2012

Il lavoro, le lotte, la politica giorno per giorno

SITO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Queste pagine non sono una rassegna stampa, ma la mia personale scelta di notizie, fatti, idee e persone a disposizione di quanti, determinati ma con il sorriso sulle labbra, ancora resistono e lottano per il pane e le rose

1 gennaio: Modena e Foggia: attentati a sedi Equitalia
Marco Santopadre – contropiano.org

La Digos sta indagando su un attentato incendiario alla sede modenese di Equitalia avvenuto l’altra notte in via Emilia Ovest, quando è stato dato fuoco alle vetrine della sede, al primo piano di una galleria commerciale. L’allarme – riferisce l’edizione on line del Resto del Carlino – è stato dato quando alcuni residenti della zona hanno visto il pavimento annerito. L’azione è di origine dolosa, secondo gli investigatori, ma si cerca di capire se vi siano tracce di detonanti o se si tratti di un semplice incendio. Nella galleria sono installate telecamere che potrebbero aver ripreso immagini utili alle indagini, almeno questa è la speranza degli investigatori.
I danni sono lievi, praticamente limitati all’annerimento di due vetrine.
Un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere invece durante la notte davanti alla sede di Equitalia, in via Portogallo, nel quartiere ‘Macchia Gialla’, a Foggia. I danni sono ingenti. L’esplosione ha distrutto la saracinesca del locale e gli arredi che erano collocati all’ingresso. Anche in questo caso indagini sono in corso per identificare i responsabili dell’attentato.
https://contropiano.org/news/aggiornamenti-in-breve/italia/2012/01/01/modena-e-foggia-attentati-a-sedi-equitalia-05814

4 gennaio: I ragazzi del ’77
Massimo Marino – Doppiozero

Vedi scorrere tutti i volti di quell’anno, il 1977 a Bologna, le case, le manifestazioni, l’università occupata, l’immaginazione al potere e le fiamme degli scontri. I ragazzi del ’77. Una storia condivisa su Facebook ora è un librone di oltre 500 pagine con 1272 fotografie. Ma si è formato giorno per giorno, riannodando sul più diffuso social network i fili di una memoria che appariva dispersa se non cancellata
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https://www.doppiozero.com/materiali/recensioni/i-ragazzi-del-%E2%80%9977

16 gennaio: Modena: giovane lavoratore muore in incidente
Marco Santopadre – contropiano.org

Un uomo è morto in un incidente sul lavoro accaduto questa mattina in un’azienda agricola di Gaiato di Pavullo, in provincia di Modena. Andrea Ricci, 31 anni, è stato travolto da una rotoballa mentre era a bordo di un piccolo trattore, nel capannone adiacente la fattoria dei genitori. Erano le 9.30 quando è stato dato l’allarme: nella frazione dell’appennino modenese sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e la medicina del lavoro per i rilievi. Il 31enne abitava con la famiglia nella casa adiacente l’azienda agricola. Secondo i primi accertamenti, Ricci stava spostando le rotoballe con il mezzo agricolo quando una di queste gli è piombata addosso uccidendolo.
https://contropiano.org/news/lavoro-conflitto-news/sicurezza-lavoro/sicurezza-sul-lavoro-in-breve/2012/01/16/modena-giovane-lavoratore-muore-in-incidente-06139

11 febbraioBologna, muore Guido Fanti

Guido Fanti è nato a Bologna il 25 maggio 1925 da padre bolognese e madre ferrarese. Ha frequentato il liceo Galvani e poi il corso di laurea in Scienze Biologiche all’Università di Bologna. Nel novembre del 1943 risponde alla chiamata di leva. Dopo alcuni mesi diserta ed entra in clandestinità per poi collaborare alla Resistenza, prima con il fratello Giorgio e poi con Sante Vincenzi (Mario) del Comando Unico Militare dell’Emilia Romagna (CUMER). Nel giorno della Liberazione (21 aprile 1945), dopo l’assassinio di Vincenzi, aderisce al Partito Comunista.

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https://www.bibliotecasalaborsa.it/documenti/guido_fanti


Guido Fanti, il riformista inflessibile
https://www.youtube.com/watch?v=rbI4aU0jwM0

13 febbraio. Appello dei giuristi a difesa dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori

Appello “L’articolo diciotto: le verità nascoste”Desta grande sconcerto, tra gli operatori giuridici (avvocati, magistrati) che quotidianamente hanno a che fare, per il loro lavoro, con la tematica dei licenziamenti, il livello di approssimazione e di assoluta lontananza dalla realtà con cui tanti autorevoli personaggi della politica, del giornalismo e persino dell’economia affrontano l’argomento, contribuendo ad alimentare una campagna di disinformazione senza precedenti.

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https://keynesblog.com/2012/02/22/appello-dei-giuristi-a-difesa-dellarticolo-18-dello-statuto-dei-lavoratori/

4 marzo: Cinquantamila carezze per Lucio
Marco Marozzi – repubblica.it

Forse è un miracolo, forse laico, forse non troppo. Bologna si sveste per un giorno da provincia, grande provincia e diventa capitale. Un mondo, un’ anima. Mostra i suoi affetti, la sua ricchezza, la sua umanità e si proietta sul palcoscenico dei più grandi. Esempio per l’ Italia migliore. Lucio Dalla da qualche parte ha scosso le mani e aguzzato gli occhietti: questa è l’ eredità che vuole dare a Bologna. E non solo a lei. Città raccolta e insieme pubblica, che scende in piazza come dipinta da un Pellizza da Volpedo che tramuta il suo ventaglio di popolo in file decise e marcianti e si va a confrontare con una bara che più viva non si può. Lucioè in Palazzo d’ Accursio, la città gli sfila davanti e nell’ aria si sente dolore ma non disperazione. Il rimpianto nonè immobile. Se si deve morire, e si deve, si muoia così. 

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https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/03/04/cinquantamila-carezze-per-lucio.html

20 marzo: Speciale ’77. Gorilla, draghi e mongolfiere. Conversazione con Giuliano Scabia

Giuliano Scabia

Bologna e Trieste, l’aula e la piazza: il Settantasette raccontato da Giuliano Scabia in un’intervista/conversazione con Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa

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https://www.doppiozero.com/materiali/speciali/speciale-%E2%80%9977-gorilla-draghi-e-mongolfiere-conversazione-con-giuliano-scabia

29 marzo: Modena: migliaia di lavoratori bloccano tangenziale e autostrada
Marco Santopadre – contropiano.org

Continuano anche oggi gli scioperi e le manifestazioni contro la politica economica del governo Monti e in particolare contro il ddl “ammazza art. 18”. Secondo la Fiom-Cgil sarebbero quasi 10.000 i lavoratori che nel pomeriggio hanno sfilato in corteo sulla Tangenziale di Modena verso il casello di Modena Nord, dopo essere partiti da via Emilia Ovest ed essere transitati da via Zanfi. La manifestazione di protesta contro le misure contenute nella riforma del lavoro del cosiddetto ‘governo tecnico’ è stata indetta dal sindacato è in concomitanza con lo sciopero di quattro ore dei lavoratori delle aziende metalmeccaniche della provincia di Modena. Dopo aver bloccato la tangenziale causandone la chiusura i lavoratori hanno anche occupato e bloccato l’autostrada.

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https://contropiano.org/news/aggiornamenti-in-breve/italia/2012/03/29/modena-migliaia-di-lavoratori-bloccano-tangenziale-e-autostrada-07849

9 aprile: Fornero censura l’informazione sulla sicurezza sul lavoro!

Il ministero di Elsa Fornero con un gravissimo atto amministrativo – senza precedenti – chiude d’autorità il prezioso sito web http://www.dplmodena.it della Direzione provinciale del lavoro di Modena.
Approfittando del periodo festivo di pasqua viene censurato il più importante e aggiornato strumento di informazione sulle complesse norme del lavoro: salute e sicurezza, contratti, pensioni ecc. utilizzato da milioni di lavoratori, delegati sindacali, imprese, consulenti, ecc. ed a disposizione di tutti i cittadini.
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https://contropiano.org/news/lavoro-conflitto-news/sicurezza-lavoro/2012/04/09/fornero-censura-linformazione-sulla-sicurezza-sul-lavoro-08039


6 – 7 maggioToscana, risultati delle elezioni amministrative nei 30 Comuni toscani chiamati al voto (compreso il ballottaggio)

https://www.regione.toscana.it/documents/10180/441200/6342c83dd10ef31161a550556ccfa60b_fascicolo2012ufficioeosservatorioelettorale.pdf/a52b4369-6b65-483d-aedc-d3f1ff049b14


8 maggio: Sassuolo esce da Equitalia
Marco Santopadre – collettiva.org

Il Comune di Sassuolo – in provincia di Modena – ha rescisso il contratto con Equitalia e, d’ora in poi, gestirà in proprio la riscossione dei tributi. Lo ha reso noto il sindaco Luca Caselli, che aveva annunciato nei giorni scorsi l’intenzione di interrompere il rapporto e questa mattina lo ha comunicato con una lettera alla sede legale e alla direzione generale di Equitalia. «Sono solito mantenere gli impegni presi – commenta Caselli – per questo, dopo una rapida verifica di fattibilità ed organizzazione con gli uffici, ho inviato la lettera ad Equitalia in cui comunico la decisione di recedere dal contratto. Si tratta di una scelta ‘civica’: una riscossione dei tributi a chilometri zero consentirà un rapporto più vicino ed umano con la cittadinanza che attraversa momenti economicamente negativi e che se ritarda a pagare un tributo, spesso lo fa per mancanza di disponibilità e non per cercare di fare il furbo». 
https://contropiano.org/news/aggiornamenti-in-breve/italia/2012/05/08/sassuolo-esce-da-equitalia-08677


20 maggio: Terremoto/1. Panico e morte in Emilia Romagna

La prima scossa è stata segnalata alle 4.05 della mattina e ha provocato 5 morti nel ferrarese e 1 nel bolognese, tra cui 2 operai che stavano svolgendo il turno di lavoro notturno alla Sant’Agostino Ceramiche , Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni,che sono morti schiacciati sotto il crollo del tetto avrebbero terminato il turno alle 6.
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https://contropiano.org/news/ambiente-news/2012/05/20/terremoto-panico-e-morte-in-emilia-romagna-08999

Terremoto in Emilia. Quattro operai morti nel turno di notte

La scossa,  di magnitudo 6 (secondo l’Usgs) registrata vicino Bologna è stata avvertita distintamente anche in Toscana, Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Tanta la paura e le persone che si sono riversate in strada, specialmente nel centro di Bologna.
La scossa più violenta c’è stata alle 4.05, è stata del sesto grado Richter ed è stata avvertita fino a Milano e in gran parte del Veneto.
Le vittime accertate finora sono tre operai che lavoravano in due diverse aziende del Ferrarese, nella zona di Bondeno. Lavoravano al reparto monocottura della Sant’Agostino Ceramiche due degli operai morti sotto il crollo del tetto della fabbrica. Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni, avrebbero terminato il loro turno di lavoro alle 6. La terza vittima è un operaio marocchino di 29 anni morto a Ponte Rodoni, località di Bondeno, poco più di 15 mila abitanti in provincia di Ferrara. Lavorava alla Ursa, azienda di polistirolo espanso, e il suo turno sarebbe terminato alle 5. L’uomo, secondo le prime informazioni, è stato colpito in testa da una trave. Al momento del crollo, che ha interessato il capannone della fabbrica e un silos esterno, erano presenti anche altri operai. Nessuno di loro, al momento, risulta ferito.
Una donna di 37 anni morta per un malore probabilmente dovuto allo spavento riportato durante il sisma, a Bologna.
Un quarto operaio che stava lavorando alla Tecopress di Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, è stato ritrovato morto sotto le macerie della fabbrica in cui stava lavorando.
https://contropiano.org/news/old-altro-news/2012/05/20/terremoto-in-emilia-tre-operai-morti-nel-turno-di-notte-08988


23 maggio. Mario Tronti: Il nostro operaismo

Mario Tronti ripercorre lo sviluppo dell’operaismo italiano negli anni ’50/’60.
Inviato da Juan Conatz il 23 maggio 2012

Mentre la maggior parte delle forme politiche e delle tradizioni della sinistra europea si impollinavano liberamente oltre i confini nazionali, l’operaismo italiano degli anni ’60 era in gran parte un’esperienza sui generis a suo tempo. Accreditata di un notevole impatto intellettuale in patria — trasformando la sociologia italiana, attraverso il suo progetto di inchiesta operaia, e producendo una messe inebriante quanto evanescente di riviste teoriche: Quaderni rossi, Classe operaia, Angelus Novus, Contropiano — ebbe all’estero un riverbero meno immediato rispetto al corrente più ampia attorno al Manifesto, la cui ampiezza culturale e consistenza politica era di un ordine diverso. Una condizione per l’esistenza dell’operaismo fu la drammatica espansione industriale degli anni Cinquanta, all’interno di una cultura già profondamente colorata da due partiti operai di massa, ciascuno con la propria vivace vita intellettuale. Il Partito Comunista Italiano contava circa due milioni di membri, mentre il Partito Socialista dei decenni del dopoguerra era molto a sinistra della socialdemocrazia della Guerra Fredda; entrambi furono rivitalizzati dal disgelo che seguì il discorso segreto di Krusciov. L’operaismo sarebbe caratterizzato da un’implacabile ostilità al Gramscianesimo diluito della visione ‘nazional-popolare’ del PCI (‘la Resistenza come secondo Risorgimento’), e da un impegno con metodologie antistoricistiche e scientifiche. I primi pensatori operaisti provenivano principalmente dalla sinistra del PSI, la cui parola d’ordine di “autonomia” – originariamente con una connotazione “per sé” – rimase un termine chiave. Figura fondamentale, Raniero Panzieri (1921-1964) diresse dal 1957 al 1959 la rivista teorica del PSI Mondo operaio; emarginato dalla dirigenza Nenni, andò a lavorare per Einaudi a Torino. Lanciando i Quaderni rossi nel 1961, Panzieri poté attingere a pensatori affini intorno a Luciano Della Mea a Milano, Antonio Negri e Massimo Cacciari in Veneto e Mario Tronti a Roma. Nato a Roma nel 1931 da una famiglia operaia comunista, Tronti era entrato nel PCI all’inizio degli anni Cinquanta, mentre studiava filosofia all’Università di Roma. Rompendo con i Quaderni rossi nel 1964, passa alla redazione di Classe operaia, tornando al PCI nel 1967 per portare avanti al suo interno il progetto operista e sviluppando un concetto di ‘autonomia del politico’. In questo numero pubblichiamo un estratto dal libro di memorie di Tronti sul movimento, Noi operaisti, pubblicato da Derive Approdi nel 2009. Polemico e personale al tempo stesso, offre un contrasto illuminante tra la primavera del 56 e il caldo autunno del 69
L’ operaismo italiano degli anni ’60 inizia con la nascita dei Quaderni rossi e si interrompe con la morte di Classe operaia . Fine della storia. 

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https://libcom.org/article/our-operaismo-mario-tronti (versione originale ion lingua inglese)


27 giugno: La difficile partita della lingua russa in Ucraina
Simone Stefan – limesonline.com

Carta di Laura Canali

Un quinto dei cittadini ucraini parla russo, che però non è lingua ufficiale. La questione è geopolitica e coinvolge l’eredità sovietica, la divisione est-ovest e le diverse accezioni dell’identità nazionale. Il testo della Costituzione è problematico.

Una delle questioni che maggiormente influenzano il dibattito politico in Ucraina è la volontà o meno di adottare il russo come seconda lingua ufficiale.

L’ucraino è oggi, ai sensi della Costituzione, l’unica lingua di Stato, nonostante il paese sia prevalentemente bilingue. L’Ucraina presenta inoltre un ricco mosaico di minoranze. La legge di ratifica della Convenzione quadro per le minoranze nazionali cita espressamente 13 gruppi; in realtà ce ne sarebbero 130. Proprio questo elenco, ritenuto insufficiente dal comitato di controllo sulla Convenzione, ha spinto l’Ucraina a fornire rassicurazioni esplicite (ma non modifiche legislative) sulla tutela di tutte le nazionalità del paese.

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https://www.limesonline.com/la-partita-lingue-in-ucraina-russo/36280


28 giugno: Arriva il Papa, terremotati contro Digos e Rai
Marco Santopadre – contropiano.org

Ma è proprio la visita del Papa che ha sollevato la rabbia di una delle tante tendopoli autogestite di Rovereto, una frazione di Novi di Modena (il paese visitato dal Pontefice). A 24 ore della visita di “sua santità” agli occupanti della tendopoli è stato intimato dagli agenti della Digos l’ordine di sgomberare il campo, solo perché davano fastidio alle riprese della Rai.
Gli sfollati si sono rifiutati di lasciare la tendopoli, minacciando gli agenti di rendere pubblica la cosa; la divulgazione della notizia è poi avvenuta attraverso i social network e una testata nazionale

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https://contropiano.org/news/politica-news/2012/06/28/arriva-il-papa-terremotati-contro-digos-e-rai-09931

30 giugno. Bologna ospita la Festa-Convegno dei vicinati di strada

Giuseppe Mimmo – labsus.org

L’evento si svolgerà  in un clima di festa presso l’Arena Orfeonica di Bologna (Via Broccaindosso, 5) a partire dalle ore 19, quando è previsto il convegno di apertura dal titolo “Pratiche spontanee di cura delle proprie strade”. L’introduzione ai lavori sarà  affidata alle voci di Britta Alvermann, presidente dell’Associazione Centotrecento, e di Neva Fanti, presidente dell’Associazione Orfeonica, che al termine dei loro interventi lasceranno la parola ad alcuni relatori che si cimenteranno in racconti di alcuni progetti realizzati dal vicinato di strada in cui vivono.  
A convegno concluso avrà  dunque inizio la festa, che sarà  arricchita da musica popolare bolognese, una lotteria, una pesca – il cui ricavato andrà  a finanziare il progetto Luoghi di sosta pedonale (clicca qui per ulteriori informazioni) – ed una esposizione.  

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https://www.labsus.org/2012/06/bologna-ospita-la-festa-convegno-dei-vicinati-di-strada/

6 luglioGenova, Diaz, undici anni dopo “Giustizia è fatta”

La Cassazione conferma le condanne: fuori dalla polizia i vertici del blitz. La “macelleria messicana” e l’orrore nella scuola simbolo del G8: la Corte Suprema mette la parola fine a una delle più tristi pagine della recente storia italiana
continua in https://genova.repubblica.it/cronaca/2012/07/06/news/diaz_undici_anni_dopo_giustizia_fatta-38607660/

Rab, la Auschwitz dimenticata dagli italiani
Alessandro Marzo Magno – linchiesta.it

Mettiamola così: se un Paese mettesse in piedi un campo di concentramento rinchiudendovi in meno di 14 mesi circa 10mila persone, e facendone morire 1.500, passerebbe alla storia come aguzzino (il tasso di mortalità, del 15 per cento, è pari a quello del lager di Buchenwald). Se lo fa l’Italia, invece, niente.
Alzi la mano chi ha mai sentito parlare del campo di internamento di Arbe. Oppure di quelli di Gonars, Monigo, Renicci e vari altri. Probabilmente quasi nessuno. Eh già, perché l’Italia preferisce l’oblio quando il passato è imbarazzante. E invece bisogna ricordare. Anche gli italiani hanno commesso efferatezze, hanno ammazzato, hanno rinchiuso nei campi vecchi, donne e bambini facendoli morire di fame e di malattie.
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https://www.linkiesta.it/2012/07/rab-la-auschwitz-dimenticata-dagli-italiani/?fbclid=IwAR1ReXNRgDunBz7RDJ-w8KqIwGZ2wSjHnwvlMfYHO3MYQ3MGMibe1bXQUdQ

12 luglio: Un arsenale in casa. Arrestato un fascista modenese

Ingente il quantitativo di armi e munizioni trovate e sequestrate dalla polizia: reperti bellici, un mortaio, delle pistole P38, Beretta 7,65, pugnali delle SS, reperti fascisti e nazisti. Alcune funzionanti, altre su cui si era intervenuto per renderle funzionanti. Ma non solo armi. Pare siano stato sequestrato anche materiale esplosivo: si tratta di residuati bellici da collezionisti per i quali sono comunque dovuti intervenire gli artificieri. L’uomo è stato arrestato e incarcerato a S. Anna, con il pm Tibis che ha già chiesto al gip l’emissione di un ordinanza di custodia cautelare.

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https://contropiano.org/news/politica-news/2012/07/12/un-arsenale-in-casa-arrestato-un-fascista-modenese-010180

19 luglio. Tu che straparli di Carlo Giuliani, conosci l’orrore di Piazza Alimonda?
WuMing

Piazza Alimonda, Genova, h. 17:30 circa del 20 luglio 2001. I tutori dell’ordine hanno appena massacrato di botte il fotografo Eligio Paoni, colpevole di aver fotografato da vicino – e troppo presto – il corpo di Carlo Giuliani, e hanno metodicamente distrutto la sua Leica. Nel cerchio rosso, un agente lo trascina sul corpo e gli preme la faccia su quella insanguinata di Carlo (ancora vivo). Non è difficile immaginare cosa gli stia dicendo. Cosa non si doveva sapere delle condizioni del ragazzo in quel momento? Forse la risposta riguarda un sasso, un sasso bianco come il latte che si muove da un punto all’altro del selciato, scompare e ricompare, e a un certo punto è imbrattato di sangue.

Partiamo da una verità di base: tutto quello che la maggioranza degli italiani sa della morte di Carlo Giuliani è falso.
Pochi giorni fa, in Piazza Alimonda, i soliti ignoti hanno danneggiato la targa in memoria di Carlo, imbrattandola con un getto di inchiostro nero. Le parole più belle per commentare quest’episodio, in apparenza piccolo, le ha scritte Carlo Gubitosa:

«Cari Elena, Giuliano, Haidi, pensavamo che fosse una targa, destinata a rimanere lì sfidando il tempo per fare memoria. Invece abbiamo scoperto che è un termometro dell’intolleranza, una cartina di tornasole della vigliaccheria, una centralina di rilevamento della bestialità. Ancora una volta in piazza Alimonda emerge il meglio e il peggio della società, e la vitalità di un marmo inerte solo in apparenza si anima per diventare megafono di denuncia dell’anticultura repressiva più brutale. Non rattristatevi per questo episodio, servirà da monito per i tanti, i troppi che vogliono chiudere quella parentesi aperta undici anni fa per lasciarsi alle spalle quello che dovremmo tenere sempre davanti a futura memoria.»

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https://web.archive.org/web/20230529031203/https://www.wumingfoundation.com/giap/2012/07/tu-che-straparli-di-carlo-giuliani-conosci-lorrore-di-piazza-alimonda/

2 ottobre: G8, Cassazione: “Violenze alla Diaz screditano l’Italia davanti al mondo”

La Suprema corte motiva la sentenza che ha decapitato i vertici della Polizia. Hanno commesso un “puro esercizio di violenza di una gravità inusitata”. Con gli arresti, De Gennaro, voleva riscattare l’immagine della polizia accusata di inerzia. Per questo i giudici hanno confermato le condanne e prescritti i reati di lesione contestati ad alcuni agenti

continua in https://genova.repubblica.it/cronaca/2012/10/02/news/g8_cassazione_violenze_alla_diaz_screditano_l_italia_davanti_al_mondo-43704108/?fb_action_ids=4385867978211&fb_action_types=og.recommends&fb_source=other_multiline&action_object_map=[474408509260330]&action_type_map=[%22og.recommends%22]&action_ref_map=[]&fbclid=IwAR0U07P_zboE0CHenSuvSI6RpfYYGAuq5p1jcmrLdsOkG92GYe6T9nROneE

17 settembre: “Ho 12 anni. Vado alla sinagoga. Chiedo al rabbino qual è il significato della vita. Lui mi dice qual è il significato della vita. Ma me lo dice in ebraico. Io non lo capisco, l’ebraico. Lui chiede 600 dollari per darmi lezioni di ebraico”
Woody Allen – Zelig (cit.)

17 – 19 ottobre: Pollenzo (Cuneo), Stati Generali CGIL Lombardia. “Economia, mafie contrattazione, legalità”.

Gli Stati generali della Cgil Lombardia, sono stati un momento di riflessione del gruppo dirigente che la maggiore struttura sindacale in Italia (circa 913.000 iscritti) dedica da ormai quattro anni ai temi centrali per l’azione del sindacato confederale. Quest’anno si parlerà di la legalità. 


Il video degli interventi
http://iptv.cgil.lombardia.it/web/CanaleTematico.aspx?ch=74&fl=5861
Video realizzato da Rahel Sereke

31 ottobre: Milano, muore Gae Aulenti, pseudonimo di Gaetana Emilia Aulenti (Palazzolo dello Stella- Udine, 4 dicembre 1927 – Milano, 31 ottobre 2012),

E’ stata una designer e architetto italiana, particolarmente attenta al tema dell’allestimento e del restauro architettonico.
Considerata una dei migliori architetti della sua generazione, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del design internazionale. Nel corso della sua lunga carriera ha vinto numerosi premi tra cui il prestigioso Premio Imperiale per l’architettura conferito dalla Japan Art Association di Tokyo
Gae Aulenti, i pensieri e gli appunti della donna oltre le opere
Vedere molto, immaginare molto (Edizioni di Comunità) è il nuovo volume dedicato a Gae Aulenti

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https://www.harpersbazaar.com/it/lifestyle/arte/a36784440/gae-aulenti-opere-vita/

9 dicembre. I “marxisti ratzingeriani”: Giuseppe Vacca, Pietro Barcellona, Mario Tronti e Paolo Sorbi. Un nuovo manifesto
gliscritti.it