2017.06 Giugno

PAGINA IN COSTRUZIONE

Questa non è una rassegna stampa, ma una mia personale raccolta di notizie, fatti, idee e persone che metto a disposizione  di quanti, determinati ma con il sorriso sulle labbra, ancora resistono e lottano per il pane e le rose

4 giugno: L’equazione del panico
Bruno Giorgini – Inchiesta

Durante il Memorial Day del 1883 , il tacco di una donna si incastrò tra le assi dell’area pedonale sul Ponte di Brooklyn, appena inaugurato, e lei iniziò ad urlare. Le persone intorno, forse credendo che il ponte stesse per crollare, furono prese dal panico, e nella ressa 12 persone persero la vita schiacciate sulle scale, mentre molte altri rimasero ferite.
continua in
http://www.inchiestaonline.it/altro/bruno-giorgini-lequazione-del-panico-2/

6 giugno 2017. 2° Rapporto GIMBE sulla sostenibilità del SSN

La Fondazione GIMBE ha presentato il 6 giugno 2017 presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica il 2° Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

Secondo le stime del Rapporto, nel 2025 il fabbisogno del SSN sarà di 210 miliardi di euro, cifra che può essere raggiunta con l’apporto costante di tre “cunei di stabilizzazione”: piano nazionale di disinvestimento da sprechi e inefficienze, incremento della quota intermediata della spesa privata e, ovviamente, adeguata ripresa del finanziamento pubblico. In assenza di un programma politico di tale portata, il nostro tanto invidiato sistema di welfare sarà definitivamente consegnato alla storia, lasciando i cittadini italiani orfani della loro più grande conquista sociale.

10 giugno: Macronisti d’Italia, provinciali d’Europa
Pietro Spataro – Strisciarossa

Ecco s’avanza, con passo sicuro e sguardo profondo, il nuovo Eroe del Futuro che affascina il Pd e pezzi del centrosinistra italiano, al quale ispirarsi senza se e senza ma. È giovane, ha una bella presenza, e un paio di pregi in grado di eccitare gli animi: nel giro di un paio di anni ha fondato un nuovo partito (il cui nome, En Marche, è stato già usato nella traduzione italiana) e ha conquistato l’Eliseo così senza colpo ferire e senza particolari fatiche; ha rottamato ben due partiti tradizionali (i socialisti e i gollisti) e la loro vecchia e nuova dirigenza, anche qui senza troppo impegno e senza troppo lavoro, visto che i soggetti in questione ci hanno messo molto del loro nel farsi ridurre al lumicino
continua in
https://www.strisciarossa.it/macronisti-ditalia-provinciali-deuropa/

I perdenti di Pittsburgh hanno ripreso le chitarre

Forse anche gli operai americani hanno di nuovo qualcosa da dire. Da contestare. In musica. Magari proprio quegli operai di Pittsburgh, magari proprio quelli della “Larmer Steel”, che decenni dopo la chiusura della loro acciaieria, alle elezioni presidenziali sembravano essersi arresi
continua in
http://www.strisciarossa.it/i-perdenti-di-pittsburgh-hanno-ripreso-le-chitarre/


11 – 25 giugno: elezioni amministrative. 

I RISULTATI COMUNE PER COMUNE
www.repubblica.it/static/speciale/2017/elezioni/comunali/

https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=G&dtel=11/06/2017&es0=S&tpa=I&lev0=0&levsut0=0&ms=N&tpe=A


14 giugno: Roma, i voucher in piazza San Giovanni
di Bruno Ugolini – Strisciarossa.it

Voucher è un termine inglese. Significa tagliando oppure buono oppure coupon. Con quello puoi comprare un prodotto. Nel caso di cui si discute ormai da mesi si compera il lavoro. Quasi sempre il lavoro di una giovane o di un giovane. Non per tutta la vita o per qualche mese. Per tempi assai brevi. Li chiamano lavori estemporanei, lavoretti. Chi non ha bisogno in famiglia di ricorrere all’aiuto di qualcuno per riparare qualcosa che si è rotto, per compiere mansioni occasionali che in famiglia nessuno vuole portare a termine? Non pensate però di poter chiamare che so un idraulico o un falegname agitando il foglietto del voucher. Quelli hanno le loro tariffe.
continua in
http://www.strisciarossa.it/i-voucher-in-piazza-san-giovanni/

20 giugnoTante piccole sinistre non fanno una sinistra
Pietro Spataro  –  Strisciarossa

Sono stanco di sinistra, dice un militante di vecchia data mentre ascoltiamo Emanuele Macaluso, che parlando di Gramsci e del giornalismo parla di noi oggi, di quell’”agglomerato elettorale” che è il Pd e della sinistra che non trova pace. Sono stanco di sinistra e non della sinistra, ci tiene a spiegare la sottile differenza il militante deluso, rimasto senza casa e ormai circondato da tante piccole capanne con il filo spinato attorno
continua in
https://www.strisciarossa.it/tante-piccole-sinistre-non-faranno-mai-una-sinistra/

Oggi è una data storica per Brescia e l’Italia. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza del 22 luglio 2015 con la quale la Corte di Assise di Appello di Milano aveva condannato all’ergastolo Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte – capo di Ordine Nuovo del Triveneto / Ordine Nero, il secondo un estremista della destra eversiva, militante ordinovista e informatore dei Servizi segreti – per la strage di piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974. Oltre a essere confermata la sentenza di condanna all’ergastolo di Maggi e Tramonte, è stata pure convalidata la ricostruzione che vede le responsabilità già in precedenza accertate di tre imputati defunti: Ermanno Buzzi, la cui responsabilità nella partecipazione alla realizzazione della strage era già stata ribadita nella sentenza della Corte di Appello di Venezia del 19 aprile del 1985,” tranne che per la preparazione dell’ordigno, che riteneva fosse stato consegnato allo stesso, già pronto, per la collocazione”; Marcello Soffiati, collaboratore dei servizi segreti, componente del gruppo ordinovista e corriere della bomba; Carlo Digilio, collaboratore dei servizi, artificiere e armiere del gruppo, che attingeva anche al deposito di armi ed esplosivo sito nel casolare di Paese (Treviso) in mano a Giovanni Ventura che ne pagava l’affitto

20 giugno: Di fischi, di unità, di Corbyn e Pisapia
Stefano Bocconestti – Strisciarossa

Un po’ perché non so fischiare. E un po’ perché in linea di massima sono contrario ad interrompere un oratore che parla. Ma solo in linea di massima: perché a volte – spesso nell’Italia berlusconiana e di seguito in quella renziana – il dissenso si può esprimere solo con gesti poco ortodossi. Comunque sia, al Brancaccio l’altro giorno non ho fischiato Gotor mentre parlava. Ma non ho neanche cercato di convincere i tanti che fischiavano a smettere. Quello di Gotor è stato un discorso per molti versi ipocrita, sicuramente superficiale. Di maniera. Inutile. La persona seduta vicino a me, invece, si sbracciava per calmare la platea: “Basta, sennò domani scriveranno che qui c’è aria settaria”. Non scriveranno di una sinistra che per la prima volta dopo anni di tentativi di sintesi al vertice, prova a ribaltare il quadro. A ripartire dall’analisi di cosa sono stati questi ultimi vent’anni (di cui tre quarti guidati dal cosiddetto centro-sinistra), prova a riscrivere un vocabolario comprensibile, anche semplicemente chiamando destra le politiche di destra. Che salta il balletto delle alleanze legate alla prossima elezione ma prova a riflettere su quel che avviene nel mondo, in Europa, in questo paese
continua in
https://www.strisciarossa.it/di-fischi-di-unita-di-corbyn-e-pisapia/

28 giugno 2017. E’ morto l’amico Luigi Pedrazzi: un cattolico di sinistra di travolgente simpatia

Vittorio Capecchi – Inchiesta

Martedì sera, il 27 giugno 2017, è morto a Bologna a 89 anni Luigi  Pedrazzi tra i fondatori della rivista “Il Mulino” e protagonista attivo della vita politica bolognese. I suoi funerali si svolgeranno sabato 1 luglio alle 11 presso la chiesa di Sant’Antonio da Padova, il cui parroco è don Giovanni Nicolini, in via della Dozza 5/2 a Bologna.

Ho messo in alto la foto di Luigi Pedrazzi insieme a quella di  Giovanni Evangelisti (direttore della Casa editrice Il Mulino) perché è stato il mio carissimo amico Giovanni (conosciuto nei primi anni ’60 a Milano attraverso Angelo Pagani) a portarmi a Bologna aprendomi le porte della casa editrice Il Mulino e organizzandomi  l’incarico  di sociologia a Magistero (che ho iniziato nel 1968). Ho potuto così conoscere Luigi Pedrazzi (Gigi) da più di cinquanta anni e il ricordo che ne ho è quello che ho cercato di sintetizzare nel titolo. Gigi è stato da sempre cattolico di sinistra [si definisce “cattolico ma non democristiano, laico ma non laicista, aspramente critico dell’Unione Sovietica ma non anticomunista.”) e le sue tappe di attività politica e culturale sono contrassegnate da una sua particolare caratteristica: ha sempre pagato di persona le sue  (nostre) iniziative .
Laureato in filosofia con Felice Battaglia ha poi studiato con Benedetto Croce all’Istituto per gli studi storici di Napoli. A Bologna insegna filosofia nei licei. Nel novembre 1951 esce il primo numero della rivista “Il Mulino” e Luigi Pedrazzi fa parte (vedi foto sotto) del suo gruppo promotore (sarà direttore de “Il Mulino” dal 1961 al 1965). Nel giugno del 1954 fonda, insieme ai promotori del gruppo Il Mulino, la Casa editrice a cui cede l’eredità ricevuta dalla nonna Stella Pedrazzi fondatrice dei famosi “Tortellini marca Stella” che venivano venduti anche alla stazione perché erano fabbricati in modo tale da poter restare integri e utilizzabili per molti giorni (Gigi mi ha raccontato che la sua famiglia li portava nelle vacanze al mare e duravano almeno un mese). Nel 1956 si candida al consiglio comunale di Bologna con la DC nella lista di Giuseppe Dossetti ed inizia la sua carriera di consigliere comunale nel Comune di Bologna dal 1956 al 1964. Nel 1974 è  alla guida dei «Cattolici per il no», i  cattolici che votarono per il mantenimento del divorzio al referendum. Nel 1975  insieme a Ermanno Gorrieri fonda e dirige il quotidiano “Il foglio” di Bologna per diffondere un giornale che si opponesse al “Resto del Carlino”, quotidiano di destra da sempre oppositore del gruppo de Il Mulino. E’  un esperimento straordinario con una redazione di giovani e uno stile molto vivace ma non viene premiato dalla vendita delle copie e Gigi deve vendere gli ultimi appartamenti della sua eredità personale derivata dai Tortellini Stella per pagare tutti i debiti del giornale e i collaboratori. Le interviste a Luigi Pedrazzi riportate mostrano la coerenza della sua linea politica: l’impegno nel cercare di salvare Moro prigioniero dei brigatisti, il suo coinvolgimento diretto con i giuslavoristi bolognesi estensori dello Statuto dei lavoratori e il suo impegno per realizzare il progetto dell’Ulivo (ci sono molti suoi libri e saggi  pubblicati su questo tema). Nel  1995  ricopre la carica di vicesindaco con Valter Vitali sindaco, primo cattolico ad avere quella carica a Bologna. Nel 2014 riceve l’Archiginnasio d’oro per aver “sempre dimostrato una passione civile che ne fanno uno dei bolognesi più autorevoli e uno dei cittadini italiani che più hanno chiaro il senso delle istituzioni e l’impegno della cultura nel vivere civile” e nelle motivazioni del conferimento, viene sottolineato anche e soprattutto che “la sua statura intellettuale e morale, unita a una singolare modestia nello stile di vita, ad un grande disinteresse personale, ad una rara capacità di ascolto e di servizio, è stata e sarà un punto di riferimento per tutti i cittadini e le cittadine di Bologna. Per il suo importante contributo all’evoluzione civile della nostra comunità e del paese, per quanto ha saputo arricchire e valorizzare l’immagine culturale di Bologna, la città gli è grata”. Quella è stata l’ultima occasione pubblica in cui l’ho potuto salutare.
Leggendo le interviste e la sequenza delle attività politiche di Luigi Pedrazzi non si coglie però il tratto predominante del modo di fare di Gigi: una trascinante simpatia. Gigi era ironico, pacato, sorridente, felice di vivere ed era sempre disponibile ad aiutare chi si trovava in difficoltà. “Chiedi come fare a Gigi” mi diceva Giovanni Evangelisti quando mi trovavo in qualche impasse accademica e Gigi risolveva il problema  in modo sorridente e abile. Quando ci siamo trovati il 4 ottobre 2008 ai funerali del comune amico Giovanni io ero turbato. Gigi mi ha detto: bisogna vivere questi momenti serenamente; fra non molto, d’altra parte, lo  raggiungerò. Non mi resta quindi che immaginarli, come li ho visti tante volte, insieme, questa volta su una nuvola, a parlare di libri e di politica.

continua in
https://www.inchiestaonline.it/editoriali/e-morto-lamico-luigi-pedrazzi-un-radicale-di-sinistra-dietro-un-sorriso-democristiano/

30 giugno: Boltanski, un fallimento che non si risolve
Mario De Santis  –  Doppiozero

Christian Boltanski ha un lungo rapporto con l’Italia e con Bologna in particolare. Venti anni fa si tenne in questa città dalle molte ferite la sua prima mostra italiana, “Pentimenti”, all’interno della Villa delle Rose. Nel capoluogo emiliano ci è tornato per realizzare l’installazione dedicata Museo per la memoria di Ustica, la sua prima installazione permanente nel nostro paese realizzata al fianco dei parenti delle vittime. E ora torna per un progetto che coinvolgerà ancora una volta anche la storia della strage di Ustica, ma tutto il tessuto della città.
continua in
https://www.doppiozero.com/materiali/boltanski-un-fallimento-che-non-si-risolve