1991

1 gennaio: Città del Vaticano, XXIV giornata mondiale della Pace: il messaggio di papa Giovanni Paolo II

I molti popoli che formano l’unica famiglia umana cercano oggi, sempre più frequentemente, l’effettivo riconoscimento e la tutela giuridica della libertà di coscienza, la quale è essenziale per la libertà di ogni essere umano. A diversi aspetti di questa libertà, fondamentale per la pace nel mondo, ho già dedicato due Messaggi per la Giornata mondiale della pace.

Per il 1988 invitai a riflettere con me sulla libertà religiosa. La garanzia del diritto a esprimere pubblicamente e in tutti gli ambiti della vita civile le proprie convinzioni religiose costituisce un elemento indispensabile della pacifica convivenza tra gli uomini. «La pace» – scrissi in quell’occasione – «affonda le proprie radici nella libertà e nell’apertura delle coscienze alla verità» (Ioannis Pauli PP. II, Messaggio per la pace, 8 dicembre 1987: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, X, 3 (1987) 1331). (…)continua in  http://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_08121990_xxiv-world-day-for-peace.html


2 gennaio: Con l’approvazione di una apposita legge vengono definite per la prima volta in modo organico le regole che disciplinano i mercati finanziari e l’esercizio dei servizi di intermediazione in Italia.
Innanzitutto il legislatore provvede a tracciare i confini dell’attività di intermediazione mobiliare tramite una puntuale elencazione delle attività da considerarsi tali e di quelle ad esse connesse o strumentali; la struttura del mercato mobiliare viene ridisegnata e arricchita di nuovi segmenti; viene istituita una nuova figura di intermediario finanziario, la società di intermediazione mobiliare (Sim), cui viene riservato l’esercizio professionale delle attività di intermediazione mobiliare nonché l’attività di negoziazione di valori mobiliari nella progressiva sostituzione della figura dell’agente di cambio; è previsto un obbligo di concentrazione delle negoziazioni di valori mobiliari, cioè l’obbligo di eseguire le negoziazioni dei valori trattati nei mercati regolamentati esclusivamente in essi e con le modalità per essi previste; viene istituita la figura del promotore di servizi finanziari, strumento delle Sim per lo svolgimento dell’attività di sollecitazione del pubblico risparmio in luogo diverso dalla sede principale; infine, la legge ed i suoi regolamenti di attuazione disegnano un vero e proprio codice di tutela del risparmiatore attraverso una rigorosa disciplina dei rapporti tra questi e le Sim.
La legge colma una vistosa lacuna, poiché è opinione comune che in Italia, a fronte della crescita e sviluppo dei mercati finanziari, vi sia una carenza normativa della materia
Il costituzionalista Gianfranco Miglio, ideologo della Lega Nord, predispone un nuovo progetto costituzionale che superando l’originario disegno leghista delle tre Repubbliche ( Nord, Centro e Sud) prospetta una netta autonomia delle Regioni e un modello istituzionale di tipo federalista

4 gennaio: Bologna, nel corso di un agguato vengono uccisi i carabinieri Andrea Moneta, Mauro Mitilini e Otello Stefanini, tutti di vent’anni. La pattuglia in perlustrazione nella zona del Pilastro, è crivellata a colpi di mitra dai killer della Uno bianca. La strage, rivendicata nei giorni seguenti dal  sedicente gruppo terrorsta Falange Armata, sarà poi ammessa da Roberto Savi nella deposizione resa il 28 novembre 1994. Il capo dello Stato, Francesco Cossiga, esprimendo la sua solidarietà all’Arma dei carabinieri, coglie l’occasione per affermare che i media e le forze politiche si debbono «autocensurare» quando parlano delle forze di polizia e dei carabinieri, affermazioni che vengono collegate alla vicenda SIFAR (il tentato colpo di Stato del 1964)  più che all’omicidio dei tre giovani carabinieri, che negli stessi giorni vede messo sotto accusa lo stesso Cossiga
Roma, la Commissione per i procedimenti d’accusa respinge per «manifesta infondatezza» la denuncia di Democrazia proletaria ( DP) contro Francesco Cossiga per alto tradimento e attentato alla Costituzione. Vota per l’archiviazione anche il Partito comunista
Roma: nei pressi di Villa Celimontana è incendiato l’ asilo Cielo Azzurro che ospita i figli degli immigrati, nell’ambito di un progetto didattico gestito dalla Caritas e dall’ARCI. Ritrovato in un cassonetto un volantino di rivendicazione dall’incendio della notte tra il 2 e 3 gennaio al campo nomadi di via della Magliana. Il volantino è firmato «un gruppo di abitanti della zona»5 gennaio: Roma, Lucio Libertini, Ersila Salvato e Rino Serri – esponenti della mozione Rifondazione Comunista – chiedono al segretario Achille Occhetto e alla maggioranza del PCI di pronunciarsi sulla loro proposta di una Federazione tra due partiti autonomi: la maggioranza che ha approvato la trasformazione del PCI in PDS e la minoranza che si è opposta.

6 gennaio: il GR1 rende nota un elenco di 535 «gladiatori». La lista diffusa non comprende nomi noti, ad eccezione del parlamentare DC Giorgio Beorchia. L’elenco appare tuttavia incompleto.

7 gennaio: il segretario della CGIL, Bruno Trentin, invia una circolare interna alle varie strutture per invitarle, pur riconoscendo il significato dell’iniziativa, a non partecipare alla manifestazione L’Italia ripudia la guerra del 12 gennaio indetta da numerose organizzazioni pacifiste e alla quale hanno aderito anche il Partito comunista, Democrazia proletaria e Verdi. Immediato il pronunciamento contrario di Fausto Bertinotti che considera personale l’iniziativa di Trentin e conferma la sua partecipazione e di molti altri esponenti del sindacato.

8 gennaio: Bologna: si svolgono i funerali dei tre carabinieri uccisi il 4 gennaio nella strage del Pilastro. In segno di lutto e protesta si ferma tutta la città. Tre cortei raggiungono piazza Maggiore dove le autorità ricordano gli agenti assassinati. Alla cerimonia funebre severa omelia del cardinale Biffi sui doveri dello Stato per «difendere chi deve difenderci».
La Voce repubblicana critica le dichiarazioni rilasciate alla La Stampa dai democristiani Francesco D’Onofrio e Roberto Mazzola contro il giudice Mastelloni impegnato nelle indagini sulle manomissioni delle bobine con le testimonianze sul tentato golpe De Lorenzo. D’accordo con il PRI il senatore DC Luigi Granelli che considera grave ogni «minimizzazione» delle vicende del 1964. Lo stesso giorno sono consegnati al senatore Libero Gualtieri e a Mario Segni, rispettivamente presidenti della Commissione Stragi e del Comitato per il controllo dei servizi segreti, i nastri registrati sulle vicende del Piano Solo.
Intervista a Giulio Andreotti al giornale radio di mezzanotte dell’8 gennaio: il presidente del Consiglio nega ogni connessione fra la «Gladio» e il tentato golpe del 1964. Un’anticipazione di quanto affermerà alla Camera l’11 gennaio.

9 gennaio: inaugurazione dell’anno giudiziario. L’Associazione nazionale magistrati diserta le cerimonie per protestare contro le inadempienze e i ritardi del mondo politico di fronte allo «sfascio» della giustizia. Duro attacco del presidente della Repubblica Francesco Cossiga contro l’ANM a cui afferma di non riconoscere alcuna rappresentatività . Non tarda la replica dei magistrati che rispondono alle critiche con altrettanta durezza. La polemica investe la stessa maggioranza di governo : DC e PSI si schierano dalla parte di Cossiga, mentre il PRI solidarizza con le ragioni dei magistrati.
L’Esecutivo del Partito socialista prende le distanze dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio sul caso Gladio. Nel comunicato che segue la riunione si afferma che per il PSI non è provata la legittimità dell’organizzazione militare segreta e che intende porre la questione nel dibattito che si svolgerà alla Camera l’11 gennaio. Inoltre si suggerisce a Mario Segni di dimettersi da presidente del Comitato per i Servizi segreti in quanto, direttamente o indirettamente, dovendo occuparsi del caso Gladio dovrà esaminare anche il tentato colpo di Stato del 1964 che investe la responsabilità dell’allora presidente della Repubblica Antonio Segni, padre del deputato DC. Una richiesta sostenuta con forza nella riunione dallo stesso Craxi, per i commentatori un colpo assestato al promotore dei referendum osteggiati dal PSI. Mario Segni si dimetterà il giorno dopo.

10 gennaio: l’Unità, organo del Partito comunista, pubblica un inserto speciale sul tentato colpo di Stato del 1964
La CIA nega la declassificazione dell’accordo CIA- SIFAR del 1956. Lo annuncia il Presidente della Commissione Stragi nel corso della audizione del generale Giuseppe Cismondi, addestratore dei «gladiatori» nel Centro di Alghero tra il 1958 e il 1959 e comandante della Gladio per la «zona Combat»(Italia del Nord-Est  Ndr.)tra il 1972 e il 1978.
Roma, la Cgil tiene la tradizionale conferenza stampa di inizio anno

11 gennaio: Roma, il presidente del Consiglio risponde alle interpellanze e alle interrogazioni presentate su «Gladio». Giulio Andreotti , sostenuto dal parere dell’avvocatura dello Stato, riconferma la «legittimità e la necessità» della struttura nell’ambito degli accordi NATO

12 gennaio: manifestazioni in tutta Italia contro la guerra. Cortei anche nella varie capitali europee. A Roma oltre 200mila partecipanti alla manifestazione promossa da Donne in nero, Associazione per la pace, ADI, ARCI, Lega ambiente, LOC e a cui hanno aderito PCI, DP, Verdi. Il corteo che sfila per le vie del centro si conclude a Piazza San Giovanni dove parlano, tra gli altri, il vicario del convento dei frati di Assisi e il rappresentante dell’OLP Nemmer Hammad.
Depositata le motivazioni della sentenza del processo per l’assassinio del commissario Luigi Calabresi. Il testo motiva, sulla base delle dichiarazioni dell’ex militante di Lotta Continua Leonardo Marino, le ragioni della condanna il 2 maggio 1990 per Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi

13 gennaio: il pontefice Giovanni Paolo II nel corso della benedizione domenicale in piazza San Pietro, riferendosi alla crisi del Golfo, afferma che «un conflitto aggraverebbe i problemi del Medio Oriente invece di risolverli».

16 gennaio mattina: l’Iraq dichiara di aver vinto la guerra in quanto l’ultimatum è scaduto senza alcuna reazione da parte degli Alleati.

16 gennaio notte: inizia l’offensiva alleata contro l’Iraq. In tre ore l’aviazione scarica sull’Iraq 18.000 tonnellate di esplosivo. Inizia l’operazione Desert Storm (Tempesta nel deserto).

17 gennaio: Roma, il Parlamento approva la missione militare italiana nel Golfo per l’attuazione della risoluzione n. 678 dell’ONU. Insieme alla maggioranza di governo votano il MSI e i radicali. Votano contro PCI, DP e Verdi.
La Corte Costituzionale, dopo due giorni di consiglio, respinge due dei tre quesiti referendari presentati dal Comitato promotore presieduto da Mario Segni. Non sono ammessi i quesiti più significativi quelli che tendevano a introdurre un sistema maggioritario temperato per l’elezione del Senato ed estendere a tutti i Comuni il sistema maggioritario che già vige per i soli Comuni inferiori ai 5.000 abitanti. Si voterà solo per ridurre da cinque a una le preferenze per l’elezione alla Camera e per votare indicando il nome e non il numero di lista del candidato. Reazioni polemiche rispetto alla decisione della Corte da parte del Comitato promotore dei referendum e del PCI. Soddisfazione del PSI e del PRI. Divisa nei giudizi la DC.

18 gennaio: otto missili Scud vengono lanciati su Israele. Un aereo Tornado italiano alla prima missione risulta disperso.

19 gennaio: altri attacchi missilistici contro Israele fanno sì che gli Stati Uniti inviino a Tel Aviv e Gerusalemme consiglieri militari e batterie di missili antimissili Patriots.

21 gennaio: gli iracheni annunciano che i piloti prigionieri, mostrati qualche giorno prima alla Tv, saranno usati come scudi umani a difesa di obiettivi militari.

24 gennaio: Leoluca Orlando, si dimette dalla DC e fonda il «Movimento per la democrazia  -La Rete»

L’Esecutivo si pronuncia per la sostituzione del ministro di Grazia e Giustizia Giuliano Vassalli, che sarà nominato il 4 febbraio giudice della Corte Costituzionale, con il vice presidente Claudio Martelli. Una soluzione ad interim in attesa del «rimpasto» di governo previsto per marzo dopo una verifica fra gli alleati di governo

25 gennaio: la distruzione di terminali petroliferi da parte irachena provoca un’immane catastrofe ecologica per la fuoriuscita in mare di milioni di barili di greggio
La Procura di Roma apre un inchiesta in merito alle affermazioni fatte alcuni mesi prima da Renato Altissimo, segretario del PLI , in merito ad un presunto «complotto» per far dimettere il presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Altissimo aveva dichiarato, successivamente, di essere venuto a conoscenza delle manovre in atto da Diego Novelli, parlamentare comunista ed ex sindaco di Torino, che a sua volta aveva liquidato l’episodio come una «battuta da Transatlantico»

26 gennaio: inizia la fuga di aerei iracheni in Iran. Prima della fine della guerra quasi cento velivoli avranno trovato salvezza in aeroporti al sicuro dal martellamento alleato.

30 gennaio: truppe irachene impegnano le difese alleate intorno alla città di Khafji. Dopo 38 ore di scontri verranno respinte.
Ettore Gallo è eletto Presidente della Corte Costituzionale.

31 gennaio: Rimini, 20° e ultimo congresso del Pci. Il Partito comunista è sciolto, nasce ufficialmente il Partito democratico della sinistra. Contemporaneamente una parte della sinistra del partito, guidata da Armando Cossutta e Sergio Garavini, non aderisce alla nuova formazione e da vita a Rifondazione comunista.Successivamente si riunisce il Consiglio Nazionale del nuovo partito: Achille Occhetto non è eletto segretario del Pds. Nella votazione non raggiunge il quorum dei 274 voti previsto del nuovo statuto per l’elezione. Su 547 aventi diritto al voto, Occhetto ottiene 264 voti a favore, 102 contrari e 41 astenuti e 2 nulle. Assenti 132 membri del Consiglio.

Palermo, la prima sezione della corte di Cassazione conferma le condanne di primo grado del maxi processo contro le cosche mafiose.

2 febbraio: Sassari, a cento anni dalla nascita viene ricordata la figura di Antonio Segni. Oratore ufficiale alla cerimonia il presidente del Consiglio Giulio Andreotti

4 febbraio: il capitato Antonio Labruna interrogato dai pubblici ministeri che indagano sul Piano Solo, afferma di non aver manomesso i nastri delle registrazioni delle dichiarazioni militari coinvolti. Restano molte contraddizioni fra le sue affermazioni e quelle dell’ex parlamentare democristiano Giuseppe Alessi, già  presidente della Commissione che indagò sul tentato colpo di Stato del 1964, e di altri imputati e testimoni

7 febbraio: quattro giorni prima del processo in Cassazione (che confermerà la condanna a 27 anni di reclusione per entrambi gli imputati), Marco Furlan fugge da Casale di Scodosia (Pd) dove si trovava in soggiorno obbligato. Il 12 febbraio anche Wofgang Abel tenta di allontanarsi dal soggiorno obbligato. Il giovane si cala da una finestra del suo appartamento, al primo piano, ed eludendo la sorveglianza dei carabinieri si allontana a piedi. Dopo aver percorso qualche chilometro, viene però bloccato da una pattuglia della Guardia di Finanza e riaccompagnato in caserma. Poche ore dopo viene arrestato e trasferito al carcere Due palazzi di Padova per scontare la pena ormai definitiva. Furlan sarà arrestato ed estradato a Creta nel 1995.
Si riunisce il Consiglio Nazionale del PDS. Apre i lavori Massimo D’Alema che presenta un documento preparato con l’area di Napolitano e ripropone la candidatura di Achille Occhetto che sarà eletto segretario del nuovo partito con il 72% dei voti, 376 sì, 127 no e 17 astensioni. Votano a favore i riformisti, l’area Bassolino e gli ex esterni. Contro i rappresentanti della ex mozione Rifondazione Comunista rimasti nel PDS.

8 – 10 febbraio: Pieve Emanuele (Mi), si svolge il I° Congresso della Lega Nord. Sotto la guida di Umberto Bossi, leader della Lega Lombarda, si unificano i vari movimenti autonomistici dell’Italia settentrionale. Bossi nella sua relazione, sulla base di un «federalismo su base socio-economica», lancia la proposta di un’Italia formata da tre macro regioni : Nord, Centro e Sud.

10 febbraio: Roma, al teatro Brancaccio si svolge l’Assemblea nazionale che dà vita al Movimento per la Rifondazione comunista. Sono presenti oltre 5000 militanti provenienti da tutta Italia. Sergio Garavini è nominato coordinatore del nuovo movimento. A titolo personale sono presenti all’iniziativa Lucio Magri, Luciana Castellina, Luciano Pettinari che ancora non hanno abbandonato il PDS.

13 febbraio: una “bomba intelligente”, lanciata da uno Stealth, centra un rifugio antiaereo a Baghdad, causando oltre 400 morti.
Roma, a via del Corso nella sede del PSI, si incontrano Bettino Craxi e Achille Occhetto. Nella conferenza stampa che segue, i due segretari, auspicando un positivo dialogo fra i due partiti, presentano un comunicato congiunto per il cessate il fuoco e una soluzione politica della Guerra del Golfo.

14 febbraio: Roma, si svolge il congresso del Partito Radicale

15 febbraio: Baghdad, iniziano le manovre irachene per svincolarsi da una guerra che appare ormai persa, ma i tentativi iniziali sono maldestri e non ancora convincenti. Il proposto ritiro dal Kuwait è accompagnato da numerose condizioni.

18 febbraio: Mosca, il premier sovietico Gorbaciov presenta un piano di pace in sei punti.

19 febbraio: Washington, Bush comunica che il piano sovietico “è molto meno di quanto necessario”.
Roma, il presidente della Repubblica comunica ai presidenti della Camera e del Senato che risponderà al Comitato di controllo sui Servizi di sicurezza che indaga su Gladio solo a domande scritte e senza che i parlamentari possano porre domande nel corso dell’incontro. Inoltre Cossiga precisa che risponderà solo su Gladio e non sul Piano Solo e sugli «omissis». La riunione si svolgerà il 15 marzo e, per protesta contro la procedura indicata dal capo dello Stato, non vi parteciperanno i componenti del Comitato per i servizi del PDS.


20 febbraio
: Roma, si incontrano i segretari della Dc e del Psi. Tenendo conto della crisi irachena e la guerra in corso, delle divergenze che permangono sulle riforme istituzionali, decidono di rinviare la «verifica» fra le forze di maggioranza nonostante il presidente del Consiglio, Andreotti, prema per avviarla subito.
Il presidente del Consiglio riferisce alla Camera sulla situazione nel Golfo persico. Giuili Andreotti ribadisce il valore delle decisioni dell’ONU e, esprimendo apprezzamento per i tentativi diplomatici di Gorbaciov, afferma che nel merito della crisi irachena non vi dissenso fra USA e URSS. Il PDS si astiene sulle dichiarazioni di Andreotti. 
Il Tribunale di Brescia pronuncia la sentenza nel processo contro dirigenti e collaboratori della società Valsella Meccanotecnica di Carpenedolo (Brescia), accusati della vendita illegale di circa nove milioni di mine antiuomo all’Iraq per un corrispettivo di 180 milioni di dollari. Sono condannati sette imputati: Vito Taddeo, Antonio De Cristofano, Paolo Torsello, Mario Fallani, Paolo Jasson, Peter Kurt Mayer e Calisto Calista. L’ex presidente della società Ferdiando Borletti, anche lui imputato, è nel frattempo deceduto.

22 febbraio: Baghdad comunica di accettare il piano proposto da Gorbaciov. Bush ribadisce che il ritiro iracheno dal Kuwait dovrà iniziare entro le ore 18 (ora italiana) del 23 febbraio e che dovrà concludersi entro una settimana.

23 febbraio: l’Iraq lascia passare il termine del secondo ultimatum intimato dagli alleati.
Il presidente della Repubblica Francesco Cossiga, nel corso della cerimonia di commemorazione dell’ex ministro democristiano Giovanni Marcora ad Arluno (Mi) , pronuncia un duro attacco ai magistrati («Giuristi per la pace») che si sono pronunciati contro la guerra del Golfo, affermando che dovrebbero lasciare la Magistratura.

24 febbraio: prima dell’alba inizia l’offensiva terrestre. Le truppe americane, francesi ed inglesi entrano in Kuwait ed in Iraq.

25 febbraio: gli alleati incontrano pochissima resistenza ed un numero impressionante di militari iracheni si consegnano ai soldati della coalizione.
Roma, si riunisce la Direzione del Pds. Nuove polemiche sulla posizione da assumere sulla guerra nel Golfo. Difficoltà e tensioni fra le varie componenti per la composizione dei 24 membri del «coordinamento». Massimo D’Alema è nominato coordinatore del nuovo organismo, ma affiancato da Ranieri e Gavino Angius.

26 febbraio: 21 divisioni irachene sono distrutte, 40.000 soldati di Baghdad prigionieri. La Guardia Nazionale non ha saputo porre un argine alle forze della coalizione.

Roma, il presidente del Consiglio Giulio Andreotti trasmette alle Camere una relazione intitolata “L’operazione Gladio” in cui ripercorre dal suo punto di vista la storia della “stay-behind”. Ammette che nei Servizi “si sono verificate isolate deviazioni” e conclude affermando la convinzione “della piena legittimità della struttura, confluita progressivamente in un contesto operativo strettamente collegato alla pianificazione militare dell’Alleanza Atlantica”.

27 febbraio: Kuwait City è conquistata dalle truppe alleate. A sud di Bassora uno scontro tra mezzi corazzati americani e carri iracheni vede ancora una volta questi ultimi soccombere. L’ambasciatore iracheno all’ONU annuncia l’accettazione di tutte le risoluzioni riguardanti l’Iraq. Il presidente George Bush comunica la cessazione delle ostilità a partire dalle ore 6.00 del 28 febbraio.
Il numero preciso dei civili morti nella prima Guerra del Golfo non è mai stato definito.
Secondo Baghdad, i morti tra la popolazione civile sono stati oltre 35.000. Le forze Alleate, ovviamente, non hanno mai fornito cifre precise. Si calcola che, a causa delle sanzioni, altri 100.000 iracheni, tra cui moltissimi bambini, abbiano perso la vita.
Per quanto riguarda la parte militare gli USA, nel giugno 1991, hanno fornito queste cifre: 100.000 soldati iracheni uccisi, 300.000 feriti, 150.000 disertori e oltre 71.000 prigionieri. Molte associazioni umanitarie sostengono, invece, che un numero molto più elevato di iracheni ha perso la vita in battaglia. Per quanto riguarda le perdite alleate, gli USA hanno perso 148 uomini in battaglia, 145 non in battaglia (fuoco amico o incidente) con 467 feriti in azione. 24 sono state, invece, le vittime britanniche (9 sotto il fuoco amico USA) e 10 feriti in azione. Nella prima Guerra del Golfo sono morti anche due militari francesi (25 feriti) e 39 arabi alleati.
Su oltre 116.000 raid aerei alleati, sono stati persi 75 velivoli (63 Usa, 12 alleati). I prigionieri iracheni consegnati dagli americani agli alleati sauditi sono stati 71.204.
I costi della prima Guerra del Golfo oscillano tra 61 (stima americana) e 71 miliardi di dollari.
Le operazioni militari sono state finanziate con i 53 miliardi di dollari offerti dai Paesi dell’Alleanza, molti dei quali provenienti dalle casse del Kuwait, dell’Arabia Saudita e da altri stati del Golfo (36 miliardi) e da Germania e Giappone (16 miliardi di dollari).
Altri Paesi, come l’Arabia Saudita, hanno contribuito allo sforzo bellico offrendo servizi alle forze in campo (trasporti e vettovaglie).
Liberata dalla paura, dopo la sconfitta militare, la popolazione irachena si solleva. Il movimento si sviluppa principalmente nella zona di Bassora, dove i primi a sollevarsi sono i soldati in ritirata. In pochi giorni 15 delle 18 province dell’Iraq si sottraggono al controllo di Baghdad. Nelle regioni sciite la sollevazione si trasforma in una sanguinosa vendetta contro i membri del partito Baath. Nonostante la pressante richiesta fatta dagli insorti ai comandi Alleati di appoggiare la sollevazione, i comandi americani autorizzano Saddam, ormai sull’orlo della definitiva sconfitta, a usare tutta la forza ancora a disposizione contro i ribelli. E’ un vero e proprio bagno di sangue che si compie sotto gli occhi delle truppe dei contingenti Alleati, che non ritengono opportuno intervenire per fermare le truppe rimaste fedeli a Saddam. La Guardia Repubblicana si scatena soprattutto nelle zone sciite dove i morti saranno molti di più di quanti ne aveva procurato il conflitto contro gli Alleati. Tutto ciò avviene nella più completa indifferenza dell’Occidente e dei suoi alleati arabi.

Roma, il generale Sergio Luccarini, vice direttore del Sismi, assume la direzione dell’organismo. Succede all’ammiraglio Fulvio Martini, con il quale è entrato in polemica lo stesso presidente del consiglio Giulio Andreotti per la questione Gladio. Quella di Luccarini è una direzione interinale.

3 – 11 marzo: massiccia ondata di profughi albanesi raggiungono le coste italiane

5 marzo: Roma, la prima sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da Corrado Carnevale, annulla la sentenza d’appello sulla strage del 23 dicembre 1984 sul treno «904» Napoli-Milano, la «Strage di Natale», in cui persero la vita 16 persone e oltre 200 rimasero ferite. Cancellato l’ergastolo al boss mafioso Pippò Calò, considerato il mandante dell’attentato e agli altri imputati. Ordina la ripetizione del processo, dinnanzi ad altra sezione della Corte d’appello di Firenze.

7 marzo: Brindisi, iniziano gli sbarchi di profughi albanesi sulle coste pugliesihttps://www.rivistailmulino.it/news/newsitem/index/Item/News:NEWS_ITEM:4644

13 marzo: Roma, si aprono il lavori della prima Conferenza internazionale sulle migrazioni organizzata dalle 25 nazioni aderenti all’OCSE. Apre i lavori il vicepresidente del Consiglio Claudio Martelli

14 marzo: il  Comitato di controllo sui Servizi di sicurezza, presieduto da Tarcisio Gitti (DC), si reca al Quirinale per sentire le risposte del Capo dello Stato, Francesco Cossiga, ai quesiti sul caso Gladio che gli sono stati recapitati qualche giorno prima. Su decisione di Cossiga l’audizione si svolge con «il divieto di interlocuzione», i parlamentari non potranno porre domande. Di fronte a questa condizione il PDS rifiuta di partecipare all’incontro. Nelle sue dichiarazioni il presidente della Repubblica torna a sostenere la legittimità di Gladio fino a spingersi a dichiarate che bisognerebbe «dare una medaglia» ai gladiatori, attacca i commissari del PDS che si sono rifiutati di partecipare e muove durissime critiche al senatore della Sinistra Indipendente Onorato per le sue posizioni contro la guerra del Golfo. Nella stessa occasione si scusa con il MSI per aver definito «fascista» la strage di Bologna. Affermazioni che provocano lo sdegno dell’Associazione dei parenti delle vittime.
Roma, si riunisce l’Assemblea nazionale del Psi

19 marzo: Roma, il presidente del Consiglio Andreotti si incontra con il segretario socialista Bettino Craxi che rinnova la richiesta, avanzata nell’Assemblea nazionale del PSI, di un «nuovo governo». Il presidente Andreotti incontra anche il segretario del PCI Achille Occhetto.

21 marzo: con una intervista al TG 1 il presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, polemizza con le affermazioni del segretario del PDS che lo ha accusato di essersi posto al di fuori del ruolo che la Costituzione assegna al capo dello Stato per le sue dichiarazioni sulla P2 e, denunciati gli attacchi e le intimidazioni a cui è sottoposto da vari esponenti politici e partiti , rivendica la necessità di un chiarimento politico di fondo fra le forze politiche che può passare solo per una crisi del governo in carica

28 marzo: Roma, durante il vertice di maggioranza, il segretario socialista Craxi formalizza la richiesta della crisi. Commenta Gianni Baget Bozzo, ora europarlamentare per il Psi, Craxi punta alla presidenza del consiglio
Roma, si riunisce la Direzione del Pds. Dura polemica sul carattere «extra-parlamentare» della crisi di governo e sulla decisione di Andreotti limitarsi ad una semplice «notifica» al Senato. La relazione del segretario Achille Occhetto affronta il tema delle riforme istituzionali e il «percorso costituente verso la nuova Repubblica». Respinta l’ipotesi presidenzialista avanzata dal PSI . Sulle questioni istituzionali non si registrano dissensi, più articolato il dibattito sui rapporti con il PSI.
Franco Marini lascia la segreteria della Cisl per assumere, dopo la scomparsa di Carlo Donat Cattin avvenuta il 17 marzo, il ruolo di coordinatore della corrente democristiana «Forze Nuove» . Sergio D’Antoni è eletto nuovo segretario della Cisl.

29 marzo: il presidente del consiglio Giulio Andreotti, preso atto dei contrasti presenti nella maggioranza , si dimette. Dopo il consiglio dei ministri, una breve comunicazione al Senato. Nessuna discussione, poi al Quirinale per la formalizzazione delle dimissioni.

Fine marzo: Iraq, le truppe irachene penetrano profondamente in territorio kurdo. Due milioni di kurdi cercano scampo in Turchia e in Iran. E’ uno più grandi esodi che la storia ricordi. Le foto e le immagini televisive di una popolazione stremata che cerca di sfuggire al massacro perpetrato dalle truppe di Saddam, fanno il giro del mondo.

Aprile: Livorno, incendio, dopo una collisione con una nave cisterna nel porto cittadino, a bordo del traghetto Moby Prince, 140 morti. Le cause della tragedia non sono mai state chiarite.

3 aprile: New York, la risoluzione 687 votata dal Consiglio di sicurezza dell’ONU, addotta una riduzione progressiva dell’embargo nei confronti dell’Iraq vincolandolo però alla distruzione delle armi nucleari, chimiche e batteriologiche e i missili a lunga gittata. Su pressione degli Stati Uniti è inserito anche il riconoscimento della sovranità del Kuwait e della sua integrità territoriale sulla base del tracciato della nuova frontiera iracheno-kuwaitiana. Inoltre si chiede il rispetto delle risoluzioni precedenti, vale a dire la liberazione dei prigionieri kuwaitiani scomparsi, il pagamento dei danni di guerra, l’agevolazione degli sforzi umanitari dell’ONU, il rispetto dei diritti umani. Lentamente il regime iracheno si adeguerà su gran parte delle richieste, escludendo ovviamente quella sui diritti umani che rappresenterebbe probabilmente la propria fine.

4 aprile: il viennese Fritz Peter Molden, a suo tempo collegato al Bas (Comitato di Liberazione del Sudtirolo), rivela alla radiotelevisione austriaca l’esistenza di una rete para-militare clandestina equivalente alla “stay-behind” Gladio italiana di cui egli stesso era tra gli organizzatori. Aveva nomi come “Easefull” e “Pilgrim” ed ha avuto una parte anche nel terrorismo in Alto Adige. Dichiara Molden: “Si sapeva in anticipo degli atti terroristici in Sudtirolo; si sono tenute riunioni nella valle di Alpach, in Tirolo, con Alois Amplatz, Georg Klotz e altri”.

Il secondo processo d’appello davanti al Tribunale di Bologna per la strage sul treno Italicus si conclude con l’assoluzione dei terroristi del Fronte Nazionale Rivoluzionario Mario Tuti e Luciano Franci, già condannati all’ergastolo in primo grado. La Cassazione respingerà poi le impugnazioni e la sentenza diverrà così definitiva. La strage resterà senza colpevoli.

5 aprile: New York, l’Onu vota la risoluzione 688 sulla protezione dei civili “curdi al nord e degli sciiti al sud” dell’Iraq. Qualche giorno dopo (10 aprile) viene creato un cuscinetto di sicurezza nella regione di Zakhu, nel nord del Kurdistan. E’ l’operazione militare-umanitaria alleata denominata Provide Comfort, organizzata sotto l’egida delle Nazioni Unite. Contemporaneamente il presidente americano George Bush annuncia l’istituzione di una zona di interdizione al volo per l’aviazione irachena a nord del 36° parallelo. Una settimana dopo, Washington propone la creazione di “zone di protezione” per i curdi. Il 21 aprile le truppe americane penetrano in Kurdistan. Il 7 giugno gli Alleati confermano la creazione di una zona di protezione, con l’accordo dell’ONU, in Kurdistan. L’esercito iracheno si ritira dal Kurdistan lasciando campo libero alle milizie dei partiti curdi, che a presto formeranno un governo ed eleggeranno un Parlamento con sede ad Arbil.
Il Presidente della Repubblica Cossiga incarica nuovamente Andreotti di formare il Governo.

6 aprile: il presidente incaricato Andreotti si incontra con i partiti dell’opposizione. Un lungo incontro con il PDS. Il segretario Achille Occhetto conferma la critica al pentapartito, ma esprime soddisfazione per quanto riguarda le ipotesi di riforma istituzionale, in particolare per il no al «presidenzialismo», esposte da Giulio Andreotti e afferma che il PDS parteciperà alla «fase costituente».

7  – 8 aprile: Il presidente incaricato, Giulio Andreotti, in vista della riunione collegiale del 9 aprile invia ai segretari del pentapartito una bozza programmatica : 19 cartelle e un preambolo. Nel testo la prospettiva di avviare subito le procedure per accelerare le revisioni della Costituzione.

8 aprile: Roma, si riunisce la Direzione della Dc. Si discute la bozza programmatica inviata dal presidente incaricato. Via libera ad Andreotti, ma precisi confini all’ipotesi di riforma istituzionale: no alla seconda Repubblica e no al presidenzialismo. Piuttosto come afferma Leopoldo Elia non un «fase costituente», ma una «revisione costituzionale». Vista con favore l’idea di ridurre il quorum fissato dall’art. 138 della Costituzione

13 aprile: Roma, nasce il settimo governo Andreotti. Virginio Rognoni (Dc) ministro della Difesa, Vincenzo Scotti (Dc) agli Interni. Antonio Maccanico, già ministro per le Riforme istituzionali, rifiuta il ministero delle Regioni, perché smembrato da quello delle Riforme.
I ministri del PRI non partecipano alla cerimonia del giuramento, accusando Andreotti di subito il veto socialista alla presenza di Galasso (PRI) al ministero delle Poste ed escono dal Governo. Andreotti assume l’interim dei ministeri già assegnati al PRIIl governo:http://www.senato.it/leg/10/BGT/Schede/Governi/0018_M.htm

12 aprile: il generale Luigi Ramponi a capo del SISMI

17  – 19 aprile: il presidente del Consiglio illustra il programma del governo al Parlamento. Alla Camera la fiducia è approvata con 339 voti favorevoli e 207 contrari. Al Senato è approvata con 177 voti favorevoli e 104 contrari

2 maggio: a cento anni dalla Rerum novarum di Leone XIII, Giovanni Paolo II pubblica l’enciclica Centesimus annus.

7 maggio: a seguito della scoperta di un deposito di armi e di esplosivi in un appartamento di Roma vengono arrestate alcune persone accusate di far parte di Azione Rivoluzionaria Anarchica, un gruppo con riferimenti in alcune città italiane e collegato con ambienti della malavita, responsabile di attentati e di sequestri di persona. L’ispiratore del gruppo è Alfredo Maria Bonanno, direttore della rivista Anarchismo e Provocazione.

11 maggio: l’ambasciatore Francesco Paolo Fulci è nominato segretario del Cesis (Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e Sicurezza). Prima della nomina Fulci è stato ambasciatore d’Italia presso la Nato.

23 maggio: sulla base della pubblicazione di alcuni articoli di stampa in cui si avanza la tesi dell’esistenza di un’organizzazione paramilitare clandestina legata al Partito Comunista Italiano e denominata genericamente Gladio Rossa, il Procuratore della repubblica di Roma dispone l’apertura di un “fascicolo procedimentale”.

26 maggio: su mandato dell’autorità giudiziaria di Roma la polizia perquisisce a Salorno l’abitazione di Giancarlo Masiero, ex funzionario del Movimento Sociale Italiano allontanato dal partito. Viene sequestrata documentazione che riguarda anche il terrorismo in Alto Adige. A proposito del quale si accenna alla “costituzione di nuclei di pronto intervento” e si elencano numerosi nomi, compresi quelli di alcuni funzionari della Questura di Bolzano. Verranno perquisite le abitazioni di alcuni iscritti al Msi e Masiero finirà brevemente in carcere. Poi la vicenda sarà archiviata dopo che il giudice istruttore di Bolzano avrà definito Masiero un calunniatore e un “estremista fallito”.

1 giugno: il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga nomina Giovanni Agnelli, Giulio Andreotti (DC), Francesco De Martino (PSI) e Paolo Emilio Taviani (DC), senatori a vita


9 giugno: si svolge il referendum proposto da Mario Segni per ridurre da tre a una le preferenze nelle elezioni della Camera dei deputati. Il 62,5% degli aventi diritto si reca alle urne. Il quesito è approvato con il 95,57% di Sì. Sconfitta la scelta astensionistica di Bettino Craxihttps://www.wikiwand.com/it/Referendum_abrogativo_in_Italia_del_1991
I risultati: https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=F&dtel=09/06/1991&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S


10 giugno: in un’intervista al quotidiano La Stampa, il senatore democristiano Paolo Emilio Taviani dichiara: “Non esisteva una Gladio rossa. Esisteva però un documentabile apparato militare del vecchio Pci che è stato smontato man mano nel corso degli anni e finalmente da Berlinguer. Però ci sono stati tempi in cui la Vigilanza rivoluzionaria– come si chiamava quell’organizzazione – disponeva di un corpo di armati. Quell’organizzazione è stata uno dei motivi per cui creammo la nostra rete anti-invasione. Sapevamo che una parte di quegli armati era in contatto con i servizi segreti cecoslovacchi”.

12 giugno: Mosca, Boris Eltsin è eletto Presidente della Repubblica Russa. 

16 giugno: elezioni regionali in Sicilia. Grande successo della DC e della Rete di Leoluca Orlando, alla sua prima prova elettorale. https://www.wikiwand.com/it/Elezioni_regionali_in_Sicilia_del_1991

20 giugno: la Camera respinge, con 156 voti favorevoli e 326 contrari, la mozione di sfiducia al Governo proposta dal PDS . Nel stessa seduta respinge, con 166 voti a favore e 326 contro, la mozione Luigi d’Amato (Gruppo Misto) di sfiducia nei confronti del ministro del Tesoro

25 giugno: la Slovenia e la Croazia dichiarano la propria indipendenza dalla Jugoslavia.

27 – 30 giugno: Bari, congresso straordinario del Partito Socialista

5 luglio: la Corte d’appello di Catanzaro pronuncia la sentenza per la strage di piazza Fontana a Milano e reati connessi che vede imputati Fachini e Delle Chiaie, assolti in primo grado. I giudici confermano la sentenza d’assoluzione che, non venendo impugnata, diverrà definitiva.

6 luglio:  Roma, Gianfranco Fini torna alla guida del Msi. Dimissionato il segretario uscente Pino Rauti.

13 luglio: il generale Luigi Ramponi lascia il comando della Guardia di finanza e assume la direzione del Sismi. Subentra al direttore interinale Sergio Luccarini.

16 luglio: il Presidente della Repubblica Cossiga rinvia alle Camere per una nuova deliberazione la proposta di legge Norme di riordino del settore farmaceutico. Lo stesso giorno Cossiga diffonde un messaggio sulla necessità di riforme istituzionali

Mosca nel corso del quarto vertice tra George Bush e Mikhail Gorbaciov è firmato il Trattato START, che riduce di oltre un terzo l’arsenale nucleare strategico delle due superpotenze.

18 luglio: sul fondo del mar Tirreno viene recuperato il Flight Data Recorder, ossia la scatola nera, dell’aereo di linea DC 9 della società Itavia caduto nel mare di Ustica il 27 giugno 1980 contenente le principali informazioni sul volo. Il reperto si accerterà che contiene informazioni importanti, ma non quella decisiva in riferimento alla caduta dell’aereo.

25 luglio: il presidente del Consiglio Giulio Andreotti comunica che ritiene applicabile, in riferimento alla “stay-behind” Gladio, il “regime di inviolabilità” agli atti relativi al Clandestine Planning Committe dell’Alleanza Atlantica (ossia il segreto Nato ndr). Per il resto vige il semplice divieto di divulgazione.

2 agosto: il prefetto Alessandro Voci viene nominato alla direzione del Sisde. Subentra al prefetto Riccardo Malpica.

Il prefetto Angelo Finocchiaro è nominato Alto commissario per la lotta alla mafia in sostituzione di Domenico Sica.

14 agosto: in una lettera inviata al presidente del Consiglio Giulio Andreotti e al ministro della giustizia Claudio Martelli, il presidente della Repubblica Francesco Cossiga scrive che è “necessario chiudere, nei suoi contenuti giuridici-penali la fase del terrorismo, sia quello di sinistra sia quello di estrema destra” e prende posizione a favore della concessione della grazia a Renato Curcio, già delle leader Brigate Rosse.

19 agosto: Mosca, esponenti dell’ala conservatrice del PCUS destituiscono Mikhail Gorbaciov mentre si trova in vacanza in Crimea. Boris Eltsin guida la resistenza democratica al golpe, che sarà sventato due giorni più tardihttps://st.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-08-16/mosca-19-agosto-1991-fallisce-golpe-contro-gorbaciov-ma-la-russia-e-fine-comunismo–203432.shtml?uuid=ADwJDV6https://www.repubblica.it/online/mondo/dimissioni/boris/boris.html?ref=search

21 agosto: Palermo, ucciso l’imprenditore Libero Grassi. Si era rifiutato di pagare le tangenti alle cosche e aveva più volte denunciato pubblicamente il racket delle estorsioni.

29 agosto: Roma, il Presidente della Repubblica Cossiga rinvia alle Camere per una nuova deliberazione le proposte di legge: Riapertura dei termini per la presentazione di proposte di concessione di ricompensa al valor militare per la Resistenza per i comuni, le province e le regioni interessate e Istituzione del giudice di pace.

Agosto: 10.000 albanesi vengono forzatamente rimpatriati 

9 settembre: interrogato dal Pubblico ministero di Roma circa l’esistenza di un’organizzazione paramilitare clandestina legata al Pci e genericamente denominata Gladio Rossa, Giulio Seniga dichiara: “Ho avuto informazioni dirette circa l’esistenza di un apparato di riserva del partito. L’apparato aveva compiti sia in caso di guerra internazionale di supporto all’Unione Sovietica sia in caso di guerra civile interna di lotta rivoluzionaria. Disponeva di molte armi nonché di immobili segreti. Tra i compiti vi era anche quello dello spionaggio a favore dei sovietici e comunque ogni attività che fosse collegata con la guerra rivoluzionaria”. Seniga è stato dirigente del Pci sino al 1954, collaboratore di Pietro Secchia e vice responsabile nazionale della Commissione di vigilanza del partito. Le sue dichiarazioni non otterranno riscontro.

24 settembre: il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, senatore Libero Gualtieri dichiara al quotidiano La Stampa: “In Alto Adige negli anni sessanta e settanta esisteva un contro terrorismo di Stato. Ci sono alcuni elementi che consentono di parlare di partecipazione di strutture dello Stato non per contrastare ma per alimentare l’attività terroristica degli indipendentisti. Ci sono stati veri e propri atti di controterrorismo nel nostro territorio e anche in quello austriaco”.

5 ottobre: si svolge a Pomezia un forum per la presentazione della Lega Nazionalpopolare, organizzazione di estrema destra ideata dall’ex fondatore di Avanguardia Nazionale Stefano Delle Chiaie e presieduta dall’ex deputato del Movimento Sociale Italiano Tommaso Staiti Di Cuddia. Sono presenti, tra gli atlri, Adriano Tilgher, Mario Merlino e Bruno Di Luia. L’organizzazione, che ha come simbolo un quadrifoglio verde in campo bianco, si propone di combattere la società multirazziale, l’imperialismo e il capitalismo.

10 ottobre: il giudice istruttore di Venezia dichiara la propria incompetenza territoriale a proseguire l’inchiesta sulla “stay-behind” Gladio e dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di Roma. L’inchiesta ha due imputati: l’ammiraglio Fulvio Martini, già direttore del Sismi, accusato di favoreggiamento aggravato nei confronti di alcuni terroristi in contatto con Gladio, e il generale Paolo Inzerilli, ultimo comandante della struttura, accusato di cospirazione politica. Nel dispositivo della sentenza il magistrato afferma “la illegittimità della struttura militare clandestina denominata Gladio”. Venuto a conoscenza della sentenza il presidente della Repubblica Francesco Cossiga invia alla Procura di Roma una lettera di “autodenuncia” in cui, ricordando di avere sostenuto la legittimità costituzionale di Gladio, scrive che gli debbano essere contestate le stesse imputazioni mosse a Martini e a Inzerilli.

11 ottobre: New York, il Consiglio di sicurezza dell’ONU vota la risoluzione 715 che impone una sorveglianza di lungo periodo sull’industria bellica irachena. Questa risoluzione sarà accettata dagli iracheni il 26 novembre 1993.

22 ottobre: il governo nega qualsiasi coinvolgimento di strutture di polizia e di sicurezza nell’annosa vicenda del terrorismo in Alto Adige. Rispondendo a una serie di interpellanze il sottosegretario alla Difesa Clemente Mastella, democristiano, dichiara al Senato che “nulla risulta” circa il coinvolgimento della “stay-behind” Gladio in quella vicenda, che “nessuna prova risulta mai emersa” circa la supposta uccisione da parte dei servizi segreti di Alois Amplatz e il ferimento di Giorg Klotz, che “nulla risulta” a proposito dall’arresto da parte del capitano Amos Spiazzi di due carabinieri del Sifar, che “non si hanno riscontri” sul coinvolgimento dei terroristi Norbert Buger, Peter Kienesberger e Herbert Kühn in una organzzazione di sicurezza Nato. Gli interpellanti si dichiarano insoddisfatti.


23 – 27 ottobre: Rimini, XII Congresso della Cgil. “(…) Quando Trentin inizia la relazione la tribuna della stampa è affollata e i giornali parlano dell’incontro tra Craxi e Occhetto nella «casa comune» della Cgil, la cui trasformazione spianerebbe la strada all’incontro tra Pds e Psi. Una trasformazione o una rivoluzione, come dice Giovanni Moro, quella che Trentin disegna nella sua relazione? Sicuramente il punto di approdo maturo di una riflessione che ha coinvolto l’intera Cgil nelle sue diverse espressioni organizzative, politiche e culturali. E Trentin ne ripercorre le tappe salienti. E all’obiettivo della ricostruzione di un sindacato generale, non corporativo, che rappresenti «i diritti della persona che lavora», che vanno fatte risalire le ragioni determinanti delle scelte di questi ultimi anni. La crisi del sindacalismo di origine industriale, precedente alla «rivoluzione democratica» nei paesi dell’Est, ha spinto la Cgil a una ricerca «fortemente avversata» nel movimento sindacale e nel mondo politico. Ed è in questo contesto che è maturata la decisione di sciogliere le componenti politiche, di spezzare le vecchie regole che presiedevano alla formazione dei gruppi dirigenti. Più esplicitamente: il crollo del comunismo, la fine dell’utopia, «che ha posto a ognuno di noi problemi e interrogativi anche strazianti non ha potuto fermare la nostra ricerca collettiva e unitaria, che avevamo già iniziato, per costruire sui problemi dell’oggi una nuova solidarietà di classe» e un sindacato che superando una vecchia tradizione, in Italia e in Europa, invada «il sacro terreno della politica». Queste sono le radici delle scelte che oggi compie una Cgil che trae dal crollo del comunismo sovietico le necessarie conseguenze sulla fine di una visione utopistica della realtà sociale e ricava dalle rivoluzioni antitotalitarie un insegnamento sul ruolo della democrazia per la tutela dei diritti sociali. La questione non si risolve, dice l’«ostinato» Trentin, attraverso vendette ideologiche o nominalistiche: «Sono certamente convinto che la scelta delle riforme nel rispetto della democrazia sia la scelta di tutta la Cgil» meno interessante «la contesa sulla rivalsa del riformismo storico nei confronti della rivoluzione o addirittura nei confronti della conflittualità sociale». Non si tratta solo di affermazioni di principio, è anche su questo terreno che si misurano le diverse anime della maggioranza e che si gioca il rapporto con la minoranza. Il tema della democrazia domina il discorso di Trentin che coglie i limiti della sua organizzazione («che ha saputo denunciare con forza la repressione dei movimenti antitotalitari in Polonia e in Germania dell’Est negli anni cinquanta, che ha saputo rompere con la Fsm già in occasione della repressione sovietica della rivolta ungherese») e in generale della cultura della sinistra nel concepire lo sviluppo quasi come presupposto della democrazia mentre, dice, è vero il contrario. Solo così è possibile affrontare gli enormi problemi esplosi negli ultimi anni: «Per primato della democrazia intendo non soltanto un sistema rappresentativo e pluralistico fondato sulla sovranità di una cittadinanza senza confini di sesso e di razza, ma una società civile che assuma nelle sue istituzioni, a cominciare dal sindacato, la salvaguardia della libertà di associazione e il suo carattere volontario, il riconoscimento del pluralismo sociale e politico, la legittimazione del conflitto sociale come cardine insostituibile di un ordinamento libero». Democrazia, solidarietà, unità: sono queste secondo Trentin le parole chiave, le tre questioni che, assieme, possono dare una risposta convincente a un tema che è stato in questi anni al centro di aspri conflitti interni. Su cosa si fonda la democrazia in un sindacato che non solo deve darsi regole interne, ma deve rispondere anche ai lavoratori non iscritti che beneficiano della contrattazione collettiva. Innanzitutto un sindacato generale deve rappresentare un pluralismo sociale, politico e culturale che rispecchi la classe lavoratrice reale e non semplicemente la composizione dell’organizzazione. È questo il «popolo sovrano» di un sindacato che non si limiti di volta in volta a rappresentare un gruppo sociale, una singola realtà aziendale, una «parte» politica o culturale. La solidarietà tra diversi è allora il cemento che permette la mediazione politica su obiettivi generali. L’unità è la condizione di esistenza del sindacato generale, del suo potere di contrattazione, della sua credibilità. Un sindacato che si divida fino a far convivere al proprio interno «corpi separati» non solo vedrà limitate le sue capacità operative, ma vedrà anche «la crisi della sua democrazia interna e della sua rappresentatività generale». Sono queste le condizioni per rendere possibile una rappresentatività davvero generale per ricostruire su basi nuove l’unità con Cisl e Uil. E alla conclusione della sua relazione Trentin si rivolge direttamente agli esponenti politici: le trasformazioni che investono l’Europa richiederanno alla società italiana uno sforzo straordinario, non solo in termini finanziari, ma anche di riforma politica e istituzionale. Un sindacato così non si può limitare a un’azione difensiva, ma deve necessariamente assumere un ruolo da protagonista, pena la marginalizzazione economica del paese e il rischio che si accompagna alla frammentazione del conflitto sociale e alla corporativizzazione del sindacato e cioè il decadimento della stessa convivenza sindacale, ma non rinuncia a criticare, anche se velatamente, lo sciopero generale. «Il rafforzamento di uno spirito e di una volontà di rinnovamento — dice Craxi — l’unità nella Cgil avranno anche un’influenza positiva nelle prospettive di chiarificazione e di unità tra le forze riformiste, di ispirazione socialista, di cui noi stessi siamo fautori e sostenitori». Insomma, questa Cgil è un interlocutore politico, anche se si ritiene non sia il momento e il luogo per un impegno più diretto del segretario del Psi: sarà Giuliano Amato, vicesegretario, a intervenire. Achille Occhetto è più esplicito, afferma dal palco: «Una cosa deve essere molto chiara: nostro punto di riferimento non è questa o quella componente, questa o quell’area della Cgil, ma è l’insieme della Cgil, l’insieme del movimento sindacale», il sindacato, dice il segretario del Pds, «è un grande soggetto politico e sociale». Con Giuliano Amato, quasi con le stesse parole, invita il sindacato a mettere in campo una politica di controllo dei processi di ristrutturazione che non sia «di mera resistenza» e infine Occhetto si spinge ad auspicare un «sindacato non solo autonomo, ma indipendente da qualsiasi ipoteca politica, foss’anche quella dell’alternativa e della ricomposizione delle forze di sinistra». Giuliano Amato vede il ruolo autonomo del sindacato più nel mercato economico che su quello politico e non rinuncia a immaginare «un magnifico lavoro di sponda tra sinistra riformista e sindacato riformista». D’accordo sull’autonomia sindacale Sergio Garavini, coordinatore di Rifondazione Comunista, che nel suo intervento sostiene il valore «decisivo e attuale» di un sindacato «pienamente autonomo, senza componenti interne che non siano propriamente sindacali che possa diventare punto di riferimento per tutta la sinistra». Dunque la «casa comune» si dissolve e lascia il posto a diversi attori che a pieno titolo, per la prima volta, trovano a Rimini un luogo di confronto, di espressione di un pluralismo inedito nella storia della Cgil. In un certo senso si rovescia la situazione che portò al Patto di Roma quando il sindacato rinacque da una costola dei partiti costituzionali. È l’arrivo inatteso del segretario del Pri, Giorgio La Malfa, a rendere più evidente questa novità: «La mia presenza al vostro Congresso testimonia la volontà del Pri di ricercare forze sulle quali appoggiare uno sforzo per la rinascita del Paese». Netto è il consenso alla nuova Cgil da parte di due ospiti abituali: il segretario della Cisl, Sergio D’Antoni, e quello della Uil, Giorgio Benvenuto. D’Antoni sorprende i delegati con una vera e propria invettiva contro il governo e con un’importante dichiarazione: «Dobbiamo entrare in campo convinti e interessati all’affermazione di regole d’alternanza nel governo del paese per la realizzazione di una democrazia compiuta. Non ci possono essere per il sindacato “governi amici” o relazioni privilegiate con i partiti. In questo senso è positivo che la Cgil abbia deciso di sciogliere i legami di corrente». E infine: «Questa Cgil che propone la codeterminazione, che vuole la politica dei redditi, che entra nella Cisl internazionale, la sentiamo più vicina di ieri». Di fronte a questo ventaglio di posizioni, che saranno gli strumenti di lavoro della Cgil dopo Rimini, non meraviglia certo la presenza di posizioni analoghe all’interno della maggioranza e della minoranza che si sono espresse nel Congresso. Né in fondo può meravigliare che nelle sue conclusioni Bruno Trentin abbia assunto in modo ostentato, provocatorio secondo qualcuno, Fausto Bertinotti, maggior esponente della minoranza, come interlocutore. Sia pure per contestarne puntigliosamente le Tesi. In fondo è un modo per dire che la Cgil è davvero cambiata, che non c’è un governo e un’opposizione, ma semplicemente una maggioranza e una minoranza che vuole svolgere il ruolo che le spetta di diritto, non quello che potrebbe derivare da una sorta di rendita di posizione nell’organizzazione o nel rapporto con i partiti, o con le loro correnti, ma la rappresentanza di posizioni democraticamente espresse nel Congresso(Cfr. Rassegna Sindacale n. 40  11 novembre 1991)Bruno Trentin e Ottaviano Del Turco sono confermati, rispettivamente, segretario generale e segretario generale aggiunto della Cgil. (Cfr.La relazione di Trentin, le sintesi degli interventi e altre notizie: https://sites.google.com/site/sentileranechecantano/schede/cgil/12-congresso-cgil)


26 ottobre: Roma, il Governo vara la Direzione Nazionale Antimafia (DNA). A cui si affianca la Direzione Investigativa Antimafia (DIA), diretta dall’Alto commissario per la lotta alla mafia.

31 ottobre: Roma, il Presidente della Repubblica Cossiga rinvia alle Camere per una nuova deliberazione il disegno di legge: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 1991, n. 285, recante disposizioni urgenti concernenti taluni criteri di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi, la repressione del contrabbando di tabacchi, le tasse per i contratti di trasferimento di titoli o valori, nonché l’Amministrazione finanziaria.

Novembre: conflitto Cossiga – CSM. PDS, Rifondazione e Rete chiedono la messa in stato d’accusa del Presidente per attentato alla Costituzione. Cossiga, rivolgendosi ai carabinieri, parla della richiesta di messa in stato d’accusa e chiede “giudicatemi voi”. Tre giorni dopo il COCER dei carabinieri vota un minaccioso documento a sostegno del Presidente Cossiga

7 novembre: Roma, la Camera approva in via definitiva, con 324 voti a favore e 2 voti contrari, il disegno di legge che istituisce il Giudice di Pace, già approvato , il 3 ottobre , dal Senato. (L. 21 novembre 1991, n. 374). Il disegno di legge era stato rinviato alle Camere dal Presidente Cossiga

12 novembre: per ordine dell’autorità giudiziaria di Venezia viene arrestato il piemontese Riccardo Trombetta, selezionato a suo tempo per la “stay-behind” Gladio, con l’accusa di traffico illegale di armi con la Croazia. Il suo arresto si aggiunge a quello di una decina di arresti, già eseguiti, di complici veneti, piemontesi, lombardi e friulani. Tra di essi Giuseppe Giovannelli, Edmondo Camurri, Silvano Zonetta e il cittadino israeliano residente a Sanremo Shlomo Oren.

15 novembre: Roma, il giudice istruttore Francesco Monastero proscioglie tutti gli indagati per l’omicidio del direttore di OP Mino Pecorelli, per non avere commesso il fatto.

16 novembre: Roma, la commissione Ambiente della Camera approva in via definitiva la legge quadro sulle aree protette

18 novembre: Roma, il malavitoso Claudio Sicilia, tra i fondatori della banda della Magliana ma divenuto accusatore dei suoi complici, viene ucciso all’interno di un negozio di calzature. Sicilia, campano imparentato con importanti esponenti della Nuova Camorra Organzzata, si era trasferito a Roma nel 1977 occupandosi di traffico di stupefacenti nell’ambito dell’attività della banda della Magliana.

26 novembre: Roma, la Camera approva, con 410 voti a favore e 1 contrario, la proposta di legge costituzionale di revisione dell’art. 79 della Costituzione in materia di concessione di amnistia e indulto, già stata approvata il 1° agosto dal Senato 

1 dicembre: Firenze, arrestato il latitante Elio Ciolini, che ha assunto il falso nome di Lando Santoni. Era rientrato in Italia dal Perù, dove ha trascorso parte della latitanza dopo aver contribuito a depistare l’inchiesta sulla strage alla stazione di Bologna.

5 dicembre: Milano, presentano ufficialmente la Lega Nazionalpopolare, organizzazione di estrema destra, l’ex leader di Avanguardia Nazionale Stefano Delle Chiaie e Tommaso Staiti di Cuddia, ex dirigente del Movimento Sociale Italiano e presidente della Lega. La quale, secondo i presentatori, si propone di “collegare i movimenti di protesta” per demolire “questa situazione ormai marcia”.

8 dicembre: i presidenti della Russia, Eltsin, dell’Ucraina, Kravčuk e della e Belorussia, Šuškevič, riuniti a Minsk, si accordano per costituire la Comunità di Stati Indipendenti(CSI).
Questo evento sancisce, di fatto, la fine dell’Urss.
Approvata attraverso un referendum popolare la Costituzione della Romania. Essa prevede un Parlamento bicamerale, formato da una Camera dei deputati con 341 seggi e da un Senato con 143. Deputati e senatori sono eletti per quattro anni a suffragio universale con il sistema proporzionale.
La Costituzione conferisce un notevole potere al Presidente, che viene eletto con mandato quadriennale e può ricoprire la carica per un massimo di due mandati.

10 dicembre: il Consiglio europeo , riunito a Maastricht, concorda la creazione di un’Unione europea, che entro il 1° gennaio 1999 si doterà di una moneta unica.

13 dicembre: il governo tedesco assicura i premier sloveno e croato che il riconoscimento tedesco arriverà prima di Natale, a prescindere e nonostante la contrarietà manifestata in proposito dal segretario generale dell’Onu, Perez de Cuellar, e dai diplomatici statunitensi, convinti che il riconoscimento farebbe degenerare la situazione.

14 dicembre: liberata dai suoi sequestratori Roberta Ghidini, di Brescia, rapita dalla ‘ndrangheta calabrese. Per pagare il riscatto lo Stato, attraverso il capo della polizia Vincenzo Parisi, contribuisce con 460 milioni, consegnati agli intermediari dal questore di Reggio Calabria Calogero Profeta e dal dirigente della Squadra mobile  Vincenzo Speranza. Sottoposti a indagine dall’autorità giudiziaria di Brescia, la loro posizione sarà archiviata.

15 dicembre: Roma, si svolge il primo congresso del Movimento della Rifondazione Comunista, nato da dirigenti e militanti del Pci che non hanno aderito al Pds. E’ decisa la trasformazione in partito (PRC – Partito della Rifondazione Comunista). Armando Cossutta è eletto presidente e Sergio Garavini segretario generale.

16 dicembre: con l’introduzione della Legge 398 si liberalizzano e semplificano le molteplici incombenze fiscali che onerano le associazioni sportive dilettantistiche, prevedendo la possibilità di optare, se hanno proventi non superiori a 100 milioni, per una disciplina tributaria impostata sull’esonero totale dagli obblighi di contabilità
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite annulla la Risoluzione 3379 del 10 Novembre 1975 che equipara il sionismo al razzismo
Bruxelles, Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia firmano l’accordo di associazione con la Comunità Economica Europea, il cosiddetto Accordo Europeo. Si decide di istituire entro 10 anni aree di libero commercio per i prodotti industriali attraverso l’abolizione graduale ed asimmetrica delle tariffe doganali e di quasi tutte le barriere commerciali. Il significato dell’accordo, tuttavia, va oltre l’aspetto puramente economico: vuole offrire un quadro di riferimento al dialogo politico tra Cee e Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia, e fornisce l’assistenza tecnica e finanziaria per favorire un loro graduale avvicinamento all’area della Comunità

17 dicembre: la Procuratori militare di Padova invia informazioni di garanzia ai generali Gerardo Serravalle, Fausto Fortunato, Giuseppe Cismondi, Bernardo De Bernardi Bernini Buri, Pietro Savoca Corona e Giovanni Ronco, tutti a vario titolo responsabili della “stay-behind” Gladio. Il reato ipotizzato a loro carico è quello di banda armata. L’inchiesta della Procura militare di Padova sarà poi trasferita a Roma

20 dicembre: su iniziativa statunitense e tedesca, nasce il NACC, il Consiglio nord atlantico di cooperazione, per la promozione della sicurezza e della stabilità in Europa, per incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà economiche e per rilanciare il ruolo delle istituzioni democratiche all’est. Il NACC è un forum politico di incontro e consultazione tra i paesi dell’ex Patto di Varsavia e i membri della NATO su questioni utili per la loro cooperazione in campo economico, politico e ambientale; alle sue riunioni annuali a livello ministeriale, bimestrali a livello di ambasciatori e speciali con l’intervento dei Comitati della NATO partecipano ben 45 Stati, di cui sei con lo status di osservatori non allineati e l’Irlanda che partecipa solo quando l’argomento della discussione l’interessa particolarmente

21 dicembre: Alma-Ata, nel Kazakistan, formalizzato solennemente l’ingresso di Kazakistan, Kirghisistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan nella Comunità degli Stati Indipendenti

25 dicembre: Mosca, il Presidente sovietico Mikhail Gorbaciov rassegna le proprie dimissioni. Mosca diventa per la prima volta soltanto la capitale dello Stato russo. Il Presidente degli Usa, Bush, pronuncia alla televisione un commosso addio al leader uscente, ma annuncia subito dopo «il riconoscimento della Russia e il totale appoggio perché essa prenda il posto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite come membro permanente»

27 dicembre: le elezioni legislative stravolgono il futuro dell’Algeria. Grazie ad una legge elettorale e ad una suddivisione delle circoscrizioni a tutto vantaggio del Fronte Islamico di Salvezza, questo, con un quarto dell’elettorato e meno della metà dei voti espressi, riesce a sfiorare la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari fin dal primo turno. Circa un milione di certificati elettorali non sono mai stati distribuiti, molti di coloro che si recano agli uffici elettorali li trovano chiusi: per l’occasione l’orario degli sportelli è stato ridotto.
I brogli nei seggi sono spesso plateali. Il metodo più usato è quello della busta vuota: il primo a entrare nel seggio è un militante del Fis il quale ritira la scheda ma deposita la busta vuota. La scheda portata fuori viene consegnata all’elettore seguente, il quale mette nella busta la scheda ma deve uscire con la sua, che sarà consegnata all’elettore successivo.
Inoltre l’astensione è fortissima. Su 13.258.554 aventi diritto al voto, si recano a votare solo 6.897.719 (il 52.02%). 3.260.222 voti (il 47,27 % dei voti espressi, il 24,54 degli aventi diritto) vanno al Fis. I 232 seggi assegnati al primo turno sono così ripartiti: 188 al Fis, 25 al Ffs, 16 al Fln e 3 agli indipendenti

28 dicembre: un decreto ministeriale istituisce la scheda di dimissione ospedaliera, un documento sintetico, relativo al profilo di cura cui il paziente è sottoposto. Impone anche l’obbligo di utilizzo dell’International Classification of Disease (Icd), un sistema che traduce in codici numerici tutti gli eventi che determinano alterazioni nello stato di salute del paziente

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