1945 Gennaio – Giugno

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Gennaio: Salò, una serie di decreti ministeriali riducono ulteriormente i salari e impongono una serie di provvedimenti nel settore alimentare. E’ abolita l’indennità di guerra e sono requisite, a partire dall’8 gennaio e fino a sei mesi dopo il termine della guerra, le aziende industriali per la produzione, lavorazione e la trasformazione dei generi alimentari. Vengono requisite anche le aziende di grossisti di derrate alimentari e generi legati all’alimentazione, disponendo che “le organizzazioni cooperative ne assumano la diretta gestione”. Il 15 e il 16 gennaio Mussolini emana altri due decreti con i quali ordina la costituzione di commissioni comunali per il reperimento di qualsiasi quantitativo di prodotti agricoli, eccedenti le comunque scarse razioni, da conferire agli ammassi. Il secondo invece stabilisce invece che la distribuzione dei generi alimentari – compresi quelli industriali – “è affidata alle cooperative di consumo”. Il CLN interviene duramente contro questo tentativo demagogico – messo in atto, peraltro da chi ha distrutto nel 1922 il movimento cooperativo – chiamando alla mobilitazione le formazioni partigiane e tutto il popolo. In un manifesto del CLNER (Comitato di liberazione nazionale dell’Emilia Romagna) si invitano “tutti i lavoratori a disertare ogni commissione e qualsiasi altro organismo pseudo cooperativo dai fascisti creati per l’applicazione dei decreti infamanti”.

Palermo, il generale Giuseppe Castellano dichiara al console statunitense Al­fred T. Nester, il quale lo riferisce al suo governo, di essere fermamente convinto che “(…) il sistema adottato al tempo della vecchia e rispettata mafia debba tornare sulla scena sici­liana” in quanto l’unico in grado di controllare la situa­zione.

Palermo, Bernardo Mattarella benedice, con un articolo pubblicato dal Popolo l’ingresso nella DC degli amici villalbesi di don Calò Vizzini, che avevano fino a quel momento militato nel movimento separatista siciliano.

Forlì, la Camera del Lavoro clandestina sollecita le associazioni degli agricoltori a discutere e concordare le norme per l’applicazione delle “rivendicazioni di guerra” e la chiusura dei conti colonici.

Reggio Emilia, a metà mese un volantino del comitato d’agitazione sindacale clandestino denuncia la decisione, assunta in collaborazione tra fascisti e padroni, di togliere l’indennità giornaliera di 25 lire e lancia un appello a lottare per difendere il salario con lo sciopero, seguendo l’esempio degli operai di Milano e Torino.

Modena, si forma un Comitato provvisorio, clandestino, per la ricostituzione della Camera del Lavoro.

Bologna, la Camera del Lavoro clandestina da un forte impulso alla ricostruzione delle rappresentanze di categoria. Una delle prime a rendersi attiva è quella dei fornai e dei pastai (già dai primi di febbraio pubblicano un loro giornale, La Riscossa) la quale guida al successo nella prima vertenza affrontata. La federazione dei muratori, mentre estende la propria rete associativa, appronta “un piano di ricostruzione edilizia da assegnarsi alle cooperative operaie affinché il governo di domani escluda dagli appalti tutte quelle forme di speculazione capitalistica che, oltre ad essere immorali sono anche dannose all’interesse collettivo”. All’inizio di aprile sono già ricostruite alcune altre federazioni: quella dei ferrovieri, degli operai metallurgici, degli arsenalotti, degli operai della Manifattura tabacchi, del personale del credito e delle assicurazioni, dei commessi di commercio, dei ferrotranvieri, dei postelegrafonici.

Crespellano (Bo), all’inizio dell’anno i fascisti provano ad organizzare degli spacci cooperativi per attenuare la protesta di una popolazione ormai allo stremo. Le forze della Resistenza rispondono allestendo, proprio nel centro del paese, uno spaccio per la vendita di prodotti alimentari a prezzi calmierati. Lo spacciò funzionò per due mesi

1° gennaioMilano, arrestato Ferruccio Parri
http://www.reteparri.it/chi-siamo/ferruccio-parri/http://storiaefuturo.eu/aspetti-controversi-della-politica-di-ferruccio-parri-il-caso-della-squadra-ugo-tra-informazione-istituzionale-e-spionaggio-politico/

Roma, l’ufficio informazioni dello Stato maggiore generale del Regno del Sud riprende la vecchia denominazione di Sim, Servizio informazioni militari.

Bologna, su La nostra lotta, si legge che una politica rivoluzionaria da parte del Pci “porterebbe alla guerra civile e questo nelle condizioni attuali potrebbe significare la catastrofe per il nostro Paese”.

Esce il primo numero della rivista Gladio, organo delle Forze armate della Rsi. L’ultimo numero uscirà il 15 aprile.

Pesaro, il CLN vota un ordine del giorno che costituisce una sorta di memorandum per l’Amg (in precedenza il colonnello Nichols sul periodico La Settimana aveva lamentato lo scarso spirito di iniziativa dei pesaresi): epurazione, maggior libertà di circolazione per il rilancio di attività lavorative, acqua e luce, strade, lotta al mercato nero, salari e costo della vita, giornali e radio, valle del Foglia ecc.

Salò, Mussolini scrive al maresciallo Graziani: «Non appena potete, fate sapere direttamente a Kesselring che io: a) non visiterò mai la Divisione Italia sino a quando non sia completato il suo armamento. Intendo visitare una divisione non un sodalizio di ginnasti (…) b) che se non si rafforza la difesa contro l’aviazione nemica, fra tre mesi in Italia non circoleranno più ferrovie, veicoli, pedoni»
In un articolo pubblicato da La nostra Lotta si legge che una politica rivoluzionaria da parte del Pci «porterebbe alla guerra civile e questo nelle condizioni attuali potrebbe significare la catastrofe per il nostro Paese»

Milano, il partigiano Guido Anelli, 21 anni, appartenente alla 110a Brigata Garibaldi Sap Beppe Ottolenghi, è sorpreso da una ronda della Brigata Nera e assassinato sul posto

Campogalliano (Modena), un gruppo di partigiani assalta la caserma della milizia fascista

2 gennaio: le truppe sovietiche sfondano la linea di difesa tedesca in Polonia e, in pochi giorni, occupano Varsavia, Cracovia e Lodz.

Il ministro di Grazia e Giustizia Tupini insedia la commissione per la revisione del codice penale

Iniziano le discussioni all’interno del Cln per indire a Roma un convegno dei Cln provinciali. Favorevoli all’iniziativa sono i socialisti e gli azionisti, contrari democristiani, liberali e democratici del lavoro, i comunisti si assumono il ruolo di moderatori. L’obiezione da parte degli oppositori al convegno è sintetizzata dal democristiano Mario Scelba con il fatto che i Cln devono essere considerati “semplice mezzo di collaborazione tra i partiti e non (…) organismi politici a sé stanti”.

Udine, il vescovo monsignor Giuseppe Nogara scrive al maggiore delle SS, Alvensleben: “Al Comando dell’Osoppo preme rilevare che essa è sorta allo scopo precipuo di impedire nei nostri paesi il diffondersi del comunismo e del bolscevismo ed ora anche per opporsi al movimento panslavo tendente a fare del nostro Friuli una appartenenza alla Slovenia”.

Ragusa, prosegue la rivolta contro il richiamo alle armi, con comizi improvvisati nelle piazze, mentre i giovani tentano di sfuggire alle retate e i muri si riempiono di scritte “non si parte”

3 – 4 gennaioMilano, scioperi alla Shering, Trafilerie Italia e Marelli, a Varese e nel biellese, a Ovada e nella Valsessera.

3 gennaio: il giornale delle forze armate americane, Stars and Stripes, scrive un articolo intitolato “I patrioti italiani devono raggiungere l’esercito individualmente”, che pubblicizza l’ordine impartito dalla Sottocommissione alleata di controllo per l’esercito italiano: “nessuna banda di patrioti arruolata come banda”.

In Piemonte Valle d’Aosta, inizia un’operazione di rastrellamento a vasto raggio per distruggere la resistenza nella regione: “Battaglia della Serra. Il 3 gennaio 1945 ha inizio un nuovo grande rastrellamento voluto dal capo della provincia di Vercelli, Michele Morsero, per distruggere le forze partigiane che investe tutta la zona dalla Valsesia al Biellese alla Valle d’Aosta. Nel Biellese l’azione parte dalla Serra, zona della75^ Brigata, che contrasta il nemico con efficacia. Quando questi porta in campo altri reparti da Cerrione, Cavaglià, Salussola, la 75^ Brigata chiede rinforzi al Comando della 12^Divisione Garibaldi ”Nedo”che invia in luogo, al comando del vice-comandante di Brigata, Leandro Volpini (Tom), parte della 50^ Brigata autocarrata. Nella notte però sopraggiunge una forte nevicata che crea condizioni sfavorevoli alla resistenza ed allora la brigata partigiana, creando il vuoto davanti al nemico, ripiega verso Netro, mentre il nemico, ancorché contrastato dai partigiani della brigata Gl “Cattaneo”, occupa Zimone. Sono impegnati anche i distaccamenti “De Luca”, ”Chiorino”, “Battistin” della 76^ brigata “Togni”, il ”Ferruccio Nazionale” a Magnano, “L’Aquila”alle cascine di San Michele (Piogera) e la 75^ verso Mongrando. La nuova linea viene stabilita su Torrazzo, Donato, Netro, Camburzano e Mongrando. In questa prima giornata muoiono quattro partigiani: Amerigo Donadio (Luciana), Nelson Durando (Cici), Antonio Lepori (Sergio) e Pietro Pastesano (Mancini), tutti della 7^ Divisione Garibaldi. Il quinto, Evelino Chiarletti, fu fatto prigioniero e fucilato a Mongrando”      
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=876
Durante l’operazione i tedeschi uccidono, a Cascina Boscarina di Mongrando (Vercelli-oggi Biella) il carabiniere Antonio Lepori, incaricato di una missione di collegamento con una formazione partigiana

Roma, L’Osservatore Romano pubblica un comunicato: “Per rispondere alle molte domande che in proposito ci vengono rivolte, siamo autorizzati a dichiarare che i principi e le tendenze della così detta Sinistra cristiana, nonostante questa sua ultima qualifica, non sono conformi agli insegnamenti della Chiesa e quindi coloro che li promuovono non hanno diritto di parlare come rappresentanti del pensiero cristiano e tanto meno di pretendere che quei cattolici, i quali vogliono il vero bene del popolo, debbano aderire al loro movimento”. Un rapporto stilato sull’argomento dal Federal bureau investigation (Fbi) rileva che Sinistra cristiana è stata pesantemente criticata, e a più riprese, dall’Osservatore Romano perché “non è in armonia con l’insegnamento della Chiesa” e, sempre secondo l’Fbi, essa è solo una “copertura” del Pci. 

Anzola Emilia (Bologna), sul ciglio della via Emilia,è rinvenuto il cadavere di Nino Brizzolara 51 anni, ex combattente della Grande Guerra (Medaglia d’Argento al V.M.) e giornalista del Resto del Carlino. Durante la riunione convocata il 15 settembre 1943 dal comando tedesco per la riapertura del giornale, aveva dichiarato di non essere più disposto “a vendere la propria penna a chicchessia” e di preferire piuttosto “vivere di pane e acqua

5 gennaio: rivolta a Ragusa. Sarà chiamata il movimento dei Non si parte perché motivata dalla protesta contro la coscrizione obbligatoria per l’esercito del Sud. L’agitazione si estende rapidamente a tutta la provincia e vedrà l’infiltrazione di agitatori fascisti e il collegamento con il movimento separatista siciliano. A Comiso verrà procl­amata la Repubblica.

Roma, il ministero di Grazia e Giustizia emana la circolare n.2798, con la quale invita la magistratura ad agire contro i contadini che non portano l’olio all’ammasso, “portando rapidamente a giudizio le persone denunciate per violazione delle norme del dll. 12 ottobre 1944 e applicando loro le sanzioni di cui al dll 14 luglio 1944 con esemplare severità”.

Carlo Sforza si dimette dalla carica di Alto commissario per la punizione dei delitti e degli illeciti del fascismo, sostituito da Giovan Battista Boeri, segretario generale della presidenza del Consiglio.

Piemonte, aspri scontri tra forze nazifasciste e partigiane.

6 gennaio: arrestato dalla squadra di polizia speciale della Rsi, al comando del maggiore Carità, il professor Egidio Meneghini, uno dei fondatori della rete informativa Frama.
Per saperne di più sul gruppo Frama, acronimo dei cognomi dei professori Concetto Marchesi ed Ezio Franceschini:  http://www.deportati.it/static/pdf/TR/2008/1-2/30-41.pdf

Sasso Marconi, il Podestà di Bologna visita i rastrellati e gli operai dell’acquedotto a Sasso. Nella zona si trovano 200 rastrellati toscani impegnati in lavori per l’esercito tedesco (…) 
Segue in  
https://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/bologna/1945/il_podest_agnoli_visita_i_rastrellati_e_gli_operai_dellacquedotto_a_sasso)

6 – 7 gennaioNapoli, incontro fra i rappresentanti della “Frazione di sinistra dei comunisti e socialisti italiani”, gruppi bordighiani e Carlo Andreoni.

6 – 9 gennaioMonterosso Almo (Rg), Naro (Ag), Santa Margherita Belice (Ag), Canicattì (Ag) e Agrigento: si estende la rivolta dei Non si parte, con violenti scontri fra la popolazione, che si oppone al richiamo alle armi deciso dal governo, e militanti comunisti schierati assieme alle forze militari e di sicurezza nella repressione della rivolta. Ma il Pci è spaccato, perché i militanti di base sono per lo più schierati coi rivoltosi. Anche a Comiso – dove il comando militare è assunto dall’avvocato Alfredo Battaglia – Vittoria Giarratana, la popolazione si ribella al richiamo alle armi deciso dal governo, scontrandosi con le forze militari e di sicurezza impegnate, insieme a militanti del Pci, a reprimere la ribellione.

7 gennaio: aerei alleati bombardano il treno locale Torino-Orbassano. Decine i morti.

Santo Stefano Belbo (Cuneo), durante un rastrellamento militi del Battaglione San Marco catturano un centinaio di civili. Grazie alla delazione di un ex partigiano passato alla San Marco, Fulvio Vitali, sono individuati e uccisi con una raffica di mitra dal sottotenente Battaglia i partigiani Giovanni Battista Focà “Fuoco”, 23 anni, operaio e Battista Trebisacce “Mare” 27 anni, contadino (Cfr. http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/SantoStefanoBelbo_7-1-1945.pdf)

Palermo, si svolge un convegno interprovinciale del Pci, nel corso del quale Girolamo Li Causi critica le simpatie che ancora esistono, all’interno del partito, nei confronti del separatismo. Li Causi, inoltre, si sofferma sul movimento dei Non si parte sul conto del quale dichiara: (…) i fatti di Ragusa, Mazzarino, Alcamo, Catania, ci dimostrano che le forze reazionarie si sono coalizzate contro di noi e la nostra politica per impedire così lo sforzo bellico contro i fascisti e i tedeschi”.

8 gennaioMilano, il Partito comunista presenta un progetto “per la trasformazione delle unità partigiane in formazioni regolari dell’esercito italiano”.

9 gennaio: un rapporto dell’Oss riporta le indicazioni date dal Vaticano ad Alcide De Gasperi “vicinissimo a monsignor Giovanbattista Montini, segretario di stato, con cui dibatte ogni questione politica (…) 1) collaborare a tutti i costi con i partiti dell’ordine; 2) guadagnare tempo ad ogni costo con i sei partiti per evitare avventure rischiose, ma al momento opportuno troncare di netto con la sinistra”.

Giacomo Pellegrini (stretto collaboratore di Togliatti Ndr) scrive ad Umberto Terracini: “Il compagno Togliatti personalmente ti consiglia di accettare disciplinatamente tali decisioni che ti permettono di riprendere il posto di lavoro nel Partito. Egli si riserva di parlare a lungo con te su tutte le questioni da te trattate nelle tue lettere appena le circostanze lo permetteranno”.

Napoli, Dino Gentili rassegna le dimissioni da segretario della Federazione italiana operai tessili (Fiot)

Milano, esce Scuola Rivoluzionaria, bollettino ciclostilato a diffuso dall’Associazione universitaria studentesca aderente al Fronte della Gioventù

Savigno (Bologna), un’incursione aerea colpisce, con effetti disastrosi, il paese di Savigno, nella valle del Samoggia. Sotto le macerie degli edifici attorno alla piazza, affollata per il mercato, rimangono oltre venti morti e centinaia di feriti. Il bombardamento avviene nonostante la presenza del Feldlazarett della 94a Div. Tedesca, un ospedale segnalato con grandi croci rosse sul tetto del municipio. Si tratta molto probabilmente di un errore di tiro della formazione alleata. Nei rapporti del 9 gennaio i piloti segnaleranno il bombardamento di Tolè, forse il vero obiettivo della missione

10 gennaio: dopo che gli alleati hanno obbligato Ivanoe Bonomi a fare una dichiarazione pubblica per affermare che loro non riconoscono il ClnaI nemmeno come organo dei sei partiti, Gian Carlo Pajetta in una lettera commenta: “La cosa è certo stata spiacevole e non me la spiego che con l’assoluta decisione dettata da motivi generale di politica estera, di non essere più impegnati in nessun modo con i movimenti di resistenza”.

Palmiro Togliatti invia un messaggio a Luigi Longo per spiegargli come non abbia potuto recarsi in Sicilia, aggiungendo: ”Qui, in sostanza, chi comanda sono sempre gli Alleati!”.

L’Oss segnala che il ministro liberale Marcello Soleri è intervenuto a favore di una società alberghiera, creata da Pio Cardarelli, con capitale misto italo – inglese.

Varano de’ Melegari, (Parma),  sulle sponde del torrente Dordia i tedeschi fucilano 18 partigiani catturati nei giorni precedenti  
http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/DORDIA,%20VARANO%20MELEGARI,%2010.01.1945.pdf

11 gennaio: rapporto OSS (OSS L 53227) sull’attività svolta dal generale Bencivenga per la creazione di una nuova loggia massonica (tra gli aderenti si fanno i nomi di Vittorio Emanuele Or­lando, Giovanni Por­zio, Enrico De Nicola, Arturo Labriola, Luigi Einaudi e Luigi Gasparotto) che ha lo scopo di mantenere i contatti con gli inglesi. “La loggia – si legge nel rapporto – seguirà le autorità inglesi e richiederà loro aiuti politici, econo­mici e di guida; cosa che gli aderenti non po­trebbero ottenere con i rispettivi partiti, se non esponendosi al rischio di essere accusati di farsi pagare dagli inglesi”.

Grecia, firmato l’armistizio tra le forze d’occupazione inglesi e i partigiani comunisti. L’arcivescovo Damaskinos è nominato reggente.

Con una breve circolare n.30170/AV di protocollo P.M. 3800, lo Stato maggiore generale dispone la soppressione a datare dal 1° gennaio della denominazione Sim. La circolare è firmata dal generale di brigata Giuseppe Mancinelli, dell’ufficio Affari vari, e per conoscenza dal maggiore capo ufficio Renzo Rocca.

Palermo, un rapporto informativo americano segnala che il commendator Lo Presti ed altri esponenti della Dc siciliana sostengono il nuovo corso del partito favorevole all’autonomia della Sicilia piuttosto che alla sua indipendenza.

Milano, in un convegno clandestino delle federazioni regionali dell’Alta Italia, il Partito liberale decide di sostituire il suo rappresentante clandestino nel Cvl, maggiore Argenton, con Edgardo Sogno.

Piemonte, partigiani dei battaglioni Matteotti e Pisacane occupano i paesi di Pray, Pianceri, Ponzone e Coggiola per sostenere le rivendicazioni degli operai della zona, scesi in sciopero, catturano un industriale come ostaggio, finché queste non vengono accolte. I nazifascisti da parte loro occupano Cossogno, Rovegro, Miazzina, Cavandone, Bieno e Premeno. Sono fermati dai partigiani a Ponte Casletto, dove devono ritirarsi con perdite imprecisate.

Roma, Giuseppe Albano (noto con il nomignolo de il Gobbo del Quarticciolo Ndr) uccide il carabiniere Busto Selvaggi in borgata Gordiani.

Naro (Ag), si acutizza la rivolta contro la chiamata dei giovani alla leva. Il bilancio della repressione sarà di 5 morti, 12 feriti e 53 arrestati.

12 gennaio: la Dc risponde alla proposta di allargamento dei Cln: “Non si riesce a vedere quale sia la necessità che imponga a ciascun partito di perdere la propria individualità e fisionomia e quindi la propria funzione in una unione che, a detta del PdA e del PCI, non soltanto dovrebbe stringere tra loro i partiti ma anche le organizzazioni di massa, cosicché la cellula della vita politica italiana non sarebbe più l’organizzazione politica di partito ma la organizzazione data dai Cln che vivrebbero vita autonoma, salendo da quelli locali (di villaggio, officina, ecc.) fino a quello centrale. In realtà, una simile situazione porterebbe all’abolizione dei partiti o meglio alla creazione di una specie di partito unico, formato coi resti degli attuali partiti, male amalgamato, nel quale non si riconoscerebbero una maggioranza e un’opposizione (…).

L’esecutivo del partito socialista approva un ordine del giorno in cui esprime la contrarietà agli accordi stipulati dal Cln con il governo italiano.

Milano, nel corso di una seduta del ClnaI, Sandro Pertini critica l’accordo firmato con gli alleati affermando che il Partito socialista lo considera “di asservimento del ClnaI alla politica britannica. Scopo evidente della politica inglese – prosegue Pertini – è quello di legare al proprio carro i movimenti di liberazione (vedi Grecia, Belgio, ecc.). Ciò è perfettamente riuscito nel caso del movimento italiano con la firma del documento in questione, il cui prezzo sono i 160 milioni concessi, come il famoso piatto di lenticchie, al ClnaI”. I rappresentanti del Partito socialista, Pertini e Marzola, protestano per la visita fatta da Edgardo Sogno ad Umberto di Savoia, nel corso della missione a Roma, che ha dato modo “alla propaganda internazionale di trarne motivo per una errata interpretazione”.

Licata, si verificano disordini contro la chiamata alla leva, nel corso dei quali è ucciso un manifestante.

Roccapalumba (Pa), sono fatte esplodere 4 bombe contro la locale sezione socialista.

13 gennaio: trasmesso via radio un messaggio del generale Clark, che ha sostituito Alexander nel comando delle armate alleate in Italia, che annuncia la ripresa dell’offensiva sulla linea Gotica e stimola la resistenza italiana.

Piemonte, partigiani del distaccamento Fratelli Bandiera occupano il comune di Sagliano Micca. Una squadra della Volante Loss cattura nei pressi di Sillavengo una macchina che trasporta il maggiore fascista Marino Marini e il suo attendente, proponendo poi una trattativa per scambiare i due prigionieri con Giuliano Pajetta e Ferruccio Parri. L’esito della proposta è negativo: Pajetta verrà trasferito in Germania, mentre Parri sarà liberato in seguito, per l’intervento degli alleati. Marini e il suo attendente saranno invece scambiati con altri partigiani a Gattinara.

Siena, il colonnello Domeniconi invia una lettera al ministero della Guerra, sull’arruolamento dei volontari, nella quale scrive: “Devo segnalare ora il lavoro di preparazione veramente encomiabile svolto a Siena (…) Da più di un. mese è stato costituito un Comitato con partecipazione di tutti i partiti politici della zona (…) si è ottenuto dagli Alleati l’autorizzazione di svolgere la settimana del volontariato…è stata svolta un’intensa ed efficace opera di divulgazione di manifesti murali a favore del movimento volontaristico, si è ottenuto che quasi tutti gli appartenenti della banda Monte Amiata e Lavagnini partissero volontari (…).

Roma, il Comando generale dei carabinieri, nel rapporto sui fatti verificatisi a Catania il 14 – 15 dicembre 1944 e con riferimento alla morte di Antonio Spampinato, scrive: “dovrebbesi arguire che il caduto sia stato colpito o da uno dei colpi di rivoltella partiti dalla folla dei dimostranti contro il portone d’ingresso della caserma, o da uno dei sette colpi di fucile sparati dall’interno dell’atrio d’ingresso del distretto contro il portone in parola da due soldati posti a guardia di esso (…). Il generale Cesaretti tuttavia, nell’intento di far luce completa sul luttuoso episodio della morte dello Spampinato ha proposto superiormente la denuncia dei militari stessi all’autorità giudiziaria (…).

Roma, fondata l’Ansa, Agenzia nazionale stampa associata.

14 gennaioMilano, al Campo Giuriati sono fucilati dai militi del btg. Azzurro, nove giovani partigiani: Renato Bazzoni, Renzo Botta, Arturo Capecchi, Roberto Giardino, Attilio Folli, Roberto Ricotti, Giuseppe Rossato, Luciano Rossi e Gian Carlo Serrani.

Roma, il quotidiano comunista L’Unità pubblica le indicazioni di Togliatti a Ruggero Grieco, il quale ha sostituito Scoccimarro all’Alto commissariato per l’epurazione. Tra l’altro si legge: “Colpire i capi responsabili, essere indulgenti verso i funzionari medi e inferiori (…). Con occhio particolare bisogna guardare gli uomini degli strati grigi offrendo loro la possibilità di esprimere la loro volontà”.

Roma, Giuseppe Albano uccide il soldato britannico Tom Linson, intervenuto per sventare un furto di fusti di benzina da parte degli uomini del Gobbo.

Roma, Fedele D’Amico, esponente della Sinistra Cristiana, dichiara alla rivista Nuova Europa di non comprendere la nota apparsa sull’Osservatore Romano il 3 gennaio 1945, poiché il suo gruppo ha come ideologia “semplicemente la democrazia, quale è stata esattamente definita dal Pontefice nel suo Messaggio natalizio nei suoi aspetti morali e politici”.

14 – 15 gennaioCasale Monferrato (Alessandria), la Brigata Nera di Alessandria e la Guardia Nazionale Repubblicana sorprendono nel sonno, nell’abitazione di Luigi Guarnero a Casorzo, numerosi uomini della 7. Brigata Matteotti insieme al loro comandante “Tom”, Antonio Olearo. Torturati e condannati durante la notte da un improvvisato tribunale di guerra, all’alba del 15 gennaio sono condotti alla Cittadella militare di Casale Monferrato e fucilati. Cadranno in 13 e i loro corpi saranno lasciati sotto la neve, per due giorni.

15 gennaio: il periodico clandestino Voci d’officina, definito “organo sindacale del Partito d’azione”, scrive che l’unità sindacale “deve attuarsi come espressione delle categorie lavoratrici e non come organo di un gruppo più o meno importante di partiti politici”.

Inizia le pubblicazioni la rivista Politica d’oggi, portavoce di un gruppo democristiano di orientamento sociale che fa capo a Domenico Ravaioli.

In un rapporto, il nr.1, della Special Force si rileva che il movimento partigiano appare “un insieme di movimenti politici che lottano per obiettivi diversi”.

Roma, il generale Raffaele Cadorna scrive al ministro della Guerra, Alessandro Casati, una lettera in cui esprime il suo scetticismo sulla possibilità di giungere all’unificazione dell’esercito partigiano: “Io non ritengo che si potrà giungere ad una sicura unificazione e relativo sganciamento delle formazioni dai partiti che le hanno generate e sostenute; non ritengo neppure che il Comando generale potrà funzionare militarmente in ogni circostanza perché il Pc lascia chiaramente comprendere che al momento voluto proclamerà l’insurrezione generale da solo se gli altri non vorranno marciare con lui. Ed in tal caso, solo la minaccia di argomenti persuasivi da parte degli Alleati lo sconsiglieranno ad intraprendere simili iniziative”.

Firenze, l’organo di stampa del Cln toscano, La Nazione del popolo, si pronuncia sull’epurazione: “Mille e mille sottocommissioni di epurazione sono all’opera e centinaia di migliaia di schede personali o di questionari si riempiono di chiare domande e di non chiare risposte. A barche si accumulano le istruttorie, i fascicoli personali, i memoriali, gli attestati di buona condotta, le copie notarili dei certificati di patriota (…) Bisogna smetterla di prendersela quasi con predilezione con i manovali delle ferrovie, con i cantonieri stradali, con gli impiegatucci del ministero: il numero vastissimo dei sospesi dal lavoro non ci soddisfa, né chiediamo di ampliarlo. Non è il numero delle vittime che chiediamo, ma la qualità di esse. Non dateci trecentomila disoccupati in più: dateci tremila punizioni esemplari (…) Colpire inesorabilmente in alto, indulgere in basso”.

Cesano, i volontari in addestramento nel campo inviano al sottosegretario alla Guerra, il comunista Mario Palermo, una lettera nella quale, fra l’altro, affermano: “Cesano doveva essere un centro di addestramento per volontari e partigiani (gen. Berardi). Sono giunti invece 1500 renitenti di leva. Sono giunti uomini, ma non sono giunte divise, scarpe, viveri, non sono state adattate le caserme. Agli effetti di questi risulta una sola cosa, grave, ma che non esitiamo a firmare: sabotaggio. Sabotaggio del nostro esercito, del nostro sforzo di guerra. Accogliendo così gli uomini, noi prepariamo non dei combattenti bensì dei disertori (…)

Roma, arrestato il commissario di Ps Antonio Colasurdo, accusato dal suo collega Roberto Occhetto di aver collaborato con le SS e la banda Bernasconi.

Milano, il capo della polizia Renzo Montagna, revoca a Pietro Koch la carica di questore ausiliario.

Roma, il Pwb cessa ogni controllo sulla stampa romana e chiude anche il suo quotidiano ufficiale, il Corriere di Roma.

Roma, Umberto Salvarezza denuncia alla polizia che “per tre giorni consecutivi” si sono verificati “scontri e attentati provocati dai signori comunisti contro membri, sezioni e sede del partito Unione proletaria”.

Torino, esce il primo numero de La voce studentesca, giornale ciclostilato diffuso dall’Associazione degli studenti piemontesi aderenti al Fronte della Gioventù. Sostituisce Combattere, ciclostilato che era uscito a Torino a partire dal maggio 1943

16 gennaioRoma, Giuseppe Albani, il Gobbo del Quarticciolo, è ucciso davanti alla sede dell’Unione proletaria con un colpo di pistola alla nuca. Due giorni dopo la borgata Gordiani e il Quarticciolo ven­gono rastrellati da un ingente schieramento di agenti, carabinieri e militari. Centinaia di uomini, soprattutto comunisti e renitenti alla leva, sono arre­stati. Arduino Fiorenza, iscritto al Partito comunista, è ucciso da un sottufficiale dei carabinieri nel locale in cui è tra­scinato dopo l’arresto. I giornali di sinistra de­nunciano la violenza usata dalle forze di poli­zia e chiedono che venga chiarito il ruolo svolto da Salvarezza nell’uccisione del Gobbo. Qualche giorno dopo Anzalone avverte Salvarezza che non potrà più contare sulla prote­zione di alcuni settori dei servizi segreti alleati.

Roma, in un suo rapporto l’Oss commenta, dopo la fine del controllo sulla stampa da parte del Pwb: “Questa libertà dal controllo alleato è reale, non è solo una formalità. Nessun funzionario alleato saprà più che tipo di notizia verrà data da un determinato quotidiano se non dopo che esso è stato stampato ed è in vendita nelle edicole (…) Ma certo gli alleati conservano la possibilità di influenzare la stampa con una pressione non ufficiale, ma non per questo meno recisa su quel giornale che non aderisse alla linea concordata”.

Chialamberto (Torino), grazie a una spiata i fascisti catturano il partigiano Michele Pagliari. Dopo un processo sommario è condannato a morte e fucilato da un plotone di paracadutisti della Folgore

17 gennaioWashington, James Clement Dunn, assistente Segretario di Stato (e futuro ambasciatore a Roma Ndr.), illustra a Carmel Offie, consigliere politico presso il quartiere generale alleato a Napoli, le ragioni della dichiarazione di non ingerenza negli affari interni italiani rilasciata dal ministro degli Esteri Edward Stettinius il 15 dicembre 1944: “Gli inglesi, in ultima analisi, considerano il governo e il popolo (italiani) come una nazione nemica, ex alleata dei nazisti, sconfitta e arresasi senza condizioni. Essi hanno sempre in mente i termini di quella resa senza condizioni. Noi invece abbiamo preso la cobelligeranza dell’Italia sul serio (…) Gli Stati uniti non avrebbero mai firmato l’armistizio lungo e lo fecero solo dopo considerevoli insistenze della Gran Bretagna. Le clausole così punitive dell’armistizio lungo non potevano applicarsi a un cobelligerante (…) ed inoltre molte al momento della firma erano già diventate obsolete. Dal punto di vista militare l’armistizio corto del 3 settembre era più che sufficiente (…).

Milano, il ClnaI con una propria delibera “conferma il proprio orientamento generale, le proprie soluzioni pratiche e le proprie designazioni alle cariche pubbliche”,  finalizzate alla “instaurazione di una sana e solida democrazia”.

Rimini, la Camera del Lavoro interviene a favore dei contadini sostenendo, contro il parere della giunta comunale, che i lavori di bonifica e colmatura delle buche prodotte dalle esplosioni e dei danni per il passaggio dei carri armati, siano a totale carico dei proprietari.

18 gennaioRoma, l’ambasciatore americano Alexander Kirk informa il Dipartimento di Stato che, secondo “ambienti non comunisti”, esisterebbe “un piano organico dei comunisti per promuovere lo sviluppo di un esercito che alla fine potrebbe ricadere sotto il loro controllo” e che – afferma – “hanno manovrato per consegnare il posto di sottosegretario per la Guerra a Mario Palermo e per fare assegnare a Mauro Scoccimarro l’incarico di ministro dell’Italia occupata (…) Il primo posto dà loro una influenza diretta sull’organizzazione delle forze armate italiane e il secondo la supervisione del movimento partigiano, dal quale i comunisti si aspettano il reclutamento di molti volontari della loro stessa specie per l’esercito”.

Londra, un promemoria del Foreign Office delinea la politica che il governo britannico intende seguire nei confronti del movimento partigiano: “L’atteggiamento del governo di Sua Maestà britannica a questo riguardo è largamente influenzato dalle esperienze avute con l’Eam-Elas in Grecia. Ora il Clnai è un organismo composto dai sei partiti antifascisti che hanno formato la base del primo governo del signor Bonomi, ma esiste la possibilità che a un certo punto esso cerchi di estendere la propria autorità e si ponga non solo come rivale del governo centrale di Roma, ma anche come rivale dell’esercito regolare che combatte a fianco degli alleati. Questa situazione contiene tutti i fattori necessari per lo scoppio di una guerra civile nella quale le truppe alleate, una volta liberato il nord Italia, si troverebbero inevitabilmente coinvolte. Il governo di Sua Maestà perciò sente il dovere di seguire gli sviluppi della situazione con la massima attenzione ed è del parere che, se si verificassero le circostanze previste, l’accordo recentemente concluso con il Clnai dovrebbe essere senz’altro annullato”.

Roma, Ivanoe Bonomi e Mario Berlinguer assicurano l’ammiraglio Ellery Stone, capo dell’ACC, che nessun documento pregiudizievole degli interessi alleati verrà prodotto nell’aula del processo Roatta.

New York, il New York Herald Tribune scrive che gli italo-americani sono in agitazione a causa della nomina di Alberto Tarchiani come ambasciatore italiano a Washington, visto che venne espulso nel 1943, insieme ad Alberto Cianca, dalla società Mazzini perché “al soldo del governo britannico”.

Roma, lo Stato maggiore dell’esercito ordina la sospensione dei richiami alle armi in Sicilia.Pistoia, dopo che è nella sede dell’Anpi si era verificato un alterco degenerato in rissa fra Gino Fedi e Nello Biagini che dubitava della “purezza” antifascista del primo, cognato di Licio Gelli, la segreteria della federazione del Pci decreta l’espulsione dal partito dello stesso Fedi.

Cuneo: un plotone d’esecuzione composto da militi della RSI fucila i partigiani Settimio Vassallo, 22 anni, operaio e il suo compagno di lotta “Rudi” (nome sconosciuto, di nazionalità ceca)

19 gennaioRoma, il comandante dei carabinieri Taddeo Orlando invia un rapporto al presidente del Consiglio Bonomi sul rastrellamento eseguito il giorno precedente a Roma, affermando che l’operazione è durata dalle ore 14.30 alle ore 18.00 e che vi hanno partecipato 670 carabinieri, 220 fanti e 120 agenti e funzionari di Ps.
Contemporaneamente la stampa di sinistra denuncia la violenza impiegata dalla polizia nel corso dei rastrellamenti nelle borgate Gordiani e Quarticciolo, e chiede che venga chiarita la responsabilità di Umberto Salvarezza nell’assassinio di Giuseppe Albano.

Roma, l’organo dell’Azione cattolica Il quotidiano commenta l’assassinio di Giuseppe Albano scrivendo con cinismo che “la maggior parte delle persone, quando si parla di questa faccenda, ha come un brivido di terrore: ma poi, pensando che in fin dei conti il Gobbo non c’è più, si rallegra con se stesso come chi esce vivo per miracolo da un gravissimo pericolo”.

Udine, uccisi dai nazifascisti 16 ostaggi.

Pesaro, gli esponenti della Dc si auto sospendono dal CLN per presunte violazioni del patto di unità di azione fra i partiti. La frattura verrà ricomposta il 20 febbraio con l’approvazione di un ordine del giorno in cui fra l’altro si pone la possibilità di far revocare al CLN provinciale l’esame del nuovo patto colonico e del progetto di sistemazione della valle del Foglia. 

Cambiasca (Verbano-Cusio-Ossola), i fascisti fucilano per rappresaglia 5 partigiani detenuti nel carcere di Intra: Hermes Camona, 19 anni, scalpellino; Gianetti Pietro, 18 anni, operaio; Menconi Enrico, 19 anni, operaio; Oliva Andrea 19 anni, meccanico; Tenconi Renato, 18 anni, operaio

Cassinasco (Asti), una pattuglia della Gnr del presidio di Canelli, guidata da un ufficiale rimasto sconosciuto e dal sergente maggiore Manlio De Negri, in seguito ad una delazione cattura in località Cavolpi di Canelli cinque partigiani. Leone e Pavia vengono fucilati nei pressi del Santuario dei Caffi. Muoiono Aldo Leone “Mitra”, 18 anni, operaio e Michele Pavia “Lucca”, operaio, 20 anni

20 gennaio: armistizio tra alleati e Ungheria.

Un rapporto del Comando alleato segnala i timori del generale Raffaele Cadorna sulle intenzioni del Pci: “Il Partito comunista non cerca di nascondere il suo intento di assumere le redini e di istituire un regime simile a quello in Russia (…) I loro leader dichiarano apertamente di volersi appoggiare a Stalin e Tito e di essere pronti a ribellarsi piuttosto che obbedire agli ordini degli alleati”.

Washington, il Dipartimento di Stato informa l’ambasciatore americano a Roma, Alexander Kirk, di essere “giunto alla conclusione che un referendum con una adeguata supervisione consentirebbe una espressione della volontà popolare più sicura di quanto non farebbe una assemblea costituente”.

Roma, De Gasperi risponde a Togliatti che gli aveva scritto per proporre all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri l’estensione del voto alle donne già per le prossime elezioni amministrative: ”Caro Togliatti, ho fatto più rapidamente ancora di quanto mi chiedi. Ho telefonato a Bonomi, preannunciandogli che o lunedì sera o martedì tu ed io faremo un passo presso di lui per pregarlo di presentare nella prossima seduta un progetto per l’inclusione del voto femminile nelle liste per le prossime elezioni amministrative. Facesse intanto preparare il testo del decreto. Mi ha risposto affermativamente”.

Milano, conferenza nazionale dei giovani comunisti. Tra gli altri intervengono Gillo Pontecorvo e Pietro Secchia

Bosio (Alessandria), durante una rappresaglia i nazisti incendiano e saccheggiano molte abitazioni e uccidono un paesano

Torino, i repubblichini fucilano il partigiano Franco Cipolla, 21 anni, pasticcere

Bologna, la Commissione esecutiva della Camera del Lavoro vota all’unanimità la mozione che costituirà l’atto fondamentale di riorganizzazione del sindacato a Bologna. Si legge, tra l’altro: “I rappresentanti degli organi sindacali, distrutti dai fascisti venticinque anni fa, e quelli delle correnti democratico-cristiane, repubblicane, del Partito d’Azione, riuniti per provvedere e deliberare in merito alla riorganizzazione sindacale della provincia di Bologna (…) invitano i proletari bolognesi, tutti gli operai e operaie, manuali, tecnici ed intellettuali della nostra forte combattiva provincia, a qualsiasi corrente sindacale e credo religioso appartengano ad accorrere nelle fila e nei quadri della loro rinnovata organizzazione per renderla forte, agguerrita, combattiva e decisa ad affrontare e vincere tutte le lotte per la difesa dei loro interessi e per la conquista dei loro diritti, per la loro completa emancipazione da ogni sfruttamento e per partecipare alla ricostruzione politica, economica e sociale della Nazione”.


21 gennaioCagliari, violenti incidenti fra le forze di polizia e gli studenti che manifestano contro il richiamo alle armi. Un agente di Ps muore a seguito del lancio di una bomba a mano da parte dei manifestanti, mentre numerosi fra questi ultimi vengono feriti dai colpi di arma da fuoco sparati dagli agenti. La città è presidiata dall’esercito.

Vittorio Ambrosini, Rosario Midiri e Mario La Rosa scrivono ad Andrea Finocchiaro Aprile proponendo la ”espansione della idea siciliana nelle altre regioni italiane e mediterranee” per “fare in modo che, sorgendo moti in altre regioni, non si potesse concentrare la reazione contro la Sicilia

Il capitano Barbarich, del gruppo di combattimento Cremona, riferendosi ai volontari giunti da Perugia, annota nel suo diario: “Oggi ne sono arrivati 180, tutti rossi; due ufficiali, il tenente Ferri e il tenente Pierangeli, ex partigiani. Per quanto tutti, compreso il capo, ne siano entusiasti a me non piacciono; ho paura che ci daranno del filo da torcere. Sono arrivati con fazzoletti rossi al collo cantando l’Internazionale. Il capo ha tenuto loro un discorsetto, per inquadrarli. Lo hanno acclamato. Crede di averli domati. Ho paura che succederà il contrario. E’ gente ben organizzata”.

Roma, l’Unità pubblica il memoriale di Cosimo Russo, ex fiduciario del gruppo Muti, ora detenuto, sul conto di Umberto Salvarezza e dei personaggi da lui compromessi.

Pieve di Cento (BO), una quarantina di donne irrompono in municipio chiedendo la distribuzione dei generi alimentari immagazzinati da fascisti e tedeschi e “rubati al popolo”.

22 gennaioLondra, Harold MacMillan annota nel suo diario: “A meno che non siamo molto prudenti, avremo nell’Italia settentrionale una situazione analoga a quella dell’Eam-Elas. L’attività del Soe di armare circa 100.000 cosiddetti patrioti determinerà la stessa situazione rivoluzionaria”.

Roma, inizia il processo al generale Mario Roatta.

23 gennaioRoma, su L’Italia libera, Ugo La Malfa scrive che “lo sganciamento della vita europea dalle strutture reazionarie è solo possibile in quanto esistano forti partiti comunisti; ma esista anche un forte concentramento di partiti democratici con peso politico non inferiore, tale cioè da dare tranquillità a quei ceti intermedi, che hanno solidarizzato con la reazione prima e durante il fascismo”.

Palermo, il generale Branca – riferisce il console americano a Palermo – è talmente pessimista sulla capacità del governo italiano da sperare che in Sicilia possa ritornare l’amministrazione militare alleata.

Torino, nel poligono di tiro del Martinetto, sono fucilati Orazio Barbero e Luigi Savargnini, militanti del Fronte della gioventù.

Terenzo (Parma), in una incursione aerea alleata muoiono 7 persone

24 gennaioRoma, esce il primo numero del quotidiano sindacale Il lavoro.

Roma, rimesso in libertà il commissario di Ps Antonio Colasurdo, a favore del quale hanno testimoniato i familiari di Placido Martini e vari esponenti del Partito di azione.

Roma, l’agente del Sim Giorgio Novelli relaziona in un suo rapporto che l’industriale Scalera, finanziatore di Salvarezza e della Unione proletaria, gli ha confidato che prenderà accordi con Romolo Vaselli per “mettere insieme del denaro e incominciare a ragionare con la forza”.

I partigiani di Ravenna inviano a Togliatti un promemoria per sapere come si devono comportare, se entrare nell’8° Armata britannica o nell’esercito regolare italiano, se continuare a combattere in montagna o sciogliersi trattenendo, però, le armi. L’Oss intercetta la risposta di Togliatti: collaborare a tutti i costi con gli Alleati.

25 gennaioSalò, il sottosegretario agli Interni della Rsi Giorgio Pini invia a Mussolini un rapporto sul comportamento dei dirigenti della Fiat, in cui scrive che “la borghesia torinese sta ordendo una congiura antifascista con tendenza conservatrice reazionaria” e cita Valletta che, per le sue trame, si appoggia “alternativamente ai tedeschi e alle masse”.

Roma, l’Oss rileva in un suo rapporto che un gruppo finanziario misto franco-svizzero punta all’acquisizione degli impianti di energia idroelettrica del Piemonte e della Lombardia, con l’intento di associarli a quelli francesi. Per raggiungere lo scopo, scrive l’Oss, è giunta a Roma una missione guidata da Francesco Fausto Nitti, figlio di Francesco Saverio Nitti e marito della figlia di Alberto Cianca.

Pistoia, è nominato delegato provinciale dell’Alto commissariato aggiunto per l’epurazione, su proposta del Cln, Renato Vecchione, ex centurione della Milizia a Firenze e aderente alla Rsi, passato al Pci nel giugno 1944. Suo segretario nel disbrigo dell’incarico era Luigi Franconi, aderente alla Rsi, destinato a diventare segretario della federazione del Psi di Pistoia, poi di Udine, segretario particolare del ministro Pieraccini e infine iscritto alla loggia P2.

26 gennaioRoma, Togliatti scrive a Bonomi per chiedere l’allontanamento del questore Morazzini dal ver­tice della questura romana, ricordandogli che il questore protegge Salva­rezza. Bonomi ri­sponde, pur non irrigidendosi, difendendo Morazzini. Il giorno suc­cessivo l’Alto commissa­rio per le sanzioni contro il fascismo spicca un man­dato di cattura contro Salvarezza che, avvertito da un maresciallo dei carabinieri, riesce a fuggire. Nella sede di via Fornovo (nello stesso edificio ha sede anche il Movimento di Andreoni Ndr.) vengono trovati armi e documenti, una parte dei quali scompa­rirà immediatamente dopo la perquisizione effettuata da polizia e carabinieri. Sal­varezza verrà arrestato il 4 febbraio. Il 16 aprile inizierà il processo per una serie di reati comuni, mentre verrà rinviato quello per i reati più gravi: costituzione di banda armata e altri gravi reati a sfondo politico. Questo secondo processo non si cele­brerà mai perché, nel 1946, gli verrà applicata l’amnistia.

Roma, Alcide De Gasperi presenta al Dipartimento di stato americano una bozza di revisione, preparata con Renato Prunas, delle clausole dell’armistizio che avrebbero dovuto essere rese più lievi per il contributo dato dall’Italia alla guerra contro la Germania.

L’Oss registra le voci critiche di una parte della gerarchia ecclesiastica nei confronti di Pio XII i cui “interventi troppo parziali (…) danno facili pretesti alla propaganda comunista”, e in quelli della Democrazia cristiana che avrebbe mal condotto le trattative per la formazione del governo durante la crisi di novembre, in quanto “i democristiani con la loro autorità e prestigio non avrebbero mai dovuto permettere la formazione di un governo senza la partecipazione dei socialisti e del partito d’azione. Questi due gruppi, di sinistra e con forte seguito fra le classi inferiori e medie, avrebbero potuto esercitare il necessario controllo delle tendenze totalitarie del Partito comunista”.

Roma, Guido Gonella, in un articolo sul Popolo, scrive: “La Democrazia cristiana, che è partito di popolo ma non di classe si trova nelle condizioni per attuare ciò che La Malfa ha acutamente prospettato: il salvataggio dei ceti medi dai pericoli di avventure neofasciste ed il loro orientamento verso una politica democratica in stretta cooperazione con le classi proletarie al fine di un radicale rinnovamento dello Stato”.

Roma, Salvarezza preannuncia per il 28 gennaio una conferenza stampa nel corso della quale esibirà documenti compromettenti per diverse personalità politiche. Un agente del Sim scrive in un suo rapporto che Salvarezza ha rifiutato 40 milioni che gli aveva offerto in cambio della documentazione in suo possesso, chiedendo invece un prestito di 5 milioni per le necessità del suo partito. Nel corso della conversazione aveva fatto anche il nome del generale Vittorio Sogno, ex capo del Sim dal 1932 al 1934, come uno dei “suoi”.

27 gennaio: Roma, il quotidiano Il Tempo riporta le testimonianze di vari sottufficiali della Questura che ricordano come Giuseppe Albano si comportasse come “una specie di ras negli uffici della Questura”, tanto che fece arrestare un certo Macci, fascista del Quadraro, sottoponendolo ad un violentissimo interrogatorio mentre i funzionari di polizia assistevano al brutale pestaggio senza intervenire.

Bologna, folti gruppi di donne manifestano per ottenere la distribuzione di generi alimentari a BazzanoBentivoglioCastelmaggioreSala Bolognese e Sant’Agata Bolognese. A Sala la protesta si estende anche contro i rastrellamenti e gli arresti compiuti dai nazifascisti.

Pesaro, Filippo Bossi è nominato direttore dell’Ufficio provinciale del lavoro (UpdL). Nella sua prima relazione mensile lamenta la propaganda ostile della Camera del Lavoro e traccia una breve sintesi dello stato organizzativo dell’ufficio, sorto nel settembre del 1944 con compiti di collocamento di manodopera

28 gennaio – 1° febbraioNapoli, si svolge il I Congresso della Cgil. Con l’Italia divisa ancora in due, la maggioranza dei presenti sono delegati delle regioni centro meridionali, ma riescono a partecipare anche rappresentanti del Nord ancora occupato dai nazifascisti i quali hanno coraggiosamente attraversato le linee nemiche. Il Congresso – che poi verrà più propriamente definito Convegno – ratifica il Patto di Roma, confermando alla segreteria Di Vittorio, Grandi e Lizzadri. Il clima è fortemente unitario e viene elaborato un piano di rivendicazioni: adeguamento delle retribuzioni delle categorie peggio pagate (statali e braccianti); adozione della scala mobile per tutte le categorie; lotta al mercato nero; abolizione dei contratti di lavoro fascisti e stipula di nuovi accordi; elaborazione di un “programma nazionale di ricostruzione economica, come strumento di solidarietà e di effettiva unità nazionale”; derequisizione degli stabilimenti requisiti dagli alleati; nazionalizzazione dei monopoli delle industrie chiave; riforma agraria.

Bologna, a seguito della barbara uccisione di quattro noti professionisti, sospettati di collaborare con la Resistenza, il comandante tedesco generale Frido von Senger und Etterlin chiede l’allontanamento dei vertici del fascismo bolognese.
Anche il superiore dei Domenicani padre Acerbi, in contatto con i dirigenti della Resistenza, sollecita, in un colloquio con Mussolini a Gargnano, l’intervento diretto del Duce per far cessare il terrore a Bologna. Il 28 gennaio successivo sono allontanati il prof. Franz Pagliani, organizzatore della brigata mobile “Pappalardo”, considerato “l’anima nera” della città, il federale Pietro Torri e il questore Fabiani. Il capitano Tartarotti, a capo di una tristemente famosa squadra speciale di polizia, la CAS, ha già lasciato Bologna da alcune settimane.
I comandanti delle Brigate Nere bolognesi saranno catturati poco dopo la fine del conflitto. Pagliani sarà processato nel 1948 a Perugia: condannato a 24 anni, la pena sarà in seguito ridotta e nel 1957 sarà riabilitato.
L’ex federale Pietro Torri riuscirà a fuggire dal campo di internamento di Coltano e lascerà l’Italia, mentre il Tribunale civile di Bologna ne dichiarerà la morte presunta. La sua pena sarà completamente estinta nel 1966. 
https://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/bologna/1945/i_comandanti_delle_brigate_nere_sono_espulsi_dalla_citt

28 gennaioRoma, il presidente del Consiglio Bonomi convoca Mario Berlinguer per indurlo a non perseguire Umberto Salvarezza per i reati politici, lasciando il caso alla magistratura ordinaria. Lo stesso concetto, Bonomi ribadisce in una lettera a Palmiro Togliatti.

Roma, inizia il processo per l’assassinio dei fratelli Rosselli presso l’Alta Corte di Roma. Le Rosselli si costituiscono parte civile e nominano avvocati difensori Piero Calamandrei e Alberto Carocci, e procuratori Alberto Cianca ed Emilio Lussu.
In vista del processo Amelia Rosselli aveva inviato il 13 ottobre 1944 una lettera alla giornalista di «The Nation» miss Kirchwey con un’analisi sui motivi dell’assassinio. Pur non potendo partecipare al processo, le Rosselli possono esprimere il proprio pensiero dagli Stati Uniti attraverso la radio. L’8 febbraio il giornalista Mario Rossi conduce una trasmissione radiofonica a New York, per l’Italian Section, durante la quale intervista Maria e Marion Rosselli; Maria leggerà a nome di Amelia, assente, un “messaggio ai patrioti e ai partigiani dell’Italia Settentrionale” ancora occupata. L’appello sarà pubblicato su «La Settimana dei Ragazzi» il 1 aprile 1945.
A conclusione del processo il 12 marzo viene pronunciata la sentenza di condanna a morte per Filippo Anfuso, all’ergastolo per il generale Mario Roatta (peraltro evaso pochi giorni prima della sentenza) e i colonnelli Emanuele e Navale, a 24 anni di reclusione per Jacomoni e Suvich

Fucilato a Ponte Quaresimo (Re), Vincenzo Terenziani, esponente del Fronte della Gioventù. 
https://sites.google.com/site/sentileranechecantano/rappresaglia-di-ponte-quaresimo

29 gennaioRoma, monsignor Giovanni Battista Montini, sostituto segretario di Stato, chiede ad Eugenio Reale, sottosegretario comunista agli Esteri, di organizzare un incontro fra Palmiro Togliatti e Pio XII. L’incontro fra Reale e Montini era stato reso possibile dalla mediazione di monsignor Francesco Borgongini Duca, nunzio apostolico in Italia. Il colloquio doveva però essere tenuto segreto, secondo quanto riferì nella sua relazione a Togliatti, Eugenio Reale. Secondo la testimonianza successiva di Umberto Fusaroli Casadei, che ha affermato di averlo accompagnato in veste di autista, Palmiro Togliatti s’incontrò effettivamente con Pio XII, nella più assoluta segretezza nel marzo del 1945.

Milano, nel corso della seduta del Clnai, il rappresentante socialista si oppone al progetto presentato dal Pci “di inserire i Volontari della libertà nelle formazioni dell’esercito, che è tuttora agli ordini di quegli stessi generali che ci hanno condotto all’attuale situazione e sono i primi rappresentanti della reazione: se questo si facesse, le formazioni partigiane diverrebbero uno strumento in mano alla reazione (…) Non bisogna dimenticare che l’esercito partigiano non ha solo il compito di cacciare i nazifascisti dall’Italia, ma di essere anche la forza efficiente per la conquista e il presidio delle libertà democratiche”.

Milano, la Direzione del Pci per l’Italia occupata invia una lettera al comitato centrale del Partito comunista jugoslavo: “I nostri compagni della Venezia Giulia più difficilmente riescono a trovare l’accordo con i locali compagni sloveni perché questi tendono sempre ad andare oltre al problema immediato dell’occupazione per porre come già risolto il problema dell’appartenenza statale futura di Trieste e degli altri territori misti. Il compagno Ercoli dice che noi dobbiamo in tutti i modi favorire l’occupazione delle regioni giuliane da parte delle truppe del maresciallo Tito, ma non dice affatto che noi dobbiamo porre la questione dell’annessione di questa regione alla Jugoslavia, anzi ci dà proprio un avvertimento contrario”.

Il maresciallo Rodolfo Graziani informa Mussolini che il generale delle SS Karl Wolff ritiene inopportuno indire un nuovo richiamo alle armi che potrebbe, viceversa, rafforzare le bande partigiane con l’afflusso di nuovi renitenti alla leva. L’ufficiale germanico pensa, invece, che si debbano inserire “nelle organizzazioni Todt e Ruk dei fiduciari della Polizia, per poter venire realmente a conoscenza della posizione esatta di ognuno nei riflessi militari e valersi, poi, quando ve ne fosse bisogno, degli elementi idonei per eventuali disboscamenti”

30 gennaioCastel San Pietro (BO), 300 persone, protette da squadre di SAP e GAP, protestano davanti al Municipio. Il CLN locale diffonde un foglio volante con le rivendicazioni dei manifestanti: “per la distribuzione dello zucchero, del sale, del riso e dei grassi; per il riconoscimento delle commissioni popolari di controllo; contro i rastrellamenti e le deportazioni”. Oltre alla distribuzione di sale e zucchero ottengono l’istituzione di una commissione di vigilanza sulla distribuzione dei viveri. E’ un’azione molto significativa perchè il paese è praticamente sulla linea del fronte e la presenza tedesca è opprimente e distruttiva. Di fatto i nazisti hanno trasfomato Castel San Pietro in un fortilizio, cinto di fossi anticarro e fortilizi, sono stati abbattuti alcuni edifici periferici (tra cui l’ospedale, le Terme e l’Ombrellificio Sassi) e sono stati tagliati gli alberi dei viali. Il Cln locale, le formazioni partigiane, i Gruppi difesa della donna e il Fronte della Gioventù sono mobilitati per aiutare i profughi provenienti dalla zona del fronte oltre che a garantire un minimo di sicurezza alla popolazione locale.
Lo stesso giorno, a Imola, un centinaio di donne protesta davanti a un magazzino di sapone ottenendo una immediata distribuzione.

Aulla (Massa Carrara), un bombardamento aereo alleato provoca la morte di 300 persone.

L’allora maggiore britannico Jan Gavronski incontra, a casa dell’ex regina Vittoria di Spagna, il conte Marone che gli fornisce informazioni sul movimento partigiano.

31 gennaio: commentando le vicende a carico del generale Roatta, l’Oss rileva che costui “è stato capo di Stato maggiore dell’esercito del governo Badoglio fino al novembre 1943 e che il coinvolgimento di Badoglio e della monarchia appare inevitabile”.

Bologna, i lavoratori della Manifattura Tabacchi, alla notizia che l’Armata Rossa è a meno di 100 chilometri da Berlino, interrompono il lavoro per 10 minuti inneggiando a Stalin e all’Unione Sovietica.

Bologna, si pubblicano L’Ardimento, organo della 7a GAP; L’Attacco, giornale delle SAP e I diritti del profugo, a cura del Comitato profughi. A Imola esce il primo numero de La Lotta, organo del PSIUP.

Piane di Varzi (Pavia), i partigiani fucilano Felice Fiorentini, comandante repubblichino e collaboratore della Sicherheit, reparto di polizia speciale delle SS

Milano, la brigata armata del Fronte della gioventù passa alle dipendenze del comando piazza del Cvl

Roma, l’organo dell’Azione cattolica, Il quotidiano, scrive che gli aderenti dell’Unione proletaria sono “persone oneste e ingenue, del tutto ignare delle trame di Salvarezza e degli altri dirigenti” e che gli alleati dell’Unione proletaria sono “politicanti minori, attirati dall’alone sia della reale influenza che la banda principale era riuscita a conquistarsi, sia della molta vendita di fumo in cui eccellono gli individui tipo Salvarezza” mentre gli ufficiali a lui vicini sono “vecchi generali dilettanti di politica”. Infine l’articolista afferma con sicurezza che “tutta la faccenda” è ormai “nelle mani della normale autorità giudiziaria”, invitando la polizia a prendere ordini dalla Procura del regno e non dall’Alto commissariato. Alcuni giorni prima, lo stesso organo di stampa reclamava una rapida chiusura dell’inchiesta per “motivi di dignità nazionale e soprattutto di moralità”.

Gennaio: Palmiro Togliatti, in un articolo su Rinascita, si chiede se la Chiesa, invece di privilegiare la Democrazia cristiana, non possa guadagnare “dal fatto che tutti i partiti rispettino la libertà religiosa e non intervengano nelle sue questioni, e che, sul terreno strettamente politico, i lavoratori cristiani scelgano essi, secondo la loro coscienza, le posizioni che ritengono conformi all’intesse del popolo”.

San Vito al Tagliamento (Udine), il locale nucleo del Fronte della gioventù pubblica il giornale Virtù e lavoro

Berlino, l’arcivescovo Jaeger invita i cattolici a proseguire nella lotta contro i nemici della Germania: “Il liberalismo e l’individualismo da una parte, e il collettivismo dall’altra”.

FebbraioCittà del Messico, conferenza panamericana. Viene stilato l’Atto di Chapultepec, con il quale gli Stati Uniti si impegnano a sostenere lo sviluppo delle economie latino-americane.

Emilia – Romagna, la Commissione legislativa del Cln regionale, composta da Tito Carnacini, Angelo Senin, Leonida Casali e Roberto Vighi, elabora un progetto di legge per l’abolizione della legislazione razziale italiana.
L’articolo 1 abolisce ogni differenza razziale fra cittadini italiani. L’articolo 2 reintegra negli impieghi e nelle professioni i cittadini esclusi. L’articolo 3 dispone il recupero della proprietà di immobili e aziende.
L’ultimo articolo stabilisce la possibilità di riacquisto della cittadinanza italiana per coloro ai quali è stata revocata in base alle leggi razziali.

Parma Reggio Emilia, durante tutto il mese nelle due province avvengono – come si apprende da un rapporto alla Direzione del PCI del 28 febbraio – “fermate sul lavoro nelle fosse anticarro” a seguito della “propaganda per il sabotaggio, l’abbandono del lavoro” sviluppata dalle organizzazioni clandestine. In provincia di Reggio Emilia si svolgono anche “alcune manifestazioni di donne”.

Bologna, i panettieri bolognesi, di Casalecchio, Castenaso e San Lazzaro entrano in agitazione sulla base di una propria piattaforma rivendicativa. L’accordo, che prevede alcuni aumenti salariali e miglioramenti generali, è raggiunto il 7 marzo successivo.Contemporaneamente i tedeschi informano le autorità locali che non concederanno più nemmeno un chicco di grano alla popolazione. Fino ad ora gli ammassi esistenti in provincia sono divisi tra quelli “riservati alla popolazione civile” (19) e quelli “a disposizione delle forze armate germaniche” (23). Dagli ultimi giorni di febbraio passano tutti sotto il controllo dei tedeschi.

Carpi, il CLN – sulla base delle proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali – approva che si sviluppino lotte e agitazioni per un aumento delle tariffe orarie dei braccianti.

Malalbergo (BO), ricostituita la Camera del Lavoro, con un proprio comitato e un responsabile. Nella frazione di Pegola, a partire dal 1° aprile, entra in funzione un ufficio di collocamento con un dirigente designato dai lavoratori. I proprietari sono indotti a riconoscerlo e vi conferiscono l’1% sui salari per far fronte alle esigenze di funzionamento.
Sempre a Malalbergo, un gruppo di braccianti prende in consegna 275 tornature di terra incolta dell’Azienda agraria Propaganda Fide e ne inizia la lavorazione.

La Commissione di Stato jugoslava per l’accertamento dei misfatti compiuti dagli occupatori e dai loro coadiutori rende pubbliche le relazioni sugli atti di barbarie compiuti dal fascismo italiano e dal nazismo nelle diverse regioni della Jugoslavia

1° febbraioRoma, esce nelle edicole il quotidiano finanziario Il Globo di proprietà di Luigi Barzini e Carlo Vaccaro e con Mario Borsellini come consulente.

Roma, nel corso dell’udienza del processo che lo vede imputato, il generale Mario Roatta, richiesto dal presidente se aveva creato all’interno del Sim un cosiddetto “Servizio speciale d’informazione privata”, risponde: “Non avrei potuto aumentare il numero delle sezioni senza una speciale autorizzazione. Tutti gli ampliamenti che ho potuto apportare al Sim sono stati fatti per ordine superiore”.

Trieste, il Cln friulano invia all’Oss un rapporto per segnalare il comportamento del battaglione Alma Vivoda che combatte ormai esclusivamente con i partigiani di Tito, ha assunto un atteggiamento separatista, non obbedisce agli ordini del Cln e mantiene atteggiamenti antibritannici.

Milano, il marinaio della X Mas Sergio Minetto è aggredito, in pieno centro, da due sconosciuti mentre trasporta una valigia contenente 85 milioni. Un poliziotto in abiti civili interviene per difenderlo ma è ucciso a colpi di pistola da uno degli aggressori. Subito dopo Minetto è circondato da agenti di un corpo speciale della Repubblica Sociale Italiana, portato nella loro caserma, interrogato e violentemente percosso. Solo dopo alcuni giorni, per intervento dei suoi superiori, Minetto viene rilasciato e la valigia con il denaro restituita. Secondo un’ipotesi che sarà formulata a suo tempo da un giudice istruttore del tribunale di Milano, il denaro serve a favorire soluzioni concordate tra la X Mas e gli Alleati. Finita la guerra Minetto diventa infatti un referente dei Servizi Segreti statunitensi, tanto da essere definito nell’inchiesta per la strage di piazza Fontana “caporete veronese della Cia”.

Milano, arrestato il maggiore Antonio Usmiani, capo della rete informativa U.16 di filiazione Oss

Milano, il generale Renzo Montagna, capo della polizia della Rsi, scrive a Carlo Silvestri, socialista, con riferimento alla necessità di ordinare la scarcerazione di Ferruccio Parri: “Sono anch’io del tuo parere che la sua presenza alla testa delle forze di liberazione, data la sua serietà e il suo sincero patriottismo, costituisce una garanzia di cui sarebbe bene non privarsi (…) La partenza di Parri per Verona non deve impressionare. Egli non sarà inviato in campo di concentramento e sarà trattato con ogni riguardo”.

Palermo, Andrea Finocchiaro Aprile, Lucio Tasca, il principe di Castelcicala e il generale Martinez s’incontrano al circolo Bellini. Dalla loro conversazione scaturisce un appunto che Lucio Tasca consegnerà al principe di Castelcicala e al generale Martinez, in data successiva. Nell’appunto si legge: “1) Si dovrebbe affrettare la crisi ministeriale, sopra tutto in previsione della presa di Berlino da parte dell’esercito russo, cosa che rafforzerebbe la posizione del Partito comunista in Italia. 2) Aperta la crisi, sarebbe opportuno che S.a.r. il Luogotenente del Regno consultasse tra i primi l’on. Andrea Finocchiaro Aprile. La chiamata influirebbe sull’animo degli altri invitati e non ne sfuggirebbe al paese il significato. 3) Sarebbe necessario di affidare l’incarico di costituire il nuovo ministero a persona non troppo legata al passato e non troppo anziana, con il mandato di comporre un gabinetto al di fuori del Comitato di liberazione, inviso a tutti, gabinetto che dovrebbe essere formato da tecnici e dalle maggiori personalità delle varie tendenze politiche, ma non come espressione di queste. Il nuovo ministero dovrebbe sostenere il criterio federativo, che dovrebbe attuarsi subito, dove possibile, salvo ratifica delle Assemblee costituenti. 4) Si dovrebbe dare il governo della Sicilia, con pieni poteri, ai maggiori esponenti del movimento per l’indipendenza al fine di organizzare lo Stato di Sicilia, federandolo contemporaneamente con lo Stato italiano. 5) Il movimento per l’indipendenza desisterebbe dalla propaganda antimonarchica e favorirebbe l’elezione del principe di Piemonte a Re di Sicilia. Si potrebbe così avere un’unione personale di Stati confederati e, quindi un Re d’Italia contemporaneamente Re di Sicilia, di un paese, cioè, che ha una tradizione monarchica otto volte secolare. La dinastia di Savoia salverebbe la corona di Sicilia in caso di prevalenza in continente delle correnti estremiste”.

Roma, nel corso di un dibattito organizzato dalla rivista Criminalia sui crimini del fascismo, Mario Berlinguer afferma che Salvarezza ha commesso reati politici oltre che comuni, sottolineando così la competenza dell’Alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo ad indagare sul suo conto.

Torino, la Voce Studentesca, foglio ciclostilato diffuso dalla Gioventù studentesca aderente al Fronte della Gioventù, informa che il Cln piemontese ha annullato l’ultima sessione di esami. Si cerca in tutti i modi di cancellare la falsa normalità che i fascisti vogliono imporre

2 febbraio: in un rapporto dell’Oss si riconosce che il gruppo di Earl Brennan ha formato il “cerchio della mafia”, dissimulandolo con la partecipazione di elementi insospettabili di ispirazione socialista.

Milano, Alfredo Pizzoni, presidente del Clnai, si rivolge al ministro d’Italia, Berio, per comunicargli l’avvenuta fucilazione da parte dei fascisti di 9 partigiani, scrivendo: (…) Qui i sentimenti di odio contro questi malfattori e carnefici vanno acuendosi in tal modo, che c’è da essere certi che, al momento della fuga degli oppressori, avverranno fatti gravissimi, più che giustificabili da parte della popolazione indignata (che sa che al Sud l’epurazione non cammina) e che non saremo, probabilmente, in condizioni di controllare”.

Udine, Mario Toffanin, dopo essersi consultato con i dirigenti della federazione del Pci di Udine e con il commissario politico della divisione partigiana Garibaldi-Natisone, Giovanni Padoan (Vanni), costituisce un battaglione partigiano comunista. Si scioglierà subito dopo la strage di Porzus.

Reggio Emilia, il CLN della montagna indirizza agli operai, ai contadini e a tutti i lavoratori della montagna, una circolare con le norme della nuova organizzazione sindacale e l’invito a riunirsi per leggere, commentare, discutere e organizzarsi.

Un foglio ciclostilato comunica la costituzione, anche a Reggio Emilia, del Comitato provinciale sindacato clandestino (C.P.S.C.) con l’invito a tutti i lavoratori ad organizzarsi in sindacati di categoria, a formare le commissioni di fabbrica e a cacciare gli stranieri e i fascisti. Il Comitato sindacale d’agitazione concretizza gli obiettivi di lotta rivolgendosi agli operai e ai tecnici delle fabbriche cittadine e in particolare delle Reggiane, per organizzare squadre e impedire ai tedeschi di portare via macchine e scorte, salvaguardando il patrimonio industriale in vista della ricostruzione e per prepararsi allo sciopero insurrezionale.

Reggio Emilia, fucilato Vittorio Tognoli, esponente del Fronte della gioventù

San Martino in Rio (Reggio Emilia), le Sap assaltano la latteria sociale e prelevano 26 quintali di burro destinato ai tedeschi.

3 febbraioMilano, il Clnai diffonde le “direttive operative per l’intensificazione del moto insurrezionale e per l’insurrezione generale” ai comandi regionali affinché, all’ordine dello stesso Clnai, assumano “immediatamente l’iniziativa piombando sui fianchi e sul tergo del nemico (…) per affrettarne la ritirata e la disgregazione, catturandone il ricco materiale”.

Roma, L’Alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo trasferisce gli atti relativi a Umberto Salvarezza alla magistratura ordinaria, dichiarandosi incompetente sul merito.

Roma, Italia Libera scrive che all’interno della massoneria si è creata una corrente sfavorevole a Domenico Maiocco e insinua che Umberto Bianchi sarebbe stato “bruciato in effigie”.

Bologna, manifestazioni rivendicative e di protesta in otto comuni della provincia. Gruppi più o meno numerosi a Budrio, Granarolo dell’Emilia, Medicina e Minerbio chiedono generi alimentari protestando davanti ai rispettivi municipi. A Baricella, mentre è in corso una manifestazione di un centinaio di donne, i 450 lavoratori della Todt scioperano contro il lavoro nei giorni festivi. A Malalbergo un centinaio di donne chiede la liberazione di alcuni giovani partigiani arrestati nei giorni precedenti. A San Giorgio di Piano una delegazione di donne protesta in Municipio contro la vendita di grassi a mercato nero. A Pieve di Cento, dove i fascisti hanno arrestato 12 partigiani, un folto gruppo di manifestanti, organizzate dai gruppi di difesa della donna, protesta vivacemente costringendo i nazifascisti a liberarne dieci. Gli altri due, torturati a lungo, e solo l’intervento armato dei tedeschi impedisce la loro liberazione da parte delle donne durante il trasferimento al carcere di Bologna.

4 febbraio: inizia la conferenza di Yalta, in Ucraina. Roosevelt, Churchill e Stalin discutono, fino all’11 successivo, delle sorti della Germania e dell’assetto politico mondiale una volta finita la guerra.

Berlino, il comandante delle SS in Italia, Karl Wolff si incontra con Himmler, al quale prospetta la possibilità di trattare con i servizi segreti Usa la resa delle forze tedesche in Italia. Il tentativo avrebbe lo scopo di spezzare l’alleanza anti nazista attraverso la propo­sta agli an­glo americani di un accordo in funzione di contenimento dell’espansione sovietica nell’Europa centrale. Il 6 febbraio il progetto è sottoposto ad Hitler che lo respinge.

La British special Force in Italia emana l’ordine di non distribuire in maniera indiscriminata le armi alle formazioni partigiane, sospendendone l’invio a quelle di matrice comunista.

Roma, arrestato per ordine dell’Alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo, dopo aver vinto l’opposizione del questore Morazzini, Umberto Salvarezza, da una squadra mista di carabinieri e militanti del Pci.

Cagliari, la direzione regionale del Pci approva una risoluzione favorevole all’autonomia della regione. Decide, inoltre, di chiedere “l’assegnazione delle terre incolte ai contadini, possibilmente attraverso cooperative di lavoratori agricoli e tenendo presenti i legittimi interessi della pastorizia”.

Il generale britannico MacCreery conferisce la medaglia d’oro ad Arrigo Boldrini, il comandante Bulow.

Gargnano (Bs), Edmondo Cione, Fulvio Zocchi e Renato Sollazzo sono ricevuti da Mussolini al quale chiedono il permesso di fondare un giornale e un partito politico di opposizione.

Pesaro,  costituita ufficialmente la Cooperativa valle del Foglia, già proposta nell’assemblea contadina del 21 gennaio di S. Maria Fabrecce. Il progetto (“aziende agricole associate basate sui villaggi agricoli moderni”), pur dichiarandosi “nulla di rivoluzionario”, raccoglie forse le suggestioni del “kolchoz”, contro l’economia “individualista e anarchica” del vecchio sistema di sfruttamento mezzadrile, e si colloca in una realtà particolarmente provata dall’esperienza bellica in funzione sostitutiva-alternativa dell’inazione dei proprietari.

5 febbraioNew York, Vanni Montana scrive sul New York Times un articolo nel quale descrive l’incontro avuto con Andrea Finocchiaro Aprile: “L’ho trovato circondato dal suo stato maggiore generale in cui trovavasi Calogero Vizzini, la potenza che sta dietro al Movimento separatista, e il dottor Varvaro, un socialista indipendente”.

Il leader separatista siciliano Andrea Finocchiaro Aprile scrive alla Dillon Bank di New York per illustrare i vantaggi commerciali di una Sicilia indipendente, e chiedere la “vostra diretta attenzione politica, bancaria, industriale e commerciale, presente e futura”.

Roma, Leonida Repaci annota nel suo Taccuino: “La coabitazione con Angiolillo era diventata impossibile. Angiolillo è fondamentalmente un borghese, un reazionario, non crede nella Resistenza, non crede nella Costituzione che da essa dovrà nascere (…) Il suo furore denso di disprezzo verso i leader della sinistra rientrati dall’esilio, la sua opposizione a una politica che faccia fare le spese della disfatta alla borghesia manutengola del fascismo hanno scavato giorno per giorno, ora per ora, un profondo solco fra noi (…) Me ne sono andato con una magra liquidazione di 750.000 lire, tra diritto alla testata e stipendio di condirettore. Con questo scarso denaro ho impiantato L’Epoca, chiamando a collaborare scrittori e uomini di cultura che stimo. Usciamo con un foglio solo ma con una redazione di prim’ordine che nessun altro quotidiano a Roma può vantare”.

Milano, arrestato Vitaliano Peduzzi, capo della rete informativa Feltre di filiazione Oss, dalla squadra di polizia speciale diretta da Pasquale Isopi, detto dott. Rossi.

Bazzano (BO), 250 donne protestano davanti al Municipio per la mancanza di sale, grassi e zucchero. Poi assaltano un magazzino contenente zucchero e marmellata distribuendo il tutto alla popolazione. La stessa sorte subisce un privato in possesso di 5 quintali di zucchero. Il giorno successivo, saputo che in magazzino sono depositati 44 quintali di formaggio, impongono ai proprietari di metterlo in vendita alla popolazione. L’assegnazione è regolata dal locale Comitato di Liberazione.

San Martino di Ferrara, una cinquantina di braccianti scioperano rivendicando l’aumento della paga oraria.

6 febbraioRoma, il tenente di Ps Alfonso Cavaccini nel rapporto sull’arresto di Salvarezza afferma che i documenti rinvenutigli non hanno “alcuna importanza”, ma stranamente non risultano allegati al rapporto, non saranno consegnati alla magistratura né depositati all’Archivio centrale di Stato.

Bologna, le segreterie confederali della Camera del Lavoro e della Federterra lanciano un appello agli operai e ai contadini perché si oppongano alle riduzioni salariali, alle requisizioni e alle razzie.

Crespellano (BO), un’ottantina di donne manifestano per chiedere generi alimentari e per ottenere la liberazione di sei giovani arrestati per aver prelevato abiti da un magazzino di proprietà di un fascista e averli distribuiti alla popolazione.

7 febbraio: gli alleati iniziano l’attacco finale alla Germania. La III Armata penetra nella Ruhr.

Friuli, trattative tra la Brigata Osoppo, l’organizzazione Franchi e la X Mas per costituire uno schieramento comune che si contrapponga agli jugoslavi dopo la sconfitta tede­sca. Le trattative falliscono. In questo contesto, il 7 febbraio, i garibaldini fucilano a Porzùs 19 osovani.
Per saperne di più
http://www.diecifebbraio.info/2012/02/porzus-il-piu-grande-processo-antipartigiano-del-dopoguerra/

Roma, Palmiro Togliatti prende posizione contro la difesa del Friuli Venezia Giulia da parte di unità partigiane in funzione anti-slava, in una lettera inviata al presidente del Consiglio Ivanoe Bonomi: “Mi è stato detto che da parte del collega Gasparotto sarebbe stata inviata al Cln Alta Italia una comunicazione in cui si invita il Clnai a far sì che le nostre unità partigiane prendano sotto il loro controllo la Venezia Giulia per impedire che in essa penetrino unità dell’esercito partigiano jugoslavo. Voglio sperare che la cosa non sia vera perché prima di tutto, una direttiva di questo genere non potrebbe essere data senza consultazione del Consiglio dei ministri. Quanto alla situazione interna, si tratta di una direttiva di guerra civile, perché è assurdo pensare che il nostro partito accetti di impegnarsi in una lotta contro le forze antifasciste e democratiche di Tito. In questo senso, del resto, la nostra organizzazione di Trieste ha avuto personalmente da me istruzione precise e la maggioranza del popolo di Trieste segue oggi il nostro partito. Non solo noi non vogliamo nessun conflitto con le forze di Tito e con le popolazione jugoslave, ma riteniamo che la sola direttiva da darsi è che le nostre unità partigiane e gli italiani di Trieste e della Venezia Giulia collaborino nel modo più stretto con le unità di Tito nella lotta contro i tedeschi e contro i fascisti”.

Roma, la direzione nazionale del Pci approva una risoluzione nella quale i moti siciliani dei Non si parte sono presentati come conseguenze “di un vero e proprio rigurgito di fascismo”.

Roma, il capo della polizia Luigi Ferrari inoltra un rapporto all’Alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo sul conto di tale Marco Fossa, tenente colonnello dell’Aeronautica, legionario fiumano, squadrista, che si stava dando “un gran da fare per la ricerca ed ingaggio di persone in grado di fornire notizie sull’attività segreta e sull’organizzazione interna dei partiti di sinistra, ed in special modo del Partito comunista, del Movimento comunista d’Italia e dell’Armata rossa”. Il Fossa dichiarava di lavorare per conto degli alleati che erano pronti a stroncare “ogni movimento russofilo e ogni tentativo di conquista integrale del potere da parte del Pci”.

Zola Predosa (BO), duecento donne manifestano contro le razzie tedesche e per ottenere generi alimentari. In seguito a questa protesta, qualche giorno dopo, il commissario prefettizio è costretto a dimettersi.

Monte San Pietro (BO), una trentina di donne protesta vivacemente in municipio e, dopo aver cacciato gli impiegati, da fuoco ai registri di leva e ai ruoli delle tasse.

8 febbraioMilano, arrestati dai nazifascisti i colonnelli Palombo e Beolchini, insieme ad altri ufficiali dei servizi informativi italiani.

Roma, il generale Infante, aiutante di campo di Umberto di Savoia, ammette in una lettera a l’Unità di aver organizzato lui l’incontro fra il Luogotenente del regno e Salvarezza il 20 agosto 1944.

Roma, Domenico Maiocco è processato dal Consiglio supremo della massoneria e, da quel momento, il suo ruolo sarà fortemente sminuito.

Milano, Longo invia a Palmiro Togliatti un rapporto sulla situazione del movimento partigiano, zona per zona, facendo rilevare la sostanziale tenuta delle formazioni.

9 febbraio: il maggiore britannico Jan Gavronski, dopo aver incontrato il marchese Rino de Nobili di Vezzano, Raimondo Craveri, Adolfo Tino, Alberto Damiani, Sante Massarenti, Edgardo Starnuti, Fernando Santi, Giuseppe Baccigaluppi (Joe), Adriano Olivetti, raccoglie le opinioni dei dirigenti dei servizi segreti svizzeri e procede ad un riesame complessivo, a Ginevra, con Egidio Reale, esponente antifascista residente nella Confederazione elvetica da 15 anni. Sintetizza quindi il tutto in un rapporto nel quale, fra l’altro, scrive: (…) A sentire gli italiani, il Cln sarà perfettamente in grado di amministrare l’Italia nel momento di passaggio fra la cacciata dei tedeschi e la presa di possesso dell’amministrazione militare alleata. Ma è certo più attendibile il parere degli esperti svizzeri che sono molto pessimistici sul futuro dell’Italia libera. Sensibili a quello che può succedere ai loro confini, gli svizzeri prevedono che, se non si riuscirà a installare un meccanismo di controllo alleato (anzi inglese) subito la folla prenderà il sopravvento e terrà il campo, facile preda di ogni estremismo (…) Gli svizzeri sono fortemente contrari alla distribuzione di armi alleate ai partigiani in una situazione in cui il 60 per cento delle formazioni sono comuniste e sta crescendo l’infiltrazione di agenti sovietici soprattutto in Veneto, dove i contatti con l’esercito di Tito sono un fatto quotidiano. E, comunque, armi sovietiche sono state viste in mano a partigiani che operano intorno al Lago Maggiore (…) Il Pci è l’unico partito che dimostra di voler seguire ciecamente i suoi leader romani (ha Togliatti nel governo Bonomi), mentre gli altri mettono in discussione l’eccessiva sottomissione del governo italiano al controllo alleato e la debolezza della politica di epurazione. A questo proposito sono per lo sterminio fisico dei fascisti e per le corti marziali del tipo bulgaro. Solo i comunisti mostrano moderazione in questo e in altri settori : dichiarano, per esempio, di voler rispettare la proprietà privata e la Chiesa. Il Pci appare un esempio di dedizione allo Stato e agli interessi della nazione piuttosto che a quelli del proletariato, ma può essere una tattica transitoria (…).

Washington, il Dipartimento di Stato sottolinea, in una nota interna, come Alcide De Gasperi, ministro degli Esteri, dopo aver fatti visionare all’ACC documenti forniti da Fulvio Suvich relativi a “importanti personaggi americani” pur avendo ricevuto l’autorizzazione a trasmetterli al tribunale dove si svolge il processo Roatta, decide “di sua iniziativa” di non fornirli alla Corte “neppure nella versione censurata”.

Roma, Italia libera, organo del Partito d’azione, scrive sul conto del Partito repubblicano del lavoro, diretto da Felice Anzalone, che non sarebbe stato “inutile conoscere la vera configurazione politica e morale” di tale gruppo politico.

Catania, racconta Guglielmo Paternò Castello di Carcaci che Antonio Canepa sta lavorando alla costituzione di “un’organizzazione clandestina che aiuti a superare le difficoltà della lotta politica (…) e si tenga pronta ad agire rivoluzionariamente qualora ciò divenisse necessario”, come richiesto da Andrea Finocchiaro Aprile nell’ottobre del 1944.

Palermo, il parlamentare comunista Giuseppe Montalbano, sottosegretario alla Marina mercantile, indirizza una lettera al sottosegretario agli Interni, Molè, nella quale accusa il sindaco di Corleone e il locale commissario di Ps di favorire “i terroristi separatisti, mentre il capitano dei carabinieri è impotente a ristabilire l’ordine, perché anche il prefetto di Palermo non intende agire contro i separatisti”.

Su ordine dei tedeschi, i reparti della Decima Mas si ritirano da Gorizia e dal fronte orientale.

Crespellano (BO), un centinaio di donne dimostrano per ottenere la liberazione di quattro partigiani delle SAP arrestati dai tedeschi per aver prelevato generi alimentari dal magazzino di un ricco fascista.

Concordia (MO), duecento donne, protette da squadre partigiane, manifestano contro la guerra, dirigendosi verso il municipio, sostenute dalla popolazione presente in piazza nel giorno di mercato. Chiedono inoltre la distribuzione di generi alimentari. Due partigiani tengono un breve comizio dal balcone del municipio. La manifestazione si scioglie solo dopo che è stato garantito l’accoglimento delle richieste.

Villa Cadè (Reggio Emilia), fucilati per rappresaglia dai tedeschi 21 partigiani prelevati dalle carceri di Parma e di Ciano d’Enza.

10 febbraio: il professor Federico Lazzaro informa l’Oss che Finocchiaro Aprile, dopo un incontro con i rappresentanti del colonnello Gayre, ha affermato che ora “possiamo credere in una Sicilia indipendente sotto la sfera d’influenza inglese”.

Ferrara, annunciata l’intesa fra le componenti socialista, comunista e cattolica per la ricostruzione della Camera del Lavoro unitaria.

Camposanto (MO), un centinaio di persone invade il municipio obbligando il segretario comunale a promettere una distribuzione supplementare di alimenti. Anche qui due partigiani arringano brevemente la folla.

10 febbraio – 16 marzoBologna, in quattro occasioni alcune decine di partigiani, catturati nelle settimane precedenti a Bologna e dintorni, a Imola, Castelfranco Emilia e Bondeno (FE), sono prelevati dalle carceri di San Giovanni in Monte, condotti nei pressi della stazione di San Ruffillo e fucilati da militi della GNR comandati dal tenente Bruno Monti e dalle SS guidate dal sergente Hermann Prader.
Sono quindi gettati nelle profonde voragini create dalle bombe degli Alleati, usate come fosse comuni. Gli eccidi rimarranno ignoti fino al maggio 1945, quando alcuni corpi cominceranno a riaffiorare dal terreno. Solo 73 delle 96 salme rinvenute saranno riconosciute dai familiari.
Gli eccidi di San Ruffillo segnano una discontinuità con le pratiche repressive precedenti, basate sull’esibizione pubblica della violenza, volta a terrorizzare e scoraggiare i nemici. Il nuovo metodo prevede esecuzioni sommarie in segreto, conseguenti a rastrellamenti su vasta scala.
Fino all’aprile 1945 circa 220 partigiani saranno uccisi a Bologna in tredici esecuzioni di gruppo. Quasi tutte le vittime saranno prelevate dalle carceri di San Giovanni in Monte da un reparto di SS di stanza in città. Di alcuni partigiani, sequestrati il 4, 9 e 17 aprile, non si saprà più nulla.

11 febbraio: l’Albania proclama la Repubblica popolare e si trasforma in base per i guerriglieri comunisti dell’Elas, impegnati in Grecia contro gli inglesi.

Udine, uccisi per rappresaglia dai nazisti 22 partigiani.

Pesaro, esce il primo numero de Il Solco, che riprende , su scala provinciale, l’esperienza de La Falce. Denuncia “una folla di disdette coloniche (…) date sempre senza serio motivo e specialmente contro contadini iscritti alle leghe o ai partiti di sinistra”. Appello alla lotta contadina, contro la passività e l’aspettativa della manna. Contiene istruzioni su come si costituisce una lega contadina. Le Leghe già costituite nella provincia sono 45 per 2.520 organizzati.

12 febbraioMilano, nel corso di una riunione del Clnai, il delegato del Pli Cesare Merzagora afferma che il processo epurativo in campo politico e militare dovrà avere la precedenza assoluta e potrà essere condotto rapidamente e drasticamente non comportando danni per il paese. Invece, “nel campo finanziario e industriale (…) occorre procedere con una certa cautela perché, lavorando nel tessuto connettivo ed economico del paese, occorrono le precauzioni delle operazioni di alta chirurgia”.

Bazzano (BO), ottocento persone manifestano contro le autorità fasciste per la mancata distribuzione di generi alimentari riuscendo ad ottenere una distribuzione straordinaria. Squadre di partigiani delle SAP proteggono la manifestazione.

Monteveglio (BO), quattrocento donne, la maggior parte contadine, manifestano in piazza per ottenere sale, zucchero ed altri generi di prima necessità. Poi si dirigono verso alcuni magazzini di fascisti che praticano il mercato nero e distribuiscono alla popolazione grassi e formaggi.

Castelguelfo (BO), una trentina di donne protesta in municipio impegnando le autorità fasciste ad esaudire le loro richieste annonarie.

13 febbraio: le truppe sovietiche occupano Budapest.

I bombardamenti alleati radono al suolo Dresda provocando oltre 250.000 morti.

Roma, il Comitato siciliano d’azione, fondato nel 1943, redige un documento di adesione al Mis, firmato da Rosario Midiri, Vittorio Ambrosini, Mario Caronia, Ettore Cipolla, Camillo Finocchiaro Aprile, Giuseppe Caronia, Salvatore Romani, Giacomo Galvano, Beniamino Siliano, Filippo Mirabella, Attilio Sajeva, Mario La Rosa, Pasquale Dato.

Ancora manifestazioni a Monteveglio Crespellano, in provincia di Bologna. Circa duecentocinquanta persone, tra donne e contadini, si raccolgono davanti al municipio di Crespellano, chiedendo la distribuzione di grassi. Poi prelevano e distribuiscono un’ingente quantità di generi alimentari dai magazzini di due fascisti. A Monteveglio la gente scende in piazza anche il giorno successivo, ma la protesta viene interrotta da un bombardamento alleato.

Vignola, i nazifascisti impiccano otto partigiani – prelevati dal carcere di Modena, per vendicare l’uccisione il giorno prima di un soldato tedesco

14 febbraioMilano, Gianni Baldi, socialista, membro del comitato centrale del Fronte della gioventù, organizza con altri una manifestazione antifascista all’università Bocconi.

Carpi, iniziano le discussioni e gli atti preliminari, nell’ambito del CLN, per la rinascita della Camera del Lavoro

New York, il New York Journal American scrive che “Con il crollo imminente della Germania e con la sua distruzione quale bastione contro il comunismo, la Spagna e il Portogallo diverranno l’unica barriera contro l’ondata rossa”.

Parma, le SS prelevano dal carcere 20 prigionieri e li fucilano a Calerno di Sant’Ilario d’Enza. A Bagnolo in Piano (Reggio Emilia) le brigate nere prelevano dalle loro abitazioni 10 cittadini e li fucilano nella piazza del paese. I loro corpi restano sul selciato mentre i fascisti ne impediranno la sepoltura.

15 febbraioSesto Imolese (Bo), un gruppo di donne protesta davanti al comando tedesco chiedendo la distribuzione di carne e altri generi alimentari. La compattezza delle dimostranti ottiene quanto richiesto, oltre all’apertura di una macelleria gestita da una commissione nominata dalla popolazione.

Parma, Bruno Longhi, dirigente del movimento clandestino, è catturato e torturato a morte dalla polizia tedesca

Pesaro, Giuseppe Pieretti, direttore dell’Ufficio del lavoro della zona di Cagli, sollecita all’ufficio provinciale disposizioni precise sulle disdette. In una lettera successiva del 23 febbraio incalzerà nuovamente l’UpdL per fare qualcosa contro l’estendersi del fenomeno. In una nota del 1° marzo il direttore dell’UpdL ricorda che le disdette sono attualmente possibili se convalidate dal pretore, disposizioni di segno diverso sono di responsabilità degli organismi superiori (compreso l’AMG).

16 febbraioRoma, il questore Enrico Morazzini è sostituito nell’incarico da Adelmo Sessa. Morazzini, nel maggio 1945, entrerà a far parte della commissione permanente di avanzamento degli agenti di Ps che svolgeva anche funzioni di “commissione di disciplina e di revisione per la riassunzione in servizio dei licenziati per motivi politici”.

Berna, la centrale Oss redige un rapporto sul conto del professor Giorgio Balladore, docente presso l’università Cattolica di Milano, passato dal Partito d’azione alla Democrazia cristiana, vicino alle idee di padre Gemelli, Giorgio La Pira e Amintore Fanfani. Rifugiato in Svizzera, Balladore invia rapporti confidenziali ai servizi segreti americani proseguendo nella collaborazione iniziata da quando “attrasse l’attenzione di alcuni circoli americani inviando da Milano rapporti segreti e molto curati sulla situazione politica italiana anteriore alla capitolazione del settembre 1943”.

17 febbraioBelluno, impiccato il segretario della locale federazione comunista Francesco Da Groz.

Nel suo diario, Luigi Einaudi rileva come all’interno della Banca d’Italia esistano “parecchi clan: uno veneto (Stringher), l’altro napoletano (Azzolini), un terzo pugliese (Introna) (…) Esistono numerose interferenze di parentela tra gli impiegati con diramazioni varie”.

Il maresciallo Rodolfo Graziani interroga personalmente il capitano britannico Tucker che sostiene di aver passato la frontiera con messaggio del Comando supremo inglese indirizzato a Graziani stesso.

18 febbraioRoma, un gruppo di marinai invade le sede dell’Avanti per protestare per la pubblicazione di un articolo ritenuto offensivo nei confronti del corpo.

Pistoia, primo congresso della ricostituita Camera del lavoro. Gli iscritti sono già circa 10.000, di cui 3500 contadini, divisi in 27 sindacati di categoria e 10 sezioni camerali. Fu un momento di grande entusiasmo per il sindacato e i lavoratori pistoiesi, che avevano dato un contributo importante alla Resistenza e che furono impegnati nel lavoro di ricostruzione, seguendo le direttive generali della Cgil

Pistoia, su invito di Italo Carobbi, la Voce del Popolo pubblica un comunicato a favore di Licio Gelli che viene assolto dai suoi trascorsi fascisti: “Si avvertono tutti coloro che sono interessati al caso Gelli Licio che il Cpln era a conoscenza della di lui appartenenza al partito fascista fino al periodo clandestino del Comitato stesso e accettò la di lui collaborazione che fu attiva ed efficace (…).


18 febbraio. Bondeno (FE), centinaia di donne, provenienti anche dalle frazioni di Scortichino, Ponte Merlo, Ponte di Spagna, Burana, Gavello, San Biagio, manifestano nella piazza antistante il palazzo municipale. Chiedono generi alimentari e protestano contro la guerra e le violenze dei nazifascisti. Un gruppo entra in municipio e butta tutto all’aria, distruggendo i registri di leva e delle tasse. La Brigata Nera interviene in forza, ferisce una dimostrante e ne arresta otto. Le fermate saranno rilasciate dopo che i partigiani, catturato il podestà di Bondeno, conte Golinelli, ne otterranno lo scambio. La protesta suscita grande clamore in tutto il ferrarese. I fascisti impongono una multa di 500.000 agli abitanti di Bondeno, ma non riescono a tacitare la portata della manifestazione.

Le donne di Bondeno: pane, pace e libertà
Ilaria Romeo – Collettiva

Il 18 febbraio del 1945 le donne del comune ferrarese assaltano il municipio impedendo la deportazione di figli e mariti con un’azione che aveva come obiettivo la distruzione dei registri di leva
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https://www.collettiva.it/copertine/italia/2022/02/18/news/le_donne_di_bondeno_pane_pace_e_liberta_-1879734/


18 – 25 febbraioBologna, in tutta la provincia si svolge, sostenuta dalle organizzazioni clandestine, la Settimana del partigiano. Sono raccolti indumenti, viveri, medicinali e denaro a sostegno dei patrioti che continuano a combattere contro i nazifascisti. Durante la settimana si svolgono manifestazioni di protesta anche a Granarolo, Galliera (dove scioperano gli operai della Todt e i manifestanti, protetti dai partigiani, assaltano il municipio distruggendo i registri di leva e delle tasse), Minerbio, Molinella, Budrio. A Malalbergo si svolge una manifestazione per il mantenimento delle promesse fatte dai fascisti sulla distribuzione di generi alimentari.

19 febbraio: Legnano, i tedeschi fucilano il militante anarchico Pietro Bruzzi, redattore del giornale clandestino l’Adunata dei libertari.
http://www.bfscollezionidigitali.org/entita/13254-bruzzi-pietro/

19 febbraio – 3 marzo: la 10a Divisione da Montagna USA attacca i monti della Riva (catena tra le valli dell’Ospitale e del Dardagna), dando inizio all’Operazione “Encore”, che mira allo sfondamento dell’ultima linea di difesa tedesca sull’Appennino tra Modena e Bologna. La 10a Divisione è giunta il 10 gennaio in Emilia, dopo un intenso addestramento sulle Montagne Rocciose in Colorado: si tratta della prima divisione alpina della storia degli Stati Uniti ed è formata da provetti escursionisti ed atleti. I reggimenti sono equipaggiati con armi particolari, come i mortai da 81 a canna corta, i cannoni smontabili Howitzer o le micidiali spolette V.T., dotate di un sofisticato meccanismo esplosivo. La conquista del “Riva Ridge” comporta la scalata di pareti di roccia a strapiombo e l’uso di teleferiche per l’evacuazione dei feriti. Nella notte tra il 18 e il 19 febbraio, con attacchi a sorpresa, sono conquistate ad una ad una le postazioni nemiche sui rilievi di Monte Mancinello, Monte Serrasiccia, Cappel Buso e Pizzo di Campiano. Ripetuti contrattacchi tedeschi non hanno successo. Nei giorni successivi i soldati americani saranno affiancati dai brasiliani della FEB e dai partigiani inquadrati nella Divisione Modena Armando, per la conquista del monte Belvedere sopra Gaggio Montano, dove i fanti tedeschi sepranno resistere e contrattaccare per alcuni giorni. Nei pressi di Corona i carri alleati saranno a più riprese bloccati e messi fuori uso dai Panzerfaust, i micidiali piccoli cannoni controcarro tedeschi. La 10a Divisione lascerà sul Belvedere, conquistato definitivamente il 21 febbraio, più di 200 morti e quasi 700 feriti. L’Operazione Encore terminerà il 5 marzo con l’ingresso degli americani a Castel d’Aiano. L’87o Reggimento della 10a Divisione sarà ricordato come l’unico reparto di fanteria dell’esercito americano a combattere sia in estremo oriente contro i giapponesi, sia in occidente contro i tedeschi 
da https://www.storiaememoriadibologna.it/loperazione-encore-contro-la-linea-verde-ii-720-evento

20 febbraioTorino, il direttore della Stampa, Concetto Pettinato pubblica un articolo in cui scrive, tra l’altro: “Cessiamo di combatterci, cessiamo di odiarci, tendiamo di nuovo le braccia al di sopra delle baionette straniere”. E’ immediatamente destituito dall’incarico di direttore del quotidiano torinese.

Roma, il prefetto Giovanni Persico, su ordine del sottosegretario liberale alla Stampa e propaganda Libonati e facendo seguito ad una delibera della Commissione nazionale per la stampa che aveva bollato L’Uomo qualunque come “insidioso per lo sforzo bellico della Nazione”, ne decreta la soppressione, revocando il decreto di autorizzazione alla pubblicazione.

In un rapporto dell’Oss si legge che la Scalera film mantiene contatti con l’Unione sovietica attraverso un suo alto dirigente.

Piana degli Albanesi (Palermo), termina la rivolta della popolazione con l’arrivo di 2.000 uomini dell’esercito e dei carabinieri che procedono, fra l’altro, all’arresto di Giacomino Petrotta.

Crespellano (Bo), un bombardamento alleato provoca 37 morti tra la popolazione

21 febbraioBudrio (Bo), un centinaio di donne protesta davanti al comune chiedendo la distribuzione di viveri

22 febbraioMilano, il generale Raffaele Cadorna a causa dei contrasti sorti con il rappresentante del Partito d’azione, Fermo Solari (Somma), si dimette da comandante del CVL.

Milano, i tedeschi arrestano Tullio Tamburini, ex capo della polizia di Salò ed Eugenio Apollonio, questore, ritenuto capo del servizio di controspionaggio del ministero degli Interni. A carico di Tamburini, l’accusa è di malversazione. I tedeschi respingono la protesta formale presentata, per ordine personale di Mussolini, all’ambasciatore Rahn e al generale delle Ss Wolff.

Washington, il segretario del Tesoro convoca una riunione con funzionari britannici e americani, fra i quali Henry Tasca, osservatore del dipartimento del Tesoro, per denunciare la politica britannica in Italia, impegnata nella esclusiva tutela dei propri interessi a scapito di quelli americani.

23 febbraio: sul fronte del Pacifico le truppe americane conquistano Manila.

Il Pwb, citando un rapporto dell’Oss, scrive che Eugenio Reale sarebbe un agente dei servizi segreti sovietici e che, insieme a Velio Spano, sono considerati “funzionari di partito che portano avanti ciecamente gli ordini ricevuti da Mosca”.

Un documento dell’Oss rivela che il comitato sindacale del Partito socialista, tramite Oreste Lizzadri, ha deciso di chiedere aiuti finanziari all’Italian american labour Council e all’American federation of Labour, inviando un preventivo di spese a Luigi Antonini il quale, a sua volta, ha espresso il desiderio di “aiutare gli elementi democratici del sindacato in Italia”.

In occasione dell’anniversario della fondazione dell’Armata rossa sovietica, in molte fabbriche del nord Italia sono esposte bandiere rosse.

Palermo, Rosario Midiri e Vittorio Ambrosini scrivono una lettera ad Andrea Finocchiaro Aprile nella quale gli comunicano che Randolfo Pacciardi è rimasto entusiasta del documento redatto il 18 febbraio dal Comitato siciliano d’azione, e che anche il deputato comunista Montalbano “non solo non aveva avuto nulla da obiettare al testo, ma si era dichiarato (naturalmente come persona) d’accordo coll’idea di un blocco siciliano tra tutti gli esponenti dei partiti progressisti, in primo luogo del Movimento, per la realizzazione di un programma accettato dal popolo siciliano”.

24 febbraioMilano, i fascisti uccidono Eugenio Curiel
http://matematica.unibocconi.it/autore/eugenio-curiel
https://www.comune.cinisello-balsamo.mi.it/pietre/spip.php?article236

Roma, governo e sindacato raggiungono un accordo sui criteri di adeguamento delle retribuzioni su base provinciale, mentre è rinviata l’adozione di un meccanismo automatico di adeguamento. L’accordo contiene previsioni in materia di assegni familiari e malattia.

Le delegazioni provinciali democristiane di Modena, Reggio Emilia e Parma rilevano in un documento che “troppe delle eliminazioni compiute” dai partigiani a danno dei fascisti “non erano né lecite, né necessarie né opportune”.

Bazzano (BO), centinaia di persone, in prevalenza donne, provenienti anche da Crespellano, Monteveglio, Stiore, Oliveto, manifestano davanti al municipio. La manifestazione è protetta da squadre di partigiani.

25 febbraio: Togliatti invia un messaggio a Luigi Longo: “Direttive per il nostro partito e movimento. Bisogna lottare per l’annientamento totale di tutte le forze tedesche in Italia. Noi dobbiamo lottare contro ogni tentativo di frenare l’insurrezione contro gli occupanti con finte trattative per la capitolazione. Ercoli”. Contestualmente a Milano, il centro del Partito comunista al nord invia le prime “Direttive per l’insurrezione nazionale” che indicano nelle fabbriche il luogo di raccolta e di partenza per i combattimenti.

Sull’Avanti, Nenni prendendo a pretesto la rimozione del prefetto di Catanzaro, Soldaini, scrive, rivolto al governo: “Venti province sono in agitazione contro i prefetti. I venti restano al loro posto malgrado le proteste dei Comitati di liberazione: il prefetto di Catanzaro è rimosso proprio a causa dell’appoggio dato al Comitato di liberazione e da questo ricevuto”.

Roma, il generale Leonetto Taddei è nominato vice comandante generale dei carabinieri. Resterà in carica per 7 anni, fino al 5 febbraio 1952.

Roma, il capo della polizia invia al sottosegretario per il ministero della Stampa, turismo e spettacolo Francesco Libonati, una lettera a firma di Ivanoe Bonomi, ministro degli Interni e dell’Africa italiana, con l’intimazione di “intervenire al fine di impedire che sia documentato un episodio non rispondente a verità”. Il riferimento era alla scena della fucilazione del prete nel film di Roberto Rossellini, Roma città aperta. Il plotone di esecuzione, difatti, avrebbe dovuto vestire le divise della Pai (Polizia Africa italiana) il che si riteneva potesse comportare “disdoro” (sic) alla polizia fomentando “motivi di rancore e di disappunto nei suoi confronti”.

Palermo, s’insedia il primo nucleo della Consulta regionale siciliana, composto da 36 membri: Domenico Albergo, Giuseppe Alessi, Fabrizio Alliata, Camillo Ausiello Orlando, Giovanni Baviera, Giovanni Buonasera, Giovanni Cartia, Giuseppe Cascio Rocca, Gino Colajanni, Pasquale Cortese, Eugenio Di Carlo, Giovanni Battista Fanales, Giuseppe Faranda, Emanuele Giaracà, Roberto Giuffrida, Liborio Giuffrè, Giovanni Guarino Amella, Enrico La Loggia, Girolamo Li Causi, Giovanni Lo Monte, Dante Majorana, Pietro Mancuso, Francesco Manzo, Francesco Marino, Francesco Maugeri, Virgilio Nasi, Carlo Orlando, Carmelo Patanè, Vincenzo Purpura, Antonio Ramirez, Giuseppe Romano Battaglia, Attilio Salvatore, Matteo Scuderi, Cesare Sessa, Francesco Taormina e Gaetano Vigo.

27 febbraioMilano, nel corso della seduta del ClnaI, si esamina la possibilità di una eventuale sostituzione del generale Cadorna da comandante del Cvl, ma si arriva alla conclusione che, anche per ragioni di immagine dinanzi agli alleati, il dissidio deve essere composto all’interno del movimento.

Minerbio (BO), quattrocento persone assaltano un camion della SEPRAL impossessandosi e distribuendo 55 quintali di zucchero. Un tentativo di intervento di reparti tedeschi è sventato da una squadra di partigiani schierata a difesa dei manifestanti

Fabbrico (Reggio Emilia), la Brigata Nera di Novellara compie un rastrellamento nella vicina Fabbrico. I partigiani la attaccano sulla strada per Campagnola: rimangono uccisi tre militi e un capitano della Brigata Nera e due soldati tedeschi giunti sul posto 
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http://resistenzamappe.it/regione/pianura/fabbrico_1945

28 febbraio: ristabilite le relazioni diplomatiche fra Italia e Francia.

Milano, il generale Raffaele Cadorna redige il testo, concordato con i rappresentanti liberali, sulle sue funzioni che viene accettato anche da democristiani ed azionisti, revocando quindi le sue dimissioni da comandante del Cvl. Il testo concordato diceva: “Il generale Valenti conferma che la sua autorità di comandante del Cvl discende dal Clnai che, quale delegato dal Governo italiano per la lotta contro i nazifascisti nell’Italia occupata, lo ha richiesto al Governo stesso, conferendogli il titolo e le funzioni di comandante”.

La federazione comunista di Udine invia un rapporto alla direzione nazionale del partito nel quale scrive che i “compagni affermano che molti uomini della Natisone hanno la tendenza a lasciare la brigata per degli atti di scorrettezza nei loro confronti da parte della popolazione slovena, la quale non fa abbastanza distinzione fra i fascisti e il popolo italiano, ed a più riprese si dovette intervenire presso i compagni di quel partito. Il fatto di porre il problema dell’annessione ha creato uno spirito antislavo nella popolazione del Basso Friuli, popolazione che è e vuole rimanere italiana. I nostri compagni dell’organizzazione subiscono anch’essi quest’influenza”.

Il Pwb redige un elenco di giornalisti fascisti passati alla stampa democratica, il 22 febbraio, che l’ambasciatore americano Alexander Kirk trasmette a Washington annotando che è incompleta perché, ad esempio, mancherebbero i nomi di Curzio Malaparte e di Luigi Barzini.

Baricella (BO), alcune centinaia di persone, in prevalenza donne, manifestano chiedendo la distribuzione di generi alimentari e il riconoscimento delle commissioni popolari di controllo. Una donna e un partigiano parlano alla folla dal balcone del municipio. I tedeschi tentano di fermarli senza riuscirci. Riescono però a fermare otto dimostranti. Contemporaneamente circa 300 operai della Todt cercano di raggiungere i manifestanti, ma sono trattenuti dai tedeschi con le armi spianate.

Trarego sopra il lago Maggiore, un gruppo di partigiani viene sorpreso e sopraffatto da un reparto della Brigata Nera, che offre ai 7 sopravvissuti la vita se passano con i fascisti. Rifiutano, e sono trucidati: Corrado Ferrari, Luigi Leschiera, Pietro Agrati, Ivo Borella, Ermanno Giardini, Luigi Velati, Gastone Maccarinelli.

Desenzano sul Garda, nel quartiere generale germanico s’incontrano il generale Wolff, Guido Zimmer e il barone Luigi Parrilli, intermediario con gli alleati in Svizzera, i cui rappresentanti aveva, in precedenza, incontrato a Lucerna. Dopo questo incontro si era recato, insieme all’aiutante di Wolff, Zimmer, a Verona dal capo della polizia tedesca, generale Harster che aveva informato lo stesso giorno, telefonicamente, il suo superiore gerarchico a Berlino Ernst Kaltenbrunner.

Febbraio: Joseph Goebbels afferma che se il popolo tedesco deponesse le armi, l’accordo fra Roosevelt, Churchill e Stalin “consentirebbe ai sovietici di occupare tutta l’Europa orientale e meridionale, oltre a una parte notevole del Reich. Una cortina di ferro scenderebbe di colpo su quest’area che, inclusa l’Unione sovietica, avrebbe enormi dimensioni”.

Como, il capitano della Decima, Rossi, confida al marò Elio Cucchiara che, dopo la fine della guerra era concreto il pericolo che i reduci privi di lavoro “se non fossero stati presi per mano, sarebbero stati fortemente attirati dal movimento comunista. Per evitare una tale eventualità era necessario creare un’organizzazione che potesse unire e guidare questo personale ex militare (…) La X flottiglia Mas doveva così creare una centralizzata e organizzata organizzazione in tutta Italia con lo scopo primario di combattere il comunismo in particolare, e il fascismo, e di sostenere un partito politico del centro e della destra. L’organizzazione non doveva costituire di per sé un partito (…) Il movimento si doveva organizzare durante l’occupazione degli alleati, ma non doveva iniziare la sua attività fino alla partenza degli alleati (…). Le dichiarazioni dell’ufficiale furono rese da Elio Cucchiara direttamente agli alleati.

Roma, in una relazione che sintetizza i rapporti provenienti dalle regie prefetture sugli avvenimenti del mese, si legge: “Il partito democristiano verso cui generalmente simpatizzano tutti coloro che amano l’ordine, cerca di attuare una vera penetrazione nelle masse e in tale sua opera viene indirettamente appoggiato dal Clero che, pur attenendosi alla sua missione squisitamente spirituale, non trascura una certa propaganda a favore di detto partito”.

1° marzoRavenna, in considerazione dei danni subiti dalla guerra e nell’intento di sollevare i lavoratori dagli oneri della mancata produzione, il CLN provinciale emette disposizioni (poi note come “Lodo del CLN”) per la mezzadria e l’affittanza. Si richiedevano l’abbuono delle spese di produzione per i danni subiti dalla guerra, una ricompensa per il bestiame razziato dai tedeschi, un compenso ai contadini che avevano partecipato alla lotta partigiana. In alcuni comuni della provincia ancora occupati dai nazifascisti (Massalombarda, Conselice, Lavezzola), si formano dei “fondo cassa sindacale”con quote fisse e libere, amministrati dai comitati intergategoriali. Si lavora, inoltre, per la costituzione di comitati di categoria zonali, di comitati di zona con tutte le rappresentanze di categoria, di uffici del lavoro.

Minerbio (BO), 60 compartecipanti, dopo una breve trattativa con il proprietario, ottengono una serie di miglioramenti sulle ripartizioni.

Bologna, manifestazioni popolari a Bentivoglio, Castelmaggiore e San Giorgio di Piano. Il giorno successivo, raccogliendo le indicazioni che giungono dalle varie manifestazioni, il Comitato provinciale di difesa della donna distribuisce ai bolognesi un volantino con l’indicazione : “manifestate in massa nelle vie e sulle piazze contro le autorità fasciste complici dei criminali nazisti (…) assalite i magazzini dei nazifascisti”, ed incita: “ora tocca a voi, donne e profughi di Bologna”. A Bazzano la protesta è protetta da partigiani della 63a brigata Garibaldi Bolero.

Crespellano (Bo) 150 donne protestano in municipio chiedendo il pagamento del salario ai loro uomini che lavorano per il comune. Due giorni dopo il pagamento sarà effettuato. Le manifestanti, saputo che un bombardamento alleato aveva privato la vicina Bazzano di pane a causa della distruzione dei forni, in poche ore ne raccolgono tre quintali che distribuiscono poi ai cittadini di Bazzano

Catania, Concetto Gallo scrive ad Andrea Finocchiaro Aprile: (…) Ho oggi una insofferenza tanto grande da coprire e far sparire tutte le altre: soffro per la lunga attesa, soffro quando sento parlare di federazioni e di contatti presenti o futuri con lo stivale! Se Ella mi vuole veramente bene, dunque, cerchi di far presto l’indipendenza, mi parli solo della Sicilia e tutte le mie secondarie sofferenze scompariranno e non sarò vissuto solo per vegetare!!!”.

2 marzo: un rapporto firmato da Earl Brennan, capo del Secret Intelligence ed inviato al Dipartimento di Stato, afferma che l’ambasciatore italiano a Washington Alberto Tarchiani “o è pagato dal governo inglese oppure ha ricevuto finanziamenti da imprese legate in parte o del tutto al governo (…) che è circondato e dominato da un pugno di personaggi pagati dagli inglesi o sotto la loro diretta influenza come Gentili, Salvatori, Lussu, Cianca, Almagià (…).

L’Oss riporta la conversazione avuta dai suoi agenti con il conte Giuseppe Dalla Torre. Quest’ultimo lamenta di essere stato emarginato da Pio XII che ha come consulenti in politica estera i monsignori Domenico Tardini e Giovanni Battista Montini, i quali non possono abbandonare, per favorire un’alleanza con le forze di sinistra come egli suggerisce, le forze reazionarie “su cui si sono sorretti così a lungo”.

Roma, Palmiro Togliatti scrive ai dirigenti comunisti di Bologna: “Liberata la vostra città, il vostro compito sarà quello di dare vita, in accordo con le autorità alleate che all’inizio ne avranno il controllo, a una amministrazione democratica, che si appoggi alle masse popolari (…) Dovrete in pari tempo assicurare che la maggiore e la migliore parte dei combattenti partigiani continui a combattere (…) e ciò dovrà ottenersi col passaggio di questi combattenti all’Esercito italiano, di cui debbono entrare a far parte”.

Zola Predosa (BO), quattrocento persone, ben protette da squadre di partigiani, manifestano avanzando richieste economiche e dimostrando tutta la loro avversione nei confronti della guerra e dei nazifascisti.

3 marzo: la Finlandia dichiara guerra alla Germania.

Lugano, il colonnello delle SS Walter Rauff s’incontra con Allen Dulles.

Pistoia, Italo Carobbi invia al comando della polizia militare alleata della città una lettera a favore di Licio Gelli. “Le rimetto elenco dei componenti la famiglia Licio Gelli, del quale questo Comitato si interessò a suo tempo ottenendo l’autorizzazione a che lo stesso si recasse in Sardegna (…) I sopra nominati hanno bisogno di un’autorizzazione che permetta loro di raggiungere il congiunto in Sardegna per là stabilirsi. Pertanto chiedono il permesso, se non possibile oltre, fino a Civitavecchia”.

Bologna, centinaia di donne – organizzate dai Gruppi di difesa della donna – invadono la sede municipale reclamando sale, grasso, zucchero e pane. Interviene lo stesso podestà Mario Agnoli che tenta di placare gli animi. Le donne escono da Palazzo d’Accursio dirigendosi in corteo verso la manifattura tabacchi. I fascisti arrestano tre donne senza, però, riuscire a fermare la protesta. I lavoratori della Manifattura abbandonano per solidarietà il lavoro. Nei giorni successivi viene fatta una distribuzione straordinaria di sale. Inoltre le maestranze della Manifattura ottengono il ripristino del salario dovuto e la distribuzione di mezzo chilo di sale a testa, scarpe per bambini e tessuti per indumenti.

La segretaria nazionale dei Gruppi di difesa della donna diffonde un documento con le Direttive per il lavoro da svolgersi tra le contadine. Contiene una serie di rivendicazioni di avanzare per le salariate, le mezzadre, le affittuarie, le piccole proprietarie di terra, le braccianti e tutte le categorie contadine. Inoltre, a seconda delle piattaforme proposte e del modificarsi della situazione politica, sono indicate alcune misure organizzative.

Budrio (BO), centocinquanta donne protestano in municipio chiedendo la distribuzione di generi alimentari. Ottengono una distribuzione di sale.

4 marzoRoma, durante il processo per l’assassinio dei fratelli Rosselli, il generale Roatta, colpito da malore è trasferito all’ospedale militare del Celio. Due giorni dopo evaderà con la complicità dei carabinieri.
Gli imputati dell’omicidio di Carlo e Nello Rosselli sono tutti nomi eccellenti: il ge­nerale Alberto Periani, l’ambasciatore di Salò a Berlino Filippo Anfuso, il generale Paolo Angioi, il colon­nello dei carabinieri Santo Emanuele, il maggiore dei carabi­nieri Roberto Navale, il mag­giore Vincenzo Bertolini, il capitano dei carabinieri Manlio Petragnani, Efisio Ligas, Euge­nio Picardo, Domenico Formica. Navale fu poi assunto da Valletta come capo dei servizi di sicurezza interna della Fiat. Dopo vari processi gli imputati furono tutti assolti, con una sentenza che di fatto riconosceva, nelle motivazioni, la colpevolezza degli imputati. Roatta, fug­gito prima in Vaticano e poi in Spagna, rientrerà in Italia nel 1966
https://archivio.unita.news/assets/main/1967/02/08/page_005.pdf

Parma, la polizia tedesca arresta il professor Gavino Cherchi, capo del servizio informazioni patriottico (Sip) e smantella la rete clandestina della Resistenza in città e in pianura: 80 arresti

5 marzo: gli alleati conquistano Colonia.

Benito Mussolini conversando con Mellini Ponce de Leon afferma, riferendosi alla decisione di rilasciare Parri ed ai comportamenti dei tedeschi: “Ora quest’uomo è stato preso casualmente prigioniero dai tedeschi ed essi poco tempo dopo l’hanno rilasciato in occasione di uno scambio di prigionieri. Nonostante l’importanza della persona di Ferruccio Parri quale capo della lotta che i partigiani conducono contro di noi, non mi sono opposto al suo rilascio, nella speranza che esso potesse facilitare trattative intese a diminuire i danni alle persone ed alle cose nell’Italia del nord e ad assopire l’acrimonia che caratterizza ormai la guerra civile. Da tempo però il signor Rahn ed il Wolff si guardano bene di farmi sapere che cosa sta succedendo. Eppure so che essi trattano con il Comitato di liberazione. Può essere opportuno farlo, ma credo di avere almeno il diritto di essere informato di quel che succede. Altrettanto posso dire per le relazioni che riservatamente essi intrattengono con il cardinale Schuster. Ora poi sono venuto a sapere che il famoso Capitano inglese a proposito del quale – quando era in nostre mani- hanno fatto tanto chiasso, è stato rilasciato ed incaricato di loro messaggi per il Comando supremo inglese. Anche per questo non mi hanno soffiato parola né Rahn né Wolff”.

Caulonia (Rc), esplode una rivolta guidata da militanti comunisti. I rivoltosi si impadroniscono del paese ed istituiscono un tribunale del popolo per processare i fascisti. Alcuni di questi vengono condannati alla fustigazione pubblica e al trasporto di grosse pietre. Il Pci condanna il gesto insurrezionale e ne prende decisamente le distanze.

6 marzoRavenna, muore Nullo Baldini, detto l’Apostolo laico, fondatore della prima cooperativa di lavoratori italiani, l’Associazione generale operai e braccianti di Ravenna. Sull’Avanti Giuseppe Saragat lo ricorda come “una delle più grandi figure della vecchia guardia del socialismo italiano” e rimarca che “nella vita di Nullo Baldini tutto è limpido, sereno, pur nel fervore di un’opera realizzata con una fede aliena da ogni fanatismo dogmatico”.

Roma, si svolge una manifestazione popolare di protesta per l’evasione del generale Roatta. La polizia spara davanti al Quirinale, un dimostrante è ucciso. Il giorno successivo Grandi, nella relazione al Direttivo della CGIL, deplora gli incidenti affermando che sindacato e partiti avevano fatto di tutto per scongiurarli, ma che davanti al Quirinale “la forza pubblica aveva dato l’impressione immediata di essere disposta a resistere a qualunque costo”. E continua affermando che “il susseguirsi di questi fatti dolorosi costringe l’organizzazione sindacale a partecipare a fatti che hanno una loro caratterizzazione politica, le cui ripercussioni possono minacciare il risultato che io credo (e spero anche voi crediate) sia uno dei pochi e preziosi ottenuti: e cioè l’unità sindacale”.

Milano, Luigi Longo invia un messaggio a Togliatti: “Concluso a Torino accordo comunisti socialisti democristiani che, constatando unità interessi masse popolari insurrezione epurazione ricostruzione, rispetto convincimenti politici e religiosi, prevede consultazioni periodiche, azione unitaria in seno Cln, rafforzamento unità sindacale. Cerchiamo vincere resistenze per ottenere accordo centralmente”.

Ghemme (Novara), i tedeschi fucilano 10 giovanissimi partigiani, fra i 16 e i 19 anni: Carmelo Ardizzone, Frediano Bagnati, Adriano Barbero, Ernestino Boschi, Ernesto Bovio, Emilio Benami, Luigi Prandi, Pietro Sassoni, Mario Tosi, Luigi Vandoni.

7 marzo: le truppe americane attraversano il Reno e in meno di un mese occupano tutta la Germania meridionale.

Milano, il generale delle Ss Karl Wolff rilascia, come segno di buona volontà richiesto dagli alleati, Ferruccio Parri e il maggiore Antonio Usmiani.

Roma, il comandante dell’Arma dei carabinieri, generale Taddeo Orlando, è sostituito con il generale Vittorio Sogno, il quale sarà immediatamente sostituito dal generale Brunetto Brunetti.

8 marzoZurigo, il generale Wolff incontra Allen Dulles per trattare la resa tedesca in Italia. Gli incontri proseguiranno nei giorni successivi con momenti di tensione per il rifiuto statunitense di far parteci­pare alla trattativa i sovietici.

La giornata internazionale della donna è preparata accuratamente dai Gruppi di difesa della donna e dalle organizzazioni clandestine. Diverse manifestazioni popolari si svolgono nel reggiano, nel modenese e nel bolognese.

Reggio Emilia, oltre 500 donne, provenienti anche dalla provincia, si radunano davanti alla salina chiedendo la distribuzione di sale. Il capo della provincia è costretto a ricevere una delegazione di manifestanti. Contemporaneamente in numerose fabbriche, soprattutto a prevalenza di manodopera femminile, il lavoro si ferma per una decina di minuti. Le maestranze si fermano al Calzificio Milano (Bloch), al calzificio Marconi, alla Fabbrica Emiliana, alla Ceramica Veggia, al Pennellificio, alla fornace del Lemizzone di Correggio. Il giorno successivo viene effettuata una distribuzione straordinaria di 50 grammi di sale a testa. A Campagnola, Fabbrico e Rio Saliceto si improvvisano comizi volanti davanti a numerose donne radunate nelle piazze. Altre dimostrazioni sono organizzate a Rubiera, San Martino in Rio, Correggio, Novellara, Reggiolo, Luzzara e Guastalla dove viene effettuata anche una fermata di 10 minuti alla trancerai Mossina. I fascisti intervengono contro la manifestazione di Bagnolo in Piano, fermando alcune donne. Le altre non abbandonano la piazza finché non hanno ottenuto il rilascio delle loro compagne. Manifestazioni anche Cavriago, Bibbiano e Montecchio dove l’agitazione continua anche nei due giorni successivi. A Gazzata, mentre un gruppo di donne sta incitando gli uomini a lasciare il lavoro coatto per i tedeschi, un bombardamento alleato uccide due donne. L’ampiezza del movimento che si è sviluppato in tutta la provincia, induce i fascisti ad effettuare distribuzioni straordinarie, seppur minime, di latte, uova, lardo e sale.

Modena: si svolge un’importante manifestazione, con l’intervento diretto del CLN nella preparazione, per ottenere la distribuzione di generi alimentari (salumi, formaggi, strutto, lardo, ecc.) depositati presso la ditta Friggeri, impedendone contemporaneamente la razzia da parte dei tedeschi.circa 3000 donne, tra cui molte operaie della Manifattura Tabacchi e di altre fabbriche, si radunano davanti alla ditta, travolgendo quanti si oppongono alla distribuzione immediata dei viveri. La distribuzione continua anche nel pomeriggio.

Bologna, tre manifestazioni in provincia. A Casalecchio di Reno una trentina di donne, protette da sei gappisti, protestano in municipio per avere generi alimentari. Analoga protesta si svolge a Crespellano dove un centinaio di donne e una decina di uomini si radunano nei pressi del municipio. La manifestazione si ripete anche il giorno successivo. A Granarolo Emilia duecento donne protestano vivacemente in municipio chiedendo viveri e l’allontanamento del commissario prefettizio ritenuto un incapace.

9 marzoVietnam, le truppe d’occupazione giapponesi disarmano le armate francesi. Due giorni dopo, sotto la protezione giapponese, l’imperatore Bao Dai proclama l’indipendenza del Vietnam. Ma il Vietminh lancia l’appello per l’insurrezione e la liberazione del Paese. I partigiani infliggeranno una dura sconfitta ai giapponesi nella battaglia di Ba To.

10 marzoBologna, le organizzazioni clandestine danno vita a nuova protesta di massa. Migliaia di persone protestano dirigendosi verso Piazza Maggiore e chiedendo la distribuzione di viveri. Circa 200 persone riescono a superare il picchetto armato che protegge la sede comunale e a raggiungere gli uffici annonari. Pur non seguendo lo svolgimento preventivato, la protesta riesce ugualmente, le autorità fasciste decidono una distribuzione supplementare di grassi, zucchero, carne bovina e altri generi di prima necessità.

Bologna, scioperano per due ore i lavoratori della SASIB chiedendo aumenti salariali e ottengono la distribuzione di generi alimentari.

Parlando della rivista Epoca di Leonida Repaci, l’Oss rileva che “risulta finanziata dalla Banca Commerciale, notoriamente legata a interessi britannici”.

Coduro di Fidenza (Parma), per rappresaglia contro gli attacchi ai convogli tedeschi sulla Via Emilia,sono fucilati 15 partigiani prelevati nel carcere di Piacenza. Sempre a Fidenza tre partigiani sono fucilati per rappresaglia dopo l’uccisione di un milite della Brigata nera.

11 marzoTorino, scioperano gli operai della Fiat

Guido De Ruggiero, su La Nuova Europa scrive che l’anticomunismo è la “solita patacca” con la quale il fascismo ha ottenuto “la fiducia dell’italiano benpensante”, e che ora esibendola i moderati dopo “aver salvato le loro borse, sapranno ancora una volta farsi applaudire dagli italiani per averli salvati l’ennesima volta dal bolscevismo”.

Palermo, nel 663° anniversario dei Vespri siciliani, i separatisti inviano ai delegati alla Conferenza di San Francisco un memoriale in cui chiedono la proclamazione dell’indipendenza della Sicilia.

Palermo, la folla assalta gli uffici delle imposte e la sede dell’ispettorato dei dazi e consumi, dirigendosi poi verso la Prefettura. Negli scontri che ne seguono con le forze di polizia, rimangono uccisi un commissario di Ps ed un giovane operaio.

Roma, Pio XII riceve gli iscritti alle Acli, riuniti per il loro primo convegno nazionale, ai quali esprime il suo augurio che si possa arrivare ad una comune azione sindacale.

12 marzoRoma, il quotidiano della CGIL, Il lavoro, commenta positivamente il discorso di Pio XII agli aclisti in un articolo dal titolo “Alto riconoscimento del sindacalismo unitario”.

Roma, l’Alta corte condanna a morte Filippo Anfuso, all’ergastolo il generale Mario Roatta e i colonnelli Emanuele e Navale, a 24 anni di reclusione Jacomoni, ex luogotenente in Albania, e Suvich, ex sottosegretario agli Esteri, per l’uccisione dei fratelli Rosselli e altre operazioni “coperte” del Sim.

Milano, il ministro delle Finanze della Rsi Domenico Pellegrini Giampietro informa Benito Mussolini che, fino ad ora, sono stati emessi a carico di ebrei 6.768 decreti di confisca, si sono incamerati terreni per 855 milioni; fabbricati per 198, titoli industriali per 731, titoli di Stato per 36 contanti per 75; altri beni per quasi un miliardo, 182 aziende.

Roma, la polizia arresta Attilio Bianchi, capo del Partito fascista repubblicano che aveva come organo di stampa clandestino il periodico Onore e scopre anche ingenti quantitativi di armi a disposizione del gruppo, che propone l’annessione dell’Italia agli Usa come 49° stato. Arrestate con lui altre 27 persone.

Bologna, iniziano una serie di agitazioni all’Azienda tranviaria sulla base di una piattaforma rivendicativa elaborata dal Comitato sindacale clandestino.

14 marzo: l’Oss in un suo rapporto segnala che l’industria lombarda collabora pienamente con le autorità fasciste e tedesche e che ha creato comitati di settore, ognuno diretto da un presidente italiano e un co-presidente nazista.

15 – 16 marzoCorreggio (RE), le donne della zona si mobilitano per ottenere il rilascio dei fermati dopo un grosso rastrellamento a Budrio di Correggio. Dopo due giorni di decise proteste di massa, le autorità rilasciano un consistente gruppo di fermati. La mobilitazione continua, seppur in forme molto più limitate, anche nei giorni successivi fino al rilascio di tutti i fermati.

Padulle di Sala Bolognese (BO), un centinaio di donne protesta invadendo il municipio chiedendo la distribuzione di maggiori quantità di alimenti. Intervengono i tedeschi che prendono le generalità, minacciando tutti le presenti. Due donne sono fermate e rilasciate qualche giorno dopo.

15 marzo: scoperto che l’uranio estratto dai tedeschi veniva trattato a Oranienburg, a 20 chilometri da Berlino, in una zona che secondo gli accordi doveva essere assegnata alla Russia, gli americani la radono al suolo.

Roma, arrestato e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli il barone Alessandro Sardi, ex ambasciatore fascista.

Catania, inizia le pubblicazioni il quotidiano La Sicilia, diretto da Alfio Russo.

16 marzoGenova, scioperi all’Ansaldo, Fonderie Fossati e San Giorgio.

Milano, esce il settimanale del Psiup Patria indipendente, diretto da Guido Mazzali.

18 marzoFinlandia, prime elezioni libere nel paese dopo la fine della guerra, vincono i socialdemocratici con il 25 per cento dei voti.  I comunisti si possono presentare per la prima volta raggruppandosi nella Lega Democratica Popolare Finlandese e ottengono il 23 per cento dei voti
https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_parlamentari_in_Finlandia_del_1945#:~:text=Le%20elezioni%20parlamentari%20in%20Finlandia,nella%20Lega%20Democratica%20Popolare%20Finlandese.

19 marzo: Wolff è di nuovo in Svizzera dove incontra i generali Terence Airey, in­glese e lo statunitense Lyman Lemnitzer. Il comandante delle SS si propone come mediatore per trattare la resa delle truppe tedesche schierate sia sul fronte meri­dionale sia su quello oc­cidentale. Visto il positivo andamento dei colloqui, anche la diplomazia sovietica ne viene messa al corrente. Ma scoppia una violenta pole­mica tra Gran Bretagna, Stati Uniti e URSS sulla richiesta sovietica di prendere parte attivamente alle trattative, richiesta che si scon­trerà con la ferma opposizione degli americani.

L’Oss invia una nota al Quartiere generale alleato: “In seguito al vostro memorandum di qualche giorno fa che sollecita indicazioni definitive sull’eventualità che elementi partigiani organizzino una rottura con il governo, diverse stazioni operative sul campo sono state contattate e in nessun caso abbiamo trovato indicazioni positive. Al contrario, il messaggio seguente rappresenta l’opinione generale: la vostra domanda non è chiara. Se intendete un governo distinto dall’attuale governo di Roma questa ipotesi è fantasiosa. Se invece intendete un governo distinto da quello fascista, tentativi come quello del gerarca Farinacci sono nati morti”.

Su sollecitazione del rappresentante liberale il CLN dell’Emilia Romagna discute, con la presenza anche della Federterra, della vertenza agricola e, in particolare, dei nuovi riparti contenuti nel patto colonico di Medicina e Castelguelfo, sottoscritto nei mesi precedenti. Nonostante l’invito del CLN, gli agrari rifiutano ogni incontro e trattativa. La Federterra decide autonomamente di modificare alcune richieste, denunciando contemporaneamente le responsabilità dei grandi proprietari agricoli che si oppongono al riconoscimento dei patti. La Federterra condanna anche quei proprietari che, prendendo a pretesto l’agitazione per i riparti, hanno abbandonato i terreni e le operazioni di coltura, sabotando così la produzione che deve servire alla popolazione dopo la cacciata dei tedeschi.

Bologna, in provincia l’azione dei CLN locali, dei Comitati di difesa contadina e dei Comitati sindacali si sviluppa sull’applicazione del patto colonico, permettendo a centinaia di famiglie mezzadrili di chiudere i conti ottenendo maggiori quote di prodotti.

Nonantola (MO), grazie anche all’intervento dei partigiani, si realizzano nuovi riparti. A Novi di Modena la ripartizione viene concordata sulla base del 60% al mezzadro. Nuove ripartizioni, più vantaggiose per i mezzadri, sono applicate a Carpi.

Ravenna, nelle zone del ravennate ancora occupate alcuni riparti, rivendicati e attuati, risultano più elevati di quelli stabiliti dal CLN nelle zone della provincia già liberate.

San Martino in Rio (RE), il Comitato di difesa dei contadini elabora una proposta di modifica del patto fondata sulla divisione “al 65% al mezzadro e al 35% per il padrone, mentre le spese sono poste a carico del padrone per il 65% e al mezzadro per il 35%”. Questa proposta è fatta propria dal CLN che fissa inoltre una riduzione dell’affitto dei terreni.

Budrio (BO), una settantina di donne manifesta per ottenere un’assegnazione di olio. Il giorno successivo sono 300 le dimostranti che invadono il municipio ottenendo una distribuzione di olio e grassi.

Roma, il segretario generale delle ACLI comunica al consiglio di presidenza che la Dc ha affidato “alle Acli il compito di dirigere il movimento sindacale” assicurando “un sussidio di 250.000 lire mensili per la durata di 10 mesi”.

20 marzoMilano, su La nostra lotta, Luigi Longo scrive: “L’unità delle forze popolari vuol dire, in primo luogo, unità tra operai e contadini, unità d’azione del Partito comunista col Partito socialista e il Democratico cristiano che, nel loro insieme influenzano, organizzano e guidano la grande maggioranza delle masse lavoratrici delle città e delle campagne”.

San Giorgio di Piano (BO), in vista dei primissimi lavori primaverili nelle campagne, il Consiglio comunale delle Leghe – in accordo con il CLN – stabilisce un nuovo tariffario per i lavori agricoli e un listino di prezzi per la legna, le uova, il latte, il formaggio e la lana. Anche nei comuni di Medicina, Castelguelfo, Baricella, Minerbio, Budrio, San Pietro in Casale, Bentivoglio, Galliera, sono definiti nuovi tariffari per i lavori nelle campagne. A Molinella e Medicina i Comitati dei salariati raggiungono un accordo con i proprietari sul nuovo patto per i salariati boari.

21 marzoSalò, documento dei servizi segreti della RSI, in attuazione del Piano Graziani: è costi­tuito un gruppo coperto destinato ad operare anche dopo la fine della guerra. Si tratta di un rapporto inviato a Mussolini dal ministero dell’Interno con oggetto la “costituzione di centri di spionaggio e di operazioni”.
“A tale scopo il servizio poli­tico della Guardia nazio­nale re­pubblicana ha creato nel suo seno un organismo speciale che funziona già e la cui potenza sarà accresciuta. Per il momento questo servizio è composto da un ufficiale supe­riore (..) da 16 osservatori corrieri, da 18 agenti informatori per il territorio della RSI e da 43 agenti informatori per l’Italia in­vasa. Ognuno di essi vive sotto una falsa identità scelta in modo da non suscitare alcun sospetto”“Per perfezionare l’organizzazione – si legge an­cora nel documento – lavoriamo attualmente all’insediamento di un gruppo incaricato della fabbricazione di carte e documenti falsi e alla creazione a Padova di un ufficio commer­ciale che assicuri la copertura ai nostri agenti”. Venticinque anni dopo, Padova e il Veneto, saranno al centro della strategia della tensione e dei suoi complotti. Per quanto ri­guarda le coperture, il documento consiglia l’infiltrazione nel Partito comunista e nel CLN.
Già dall’ottobre 1944, Graziani aveva esposto il proprio piano. La notizia è conte­nuta in un rapporto dell’allora tenente Aldo Gamba, comandante del 1° squadrone autonomo della polizia militare segreta che ha operato a Brescia dopo la fine della guerra – fino al 1947 – alle dirette dipendenze del Field Security Service, una delle branche dei servizi statuni­tensi. Nel documento, custodito presso l’archivio centrale di Stato, si legge tra l’altro: (…) Il piano era (…) creare (…) forti posizioni fasciste entro le fila dell’antifascismo (…) prepa­rare ingenti quantitativi di armi e denaro e poi, dopo il crollo del fascismo (…) iscriversi in massa ai partiti antifascisti (…) sa­botare ogni opera di ricostruzione, diffondere il malcon­tento, fomentare moti insur­rezionali e preparare sotto qualsiasi insegna la resurrezione degli uomini e dei loro metodi fascisti”. L’ordine era di organizzare bande armate segrete e provocare di­sordini nelle manifestazioni popolari. Ma il fine ultimo era chiaro: “Non è ne­cessario vincere la guerra perché il fascismo e i fascisti possano, sia pure dietro altre ban­diere, salvarsi”.
Resta comunque difficile credere che questi piani abbiamo avuto applicazione au­tonoma. Graziani e Borghese, per esempio, furono salvati dai servizi segreti americani. Ciò che impressiona è la saldatura tra i propositi e i progetti di auto salvataggio dei fascisti e ciò che poi è realmente accaduto: il salvataggio prima, il riciclaggio in funzione anticomunista e la strumentalizza­zione degli individui e dei nuclei emersi dalla di­sintegrazione della repubblica di Salò, se­condo le esigenze della diplomazia se­greta americana.
L’esistenza e il funzionamento di questa struttura è stato confermato da una testimonianza raccolta direttamente dall’autore.

22 marzo: Il Cairo, firmati gli atti costitutivi della Lega araba formata da Egitto, Iraq, Transgiordania, Libano, Arabia Saudita e Siria.

Washington, il facente funzioni di Segretario di Stato, Joseph C. Grew, dopo essere stato informato dall’ambasciatore americano a Roma che l’Italia “non ha abbandonato le intenzioni di una politica petrolifera fortemente controllata dal governo”, telegrafa ad Alexander Kirk avvertendolo che “sarebbe motivo di considerevole preoccupazione” per il governo americano, qualora, “relativamente agli affari petroliferi, il governo italiano contemplasse, dopo la guerra, il proseguimento di politiche simili a quelle seguite durante i decenni precedenti”.

Roma, il governo approva la proroga dei contratti agrari e uno schema di decreto sul divieto di subaffitto dei fondi rustici.

Pistoia, la regia Procura spicca un mandato di cattura a carico di Licio Gelli, per il sequestro di Giuliano Bargiacchi, figlio di un collaboratore della resistenza.

Mordano (BO), un folto gruppo di donne reclama la distribuzione di generi alimentari tesserati e non erogati da diverso tempo.

San Giorgio di Piano (BO), 300 donne protestano in municipio chiedendo una distribuzione di generi alimentari.

22 – 25 marzoParigi, si svolge una conferenza del movimento federalista alla presenza di Altiero Spinelli, Albert Camus, Lewis Mumford, Emmanuel Mounier, George Orwell, André Philip.

23 marzoRimini, il sindacato dei Postelegrafonici chiede maggiore severità contro il mercato nero e contro i responsabili del rialzo dei prezzi per impedire che “il cosiddetto mercato nero si trasformi in mercato legale”. Analoghi provvedimenti sono chiesti dal sindacato degli infermieri e del personale ospedaliero.

San Martino in Rio (RE), mentre i partigiani bloccano gli accessi al paese, la popolazione devasta il municipio e la casa del fascio. Sono asportati documenti, vestiario e si distruggono i ruoli delle tasse.

Cravasco (Genova), SS e fascisti fucilano per rappresaglia 17 detenuti. Cinque partigiani detenuti e altri cinque partigiani che si trovano nell’infermeria dove erano stati ricoverati (ad uno era stata amputata una gamba) in seguito ad un fallito tentativo di liberare un compagno vengono prelevati dal carcere genovese di Marassi e portati nei pressi del cimitero di Cravasco per essere fucilati come rappresaglia per uno scontro a fuoco del giorno prima tra una decina di partigiani della Brigata “Balilla” e una pattuglia di militari tedeschi in cui morirono otto soldati tedeschi. Due di loro riusciranno a fuggire dal camion che li trasportava durante il viaggio grazie all’aiuto dei compagni, mentre un terzo, solo ferito al collo ma creduto morto, riuscirà a sopravvivere.

24 marzoRoma, Alcide De Gasperi scrive ad Alberto Tarchiani, ambasciatore italiano a Washington, perché faccia pressioni sul presidente Roosevelt affinché l’Italia sia invitata a partecipare alla conferenza di San Francisco per la fondazione delle Nazioni Unite.

Roma, riunione della direzione nazionale del Pci per esaminare la situazione romana alla luce degli ultimi avvenimenti (caso Rivabene, scandalo Salvarezza-Albano, fuga del generale Roatta). I verbali della riunione saranno poi fatti scomparire in epoca imprecisata.

Campagnola (RE), in serata i partigiani bloccano gli accessi al paese la popolazione si raduna in piazza dove i partigiani, alla presenza del commissario prefettizio, distribuiscono 1400 quintali di grano prelevati dall’ammasso e due quintali di lardo. Vengono inoltre distrutti documenti e le schede di conferimento agli ammassi e ai raduni del bestiame. Fucilata una spia dei fascisti.

26 marzoMolinella (BO), una sessantina di donne manifestano un municipio reclamando la distribuzione di generi razionati e la liberazione di due donne fermate nei giorni precedenti dalla Brigata Nera.

Roma, l’ammiraglio Ellery Stone, capo della Missione di controllo alleata, consegna al presidente del Consiglio Ivanoe Bonomi, il programma relativo alle importazioni essenziali.

Milano, Luigi Longo scrive a Palmiro Togliatti, riferendosi alla riunione del 12-13 marzo precedente: “Abbiamo discusso tra noi sulle opportunità e maturità di una immediata fusione col partito socialista (…) La fusione dell’insieme dei militanti non presenterà difficoltà (…) la fusione tra l’insieme dei quadri comunisti e l’insieme dei quadri socialisti non sarà cosa tanto semplice (…) Non sappiamo quale potrà essere il nome del nuovo partito. Crediamo che non potrà essere quello del nostro, non ci piacerebbe nemmeno fosse quello del partito socialista. Preferiremmo un nome che comprendesse i due: socialcomunista suona male, potrebbe essere Partito dell’unità socialista e comunista”.

27 marzo: l’Argentina dichiara guerra all’Asse. Nel 1970 Peron raccontò ad un giornalista argentino: (…) Molto prima che terminasse la guerra ci eravamo prepa­rati per il dopo. La Germania era sconfitta, questo lo sapevamo e i vincitori vole­vano sfruttare l’enorme sforzo tecnologico compiuto da quel paese. Non era possi­bile utilizzare i macchinari perché erano distrutti: l’unica strada possibile era servirsi degli uomini. Facemmo sapere ai tede­schi che avremmo dichiarato loro guerra per salvare migliaia di vite. Ci fu un interscambio di messaggi attraverso Salazar e Franco. La Spagna intuì immediatamente le nostre in­tenzioni e ci aiutò. Anche i te­deschi furono d’accordo. Dopo la guerra, quei tedeschi ci aiutarono a costruire nuove fabbriche e a migliorare quelle che già possedevamo (…) (Tomas Eloy Martinez “Peron y los nazis” in El Periodista de Buenos Aires, nn. 48 e 49 del 9 e 16 agosto 1985).

Roma, arrestato l’avvocato Bruno Cassinelli, ex confidente dell’Ovra.

Marina di Carrara, i tedeschi arrestano Antonio Marceglia, già ufficiale della X Mas, sbarcato da un sommergibile americano per prendere contatto con Junio Valerio Borghese.

28 marzoMilano, scioperi gli contro le requisizioni tedesche.

Corleone (Pa), uccisa la guardia campestre Angelo Comajanni che, il 2 agosto 1944, aveva collaborato all’arresto di Luciano Leggio, responsabile di un furto di covoni di grano. È il primo delitto di Leggio.

Sacca di Colorno (Parma), tre partigiani sono fucilati dalla polizia tedesca sulla riva del Po. Tra le vittime Gavino Cherchi e Ines Bedeschi del Comando unico militare nord-Emilia

29 marzoMilano, il CLNAI sancisce l’unificazione delle formazioni partigiane e nomina un comitato insurrezionale ristretto formato da Leo Valiani (Pd’A), Sandro Pertini (PSI) ed Emilio Sereni (PCI).

Clnai, Cvl e governo Bonomi si accordano per l’avvio di una vasta operazione insurrezionale concordata con il commando alleato. In questo quadro aumentano le stragi di civili lungo le strade della ritirata tedesca. In generale si tratta di rappresaglie immediate contro attacchi partigiani.

Le truppe sovietiche iniziano l’occupazione dell’Austria.

Il maggiore dell’Oss, William Suhling, invia un rapporto segreto per sconsigliare di adottare una linea repressiva contro le formazioni partigiane e i Cln: “Da qualche tempo è evidente che la politica del Quartiere generale alleato è motivata dall’esperienza britannica in Grecia, e che si teme una qualche forma di rivoluzione armata subito dopo la fine dei combattimenti (…) Ci viene riferito che la Commissione alleata di controllo negherebbe la sua approvazione ai comunisti nominati dal Cln ai posti di prefetto e di questore (…) Ogni tentativo di sconfessare la nomina di membri di uno specifico partito provocherebbe con tutta evidenza una reazione terribile (…) Sono assolutamente convinto – conclude Suhling –che la linea proposta dalla Commissione di controllo sia sbagliata e vi raccomando di farlo presente ai commissari americani”.

30 marzo: un promemoria del Quartiere generale alleato, in relazione al comportamento da mantenere con i militari della Rsi, afferma: “La decisione finale circa il trattamento da riservare ai prigionieri fascisti deve essere rimessa nelle mani del governo italiano. Questa scelta potrà ridurre al minimo le rappresaglie dei partigiani contro i prigionieri che sarebbero invece molto dure se noi volessimo trattarli come nostri prigionieri di guerra”

Reparti della «E. Muti» – oltre centocinquanta militi – vengono scaricati da una colonna di automezzi all’ingresso di Casalino (No). Insieme ai militi, ci sono anche  una decina di SS, guidate dall’interprete Borgonovo. 
I nazifascisti perquisiscono tutte le case del paese e fanno man bassa di tutto ciò che può essere loro utile e, prima di ogni altra cosa, di denaro e preziosi. In via S. Pietro si imbattono nei fratelli Giuseppina e Severino Comelli; purtroppo in una saccoccia di Severino viene scoperto un mazzetto di volantini che inneggiano alla prossima vittoria finale delle forze di liberazione. Severino Comelli, percosso selvaggiamente, confessa di avere ricevuto i volantini dal fratello che si trova in località Quarti, nei pressi di Cameriano. Severino è certamente all’oscuro del fatto che in quel momento a Quarti è in sosta una pattuglia della «Volante Loss» che, durante la notte ha trovato rifugio nei cascinali dei dintorni. La pattuglia della Loss è di corvè: ha il compito di racimolare viveri per il proprio reparto che si trova tra i vigneti di Briona. 
Gli otto garibaldini della «Volante Loss» vengono presi alla sprovvista: solo due riescono a fuggire, mentre gli altri cadono falciati dalle raffiche dei mitragliatori e dei mitra. Cade Ezio Roncaglione – studente diciottenne di Orfengo – cade il ventunenne Giovanni Poletti di Cressa e vicino a lui cade il diciottenne Francesco Lazzaroni di Dello (BS); qualche centinaio di metri più in là cadono il ventiduenne Domenico Gatta di Bovegno (BS) e residente in Vinzaglio, il diciottenne Francesco De Stefano, perito industriale di Reggio Calabria e residente a Casalino; ancor più lontano viene abbattuto il venticinquenne Giuseppe Manenti di Comenzano (BS) ma residente a Casalino. Infine anche il diciassettenne Severino Comelli trascinato fino a Quarti viene assassinato dai militi della «Muti».

Foggia, reduci e disoccupati assaltano il treno Bologna-Bari, scontrandosi con contrabbandieri e corsari neri. Un morto e 18 feriti sono i bilancio degli scontri

31 marzo: scarcerato a Roma il generale Giovanni Romagna, già consigliere nazionale del Pnf e luogotenente generale della Mvsn.

In una scheda dedicata a Palmiro Togliatti, la sezione R & A dell’Oss lo descrive come “un uomo riservato, imperscrutabile, affabilissimo, terrorizzante”.

Roma, don Luigi Sturzo, scrivendo a Giulio Rodinò, traccia una visione pessimistica dell’Europa sotto una egemonia sovietica.

Marzo: James Jesus Angleton viene nominato capo dell’X2 per l’intero territorio italiano.

Washington, il presidente americano Franklin D. Roosevelt nega ad Alcide De Gasperi l’autorizzazione a recarsi negli Stati Uniti per esporgli personalmente i problemi italiani.

Roma, il consiglio nazionale della Dc in una delle mozioni sulla “fondazione dello Stato democratico” non si sbilancia sulla politica internazionale limitandosi a richiedere “una politica estera veramente responsabile”.

Giangiacomo Feltrinelli s’iscrive al Pci.

AprileBerlino, le armate sovietiche arrivano alla periferia della città.

Trieste, i partigiani slavi di Tito occupano la città. Prima crisi aperta tra Est e Ovest al limite dello scontro armato.

L’OSS inizia ad organizzare il salvataggio dei nazisti e dei fascisti attraverso la via dei con­venti. Regista dell’operazione è monsignor Aloisius Hudal.

Reggio Emilia, alla vigilia della liberazione il Comitato d’agitazione sindacale invita i lavoratori a formare delegazioni per presentare alle direzioni aziendali la richiesta di due mesi anticipati di salario da scontarsi alla ripresa del lavoro. Gli operai della Lombardini ottengono quello che poi sarà chiamato “premio della liberazione”.

Canolo di Correggio (Reggio Emilia), alcuni civili applaudono un gruppo di tedeschi in fuga, scambiandoli per americani. Questi aprono il fuoco uccidendo 9 persone, che sono ricordate insieme ai caduti dell resistenza nel monumento inaugurato nel 1990 nella piazza del paese

Napoli, arrestata Celeste Di Porto, nota con il nomignolo di Pantera Nera. Giovanissima ebrea era stata una spia dei tedeschi, contribuendo all’arresto e alla deportazione di numerosi ebrei del ghetto romano, 26 dei quali furono fucilati alle Fosse Ardeatine
https://sites.google.com/site/sentileranechecantano/schede/antifascismo-e-lotta-di-liberazione/celeste-di-porto

2 aprileRoma, Italo De Feo annota nel suo diario: “Togliatti vuole che il partito curi i rapporti con le autorità ecclesiastiche. A tale scopo serve molto un compagno ben introdotto negli ambienti vaticani, Franco Rodano, che fa da intermediario fra il Pci e la Curia (per la verità molto bene), sebbene, dice Rodano, le difficoltà aumentino giorno per giorno, perché Pio XII è diffidente nei riguardi dei comunisti. Il Papa è però molto influenzato dai suoi consiglieri e perciò, secondo Rodano, occorre sapersi lavorare quelli che gli stanno attorno”.

3 aprileGenova, scioperano i lavoratori delle ferriere di Bruzzo e l’Oarn.

Ostuni (Brindisi), 200 reduci assaltano il Municipio e bastonano il sindaco.

Milano, il centro del Pci invia ai triumvirati insurrezionali indicazioni per l’insurrezione e per la fase successiva. Sull’epurazione, scrive che “non si tratta di fare vendetta (…), bisogna evitare che ancora una volta siano gli stracci ad andare per aria, il pericolo principale non è costituito dal vagabondo arruolatosi nelle bande nere, il pericolo principale è costituito da coloro che pagano e sostengono queste squadracce”. Insiste sulla necessità di fare propaganda fra i partigiani perché, alla fine, cerchino di entrare nel “nuovo esercito della nuova Italia”, e dispone che gli alleati siano accolti “con manifestazioni di giubilo”.

Budrio (BO), alcune centinaia di manifestanti, in prevalenza donne, protestano davanti al municipio e al comando tedesco chiedendo generi alimentari e permessi per la circolazione in bicicletta anche per coloro che non lavorano per i tedeschi. Con le stesse motivazioni si manifesta anche a Minerbio e Ozzano. In tutti e tre i paesi le manifestazioni si svolgono sotto la protezione di squadre di sappisti.

San Martino in Rio (RE), mentre i partigiani occupano il paese, un folto gruppo di donne occupa il consorzio agrario iniziando la distribuzione di grano e formaggio. Il paese resta, di fatto, sotto il controllo dei partigiani fino alla liberazione.

4 aprileBerna, la centrale dll’Oss in Svizzera trasmette a Washington la copia, tradotta, di una lettera inviata dal “capo del Partito socialista al nord” al “capo del partito a Roma” considerandolo subalterno al Partito comunista: (…) il tuo atteggiamento passivo mostra un complesso di inferiorità che porterà il nostro partito alla rovina. Dovrai rispondere di ciò a noi e alla classe operaia del paese (…) Il corriere sta partendo. Ho scritto queste righe in fretta dando spazio al mio animo turbato. Ma ciò che ho detto ha l’appoggio di tutti i compagni di qui. Non tradire la nostra causa. Ti chiediamo di difendere il partito, per il quale tanti nostri compagni sono caduti”.

Busto Arsizio Gallarate, iniziano agitazioni operaie che si protraggono fino al 12.

Reggio Emilia, riunione dei dirigenti comunisti che invitano a insistere sulla “necessità di agitare fra i contadini (mezzadri e fittavoli) la parola d’ordine della revisione dei patti colonici” sulla base di quanto si realizza altrove, segnalando “l’esperienza di Bologna come molto concreta e ricca di insegnamenti”.

5 aprile: inizia l’offensiva finale alleata sulla Linea gotica.

L’Oss riferisce in un suo rapporto l’affermazione fatta dal giornalista Corrado De Vita dell’Unità ad un suo compagno: (…) preferiamo insomma una Trieste slava nella sfera d’influenza sovietica a una Trieste italiana nella sfera anglosassone”. Il giornalista, amico di De Vita, riferisce all’Oss che “il Partito comunista ha avuto l’ordine di resistere nel governo Bonomi, ad ogni costo, allo scopo di evitare una guerra civile in cui esso avrebbe sicuramente la peggio”.

Granarolo Emilia (BO), un folto gruppo di donne, almeno 250, occupa il municipio chiedendo, nonostante l’intervento dei soldati tedeschi, migliori condizioni di vita. Lo stesso giorno a Molinella, 200 donne manifestano davanti al comando tedesco e alla casa del fascio chiedendo la liberazione di alcune donne fermate nei giorni precedenti, la libera circolazione in bicicletta e la concessione di generi alimentari. 

Roma, il ministro dell’Agricoltura, il comunista Fausto Gullo, emana il decreto n.157 sulla “Proroga dei contratti agrari” che permette ai contadini di opporsi alle disdette avanzate dai proprietari delle terre.

6 aprileKalusthal Zellerfed (Germania), fucilato Gianni Masi, esponente del Fronte della gioventù di Bologna.

Castelguelfo (Bo), 400 donne manifestano, invadendo il municipio, contro i continui rastrellamenti e invii al lavoro coatto per i tedeschi e chiedendo migliori condizioni alimentari. Nonostante la situazione di grande pericolo – il paese è nelle immediate retrovie del fronte, nelle case coloniche sono insediati dei tedeschi e le campagne sono continuamente rastrellate, le donne non si fanno intimorire ottengono la nomina di una Commissione per il controllo dei prezzi di tutti i generi alimentari

7 aprileWashington, Donald Bullard invia alla sezione R&A dell’Oss una nota informativa sui comunisti e la loro azione politica nell’Italia del nord: “I comunisti – scrive – hanno adottato la tattica di oscurare la loro forza, preferendo identificarsi con il popolo insorto nella sua globalità. In questo modo si presume che vogliano rafforzare l’immagine di partito unitario di massa e raccogliere le forze di tutti i movimenti antifascisti e anti nazisti. Torino è notoriamente il cuore del potere comunista clandestino. Milano, che era socialista, può diventare comunista sia che rimanga in vigore il patto d’azione socialcomunista, sia che si arrivi a una vera e propria fusione tra i due partiti della classe lavoratrice. In Liguria i comunisti sono imbattibili tra i lavoratori dei cantieri navali, del porto, delle miniere, i pescatori e i marinai. In Veneto e in Emilia, dove il seguito popolare del Partito comunista è esiguo, è ugualmente possibile un’egemonia rossa a causa delle buone prove date nella lotta partigiana dalle brigate Garibaldi. Si dice che molte delle cooperative agricole già socialiste del Veneto e dell’Emilia sono ora in mano ai comunisti”.

Bologna, i repubblichini fucilano in via del Borgo il partigiano Graziano Ercolessi, (nome di battaglia Grazia)

Imola, si suicida Alfredo Stignani (nome di battaglia Ignazio), 56 anni, iscritto al PCI dal 1921. Catturato dai fascisti, venne a lungo torturato nella Rocca di Imola, perché rivelasse i nomi dei suoi compagni di lotta. Sentendo di non poter più resistere al dolore, decise di uccidersi gettandosi dal torrione della Rocca. Mario Pasotti, che era in carcere con lui, ha scritto: «(…) pare che in un interrogatorio gli avessero detto: “Se vuoi la libertà eccola lì” e lui, disperato, si era gettato»

7 – 10 aprileRoma, secondo consiglio nazionale del Pci. Nel suo intervento, Palmiro Togliatti avverte: “Desidero mettervi in guardia contro le eccessive illusioni e dirvi che è necessario che da parte del nostro partito si reagisca energicamente ad ogni tendenza all’eccessivo ottimismo (…) Nessun affrettato e sconclusionato esperimento di socialismo dunque (…) i cittadini i quali si battono per la patria e la libertà non hanno bisogno di avere nessun colore. Essi non sono né verdi né bianchi, né rossi. Essi sono tricolori perché l’Italia è tricolore”. E ancora: “Guai compagni, se nella storia d’Italia dovesse aprirsi oggi questo abisso tra un Nord democratico antifascista e progressivo e un Centro-Sud nel quale stagnano posizioni che sono antidemocratiche e che sono in sostanza condizioni di pre fascismo. Noi dobbiamo impegnare tutte le nostre forze perché questo non avvenga: è questo il compito fondamentale che il nostro partito oggi si pone ed è per raggiungere questo compito che noi oggi dobbiamo lavorare realizzando la nostra politica di unità nazionale”Obiettivo principale del Pci – afferma Togliatti – è di “evitare che la liberazione del nord sia accompagnata da urti e conflitti i quali possono creare gravi malintesi tra il popolo e le forze alleate liberatrici” , impedire che gruppi di partigiani insoddisfatti dalla mancata rivoluzione si trasformino in “una specie di banditi in licenza i quali compiano atti di violenza per conto proprio”. E ancora “occorre lottare contro il settarismo che in determinate località si oppone in blocco a carabinieri, polizia ed esercito, perché tra loro vi sono reazionari, ma anche democratici. Vi mettiamo tutti in guardia contro queste volgari provocazioni”.

9 aprile: l’8° armata alleata sfonda il fronte lungo il fiume Senio, verso Lugo (Ra). Il giorno dopo il gruppo Cremona libera Alfonsine, aprendosi la strada verso Ravenna.

Flossemburg (Norimberga), impiccato l’ammiraglio Canaris, ex responsabile dei servizi segreti militari tedeschi e coinvolto nel fallito attentato ad Hitler.

Salò, in un memorandum, Alessandro Pavolini annota fra le altre cose, che “sarebbe opportuno inviare alla spicciolata una trentina di individui giovani, capaci e intelligenti in Svizzera per la creazione di una centrale fascista”, dotata anche di un considerevole fondo di valuta estera.

10 aprileMilano, Luigi Longo dirama le direttive del Pci per l’imminente insurrezione, sottolineando la necessità che “l’armata nazionale e il popolo si sollevino in un’unica lotta per la distruzione dei nazifascisti prima della venuta degli alleati (…) e invita ad attuare tutte le misure necessarie per l’insurrezione nelle regioni settentrionali.

Washington,  l’Oss informa il console americano a Palermo, Alfred T.Nester, che Vittorio Emanuele Orlando sta considerando seriamente l’offerta fattagli di diventare il capo del movimento repubblicano in Sicilia e conclude che “se si realizzasse una coalizione tra mafia e separatismo sotto la presidenza di Orlando, questo potrebbe rappresentare la salvezza dell’isola”. Contemporaneamente, però, un rapporto dell’OSS informa il governo di Washington che la mafia ha convinto Finocchiaro Aprile, capo del movimento separatista, a puntare sull’autonomia dell’Isola.

Washington, nel rapporto sullo “Sviluppo del comunismo in Italia” l’Oss esamina le condizioni finanziarie del Pci, rilevando che nel mese di dicembre del 1944 ha nelle sue casse oltre 20 milioni di lire pervenute attraverso canali non individuati.

Madrid, il generale Roatta si rifugia in Spagna, senza che il governo italiano e la magistratura facciano i passi dovuti per ottenerne l’estradizione.

Argenta (Ferrara), il CLN locale, dopo una trattativa fra i rappresentanti dei concedenti e dei compartecipanti approva l’applicazione di nuovi riparti che prevedono forti aumenti nelle percentuali a favore dei compartecipanti agricoli
Reparti dell’Esercito italiano liberano Fusignano (Ravenna)
https://istoricora.it/sites/default/images/downloads/paesaggio_guerra/Linea_Gotica_Fusignano.pdf
Alfonsine (Ravenna), il paese è liberato dal Gruppo di Combattimento Cremona del ricostituito Esercito Italiano
https://istoricora.it/sites/default/images/downloads/paesaggio_guerra/Linea_Gotica_Alfonsine.pdf
Con l’ingresso in paese del 1st Jaipur Infantry, un reparto dell’8th Indian DivisionLugo (Ravenna) è liberata

Sesto San Giovanni (Milano), entrano in sciopero gli operai delle fabbriche.

Roma, si ricostituisce il Consiglio di Amministrazione dell’Agip. Il presidente, Arnaldo Petretti, ex vice governatore dell’Africa italiana, propone di dare campo libero alle società petrolifere anglo-sassoni.

11 aprile: il generale Clark rivolge un appello via radio che annuncia la battaglia definitiva, ma al tempo stesso ammonisce i partigiani che “il momento dell’azione non è ancora giunto. Non fate il gioco del nemico agendo prima del tempo scelto per voi. Non sperperate la vostra forza”.
Reparti del II Corpo Polacco dell’VIII Armata Britannica liberano Solarolo (Ravenna)  
https://istoricora.it/sites/default/images/downloads/paesaggio_guerra/Linea_Gotica_Solarolo.pdf
e  Bagnara (Ravenna)
https://istoricora.it/sites/default/images/downloads/paesaggio_guerra/Linea_Gotica_Bagnara.pdf

Modena, le organizzazioni clandestine della Resistenza portano in piazza molte donne per rivendicare la distribuzione di alimenti e di buoni annonari per i generi di abbigliamento, per la liberazione di tutti i fermati e la fine dei rastrellamenti, per la dichiarazione di Modena città aperta e per l’allontanamento dei tedeschi e dei fascisti.

Minerbio (Bologna), trecento donne protestano in municipio chiedendo alimenti, poi assaltano negozi di tessuti distribuendo la stoffa alla popolazione.

San Giovanni in Persiceto (Bologna), alcune decine di donne protestano in municipio chiedendo generi di prima necessità.

Calderara di Reno (Bologna), un centinaio di donne protesta contro il commissario prefettizio chiedendo generi alimentari e l’abolizione della trattenuto del 10% del grano al momento della molitura.

12 aprileWashington, muore improvvisamente a 63 anni Franklin Delano Roosevelt, presidente degli Stati Uniti. Gli succede Harry Spencer Truman.

L’Oss annota e invia a Washington le dichiarazioni del boss Calogero Vizzini, secondo il quale “la Sicilia deve avere tranquillità nell’isola e per le strade. Qualcuno è già stato eliminato. Ma almeno altri cento devono cadere (…) Oggi la Sicilia deve tornare ad essere considerata la perla del Mediterraneo dagli americani”.

Carrara, in concomitanza con l’offensiva alleata, formazioni partigiane entrano a Carrara, sfilando per le vie della città.

Roma, il Tribunale militare proscioglie da ogni addebito il generale Negro, arrestato per le attività svolte durante il regime fascista.

Liberata Cotignola (Ravenna)
https://istoricora.it/sites/default/images/downloads/paesaggio_guerra/Linea_Gotica_Cotignola.pdf
Tra la fine del 1943 e la primavera 1945 la piccola città di Cotignola arroccata sugli argini del Senio accolse ed ospitò nelle proprie case fino a 41 ebrei provenienti da varie città italiane, in mezzo al turbine della guerra che alla fine l’avrebbe distrutta in misura impressionante (…)§
Continua in http://resistenzamappe.it/regione/pianura/cotignola_citta_dei_giusti

Castelbolognese (Ravenna), i fucilieri polacchi della Va Divisione Carpatica attraversano il fiume Senio nei pressi del fondo “Scaletta” e liberano il paese
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Imola (Bo), alcuni fascisti prelevano dal carcere 16 prigionieri politici. Dopo averli seviziati li gettano nel pozzo dello stabilimento Becca e lo fanno esplodere.

13 aprileVienna è conquistata dall’Armata Rossa. I sovietici, in poche settimane, occuperanno tutta l’Austria.

Roma, Togliatti scrive a Longo: “Il nuovo ordine del giorno del generale Clark (nuovo rinvio dell’iniziativa insurrezionale Ndr) è stato emanato senza l’accordo né del governo né nostro. Tale ordine del giorno non corrisponde agli interessi del popolo. E’ nostro vitale interesse che l’armata nazionale, il popolo si sollevino in un’unica lotta per la distruzione dei nazifascismi prima della venuta degli Alleati. Questo è indispensabile specialmente nelle grandi città come Milano, Torino, Genova ecc., che noi dobbiamo fare il possibile per liberare con le nostre forze ed epurare integralmente dai fascisti. Prendete tutte le misure necessarie per la rapida realizzazione di questa linea. Scegliete voi stessi il momento dell’insurrezione sulla base dello sviluppo generale della situazione sui fronti, del movimento del nemico e sulla base della situazione delle forze patriottiche”.

Dopo lo sfondamento del fronte sul fiume Santerno, sono liberate Massalombarda Mordano, il paese di Dino Grandi. All’ingresso di Bubano, frazione di Mordano, il comandante delle truppe polacche strappa con rabbia una bandiera rossa con falce e martello esposta con altre a un balcone in segno di benvenuto. Era stata confezionata con “tutto il suo cuore” da una partigiana locale
https://istoricora.it/sites/default/images/downloads/paesaggio_guerra/Linea_Gotica_MassaLombarda.pdf

Bologna
, la Camera del Lavoro, in un manifesto rivolto agli “operai, lavoratori, impiegati, tecnici, contadini, risaiole” li invita a “intensificare la preparazione dello sciopero generale insurrezionale e dell’insurrezione armata popolare”.

Bologna, i lavoratori della Calzoni scioperano mezz’ora chiedendo aumenti salariali e la distribuzione di generi alimentari.

Reggio Emilia, in tutta la provincia si hanno manifestazione di carattere pre insurrezionale. Quasi duemila persone, in prevalenza donne, si concentrano in città reclamando la distribuzione di generi alimentari, il rilascio dei prigionieri e un colloquio con il capo della provincia. Contemporaneamente il Fronte della Gioventù ha organizzato azioni in alcune scuole. Un aderente al Fronte, Marcello Bigliardi, è arrestato e ucciso.
Manifestazioni e azioni di protesta si svolgono a Bibbiano, Brescello, Campagnola, Campegine, Correggio, Montecchio, San Polo, Novellara, San Martino in Rio, Fabbrico e Rio Saliceto.

Imola, i nazisti uccidono Angela Mirri, nel podere Borghesa di Sotto in località Sellustra, per essersi rifiutata di consegnare un carretto.

14 aprileImola, dopo una cauta avanzata tra l’11 e il 14 aprile, le avanguardie della VIII e della V Armata sono alle porte di Imola. A seguito dello sfondamento delle linee difensive sui fiumi Senio e Santerno, l’esercito tedesco è  in rapida ritirata. I Gruppi di Combattimento italiani affiancano i soldati polacchi del 2° Corpo d’Armata, mentre gli americani della V Armata scendono dalla valle del Santerno. Nelle prime ore del pomeriggio gli ultimi tedeschi lasciano la città. Poco dopo i soldati polacchi della III Brigata della V Divisione Karpacka (Carpatica) entrano da Porta dei Servi. Il primo reparto raggiunge piazza Maggiore alle 17 e 15, accompagnato da alcuni gappisti. Ad accogliere gli Alleati liberatori vi sono partigiani delle SAP e rappresentanti del CLN, riconoscibili per una fascia bianca al braccio sinistro. Il 12 aprile le Brigate Nere e le SS in fuga hanno prelevato numerosi prigionieri dalle carceri della Rocca e ne hanno uccisi 16 dopo averli torturati. I loro corpi saranno ritrovati alcuni giorni dopo la liberazione in un pozzo dello Stabilimento ortofrutticolo Becca in via Vittorio Veneto.
Il giorno successivo, assieme ai comandi Alleati, entreranno a Imola anche i partigiani combattenti della 36a Brigata Garibaldi Bianconcini, protagonisti di numerose importanti battaglie sull’Appennino romagnolo.Durante la ritirata verso nord i tedeschi compiono una serie di violenze contro la popolazione: furti, saccheggi, dall’uccisione singola (anche per futili motivi), a stragi “dell’ultimo giorno”. Anche l’imolese fu duramente colpito:
Il giorno della liberazione di Imola militari tedeschi in ritirata si fermano al podere Ca’ Rosa e requisirono alcune galline. Quando Virginia Rivoli chiese di essere pagata per le galline, i tedeschi la uccisero.
Al podere Lazzara prelevano Massimo Villa, sfollato, e Adelmo Manaresi. Giunti alla frazione Casa Bettola i tedeschi aprono il fuoco e li uccidono.
Anna Folli e Giuseppina Verlicchi sono uccise all’interno di un rifugio in via Muraglione alla casa Colombarina di Ortodonico di Imola (BO). Altre tre persone presenti nel rifugio restarono ferite. Ugo Contoli è ucciso nel podere Gallona Nuova per essersi rifiutato di consegnare ai nazisti la sua ultima mucca. Nel podere Orfanella in localià Sellustra tedeschi in ritirata rubano delle mucche e uccidono Concetta Marocchi.
Nella canonica di Poggiolo, prelevano il parroco don Marco Pelliconi che nei mesi precedenti aveva cercato di opporsi alle requisizioni di viveri da parte dei nazisti e, dopo averlo derubato, lo uccidono nel vicino bosco Mambrini. Il corpo sarà ritrovato alcuni giorni dopo nel canile di villa Mambrini.
Alcuni tedeschi fermano Dante Cenesi sulla via Emilia all’altezza della Fornace, lo derubano e lo uccidono.

Appennino bolognese: inizia l’Operazione Craftsman: attacco alla Linea Gengis Kahn. Alle 9,45, dopo un tremendo bombardamento sulle posizioni nemiche, la V Armata, comandata dal gen. Truscott, attacca la 2a linea Gotica. Il IV Corpo occupa il terreno tra il litorale tirrenico e la statale n. 64 Porrettana: è composto dalla 92a Div. Fanteria USA, compreso il 442° Rgt Nisei (formato da soldati americani di origine giapponese, il reparto più decorato della seconda guerra mondiale), dalla FEB, Força Expedicionaria Brasileira, operante nella zona di Montese e Gaggio Montano, dalla 10a Div. USA Montagna, l’unica divisione alpina americana, formata soprattutto da atleti e appassionati escursionisti, dalla 1a Div. corazzata USA. Il II corpo, composto dalla 6a Div. sudafricana, da alcune divisioni di fanteria USA, tra cui la 88a Div. Blue Devils e dal Gruppo di Combattimento Legnano, opera tra il Reno e l’Idice. La XIV Armata tedesca, al comando del gen. Lemelsen, affronta gli alleati sulla Gotica con il II Corpo di Montagna, che comprende la 334a Divisione fanteria, la 94a e la 90a Panzer Grenadieren e anche bersaglieri della RSI; e con il XIV Corpo Corazzato, schierato da Monte Grande a sud di Castel San Pietro fino alla vallata del Reno, comandato dal gen. Frido von Sengen und Etterlin, che sarà anche il difensore di Bologna e il firmatario della resa tedesca. La riserva di fuoco degli Alleati è prevista per un mese. Vi sono razioni alimentari per 400.000 prigionieri. La V Armata ha la supremazia assoluta nel cielo con 4000 apparecchi contro 100. Sulla linea dell’Appennino vengono impiegati oltre 2.000 bombardieri pesanti, mentre piccole formazioni di caccia spazzano i centri abitati e le linee di comunicazione. Il “balzo in avanti” (The Jump Off) della V Armata investe Montese, Rocca di Roffeno, Cereglio, il monte Pero e Vergato, trovando forte resistenza da parte della 114a, 334a e 94a divisione tedesca. Intanto l’VIII Armata inglese del gen. Mc Creery, di cui fanno parte il II Corpo polacco e i Gruppi di combattimento italiani Friuli, Folgore e Cremona, attacca da est dal fronte del Senio, con il compito di completare la manovra a tenaglia mirante a tagliar fuori le armate tedesche a nord di Bologna.(Da https://www.storiaememoriadibologna.it/operazione-craftsman-attacco-alla-linea-gengis-kah-731-evento

I brasiliani della Forca Expeditionaria Brasileira (FEB) attaccano nella zona di Montese, in direzione della valle del Panaro e di Modena.I brasiliani della Forca Expeditionaria Brasileira (FEB) attaccano nella zona di Montese, in direzione della valle del Panaro e di Modena. Alle ore 18, dopo una violenta battaglia per le strade, Montese cade completamente nelle mani dei brasiliani, ma l’obiettivo della conquista delle quote circostanti rimane lontano. I tedeschi, pur ammettendo la perdita del paese, dichiarano che la linea difensiva è integra (…)
continua in  
https://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/bologna/1945/i_brasiliani_della_feb_conquistano_montese_a_caro_prezzo

Washington, un rapporto dell’Oss segnala che il delegato sovietico, Beliuk, mantiene i contatti con il Pci e distribuisce propaganda sovietica, investendo in questa attività 20 mila rubli provenienti dalla Odessa Bank.

Bologna, le federazioni del PCI e del PSIUP lanciano un proclama perché Bologna sia “liberata dai suoi figli”.

Bologna, dopo vent’anni dalla soppressione ad opera dei fascisti, esce La Squilla, giornale dei socialisti bolognesi.

Reggio Emilia, nella seconda decade del mese, gli operai della Lombardini chiedono un premio di 4.000 lire a testa. Dopo la trattativa, il proprietario accetta di pagare la quota che gli operai chiameranno “premio della liberazione”.

15 aprileVarese, riprendono agitazioni operaie.

Malalbergo 
(Bologna), alcune centinaia di lavoratori agricoli abbandonano il lavoro per manifestare contro la guerra.

Liberata Conselice (Ravenna). Giorgio Rocca è nominato sindaco della cittadina
https://istoricora.it/sites/default/images/downloads/paesaggio_guerra/Linea_Gotica_Conselice.pdf
A Conselice è stato realizzato il monumento alla stampa clandestina e alla libertà di stampa
https://www.articolo21.org/2019/04/25-aprile-la-pedalina-della-liberta/

In serata gli alleati raggiungono Vergato
(https://www.storiaememoriadibologna.it/resistenza/vergato-bo-180-luogo
Montese, nell’Appennino.

Fosdondo di Correggio (Reggio Emilia), una pattuglia partigiana sequestra un carico di armi a Gazzata. Mentre stanno tornando alla loro postazione si incrociano con un gruppo di fascisti che avevano partecipato ad un rastrellamento nei comuni di Fabbrico, Rio Saliceto e Campagnola, arrestando 25 uomini e uccidendone tre e all’arresto a Fosdondo di Ennio Bassoli (Musco) vicecomandante delle Sap locali. I partigiani attaccano la colonna dei fascisti e permettono al prigioniero di fuggire. Nello scontro a fuoco che ne consegue muoiono due partigiani e alcuni fascisti, mentre gli altri si rifugiano in chiesa. Nell’operazione di sganciamento muoiono altri due partigiani mentre Angiolino Morselli “Pippo” si sacrifica perché gli altri si mettano in salvo. Da Canolo arrivano i rinforzi sappisti che consentono di salvare le armi. Il bilancio della giornata è di cinque partigiani e due civili uccisi; i fascisti caduti sono una decina. La battaglia di Fosdondo viene unanimemente riconosciuta come il più importante fatto d’armi di tutta la resistenza nella pianura reggiana: occupa una intera giornata e vi partecipano circa 180 partigiani.

16 aprileMilano, sciopero contro la serrata alla Breda.

Gargnano (Bs), ultima riunione del governo della Rsi. Mussolini comunica di voler trasferire il governo a Milano.

Roma, inizia il processo a Umberto Salvarezza per i soli reati comuni, mentre viene posticipato a data da destinarsi quello per i reati politici. Questo secondo processo non sarà mai celebrato perché l’amnistia del giugno 1946 cancellerà i reati

Modena, è ricostituita la Camera del Lavoro. Alla riunione partecipano rappresentanti del CLN, comunisti, socialisti, cattolici, azionisti e anarco – sindacalisti. Si fissano immediatamente compiti e funzioni e si nomina una segreteria di tre elementi e una commissione esecutiva di dieci. E’ inoltre redatto un manifesto indirizzato ai lavoratori.

Bologna, i Gruppi di difesa della donna organizzano una manifestazione contro la guerra. Una partigiana parla alla folla in via Indipendenza. Anche a Modena le donne scendono in piazza.

Imola, due giorni dopo la liberazione si svolge la prima riunione della Camera del Lavoro. I locali sono ancora abitati da sfollati, tanto che il salone delle riunione è occupato da due famiglie di coloni di Castelbolognese. Il comitato esecutivo della Camera del Lavoro è così composto: Amedeo Darchini (PCI), Domenico Costa (PCI), Giovanni Ortolani (PSI), Aristide Borghi (PSI), Annibale Marocchi (DC), Aureliano Bassani (DC), Ludovico Vergendo (FAI), Aureliano Galassi (PdA).Il socialista Giulio Miceti è nominato sindaco della città https://www.storiaememoriadibologna.it/miceti-giulio-506509-persona

Castelguelfo (Bo) è liberato dagli alleati

17 aprile: liberata Medicina (Bologna) v. https://www.storiaememoriadibologna.it/medicina-96-luogo  Qualche giorno dopo, su designazione del CLN ed alla presenza del Governatore militare alleato, è nominata la Giunta comunale ed il sindaco nella persona di Marcello Bragaglia, il quale sarà sostituito da Orlando Argentesi al suo ritorno a Medicina, il 28 aprile successivo. 

Liberato Castel san Pietro (Bologna). Due giorni dopo il Cln locale nomina la giunta comunale e indica come sindaco Aldo Bacchilega  https://www.storiaememoriadibologna.it/castel-san-pietro-terme-bo-54-luogoNei mesi precedenti gli americani, che con il 1° e il 2° Battaglione del 349° Reggimento avevano conquistato le cime di Monte Cerere e di Monte Grande, sopra Montecalderaro, avevano dovuto difendersi dagli attacchi tedeschi che a più riprese avevano cercato di riconquistare il Monte Grande. Il centro urbano di Castello a pochi chilometri dall’avamposto americano si era trovato assai vicino alla linea del fronte. In quesi mesi l’esercito tedesco aveva trasformato il paese in un fortilizio, cinto di fossi anticarro e di casematte, avevano abbattuto diversi edifici periferici (tra i quali l’Ospedale civile, le terme e l’Ombrellificio Sassi) per aprire la visuale dei dintorni, e divelto gli alberi dei viali per farne delle travi e per riscaldamento. Ripresa in aprile l’offensiva degli Alleati, i tedeschi furono costretti a ritirarsi

Milano, il CLNAI approva un decreto con il quale si abrogano i Consigli di gestione creati dalla repubblica di Salò, lasciando in piedi le strutture dei Consigli operai, ma dando loro una connotazione democratica in attesa di una legislazione definitiva in materia. Dopo la Liberazione il decreto non otterrà l’autorizzazione delle autorità alleate. Nel novembre i partiti aderenti al CLNAI approveranno un documento in cui si sollecita “l’introduzione nelle imprese industriali di organismi che permetteranno ai lavoratori di partecipare più attivamente al processo produttivo dell’azienda”.

Messina, attentato incendiario contro la Camera del lavoro.

18 – 19 aprileTorino, antifascisti, protetti da partigiani delle Sap, sfilano per la città in corteo. La città è paralizzata dallo sciopero insurrezionale. Analoghe manifestazioni si ripetono ad Aosta, Cuneo, Novara ed Alessandria
Battaglia della Gaiana. Dopo la liberazione di Medicina le truppe dell’VIII Armata alleata raggiungono nella serata del 17 aprile le rive del torrente Gaiana, dove incontrano una forte resistenza.
La battaglia della Gaiana sarà riconosciuta come una delle più sanguinose tra quelle che precedono l’ingresso a Bologna. Un primo assalto dei Gurkha (i soldati Gurkha nepalesi e dell’India settentrionale Ndr.) è respinto il 18 aprile con numerose perdite. La notte seguente si assite a un tremendo bombardamento da entrambe le sponde del fiume. La carneficina dura fino alla serata del 19 aprile, quando, dopo numerosi attacchi e contrattacchi, il fronte è sfondato dalle truppe corazzate polacche.
Intanto, sulle colline di Castel San Pietro, gli abitati di Grizzano e Casalecchio dei Conti sono presidiati da circa 1200 paracadutisti tedeschi della 1a Divisione, i famosi “Diavoli Verdi”, decisi a battersi fino all’ultimo uomo. Qui pagano il loro tributo di sangue i soldati italiani, inquadrati nei reggimenti 87° e 88° del Gruppo di Combattimento Friuli e nel 183° Reggimento Paracadutisti Nembo del Gruppo di Combattimento Folgore.
Dopo una dura battaglia, gli italiani riescono a piegare gli indomabili avversari e a spianare la strada per la liberazione di Bologna (https://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/?)

18 aprile: sciopero generale pre insurrezionale. Seconda battaglia di Alba.

Mussolini arriva a Milano e, scortato dalle SS e da parte dei suoi ministri, si stabilisce nel palazzo della prefettura.

Milano, il Clnai lancia il proclama “Arrendersi o perire”, nel quale intima a tedeschi e fascisti la resa immediata ed incondizionata alle formazioni partigiane: ”Oggi, subito: arrendersi o perire! Che nessuno possa dire che, sull’orlo della tomba, non è stato avvertito e non gli è stata offerta un’estrema ed ultima via di salvezza”

Milano, un migliaio di donne organizzano un corteo che da piazza Castello si dirige verso la Prefettura. Giunte dietro il Duomo improvvisano un comizio volante ed è Stellina Lalla Vecchi (https://sites.google.com/site/sentileranechecantano/biografie/vecchi-stellina-detta-lalla) che, salita su una sedia impagliata, esprime a voce alta il pensiero di tutte: «vogliamo il pane, il carbone, il ritorno dei nostri uomini dai lager e, soprattutto, vogliamo la pace!».Ma da Via Rovello escono di corsa le camice nere della Muti e tra questi briganti e quelle donne che si sono rifugiate in un portone c’è un violento scambio verbale. Dicono i fascisti: «i vostri uomini, che mandano avanti voi donne, sono dei vigliacchi!». Le donne rispondono con un duro avvertimento: «vegnaran, sti tranquili che vegnaran!». E solo qualche giorno dopo vennero per davvero e fu la resa dei conti dell’insurrezione (episodio citato in Mirella Alloisio e Giuliana Beltrami, Volontarie della libertà)

Procida (Na), muore in carcere e in circostanze poco chiare, il generale Ettore Del Tetto, condannato il 23 dicembre 1944 a 20 anni di reclusione insieme a Riccardo Pentimalli per aver consegnato Napoli ai tedeschi.

Roma, arrestato, per disposizione dell’Alto commissario per le sanzioni contro il fascismo, il generale Federico Baistrocchi, ex sottosegretario alla Guerra

Liberate nel ferrarese  Argenta http://resistenzamappe.it/regione/pianura/argenta e Portomaggiore  
http://resistenzamappe.it/regione/pianura/portomaggiore

19 aprileRoma, l’ambasciatore Kirk illustra al Dipartimento di Stato il clima alla vigilia della libe­razione: “A Roma si pensa che un considerevole numero di truppe alleate (soprat­tutto statunitensi) debba restare in territorio italiano anche dopo la libera­zione, così come sarà quasi esclu­sivo compito americano l’assistenza economica dei primi tempi (…) Si discute molto sull’ipotesi di un’andata al potere dei comunisti in concomitanza con la liberazione defini­tiva del nord. Ma simile eventualità a me sembra remota visto il successo della tattica to­gliattiana di allargare la base e la forza del partito con metodi democratici. E’ invece im­probabile che l’unità, che il CLN è riuscito a mantenere nella lotta partigiana, sopravviva alla liberazione. Se anche così fosse, il comi­tato si trasformerebbe quasi sicuramente in una copertura di comodo per l’estrema sinistra. In questo caso non si può escludere che tra uno stato sostenuto da DC e PLI, da una parte, e popolo guidato da socialcomunisti dall’altro, si possa arrivare a scontri a livello locale o anche a una guerra ci­vile” (OSS 86500/4-1945).

Modena, si svolge una nuova consistente manifestazione. Oltre 500 donne reclamano davanti alla prefettura la distribuzione di viveri, vestiario, la liberazione dei patrioti arrestati e per la cessazione dei rastrellamenti e dell’invio da parte dei tedeschi dei rastrellati al lavoro coatto.

Gli alleati raggiungono il Po di Primaro e, a Sud, Sasso Marconi (https://www.storiaememoriadibologna.it/resistenza/sasso-marconi-bo-162-luogo) e Zola Predosa 
(https://www.storiaememoriadibologna.it/resistenza/zola-predosa-bo-186-luogo)
Di fatto gli alleati sono alle porte di Bologna.

20 aprile: le truppe alleate puntano verso la via Emilia, raggiungono Castello di Serravalle e, al tramonto, Bazzano. Verso est si muovono da Castel San Pietro, superano Ozzano 
(https://www.storiaememoriadibologna.it/resistenza/ozzano-dellemilia-bo-112-luogo) e si avvicinano a Bologna. I tedeschi abbandonano le postazioni a monte di Bologna, mentre un reparto alleato raggiunge Casalecchio di Reno (https://www.storiaememoriadibologna.it/resistenza/casalecchio-di-reno-bo-42-luogo). In serata i tedeschi lasciano Bologna, mentre il comando partigiano ordina l’attacco. Verso l’alba del 21 aprile, dopo aver liberato San Lazzaro di Savena (https://www.storiaememoriadibologna.it/resistenza/san-lazzaro-di-savena-bo-150-luogo), i soldati polacchi entrano in città accolti dalla folla esultante.

21 aprileBologna è libera. Il comunista Giuseppe Dozza, su indicazione del Cln, è il nuovo sindaco della città https://costituenti.900-er.it/giuseppe-dozza
Fotocronaca della liberazionehttps://www.cittadegliarchivi.it/mostrevirtuali/21-aprile-1945-bologna-e-libera
Poche ore prima dalla liberazione, i fascisti uccidono Sante Vincenzi e Giuseppe Bentivogli.

Bazzano (Bo), alleati e partigiani liberano l’intero territorio comunale. Il Cln locale designa sindaco Lelio Benetti. La gloriosa bandiera della sezione socialista, che nel 1904 era stata inaugurata da Andrea Costa e che durante il ventennio era stata amorevolmente nascosta da due militanti, torna a sventolare tra la folla in festa 
https://www.storiaememoriadibologna.it/resistenza/bazzano-bo-21-luogo
Castello di Serravalle il Cln indica come sindaco Nildo Vespi, ultimo sindaco eletto
https://www.storiaememoriadibologna.it/resistenza/castello-di-serravalle-bo-56-luogoSindaco della liberata Crespellano diventa Giuseppe Guizzardi
https://www.storiaememoriadibologna.it/resistenza/crespellano-bo-63-luogo
Calderara di Reno (Bo), il paese è liberato. Il Cln locale nomina sindaco Giuseppe Bassi. Comunista, era stato l’ultimo sindaco eletto prima del fascismo
https://www.storiaememoriadibologna.it/resistenza/calderara-di-reno-bo-34-luogo
Nella pianura bolognese i partigiani attaccano le colonne nemiche in fuga verso Modena e Ferrara. La stessa cosa avviene nel modenese dove i partigiani liberano Nonantola Ravarino.

In provincia di Reggio Emilia si combatte a Sant’Ilario d’Enza e a Puianello.

Mosca, stipulato un trattato di aiuto reciproco tra l’URSS e il governo provvisorio polacco.

22 aprile: liberata Modena. Sindaco è nominato il comunista Alfeo Corassori
https://costituenti.900-er.it/alfeo-corassori

Spilamberto (Modena), i tedeschi in ritirata non rinunciano alle violenze nei confronti della popolazione: nel cortile delle case popolari sono uccisi Emma Sala – raggiunta da una raffica mentre si trova nascosta in uno scantinato – e Adelmo Fiorenzi – uscito per cercare generi di prima necessità per il figlio appena nato. Poco dopo una nuova rappresaglia nel blocco residenziale contiguo viene sventata anche grazie all’intervento di una cittadina tedesca trasferita a Spilamberto, Rosalia Haas. Nel frattempo, alcuni militari germanici uccidono la staffetta partigiana Walter Collina e Dante Gibellini, nei pressi della chiesa del Carmine.

Carpi (Mo), alla vigilia della liberazione si svolge una manifestazione preparata da tempo. Centinaia di donne si radunano in piazza per ascoltare un comizio. I tedeschi provano a fermare l’oratore, ma l’intervento dei partigiani li mette in fuga. In serata le avanguardie alleate giungono in città.

Genova, uno sciopero generale esteso ai trasporti blocca la città, mentre 10 divisioni partigiane e le Sap sfilano per le strade cittadine. Nella notte, sono attaccati i presidi dei nazifascisti.

Liberata Castelmaggiore (Bo). Il Cln locale indica come sindaco Amedeo Servisi

Liberata Argelato (Bo). Sindaco della Liberazione è nominato il comunista Cesare Masina

Liberata Castel d’Argile. Sindaco è designato Renato Melega

Castenaso il Cln indica come sindaco Pietro Tosarelli, figura di spicco dell’antifascismo bolognese

Baricella (Bo), il paese è liberato. Il CLN locale nomina immediatamente la nuova giunta comunale e il nuovo sindaco, Luigi Bolognesi. Negli ultimi giorni erano ripresi i lavori nei campi e i Comitati d’agitazione avevano ottenuto nuove tariffe salariali per i braccianti e le mondine. Lo stesso giorno è liberata Bentivoglio, dove sindaco è nominato il socialista Roberto Mazza.ù

Budrio (Bo), il Cln locale designa sindaco Marcello Canova. Già condannato dal Tribunale speciale a 22 di carcere, era stato scarcerato solo nel novembre del 1944

Nel pomeriggio gli alleati liberano Crevalcore (Bo). Primo sindaco della liberazione è nominato il maestro Carmelo Manfrè, poi sostituito a fine aprile – su ordine dell’Amministrazione militare alleata – da Alessandro Panzetti
Nel ferrarese è liberata Codigoro  http://resistenzamappe.it/regione/costa/codigoro_piazza

23 aprileMilano, inizia lo sciopero ad oltranza dei ferrovieri, mentre i militi della polizia ferroviaria abbandonano il servizio.

Pechino, si apre il VII Congresso del Partito comunista cinese. Il Partito approva il nuovo statuto e conferma Mao Tse Tung presidente.

24 aprile: insorge Cuneo. La cruenta battaglia tra partigiani e nazifascisti terminerà il giorno 29.  Iniziano i combattimenti per la liberazione di Cuneo e Torino

Ferrara è libera. Il socialista Michele Tortora è nominato sindaco della città 
https://www.wikiwand.com/it/Michele_Tortora

Cremona Mantova, antifascisti e partigiani proclamano l’insurrezione liberando le due città.

Genova, antifascisti e partigiani occupano il palazzo comunale, la Questura, la Prefettura e le redazioni dei giornali. I tedeschi si accingono ad evacuare, ma vengono bloccati nel porto. Nel frattempo, gli operai dell’Ansaldo si impadroniscono dei carri armati tedeschi in costruzione. 
https://www.remocontro.it/2020/04/24/noi-che-a-genova-ci-liberammo-da-soli-il-giorno-prima/?fbclid=IwAR1XHnL–x4cKXWdf73NMBORhrVA8E0bgRKtutyco8DzuIAiTCeQLeYjlZQ

Dongo (CO), le Brigate Nere compiono ancora un feroce rastrellamento e uccidono 4 partigiani. Un quinto viene catturato e barbaramente trucidato. 

La sequenza cronologica degli avvenimenti si fa convulsa: i piani nazisti prevedevano un ripiegamento ordinato dei reparti verso il Brennero, dopo una sistematica distruzione di ponti, strade, viadotti, centrali elettriche e impianti industriali.

L’insurrezione popolare, chiudendo ai tedeschi ogni possibile via di fuga, accelera invece i tempi della resa totale.

Crollano, uno dopo l’altro, tutti i centri ancora occupati, e i nazifascisti sfogano il rancore e l’odio per la sconfitta in estremi atti di brutale violenza: nel corso degli ultimi avvenimenti i morti si contano a centinaia e spesso le inermi popolazioni sono ancora vittime di disperate e inutili rappresaglie come a Grugliasco, a Collegno e in diverse località del Friuli.

Si conclude così quell’insurrezione nazionale divampata sull’Appennino tosco-emiliano il 20 aprile e che, contemporaneamente all’avanzare degli alleati dalla Linea Gotica lungo la pianura verso il Po, pensava il paese non solo liberato, ma avviato verso una nuova fase di trasformazioni sociali, economiche e politiche

25 aprile: l’Italia è libera. Il CLNAI ordina l’insurrezione generale e assume pieni poteri civili e militari, mentre le truppe alleate completano l’occupazione della pianura Padana. Vengono istituiti comandi regionali e provinciali dei Cln, i tribunali di guerra e viene stabilita la pena di morte per i gerarchi fascisti. Si creano consigli di gestione delle aziende.

I tedeschi abbandonano Milano dove è proclamato lo sciopero generale. Nella sede arcivescovile, per iniziativa del cardinale Schuster, alcuni capi del Clnai (Cadorna, Lombardi, Marazza e Arpesani) incontrano Mussolini per chiedergli la resa incondizionata di tutti i fascisti e i militi della Rsi, concedendogli due ore per la risposta. In serata il duce fugge verso Como, si ferma a Menaggio da dove la mattina successiva ripartirà con la colonna di nazisti in fuga.

Milano, nominato presidente del Clnai Rodolfo Morandi.

Il Clnai emana un decreto che abolisce la legge sulla socializzazione delle imprese e conferma i consigli i gestione che, però, dovranno essere democraticamente rinnovati. Emana un altro decreto per l’istituzione a livello provinciale dei tribunali di guerra che saranno composti da un ufficiale designato dal Comando del Cvl, un magistrato designato dal Cln, un commissario di guerra indicato dal Comando piazza e due partigiani. Stabilisce inoltre la costituzione delle Corti di assise popolari che saranno composte da un presidente nominato dal Cln e da quattro giurati indicati dai partiti antifascisti tra i cittadini maggiorenni e alfabetizzati.

Genova, il generale tedesco Gunther Meinhold firma la resa del presidio germanico

Reggio Emilia, insorta da 24 ore, accoglie festante gli alleati. Il comunista Cesare Campioli è il nuovo sindaco della città  
https://www.istoreco.re.it/wp-content/uploads/2017/07/libri-cesare-campioli.pdf  https://www.wikiwand.com/it/Cesare_Campioli

Anche Parma, dove da 24 ore partigiani e popolazione sono insorti, accoglie in serata le avanguardie alleate. Contemporaneamente i partigiani parmensi agganciano i tedeschi in ritirata nella val di Taro impedendo loro di riversarsi in pianura. 17.000 tedeschi sono intrappolati nella sacca (Sacca di Fornovo), sono costretti ad arrendersi. Nei giorni successivi il democristiano Mario Bocchi sarà nominato sindaco di Parma  
http://www.parmatoday.it/attualita/mario-bocchi-il-primo-sindaco-di-parma-e-tornato-alla-luce.html

Nel piacentino si combatterà aspramente fino al giorno 28.

L’azione combinata di partigiani, lavoratori e tecnici ha permesso di salvare gli impianti dei servizi pubblici. Acquedotti e dighe, officine del gas, centrali elettriche e strutture dell’illuminazione sono salvate e possono continuare a funzionare. La stessa cosa è avvenuta per i servizi e le strutture ospedaliere, mentre gran parte del patrimonio industriale e agricolo (macchinari e attrezzature) è stato salvato grazie all’intervento diretto dei lavoratori che lo hanno sottratto – in accordo con i comandi partigiani e, spesso, con gli stessi proprietari – alle razzie dei tedeschi.

San Zeno di Cerea (Verona), i tedeschi in ritirata uccidono sei civili  
http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/SAN%20ZENO,%20CEREA,%2025.04.1945.pdf

Germania, incontro sul fiume Elba tra le armate alleate e reparti avanzati dell’Armata Rossa.

Roma, il governo Bonomi emana un decreto che vieta “al personale civile e militare della Ps di appartenere a partiti politici e ad associazioni sindacali”.

26 aprile: il prefetto di Milano nominato dal Clnai, Riccardo Lombardi, spicca un mandato di cattura contro Franco Marinotti ed altri grandi industriali.

Torino, la popolazione insorge insieme agli operai, che già presidiano in armi le fabbriche.

Liberata Alba

Narzole (Cuneo) la 34ª divisione tedesca Brandeburg, a cui si sono aggregati elementi sbandati della X MAS compie una strage di civili 
Per saperne di più http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/Narzole,%2026.04.1945.pdf

Imola, protesta spontanea di centinaia di lavoratori, radunati davanti alla Camera del Lavoro, contro il tentativo di asportare dalla città materiale indispensabile per ridare energia elettrica e permettere così la ripresa del lavoro nelle industrie locali. I manifestanti protestano anche contro alcuni abusi messi in atto da speculatori. Verso sera il Governatore alleato, giunto da Bologna, rassicura tutti che il materiale resterà a Imola.

27 aprileMusso, vicino a Dongo (Co), i partigiani individuano la colonna su cui si trova Mussolini che cerca di scappare in Svizzera travestito da tedesco. Catturato insieme ad altri gerarchi fascisti.

Padova, i fascisti firmano la resa.

Roma, a Forte Bravetta è fucilato l’interprete di via Tasso, Federico Scarpato.

Torino, i partigiani ottengono la resa del presidio di Cumiana e occupano i sobborghi della città. Si combatte duramente, ma il giorno dopo Torino è completamente libera (gli alleati arriveranno il 3 maggio).

Lo stesso giorno, prevenendo i piani di occupazione francese, le formazioni partigiane liberano Aosta.

Genova, ricostituita la nuova Camera del Lavoro con insediamento della commissione provvisoria di cui fa parte Giovanni Mariani, sindacalista, metallurgico. La Commissione invita i lavoratori all’adesione al sindacato, la risposta è forte e alla fine del 1945 gli iscritti ai metalmeccanici saranno 68.348 pari 55% dei tesserati dell’industria ed al 30% del totale

Sasso Marconi (Bo), 150 donne manifestano davanti al municipio contro la mancata distribuzione di generi alimentari e la totale mancanza di medicinali, alcol e cotone.

28 aprileDongo, a Giulino di Mezzegra Benito Mussolini, già condannato a morte dal CLN, è giustiziato. Insieme a lui è fucilata anche Claretta Petacci. Contemporaneamente sul lungolago di Dongo sono passati per le armi Alessandro Pavolini, Francesco Maria Barracu e gli altri componenti del governo della Rsi. Sono fucilati Ruggero Romano, ministro dei Lavori pubblici; Augusto Liverani, ministro delle Comunicazioni; Goffredo Coppola, presidente dell’Istituto di cultura fascista; Ernesto Daquanno, direttore dell’agenzia Stefani; Mario Nudi, presidente della Confederazione agricoltori; il prefetto Luigi Gatti; il capitano Pietro Calistri; il colonnello Vito Casalinuovo; Paolo Porta, ispettore federale del Pfr; Idreno Utimpergher, comandante della Brigata Nera; Nicola Bombacci. E’ fucilato anche Marcello Petacci, fratello di Claretta.

I corpi di Mussolini, della Petacci e dei gerarchi vengono pubblicamente esposti in piazzale Loreto a Milano e diventano oggetto della rabbia popolare. Nella stessa piazza i fascisti, qualche tempo prima, avevano esposto i corpi di 15 prigionieri politici fucilati.

All’alba insorge Venezia: i partigiani occupano gli edifici pubblici, mentre i tedeschi tengono la zona portuale e Mestre, dove si combatte ancora fino alla mattina successiva, quando la città è ormai completamente libera.

Vimercate (Milano), fucilato dopo un processo sommario Roberto Farinacci. A Milano è fucilato Achille Starace
Enrico Mattei, su proposta di Cesare Merzagora, consigliere economico del Clnai, è nominato commissario dell’Agip.

Venezia, il comandante di una brigata partigiana rilascia un tesserino di riconoscimento a Michelangelo Digilio, tenente della Guardia di Finanza che pur avendo prestato giuramento alla Repubblica Sociale Italiana ha fatto il doppio gioco in favore degli Alleati. Sul retro del tesserino una autorizzazione in lingua inglese certifica infatti che Digilio è impegnato nel Pwb (Psychological Warfare Board, Comitato di Guerra Psicologica). Subito dopo la conclusione della guerra Michelangelo Digilio entra a far parte di una struttura informativa statunitense, operante nel Veneto, con il nome di copertura Erodoto. La struttura derivante dallo sviluppo del Cic (Counter Intelligence Corp) dell’esercito americano. Michelangelo Digilio sarà poi sostituito dal figlio, Carlo.

Le ritorsioni dei tedeschi in ritirata, spesso appoggiati dai fascisti, lasciano una scia di sangue lungo l’arco alpino nord orientale in Veneto, Trentino, Friuli (da http://www.straginazifasciste.it/)


20 vittime a Villadose (Rovigo)  25 aprile 
http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/Villadose%2025-4-1945.pdf


12 vittime a Montorio (Verona) 26 aprile  
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=3340


9 vittime a Pressana (Verona)  26 aprile  
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=4487


29 vittime a Ferrazze di San Martino Bonalbergo (Verona)  
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=3330


21 vittime a Santa Giustina in Colle (Padova) 
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=3750


45 vittime civili a Saonara (Padova) il 28 aprile  
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=3769


74 vittime a PedescalaForni Settecà (Vicenza) 30 aprile – 2 maggio  
http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/Pedescala%20e%20Forni-Setteca%2030-04_02-05-1945.pdf


125 vittime tra Villa del Conte; San Giorgio in Bosco; San Martino di Lupari; Castello di Godego (Padova), 29 aprile 
http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/San%20Martino%20di%20Lupari%2029.4.1945.pdf 


9 vittime a Merano (Bolzano), 30 aprile
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=4708https://www.misteriditalia.it/altoadige/origini/Leccidiodel1945.pdf
Questo eccidio si lega, più in generale, alla questione altoatesina, anticipandone i contenuti più sanguinosi che caratterizzeranno buona parte degli anni ’50 e ’60. Per saperne di più e approfondire la conoscenza della cosiddetta questione altoatesina segnaliamo  http://www.misteriditalia.it/cn/?page_id=4301


Numero imprecisato Fosse del Natisone Cividale del Friuli (Udine), 1 maggio
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=2098


24 vittime a Ovaro (Udine)  2 maggio
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=295


51 vittime ad Avasinis di Trasaghis (Udine), 2 maggio 
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=5349https://blog.libero.it/2diMaj/13682478.html 


31vittime in Val di Fiemme(Trento)2 – 4 maggio  Ziano http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=4773


10 vittime a Trento 2 maggio 
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=4775


41 vittime a Bolzano 3 maggio  
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=4691


6 vittime a Taio di Trento 3 maggio
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=4691


9 vittime a Molina di Fiemme (Trento)  3 maggio  e altre 5 vittime il 4 maggio
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=4906 


7 vittime a Vigolo Vattaro (Trento)  4 maggio 
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=4771


7 vittime a Bressanone (Bolzano) 4 maggio
http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=4694

28 – 30 aprileGonars (Udine),  la zona di Gonars è interessata dal passaggio di reparti tedeschi in ritirata. Il 28 sono fucilati per rappresaglia a Ontagnano i partigiani Benito Cavedale e Pietro Palavicini, il 30 aprile, in contrada Ellero, stessa sorte tocca a Domenico Turchetti, Ottavio Pividor, Remo  Franco e Marino Bertossi . Sempre il giorno 30 trova la morte anche Arveno Marcuzzi, di Gonars, probabilmente durante uno scontro a fuoco

29 aprileMilano, le truppe alleate e i reparti regolari italiani entrano in città.

I partigiani occupano Cuneo.

Una colonna tedesca comandata dal generale Schlemmer, in ritirata dal cuneese, arrivata a Grugliasco, alla periferia di Torino, cattura un presidio partigiano: dopo ignobili torture, 59 partigiani e 7 civili sono fucilati.*
http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/Grugliasco,%2030.04.1945.pdf
http://anpigrugliasco.blogspot.com/p/eccidio-68-martiri.html

29 aprile: Caserta, nonostante i combattimenti continuino, al quartier generale alleato viene firmato l’armistizio per la resa totale delle truppe tedesche in Italia, alla presenza di delegati della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e di un osservatore dell’Unione Sovietica. Entrerà in vigore alle 14.00 del 2 maggio

Roccabianca (Parma), prima manifestazione sindacale dopo la liberazione di Parma. Nella frazione di  Fontanelle Aldo Gelati e Primo Taddei parlano davanti ad alcune centinaia di lavoratori.

Santhià (Vercelli), durante le trattative di resa del 75° Corpo d’Armate tedesco, un reparto di SS su informazioni di fascisti locali, preleva e uccide per vendetta 52 civili.

30 aprileMilano, il Clnai comunica l’avvenuta esecuzione della condanna a morte di Mussolini, “conclusione necessaria di una fase storica (…) premessa della rinascita e della ricostruzione”.
Le truppe sovietiche sferrano l’attacco decisivo a Berlino.

Berlino, Hitler si suicida, insieme ad Eva Braun, nel bunker della Cancelleria. Nel testamento nomina Martin Bormann suo successore. Contemporaneamente lo stesso Bormann sta trattando con l’OSS la messa in salvo di alcuni gerarchi nazisti (tra i quali anche Heinrich Muller) in cambio di un sommergibile carico di scienziati di materiali tecnologicamente innovativi.E’ il sommergibile “Unterseeboot 234 XB”. Il sommergibile partì da Amburgo verso il golfo di Biscaglia in Spagna dove era atteso da un’altra imbarcazione. Dopodiché continuò il viaggio verso gli Usa per arrendersi il 14 maggio alla nave Uss Sutton. Ecco l’elenco di parte delle 300 tonnellate del prezioso carico: 560 chili di uranio arricchito (ossido di uranio 235), 465 chili di atabrina (chinino sintetico), benzil cellulosa (utilizzabile come moderatore per un reattore nucleare), tre aerei Messerschmitt smontati, proiettili anticarro (i precursori degli attuali proiettili all’uranio impoverito) e altri prototipi di armamenti e progetti vari. Ufficialmente gli Usa non hanno mai confermato che l’uranio giunto dalla Germania nazista era arricchito, tuttavia in un documento di disciplina militare del 1995 firmato da McNair ed intitolato “Risposte radicali a regimi radicali”, si legge: (… ) il sommergibile da trasporto tedesco aveva 550 chili di uranio non specificato (…). Una richiesta di chiarificazione sulla reale natura dell’uranio, fatta da un giornalista della Cnn a metà degli anni Novanta, si è scontrata con l’opposizione del segreto per motivi di sicurezza nazionale. E va sottolineato un altro elemento: senza l’aiuto professor Schickle, che era tra gli scienziati a bordo del sommergibile, il suo contraltare americano nel progetto Manhattan, Louis Alvarez, non sarebbe riuscito a progettare in tempo l’innesco ad implosione per la bomba al plutonio di Nagasaki. Altri due scienziati, che erano a bordo del sommergibile, vennero riciclati all’interno dell’industrie Fairchild da cui uscirà negli anni cinquanta l’F-105 usato nella guerra del Vietnam. Si tratta degli ingegneri aeronautici August Bringewald, braccio destro dello stesso Willi Messerschmitt,e di Franz Ruf, che insieme avevano partecipato alla progettazione e costruzione del Messerschmitt 262 Schwalbe.

Belluno, i partigiani della VII Alpini, ottenuta la resa della guarnigione tedesca, entrano a Belluno. Liberata Schio. Le formazioni friulane liberano Udine, mentre i partigiani jugoslavi entrano a Trieste e istituiscono una loro amministrazione.

Forlì, dopo due infruttuosi incontri con le Associazioni agrarie per la chiusura dei conti colonici, la Camera del lavoro si appella al CLN affinché faccia sue “le richieste avanzate dai contadini e ne appoggi l’attuazione pratica”. Il giorno stesso il CLN provinciale autorizzava la Camera del Lavoro, a “comunicare ai lavoratori della terra che si consideravano accettate le proposte rivendicazioni di guerra da lunghi mesi avanzate”.

Imola, ricomincia funzionare la Lega dei braccianti. Toccherà poi alle Leghe dei Coloni, dei Muratori, dei Fornaciai e via via tutte le altre. Negli stessi giorni la Camera del Lavoro organizza la lotta al mercato nero e il controllo degli approvvigionamenti. Insieme al CLN viene organizzato in centro di vendita. Con il contributo dell’ECA (Ente comunale di assistenza) si creano laboratori (sartoria, lavorazione di vimini, ecc.) per combattere la disoccupazione. Altre iniziative sono organizzate per aiutare gli anziani, gli inabili e i nullatenenti. E’ lanciato il Prestito della ricostruzione, ma molti industriali si defilano. I lavoratori occupati, in collaborazione con la Cassa di Risparmio, sacrificano 2 giornate di lavoro al mese per finanziare soprattutto i laboratori che arrivano, ben presto, ad occupare 250 persone e a sviluppare altre iniziative.

Vito d’Asio (Pordenone), in frazione Casiacco nazisti del reparto cosacco uccidono i partigiani osovani Niva De Ponti e Lorenzo Artico

Pradamano (Udine), militi di una una colonna di nazisti in ritirata uccidono in località San Gottardo i partigiani Eliseo Modotto, 19 anni, operaio; Ennio Vidussi, 18 anni, operaio e Giovanni Zucco, 21 anni, tipografo

Pagnacco (Udine), SS in ritirata, probabilmente provenienti da Udine, uccidono un gran numero di persone nei paesi a nord del capoluogo friulano. Le uccisioni si devono ad atti arbitrari dei militari o alla liquidazioni di ostaggi rastrellati nei diversi paesi durante la ritirata. Nella sola giornata del 30 aprile 14 civili sono uccisi in diversi momenti e circostanze a Feletto Umberto (comune di Tavagnacco ), 4 persone sono assassinate sulla strada statale all’altezza del paese, 4 sono uccise nei pressi di Pagnacco.

Per saperne di più:  
http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/FELETTO%20UMBERTO,%20ADEGLIACCO,%20TAVAGNACCO%20E%20PAGNACCO,%2030.04.1945.pdf

Maggio: gli americani arrivano all’isola di Okinawa e la conquistano nel giro di un mese dopo una cruenta battaglia nella quale la loro flotta subisce le perdite maggiori di tutto il conflitto in seguito agli attacchi dei Kamikaze.

Roma, fondata la Lega delle Cooperative. Non aderisce la Democrazia Cristiana che parallelamente da vita alla Confederazione Cooperativa Italiana.

Taranto, manifestazioni di protesta contro il carovita. Le manifestazioni si estendono a tutta la Puglia e si protraggono per tutta l’estate. Originate dalle precarie condizioni di vita, le manifestazioni rischiano di assumere un carattere sanfedista per l’infiltrazione di provocatori pagati dagli agrari. Dopo una serie di gravi incidenti scoppiati ad Andria, Minervino Murge, Corato, i ministri Scoccimarro (PCI) e Barbareschi (PSI) si recano in Puglia. Intervenendo al Direttivo della CGIL (1 – 2 giugno) Massini riferisce che “a Roma non è avvenuto come a Taranto, perché la Camera del Lavoro ha contenuto il movimento di scontento, acuito dalla Liberazione del Nord, che i lavoratori aspettavano per migliorare le loro condizioni, le quali invece sono peggiorate: la disoccupazione è aumentata”.

1° maggio: tutta l’Italia è libera.

La resistenza è donna. Staffette, infermiere, dottoresse, vivandiere, sarte, combattenti, senza di loro forse non saremmo liberi. Eppure si fa ancora fatica ad ammetterlo…
www.collettiva.it/copertine/italia/2020/04/11/news/la_resistenza_e_donna-94977/

Pola, entrano in città le prime truppe dell’esercito jugoslavo rimanendovi per circa 43 giorni prima di essere allontanate dall’arrivo delle forze Alleate. Lo stesso giorno le truppe di Tito entrano a Trieste, dove si insedieranno per quaranta giorni. Le truppe occupano contemporaneamente anche Gorizia e l’intera valle dell’Isonzo, seguite il giorno successivo dalle truppe britanniche e neozelandesi. Le forze in campo non riescono però a determinare una linea di demarcazione precisa che determini le competenze dei due eserciti

Tieste, le armate titine entrano in città e ne rivendicano l’annessione alla Jugoslavia

Monfalcone, fanno il loro ingresso i primi reparti della divisione neozelandese del generale Freyberg.

Cividale del Friuli, insieme ai partigiani della brigata Osoppo, sfilano 400 militari della legione Cc.nn. “Tagliamento” che sulla divisa fascista hanno indossato il fazzoletto verde, simbolo della Osoppo.

Udine, ucciso dai partigiani, in circostanze mai chiarite il tenente Vinicio Lago, capo di una missione SOA.

Trasaghis (Udine), soldati di una colonna di tedeschi e cosacchi in ritirata uccidono tre persone nella piccola frazione di Alesso

Spilimbergo (Pordenone), i nazisti uccidono 5 persone

Tricesimo (Udine), un reparto tedesco in ritirata uccide, in località, Borgo Bello, cinque civili sospettati di simpatizzare per i partigiani

2 maggio: le truppe tedesche a Berlino si arrendono all’Armata Rossa.

Mentre la Germania depone le armi, in tutta Europa si intensificano colloqui e contatti non solo per discutere la situazione politica generale, ma anche per risolvere la questione urgente della smobilitazione dei partigiani, delle provvidenze predisposte a loro favore e del ruolo dei Cln, che dalla liberazione funzionano come organi di governo provvisorio.

Roma, il ministro del tesoro Soleri lancia il “prestito della liberazione”: con l’emissione di buoni del tesoro a scadenza quinquennale e ad un tasso del 5%. Si raccoglieranno 106 miliardi di lire. Concordata l’estensione del premio di liberazione per gli operai del nord, nonostante il blocco salariale convalidato dalla Amg. Seguono nei giorni successivi agitazioni in alcune fabbriche, fra le quali la Borletti, per la corresponsione del premio.

Gravina di Puglia (Bari), scontri fra la popolazione e polizia. Ucciso Vincenzo Lobaccaro, bracciante, omonimo di un ex confinato antifascista e scambiato per quest’ultimo.

Trieste è stotto l’occupazione degli inglesi e dei titini. Nasce il problema dell’amministrazione della città. Il CLN cittadino si schiera con gli inglesi emarginando i comunisti. Dalla Osoppo e con la collaborazione diretta dei servizi inglesi e Usa, nascono varie formazioni armate: III° Cor­po volontari della Libertà, Volontari per la difesa dei confini italiani, Gruppi tricolori­sti e l’Associazione Verdazzurra aderente al III° CVL. Della Verdazzurra i principali espo­nenti sono Ettore Romanut, Giambattista Carron, Piergiorgio Bressani.

Roma, la direzione nazionale della Democrazia cristiana si appella agli alleati perché la questione di Trieste sia affrontata nel corso delle trattative per la firma del Trattato di pace e non venga decisa prematuramente.

3 maggioMilano, il console generale americano, Coit McLean, informa l’ambasciatore americano a Roma, Kirk, che la situazione in città sta tornando alla normalità e “quanto alla situazione politica, essa si sta schiarendo. I socialisti che parlavano di rivoluzione hanno cambiato idea dopo il viaggio di Pietro Nenni a Londra: il leader del Psiup pensa di riuscire a controllare il governo di Roma e a collaborare con il prossimo governo laburista inglese. I comunisti sembrano più moderati dei socialisti. I democratici stanno crescendo, gli azionisti hanno buon seguito al nord, ma mancano di leader, i liberali non hanno né seguito né leader”.

Trieste,i tedeschi ancora asserragliati nel castello di S.Giusto, nel palazzo di Giustizia e 2700 uomini a villa Opicina, si arrendono ai neozelandesi. Le autorità jugoslave proclamano la legge marziale, impongono il coprifuoco dalle 15.00 alle 10.00, spostano l’ora legale su quella di Belgrado e richiamano alle armi i giovani che saranno poi inviati in Croazia.

Venzone (Udine), truppe tedesche probabilmente appartenenti a reparti di SS in ritirata, uccidono il parroco del paese, monsignor Faustino Lucardi e il sacrestano Antonio Pascolo

4 maggioPola, combattimenti fra reparti della Decima Mas e le truppe jugoslave, mentre i tedeschi si chiudono nelle aree fortificate in attesa di arrendersi agli alleati.

L’Unità pubblica un intervento di Pietro Secchia che, tra l’altro scrive: ”Oggi i fascisti cercano di nascondersi sotto il manto di altri movimenti politici (…) L’epurazione deve pertanto continuare, deve continuare con tutte le garanzie necessarie di scrupolosità e di giustizia, ma deve continuare. L’epurazione deve essere alla base della ricostruzione del paese (…) ne gli uomini che hanno sempre combattuto il fascismo, questi devono essere chiamati oggi ai posti di responsabilità”.

5 maggio: i rappresentanti del Clnai arrivano a Roma per incontrare Bonomi. Le richieste del Clnai per la formazione del nuovo governo, delineate precedentemente a Milano, si possono riassumere in cinque punti:
1. epurazione estesa dal campo politico a quello economico;
2. chiarificazione, in senso democratico, dei rapporti fra i prefetti e i comitati di liberazione regionali e provinciali;
3. impostazione di un’opera di ricostruzione economica sopportata, naturalmente, dall’insieme della popolazione del paese ma, in modo particolare, da coloro che hanno tratto maggiori benefici economici da dieci anni di politica autarchica, nonché dalla collaborazione coi fascisti e coi tedeschi;
4. impostazione in linea di principio – salvo la diversità dei vari punti di vista che dovranno essere armonizzati attraverso la discussione – del problema della riforma agraria;
5. politica estera che rifugga da ogni nazionalismo non solo fascista ma anche prefascista e che significhi collaborazione democratica con tutti i paesi.

Milano, raggiunto l’accordo fra industriali e rappresentanti della Camera del lavoro sulla distribuzione del premio della Liberazione e sul mantenimento del posto di lavoro per quanti hanno un regolare contratto.

Trieste, una manifestazione spontanea per la italianità della città da parte della popolazione è repressa con le armi da parte delle truppe titine, che uccidono 5 cittadini e ne feriscono oltre 30.

Il colonnello W. E. Jeffries, nel rapporto sulla visita compiuta da ufficiali alleati nel Nord Italia nel periodo 26 aprile – 4 maggio 1945, inviato al Psychological Warfare Branch, scrive che a Milano, il 1° maggio, “le strade sono piene di partigiani con il berretto e il fazzoletto rossi, sia maschi che femmine e ci sono numerose manifestazioni di piazza”, e fa riferimento alla “fossa comune nella quale sono stati sepolti i corpi di Mussolini e dei suoi ministri, fossa situata vicina ad un’altra nella quale ci sono i corpi di soldati tedeschi”; e ancora che “durante la notte ho sentito una certa quantità di spari spasmodici nelle strade. Si tratta di combattimenti con gli ultimi fascisti in armi, che vengono subito fucilati”. Il 2 maggio, da Torino, scrive: “I partigiani sono entrati in città il 26 e hanno iniziato a sterminare i fascisti. Si sa che hanno ucciso circa tremila persone. Il giorno in cui sono arrivati sono stati giustiziati 15 franchi tiratori tedeschi e la mattina seguente un certo numero di brigatisti neri, responsabili di aver causato la morte di 40 donne, sono stati portati in giro per la città su un autocarro con cartello al collo prima dell’esecuzione”. Il 3 maggio, da Savona, scrive che “circa 150 persone sono state uccise un giorno o due fa” mentre e Genova rileva “che vi sono oltre mille fascisti nel carcere locale in attesa di esecuzione”.

Il Tribunale militare di Roma condanna a morte Franco Sabelli e Armando Testorio, indicati come degli aguzzini che si occupavano degli interrogatori nel carcere tedesco di via Tasso. Ad Aristide Balestra sono invece inflitti 20 anni di reclusione. La sentenza capitale per i primi due sarà regolarmente eseguita.

Roma, al capo della polizia arriva una nota del Counter intelligence Corps (CIC) americano, nella quale si informa che 5 logge massoniche del gruppo Maiocco-Cancellieri sono passate al gruppo Cipollone-Lay-Guastalla. Secondo il Cic, inoltre, Umberto Cipollone era in possesso di una lettera con la quale Maiocco ringraziava Umberto Salvarezza per una “munifica offerta” fatta alla massoneria per la creazione del “tempio di via Fornovo” e gli assicurava di averlo introdotto nella Loggia segreta Propaganda. Nella stessa nota, gli americani affermano che l’ingegner Virgilio Panella raccontava di essere stato incaricato da Maiocco di parlare con il generale Infante, aiutante di campo del Re, per indurre Umberto di Savoia a far “scindere dal processo Salvarezza quanto vi poteva essere di politico e di compromettente per la massoneria, fra cui le carte del Maiocco. Vengono molto criticati dal gruppo Cipollone i rapporti che il Maiocco avrebbe con S.E. Bonomi”.

Roma, Padre Lombardi su Civiltà cattolica, ribatte alle accuse di discriminazione anticomunista lanciata contro le gerarchie ecclesiastiche da Palmiro Togliatti in un comizio tenuto il 7 aprile. La riposta di padre Lombardi sarà, poi, stampata in migliaia di copie e distribuita a cura delle associazioni cattoliche e affissa sulle porte delle chiese.

Roma, Raffaele Cadorna, ex comandante del Cvl, nominato capo di SM dell’esercito, invia a Luigi Longo un telegramma per sollecitare l’appoggio suo e del Pci nella ricostruzione delle forze armate.

Trieste, un rapporto sloveno rileva che fra i soldati dell’armata jugoslava “alcuni dimenticano i loro doveri militari e dal momento che sono in possesso di armi, credono di essere poliziotti e di dover arrestare la gente. Ci sono stati già molti casi di arresti incontrollati e arbitrari. Non voglio dire che sono stati arrestati degli innocenti, ma questo non è un procedimento adeguato, per questo sottolineo che è urgentemente necessario che nelle caserme ci sia ordine e disciplina”.

Cavazzo Carnico (Udine), alcuni miliari appartenenti ad un reparto tedesco in ritirata transitarono attraverso le Valle del Lago e, nei pressi del paesi di Cavazzo, compirono violenze sulla popolazione; i soldati sequestrarono e quindi uccisero due donne e due uomini nelle vicinanze del lago. I responsabili delle violenze con buona probabilità appartenevano al I° battaglione dalla Kartsjager-Divisione der SS proveniente da Avasinis (dove pochi giorni prima aveva compiuto una strage, v. riquadro 28 aprile) ed era diretto a Tolmezzo e da qui, attraverso Paularo, verso l’Austria

6 maggio: sciolto il Corpo volontari della libertà. A Milano centinaia di partigiani, armati e in uniforme, sfilano per le vie della città tra gli applausi della folla

Roma, l’Osservatore Romano pubblica una breve nota sulla questione della Sinistra Cristiana: ”Alla domanda da più parti rivoltaci se cioè con la nota apparsa sul nostro giornale il 2 gennaio 1945 la posizione della così detta Sinistra Cristiana nei riguardi della Chiesa sia di fatto modificata, siamo in grado di dichiarare che la detta nota resta tuttora in vigore”.

Pola, le truppe jugoslave entrano in città dopo avere vinto la resistenza dei reparti della Decima, i cui pochi superstiti saranno fatti prigionieri. Radio Belgrado, dopo che le armate jugoslave hanno raggiunto l’Isonzo, afferma che sono così “segnate le nuove frontiere occidentali della Jugoslavia”

7 maggioReims, la Germania firma la resa. Il giorno successivo Truman, Churchill e Stalin annunciano la fine della guerra in Europa. La Germania viene divisa in quattro zone territoriali e affidate all’amministrazione militare statunitense, inglese, francese e sovietica. La ratifica della resa della Germania segna la fine della seconda guerra mondiale in Europa.

In Italia, alla fine del conflitto, il reddito medio pro-capite è inferiore a quello del 1861. Rispetto all’anteguerra la produzione industriale è ridotta al 25 percento, nel nord gli stabilimenti industriali sono distrutti per il 20 percento, nel sud per il 90 percento. La produzione agricola è scesa al 63 percento rispetto al 1938, cioè al livello del 1890. Tuttavia l’Italia è ancora un paese preminentemente agricolo: i prodotti dei campi costituiscono il 58 per cento dell’intero prodotto interno lordo, contro il solo 22 percento dell’industria e il 20 percento del terziario. Anche il settore dei trasporti esce distrutto dal conflitto: sono stati cancellati il 25 percento delle linee ferroviarie e il 90 percento della marina mercantile.

Roma, il presidente del Consiglio Ivanoe Bonomi s’incontra al Viminale con i rappresentanti dei partiti che compongono la coalizione dei governo per riferire sull’incontro avuto con i delegati del Clnai. Al termine della riunione, alla quale partecipano De Gasperi, Soleri, Ruini e Togliatti, quest’ultimo smentisce con i giornalisti le voci sulle sue dimissioni dal governo.

Roma, riunione congiunta fra i rappresentanti del Clnai e i componenti del Ccln. Leo Valiani afferma: “Il periodo di transizione è finito con l’insurrezione del Nord. Ringraziamo Bonomi perché ha fatto qualcosa, ma il suo periodo è finito. Ora si deve ricostituire lo Stato in maniera tale che non si torni al ‘21-22 (…) Altrimenti avremo una guerra civile più sanguinosa di quella di allora. Unica soluzione: la ricostruzione profonda e radicale attraverso la unità dei partiti nel Cln. E’ necessaria anche qui quell’audacia avuta dal Cln del Nord per avere un’Italia totalmente diversa da quella che precedette il fascismo. Se non riusciamo ora a risolvere questo problema, vorrà dire che siamo incapaci di affrontarlo e risolverlo”.

Gian Carlo Pajetta scrive sull’Unità: “L’Italia ha da essere una, ma libera, tutta democratica e progressiva. Il governo Bonomi non ha soddisfatto fino ad ora le esigenze del popolo italiano, non ha tagliato le radici del fascismo”

8 maggioAlgeria, esplode la rivolta di Setif contro la dominazione francese. I partiti comunisti francese ed algerino condannano gli insorti e sostengono la repressione organizzata dal governo di Parigi.Berlino, il feldmaresciallo Keitel firma la resa con le truppe sovietiche.

Zagabria, le truppe jugoslave entrano in città

Roma, la direzione nazionale della Democrazia cristiana approva un ordine del giorno nel quale chiede un nuovo governo in grado di ristabilire l’ordine e il pieno rispetto della legge, un governo “forte e stabile, espressione della concorde volontà di tutte le forze democratiche”.

Bolzano, nasce la Südtiroler Volkspartei (Svp, Partito popolare sudtirolese). Presidente è eletto il commerciante Erich Amonn. Il programma è articolato su tre principi: “Affermare, dopo 25 anni di oppressione da parte del fascismo e del nazionalsocialismo, i diritti culturali, linguistici ed economici dei sudtirolesi sulla base delle fondamentali leggi della democrazia. Contribuire alla tranquillità e all’ordine del paese. Autorizzare i suoi rappresentanti, con esclusione d’ogni mezzo illegale, a prospettare agli alleati la richiesta del popolo sudtirolese di esercitare il dirittto di autodecisione”(Friedl Volgger, Sudtirolo al bivio, Bolzano 1985, pag. 161).

Roma, Pietro Secchia parlando alla radio, riafferma la necessità dell’unità delle forze lavoratrici cattoliche e comuniste.

Milano, il capitano dei carabinieri Giuseppe Polosa incontra Corrado Bonfantini e Sandro Faini, esponenti del Psi, per informarli che James Angleton, ufficiale Oss, e Carlo Resio, capitano di fregata in servizio al Sis Marina, chiedono di incontrare il principe Borghese da loro ospitato. Bonfantini informa subito Borghese.

Milano, il tenente colonnello Umberto Piccini incontra il generale Faldella che lo incarica di rassicurare il generale Gambara che può contare sulla sua testimonianza “in qualunque sede, dei propositi che avevano guidato la sua adesione alla Rsi”.

Nord Italia, gli alleati vietano la pubblicazione di giornali, riviste, libri, circolari, opuscoli senza permesso; di tenere riunioni ed assemblee; sulla stampa prosegue la censura militare con il controllo sulla carta, l’inchiostro e le tipografie; si ribadisce che il governo alleato può fissare prezzi e paghe nel “territorio occupato” e qualsiasi ufficiale alleato può sciogliere una riunione di cittadini italiani anche se regolarmente autorizzata.

Bologna, scompare per mano di un gruppo di sconosciuti, Edoardo Waber, titolare dell’omonima industria di carburatori.

9 maggioRoma, Cesare Merzagora, pur dichiarandosi d’accordo con “la più severa ed inflessibile epurazione”, sottolinea che “il Paese ha bisogno in ogni settore, specialmente in quello della produzione, di capi onesti, seri, competenti, sissignori competenti e di lavoratori che pensino soprattutto a tornare al lavoro in una atmosfera di serena e giusta collaborazione (…).

Roma, durante una riunione del Consiglio dei ministri, Giovanni Gronchi invita il governo a dimettersi nel caso che gli alleati non ascoltino la richiesta di decidere la sorte di Trieste nell’ambito di trattative multilaterali, abbandonandola in mano jugoslava.

Trieste, il generale Dusan Kveder, comandante delle forze jugoslave, in un pubblico discorso dal balcone del Municipio, annuncia ad una folla plaudente: “Trieste è stata liberata dall’esercito jugoslavo ed è nostra intenzione di unirla, insieme a Pola e a Fiume, allo Stato jugoslavo”.

Nasce a Pola, in seguito a una riunione del Comitato cittadino polesano, il CLN, organo  rappresentativo delle forze filo italiane della città

Bomporto (Modena), 7 fascisti sono uccisi nel corso di un trasferimento perché, secondo la versione ufficiale, avevano tentato di fuggire.

10 maggioRoma, Pietro Nenni richiede per il Partito socialista la direzione del governo, esponendo un programma politico moderato.

Il presidente del gruppo sloveno Boris Kidric scrive al suo delegato nelle Venezie Giulie, Boris Kraigher: “Oggi ho saputo che l’Ozna (la polizia segreta jugoslava Ndr) si rifiuta di capire la situazione e continua gli arresti in massa, soprattutto fra gli italiani di Gorizia. Affrettati a spiegare loro la situazione politica. Oggi stesso parlerò ancora una volta con Matija (Ivan Macek, capo dell’Ozna Ndr). Dobbiamo renderci conto che tali errori ci apportano per il momento il danno maggiore, rappresentano il pericolo più grande che può compromettere tutto”.

Parma, tipografi e cartai ricostituiscono la Federazione del libro. Successivamente si riformano le leghe di resistenza dei braccianti e degli spesati agricoli. Entro la fine del mese si riuniscono i lavoratori del commercio, gli operai dipendenti comunali, i lavoratori del legno e gli edili. Il primo giugno si riforma la struttura organizzativa dei metalmeccanici. Solo in luglio, invece, si svolge la prima riunione provinciale della Federterra.

11 maggioMilano, il principe Valerio Borghese è sottratto alla cattura da James Angleton, ufficiale dei servizi americani, con la collaborazione del capitano della marina italiana Carlo Resio. E’ condotto a Roma vestito da ufficiale americano.

“Il 12 dicembre scorso (1998 ndr) per decisione del presidente Clinton, l’amministrazione federale Usa ha declassificato 43 milioni di pagine di documenti del go­verno (..) Metà circa di questi do­cumenti riguardano gli anni della seconda guerra mon­diale (..) Uno dei microfilm più affascinanti affiorati a un primo esame delle carte riguar­danti l’Italia, è lo R-343-C, ca­talogato al Washington National Record Center sotto il titolo DECIMA flot­tiglia Mas – Stay Behind Organization. Documenta la nascita e le prime fasi di crescita di Gladio. Il particolare più interessante spiega anche per­ché que­sta operazione (..) in Ita­lia fu chiamata Gladio (..) La ragione e .semplicissima: il gladio era l’insegna della DECIMA Mas (..) guidata dal principe Borghese e il primo nucleo di gladiatori venne tratto, dopo imme­diata­mente la caduta del fascismo, da una formazione clandestina creata dalla DECIMA Mas per aiutare i fascisti fino all‘ultima ora o a rein­serirsi nella vita del Paese o a condurre eventuali azioni armate clandestine anti­comuniste. La motivazione di questa scelta, in mesi in cui i fascisti veni­vano processati, epurati e, qual­che volta, anche giustiziati, è esplicita: si tratta di elementi di sicura fede anticomunista e ottimamente addestrati in azioni di guerriglia o sabotaggio. Una volta che gli eserciti alleati avessero lasciato l’Italia, come si prevedeva prima o poi avrebbero fatto, il compito di opporsi clandesti­namente con tutti i mezzi da un’eventuale prevalenza politica dei comunisti (che già nell’Italia liberata facevano parte del go­verno) sarebbe toccata ai gladiatori”. In realtà lo stemma della DECIMA Mas era costituito da una X chiusa in alto e in basso, a formare due triangoli contrapposti, sovrastata da un teschio con una rosa in bocca. Tutti simboli massonici, come massone era Borghese. Il gladio era in generale il simbolo di Salò. Era anche, per esempio, il simbolo del Reggi­mento Alpini Tagliamento che, negli, ultimi giorni di guerra, dopo essersi arreso agli oso­vani, venne incorporato nella Osoppo (va detto anche che il Gladio era il simbolo del presidio di Ravosa (Friuli), esempio di collaborazione tra partigiani osovani e fascisti per il mantenimento dell’ordine pubblico ndr). Nell’immediato dopo­guerra a favore del comandante del Tagliamento, Ermacora Zuliani, intervenne il ve­scovo di Udine Giuseppe Nogara. D’altra parte monsignor Nogara si era dato molto da fare per favo­rire i contatti tra il comando della Osoppo e i tedeschi. In particolare i suoi re­ferenti erano il maggiore Alvensleben, comandante delle SS e il capitano Schmidtke, re­sponsabile del SD. A guerra terminata monsignor Nogara si impegna per favorire la per­manenza degli alleati in Friuli. L’8 luglio del ‘45 scrive a monsignor Montini, suo abituale referente in Vaticano: “Giorni orsono per­sona competente mi parlava dell‘intenzione del governo militare alleato (..) di lasciare il governo della provincia di Udine alle autorità ita­liane, ces­sando (..) ogni controllo. Ora ciò desta forti preoccupazioni sugli uomini dell‘ordine, preoccupazione che poi seppi condivisa sia dal governatore inglese che dal comandante del Corpo d‘Armata, col quale io stessi mi in­trattenni. Ho pregato il mio in­formatore di stendere degli appunti e lo ha fatto. Io li trasmetto a V. E. Rev.ma perché nella prudenza veda se sia il caso di richiamare su di ciò l’attenzione degli alleati. Ciò che qui si teme è la prevalenza dei comunisti, che non sono in maggioranza, ma lavorano at­ti­vamente e tengono nascoste armi e muni­zioni e si pre­parano a impos­sessarsi del co­mando. Sono collegati col ma­resciallo Tito il quale agogna questa provincia”. Il 13 maggio 1945 scrive al comando alleato: (…) ho fatto quel poco che ho potuto per il bene dei miei diocesani e per concorrere a rialzare le sorti della nostra pa­tria. Il farlo era mio dovere di Vescovo anzi­tutto e poi di cittadino. Speriamo, che mercé il vostro prezioso intervento (..) si possa raggiungere (..) una pace giusta e duratura e in que­sto mo­mento speriamo di ve­dere allontanato il pericolo che minaccia da Oriente (…) (Alessandra Kersevan – Porzùs – Ed. Kappa Vu Udine). Ma ritorniamo a Borghese. Negli ultimi giorni di guerra opera, con il nome di Willie, in Friu­li, a stretto contatto con le missioni alleate. Radiomessag­gio del maggiore Nicholson dell’8 febbraio 1945: “Ricevuto oggi urgente notizia da Mario [Cencig]comandante Ia Divisio­ne Osoppo per imme­diata fornitura di armi a seguito di ordini di Mac Pherson per prepararsi ad una azione combinata con gli alleati contro imminente invasione slovena del Friuli ordi­nata da Tito. Presumo Mac abbia ricevuto ordini da voi, ma egli è irraggiungibile e non solo da me, ma anche dai comandanti della Osoppo. Se queste notizie sono vere pro­pongo cautela dal momento che la situazione è complicata. Tutti i capi garibaldini sono ora in Slovenia e stanno forse pianificando un colpo di stato con Tito per un’occupazione co­munista con l’aiuto degli sloveni”. Evidentemente agli inglesi vengono for­nite false infor­mazioni. Ma tutto fa gioco per alimentare la paura dello slavo comunista. Altro radiomes­saggio di Ni­cholson: “consigliamo fermamente una soluzione diplomatica come nel mio 183 (radiomessaggio precedente ndr)per far si che entrambi sloveni e italiani si concentrino contro i tedeschi. Ogni ulteriore incoraggiamento dato ai partigiani su questo soggetto molto po­polare farà si che essi dimentichino completamente l’imminente ritirata te­desca. In caso di richiesta vostro piano a Mac mio 187 diventa molto im­portante dai momento che i ragazzi di Willie hanno già proposto azioni congiunte antislovene con Osoppo ed attualmente hanno preparato una li­nea di resistenza fortificata contro probabili attacchi sloveni (..). E questo è il testo del radiomessaggio n. 197 del 6 febbraio 1945: “Willie fa precise promesse all’Osoppo di ri­fornire armi ad ex partigiani costretti nella sua formazione oltre ogni al­tro volontario delle sue truppe inclusi ufficiali. Penso e credo voglia essere intermediario. Willie chiede con­versazioni dirette con me dal momento che Osoppo non fa niente senza mio consenso (..) Nostro soggetto informatore e i suoi ufficiali consentono essere processati da corte inter­nazionale dopo armistizio (..) Mia opinione e di iniziare conversazioni preliminari a Roma dal momento che non ci rimet­tiamo nulla e se otteniamo il loro pieno ap­poggio nel tenere i fianchi dell’armata tedesca nella ritirata finale avremo tutti i criminali a terra, invece di do­ver ripetere la campagna di Grecia per trovarli (…) presente attività interamente contro IX Corpus sloveno” (Aorf, V, 17, 37).

Lubiana, fanno il loro ingresso in città le truppe jugoslave.

Milano, il console generale americano, Coit McLean, in un suo rapporto riferisce che i Cln hanno preparato “elenchi accuratissimi di funzionari da sottoporre all’approvazione dell’Amg, già pronti prima della liberazione delle varie città comprendenti, a larghissima maggioranza, uomini della sinistra”.

Il Clnai presenta ai partiti politici un progetto la riorganizzazione delle forze di polizia elaborato dal questore di Torino, Giorgio Agosti, proveniente dalle formazioni partigiane di Giustizia e libertà. Il progetto che prevede la creazione di un unico corpo di polizia “del popolo” di cui facciano parte agenti di Ps e carabinieri, fa divieto assoluto che ne possano far parte quanti “abbiano appartenuto al Partito fascista e alle sue organizzazioni, alle Forze armate dell’ex Repubblica sociale italiana, che abbiano prestato giuramento alla stessa e abbiano comunque collaborato con i tedeschi e i fascisti sotto qualsiasi titolo e che ricadono sotto le leggi di epurazione”.

12 maggioRoma, riunione del Consiglio dei ministri alla quale partecipa il generale Raffaele Cadorna, il quale fa presente che gli alleati vogliono conoscere in anticipo le provvidenze a favore dei partigiani e chiede la sospensione di ogni delibera in merito.

I colonnelli King e Hershenson dispongono che anche nel nord Italia i prodotti petroliferi siano distribuiti, come già al sud, non dall’Agip ma dal Cip (Comitato italiano petroli), organismo alleato del settore.

Enrico Mattei assume l’incarico di commissario straordinario dell’Agip

Vercelli, uccisi oltre 50 fascisti che erano stati rinchiusi nei locali dell’ospedale psichiatrico. L’eccidio sarà successivamente addebitato al comandate Francesco Moranino.

Il partigiano Gemisto e la criminalizzazione della Resistenza
Il libro di Massimo Recchioni sulla vicenda del comandante partigiano Francesco Moranino è un invito a difendere il valore della Resistenza dai revisionismi in atto.
Piemontese di Tollegno, nel Biellese, il comandante partigiano Francesco Moranino è stato tra i protagonisti della guerra di Liberazione e il più giovane membro dell’Assemblea Costituente. Aveva scelto come nome di battaglia quello di «Gemisto». La sua storia è raccontata in un libro scritto da Massimo Recchioni che da lungo tempo svolge ricerche sulla Resistenza e sulle figure che vi hanno partecipato. Il frutto di questo impegno ha preso la forma di saggi e volumi che contribuiscono alla conoscenza di una pagina di storia dalla quale è nata l’Italia del dopoguerra; il paese che cercava di emergere dalle macerie lasciate da vent’anni di fascismo e dalla tragica partecipazione al secondo conflitto mondiale
continua in
https://www.micromega.net/il-partigiano-gemisto-e-la-criminalizzazione-della-resistenza/

Il quotidiano Italia Libera scrive che “è in circolazione per le vie di Milano un’automobile Aprilia blu scuro con targa 88 del Comando generale. Questa macchina è guidata da elementi fascisti che sparano sulla popolazione e sui patrioti”.

13 maggioVenezia, arrestato per “collaborazionismo” Stanis Ruinas che sarà scarcerato dopo un mese, e prosciolto in istruttoria.

14 maggio: truppe francesi entrano in Val d’Aosta, in Val di Tenda e di Susa,ma le pressioni americane le obbligheranno a ritirarsi

Firenze, è arrestato il sedicente tenente, ma vero torturatore fascista, Pietro Koch, insieme alla sua compagna e complice Tamara Cerri.

Milano, uccisi, in circostanze ignote, Zivio Zaccagnini e Anna Paola Morichetti, in due diverse zone della città. Fucilato dai partigiani della 33a brigata Matteotti, in via Sacile, Emilio Cabrucci. Tutti e tre erano stati in forza al reparto di polizia speciale diretto da Pietro Koch.

15 maggioPalermo, primi contatti tra la banda Giuliano e i capi del separatismo siciliano, intenzionati a rafforzare il nascente EVIS, l’Esercito di Volontari per l’indipendenza della Sicilia. La riunone si tiene a Bellolampo nella fattoria dei fratelli Genovese.

Roma, il console americano Coit McLean, rientrato nella capitale, redige il suo rapporto sulla situazione in Alta Italia: “L’economia è a terra ma gli impianti sono quasi intatti: i tedeschi non hanno avuto il tempo di demolire niente a nord della linea del Po. I danni più gravi sono quelli dei bombardamenti aerei alleati. La classe imprenditoriale ha molta paura della rivoluzione, teme che gli operai nascondano le armi e chiede con ansia che gli Alleati restino a lungo con le loro truppe in territorio italiano. Ma gli operai vogliono solo lavorare e migliorare il tenore di vita (…) Quanto ai partiti, essi ora sono in stato di euforia e sopravvalutano la loro capacità di incidere sulla politica nazionale. Ma penso che si renderanno conto meglio della situazione quando avranno ripreso a pieno i contatti coi partiti del sud”

16 maggioRoma, da un rapporto dell’Oss si apprende che Umberto II ha inviato il colonnello Andrea Leto a “trattare con Finocchiaro Aprile e Alessandro Tasca. Inoltre ha fatto pervenire ai due forti somme di denaro. Don Vizzini pare ora propenso ad accettare l’offerta della monarchia”.

Togliatti scrive sull’Unità: “Noi comunisti affermiamo l’italianità di Trieste (…) Vogliamo trovare per la questione di Trieste una soluzione che soddisfi i diritti nazionali di tutti (…) e non comprometta in nessun modo i futuri nostri rapporti di fraternità e collaborazione con i popoli della Jugoslavia”.

Rimini, di fronte all’atteggiamento di chiusura di alcuni imprenditori edili, la Camera del lavoro si appella al CLN affinché si ricorra “alle forze partigiane da inviare al loro domicilio per comprendere la necessità della loro presenza”.
Lo stesso atteggiamento di chiusura identifica il settore della pesca. Gli armatori riminesi rigettano un accordo già sottoscritto. Un gruppo di marittimi invia una lettera al CLN invitandolo, insieme alla Camera del Lavoro, a “fare opera di persuasione verso gli armatori al fine di evitare incresciosi incidenti”.

Parma, accordo per la riassunzione dei lavoratori licenziati nel periodo 1° dicembre 1944 – 25 aprile 1945, per ragioni derivanti dallo stato di guerra. Due giorni dopo è siglato un accordo per l’assunzione di mano d’opera nei servizi pubblici

17 maggio: nel rapporto n.2 del Pwb sulla situazione dell’ordine pubblico in Veneto, si rileva che “prima della primavera, nella zona di Padova i partigiani avevano un’organizzazione regolare, con la suddivisione in brigate. Nel momento del collasso tedesco e fascista, un gran numero di persone ha raggiunto le fila partigiane. Questi nuovi elementi auto arruolatisi, che hanno dilatato il numero originario dei partigiani, hanno preso l’iniziativa nel controllo dell’ordine pubblico. Per ragioni politiche e personali, essi hanno creato delle speciali bande che girano armate terrorizzando la popolazione. Tra questi partigiani ci sono molti ex fascisti”.

18 maggioModena, Palmiro Togliatti, durante un comizio, afferma: “Vi sono molte cose da fare e soprattutto quello che voi chiedete oggi a gran voce: epurazione. Noi comunisti per primi vogliamo che sia fatta in modo radicale, ma che non turbi l’ordine pubblico”.

Milano, fucilato Gino Franzoni, ex appartenente alla banda di Pietro Koch.

Gorizia, le Guardie del popolo jugoslave portano via dall’ospedale cittadino una cinquantina di degenti, della cui sorte non si saprà più nulla.

19 maggioMilano, Palmiro Togliatti durante una riunione della segreteria regionale del Pci, afferma: “Può darsi che quanto vi dirò sia per voi una delusione. Il governo deve essere cambiato e voi avete visto in qual modo noi chiediamo che sia cambiato; chiediamo una profonda trasformazione in modo da eliminare gli elementi che si sono dimostrati incapaci di dirigere il governo in relazione alle aspirazioni delle masse più attive. Noi vogliamo però una soluzione unitaria nel governo; cioè noi non vogliamo che il governo sia solo formato da partiti di sinistra; almeno fino a quando vi sarà la consultazione popolare. Quindi occorre la soluzione unitaria, il che vuol dire che noi ammetteremo anche i partiti liberali e democristiani in questo governo, che cercheremo di portare la direzione dei partiti di destra più a sinistra, su posizioni più avanzate, più democratiche, più antifasciste. Abbiamo chiesto ed insistito perché la partecipazione dei partiti del Cln a questo governo sia paritetica”.

Kastelruth (Bolzano), ucciso il maggiore Mario Carità, responsabile dell’omonimo reparto di polizia speciale della Rsi

Milano, fucilato Augusto Trinca Armati, dirigente del reparto di polizia speciale diretto da Pietro Koch.

20 maggio: le autorità jugoslave, dopo molte proteste, concedono alle formazioni partigiane garibaldine italiane Natisone, Fontanot e Trieste di raggiungere il capoluogo giuliano, fino a quel giorno sempre negato.

21 maggio: nel rapporto n.3 del Pwb sulla situazione dell’ordine pubblico in Emilia, si rileva che a Bologna hanno consegnato le armi 2.188 partigiani su 3.000, e 344 sono rientrati nelle proprie case, mentre i restanti rimangono armati; che a Modena, i partigiani in armi risultano essere ancora 69, e a Reggio Emilia oltre 200.

Roma, Umberto Salvarezza è condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione.

22 maggio“Incontrai per la prima volta il generale Silbert, dello staff dei servizi d’informazione presso le Forze armate statunitensi in Europa a Oberursel, in Germania. Lo scopo di quell’incontro era definire possibili intese, magari per far cessare la guerra prima”: il generale Reinhard Gehlen, soprannomina Lupo Grigio, già comandante delle Amate stra­niere Est, si consegna agli americani con tutto il suo archivio.Sul finire della seconda guerra mondiale Dulles dirige l’operazione di salvataggio dei criminali di guerra nazisti e fascisti. La principale opera di recupero fu quella del capo di una sezione di controspio­naggio dei servizi segreti nazisti, Gehlen, salvato da Dulles a Berlino e subito mandato a Washington. Con Gehlen viaggiò il suo archivio composto da 52 casse che fu ereditato da Donovan. Gehlen diventerà direttore della sezione Affari antisovietici dell’OSS e successiva­mente manterrà lo stesso incarico nella CIA. Nel 1946 fonda L’organizzazione Gehlen, un servizio segreto privato che, nel 1956 passa sotto il controllo governativo tede­sco: nasce il BND. Prima ufficiosamente, poi ufficialmente, Gehlen dirigerà il servizio se­greto tedesco (BND) fino al 30 aprile 1968. Arruolatosi nel 1920, allo scoppio della guerra fu nominato ufficiale addetto alle operazioni della 213a divisione di fanteria. Combatté prima sul fronte francese, poi in quello orientale. Con un lavoro meticoloso e incessante, in poco più di due anni riuscì a mettere insieme mi­gliaia di informazioni sull’URSS, alcune delle quali vitali. Fu in grado perfino di sapere in anti­cipo il piano di accerchiamento di Sta­lingrado, ma Hitler non gli diede ascolto. “Alla fine del 1944 – racconta Gehelien – i colloqui arrivarono a buon fine. Ricordo bene i termini dell’accordo: (con l‘OSS, Ndr) che un servizio segreto clandestino tedesco potesse continuare a esistere e a rac­cogliere in­formazioni nell’Est come aveva fatto fino ad allora; che questa organizzazione non avrebbe lavorato però sotto gli ame­ricani, ma in­sieme agli americani; che l’organizzazione sarebbe stata finanziata dagli Usa; che i servizi americani si sarebbero impegnati ad aiutare chiunque fosse stato pro­posto dall’organizzazione come un soggetto in pericolo

Milano, Alcide De Gasperi nel corso di un comizio afferma: “Nei primi giorni di vita del Cln, io personalmente ero favorevole a un rinvio a dopo la guerra di ogni marcata differenziazione fra i vari movimenti politici ed ero disposto a sacrificare l’amor proprio dello stesso partito di cui ero segretario, per raggiungere una tregua di un paio d’anni da cui il paese avrebbe ricavato benefici frutti. Ma un bel giorno ci siamo trovati dinanzi ad altri partiti già costituiti o ricostituiti”.

23 maggioRimini, l’Amministrazione comunale prende atto che, grazie alla collaborazione con la Camera del Lavoro, “è stato possibile avere quella ripresa che ha permesso al Comune di affrontare in breve volgere di tempo problemi di importanza vitale”.

Sorbolo (Pr), manifestazione di lavoratori sui problemi della ricostruzione e per il lavoro.

Milano, fucilati Armando Tela e Sergio Giacomantonio, già appartenenti alla banda di Pietro Koch.

In un rapporto del Pwb sulla situazione dell’ordine pubblico a Torino, periodo 1°-22 maggio, si legge: “Dall’inizio dell’insurrezione e sino al 29 aprile c’è la fase militare della liberazione, con i combattimenti tra i partigiani (stimati in 7.000 uomini dei gruppi di città e di fabbrica e 14.000 delle formazioni esterne) e i tedeschi (circa 5.000) e fascisti (circa 10.000). Dopo il 29, tuttavia, per alcuni giorni i franchi tiratori hanno continuato a sparare, soprattutto nel centro della città, e la caccia ai fascisti è proseguita a pieno ritmo. I tribunali militari del popolo sono stati subito insediati. Si calcola che circa 1.500 – fascisti e altri – siano stati uccisi in questa fase. Sebbene il Comando militare tenda a coprire le differenze tra le bande e sebbene che non ci siano stati incidenti tra una formazione e l’altra, i comunisti garibaldini e le Gl, dipendenti dal Partito d’azione hanno assunto un ruolo crescente in questa fase”.

Torino, Palmiro Togliatti in un discorso, definisce la vittoria militare come una prima tappa della rivoluzione democratica.

Roma, in un’intervista concessa al Tempo, Carlo Andreoni rivela di essere stato liberato dai fascisti, a Milano, “in vista di un possibile compromesso tra i socialisti di sinistra ed i fantocci della Repubblica sociale”.

Trieste è annessa ufficialmente alla Jugoslavia. I triestini devono munursi di una carta d’identità jugoslava. Annunciata l’espulsione degli italiani che sono residenti a Trieste da dopo il 1918

24 maggio: l’Oss segnala che il maggiore Lister, britannico, responsabile del settore industrie dell’amministrazione militare alleata in Lombardia, boicotta le richieste di materie prime della Pirelli perché produce in concorrenza con le industrie inglesi.

Vercelli, la Military police ferma Pietro Nenni, accusato di aver tenuto un comizio senza la prescritta autorizzazione alleata.

Il colonnello G.R. Upjohn, in una relazione al Civil Affair Section della Commissione alleata di controllo, rileva che a Milano “il numero delle esecuzioni sta diminuendo: la scorsa notte 3 o 4, contro le 44 della notte fra il 17 e il 18 scorso”.

Roma, processato Attilio Terruzzi, ex gerarca fascista arrestato nell’agosto del 1943. Sarà condannato a 30 anni di reclusione.

Sicilia, in contrada Sambuchello di Cesarò, Antonio Canepa, con una quarantina di militanti separatisti, occupa a scopo dimostrativo una caserma vuota della Guardia forestale, sfuggendo successivamente alla caccia che gli danno “circa 400 militari del battaglione misto (carabinieri e fanti) Aosta di Catania”.

Fiume, il quotidiano La Voce del Popolo rende note le condizioni imposte dalle autorità jugoslave a coloro che hanno chiesto il lasciapassare per il rimpatrio in Italia.Inizia così la prima massiccia fase di esodo dai territori della Venezia Giulia

25 maggioPalermo, i dirigenti di Confagricoltura interrompono le trattative con le organizzazioni sindacali dei mezzadri.

26 maggio: la Commissione alleata comunica che a partire dal 28 maggio la circolazione dei civili nell’Italia del nord è autorizzata fino al Piave e, comunque, fino a 25 Km dalle frontiere. Il permesso è esteso anche alla circolazione delle merci.

27 maggioRoma, durante una manifestazione delle Acli i partecipanti cacciano i rappresentanti di Sinistra Cristiana che si erano presentati, con le loro bandiere rosse e stella bianca.

Torino, arrestato Giuseppe Bernasconi, responsabile di una squadra speciale di polizia della Rsi. Sarà successivamente amnistiato.

28 maggioColorno (Pr), assemblea di coloni e mezzadri. E’ una delle tante iniziative (assemblee analoghe si svolgono a San Secondo, Roccabianca, Fidenza, Salsomaggiore, Sissa, Pieveottoville, Zibello, Polesine, Trecasali) organizzate dalla Camera del Lavoro per ricostruire il tessuto organizzativo provinciale. I CLN provinciali ricevono una circolare della Camera del Lavoro per la nomina di Commissari camerali per la ricostruzione delle Camere del lavoro e delle leghe di categoria locali e per la nomina di un fiduciario che avrebbe retto direttamente l’organizzazione comunale.

Palermo, il console americano, Nester, segnala a Washington che si svolgono convegni segreti di monarchici a casa del barone Lo Monaco, ai quali partecipa, fra gli altri, il generale Martinez

Congedato dall’Oss, Giacinto Lazzarini. L’attestato rilasciatogli dal 267° reggimento Oss a firma del tenente Anthony Marcucci, riconosce che “è stato alle dipendenze del governo degli Stati uniti dal 1°ottobre 1944 ad oggi”. Lazzarini, però, proseguirà il suo rapporto con gli enti informativi americani come prova il suo “stato di servizio” firmato dal capitano Emilio Q.Daddario e dal maggiore E.C.Percival.

Roma, arrestato Vincenzo Sofia-Moretti, sospettato di aver procurato la detenzione e la morte di numerosi partigiani dopo essersi infiltrato in Bandiera rossa.

29 maggioRoma, Giuseppe Romita, sul conto di Vincenzo Sofia-Moretti annota nel suo diario: “La spia Moretti ha salito ieri i gradini di Regina Coeli dopo aver salito, come Salvarezza, quelli del Quirinale per tramare col Luogotenente”.

30 maggioMilano, la Corte d’assise straordinaria condanna a morte Ermanno Amicucci, l’ultimo direttore fascista del Corriere della Sera e conferma la condanna a morte per l’ex ministro degli Interni della Rsi, Guido Buffarini Guidi.

Roma, Risorgimento Liberale pubblica una lettera, inviata dal segretario del Pli Cattani ai segretari degli altri partiti: “Non è consentito tacere oltre sul dilagare di crimini e di violenze e sulla vasta opera di intimidazione che si svolge in molte regioni contro alcuni partiti o alcune categorie di cittadini ( …) In molte zone la libertà di pacifica propaganda è di fatto impedita perfino a membri del governo e l’espressione delle opinioni politiche è riservata ad alcune tendenze estremiste. Ingenti quantità di armi sono nascoste da cittadini per fini politici. La preoccupazione e il timore ovunque diffusi stanno per tramutarsi in vero e proprio panico che paralizzerebbe lo spirito d’iniziativa e con esso la possibilità della ricostruzione (…) Il voler diffondere in tutta la struttura della società i comitati di liberazione quando ormai la liberazione è avvenuta, contrasta con la natura provvisoria, contrasta con la democrazia (…) minaccia insomma di porre le basi di un secondo Stato e forse contro lo Stato democratico unitario che si va faticosamente ricostruendo”.

I servizi segreti americani dedicano una sferzante informativa ad Arnoldo Mondadori: “Mondadori scrivono stampava abitualmente una gran quantità di materiale propagandistico nazista e fascista. Non c’è dubbio che questa casa editrice non solo produceva e diffondeva propaganda, ma operava come un’agenzia di smistamento e distribuzione per conto del nemico”.

31 maggioPalermo, l’Alto commissario Aldisio invia al ministero degli Interni e a quello dell’Agricoltura un telegramma in cui sostiene le ragioni dei proprietari terrieri contro quelle dei mezzadri.

Vicari (Pa), un migliaio di contadini brucia sulla pubblica via documenti e mobili degli uffici preposti all’ammasso del grano.

Milano, al campo Giuriati, è fucilato Guido Buffarini Guidi


Bologna, alle 12,45 fa il suo ingresso nella Stazione Centrale il primo treno, proveniente da Rimini, del dopoguerra. E’ composto da 26 carri merci ed è trainato da una locomotiva di fabbricazione americana. Il convoglio è acclamato da numerosi operai che stanno lavorando alla riattivazione del servizio ferroviario. Molti di loro sono ex ferrovieri che si sono offerti volontari per il recupero di materiali e per opere di ricostruzione
https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/eventi/arriva-alla-stazione-centrale-il-primo-treno-del-dopoguerra


MaggioSicilia, si forma il primo nucleo dell’Evis (l’esercito separatista ndr), comandato da Canepa. Tra i promotori troviamo: il barone Lucio Tasca, suo figlio Giuseppe, il duca Guglielmo Paternò di Carcaci, il barone Giu­seppe Cammarata, il barone Stefano La Motta, l’avvocato messinese Cacopardo e Con­cetto Gallo. Ex capitano d’artiglieria e figlio dell’ex sindaco di Catania, Gallo guiderà una parte della formazione appoggiandosi alla banda Avila, una delle più temute della mala si­ciliana. Gallo e gli Avila devono condurre la guerriglia nella Sicilia orientale, Giuliano in quella occidentale. Mediatore tra banditi e latifondisti è don Calò Vizzini, il prestigioso ca­pomafia, intimo di Vito Genovese e con forti amicizie con esponenti politici, americani e polizia.

Milano, Cesare Merzagora è nominato commissario della Pirelli.

Roma, collocati a riposo 37 questori, 15 vicequestori, 18 commissari capo di polizia compromessi con il fascismo.

Sciacca, attentato contro alcuni dirigenti della Camera del Lavoro.1° giugno: il governo militare alleato in Lombardia abroga tutti i decreti e le ordinanze del Clnai e di quello regionale. Nell’ordinanza alleata si legge, tra l’altro. che “Il governo militare alleato è l’unica autorità che ha poteri di emanare decreti e ordinanze e di conferire incarichi ad uffici pubblici e di altro genere. Questa autorità – nei limiti del possibile – sarà delegata a funzionari italiani regolarmente nominati e incaricati del governo militare alleato: come il prefetto, il questore e il sindaco della città. Qualsiasi ordine emanato da pubblici funzionari o concernente la popolazione civile potrà essere emesso soltanto con l’approvazione scritta dell’ufficio competente del governo militare alleato”.

Caltanissetta, convegno dell’Associazione agricoltori per affermare “l’assoluta inapplicabilità Decreto sulla mezzadria [ai] tipi di mezzadria esistenti in Sicilia”.

Reggio Emilia, il CLN delle Reggiane impone l’allontanamento del direttore generale Antonio Alessio e la sua sostituzione con il vice direttore generale ingegner Vischi. Va detto che Alessio si stava battendo per il mantenimento dell’azienda puntando su una rinnovata produzione aeronautica contro le tesi di altri dirigenti che puntavano ad un drastico ridimensionamento produttivo. La posizione di Alessio si scontrava anche con il divieto, imposto dagli alleati, di qualsiasi produzione aeronautica fino al 10 febbraio 1947.

1 – 2 giugnoRoma, si riunisce il direttivo della Cgil. Riferendosi agli incidenti avvenuti a Taranto nei giorni precedenti in manifestazioni contro il carovita, Cesare Massini afferma: “A Roma non è avvenuto come a Taranto, perché la Camera del lavoro ha contenuto il movimento di scontento, acuito dalla liberazione del Nord che i lavoratori aspettavano per migliorare le loro condizioni, le quali invece sono peggiorate: la disoccupazione è aumentata”.

2 giugnoPalermo, i dirigenti della Confagricoltura, Attilio Sansoni e Alberto Donini, inviano un telegramma al ministro dell’Interno e a quello dell’Agricoltura, per denunciare che le leghe contadine di Caltanissetta hanno votato un ordine del giorno “stabilente unilateralmente (…) quote ripartizione prodotti determinati vigenti contratti agrari anche casi non previsti Decreto”, e che “masse contadine accompagnate rappresentanti Camere Lavoro intimano et procedono contro volontà proprietario divisione et asportazione prodotti perfino fondi appoderati, nonostante patto collettivo terreni seminerio disponga immagazzinamento presso concedente quota contestata stop. Chiediamo interessamento Governo et Autorità politiche ripristino ordine legalità impedire dilagarsi sopraffazione violenza et perturbamenti sociali”.

Vicari (Palermo), Antonio Innati, segretario della locale Camera del lavoro, sfugge per un caso fortuito ad un agguato mafioso.

Nel rapporto nr.4 del Pwb sulle condizioni dell’Italia del nord, si legge che nella sola Genova tra il 24 aprile ed il 10 maggio sono stati recuperati nelle strade della città 164 cadaveri, e altri 97 dall’11 al 22 maggio, vittime di “esecuzioni di strada” e non dei Tribunali militari. Secondo i redattori del rapporto, “le esecuzioni notturne nell’area di Genova non sono perpetrate da singoli assassini ma sono organizzate. Nei giorni successivi alla liberazione della città, il numero dei corpi ritrovati ha sempre fluttuato tra dieci e venti, dando l’impressione che qualche autorità abbia razionalizzato le esecuzioni, oppure che esiste una qualche procedura che richiede tempo; in secondo luogo, tutti i documenti di identità sono stati sistematicamente portati via dai cadaveri, il che non accadrebbe in caso di delitti comuni; in terzo luogo, i quartieri delle città dove sono stati ritrovati i corpi variano da un giorno all’altro, e questo rinvia all’idea di un’epurazione pianificata geograficamente”.

3 giugnoMontedoro (Caltanissetta), incidenti durante una manifestazione di protesta di contadini.

Messina, il maggiore Gennaro D’Onofrio, comandante del Gruppo carabinieri, in un suo rapporto afferma che nella caserma occupata e poi abbandonata da Antonio Canepa e dai suoi uomini, sono stati rinvenuti “un mortaio da 45, 12 fucili mod.1891, 4 moschetti mod.38, 5 moschetti tedeschi, un fucile da caccia calibro 16, tre casse di munizioni varie, 14 bombe a mano, 22 elmetti, 2 sacchi di farina, 1 macchina da scrivere, documenti, oggetti vestiario”.

Gli alleati comunicano che considereranno i militari della Rsi prigionieri di guerra con lo status giuridico che questa operazione comporta sul piano internazionale.

4 giugno: condannato a morte Pietro Koch, il seviziatore fascista, collaboratore del questore Caruso nei nove mesi di occupazione nazista di Roma e poi di Milano.

Bruxelles, la radio belga diffonde la notizia che un voto favorevole all’avvio di una discussione sulla “questione siciliana” alla Conferenza di San Francisco, è stato bloccato dal veto dell’Urss.

Roma, il ministro dell’Agricoltura Fausto Gullo emette un decreto ministeriale con il quale impone che il prezzo del grano rimanga invariato rispetto a quello in vigore l’anno precedente: 900 lire al quintale per il grano tenero, 1.000 lire per quello duro.

5 giugno: gli alleati decidono la spartizione della Germania in quattro zone di influenza

Roma, a Forte Bravetta, è fucilato il criminale di guerra Pietro Koch. La sua esecuzione è filmata, per conto del Pwb, da Luchino Visconti.

6 giugno: riunione dei CLN regionali dell’alta Italia. Chiedono la costituzione di un nuovo governo esteso a tutti e sei i partiti che fanno parte del CLN. Inviata a Roma una delegazione per presentare la richiesta.

Ravenna, gli agrari respingono il Lodo CLN. I mezzadri, alla vigilia della raccolta del grano, si astengono dal dividere i prodotti con i proprietari. Iniziano le agitazioni mezzadrili che proseguiranno per alcuni mesi. La Federterra regionale decide di proseguire la lotta, e propone una ripartizione degli utili al 60% in pianura e al 65 in collina a favore del mezzadro.

Friuli, esce Il Tricolore, giornale della 7° brigata Osoppo-Erbezzo, di cui è animatore Giuseppe Penasa, sindaco di San Leonardo del Friuli.

7 giugno: scade il termine imposto dagli alleati per la consegna delle armi da parte dei par­tigiani.

Trabia (Palermo), assassinato il sindacalista Nunzio Passafiume.

Trieste, le autorità jugoslave arrestano 8 componenti di una “squadra volante”, tra i quali, Edoardo Musina e Teodoro Cumar, che installatasi a villa Segre e autoproclamatasi “guardie del popolo” aveva infoibato 18 persone. Il Musina sarà poi condannato all’ergastolo dal tribunale di Belgrado.

Boris Kraigher, delegato del governo sloveno nel triestino, denuncia i sequestri di beni privati operati arbitrariamente dalla polizia segreta: ”Bisogna capire che non saccheggiamo territori nemici occupati (…) Questo è panico. L’Ozna è il peggior rapinatore e nessuno osa opporsi ad essa”.

8 giugnoTorino, manifestazione di donne contro il carovita. Agitazioni operaie contro il carovita si svolgono anche a Milano e sono strappati aumenti salariali alle Cartiere Burgo, Sabiem e Bussi.

In una relazione al Civil affair Section della Commissione alleata di controllo, il maggiore H. Hanneford parla di “esecuzioni continuate per tutto il mese di maggio e che ancora non sono cessate nella provincia di Modena”.

9 giugnoBelgrado, Tito e il maresciallo Alexander firmano l’accordo che divide la Venezia Giulia lungo la cosiddetta “linea Morgan”: la parte orientale, definita Zona B, resta sotto l’amministrazione militare jugoslava, mentre il territorio ad occidente della linea Trieste – Caporetto – Tarvisio e la cittàdi Pola (la Zona A), è soggetto al controllo degli Alleati

Nel rapporto nr.7 sulla situazione dell’ordine pubblico in Lombardia, il Pwb scrive che, a Milano, “il problema maggiore non sono i partigiani veri, ma gli ‘hooligans’, elementi che si sono arruolati nelle formazioni all’ultimo momento e che non conoscono il rispetto della disciplina”.

11 giugno: entra in vigore l’accordo: le truppe jugoslave abbandonano Pola, Gorizia e Trieste. Al loro posto si insediano quelle Alleate che, dopo avere dato vita al Governo Militare Alleato (G.M.A.) assumeranno i pieni poteri civili e politici, reggendo, con tempistiche differenti, le sorti delle città fino alla definitiva sistemazione dei confini.
L’accordo rimarrà così in vigore fino alla conclusione del trattato di pace nel 1947

In una relazione al Civil affair Section della Commissione alleata di controllo, il maggiore W. Kirkland segnala l’esistenza di gruppi di partigiani “che hanno conservato le armi e continuano ad operare nell’illegalità in Lombardia”.

12 giugnoRoma, Ivanoe Bonomi rassegna le dimissioni.

Le truppe angloamericane occupano Trieste.

In una trattoria di Trieste di proprietà di Francesco Tarantino nasce il Circolo Cavana. Tarantino ne è presidente. Gli subentrerà poi Giovanni Toneatti. Il Circolo si definisce “il primo movimento anti slavo-comunista” e in una relazione al presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il futuro presidente Toneatti descriverà così l’attività del sodalizio: “I componenti del Circolo iniziarono la loro attività contro gli slavi-comunisti che scorazzavano liberamente per la città. Innumerevoli gli scontri sostenuti con questi elementi. I morti sono cinque dalla parte degli slavo-comunisti; da parte nostra nessuno. Quanto è stato fatto a Trieste per ripulire la città da questi slavo-comunisti lo si deve esclusivamente ai componenti il Circolo Cavana”.

13 giugno: Ellery Stone, responsabile della Commissione alleata di controllo, in due cartelle di accompagnamento al rapporto sulla situazione in Italia, scrive tra l’altro: ”L’Italia si trova a un bivio (…) Come in altri paesi devastati dalla guerra, il terreno è fertile per la rapida crescita dei semi di un movimento anarchico foraggiato e diretto da Mosca allo scopo di portare l’Italia sotto la sfera d’influenza sovietica. Ci sono già i segni che la situazione attuale dura abbastanza a lungo, il comunismo trionferà, forse con la forza (…) I posteri giudicheranno severamente il nostro operato, se il primo paese europeo a essere liberato dal Fascismo e dal Nazismo grazie agli sforzi di due grandi democrazie dovesse cadere preda di un’altra dittatura”.

Trieste, gli alleati sciolgono la Guardia del Popolo e i Tribunali del Popolo e istituiscono la Venezia Giulia Police, composta da italiani.

Bologna, dichiarazione del colonnello statunitense Poletti: “in un clima di piena libertà ritornano oggi a vivere le vostre vecchie Camere del Lavoro, dopo più di 20 anni di mortificante abolizione. Nella loro ricostruzione (…) i lavoratori troveranno e sapranno infondere uno spirito sanamente democratico di tutela dei loro veri interessi (…) il governo militare alleato non ha la più lontana intenzione di intralciare questo sviluppo”.

Riprende la produzione, dopo il lavoro di recupero svolto da tecnici e operai, nello stabilimento ex Ducati di Bazzano (BO). Nel giro di pochi mesi oltre 200 operai potranno riprendere il lavoro.

Bologna, l’Associazione degli agrari impugna il Decreto Gullo del 5 aprile precedente per non iniziare le trattative con la Federterra ed evitare così di modificare il contratto di mezzadria. Secondo il sindacato le lotte intraprese dai contadini alcuni mesi prima della Liberazione per ottenere il riconoscimento del nuovo patto colonico, abolendo quello imposto dal fascismo, mirano a una ripartizione dei prodotti maggiormente favorevole a contadini e braccianti. Tra il 1945 e il 1946 i braccianti della provincia danno vita ai Collettivi agricoli. La CGIL ne ottiene il riconoscimento contrattuale: gli agrari non contratteranno più con i singoli braccianti, ma con il collettivo, il quale decide poi la distribuzione del lavoro.

15 giugnoCarpi, giustiziati 14 fascisti rinchiusi nel locale carcere.

Un documento dei servizi segreti americani elenca una lista dei depositi di armi, nascoste dai partigiani, in Piemonte.

16 giugnoPola, le truppe alleate entrano in città

16 – 17 giugnoTorino, un gruppo di importanti industriali costituisce un fondo per la lotta al comunismo “con qualsiasi mezzo”. L’aspetto organizzativo è affidato a Tito Zaniboni, massone, attentatore di Mus­solini e già Alto commissario per l’epurazione. Lovering Hill, del PWB di Genova, così riferisce all’ambasciatore Kirk: “Alcuni dei più importanti industriali del nord stanno cominciando ad organizzarsi autonomamente allo scopo di combattere il comunismo. Un primo incontro dei rappresentanti industriali di Milano, Torino, Genova ha avuto luogo il 16 e 17 giugno a Torino. Erano presenti (…) per Torino: il dottor Pierluigi Roccatagliata, pro­prietario della ditta Nebiolo, uno dei più grandi impianti manifatturieri per macchinari tipo­grafici in Europa; Valletta in rappresentanza degli interessi di Agnelli (Fiat). Per Milano: Piero Pirelli (…), l’ingegner Falck (…). Per Genova: Rocco Piaggio, armatore e proprietario della fabbrica di sapone Mira Lanza e di grandi zuccherifici, Angelo Costa. Durante l’incontro è stato deciso che il comunismo sarà combattuto a) con un’intensa campagna di stampa e di propaganda che includa la corruzione di leader comunisti e scrittori comunisti b) con le armi. E’ stato deciso di stanziare la somma di 120 milioni di lire annue per la campagna di stampa e propaganda (…) Il denaro sarà depositato nella Città del Vaticano e investito nel modo migliore per proteggerlo da una nuova svalutazione della lira (…) Sono allo studio mezzi per armare gruppi anticomunisti. Saranno comprate armi e, se­condo il dottor Roccatagliata, toccherà a Tito Zaniboni (…) l’incarico della distribuzione delle armi e dell’organizzazione dei gruppi armati della reazione (sic)”. Il documento riporta poi i nomi di nove dei dieci industriali di Genova che hanno già sottoscritto: Rocco Piaggio (15 milioni), Angelo Costa, Anselmo Foroni-Lo Faro, Gerolamo Gaslini, Armando ed En­rico Piaggio, Fortunato Merello (Molini Alta Italia), Cevasco in rappresentanza dell’Eridania “che si è impegnata per non meno di 500 milioni” (OSS 86500/6-2845, cfr. anche il Manifesto del 18.4.1974)

17 giugnoSicilia, Canepa è ucciso in un agguato dei carabinieri avvertiti dai leader della destra se­paratista che volevano sbarazzarsene. La sinistra separatista si disperde. Prevale l’ala le­gata alla mafia.
Nella stessa giornata, accompagnato dal duca Guglielmo di Carcaci, comandante generale dell’Evis, Concetto Gallo si rifugia nella villa di Wilson, da dove lo preleva, qualche giorno dopo, un ammiraglio americano che lo conduce a villa Wittinger, a Palermo, sede del comando alleato in Sicilia.

Mazzarino (Caltanisetta), i braccianti organizzano un blocco stradale che isola il paese per l’intera giornata. A Caccamo, oltre duemila persone manifestano contro l’ammasso del grano.

Milano, la Corte di assise straordinaria condanna il prefetto di Genova, Carlo Emanuele Basile, alla pena di 20 anni di reclusione. La sentenza solleva molte proteste da parte partigiana che la considerano troppo mite

18 giugnoMilano, un accordo fra l’Unione industriali e la Camera del lavoro sancisce l’annullamento dei licenziamenti effettuati fra il marzo e l’aprile, e la prossima formazione di liste per le assunzioni. Nei giorni che seguono ripartono agitazioni alla Marelli, Falck, Brown Boveri, Om che si estendono a Legnano, Magenta e Seregno per aumenti salariali, controllo del carovita, indennità di contingenza eguale per tutti.

Paolo Spriano scrive a Luigi Longo: ”Abbiamo l’impressione che la campagna per la direzione del paese alle classi lavoratrici a ai loro partiti, se ha avuto largo successo tra gli operai lascia ancora perplessi e in parte trova ostili determinati ceti intermedi che dobbiamo invece conquistare. In questi ceti incomincia ad avere presa la campagna fascistoide contro i partiti in generale, cioè contro la democrazia”.

Milano, i partigiani prelevano, in una caserma dei carabinieri, Giuseppe Bertini, con il pretesto di tradurlo in carcere. Il prigioniero, ex componente del reparto di polizia speciale di Pietro Koch, sarà poi giustiziato.

19 giugnoMilano, si apre il processo al sottosegretario all’Aeronautica della Rsi, Ruggero Bonomi. Lo difendono gli avvocati Degli Occhi e Gonzales. Sarà assolto da ogni accusa.

20 giugnoRoma, Ferruccio Parri annuncia la formazione del governo.

Allen Dulles invia un rapporto sul conto di Ferruccio Parri nel quale si legge tra l’altro che “In ogni caso potete fare affidamento sulla sua correttezza e sulla sua amicizia nei nostri confronti (…) Parri è un onesto, capace lavoratore e ha dato le garanzie richieste dall’Acc (…)

Parma, Ubaldo Vallarino, ufficiale di Marina, già componente di una missione alleata e ancora al servizio degli americani, invia un rapporto nel quale afferma che i comunisti radunano armi e lanciano squadre Sap e Gap contro i “nemici del popolo”.

In un rapporto del console generale americano, Coit McLean, si legge che i lavoratori dell’industria sono inattivi e questo aumenta lo stato di tensione. “Finora – scrive McLean – essi ricevono la paga ma non hanno altro da fare che parlare di politica. Se non si avranno commesse, le industrie cesseranno di pagare i salari e allora nascerà il caos”.

Arrestato a Milano, per la seconda volta, il ministro di Grazia e giustizia della Rsi, Piero Pisenti.

Bologna, saputo dell’arrivo di Di Vittorio per partecipare ai lavori del I° Convegno provinciale del PCI, alcune migliaia di lavoratori si radunano spontaneamente davanti alla Camera del Lavoro. Di Vittorio si sofferma brevemente a parlare con loro indicando gli obiettivi che si potranno raggiungere se tutti “si stringeranno nella CGIL”.

21 giugnoRoma, nasce il governo Parri (dal 21 giugno 1945 al 9 dicembre 1945). In precedenza si era reso urgente, con la fine della guerra sul territorio italiano, un radicale mutamento nella composizione del governo per consentire l’ingresso nell’esecutivo agli esponenti del Comitato di liberazione. Il 1° giugno i rappresentanti dei partiti del CLN sottoscrivono un accordo che pone fine al Comitato di liberazione come organo politico. Il 13 giugno un comunicato precisa che “le segreterie dei sei partiti aderenti al Cln hanno invitato Ferruccio Parri a venire a Roma per lavorare insieme alla composizione del nuovo governo”. L’esecutivo nasce otto giorni dopo. De Gasperi ministro degli Esteri, Togliatti alla Giustizia, Nenni vice presidente e Parri mantiene anche il ministero dell’Interno la coalizione comprende Dc, Pci, Psiup, Pli, Pd’A, Democrazia del lavoro. Il governo resta in carica solo 5 mesi durante i quali viene avviata la normalizzazione di uno stato ridotto ad un cumulo di macerie, profondamente scosso e diviso.
Composizione del governo: http://www.senato.it/leg/-02/BGT/Schede/Governi/0031_M.htm

Roma, il Vaticano si esprime negativamente nei confronti del go­verno Parri. Monsignor Dadaglio, della Segreteria di Stato e monsignor Perrone riportano le reazioni di Pio XII di fronte alla nascita del nuovo “governo di estrema sinistra che met­terà in discussione il concordato tra Stato e Chiesa”. Si irrigidisce ulteriormente la posi­zione del clero che viene invitato a intensificare con ogni mezzo la lotta al comunismo, si ribadisce che nessun cattolico deve iscriversi ai partiti di sinistra. La DC riceve l’ordine di modificare la politica delle sue correnti di sinistra e di irrigidire la chiusura verso comunisti e socialisti (OSS L 58565 20.7.1945)

In un rapporto dell’OSS si parla di alcuni documenti compromettenti che sareb­bero stati rubati da agenti britannici in casa di Togliatti durante un’operazione simulata da furto. L’estensore della nota aveva raccolto voci che circolavano negli ambienti della de­stra romana. “Non ladri, ma agenti dei servizi britannici sono entrati in casa per cercare documenti compromettenti. Infatti loro hanno ipotizzato che siano state trovate carte im­portantissime su un piano comunista, organizzato nei dettagli, per eseguire un colpo di stato attraverso il quale i comunisti potrebbero conquistare il controllo dell’Italia. Tra le carte è stato ipotizzato che sia stato trovato un elenco di cospiratori tra cui due generali e alcuni colonnelli dell’esercito italiano” (OSS, Italian Division rapporto J2-2169 del 21.6.1945 – valutazione C3, diceria). E’ importante questo rapporto perché evidenzia come, anche una semplice voce, sia stata utilizzata per mantenere alto il livello di tensione, alimentando la falsa minaccia di un colpo di stato comunista o imminenti invasioni.

Ferrara Modena, gruppi di partigiani fanno irruzione all’interno dei locali istituiti di pena e giustiziano 30 fascisti.

22 giugno: gli alleati arrestano e consegnano alle autorità italiane Guido Donegani, direttore generale della Montecatini, accusato di collaborazionismo con i tedeschi.

Sommatino (Caltanisetta), si svolge uno sciopero agricolo al quale aderiscono tutte le categorie rappresentate dalla Camera del lavoro. A Delia, manifestano 500 affittuari e mezzadri insieme alle loro famiglie.

Parma, la Camera del Lavoro conclude un accordo per gli adeguamenti salariali nel settore agricolo e per l’estensione del Premio di Liberazione ai lavoratori dell’industria e dell’agricoltura.

23 giugno: un memorandum americano preparato per la conferenza di Postdam afferma che in Italia “una sinistra moderata non è soltanto inevitabile, ma dovrebbe essere incoraggiata come il correttivo naturale della spinta all’opposizione delle classi lavoratrici”.

L’ammiraglio Stone, capo della Commissione di controllo alleata, propone in un memorandum il mantenimento in Italia, a tempo indeterminato, di 5 divisioni alleate come “forma di assistenza al Paese per far rinascere la fiducia della popolazione”.

Un rapporto dell’Oss esamina le condizioni e la struttura dell’apparato clandestino comunista. Afferma che esso è composto da cellule di 5 uomini (il capo, due segretari militari, due assistenti), e che “ogni cellula organizza e controlla squadre armate che vanno a comporre brigate. Attraverso le cellule il centro militare del partito trasmette ordini alle squadre e alle brigate. Il partito non si cura di aver tanto una larga disponibilità di uomini alla base, quanto di formare i quadri necessari a dirigerli. Spesso le brigate esistono solo sulla carta, ma i comandi di brigata esistono realmente”. I responsabili militari sarebbero Luigi Longo, Ilio Barontini, Francesco Roasio e Giorgio Amendola. L’apparato clandestino potrebbe mobilitare 50 mila uomini bene armati, ed altri 10.000 dotati di fucili e bombe a mano. Il loro indottrinamento si basa sull’affermazione che “il Pci non riesce a portare avanti una politica costruttiva per colpa degli alleati che gli sbarrano la strada” e che prima o poi sarà necessario cacciare gli alleati dall’Italia come è stato fatto con i tedeschi”

Roma, in un radiomessaggio alla nazione, il Presidente del Consiglio Ferruccio Parri si rivolge ai partigiani affermando che “gli atti arbitrari di giustizia, quando non sono di vendetta, e le esecuzioni illegali che turbano alcune città del Nord ci compromettono con gli alleati ed offendono soprattutto il nostro spirito di giustizia. E’ un invito preciso che io vi formulo. Basta! E siano i partigiani autentici, diffamati da questi turbolenti venuti fuori dopo la vittoria, siano essi a cooperare per la difesa della legalità che la nostra rivoluzione si è data”.

Udine, il comando del gruppo divisioni Osoppo-Friuli denuncia al Procuratore del regno i fatti di Porzus.

25 giugno: Giacinto Lazzarini invia un rapporto all’Oss nel quale scrive che “Il Partito comunista nell’intento di procurarsi voti alle elezioni, ha iscritto numerosi fascisti assicurando loro l’incolumità. In disobbedienza al bando che ordinava per il 15 maggio a ufficiali e sottufficiali e militari appartenenti alla Decima Mas, Muti, Brigate nere di presentarsi ai Comandi di polizia, hanno iniziato alcuni giorni prima le iscrizioni al partito senza discriminazioni. Hanno aiutato molti fascisti a cambiare colore ed a camuffarsi da patrioti (…)”.

26 giugno: fondata l’Organizzazione delle nazioni unite (ONU) che sostituisce la Società delle Nazioni. Ne fanno parte 51 paesi.

Roma, il comando generale dei carabinieri, in una nota firmata dal generale Leonetto Taddei e inviata al ministero degli Interni, illustra le ragioni del contrasto esistente fra proprietari e mezzadri: ”I proprietari insistono perché sia applicata la consueta procedura – divisione del prodotto in ragione della metà per ciascuna della due parti — prevista oltre che da vecchie consuetudini locali, anche dai vigenti patti collettivi di mezzadria e colonia, perché – aggiungono – trattasi di terreni appoderati e perché essi, oltre che fornire metà delle sementi e dei concimi, concorrono alle spese per i lavori necessari alla coltura del prodotto. Il decreto n.311 relativo alla disciplina della mezzadria impropria, colonia parziaria e compartecipazione prevede soltanto il 2/5 del prodotto a favore del proprietario nei casi (articolo 1, comma 2°) in cui questo interviene nella spesa degli acquisti delle sementi e dei concimi solo per metà e non concorre nella spesa di zappatura, moto aratura, ecc. I proprietari hanno respinto la proposta…di stipulare nuovi accordi collettivi, sia perché gli accordi proposti sarebbero in contrasto col decreto suaccennato, sia perché essi non avrebbero alcun valore legale e non garantirebbero l’interesse dei singoli essendo state proibite – come è noto – le stipulazioni di nuovi contratti collettivi”.

Riesi (Caltanisetta), i contadini manifestano bloccando “le vie di accesso all’abitato in segno di protesta per la riluttanza dei proprietari a rispettare gli accordi recentemente convenuti sulla divisione del raccolto”.

27 giugnoRoma, giustiziati a Forte Bravetta i seviziatori fascisti Armando Testorio e Franco Sabelli.

Gela (Caltanisetta), incidenti nel corso di una manifestazione di protesta dei contadini.

Palermo, con la mediazione dell’Alto commissario Salvatore Aldisio, viene raggiunto l’accordo fra le organizzazioni contadine ed i proprietari. L’accordo, di fatto, è vantaggioso solo per gli interessi dei secondi.

Bologna, migliaia di disoccupati manifestano per le strade della città reclamando “lavoro, salari e stipendi adeguati al costo della vita, distribuzione di generi alimentari, epurazione rapida e radicale, democratizzazione della vita politica, cessazione degli arresti di patrioti, controllo sui prezzi e campi di concentramento per i fascisti”.

28 giugnoForlì, accordo tra Federterra e agrari sui patti colonici. Stabilisce una ripartizione al 50% dei prodotti ai mezzadri, l’accantonamento del 12% per il pagamento di manodopera occorrente e il 38% ai proprietari. Ma dopo pochi giorni gli agrari denunciano l’accordo appena siglato.

Corato (Bari), una guardia campestre uccide due militanti del Pci.

Genova, il funzionario del Pwb Lovering Hill trasmette all’ambasciatore americano a Roma, Alexander Kirk, il rapporto sulla riunione svoltasi a Torino il 16-17 giugno fra gli industriali del nord Italia (v. stessa data più sopra).

29 giugnoWashington, il Pentagono informa il generale Eisenhower che il ministero della Guerra chiede il trasferimento del generale nazista Gehlen a Washington

Parma, siglato l’accordo per i lavoratori dell’industria e delle cooperative. Fissa i minimi salariali, l’indennità di carovita e il minimo salariale settimanale garantito. Più difficile la situazione per i lavoratori agricoli: è prorogato, solo con qualche piccolo aggiustamento, il contratto per gli spesati agricoli risalente al 1938, mentre per i mezzadri la modifica del Patto colonico è rinviata a dopo il congresso provinciale di categoria

Il quotidiano socialista L’Avanti, parlando dell’ondata di violenza che attraversa il Paese, scrive tra l’altro: “Dall’Abruzzo in giù il fenomeno determinante è la miseria. Un po’ dappertutto sono segnalate schiere di giovani disoccupati, avviliti, sovente affamati, che errano di villaggio in villaggio, spinti dal bisogno e da un certo gusto dell’avventura, che è anch’esso un postumo della guerra”.

30 giugnoRoma, si riunisce la direzione del Pci. Al termine, è votata una risoluzione nella quale si afferma, tra l’altro che ”E’ più che legittimo che gli operai e i lavoratori antifascisti attendessero che i loro sacrifici per l’insurrezione fossero coronati dal riconoscimento di questa loro funzione dirigente (…) Esigenze di politica interna ed internazionale lo hanno impedito”.

Fine giugno: migliaia di lavoratori sfilano per le strade di Bologna rivendicando il diritto al lavoro. Il segretario della Camera del Lavoro, Malaguti dichiara: “Sino ad ora non si sono fatte che chiacchiere. In realtà le fabbriche sono chiuse e i lavoratori hanno fame. L’appello di questi dimostranti al CLN è uno dei più energici. Con altrettanta energia agisca il CLN contro coloro che dopo aver accumulato enormi capitali con il fascismo e le sue guerre pensano ora di impiegarli in egoistiche e facili speculazioni ostacolando la ripresa del lavoro. Le masse sono disciplinate e fiduciose nei loro organismi. Deluderle vuol dire spingerle alla disperazione”. Nei giorni successivi la protesta si estende ad altri comuni della provincia: Imola, Sasso Marconi, Budrio, Anzola. Lavoro, distribuzione regolare dei generi alimentari, adeguamento dei salari, diminuzione dei prezzi, stipulazione dei nuovi patti colonici, rapida ed energica epurazione, democrazie negli organismi di governo: sono gli obiettivi al centro delle rivendicazioni popolari.

Giugno: convegno delle Camere del Lavoro del Nord Italia per mettere a punto la piattaforma rivendicativa dei mezzadri e l’eventuale sostegno dei lavoratori dell’industria.

Il questore di Roma, Giuseppe Solimando informa la direzione generale di Ps che “elementi partigiani, rimpatriando dal nord, importerebbero a mezzo di autocarri armi e munizioni che verrebbero destinate sia al Partito comunista italiano che al Movimento partigiano. Quelle dirette al Movimento partigiano verrebbero celate a cura del Comando superiore partigiano” diretto da Carlo Andreoni. La direzione generale di Ps emana una circolare sul “disarmo dei civili”.

Bologna, concludendo i lavori della Ia Conferenza regionale del PCI, Luigi Longo afferma, tra l’altro, “il problema è di riuscire a realizzare in Italia e in Emilia l’unità delle forze democratiche perché soprattutto in Emilia vuol dire unità tra il punto di vista sociale degli operai e dei contadini e tra braccianti e contadini, perché il fascismo sorse in Italia approfittando di queste questioni e di una frattura che si era operata tra operai e contadini (…) Il problema che interessa la regione emiliana come è emerso dagli interventi, è principalmente il problema contadino (…) per ciò che riguarda l’organizzazione contadina è da rilevarsi il rapido sorgere delle cooperative. Direttive dal centro ancora non ne sono state date, anche perché è molto difficile creare un tipo di sindacato unico ed è necessario pertanto adeguarsi alle varie forme di organizzazione, dalle Leghe alle cooperative e tener presente le varie figure assunte dai contadini che mutano, si può dire, da paese a paese. Ciò che interessa è di organizzare i contadini in tutte le forme in cui è possibile, salvo poi collegare insieme le varie forme organizzate”.

Bologna: duemila lavoratori della Ducati chiedono l’epurazione, per collaborazionismo, dei fratelli Ducati. Richieste analoghe, nei confronti della proprietà o dei dirigenti più coinvolti con il fascismo, sono chieste dai lavoratori di altre fabbriche bolognesi.