per andare in pensione prima. Il no della Cgil

https://www.facebook.com/CalpGe
https://www.instagram.com/globalsumudflotilla?
Saverio Tomasi a bordo di un’imbarcazione della Flotilla
https://www.fanpage.it/attualita/siamo-partiti-con-la-global-sumud-flotilla-ora-navighiamo-verso-gaza/

PALESTINA – (…) “Gaza sta bruciando, scendi in piazza”. E’ lo slogan con cui sono state lanciate per oggi decine di mobilitazioni in tutta Italia per la Palestina e la Global Sumud Flotilla.
Cortei e presidi in corso in diverse città, come Milano, Roma, Firenze, Bologna, Cosenza, Udine, Pisa, Trieste, Palermo, Messina, Reggio Emilia, Monza, Pavia, Parma, Bari, Varese, Torino e Napoli.
Migliaia le persone a riempire le piazze mobilitate. Scontri a Padova davanti alla Stazione dei treni (in foto). A Ravenna il corteo con il Coordinamento Bds e il Cap – Comitato Autonomo Portuali – contro l’economia di guerra e il traffico di armi dallo scalo marittimo romagnolo.
Di seguito, l’aggiornamento pomeridiano con Stefano Bertoldi, attivista e collaboratore della trasmissione Scuola Resistente di Radio Onda d’Urto che si trova su una delle barche italiane della Global Sumud Flotilla.
Sul fronte lavoro, oltre allo sciopero generale annunciato da Usb il prossimo lunedì 22 settembre, per tentare di fermare il genocidio a Gaza si è aggiunta la Cgil.
Annunciato per questo venerdì, 19 settembre, una giornata di mobilitazione che prevede per le categorie la proclamazione di scioperi e manifestazioni a livello territoriale, come la FIOM che ha annunciato 4 ore di sciopero per i metalmeccanici. Come spiega Landini in una nota, “questo massacro e deportazione vanno fermati, il riarmo è un pericolo per tutto il mondo.”
MIGRANTI – Mediterranea Saving Humans ha presentato un esposto alla Procura di Trapani e alla Corte Penale Internazionale, con allegate foto e video, per dimostrare il coinvolgimento nel traffico di esseri umani della milizia di Abdul Salam Al-Zoubi, sottosegretario alla Difesa nel governo di Dbeibah, appena ricevuto dal Ministro degli Interni italiano Piantedosi.
Associazioni per i diritti umani e Nazioni Unite denunciano da anni che dietro il traffico di esseri umani in Libia ci siano le milizie legate al governo di Tripoli. Le stesse milizie che, nelle vesti della cosiddetta guardia costiera libica, l’Unione Europea e l’Italia addestrano e finanziano.
Il commento ai microfoni di Radio Onda d’Urto di Luca Casarini dell’organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans.

NEPAL – È tornata la calma nel paese himalayano dopo le durissime quanto rapide proteste della scorsa settimana a Katmandu e in molti altri centri del Nepal.
Il nuovo governo di transizione, votato dal popolo in rivolta e guidato da Sushila Karki, prima donna premier nella storia del paese, dovrà organizzare le elezioni tra sei mesi.
Ieri la nazione era in lutto per i morti durante le recenti manifestazioni violentemente represse dalla polizia.
Da Katmandu l’intervista a Navyo Eller, cittadino italiano da oltre trent’anni in Nepal, che ha dichiarato ai nostri microfoni di “non aver mai visto una rivoluzione così veloce, netta e senza compromesso”.
News, rubriche, aggiornamenti
https://www.radiondadurto.org/
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Martedì 16 settembre 2025

L’aviazione israeliana bombarda senza sosta Gaza City, in briciole i palazzi più alti, le scuole, le case: i raid spianano la città per far avanzare i carri armati. Ma la fuga di massa ancora non c’è: centinaia di migliaia di palestinesi restano, non esiste altro posto dove andare
Michele Giorgio
https://ilmanifesto.it/israele-sara-la-nuova-sparta
16 settembre 2025. Landini: “Fermiamo la deportazione a Gaza. Venerdì mobilitazioni e scioperi in tutta Italia”
Il segretario generale della Cgil: “L’occupazione della Striscia è di una gravità senza precedenti, fermare subito il massacro”. Le iniziative
Emanuele di Nicola – collettiva.it
L’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite, inserita nel rapporto di 72 pagine pubblicato oggi 16 settembre 2025

16 settembre 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1299
RaiNews LIVE
Putin osserva in mimetica le esercitazioni militari. Papa: “La Nato non ha iniziato nessuna guerra”
Reuters: Usa hanno approvato le prime consegne di armi a spese degli alleati. Zelensky: serve una “posizione chiara” di Trump su sanzioni e garanzie. I due presidenti potrebbero incontrarsi la prossima settimana a New York
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/09/ucraina-guerra-drone-russo-su-varsavia-mosca-nato-gia-in-guerra-crosetto-italia-impreparata-2734dd7e-f09d-45af-99b1-6f268afb0fc1.html
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Storia della Crisi Russia-Ucraina
Le Monde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : Ursula von der Leyen dit avoir discuté avec Donald Trump de nouvelles mesures visant à « accroître la pression économique » sur la Russie
La présidente de la Commission européenne a expliqué que l’exécutif européen présenterait prochainement ses propositions pour un 19ᵉ paquet de sanctions de l’Union européenne contre Moscou. Il comprendra des mesures visant les cryptomonnaies, les banques et l’énergie, a-t-elle précisé.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE Dal 14 al 21 settembre
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/09/17/en-direct-guerre-en-ukraine-ursula-von-der-leyen-dit-avoir-discute-avec-donald-trump-de-nouvelles-mesures-visant-a-accroitre-la-pression-economique-sur-la-russie_6641122_3210.html
Le 16/09 à 21,00 – L’essentiel
Le point sur la situation mardi 16 septembre en fin de journée
La Russie a lancé « plus de 3 500 drones et près de 190 missiles » sur l’Ukraine depuis le début de septembre, a affirmé, mardi, le président ukrainien, Volodymyr Zelensky. Quatre-vingt-neuf des 113 drones russes lancés dans la nuit de lundi à mardi ont été interceptés, a annoncé l’armée de l’air ukrainienne.
Les forces ukrainiennes ont frappé la raffinerie de pétrole russe de Saratov, dans la nuit de lundi à mardi, provoquant des explosions et un incendie dans l’installation, a affirmé l’état-major des forces armées ukrainiennes.
Des frappes russes ont fait deux morts dans le sud de l’Ukraine, dans les oblasts de Zaporijia et de Mykolaïv, ont annoncé les autorités locales mardi.
Le président russe, Vladimir Poutine, a affirmé, mardi, que 100 000 militaires prenaient part aux manœuvres russo-biélorusses « Zapad 2025 », dont une partie se déroule aux portes de l’Union européenne et qui suscitent l’inquiétude de Kiev et des Européens.
Le président polonais en visite, mardi, à Berlin et Paris
. Karol Nawrocki devait notamment discuter avec Emmanuel Macron de sécurité et de défense, du soutien à l’Ukraine, ainsi que des relations bilatérales entre la France et la Pologne, selon la présidence française.
Donald Trump va « probablement » rencontrer Volodymyr Zelensky la semaine prochaine et espère toujours négocier un accord de paix impliquant le président russe, Vladimir Poutine, a annoncé mardi le secrétaire d’Etat américain, Marco Rubio.
16 settembre 2025. Attacco a Gaza City: Trump complice di Israele. Verso una ‘Nato araba’

Piero Orteca – remocontro.it
Dalla Striscia: «Potenti attacchi su Gaza city, 37 raid in 20 minuti, esplosioni» la sintesi Ansa. Un’ora prima di mezzanotte l’esercito israeliano ha iniziato l’attacco di terra a Gaza City. La complicità di Trump con Israele e la rottura del mondo Arabo con gli Stati Uniti
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https://www.remocontro.it/2025/09/16/attacco-a-gaza-city-trump-complice-di-israele-verso-una-nato-araba/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=gli-ultimi-newsletter-total-articoli-dal-nostro-blog_262
Attacco a Gaza, tutte le immagini di una catastrofe umanitaria
16 settembre 2025. Eurovision, anche la Spagna si unisce al boicottaggio: “Se ci sarà Israele, non ci saremo noi”

La decisione di Rtve dopo quelle di Islanda, Irlanda, Paesi Bassi e Slovenia. È il primo tra i cosiddetti Paesi “Big Five”, fondatori e finalisti di diritto, ad annunciare una scelta simile
Anche la Spagna ha fatto sapere che, qualora dovesse partecipare Israele, non sarà in gara all’edizione del festival dell’Eurovision nell’edizione del 2026. Lo ha fatto sapere in un comunicato la Radiotelevisione pubblica spagnola rendendo nota la decisione del Consiglio di Amministrazione. E quello dell’Eurovision Song Contest – la più popolare manifestazione di musica commerciale in Europa, organizzata dall’EBU, European Broadcasting Union – diventa un vero e proprio caso, dopo l’annuncio del boicottaggio di Islanda, Irlanda, Paesi Bassi e Slovenia proprio mentre l’esercito israeliano ha fatto scattare l’invasione di Gaza City annunciata già lo scorso agosto.
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https://www.unita.it/2025/09/16/eurovision-spagna-boicottaggio-israele/
vedi anche
Carri di Gedeone II, al via l’occupazione di Gaza da parte di Israele
Gaza City brucia: assalto finale nella Striscia, commissione Onu accusa Israele di genocidio
Attacco finale a Gaza City, centinaia di tank schierati da Israele: ancora alta tensione per gli attacchi al Qatar
16 settembre 2025. RaiNews
LIVE
È morto Robert Redford: l’attore e regista aveva 89 anni
La notizia sul New York Times. L’attore e regista premio Oscar era malato da tempo. “Tutti gli uomini del presidente”, “A piedi nudi nel parco”, “La mia Africa” sono solo alcuni tra i titoli che lo hanno visto protagonista
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/09/e-morto-robert-redford-lattore-e-regista-aveva-89-anni-b8b75fa5-ab72-4cf3-bb66-b79b52a36858.html
vedi anche
Gli aneddoti di Meryl Streep: “Quella volta che Robert Redford mi lavò i capelli al fiume…”
Robert Redford, il divo autentico che ha segnato cinema e cultura

Robert Redford, che con la moglie Sibylle Szaggars aveva scelto di vivere lontano da Hollywood
L’annuncio del trasferimento dallo Utah al Colorado del Sundance Film Festival, di cui Robert Redford è stato fondatore, è praticamente coinciso con un cameo a sorpresa dell’attore in una serie da lui prodotta, ma Redford è sempre più distante da Los Angeles
Juan Claudio Matossian – Vanity Fair
Il Sundance Film Festival, il concorso annuale più importante per il cinema indipendente statunitense fondato da Robert Redford nel 1978, cambia sede dopo oltre 40 anni: questa settimana, infatti, l’organizzazione ha annunciato che dal 2027 il festival si terrà a Boulder (Colorado) anziché a Park City (Utah).
Da un anno a questa parte, dopo aver constatato che la precedente sede era diventata troppo piccola in termini di infrastrutture, hotel e sale cinematografiche (negli ultimi tempi, inoltre, il festival non rientrava nelle spese e non vedeva di buon occhio le leggi restrittive nei confronti della comunità LGBT+ dello Utah), l’organizzazione era alla ricerca di una nuova destinazione (Amy Redford, figlia di Robert, ha preso parte al processo) e l’ha trovata a Boulder, una città di 100.000 abitanti rispetto ai 10.000 di Park City (e con una popolazione più giovane ed eterogena; inoltre, il governo del Colorado si è prodigato con incentivi fiscali per 34 milioni di dollari).
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https://www.vanityfair.it/article/vita-robert-redford-lontano-hollywood-moglie-sibylle-szaggars
L’altra faccia dello sport
Campionati del Mondo Atletica Highlights
Champions League: Juventus-Borussia Dortmund 4-4: gol e highlights




