

Energia di sinistra
La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.
Carlo Galli
da strisciarossa
Rassegna stampa del 20 aprile 2026
Lunedì aprile 2026
https://sentileranechecantano.net/wp-admin/post.php?post=104336&action=edit
Rassegna stampa internazionale del 20 aprile 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Lunedì aprile 2026
Sicurezza, il decreto Ku Klux Klan fa tremare il governo Meloni: perché Mattarella può fermarlo
Credo che violare il diritto alla difesa sia un reato. E pagare qualcuno per commettere un reato immagino che sia un ulteriore reato. Non so se si può parlare di corruzione, ma si tratta di qualcosa di molto simile
Piero Sansonetti – l’Unità
Se passerà il decreto sicurezza così come è oggi, dopo lo sciagurato emendamento col quale si esercita una vera e propria azione corruttiva nei confronti degli avvocati, sarà molto difficile sostenere che l’Italia è pienamente dentro i canoni dello Stato di diritto. Avvocati, magistrati, giuristi, costituzionalisti sono assolutamente unanimi: quell’emendamento è una follia, è illegale prima ancora che anticostituzionale, e va fermato. In queste condizioni è molto difficile che il presidente della Repubblica possa non intervenire per sbarrarlo. Anche se, naturalmente, uno scontro tra governo e Quirinale, su un tema così delicato, avrebbe conseguenze molto forti e aprirebbe una vera e propria crisi istituzionale. Qui sono in gioco i principi dello stato liberale. L’unica via d’uscita sarebbe che la maggioranza trovi il modo per ritirare quell’emendamento. Ma questo deve avvenire in settimana, perché il 25 aprile il decreto scade.
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https://www.unita.it/2026/04/21/sicurezza-il-decreto-ku-klux-klan-fa-tremare-il-governo-meloni-perche-mattarella-puo-fermarlo/
20 aprile 2026. Dossier e spioni: l’inchiesta su 007, imprenditori e la “Squadra Fiore” che vede indagato l’ex numero 2 del Dis Del Deo

Dossier, spie, un intreccio controverso tra imprenditoria, politica e pezzi dei servizi segreti (della “vecchia gestione”). È la ricetta alla base dell’inchiesta della Procura di Roma che indaga sulla “Squadra Fiore”, gruppo composto da ex appartenenti alle forze dell’ordine accusati di confezionare dossier anche grazie a consolidati rapporti all’interno dei servizi segreti nostrani.
Questa mattina sono scattate le perquisizioni disposta dalla Procura capitolina, titolari dal fascicolo sono il procuratore aggiunto Stefano Pesci e le pm Alessia Natale e Vittoria Bonfanti, ed eseguite dai carabinieri del Ros.
continua in
https://www.unita.it/2026/04/20/dossier-spioni-inchiesta-roma-servizi-segreti-squadra-fiore/
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NAVE IRANIANA catturata dagli STATI UNITI: il video dell’assalto notturno in elicottero
La marina degli Stati Uniti ha diffuso le immagini dell’operazione notturna con cui ha catturato una nave iraniana. Donald Trump sul suo social Truth ha spiegato che gli Stati Uniti hanno colpito una nave da cargo battente bandiera iraniana, intercettata nel Golfo dell’Oman, e hanno assunto il pieno controllo dell’imbarcazione. La nave Touska – riferisce il presidente americano – ha cercato di superare il blocco, è stata messa in guardia ma si è “rifiutata di ascoltare e così la Marina l’ha fermata colpendo la sala macchine. Ora è sotto la custodia degli Stati Uniti”. Immediata la replica di Teheran: “Gli Usa hanno violato il cessate il fuoco, reagiremo presto contro l’atto di pirateria”. Oggi in Pakistan dovrebbero riprendere i negoziati.
BBC Live
US navy attacks and seizes Iranian cargo ship, with peace talks due to take place in Pakistan
Summary
- The US has attacked and seized an Iranian cargo ship attempting to get past its blockade of Iran’s ports, President Trump says
- Trump says the ship was given “fair warning to stop” but the crew “refused to listen, so our Navy ship stopped them right in their tracks by blowing a hole in the engineroom”
- “Vacate your engine room, vacate your engine room, we’re prepared to subject you to disabling fire” – watch the moment US forces attack the ship
- Iran’s military has said it will retaliate – Iranian media says drones have attacked US ships, though no damage has been reported
- The US and Iran are due to hold peace talks in Pakistan on Monday, with Vice-President JD Vance leading the US delegation
- However, Iran’s state media says Tehran has “no plans for now to participate”, although no official has clarified Iran’s position yet
- The US-Iran two-week ceasefire is due to end on Wednesday. On Sunday, Trump again threatened to strike Iranian power plants and bridges if a deal is not reached
BBC Live Reporting
Edited by Owen Amos, with reporting from BBC Persian and teams across the Middle East
https://www.bbc.com/news/live/cly90l3ln30t
https://www.bbc.com/news

20 aprile 2026. Iran war live: Tehran may skip talks as tensions rise over US ship seizure
Live https://www.aljazeera.com/video/live
- Iran has promised to retaliate after the United States seized an Iranian-flagged cargo ship in the Strait of Hormuz.
- The attack comes hours after US President Donald Trump announced that he is sending his team to Islamabad for possible talks with Iran. But an Iranian source says Tehran will not show up for the negotiations unless the US lifts its blockade.
- Pakistan tightens security in Islamabad before the possible talks, locking down parts of the city and deploying 20,000 security personnel.
- In Lebanon, the 10-day ceasefire with Israel holds, with thousands of people continuing to return to check on their destroyed homes in the south.
- Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/20/iran-war-live-tehran-slams-uss-piracy-after-ship-seizure-vows-response?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard
https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/
Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

20 aprile 2026. EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient
D. Vance attendu au Pakistan pour de nouvelles négociations ; l’Iran ne compte pas discuter à nouveau avec les Etats-Unis
Des médias iraniens avancent qu’une levée du blocus naval américain serait une condition préalable à des pourparlers. Une question rendue encore plus compliquée par l’annonce dimanche de la saisie par la marine américaine du « Touska », un cargo battant pavillon iranien, dans le golfe d’Oman. Téhéran a d’ailleurs promis de « riposter bientôt » à ce qu’il qualifie d’« acte de piraterie armée ».

Le point sur la situation lundi 20 avril à l’aube
L’Iran ne compte pas pour l’heure participer à des discussions avec les Etats-Unis, a rapporté dimanche la télévision d’Etat iranienne (IRIB). Donald Trump a annoncé envoyer une délégation américaine au Pakistan lundi pour relancer les négociations de paix avec Téhéran.
Le président américain a toutefois menacé de détruire « toutes les centrales électriques et tous les ponts en Iran » en cas d’échec des pourparlers. Le vice-président, J. D. Vance, mènera à nouveau cette délégation, a affirmé à l’Agence France-Presse (AFP) un responsable de la Maison Blanche, aux côtés des deux émissaires habituels du président, Steve Witkoff et Jared Kushner.
Le cessez-le-feu entre les deux camps doit prendre fin aux premières heures de la nuit de mardi à mercredi. L’Iran a promis dimanche de « riposter bientôt » à la saisie d’un cargo par les Etats-Unis, le porte-parole de l’état-major iranien qualifiant cette prise de contrôle d’« acte de piraterie armée ».
Donald Trump avait annoncé plus tôt que la marine américaine avait ouvert le feu sur le cargo iranien Touska dans le golfe d’Oman et en avait pris le contrôle. Le navire « a tenté de franchir notre blocus maritime, et mal lui en a pris », a écrit le président américain sur sa plateforme, Truth Social.
Un navire de la CMA CGM « a fait l’objet [samedi] de tirs de semonce » dans le détroit d’Ormuz, a fait savoir dimanche à l’AFP le groupe français de transport maritime, qui a précisé que l’équipage était « sain et sauf ».
L’Organisation maritime internationale (OMI) a déclaré que le navire, un porte-conteneurs, avait été « endommagé » samedi, sans donner plus de précision.
Le prix du pétrole bondit à nouveau, après le regain de tensions entre Washington et Téhéran. Lundi, vers 1 h 45 du matin (heure à Paris), le cours du baril de West Texas Intermediate (WTI), référence du marché américain, grimpait de 8,04 %, à 90,59 dollars (77,03 euros), tandis que le brent de la mer du Nord, référence mondiale, gagnait 6,88 % à 96,60 dollars (82,14 euros).
Israël usera de « toute sa force » au Liban. Le ministre de la défense israélien, Israel Katz, a déclaré que l’armée avait reçu pour instruction d’utiliser « toute sa force » au Liban, malgré le cessez-le-feu en cours, si les troupes israéliennes faisaient l’objet d’une « quelconque menace ».
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/20/en-direct-guerre-au-moyen-orient-j-d-vance-attendu-au-pakistan-pour-de-nouvelles-negociations-l-iran-ne-compte-pas-discuter-a-nouveau-avec-les-etats-unis_6679867_3210.html?lmd_medium=pushweb&lmd_campaign=pushweb&lmd_titre=l_armee_libanaise_denonce_des_violations_du_cessez_le_feu_par_israel_le_hezbollah_dit_avoir_vise_des_soldats_israeliens_en_represailles&lmd_ID=
20 aprile 2026. Omicidi sul lavoro: strage infinita e impunita, da nord a sud
Iran – Usa: domani Vance in Pakistan, Teheran…forse I Milano: presidio dentro e fuori il Municipio contro il gemellaggio con Tel Aviv I 25 Aprile: gli speciali di Radio Onda d’Urto

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OMICIDI SUL LAVORO – Sono quasi 300 le persone (accertate) che hanno perso la vita di e sul lavoro in questo primo scorcio di 2026 in Italia. Almeno 5 di queste nella provincia di Brescia, dove domani – martedì, alle ore 14 – la Parrocchia di Gavardo ospita i funerali di Massimiliano Lauro, 45enne operaio deceduto alcuni giorni fa cadendo da un tetto che stava ispezionando a Ospitaletto. Massi, volontario e amico della Festa di Radio Onda d’Urto, lascia 6 figli. Per loro i famigliari, a partire dal fratello Marco, hanno lanciato una raccolta fondi online; gli estremi diretti per la donazione si trovano anche su radiondadurto.org o cliccando qui.
Nelle ultime ore la lista di chi ha perso la vita mentre cercava di sbarcare il lunario è lunghissima. Noi partiamo da Torino, dove ha perso la vita un rider di 32 anni, vittima di un incidente durante una consegna nella zona collinare di Torino. Il lavoratore, Adnan El Sayed, è stato trovato senza vita a Cavoretto da un passante.
Su Radio Onda d’Urto l’interivista a Lorenzo Montanari, della Federazione del Sociale di Torino ed esecutivo nazionale dell’Unione Sindacale di Base

Sempre a Torino presidio con conferenza stampa in Tribunale per il via al processo contro i responsabili di AF Logistics, che svolge i trasporti nella piattaforma GS di Rivalta, per il suicidio di un camionista. L’uomo, di 58 anni, si tolse la vita nel 2023, oppresso dai carichi di lavoro. La denuncia, da parte dei Si Cobas, è nata proprio per i “carichi di lavoro crescenti e spesso estenuanti nel mondo dell’autotrasporto. Aumenta la stanchezza, l’esasperazione e la difficoltà economica, rischiando non di rado di spingere in un angolo di disperazione e percezione di ingiustizia il lavoratore”.
Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza con Fabio, dei Si Cobas di Torino
Nelle stesse ore del processo torinese, altri due autotrasportatori hanno perso la vita. Un camionista di 55 anni è morto investito da un’auto sull’A1, a San Nicola La Strada (Caserta), nelle prime ore della protesta per il caro carburante. Il 55enne era sulla corsia libera, impegnato nel filtraggio dei tir, quando è stato travolto da una vettura, il cui conducente si è fermato ed è stato denunciato. Sospeso per lutto il blocco di Unatras e TrasportoUnito. Un altro autotrasportatore è invece morto in Abruzzo, dove un mezzo pesante è precipitato dal ponte della superstrada del Liri, nella Marsica abruzzese, facendo un volo nel vuoto di diversi metri.
In mare, infine, ritrovato il corpo del pescatore Enrico Piras, scomparso l’11 febbraio sulla costa orientale della Sardegna. Al momento del naufragio, causato dalle cattive condizioni del mare, il 63enne si trovava a bordo del motopeschereccio “Luigino”, insieme con il collega Antonio Lovicario e il comandante Antonio Morlè. Lovicario risulta essere l’unico superstite, mentre il corpo di Morlè non è ancora stato ritrovato

MEDIO ORIENTE – Il vicepresidente Usa Jd Vance sarà a Islamabad, Pakistan, domani, con possibili negoziati Usa – Iran da mercoledì, giorno in cui scade il cessate il fuoco. “I colloqui dovrebbero avere luogo. Presumo che nessuno stia facendo giochetti”. Così Trump, aggiungendo la disponibilità a incontrare la leadership di Teheran, salvo poi minacciare: “senza accordo allora inizieranno a esplodere molte bombe”. Non è chiaro se in Pakistan arriverà la delegazione iraniana, nel timore che sia un’altra trappola per un nuovo attacco a sorpresa, come già a giugno 2025 e febbraio 2026. Intanto, secondo l’intelligence Usa, Teheran avrebbe recuperato fino al 70 per cento delle scorte di missili balistici prebelliche e il 60 per cento dei lanciatori.
Intanto oggi alta tensione nello Stretto di Hormuz, dove l’esercito Usa ha colpito una nave cargo iraniana, intercettata nel Golfo dell’Oman, assumendone il controllo. Rabbiosa la reazione di Teheran: “Gli Usa hanno violato il cessate il fuoco, reagiremo presto contro l’atto di pirateria”.
Su Radio Onda d’Urto le interviste a Gennaro Gervasio, docente di Storia dei paesi islamici all’Università di Roma Tre, e a Marco Magnano giornalista, analista di questioni internazionali e conoscitore del Medio Oriente.
Sulla (confusa) posizione Usa abbiamo sentito anche Martino Mazzonis, giornalista, americanista e nostro collaboratore.
LIBANO – Alla finestra, impegnato nel frattempo a incendiare l’intero Levante, c’è Israele, da dove Netanyahu minaccia: “non abbiamo ancora finito in Iran”. In Libano intanto Tel Aviv ha avvertito gli abitanti a sud del Libano di “sgomberare case e terre”, nel tentativo di costruire una cosiddetta “linea gialla”, come a Gaza. 55 i villaggi coinvolti per 500 km quadrati incamerati illegalmente, mentre da pochi giorni è in corso un cessate il fuoco che Israele continua a violare, anche oggi, con almeno 3 feriti nel sud. Hezbollah fa sapere che “abbatterà ogni linea gialla attraverso la resistenza”, per poi invitare il presidente libanese, il cristiano Aoun, a “rinunciare a nuovi colloqui con Tel Aviv”, previsti questo giovedì, ancora a Washington.
PALESTINA – Il progetto sionista della “Grande Israele” continua a consumarsi anche in Palestina. Numerose ruspe a Gerusalemme scortate dalle forze militari israeliane per radere al suolo case e terreni palestinesi nel quartiere al-Bustan; distrutte le condotte idriche a est di Tubas; a Hebron, Masafer Yatta e Beit Ummar i militari occupanti hanno rapito più di 50 palestinesi dopo aver fatto irruzione, saccheggiato e perquisito decine di case; feriti due giovani dai colpi di arma da fuoco sparati dall’Idf a Nablus e Jenin. Sono 11.885 le persone ferite, 1.151 quelle uccise dall’esercito occupante israealiano nella Cisgiordania Occupata, da quando è iniziato il genocidio di Israele a Gaza, nell’ottobre 2023.
Proprio nella Striscia di Gaza 2 morti e una trentina di feriti nelle ultime 24 ore, con il totale da ottobre 2023 che sale ufficialmente a 72.553 morti e 173mila feriti, più un numero indistinto di dispersi, nell’ordine delle migliaia. La gran parte della Striscia è infatti ancora una landa desolata di edifici distrutti, per ricostruire i quali serviranno “71,4 miliardi di dollari, mentre le persone ufficialmente sfollate sono poco meno di 2 milioni”. La stima, emerge dall’ultimo report, aggiornato a metà aprile e diffuso oggi da Unione Europea, Onu e Banca Mondiale
MILANO – Ancora Palestina, con la solidarietà internazionale. A Milano in corso un presidio per la cessazione del gemellaggio tra il capoluogo lombardo e Tel Aviv. L’appuntamento era di fronte al Municipio in occasione del consiglio comunale, ma la Questura ha spostato d’imperio la manifestazione in piazza Duomo, anche se dentro il Consiglio sono entrati diversi solidali con la Palestina. Tensione in aula e nella maggioranza di centrosinistra, con lo strappo di Europa Verde e Pd mentre il sindaco Sala frena sullo stop. Proprio i consiglieri comunali di Europa Verde si sono messi al centro dell’aula interrompendo la seduta, mostrando la bandiera della Palestina.
Da Milano la corrispondenza con Luciano Muhlbauer, compagno e nostro collaboratore dal capoluogo lombardo.
Da Livorno invece Giovanni Ceraolo, di Usb, sulle lotte in corso al porto labronico contro il transito di materiale bellico
UE – A chiedere lo stop dei rapporti con Israele è oggi formalmente anche il premier spagnolo Sanchez, in vista del tavolo dei ministri degli Esteri, domani – martedì – al Consiglio Europeo. “È giunto il momento che l’Ue rescinda il proprio accordo di associazione con Israele. Non abbiamo nulla contro il popolo israeliano, anzi, è il contrario. Ma un governo che viola il diritto internazionale e, di conseguenza, i principi e i valori dell’Ue non può essere nostro partner. No alla guerra”. Frena però Kaja Kallas, alto rappresentante Ue per la politica estera: “alcuni Paesi membri hanno messo sul tavolo la sospensione totale dell’accordo, che richiede l’unanimità. Allo stesso tempo, abbiamo altre misure sul tavolo, alcune a sola maggioranza qualificata”.

POLITICA DI PALAZZO – In Italia il Partito della Rifondazione Comunista propone formalmente alle forze di opposizione del “campo largo” di costruire “un fronte costituzionale, democratico e antifascista per sconfiggere la destra alle prossime elezioni”, previste per il 2027. Il progetto è contenuto nel documento politico presentato dal segretario nazionale Maurizio Acerbo e approvato dal Comitato Nazionale che si è svolto il 12 aprile, ottenendo 89 sì e 80 no e generando un intenso dibattito dentro e fuori il PRC, a 20 anni ormai dalla rottura con il centrosinistra.

BULGARIA – Da ultimo andiamo in Bulgaria, dove stravince le elezioni l’ex presidente Rumen Radev. A scrutinio di fatto ultimato, la sua ‘Bulgaria Progressista’ ottiene una comoda maggioranza di almeno 130 seggi sui 240, forte di quasi il 45%. Radev, ex top gun e poi comandante dell’aeronautica militare, ha vinto con un programma incentrato sulla lotta alla pervasiva corruzione, le oligarchie e la mafia che condizionano la vita in Bulgaria, preda di una crisi economica aggravata da un’inflazione galoppante. A livello internazionale, è considerato uno dei meno favorevoli al supporto europeo all’Ucraina, contro la Russia.
Grandi sconfitti i conservatori del Gerb, da 10 anni al potere, che dimezzano i consensi e si fermano sotto il 14%. Altri 3 partiti entrano nel Parlamento di Sofia: i liberaldemocratici europeisti al 13%, il partito della minoranza turca, al 6,6% e i nazisti di “Rinascita”, crollati dal 14% al 4%. Peggio i Socialisti, al 3%, fuori, per la prima volta dal crollo dell’Urss e del Patto di Varsavia, dal Parlamento di Sofia.
Su Radio Onda d’Urto Francesco Martino, dell’Osservatorio Balcani-Caucaso

Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:
Domani, martedì, il dl Sicurezza verso la fiducia alla Camera: spunta la mancia ai legali che “consigliano” il rimpatrio ai propri assistiti migranti. “Trattative” serali in corso tra Quirinale e Governo.
Nuova giornata di “Strike Days” nel distretto tessile pratese con i Sudd Cobas.
La trasmissione, di un’ora, realizzata da Radio Onda d’Urto per la staffetta radiofonica su censura, dissenso e controllo di domenica 19 aprile assieme ad Radio indipendenti: Onda Rossa da Roma, Blackout da Torino, Città Fujiko da Bologna e Ciroma da Cosenza.
Cambiare Rotta pubblica l’inchiesta “Tor Vergata gioca alla guerra”
La puntata di venerdì 17 aprile di “Ho ucciso l’angelo del focolare”, dentro il ciclo della Cassetta degli Attrezzi.
La puntata di sabato 18 aprile di Scuola Resistente.
Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/
Tra integrazione e respingimento: l’Europa dei diritti sotto pressione

In Europa il dibattito e le politiche migratorie oscillano tra approcci più inclusivi, come la regolarizzazione in Spagna e gli interventi umanitari legati ai conflitti come quello in Sudan, e spinte restrittive e securitarie alimentate dal discorso sulla “remigrazione”, mentre emergono anche criticità giuridiche e relative al rispetto dei diritti umani, dalle condizioni dei centri di accoglienza in Italia alle misure contestate in Germania.
https://mailchi.mp/openmigration/cos-muore-il-diritto-di-asilo-in-europa-5743637?e=f9a3e1de3a
1. La Spagna ha deciso di introdurre un ampio programma di regolarizzazione per le persone migranti prive di documenti, che potrebbe coinvolgere fino a circa 500.000 persone
Il provvedimento permette a chi soddisfa alcuni requisiti, come vivere nel Paese da almeno cinque mesi ed essere privi di precedenti penali, di ottenere un permesso di soggiorno e lavoro temporaneo, della durata di un anno.
Il governo guidato da Pedro Sánchez considera questa misura necessaria sia per ragioni umanitarie sia economiche: da un lato si vuole garantire diritti e condizioni di vita più dignitose a persone già presenti sul territorio, dall’altro si punta ad integrare lavoratori che contribuiscono alla prosperità del Paese.
Tuttavia, la decisione ha suscitato critiche e polemiche. L’opposizione teme che possa incoraggiare nuova immigrazione irregolare, mentre alcuni uffici pubblici segnalano difficoltà organizzative. Nonostante ciò, con questa misura la Spagna si distingue rispetto alla linea europea, adottando un approccio più aperto e orientato all’integrazione.
2. “Remigrazione”: l’estrema destra nel dibattito politico europeo
Negli ultimi mesi il termine “remigrazione” è entrato sempre più spesso nel dibattito politico europeo. Con questa parola si indica, in modo apparentemente neutro, il ritorno delle persone migranti nei loro Paesi d’origine, ma si tratta in realtà di un eufemismo che nasconde politiche di espulsione su larga scala, fino ed evocare scenari di vere e proprie deportazioni. Il concetto nasce negli ambienti dell’estrema destra europea, basandosi su criteri razziali, e negli ultimi anni si è diffuso anche nel dibattito pubblico. Alcune proposte prevedono non solo il rimpatrio delle persone irregolarmente soggiornanti, secondo quanto previsto anche a livello europeo col nuovo Regolamento Rimpatri, ma di persone regolarmente residenti o persino cittadini, se ritenuti “non integrati”.
L’avanzamento della cosiddetta “linea Meloni” a livello europeo, dunque, contribuisce a rafforzare questo approccio securitario e di erosione dei diritti delle persone migranti. In questo contesto si inseriscono iniziative come quella che si è tenuta sabato 18 aprile a Milano, il raduno dei “Patrioti europei”, la rete dei partiti di estrema destra. Il tema della difesa dei confini e del contrasto all’ “immigrazione clandestina” sarà centrale, nonostante il leader della Lega Matteo Salvini abbia affermato che non si tratti di un “Remigration Summit”.

Tra gli ospiti vi è stato anche Martin Sellner, austriaco con un passato legato ad ambienti neonazisti, ideologo proprio del concetto di “remigrazione”. Nel 2024 ha pubblicato il libro “Remigrazione. Una proposta”, diffuso in Italia nel 2025 e promosso nel 2026 anche da testate come La Verità e Panorama. Nel testo, riprendendo ideologie xenofobe dell’Ottocento e Novecento, sostiene la necessità di mantenere una “maggioranza dominante” nazionale e propone espulsioni su larga scala di cittadini con background migratorio, per contrastare la “sostituzione etnica”, mito complottista secondo cui le popolazioni europee verrebbero rimpiazzate da persone migranti, idea oggi ripresa e in parte normalizzata nel discorso pubblico.
3. La guerra in Sudan sta causando un forte aumento delle migrazioni verso l’Europa
Il conflitto, iniziato nell’aprile 2023, che si è progressivamente esteso e aggravato alimentando quella che viene definita dalle Nazioni Unite come la più grande crisi umanitaria al mondo, ha costretto milioni di persone a lasciare le proprie case. Molti intraprendono rotte migratorie sempre più lunghe e pericolose; in particolare, cresce il numero di persone sudanesi che cercano di raggiungere l’Europa attraversando il Nord Africa e il Mediterraneo. Questa situazione sta mettendo ulteriore pressione sui sistemi di accoglienza europei e dimostra come guerre e instabilità continuino a essere tra le principali cause delle migrazioni internazionali.
L’Unione europea e i suoi Stati membri stanno cercando di rispondere all’emergenza con strumenti umanitari e finanziari. Bruxelles ha annunciato lo stanziamento di 812,14 milioni di euro per sostenere la popolazione colpita, rafforzare gli aiuti nei Paesi limitrofi e contribuire alla stabilizzazione della regione. L’obiettivo è duplice: alleviare le sofferenze del conflitto e, allo stesso tempo, intervenire sulle cause profonde delle migrazioni forzate.
4. La Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia a risarcire un minore migrante per le condizioni di trattenimento subite nel Centro di accoglienza Sant’Anna
I giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo hanno riconosciuto la violazione degli articoli 3 e 5 della CEDU, condannando lo Stato italiano al pagamento di 6.500 euro per danno non patrimoniale.
Il ricorrente, un diciassettenne originario del Burkina Faso, era rimasto nel centro crotonese di Sant’Anna per oltre sei mesi, in condizioni caratterizzate da sovraffollamento, carenze igienico sanitarie e mancanza di strutture adeguate. La Corte ha inoltre rilevato la mancata separazione tra minori e adulti.
Secondo i giudici di Strasburgo, il giovane è stato privato di fatto della libertà personale e costretto a vivere in condizioni inumane e degradanti. La decisione si inserisce in una prassi ormai consolidata nel sistema di accoglienza italiano, infatti sempre più spesso le persone migranti minori non accompagnati vengono trattenuti per periodi prolungati in strutture inadeguate, in attesa di una sistemazione.
5. Germania: limitati i corsi di integrazione e dichiarati illegittimi i controlli di frontiera con l’Austria
Negli ultimi mesi, la Germania si è trovata al centro di due sviluppi distinti ma profondamente collegati nel dibattito sulla gestione della migrazione.
Da un lato, il governo ha deciso di limitare l’accesso ai corsi di integrazione (lingua tedesca e orientamento civico), prevedendo che una parte consistente di richiedenti asilo e persone con status precario non possa più beneficiarne gratuitamente. Di fatto, circa 129.500 persone rischiano di essere escluse o di dover sostenere costi che spesso non sono in grado di affrontare. A febbraio infatti, l’Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati (BAMF) ha comunicato ai fornitori dei corsi che non sarebbero stati ammessi nuovi partecipanti. Questi corsi rappresentano uno strumento fondamentale per l’inserimento lavorativo e sociale e la loro riduzione incide direttamente sulle possibilità di integrazione.
Dall’altro lato, una decisione giudiziaria della Corte tedesca ha dichiarato illegittimi i controlli prolungati alla frontiera tra Germania e Austria. Tali controlli erano stati reintrodotti nel 2015 e prorogati più volte.I giudici hanno ritenuto che il tentativo di rafforzare i controlli interni si scontra con i principi dello Spazio Schengen, che garantiscono la libera circolazione. Il diritto Ue consente l’introduzione di controlli interni solo se fondati su una minaccia grave e attuale. La corte ha inoltre precisato che, secondo la giurisprudenza europea, i controlli alle frontiere non possono essere giustificati solo sulla base della sicurezza nazionale o della tutela dell’ordine pubblico. La decisione, tuttavia, non ha un effetto immediato sui controlli in corso e non è ancora giuridicamente vincolante.
Nel loro insieme, questi due sviluppi delineano una tendenza preoccupante: invece di rafforzare l’integrazione e garantire pieno rispetto dei diritti, si assiste a un progressivo rafforzamento di logiche di esclusione e controllo.

6. I nostri ultimi articoli
A quindici anni dalla morte di Vittorio Arrigoni, sua madre Egidia Beretta ne ripercorre la vita in una intervista per Open Migration. Dall’intreccio tra i ricordi della sua sfera privata e quelli dell’impegno politico, emerge il profilo di un attivista guidato da un profondo senso di umanità, capace di trasformare la conoscenza e l’esperienza in testimonianza, per dare voce alle ingiustizie. Da qui si comprende il significato più profondo del suo “restiamo umani”: un invito a non restare indifferenti e a riconoscerci, oltre ogni confine, parte della stessa umanità.
«Restiamo umani»: Vittorio Arrigoni raccontato da sua madre
Leggi l’intervista
https://openmigration.org/analisi/restiamo-umani-vittorio-arrigoni-raccontato-da-sua-madre/

20 aprile 2026. Donald Trump, l’uomo che si crede Provvidenza e si trasforma in un pericoloso “dio della guerra”

Massimo Cavallini – strisciarossa
“Cut the middlemen”, eliminare intermediari, inutili procedure, passaggi superflui, agenti, sensali e procacciatori. Semplificare. Ridurre tempi e, soprattutto, costi di produzione delle merci. Abbreviare – e, laddove possibile, annullare – le distanze che dalla fabbrica conducono al consumo. Chiunque abbia qualche familiarità con i principi basici dell’economia aziendale, conosce questa litania. E più che probabile è che – a sostegno d’una spontanea, narcisisticamente esplosiva e da tempo stranota tendenza alla vanagloria – proprio questi principi microeconomici abbiano razionalmente ispirato le ultime evoluzioni d’un a prima (ed anche a seconda e terza) vista molto irrazionale fenomeno politico e pseudo-religioso: quello che, da ormai un decennio, va sotto il nome di “culto di Trump”.
continua in
https://www.strisciarossa.it/donald-trump-luomo-che-si-crede-provvidenza-e-si-trasforma-in-un-pericoloso-dio-della-guerra/
20 aprile 2026. Gli avvocati trattati come servi di regime con un premio a chi fa espatriare l’immigrato
Carlo Di Marco – strisciarossa.it

Questa maggioranza, che oramai dispone del Parlamento avendo capovolto la forma di Governo, opera apertamente come una squadra di littori a protezione della Premier – in evidente difficoltà dopo la sconfitta al referendum lo scorso 23 marzo – nel suo percorso programmatico. Vero che ad oggi i suoi principali obiettivi si sono progressivamente indeboliti ma, in attesa di tempi migliori, esercita spavaldamente questo suo predominio.
L’ultima prova di questa spavalderia si è avuta lo scorso 17 aprile con l’approvazione al Senato degli emendamenti al disegno di legge in sede di conversione del decreto-sicurezza (decreto legge n. 23/2026). L’esame in seconda lettura alla Camera, dove il Governo ha annunciato l’apposizione del voto di fiducia, deve avvenire entro il 25 aprile 2026, termine di decadenza del decreto-legge e la fretta è massima.
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20 aprile 2026. Com’è triste il Paese che sa solo tradire
Che si tratti di persone o nazioni, il tradimento oggi è diventato consueto e pure premiale. L’amicizia è l’unica antagonista al sistema dell’odio, ce lo insegnano anche i gatti
Maurizio Maggiani – La Stampa
È lì, compostamente disteso nell’angolo della scrivania dedicato alle fatture da evadere, la coda che pendola dal bordo in lenti, oziosi rintocchi di un tempo che per quel che ne so scandisce un suo sogno o una vigile attesa, dalle sue palpebre socchiuse nulla trapela di quello che è, di quello che sa, di quello che sarà anche solo tra un attimo.
Il gatto Josè, che ne so di lui? Niente di niente. Eppure gli voglio bene, eppure ho piacere che sia lì, ora, dopo che per trovare il comodo suo ha zampettato per tutta la scrivania senza il minimo rispetto per il mio lavoro, ha persino dissacrato la mia tastiera, l’amatissima, sudatissima tastiera, ho appena cancellato una fila di ìììììììììììììì e una di eeeeeeeee. Solleva di un filo le palpebre, mi guarda, imperscrutabile.
Forse che anche lui mi vuol bene? Forse aspetta con la pazienza che è dei veri trionfatori che io mi alzi e vada ad aprirgli una scatoletta al salmone? E mi chiedo se il giorno che dovessi disimparare ad aprire una scatoletta lo vedrò ancora o sparirà alla volta di un nuovo Eldorado. È un gatto di strada, infanzia difficile, prima giovinezza rovinosa, un giorno il fiuto lo ha portato alla nostra casa, alla porta di cucina aperta e al polpo, intero, che giaceva sul lavabo in attesa di cottura; è filato via con il polpo tra i denti, era più grosso di lui, l’ho dovuto rincorrere per tutto il giardino, prima di riguadagnarmi la cena, è stato ricompensato con la sua parte e da allora ha trovato il suo Eldorado. Che dopo anni ancora non gli sembra vero; diffida della generosità, basta un gesto sbagliato, fosse anche l’intenzione maldestra di una carezza, e è pronto all’attacco, e attacca se lo ritiene opportuno, bisogna essere cauti anche a volergli bene. Un gatto sottoproletario, un impiastro di natura felina e disgrazia sociale, irriducibile e inaffidabile; oltretutto il veterinario sentenzia che non vivrà a lungo, dati i precedenti giovanili nella giungla d’asfalto è affetto da immunodeficienza, hiv. E uno strano pensiero, madido di tenerezza e un poco inquietante mi allontana le dita dalla sacra tastiera. Sosta, ci devo pensare su per bene.
E se fosse una vera, sincera amicizia quella tra lui e me, tra me e il gatto Josè? Ho pochi amici e molti conoscenti, la conoscenza è un’ipocrisia facile da gestire e di poco costo, praticamente gratis, l’amicizia no, l’amicizia ha un alto costo, una ginnastica dell’anima che mette alla prova i polmoni come il cuore, una forma estrema d’amore. I miei pochi amici sono per sempre, come la mia unica sposa, ma se la mia sposa è un duraturo mistero che si va disvelando giorno per giorno, gesto per gesto, accadimento per accadimento, minuzia per minuzia, le mie amicizie sono eterne come il mistero che le edifica.
Il mito platonico dell’androgino, la smania di ricomporre le punitive metà a cui siamo ridotti non fa per me, i miei amici non mi si incastrano, se mi è colta qualche volta l’ingenuità di provare a combaciarci ne ho solo rivelato l’inaffidabilità; la mia sposa non è la mia metà, semmai il mio doppio, i miei amici il miracolo di estranei legati da un patto talmente ineffabile, l’ineffabilità del gratuito, che può sciogliersi in qualunque momento e in virtù della sua gratuità non si scioglie mai. Un legame amorevole tra estranei che si incontrano per caso a un incrocio della vita e prendono ad andare assieme per la via, sembra solo per un tratto e quel pezzo di strada si rivela senza fine. Parlano tra loro, si fanno reciproche domande, ma non troppe, mai tutte, così le risposte. Giocano e si divertono, si azzuffano, se capita che uno si fermi in disparte per pisciare può succedere che l’altro prenda e se ne vada per conto suo; ma, siccome amor ch’a nullo amato amar perdona, succederà che chissà quanto tempo dopo quando sarà lui per una qualche ragione a fermarsi si ritroveranno assieme, magari all’altro capo delle loro vite.
Ho un amico da quando facevamo assieme la prima elementare, lui tutto fisicità e disincanto, io eterno incantato e costantemente cagionevole, abbiamo fatto molte cose assieme, e per anni, per epoche, non avevamo la minima idea di poterci ancora incontrare, ma non abbiamo mai smesso di prestare attenzione l’uno per l’altro, in tutta gratuità perché non saprei proprio come poterci essere di qualche utilità se non nel prestarci attenzione. Ho un nuovo amico, sì, è ancora possibile farsi nuovi amici, siamo diversi in modo lancinante, lui colto e severo, di sacerdotale testimonianza di coerenza e dirittura, io teppistello di raffazzonati saperi che ha sempre trovato il modo di passarla liscia; ma quando ci parliamo, quando ci vediamo, lo facciamo togliendoci le scarpe per non fare troppo rumore, perché anche un solo fruscio non disturbi l’attenzione che mettiamo nel riconoscerci e offrirci quello che abbiamo, amabilmente non usando la bilancia del dare e dell’avere, ma usando ciò che ci divide per tenerci più stretti.
Ci ho pensato abbastanza, io per loro, loro per me non siamo che tali e quali al gatto Josè seppure umani, come Josè è tale e quale a noi seppure felino. Ci siamo incontrati, perfetti sconosciuti, imperscrutabili, inaffidabili umani, potevamo scegliere di farci del male, di rubarci qualcosa e tagliare la corda, attitudini prettamente umane quanto feline, abbiamo scelto di farci amici, di innamorarci, la radice è identica.
In verità mi è stato chiesto di scrivere di tutt’altro, del tradimento, di questo tempo in cui tutti tradiscono tutti e tutto, e non ho scritto che dell’amicizia, del suo contrario. Ho disatteso, lo so, ma solo all’apparenza. Il tradimento non ha luogo al mondo se non come negazione dell’amicizia. Depravazione dell’umano dovere all’amicizia, perversione, negazione dell’umano stesso se accettiamo che è della natura umana scegliere tra il bene e il male, tra la gratuità dell’amore e l’odio a pagamento. Tradere significa consegnare, e il significato che oggi gli diamo lo abbiamo mutuato – G. De Voto, Avviamento all’etimologia italiana – dal racconto evangelico di Giuda che consegna il suo amico più caro al Sinedrio per il congruo compenso di trenta denari.
L’amicizia ha un solo compenso e lo cogliamo unicamente nella vita dell’altro, nella giustizia e nella felicità che genera; il tradimento è sempre a pagamento, che sia denaro, potere, vendetta, ed è sempre fabbrica di dolore, di ingiustizia, di infelicità. Se oggi il tradimento è una pratica consueta, accettabile e persino premiale, che si tratti di un individuo, di un gruppo sociale, di una nazione, è perché il sistema delle relazioni sociali è definito dal potere, dal denaro, dall’odio, dal rancore, diversamente il sistema dominante non potrebbe sopravvivere. L’unico antagonista al sistema dell’odio è l’amicizia, se mai si realizzasse l’utopia di un sistema retto dall’amicizia universale, il tradimento non sarebbe neppure più una parola del dizionario. Tra amicizia e odio non c’è mediazione possibile, tra fedeltà e tradimento non c’è niente che possa starci nel mezzo, l’antagonismo è radicale, definitivo, non c’è niente da spiegare, non c’è ragione che tenga. Detto ciò devo pur fare i conti con una contraddizione, diciamo così il buon uso del tradimento Tu quoque, Brute, fili mi. Bruto uccide suo padre adottivo Cesare, traditore della Repubblica, perché Bruto è innanzitutto amico della repubblica. Chi tradisce un traditore è davvero a sua volta un traditore?
20 aprile 2026. Le tante facce dell’Antropocene al centro della prima edizione del Premio intitolato a Pietro Greco
Cristiana Pulcinelli – strisciarossa.it

Un’analisi approfondita delle tante sfaccettature del concetto di Antropocene, partendo dalle definizioni scientifiche e arrivando alla sua ricezione nelle scienze umane e sociali. È un argomento affascinante quello trattato dalla tesi di dottorato di ricerca che ha vinto l’edizione 2025 del premio Pietro Greco. In primo luogo perché riguarda un problema di grande attualità: l’effetto delle trasformazioni della Terra prodotte dall’uomo. Con Antropocene, infatti, alcuni studiosi indicano l’attuale epoca geologica, in cui le attività umane costituiscono la forza dominante in grado di modificare in modo significativo e duraturo gli ecosistemi, il clima e la geologia del pianeta. Nato in ambito geologico, il termine è poi trasmigrato in altri settori, assumendo nuove sfumature di significato di cui è utile fornire una mappa. In secondo luogo, proprio perché una trattazione sull’Antropocene permette di tenere insieme ambiente, società, scienza e filosofia. Un intreccio molto caro a Pietro Greco, ma che è stato anche la cifra del lavoro vincitore.
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https://www.strisciarossa.it/le-tante-facce-dellantropocene-al-centro-della-prima-edizione-del-premio-pietro-greco/
L’altra faccia dello sport

La Real Sociedad y una maldición rota: “Jamás serán campeones”
Durante años, a la Real Sociedad los títulos se le caían de las manos, siempre, inexplicablemente. Hasta que el club tiró de valentía y se impuso al mal fario
La Real lo consiguió, gracias quizá a que su historia es la de una reafirmación constante. De unos valores propios, transmitidos de padres a hijos, del colectivo al individuo, de la cocina a la mesa, de la cantera al primer equipo
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https://www.panenka.org/pasaportes/la-real-sociedad-y-una-maldicion-rota-jamas-seran-campeones/
20 aprile 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la
Di Foggia, il caso dell’AD di Terna che imbarazza Meloni: la buonuscita da 7 milioni e la presidenza di Eni a rischio

L’imbarazzo a Palazzo Chigi è palpabile. Già scossa da divergenze interne alla maggioranza su più dossier, ultimo in ordine di tempo quello sulla norma contenuta all’interno del decreto Sicurezza che prevede un compenso economico agli avvocati che assistono le persone migranti nelle pratiche di rimpatrio volontario assistito se questo va a buon fine, provvedimento voluto fortemente da Lega e Fratelli d’Italia che Forza Italia e Noi Moderati hanno in parte “sconfessato”, la premier Giorgia Meloni deve ora fare i conti con un problema nato di fatto in famiglia.
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https://www.unita.it/2026/04/20/giuseppina-di-foggia-buonuscita-terna-presidenza-eni-meloni/
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Meloni silura Cingolani da AD di Leonardo, il “Michelangelo Dome” e le pressioni Usa dietro la cacciata: Crosetto sconfitto
Soldi agli avvocati per i rimpatri dei migranti, la “remigrazione soft” del governo Meloni: è bufera sul decreto Sicurezza
Meloni, altre sberle da Trump: la premier scaricata dall’alleato spera nel divorzio per ricollocarsi al centro
Rassegna stampa del 19 aprile 2026
Domenica 19 aprile 2026
Rassegna stampa internazionale del 19 aprile 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Domenica 19 aprile 2026

Riforme «Non possiamo essere pagati per convincere i migranti a rimpatriare». Gli avvocati smentiscono il governo: non ci ha consultato. La norma voluta dal Viminale, segnalata ieri dal manifesto, è ora un baco nel decreto sicurezza. Che scade il 25 aprile, ma andrebbe modificato
Rocco Vazzana
https://ilmanifesto.it/la-camera-cambi-il-decreto-nessuno-ha-consultato-il-cnf
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-19-04-2026
Teheran: accordo con gli Usa ancora lontano, da Ue retorica ipocrita su diritto internazionale | Crosetto: Hezbollah vogliono destabilizzare regione
Hormuz chiuso dopo poche ore dalla riapertura: “Insistiamo su alcune questioni che per noi non sono negoziabili”, spiega il presidente del parlamento iraniano
L’Iran torna a serrare lo Stretto di Hormuz, riportandolo sotto “stretto controllo”, in risposta alla prosecuzione del blocco statunitense sui suoi porti, a tre giorni dalla scadenza del cessate il fuoco tra Teheran e Washington e mentre un accordo di pace appare ancora lontano. Dopo aver annunciato venerdì una riapertura della cruciale rotta marittima, attraverso cui transita normalmente circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas, la Repubblica islamica ha fatto marcia indietro, ripristinando le restrizioni e alzando nuovamente il livello dello scontro. Poco dopo l’annuncio, almeno tre navi commerciali che tentavano di attraversare lo stretto sono state raggiunge da spari, mentre i Guardiani della Rivoluzione hanno avvertito che qualsiasi tentativo di avvicinamento sara’ considerato come una forma di cooperazione con il nemico e dunque preso di mira. Dura la reazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha accusato Teheran di “ricatto”.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/teheran-richiude-hormuz-accordo-con-gli-usa-ancora-lontano-4cb770a0-a752-4db5-9a21-d071f3d9364a.html
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Raid russo con droni a Chernihiv, morto un 16enne | Pomeriggio di morte e paura a Kiev | Mosca minaccia fabbriche europee dei componenti per i droni
Sybiha: “Zelensky pronto a incontrare Putin. Perché il Presidente russo si nasconde?”. Media, missili ucraini colpiscono una fabbrica di droni in Russia
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/sybiha-zelensky-pronto-a-incontrare-putin-perche-il-presidente-russo-si-nasconde-6316cd56-fefa-4203-987c-92df1a93bde2.html
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Usa sospendono fino al 16 maggio sanzioni petrolio russo
Il Papa in Angola: «Sull’Africa le mani di prepotenti interessi. La vita ridotta a merce di scambio»

Giacomo Gambassi – Avvenire, inviato a Luanda (Angola)
Leone XIV arriva a Luanda, capitale del Paese “serbatoio” di petrolio, gas e diamanti, segnato da disparità e corruzione. Nel primo incontro pubblico il grido contro lo sfruttamento. «Si pretende di imporre un modello di sviluppo che discrimina ed esclude». E l’appello: speriamo e lottiamo insieme a coloro che il mondo scarta
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https://www.avvenire.it/chiesa/papa/il-papa-in-angola-sullafrica-le-mani-di-prepotenti-interessi-la-vita-ridotta-a-merce-di-scambio_107318
Il Papa a Yaoundé e Luanda, note di viaggio
Dall’Angola Massimiliano Menichetti parla della terza tappa del viaggio africano di Leone XIV e ricorda il messaggio lasciato al Camerun, l’invito a un più forte impegno per la solidarietà e la giustizia
19 aprile 2026. Etiopia: Biníam sepolto 15 anni in prigione senza sapere perché
Fabio Carminati – Avvenire
Il vignettista etiopie, inviso al regime del dittatore Isaias, è stato liberato il mese scorso: non ha mai potuto vedere i familiari, come altri diecimila detenuti politici

Quindici anni, tra quattro mura e una finestra, senza sapere perché l’avevano rinchiuso lì. Per 5.478 giorni, Biníam ha solo visto la tazza di ferro smaltato, infilata in una feritoia della porta al mattino e ritirata la sera. Per 131.490 ore si è sforzato di passare in rassegna, per non dimenticare, i tratti del viso della donna che amava, dei genitori, degli amici e di chi conosceva prima di finire in quel buco della storia.
Alla fine, però, anche i ricordi erano diventati indistinguibili, confusi in un volto sopra l’altro, come i 473 milioni di secondi trascorsi rinchiuso in un “carcere criminale” nel cuore del quartiere vecchio di Asmara, la capitale dell’Eritrea.
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https://www.avvenire.it/rubriche/cose-dellaltro-mondo/biniam-sepolto-15-anni-in-prigione-senza-sapere-perche_107255
L’altra faccia dello sprt
C’era una volta la Serie A. “Un grande giocatore, un grande uomo. Il biondino, il nostro caro Korac, era un intellettuale vero. Non uno qualunque che palleggia e tira. E come tirava…”.

Le parole di Bogdan Tanjević raccontano già molto di Radivoj Korać. Ma non tutto.
Belgrado, 14 gennaio 1965. In una palestra della Fiera, un luogo che pochi anni prima era stato una prigione, va in scena qualcosa che supera lo sport. Il parquet diventa teatro, il pallone uno strumento. E Korać, semplicemente, suona.
Con la maglia dell’OKK Belgrado, contro l’Alvik Stoccolma, sfiora l’inimmaginabile: 99 punti. Senza linea da tre punti, senza numeri in sovrimpressione, senza la costruzione del mito. Solo gioco, solo istinto, solo una naturalezza disarmante. Quarantaquattro canestri, undici liberi. E persino il tempo di sedersi in panchina. Non c’è ricerca del record, non c’è ostentazione. Solo una partita giocata come sapeva fare lui.
Qualche anno prima Wilt Chamberlain ne aveva segnati 100 in NBA. Ma Korać non rincorre nulla. Forse non lo sa, forse non gli interessa. Il giorno dopo non celebra sé stesso. Scrive soltanto: “Grazie, compagni.” È tutto lì.
Perché Radivoj Korać non era solo quei 99 punti. Era molto di più. Amava James Joyce e William Faulkner quanto il basket. Ascoltava i The Beatles, frequentava il teatro. Un intellettuale in canotta, capace di passare dalla delicatezza fuori dal campo alla ferocia agonistica contro i giganti sovietici.
Se n’è andato troppo presto, ma non è mai davvero scomparso. La Coppa Korać, nata in suo nome, non è solo un trofeo: è memoria viva. È il simbolo di un’idea di pallacanestro che va oltre i numeri.
Perché certi giocatori non finiscono quando smettono di giocare.
Restano nelle storie, nei racconti tramandati, negli occhi di chi li immagina senza averli mai visti.
Restano. Sempre.
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C’era una volta a Montecarlo…

Marco Giraudo – La Fionda
In un piccolo paesino nel cuore delle Alpi Marittime, Roccabruna-Capo Martino (Roquebrune-Cap-Martin), nasce nel 1998 un ragazzo che cresce immerso nel tennis, da sempre affare di famiglia. Il fratellastro è infatti il suo attuale allenatore, Benjamin Balleret, giocatore esperto soprattutto in Coppa Davis, competizione in cui ha militato più volte in rappresentanza del Principato di Monaco fino al 2024, raggiungendo come best ranking il numero 204 al mondo. Suo cugino è un altro giocatore di buon livello, Arthur Rinderknech, ora numero 27 del ranking ATP; anche la zia, Virginie Paquet, è stata una tennista professionista.
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https://www.lafionda.org/2026/04/19/cera-una-volta-a-montecarlo/
19 aprile 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la
Rassegna stampa del 18 aprile 2026
Sabato 18 aprile 2026
Rassegna stampa internazionale del 18 aprile 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Sabato 18 aprile 2026

Golfo L’Iran conta i danni di guerra e respira. E grazie all’avvio in Libano di una pur fragile tregua, annuncia l’apertura dello Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali, comprese quelle Usa. Trump non ci sta: «Lo richiudo». Poi si consola con «l’uranio che gli Usa otterranno»
Francesca Luci
https://ilmanifesto.it/liran-riapre-hormuz-trump-lo-chiudo-io-anzi-accordo-vicino
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-18-04-2026
18 aprile 2026. Minacce a Nello Trocchia: “Infame, tanto lo sai che muori”. Di Trapani: ora servono fatti, basta parole

“Il quadro di minacce e intimidazioni rivolte a Nello Trocchia è inquietante. I fatti raccontati questa mattina sul Domani devono destare la massima preoccupazione”. Parole preoccupate quelle espresse in queste ore dal Presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Vittorio Di Trapani sulle gravissime minacce rivolte al giornalista in relazione alle sue inchieste sulla criminalità organizzata. “Confidiamo in una reazione immediata e adeguata delle istituzioni. – aggiunge Di Trapani – Del resto, i nostri timori per la sicurezza di Nello Trocchia li abbiamo affidati più volte all’Osservatorio cronisti minacciati. Ora le parole non bastano più, servono fatti e azioni.
A tutela di Trocchia, a tutela della libertà di stampa, a tutela del diritto dei cittadini a essere informati”.
https://www.articolo21.org/2026/04/minacce-a-nello-trocchia-infame-tanto-lo-sai-che-muori-di-trapani-ora-servono-fatti-basta-parole/
Il Papa: sono in Africa per incoraggiare i cattolici, non per dibattere con Trump
Sul volo verso Luanda, in Angola, terza tappa del viaggio apostolico, Leone XIV saluta i giornalisti che lo hanno accompagnato in questi giorni e ringrazia il Camerun per l’accoglienza straordinaria: “Felice di aver vissuto questa esperienza”. Il Pontefice chiarisce anche il fatto che i suoi discorsi sono stati preparati settimane prima e che quindi non sono da interpretare “come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente degli Usa, cosa che non è affatto nel mio interesse”

Salvatore Cernuzio – Sul volo Yaoundé/Luanda
Traccia un bilancio assolutamente positivo, Papa Leone XIV, dei tre giorni appena vissuti in Camerun, Paese che “rappresenta il cuore dell’Africa sotto molti aspetti: anglofono e francofono, con circa 250 lingue locali e una grande varietà di etnie”. In volo verso l’Angola, terza tappa del viaggio apostolico in Africa, il Papa – pochi minuti dopo il decollo – si reca dai giornalisti al seguito per ringraziarli per il lavoro svolto (“Spero abbiate trascorso un buon periodo in Camerun”) ma anche per chiarire alcune questioni relative all’interpretazione data alle sue parole di questi giorni.
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https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-leone-xiv-dichiarazioni-volo-camerun-angola.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT
18 aprile 2026. Highlights from Pope Leo XIV’s Sixth Day in Africa
Libano, attaccati caschi blu francesi: un morto. Macron: “Opera di Hezbollah” | Crosetto: “Nelle attuali condizioni missione UNIFIL non ha più senso”
Tre soldati francesi feriti nel raid. Richiuso lo Stretto di Hormuz, spari su due mercantili. Trump: “I colloqui con l’Iran vanno bene”. Lunedì secondo round di negoziati
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/liran-riapre-hormuz-verso-accordo-con-usa-trump-proibiti-a-israele-raid-libano-4e6d0e18-6259-4092-bca7-733835d7d66d.html
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Hormuz, ancora caos: tre petroliere raggiunte da spari dei pasdaran
Generale iraniano minaccia di interrompere le forniture di petrolio
Attaccata pattuglia di caschi blu francesi: un soldato morto, 3 feriti
Attentato a Kiev causa 6 morti; il killer è un 58enne nato in Russia, si indaga per terrorismo
Petrolio, nuova deroga alle sanzioni Usa. Esercito ucraino: attaccate due raffinerie russe, due depositi di petrolio e un porto sul Baltico. Le forze russe colpiscono infrastrutture energetiche a Chernihiv e di nuovo il porto di Odessa
- Attentato terroristico a Kiev: Un uomo di 58 anni, originario di Mosca, ha aperto il fuoco nel quartiere di Holosiivskyi. Il bilancio è tragico: 6 morti e 14 feriti. Prima di essere ucciso dalle forze dell’ordine in un supermercato dove aveva preso degli ostaggi, l’attentatore ha dato fuoco al proprio appartamento. Il presidente Zelensky ha dichiarato che “tutte le ipotesi sono aperte”.
- Successi militari ucraini: Kiev ha rivendicato la distruzione di tre navi da guerra russe in Crimea (le navi da sbarco Yamal e Azov e una terza non identificata). In territorio russo, droni ucraini hanno colpito diverse raffinerie e depositi di petrolio nelle regioni di Samara e Krasnodar.
- Innovazione sul campo: Sono stati presentati nuovi droni ucraini a fibra ottica, immuni ai disturbi radio, e l’intercettore “Sting”, capace di operare a ben 2.000 km di distanza. Il Ministero della Difesa punta a robotizzare il 100% della logistica del fronte entro il 2026.
- Stallo diplomatico e geopolitico:
- Sergey Lavrov ha gelato le speranze di dialogo, affermando che i negoziati non sono una priorità e scagliandosi contro l’Europa, accusata di far rinascere il “nazismo”.
- In sede UE, le decisioni su sanzioni e prestiti sono frenate dall’attesa dell’insediamento del nuovo governo ungherese di Peter Magyar, che ha ottenuto una maggioranza schiacciante.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/zelensky-mosca-tentera-ancora-di-trascinare-bielorussia-in-guerra-4676fc10-3a9d-455a-ac1f-9328d5f33042.html
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Mosca minaccia le fabbriche dei droni ucraini, anche in Italia
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Usa sospendono fino al 16 maggio sanzioni petrolio russo

18 aprile 2026. Iran war updates: IRGC says Hormuz closed until US blockade lifted
Live https://www.aljazeera.com/video/live
- Iran’s Revolutionary Guard says due to US ceasefire violations, the Strait of Hormuz will remain closed. It also said approaching vessles would be treated as “cooperating with the enemy”.
- US President Donald Trump says the naval blockade will “remain in full force” until “our transaction with Iran is 100% complete”, and accused Iran of blackmailing the US.
- Earlier Iran’s Foreign Minister Abbas Araghchi said the strait is “completely open” to all commercial vessels, “in line with the ceasefire in Lebanon” and “on the coordinated route as already announced”.
- An attack in southern Lebanon on UN peacekeepers has left one French soldier dead. Hezbollah has denied any involvement in the attack.
- Trump said Israel is “prohibited” from bombing Lebanon as the first day of a 10-day ceasefire in the country saw tens of thousands of people return to homes they were forced to flee during weeks of Israeli attacks.
- Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/18/iran-war-live-tehran-says-president-trump-made-false-claims-amid-talks
https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/
Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

18 aprile 2026. EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient
le chef de l’ONU « condamne fermement » l’attaque qui a coûté la vie à un casque bleu français au Liban
Un militaire français, le sergent-chef Florian Montorio, a été tué samedi, et trois autres ont été blessés, dont deux grièvement, au Liban sud, lors d’une attaque des casques bleus de la Force intérimaire des Nations unies (Finul).
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/19/en-direct-guerre-au-moyen-orient-le-chef-de-l-onu-condamne-fermement-l-attaque-qui-a-coute-la-vie-a-un-casque-bleu-francais-au-liban_6679867_3210.html?lmd_medium=pushweb&lmd_campaign=pushweb&lmd_titre=l_armee_libanaise_denonce_des_violations_du_cessez_le_feu_par_israel_le_hezbollah_dit_avoir_vise_des_soldats_israeliens_en_represailles&lmd_ID=

Le point sur la situation, samedi 18 avril à 21 heures
Iran
Tout navire approchant du détroit d’Ormuz sera « pris pour cible », ont averti dans la soirée les gardiens de la Révolution. L’armée iranienne avait annoncé dans la matinée avoir à nouveau fermé le détroit en raison du blocus américain des ports de la République islamique.
Deux navires battant pavillon indien et transportant du pétrole brut avaient auparavant été pris pour cibles alors qu’ils tentaient de traverser le détroit, selon le ministère des affaires étrangères indien.
Téhéran a reçu de « nouvelles propositions » de la part des Etats-Unis pour mettre fin durablement à la guerre, a annoncé le Conseil suprême de sécurité nationale, ajoutant que les négociateurs iraniens ne feront « aucun compromis ».
L’Egypte espère un « accord final dans les tout prochains jours ». « Nous travaillons sans relâche en coopération avec le Pakistan (…) afin de favoriser la désescalade et parvenir à un accord final entre les Etats-Unis et l’Iran », a déclaré le ministre des affaires étrangères égyptien, Badr Abdelatty.
Liban
Un militaire français, le sergent-chef Florian Montorio, a été tué, et trois autres ont été blessés, dont deux grièvement, au Liban sud, lors d’une attaque des casques bleus de la Force intérimaire des Nations unies (Finul).
Selon Emmanuel Macron, « tout laisse à penser que la responsabilité de cette attaque incombe au Hezbollah ». Le mouvement chiite pro-iranien a nié toute implication et a appelé « à la prudence avant de porter des jugements ou d’attribuer des responsabilités concernant cet incident, dans l’attente des conclusions de l’enquête » de l’armée libanaise.
L’armée israélienne a confirmé avoir mis en place une « ligne jaune » au Liban sud, comme dans la bande de Gaza. Ceux qui s’en approchent « viol[ent] les accords de cessez-le-feu » et « constituent ainsi une menace immédiate », écrit-elle dans un communiqué. Elle a, par la suite, annoncé avoir tué les membres d’une « cellule terroriste » repérés à proximité de cette ligne.
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/19/en-direct-guerre-au-moyen-orient-le-chef-de-l-onu-condamne-fermement-l-attaque-qui-a-coute-la-vie-a-un-casque-bleu-francais-au-liban_6679867_3210.html?lmd_medium=pushweb&lmd_campaign=pushweb&lmd_titre=l_armee_libanaise_denonce_des_violations_du_cessez_le_feu_par_israel_le_hezbollah_dit_avoir_vise_des_soldats_israeliens_en_represailles&lmd_ID=
Trump & co, dal Vangelo secondo Pulp Fiction: perché solo Woody Allen può spiegarci questi USA
L’intento del segretario giungeva come una sorta di preghiera legata, così almeno c’è da immaginare, alle “missioni” belliche in corso attualmente in Medio Oriente
Fulvio Abbate – l’Unità
Dobbiamo all’impagabile segretario USA alla Difesa, Pete Hegseth, l’impropria citazione di un versetto della Bibbia, pronunciata durante una funzione religiosa che si è svolta, non esattamente presso una cattedrale titolata ai sermoni, bensì sotto il tetto fortificato del Pentagono. Benché le sue parole si riferissero a una preghiera di Ezechiele (25:17), i più attenti osservatori di minuzie testuali giunte dai testi propri della Fede cristiana, sia pure in versione portatile, hanno avuto modo di scorgere che si trattava di una versione decisamente alterata di un passo originale pronunciato invece nel film Pulp Fiction di Quentin Tarantino dal personaggio interpretato da Samuel L. Jackson.
continua in
https://www.unita.it/2026/04/18/trump-co-dal-vangelo-secondo-pulp-fiction-perche-solo-woody-allen-puo-spiegarci-questi-usa/
18 aprile 2026. CASE Italia esprime solidarietà a ReCommon
Articolo21
CASE Italia, la coalizione italiana contro le azioni legali vessatorie, esprime la propria solidarietà ad Eva Pastorelli, campaigner di ReCommon, ed a ReCommon, bersaglio, per l’ennesima volta, di molestie legali avviate dal colosso petrolifero ENI.

L’ultima spiacevole iniziativa risale allo scorso marzo, quando ENI ha avviato una procedura di mediazione per presunta diffamazione aggravata in risposta alle dichiarazioni rilasciate da Eva Pastorelli, durante la trasmissione Report. Le affermazioni riguardavano le partnership stipulate da ENI con Israele, attraverso l’aggiudicazione di un bando di gara per l’assegnazione di licenze esplorative al largo delle coste di Gaza e attraverso la relazione con la società israeliana Delek, che opera nei Territori Palestinesi occupati. Affermazioni suffragate da evidenze pubblicamente accessibili. ENI ha stimando il valore della controversia in 800.000 euro. Una cifra sproporzionata che tradisce l’intento intimidatorio del colosso petrolifero, minacciando l’esistenza stessa di un’organizzazione non profit, oltre a costituire un ulteriore tentativo di inibire il dibattito pubblico e della libertà di informazione.
continua in
https://www.articolo21.org/2026/04/case-italia-esprime-solidarieta-a-recommon/
18 aprile 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la
Fermiamo la strage
Altri due morti sul lavoro in poche ore, la strage continua: uno puliva una canna fumaria, l’altro nel cantiere al depuratore
Una vittima aveva 46 anni e cinque figli, l’altro aveva 67 anni ed è stato ritrovato dai colleghi
Altre due tragedie sul posto di lavoro, altri due morti entrambi ieri pomeriggio, questa volta nel Nord Italia. Due uomini, in provincia di Brescia e a Vicenza, entrambe le vittime sono precipitate mentre stavano lavorando alla pulitura di una canna fumaria e in un cantiere di un depuratore per un nuovo impianto di essiccamento dei fanghi di depurazione. Entrambi sarebbero precipitati da altezze fatali, nessuno dei due ha avuto scampo. Secondo gli ultimi dati della Cub, la confederazione unitaria dei sindacati di base, sono state 1.093 le vittime sul lavoro in Italia nel 2025 con una diminuzione dei morti sul luogo di lavoro da 805 a 798 e un aumento da 285 a 295 di quelli in itinere.
continua in
https://www.unita.it/2026/04/17/morti-lavoro-strage-canna-fumaria-cantiere-depuratore/
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Rassegna stampa internazionale del 17 aprile 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Venerdì 17 aprile 2026
Venerdì 17 aprile 2026: i fatti della settimana
Che settimana!, sintesi delle notizie più importanti della settimana, a cura di Good Morning Italia.
Cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano | Blocco navale Usa nello Stretto di Hormuz | Elezioni in Ungheria, Magyar trionfa su Orbán | Conti d’oro per le banche Usa, Lovaglio si riprende Mps

L’ultimo ponte Tregua di dieci giorni tra Israele e Libano: Trump festeggia e prova a salvare il negoziato con l’Iran. Ma per Netanyahu non cambia niente. Bombarda l’ultimo collegamento tra il sud e il resto del paese e promette: «Nessun ritiro. Qui siamo e qui resteremo»
Pasquale Porciello
https://ilmanifesto.it/meloni-incontra-zelensky-belle-parole-e-poca-sostanza
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-17-04-2026?_sc=%7BSOURCEEMAIL%7D
Perché oggi ilmanifesto è regolarmente in edicola
Sciopero dei giornalisti Terza giornata di sciopero per il contratto nazionale, scaduto da dieci anni
Il manifesto ha scelto di non scioperare ed è per questo che trovate il giornale di oggi nelle edicole e in tutti i nostri canali digitali.
Quella di ieri era la terza giornata di sciopero delle giornaliste italiane e dei giornalisti italiani per il contratto nazionale che è scaduto da dieci anni: le trattative non fanno passi in avanti per l’atteggiamento di chiusura dell’associazione degli editori.
Una chiusura che è coerente con la sistematica opera di svalutazione del lavoro giornalistico che gli editori conducono anche da più di dieci anni, da quando hanno visto nella rivoluzione tecnologica che ha investito il settore essenzialmente un’opportunità per deprimere il costo del lavoro e abbassare la qualità dei prodotti.
La crisi di questi anni è il frutto in buona parte di scelte editoriali sbagliate. Come scrive il sindacato dei giornalisti nel suo comunicato, «gli editori si sono garantiti tagli del costo del lavoro ricorrendo a pratiche di dumping contrattuale attraverso l’uso smodato del lavoro precario. Con il nostro lavoro e i nostri sacrifici quotidiani, siamo gli azionisti di maggioranza di molte aziende editoriali».
Noi del manifesto condividiamo le ragioni della mobilitazione e pensiamo che la questione della sostenibilità e dunque dell’indipendenza del lavoro giornalistico attenga al pluralismo dell’informazione, vale a dire all’effettiva garanzia di un principio costituzionale quale la libertà e il diritto di informazione.
Per questa ragione abbiamo aderito alla prima delle tre giornate di sciopero indette dalla categoria, a novembre scorso, nonostante non abbiamo un editore come controparte perché siamo una cooperativa. Il contratto nazionale ci riguarda solo in parte, perché abbiamo le regole della cooperativa, e per noi non c’è una controparte, un editore contro il quale lottare. Siamo editori di noi stessi e scioperando ancora avremmo fatto un danno a noi stessi e soprattutto a voi lettrici e lettori.
Aggiornamenti 16/04/2026, 20:30 articolo aggiornato
Ad Assisi gli studenti marciano contro la guerra: «Basta con bombe e parole d’odio»
Migliaia di alunni e docenti del Meeting nazionale delle “Scuole di Pace” oggi sfileranno lungo la strada che collega Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Flavio Lotti: «Non ci rassegniamo alla realtà dei conflitti»

Giuseppe Muolo – Avvenire
Come le stelle del cielo e i granelli di sabbia sulla spiaggia del mare. Anche gli studenti e gli insegnanti del Meeting nazionale delle Scuole di Pace sono parte attiva di quel «popolo immenso» indicato ieri da Leone XIV. In migliaia oggi sfileranno lungo la strada che collega Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Si guarderanno negli occhi, canteranno, alzeranno al cielo striscioni e cartelloni, e faranno partire un unico grande grido: «Basta guerre e attacchi al Papa», colpito in maniera «indecente e inaccettabile» da Donald Trump. Lo ribadisce ad Avvenire Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, che ha coordinato l’incontro e la Marcia. «È in atto un’escalation di bombe e di volgarità. E gli attacchi al Pontefice sono parte di questa volgarità – sottolinea -. Le bombe continuano ad ammazzare civili, donne, bambini, anziani. Ma non possiamo permetterci di rassegnarci di fronte a questa terrificante realtà». Allo stesso tempo, continua il presidente, «stiamo assistendo a questo uragano di insulti pronunciati dal presidente della principale potenza mondiale che sono altrettanto spaventosi: non uccidono ma trasmettono il panico e seminano orrore. Non è perché sono cattolico che credo di dover difendere papa Leone, ma perché ritengo che sia intollerabile che si possa dire a qualcun altro, qualsiasi sia il suo ruolo, che cosa deve dire e di che cosa si deve occupare». Secondo Lotti, Trump si sarebbe spinto fino a tal punto «perché purtroppo il “gioco della guerra” è diventato sempre più difficile e complicato da gestire anche da coloro che la fanno».
continua in
https://www.avvenire.it/attualita/ad-assisi-gli-studenti-marciano-contro-la-guerra-basta-con-bombe-e-parole-dodio_107280
I “signori della guerra” e la forza dell’amore, da Leone XIV a Bob Dylan
Leone XIV in Camerun evoca i “masters of war”, e in un attimo la memoria va all’omonima canzone degli anni Settanta. Che parlava anche della “paura di mettere figli al mondo”

Marina Corradi – Avvenire
Il Papa sale la scalinata della Cattedrale di Bamenda protetto, alle spalle, dagli uomini dell’Esercito camerunense. I ribelli indipendentisti hanno dichiarato tre giorni di tregua, ma ci sarà da fidarsi? In questa tensione una grande folla attende Leone XIV in silenzio. Le sue parole in inglese risuonano dagli altoparlanti: «The masters of war pretend not to know that it takes only a moment to destroy, yet often a lifetime is not enough to rebuild» («I signori della guerra fingono di non sapere che occorre solo un attimo per distruggere, ma spesso per ricostruire non basta il tempo di una vita»). Quel “masters of war” in inglese fa scattare in chi è quasi coetaneo del Papa una memoria: “Masters of war” è una canzone di Bob Dylan che negli anni Settanta negli Usa e in Occidente era impossibile non ascoltare. «Venite, voi signori della guerra, che non avete fatto altro se non costruire per distruggere…». La colonna sonora di una generazione, in quella voce rauca: «Vi nascondete nei vostri palazzi mentre il sangue dei giovani fluisce dai loro corpi ed è sepolto nel fango». Dylan pensava al Vietnam, ma quanto suonano profetiche le sue parole pensando ai ragazzi russi e ucraini morti in trincea, a centinaia di migliaia. Profetiche, forse, oppure la guerra è sempre la stessa, anche se cambiano le armi.
continua in
https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/i-signori-della-guerra-e-la-forza-dellamore-da-leone-xiv-a-bob-dylan_107269

17 aprile 2026. Iran war live: Strait of Hormuz open ‘for remaining period of ceasefire’
Live https://www.aljazeera.com/video/live
- Iran’s Foreign Minister says “in line with the ceasefire in Lebanon, the passage for all commercial vessels through Strait of Hormuz is declared completely open for the remaining period of ceasefire”.
- United States President Donald Trump says naval blockade on Iran to stay in place until peace deal signed. He added that Israel will no longer be bombing Lebanon.
- Iran’s deputy foreign minister says Tehran rejects any temporary ceasefire and is seeking a comprehensive end to the war across the region.
- Celebrations in Lebanon where a 10-day ceasefire has been announced to allow for negotiations between Israeli and Lebanese officials, the US State Department said.
- Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/17/iran-war-live-ceasefire-starts-in-lebanon-as-trump-says-tehran-deal-close?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard
https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/
Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict


EN DIRECT, guerre au Moyen-Orient
Macron et une quarantaine de dirigeants internationaux ont évoqué une mission « neutre » pour sécuriser le détroit d’Ormuz ; Donald Trump demande aux pays de l’OTAN de « garder leurs distances »
Donald Trump a salué la décision de Téhéran de libérer ce point de passage stratégique par lequel transite habituellement 20 % de la production mondiale d’hydrocarbures mais a assuré que le blocus américain des ports iraniens restait en vigueur jusqu’à ce qu’un accord soit conclu. A Paris, se sont réunis plus d’une quarantaine de pays en début d’après-midi pour discuter de la mise en place d’une mission de sécurisation de la navigation dans le détroit d’Ormuz.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/17/en-direct-guerre-au-moyen-orient-l-iran-annonce-la-liberte-de-circulation-dans-le-detroit-d-ormuz-jusqu-a-la-fin-du-cessez-le-feu_6679867_3210.html?lmd_medium=pushweb&lmd_campaign=pushweb&lmd_titre=emmanuel_macron_et_une_quarantaine_de_dirigeants_internationaux_ont_evoque_une_mission_neutre_pour_securiser_le_detroit_d_ormuz_donald_trump_demande_aux_pays_de_l_otan_de_garder_leurs_distances&lmd_ID=

Réouverture du détroit d’Ormuz, sommet à l’Elysée… Ce qu’il faut retenir des annonces survenues vendredi après-midi
- Le ministre des affaires étrangères iranien, Abbas Araghtchi, a annoncé que la liberté de circulation dans le détroit d’Ormuz était rétablie « pendant la période restante du cessez-le-feu ».La circulation se fera « selon l’itinéraire coordonné et préalablement annoncé par l’Organisation des ports et des affaires maritimes d’Iran », a-t-il ajouté. Les navires militaires « restent interdits » dans le détroit d’Ormuz, selon les médias d’Etat iranien.
- Le blocus des ports iraniens mis en place par les Etats-Unis restera en vigueur jusqu’à ce qu’un accord soit conclu avec l’Iran, a toutefois annoncé Donald Trump, peu après avoir salué l’annonce par Téhéran de l’ouverture totale du détroit d’Ormuz.
- En parallèle, une réunion s’est tenue à l’Elysée en présence du président français ainsi que des dirigeants allemand, britannique et italien sur la sécurisation du détroit. « Nous demandons tous la pleine réouverture immédiate et inconditionnelle par toutes les parties du détroit d’Ormuz », a déclaré Emmanuel Macron. Une quarantaine de pays ont participé à cette réunion en visioconférence.
- Keir Starmer assure qu’une réunion se tiendra à Londres la semaine prochaine afin de lancer une mission multinationale pour protéger la liberté de navigation dans le détroit d’Ormuz, en coordination avec la France. La première ministre italienne a dit que l’Italie était prête à participer mais que cette mission de sécurisation devait attendre la fin des hostilités. Le chancelier allemand souhaiterait que les Etats-Unis y participent.
- Mais au moment même de cette conférence de presse, Donald Trump a demandé aux pays de l’OTAN de « garder leurs distances ». « Ils ont été inutiles quand on avait besoin d’eux, un TIGRE DE PAPIER ! », a-t-il fustigé sur son réseau social.
- Le président des Etats-Unis a aussi déclaré vendredi que les Etats-Unis avaient interdit à Israël de bombarder le Liban après l’entrée en vigueur d’un cessez-le-feu. Israël n’a « pas encore fini le travail » contre le Hezbollah et son objectif d’un démantèlement du mouvement islamiste libanais « ne sera pas atteint demain », a mis en garde Benyamin Nétanyahou, au premier jour d’une trêve avec le Liban.
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/17/en-direct-guerre-au-moyen-orient-donald-trump-estime-qu-un-accord-avec-l-iran-est-possible-d-ici-un-jour-ou-deux-apres-la-reouverture-temporaire-et-sous-conditions-du-detroit-d-ormuz-par-teheran_6679867_3210.html?lmd_medium=pushweb&lmd_campaign=pushweb&lmd_titre=emmanuel_macron_et_une_quarantaine_de_dirigeants_internationaux_ont_evoque_une_mission_neutre_pour_securiser_le_detroit_d_ormuz_donald_trump_demande_aux_pays_de_l_otan_de_garder_leurs_distances&lmd_ID=
Le point sur la situation, vendredi 17 avril, à 22 heures
Donald Trump annonce qu’une rencontre avec les responsables iraniens est possible dans le week-end, Joseph Aoun prend la parole… Les informations à connaître avant le week-end
- « Les Iraniens souhaitent une rencontre. Ils veulent conclure un accord. Je pense qu’une réunion aura probablement lieu ce week-end. Je pense que nous parviendrons à un accord d’ici un jour ou deux », a déclaré Donald Trump au média Axios. Des propos similaires ont été rapportés à l’Agence France-Presse par le président américain, qui a assuré qu’il n’y avait « pas de point de blocage » entre les deux pays.
- L’Iran a nié vendredi avoir accepté le transfert de ses stocks d’uranium enrichi, contrairement à ce qu’avait annoncé Donald Trump. « L’uranium enrichi de l’Iran ne sera transféré nulle part. Tout comme le sol iranien est sacré à nos yeux, cette question revêt une grande importance pour nous », a déclaré le porte-parole du ministère des affaires étrangères iranien, Esmaeil Baghaei.
- « L’Iran est le gardien du détroit d’Ormuz », assure le porte-parole du ministère des affaires étrangères iranien. « La circulation des navires dans le détroit d’Ormuz se fera selon le trajet déterminé par l’Iran et en coordination avec les autorités compétentes iraniennes », précise-t-il, alors que l’Iran a annoncé la réouverture du détroit durant la période du cessez-le-feu. Ce dernier n’a pas précisé s’il parlait de la trêve au Liban entre l’armée israélienne et le Hezbollah, entrée en vigueur jeudi pour dix jours ou de celle entre les Etats-Unis et l’Iran, qui en théorie prend fin le 22 avril.
- « Le blocus maritime par les Etats-Unis est considéré comme une violation du cessez-le-feu, et l’Iran prendra les mesures nécessaires en réponse », a assuré le porte-parole du ministère des affaires étrangères iranien alors que Donald Trump avait affirmé plus tôt dans la journée que le blocus desports iraniens resterait en vigueur jusqu’à ce qu’un accord soit conclu avec l’Iran.
- « Le cessez-le-feu qui a été obtenu est le fruit des efforts de tous »,a dit le président libanais, Joseph Aoun, qui a assuré travailler à un accord permanent avec Israël. Le dirigeant a insisté sur le fait que les négociations en cours « ne sont ni une faiblesse, ni un recul, ni une concession ». Il a fixé plusieurs objectifs, dont « mettre fin à l’agression israélienne », obtenir « le retrait israélien » et assurer « le retour des déplacés (…) en sécurité, liberté et dignité ».
- Keir Starmer assure qu’une réunion se tiendra à Londres la semaine prochaine afin de lancer une mission multinationale pour protéger la liberté de navigation dans le détroit d’Ormuz, en coordination avec la France. Il a fait cette déclaration à la suite d’une réunion qui s’est tenue dans l’après-midi à l’Elysée en présence du président français ainsi que des dirigeants allemand, britannique et italien sur la sécurisation du détroit.
- Au même moment Donald Trump a demandé aux pays de l’OTAN de « garder leurs distances ». « Ils ont été inutiles quand on avait besoin d’eux, un TIGRE DE PAPIER ! », a-t-il fustigé sur son réseau social.
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/17/en-direct-guerre-au-moyen-orient-donald-trump-estime-qu-un-accord-avec-l-iran-est-possible-d-ici-un-jour-ou-deux-apres-la-reouverture-temporaire-et-sous-conditions-du-detroit-d-ormuz-par-teheran_6679867_3210.html?lmd_medium=pushweb&lmd_campaign=pushweb&lmd_titre=l_armee_libanaise_denonce_des_violations_du_cessez_le_feu_par_israel_le_hezbollah_dit_avoir_vise_des_soldats_israeliens_en_represailles&lmd_ID=
17 aprile 2026. Il balletto di Hormuz: nuovo alt alle navi, gli europei rimettono in gioco l’ONU

Paolo Soldini – strisciarossa.it
È durata meno di mezza giornata la riapertura dello stretto di Hormuz. Come molti, quasi tutti in realtà, temevano, il complicatissimo gioco degli interessi contrapporti e delle provocazioni intorno alla prospettiva di una svolta che segnasse un primo, essenziale, ritorno alla normalità dopo la guerra scatenata da Trump ha fatto precipitare un’impasse dalla quale nessuno, a questo punto, pare conoscere la via per uscire.
Non resta a questo punto che restare ai fatti, quelli determinati dagli ultimi sviluppi delle posizioni degli attori della tragedia in atto, e cercare di capire che cosa possa accadere nelle prossime ore. Cominciando da Islamabad, dove oggi dovrebbero tornare a vedersi i negoziatori americani e iraniani. Con quali prospettive di una intesa? Trump ha continuato fino a ieri mattina a sostenere che un accordo è a portata di mano e che lui è molto ottimista. Non abbastanza però da non tornare a minacciare, se non va a finire come vuole lui, la totale distruzione delle infrastrutture dell’Iran. Non proprio la riduzione all’età della pietra minacciata in passato, ma qualcosa di abbastanza simile.
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https://www.strisciarossa.it/da-hormuz-a-beirut-il-mondo-appeso-a-due-fragili-tregue/
Teheran: dopo cessate fuoco in Libano Hormuz è completamente aperto.
Aggiornamenti in tempo reale
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/accordo-usa-iran-trump-annuncia-la-consegna-delluranio-e-lo-stop-allarricchimento-a154c8a0-bee8-464b-8703-6fd0be7cacfe.html
Trump ringrazia | Sfollati tornano a Sud | Su macerie col vessillo di Hezbollah
Iran smentisce accordo su uranio.Riaperto lo Stretto di Hormuz dopo la decisione del cessate il fuoco di 10 giorni fra Israele e Libano. Festa a Beirut. Hezbollah: “Abbiamo dito sul grilletto”. A Parigi vertice per Hormuz a guida Macron-Starmer.
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17 aprile 2026. I prezzi di petrolio e gas naturale sono scesi molto, dopo l’annuncio della riapertura dello stretto di Hormuz
A seguito dell’annuncio del ministro dell’Energia iraniano sulla completa riapertura dello stretto di Hormuz – sulle cui conseguenze concrete c’è però ancora moltissima incertezza – il prezzo di gas naturale e petrolio è subito sceso drasticamente. Lo stretto di Hormuz è uno snodo marittimo importantissimo per il mercato dell’energia, dato che da lì passa un quinto di tutto il gas naturale e il petrolio venduti al mondo: dall’inizio della guerra in Medio Oriente le navi non potevano passare, e la mancanza di questi flussi aveva fatto salire molto le quotazioni.
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https://www.ilpost.it/2026/04/17/calo-prezzo-petrolio-gas-annuncio-iran-riapertura-stretto-hormuz-guerra-medio-oriente/?bitPosition=1
17 aprile 2026. Da Hormuz a Beirut. Il mondo appeso a due fragili tregue

Paolo Soldini – strisciarossa.it
Le prime navi civili “autorizzate” dai pasdaran hanno percorso quelle poche maledette miglia marine la cui chiusura ha caricato di angoscia il mondo intero. Le prime macchine stracariche si son messe in fila sulla strada che le riporta dalle macerie di Beirut e della valle della Bekaa al sud del Libano, dove i villaggi sono tutti distrutti e i razzi degli hezbollah sono stati nascosti chissà dove. Il prezzo del petrolio è crollato e tutti hanno aspettato la riapertura delle borse asiatiche facendo scongiuri per una volta fondati su qualcosa di immediatamente percepibile. Forse si può cominciare a sperare che la Grande Crisi che grava sulle prospettive dell’economia mondiale non ci sarà. Sventata per sempre o solo rimandata?
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https://www.strisciarossa.it/da-hormuz-a-beirut-il-mondo-appeso-a-due-fragili-tregue/
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Zelensky: “Oggi parteciperò al vertice su Hormuz”. Kaja Kallas: l’Ue procede verso il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Romania: un drone di Mosca ha sconfinato. Un deposito di petrolio russo sul Mar Nero in fiamme da oltre 24 ore.
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2026/04/ucraina-russia-guerra-attacchi-bombardamenti-pace-diplomazia–3db4cd6f-1954-4cbd-bf0d-d7bb24368fd8.html
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17 aprile 2026. Non dimentichiamo il Sudan: tre anni di guerra tra SAF e RSF, la più grave crisi umanitaria al mondo

La lotta per il potere che ha insanguinato la transizione verso la democrazia. 12 milioni di sfollati, almeno 150mila vittime, stragi e torture, infrastrutture civili distrutte
Per le Nazioni Unite la crisi umanitaria più grave al mondo, oscurata però dall’invasione della Russia in Ucraina e dai conflitti esplosi in Medioriente tra Israele, Striscia di Gaza, Libano, Iran. Era l’aprile del 2023 quando la lotta per il potere in Sudan sfociava nel conflitto civile più sanguinoso e grave al mondo. Soltanto un altro pezzo dello scenario di grande instabilità che dal Sahel al Corno d’Africa si infiamma per le competizioni su risorse e territori strategici. Carestie in più regioni, stragi e torture, infrastrutture civili distrutte.
continua in
https://www.unita.it/2026/04/17/sudan-guerra-saf-rsf-crisi-umanitaria-mondo/
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Crisi in Sudan, i miliziani delle Rsf annunciano la conquista di Al Fashir dopo mesi di assedio: civili allo stremo
Sudan, frana sconvolge il Darfur: spazzato via un villaggio con oltre mille morti, altro dramma dopo la guerra civile
Sudan, il genocidio che non interessa a nessuno: così nei prossimi giorni moriranno di fame 750mila persone
Sudan, la guerra civile tra gli ex alleati al Burhan e Hemedti: la resa dei conti infiamma il Paese
17 aprile 2026. Why are anti-war protests in the West muted on Iran?
Despite global opposition, protests over Iran lag behind Gaza and Ukraine. Fatigue, fear and disillusionment are responsible, say analysts.

The US-Israeli war on Iran has kept the world on edge for nearly seven weeks, with a fragile ceasefire offering a tense pause over the past 10 days.
US and Israeli attacks on the 90-million-strong, oil-rich nation have killed more than 2,000 people, displaced millions and damaged vital infrastructure, including areas near Iran’s nuclear sites. US President Donald Trump also threatened to wipe out Iran’s “whole civilisation” if it did not accede to Washington’s demands.
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https://www.aljazeera.com/news/2026/4/17/why-are-anti-war-protests-in-the-west-muted-on-iran?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard
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17 aprile 2026. Crisi energetica, il piano Ue per l’austerity da guerra: smartworking e mezzi pubblici scontati, ma no a tasse su extraprofitti
Carmine Di Niro – l’Unità
L’Europa prepara un piano di austerity da guerra. A soli quattro anni dalla prima crisi energetica provocata dall’invasione russa dell’Ucraina, a Bruxelles si fa nuovamente i conti, letteralmente, con i danni alla crescita e alle ripercussioni sulla vita quotidiana dell’altro conflitto, quello che da settimane infiamma il Golfo Persico.
L’attacco congiunto di Stati Uniti ed Israele contro l’Iran, la successiva chiusura da parte del regime di Teheran dello stretto di Hormuz (oggi riaperto dalla Repubblica Islamica almeno per la durata del cessate il fuoco in Libano), crocevia fondamentale per petrolio e gas da cui passa un quinto delle esportazioni globali dei due prodotti, si sta facendo sentire in maniera chiara ed evidente. Prezzi del carburante aumentati, così come quelli dell’elettricità, sono solo alcune delle conseguenze della crisi.
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https://www.unita.it/2026/04/17/crisi-energetica-piano-ue-smartworking-mezzi-pubblici-scontati/
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17 aprile 2026. Omicidi sul lavoro: morto Massimiliano “Massi” Lauro, operaio bresciano e volontario della Festa
Palestina: bombardamenti senza fine a Gaza, aggressioni quotiniane in Cisgiordania | Repressione: 4 compagni del cs Pedro aggrediti dai carabinieri a Padova |

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OMICIDI SUL LAVORO – È morto di e sul lavoro Massimiliano Lauro, 46 anni di Gavardo (Brescia), durante un sopralluogo per futuri lavori di manutenzione a una canna fumaria, in un’abitazione privata del paese di Ospitaletto. È caduto dal tetto, da diversi metri d’altezza. Lascia 6 figli.
Massimiliano è stato a lungo volontario alla Festa di Radio Onda d’Urto, nello stand del Patchanka. Famosi i suoi zighinì etiopi, a sostegno delle spese legali di compagne e compagni del movimento bresciano. Anche negli ultimi anni non mancava mai di passare a ogni edizione della Festa, portando il suo supporto e il suo sorriso.
La comunità di Radio Onda d’Urto e della Festa di Radio Onda d’Urto si stringono attorno a compagni, amici, famigliari.
Si può fare visita a Massimiliano sabato 18 e domenica 19 aprile alla casa funeraria Domus di via Ugo Vaglia, 4 a Gavardo (ore 8-20). I funerali si terranno lunedì 20 aprile, alle ore 15.30, sempre a Gavardo, nella bassa Valle Sabbia bresciana.

Ciao Massi!
Nelle stesse ore dell’omicidio sul lavoro di Massimiliano, in Italia altre due persone hanno perso la vita in modo analogo. Un autotrasportatore di 54 anni, Ion Cristian Barbulescu, è deceduto nel rovesciamento della sua cisterna lungo l’A14 a Castel San Pietro Terme, Bologna, mentre in Veneto, per una caduta da un’impalcatura, ha perso la vita un operaio di 64 anni, nel depuratore di Casale, Vicenza.
A oggi, sono 270 gli omicidi di e sul lavoro in Italia accertati; in media, 5 omicidi ogni 48 ore. Una guerra, impunita e silenziata, che conta anche decine e decine di feriti gravi. L’ultimo caso, eclatante, è quello di Salerno, dove un bracciante agricolo di nazionalità indiana, 36 anni, è stato scaricato da persone al momento ignote davanti al Pronto Soccorso. Il bracciante ora è ricoverato in prognosi riservata; le gambe in cancrena per un’infezione, che compromette anche il fegato e i reni. Si ipotizza che possa derivare da un’esposizione, non protetta, a elementi chimici tossici utilizzati in agricoltura, dove il 36enne lavorava come bracciane.
IRAN, LIBANO & PALESTINA – L’Iran nel pomeriggio ha annunciato la riapertura totale alle navi civili dello Stretto di Hormuz; petrolio e gas in borsa crollano del 10%, le borse salgono, anche se Trump frena, sostenendo che “il nostro blocco resta in vigore, fino a una transizione al 100% con l’Iran”. Su questo Washington e Teheran potrebbero incontrarsi di nuovo nel fine settimana dopo il nulla di fatto in Pakistan.
Già oggi, a Parigi, il vertice dei “Volenterosi”, guidati da Francia e Gran Bretagna. La quarantina di Paesi al tavolo – compresi Italia, Cina e India – puntano a sminare loro lo Stretto, oltre a organizzare una missione militare per la riapertura senza pedaggi dello Stretto”, come detto dal premier britannico Starmer.
La Meloni, rientrata dalla finestra al vertice dopo la rottura con Trump, ha detto che “l’Italia offre unità navali sulla base di un’autorizzazione parlamentare, come prevedono le norme costituzionali. È un impegno in linea con Aspides e Atalanta, per un’altra missione difensiva e solo a ostilità finite”. M5S e Avs chiedono vi sia però un mandato chiaro da parte dell’Onu, mentre Trump, sprezzante, intima “alla Nato di stare lontana da Hormuz; sono stati inutili nel momento del bisogno. L’Iran sta già sminando il braccio di mare con l’aiuto…degli Usa”.
LIBANO – La mossa iraniana su Hormuz segue il cessate il fuoco in Libano, 10 giorni, in vigore da giovedì sera. E’ il primo stop in un mese e mezzo di raid incessanti, via aria e via terra, di Israele. Un periodo durante il quale sono state ammazzate 2.294 persone, tra cui 177 minori e 100 tra sanitari e soccorritori. 7544 i feriti, oltre a 1 milione e 200 mila sfollati, oltre un quarto di tutti i residenti.
Oggi in Libano denunciate diverse violazioni alla tregua, con una vittima, un motociclista colpito dal cielo a Jint Jbeil, nel sud. A livello generale, però, al momento il cessate il fuoco, pur fragile, tiene, nonostante le provocazioni israeliane. Tel Aviv ha fatto sapere infatti che manterrà comunque l’occupazione di quella porzione di sud conquistata, a fatica, durante i duri scontri con Hezbollah.
Dal canto proprio il movimento sciita – escluso dai negoziati negli Usa – “prende atto della tregua” ma ricorda che “Israele ha una lunga storia di violazioni; basti pensare a quello che, in teoria, era già in vigore dal novembre 2024”, violato migliaia di volte da tank e caccia sionisti. A questo proposito, sempre Hezbollah fa sapere che terrà “il dito sul grilletto” nel caso Tel Aviv dovesse violare ancora la tregua, mentre migliaia di persone stanno provando a tornare a casa, o a quel che ne resta.
PALESTINA – Andiamo in Palestina, dove un’altra tregua in teoria sarebbe in vigore, da ottobre. E’ quella mai rispettata dall’esercito di occupazione israeliano nella Striscia di Gaza. Nelle ultime ore 2 i palestinesi morti; uno a est di Gaza City, vicino a un impianto di desanilizzazione, un altro a Beit Lahia, nel nord. Negli ultimi giorni, i raid israeliani sono tornati a intensificarsi sulla Striscia, al pari delle minacce di ripresa in grande stile del genocidio in corso da ottobre 2023 per mano israeliana.
Da Gaza alla Cisgiordania Occupata, dove non si contano le violenze quotidiane dell’occupazione contro i palestinesi. Un ferito grave a Salfit in uno dei tanti raid dei coloni fascisti, mentre l’esercito occupante ha rapito un’altra dozzina di persone tra Nablus e Gerusalemme. Secondo l’Anp, nelle carceri israeliane ci sono almeno 9.600 prigionieri palestinesi, la maggior parte dei quali in detenzione amministrativa, cioè senza accuse, mentre si moltiplicano gli abusi, come denunciato dai legali del più noto incarcerato palestinese, Marwan Barghouti. Oggi in Palestina è proprio la Giornata dei prigionieri politici, dedicata alla lotta nelle carceri israeliane. Iniziative di piazza in tutta la West Bank, ma pure in Europa e in Italia.

MILANO ANTIFA – Sabato 18 aprile, in piazza Duomo a Milano, il “Remigration Day” di Lega ed eurogruppo dei “Patrioti”. Ad opporsi alla calata nera della nazisteria di mezzo Continente, la Milano antifascista e antirazzista ha organizzato diverse iniziative coordinate tra loro, per circondare piazza Duomo.
Le piazze in calendario sono:
- Ore 14, in piazza Tricolore, il concentramento della manifestazione “Antifa. Liberiamo Milano. Senza paura, contro fascismo, razzismo e sessismo” organizzata da diversi spazi sociali milanesi, tra cui Lambretta e Zam.
- Ore 14 anche per il concentramento di piazza Lima per “Milano è migrante. Fuori i razzisti e i fascisti da Milano” organizzata da Cs Cantiere, Leoncavallo, Non Una Di Meno, altre realtà autorganizzate, associazionismo e partiti.
- A piazza Lima arriverà anche il corteo del sabato della realtà palestinesi e solidali, come il Cs Vittoria, che partirà da piazza Argentina già alle ore 13.30.
- La quarta piazza, invece, è “Specchio Riflesso – grande giocata improvvisata e letture in piazza” con appuntamento alle 14.30 in piazza Santo Stefano. E’ organizzata da Ape Milano, l’Associazione Proletari Escursionisti; questa sarà piazza statica, pensata anche per famiglie e bambini.
(QUALE) SICUREZZA? – Il Senato ha approvato il decreto legge sicurezza dopo 10 ore di discussione. Il decreto autoritario voluto dal governo Meloni passa ora alla Camera per la conversione in legge. I tempi sono stretti, l’esecutivo ha tempo solo fino al 25 aprile. L’opposizione ha presentato più di 1000 emendamenti in Commissione Affari Costituzionali e altrettanti in Aula per contestare le norme: dal fermo di polizia preventivo di 12 ore per impedire di manifestare al cosiddetto ‘scudo penale’ per gli agenti, dall’ulteriore, ennesima, stretta sulle persone migranti alla possibilità di utilizzare agenti “infiltrati” dentro le carceri contro le persone detenute in condizioni invivibili, fino all’ultima novità, un altro giro di vite proibizionista sulle droghe (su questo puoi ascoltare su Radio Onda d’Urto Leonardo Fiorentini, di Forum Droghe).
PADOVA – La carta bianca politica fornita dai continui pacchetti sicurezza incentiva e legittima gli abusi di potere. Ultimo caso a Padova, dove sono stati rimessi in libertà solo giovedì sera – dopo ore di udienza per direttissima – i 4 compagni del centro sociale Pedro di Padova aggrediti e arrestati dai carabinieri mercoledì sera mentre rincasavano in auto dopo un’assemblea antifascista verso il 25 Aprile.
Disposto, per loro, l’obbligo di dimora e di permanenza al domicilio tra le ore 22 e le ore 7. Ad attenderli, fuori dal Tribunale patavino, un folto presidio di compagne-i con lo striscione “No agli abusi di potere, tutte le compagne e i compagni liberi”. Stamattina, sempre a Padova, conferenza stampa con video e materiale inedito (disponibile qui) per denunciare gli abusi. Dalla conferenza stampa si parla di “episodio grave; quereliamo i carabinieri”. L’aggiornamento su Radio Onda d’Urto con Nando, compagno del Pedro di Padova.
41 BIS – Entro il 4 maggio dovrà essere essere discusso nuovamente il regime di 41 bis nei confronti di Alfredo Cospito. Tra il 2022 e il 2023, grazie allo sciopero della fame di Alfredo Cospito e a una mobilitazione diffusa, per la prima volta nella storia recente si è parlato e si è messa in discussione l’effettiva umanità del regime di 41 bis.
Proprio oggi il Tribunale di Torino ha condannato 18 esponenti di area anarchica nel processo post corteo del marzo 2023 in solidarietà a Cospito. Inflitte condanne dai 5 anni e mezzo a 1 anno e mezzo. Escluso il reato di devastazione, ma accolto in primo grado il “concorso in minaccia a pubblico ufficiale”.
Per chiedere la fine del regime di detenzione in 41 bis per Alfredo Cospito e tutte-i, le realtà anarchiche hanno convocato una manifestazione sabato 18 aprile, ore 18, da piazza Immacolata a Roma. Su Radio Onda d’Urto l’aggiornamento con una solidale.
Oggi sulle nostre frequenze anche:
- L’appuntamento settimanale di critica dei fatti economici con Andrea Fumagalli
- Alessandria: sabato 18 aprile corteo Si Cobas contro repressione e dl Sicurezza
- Rotta Balcanica: volontarie-i di Brescia a Trieste per sostenere la rete locale di accoglienza ai migranti in arrivo – a piedi – nella Fortezza Europa
- Brescia: domenica torna “La biblioteca vivente. I libri che prendono vita”, organizzata a palazzo Averoldi dal gruppo locale di Medici Senza Frontiere
Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/
Volere la Luna in assemblea: identità e progetti
Il 18 aprile si terrà a Torino l’assemblea annuale di Volere la Luna. Per ragioni di trasparenza e perché i nostri lettori siano informati e coinvolti nella vita dell’associazione pubblichiamo di seguito la relazione introduttiva predisposta dal presidente. (la redazione)
Livio Pepino
Sono all’8ª relazione introduttiva dell’assemblea di Volere la Luna (la 9ª se contiamo anche quella straordinaria del 24 novembre 2024). Comincio, questa volta, con un’annotazione che non avrei mai voluto fare e che riguarda un’assenza: quella di Robi Patrucco, sempre presente alle nostre assemblee e che ci ha lasciati dopo una breve (ma insieme lunghissima) malattia pochi giorni prima dello scorso Natale. Non è un richiamo rituale. È un pezzo di noi – di un gruppo in cui i rapporti personali sono componente fondamentale – che se ne è andato, lasciandoci più soli in un momento difficile. Più soli, ma non meno motivati e impegnati in un rinnovamento che sta cominciando a delinearsi.
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https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2026/04/17/volere-la-luna-in-assemblea-identita-e-progetti/
17 aprile 2026. Roma, blitz antidroga al Trullo, in manette Raffaele Pernasetti

Caratura criminale, prestigio, contatti con narcotrafficanti di primo livello e ambienti opachi in odor di servizi segreti erano garantiti da Raffaele Pernasetti, “Er Palletta”, 76 anni e alle spalle cinquant’anni di malavita, su piazza da quando, insieme a Franco Giuseppucci, Maurizio Abbatino, Enrico De Pedis e altri, aveva fondato la Banda della Magliana. A tutto il resto, però, pensava Manuel Severa, “Il Matto”, […] capace di gestire un’organizzazione che dominava le piazze di spaccio del Trullo, di Corviale e della Magliana.
Fino a questa mattina, quando i carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dai pm Antimafia della procura di Roma, sono entrati in azione. Nove persone in carcere, quattro ai domiciliari e trentatré indagati, alcuni dei quali erano già stati giudicati separatamente. “Ritorno al crimine” è stata chiamata l’operazione, perché ricorda la commedia in cui tre amici trovano un portale spazio-temporale e si ritrovano davanti a Renatino De Pedis.
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https://www.ugomariatassinari.it/blitz-antidroga-al-trullo-in-manette-raffaele-pernasetti/
17 aprile 2026. Milano rifiuta il razzismo della Lega. Manifestazioni in città contro il raduno leghista

Tre piazze, un’unica voce contro la remigrazione. Milano ha deciso di rispondere così alla manifestazione della Lega e dei Patrioti europei, che sfileranno lungo lo stesso percorso che una settimana dopo, il 25 aprile, vedrà il passaggio del corteo per la Festa della Liberazione. Piazza Argentina, Piazza Lima, Piazza Tricolore: qui, dalle 14, si riuniranno realtà antifasciste, comunità migranti, centri sociali, collettivi cittadini, studenti. Che poi confluiranno in un unico corteo, verso piazza Santo Stefano, dove dalle 14:30 si alterneranno giochi e attività per famiglie e più piccoli. “Se la Lega sarà ancora in piazza del Duomo al nostro passaggio – dice Valter Boscarello di Memoria Antifascista – pensiamo di fare un po’ di rumore per far sentire la nostra voce e per farli sentire un po’ accerchiati da una Milano antifascista e democratica che ovviamente non tollera chi è estraneo alla democrazia”. Piazza Lima sarà la partenza delle realtà migranti, a cui si uniranno le associazioni palestinesi di Piazza Argentina. “Remigrazione vorrebbe dire riportare in chissà quale Paese anche me che sono nata in Italia e che sono figlia di persone che vivono qui da più di quarant’anni”, spiega Selam Tesfai, attivista del centro sociale ‘Il Cantiere’. “Questi sono temi pericolosissimi, perché costituiscono un humus di pensiero molto vicino alle estreme destre europee”. Piazza Tricolore sarà quella dei centri sociali, delle associazioni e delle realtà militanti milanesi, contro la repressione del dissenso. “Tutti consideriamo inaccettabile questa manifestazione – spiega un attivista del ‘Csa Lambretta’ – e gli organizzatori hanno scelto provocatoriamente lo stesso percorso che la settimana successiva faremo tutte e tutti in ricordo della Liberazione dal nazifascismo”. Piazze diverse, con composizioni diverse, ma unite da un unico obiettivo: tutelare la città dalle realtà che vogliono portare nel cuore di Milano temi razzisti e xenofobi. Temi per cui, dicono, non c’è spazio.
https://www.radiopopolare.it/milano-rifiuta-il-razzismo-della-lega-manifestazioni-in-citta-contro-il-raduno-leghista
17 aprile 2026. La crisi non è un’eccezione in un sistema organizzato per produrre instabilità
Massimiliano Civino – strisciarossa.it

Conviene partire non tanto dalla crisi energetica recente, riacutizzata dai conflitti in corso, quanto dal modo in cui essa viene comunemente interpretata.
La narrazione dominante segue uno schema apparentemente lineare: un conflitto geopolitico interrompe i flussi di petrolio e questa interruzione si traduce in instabilità economica. Prima la guerra, poi l’economia. Una sequenza che appare intuitiva proprio perché si fonda su un presupposto raramente esplicitato: che il sistema economico sia, in condizioni normali, intrinsecamente stabile, e che solo fattori esterni possano comprometterne l’equilibrio.
E tuttavia è proprio questo presupposto a risultare problematico.
Se si assume che la stabilità rappresenti la condizione ordinaria e la crisi un’eccezione, allora ogni perturbazione viene inevitabilmente interpretata come un incidente. Ma è forse più utile interrogarsi sul contrario: se la crisi non costituisca invece una modalità ricorrente attraverso cui emergono tensioni già inscritte nel funzionamento del sistema.
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https://www.strisciarossa.it/la-crisi-non-e-uneccezione-in-un-sistema-organizzato-per-produrre-instabilita/
17 aprile 2026. L’altra faccia dello sport
Silvio Baldini. “La verità fa male, ma va detta”

Sono cresciuto guardando mio padre piegarsi davanti a un mondo che passava oltre senza vederlo.
Non avevamo una casa da chiudere a chiave, né numeri da controllare sul conto.
Avevamo lo stomaco vuoto. E una speranza ostinata che non voleva morire.
Mio padre non aiutava un cieco per pietà.
Lo accompagnava perché conosceva sulla propria pelle cosa significa non avere niente. E quando la vita gli strappava tutto, lui non rubava, non mentiva, non schiacciava nessuno. Tendeva la mano.
E io quella mano non l’ho mai nascosta: l’ho sempre mostrata con orgoglio.
Perché da lui ho imparato una lezione che non insegnano né a scuola né nei salotti dove i soldi parlano più delle persone: la povertà non sporca, se la vivi con dignità.
La vera miseria nasce solo quando perdi l’onore.
Mi ha insegnato che non serve possedere per essere ricchi.
Basta fermarsi, regalare tempo, offrire un gesto, scegliere di esserci per qualcuno che ne ha bisogno.
I soldi finiscono. Il tempo no.
Il denaro compra cose. Non dà senso alla vita.
Puoi riempire una casa di oggetti, ma se non sai stringere un abbraccio, se non guardi negli occhi chi ami, se non ti fermi ad ascoltare… allora sei tu il più povero di tutti.
La ricchezza non sta nel portafoglio.
Sta nelle persone che scegli, nel tempo che doni senza pretendere, nei passi che fai accanto a chi non ce la fa da solo.
E quando arriverà il momento di fare i conti, nessuno ti chiederà quanti soldi avevi.
Ti chiederanno quante vite hai toccato.
Quanta luce hai lasciato dietro di te.
Per questo lo dico senza abbassare lo sguardo, anzi a testa alta: sono figlio di un uomo che chiedeva l’elemosina.
Ed è proprio lui che mi ha lasciato l’unica ricchezza che conta davvero: la schiena dritta, le mani pulite e la dignità di non vendermi mai.”
Da Calcio Totale – noeSsroptdi1u7ah538i6fu915giu272ua 259f20i3c859l2087cu1a2ufc
17 aprile 2026. Il calciatore Manolo Portanova è stato condannato anche in appello a sei anni di carcere per violenza sessuale
Il Post
Il calciatore della Reggiana Manolo Portanova è stato condannato in appello a sei anni di carcere per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza: la stessa pena era stata decisa anche in primo grado.
I fatti denunciati dalla ragazza — all’epoca ventiduenne — erano accaduti a Siena nel maggio del 2021. Portanova aveva scelto di essere giudicato con il rito abbreviato insieme a un altro imputato — suo zio — il quale ha ricevuto la stessa condanna. Il terzo imputato aveva scelto invece il rito ordinario. All’epoca dei fatti Portanova giocava nel Genoa in Serie A: dal 2023 gioca invece nella Reggiana, in Serie B. L’avvocato di Portanova ha fatto sapere che farà ricorso in Cassazione.
https://www.ilpost.it/2026/04/17/manolo-portanova-condannato-appello-violenza-sessuale/

Le previsioni del tempo per venerdì 17 aprile
17 aprile 2026. Il brutalismo e lo sguardo lungo della ragione pratica
«Ciò che abbiamo appreso alla dura scuola della nostra vita politica moderna è il fatto che la civiltà umana non è per nulla quella cosa ormai saldamente fondata, che una volta supponevamo essa fosse».
Roberta De Monticelli – Libertà e Giustizia

Girando per il centro di Milano capita sovente di imbattersi in curiosi presidi dell’Esercito Italiano, simili a certe improbabili messe in scena “attualizzanti” d’opera lirica. Che cosa ci faccia ad esempio un gigantesco blindato che da lontano pare un carro armato, con intorno tre soldatini armati fino ai denti, in divisa mimetica, nel mezzo di una pacifica Piazza XXV Aprile completamente pedonalizzata, a cosa possa servire proprio lì, fra i ristoranti e i parrucchieri, sotto l’arco modesto di Porta Garibaldi, sarebbe un mistero se non fosse un’ovvietà. Perché naturalmente è solo una virile esibizione di muscoli sovrani e sovranisti, a severo monito dei dissenzienti di ogni sorta. E anche se dalle nostre parti assume un aspetto ridicolo, è un vero e proprio fenomeno. Manifesta, cioè, una verità. Militarizzazione e involuzioni autoritarie sono in relazione intrinseca, due facce della stessa medaglia. Da un lato il lento precipizio in cui si preparano le guerre non può che indurre qualunque governo alle cosiddette strette securitarie: basta vedere come stanno trattando i manifestanti a sostegno della Palestina in Gran Bretagna, sotto un governo laburista.
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https://www.libertaegiustizia.it/2026/04/17/il-brutalismo-e-lo-sguardo-lungo-della-ragione-pratica/
17 aprile 2026. L’infezione biblica Donald Duck e Lupo Ezechiele
Il dio del Vecchio Testamento prepara l’Apocalisse da millenni. Ora la tragedia è diventata farsa. L”Apocalisse, però è cosa seria/ con UN TEXTO de AMADOR SAVATER

Franco Bifo Berardi
L’infezione biblica – tragico progetto di Vendetta Terrore e Sterminio – ha ammorbato la storia dell’Occidente fin quando, un paio di secoli fa, credendo di essercene liberati, mettemmo al suo posto la Ragione.
Ma si trattava solo di un’illusione. La Ragione era solo un avatar della profezia schizoparanoide di dominio assoluto sul Tempo sulla Natura e soprattutto sui popoli inferiori che il popolo eletto è autorizzato da dio a sfruttare torturare e sterminare.
Ora quella profezia schizoparanoide troneggia in varie differenti versioni: come onnipotenza della Tecnica, come Intelligenza dell’Automa, e, dulcis in fundo, come Apocalisse atomica incombente. Ma soprattutto come personaggio dei fumetti: Donald Duck vuole un Arco di Trionfo più grande di quello di Napoleone, e Big Bad Wolf che nella versione italiana si chiama Lupo Ezechiele spara cazzate a raffica ma religiosamente.
Pete Hegseth, l’eroico Ministro della Guerra degli Stati Uniti ha citato le Sacre Scritture nella versione rivista da Quentin Tarantino.
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https://francoberardi.substack.com/p/linfezione-biblica-donald-duck-e?utm_source=post-email-title&publication_id=2391647&post_id=190018770&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=c2va4&triedRedirect=true&utm_medium=email
17 aprile 2026. La macchina della propaganda europea
Thomas Fazi – La Fionda

Introduzione dell’autore al libro La macchina della propaganda europea. Il lato oscuro di ONG, media e università, Guerini, 2026.
A partire dagli anni Dieci del nuovo millennio, cioè dalla cosiddetta crisi dell’euro e dagli sconvolgimenti economici e sociali che ne sono conseguiti, si è diffusa – soprattutto nel nostro paese – una vastissima letteratura critica sull’Unione europea e in particolare sull’unione monetaria, a cui chi scrive può dire di aver offerto il suo modesto contributo. Tuttavia, la pressoché totalità di queste analisi si è concentrata sulle caratteristiche istituzionali e sulle implicazioni economiche, politiche e sociali del processo di integrazione europea (e di unificazione monetaria in particolare): sul modo in cui il trasferimento progressivo di quote crescenti di sovranità – fino alla sovranità monetaria, elemento cardine dell’indipendenza statale – dal livello nazionale a quello sovranazionale, insieme all’adesione a un ordine politico-istituzionale strutturalmente tecnocratico e antidemocratico, nonché a una costituzione economica europea di matrice radicalmente neoliberale, abbiano inciso negativamente sullo sviluppo economico e sociale, sulla salute democratica e sugli equilibri di classe nei Paesi membri, con effetti particolarmente rilevanti nel caso italiano.
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https://www.lafionda.org/2026/04/17/la-macchina-della-propaganda-europea/
17 aprile 2026. XXI* Memorial Ceremony dei Combattenti per la Pace: Chen Alon e Sulaiman Khatib ci raccontano come è cominciata
Daniela Bezzi – Agenzia PRESSENZA

Agenzia PRESSENZA – Pochi giorni ci separano dalla Memorial Ceremony che ogni anno rappresenta il momento più significativo per i Combattenti per la pace. Quest’anno lunedì 20 aprile, a rispondere all’appello ci saranno ben 58 pubbliche postazioni in tutto il mondo, di cui 11 tra Israele e Palestina – oltre alle registrazioni individuali di cui si saprà alla fine. Significativa la risposta pervenuta da parecchie città europee, in aggiunta al forte network di supporto da tempo attivo negli Stati Uniti. E succederà qualcosa anche a Melbourne in Australia e persino in Sudafrica, in collegamento da Johannesburg e Cape Town.
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https://www.pressenza.com/it/2026/04/xxi-memorial-ceremony-dei-combattenti-per-la-pace-chen-alon-e-sulaiman-khatib-ci-raccontano-come-e-cominciata/
17 aprile 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la
17 aprile 2026. Iran war’s big winners: Wall Street, weapons firms, AI and green energy
The global economic outlook for 2026 looks grim if the Iran war continues, but some industries are booming.

The International Monetary Fund has downgraded its global growth forecast for 2026 from 3.3 to 3.1 percent, citing the impact of the United States-Israeli war on Iran and the shutdown of the Strait of Hormuz on the world economy.
The war has damaged energy infrastructure across the Gulf, while critical exports like oil, gas, chemicals and fertiliser remain largely stranded by Iran’s shutdown of the strait and the subsequent US naval blockade of Iranian ports.
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https://www.aljazeera.com/news/2026/4/17/iran-wars-big-winners-wall-street-weapons-firms-ai-and-green-energy?UTM_Source=pnsOS&UTM_Medium=push&UTM_Campaign=standard
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Why many Kashmiris are donating gold, breaking piggy banks for Iran
Muslims the target? Fury as millions lose voting rights in India’s Bengal
Fire at key Australian refinery deepens fuel risks amid Iran war shortages
Fire breaks out at crucial Australian refinery, raising fuel supply fears
17 aprile 2026. La scomparsa del futuro. Per un nuovo Sessantotto
Nel ’68 fu il passaggio dalla dimensione politica a quella antropologica; oggi è il percorso inverso che porterà a una rivolta politica delle giovani generazioni contro l’ordine esistente. Le piazze per Gaza e il voto al referendum ne sono segni premonitori.

Domenico Gallo – Libertà e Giustizia
Stiamo attraversando un’epoca di imbarbarimento dell’ordine internazionale che ci dà l’impressione di vivere all’interno di un incubo, come nella distopia disegnata da Philip Roth nel romanzo Il complotto contro l’America che ipotizzava una contro-storia in cui Charles Lindberg vinceva le elezioni presidenziali nel 1940 al posto di Roosevelt e instaurava un regime filonazista negli Usa. In effetti dai bassifondi della storia stanno riemergendo gli scheletri del razzismo, della guerra, del genocidio, che pensavamo di avere sepolto per sempre nel 1945 con l’instaurazione di un nuovo ordine internazionale fondato sul ripudio della guerra, sulla cooperazione fra le nazioni e sul primato della democrazia e dei diritti dell’uomo.
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https://www.libertaegiustizia.it/2026/04/17/la-scomparsa-del-futuro-per-un-nuovo-68/
La Francia voleva che si lavorasse il primo maggio (ma ha clamorosamente fallito)
Dietrofront del governo nonostante il gruppo dei senatori centristi, che avevano promosso la misura, fossero riusciti pure a farla adottare presso la Camera alta l’estate scorsa con il sostegno del premier Lecornu. La festività non si tocca

Daniele Zappalà – Avvenire
Oltralpe, un nuovo buco nell’acqua per il governo francese in cerca di rimpinguare i conti pubblici, da anni in profondo rosso, e di rilanciare l’economia con misure di stampo liberista. Questa volta, il dietrofront è giunto dopo una proposta molto azzardata capace d’irritare il fronte sindacale, come poche altre volte in passato: “sdoganare” il lavoro, negli esercizi commerciali, il primo maggio. Per il ministro del Lavoro, Jean-Pierre Farandou, i trascorsi alla guida delle Ferrovie francesi (Sncf), fra le aziende transalpine più sindacalizzate, non sono stati di buon consiglio. Ma il copyright della bozza contestatissima, in realtà, chiama in causa pure il Parlamento, più precisamente il gruppo dei senatori centristi, che avevano promosso la misura, riuscendo pure a farla adottare presso la Camera alta l’estate scorsa, con il sostegno del premier Sébastien Lecornu. Ma attorno alla bozza, il clima è cambiato decisamente con l’arrivo del testo all’Assemblea Nazionale, dove i centristi e filogovernativi non possono contare su una superficie politica particolarmente ampia, ‘schiacciati’ come sono fra i cospicui gruppi dell’ultradestra lepenista e, sul fronte opposto, delle diverse anime della sinistra.
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https://www.avvenire.it/mondo/la-francia-voleva-che-si-lavorasse-il-primo-maggio-ma-ha-clamorosamente-fallito_107282
Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Siamo agli ultimi gloriosi 90 giorni di campagna di azionariato popolare
Poi dovremo decidere come salpare: tenetevi libere e liberi l’11 e 12 luglio
La nostra campagna “un’azione contro il riarmo” è più che mai urgente
L’esempio della ex Gkn piú che mai necessario
1. La riconversione ecologica dell’automotive è un’azione contro il riarmo. Perchè è nella crisi dell’industria che si annida la bugia guerrafondaia secondo cui la riconversione bellica servirebbe a risollevare l’industria e creare posti di lavoro. In assenza di un’alternativa chiara, il movimento operaio verrà costantemente sottoposto al ricatto morte-salario, guerra o disoccupazione.
2. La riconversione ecologica non è solo umanamente necessaria, ma è l’unico piano realmente economico. È in grado di creare milioni di posti di lavoro, alleggerire la sanità pubblica da tutte le malattie legate o incrementate dall’inquinamento, diminuire I danni da eventi climatici avversi, la povertà energetica, liberarci dall’inflazione dei combustibili fossili.
3. La riconversione bellica non è solo umanamente atroce, ma è un piano antieconomico. Creerà posti di lavoro focalizzati, aumentando enormemente il peso specifico di alcuni player industriali e finanziari, lasciando il resto dell’economia allo sbando, generando un enorme debito e tagli ai diritti sociali e civili.
4. Vincere alla ex Gkn è un esempio concreto di reindustrializzazione ecologica. E un simile esempio non può che dare fastidio al sistema. Dove per “sistema”, non intendiamo solo le forze che contribuiscono attivamente al riarmo ma anche tutte quelle che vi contribuiscono con la propria passività.
5. La lotta per la pace non può essere di sole parole, perchè la guerra non è un’opinione ma un rapporto di forza. E i rapporti di forza si praticano anche con l’esempio concreto alternativo.
6. Non a caso la nostra campagna di azionariato popolare è un’ “azione contro il riarmo”. E vi comunichiamo che entra nei suoi ultimi 90 giorni. Al termine dei quali dovremo dire se e come salpiamo, come una flotilla nell’economia. Da come va la campagna dipenderà se salperemo con una piccola nave o con una flotta. In ogni caso tenetevi libere e liberi l’11 e 12 luglio per deciderlo insieme.
7. Trump non è un folle solo al comando. É l’espressione folle di una economia impazzita. La sovrapproduzione di automobili ha spinto le case automobilistiche verso la concentrazione e verso la finanziarizzazione. I colossi automobilistici mondiali sono prima di tutto enormi oligarchie finanziarie. Le tariffe di Trump e la mancata riconversione ecologica del settore hanno aumentato la crisi del settore. Senza che questo intaccasse in nessun modo i dividendi dei grandi azionisti.
8. Il settore automobilisco è stato foraggiato con quantità enormi di denaro pubblico per garantire il mantenimento dei profitti dei ricchissimi. Ora non basta più: per continuare a garantirli, serve ancora più denaro pubblico e soprattutto che si allarghi il settore statale e distruttivo per eccelenza, quello bellico
9. Non esiste nessuna possibilità che la riconversione bellica rimpiazzi i posti di lavoro persi in 30 anni di deindustrializatione. Ciò che invece è certo è che la spirale secondo la quale produco armi perchè ci sono le guerre e ci sono le guerre perchè devo produrre armi è già in atto. Non ci porterà lavoro generalizzato, ma solo inflazione povertà e morte generalizzate.
10. Contro le fabbriche di morte, le fabbriche scendano in lotta contro la morte. E la riconversione ecologica alla ex Gkn non sarebbe una soluzione, ma sicuramente un esempio che darebbe autorevolezza nella società a questo concetto: noi saremo tutto, siamo gli unici ad avere un piano, di vita e di economia. Il capitale non crea più nulla ma rischia di distruggere tutto.
Tutte le info sulla campagna nei commenti. Non dipende tutto da noi, ma dipende da tutte\i noi
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Rassegna stampa del 16 aprile 2026
Giovedì 16 aprile 2026
Rassegna stampa internazionale del 16 aprile 2026
La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.
Giovedì 16 aprile 2026

Ci vorrebbe un amico Trump la attacca ancora: è stata negativa, vuole il petrolio però non ci aiuta. Meloni resta in silenzio in cerca di una nuova collocazione. Grandi abbracci e promesse di sostegno a Zelensky che arriva a Roma ma se ne va a mani vuote
Sabato Angieri
https://ilmanifesto.it/meloni-incontra-zelensky-belle-parole-e-poca-sostanza
https://ilmanifesto.it/edizioni/il-manifesto/il-manifesto-del-16-04-2026
16 aprile 2026. Giornalisti in sciopero, gli aggiornamenti delle notizie alle ore 19

Le news più importanti dall’Italia e dal mondo del 16 aprile
Trump: stasera alle 23 cessate il fuoco in Libano per 10 giorni
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avuto una conversazione con il Presidente Joseph Aoun del Libano e il Primo Ministro Bibi Netanyahu di Israele. ” Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17:00″, le 23 italiane. “Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, D.C., con il nostro stimato Segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il Vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Rubio, insieme al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Dan Razin’ Caine, di collaborare con Israele e Libano per raggiungere una pace duratura. È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la mia decima, quindi facciamolo!” Così il presidente americano su Truth.
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https://www.rainews.it/articoli/2026/04/giornalisti-in-sciopero-gli-aggiornamenti-delle-notizie-alle-ore-19-17559e7e-6655-4af4-a40f-0f3c1c9a3f62.html
16 aprile 2026. Decreto a tappe forzate, sulla repressione nessun ripensamento
State sicuri Il disegno autoritario di repressione e criminalizzazione del dissenso non risente dell’onda lunga del No al referendum
Alessandra Algostino – ilManifesto
Il disegno autoritario di repressione e criminalizzazione del dissenso non risente dell’onda lunga del No al referendum. Prova ne è la corsa, senza rispetto alcuno del dibattito parlamentare, a convertire l’ennesimo decreto (23/2026) in materia di sicurezza pubblica.
Sicurezza intesa, ça va sans dire, come ordine pubblico. Un decreto che, come il precedente (ora legge 80 del 2025), è incostituzionale nella forma e nella sostanza.
Ancora una volta, la violazione dei presupposti è resa palese dai riferimenti tautologici che non motivano la necessità e l’urgenza; ad acclarare la loro mancanza interviene, inoltre, il lungo lasso di tempo che intercorre tra l’annuncio in consiglio dei ministri (5 febbraio) e l’adozione (23 febbraio). Per inciso la ripetizione dell’abuso della decretazione d’urgenza, lungi dal sanarla, manifesta come, anche senza riforma della giustizia e del premierato, la verticalizzazione del potere continui imperterrita.
Le modifiche, presumibilmente frutto dell’interlocuzione con il Quirinale, non impediscono di rilevare la presenza di specifici profili di incostituzionalità, a partire dalle incoerenze sottolineate nel parere approvato ieri dal Consiglio superiore della magistratura, nonché in particolare un attacco al diritto di manifestare.
Nel testo, non sempre facile da decifrare, tra rinvii e modifiche di singole parole (con quanto ne consegue in termini di diritto alla comprensione, alla pubblicità, riconducibile alla stessa sovranità popolare), domina la nuova tendenza in materia di ordine pubblico: l’amministrativizzazione della sicurezza. Come si legge nel parere del Csm: «Il decreto legge si pone in linea di continuità con un più ampio processo di progressivo rafforzamento degli strumenti di prevenzione personale e di controllo amministrativo del territorio».
«Amministrativizzare la sicurezza» (daspo urbano, foglio di via, obbligo di firma, zone rosse, sanzioni pecuniarie) racconta di un percorso che, oltre ad erodere il terreno del legislatore, incide sui diritti con provvedimenti apparentemente più “leggeri” rispetto all’universo penale, ma in realtà espressione di una prevenzione fondata sul mero sospetto e caratterizzati da alta discrezionalità e basso controllo giurisdizionale. Si estendono categorie come la pericolosità sociale, si introducono variegate forme di “confino”, per territori e persone: il tutto attraverso l’ampliamento di poteri, dagli ampi margini discrezionali, di prefetto e questore (alias dell’esecutivo).
Un particolare accanimento, come anticipato, riguarda il diritto di manifestare, già vulnerato dall’introduzione di reati come il blocco stradale: dalla normalizzazione delle zone rosse («a vigilanza rafforzata»), con la creazione di aree sottratte al dissenso, ai divieti di accesso ad personam. Il divieto di accesso ad alcuni luoghi disposto dal questore (sulla base anche della sola denuncia) o il divieto di partecipare a riunioni o assembramenti disposto dal giudice, contengono un duplice attacco al diritto di manifestare: da un lato, fra i loro presupposti, vi è la precedente partecipazione a manifestazioni (sottintendendo che manifestare è un sintomo di pericolosità, una «aggravante»), dall’altro, si veicola una restrizione dei diritti su base meritocratica, con violazione dell’uguaglianza e della pari dignità sociale. Dopo il daspo urbano utilizzato come strumento di espulsione sociale e politica, il daspo dall’esercizio dei diritti.
Connesso alle manifestazioni è anche il fermo preventivo, dove in questione è inequivocabilmente la libertà personale: come il laboratorio migranti insegna, basta inserire un passaggio, quale che sia, di fronte ad un giudice, e l’arbitrarietà della polizia (la norma manca di tassatività e determinatezza) è salva.
Lo svuotamento del diritto è quindi evidente nelle misure che depenalizzano il mancato rispetto delle modalità di esercizio di diritto di riunione, ma di fatto esercitano un grave effetto dissuasivo e intimidatorio rispetto all’esercizio del diritto stesso, laddove introducono delle pesanti sanzioni pecuniarie (da mille a diecimila euro) per i promotori (o desunti tali anche da chat private; in violazione della libertà e segretezza della corrispondenza), in caso di mancato preavviso o di deviazione dall’itinerario, o sanzioni (da 500 a tremila euro) per chi, oltre le ipotesi di reato, «turba il pacifico svolgimento di una riunione o il regolare espletamento del relativo servizio d’ordine» (ovvero, quando la polizia si ritiene turbata?).
Sempre più evidente è come dei diritti non rimane che la proclamazione, mentre il loro contenuto è eroso; sotto l’involucro, un profluvio di reati, misure di prevenzione, sanzioni, divorano l’essenza del diritto, impedendo l’espressione del dissenso e del conflitto senza i quali la democrazia stessa non è che mero strumento di gestione del potere.
https://ilmanifesto.it/decreto-a-tappe-forzate-sulla-repressione-nessun-ripensamento?_sc=%7BSOURCEEMAIL%7D
Aggiornamenti: 16/04/2026, 00:37 articolo aggiornato
16 aprile 2026, Perché Elia Del Grande è evaso, la pena ulteriore dovuta dovuta all’imposizione della misura di sicurezza
Elia Del Grande è “evaso” non per sottrarsi alla pena inflitta nel processo, ma a quella pena ulteriore dovuta all’imposizione della misura di sicurezza. Che può protrarsi all’infinito

Foto Enrico Pretto/LaPresse
Sergio Segio – l’Unità
Mai come in questi anni in Italia il giornalismo mainstream sta dimostrando il suo punto più basso. Non è solo questione di asservimento, autocensura, pressapochismo: è proprio la propensione a scrivere e commentare (e giudicare, etichettare, additare, esecrare, mobilitare i peggiori sentimenti) senza sapere e senza documentarsi.
Nel caso di Elia Del Grande, che ha riempito per giorni e giorni telegiornali e pagine di quotidiani in un crescendo di allarmismi, per evitare imprecisioni o vere e proprie sciocchezze sarebbe stato sufficiente avere memoria e leggere qualcosa. Non necessariamente corposi libri, come il fondamentale Un ossimoro da cancellare, a cura di Giulia Melani, con scritti di Franco Corleone, Katia Poneti e Grazia Zuffa (edizioni Menabò, 2023). Sarebbero bastati i brevi ma illuminanti articoli scritti dagli stessi Corleone e Melani in occasione del precedente e identico avvenimento che aveva visto il 2 novembre dello scorso anno Del Grande allontanarsi dalla Casa-lavoro di Castelfranco Emilia nella quale era stato collocato dopo aver scontato la pena a 26 anni di reclusione cui era stato condannato per un grave delitto. Allontanamento reiterato il 5 aprile scorso dalla nuova struttura in cui era stato spostato, quella di Alba.
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https://www.unita.it/2026/04/16/perche-elia-del-grande-e-evaso-la-pena-ulteriore-dovuta-dovuta-allimposizione-della-misura-di-sicurezza/
VEDI ANCHE
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16 aprile 2026. Iran war live: US ‘to restart combat if Iran does not agree to a deal’
Live https://www.aljazeera.com/video/live
- United State Defence Secretary Pete Hegseth has threatened Iran, saying US forces are ready to restart combat if Tehran does not agree to a deal.
- A high-level delegation led by Pakistan’s army chief held talks with officials in Iran on the possibility of a new round of negotiations between Tehran and Washington.
- The US Senate voted against a Democratic-led resolution seeking to stop the US war on Iran until official authorisation is given by Congress.
- Israel continues to attack Lebanon, killing four Lebanese paramedics and injuring six others who were taking part in an emergency mission in the town of Mayfadoun, near Nabatieh, in the south of the country.
- Visit our live tracker for the latest casualty figures from across the region.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/16/iran-war-live-pakistan-in-push-for-new-round-of-us-iran-peace-negotiations
https://www.aljazeera.com/news/
https://www.aljazeera.com/middle-east/
https://www.aljazeera.com/
Altri aggiornamenti
https://english.alarabiya.net/
https://english.alarabiya.net/webtv
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict


16 aprile 2026
Le Monde Live – aggiornamenti in tempo reale al 16 aprile
Bienvenue dans ce live consacré à la « frappe préventive » d’Israël sur l’Iran
46ᵉ jour de l’opération militaire américano-israélienne contre l’Iran | Bonjour, si vous nous rejoignez tout juste, voici un aperçu des dernières nouvelles :
Le point sur la situation, jeudi 16 avril, à 15 heures
- Donald Trump a affirmé que les « dirigeants » d’Israël et du Liban allaient se parler dans la journée de jeudi. Des discussions directes ont eu lieu mardi entre les ambassadeurs des deux pays à Washington. Selon le département d’Etat américain, Israël et le Liban ont accepté, à l’issue de cette rencontre, d’entamer des négociations directes.
- Le président libanais, Joseph Aoun, n’a pas confirmé la tenue d’un tel entretien, qui constituerait une première entre les deux pays en état de guerre. Il a souligné l’importance d’un cessez-le-feu avec Israël avant des négociations directes avec l’Etat hébreu.
- Au Liban, une personne a été tuée jeudi dans un bombardement israélien qui a visé une voiture sur la route principale reliant Beyrouth à Damas, selon l’agence de presse officielle libanaise NNA. Le pont de de Qasmiyeh, situé sur la voie rapide reliant la région de Tyr au reste du Liban, a été entièrement détruit par deux bombardements israéliens, selon la même source.
- Washington maintiendra son blocus des ports iraniens « aussi longtemps qu’il faudra », a affirmé jeudi le ministre de la défense américain, Pete Hegseth, au cours d’une conférence de presse au Pentagone. Le commandement militaire américain pour le Moyen-Orient (CentCom) a assuré sur X qu’aucun navire n’avait réussià franchir le blocus depuis son entrée en vigueur lundi et que dix navires avaient été refoulés.
- Le président du Parlement iranien, Mohammad Bagher Ghalibaf, a estimé qu’un « cessez-le-feu au Liban [était] aussi important » qu’en Iran, dans un message publié sur Telegram jeudi. « Nous nous efforçons de contraindre nos ennemis à instaurer un cessez-le-feu permanent dans toutes les zones de conflit, conformément à l’accord » de trêve convenu le 8 avril avec les Etats-Unis, a-t-il ajouté.
- Mohammad Bagher Ghalibaf a rencontré jeudi à Téhéran l’influent chef de l’armée pakistanaise, Asim Munir,selon des médias d’Etat iraniens, dans le cadre des tractations en cours pour une possible reprise des pourparlers irano-américains.
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/16/en-direct-guerre-en-iran-et-au-liban-le-president-du-liban-joseph-aoun-refuse-de-s-entretenir-avec-benyamin-netanyahou_6679867_3210.html
Le point sur la situation au Liban, jeudi 16 avril, en milieu de soirée
- Israël et le Liban sont convenus d’un cessez-le-feu de dix jours à compter de jeudi 23 heures, heure de Paris, déclare le président des Etats-Unis, Donald Trump.
- Le premier ministre libanais, Nawaf Salam, salue l’accord de cessez-le-feu avec Israël. Le cessez-le-feu « correspond à une revendication centrale du Liban que nous défendons depuis le premier jour de la guerre », affirme-t-il.
- Donald Trump annonce que le premier ministre israélien Benyamin Nétanyahou et le président du Liban, Joseph Aoun, se rendront à la Maison Blanche « au cours des quatre ou cinq prochains jours ». Et ce, « pour les premières discussions significatives entre Israël et le Liban depuis 1983, il y a très longtemps ».
- Le Hezbollah va respecter le cessez-le-feu si Israël arrête de le viser, affirme Ibrahim Moussaoui, un député de la formation pro-iranienne.
- Le cessez-le-feu entre le Liban et Israël « inclura le Hezbollah », affirme Donald Trump, le président américain se disant « confiant » que le mouvement islamiste pro-iranien se tienne à ce cessez-le-feu.
- Le cessez-le-feu offre une occasion de « paix historique » avec Beyrouth, affirme Benyamin Nétanyahou, précisant que les forces armées israéliennes vont « rester dans le sud [du Liban] dans une bande frontalière de 10 kilomètres de profondeur ».
- L’Elysée salue une « excellente nouvelle » et réplique à Israël sur le rôle de la France dans les négociations à venir. « Je crois que beaucoup seront contents de pouvoir compter sur la France, y compris les Israéliens », soutient un conseiller du président.
- Ursula von der Leyen salue le cessez-le-feu annoncé. « C’est un soulagement, car ce conflit a déjà fait bien trop de victimes », déclare-t-elle.
- Sept morts et 33 blessés dans une frappe israélienne sur le sud du Liban, dans le village de Ghaziyé, rapporte le ministère de la santé libanais. Et ce, quelques heures avant l’entrée en vigueur prévue du cessez-le-feu.
- Le bilan des attaques israéliennes au Liban, du 2 mars au 16 avril, s’élève à 2 196 morts et 7 185 blessés, rapporte le ministère de la santé.
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/16/en-direct-guerre-en-iran-et-au-liban-l-armee-libanaise-et-le-hezbollah-demandent-aux-habitants-de-reporter-leur-retour-dans-le-sud-jusqu-au-cessez-le-feu-avec-israel_6679867_3210.html
16 aprile 2026
Live guerra Russia – Ucraina, la cronaca in tempo reale: giorno 1511
RaiNews LIVE

EN DIRECT, guerre en Ukraine
Le point sur la situation, mercredi 15 avril à 21 heures
- La Russie menace de frapper des usines européennes fournissant des drones à l’Ukraine. Le ministère de la défense russe a publié une liste d’usines ukrainiennes de production de drones implantées au Royaume-Uni, en Allemagne, au Danemark, en Lettonie, en Lituanie, aux Pays-Bas, en Pologne et en République tchèque, ainsi que des sites de fabrication de composants en Allemagne, en Espagne, en Italie, en République tchèque, en Israël et en Turquie.
- Le ministre des affaires étrangères ukrainien interpelle son homologue israélien, au sujet du cargo Abinsk,un navire russe transportant du blé provenant de territoires ukrainiens occupés dans le port de Haïfa.
- Les relations entre la Chine et la Russie sont « précieuses », selon Xi Jinping. Sergueï Lavrov a déclaré qu’il y avait une impasse dans le dialogue avec les Etats-Unis et a accusé l’Occident de créer un nouveau bloc militaire avec la participation de l’Ukraine.
- Sur le front, l’armée russe intensifie son offensive, à la faveur d’une amélioration des conditions météorologiques, selon le général Oleksandr Syrsky, commandant de l’armée ukrainienne.
- Soutien américain. J. D. Vance se dit « fier » de la réduction drastique des livraisons d’armes américaines à l’Ukraine.
- L’Ukraine envisage de créer une force spatiale dans les prochaines années. Ce projet répond à une vulnérabilité stratégique révélée par la guerre contre la Russie, notamment face à l’utilisation de missiles comme le missile balistique à moyenne portée Orechnik.
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/16/en-direct-guerre-en-ukraine-l-ue-veut-accelerer-la-production-de-missiles-pour-soutenir-l-ukraine-et-rearmer-l-europe-face-a-la-russie_6679492_3210.html
Le point sur la situation, jeudi 16 avril à 21 heures
- La Slovaquie menace de bloquer les sanctions de l’UE contre la Russie si l’oléoduc Droujba n’est pas réparé mais ne bloquera pas le prêt de 90 milliards d’euros de l’UE à l’Ukraine malgré les tensions à propos de cet oléoduc.
- Donald Trump condamne les frappes russes « terribles » sur l’Ukraine. Ces attaques ont fait au moins 19 morts dans la nuit de mercredi à jeudi, notamment à Kiev et Odessa, selon les autorités ukrainiennes.
- Volodymyr Zelensky espère que les États-Unis ne suspendront pas les livraisons d’armes. Ces déclarations surviennent après que M. Vance a affirmé être « fier » de la réduction drastique des livraisons d’armes américaines à l’Ukraine.
- L’UE veut accélérer la production de missiles pour soutenir l’Ukraine et réarmer l’Europe face à la Russie, a déclaréAndrius Kubilius, le commissaire européen à la défense lors d’un déplacement chez le fabricant européen MBDA.
- Moscou produit 60 missiles balistiques par mois, tandis que Kiev manque de systèmes de défense antiaérienne, selon le renseignement militaire ukrainien.
- Un pétrolier sous pavillon libérien attaqué au large du kraï de Krasnodar par des drones ukrainiens, selon le comité d’enquête russe.
- La Russie est confrontée à une pénurie de main-d’œuvre pour la première fois de son histoire et à des limites de disponibilité de travailleurs, contraignant entreprises et autorités à s’adapter, selon la gouverneure de la Banque centrale de Russie, Elvira Nabioullina.
https://www.lemonde.fr/international/live/2026/04/16/en-direct-guerre-en-ukraine-l-ue-veut-accelerer-la-production-de-missiles-pour-soutenir-l-ukraine-et-rearmer-l-europe-face-a-la-russie_6679492_3210.html
16 aprile 2026. Le convenienze economiche che si nascondono dietro lo stallo della guerra in Ucraina

Bruno Gravagnuolo – strisciarossa.it
L’Ucraina è ormai uscita dai radar della politica internazionale. Fuori dai riflettori dei media. Certo, per far spazio alla guerra in Iran e nel medioriente, e ai suoi riflessi geo economici immediati. Eppure v’è qualcosa di strano in questa sorta di cortina del silenzio che avvolge ormai il conflitto più pesante e sanguinoso scatenatosi in Europa e nel mondo dopo la seconda guerra mondiale. A parte forse la guerra Iran -Iraq anni 80. Si parla infatti dopo l’invasione di Putin, addirittura di un milione di vittime russe tra morti e feriti. E al ribasso, di più di 300 mila caduti militari per parte. Nonché di svariate decine di migliaia di vittime civili. Una ecatombe che mette insieme guerra di attrito e tecnologica. Con costi umani altissimi e la disintegrazione di un paese che ha perso più di dieci milioni di abitanti fuggiti in Europa o altrove.
La Russia, a prezzo di immani sforzi dopo aver fallito il regime changing, – suo vero obiettivo – è riuscita però a conquistare il 20 per cento del paese, e a garantirsi la Crimea in larga parta russa già prima della indipendenza ucraina nel 1991, e tutelata da accordi di autonomia – la Repubblica indipendente di Crimea del 1994 – poi saltati fino al separatismo e alla annessione russa nel 2014.
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https://www.strisciarossa.it/le-convenienze-economiche-che-si-nascondono-dietro-lo-stallo-della-guerra-in-ucraina/
16 aprile 2026. Israele e Libano concordano un cessate il fuoco di 10 giorni
Palestina: bombardamenti senza fine a Gaza, aggressioni quotiniane in Cisgiordania | Repressione: 4 compagni del cs Pedro aggrediti dai carabinieri a Padova |

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MEDIORIENTE – Trump annuncia che Israele e Libano hanno concordato un cessate il fuoco di 10 giorni dopo “l’incontro tra i funzionari dei due Paesi a Washington”, nei giorni scorsi. Sempre Trump dice di avere “invitato Netanyahu e il presidente libanese Aoun per colloqui diretti, i primi dal 1983”.
Da capire se incluso nell’accordo ci sia o meno anche Hezbollah, movimento sciita che nel sud continua a resistere, ormai da un mese e mezzo, all’ennesima aggressione israeliana. Oggi sono almeno 9 le vittime, in particolare nel bombardamento aereo del ponte di Qasmiyeh (in foto), ultimo collegamento chiave ancora in piedi per superare il fiume Litani, tra Tiro e Sidone, nel sud del Libano, dove salgono a 2.200 le vittime dal 2 marzo, a cui aggiungere oltre 7mila feriti e un milione e mezzo di sfollati.

MEDIORIENTE – Trump annuncia che Israele e Libano hanno concordato un cessate il fuoco di 10 giorni dopo “l’incontro tra i funzionari dei due Paesi a Washington”, nei giorni scorsi. Sempre Trump dice di avere “invitato Netanyahu e il presidente libanese Aoun per colloqui diretti, i primi dal 1983”.
Da capire se incluso nell’accordo ci sia o meno anche Hezbollah, movimento sciita che nel sud continua a resistere, ormai da un mese e mezzo, all’ennesima aggressione israeliana. Oggi sono almeno 9 le vittime, in particolare nel bombardamento aereo del ponte di Qasmiyeh (in foto), ultimo collegamento chiave ancora in piedi per superare il fiume Litani, tra Tiro e Sidone, nel sud del Libano, dove salgono a 2.200 le vittime dal 2 marzo, a cui aggiungere oltre 7mila feriti e un milione e mezzo di sfollati.
Qui l’intervista di Radio Onda d’Urto con Bilal Moustafa, dell’Unione studenti libanesi in Italia, raggiunto telefonicamente poco prima delle parole del presidente Usa.
Dal Libano passiamo alla Palestina, e più precisamente alla Striscia di Gaza, dove tra il nord e il sud, verso Khan Younis, gli attacchi israeliani hanno causato 11 morti e 29 feriti ieri e 3 morti oggi.
Nel frattempo si registrano, come ogni giorno, aggressioni e incursioni di coloni e militari israeliani anche nella Cisgiordania occupata, a Nablus, Qalqylia e Gerusalemme, dove un palestinese di 17 anni è stato ucciso dalle forze israeliane durante un raid nella città di Beit Duqqu, a nord-ovest della città. Nella notte tra mercoledì 15 e giovedì 16 aprile, invece, due palestinesi sono rimasti feriti in un attacco perpetrato da coloni israeliani nella zona di Harmala, a sud-est di Betlemme. Il tutto alla vigilia della giornata dedicata a livello internazionale ai prigionieri politici palestinesi, almeno 10mila oggi.
Di Palestina, e in particolare di West Bank, si parlerà stasera a Brescia, al csa Magazino 47, alle ore 20, con il Coordinamento Palestina e testimonianze dirette dalla West Bank insieme a Fabian Odeh, cittadino italopalestinese e nostro collaboratore, ed Elisabetta Valenti, già volontaria di Ism e Faz3a, che abbiamo sentito ai nostri microfoni. Di seguito un frammento del suo racconto, qui l’intervista completa.

Oggi, sulle nostre frequenze, in tema Medio Oriente abbiamo approfondito anche:
L’incontro di questa sera sulla guerra in Iran, organizzato a Milano, presso i propri spazi, dal CS Conchetta (via Conchetta). La presentazione con Marco D’Amico del Conchetta.
Ahmed Shihad-Eldin e la stretta autoritaria nel Golfo. Docente a Bari, da oltre un mese è detenuto in Kuwait. Ne ha parlato ai nostri microfoni, il giornalista freelance Lorenzo D’Agostino

REPRESSIONE – Grave episodio di violenza sbirresca a Padova.
Tre pattuglie dei carabinieri hanno aggredito quattro compagni ieri sera a pochi passi dal centro sociale Pedro, dove si era appena conclusa un’assemblea antifascista in vista del 25 aprile, anniversario della Liberazione. I quattro compagni avevano partecipato alla riunione e stavano tornando a casa in auto. I militari hanno bloccato il mezzo, si sono avvicinati e hanno aperto con violenza le portiere procedendo all’identificazione forzata di tutti i passeggeri.
Nonostante la consegna dei documenti, i carabinieri hanno costretto i compagni a uscire dall’auto e – con fare minaccioso, ma senza fornire spiegazioni – hanno perquisito la vettura. Poi, alla richiesta di spiegazioni, i militari hanno ammanettato a terra un compagno e aggredito gli altri con calci e pugni, agitando anche manganelli, taser e spray urticanti. Alla fine, i quattro giovani compagni del cso Pedro sono stati tutti fermati e poi arrestati.
L’accusa, per loro, è di resistenza a pubblico ufficiale. Alle 13.30 processo per direttissima. All’esterno del Tribunale si è svolto un folto presidio di solidarietà.
Sul fermo, violento e insensato, i deputati Avs Cucchi e Grimaldi hanno presentato un’interrogazione parlamentare.
Ai nostri microfoni, la testimonianza di Nando, compagno del centro sociale Pedro
Oggi sulle nostre frequenze anche:
- VERONA: Aggrediti i manifestanti che contestavano la presentazione del partito di Vannacci. Ai nostri microfoni, il racconto di Gianni Zardini del circolo Pink di Verona e della Rete Tumulto Pride.
- GENOVA: “Ogni contrada è patria del ribelle”. Sabato 18 aprile, presidio e corteo di Valpolcevera Antifascista. Ha presentato la giornata ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Alessandro di Valpolcevera Antifascista.
- DALLA PARTE DEL DIRITTO ALL’ABITARE: Aperti i bandi per le case popolari a Brescia e sul Garda. L’offerta di alloggi è totalmente insufficiente. La puntata di giovedi 16 aprile.
- PAKISTAN: Hormuz bloccato, blackout programmati in tutto il Paese. Con noi, Enrica Garzilli, esperta di Asia antica e moderna, docente universitaria e già professoressa di storia del Pakistan all’università di Torino.
Radio Onda d’Urto
https://www.radiondadurto.org/
16 aprile 2026. Iran, che cosa sfugge a Trump? Lo spiegò a suo tempo Piovene…
Secondo una tipica tara di noi occidentali, Donald non capisce che “necessità e disaccordo non sono sempre in disaccordo”. A volte un popolo – notò lo scrittore a Sofia – obbedisce in automatico
Filippo La Porta – l’Unità
C’è un punto che continua a sfuggirci – dico a noi occidentali – quando ci accostiamo ad altre culture, ad altri regimi politici, ad altri paesi (specie a quelli in cui vogliamo esportare la democrazia). Mi soffermo su questo aspetto per una ragione credo fondamentale: in particolare gli americani non si sono mai sforzati di capire i paesi con cui entravano in guerra. Unica felice eccezione è stata Il crisantemo e la spada dell’antropologa Ruth Benedict, sui valori e la mentalità dei giapponesi, uscito però a tempo lievemente scaduto, nel 1946, quando le truppe americane occupanti non sapevano come relazionarsi a quel popolo così distante e intrattabile. Ma qual è il punto cui alludo? Lo dico tra poco.
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https://www.unita.it/2026/04/16/iran-che-cosa-sfugge-a-trump-lo-spiego-a-suo-tempo-piovene/
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16 aprile 2026. La sinistra deve abbracciare la bandiera della pace: è il simbolo di un’altra idea di mondo

Michele Ciliberto – strisciarossa.it
È straordinario il risultato delle elezioni in Ungheria e non solo naturalmente per quel Paese. A mio giudizio, va connesso anche a quello che è accaduto in Italia con il voto sul referendum. So benissimo che si tratta di cose profondamente diverse: in Italia si trattava di un quesito che riguardava la costituzione, cioè il fondamento del vivere civile nel nostro Paese; in Ungheria si trattava invece di una votazione che riguardava la formazione del nuovo Parlamento. Due eventi, dunque, profondamente differenti. Hanno però qualcosa in comune, anzitutto la straordinaria quantità di votanti, e già questo è un dato su cui vale la pena di riflettere.
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https://www.strisciarossa.it/la-sinistra-deve-abbracciare-la-bandiera-della-pace-e-il-simbolo-di-unaltra-idea-di-mondo/
16 aprile 2026. Censura, sanzioni e doppi standard: un allarme europeo
Elena Basile e Angelo D’Orsi – La Fionda
In Europa, la situazione sta degenerando. Il liberalismo appare superato nell’indifferenza dell’opinione pubblica e dei socialisti europei.
L’onorevole Pina Picierno, forte della sua carica di vicepresidente del Parlamento UE, non perde occasione per lanciare strali diffamatori verso i “putiniani” d’Italia, sorretta, all’interno, dal senatore Carlo Calenda e da qualche radicale e “+europeista”.
Tra i bersagli favoriti ci sono un’ambasciatrice, un professore universitario e tanti giornalisti che criticano nei loro scritti la politica della NATO, come Vauro Senesi, giornalista, umorista e vignettista ben conosciuto. Ogni iniziativa culturale viene regolarmente attaccata, specialmente quelle del prof. D’Orsi, non di rado con tentativi di aggressione. È successo recentemente a Milano, a Perugia, a Marzabotto, a Bologna, a Foligno, a Napoli, a Varese.
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https://www.lafionda.org/2026/04/16/censura-e-doppi-standard-un-allarme-europeo/
16 aprile 2026. New York, cento giorni dopo: le cose fatte, e da fare, dell’intrepido sindaco socialista Mamdani

Più tasse sulla ricchezza e sulle seconde case; abitazioni e supermercati comunali per i poveri; servizi per l’infanzia per tutti: Mamdani prosegue la realizzazione del programma elettorale a favore dei lavoratori e delle fasce più fragili della popolazione.
Elisabetta Raimondi – Libertà e Giustizia
«Centodue giorni fa eravamo insieme sui gradini del municipio, mentre cercavamo di resistere al freddo pungente. Centodue giorni fa eravamo insieme all’alba di una nuova era. Il mondo osservava, chiedendosi se il cambiamento potesse davvero arrivare. […] C’erano degli scettici allora, così come ce ne sono oggi. […] Dopo anni di promesse disattese, nessuno in questa città poteva essere biasimato per il fatto di dubitare che il governo avesse la capacità o l’ambizione di rovesciare lo status quo. Eppure, come dissi in quel gelido pomeriggio di gennaio a più di otto milioni e mezzo di newyorkesi, non ci scuseremo per ciò in cui crediamo. Sono stato eletto come socialista democratico e governerò come socialista democratico.»
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https://www.libertaegiustizia.it/2026/04/16/new-york-cento-giorni-dopo-le-cose-fatte-e-da-fare-dellintrepido-sindaco-socialista-mamdani/
L’altra faccia dello sport
16 aprile 2026. Lotito e la “regia occulta” criminale per portargli via la Lazio: l’indagine della Procura di Roma e il ruolo dei tifosi

Una regia occulta dietro le ormai note proteste dei tifosi della Lazio contro il presidente Claudio Lotito con l’obiettivo di far crollare il titolo del club quotato in Borsa a Milano e facilitare così l’acquisizione della squadra di calcio da parte di un altro soggetto, per ora ignoto.
È sulla base di questa ipotesi che la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta in cui si procede contro ignoti per manipolazione del mercato e per atti persecutori nei confronti dello stesso Lotito.
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https://www.unita.it/2026/04/16/lotito-piano-criminale-cessione-lazio-proteste-tifosi/
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16 aprile 2026
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la
