Una buona notizia



Energia di sinistra
La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.
Carlo Galli
da strisciarossa
Fermiamo la strage
25 luglio 2025. Precipitano dal sesto piano, tre operai morti a Napoli

Il tragico incidente è accaduto intorno alle 9.30 in via San Giacomo dei Capri
Elio Tedone
AGI – Tragedia sul lavoro a Napoli. I vigili del fuoco sono intervenuti in via San Giacomo dei Capri per il soccorso a tre operai caduti da un montacarichi dall’altezza del sesto piano durante lavori di ristrutturazione di un edificio. I tre uomini sono morti. In corso le operazioni di messa in sicurezza. I rilievi della scientifica della polizia puntano anche a capire per quale motivo il cestello in cui si trovavano i tre operai si sia rovesciato. I tre dovevano effettuare una manutenzione al tetto della palazzina. La loro morte è stata constatata dal personale del 118 subito allertato da chi era nel cantiere. L’incidente è accaduto intorno alle 9.30.
continua in
https://www.agi.it/cronaca/news/2025-07-25/incidenti-lavoro-napoli-morti-operai-caduti-montacarichi-32449047/
25 luglio 2025. Incidente sul lavoro nel Bresciano, uomo muore schiacciato da un muletto a Bagnolo Mella
La vittima, 69 anni, avrebbe dovuto consegnare un carico di legna in un’abitazione privata. È stato schiacciato dal mezzo che si trovava sul camion di proprietà dell’uomo, titolare dell’azienda
Non si fermano le morti sul lavoro. Dopo la tragedia dei tre operai morti dopo essere caduti da un montacarichi in un cantiere a Napoli, un altro uomo ha perso la vita nel Bresciano. La vittima, 69 anni, è deceduta dopo essere stata schiacciata da un muletto all’interno di un cantiere a Bagnolo Mella. L’uomo sarebbe il titolare dell’azienda e, stando alle prime ricostruzioni, avrebbe dovuto consegnare un carico di legna in un’abitazione privata quando è stato travolto dal muletto che era su un camion. L’incidente è avvenuto poco dopo le 11 di questa mattina. Inutili i soccorsi che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso sul posto. A intervenire i sanitari con un’automedica, un’auto infermieristica, un’ambulanza, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e l’Ats.
https://tg24.sky.it/cronaca/2025/07/25/incidente-lavoro-operaio-morto-brescia
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Venerdì 25 luglio
Venerdì 25 luglio 2025: i fatti della settimana
Questa è Che settimana!, la rassegna con la sintesi delle notizie più importanti della settimana, fatta per te dalla redazione di Good Morning Italia.
Gli Usa annunciano accordi con Giappone e Filippine, trattative in corso con l’Ue | Scoppia il conflitto tra Thailandia e Cambogia | Il Senato approva in prima lettura la riforma della Giustizia

Il ministero della Difesa «smentisce categoricamente ogni ricostruzione fuorviante». Ma in realtà Crosetto conferma quanto rivelato dal manifesto. L’incontro tra lo Stato maggiore, i militari israeliani e le aziende italiane del settore bellico si è svolto il 23 luglio
Sabato Angieri
https://ilmanifesto.it/lincontro-che-svela-le-bugie-del-governo-sulle-forniture-a-israele
Sulle forniture di armi a Israele il governo mente
I cooperanti Lo Stato maggiore della Difesa convoca le aziende del settore disposte a vendere sistemi dual use alle forze armate di Tel Aviv
Sabato Angeri
Il governo italiano ha mentito sui rapporti militari con Israele. In una e-mail inviata il primo luglio ai membri dell’Aiad (Federazione aziende italiane per l’aerospazio la difesa e la sicurezza, la sezione di Confindustria per la Difesa) si smentiscono mesi e mesi di dichiarazioni di Meloni, Crosetto, Tajani e degli altri vertici dei partiti di maggioranza.
Nel corpo del messaggio, che il manifesto ha potuto visionare direttamente, si legge: «La Direzione nazionale armamenti ci informa che, nel corso del mese di luglio, lo Stato maggiore della Difesa terrà un incontro con rappresentanti militari israeliani, al termine del quale è prevista anche la discussione di un piano di cooperazione bilaterale». Lo scopo è quello di stringere accordi commerciali militari con gli emissari di Netanyahu, come specifica l’Aiad ai mittenti. Ma ancor più grave, data la situazione a Gaza e la politica di Israele post-7 ottobre, è il fatto che lo Stato maggiore ha previsto la stipula di un nuovo partenariato bilaterale, nonostante la presenza del memorandum d’intesa che già lega i due Paesi dal punto di vista militare a partire dal 2005 e che sarà rinnovato all’inizio dell’anno prossimo.

LA PREMIER Giorgia Meloni il 15 ottobre 2024 ha dichiarato che «dopo l’avvio delle operazioni militari israeliane a Gaza il governo ha sospeso immediatamente la concessione di ogni nuova licenza di esportazione per materiali di armamento verso Israele» e, il 21 maggio di quest’anno, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito alla Camera che «abbiamo sospeso l’esportazione di armi italiane in Israele. Valutiamo caso per caso l’esportazione di materiali che erano stati già approvati, posto che i singoli materiali non devono comunque essere usati sulla popolazione civile». Ma il punto è proprio questo: le guerre non si combattono più solo con le armi da fuoco. Basta scorrere la lista presente sul sito dell’Aiad: le aziende federate sono 244 e spaziano dalle imprese informatiche a quelle tessili, dagli ex-membri delle forze speciali alle aziende di ingegneri, alla Leonardo e le sue filiazioni. Soprattutto nel campo dell’informatica da qualche anno ormai si è iniziato a parlare di «duplice uso» (dall’inglese dual use), ovvero di software e hardware che possono essere usati sia per scopi civili sia militari (si pensi al caso Paragon).
Per alcuni settori, come quello delle telecomunicazioni, la guerra in Ucraina ha dimostrato che si tratta di asset strategici fondamentali e i vari ministeri della Difesa hanno iniziato ad attrezzarsi di conseguenza. È importante chiarire questo punto perché dichiarare che l’Italia non fornisce armamenti a Israele e poi vendere elettronica usata, ad esempio, per le comunicazioni satellitari o i droni militari, oppure componenti per la guida dei droni, o servizi per la costruzione di droni con stampanti 3d, o persino i tessuti per le uniformi militari smentisce di fatto la premessa.
MENTRE L’ITALIA pubblicamente si unisce al coro di proteste contro gli attacchi indiscriminati delle forze armate israeliane nella Striscia, condanna il bombardamento della chiesa della Sacra famiglia di Zaytun, si preoccupa per i cooperanti italiani presenti a Deir el Balah, e chiede insieme ad altri 24 Paesi la fine della guerra, continua a tenere rapporti commerciali nel campo della Difesa con Israele. La riunione di cui siamo venuti a conoscenza probabilmente non è inedita e lo si può dedurre dal fatto che si richiedono agli interessati «eventuali contributi aggiornati relativi allo stato dei rapporti in essere, pregressi o in divenire con il Paese in oggetto». Sappiamo che è lo Stato maggiore della Difesa (e non il ministero degli Esteri, come al solito) ad aver demandato alla Direzione nazionale degli armamenti la convocazione di questo incontro. E il fatto che agli eventuali interessati sia stato chiesto di compilare una scheda tecnica, in allegato all’email, palesa che stavolta l’Aiad ha contattato le aziende legate alla Difesa per provare a vendere forniture agli israeliani. Nuove licenze di forniture a Israele, in palese contrasto con le dichiarazioni del governo.
LA SCHEDA in questione non ha nulla di straordinario: oltre ai dati dell’azienda si chiede di indicare i rapporti passati con Tel Aviv e le sue aziende, si lascia spazio per i prodotti offerti e gli eventuali concorrenti. La classica «manifestazione di interesse». Con l’unica, enorme, differenza, che si sta compilando un modulo per fornire equipaggiamenti e servizi a un Paese in guerra da quasi due anni, il cui premier, Benjamin Netanyahu, è oggetto di un mandato di arresto internazionale da parte della Corte penale internazionale dell’Aja per «crimini di guerra e crimini contro l’umanità». Le accuse si riferiscono proprio alla guerra spietata che le forze armate israeliane stanno portando avanti nella Striscia dal giorno dopo il 7 ottobre, alle dichiarazioni dei politici israeliani (il primo ministro non è l’unico indagato) e alla pratica dell’esercito di Tel Aviv che compie quotidianamente eccidi e mette in atto sistematicamente strategie per eliminare la popolazione palestinese da Gaza. L’ultima, in ordine temporale, è quella di affamarla fino allo stremo. Dunque nessuno provi a dire che si tratta di un normale accordo commerciale militare: ciò che le nostre aziende daranno a Israele sarà usato anche contro i palestinesi, in un modo o nell’altro.

ISRAELE, pur essendo uno stato ricco, con alcune delle migliori aziende nel settore della Difesa (Elbito, ad esempio), ha un territorio molto limitato, con pochi abitanti e quasi nessuna materia prima a disposizione. Senza gli Stati uniti non potrebbe permettersi un apparato militare come quello che conosciamo e un’industria tecnologica capace di innovare continuamente i sistemi d’arma e d’intelligence. Dal 2023 è impegnato in guerre continue in tutta la regione e c’è crescente richiesta di forniture da altri partner diversi dagli Usa. L’Italia è tra questi e negli ultimi anni l’interesse del nostro Paese per i dispositivi di intelligence prodotti dalle aziende israeliane cresce costantemente, il che ha aumentato gli scambi, come nel caso delle commesse miliardarie per il super-velivolo spia gulfstream che Roma ha acquistato. Ma l’interesse commerciale, persino quello strategico non dovrebbero prescindere dal partner e dal contesto. Commerciare armi e sistemi di difesa con Israele in questo momento storico vuol dire una cosa precisa – ed è inutile girarci intorno: essere complici di ciò che succede a Gaza.
https://ilmanifesto.it/lincontro-che-svela-le-bugie-del-governo-sulle-forniture-a-israele
25 luglio 2025. Il governo si prende la Costituzione

Riforme L’approvazione al Senato della riforma sulla giustizia non è solo un attacco alla magistratura, è anche uno stravolgimento del carattere “rigido” della nostra Costituzione
Gaetano Azzariti
L’approvazione al Senato della riforma sulla giustizia non è solo un attacco alla magistratura, è anche uno stravolgimento del carattere “rigido” della nostra Costituzione. Stabilisce la definitiva attrazione della Costituzione nella disponibilità del Governo.
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https://ilmanifesto.it/il-governo-si-prende-la-costituzione
25 luglio 2025. Meloni su “Time”, la destra esulta ma nasconde dubbi e critiche

Antonella Napoli – Articolo 21
Lo scriviamo subito. Essere sulla copertina del Time non è cosa da tutti. Ricevere l’attenzione dell’iconica rivista statunitense è segno di grande rilievo politico, soprattutto con un titolo cosi: “Dove Giorgia Meloni sta conducendo l’Europa”.
Una “domanda” che, almeno apparentemente, sottintende che la leader di Fratelli d’Italia sia considerata una figura di rilievo strategico, una statista.
Ma, dietro questo “riconoscimento” si cela una questione più complessa: dove porterà il nazionalismo imperante nel vecchio continente?
A fronte delle critiche e dei dubbi del Time, quanto è opportuna questa celebrazione? Quanto, la Meloni, viene considerata davvero la protagonista del nuovo corso europeo? The last but not the least… quanto peso ha la propaganda?
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https://www.articolo21.org/2025/07/meloni-su-time-la-destra-esulta-ma-nasconde-dubbi-e-critiche/
25 luglio 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1247
RaiNews LIVE
Zelensky: dialogo con i russi per un incontro con Putin. Cremlino: improbabile in un mese
Raid russi sull’Est, morti e feriti. Kiev riceve nuovo Patriot da Berlino. Musk spense Starlink durante la controffensiva del 2022. Dietrofront su agenzie anticorruzione: il presidente ucraino presenta nuova legge che ripristina l’indipendenza
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/07/guerra-ucraina-trump-europa-paga-100-armi-a-kiev-istanbul-intesa-scambio-di-prigionieri-7520f602-0640-46a3-a62c-d6a85806d3e7.html
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LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : le point sur la situation
Volodymyr Zelensky a fixé vendredi un objectif de déploiement journalier d’« au moins 1 000 » drones intercepteurs. Le président ukrainien avait déclaré jeudi que la production en série d’intercepteurs avait déjà commencé, mais que 6 milliards de dollars étaient nécessaires pour un processus complet.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE Dal 20 al 26 luglio
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/07/24/en-direct-guerre-en-ukraine-kiev-a-propose-a-la-russie-un-sommet-zelensky-poutine-avant-la-fin-du-mois-d-aout-lors-des-pourparlers-a-istanbul_6622319_3210.html
Le 25/07 à 16:00 L’essentiel
Le point sur la situation, vendredi 25 juillet à 16 heures
- Des drones russes ont fait deux morts dans l’oblast de Donetsk et un troisième dans celui de Zaporijia, selon les autorités locales. Un bombardement a, par ailleurs, fait 14 blessés à Kharkiv, ou un établissement médical a été touché, d’après l’administration militaire de l’oblast.
- Cent cinq drones ukrainiens ont été interceptés dans la nuit en Russie, dont 26 dans l’oblast de Belgorod, 25 dans celui de Briansk et 23 dans celui de Rostov, annonce le ministère de la défense russe, qui ne signale ni victimes ni dégâts.
- Des batteries de défense aérienne supplémentaires « sont déjà en route », a assuré le général Oleksandr Syrsky, commandant en chef de l’armée ukrainienne, qui dit avoir évoqué le sujet avec son homologue des forces de l’OTAN en Europe, Alexus Grynkewich.
- Volodymyr Zelensky avait auparavant annoncé que l’Ukraine travaillait au financement de dix batteries de missiles Patriot, dans le cadre de l’accord avec Washington permettant à des pays européens d’acheter des armes américaines pour les fournir à Kiev.
- Le Kremlin a jugé vendredi « peu probable » qu’une rencontre entre Vladimir Poutine et son homologue ukrainien puisse être organisée d’ici à la fin du mois d’août, comme le souhaite ce dernier. Selon Volodymyr Zelensky, les négociateurs ukrainiens et russes ont commencé à en discuter.
- Le projet de loi proposé par Volodymyr Zelensky pour garantir l’indépendance des organismes de lutte contre la corruption sera examiné le 31 juillet au Parlement, a annoncé son président, Ruslan Stefanchuk.
25 luglio 2025. Pastasciutta e libri, antifascisti
Nel giorno in cui si celebra, alla maniera conviviale della famiglia Cervi, la caduta del fascismo, una riflessione sulla cultura di destra

Luca Casarotti – Jacobinitalia
Oggi in tutt’Italia si ripete il gesto di festa della famiglia Cervi per la caduta del Crapa pelada, del Pasta e fagioli, del (non ancora, ma entro un paio d’anni) Salmone. Su queste stesse pagine Carlo Greppi ha ragionato del perché la tradizione della pastasciutta antifascista sia così viva (e qui tradizione s’intende per una volta in senso proprio e non abusivo). Qualcuno obietterà che c’è un paradosso: della pastasciutta originaria ci manca, direbbe un Aristotele antifascista, la causa finale. Che caduta possiamo mai festeggiare noi oggi, nel 2025, in tempo d’estrema destra governante e avanzante, dagli Usa a Israele, dal Giappone a mezz’Europa, isole e Penisola comprese? Ma l’antifAristotele risponderebbe prontamente:
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https://jacobinitalia.it/pastasciutta-e-libri-antifascisti/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet&utm_campaign=cultura_destra
25 luglio 2025. Salute e Ambiente. Al top Norvegia e Canada. Italia con punteggio sopra la media ma 17 Paesi europei fanno meglio di noi. Le pagelle Oms
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha pubblicato l’aggiornamento 2024 delle sue schede di valutazione per Paese su salute e ambiente, valutando come gli Stati stanno gestendo 8 principali minacce per la salute in tutti i settori. Il nostro Paese presenta in particolare alcuni problemi, rilevano le schede: una quantità di Pm25 nell’aria pari a 3 volte il limite fissato dall’Oms; il 7% della popolazione senza accesso ad acqua potabile sicura e il 21% senza servizi igienici adeguati.
Circa il 25% del carico globale di malattie è legato a minacce ambientali che sono in gran parte prevenibili. Affrontando questi fattori di rischio ambientale attraverso politiche più incisive, tecnologie più pulite e pratiche sostenibili, si possono ridurre significativamente le malattie e i decessi prevenibili, migliorando i risultati in termini di salute e proteggendo al contempo il nostro pianeta. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha pubblicato l’aggiornamento 2024 delle sue schede di valutazione per Paese su salute e ambiente, valutando come gli Stati stanno gestendo 8 principali minacce per la salute in tutti i settori.
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https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=131182&fr=n
L’altra faccia dello sport
Il Tour di Davide Cassani – 25 luglio 2025 – 19a tappa

Notizia del giorno, Tadej Pogacar voleva vincere e non c’è riuscito.

Come ieri i primi km vengono “neutralizzati” dalla Lidl Trek perché il traguardo volante è dopo appena 13 km: primo Jonathan Milan, good Job direbbero gli inglesi. La tappa è breve, appena 93 km perché l’organizzazione ha tolto le prime due salite. “La scoperta di un focolaio di dermatite nodulare contagiosa che ha colpito un allevamento bovino situato al Col de Saisier, ha costretto l’abbattimento degli animali. Alla luce del disagio degli allevatori colpiti si è pensato di modificare il percorso” dice il comunicato stampa.
Sulla prima salita parte Roglic, con Martinez e Paret Peintre. Tra gli uomini di classifica si stacca Vauquelin, il settimo della generale. Dopo il Cormet de Roselend (ancora primo Martinez) Roglic resta solo al comando ma la UAE non ci sta, oggi vuole vincere, lo capiamo dall’impegno che Tim Wellens ci mette nel tirare in testa ad un gruppo ridotto a 30 unità. Per la cronaca Vauquelin non è rientra e Roglic viene raggiunto dal gruppo maglia gialla.
Comincia la salita verso La Plagne, ancora 19 km, piove. I Decathlon si portano in testa. Il motivo? Si stacca Roglic e Gall potrebbe superarlo in classifica andando ad occupare la quinta posizione della generale (ce la farà).
14 km all’arrivo, scatta Arensman ma è Tadej che si fionda alla sua ruota con il solo Vingegaard che lo segue come un ombra. Si fermano? Macché, tirano dritto. Cinquecento metri da paura, ora hanno un vantaggio di 10” su Arensman e 25” sul gruppetto maglia bianca (Lipowitz, Onley, Gal, Healy JoHAnnessen). Come previsto saranno loro due a giocarsi la tappa. Invece no, si fermano, perché? Non lo so, forse perché Pogacar pensava di stare meglio o forse perché lo innervosisce il Vingegaard che non si muove dalla sua ruota.
Arensam rientra e ci riprova, una, due volte ma viene sempre stoppato. Ma sta bene, ci prova ancora, mancano meno di 13 km, se ne va da solo. Il marcamento tra i due permette a Lipowitz e Onley di rientrare. Passano i km e la situazione non cambia, il vantaggio dell’olandese volante continua a crescere, 35”.
Ai meno 2 gli restano ancora 20”, non sono tanti perché stiamo entrando nella “zona Pogacar” dove solitamente lo sloveno apre il gas. Ma per ora la notizia è riferita ad Onley, in difficoltà. Lipowitz se ne accorge e si porta prontamente in testa a tirare, in ballo c’è il terzo posto della generale. La sfuriata del tedesco allontana Onley e avvicina Arensman. Ultimo km, 10” dividono i tre dal fuggitivo, sembra che non ce la faccia ma non molla. Pogacar? A ruota di Lipowitz non si muove così come Vingegaard. Lo vedono , è lì, a cinquanta metri, solo 8” ma per l’olandese il sogno di una seconda vittoria al tour è distante 500 metri. Pogacar? Parte? No, non parte. Ancora 300 metri, ancora 50 metri di vantaggio, mancano 200 e i metri sono 40, si volta Arensman, può farcela, dietro, nessuno ha la forza di partire. Lo fa Vingegaard, Pogacar rimane a ruota del danese, è a tutta. Arensman è imprendibile, mantiene quei 2” che gli permettono di battere Vingegaard e Pogacar, secondo e terzo, Lipowitz si piazza quarto, il podio nella classifica generale ormai è al sicuro.
Tadej Pogacar voleva vincere ma non c’è riuscito. Pensavo che all’ultimo km partisse per andare a riprendere Arensman invece no. Vingegaard è stato a ruota per tutta la salita e posso capirlo. Messo da parte velleità di ribaltone (per vincere il tour) voleva almeno conquistare la tappa ma quando ai 500 metri finali vede che Pogacar non parte (con Arensam a 50 metri) poteva farlo lui. Invece si è mosso negli ultimi 200 metri quando l’olandese era irraggiungibile.
Le alpi ci hanno offerto uno spettacolo meraviglioso, sto parlando dei paesaggi perché sotto il profilo tecnico agonistico, lo ammetto, speravo di vedere qualcosa di più.
Onore ad Arensman che sulla parete più bella di casa sua può appendere un quadro con due foto e due ordini di arrivo che nessuno si può permettere. Luchon Superbagneres primo Arensam, secondo Pogacar, terzo Vingegaard.
La Plagne: primo Arensaman, secondo Vingegaard, terzo Pogacar. Un grande e non solo per l’ altezza.
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vedi anche
https://sport.sky.it/ciclismo/tour-de-france-2025-classifica
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/25/tour-de-france-2025-tappa-19-oggi-classifica-live
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/24/tour-de-france-2025-tappa-19-percorso-altimetria
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Giovedì 24 luglio

La fame a Gaza uccide con la stessa ferocia delle bombe. E i più esposti sono bambini, anziani, donne incinte. Tutti terroristi, secondo la narrazione del governo israeliano. L’Oms e oltre 100 ong accusano:
«È una carestia causata dall’uomo»
Michele Giorgio
https://ilmanifesto.it/dormivano-digiuni-uccisi-dalle-bombe-e-la-tregua-e-lontana

Un appello lanciato da Raniero La Valle e altr* per eleggere il domicilio a Gaza. Chi vuole aderire invii una mail all’indirizzo indicato nell’appello che segue:
ELEGGIAMO IL DOMICILIO A GAZA
Noi, Raniero La Valle, Tomaso Montanari, mons. Giovanni Ricchiuti, (vescovo Presidente di Pax Christi), Franco Moscone (arcivescovo di Manfredonia), Elena Basile, Ginevra Bompiani e molti altri qui sottoscritti, nel senso in cui l’ordinamento prevede una distinzione tra la residenza e il domicilio, quale luogo speciale delle proprie cure, dichiariamo Gaza nostro domicilio elettivo, chi presso la parrocchia della Sacra Famiglia, presa a cannonate dall’esercito israeliano benché rifugio di centinaia di profughi, chi presso l’ospedale Nasser di Kan Younis e le sue incubatrici distrutte, chi presso la Moschea al-Faruk di Rafah, fatta tomba di tutte le fedi, chi presso la vitale Biblioteca di Samir Mansour, chi a Deir al Balah e ai valichi dove si viene uccisi nella ricerca di cibo, sia presso ogni altro aggregato, famiglia o indirizzo, e invitiamo a fare altrettanto tutti coloro che intendono agire perché il mondo resti umano, e tutti insieme provvediamo, come a nostro domicilio, alla ricostruzione di Gaza.
A Gaza siamo a un limite estremo del versante crudele del potere, che mette a rischio non solo il popolo oggi votato alla fine, pur se attraverso effimere tregue, ma i popoli di ogni cultura e nazione. Tuttavia, da Gaza può venire la salvezza per tutti se il suo martirio susciterà una reazione uguale e contraria a favore della vita, della dignità, della libertà e della riconciliazione della intera comunità umana.
Al compito della politica si aggiunge la personale responsabilità di ciascuno. Perciò noi pensiamo che eleggere il domicilio a Gaza significa difendere la nostra casa comune, e idealmente far diventare i figli e abitanti di quella terra numerosi “come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare” (Gen. 22,17), così che diventi impossibile per chiunque pensare di sradicarli, di ucciderli, o di trasformarli in servitori di ricchi bagnanti. Il nostro slogan, il nostro motto identitario tra tanti altri da molti condivisi è “lunga vita a Gaza” a cominciare dalla sua ricostruzione, non per speculazione e per profitto, come fanno quanti guadagnano prima sulle armi e poi sugli scempi da queste compiuti, ma perché dovunque sia in atto la rovina, ogni valle di morte sia riempita e ogni monte di sopraffazione e di dominio sia abbassato (Is. 40,4).
Se i nuovi domiciliati a Gaza saranno all’inizio centinaia, poi migliaia, poi innumerevoli in ciascuna delle nostre città e poi in tutto il mondo, essi diverranno quella pietra che rotolando dalla montagna sul campo dell’aggressore, ne rovesci le tende così che cadano a terra divelte, come nel sogno biblico narrato nel libro dei Giudici (7,13-14), e venga così annunziata la sconfitta di tutti i poteri indiscriminati e genocidi.
Il nome di chi fa questa elezione di domicilio potrà essere comunicato all’indirizzo mail domiciliatiagaza@primaloro.com, e potrà essere liberamente citato da ciascuno col proprio indirizzo su carta da visita o email e in qualsiasi altro documento. Nel sito PRIMA LORO sarà pubblicato un elenco dei nuovi domiciliati, a cui tutti possano accedere. L’iniziativa potrà essere perseguita in molteplici forme, private e pubbliche, mediatiche e politiche, autogestite o organizzate in forme collettive, secondo opportunità e fantasia.
Raniero La Valle, Tomaso Montanari, mons. Giovanni Ricchiuti (vescovo Presidente di Pax Christi), Franco Moscone (arcivescovo di Manfredonia), Elena Basile, Ginevra Bompiani, Domenico Gallo, Alex Zanotelli, Felice Scalia S.J., Claudio Grassi, Nandino Capovilla, Francesco Comina, Vito Micunco, Paolo e Rosemarie Bertagnolli, Enrico Peyretti, Raul Mordenti, Agata Cancelliere, Stefania Tuzi, …
Il Coraggio della Pace
24 luglio 2025. Gaza, anche gli operatori umanitari muoiono di fame mentre in Israele si protesta: “Basta stragi di bambini”

Le organizzazioni firmatarie denunciano “malnutrizione acuta” specie tra bambini e anziani. Intanto a Tel Aviv un corteo di protesta chiede la fine della guerra e della carestia
Umberto De Giovannangeli – l’Unità
Mentre l’assedio attuato da Israele su Gaza sta portando alla carestia la popolazione, anche gli operatori umanitari si uniscono alle file per gli aiuti alimentari, rischiando di essere uccisi nel tentativo di sfamare le proprie famiglie. È l’allarme lanciato ieri da oltre 100 organizzazioni umanitarie, tra cui Oxfam e Amnesty International, a 2 mesi esatti dall’inizio dell’operazione controllata dal Governo israeliano attraverso la Gaza Humanitarian Foundation (GHF). Assieme ad esso, l’appello urgente alla comunità internazionale perché si arrivi prima possibile all’apertura di tutti i valichi di frontiera, consentendo così l’ingresso di cibo, acqua potabile, forniture mediche, beni di prima necessità e carburante attraverso i meccanismi guidati dalle Nazioni Unite. “Ogni mattina, la stessa domanda riecheggia in tutta Gaza: mangerò oggi?”, spiega il portavoce di una delle organizzazioni firmatarie.
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https://www.unita.it/2025/07/24/gaza-anche-gli-operatori-umanitari-muoiono-di-fame-mentre-in-israele-si-protesta-basta-stragi-di-bambini/
vedi anche
A Gaza è carestia di massa, l’allarme di 111 ong: “Aiuti inutilizzati nei magazzini, sopravvivere è un miraggio”
A Gaza i bambini muoiono di fame: in 3 giorni 21 decessi per malnutrizione
“A Gaza i nostri colleghi rischiano di morire di fame”, la denuncia dell’agenzia francese Afp sul dramma nella Striscia
Fame, sete e pallottole
La messinscena della Gaza Humanitarian Foundation

David Calef – Gruppo di Studi Ebraici di Torino
All’inizio di maggio 2025, il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato il piano “Carri di Gedeone”, con l’obiettivo di “conquistare” la Striscia di Gaza, “stabilirvisi”, eliminare Hamas, liberare gli ostaggi e trasferire la popolazione palestinese in una piccola area nella parte meridionale dell’enclave. Tra le altre misure, il piano prevede un programma di distribuzione di aiuti umanitari – affidato alla Gaza Humanitarian Foundation (GHF), un’organizzazione privata registrata nel Delaware poche settimane dopo l’insediamento di Trump alla Casa Bianca. La GHF che, nelle intenzioni del governo israeliano, sostituisce le agenzie delle Nazioni Unite e le ONG internazionali ha iniziato il suo intervento il 29 maggio. Le notizie sul nuovo partner “umanitario” sono scarse. Di certo si sa che è finanziato dagli Stati Uniti e che il suo presidente è il reverendo Johnnie Moore, ex consigliere della campagna per la rielezione di Donald Trump e uno dei leader dei sionisti cristiani che, negli Stati Uniti, costituiscono il movimento più influente e numeroso di sostenitori di Israele.
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https://www.hakeillah.com/fame-sete-e-pallottole/
24 luglio 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1246
RaiNews LIVE
Intesa su un nuovo scambio di prigionieri. I russi avanzano nel Donetsk, evacuate famiglie con bimbi
Antonio Costa a Xi Jinping: “La Cina prema su Mosca per la fine della guerra”. Zelensky annuncia un nuovo disegno di legge sulle agenzie anticorruzione dopo le proteste di piazza. Usa, altre armi a Kiev per 322 milioni di dollari
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/07/guerra-ucraina-trump-europa-paga-100-armi-a-kiev-istanbul-intesa-scambio-di-prigionieri-137cfbac-65fc-4c87-ae84-e71da723c601.html
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LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : plus de 40 pays de l’OSCE demandent une enquête indépendante sur la torture des prisonniers ukrainiens en Russie
Le ministre des affaires étrangères néerlandais, Caspar Veldkamp, a annoncé jeudi 24 juillet dans un post sur X que les Pays-Bas et 40 autres Etats membres de l’Organisation pour la sécurité et la coopération en Europe demandaient le déclenchement d’un mécanisme spécial.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE Dal 20 al 26 luglio
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/07/24/en-direct-guerre-en-ukraine-kiev-a-propose-a-la-russie-un-sommet-zelensky-poutine-avant-la-fin-du-mois-d-aout-lors-des-pourparlers-a-istanbul_6622319_3210.html
Le 24/07 à 16:00 L’essentiel
Le point sur la situation, jeudi 24 juillet à 16 heures
- En dépit de l’offre de cessez-le-feu immédiat à nouveau formulée mercredi par la délégation ukrainienne dans le cadre des négociations d’Istanbul, l’armée russe a lancé 103 drones et quatre missiles dans la nuit, a déploré le président ukrainien, Volodymyr Zelensky.
- Les corps d’une femme, de son mari et de leur fils ont été découverts dans les décombres d’une maison de Pidlyman, village proche d’Izioum, dans l’oblast de Kharkiv, après un bombardement russe, selon le parquet régional. Trente-sept personnes ont, par ailleurs, été blessées par des bombes russes, à Kharkiv, a annoncé le maire de la ville.
- Des débris de drones ukrainiens interceptés dans la nuit ont causé la mort de deux femmes et fait 11 blessés à Sotchi, dans le kraï de Krasnodar, en Russie, selon Veniamin Kondratiev, gouverneur de ce territoire. D’autres débris ont, selon lui, touché des installations pétrolières de Sirious, localité voisine.
- Volodymyr Zelensky a annoncé avoir approuvé un projet de loi qui « garantit l’indépendance des organes anticorruption et une protection fiable du système de maintien de l’ordre contre toute influence ou ingérence russe ». Ce nouveau texte « sera soumis aujourd’hui au Parlement ukrainien », a-t-il ajouté.
- Plusieurs milliers de personnes s’étaient rassemblées, la veille, pour la deuxième soirée de suite, à Kiev, afin de protester contre la loi très décriée, promulguée la veille par le chef de l’Etat, qui prive les structures anticorruption de leur indépendance.
- Les Etats-Unis ont approuvé, mercredi, une vente d’armements à l’Ukraine d’un montant de 322 millions de dollars, qui comprend des pièces détachées et équipements divers pour les missiles de défense antiaérienne de type Hawk et des véhicules blindés Bradley.
Marco Furfaro sulla propria pagina Facebook
Per finanziare le Olimpiadi, il governo ha preso i soldi dalle vittime di mafia, dagli orfani di femminicidio, dalle famiglie rovinate dall’usura.
Sì, avete letto bene.
Per garantire “la sicurezza” delle Olimpiadi Milano-Cortina, la destra ha deciso di usare 43 milioni di euro presi dal Fondo per le vittime di mafia, racket, usura e per gli orfani di femminicidio.
Non dai miliardi che stanziano per i condoni fiscali. Non dai soldi che stanno continuando a buttare per i centri in Albania.
Ma dai fondi per chi ha perso tutto. Per chi ha perso una madre sotto i colpi di un marito violento, per chi ha subito estorsioni, per chi è stato lasciato solo dallo Stato.
E lo fanno con la solita, nauseante retorica: “Non sono soldi tolti a nessuno, sono solo residui”.
Come se quei soldi non servissero più.
Abbiamo provato a fermarli, ma è stato tutto inutile. Per la destra, quei milioni di euro servono più ai Giochi che a un bambino rimasto orfano.
Una vergogna, una ferita. Un Paese che deruba i suoi cittadini più fragili per rifarsi il trucco davanti alle telecamere.
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24 luglio 2025. Bombardamenti al confine Thailandia-Cambogia, morti e feriti tra i civili. Bangkok schiera gli F-16 e colpisce obiettivi militari

Dallo scorso maggio è in corso una disputa tra i due Paesi in un’area vicina a due templi. Evacuate circa 40 mila persone
AGI – Gli eserciti thailandese e cambogiano si sono scontrati in una zona di confine contesa tra i due Paesi, causando anche la morte di 9 civili (tra cui un bambino di 8 anni) e il ferimento di altri 14, secondo il bilancio fornito da Bangkok. L’esercito thailandese ha detto che le forze di Phnom Penh hanno aperto il fuoco nella provincia di Surin e che sei soldati cambogiani erano davanti a una base operativa thailandese “completamente armati, compresi i lanciarazzi”.
La Cambogia da parte sua parla di “aggressione immotivata” e chiede una riunione d’emergenza dell’Onu.
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https://www.agi.it/estero/news/2025-07-24/bombardamenti-scontri-confine-thailandia-cambogia-contesa-32433384/
24 luglio 2025. Trasferiti a Miami gli italiani finiti ad Alligator Alcatraz

Fernando Eduardo Artese e Gaetano Cateno Mirabella Costa potrebbero rientrare presto in Italia
AGI – Il consolato italiano a Miami è riuscito a far trasferire nel centro ICE di Krome (Miami) i due connazionali Fernando Eduardo Artese e Gaetano Cateno Mirabella Costa che per alcuni giorni sono stati detenuti a “Alligator Alcatraz”. Lo rende noto la Farnesina.
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https://www.agi.it/estero/news/2025-07-24/trasferiti-miami-italiani-alligator-alcatraz-32440059/
24 luglio 2025. Il Csm approva la pratica a tutela di Raffaele Piccirillo: “Dal Guardasigilli affermazioni gravi”

La pratica è stata approvata dal Plenum del Csm a maggioranza con 5 voti contrari, i consiglieri laici del centrodestra, e l’astenzione della togata Bernadette Nicotra
AGI – La pratica a tutela di Raffaele Piccirillo – il sostituto procuratore della Cassazione attaccato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio per un intervento sul caso Almasri – è stata approvata dal plenum del Csm a maggioranza con 5 voti contrari (quelli dei consiglieri laici di centrodestra Aimi, Bertolini, Bianchini, Eccher e Giuffrè). Unica astenuta la consigliera togata Bernadette Nicotra che non aveva firmato la richiesta di apertura della pratica.
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https://www.agi.it/cronaca/news/2025-07-24/csm-almasri-caso-piccirillo-approvata-pratica-a-tutela-32440036/
L’altra faccia dello sport
Il Tour di Davide Cassani – 24 luglio 2025 – 18a tappa

Ciao Falco, senza dire nulla ci hai lasciato. Sei stato il meccanico di tutti noi, un maestro, un saggio, un papà. Sono entrato nel tuo negozio 50 anni fa e in tutti questi anni non è mai cambiato. Come mai sei cambiato tu. Io Roberto Conti, Fabiano Fontanelli e tantissimi altri siamo cresciuti in quel negozio e chi ha avuto la fortuna di conoscerti ha apprezzato la tua bravura e la tua bontà. ciao Dino Falconi. Riposa in pace.
La tappa comincia con il treno Lidl Trek in testa al gruppo. Ma non è una tappa Alpina? la frazione più dura del Tour? Sì ma dopo 20 km c’è un Traguardo Volante e naturalmente lo vince Milan. La maglia verde è al sicuro, basta arrivare a Parigi.

Comincia il Glandon, parte Roglic, lo segue O’ Connor e altri tra cui Jorgenson, Gal e Martinez. In cima sono in 13 con il giovane francese in maglia a Pois davanti a tutti. Con lui ci sono anche Gall, O’Connor, Roglic, Wellens. Il gruppo maglia gialla a 2’.
Comincia il Col de la Madeleine, salita di 19 km. È la Wisma che imprime un gran ritmo in testa al gruppo dei migliori. Wan Aert poi Benoot ma è Kuss che riesce in una progressione devastante, si staccano tutti ad eccezione di Pogacar, Vingegaard e Lipowitz. È il momento più esaltante della tappa, a 4 km dalla vetta parte Vingegaard, si stacca Lipowitz, la maglia gialla neanche si alza sui pedali. È in controllo, non perde neanche un metro. Fuggitivi raggiunti e Jorgenson (era davanti) si mette al servizio del proprio capitano.
A 67 km dal traguardo, sul Col de la Madeleine sette uomini: Jorgenson, Vingegaard, Pogacar, O’ Connor, Gall, Rubio e Roglic. A 30” Lipowitz, a 3’ il gruppetto con Onley, a 4’ Vauquelin.
Jorgenson, e solo lui, si impegna in testa al drappello ma quando arriva la pianura si sposta, nessuno vuole tirare, si fermano. O’ Connor capisce che è il momento giusto e la stessa cosa la pensano Rubio e Jorgenson. Pogacar segue come un ombra Vingegaard, Lipowitz rientra e neanche il tempo di parlare con Roglic che riparte quando i primi hanno già un minuto di vantaggio. Il gruppetto maglia gialla si infoltisce con il rientro di Onley, Vauquelin e altri. In pratica non succede più nulla anche se in programma ci sono gli ultimi 26 km tutti all’insù. In testa rimane solitario O’ Connor e quando il suo vantaggio supera i due minuti, Vingegaard mette davanti Simon Yates ma il suo non è ritmo per un possibile nuovo attacco. O’Connor guadagna, il suo vantaggio supera i 3’ a 10 km dall’arrivo. Bravissimi Narvaez e Adam Yates. I Visma hanno finito la benzina e vedere i due UAE davanti viene da pensare che sarà imminente un attacco di Pogacar. Non è così. A 2 km dall’arrivo prova senza tanto entusiasmo il danese ma Pogacar non se ne accorge nemmeno. Onley non molla, bravissimo perché c’è solo lui dietro i due. O’Connor vince meritatamente la tappa, Rubio sembra riuscire a conquistare una bella piazza d’onore ma la maglia gialla a 500 metri dall’arrivo decide di partire, stacca Vingegaard, supera il colombiano e arriva secondo. Terzo Il danese a 2” da Pogacar, quarto Onley e solo quinto un eccellente Rubio.
Per 100 km (vetta della Madeleine) abbiamo assistito ad una tappa bellissima, negli ultimi 70 di bello c’è stato solamente il volo coraggioso e solitario di Ben O’Connor. Bisogna dare atto alla Visma di averci provato. Si sono mossi bene sulla Madeleine. L’allungo di Kuss e lo scatto di Vingegaard sono stati di spessore ma non sufficienti per staccare lo sloveno. Sì sono giocati il tutto per tutto e gli è andata male perché Pogacar si è dimostrato inattaccabile. Secondo me hanno pensato questo: “ con 4’ di ritardo l’unica possibilità che abbiamo è lanciare Jorgenson (era davanti infatti) e partire sulla Madeleine con Vingegaard”. Ma Pogacar è troppo forte. Ha comunque cambiato modo di correre. Lo scorso anno al Giro d’Italia sapeva di essere nettamente il più forte e anche se in maglia rosa ci ha regalato attacchi bellissimi (Livigno, Monte Pana, Bassano del grappa). Qui al Tour, dopo Superbagneres ha cambiato strategia. Avendo, non paura, ma rispetto per Vingegaard ha corso alla sua ruota. Se fosse stato sicuro di staccarlo avrebbe attaccato sul Ventoux e anche sul col de la Loze ma con grande intelligenza e attenzione ha controllato l’avversario lanciandosi in “volate lunghe” in vista del traguardo (Superbagneres, Ventoux, Col de la Loze).Importante non era vincere tappe ma conquistare per la quarta volta il tour de France. Missione compiuta.
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vedi anche
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/24/tour-de-france-2025-tappa-18-oggi-classifica-live
https://sport.sky.it/ciclismo/tour-de-france-2025-classifica
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/23/tour-de-france-2025-tappa-18-percorso-altimetria
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/24/tour-de-france-2025-tappa-19-percorso-altimetria
Ascoltiamo i desideri, non la rabbia. Dialogo su capitalismo e autoritarismo

Judith Butler traccia un filo tra ascesa delle destre, razzismo, transfobia e politiche di morte. Serve un nuovo immaginario politico capace di spezzare l’alleanza tra capitalismo e autoritarismo, ascoltando i desideri – non solo i risentimenti – della classe lavoratrice.
Daniela Padoan. Scrittrice, saggista e autrice radiotelevisiva, è presidente dell’associazione Libertà e Giustizia. Fra le sue opere ricordiamo Come una rana d’inverno. Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz (Bompiani 2003, Einaudi 2024); Le pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo (Bompiani, 2004); Razzismo e noismo. Le declinazioni del noi e l’esclusione dell’altro (Einaudi, 2013); Per amore del mondo. I discorsi politici dei Premi Nobel per la letteratura (Bompiani 2018). Ha curato La stella polare della Costituzione. Il discorso al Senato di Liliana Segre (Einaudi 2023). Collabora con «La Stampa» e «il manifesto». Dirige le collane Lupicattivi. Voci di ecologia integrale e Papaveri rossi di Castelvecchi Editore.
Judith Butler. Filosofa post-strutturalista statunitense, ha offerto contributi fondamentali nei campi del femminismo, della teoria queer, della filosofia politica e dell’etica. Attualmente insegna Letterature comparate alla University of California, Berkeley e Filosofia alla European Graduate School. Tra le sue opere più recenti tradotte in Italia ricordiamo Chi ha paura del gender? (Laterza, 2024) e Che mondo è mai questo? (Laterza, 2023). Castelvecchi ha pubblicato la prima traduzione integrale di Corpi che contano. I limiti discorsivi del “sesso” (2023) e Regimi di guerra. O della vita che non merita lutto (2024).
24 luglio 2025. Perché il decreto flussi scontenta sia imprese che lavoratori stranieri

Meno di un permesso ogni dieci domande negli ultimi due anni: regolamentare l’immigrazione attraverso il lavoro resta un miraggio. Parliamo delle criticità di un meccanismo che non risponde ai bisogni reali, a partire dal fallimento del click day, con la testimonianza di Clemente Elia, della CGIL Lombardia
Romina Vinci
Cinque anni fa Cheikh è arrivato in Italia dal Senegal con un obiettivo semplice: costruirsi una vita dignitosa, lavorare in modo onesto e garantirsi un futuro. Era riuscito a partire – legalmente – grazie al “decreto flussi”, quel meccanismo nato per regolare l’ingresso di lavoratori stranieri e rispondere alle esigenze delle imprese. E così era stato: aveva ottenuto un visto per partire, era sbarcato a Fiumicino con un volo proveniente da Dakar, e aveva lavorato in un’azienda della Brianza. Poi però il contratto è scaduto, e con esso il permesso di soggiorno.
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https://www.informazionesenzafiltro.it/24-07-2025-decreto-flussi-lavoratori-stranieri
24 luglio 2025. NewPrinces compra il 100% di Carrefour Italia per un miliardo

NewPrinces diventa il secondo gruppo italiano nel food per fatturato
Danilo Di Mita
AGI – NewPrinces ha sottoscritto un accordo vincolante per l’acquisizione del 100% di Carrefour Italia sulla base di una Enterprise Value pari a circa 1 miliardo di euro. L’operazione, si legge in una nota della società acquirente, si inserisce nel più ampio piano strategico di crescita e integrazione verticale di NewPrinces Group, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza nel mercato italiano e di accelerare la convergenza tra canale industriale e rete distributiva.
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https://www.agi.it/economia/news/2025-07-24/newprinces-acquisisce-carrefour-italia-32441320/
24 luglio 2024. Marion, televendite ingannevoli: multa da Antitrust per 3 milioni

La società Emme Group S.p.A avrebbe utilizzato informazioni ingannevoli relative al prezzo, alla convenienza del prodotto pubblicizzato e alla presenza di incentivi fiscali durante diverse telepromozioni
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di imporre alla società Emme Group S.p.A., titolare del marchio Materassi Marion, una sanzione pari a 3 milioni di euro per una articolata pratica commerciale scorretta ingannevole e aggressiva nell’attività di promozione e vendita di materassi proprio a marchio “Marion”.
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https://tg24.sky.it/cronaca/2025/07/24/materassi-marion-multa-antitrust?itm_source=parsely-api
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Mercoledì 23 luglio

La giustizia italiana al bivio: dopo la camera anche il senato dice sì alla separazione delle carriere. E in attesa della seconda lettura parlamentare Meloni già si scalda per il referendum: «Impegni mantenuti». Tajani si commuove: «È il sogno di Berlusconi»
Kaspar Hauser
https://ilmanifesto.it/la-riforma-nordio-passa-in-aula-meloni-gia-nel-mood-referendum
23 luglio 2025. Così Laura Santi è morta libera, ma la sua lotta continua a vivere
Dopo quasi tre anni dalla richiesta, Laura Santi si è autosomministrata il farmaco letale. È la nona persona in Italia ad accedere al suicidio assistito. Nel suo ultimo appello ha chiesto “una legge che rispetti i malati”

Asia Buconi – l’Unità
Laura Santi, libera fino alla fine. La giornalista di Perugia, 50 anni, ieri si è auto-somministrata il farmaco letale e si è spenta a casa sua. Aveva chiesto di accedere al suicidio assistito e lo scorso novembre la Asl le aveva accordato il via libera, dopo aver verificato la presenza delle condizioni dettate dalla sentenza della Consulta sul caso di dj Fabo: era in grado di autodeterminarsi, era affetta da una malattia irreversibile fonte di gravi sofferenze e dipendeva da sostegni vitali. La donna soffriva di una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla. “Nell’ultimo anno le sue sofferenze erano diventate intollerabili”, ha spiegato il marito Stefano. Che le è stato sempre vicino, anche ieri, quando a mezzogiorno Laura, nel suo letto, ha ingerito il farmaco che l’ha resa la nona in Italia, finora, ad aver avuto accesso al suicidio medicalmente assistito. Che è quello possibile, come dicevamo, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale, ma continua a mancare una legge nazionale che detti tempi precisi e ragionevoli per accedere alla pratica.
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https://www.unita.it/2025/07/23/cosi-laura-santi-e-morta-libera-ma-la-sua-lotta-continua-a-vivere/
vedi anche
Suicidio assistito, la giornalista Laura Santi è morta dopo il solito calvario: “Su fine vita sproloquio da politica e Vaticano”
Laura Santi è malata di sclerosi multipla, sia libera di decidere quando morire
Dj Fabo, l’uomo che con Marco Cappato ci ha resi un po’ più liberi
23 luglio 2025. Strage di Cutro, cosa cambia con il rinvio a giudizio di sei militari: così Salvini e Piantedosi la fanno franca
Nella Guardia costiera qualcuno disobbedisce all’ordine di considerare l’emergenza di migranti in mezzo al mare una operazione di contrasto all’immigrazione?

Angela Nocioni – l’Unità
Lasciato tranquillo al riparo delle sue menzogne il ministro dell’interno Matteo Piantedosi che sulla strage di Cutro del 26 febbraio del 2023, 94 morti tra cui decine di bambini, mentí al Parlamento. Neppure sfiorate le autorità di Stato che del caicco Summer Love in balia delle onde sapevano tutto perché “nella sala operativa dell’agenzia di polizia Frontex a Varsavia quella notte c’erano due funzionari italiani in costante contatto con Roma” (come scritto in rapporto Frontex noto e dimenticato). A processo per lo schianto di una stiva piena di persone a pochi metri dalla costa di Steccato di Cutro andranno quattro militari della Guardia di Finanza e due della Guardia Costiera, in servizio quella sera, ai quali la Procura della Repubblica di Crotone contesta i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. “Gravi negligenze” è la tesi accusatoria secondo la quale fatale fu l’attenersi rigorosamente alla distinzione tra intervento di polizia e intervento di soccorso senza ordinare in tempo né l’una né l’altra operazione.
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https://www.unita.it/2025/07/23/strage-di-cutro-cosa-cambia-con-il-rinvio-a-giudizio-di-sei-militari-cosi-salvini-e-piantedosi-la-fanno-franca/
23 luglio 2025. Zuppi e De Paz: la responsabilità comune per la pace a Gaza

Si leva dalla diocesi di Bologna l’appello di cattolici ed ebrei perché tacciano le armi nell’enclave palestinese, siano liberati gli ostaggi e restituiti i corpi. Nella dichiarazione congiunta del cardinale Zuppi e del presidente della comunità ebraica di Bologna, Daniele De Paz l’appello alle autorità italiane e internazionali
Stefano Leszczynski – Città del Vaticano
“Di fronte alla devastazione della guerra nella Striscia di Gaza diciamo con una sola voce: tacciano le armi, le operazioni militari in Gaza e il lancio di missili verso Israele. Siano liberati gli ostaggi e restituiti i corpi. Si sfamino gli affamati e siano garantite cure ai feriti. Si permettano corridoi umanitari. Si cessi l’occupazione di terre destinate ad altri. Si torni alla via del dialogo, unica alternativa alla distruzione. Si condanni la violenza”. La dichiarazione congiunta dell’Arcivescovo Card. Matteo Zuppi e del Presidente della Comunità Ebraica di Bologna, Daniele De Paz, “Sulla guerra a Gaza e sulla responsabilità comune per la pace”, diffusa dalla diocesi viene pronunciata nella consapevolezza “della gravità dell’ora presente e della responsabilità morale che ci unisce come credenti e come cittadini”.
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https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2025-07/palestina-israele-gaza-bologna-zuppi-depaz.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT
23 luglio 2025. Ucraina in piazza contro il governo
Zelensky firma una legge che cancella l’indipendenza degli organi anticorruzione del paese. Ucraini in piazza: “Ha tradito la democrazia e chi è morto per difenderla”.

Per la prima volta dall’inizio della guerra l’Ucraina è attraversata da proteste antigovernative, verificatesi in diverse città del paese. A scatenare il malcontento dei manifestanti scesi in piazza a Kiev, Leopoli, Odessa e Dnipro è l’approvazione in parlamento di un disegno di legge voluto dal governo che – secondo gli oppositori – priva il sistema anti-corruzione ucraino della sua indipendenza. La nuova legge prevede infatti che i due organi anticorruzione del paese, il NABU (Ufficio Nazionale Anticorruzione) e la SAPO (Procura Specializzata Anticorruzione) dovranno rispondere al Procuratore Generale, una figura politica nominata direttamente dal presidente. A proporre la nuova norma è stato proprio il partito del presidente Volodymyr Zelensky, Servo del Popolo, che ha garantito la maggioranza dei sì in parlamento. Il resto dei voti è arrivato da partiti molto diversi, tra cui formazioni filorusse e persino dal partito Solidarietà Europea, del principale rivale politico di Zelensky, Petro Poroshenko. In un discorso pronunciato mercoledì, diverse ore dopo l’approvazione della legge in parlamento, il presidente ha affermato che entrambe le agenzie continueranno a funzionare, ma che era necessario “liberarle dall’influenza russa”. Ma dopo l’approvazione della legge, centinaia di persone si sono radunate a Kiev per la più grande protesta antigovernativa dall’inizio dell’invasione russa, nel febbraio 2022. Secondo il quotidiano Politico, la legge mina l’impegno di Kiev nella lotta alla corruzione e minaccia di affossare la sua candidatura all’adesione all’Ue. Negi ultimi mesi, le agenzie anticorruzione ucraine hanno indagato su diversi esponenti del partito di maggioranza e sui collaboratori più stretti del presidente. E poche settimane fa hanno preso di mira un suo amico personale, l’ex vice primo ministro Oleksiy Chernyshov, sospettato di appropriazione indebita di terreni. Secondo la stampa ucraina ci sarebbero altri stretti collaboratori di Zelensky su cui gli investigatori stanno indagando.
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https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/ucraina-in-piazza-contro-il-governo-214732
23 luglio 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1245
RaiNews LIVE
Istanbul: accordo su scambio di almeno 1200 prigionieri
Vertice tra Putin e Zelensky possibile solo con accordo. Il caso della legge anticorruzione, Von der Leyen: Kiev spieghi. Rapporto dello Stato maggiore di Kiev: “Mosca ha perso un milione di soldati”. Veneto-ucraino muore al fronte
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/07/guerra-ucraina-attacchi-droni-kiev-bombardieri-strategici–5bf94397-a913-42e0-bbc8-b3d5a231d381.html
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LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : Kiev a proposé à Moscou un sommet Zelensky-Poutine « avant la fin du mois d’août », lors des pourparlers à Istanbul
Au sortir d’un bref troisième cycle de négociations en Turquie, la délégation russe a, elle, affirmé avoir proposé des trêves de « 24 à 48 heures » sur la ligne de front, un échange de 1 200 prisonniers ainsi que la remise de 3 000 corps de soldats ukrainiens.
Live animé par Marie Pouzadoux et Antonin Lainé (service photo)
Le 23/07 à 20:48 L’essentiel
Le point sur la situation mercredi 23 juillet au soir
- Sans grand espoir, un troisième round de pourparlers de paix entre Russes et Ukrainiens a commencé mercredi soir à Istanbul. Le ministre des affaires étrangères turc, Hakan Fidan, assure la médiation entre les deux délégations.
- Avant même l’ouverture du cycle de négociations, le Kremlin a dit s’attendre à « une discussion très compliquée », face à des « projets de mémorandums diamétralement opposés » échangés en juin. La délégation ukrainienne a, elle, été reçue par le président turc à Ankara, avant les pourparlers.
- Pendant ce temps, plusieurs milliers de manifestants sont rassemblés à Kiev pour protester contre la loi supprimant l’indépendance des agences anticorruption. Cette mesure, promulguée par le président ukrainien mardi, a provoqué les premières mobilisations d’ampleur en Ukraine depuis le début de l’invasion russe.
- Alors que l’Union européenne, inquiète de ce recul, a demandé des explications à Volodymyr Zelensky, ce dernier a défendu le texte mercredi. Il a fait savoir qu’il en présenterait un nouveau pour « renforcer le système d’application des lois » contre la corruption, sans plus de détails.
- Le Mirage qui s’est écrasé mardi soir en Ukraine est le premier à être officiellement détruit sur le front depuis que la France a commencé à transférer ses appareils à Kiev. La perte de l’avion serait due à une « défaillance aéronautique », selon l’Ukraine
23 luglio 2025. AFP lancia un appello urgente per i suoi giornalisti nella Striscia di Gaza

Articolo 21
Ci rifiutiamo di vederli morire.” Con queste parole, l’Agence France-Presse (AFP) lancia un appello urgente per i suoi giornalisti nella Striscia di Gaza, oggi esposti al rischio concreto di morire di fame. È una situazione senza precedenti nella storia dell’agenzia, fondata nel 1944: nei conflitti passati si sono contati reporter uccisi, feriti o imprigionati, ma mai era stato necessario temere la morte per denutrizione.
A Gaza, l’AFP opera attualmente con un piccolo gruppo di collaboratori locali: un giornalista freelance, tre fotografi e sei videomaker. Sono loro a garantire una delle poche voci rimaste all’interno della Striscia, da cui i media stranieri sono esclusi da mesi. Il personale permanente dell’agenzia ha lasciato l’area all’inizio del 2024, e da allora la copertura giornalistica si regge interamente sul lavoro dei freelance, che vivono nelle stesse condizioni estreme dei civili.
Tra loro c’è Bashar, fotografo di 30 anni. In un post su Facebook ha scritto: “Non posso più lavorare nei media. Il mio corpo è troppo magro e non posso più camminare.” Bashar vive in costante fuga tra i campi profughi, soffre di problemi intestinali legati alle condizioni igieniche precarie e da oltre un anno è in uno stato di grave deprivazione. Domenica 20 luglio ha riferito che il fratello maggiore è morto per la fame.
Secondo l’agenzia di stampa, sempre più giornalisti non sono più in grado di lavorare a causa della malnutrizione. Le autorità sanitarie locali parlano ormai apertamente di carestia provocata da Israele. Il direttore dell’ospedale da campo di Al-Mawasi, il dottor Suhaib Al-Hams, ha lanciato l’allarme per una “ondata imminente di morti” legata a cedimento degli organi tra gli sfollati. Si moltiplicano i casi di esaurimento, perdita di memoria, debilitazione estrema: sintomi tipici della fame prolungata.
Oltre alle bombe (a Gaza l’esercito israeliano ha ucciso più di 300 giornalisti dal 7 ottobre 2023), a uccidere chi testimonia il genocidio in diretta è ora la fame.
https://www.articolo21.org/2025/07/afp-lancia-un-appello-urgente-per-i-suoi-giornalisti-nella-striscia-di-gaza/
Fonte: InsideOver
23 luglio 2025. Milano non è un modello ma una storia. Oggi è l’assenza di politica e urbanistica che lascia spazio alla rendita

Oreste Pivetta – strisciarossa.it
Se potessi, cancellerei l’espressione “Modello Milano”, inventata da non so chi. Milano non è una cartolina che può riassumerne il carattere nella immagine rigida di qualche ardito grattacielo. Milano è una storia e per ricostruire il ciclo della sua modernità bisognerebbe risalire di qualche secolo, come ci ha spiegato Giorgio Bigatti in un bellissimo libro, “Milano. Matrici e metamorfosi di una capitale industriale” (Mimesis). Ne abbiamo scritto su queste pagine. Milano che s’avvia all’industria tra nuove tecnologie e nuove competenze, Milano che scopre l’Europa attraverso i commerci, Milano popolare e solidale. Popolare e solidale: è ad esempio nella Milano ottocentesca che si sperimenta una politica per la casa e si afferma il diritto all’abitare dei più deboli, operai e immigrati.
continua in
https://www.strisciarossa.it/milano-non-e-un-modello-ma-una-storia-oggi-e-lassenza-di-politica-e-urbanistica-che-lascia-spazio-alla-rendita/
23 luglio 2025. Meteo, allerta maltempo per grandine e nubifragi al Nord. Ecco dove e quando
Temporali violenti con rischio grandine stanno per arrivare sul Nord Italia già da oggi, mercoledì 23 luglio, per effetto di un fronte instabile di origine atlantica in quota provocato dal ciclone ribattezzato Circe.
I primi nubifragi, secondo le previsioni de iLMeteo.it, dovrebbero toccare la zona delle Alpi per poi spostarsi man mano anche sull’Alta Valle Padana. La situazione sui territori settentrionali non è destinata a migliorare nemmeno nei prossimi giorni, mentre al Sud, almeno fino a sabato 26, sarà ancora caldo afoso, con picchi che toccheranno i 42-25°C (LE PREVISIONI DEL METEO DI SKYTG24).
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https://tg24.sky.it/cronaca/2025/07/23/meteo-allerta-maltempo-grandine-nubifragi
L’altra faccia dello sport
Il Tour di Davide Cassani – 23 luglio 2025 – 17a tappa
Jonathan Milan vince a Valence la 17esima tappa del Tour de France. Sono quattro gli attori protagonisti di un film che per loro non è stato a lieto fine.

Appena quattro km e davanti troviamo: Abrahamsen, Pacher, Burgaudeau ed il nostro Vincenzo Albanese. È di 2’ il vantaggio quando agli uomini della Lidl Trek si sostituiscono Movistar ed Ineos. Motivo? Forse per mettere in difficoltà i velocisti avversari sulla prima delle due salite di giornata. Mancano 97 km, il gruppo si allunga, si fraziona, si spezza. Jonathan perde terreno ma è in buona compagnia, anche Tim Merlier è con lui. Il vantaggio dei quattro scende a 30”, Milan, Merlier e altri 50 pedalano a circa un minuto dal gruppo maglia gialla. Ma di km ne mancano tanti, troppi e la maglia verde si riporta sotto. Primo pericolo scampato, ma di salite ce ne sono ancora? Sì una ma è davvero facile, 3 km al 3%. Eccola, mancano 45 km. In effetti basta vedere le immagini in tv con il friulano in terza posizione per capire che non succederà nulla. Abrahamsen, Pacher, Burgaudeau e Albanese davanti con 1’ e chi parte? Wout Van Aert. Ma dove va da solo? Da nessuna parte, si rialza. Maledizione, comincia a piovere e con tutte quelle rotonde che ci saranno nel finale……
I quattro sono ormai alla frutta, il loro destino è segnato ma dietro c’è tensione. Pogacar e Vingegaard li vedo sempre davanti, con Wellens e Affini a prendere aria in faccia. Abrahamsen sente il fiatone del gruppo, preferisce proseguire solo ma 20” a 10 km dall’arrivo sono troppo pochi. Lo riprendono. Milan dov’è? Un po’ indietro ma si vede che sta bene. Guadagna posizioni senza l’aiuto di nessuno poi aggancia Stuyven e la posizione torna ad essere quella giusta.
Caduta, caduta all’ ultimo km. Intorno alla quindicesima posizione. Bitner è chiuso tra Barthe e Renard, i primi due finiscono a terra. Matteo Trentin sembra evitarla ma Girmay lo aggancia e cadono pure loro come tanti altri. Tim Merlier rimane in piedi ma bloccato in mezzo alla strada. Una dozzina di corridori a giocarsi la tappa. Davanti un Lotto (per De Lie) che imbocca in testa l’ultima curva a 600 metri. Parte Fedorov con Davide Ballerini a ruota. Tra i primi anche Dainese ma le gambe non sono quelle dei giorni migliori ( lo ha detto ai nostri microfoni dopo l’arrivo). Ultimi 300 metri, lancia la volata Ballerini ma Jonathan Milan lo supera di slancio. De Lie cincischia, Meeus trova il varco ma la sua progressione si ferma ad una ruota dall’italiano. Le braccia non le alza ma è lui il vincitore con una ruota di vantaggio sul belga. terzo Andresen, quarto De Lie, quinto Ballerini e sesto Dainese. Mamma mia, tre italiani nei primi sei. Incredibile. Jonathan Milan torna a vincere e la maglia verde è più che mai sulle sue spalle. Il vantaggio su Pogacar è di 72 punti, è quasi fatta, deve solo arrivare a Parigi.
Io dico che in questo momento è uno dei più forti velocisti al mondo. Due maglie ciclamino, 4 tappe al Giro, due al Tour e di anni ne ha 24. Soprattutto ha margini di miglioramento perché se solo riesce ad abbassare un po’ la testa e dondolare un po’ meno con le spalle di volate ne perderà poche. E domani Glandon, Madeleine e Col de la Loze, 5500 metri di dislivello con previsioni meteo che non promettono nulla di buono.
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vedi anche
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/23/tour-de-france-2025-tappa-17-oggi-classifica-live
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/22/tour-de-france-2025-tappa-17-percorso-altimetria
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/23/tour-de-france-tappa-17-caduta-video
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/23/tour-de-france-2025-tappa-18-percorso-altimetria
23 luglio 2025. Cosa cambia per i risparmiatori con il ddl conti correnti approvato alla Camera

Il disegno di legge vuol impedire agli istituti di credito di rifiutarsi di aprire un conto corrente e chiuderlo se ha un saldo attivo
Giuseppe China
AGI – Un primo via libera che può portare a una sostanziale novità nel rapporto tra banche e clienti. Di preciso cosa cambia dopo l’approvazione in prima lettura di Palazzo Montecitorio (manca il secondo passaggio in Senato) del testo che impedisce agli istituti di credito di rifiutarsi ad aprire un conto corrente e chiuderlo se ha un saldo attivo? Nel dettaglio il provvedimento prevede che “fermo restando l’obbligo di osservare le disposizioni nazionali ed europee in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, la banca non può in alcun caso esimersi dalla stipula di un contratto di conto corrente con chiunque lo richieda”.
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https://www.agi.it/economia/news/2025-07-23/conti-correnti-ddl-novita-risparmiatori-32427946/
23 luglio 2025. In arrivo un grande piano di investimenti sull’agricoltura
Secondo quanto apprende l’Agi domani in Consiglio dei ministri approda un disegno di legge del governo che mira a mettere ingenti risorse nel settore primario

Giovanni Lamberti
AGI – Un grande piano di investimenti sull’agricoltura: domani in Consiglio dei ministri, secondo quanto apprende l’Agi, arriva un disegno di legge del governo che mira a mettere ingenti risorse nel settore primario. Le norme inserite nel ddl ‘Coltivaitalia’, collegato alla legge di Bilancio, riguarderanno tre grandi capitoli: la strategia per rafforzare la sovranità alimentare, il ricambio generazionale, la ricerca e la semplificazione.
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https://www.agi.it/politica/news/2025-07-23/agricoltura-cdm-grande-piano-investimenti-32429957/
23 luglio 2025. GKN, la cargobike con l’Alta Felicità attorno

Saremo presenti al Festival dell’Alta Felicità (dal 25 al 27 luglio Festival Alta Felicità), ora e sempre NO TAV!, con un piccolo esperimento, sociale, di mobilità, di vita.
3 cargobike saranno messe a disposizione come mezzo navetta da Susa (parcheggio ex Assa) a Venaus (borgata 8 dicembre).
Per noi un’occasione di mettere a disposizione un pezzo della mobilità a cui aspiriamo al Festival Alta Felicità, per tutte/i la possibilità di usare una cargo, come mezzo di navetta.
Come tutti gli esperimenti, non sappiamo come andrà. Sappiamo che è giusto provare. Poi riprovare. E dopo riprovare. Se non per riuscire, almeno per fallire meglio. #insorgiamo
Tutte le info sul progetto cargobike: https://insorgiamo.org/cargo-bike/
Avvocati e giuristi prendono posizioni contro Maurizio Molinari “giornalista” per le parole spese contro Francesca Albanese.
“Abbiamo assistito, con crescenti sconcerto ed indignazione, a un’intervista rilasciata dall’ex direttore di Repubblica Maurizio Molinari, che attacca la Relatrice speciale sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, con argomentazioni di stampo nettamente diffamatorio, quali il preteso finanziamento da parte di Hamas, il presunto “antisemitismo”, accusa oramai mossa senza misura e vergogna a chiunque osi criticare il governo israeliano, e perfino l’insinuazione di gravi e ipotetiche divergenze, mai in realtà emerse, tra Francesca Albanese e il Segretario delle Nazioni Unite Guterres, peraltro a sua volta vittima di accuse e attacchi di questo genere. Siamo con ogni evidenza di fronte a un tentativo, sia pure maldestro, di vera e propria “moral assassination “ che si accompagna alle misure coercitive unilaterali recentemente decretate nei confronti di Francesca Albanese da parte del governo statunitense. La Relatrice Speciale viene attaccata per aver rivelato, in modo coraggioso e scientificamente inappuntabile, le molteplici responsabilità, sia di governi, a partire ovviamente da quello israeliano, che di imprese multinazionali, che sono dietro all’attuale massacro del popolo palestinese a Gaza, che va più propriamente definito “genocidio” ai sensi della Convenzione del 1948 delle Nazioni Unite in materia. Francesca Albanese ha diritto ad affermare la sua onorabilità di fronte a tali intollerabili attacchi e ha diritto a continuare e completare il suo lavoro, nell’interesse della comunità internazionale a contrastare le violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani che da molto tempo avvengono in Palestina. Per tali motivi dichiariamo la nostra piena disponibilità ad appoggiare Francesca Albanese in tutte le azioni di ordine politico, informativo e giudiziario che riterrà opportuno intraprendere, approfondendo in particolare i modi e le forme attraverso cui un alto funzionario delle Nazioni Unite possa tutelare giudizialmente in Italia la propria onorabilità e quella della Sua istituzione contro questo attacco da parte di quanti nell’ informazione operano nell’interesse di poteri economici e politici coinvolti negli scandali che il Suo rapporto denuncia.
La divulgazione di affermazioni false e prive di ogni riscontro con il chiaro intento di diffamare una persona e far partire la macchina del fango al fine di negare la veridicità delle sue affermazioni, peraltro ormai universalmente evidenti è un atto grave e chiediamo espressamente all’ordine dei giornalisti di intervenire.”
Aderiscono avv. Ileana Alesso, avv. Cesare Antetomaso, avv. Michela Arricale, copresidente del Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia ( CRED), avv. Martina Bianchi, avv. Angela Maria Bitonti, avv. Nadia Buso, avv. Vincenzo Caponera, avv. Carlo Cappellari, avv. Matteo Carbonelli, già docente di diritto internazionale, avv. Annalisa Carli, avv. Marco Cavallone, avv. Lorenza Cescatti, avv. Kiran Chaudhuri , avv. Elisa Costanzo, avv. Simonetta Crisci, avv. Aurora D’Agostino, copresidente Associazione nazionale giuristi democratici ( GD), avv. Maurizio de Stefano, già Segretario della Consulta per la Giustizia Europea dei Diritti dell’Uomo, avv. Matilde Di Giovanni, avv. Roberto Di Giovanni, avv. Veronica Dini, avv. Attilio Doria, avv. Francesca Doria, avv. Giuliana Doria, avv. Maria Esposito, avv. Giorgio Fontana, professore ordinario di diritto del lavoro , avv. Andrea Matteo Forte, avv. Fausto Gianelli, avv. Claudio Giangiacomo, avv. Ugo Giannangeli, avv. Nicola Giudice, avv. Marzia Guadagni, avv. Luca Guerra, avv. Alessandro Iannelli, avv. Roberto Lamacchia, copresidente Associazione nazionale giuristi democratici ( GD), avv. Enrico Lattanzi , avv. Aaron Lau, avv. Joachim Lau, avv. Valerio Maione, avv. Fabio Marcelli, ricercatore senior presso l’Istituto di studi giuridici internazionali del CNR e copresidente del Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia ( CRED), avv. Marco Melano, avv. Paolo Mauriello, avv. Carlo Augusto Melis-Costa, avv. Ezio Menzione, avv. Alberta Milone, avv. Liana Nesta, avv. Gilberto Pagani, avv. Valentina Pieri, avv. Roberta Pierobon, avv. Barbara Porta, avv. Paola Regina, avv. Emanuele Ricchetti, avv. Silvia Ricci, avv. Francesco Romito, avv. Dario Rossi, avv. Flavio Rossi Albertini, avv. Elisabetta Rubini, Libertà e Giustizia, avv. Arturo Salerni, avv. Luca Saltalamacchia, avv. Paolo Solimeno, avv. Sonia Sommacal, avv. Armando Sorrentino, avv. Barbara Spinelli, copresidente dell’Associazione europea dei giuristi e delle giuriste per la democrazia e i diritti umani nel mondo, avv. Salvatore Tesoriero, avv. Enrico Tonolo, avv. Francesca Trasatti, avv. Agnese Usai, avv. Maria Teresa Vallefuoco, avv. Francesca Venditti, avv. Gianluca Vitale, avv. Luca Vuolo, avv. Nazzarena Zorzella, Alessandra Algostino, professoressa ordinaria di diritto costituzionale presso l’Università di Torino, Paola Altrui, giurista, Margherita Cantelli, giurista, Riccardo Cardilli, professore ordinario di diritto romano all’Università di Roma Due, Fabrizio Clementi, già dirigente ANCI, Luigi Daniele, professore associato di diritto internazionale Università del Molise, Micaela Frulli, Professoressa ordinaria di diritto Internazionale all’Università di Firenze, Domenico Gallo, già senatore e già magistrato, Teresa Lapis, giurista, Samuele Marcucci, giurista, Triestino Mariniello, professoree ordinario di diritto penale internazionale presso la Liverpool John Moores University, Ugo Mattei, professore di diritto civile all’Università di Torino e di diritto internazionale e comparato all’Università della California, Chantal Meloni, professoressa associata di diritto penale all’Università di Milano, Gianluca Schiavon, giurista, Eugenio Zaniboni, professore associato di diritto internazionale presso l’Università di Foggia, Maurizio Acerbo, già deputato,, Stefania Ascari, deputata, Michela Becchis, professoressa associata di Storia dell’arte medievale all’Università di Chieti, Sandra Bonsanti, Presidente emerita di Libertà e Giustizia Giuseppe De Cristofaro,senatore, Roberta De Monticelli, già professoressa ordinaria di Filosofia della persona presso l’Universita’ San Raffaele di Milano, Emilio De’ Capitàni, già segretario Commissione Libertà Civili (LIBE) del Parlamento Europeo, Francesca Ghirra, deputata, Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo, Daniela Padoan, scrittrice e presidente di Libertà e Giustizia, Silvia Petrucci, architetto, Widad Timimi, scrittrice, Presidente dell’Associazione Ioien “che io possa andare oltre”
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I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Martedì 22 luglio
22 luglio 2025. Il Senato approva la separazione delle carriere con 106 sì. Meloni: “Giustizia più equa e trasparente”
Nordio: “Sono molto soddisfatto, perché ho realizzato una mia aspirazione”
AGI – Il Senato ha approvato la riforma costituzionale delle carriere dei magistrati con 106 voti a favore, 61 no e undici astenuti. Il testo approvato in seconda lettura – è la prima deliberazione del Senato – torna alla Camera. Sul disegno di legge costituzionale si sono astenuti oltre ai senatori di Italia viva gli esponenti delle Autonomie e Marco Lombardo di Azione.
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https://www.agi.it/politica/news/2025-07-22/separazione-carriere-ok-senato-32415170/
“La separazione delle carriere è un regolamento di conti della casta dei potenti contro la magistratura, uno stravolgimento dell’ordinamento giudiziario previsto dalla Costituzione, un’impostura politica diretta a spacciare come interesse generale del paese, gli interessi di questa maggioranza.”
L’Università di Pisa blocca i rapporti con due atenei israeliani. Il rettore Zucchi: «Il governo di Netanyahu è disumano»
L’annuncio del rettore, dopo la mozione approvata dal Senato accademico. La rassicurazione di Zucchi per garantire un ambiente inclusivo e sicuro per gli studenti israeliani
L’Università di Pisa ha annunciato che bloccherà i rapporti di collaborazione con due atenei israeliani. Il primo è Reichman, l’unico ateneo privato del Paese, da tempo oggetto di contestazioni da parte degli studenti per il sostegno dichiarato alle operazioni militari, tra cui l’offerta di borse di studio riservate ai membri dell’esercito. Il secondo è Hebrew di Gerusalemme, più volte criticato per lo sviluppo di programmi legati a tecnologie militari. A renderlo noto è stato il rettore Riccardo Zucchi, durante la presentazione dell’offerta formativa per il prossimo anno accademico. Il provvedimento sarà formalizzato nel prossimo consiglio di amministrazione, in seguito alla raccomandazione espressa dal senato accademico, che ha chiesto di chiudere tutti gli accordi con istituzioni che sostengono apertamente le politiche del governo israeliano.
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https://www.open.online/2025/07/21/universita-pisa-sospende-accordi-atenei-israele-reichman-hebrew/
22 luglio 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1244
RaiNews LIVE
Mattarella: “L’aggressione russa impone il rafforzamento della NATO”
Domani nuovi colloqui a Istanbul, Zelensky: “Pronti a lavorare per la pace”. Peskov: “Non attendiamo miracoli”. Dalla Duma ok a una legge che sanziona ricerche online “estremiste”. A Kiev corteo contro una norma sulla lotta alla corruzione
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/07/guerra-ucraina-attacchi-droni-kiev-bombardieri-strategici–2bffc63c-d77d-44ae-aaae-4ae5832f41e8.html
Vedi anche
Zelensky propone a Mosca nuovi colloqui per la prossima settimana
video Donald Trump: subito armi all’Ucraina, 50 giorni per la pace o pesanti dazi a Mosca
LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : manifestation à Kiev contre le vote d’une loi privant les instances anticorruption de leur indépendance
Plusieurs milliers de personnes protestent dans la capitale ukrainienne mardi soir après le vote du texte controversé par le Parlement. Il s’agit de la première grande manifestation politique depuis l’invasion russe. Selon le Parlement, Volodymyr Zelensky a promulgué le texte dans la soirée.
Live animé par Minh Dréan et Antonin Lainé
Le 22/07 à 21:00 L’essentiel
Ce qu’il faut retenir, mardi 22 juillet à 21 heures
- Les députés ukrainiens ont adopté mardi une loi qui prive le Bureau national de lutte contre la corruption (NABU) et le parquet spécialisé (SAP) de leur indépendance, au lendemain de l’arrestation, très critiquée, d’un responsable travaillant dans l’une de ces structures.
- La Commission européenne s’est dite mardi « profondément préoccupée » par le « sérieux recul » de l’Ukraine en matière de lutte contre la corruption, à la suite du vote.
- Le ministre des affaires étrangères français, Jean-Noël Barrot, en déplacement en Ukraine, a mis en garde à son homologue ukrainien, Andrii Sybiha, à ce sujet. M. Barrot avait déjà prévenu lundi M. Sybiha que les capitales européennes suivaient avec attention les récentes atteintes aux organisations anticorruption ukrainiennes.
- Pour Jean-Noël Barrot, Donald Trump a « choisi son camp et décidé de soutenir l’Ukraine ». Il a aussi insisté sur le « rôle majeur » de la France dans la résolution du conflit.
- Cinq journalistes, dont le rédacteur en chef, du média russe en ligne Baza ont été arrêtés dans le cadre d’une enquête pour des fuites d’informations policières, ont rapporté les agences de presse russes. Deux personnes ont été libérées dans l’après-midi, rapporte Baza.
- Un enfant de dix ans a été tué et huit personnes blessées dans la nuit par une bombe guidée russe qui a touché un immeuble résidentiel de Kramatorsk, dans l’oblast de Donetsk, dans l’est de l’Ukraine, a annoncé le conseil municipal de la ville. Huit autres personnes ont été blessées dans une attaque russe à Sloviansk
22 luglio 2025. Gli Stati Uniti lasceranno l’UNESCO, di nuovo

Lo avevano già fatto nel 1984 e nel 2017, ma poi erano rientrati: accusano l’agenzia di avere «un’agenda politica globalista», tra le altre cose
Gli Stati Uniti hanno annunciato che lasceranno l’UNESCO, cioè l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere la cooperazione tra gli stati nell’ambito dell’istruzione, della scienza, della cultura, e della comunicazione. Lo ha comunicato oggi il dipartimento di Stato, cioè il ministero degli Esteri degli Stati Uniti.
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https://www.ilpost.it/2025/07/22/stati-uniti-lasciano-unesco/
22 luglio 2025. Meteo, nuova ondata di caldo: le città da bollino rosso e arancione oggi martedì 22 luglio

Ancora per qualche giorno l’Italia a livello meteorologico resterà divisa in due, con temperature estreme in arrivo al Sud e nubifragi al Settentrione. Ma il caldo ha il tempo contato perché, a partire da mercoledì, il clima inizierà a cambiare e venerdì un fronte freddo abbasserà le temperature spazzando via la canicola in tutte le regioni
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https://tg24.sky.it/cronaca/2025/07/22/meteo-caldo-citta-bollino-rosso-arancione?cmp=push_tg24_urban_null_null
L’altra faccia dello sport
22 luglio 2025. Il petrolio sotto il Duomo: perché lo scudetto della Libia si vince a Milano

Valerio Moggia – insideover.com
Cosa ci fanno sei squadre di calcio libiche a Milano? Semplice: si giocano il titolo nazionale. Sebbene con pochissima pubblicità, a inizio luglio è stato confermato che le finali del campionato di calcio della Libia si svolgeranno in Italia, e più precisamente all’Arena Civica di Milano. Si inizia questo venerdì, il 25 luglio, con il primo turno: tre partite nell’arco di una giornata, secondo una formula che verrà ripetuta ogni quattro giorni per cinque turni, fino a domenica 10 agosto.
Molti potranno storcere il naso a questa notizia: perché mai le ultime partite del campionato libico dovrebbero svolgersi in Italia? Non si tratta certo di una casualità estemporanea, anzi: la stessa cosa era già avvenuta l’estate scorsa, anche se si era optato per uno scenario molto differente. All’inizio si era pensato di giocare in Toscana, tra Firenze, Pisa, Prato ed Empoli; un’ambientazione non da poco, visto che c’erano di mezzo uno stadio di Serie A, uno di Serie B, e il nuovissimo centro sportivo della Fiorentina. Invece si finì per ripiegare su Campania e Abruzzo (Avellino, L’Aquila e Teramo), in uno scenario molto meno di primo piano ma con il grande pregio di garantire maggiore discrezione.
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https://it.insideover.com/politica/il-caso-delle-finali-del-campionato-libico-a-milano.html
Il Tour di Davide Cassani – 22 luglio 2025 – 16a tappa
La prima ora di corsa a 51 di media non è una novità, anche oggi partenza sparata con Van Aert autore del primo scatto.

Al km 10 si avvantaggiano Haller e Hirschi della Tudor con Meurisse (Alpecin). Una faticaccia inutile perché vengono ripresi dopo 50 km pedalati a tutta.
Una trentina gli uomini al comando quando di km ne mancano un centinaio. Pericoli per la maglia gialla? No, perché Healy è, tra i fuggitivi, il meglio piazzato in classifica ma il suo ritardo sfiora i 19’. La velocità è sempre elevata ma la telecamera sulla moto ci mostra Matteo Trentin e Julian Alaphilippe parlare stretto stretto. Passano un paio di minuti e i due Tudor si prodigano in un allungo che seleziona ulteriormente la testa della corsa. Davanti oltre a loro ci sono: Mas, Arensaman, Abrahamsen e il nostro Velasco.
È la tappa del Ventoux, il gigante della Provenza. sempre piu vicino, sempre più imponente. Solo a guardarlo ti mette paura con quella vetta pelata che rende questa montagna un qualcosa di unico.
A Bedoin finisce la pianura, mancano 20 km. I sei al comando viaggiano con 1:30 su un gruppetto di una ventina di corridori tra cui Healy, Buitrago, Paret Peintre e il suo compagno di squadra Van Wilder, il gruppo maglia gialla a 6:30.
Virage Saint Esteve, 15,7 km, curva a sinistra, ci siamo. Da qui in avanti le pendenze sono spesso a doppia cifra. Non ci sono tornanti, nessun tratto dove puoi prendere fiato, e per fortuna il caldo è sopportabile. Trentin dopo aver lavorato si rialza, anche Abrahamsen molla, Velasco si stacca, lo spagnolo Mas, ex uomo di classifica Movistar ( tre volte secondo alla Vuelta di Spagna) se ne va tutto solo. Alaphilippe non ce la fa a stare con lui e Arensman, vincitore a Superbagnères sui Pirenei, non ha la stessa freschezza. Dietro? Van Aert in testa, è la Visma che vuole fare selezione. Healy nel frattempo guadagna sul primo che è sempre Mas.
22 luglio 16a tappa: si ritira van der Poel: ha la polmonite

Van Aert si sposta, tocca a Kuss che tira per qualche km, giusto il tempo per mettere il proprio capitano in rampa di lancio. Eccolo il primo attacco, a 8 km dall’arrivo ma Tadej Pogacar, senza neanche alzarsi sui pedali, si fionda a ruota ma è il solo, tutti gli altri si staccano.
A chi tocca ora? C’è Benoot disponibile. Era nella fuga ( con Healy) ed è lui che scandisce il passo, giusto il tempo per preparare Vingegaard ad un nuovo attacco. Lo fa a 7 km dal traguardo ma Pogacar non molla, lo segue come un ombra.
Chalet Reynard, 6 km al traguardo. C’è un altro Visma disponibile? Certo, Victor Campenaers che rallenta (pure lui in fuga) e si piazza davanti al suo capitano. Nel frattempo Mas sempre in testa ma il vantaggio cala. Healy e Paret Peintre stanno arrivando.
Ancora 4 km. Healy e Paret Peintre raggiungono e staccano Mas, Vingegaard vuole fare la stessa cosa con Pogacar prodigandosi in un nuovo attacco ma lo sloveno risponde, non lascia neanche un metro.
Davanti Healy e Paret Peintre sanno che la tappa se la giocheranno loro perché il vantaggio che hanno è abbastanza sostanzioso, intorno ai 2’. Rallentano, si guardano, si studiano, rientra Mas ma si stacca di nuovo, è sfinito. Le immagini dall’elicottero sono meravigliose: “Lassù dove la terra diventa luna” (citazione Pancani) ci mostra uno spettacolo unico. L’azzurro del cielo, il grigio delle pietre, una strada che sale severa con Vingegaard ancora all’attacco ma la situazione non cambia.
Cambia in testa, rientra Buitrago e dopo l’ultimo km sbuca dal nulla Van Wilder compagno di squadra di Paret Peintre. Tadej Pogacar rompe gli indugi, scatta in vista dell’ultimo km, Vingegaard reagisce. Ultimo tornante, 200 metri all’arrivo, parte Healy dalla ruota di Van Wilder ma è troppo presto, Paret Peintre lo affianco, lo supera, lo batte. Terzo Buitrago quarto il bravissimo Van Wilder. A 43” Pogacar con la sua solita irresistibile volata, si aggiudica la quinta posizione seguito a 2” da Vingegaard.
Tempo di scalata? 44:50 nuovo record.
Vingegaard non è quello dell’Hautacam, e forse neanche Pogacar. Lo sloveno ha più di 4’ di vantaggio in classifica e non ha bisogno di attaccare, gli basta seguire il danese che oggi è andato molto forte. Mancano due tapponi alpini, due arrivi in cima a salite lunghe e dure. Il tour de France ha un padrone ma Vingegaard fino alla fine tenterà di scalzarlo. Missione davvero difficile
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vedi anche
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/22/tour-de-france-2025-tappa-16-oggi-classifica-live
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/22/tour-de-france-2025-tappa-17-percorso-altimetria
22 luglio 2025. Il Mont Ventoux da Petrarca a Pogačar
Passando per Roland Barthes e Marco Pantani, Victor Hugo e Chris Froome: breve storia (e geografia) di una delle salite più famose del Tour de France
Il Tour de France è arrivato martedì pomeriggio sul Mont Ventoux, in Provenza, nel sud-est della Francia. Il Mont Ventoux è una montagna solitaria, separata dalle Alpi e per questo visibile da decine di chilometri di distanza, con diverse peculiarità dal punto di vista orografico e geologico. È spesso molto ventoso, anche se il suo nome forse non c’entra nulla col vento, e la sua parte più alta è quasi del tutto spoglia e calcarea, con un paesaggio spesso definito “lunare”. Per il ciclismo, uno sport con tutta una sua geografia di luoghi e montagne, il Mont Ventoux è una salita mitica, per qualcuno quasi mistica.
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https://www.ilpost.it/2025/07/22/mont-ventoux-petrarca-pogacar/

22 luglio 2025. Ricavi record per Poste. Del Fante: “Crescita senza precedenti”
Si tratta, spiega il gruppo in un comunicato, “del miglior primo semestre dalla nostra quotazione in Borsa risalente al 2015”
Giorgia Ariosto
AGI – Poste chiude il primo semestre con ricavi consolidati “record” pari a 6,5 miliardi, in crescita del 5% anno su anno. Il risultato operativo (Ebit) adjusted è aumentato del 12% a 1,7 miliardi, mentre l’utile netto ha raggiunto 1,2 miliardi, in crescita del 14%. Si tratta, spiega il gruppo in un comunicato, “del miglior primo semestre dalla nostra quotazione in Borsa risalente al 2015″.
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https://www.agi.it/economia/news/2025-07-22/ricavi-record-per-poste-italiane-miglior-risultato-dal-2015-32407945/
22 luglio 2025. Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Nomi, cose e città: Milano non è un caso.
Nemmeno la lotta per la fabbrica socialmente integrata
E qua nessuno si può permettere una sconfitta, per non aprire le porte a un nuovo “decennio Expo”
1. Non siamo inquirenti, né ci interessa esserlo. Ci è impossibile dire se e come si concretizzeranno le conseguenze legali dell’inchiesta aperta a Milano. Se si tratta di corruzione, conflitto di interessi, “semplice” lobbismo o abuso d’ufficio depenalizzato, non è qualcosa che possiamo stabilire con certezza. Ciò che invece possiamo già oggi conoscere, giudicare, denunciare è l’intero processo sociale.
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#insorgiamo

I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Lunedì 21 luglio
21 luglio 2025. Il favoloso mondo di Giorgia

Joseph Maitano – Effimera. Critica e sovversioni del presente
Nel corso del suo intervento al XX Congresso Confederale della Cisl, Giorgia Meloni ha affermato che durante il suo governo sono stati creati una media giornaliera di 1000 posti di lavoro a tempo indeterminato. Un vero e proprio record che fa intravvedere un mondo favoloso. Tale affermazione merita qualche considerazione, perché nasconde una realtà purtroppo ben diversa.
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21 luglio 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1243
RaiNews LIVE
Zelensky: prossimi colloqui con Mosca previsti per mercoledì
Sull’Ucraina 450 droni e missili, esplosioni e incendi nella capitale, droni anche su quella russa per la quinta notte consecutiva. Cina, sanzioni Ue a Mosca “errate”. Il ministro degli Esteri francese in visita a Kiev
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/07/guerra-ucraina-attacchi-droni-kiev-bombardieri-strategici–c801a2d9-0c9f-410e-b2c5-712feea4f9ba.html
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LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : 56 affrontements entre Russes et Ukrainiens depuis le début de la journée
Kiev a proposé à Moscou de nouveaux pourparlers la semaine prochaine, a annoncé Volodymyr Zelensky, qui s’est dit prêt à négocier directement avec Vladimir Poutine.
Live animé par Anne Porquet et Ramzy Bensaadi (service photo)
Le 21/07 à 21:00 L’essentiel
Le point sur la situation, lundi 21 juillet, en fin de journée
- Les prochains pourparlers de paix entre Moscou et Kiev sont prévus mercredi, après deux précédentes sessions sans grands résultats pour mettre fin à la guerre entre les deux pays, a annoncé Volodymyr Zelensky lundi. Comme les précédentes, ces discussions se tiendront à Istanbul, en Turquie.
- Le Royaume-Uni a annoncé de nouvelles sanctions à l’encontre de la « flotte fantôme »utilisée par la Russie pour exporter son pétrole, visant 135 navires soupçonnés d’en faire partie. Deux sociétés impliquées dans le transport pétrolier sont également visées. Ces pétroliers font partie d’une « flotte responsable du transport illicite de marchandises d’une valeur de 24 milliards de dollars depuis le début de l’année 2024 », selon le ministère des affaires étrangères britannique. Plus de 400 navires au total ont été sanctionnés par Londres depuis le début de l’invasion de l’Ukraine, en février 2022.
- Le Royaume-Uni et l’Allemagne se sont engagés dans un projet commun afin de fournir à l’Ukraine quelque 220 000 obus compatibles avec les systèmes de défense antiaérienne allemands Gepard, ainsi que des drones, ont annoncé les deux ministres de la défense, John Healy et Boris Pistorius, au début de la réunion des alliés de l’Ukraine au format Ramstein. Berlin s’est aussi engagé à livrer cinq systèmes de défense Patriot à Kiev. L’Allemagne « va contribuer à la livraison urgente de cinq systèmes Patriot plus que nécessaires aussi rapidement que possible », a déclaré son ministre de la défense
- Au moins une personne est morte à la suite des raids aériens menés par la Russie contre l’Ukraine dans la nuit de dimanche à lundi, a annoncé Volodymyr Zelensky. Au total, « plus de 420 drones et plus de 20 missiles, y compris des missiles balistiques », ont été lancés contre l’Ukraine, a également fait savoir le président ukrainien. Par ailleurs, quatre personnes ont été blessées dans la journée par des bombardements russes sur l’oblast de Kherson. « L’armée russe a attaqué des localités de la région avec de l’artillerie, dont des roquettes, ainsi qu’avec des drones », a écrit le procureur dans un message sur Telegram, ajoutant qu’une enquête avait été lancée pour crimes de guerre.
- « Si quelqu’un espérait que Vladimir Poutine accepterait l’offre ukrainienne de reprendre les pourparlers de paix, il a aujourd’hui sa réponse », a déclaré le ministre des affaires étrangères français, Jean-Noël Barrot, en réaction aux attaques aériennes. Le ministre est en Ukraine pour deux jours ; lundi, après avoir rencontré Volodymyr Zelensky, il a visité la centrale nucléaire de Tchernobyl
21 luglio 2025. Meteo, Italia divisa: caldo al Sud, allerta per nubifragi e grandine al Nord: ecco dove
L’Italia continua a essere spaccata in due dal punto di vista metereologico. Caldo record al Centro-Sud, anche oltre i 40°C, e temporali e nubifragi al Nord. Ecco la situazione e le previsioni per i prossimi giorni.
continua in
https://tg24.sky.it/cronaca/2025/07/21/meteo-allerta-maltempo-caldo-previsioni?card=1
L’altra faccia dello sport
Il Tour di Davide Cassani – 21 luglio 2025 – Giorno di Riposo
Oggi con Francesco Pancani e Dario Tomassini siamo andati a scalare il Mont Ventoux. No, non in bicicletta, in auto.

A Bedoin la strada è già chiusa ma non per gli accreditati del Tour de France. Una fila continua di Camper, bandiere al vento ad indicare un’ appartenenza, per una squadra, una nazione, un corridore. La strada sale ma leggera, il vero Mont Ventoux deve ancora cominciare.
Ci siamo, virage Saint Esteve. Un curvone che una volta era una vera e propria parabolica, ci correvano anche le auto. Sì svolta a sinistra, i prossimi 15,7 km sono terribili, 8,8% di media con 1300 metri di dislivello. I primi 7 km sono i più duri, tornanti non ce ne sono, la strada segue il salire della montagna.
Quanta gente, chi sale agile come Roglic, chi spinge il figlio che non vuole arrendersi, chi la bicicletta la spinge perché deve prendere fiato. E poi quelli che scendono, veloci, felici. Siamo (io Francesco e a Dario) incantati da quei piccoli che pedalano su biciclette più grandi di loro, con gambine che sembrano spezzarsi ogni volta che spingono sui pedali. E quel signore, con qualche kgdi troppo che sbuffando sta già pensando alla prossima dieta. E quello che invece di peso ne porta un sacco perché sulla sua bicicletta ha tutto quello che gli serve per stare in giro una settimana. Qualcuno corre a dorso nudo, altri se ne stanno seduti sulla loro comoda sedia a bordo strada senza fare assolutamente nulla. Ore e ore a guardare chi passa, perché alla fine ognuno trasmette qualcosa. Poco prima di Chalet Reynard una bella fontana sulla destra. È immensa, affollata come una piazza nel giorno del mercato. Ma quella maglia la conosco. “ ma sei tu? Ma cosa ci fai qua”. Non ci credo, è Angeli il mio compagno di squadra alla solarolese quando cominciai a correre nel 1976. La squadra eravamo io e lui, nessun altro. Trovarlo sul Ventoux è stata una bellissima sorpresa.
Mancano 6 km, Chalet Reynard, un tratto più dolce ma dopo 500 metri una leggera curva a destra e cambia tutto: le pietre al posto degli alberi, il grigio della pietraia trasformano la visione in una bella foto in bianco e nero. Non ci sono più colori.
Ancora 4 km ma dobbiamo fermarci, un signore sta disegnando una figura…ma è il pirata…..è lui la figura che sta prendendo forma. Francesco abbassa il finestrino, gli parla in italiano: “desolé je suis francais”. Aveva le bombolette di vernice in mano, parlava con un filo di voce. Suo padre amava Marco, lui è cresciuto con Pantani nel cuore.
Ripartiamo e rallentiamo nei pressi della stele di Simpson. Lo sapete, è morto qua, a due km dalla vetta, il 13 luglio 1967. Per la fatica, per le anfetamine ingerite, per il caldo che quel giorno era insopportabile.
Ancora qualche centinaio di metri e ci colpisce un’altra targa, è dedicata a Pierre Kramer che venne trovato privo di vita, proprio qua il 4 aprile 1983. Amava la bicicletta più di qualsiasi altra cosa. Adorava fare lunghi viaggi. A 55 anni gli venne diagnosticato un tumore che non gli dava alcuna speranza di sopravvivenza. Decise di fare un’ultima impresa, scelse il sabato di Pasqua. Era il 2 aprile, c’è neve sul Ventoux, fa freddo, il vento è gelido. Lo trovarono morto un paio di giorni dopo, con la sua bicicletta al fianco. Si lasciò morire.
Ora l’osservatorio è davvero imponente. Siamo ai suoi piedi, Lo striscione d’arrivo non c’è ma un centinaio di ciclisti sono li, dove domani terminerà la tappa.
Non ci resta che tornare ad Avignone, in hotel. È stato giorno di risposo ma per quello che mi porto con me, uno dei più belli di questo tour.
vedi anche
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/21/tour-de-france-pogacar-conferenza
Kelly record europeo Under 18 a 15 anni!!!
Con un sensazionale 11.21 (vento nullo) Kelly Dualla stabilisce il nuovo e record europeo U18 dei 100 metri a Skopje e vince la medaglia d’oro al Festival Olimpico della Gioventù Europea. A soli 15 anni, la lombarda del Cus Pro Patria Milano diventa la terza italiana di sempre: meglio di lei solo Zaynab Dosso (11.01) e Manuela Levorato (11.14) nella storia dello sprint azzurro. Kelly Doualla supera l’11.24 della britannica Jodie Williams e della svizzera Xenia Burivaleva. Con questo tempo la dalla firma anche il nuovo record italiano U20
Un vero talento!
21 luglio 2025. Com’è che le squadre di calcio turche spendono tutti questi soldi

È soprattutto una questione di elezioni: dei presidenti dei club ma anche del presidente turco Erdoğan, che ha bisogno del calcio per fini politici
Valerio Moggia – Il Post
Negli ultimi anni le migliori squadre di calcio del campionato turco hanno assunto un ruolo di primo piano nel calciomercato europeo: sono infatti sempre più frequenti i trasferimenti di giocatori di alto livello, spesso acquistati grazie alle ampie possibilità di spesa di alcune tra queste squadre. Il Galatasaray, la squadra turca che ha vinto più trofei nella sua storia, sta per acquistare per 75 milioni di euro il centravanti nigeriano Victor Osimhen. Già il mese scorso era arrivato al Galatasaray (una delle tante squadre di Istanbul) l’attaccante tedesco Leroy Sané, che fino alla scorsa stagione giocava per il Bayern Monaco e il cui stipendio annuale sarà di 9 milioni di euro netti. Per dare un’idea, quest’estate l’acquisto più costoso in Serie A è stato finora quello del difensore Sam Beukema, che il Napoli ha preso dal Bologna per 31 milioni di euro.
continua in
https://www.ilpost.it/2025/07/21/turchia-squadre-calcio-soldi-acquisti/
21 luglio 2025. Lavoro, la Consulta: “Pochi 6 mesi di risarcimento in caso di licenziamenti illegittimi”
La Corte ha dichiarato incostituzionale l’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo numero 23 del 2015 che pone a sei mesi il tetto massimo per le indennità risarcitorie. Il limite infatti, spiega la Consulta, non consente al giudice di personalizzare il risarcimento in modo adeguato rispetto al danno subito dal lavoratore
Il tetto di sei mensilità come indennità risarcitoria nel caso di licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese è incostituzionale. A dirlo è la Corte Costituzionale che contesta l’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo numero 23 del 2015 secondo il quale l’ammontare delle indennità risarcitorie “non può in ogni caso superare il limite di sei mensilità” dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio. L’articolo che la Consulta dice essere incostituzionale fa riferimento ai licenziamenti illegittimi intimati da un datore di lavoro che non raggiunga i requisiti dimensionali previsti all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (e cioè non occupi più di quindici lavoratori presso un’unità produttiva o nell’ambito di un Comune e comunque non occupi più di sessanta dipendenti).
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https://tg24.sky.it/cronaca/2025/07/21/lavoro-licenziamenti-illegittimi-indennita-consulta?cmp=push_tg24_urban_null_null