“…volge al declino l’era, che fu nobile nella sua durezza e serietà, della democrazia politica”.
(Luciano Canfora).
27 maggio 2017. Delera e la solitudine degli ebrei di sinistra
Goffredo Fofi – Avvenire
Poche sere fa, nella Casa della cultura di Milano, si sono radunati diversi amici per ricordare un giornalista molto amato, morto due anni fa. Roberto Delera è stato in gioventù un militante di Lotta continua che, per la militanza (soprattutto in Sicilia) rinunciò a proseguire gli studi e si laureò già adulto, mentre si occupava di esteri al Corriere della sera. Non ha scritto molto, fuori dal mestiere, ma la sua tesi, che si spera di veder presto pubblicata e di cui nella serata in questione erano stampate copie destinate agli amici, mi è parso un testo appassionante e attualissimo. Il tema: «La solitudine degli ebrei di sinistra in Italia, dal dopoguerra all’attentato a Rabin», il titolo: L’asinello di Elisha, da un testo di Martin Buber presente nel Midrash che vale la pena di citare: un rabbi «pilastro dell’ortodossia, aveva per maestro di teologia un eretico» noto come Asher, che significa “lo straniero”. Discutono muovendosi l’eretico in groppa un asino e il rabbi, essendo sabato, a piedi, fino a un confine che gli osservanti non potevano attraversare nel giorno di festa, ma l’eretico prosegue, lo attraversa. Questo aneddoto appassionò Isaac Deutscher e di esso hanno scritto Arnaldo Momigliano e Alberto Cavaglion. Delera parla dell’«uomo di frontiera che rompe con il passato, dell’ebreo che supera la tradizione e che s’incammina a esplorare nuovi orizzonti». Roberto non era ebreo, ma aveva sposato un’ebrea e ha avuto di conseguenza un figlio ebreo. La sua tesi si sofferma soprattutto su due episodi cruciali per la storia degli ebrei post-Shoah: la “guerra dei sei giorni” (1967) che vide il trionfo di Israele ma anche la crisi e fine della speranza sionista, di uno stato socialista, e l’uccisione di Rabin, fautore della pace con i palestinesi e dell’incontro tra i due popoli, per mano di un giovane fanatico ebreo (1995). La solitudine degli ebrei di sinistra (ben rappresentata dal gruppo italiano che prese il nome da Martin Buber) e che al fondo di un libro recente di Enzo Traverso (Feltrinelli) che si interroga sul ruolo fondamentale avuto dagli intellettuali ebrei nella storia delle sinistra, un ruolo caduto in crisi con l’avvento dello stato di Israele, ha una lunga storia che Delera ricostruisce con ammirevole precisione e misura, con la sapienza dello storico vero e originale. La solitudine di cui parla, è stato detto da Luigi Manconi e Gad Lerner nella serata che lo ha ricordato, non è affatto diversa oggi da quella di chi «non ha sbrigativamente voltato le spalle ai valori in cui aveva creduto».
https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/delera-e-la-solitudinedegli-ebrei-di-sinistra
3 luglio 2017. All’Aquila 4 giorni per celebrare i ‘cittadini di serie A’
Comincia giovedì il Festival della Partecipazione voluto da Actionaid, Slow Food e Cittadinanzattiva
Sonia Montrella – agi.it
L’Aquila riparte dalla partecipazione. Dal 6 al 9 luglio, il “cantiere più grande d’Europa” ospiterà la seconda edizione del “Festival della Partecipazione”: un laboratorio aperto di idee, di confronto e di sperimentazione in una città simbolo di un’Italia da ricostruire, in maniera condivisa e trasparente, non soltanto con le opere pubbliche ma anche in relazione alla sua comunità.
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https://www.agi.it/cronaca/news/2017-07-03/laquila_comincia_festival_della_partecipazione-1925356/
18 luglio. La politica dei bonus è un vero malus

PIETRO SPATARO – STRISCIAROSSA.IT C’è un argomento che rende chiara la differenza tra destra e sinistra, e non bisogna andarlo a cercare tra le righe dei programmi politici oppure scomodando qualche vecchio filosofo o qualche giovane sociologo. Eccolo qui: il bonus. Il bonus indiscriminato è quanto di più di destra possa esserci.
Non guarda in faccia a nessuno e quindi non fa differenze. Tratta alla stessa maniera il padrone e l’operaio, il ricco e il povero. Ma lo fa al contrario: anche tu, mio povero ricco, potrai avere il tuo bel sussidio magari a scapito del tuo concittadino ricco solo di povertà. Basta con le discriminazioni di certa sinistra obsoleta che ancora crede che la redistribuzione della ricchezza, quindi del reddito, quindi del fantomatico Pil, sia un problema serio. Tutte fesserie.
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https://www.strisciarossa.it/quei-bonus-sono-malus/
18 luglio. Gli immigrati merce di scambio nella campagna elettorale
ORESTE PIVETTA – STRISCIAROSSA.IT Il rinvio all’autunno dell’approvazione definitiva della legge sullo ius soli, il diritto alla nazionalità italiana per i nati in questo Paese, come si riconosce in tante parti d’Europa, è stato accolto come un successo da parte della destra, come una sconfitta da vari pezzi della sinistra e del centrosinistra (anche renziano), come una prova di buon senso da parte di alcuni commentatori (vedi il Corriere della Sera), secondo i quali sarebbe stato assurdo mettere a repentaglio la sorte del governo in un frangente tanto difficile. Proprio ora che si è al centro di trattative con i partner europei in tema di immigrazione e di nuove norme, di fronte ad una opinione pubblica ostile, per varie ragioni, tra conti economici da regolare, con un calendario legislativo tutt’altro che leggero (vaccini e banche), con altre polemiche alle porte, dentro e fuori la maggioranza. Realismo politico, questo il verdetto. Tanto varrebbe ammettere che non si sa che cosa fare…
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https://www.strisciarossa.it/immigrati-come-merce-elettorale/
18 luglio. L’arrivo di Landini cambierà la Cgil?

BRUNO UGOLINI – STRISCIAROSSA.IT Pochi avrebbero dato per scontata, fino a non molto tempo fa, l’ascesa di Maurizio Landini alla segreteria della Cgil. La sua figura, nel corpo complesso del sindacato che fu di Lama e Trentin, non godeva dei consensi necessari. Che cosa è successo? Forse l’ex segretario della Fiom dovrebbe ringraziare l’ex premier Renzi e anche quel che resta della frammentata sinistra politica. Il primo per aver trattato (anche se ora sembra esserci un qualche ripensamento) il sindacato come una specie di ente inutile da “disintermerdiare” se non rottamare, pur dopo aver tentato un dialogo sornione con lo stesso Landini. I secondi, quelli della sinistra finora spezzettata, per aver aiutato assai poco i sindacati, alle prese con potenti modifiche delle regole del lavoro e impotenti di fronte a una politica votata alla “decrescita” e quindi alla cancellazione delle fonti di lavoro.
Un panorama deludente che ha spinto i sindacati, (senza più partiti di riferimento come nel 900), indeboliti anche nelle loro presenza materiale, a tentare di ricostruire nuovi rapporti unitari, per poter aver un ruolo non da spettatori. Così ora vediamo riprendere quota quella che gli osservatori di destra chiamano sprezzantemente “la triplice” ovvero Cgil Cisl e Uil. La spinta unitaria inoltre ha coinvolto anche la struttura della Cgil, cosi com’era uscita dall’ultimo Congresso. Le antiche divisioni correntizie sembrano in fase di superamento. Landini e la sua Fiom erano il contraltare della Camusso e della maggioranza confederale. Ora non più. Merito anche dello stesso Landini che é riuscito a costruire un rinnovo contrattuale, senza spaccare con Marco Bentivogli della Fim Cisl e con Rocco Palombella della Uilm. Chiudendo una fase fatta di accordi separati. Magari inimicandosi violentemente con antichi amici e compagni come Giorgio Cremaschi.
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https://www.strisciarossa.it/rifondare-la-cgil-ora-landini-entra-in-segreteria/
21 luglio. Ancona. Morte Carlo Giuliani, il post del consigliere Pd di Ancona. “Prendere la mira e sparare”

“Se in quella camionetta ci fosse stato mio figlio, gli avrei detto di prendere bene la mira e sparare”. Nell’anniversario della morte di Carlo Giuliani avvenuta il 20 luglio 2001 durante il G8 di Genova, il consigliere comunale e provinciale Pd di Ancona Diego Urbisaglia, 39 anni non ancora compiuti, professione vigile del fuoco, pubblica su Facebook un post choc. Poi si scusa per le parole usate, anche se sottolinea che il concetto resta valido. Le polemiche non si placano.
Urbisaglia, nel post choc, ricorda che nel 2001, all’epoca del G8 di Genova, portava “le pizze tutta l’estate per aiutare i miei a pagarmi l’università e per una vacanza che avrei fatto a settembre. Guardavo quelle immagini e dentro di me tra Carlo Giuliani con un estintore in mano e un mio coetaneo in servizio di leva parteggiavo per quest’ultimo. Oggi nel 2017 che sono padre, se ci fosse mio figlio dentro quella campagnola gli griderei di sparare e di prendere bene la mira. Sì sono cattivo e senza cuore, ma lì c’era in ballo o la vita di uno o la vita dell’altro. Estintore contro pistola. Non mi mancherai Carlo Giuliani”.
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https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/morte-carlo-giuliani-post-consigliere-pd-1.3284279
Luglio
“Compagni dai campi e dalle officine…
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