

Energia di sinistra
La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.
Carlo Galli
da strisciarossa
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Martedì 15 luglio
15 luglio 2025. Occupazione israeliana della Palestina, 30 nazioni si sono riunite in Colombia per discutere la fine
Tra queste Cina, Spagna e Qatar. Per la relatrice dell’Onu Francesca Albanese è lo “sviluppo politico più significativo degli ultimi 20 mesi” sulla crisi mediorientale
Trenta paesi si sono riuniti a Bogotà per coordinare iniziative contro l’occupazione israeliana della Palestina. Alla conferenza di due giorni, iniziata il 15 luglio, partecipano anche Cina, Spagna e Qatar, impegnati ad attuare la risoluzione dell’Onu che invita gli Stati membri a fermare l’occupazione entro settembre 2025.
L’incontro, ospitato dal presidente colombiano Gustavo Petro, è promosso dal “Gruppo dell’Aia”, il network di paesi nato dopo il parere della Corte internazionale di giustizia che ha dichiarato illegale l’occupazione israeliana della Palestina. La conferenza assume particolare rilevanza dopo le sanzioni imposte dagli Stati Uniti alla funzionaria dell’Onu Francesca Albanese, la relatrice speciale per i territori occupati accusata da Washington di aver promosso “in modo vergognoso” azioni della Corte penale internazionale contro gli Stati Uniti e Israele. Nonostante le pressioni americane, Albanese ha definito questo incontro “lo sviluppo politico più significativo degli ultimi 20 mesi”.
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https://www.wired.it/article/occupazione-israeliana-palestina-vertice-colombia/?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_campaign=dhfacebook&utm_content=null&fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR6Vek78-OKSBbbHzrqvMKLpBQYANIGI5pkdsSIN9jjVYA4KYiMqIIpPB_dIZg_aem_cV8gKOlN8QEeZ-O4Q7nrPg&sfnsn=scwspwa
15 luglio 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1237
RaiNews LIVE
Trump: “Per ora non invierò missili a lungo raggio a Kiev. Zelensky non prenda di mira Mosca”
Niente accordo su sanzioni Ue contro la Russia: Slovacchia e Ungheria votano no. Tajani: “Noi siamo favorevoli a nuove misure contro Putin”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/07/ucraina-guerra-trump-50-giorni-per-pace-o-sanzioni-a-mosca-si-armi-a-kiev-ma-paghi-europa-5cb0743d-23df-4f56-9687-7d2da2516849.html
Vedi anche
video Trump: “Ok ad armi Usa a Kiev, ma pagheranno gli europei”
video Trump alla BBC dopo decisione di invio armi a Kiev: “Non ho chiuso con Putin”
Ucraina, Wp: “Si valuta invio a Kiev di missili Tomahawk”
video Auto in fiamme, case danneggiate: Voronezh dopo un attacco
video Caccia al drone a Zaporizhzhia: gli spari notturni verso il cielo
https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina
LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : Kiev ne doit pas cibler la capitale de la Russie, Moscou, affirme Donald Trump
Le président américain répondait à une question de la presse qui lui demandait si M. Zelensky devait cibler Moscou, ajoutant que Washington ne fournirait pas à Kiev de missiles à longue portée. Cela fait suite à des informations du « Financial Times », démenties par la Maison Blanche, selon lesquelles M. Trump aurait encouragé son homologue ukrainien à le faire.
Le 15/07 à 16:00 L’essentiel
Le point sur la situation, mardi 15 juillet à 16 heures
- Donald Trump a donné à la Russie cinquante jours pour mettre fin à la guerre sous peine de sanctions sévères. Il a annoncé l’envoi prochain à travers l’OTAN d’un grand nombre d’armes à l’Ukraine. Le président américain et le secrétaire général de l’Alliance atlantique ont annoncé la fourniture prochaine de systèmes Patriot à l’Ukraine.
- Le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, a dit avoir eu une rencontre « productive » avec Keith Kellogg, l’envoyé américain.
- L’Ukraine vit une période « cruciale », dit Ioulia Svyrydenko, la nouvelle première ministre que souhaite nommer Volodymyr Zelensky pour remplacer Denys Chmyhal. Pour elle, « la priorité absolue est de garantir l’approvisionnement des forces de défense et de sécurité de l’Ukraine ». Le président ukrainien a proposé de nommer M. Chmyhal au ministère de la défense.
- La Russe a revendiqué, lundi, la prise de deux villages ukrainiens. L’un, Maïak, se trouve dans la région orientale de Donetsk, épicentre des combats, et l’autre, Malynivka, dans l’oblast de Zaporijia.
- Dans la nuit de dimanche à lundi, la Russie a attaqué le territoire ukrainien avec « 136 drones d’attaque de type Shahed et des drones leurres », ainsi que quatre missiles antiaériens, rapporte l’armée de l’air ukrainienne dans un communiqué sur Telegram.
- Le ministre de la défense allemand appelle l’industrie de son pays à « augmenter ses capacités » de production. Berlin entend augmenter ses dépenses de défense annuelles, jusqu’à 162 milliards d’euros en 2029, ce qui représente une augmentation de 70 % par rapport à 2025.
- La Chine se réjouit de sa relation « stable » et « mûre » avec la Russie. Sergueï Lavrov effectuait une visite en Chine après un déplacement en Corée du Nord, où il a été assuré du soutien nord-coréen sur le dossier ukrainien.
15 luglio 2025. Meteo, torna il caldo. Bollino arancione a Perugia e giallo in altre 11 città
Dopo un periodo di tregua, torna ancora il caldo, con temperature alte su praticamente tutta l’Italia. Nell’ultimo aggiornamento del bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, ci sono bollini gialli e arancioni.
Oggi, martedì 15 luglio, è previsto livello di rischio 2 (bollino arancione) a Perugia, mentre per 11 centri il ministero ha determinato un livello di rischio 1 (bollino giallo). Si tratta di: Ancona, Bologna, Brescia, Catania, Firenze, Frosinone, Latina, Pescara, Rieti, Trieste e Viterbo
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https://tg24.sky.it/cronaca/2025/07/15/meteo-caldo-previsioni?cmp=push_tg24_urban_null_null
L’altra faccia dello sport
Il Tour di Davide Cassani – 15 luglio 2025 – Riposo
A metà Tour de France è tempo di fare un primo bilancio. Parto da Jonathan Milan perché grazie a lui ritorneremo a parlare di Vincenzo Nibali ma non per la sua vittoria al Tour del 27 luglio 2019. Quella era e non è più l’ultima volta di un italiano a braccia alzate al Tour de France. Siamo arrivati a 113 (tappe senza vittorie) e Milan finalmente ha rotto l’incantesimo. Il friulano ha vinto con una volata di forza e cattiveria sul traguardo di Laval.

Possiamo dirlo senza la paura di essere smentiti, siamo ai vertici del ciclismo mondiale (parlo di velocisti) anche se Tim Merlier per ora ha fatto meglio vincendo due tappe. Dopo la caduta di Philipsen (primo a Lille) sono loro i più forti in volata e per una nuova sfida dobbiamo aspettare Valence (tappa 17). Non domani a Tolosa, ci sono troppi strappi nel finale e forse neanche a Carcassonne (tappa 15) per colpa di una salita abbastanza impegnativa (seconda categoria) a 40 km dall’arrivo. Qui una piccola speranza c’è.
Van Der Poel ha fatto il diavolo a quattro. Il primo giorno ha tirato la volata a Philipsen (primo). Nella seconda tappa ha battuto Pogacar and company conquistando anche la maglia gialla. A Rouen (tappa 4) è arrivato secondo questa volta battuto dal campione sloveno. A cronometro ha perso la testa della classifica ma grazie ad una fuga il giorno dopo l’ha ripresa:” non so come ho fatto a fare gli ultimi 30 km ero davvero stanco” ha detto al termine della tappa. Infatti a Mur de Bretagne, dopo 24 ore, neanche ci prova a restare con i più forti. Poi? A Laval, nel grande giorno di Jonathan Milan torna a tirare la volata, non a Philipsen (a casa con una clavicola rotta) ma a Groves che conclude al terzo posto. Ma il coupe de theatre è domenica scorsa. Pronti via se ne vanno Rickaert e Van Der Poel e dopo aver avuto un vantaggio massimo di quasi 6’ vengono raggiunti a 800 metri (Rickaert qualche km prima) dall’arrivo. In pratica 173 km di fuga percorsi a 50 orari. Ma perché? Lo spiega MVDP:” la sera prima Jonas Rickaert mi ha detto che il suo sogno sarebbe quello di salire sul podio del tour de France perché lo ha sempre visto solo in televisione”. Gli ho risposto: “ domani ti aiuto io”. Per questo sono andati in fuga in partenza e per un nulla hanno sfiorato una grande impresa. Come si fa a non voler bene a Van Der Poel? Ben Bealy è un altro piccolo fenomeno. A Vire Normandie ha portato via la fuga e dalla fuga è uscito tutto solo a 43 km dall’arrivo. Non finisce qua perché ieri riesce ad entrare nell’azione di 30 in partenza e anche per colpa, anzi no, direi merito suo, rimangono in cinque. A parte la selezione ha pedalato davanti a tutti negli ultimi 30 km senza chiedere un cambio agli altri quattro. In palio c’era quella maglia gialla che poi è riuscito a conquistare. Un grande.
Remco Evenepoel ha come al solito vinto la crono. Difficile trovare uno più forte di lui nelle corse contro il tempo ma il belga vuole fare classifica ma da quello che abbiamo visto sembra che quei due (Pogacar e Vingegaard) almeno in salita siano più forti. Se non succede qualcosa di strano lotterà come lo scorso anno per il terzo posto.
Vingegaard? Sempre davanti, sempre in prima fila, molto attento e reattivo a tal punto che mai si è fatto staccare dallo sloveno ma il giorno della crono ha vissuto una giornata pessima. Solo tredicesimo a 1:21 da Remco e 1:05 da Tadej. Per ora possiamo dire che è stata una giornata no perché in tutti gli altri giorni è sempre stato molto pimpante. Tadej Pogacar di giornate storte in questo tour de France non ne ha avute. Due tappe vinte, quattro giorni in maglia gialla e sempre padrone della situazione. La tegola del ritiro di Almeida lo preoccupa un po’ (sarebbe stato l’uomo più prezioso per Pirenei e Alpi) ma ritiene comunque di avere una buona squadra.
Lo sloveno resta il grande favorito del Tour ma dal momento che le salite, quelle lunghe e selettive devono ancora arrivare non sappiamo come andrà a finire. Vingegaard (a parte la crono) ha dato segnali positivi e la sua squadra in questo momento è la più forte del gruppo. Bastera? Ad oggi non hanno fatto tantissimo (bravo Simon Yates ieri) ma bisogna dire che il percorso non permetteva chissà quali invenzioni. Giovedì c’è la prima tappa pirenaica: c’è l’Hautacam. Pensate: nel 2022 era l’ultima salita di quel Tour de France e Vingegaard in maglia gialla staccò Pogacar infliggendogli più di un minuto. Questa volta è la prima vera salita del tour. Cambierà qualcosa?
vedi anche
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/14/tour-de-france-2025-tappa-10-oggi-classifica-live
15 luglio 2025. Il tempo degli anziani serve a costruire memoria e pensiero critico, per preparare un migliore futuro
È un esile libro, 86 pagine appena, sapienti, scorrevoli. Il titolo è “I venti”. L’ha scritto Mario Vargas Llosa, poco prima di morire (nell’aprile di quest’anno). E l’ha appena pubblicato Einaudi. Si legge in un’ora. È il punto di vista d’un padre nobile della letteratura mondiale, un memoriale, una sorta di testamento. E merita attenzione d’intelligenza e di cuore.
Si racconta che a Madrid, implicitamente metafora d’altre città, chiudono i cinema, perché oramai non li frequenta più nessuno. Deserte, le biblioteche e le librerie. Tra non molto, chiuderanno anche i musei, per mancanza di pubblico. E alle manifestazioni di protesta contro questi atti di tramonto della conoscenza e dunque dello spirito civile di una comunità, non vanno che pochi anziani, malinconici, rattristati. E inascoltati.
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https://www.fondazionepirelli.org/it/cultura-dimpresa/blog/il-tempo-degli-anziani-serve-a-costruire-memoria-e-pensiero-critico-per-preparare-un-migliore-futuro/
15 luglio 2025. Turismo in Italia, le 20 città dove i turisti spendono di più: la classifica
Secondo il rapporto Tourism and Incoming Watch, pubblicato dal ministero del Turismo, la spesa degli stranieri in Italia ha sfiorato nel 2024 i 21 miliardi di euro, con quasi il + 40% rispetto al 2022. Il turismo internazionale continua a rappresentare un pilastro dell’economia italiana, con una forte concentrazione degli acquisti in particolare in 20 province italiane, responsabili del 74,7% del giro d’affari totale generato dai visitatori esteri. Ecco quali sono
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https://tg24.sky.it/economia/2025/07/15/turismo-italia-stranieri-dati?cmp=push_tg24_urban_null_null
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Lunedì 14 luglio
14 luglio 2025. Dazi Trump, ecco le regioni italiane più colpite. I settori a rischio, dall’ottica al vino

Da Nord a Sud, le aziende più orientate all’export provano a calcolare i potenziali effetti negativi in arrivo a causa delle tariffe commerciali al 30% dal 1° agosto, così come annunciato dal presidente Usa nella lettera inviata, sabato scorso, al capo della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen.
Dall’agroalimentare a meccanica, farmaceutica, moda e occhialeria: molteplici settori che oltreoceano esportano miliardi di euro in prodotti made in Italy chiedono all’Ue di condurre “con autorevolezza” una trattativa risolutiva
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https://tg24.sky.it/economia/2025/07/14/dazi-trump-ue-regioni-italia-penalizzate?cmp=push_tg24_urban_null_null
14 luglio 2025. L’America ‘post democratica’ di Trump in guerra col mondo
Se le azioni di Trump sono ancora politica e non espressione di qualche patologia mentale, allora ha ragione chi denuncia il ‘caos sistemico’ di attaccare gli alleati più vicini anziché gli avversari. «Colpire i punti più deboli degli interlocutori per evitare controffensive». Oggi il primo esame della Borse, soprattutto quelle americane
Ennio Remondino – remocontro.it
La ‘sparata’ del 30% di dazi imposti all’Unione sarebbe solo l’ultimo colpo di una strategia praticata fin dal suo insediamento. Compresi rinvii e passi indietro come occasione ‘per prendere meglio la mira’, denuncia il professor Mario Pianta sul manifesto. Nessuna spiegazione di questa politica nei manuali di relazioni internazionali, o tantomeno in quelli di economia. «La razionalità dell’azione degli Stati Uniti è nella creazione di un disordine internazionale – il “caos sistemico” descritto decenni fa dagli studiosi del sistema-mondo – in cui la scena è occupata da chi colpisce per primo e più forte», la sintesi del professore.
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https://www.remocontro.it/2025/07/14/lamerica-post–democratica-di-trump-allesame-delle-borse/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=gli-ultimi-newsletter-total-articoli-dal-nostro-blog_262
14 luglio 2025. Sweida, Siria: la nuova faglia della guerra settaria di cui il mondo non parla

Giovanna Cavallo – pagineesteri.it
A Sweida, da due giorni si combatte. Milizie druse locali e clan beduini sunniti si affrontano in scontri armati che stanno riscrivendo gli equilibri della regione. Il tutto è iniziato con il rapimento e l’aggressione di un giovane druso da parte di membri di una tribù beduina, presso un checkpoint illegale sulla strada Damasco–Sweida. Da lì, come scintille su paglia secca, le rappresaglie si sono moltiplicate, lasciando dietro di sé almeno 37 morti e quasi 100 feriti, molti dei quali civili.
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https://pagineesteri.it/2025/07/14/in-evidenza/sweida-siria-la-nuova-faglia-della-guerra-settaria-di-cui-il-mondo-non-parla/
“Meloni e gli altri volenterosi d’Occidente amano definirsi ‘generosi’ con l’Ucraina. Se davvero fossero tali taglierebbero il debito. Invece, chiedono che il paese liberalizzi e svenda i propri assets, a prezzi che per ovvie ragioni sono ai minimi storici” (Emiliano Brancaccio a Omnibus, La7 – 11 luglio 2025).
14 luglio 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1236
RaiNews LIVE
Donald Trump: subito armi all’Ucraina, 50 giorni per la pace o pesanti dazi a Mosca
E anche sanzioni secondarie a chi compra l’export russo. Zelensky riceve Kellogg a Kiev e poi incarica la vicepremier di formare un nuovo governo. Il Cremlino addita “provocazioni” dall’Estonia e accusa la Nato: “Moldova ariete contro di noi”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/07/ucraina-guerra-trump-manderemo-i-patriot-a-kiev-ma-paghera-la-ue-fd08b3e5-ab12-4213-9a57-623b90f26b29.html
Vedi anche
video Ucraina: inviato Usa Kellogg a Kiev per colloqui sulla difesa
video Drone nero britannico inquietante catturato dai russi
video Nikolaev un fumo nero gigantesco si alza dopo l’esplosione
Trump: noi manderemo i missili Patriot a Kiev ma pagherà l’UE
https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina
LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : Trump promet de livrer des armes à Kiev par l’OTAN et donne cinquante jours à la Russie pour conclure un accord de paix
Le président américain a agité la menace de « tarifs secondaires (…) d’environ 100 % » pour la Russie si un cessez-le-feu n’était pas obtenu dans ce délai. Les armes américaines, elles, seront produites pour l’OTAN, qui pourra les envoyer ensuite en Ukraine. Il s’agit « d’une quantité vraiment importante d’équipements militaires », selon Mark Rutte, le secrétaire général de l’OTAN, présent, lundi, à la Maison Blanche.
Le 14/07 à 21:00 L’essentiel
Ce qu’il fallait retenir du 14 juillet à 21 heures
- Donald Trump a donné à la Russie cinquante jours pour mettre fin à la guerre sous peine de sanctions sévères. Il a annoncé l’envoi prochain à travers l’OTAN d’un grand nombre d’armes à l’Ukraine. Le président américain et le secrétaire général de l’Alliance atlantique ont annoncé la fourniture prochaine de systèmes Patriot à l’Ukraine.
- Le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, a dit avoir eu une rencontre « productive » avec Keith Kellogg, l’envoyé américain.
- L’Ukraine vit une période « cruciale », dit Ioulia Svyrydenko, la nouvelle première ministre que souhaite nommer Volodymyr Zelensky pour remplacer Denys Chmyhal. Pour elle, « la priorité absolue est de garantir l’approvisionnement des forces de défense et de sécurité de l’Ukraine ». Le président ukrainien a proposé de nommer M. Chmyhal au ministère de la défense.
- La Russe a revendiqué, lundi, la prise de deux villages ukrainiens. L’un, Maïak, se trouve dans la région orientale de Donetsk, épicentre des combats, et l’autre, Malynivka, dans l’oblast de Zaporijia.
- Dans la nuit de dimanche à lundi, la Russie a attaqué le territoire ukrainien avec « 136 drones d’attaque de type Shahed et des drones leurres », ainsi que quatre missiles antiaériens, rapporte l’armée de l’air ukrainienne dans un communiqué sur Telegram.
- Le ministre de la défense allemand appelle l’industrie de son pays à « augmenter ses capacités » de production. Berlin entend augmenter ses dépenses de défense annuelles, jusqu’à 162 milliards d’euros en 2029, ce qui représente une augmentation de 70 % par rapport à 2025.
- La Chine se réjouit de sa relation « stable » et « mûre » avec la Russie. Sergueï Lavrov effectuait une visite en Chine après un déplacement en Corée du Nord, où il a été assuré du soutien nord-coréen sur le dossier ukrainien.
14 luglio 2025. Minacce a Capacchione e Saviano, in appello confermate condanne per boss e avvocato
La Corte d’Appello di Roma ha confermato le pene per il boss dei Casalesi Francesco Bidognetti e il suo avvocato Michele Santonastaso: le intimidazioni risalgono al processo Spartacus del 2008. Fnsi e Ordine dei Giornalisti parte civile
La Corte d’Appello di Roma ha confermato oggi le condanne per Francesco Bidognetti, boss del clan camorristico dei Casalesi, e per l’avvocato Michele Santonastaso, accusati di aver minacciato Roberto Saviano e Rosaria Capacchione durante una delle udienze più simboliche del processo Spartacus, celebrato nel 2008 a Napoli. Le pene, già inflitte in primo grado nel 2021, restano di 1 anno e 6 mesi per Bidognetti e di 1 anno e 2 mesi per Santonastaso.
Le minacce furono rivolte in aula, nero su bianco in una dichiarazione letta dallo stesso Santonastaso su mandato dei suoi assistiti. Il testo conteneva riferimenti diretti e minacciosi agli allora giovani giornalisti, accusati di “strumentalizzare” il processo e “condizionare l’opinione pubblica”. Un atto intimidatorio che suscitò un vasto sdegno e che rappresentò un inquietante tentativo di zittire la stampa libera.
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https://tg24.sky.it/cronaca/2025/07/14/roberto-saviano-minacce-condanne-processo-appello?cmp=push_tg24_urban_null_null
14 luglio 2025. L’Hotspot di Pantelleria: un microcosmo di diritti sospesi
Il nuovo rapporto ASGI sul centro di Pantelleria documenta violazioni strutturali dei diritti umani, che lo configurano come un luogo di detenzione di fatto, privo di chiara base giuridica

Immagina di essere rinchiuso. Senza sapere perché. Senza un avvocato. Senza poter avvisare la tua famiglia. Ogni giorno uguale all’altro, in un limbo di incertezza. Questa è la realtà delle persone, inclusi minori non accompagnati, trattenute illegittimamente nel centro hotspot di Pantelleria, un’isola al largo delle coste siciliane dove dal 2021 è stato realizzato un centro per i migranti in arrivo dalla Tunisia.
Tra loro Mahdi, un giovanissimo cittadino tunisino che, come tanti altri, è stato trattenuto a Pantelleria per giorni, privato della sua libertà, senza chiarezza o informazioni sul suo futuro. La sua testimonianza è esemplificativa del trattamento delle centinaia di cittadini e cittadine stranieri che transitano presso il centro hotspot di Pantelleria ogni anno.
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https://www.asgi.it/inlimine/hotspot-pantelleria/
vedi anche
Report ASGI : L’Hotspot di Pantelleria. Aggiornamenti sulle prassi e procedure relative all’accesso ai diritti e al trattamento dei cittadini stranieri presso l’hotspot di Pantelleria – Luglio 2025
Dal 2021 il monitoraggio di ASGI a Pantelleria
Il monitoraggio di Pantelleria: le informazioni ottenute dalla pubblica amministrazione
7 Luglio 2025
16 maggio – L’approccio hotspot: le principali criticità e il loro contrasto giurisdizionale
28 Aprile 2025
L’hotspot di Pantelleria: i riscontri della pubblica amministrazione
4 Febbraio 2025
Hotspot di Pantelleria: l’accesso ai diritti e al trattamento dei cittadini stranieri
24 Luglio 2024
Il modello Lampedusa amplificato a Pantelleria: il “nuovo” hotspot e la privazione della libertà personale
6 Novembre 2023
La frontiera di Pantelleria: una sospensione del diritto
11 Agosto 2022
Pantelleria: interrogazione parlamentare sulle violazioni dei diritti dei cittadini stranieri
5 Agosto 2021
Report sopralluogo giuridico Pantelleria: una sospensione del diritto
11 Giugno 2021
L’altra faccia dello sport
Il Tour di Davide Cassani – 14 luglio 2025 10a tappa

Dopo 38 anni un irlandese torna in vetta al tour de France. Dopo Stephen Roche è Ben Healy che riporta la maglia gialla in Irlanda. La tappa di oggi era tosta, 4500 metri di dislivello con otto gran premi della montagna, sette di seconda categoria.

La prima salita dopo pochi km e se ne vanno in trenta. Di pericolosi per la generale? Nessuno nel senso che il migliore è Ben Healy (il suo ritardo 3:55) ma non è corridore che può inserirsi in una top five finale. Credo. La UAE mette Politt a lavorare ma lasciano che il vantaggio cresca.
Davanti c’è anche l’australiano O’Connor ma per colpa della caduta nella prima tappa ormai è fuori gioco. È proprio lui che a 100 km dall’arrivo crea ulteriore selezione tanto che davanti restano in 17 e tra questi non c’è Simone Velasco, l’unico italiano che era riuscito ad inserirsi in quei trenta.
Il più attivo? Lenny Martinez, francese della Bahrain che ha un solo obbiettivo, prendere punti per la maglia a pois. L’ aveva annunciato prima della partenza del Tour de France: “ mio nonno Mariano ha conquistato la maglia a pois nel 1978, voglio imitarlo”. Missione compiuta, vincendo i primi cinque GPM riesce, nel giorno della festa nazionale francese a balzare al comando della speciale classifica del miglior scalatore. Lenny Martinez è forte, è giovane (22 anni) ma tra quei cinque che riescono ad avvantaggiarsi lui non c’è. Perde terreno. Tadej Pogacar pedala tranquillo, Politt prima e Wellens poi tengono alta l’andatura del gruppo ridotto a 50 unità, ritardo?
Intorno ai sei minuti.
Eccoli i cinque al comando: Ben Healy,
Ben O’Connor,Michael Storer, Simon Yates e Thymen Arensman.
A 20 km dall arrivo la situazione è chiara: Ben Healy, vincitore a Vire Normandie giovedì scorso, vuole prendersi la maglia gialla. È lui che, da qualche km, è davanti a tirare e nessuno gli dà più un cambio. Il vantaggio è sempre di sei minuti e il sogno giallo non è poi così lontano. Dietro la situazione cambia perché i Visma cominciano a scattare. Su un tratto in salita parte Kuss e subito dopo Jorgenson ma Pogacar lo stoppa immediatamente.
A meno 15 km comincia l’ultima salita, sono 5 km. Ben Healy in testa a culllare il sogno giallo (vantaggio di 5:30) dietro i Visma che stuzzicano Pogacar con scatti neanche troppo convinti. Non sono certo queste punzecchiature che possono impensierire lo sloveno.
L’ unico che dietro perde terreno è Vauquelin, il terzo della classica generale che ai 10 km dall’arrivo, proprio in vista del GPM, si stacca. Gli ultimi 3 km sono tutti all’insù e appena la strada ricomincia a salire parte secco Simon Yates, il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia. Storer molla subito, Arensman prova a stargli dietro, O’Connor finisce la benzina Healy anche se staccato continua ad inseguire quella maglia gialla che spera diventi sua. Sì, è possibile essendo il suo vantaggio ancora superiore ai 5’.
Simon Yates vince la tappa, a 9” Arensman, Healy raggiunge e supera O’Connor e si piazza in terza posizione a 31” dal vincitore. Nulla da segnalare dietro, Tadej Pogacar sa che potrebbe perdere la maglia. Non dico che sia contento ma poco ci manca. Ma puó uno come lui non fare neanche un allungo in un finale in salita come questo? No, non può. Parte a 1500 metri e come al solito solo Vingegaard resiste alla sua progressione.
Ma la cosa più emozionante è l’attesa di Healy: si è fermato subito dopo il traguardo, stanco ma speranzoso, con un occhio sul maxi schermo e l’altro a controllare il tempo. Ancora 800 metri, tutti in salita. Faccio due conti e capisco che Healy sarà la nuova maglia gialla. Penso che anche lui lo abbia capito ma non può ancora esultare, non c’è ancora certezza. Passano i secondi che per Ben Healy sono piu lenti del solito, ma ora può sorridere, sono passati più di 4’ dal suo arrivo e Pogacar non è ancora arrivato. È lui la nuova maglia gialla. Per quando riguarda la Visma nulla da dire su Simon Yates, come sempre impeccabile ma dietro non ho capito cosa volessero fare. Forse il terreno non era quello giusto ma la Visma con attacchi del genere non va molto lontano. Ma le salite, quelle vere devono ancora cominciare e Vingegaard dà l’impressione di andare forte.
PS: In merito alla UAE, Almeida ritirato, Sivakov che non sta bene, una mossa intelligente aver mollato la maglia gialla. I compagni di squadra di Pogacar possono prendere un po’ fiato, almeno per le prossime due tappe.
vedi anche
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/13/tour-de-france-2025-tappa-10-percorso-altimetria
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/14/tour-de-france-2025-tappa-10-oggi-classifica-live
14 luglio 2025. Hockey, l’appello della HC Milano Devils per continuare a usare il Palasesto
I giovani hockeisti dell’’HC Milano Devils lanciano un appello per non rimanere senza impianto: serve una nuova pista per continuare ad allenarsi
Nuvoloni all’orizzonte per l’HC Milano Devils, una delle associazioni storiche dell’hockey su ghiaccio milanese, che rischia di rimanere senza casa per la stagione sportiva 2025/2026. La dirigenza del Palasesto di Sesto San Giovanni, struttura di riferimento per l’hockey lombardo, ha revocato la disponibilità delle ore ghiaccio precedentemente assegnate al club, annunciando l’intenzione di avviare un’attività autonoma sotto la nuova compagine “Hockey Club Diavoli Rossoneri”. Una decisione arrivata a sorpresa, dopo che solo a maggio erano state richieste conferme e proposto un aumento del 15% sul costo orario.
continua in
https://tg24.sky.it/milano/2025/07/14/milano-hockey-piccoli-diavoli
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Domenica 13 luglio

«Gentile Signora, dazi al 30%». Arriva a Bruxelles la lettera di Trump ed è una dichiarazione di guerra. L’Europa ribolle, ambasciatori dei 27 convocati oggi, von der Leyen: «Negoziamo ma pronti a contromisure». Qualcosa si è rotto tra le due sponde dell’Atlantico
Anna Maria Merlo
https://ilmanifesto.it/dear-madam-dazi-al-30-e-la-dichiarazione-di-guerra
RaiNews LIVE – I dazi news a partire dal 9 luglio
Trump all’Ue: “Dazi al 30% dal 1 agosto”. Von der Leyen: “Pronti a contromisure, tratteremo”
La guerra commerciale: dazi al 30 anche al Messico
Già ieri Macron aveva evocato il Meccanismo anti-coercizione. Riunione degli ambasciatori dei 27 membri Ue, supporto alla presidente della Commissione Ue. Meloni: “L’Ue ha la forza per far valere le proprie ragioni”. Merz: “Lavoro intenso”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/07/trump-prevede-di-imporre-dazi-generalizzati-del-15-o-del-20-per-cento-a-partire-dal-primo-agosto-15cb7815-0671-405a-b874-6a12647eccc9.html
vedi anche
Dazi, testo integrale della lettera di Trump all’Ue: “Se reagirete raddoppieranno”
video Trump scrive: “Dazi contro l’Europa al 30%”
video Meloni spera che si possa ancora raggiungere un’intesa
13 luglio 2025. Dazi Trump all’Ue, quanto potrebbero pesare sul made in Italy? Gli scenari
La lettera inviata nella giornata di ieri, sabato 12 luglio, dal leader americano Donald Trump alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in cui ha annunciato l’inasprimento – a partire dal 1° agosto – delle tariffe doganali al 30% sulle merci europee importate, ha innescato reazioni allarmanti da parte di diversi rappresentanti del mondo produttivo italiano, che hanno già fornito le prime stime dell’impatto dei dazi sul made in Italy.
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https://tg24.sky.it/economia/2025/07/13/dazi-trump-ue-made-in-italy
13 luglio2025. Dazi e guerre vere: il caos sistemico di Trump
I dazi del 30% sulle importazioni da Europa e Messico sono l’ultimo colpo a sorpresa di Trump. La risposta europea dovrebbe colpire dove gli Usa sono più esposti – digitale, finanza, tecnologie verdi – e disegnare un ordine meno ingiusto.
Mario Pianta – sbilanciamoci.info
Un ceffone al posto delle buone maniere. Il braccio di ferro al posto delle regole. Attaccare gli alleati più vicini anziché gli avversari. Colpire i punti più deboli degli interlocutori per paralizzarli ed evitare controffensive. Il 30% di dazi imposti sulle esportazioni di Unione Europea e Messico negli Stati Uniti che Donald Trump ha annunciato ieri è solo l’ultimo colpo di una strategia praticata fin dal suo insediamento. I rinvii e i pochi passi indietro sono stati soltanto l’occasione per prendere meglio la mira.
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https://sbilanciamoci.info/dazi-e-guerre-vere-il-caos-sistemico-di-trump/
13 luglio 2025. Lorenzo Tosa sulla propria pagina Facebook

Oggi l’imbarcazione Handala della ong Freedom Flotilla è ripartita dal porto di Siracusa, destinazione Gaza.
Obiettivo? Sempre lo stesso: rompere il blocco israeliano con un carico di aiuti alimentare e sanitario per la popolazione palestinese.
L’ultima volta, con a bordo Greta Thunberg, tutti ricordano com’è finita: con il blitz dell’esercito israeliano, i lacrimogeni, l’arresto (o sarebbe meglio dire il rapimento), infine la deportazione.
Oggi quell’equipaggio riparte per la stessa missione con l’identica determinazione.
Ci vuole un grande, grandissimo coraggio e una schiena dritta che quasi nessun governo ha dimostrato di avere per fare quello che questi ragazzi stanno facendo.
Buon vento.
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13 luglio 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1235
RaiNews LIVE
Aiea, centinaia di spari vicino alla centrale Zaporizhzhia. Sumy, drone russo fa un morto e 3 feriti
Zelensky: “Neutralizzare gli shahed, chiave per far ripartire la diplomazia”. Trump valuta nuovi fondi per l’Ucraina, domani o martedì vedrà il segretario Nato Mark Rutte. Kiev, almeno 14 civili uccisi tra ieri e oggi negli attacchi di Mosca
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/07/nordcorea-sostegno-incondizionato-a-russia-zelensky-cambiamenti-in-vista-nelle-istituzioni-13c228f8-e145-4e0c-9a04-8581c9028f7b.html
Vedi anche
video Drone impatta sul distributore di benzina nel Kursk
video Ronzio inquietante del drone che squarcia il cielo nella regione di Mosca
Media, Trump userà potere presidenziale per invio armi a Kiev: è la prima volta
Conferenza di Roma, dieci miliardi per l’Ucraina. Volenterosi “pronti” per una forza di peacekeeping
Mattarella riceve Zelensky: “Pieno sostegno dall’Italia all’indipendenza di Kiev. L’Ucraina nell’Ue”
https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina
LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : Donald Trump annonce que les Etats-Unis vont envoyer des systèmes antiaériens Patriot à l’Ukraine
« Nous leur enverrons des Patriots, dont ils ont désespérément besoin », a déclaré le président américain, sans préciser combien, deux semaines après que Washington a annoncé la suspension de certaines livraisons d’armes à Kiev.
Le 13/07 à 14:00 L’essentiel
Le point sur la situation, dimanche 13 juillet à 14 heures
- L’armée russe a lancé 60 drones entre 14 heures samedi et 9 heures dimanche, rapporte l’état-major des forces ukrainiennes, alors que les salves des nuits précédentes avaient été beaucoup plus importantes.
- Plus de 1 800 drones et 1 200 bombes guidées russes ont été lancés cette semaine en Ukraine, écrit dimanche le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, sur les réseaux sociaux, dénonçant une « intensification de la terreur », tout en insistant sur les « bons résultats » de la défense aérienne.
- Le ministère de la défense russe annonce, dimanche, la prise du village de Myrne, dans l’oblast de Donetsk. Les analystes de données en sources ouvertes du site DeepState, réputé proche de l’armée ukrainienne, avaient fait état, la veille, d’une offensive des forces russes dans ce village de l’ouest de l’oblast, proche de la limite administrative de celui de Dnipropetrovsk, et leur présence y est signalée sur la carte du front qu’ils tiennent à jour.
- Des bombardements russes ont causé la mort de deux femmes âgées, à Kherson et dans un village de l’oblast de Dnipropetrovsk, selon les autorités locales. Le corps d’une troisième a été découvert dans les décombres d’une maison touchée samedi, dans l’oblast de Zaporijia.
- Le service de sécurité d’Ukraine (SBU), chargé des opérations spéciales, annonce avoir « éliminé » des agents du service de renseignement russe auxquels il impute le meurtre d’un de ses officiers, commis trois jours plus tôt à Kiev.
- Le dirigeant nord-coréen, Kim Jong-un, a assuré le chef de la diplomatie russe, Sergueï Lavrov, en visite à Pyongyang, de son soutien « inconditionnel » dans la guerre contre l’Ukraine, jugeant « certaine » la victoire de Moscou.
- La Corée du Nord pourrait avoir fourni plus de 12 millions d’obus de 152 mm à la Russie, d’après les services de renseignement militaires sud-coréens, cités dimanche par l’agence de presse Yonhap.
13 luglio 2025. Le sanzioni europee alla Russia nelle tasche italiane

Sanzioni europee alla Russia. «È arrivato il momento di porsi delle domande. Quanto ci costano le sanzioni alla Russia?». Dubbi degli imprenditori italiani in quell’enorme Paese. «E le sanzioni hanno o non hanno funzionato?». A guardare la realtà sembra proprio di no. Anzi, la cura (sanzioni) che ha dato il medico non ha funzionato, in compenso si è ammalato il farmacista.
Marco Marangoni – remocontro.it
«Anziché chiederci quanto sono costate le sanzioni alla Russia e ai russi, perché non ci chiediamo quanto sono costate e quanto costano a noi (italiani ed europei, ndr)?». Vittorio Torrembini, storico presidente dell’Associazione degli imprenditori italiani in Russia, conosce il mondo russo da quando sul Cremlino sventolava ancora la bandiera rossa con falce e martello. Era la fine degli anni ’80, inquilino del Cremlino era Mikhail Gorbaciov, quando da giovane funzionario del Pci di Piacenza, Torrembini si è trasferito a Mosca, cuore pulsante dell’allora Unione Sovietica.
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https://www.remocontro.it/2025/07/13/le-sanzioni-europee-alla-russia-nelle-tasche-italiane/
13 luglio 2025. Guerra in Ucraina, l’analisi sull’offensiva estiva della Russia: ecco come sta andando
Non accenna a fermarsi il conflitto che ormai da oltre tre anni vede contrapposte Russia e Ucraina. E mentre Donald Trump sembra pronto ad una svolta contro Vladimir Putin, dopo aver tentato inutilmente per quasi sei mesi di convincerlo a trattare la pace con Kiev, iniziano ad arrivare le prime stime sull’andamento dell’ultima offensiva russa in territorio ucraino.
Secondo quanto riportato da The Economist, infatti, al ritmo attuale di avanzamento le truppe di Mosca avrebbero bisogno di altri 89 anni per conquistare l’intero territorio dell’Ucraina. Eppure “Putin non sembra scoraggiato: le sue forze armate stanno reclutando tra i 10mila e i 15mila soldati al mese più di quelli reclutati da Kiev, attirando cittadini russi con generosi bonus alla firma e salari anziché affidarsi alla coscrizione obbligatoria”.
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https://tg24.sky.it/mondo/2025/07/13/guerra-ucraina-offensiva-russia
13 giugno 2025. Che cos’è il ‘Regime Change’: una cattiva ideologia dalle nefaste conseguenze

E’ una cattiva ideologia che ha sortito conseguenze nefaste. Con il Medio Oriente che ribolle e l’Europa che vuole in riarmo, i tempi della politica sembrano dileguarsi al cospetto della pura forza
Michele Prospero – l’Unità
Ottenuta la candidatura al Nobel per la pace, con un foglio vergato di pugno da una guida morale tanto apprezzata dalla popolazione di Gaza, ora Trump si gode il meritato momento di gloria. La grande stampa nostrana è zeppa di elogi perché il tycoon, dopo lo smarrimento “pacifista” iniziale, ha ripreso l’invio di armi a Kiev. E così, sbarrata la funesta prospettiva della diplomazia, il fuoco dei razzi torna a riscaldare l’Ucraina.
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https://www.unita.it/2025/07/13/che-cose-il-regime-change-una-cattiva-ideologia-dalle-nefaste-conseguenze/
L’altra faccia dello sport
Il Tour di Davide Cassani – 13 luglio 2025 9a tappa

Si chiama Mathieu Van Der Poel, è olandese, ha 30 anni, e oggi è stato raggiunto a 800 metri dal traguardo. La tappa non prevede neanche un gran premio della montagna e nessuno crede ad una fuga da lontano. Pronti via, scatta Jonas Rickaert della Alpecin seguito dopo pochi secondi da Mathieu Van Der Poel.

Chi? Ma il vincitore di Boulogne sur Mer? Quello che ha indossato la maglia gialla? L’ex campione del Mondo? Colui che ha vinto due Milano Sanremo, tre Giri delle Fiandre e tre Roubaix? Sì lui. Ma è pazzo? Il gruppo lascia fare forse perché non ha ben capito quali siano le intenzioni dell’olandese. Ma vuole prendere i punti al traguardo volante per la maglia verde? Ma se ieri ha tirato la volata a Groves perché dovrebbe andare oggi alla ricerca di punti? No, non è quello il motivo. Ne sono certo.
Dopo 25 km i due Alpecin hanno 3:50, dopo 50 il vantaggio sale a 5:30 perché a parte la Lidl Trek di Jonathan Milan nessuno ha voglia di sfinire uomini così presto. 100 km all’arrivo e la situazione non cambia, 5 minuti di vantaggio. Una brutta notizia per Tadej Pogacar, Joao Almeida è costretto al ritiro. La caduta a Mur de Bretagne, la costola rotta, le abrasioni in tutto il corpo costringono il portoghese a salire in auto. Sarebbe stato l’uomo più prezioso per la maglia gialla nelle tappe più difficili.
Ancora 55 km e alla Lidl Trek si aggiunge qualcun’altro in testa al gruppo. Vantaggio 3’
C’è vento ora favorevole, ora laterale, poi ancora favorevole. Ad ogni cambio di direzione è una frustata, il gruppo si allunga, si spezza ma davanti quei due non mollano. Ma quanto forte vanno? A 44 km il loro vantaggio si riduce ulteriormente: ora 2’.
È il momento più delicato perché prima la Red Bul poi la Visma vogliono frazionare il gruppo.
La rumba del gruppo porta il distacco a soli 31” ormai la fuga si può considerare al termine ma si cambia direzione, il vento torna favorevole e nessuno ha più voglia e forza di chiudere quel buco, Rickaert e Van Der Poel sono vicini. C’è un rallentamento, una fase di studio, i due davanti si allontanano di nuovo.
A 15 km alla conclusione arriva l’ammiraglia a dare le ultime notizie: avete 1:22 a tutta ragazzi, ce la potete fare, forza Mathieu, forza Jonas, fatemi vedere di cosa siete capaci. Non lo so se queste sono state le parole del direttore sportivo, mi sono immagini questo dialogo.
Ultimi 10 km, 50” il vantaggio dei due, in testa al gruppo la Lidl Trek,
Meno 9: solo 5 i secondi persi dai primi due nell’ ultimio km. ora il vantaggio è di 45” e sono sempre i Lidl Trek a tirare dietro. Milan è costretto ad usare gli uomini del treno che ovviamente non avrà nel caso dovessero riprendere i due Alpecin.
Meno 8; si sporta la Lidl arrivano due Uno X ma davanti resistono, non hanno perso nulla.
Meno 7: gruppo a 60 orari 35” il ritardo.
Meno 6: Jonas Rikaert non ce la fa più, smette di pedalare, la fatica lo costringe a mollare. Un uomo solo al comando.
Meno 5; Van Der Poel tiene duro, ora ci sono due Arkea a menare a più non posso. È una lotta, uno davanti contro contro tutti gli altri dietro. Ed è al comando da 168 km pedalati a 50 di media.
Meno 4: in tre della Groupama e il distacco è solamente di 22”.
Meno 3: eccola Châteauroux, che accoglie VDP davanti a tutti ma subito dietro, a 13” il gruppo che sara composto da una settantina di corridori. Ormai Mathieu è lì, lo vedono.
Meno 2 km: una curva a sinistra, la strada che sembra salita per il fuggitivo anche se è totalmente pianeggiante.
Curva a destra, Van Der Poel non molla, non si volta, abbassa la testa come se non volesse neanche vedere dov’è il traguardo ma è troppo lontano. Mancano 1000 metri, non c’è nulla davanti a lui se non una stradone immensamente largo e lungo, troppo lungo. Il primo a raggiungerlo è Albanese, mancano solo 800 metri. Ma Milan? E Merlier? In rampa di lancio. Parte la volata, lungo la transenna Jonathan, a centro strada Tim. Uno di fianco all’altro. Volata lanciata, Merlier sembra leggermente più veloce, 100 metri, la vittoria è una questione tra loro due. Il campione europeo davanti anche se di poco, una punta di velocità leggermente superiore al friulano…..e sul traguardo una mezza bicicletta tra i due.
Primo Merlier, secondo Milan. Ma è Mathieu Van Der Poel il corridore del giorno. Ha reso bella, vibrante, incerta, appassionante una tappa che sulla carta non prometteva nulla di simile. Una tappa con una mezza bicicletta di troppo per Milan e 800 metri che hanno separato Van Der Poel da una grande impresa. Impresa che invece è riuscita a Jannik Sinner. Un grandissimo.
vedi anche
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/12/tour-de-france-2025-tappa-9-percorso-altimetria

Elisa Longo Borghini, completato il back-to-back al Giro d’Italia Women 2025: è ancora lei la regina in rosa dopo il successo nel 2024
Fabio Barera – Eurosport
CICLISMO, GIRO D’ITALIA WOMEN 2025 – L’azzurra controlla nell’ultima tappa dopo aver ribaltato la classifica nella settima frazione e rimane in Maglia Rosa. Per lei si tratta di un back-to-back avendo già vinto l’edizione 2024. È bastato rimanere attaccata alle altre e poi piazzare la stoccata vincente sul Monte Nerone per conquistare un altro successo tenendo la maglia di leader per una frazione.
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https://www.eurosport.it/ciclismo/giro-d-italia-women/2025/elisa-longo-borghini-completato-il-back-to-back-al-giro-ditalia-women-2025-e-ancora-lei-la-regina-in-rosa-dopo-il-successo-nel-2024_sto23201613/story.shtml
13 luglio 2025. Viaggi treno agosto, lavori e cantieri allungano tempi: i ritardi sulle principali tratte
Si preannuncia un agosto complicato per tutti coloro che decideranno di spostarsi in treno lungo l’Italia in piena estate. Secondo quanto ricostruito dal Codacons – che ha analizzato i prezzi dei biglietti e i tempi di viaggio su alcune tratte molto comuni tra viaggiatori e turisti, mettendo a confronto diversi mezzi di trasporto quali treni, aerei e pullman – i cantieri sulla rete legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) determineranno un sensibile allungamento dei tempi di percorrenza su alcune tratte dell’alta velocità, “con la conseguenza che aerei e pullman acquistano sempre più competitività”.
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https://tg24.sky.it/cronaca/2025/07/13/viaggi-treno-agosto-ritardi?card=5
13 luglio 2025. Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
La situazione nella sua complessità è semplice: non ci siamo arresi

Siamo stati licenziati da una fabbrica dell’automotive, nel contesto complessivo dello sfacelo dell’automotive mondiale, europeo, italiano. Licenziati da un fondo finanziario nel complesso della finanziarizzazione dell’economia mondiale. Non ci siamo arresi: abbiamo sconfitto i licenziamenti.
Ci hanno lasciato nel limbo: in una fabbrica senza piano industriale. Non ci siamo arresi: abbiamo sviluppato la convergenza e ne è nata una prima proposta di progetto industriale.
Ci avevano detto che era colpa della transizione climatica se ci licenziavano: abbiamo creato un esempio indistruttibile di convergenza tra fabbrica e movimento climatico.
Poi è arrivata una nuova proprietà che diceva di fare da ponte a investitori e a un nuovo piano industriale. Non è stato così. Non ci siamo arresi: abbiamo fatto un nuovo piano industriale. E tanto o poco che sia, pare ad oggi sia l’unico.
Abbiamo pensato a una fabbrica socialmente integrata, partendo semplicemente dall’idea che le forze che hanno difeso la fabbrica, evidentemente sono le uniche che la vogliono realmente far ripartire.
Ci hanno scaricato addosso di tutto: incontri, rinvii, leggende metropolitane, mesi e mesi senza stipendio. Ci hanno fatto male, tanto male. Abbiamo contato le ferite e le cicatrici e abbiamo temuto fossero mortali. Ma non ci siamo arresi.
La fabbrica nel frattempo però è stata trasformata in una operazione immobiliare: un immobile da svuotare di vita e lavoro per trarne una rendita.
Non ci siamo arresi: abbiamo suggerito un intervento di politica industriale pubblica, attraverso un consorzio industriale pubblico.
E ora? Il consorzio sta per arrivare ma non è ancora arrivato. Dovrebbe intervenire ma non è ancora intervenuto. E il piano industriale entra nei dettagli, ma non può entrarci completamente in questa situazione.
E infine, sul presidio sociale che per 4 anni non si è arreso, pesa la minaccia di sgombero. E noi? Noi, non ci siamo arresi.
E tutto questo è stato possibile perché nel nostro “noi” ci siete “voi”. Perché anche il sesto evento in 14 mesi – solo per contare gli ultimi 14 mesi – ha visto la partecipazione di migliaia di persone.
E quindi? Andiamo per il settimo. La piazza di Firenze a disposizione per un nuovo corteo “per questo, per altro, per tutto”.
La situazione è semplice: la fabbrica è stata chiusa, ha resistito, vuole riaprire, vuole ri-esistere. Più il vuoto avanzava, più noi siamo stati tutto. E la nostra piccola grande comunità nel frattempo ha saputo scegliersi la parte dietro la linea Gotica.
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#insorgiamo
Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
3^ Assemblea dell’azionariato popolare “Che fatica che ti chiedo”
È grave. Lasciare ancora una volta questa lotta in sospeso è grave. Pensare anche solo di ridurla a un problema di ordine pubblico è gravissimo. Contro il logoramento da un lato e la repressione dall’altro, noi siamo e saremo pronti e pronte. (…)
Ancora una volta, questa assemblea si svolge senza poter deliberare l’avvio del progetto. Il consorzio è vicino, ma non ancora costituito. La disponibilità della fabbrica a essere reindustrializzata è oggi più che mai minacciata dagli interessi di natura immobiliare. E tutto questo impedisce al progetto industriale di partire.
Stanno cercando di logorare anche il movimento di solidarietà. Solo da maggio 2024 si sono tenuti almeno sei grandi eventi (cortei, concerti, assemblee, festival), praticamente uno ogni due mesi, senza contare le decine di iniziative “minori”. (…)
4 anni non sono un traguardo da festeggiare, ma una ragione per indignarsi. Dimostrano quanto questa partita fosse truccata fin dall’inizio, quanto questa sia “la loro società”, costruita per bloccare ogni cambiamento.
La situazione oggi è questa:
Il progetto industriale:
– Siamo alla definizione dei dettagli (contratto per la linea produttiva, corsi di formazione, autorizzazioni). (…)
– Tre istituti finanziari hanno confermato il proprio appoggio con lettere di interesse. (…)
– Il piano industriale ha già affrontato quattro istruttorie, l’ultima interamente tecnica. (…)
Il consorzio industriale pubblico:
– Promosso dalla Regione, ha già ottenuto l’adesione dei Comuni di Campi Bisenzio, Calenzano e Sesto Fiorentino. Il 16 luglio dovrebbe arrivare quella della Città Metropolitana.
– A quel punto dovrà costituirsi formalmente davanti a un notaio.
– È vitale che apra da subito la discussione sull’area ex GKN.
Il progetto industriale nato dalla lotta ex GKN vede oggi la fabbrica trasformata in un puro immobile in mano a soggetti immobiliari. È lecito domandarsi se questo scenario non sia stato preparato sin dall’inizio.
(….) Agosto rischia di essere l’ennesimo mese di attesa sotto il sole del presidio. O, nella peggiore delle ipotesi, il mese in cui tenteranno lo sgombero.
Siamo quindi costretti a considerare ogni scenario possibile e, ancora una volta, a non poterci concentrare in una sola direzione.
La nostra azione deve seguire tre direttrici:
1. Spingere la reindustrializzazione dal basso come se dovesse partire domani:
– Superare 1,7 milioni con l’azionariato popolare
– Lanciare la campagna: “Ogni spazio sociale sia una comunità energetica”
– Rilanciare il progetto delle cargobike con ordini solidali e una nuova giornata campale
2. Essere pronti, se necessario, a iniziare a lavorare a dispetto di tutto e tutti, rompendo il processo di attesa e logoramento.
Questa ipotesi sarà da valutare a settembre, quando avremo piena chiarezza sull’efficacia del consorzio. (…)
3. Prepararsi alla mobilitazione in ogni scenario.
(…) fuori dalla mobilitazione non c’è salvezza. Siamo alla ricerca della spallata decisiva per far cadere il muro di gomma. Ad oggi, la nostra spalla non si è rotta, ma il muro non è ancora venuto giù. Siamo condannati a provare e riprovare.
Per questo, mettiamo a disposizione la nostra esigenza di mobilitazione alle esigenze di mobilitazioni più generali. Mettiamo a disposizione la piazza di Firenze alle decisioni delle prossime assemblee di movimento, per costruire un nuovo corteo: “Per questo, per altro, per tutto”, sulla base delle rivendicazioni che oggi ci paiono intrecciare tutte le lotte:
1– Intervento pubblico ora: contendere i miliardi destinati al riarmo e investirli in stato sociale, sanità, istruzione, politica industriale, riappropriazione dei quartieri
2– Transizione ecologica reale e stop all’escalation bellica mondiale: riconversione produttiva contro il riarmo e contro le grandi opere inutili
3– Contro la società autoritaria: contrastare il DDL Sicurezza e la società della paura. Rilanciare democrazia diretta e protagonismo sociale
4– Contro il genocidio: la solidarietà internazionale rafforza le lotte
5– Salario adesso: redistribuire la ricchezza parassitaria e fermare l’impoverimento
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#insorgiamo
Fermiamo la strage
12 luglio 2025. Bologna, autocisterna di Gpl va fuori strada ed esplode: morto l’autista

Un’autocisterna di Gpl è uscita di strada all’altezza del deposito di una società di logistica a Crespellano e, dopo essere finita nel parcheggio della ditta, è esplosa prendendo fuoco. L’autista del mezzo pesante è morto nell’esplosione
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https://tg24.sky.it/cronaca/2025/07/12/bologna-esplosione-oggi?cmp=push_tg24_urban_null_null
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Sabato 12 luglio

In un mondo di riarmi sfrenati c’è anche chi dice basta guerra. Cerimonia storica tra le montagne del Kurdistan dopo l’annuncio di Ocalan: addio del Pkk alla lotta armata, con la Turchia cambia la strategia ma non l’obiettivo.
E ora tocca a Erdogan
Chiara Cruciati
https://ilmanifesto.it/armi-al-rogo-il-pkk-fa-sul-serio
RaiNews LIVE
Trump all’Ue: “Dazi al 30% dal 1 agosto”. Von der Leyen: “Pronti a contromisure, tratteremo”
La guerra commerciale: dazi al 30 anche al Messico
Roma: “Evitare polarizzazioni”. Macron: “Meccanismo anti-coercizione”. Berlino: “L’Ue negozi pragmaticamente”. Col Brasile scontro diplomatico. A Kuala Lumpur incontro “positivo e pragmatico” tra Rubio e il collega cinese Wang Yi
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
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vedi anche
Dazi, testo integrale della lettera di Trump all’Ue: “Se reagirete raddoppieranno”
video Trump scrive: “Dazi contro l’Europa al 30%”
video Meloni spera che si possa ancora raggiungere un’intesa
12 luglio 2025. Dazi al 30% all’Europa, la lettera di Trump è uno schiaffo a Bruxelles: “Ulteriori aumenti se reagirete”

La lettera è arrivata, ed è una stangata. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha diffuso via social la missiva inviata dalla Casa Bianca all’Unione Europea con i dazi previsti da Washington sui prodotti europei esportati negli Stati Uniti: le tasse doganali, a dispetto delle aspettative più ottimistiche della vigilia, saranno al 30% su tutti i beni, e in aumento in maniera proporzionale in caso di ritorsioni da parte di Bruxelles.
Nella lettera indirizzata alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, Trump usa toni a dir poco minacciosi. “L’Unione Europea consentirà un accesso completo e aperto al mercato degli Stati Uniti, senza che ci vengano addebitate tariffe doganali, nel tentativo di ridurre l’elevato deficit commerciale. Se per qualsiasi motivo decidete di aumentare le vostre tariffe e di reagire, l’importo, qualunque sia l’aumento scelto, verrà aggiunto al 30% che applichiamo”, è un passaggio del testo.
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https://www.unita.it/2025/07/12/dazi-europa-lettera-trump-von-der-leyen/
vedi anche
Trump cala la scure dei dazi sull’Europa: e menomale che era amico di Meloni
Dazi, Trump rinvia ancora la “guerra commerciale” al primo agosto: dalla Casa Bianca 14 lettere di avvertimento
Dazi al 10%: la resa anticipata di Meloni, la premier si inchina a Trump
Dazi al 30% all’Europa, la lettera di Trump è uno schiaffo a Bruxelles: “Ulteriori aumenti se reagirete”
Trump cala la scure dei dazi sull’Europa: e menomale che era amico di Meloni
Con i dazi di Trump contro l’Europa entra in crisi il capitalismo: Meloni prenda atto del suo fallimento e si dimetta
Piero Sansonetti – l’Unità
Il presidente americano Donald Trump ha fissato al 30 per cento i dazi per l’Europa, le merci europee che saranno vendute negli Stati Uniti avranno una sovrattassa del 30 per cento: una bottiglia di vino da 10 euro verrà venduta a 13 euro, quei tre euro andranno al fisco degli Stati Uniti.
È una misura che sostanzialmente sospende il liberismo, la libertà di mercato. La sospende perché Trump non è eterno, noi speriamo che duri poco, ma al momento il liberismo è sospeso nei rapporti internazionali.
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https://www.unita.it/2025/07/12/con-i-dazi-di-trump-contro-leuropa-entra-in-crisi-il-capitalismo-meloni-prenda-atto-del-suo-fallimento-e-si-dimetta/
12 luglio 2025. Nordio e Piantedosi inguaiati da Almasri, Nobel ad Albanese: il governo Meloni è una barzelletta
Manca solo l’Italia. Già, il paese di Francesca Albanese è assente. Il nostro governo, di fronte a un atto di inaudita arroganza americana contro una cittadina italiana che lavora per l’Onu, ha pensato bene di tacere.
Piero Sansonetti – l’Unità
Sull’aggressione americana contro Francesca Albanese si è pronunciata, indignata, l’Europa e ancora più indignata si è pronunciata l’Onu. E naturalmente anche Amnesty International e molte organizzazioni umanitarie internazionali. È stato anche lanciato un appello perché le sia assegnato il Nobel per la pace dall’ex Console Marco Calamai. E l’appello di Calamai è stato sottoscritto da centinaia di intellettuali.
Manca solo l’Italia. Già, il paese di Francesca Albanese è assente. Il nostro governo, di fronte a un atto di inaudita arroganza americana contro una cittadina italiana che lavora per l’Onu, ha pensato bene di tacere. La decisione di Washington, che ha annunciato sanzioni contro l’Albanese, è un’offesa evidente al buonsenso e anche all’Italia. Tanto più che è stata resa pubblica mentre il presidente Trump riceveva alla Casa Bianca un latitante ricercato dalla corte dell’Aja, contro il quale c’è un mandato di cattura, e che è accusato di orrendi crimini di guerra e contro l’umanità. Parlo di Netanyahu. Un controsenso. Anziché sanzionare l’autore dei crimini si sanziona la funzionaria che denuncia i crimini e che ha raccolto informazioni assolutamente certe sul “business del genocidio” e su come a questo “business” (e dunque anche a questo genocidio) partecipino le grandi Company americane, a partire da Google. E il governo italiano che fa? Quello che non farebbe nemmeno il più sottomesso dei vassalli: si cuce la bocca col fil di ferro.
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https://www.unita.it/2025/07/12/nordio-e-piantedosi-inguaiati-da-almasri-nobel-ad-albanese-il-governo-meloni-e-una-barzelletta/
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12 luglio 2025. ‘America first’: Trump batte tutti i record di spesa per le armi
Le forze armate russe? Al confronto con quelle americane, sembrano appena uscite dalle trincee della Prima guerra mondiale. Per non parlare della Cina, che la concorrenza agli Stati Uniti la vince sui banchi dei supermercati. Voce ‘difesa’, armamenti d’attacco: gli Usa supereranno il trilione di dollari.

Piero Orteca – remocontro.it
La quantità di risorse che Washington destina alla ‘difesa’ (patetico eufemismo) è semplicemente scioccante. E con Trump è pure peggio, perché durante questo suo secondo mandato di ‘pacificazione planetaria’, gli Usa stanno battendo tutti i record e ‘spaccheranno’ il trilione di dollari. Solo gli idioti potevano credere alla favola del nobile cavaliere, che predica la fine dei conflitti e che non ama il riarmo. Trump è stato rieletto dopo avere firmato onerose cambiali, a destra e a manca, con gli oligarchi della tecnologia ‘da consumo’ ad altissimo valore aggiunto: tutto quello, cioè, che serve anche a fare la guerra. ‘Prodotti’, come i caccia da combattimento che costano ben 100 milioni di dollari cadauno e sistemi d’arma, come il marziano antimissile ‘Golden Dome’, il cui sviluppo (tenetevi forte) costerà la mostruosità di 175 miliardi di dollari.
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https://www.remocontro.it/2025/07/12/america-first-trump-batte-tutti-i-record-di-spesa-per-le-armi/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=gli-ultimi-newsletter-total-articoli-dal-nostro-blog_262
12 luglio 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1233
RaiNews LIVE
Sull’Ucraina “il secondo peggior attacco” di sempre. Berlino invia missili a lungo raggio
Il ministro della Difesa Umerov probabile nuovo ambasciatore ucraino negli Usa, Kiev verso un rimpasto di governo. Zelensky conferma: riprese forniture militari americane. Lavrov in Corea del Nord, vede Kim
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/07/zelensky-buoni-segnali-dagli-usa-terza-notte-di-attacchi-russi-colpite-chernivtsi-e-leopoli-1880544e-7284-4f30-87f6-d9866191e3d7.html
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https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina
LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : le point sur la situation samedi 12 juillet
Volodymyr Zelensky a dit vendredi avoir reçu de « bons signaux » sur de nouvelles livraisons d’armes des Etats-Unis et des pays européens. « Nous travaillons avec nos partenaires pour de nouvelles livraisons d’armes, ainsi que l’augmentation de la production d’arme en Ukraine pour équiper l’armée », a déclaré le président ukrainien, disant avoir « déjà conclu de bons accords ».
Le 12/07 à 14:00 L’essentiel
Le point sur la situation, samedi 12 juillet à 14 heures
- Les bombardements russes ont coûté la vie à neuf civils depuis la nuit dernière en Ukraine, selon les autorités locales. Les tirs de missiles et les raids de drones nocturnes ont notamment visé Tchernivtsi, Lviv et Loutsk, trois villes de l’Ouest très éloignées du front.
- Un seul des 26 missiles de croisière Kh-101 et 20 des 339 drones de type Shahed lancés dans la nuit ont échappé à la défense aérienne, selon l’armée de l’air ukrainienne. Sur les 597 drones lancés, 258 étaient des leurres qui, selon elle, ont été détournés par brouillage ou n’ont pas causé de dégâts.
- L’armée russe s’est emparée de Zirka, localité de l’oblast de Donetsk proche de la limite administrative de celui de Dnipropetrovsk, et de Bilohorivka, dans la région de Louhansk, rapportent les analystes de données en accès libre du site DeepState, réputés proche de l’armée ukrainienne.
- Ils font, en outre, état d’une progression des forces russes dans le secteur de Radkivka, dans l’oblast de Kharkiv, ainsi que dans ceux de Novotoretske, Koptieve et Komar, dans celui de Donetsk.
- Le président ukrainien, Volodymyr Zelensky, a fait état vendredi « de bons signaux, y compris de la part des Etats-Unis et de nos amis européens », concernant les livraisons d’armes. « Selon tous les rapports, les livraisons d’aide ont été rétablies », a-t-il assuré.
- Les premières armes à longue portée fabriquées en Ukraine avec le soutien financier de Berlin, dans le cadre d’un accord conclu en mai, seront disponibles à la fin du mois de juillet, a annoncé vendredi le général allemand Christian Freuding.
12 luglio 2025. Migranti, si teme nuova strage al largo di Lampedusa: “Sbarcati in 27, erano partiti in 63 dalla Tunisia”
Al largo di Lampedusa potrebbe essere avvenuta l’ennesima strage “invisibile”.

Ci sono infatti fondati timori su una possibile nuova tragedia dell’immigrazione. A denunciarlo è Mediterranean Hope, progetto della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia destinato a migranti e rifugiati.
Nella serata di venerdì 11 luglio sono sbarcati a Lampedusa alcuni migranti spartiti da Sfax, in Tunisia: l’imbarcazione di fortuna su cui viaggiavano si sarebbe fermata in acque internazionali per un giorno e mezzo, senza benzina. “Dei 63 partiti quattro giorni fa, solo 27 sono approdati a Lampedusa“, afferma Mediterranea Hope.
“Ci dicono di essersi trovati, a un certo punto, tra la Guardia costiera tunisina e quella italiana – racconta Mediterranean Hope riferendo delle testimonianze dei superstiti giunti sull’isola di Lampedusa – Raccontano che chi sapeva nuotare si è gettato in mare ed è arrivato all’imbarcazione della guardia costiera italiana”.
Sono sbarcati invece a Porto Empedocle altri cinquanta migranti partiti dalla Libia, soccorso dall’unità veloce della Louise, la nave della Ong finanziata dall’artista Banksy. Le loro difficoltà erano state segnalate da Alarm Phone.
La gestione degli sbarchi a Lampedusa si fa più complicata. Sono in totale 467 le persone ospitate all’hotspot di contrada Imbriacola sull’isola, gestito dalla Croce rossa italiana. Dalla mezzanotte sono stati 5 gli sbarchi nell’isola, per un totale di 271 persone approdate compresi le 27 segnalate da Mediterranean Hope. Secondo quanto apprende l’Ansa dalla Croce rossa italiana, al momento non sarebbero in programma dei trasferimenti dall’hotspot.
https://www.unita.it/2025/07/12/migranti-strage-largo-lampedusa-partiti-dalla-tunisia/
vedi anche
La Consulta fa a pezzi il dl Piantedosi, via libera alle ong: “Disobbedite a Tripoli”
Perché la Consulta ha bocciato i Cpr: ora tocca ai giudici liberare gli ‘ostaggi’
Accusati di terrorismo ed espulsi, il tribunale archivia e ora chiedono un maxi risarcimento all’Italia: “Strappati ai loro figli”
12 luglio 2025. Ecomafie, giro d’affari da 9,3 miliardi: le regioni più colpite dai reati ambientali
Secondo l’ultimo rapporto Ecomafia di Legambiente nel 2024 ci sono stati più di 111 reati ambientali medi ogni giorno, 4,6 ogni ora, per un totale di oltre 40mila, il 14,4% in più dell’anno precedente. Male soprattutto Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.
continua in
https://tg24.sky.it/economia/2025/07/12/ecomafie-giro-affari-record-reati-ambientali-dati
12 luglio 2025 Nino D’Angelo per Goffredo Fofi

L’altra faccia dello sport
Il Tour di Davide Cassani – 12 luglio 2025 8a tappa

“Aiuto aiuto chiamate il 113” è l’Italia del ciclismo che invoca i soccorsi ed al 113 risponde …..Jonathan Milan. Il 27 luglio 2019 Vincenzo Nibali conquistò il traguardo di Val Thorens e dopo 113 tappe Jonathan Milan da Buja (Udine) vince a Laval una tappa al Tour de Franc

L’ultimo km era tutto in leggerissima salita con una ampia semicurva a sinistra che permetteva ai corridori di vedere lo striscione d’arrivo solo negli ultimi 150 metri. Burgadeau e Vercher in fuga dal km 90 ma tutti sanno che una tappa del genere può concludersi solo in volata. Il traguardo volante a metà percorso solo una formalità per Milan che lo vince senza particolari difficoltà. A 13 km dall’arrivo fora Merlier ma rientra subito. Il primo dei francesi in fuga si rialza stremato e subito dopo anche il secondo. Mancano 4 km, svolta a destra e la strada molto ampia comincia a salire, dolcemente. Una rotonda e si ritorna indietro, la salita diventa discesa (è la stessa strada percorsa al contrario). Si vola, veloci come il vento, 80 orari…una prima rotonda, una seconda…..la maglia verde di Jonathan Milan nelle prime posizioni ma un piccolo sussulto quando il nostro velocista si trova Groves in traiettoria, una leggera sbandata per l’australiano, pericolo scampato. Mancano 1200 metri la strada torna lineare e pianeggiante, la Lidl anticipa i tempi, davanti Consonni con Stuyven poi Van Der Poel, Milan, De Lie e Groves.
Si sposta Consonni, termina il lavoro in vista dell’ultimo km quando comincia l’ultimo tratto in leggera salita. Matteo Trentin guadagna posizioni, supera Stuyven, Alberto Dainese subito dietro di lui.
800 metri: pendenza al 4% velocità 46 orari, quella di Trentin che comanda il gruppo. É a tutta, non ce la fa più ma non vuole lasciare al vento Dainese, si volta ma non può mollare, deve resistere ancora un po’, e ci riesce. Jonathan Milan è in terza posizione dietro ai due della Tudor e poi Wout Van Aert, anche lui è della partita. Arrivano due corridori della Groupama: Barthe e Askey. Trentin può tirare il fiato, mollare, farsi da parte. Milan sta lottando come un leone, appena passa Barthe si piazza alla sua ruota, è determinato ha gambe super.
600 metri: ancora leggerissima salita ma al 2%: Barthe, Milan, Dainese e tutti gli altri.
500 metri: parte Mathie Van Der Poel con il compagno di squadra Groves a ruota. È il momento chiave della volata, i due Alpecin a sinistra, due Israel a destra (Stewart e Ackermann) Milan in mezzo.
400 metri…..Van Der Poel lancia la volata , si va a 58 orari, Groves e Milan sono subito dietro all’olandese poi tutti gli altri.
300 metri….il traguardo è vicinissimo ma non si vede (la semicurva) Milan si alza sui pedali, parte…..no, è presto, torna a sedersi, aspetta.
200 metri….groves sui pedali e mezzo secondo dopo anche Milan con Van Aert in scia. È una furia l’italiano, Groves non regge il confronto, perde subito terreno. Il pericolo è Van Aert, affianca Jonathan…..per poco, non ha la stessa velocità, perde centimetri, arranca, torna a ruota. Jonathan Milan in testa, Il traguardo gli va incontro e nessuno lo può più superare….vince, vince, vince, alza le braccia al cielo, un inchino con la testa, il sorriso lascia spazio ad un viso che non dà la minima sensazione di fatica. Ha vinto un Jonathnan Milan, ha vinto la Lidl Trek, abbiamo vinto noi italiani anche se di merito ne abbiamo ben poco.
E con l’ urlo di felicità che mi è rimasto in gola (dalla diretta in tv) voglio salutarvi tutti quanti ammettendo che l’incipit di questo post (chiamare il 113) mi è stato suggerito da Francesco Pancani che non solo è il telecronista di questo tour ma anche una delle più belle e brave persone che io conosca.
vedi anche
https://sport.sky.it/ciclismo/2025/07/11/tour-de-france-2025-tappa-8-percorso-altimetria
I giornali di oggi nella rassegna stampa di Rainews24
Venerdì 11 luglio
Venerdì 11 luglio 2025: i fatti della settimana
Questa è Che settimana!, la rassegna con la sintesi delle notizie più importanti della settimana, fatta per te dalla redazione di Good Morning Italia.
Trump rinvia i dazi al 1° agosto | Dalla conferenza di Roma 10 miliardi per la ricostruzione dell’Ucraina | Piantedosi e Brunner espulsi dalla Libia | Von der Leyen supera la sfiducia

Strage di bambini in fila per il latte a Deir al-Balah, nel centro della Striscia, stavolta sotto gli occhi della Cnn. Mentre Israele arruola sterratori per costruire il recinto in cui rinchiudere Gaza
Eliana Riva
https://ilmanifesto.it/gaza-tredici-vittime-a-deir-al-balah-strage-di-bambini
11 luglio 2025. La cena per l’Ucraina: il vertice della spartizione

Un appuntamento per le élite occidentali, sulla pelle dei popoli europei, ucraino e russo
Giuseppe Giannini – La Fionda
La conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina, tenutasi a Roma, è stata un’occasione ufficiale per ribadire — con toni retorici — ciò che si è già fatto. Il Capo dello Stato ha parlato di una “pace apparente”, perché “non è possibile abdicare all’aggressore”. Eppure, dopo tre anni e mezzo di carneficina, con un coinvolgimento militare occidentale diretto, supporto di intelligence, sconfinamenti e attentati anche su territori russi non interessati dal conflitto, e sacrifici umani enormi, la situazione resta drammaticamente immutata.
Si invoca il rispetto del diritto internazionale pur sapendo di non rispettarlo. L’enfasi posta sui diritti umani e sulla difesa degli oppressi, almeno nei discorsi ufficiali, non si riscontra — ad esempio — quando si parla dei crimini commessi da Israele.
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https://www.lafionda.org/2025/07/11/la-cena-per-lucraina-il-vertice-della-spartizione/
11 luglio 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1232
RaiNews LIVE
Mattarella riceve Zelensky: “Pieno sostegno dall’Italia all’indipendenza di Kiev. L’Ucraina nell’Ue”
Ieri sera aveva detto che gli Usa venderanno armi alla Nato che le darà a Kiev e annunciato una “dichiarazione importante” sulla Russia per lunedì. Zelensky: Mosca mira alla vita, anche dove inizia. Cremlino: “Inaccettabili” peacekeeper occidentali
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/07/trump-lunedi-faro-importante-dichiarazione-su-russia-c1edf6e8-ac18-4b8a-8d10-8d3d3b518c5b.html
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video Drone impatta sul distributore di benzina nel Kursk
video Ronzio inquietante del drone che squarcia il cielo nella regione di Mosca
Media, Trump userà potere presidenziale per invio armi a Kiev: è la prima volta
Conferenza di Roma, dieci miliardi per l’Ucraina. Volenterosi “pronti” per una forza di peacekeeping
Mattarella riceve Zelensky: “Pieno sostegno dall’Italia all’indipendenza di Kiev. L’Ucraina nell’Ue”
https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina
LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : Sergueï Lavrov, ministre des affaires étrangères russe, est arrivé en Corée du Nord pour une visite officielle
Le chef de la diplomatie russe a atterri à Wonsan, sur la côte de la mer du Japon, où une zone touristique vient d’être inaugurée par Pyongyang. Il se rendra ensuite en Chine pour une réunion des ministres des affaires étrangères de l’Organisation de coopération de Shanghaï.
Le 11/07 à 21:00 L’essentiel
Ce qu’il faut savoir vendredi 11 juillet à 21 heures
- L’émissaire américain Keith Kellogg a annoncé qu’il se rendrait en Ukraine à partir de lundi pour une visite officielle d’une semaine, alors que Donald Trump a récemment promis de nouvelles livraisons d’armes à l’Ukraine et fait part de sa frustration à l’encontre de Moscou.
- Sergueï Lavrov, le ministre des affaires étrangères russe, est arrivé en Corée du Nord pour une visite officielle, où il doit rencontrer son homologue nord-coréenne, Choe Son-hui.
- Selon le chef du renseignement militaire ukrainien, Kyrylo Boudanov, Pyongyang fournit actuellement jusqu’à 40 % des munitions russes pour la guerre contre l’Ukraine, dans un contexte de renforcement du partenariat entre la Corée du Nord et la Russie.
- Les services des renseignements britanniques estiment que la Russie a subi environ 236 000 pertes (en comptant les soldats tués et blessés) depuis le mois de janvier. Plus de 1 million (1 022 460) de militaires russes ont été tués ou blessés depuis le début de l’invasion de l’Ukraine, en 2022.
- Pour le chef d’état-major français, Thierry Burkhard, la Russie a identifié la France comme étant « son principal adversaire en Europe » et la vise par des actions hybrides incluant désinformation, espionnage, cyberattaques ou encore sabotages d’infrastructures sous-marines.
- L’accord entre la Russie et les Nations unies visant à faciliter les exportations de denrées alimentaires et d’engrais russes vers les marchés internationaux va prendre fin le 22 juillet, a fait savoir l’ONU.
11 luglio 2025. Cos’è la dichiarazione di Northwood, il patto firmato da Macron e Starmer

Un vertice post-Brexit che ha segnato un passo decisivo per rilanciare i rapporti tra Londra e Parigi. È il risultato della visita di Stato di tre giorni del presidente francese Emmanuel Macron nel Regno Unito, culminata giovedì con il summit bilaterale insieme al premier britannico Keir Starmer. Un incontro che, almeno sulla carta, ha suggellato un “reset” nelle relazioni tra i due Paesi, spaziando dal riarmo alla cooperazione tecnologica sull’Intelligenza Artificiale, fino all’energia, ai satelliti e al commercio. Tra i momenti più significativi la firma della dichiarazione di Northwood, un accordo che impegna Francia e Regno Unito a coordinare le rispettive forze nucleari. Ecco cosa prevede l’accordo, quante testate nucleari possiedono Francia e Gran Bretagna e in che modo contribuiranno a proteggere l’Europa.
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https://tg24.sky.it/mondo/2025/07/11/dichiarazione-northwood-macron-starmer
11 luglio 2025. La mala urbanistica asservita al cemento e al fossile

Agenzia PRESSENZA – Nonostante siano considerati parte integrante del paesaggio, quasi “scontati”, i distributori di benzina, metano e gpl hanno grosse implicazioni sulla salute e sicurezza dei residenti e in generale sulla qualità urbana.
La devastante esplosione del 4 luglio, avvenuta durante le operazioni di travaso dall’autocisterna al deposito interrato, presso il distributore di benzina e gpl Eni Station di via dei Gordiani a Roma, con un bilancio di 50 feriti, di cui 2 gravi, ha evidenziato ancora una volta l’insostenibile pericolosità dei distributori nelle zone abitate. Poteva essere una strage, molto più grave di quello che è stato: prima della devastante esplosione era stato lanciato l’allarme per una fuga di gas ed era iniziato un principio di incendio. Alle 8.18 l’autocisterna carica di almeno 254 litri di gpl è esplosa.
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https://www.pressenza.com/it/2025/07/la-mala-urbanistica-asservita-al-cemento-e-al-fossile/
11 luglio 2025. Maturità, in pochi giorni tre casi di studenti che si sono rifiutati di fare l’orale
Gli episodi sono avvenuti tutti in Veneto: il primo a Padova, poi a Belluno e Treviso. Gli studenti hanno rifiutato di sottoporsi all’esame orale, ottenendo comunque il diploma per la somma dei crediti. Sul tema è intervenuto il ministro dell’Istruzione Valditara, promettendo dal prossimo anno la bocciatura per chi non si presenta all’orale o volontariamente decide di non rispondere alle domande dei docenti.
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https://tg24.sky.it/cronaca/2025/07/11/orale-maturita-scena-muta
vedi anche
Maturità, Valditara: “Chi boicotta orale sarà bocciato”. Cosa sta succedendo
11 luglio 2025. Omicidi Villa Pamphili, dalla scoperta dei cadaveri a estradizione Kaufmann: cosa sappiamo

Il 7 giugno sono state trovate morte a Roma una donna intorno ai 30 anni e la figlia neonata di 6-8 mesi. Il 13 giugno, a quasi una settimana dal ritrovamento dei corpi, è stato fermato in Grecia un uomo, cittadino americano, che ha detto agli investigatori che la bambina era “sua figlia”. Contrariamente a quanto aveva dichiarato inizialmente, si chiama Francis Kaufmann e non Rexal Ford, come accertato dalla Procura di Roma in collaborazione con l’Fbi. Ancora ignote le cause precise del decesso della madre, mentre la piccola sarebbe stata strangolata. Le due sono state identificate solo dopo molti giorni.
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https://tg24.sky.it/cronaca/approfondimenti/omicidio-villa-pamphili-cadaveri-donna-neonata
11 luglio 2025. Srebrenica 30 anni dopo: le tragedie della storia raccontate ai bambini

Cristiano Denanni
Perché parlare di Srebrenica, oggi, a dei ragazzi? La prima risposta è questa: perché è necessario. Ancora e comunque. Sono passati 30 anni, ma non tutte le persone massacrate a Srebrenica sono state ritrovate, non tutte sono state identificate, molti non hanno ancora un nome
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https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/srebrenica-30-anni-genocidio-storie-bambini-m1c4dyne?mccid=5c0af0a34d&mcuid=ba8409cd28
11 luglio 2025. Goffredo Fofi, la cultura come trasformazione dell’esistente
Marcello Lorrai – Radio Popolare

In un percorso iniziato negli anni cinquanta unendosi all’intervento di Danilo Dolci fra i diseredati siciliani, Goffredo Fofi è stato un protagonista assolutamente unico del panorama intellettuale italiano.
Dopo un periodo in Francia dove i genitori erano immigrati, nei sessanta Fofi torna in Italia per collaborare con i neonati Quaderni Piacentini, e realizza l’inchiesta L’immigrazione meridionale a Torino, rifiutata da Einaudi perché dà fastidio alla Fiat e pubblicata da Feltrinelli. Sviluppata precocemente una straordinaria capacità di entrare in contatto con le migliori intelligenze di tutto il paese, di scoprirne di nuove e di indirizzarle, Fofi farà della sua inesausta attività di animatore di riviste, dai Piacentini a Ombre rosse a Linea d’ombra a Lo straniero, e negli ultimi anni Gli asini, anche un mezzo per far crescere e tenere insieme reti di collaboratori che operano nei più diversi campi.
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https://www.radiopopolare.it/goffredo-fofi-la-cultura-come-trasformazione-dellesistente/
11 luglio 2025. Goffredo Fofi, un documentario di RaiStoria ce lo racconta
Goffredo Fofi ripercorre la sua storia: le città in cui ha abitato, le attività sociali e politiche che ha svolto, gli artisti e intellettuali che ha incontrato, i libri e le riviste che ha pubblicato. Regia di Felice Pesoli
Suole di vento – Storie di Goffredo Fofi
https://www.rainews.it/video/2025/07/goffredo-fofi-un-documentario-di-raistoria-ce-lo-racconta-917a2d8e-c371-4dd1-b610-6ca18804fa65.html?fbclid=IwY2xjawLglDtleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFuM081TGhHeXZmVmtrV2l6AR6dRa2aGFI7CPBw-SQsB3klAbSSO2XBYqKlelkM3QcOiPQBzauvUFM-W0Dzrg_aem_BhRkl7nlBGOWwn1JbxK-3g
L’altra faccia dello sport
11 luglio 2025. Milano Cortina 2026, il DL Sport sblocca i fondi pubblici per coprire gli extracosti

Gli emendamenti al decreto autorizzano Comune e Regione a finanziare i maggiori oneri di Arena Santa Giulia e Villaggio Olimpico per garantire il completamento in vista dei Giochi 2026.
In arrivo le coperture per Milano Cortina 2026. La questione degli extracosti per le opere strategiche dei Giochi Olimpici Invernali si avvia verso una soluzione grazie a una serie di emendamenti al Decreto Sport, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati. Il voto in commissione è atteso per la prossima settimana.
Le due opere interessate – l’Arena PalaItalia Santa Giulia e il Villaggio Olimpico allo Scalo di Porta Romana – rappresentano due dei principali hub dei Giochi e hanno registrato aumenti significativi dei costi dovuti al rincaro dei materiali, alla complessità delle operazioni societarie e alla necessità di rispettare le scadenze olimpiche.
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https://www.sportefinanza.it/2025/07/11/milano-cortina-2026-il-decreto-sport-fondi-pubblici-extracosti/?refresh_ce
Il Tour di Davide Cassani – 11 luglio 2025 7a tappa

Raffaele di Paco era un velocista toscano, fortissimo, professionista negli anni ‘30. Agli avversari era solito dire: “se vuoi arrivare secondo mettiti alla mia ruota”.
Mur de Bretagne è un borgo (ovviamente Bretagna) dove si respira una passione per il ciclismo che non ha limiti. L’arrivo di oggi non è per velocisti ma per “Puncheur”. Chi sono?

Non lo so ma qua in Francia ogni volta che il traguardo viene messo in cima ad uno strappo o subito dopo continuano a dire: “c’est pour un puncheur”. Lo so,lo so cosa vuol dire, sono quei corridori che noi chiamiamo scattisti, alla Pogacar per intenderci. Non ho portato l’esempio giusto perché lo sloveno è cronoman, scalatore, quasi velocista e ovviamente anche puncheur. Altro esempio? Mathieu Van Der Poel, nel 2021 si impose quassù proprio su Tadej Pogacar. Tappa di 197 km e come al solito partenza a mille. Prima ora a 54 orari. Ma avete presente cosa vuol dire? La fuga parte dopo una cinquantina di km: Geraint Thomas, Alex Baudin, Marco Haller, Ewen Costiou, Ivan Garcia Cortina sono i cinque che dopo una girandola di scatti prendono il largo. Il largo no perché ci sono Polit della UAE e Dillier della Alpecin che tengono il gruppo a 1:30 dai fuggitivi. Se lo svizzero Dillier (ma anche Politt) hanno un contratto che tiene conto dei km in testa al gruppo guadagnano parecchio. Sono sempre davanti a tirare, cavolo. Tra i fuggitivi c’è Costiou, un bretone di Brest che corre sulle strade di casa. È lui che resta da solo sul primo passaggio a Mur de Bretagne e credo che non dimenticherà mai quei 5’ dove la sua gente ha perso la voce per incitarlo. Sapeva che lo avrebbero ripreso ma ha fatto di tutto per avere quella passerella tutta per sé. Migliaia di persone, un boato continuo, due km dove qualsiasi corridori passasse tutto solo poteva sentirsi ….un Pogacar. Figuratevi uno che vive lì. Io non dimenticherò mai il giorno in cui in maglia azzurra affrontai il primo giro del mondiale sul Montello nel 1985, il mio primo in nazionale. Fu la prima volta che quelle urla mi fecero sentire un campione anche se non lo ero. Immaginate un ragazzo di 22 al suo primo Tour in fuga tutto solo a casa sua con 100.000 persone che urlano il tuo nome. Da pelle d’oca.
Ai meno cinque km trenta corridori insieme, una caduta mi fa sobbalzare in postazione cronaca.
A terra Almeida, Jack Haig, Buitrago, Dunbar, Guillaume Martin e altri. Il portoghese è l’uomo più prezioso di Pogacar, il suo angelo custode in salita e non solo. È lui sulla sinistra con la maglietta strappata. Riuscirà a terminare la tappa dopo 10’ dal vincitore. Jack Haig è costretto al ritiro. Siamo ai meno due, comincia la salita finale con la parte più dura al 15%. Davanti Evenepoel, poi Vingegaard e Pogacar. Rimangono in 10, non c’è Van Der Poel che paga gli sforzi di ieri. Ultimo km, il belga si sposta, Pogacar, alla sua ruota, lo supera ma rallenta. Nessuno scatta. Perché? L’unico che potrebbe farlo è lo sloveno, gli altri hanno i loro problemi nello stare dove sono, Evenepoel ha fatto un gran ritmo. Pogacar davanti, ancora 600 metri, arriva Narvaez e dietro a lui si posizionano Evenepoel e lo sloveno con Vingegaard subito dietro. Capito perché ho cominciato con quella citazione di Di Paco? “Chi vuole arrivare secondo si metta alla ruota di Pogacar”. Mancano 200 metri…..parte. Vingegaard si contorce sulla sua bici per tenergli la scia ed è l’unico che riesce a concludere la tappa con lo stesso tempo del campione del mondo, a 2” arrivano Onley, Gall, Jorgenson, Evenepoel e Vauquelin. Nonostante la leggera salita la velocità di Pogacar sul traguardo ha toccato i 54 orari, (quando è partito era di 35) impossibile superarlo. Solo un super Van Der Poel (non quello di oggi) avrebbe potuto impensierire il Tadej attuale su un arrivo del genere. Vingegaard? Bravo a tenergli la ruota.
Tadej Pogacar in maglia gialla. Da Mur de Bretagne è tutto, nulla di nuovo al Tour de France. Ci vediamo domani con una tappa che sorriderà ai velocisti.
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11 LUGLIO 2025. Sinner in finale a Wimbledon: Djokovic battuto 6-3, 6-3, 6-4

annik Sinner in finale a Wimbledon per la prima volta in carriera: con una prestazione al limite della perfezione, il n°1 del mondo ha superato in semifinale il 7 volte campione Novak Djokovic, battuto con i parziali di 6-3, 6-3, 6-4. Alla sua quinta finale Slam della carriera, Jannik affronterà domenica Carlos Alcaraz, nella riedizione di quanto visto un mese fa a Parigi. La finale domenica in diretta su Sky Sport e in streaming su NOW.
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Wimbledon, Alcaraz è di nuovo in finale: Fritz battuto in 4 set
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Anisimova-Swiatek è LA FINALE DONNE
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11 luglio 2025. Cosa succederà ora? Il grande piano della FIFA dopo il Mondiale per Club
Il presidente della FIFA Gianni Infantino è stato felice di come è andata la rinnovata Coppa del Mondo per Club, scrive Miguel Delaney , ma non ha intenzione di fermarsi qui, con progetti ancora più grandi già in corso

Un mercoledì, al MetLife Stadium, Gianni Infantino camminava con un sorriso stampato in faccia, pronto a stringere la mano a tutti. Il presidente della FIFA si stava sostanzialmente crogiolando nell’entusiasmo per l’ andamento del Mondiale per Club , e il giorno prima aveva dimostrato lo stesso umore all’inaugurazione dell’ufficio FIFA nella Trump Tower di New York. Se l’attenzione si è concentrata principalmente sull’approfondimento del rapporto tra Infantino e Donald Trump , le figure di spicco del calcio sono rimaste scioccate da un altro elemento.
l presidente della FIFA ha scelto proprio l’edificio in cui le autorità statunitensi contattarono Chuck Blazer e avviarono il processo per “riconsegnarlo”. Il funzionario di calcio caduto in disgrazia aveva notoriamente due appartamenti nella Trump Tower, di cui uno per i suoi gatti, dove si appropriò di tutti i suoi soldi. Le prove di Blazer avrebbero infine fatto crollare “la vecchia FIFA” nel 2015.Fu così che Infantino divenne presidente l’anno successivo, rendendo il simbolismo notevole. La FIFA, ovviamente, sostiene che questo cambiamento dimostri quanta strada abbia fatto . Altri personaggi ritengono che dimostri come il mondo del calcio stia venendo stravolto.
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https://www.independent.co.uk/sport/football/club-world-cup-fifa-infantino-uefa-b2787050.html
11 luglio 2025. Burro, prezzi in aumento: crolla la produzione, tra crisi climatica e virus delle mucche
La domanda mondiale sale, le scorte si restringono, il prezzo cresce. È quello che sta succedendo nel mercato del burro, soprattutto nel segmento dedicato all’industria, con segnali di allarme che arrivano un po’ da tutte le parti del mondo: dall’America, all’Europa
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https://tg24.sky.it/economia/2025/07/11/burro-prezzi-aumento-produzione-calo
11 luglio 2025. UE: “sostenibili” gli investimenti in armi. La nuova ESG è solo guerra

Non più Environment, Sustainability e Governance, ma Energia, Sicurezza e Geostrategia. Il nuovo mantra degli investimenti europei punta sull’industria bellica; ma la riconversione delle industrie al militare può generare occupazione? Ne parliamo con Gianni Alioti, ex sindacalista CISL e membro dell’osservatorio “The Weapon Watch”
Francesco Salvoro – informazionesenzafiltro.it
A Castelfranco Veneto, provincia di Treviso, il caso dello stabilimento Berco ha coperto per diversi mesi le cronache locali. In dismissione da parte di ThyssenKrupp, la fabbrica che produce ruote tendicingolo e rulli per macchine agricole mira al salvataggio grazie all’ipotesi di un intervento della friulana Faber, intenzionata a convertire l’impianto in componentistica bellica.
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https://www.informazionesenzafiltro.it/11-07-2025-ue-investimenti-armi-nuova-esg
