2019.08 Agosto

LAVORI IN CORSO

SITO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO 

Questa non è una rassegna stampa, ma una mia personale proposta di notizie, fatti, idee e persone che metto a disposizione  di quanti, determinati ma con il sorriso sulle labbra, ancora resistono e lottano per il pane e le rose

20 agosto 2019: Cgil: ora trovare un modo per rialzare il Paese

Emanuele Di Nicola – Collettiva

Il vicesegretario generale Gianna Fracassi commenta le dimissioni di Conte: “Salvini totalmente inadeguato, ora piena fiducia in Mattarella. Le priorità sono le crisi aziendali e le vertenze: un nuovo esecutivo deve rimettere il lavoro al centro”

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https://www.collettiva.it/copertine/italia/2019/08/20/news/cgil_ora_trovare_un_modo_per_rialzare_il_paese-142402/

21 agosto 2019: «Serve una grande discontinuità in favore del lavoro»

Genovesi (Fillea) interviene dopo la fine del governo: “Sarà difficile rimpiangere un esecutivo che ha tentato di demolire il Codice degli appalti e ha fallito in tutto. Se ora non si inverte totalmente la rotta, però, per i lavoratori cambierà ben poco”

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https://www.collettiva.it/copertine/italia/2019/08/21/news/_serve_una_grande_discontinuita_in_favore_del_lavoro_-142412/

23 agosto 2019: Ciclo della vita o delle macchine?

Riccardo Manzotti – Doppiozero

Nell’immaginario scientifico, ma non solo, un’immagine di successo è il ciclo della vita, del quale facciamo parte e dal quale traiamo il significato della nostra esistenza: nascita, amore e morte. Le macchine – a differenza di noi che rappresentiamo la vita e l’umano – non hanno avuto, almeno finora, un loro senso autonomo perché non fanno parte di questo ciclo e vi contribuiscono solo nella misura in cui noi le utilizziamo. Le macchine sarebbero quindi, per quanto sofisticate, semplici strumenti, passive protesi prive di autonomia e prive di valore intrinseco

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https://www.doppiozero.com/materiali/ciclo-della-vita-o-delle-macchine

27 agosto 2019. Non c’è lotta al negazionismo climatico senza lotta alle «grandi opere»

Un «partito trasversale» continua a etichettare i movimenti territoriali come «Paese dei No». In realtà sono stati la più forte mobilitazione sul cambiamento climatico degli ultimi decenni

Wu Ming 1

Mentre, dopo le grandi foreste artiche, va in fiamme l’Amazzonia, torna in mente un passaggio del discorso tenuto da Matteo Salvini al Senato il 20 agosto scorso:

«Ovunque al mondo, se trovi del petrolio fai festa perché significa ricchezza e posti di lavoro […] Gli italiani vogliono crescere, vogliono sviluppo, vogliono strade, autostrade, porti, aeroporti, ferrovie…».

Discorso impregnato del più greve negazionismo climatico, lo stesso del piromane Bolsonaro e di altri leader dal ghigno feroce. Tuttavia, sarebbe consolatorio e assurdo identificare questo negazionismo solo coi Salvini e coi «sovranismi». A essere negazionista in materia di clima è il capitalismo stesso.

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https://jacobinitalia.it/non-ce-lotta-al-negazionismo-climatico-senza-lotta-alle-grandi-opere/