Festival Internazionale della Letteratura Working Class

Energia di sinistra
La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.
Carlo Galli
da strisciarossa

Il Museo Civico Archeologico di Bologna ospiterà, dal 27 marzo al 30 giugno 2025, la mostra CHE GUEVARA tú y todos, un viaggio nella storia e nella vita di un uomo che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo di intere generazioni, divenendo l’icona stessa del rivoluzionario: Ernesto Guevara de la Serna, universalmente conosciuto come Che Guevara.
continua in
https://www.museidibologna.it/news/mostra-che-guevara-tu-y-todos/
RaiNews LIVE
Myanmar, oltre 2000 morti. Arrestati in 4 mentre rubavano documenti dal palazzo crollato a Bangkok

Novità sul fronte giudiziario: l’acciaio del grattacielo crollato appartiene a una ditta già indagata per materiale scadente. Allarme Onu sulle forniture mediche. Nuove scosse di assestamento. Proclamati sette giorni di lutto nazionale
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/devastante-terremoto-sud-est-asiatico-epicentro-myanmar-almeno-694-morti-ospedali-al-collasso-1813ff9d-bc8b-4fa4-ae26-7e2f05c6925b.html
vedi anche
video Terremoto in Myanmar, il crollo di un condominio ripreso da alcuni monaci con lo smartphone
video Terremoto in Myanmar, il drone riprende dall’alto il grattacielo in costruzione crollato a Bangkok
video Le urla, il palazzo si accartoccia d’improvviso: il terribile crollo dopo il terremoto a Bangkok
video Il terremoto smuove la piscina a sfioro e il grattacielo diventa una cascata
video Il video della scossa in Myanmar ripreso in una casa a 17 km dall’epicentro

31 marzo 2025. “In Myanmar la giunta militare sfrutta il terremoto per bombardare la popolazione”: la denuncia dell’attivista
Ad affidare l’appello all’agenzia Dire è Yimon Win Pe, membro della comunità birmana in Italia
Agenzia DIRE – ROMA – “La giunta militare che governa il Myanmar sta usando il terremoto per intensificare gli attacchi contro la popolazione: da un lato bombarda i terremotati per indebolire la resistenza, dall’altro ruba donazioni e pacchi alimentari. E’ quindi davvero importante che la comunità internazionale presti la massima attenzione a chi invia gli aiuti, dando assoluta precedenza alle organizzazioni umanitarie sul campo”.
continua in
https://www.dire.it/31-03-2025/1136383-in-myanmar-la-giunta-militare-sfrutta-il-terremoto-per-bombardare-la-popolazione-la-denuncia-dellattivista/
Radio Onda d’Urto
Lunedì 31 marzo. Processo ad Askatasuna: non è associazione a delinquere
Le manifestazioni dello scorso fine settimana, in Italia e nel mondo | Il terremoto in Myanmar | Il podcast “Quattroventi. Dialoghi sull’antifascismo”
TORINO – Alle 15.15 di lunedì 31 marzo 2025 è arrivata la sentenza di primo grado nel processo “Sovrano” contro 28 compagne-i di centro sociale Askatasuna, Movimento No Tav e spazio popolare Neruda, per i quali l’accusa aveva chiesto 88 anni di carcere.
Caduta per tutti 16 gli imputati l’accusa di associazione a delinquere “perché il fatto non sussiste”. Condanne invece per le singole condotte e ipotesi di reato: sono 18 su 28 imputati in totale, tra i 5 mesi e i 4 anni e 9 mesi.
All’esterno del tribunale il presidio, in corso fin dal mattino a Torino, ha accolto la notizia e poi i compagni e le compagne processati con applausi e slogan. Numerosi gli interventi raccolti da Radio Onda d’Urto prima e dopo la sentenza.

MYANMAR – L’Oms ha lanciato un appello urgente per la raccolta di 8 milioni di dollari in Myanmar dopo il devastante terremoto che ha ucciso oltre 2.000 persone secondo i dati ufficiali, ancora parziali. La giunta militare golpista birmana, tradizionalmente isolazionista, ha chiesto anch’essa al mondo “ogni tipo possibile di aiuto”, oltre a proclamare una settimana di lutto nazionale. Sabato Radio Onda d’Urto aveva raggiunto Giorgio, cooperante di Asia Ong che si trova a Yangoon. Oggi ai nostri microfoni, il giornalista di Lettera 22 Emanuele Giordana ha spiegato che “esiste un rischio concreto di utilizzo politico degli aiuti da parte dei militari al potere”. Alcune delle zone colpite dal sisma, infatti, sono interessate dai combattimenti tra l’esercito ufficiale e le milizie della resistenza nell’ambito di una guerra civile che infuria nel paese asiatico da quattro anni. In sostanza, il regime potrebbe bloccare l’arrivo degli aiuti umanitari nelle aree controllate dagli insorti.

STATI UNITI – La casa automobilistica Tesla, di proprietà di Elon Musk, è da settimane al centro di diverse proteste, di varia natura, con epicentro negli Usa. Al riguardo nel fine settimana in tutti gli States (e in alcune città europee) c’è stata una giornata di mobilitazione nazionale, “Tesla Takedown”, rivolta esplicitamente contro le proprietà e gli affari del miliardario alleato di Trump.
Centinaia i sit in, all’esterno di altrettanti punti vendita Tesla, piuttosto variegati nella partecipazione e nella composizione, ma tutti convinti che “fermare Musk aiuterà a salvare vite umane e a proteggere la nostra democrazia. Musk sta tagliando i dipendenti federali per arricchirsi, non per aiutare le persone”. Da New York il nostro collaboratore Nicola Montagna

MANIFESTAZIONI – Questo fine settimana ci sono state numerose manifestazioni sia in Italia che all’estero. A Milano il corteo per la Palestina, che ha visto anche una partecipata assemblea in vista del corteo nazionale del prossimo 12 aprile. A Reggio Emilia in migliaia contro le provocazioni dell’estrema destra. A Ravenna contro il transito delle armi per Israele nel porto cittadino.
E all’estero, in Turchia una delle manifestazioni più imponenti della storia: 2 milioni per chiedere la liberazione del sindaco di Istanbul Imamoglu. Ne abbiamo parlato con il giornalista Murat Cinar

Oggi si è parlato anche di
- Il gruppo tedesco Hatz interessato alla Stanadyne, da quattro mesi lavoratori e lavoratrici lottano contro la chiusura
- Lo sciopero nel comparto delle telecomunicazioni
- A Milano lunedì la manifestazione per chiedere un cambio all’amministrazione comunale e contro il Salva Milano
La Resistenza: un mese di trasmissioni speciali

Il 25 aprile 2025 sarà l’ottantesimo anniversario della Liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista. Radio Onda d’Urto dedica a questa data la programmazione del suo palinsesto, mandando in onda ogni giorno due trasmissioni speciali [qui tutte le puntate].
Le trasmissioni di lunedì 31 marzo:
Le trasmissioni di lunedì 31 marzo: la prima parte dell’intervista allo storico Marino Ruzzenenti, collaboratore della Fondazione Luigi Micheletti e autore di diversi libri sulla Resistenza. Tra questi La 122esima Brigata Garibaldi e la Resistenza nella Valle Trompia, Il movimento operaio bresciano nella Resistenza e Bruno, ragazzo partigiano – Giuseppe Gheda 1925-1945. La prima parte dell’intervista a Marino Ruzzenenti è dedicata al contributo della classe operaia alla lotta di Liberazione e alla Resistenza in Valle Trompia (BS). Ascolta la prima parte dell’intervista
Oggi è stata pubblicata anche la prima puntata di “Quattroventi. Dialoghi sull’antifascismo”, una serie podcast di Luca Casarotti, realizzata per Radio Onda d’Urto. È disponibile qua.
31 marzo 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1131
RaiNews LIVE
Trump: “Putin non si rimangerà la parola”. E il leader russo arruola altri 160.000 soldati
G5+: “La Russia ponga fine alle sue tattiche dilatorie e accordi cessate il fuoco”. Trump: “Zelensky vuole entrare nella Nato ma non lo farà. Senza accordo su terre rare sarà nei guai”. Economist: “Zelensky ha dato istruzioni per preparativi voto”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/trump-infuriato-con-putin-dazi-sul-petrolio-se-salta-laccordo-9a20753c-a9af-418c-8dc7-0ab7e5b0ebdd.html
Vedi anche
- Drone in volo sul centro di ricerca Ue a Ispra: i pm indagano per spionaggio e terrorismo
- video Trump “infuriato” con Putin
- Indagine del Nyt, armi e intelligence: il ruolo segreto degli Usa
- video Macerie nell’ospedale di Kharkiv dopo il bombardamento russo
- video Drone in picchiata fa saltare in aria veicolo blindato M113 ucraino
https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina
LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : Volodymyr Zelensky, de Boutcha, appelle à préserver l’« unité » face à la Russie
Live animé par Louise Vallée
Un sommet commémoratif avait lieu lundi à Boutcha, trois ans après le massacre de civils dans cette ville de la banlieue de Kiev. Alors que les appels à un cessez-le-feu se font de plus en plus pressants, le président ukrainien a demandé à ses alliés de continuer à soutenir la « défense » de l’Ukraine face à l’invasion russe déclenchée en février 2022.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DAL 30 marzo al 5 aprile 2025
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/03/31/en-direct-guerre-en-ukraine-volodymyr-zelensky-depuis-boutcha-appelle-a-preserver-l-unite-face-a-la-russsie_6588243_3210.html
31 marzo 2025. Marine Le Pen colpevole di appropriazione indebita dei fondi UE: ineleggibile per 5 anni, dice addio alle Presidenziali 2027
Carmine Di Niro – unita.it
Colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici del Parlamento europeo. Lunedì un tribunale di Parigi ha riconosciuto colpevole Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, e otto eurodeputati del suo partito di estrema destra (tra questi il sindaco di Perpignan, Louis Aliot, l’ex presidente ad interim del RN Jean-Francois Jalkh, l’eurodeputato Nicolas Bay e l’ex numero due del partito Bruno Gollnisch), nell’ambito del processo per una vicenda che riguarda il periodo tra il 2004 e il 2007 in cui Le Pen ricopriva il ruolo di europarlamentare.
continua in
https://www.unita.it/2025/03/31/marine-le-pen-colpevole-appropriazione-indebita-fondi-ue/
vedi anche
Marine Le Pen, guai per l’alleata di Salvini in Europa: a processo per truffa sui fondi Ue
Sarkozy condannato a 3 anni in via definitiva, prima volta per un capo di Stato in Francia: uno con braccialetto elettronico
Morto a 96 anni Jean-Marie Le Pen, leader che ha sdoganato l’estrema destra in Francia
31 marzo 2025. Caritas. In Italia la povertà assoluta è in aumento

Agenzia PRESSENZA – “La povertà assoluta è in aumento – rivela a Interris.it don Marco Pagniello, Direttore Caritas italiana – una povertà che non tocca più soltanto famiglie numerose o famiglie di migranti, ma tocca anche famiglie italiane, rompendo quindi quel famoso muro di divisione tra sud e nord, cioè una povertà che porta con sé diversi bisogni, una povertà che si può ereditare.
Oggi sembra che nascere in una famiglia in difficoltà sembra essere una condanna che ci si porta dietro per tutta la vita e questo credo che sia una grande ingiustizia.
Una povertà contrassegnata anche da un lavoro povero, nel senso tante persone e famiglie che si rivolgono ai nostri centri d’ascolto sono persone che hanno sì un lavoro, ma non è sufficiente a poter garantire una vita dignitosa o comunque la possibilità di uscire da una povertà assoluta”.
continua in
https://www.pressenza.com/it/2025/03/caritas-in-italia-la-poverta-assoluta-e-in-aumento/
31 marzo
“Compagni dai campi e dalle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la
RaiNews LIVE
Il terremoto in Myanmar. Almeno 1700 vittime, si continua a scavare. Cadaveri bruciati in strada

Le vittime potrebbero essere più di 10.000. Almeno 3000 gli edifici crollati. Allarme Onu sulle forniture mediche. Nuove scosse di assestamento
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/devastante-terremoto-sud-est-asiatico-epicentro-myanmar-almeno-694-morti-ospedali-al-collasso-1813ff9d-bc8b-4fa4-ae26-7e2f05c6925b.html
vedi anche
video Terremoto in Myanmar, il crollo di un condominio ripreso da alcuni monaci con lo smartphone
video Terremoto in Myanmar, il drone riprende dall’alto il grattacielo in costruzione crollato a Bangkok
video Le urla, il palazzo si accartoccia d’improvviso: il terribile crollo dopo il terremoto a Bangkok
video Il terremoto smuove la piscina a sfioro e il grattacielo diventa una cascata
video Il video della scossa in Myanmar ripreso in una casa a 17 km dall’epicentro

Murat Cinar
https://ilmanifesto.it/siamo-due-milioni-la-piazza-di-istanbul-avvisa-erdogan
30 marzo 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1130
RaiNews LIVE
Trump: “Infuriato” con Putin, dazi sul petrolio se farà saltare l’accordo
Per le ultime dichiarazioni sull’illegittimità di Zelensky, che intanto, secondo l’Economist, starebbe cambiando idea sulle elezioni. Washington Post: il ritiro Usa dall’Europa in un memo di Hegseth che ricalca “Project 2025”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/massicci-raid-russi-su-kharkiv-due-morti-e-27-feriti-ospedale-colpito-kiev-crimine-di-guerra-9163b908-b10f-4f35-87fd-8b1562b5a800.html
Vedi anche
- video Mosca: “Ucciso combattente italiano”, ma lui replica: “Sono vivo”
- Ucraina, Mosca non ferma i raid e “prepara un’offensiva al fronte”
- video Drone in picchiata fa saltare in aria veicolo blindato M113 ucraino
- video Massiccio attacco russo a Kharkiv, almeno due morti e 27 feriti. Edifici in fiamme
https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina
LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : Donald Trump menace d’imposer de nouvelles taxes sur le pétrole de Russie à « n’importe quel moment »
Live animé par Charlotte Herzog
Le président américain a annoncé un échange avec Vladimir Poutine dans les prochains jours. « Si la Russie et moi ne sommes pas capables de parvenir à un accord pour mettre un terme au bain de sang en Ukraine et que je pense que c’est la faute de la Russie », a-t-il dit sur NBC.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DAL 30 marzo al 5 aprile 2025
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/03/30/en-direct-guerre-en-ukraine-les-dernieres-informations_6588243_3210.html
La vignetta di Bonvi

30 marzo 2025. Maurizio Acerbo sulla propria pagina Facebook

I migliori alleati di Giorgia Meloni
Gli estremisti di centro come Calenda sono i migliori alleati di Giorgia Meloni che lo sa e ieri è andata a sponsorizzarlo. Con Gentiloni e Picierno ieri ha riproposto la ricetta di Enrico Letta che ha regalato all’estrema destra la vittoria elettorale. Le sue parole contro il M5S sono inaccettabili e risultano ancor più gravi se dette avendo al proprio fianco gli eredi di Almirante. Invece di attaccare il governo Calenda attacca l’opposizione. E’ vergognoso che si dica dal palco di un congresso con in prima fila Meloni e Crosetto che bisogna cancellare un partito di opposizione. I poteri che sostengono i centristi neoliberisti e guerrafondai vogliono cancellare il M5S come ieri hanno cercato di fare con Rifondazione Comunista. Vogliono un simulacro di democrazia in cui sia fuori delle istituzioni chi si oppone alla guerra e alle politiche neoliberiste. Persino un moderato come Conte diventa un pericoloso sovversivo. Noi di Rifondazione Comunista, come già annunciato, saremo in piazza il 5 aprile con il M5S per lanciare un segnale di unità dell’opposizione e dire no al riarmo, alla guerra, alle politiche del governo Meloni e della Commissione Europea.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista
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A Giancarlo Guglielmi, detto «Zeb» (1947 – 2025)
da Wu Ming
Giancarlo Guglielmi, detto «Zeb» per via della somiglianza con Zeb Macahan, personaggio di una serie western di quand’eravamo bambini.
Romagnolo trapiantato a Bologna, negli anni Settanta operaio metalmeccanico e militante della sinistra rivoluzionaria. In seguito, tra le altre cose, editore indipendente. Il nostro primo editore. Molto di più: un punto di riferimento. Non solo a metà degli anni Novanta la sua Synergon pubblicò i numeri della fatidica rivista autoprodotta River Phoenix e il primissimo libro su Luther Blissett, ma nella sede di via Frassinago ci riunivamo per scrivere Q.
Poco tempo dopo, Zeb chiuse baracca e si trasferì a Cuba, dove si rifece una vita e una famiglia. Fu più volte il nostro cicerone – a volte il nostro virgilio – all’Avana. Ricordiamo in particolare il viaggio del 2000, in occasione della Feria Intercontinental del libro.
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https://www.wumingfoundation.com/giap/2025/03/a-giancarlo-guglielmi-zeb-1947-2025/#more-57298

Il ricordo di Valerio Monteventi
ANCHE “ZEB” CI HA SALUTATO
Potremmo dire “non se ne può più” (ma servirebbe a poco), purtroppo un altro compagno degli anni ’70 ci ha lasciato: Giancarlo Guglielmi, detto “Zeb”. Lo ha fatto in quel di Cuba, dove ha trascorso gli ultimi decenni della sua vita, dopo tre giorni d’ospedale conseguenti a una caduta per strada.
Negli anni successivi all’autunno caldo, tra le fila dei gruppi della sinistra rivoluzionaria bolognese, gli operai di avanguardia, pur essendo continuamente citati, erano una rarità (quelli in carne ed ossa).
In quel contesto di penuria di classe la massa di Giancarlo Guglielmi ebbe un suo perché.
Si trattava di un operaione biondo, alto e grosso, con uno scheletro da “bombarda contrabbasso” (lo strumento a fiato che nella, famiglia delle “tube”, ha la sonorità più grave). In effetti la sua sua voce era tonante, le parole dei suoi interventi in assemblea non avevano bisogno di amplificazione.
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https://www.wumingfoundation.com/giap/2025/03/a-giancarlo-guglielmi-zeb-1947-2025/#more-57298
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30 marzo 2025. Morire di lavoro: sangue e silenzi
Da www.labottegadelbarbieri.org
ED ECCO I TRAGICI NUMERI DELL’«OSSERVATORIO NAZIONALE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO» (*)
Una voce fuori dal coro minimalista su queste tragedie
Morti sul lavoro nel 2025 al 25 marzo
Dall’inizio dell’anno sono morti per infortuni in 221 sui luoghi di lavoro, e 276 se si aggiungono i morti in itinere e sulle strade. Parliamo di un numero di morti ben più grande di quelli che diffonde INAIL che monitora solo i suoi assicurati, mentre l’Osservatorio monitora tutti, anche qurlli in nero o che dispongono di un’assicurazione diversa da INAIL
MORTI TOTALI SUI LUOGHI DI LAVORO NELLE REGIONI E PROVINCE
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https://www.labottegadelbarbieri.org/morire-di-lavoro-sangue-e-silenzi/
(*) Carlo Soricelli è curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it, il primo osservatorio nato in Italia (e ancora l’unico) che monitora e registra tutti i morti sul lavoro in Italia dal 1° gennaio 2008, anche quelli che non dispongono di un’assicurazione (morti in nero) o che ne hanno una diversa da INAIL
RaiNews LIVE
Terremoto in Myanmar, oltre 1000 morti. Si teme l’ecatombe: “Le vittime potrebbero essere 10 mila”
| La cronaca | Emergenza nazionale | Il grattacielo collassa | Operai intrappolati

Sisma di magnitudo 7.7, seguito da una scossa di 6.4, epicentro a 16 km a nord-ovest di Sagaing. Movimenti tellurici in Thailandia, Laos e Cina. 2400 i feriti. 90 intrappolati in un edificio. La Giunta militare dichiara lo “stato di emergenza
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/devastante-terremoto-sud-est-asiatico-epicentro-myanmar-almeno-694-morti-ospedali-al-collasso-1813ff9d-bc8b-4fa4-ae26-7e2f05c6925b.html
vedi anche
video La scossa di terremoto fa tremare gli uffici dell’agenzia di stampa AFP a Bangkok
video La folla terrorizzata nelle strade di Bangkok dopo la potente scossa di terremoto: video
video Le urla, il palazzo si accartoccia d’improvviso: il terribile crollo dopo il terremoto a Bangkok
video Il terremoto smuove la piscina a sfioro e il grattacielo diventa una cascata
video Bangkok, un edificio collassato dopo il terremoto di magnitudo 7.7

Live: Myanmar-Thailand earthquake live: Over 1,600 killed, rescue efforts ongoing
- At least 1,644 people have been killed in a powerful earthquake that hit Myanmar on Friday, according to the country’s military government.
- More than 3,400 people have been injured and 139 are still missing after the magnitude 7.7 quake, with rescue efforts continuing.
- At least 10 more deaths have been reported in neighbouring Thailand’s capital Bangkok, some 1,000km (620 miles) from the epicentre in Myanmar’s Mandalay region.
- The quake destroyed buildings, bridges and roads across swaths of Myanmar. Many believe the true scale of the disaster has yet to emerge due to patchy communications in remote areas.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/3/29/myanmar-thailand-earthquake-live-over-1000-killed-rescue-efforts-ongoing

29 marzo 2025. Terremoto in Myanmar, l’ecatombe che ha sconvolto il Paese: più di mille morti, ma la giunta militare continua l’offensiva contro i “ribelli”
Le vittime del terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito il Myanmar e gran parte del Sud-Est asiatico, compresa la vicina Thailandia, potrebbero essere più di 10mila.
La stima è quella di funzionari Usa citati dalla Cnn, ma non si discosta da quella presentata da altri esperti dopo il potente sisma che si è verificato nella giornata di venerdì, alle 6:20 italiane (le 12:50 locali), quando la terra ha tremato per la prima volta nei pressi di Sagaing, a una ventina di chilometri da Mandalay, la seconda città più grande del Myanmar.
continua in
https://www.unita.it/2025/03/29/terremoto-myanmar-morti/
vedi anche
Trema il Sud-Est asiatico, terremoto di magnitudo 7.7 devasta Myanmar e Thailandia: è una ecatombe
Terremoto in Tibet, almeno 95 morti e 130 feriti: sisma di magnitudo 7.1 sentito anche in India e Nepal

29 marzo 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1129
RaiNews LIVE
Kiev: “Mosca ha bombardato un ospedale militare a Kharkiv, ci sono vittime”
Tregua, il capo negoziatore russo Karasin: potrebbe non arrivare prima del 2026. Zelensky e ambienti diplomatici del G7: Mosca prende tempo mentre prepara una nuova offensiva sul terreno. WSJ: la moglie di Hegseth senza titolo a vertici sulla guerra
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/attacco-russo-su-dnipro-4-morti-e-almeno-19–feriti-vance-con-russia-fatto-progressi-incredibili-a1457341-4091-4263-b488-90af55afd552.html
https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina
LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : le maire de Dnipro dénonce une « attaque massive » de drones russes qui a fait plusieurs morts
Au moins quatre personnes ont été tuées et 24 autres blessées dans une attaque nocturne sur la ville ukrainienne, selon Borys Filatov.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DAL 23 AL 29 MARZO 2025
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/03/29/en-direct-guerre-en-ukraine-le-maire-de-dnipro-denonce-une-attaque-massive-de-drones-russes-qui-a-fait-plusieurs-morts_6584822_3210.html
29 marzo 2025. Bruno Gravagnuolo sulla propria pagina Facebook
Sciocchezze leguleie di Maurizio Ferrera sul Corriere oggi. Tesi: la Russia non ha diritto alle garanzie promesse e solo promesse a Gorbaciov. Ovvero, che la NATO non si sarebbe espansa ad est. Perche? Perché- scrive Ferrera- la Russia non è più URSS a cui tale promessa fu fatta con lo scioglimento del patto di Varsavia. No. E’ uno stato come un altro. Senza nulla a pretendere, alla Totò. Ma quelle di Ferrera sono bugie, sciocchi sofismi da azzecca garbugli manzoniano, con logica da Don Rodrigo e bravi. “Questa pace non s’ ha da fare”.
E invece la verità giuridica e di fatto è un’altra. La Russia fu infatti l’erede dell’ URSS nel 1991 proprio nel trattare con Stati terzi ed ex Stati sovietici. Nel concordare trasferimento atomiche da repubbliche orientali in Russia al tempo gestite da militari russi nella CSI, confederazione che le dava poteri militari speciali. E come tale come erede dell’ URSS essa fu trattata dagli USA, negli accordi di Budapest su disarmo e neutralità Kiev. Volati da NATO e USA.
continua in
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29 marzo 2025. Elon Musk vende X a se stesso: l’ex Twitter passa alla sua società di intelligenza artificiale xAI
Elon Muske vende X, l’ex Twitter acquistato nell’ottobre del 2022 per la folle cifra di 44 miliardi di dollari, a se stesso.
Lo ha annunciato lo stesso imprenditore sudafricano, l’uomo più ricco del pianeta e “presidente ombra” degli Stati Uniti grazie ai rapporti e ai soldi investiti per la campagna elettorale di Donald Trump.
continua in
https://www.unita.it/2025/03/29/elon-musk-vende-x-societa-intelligenza-artificiale-xai/
vedi anche
Trump annuncia dazi al 25 per cento sulle auto importate negli Usa: così colpisce consumatori e produttori rivali di Musk
Tesla affonda in Europa, le vendite crollano e la cinese BYD la sorpassa nei ricavi: per Musk a rischio anche i “crediti verdi”
Trump e Musk contro il Sudafrica, ultimo nemico della coppia della Casa Bianca: le teorie del complotto e la “vendetta” di Elon
RaiNews LIVE
Terremoto in Myanmar, oltre 1000 morti. Si teme l’ecatombe: “Le vittime potrebbero essere 10 mila”
| La cronaca | Emergenza nazionale | Il grattacielo collassa | Operai intrappolati

Sisma di magnitudo 7.7, seguito da una scossa di 6.4, epicentro a 16 km a nord-ovest di Sagaing. Movimenti tellurici in Thailandia, Laos e Cina. 2400 i feriti. 90 intrappolati in un edificio. La Giunta militare dichiara lo “stato di emergenza
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/devastante-terremoto-sud-est-asiatico-epicentro-myanmar-almeno-694-morti-ospedali-al-collasso-1813ff9d-bc8b-4fa4-ae26-7e2f05c6925b.html
vedi anche
video La scossa di terremoto fa tremare gli uffici dell’agenzia di stampa AFP a Bangkok
video La folla terrorizzata nelle strade di Bangkok dopo la potente scossa di terremoto: video
video Le urla, il palazzo si accartoccia d’improvviso: il terribile crollo dopo il terremoto a Bangkok
video Il terremoto smuove la piscina a sfioro e il grattacielo diventa una cascata
video Bangkok, un edificio collassato dopo il terremoto di magnitudo 7.7

Anna Maria Merlo
https://ilmanifesto.it/i-dazi-usa-affossano-lauto-su-entrambi-i-lati-dellatlantico
Radio Onda d’Urto
Venerdì 28 marzo. Myanmar, il terremoto colpisce le zone in mano ai ribelli. Corrispondenza da Yangoon.
Lo sciopero dei metalmeccanici | Israele ha ucciso i 16 operatori sanitari scomparsi 4 giorni fa | La trasmissione “Gisèle Pelicot – Processo per stupro”
MYANMAR – Terremoto di magnitudo 7.7 in Myanmar, l’ex Birmania, con epicentro a 16 km dalla città Saigang, nel centro del Paese asiatico. Una scossa 300 volte più violenta del terremoto di Amatrice che ha il centro-Italia nel 2016. 144 i morti accertati, con 732 feriti, ma fonti locali parlano di migliaia di possibili decessi”, con intere zone non ancora raggiunte dai soccorsi e in cui, tra l’altro, insiste anche una lunga guerriglia antigovernativa. Proprio le zone in mano ai ribelli rischiano di essere escluse dagli aiuti, che per la prima volta vengono chiesti dal governo golpista della giunta militare. Nel pomeriggio siamo riusciti a collegarci con la capitale Yangoon dove abbiamo raggiunto Giorgio, cooperante di Asia Ong, che ci racconta le prime notizie che sono riuscite ad arrivare dalle zone più colpite.

Ai nostri microfoni anche le analisi a caldo, con le prime informazioni frammentate, di Alessandro De Pascale, giornalista di Atlante delle Guerre ed Emanuele Giordana, giornalista fondatore di Lettera 22 ed esperto di sud est asiatico.
MEDIO ORIENTE – Continua il genocidio per mano israeliana nella Striscia di Gaza. Oggi ritrovati i corpi di 16 operatori di ambulanze. Le forze israeliane occupanti hanno ucciso tutti e 16 i membri delle squadre di Difesa Civile e Mezzaluna Rossa scomparsi quattro giorni fa. Dalla ripresa su larga scala dell’assalto militare, martedì scorso, sono 900 i palestinesi ammazzati da Tel Aviv, 2mila i feriti. 43 i corpi recuperati nelle ultime 24 ore tra Gaza City, Khan Younis e Jabalya. Dal 7 ottobre, il bilancio è salito a 50.251 persone, con 11.000 persone disperse, sotto le macerie delle loro case in tutta la Striscia. 115mila i feriti: i pochi ospedali rimasti operativi sono così sovraffollati per il continuo arrivo dei feriti e in crisi per la mancanza di materiali sanitari da rischiare, per l’ennesima volta, il collasso, mentre l’Unrwa fa sapere che l’esercito israeliano ha impedito l’ingresso nella Striscia dell’82% degli aiuti dal 18 al 24 marzo, aggravando ulteriormente la situazione. Su questo la traduzione in italiano dell’appello di Philippe Lazzarini, portavoce Unrwa
Per il quarto giorno consecutivo, centinaia di altre persone sono scese in piazza a Beit Lahiya, chiedendo la fine della guerra a Gaza, con cartelli e canti, rivolti contro l’occupazione israeliana ma anche contro Hamas, chiedendo le dimissioni dell’attuale governo. Al Jazeera, citando alcuni dei manifestanti, parla di “ senso di abbandono provato da chi vive come noi tra le macerie. Tutti, tutti, ci hanno lasciati soli ad affrontare sfollamenti, fame, uccisioni, bombardamenti e arresti”.
Domani a Milano la manifestazione per la “Palestina libera” come accade ogni sabato dal 7 ottobre 2023, ma anche per dire “Libertà per Anan, Ali e Mansour”. Appuntamento ore 12.30 in Piazzale Loreto. Il corteo finirà a Parco Trotter, dove diventerà un’assemblea pubblica per costruire la manifestazione nazionale prevista nel capoluogo lombardo sabato 12 aprile. Sentiamo Francesco Giordano di Fronte Palestina.

LAVORO – Sciopero nazionale di 8 ore dei metalmeccanici indetto per oggi, venerdì 28 marzo 2025, da Fiom, Fim e Uilm per rilanciare le trattative sul rinnovo del contratto nazionale, fatte saltare unilateralmente dalle associazioni degli industriali a novembre 2024. I sindacati accusano “un comportamento irresponsabile da parte delle associazioni datoriali, che con la loro intransigenza e arroganza continuano a impedire l’avvio della trattativa per il rinnovo, che mai come in questa fase può rappresentare l’antidoto alla crisi e alla riduzione dei volumi produttivi del Paese”-
A Brescia duemila lavoratori in corteo da piazza Repubblica fin sotto la sede locale della Confindustria. Giulia, della redazione di Radio Onda d’Urto, ha seguito il corteo e realizzato numerose interviste che potete ascoltare nella trasmissione dedicata. Sul nostro sito anche le valutazioni di Luca Trevisan, segreteria generale Fiom Cgil. Di seguito un estratto del suo intervento.

Oggi si è parlato anche di
- Sabato la marcia per ristrutturare l’ospedale di Desenzano ed evitare il consumo di suolo
- Iniziato oggi il processo a Brescia contro il proprietario dello stabile dove nel settembre 2023 è morto sul lavoro Mirko “Sick” Serpelloni, 27enne musicista e illustratore, vittima di una caduta da 6 metri dopo il crollo di un lucernario all’interno della Errepi Interni di Manerbio. La corrispondenza con Maruska, madre di Mirko
- La trasmissione L’Angelo del Focolare del ciclo La Cassetta degli Attrezzi ha trattato il caso Gisèle Pelicot – Processo per stupro.
La Resistenza: un mese di trasmissioni speciali

Il 25 aprile 2025 sarà l’ottantesimo anniversario della Liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista. Radio Onda d’Urto dedica a questa data la programmazione del suo palinsesto, mandando in onda ogni giorno due trasmissioni speciali [qui tutte le puntate].
Le trasmissioni di venerdì 28 marzo:
Le interviste a Eugenio Pirovano, curatore di una guida storico escursionistica dal titolo “Partigiani sulle Grigne” e del progetto memoria www.55rosselli.it e a Stefano di Ape Brescia che ci racconta di un’escursione a Malga Lunga, luogo storico della resistenza bergamasca. Ascolta o scarica
L’intervista a Matteo Minelli del progetto divulgativo ed editoriale Cronache Ribelli. Ascolta o scarica.
Dalla pagina Facebook di Igor Papaleo
“Un anno fa, il capo mi chiamò in ufficio. E mi disse:
– Borja, sei arrivato in ritardo?
– Sono venuto in bici. Il vento era contro. Non potevo andare avanti.
– Non mi interessa. La prossima volta che fai tardi, ti butto fuori!
Da quel giorno, uscivo da casa mia un’ora prima per vedere da che parte soffiava il vento. I miei colleghi facevano lo stesso.
Nessuno fu più in ritardo.
Una mattina un vento molto forte, quasi un tornado, soffiò a nostro favore.
Quel giorno abbiamo preso la fabbrica”.(Eduardo Galeano)
28 marzo 2025. Sciopero generale dei metalmeccanici.
Il vento soffia ancora…
28 marzo 2025. Piazze piene, fabbriche vuote: contratto subito
Sciopero generale di otto ore e cortei in tutta Italia per sollecitare il rinnovo del ccnl. Landini e De Palma: “La posizione delle imprese è inaccettabile”
Da Aosta a Siracusa, da Taranto a Torino, da Nord a Sud. Oggi (venerdì 28 marzo) le metalmeccaniche e i metalmeccanici di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil si sono fermati per uno sciopero generale di otto ore, manifestando in tutta Italia per sollecitare la ripresa della trattativa con Federmeccanica e Assistal per il rinnovo del contratto collettivo nazionale.
Il ccnl, scaduto a fine giugno 2024, riguarda circa un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori. La trattativa (iniziata il 30 maggio 2024) si è interrotta dopo otto incontri ormai quattro mesi fa, precisamente il 12 novembre, quando la parte datoriale ha presentato una “contro-piattaforma” invece di negoziare su quella messa a punto dai sindacati.
“Si deve riaprire la trattativa”, afferma il segretario generale Cgil Maurizio Landini partecipando al corteo di Roma. “La posizione di Federmeccanica è irresponsabile”, ha aggiunto: “Le aziende in questi anni hanno fatto profitti, i lavoratori sono stati responsabili e hanno affrontato tutte le situazioni difficili. Negare la trattativa e non rinnovare il contratto è inaccettabile”.
continuazione e video in
https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/piazze-piene-fabbriche-vuote-contratto-subito-w2hyrwsi?guid=nl-1743232870

28 marzo 2025. Senza contratto si sciopera. Metalmeccanici in piazza
28 marzo, sciopero nazionale unitario dei metalmeccanici. “Senza contratto si sciopera”, lo slogan di Fiom Fim Uilm dietro al quale decine di migliaia di persone oggi stanno manifestando nelle piazze di molte città del Paese. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, è in piazza a Roma, mentre il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, è alla manifestazione di Reggio Emilia.
continua in
https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/senza-contratto-sciopero-metalmeccanici-video-ixxe9gng
28 marzo 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1128
RaiNews LIVE
Putin: in Ucraina via Zelensky, poi governo Onu e elezioni. Casa Bianca: no, c’è una Costituzione
Tra Mosca e Kiev ancora accuse reciproche di violazione del cessate il fuoco parziale. Volenterosi uniti sul non rimuovere sanzioni, Cremlino: mostrano di non volere la pace. Trump ripristina il monitoraggio dei minori ucraini deportati in Russia
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/ucraina-guerra-tregua-volenterosi-uniti-su-sanzioni-non-su-invio-truppe-putin-a-kiev-governo-provvisorio-sotto-onu-91e96fb4-5601-47b5-92f5-7623da037b98.html
Vedi anche
https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina
LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : Volodymyr Zelensky confirme que Kiev a reçu de Washington une nouvelle version de l’accord sur les minerais
Le président ukrainien a aussi accusé Vladimir Poutine de chercher à faire traîner la guerre en Ukraine en évoquant l’idée d’une « administration transitoire » sous l’égide de l’ONU. « Tout ce qu’il fait retarde toute possibilité de négociation » en vue de mettre « fin à la guerre », a commenté M. Zelensky.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DAL 23 AL 29 MARZO 2025
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/03/28/en-direct-guerre-en-ukraine-volodymyr-zelensky-confirme-que-kiev-a-recu-de-washington-une-nouvelle-version-de-l-accord-sur-les-minerais_6584822_3210.html
28 marzo 2025. Super riarmo tedesco, «la Germania è tornata», e l’AfD

Piero Orteca – remocontro.it
Leggete la storia, metabolizzatela e non sottovalutate mai la Germania. Ogni volta che ha riarmato è finita in tragedia. E se domani decidesse di ‘correre da sola’, blindandosi come la superpotenza d’Europa e cadesse nelle mani di un governo di esaltati?
continua in
https://www.remocontro.it/2025/03/28/super-riarmo-tedesco-la-germania-e-tornata-e-lafd/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=gli-ultimi-newsletter-total-articoli-dal-nostro-blog_262
28 marzo 2025. Il piano degli Usa è neocoloniale. Ecco com’è stato studiato a tavolino
Dopo Zamagni, anche Bernabé, manager di lungo corso, ricostruisce la strategia padronale di Trump. La figura-chiave di Peter Thiel, fondatore di PayPal, la variante Cina e l’Europa isolata
Il disegno neo-coloniale degli Stati Uniti di Trump resta la prima preoccupazione della comunità accademica e del mondo finanziario italiano ed europeo. Evocato subito dopo l’elezione del tycoon dall’economista Stefano Zamagni proprio su Avvenire, il tema è al centro di tutte le analisi fatte nelle università, nei think tank e nel sistema delle imprese e delle banche. Bastava essere un paio di sere fa alla presentazione milanese del libro di Franco Bernabè, “In trappola”, scritto con Paolo Pagliaro per Solferino, per averne una conferma. «La mia generazione ha vissuto ottant’anni unici. Ottant’anni di pace» ha detto a un certo punto Bernabè, uno dei più grandi manager italiani, che ha attraversato diverse stagioni del potere nel nostro Paese guidando colossi come Eni e Telecom, ha fatto l’imprenditore e recentemente è stato consigliere d’amministrazione indipendente di PetroChina.
continua in
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/il-piano-neo-coloniale-degli-usa-e-stato-disegnato-a-tavolino?_gl=1*6o8xdp*_up*MQ..*_ga*NDA0OTY3Mzg2LjE3NDMxNTg2MDQ.*_ga_BRSYFP49FK*MTc0MzE1ODYwMy4xLjEuMTc0MzE1OTM3Mi4wLjAuMTI5NTg3ODAwMw..
Fermiamo la strage
27 marzo 2025. Fiaccolata a Terni per dire basta alle morti sul lavoro: il ricordo di Sanderson Mendoza

Terni ha risposto con una forte partecipazione alla fiaccolata organizzata dai sindacati CGIL, CISL e UIL nella serata di mercoledì 26 marzo 2025. L’evento, con partenza da Piazzale Bosco e arrivo in Piazza Europa, è stato un momento di raccoglimento e protesta per dire basta alle morti sul lavoro.
La manifestazione è stata dedicata alla memoria di Sanderson Mendoza, operaio tragicamente scomparso a seguito di un incidente avvenuto nelle Acciaierie Speciali di Terni (AST). Il suo nome si aggiunge purtroppo alla lunga lista di lavoratori che hanno perso la vita svolgendo il proprio dovere, una tragedia che continua a colpire il settore industriale e non solo.
Una città in lutto e in lotta
Le fiaccole accese hanno illuminato le strade della città in un corteo silenzioso ma carico di significato. Presenti operai, sindacalisti, esponenti delle istituzioni e semplici cittadini, uniti nel chiedere più sicurezza sui luoghi di lavoro. “Non possiamo più accettare che il lavoro diventi una condanna a morte”, hanno dichiarato i rappresentanti sindacali, sottolineando la necessità di controlli più rigidi e investimenti concreti per la prevenzione degli incidenti.
https://www.ternilife.com/2025/03/27/fiaccolata-a-terni-per-dire-basta-alle-morti-sul-lavoro-il-ricordo-di-sanderson-mendoza/

Sabato Angeri
https://ilmanifesto.it/armarsi-per-non-sparire-macron-e-zelensky-dettano-la-linea-a-parigi
Radio Onda d’Urto
Giovedì 27 marzo. Francia e Gran Bretagna spingono per mandare truppe in Ucraina
Basta transito di armi nel porto di Ravenna | Il maxi-processo contro Askatasuna e NoTav | Il COS denuncia “molestie al Liceo Leonardo” | Prosegue la mobilitazione per i metalmeccanici
FRANCIA – A Parigi si è tenuto oggi il vertice dei cosiddetti “volenterosi”, cioè i leader che vogliono mandare truppe sul terreno in Ucraina, coordinati soprattutto dal francese Macron – che prima del meeting ha telefonato a Trump – e dal britannico Starmer.
“Ci sarà una forza di rassicurazione” composta da “diversi Paesi europei” nel caso di raggiungimento della pace in Ucraina: così Macron dopo il vertice all’Eliseo, precisando che questa avrà base “in alcuni luoghi strategici” dell’Ucraina “in caso di pace, a carattere di dissuasione contro una potenziale aggressione russa”. Tuttavia “non saranno destinate al mantenimento della pace, non saranno presenti sulla linea di contatto né si sostituiranno all’esercito di Kiev”.
Al summit era presente anche il presidente ucraino Zelensky, che ieri ha incontrato Macron. Al termine del loro incontro, il presidente francese ha affermato che è “decisamente troppo presto” per parlare di una revoca delle sanzioni alla Russia, ma anche di una trattativa per il cessate il fuoco. Per Macron e Zelensky prima Mosca deve firmare una “tregua senza condizioni”.
Ma che cosa ne pensa la società francese del bellicismo di Macron e del piano “ReArm Europe”?
Qui la lettura e l’analisi di Gianni Mainardi, compagno italiano che vive a Parigi da molti anni, ex esiliato politico in Francia.

DDL (IN) SICUREZZA – Prorogate fino al 30 settembre le 5 cosiddette zone rosse istituite a Milano il 1 gennaio, aree da cui le forze dell’ordine possono allontanare, più a meno a piacimento, chi ritengano a loro dire “minaccioso e pericoloso per la sicurezza pubblica”. Non solo: il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico del capoluogo lombardo ha pure esteso le zone coinvolte, inglobando via Padova, Colonne di San Lorenzo e quartiere dei Fiori, nel vicino Comune di Rozzano.
Intanto l’ex ddl 1660, ora 1236, pare destinato a una terza lettura, con ritorno alla Camera. Le Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali del Senato hanno approvato le modifiche proposte dalla Commssione Bilancio al cosiddetto “ddl sicurezza” recependo i rilievi, sulle mancate coperture, della Ragioneria generale dello Stato. Irosa la Lega, che vuole a tutti i costi l’approvazione immediata. “Il ddl deve passare così com’è” ha detto il capogruppo Romeo, ributtando poi la palla al governo Meloni: “vediamo che intenzioni ha”, dice lo stesso Romeo.
Su Radio Onda d’Urto, cliccando qui, le valutazioni di Peppe De Cristofaro, senatore di AVS.
L’Italia, lato suo, ha fatto sapere che non invierà una “forza nazionale” di interposizione in Ucraina. “I nostri militari andranno solo in ambito Onu”, specifica il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani, mentre Crosetto oggi è stato in audizione davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.
PALESTINA – Proseguono i bombardamenti israeliani a tappeto sulla Striscia di Gaza. Colpite le tende a Jabalia, dove l’Idf sostiene di aver ucciso un portavoce, l’ennesimo, di Hamas: Abdel-Latif Al-Qanoua.

Almeno 30 i morti di oggi, mentre i raid degli ultimi 9 giorni hanno lasciato senza nemmeno una tenda sopra la testa altre 140mila persone. Tutto questo mentre i pochi ospedali rimasti attivi non hanno mezzi e risorse per assistere la popolazione e molte Ong, oltre alle agenzie Onu, stanno lasciando la Striscia per l’impossibilità di operare a causa dei bombardamenti incessanti e dell’avanzata via terra delle truppe di occupazione, oltre che del blocco criminale degli aiuti di ogni genere, che Israele ha imposto – nel silenzio complice dell’Occidente – dall’inizio di marzo. Il punto della situazione dalla Striscia nella traduzione, a cura di Radio Onda d’Urto, del dossier odierno diffuso dalla Wafa, l’agenzia di stampa ufficiale palestinese.
Basta transito d’armi nel porto di Ravenna. Il presidio indetto per sabato 29 marzo nel porto di Ravenna dalla Rete antisionista ed anticolonialista per la Palestina – Emilia Romagna per dire “basta al transito di armi”. Appuntamento alle 16.00 in Piazza del Popolo.
Israele/Palestina – Dietro le quinte. I tre incontri organizzati da Susanna Sinigaglia e Monica Macchi per parlare dei processi storico-politici che hanno portato alla creazione dello Stato di Israele, nonché degli eventi che hanno plasmato la società israeliana come etnocrazia prima e come Stato di apartheid poi.
REPRESSIONE – Lunedì 31 di marzo sarà una giornata importante per le persone che si rivedono nelle lotte e nei movimenti nati attorno alla storia dei centri sociali in Italia: è il giorno in cui il Tribunale di Torino deciderà sul destino di 28 persone, 16 delle quali accusate di associazione a delinquere, legate al Movimento Notav, al centro sociale torinese Askatasuna e allo spazio popolare Neruda.
Sono complessivamente 88 gli anni di carcere chiesti dall’accusa, oltre 7 i milioni pretesi dalla Procura e dalle partici civili, compresi i Ministeri e l’avvocatura di Stato, 3 milioni dei quali chiesti per danno d’immagine allo Stato. Richieste basate su indagini durate anni, ore di intercettazioni, pedinamenti, migliaia di soldi pubblici consumati per strutturare un teorema che, come sottolineano gli avvocati della difesa, vuole rendere il dissenso un reato.
Sul maxi-processo, ai microfoni di Radio Onda d’Urto:
Giansandro Merli de Il Manifesto, che spiega i contorni dell’inserto speciale sul processo Sovrano in uscita su Il Manifesto venerdì 28 marzo. Ascolta o scarica
Dana, una delle imputate coinvolte che ripercorre i punti chiave e le anomalie del processo Sovrano. Ascolta o scarica

BRESCIA – Presa di posizione pubblica del Collettivo Onda Studentesca, che in un comunicato denuncia ciò che definisce “un fatto gravissimo che non accettiamo passi inosservato”.
“Un professore del liceo Leonardo – scrive il COS nel volantino – ha molestato un’alunna; non si tratta di un episodio isolato, ma di una serie di abusi sistematici, avvenuti anche su altre studentesse, agiti nel silenzio più totale, finché non sono emersi pubblicamente attraverso la denuncia e la condivisione da parte di alcune ragazze. Vogliamo che questo uomo venga allontanato dalla scuola e chiediamo che il preside risponda della sua indifferenza, affinché vengano prese le misure necessarie per garantire la sicurezza e il benessere di tutte le studentesse e gli studenti del nostro istituto. Noi non ci stiamo, non rimaniamo in silenzio né indifferenti e non permettiamo che il diritto di studiare in sicurezza venga calpestato perché le studentesse e gli studenti sono la scuola. Il sistema non ci protegge, ma noi non ci arrenderemo, perché sappiamo di esserci vicine e che la nostra voce è potente. Quello che stiamo chiedendo oggi non è un favore, non è una concessione. È una rivendicazione di diritti. Il diritto alla libertà, il diritto a vivere senza paura.
SE TOCCANO UNA, TOCCANO TUTTE.”
Qui il punto sulla vicenda di una studentessa del Collettivo Onda Studentesca di Brescia
Oggi si è parlato anche di
- Metalmeccanici in lotta per il rinnovo del contratto nazionale. Domani, la mobilitazione chiamata da FIM, FIOM e UILM continua: previste per venerdì 28 marzo, otto ore di sciopero a livello nazionale al fine sollecitare la riapertura della trattativa con Federmeccanica, Assistal e Unione Meccanica per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore
- Dalla parte del diritto all’abitare || Le mobilitazioni contro gli affitti brevi, sfratti e caro-affitti
La Resistenza: un mese di trasmissioni speciali

Il 25 aprile 2025 sarà l’ottantesimo anniversario della Liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista. Radio Onda d’Urto dedica a questa data la programmazione del suo palinsesto, mandando in onda ogni giorno due trasmissioni speciali [qui tutte le puntate].
Le trasmissioni di giovedì 27 marzo:
Mattina e pomeriggio: l’intervista alla storica Laura Orlandini, collaboratrice dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Ravenna. A partire dal suo volume La democrazia delle donne. I gruppi di difesa della donna nella costruzione della Repubblica (1943-45) (Bradypus Editore, 2018), Laura Orlandini affronta il tema della partecipazione femminile alla Resistenza e dell’organizzazione autonoma dei Gruppi di Difesa della Donna. Ascolta o scarica
Osservatorio sull’Autoritarismo: uno spazio aperto di analisi e discussione sull’erosione della democrazia in Italia
Nasce l’Osservatorio Autoritarismo per iniziativa dell’associazione di cultura politica Libertà e Giustizia e della casa editrice Castelvecchi in collaborazione con docenti e studenti di numerose università italiane, concordi sulla necessità di costituire spazi di analisi, dialogo e confronto sulla trasformazione in senso autoritario della democrazia nel nostro Paese, vista nel contesto europeo e globale.
Di seguito il manifesto costitutivo dell’Osservatorio che lancia tre giornate di studio all’Università La Sapienza di Roma, all’Università Statale di Milano e all’Istituto Universitario Europeo di Firenze.

27 marzo 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1127
RaiNews LIVE
A Parigi i “Volenterosi”, Macron: Francia e Regno Unito guideranno la “forza di rassicurazione”
Sarà attiva “in aria, terra e mare” ma non sulla linea del fronte e partirà nonostante non ci sia unanimità tra i leader. Starmer: pronti rendere operativo qualunque accordo. Zelensky: Mosca trascina i negoziati mentre progetta nuove offensive
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/ucraina-guerra-tregua-navi-porti-centrali-energetiche-mosca-chiede-alt-sanzioni-agricole-cfd9580e-c9ed-4281-bf4c-31b3279e0fd0.html
https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina
LeMonde LIVE
En direct, guerre en Ukraine : Volodymyr Zelensky appelle, depuis Paris, les Etats-Unis à « réagir » après de nouvelles attaques russes
Le président ukrainien a dénoncé la « violation » d’un moratoire, assez flou, sur les attaques contre les cibles énergétiques. Il a également estimé que la proposition d’une « force de réassurance », annoncée par Emmanuel Macron lors du sommet de la « coalition des volontaires », posait « beaucoup de questions, mais [apportait] encore peu de réponses ».
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DAL 23 AL 29 MARZO 2025
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/03/27/en-direct-guerre-en-ukraine-volodymyr-zelensky-appelle-depuis-paris-les-etats-unis-a-reagir-apres-de-nouvelles-frappes-russes_6584822_3210.html
27 marzo 2025. Caso Almasri, l’Italia ha frustrato le speranze di giustizia delle vittime dei crimini in Libia
Cristina Orsini e Serena Zanirato – altreconomia.it
Nonostante i tentativi maldestri del Governo Meloni di nascondere il suo deliberato impedimento alla giustizia dietro presunti cavilli legali, non c’è alcuna scusa plausibile dal punto di vista giuridico per giustificare la consegna dell’uomo ricercato dalla Corte penale internazionale. Una decisione che espone l’Italia a gravi conseguenze ma soprattutto mina le fondamenta dello Stato di diritto. E calpesta le vittime dei crimini commessi dalle milizie. L’intervento del gruppo Lawyers for Justice in Libya (Lfjl)
continua in
https://altreconomia.it/caso-almasri-litalia-ha-frustrato-le-speranze-di-giustizia-delle-vittime-dei-crimini-in-libia/
Il Papa e i 38 giorni di governo dal Gemelli tra messaggi, nomine, appelli di pace

Come nel 2020, quando accompagnò l’umanità durante la crisi del Covid, anche oggi Francesco continua a guidare la barca della Chiesa ed essere punto di riferimento nel mondo nonostante la malattia e in mezzo alle “tempeste” di guerre, riarmo, povertà. Numerosi gli appelli di pace diffusi durante la degenza al Policlinico, poi messaggi, la lettera al Corriere della Sera e atti di governo quali oltre 40 nomine e l’avvio di un percorso verso l’Assemblea ecclesiale 2028

A cinque anni dalla Statio Orbis per la preghiera in tempo di pandemia
Quella piazza vuota e il pastore in sintonia col mondo
27 marz0 2025. Le vite delle persone come ispirazione. Intervista a Valentina Carnelutti
Marco Ravera – lasinistraquotidiana.it

Ci sono artisti che ti catturano per la bravura, per la passione, per la determinazione, per l’umiltà, per la coerenza. Hanno recitato per grandissimi registi in film indimenticabili, ma rimangono di una disponibilità unica. Valentina Carnelutti è una di loro. Ci siamo conosciuti anni fa grazie a Citto Maselli e oggi, nonostante gli impegni, trova un po’ di tempo per chiacchierare con me. Ha un sorriso che coinvolge anche via Zoom.
continua in
https://www.lasinistraquotidiana.it/le-vite-delle-persone-come-ispirazione-intervista-a-valentina-carnelutti/?utm_medium=paid&utm_source=fb&utm_id=6700977486155&utm_content=6700977493955&utm_term=6700977489755&utm_campaign=6700977486155&fbclid=IwY2xjawJZKO1leHRuA2FlbQEwAGFkaWQAAAYYt7GLCwEdP0axccJANvz_VPxmWzFDe_36jn82nyn4VmtRzF3DcmdlzCGRipoLjs9U_aem_EejTQBAPVnlIDs4J6PeN2w
27 marzo 2025. Con la tecnologia possiamo vincere la guerra per fermare le morti sul lavoro

Alessandro Genovesi – strisciarossa.it
Tre morti al giorno, oltre 100 feriti, spesso gravi, ogni 24 ore: notizie che non fanno più notizia. Questo è il bollettino di guerra che ogni giorno ci dice che dei lavoratori, giovani e meno giovani, migranti o italiani, in cantiere, in fabbrica, nei campi, lungo le strade, per un pezzo di pane hanno messo in gioco (e in alcuni casi perso) tutto.
Segue la rabbia, il comunicato di circostanza delle istituzioni, ma alla fine rimane solo una famiglia e una comunità che continueranno per anni a chiedersi “perché”. Eppure il nostro Paese ha una delle migliori normative in materia di salute e sicurezza, il Decreto legislativo 81/08 e allora, probabilmente, dobbiamo cercare altrove le ragioni e soprattutto gli interventi concreti da fare.
continua in
https://www.strisciarossa.it/con-la-tecnologia-possiamo-vincere-la-guerra-per-fermare-le-morti-sul-lavoro/
27 marzo 2025. Ridateci il salario

Un appello dei lavoratori e lavoratrici del liceo Amaldi di Roma solleva il problema dell’imposta occulta dell’inflazione. Intanto l’Organizzazione internazionale del lavoro ha confermato la perdita salariale degli ultimi 15 anni in Italia
Danilo Corradi – jacobinitalia.it
Oltre 120 lavoratori e lavoratrici del liceo Amaldi di Tor Bella Monaca, di cui anche chi scrive fa parte, hanno recentemente lanciato un appello rivendicando l’urgenza del recupero del potere d’acquisto dei salari. Il testo è semplice e chiaro e prende di mira la svalutazione salariale che si è determinata tra il 2022 e il 2024:
continua in
https://jacobinitalia.it/ridateci-il-salario/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet&utm_campaign=ridateci-salario
Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Disobbediamo alla fine. Ottava puntata. Hanno distrutto il verde per i posti di lavoro. Ora distruggono i posti di lavoro e il verde non tornerà
La storia di una fabbrica è una storia di territorio. Non è nelle disponibilità di un liquidatore o della potenziale speculazione immobiliare terminarla. La Gkn di Firenze eredita la storia della Fiat nata nel 1938. Il 1° aprile le lettere di licenziamento proveranno a liquidare 87 anni di storia sindacale e industriale.
Nel 1994 la Fiat di Firenze passa a Campi Bisenzio. L’area dove c’era la Fiat diventa oggetto della speculazione immobiliare e Campi Bisenzio contestualmente favorisce l’insediamento dello stabilimento sul proprio territorio. Allora, nel punto dove oggi sorgono fabbrica, il centro commerciale i Gigli, capannoni vari, c’erano fondamentalmente verde e campi.
Quel verde che è tanto utile quando avvengono le esondazioni, per assorbire l’acqua.
L’accordo quadro che regola questo passaggio porta la Firma della Regione, del Comune di Firenze, di Campi Bisenzio e della Provincia (attuale città metropolitana).
Nei nostri archivi, oltre all’accordo ci sono le foto di costruzione dello stabilimento. Quella che proponiamo è una delle poche foto dove si vedono gli operai al lavoro. Le altre sono foto dove si vede la struttura o i grandi dirigenti che visitano compiaciuti i cantieri.
Sì, in fondo così spesso viene considerata una fabbrica o un cantiere: un edificio o una passerella…
Così siamo nati, così non moriremo. Non siamo solo un edificio, non siamo una passerella. Questo è un luogo di intelligenza collettiva, di produzione e vita sociale.
5 aprile, in corteo dalla fabbrica al centro di Campi Bisenzio.
#insorgiamo
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Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
E’ una guerra, ma non ti rendi conto quanto sei al fronte
E se una lotta sociale vince, cambia i rapporti di forza di tutto il fronte
Per questo, 28-29-30 marzo a Roma, Acrobax, il percorso degli stati generali della giustizia climatica e sociale si incrocia con “Reset Against the War”.
I ricchi sempre più schifosamente ricchi, i poveri sempre più incredibilmente invisibili. Questo è uno scenario di guerra sociale che necessita la guerra verso l’esterno. Questo è un dato così chiaro e macroscopico che può essere nascosto solo con l’invenzione costante del nemico: guerra tra poveri, guerra verso l’esterno. E questo è uno scenario che giocoforza necessita della costante apatia e rassegnazione della popolazione.
Per cui il sistema necessita di attaccare chiunque non sia banalmente rassegnato, chiunque dica: “noi abbiamo un piano e questa realtà non è immodificabile”
continua in
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https://www.instagram.com/reset_against_thewar…
#insorgiamo
Radio Onda d’Urto
Mercoledì 26 marzo. Il ddl (in)sicurezza torna alla Camera. Gino lascia il carcere francese di Fresnes
Gaza: massacri e nuovi piani di deportazione forzata | Caso Paragon, MSH: “Mantovano ammette di spiarci” | Tute blu: presentato lo sciopero nazionale di venerdì. A Brescia corteo a Confindustria
PALESTINA – In una settimana o poco più, sono almeno 830 le persone ammazzate a Gaza da Israele, che il 18 marzo ha ripreso il genocidio su larga scala, dopo due mesi di “quasi” tregua, in cui comunque aveva ucciso 150 persone. Il bilancio dal 7 ottobre 2023 ha raggiunto 50.183 morti, con 115mila feriti, migliaia di dispersi, milioni di sfollati. Per loro, a marzo, non è entrato nemmeno un aiuto umanitario per il blocco criminale israeliano: cibo, acqua, carburante, tende, farmaci, elettricità. Niente.
Da Gaza alla Cisgiordania Occupata. Raid a Ramallah, Betlemme, Beit Jibrin, con interrogatori di massa e arresti, mentre da oltre 2 mesi prosegue, impunito, l’assedio militare contro intere città nel nord, come Jenin e Tulkarem.
Conflitti fuori e proteste pure dentro Israele. Un gruppo di persone ha bloccato oggi l’autostrada che collega Tel Aviv a Gerusalemme. I manifestanti hanno invocato la disobbedienza civile e scandito slogan come “niente traffico senza democrazia”, contestando il disinteresse del governo verso gli ostaggi e la guerra interna di Netanyahu, in rotta di collisione sia con i servizi segreti interni che con la magistratura, che da anni lo ha messo sotto diverse inchieste. In serata, migliaia di persone attorno al Parlamento, con la presenza di diverse forze d’opposizione.
Proteste anche a Gaza: alcuni video mostrano i residenti del quartiere Shejaiya di Gaza City protestare al grido di ‘stop guerra’, ‘vogliamo vivere’ e “fuori Hamas’. Ieri proteste analoghe a Jabalia e a Khan Yunis, mentre la stessa Hamas è tornata a chiedere a Egitto e Qatar di premere per la ripresa dei negoziati con Tel Aviv, che tuttavia ha ben altri piani in testa: sul tavolo del governo c’è da giorni il piano militare per “riprendere il controllo e governare Gaza”, che tornerebbe così allo scenario pre-2005. Il piano prevederebbe la deportazione di tutti i 2,3 milioni di abitanti di Gaza nella piccolissima area costiera di al-Mawasi, con…40mila soldati sionisti attorno.
Sulla Palestina abbiamo raccolto, anche oggi, diverse voci:
- Da Gaza la corrispondenza con Sami Abu Omar, cooperante di numerose realtà solidali italiane attive nella Striscia e nostro collaboratore
- Sui massacri continui di giornalisti, sanitari e operatori umanitari e sull’obiettivo di fondo di Israele – cacciare i palestinesi e occupare tutto, “dal fiume al mare” – Samir Al Qayrouti, giornalista palestinesi da anni in Italia
- Sulle proteste dentro Israele la corrispondenza con Guy, attivista di Ta’ayush, collettivo che unisce “israeliani e palestinesi che lottano insieme per porre fine all’occupazione israeliana e per raggiungere la piena uguaglianza civile attraverso un’azione diretta quotidiana non violenta”.
- Dall’Italia: Alan, di “Ferrara per la Palestina”, dopo la reazione scomposta del sindaco leghista Alan Fabbri alla richiesta di riconoscere lo Stato di Palestina.

DDL (IN) SICUREZZA – Prorogate fino al 30 settembre le 5 cosiddette zone rosse istituite a Milano il 1 gennaio, aree da cui le forze dell’ordine possono allontanare, più a meno a piacimento, chi ritengano a loro dire “minaccioso e pericoloso per la sicurezza pubblica”. Non solo: il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico del capoluogo lombardo ha pure esteso le zone coinvolte, inglobando via Padova, Colonne di San Lorenzo e quartiere dei Fiori, nel vicino Comune di Rozzano.
Intanto l’ex ddl 1660, ora 1236, pare destinato a una terza lettura, con ritorno alla Camera. Le Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali del Senato hanno approvato le modifiche proposte dalla Commssione Bilancio al cosiddetto “ddl sicurezza” recependo i rilievi, sulle mancate coperture, della Ragioneria generale dello Stato. Irosa la Lega, che vuole a tutti i costi l’approvazione immediata. “Il ddl deve passare così com’è” ha detto il capogruppo Romeo, ributtando poi la palla al governo Meloni: “vediamo che intenzioni ha”, dice lo stesso Romeo.
Su Radio Onda d’Urto, cliccando qui, le valutazioni di Peppe De Cristofaro, senatore di AVS.
FREE ALL ANTIFAS – L’antifascista milanese Gino verrà rilasciato a breve dalla prigione di Fresnes senza i domiciliari ma pure senza poter lasciare la Francia, dove era stato arrestato nel novembre 2024 con l’accusa di aver preso parte alla mobilitazione antifascista europea contro la calata neonazista in Ungheria del “Giorno dell’onore”, nel febbraio 2023. Il 9 aprile intanto nuova udienza di estradizione nei confronti di Gino, su richiesta dell’Ungheria di Orban. Nello stesso giorno a Milano, ore 17.30, presidio davanti al consolato francese di via Privata Cesare Mangili 1, come annuncia la pagina Free Gino Libero.
L’intervista ai microfoni di Radio Onda d’Urto con Nic, compagno del Comitato milanese di solidarietà a Gino. Ascolta o scarica
Sempre in tema di antifascismo su Radio Onda d’Urto oggi:
Da Reggio Emilia la presentazione della giornata di lotta antifascista di domenica 30 marzo, contro un’altra calata nera. Parole d’ordine del corteo di movimento: “dove siamo noi, non saranno loro”
Da Milano l’aggiornamento dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre verso la calata nera prevista nel capoluogo lombardo del 17 maggio
SPIONI…DI STATO – “Abbiamo appreso da fonti giornalistiche che, finalmente, il sottosegretario Alfredo Mantovano, delegato dal Governo, ha ammesso che Mediterranea Saving Humans e i suoi attivisti sono stati spiati dai servizi segreti con il software militare (di produzione israeliana, ndRodu) Paragon Graphite, perché considerati pericolosi per la sicurezza nazionale”. Lo afferma un comunicato della stessa ong, mentre AVS chiede a Mantovano e Meloni di riferire in Parlamento.
“L’attività di spionaggio – prosegue la nota di MSH – è stata richiesta dal governo Meloni e autorizzata dal procuratore generale in Corte d’appello di Roma. Questa legale ma illegittima attività, che colpisce attivisti e oppositori politici del governo, nei loro piani non doveva venire alla luce. E invece il diavolo fa le pentole ma non i coperchi: è stata smascherata a livello mondiale una operazione segreta, degna di un regime”. Su Radio Onda d’Urto Luca Casarini, fondatore di Mediterranea Saving Humans e tra gli attivisti spiati tramite Graphite. Ascolta o scarica.

LOTTE OPERAIE – Cortei metalmeccanici oggi in alcune città della Toscana e in Sardegna, verso lo sciopero nazionale di venerdì con Fiom, Fim e Uilm per il rinnovo del contratto metalmeccanico, relativo a 2 milioni di lavoratrici e lavoratori. A livello bresciano, almeno 85 mila quelli coinvolti. “A distanza di mesi dalla presentazione delle piattaforme, non sono ancora arrivate risposte soddisfacenti da Federmeccanica e Unionmeccanica”, denuncia la Fiom Cgil di Brescia che, insieme a Fim e Uilm, ha annunciato in conferenza stampa la manifestazione bresciana. Appuntamento venerdì con un corteo in partenza alle 9.30 da piazzale Repubblica e conclusione davanti alla sede di Confindustria, a Brescia Due. Antonio Ghirardi, segretario Fiom di Brescia, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
Oggi si è parlato anche di
- Oggi presidio di protesta nowar fuori dalla base (nucleare) di Ghedi
- Sabato a Brescia convegno nell’ambito della Giornata mondiale dell’acqua
- Bologna: proteste e visite ispettive al carcere della Dozza
- Torino: via a “Biennale Democrazia” su conflitti, violenza e guerra
La Resistenza: un mese di trasmissioni speciali

Il 25 aprile 2025 sarà l’ottantesimo anniversario della Liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista. Radio Onda d’Urto dedica a questa data la programmazione del suo palinsesto, mandando in onda ogni giorno due trasmissioni speciali [qui tutte le puntate].
Le trasmissioni di mercoledì 26 marzo:
Mercoledi 26 marzo – pomeriggio: intervista a Matteo Cavalleri, ricercatore in Filosofia morale all’Università di Chieti e autore del libro La Resistenza al nazi-fascismo: un’antropologia etica. Ascolta o scarica
Mercoledi 26 marzo – mattina: intervista allo storico Alessandro Portelli, già docente a La Sapienza di Roma. A partire dai suoi libri L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria (Donzelli, 1999) e La fiera delle falsità. Via Rasella, le Fosse Ardeatine, la distorsione della memoria (Donzelli, 2024), Alessandro Portelli racconta Roma sotto l’occupazione tedesca, la Resistenza dei GAP, l’azione partigiana di via Rasella e l’eccidio delle Fosse Ardeatine (23 e 24 marzo 1944). Ascolta o scarica
26 marzo 2025. Il nostro commento dopo le ammissioni del Sottosegretario del Governo Meloni davanti al Copasir
Il nostro commento dopo le ammissioni del Sottosegretario del Governo Meloni davanti al Copasir.
Abbiamo appreso da fonti giornalistiche che, finalmente, il Sottosegretario Alfredo Mantovano, delegato dal Governo, ha ammesso che Mediterranea e i suoi attivisti sono stati spiati dai servizi segreti con il software militare Paragon Graphite perché considerati “pericolo per la sicurezza nazionale”. L’attività di spionaggio è stata richiesta dal Governo Meloni e autorizzata dal Procuratore generale presso la corte d’appello di Roma, dott. Amato.
Prima considerazione: li abbiamo beccati con le mani nel sacco. Questa “legale” ma illegittima attività che colpisce attivisti e oppositori politici del Governo nei loro piani non doveva venire alla luce. E invece il diavolo fa le pentole ma non i coperchi: è stata smascherata a livello mondiale una operazione segreta, degna di un regime.
Seconda considerazione: per questo Governo un criminale del calibro del capo milizia Almasri, fatto fuggire dall’arresto e riportato a casa, in Libia, con un volo di Stato, è una “risorsa nazionale”. Un criminale che ha ucciso, stuprato, torturato persone innocenti, compresi bambini, e che può continuare ad arricchirsi con i suoi traffici (persone migranti, droga, petrolio, armi) grazie all’impunità di cui gode e alle protezioni eccellenti: proprio l’Aise, il servizio segreto estero che spia noi, cura i rapporti in Libia con questi criminali. Dunque: chi si adopera per salvare vite, per aiutare donne, uomini e bambini prigionieri nei lager o abbandonati in mezzo al mare, per questo Governo è un “pericolo per la sicurezza nazionale”, chi invece uccide persone innocenti e accumula milioni di euro attraverso affari criminali, è sotto protezione. Questa realtà dei fatti viene disvelata davanti agli occhi del mondo, e non vi è ormai più nulla di segreto.
continua in
https://mediterranearescue.org/it/news/i-servizi-segreti-hanno-spiato-mediterranea-per-ordine-di-mantovano
26 marzo 2025
Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1126
RaiNews LIVE
L’Italia non manderà soldati sul terreno. Kiev: “Servono truppe pronte a combattere non peacekeeper”
Meloni riunisce i vice prima di Parigi: nostri militari in Ucraina solo con l’Onu. Bilaterale Macron-Zelensky, la Francia annuncia altri due miliardi di aiuti. Raid su siti energetici, scambio d’accuse Mosca-Kiev. Zelensky: “Putin non vuole la pace”
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/ucraina-guerra-tregua-navi-porti-centrali-energetiche-mosca-chiede-alt-sanzioni-agricole-dbe73ce9-8610-4520-a9b4-fd56d758bbf2.html
https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina
LeMonde LIVE
Le point sur la guerre en Ukraine le 26 mars au soir
Le sommet sur l’Ukraine prévu jeudi à Paris visera à déterminer « qui est prêt à mettre en place les garanties de sécurité », en ce qui concerne l’envoi d’un « contingent » militaire en territoire ukrainien en cas de trêve avec la Russie, a déclaré mardi le président Volodymyr Zelensky.
AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DAL 23 AL 29 MARZO 2025
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/03/24/en-direct-guerre-en-ukraine-de-nouvelles-frappes-russes-sur-kiev-kharkiv-et-zaporijia-a-quelques-heures-de-pourparlers-entre-les-etats-unis-et-la-russie-a-riyad-sur-un-eventuel-cessez-le-feu_6584822_3210.html

26 marzo 2025. Caso Almasri, la Camera respinge la sfiducia a Nordio: il ministro parla di accuse “da Inquisizione” e attacca la Cpi
Come ampiamente previsto e prevedibile, la mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio non passa alla Camera.
Il documento presentato dalle opposizioni compatta la maggioranza, divisa su altri temi come i rapporti con l’Europa e il riarmo, ma che si stringe attorno al suo Guardasigilli nel mirino per la gestione del caso Almasri: alla fine sono 119 i sì e 215 i no, con le opposizioni compatte e con la sola Azione di Carlo Calenda che si sfila lasciando l’Aula al momento del voto.
continua in
https://www.unita.it/2025/03/26/caso-almasri-camera-respinge-sfiducia-nordio/
vedi anche
Caso Almasri, la Corte dell’Aia chiede a Meloni perché è stato fatto scappare
Il torturatore libico Al-Kikli in Italia, dopo Almasri un altro “signore della guerra” ospite in libertà
Delmastro sconfessa la riforma del “suo” ministro Nordio, fuoco amico sul Guardasigilli
26 marzo 2025. Mattarella denuncia il sovraffollamento delle carceri, ma Nordio lo ignora…
Le prigioni toccano il fondo e Nordio dice: avanti così
“Grave fenomeno di sovraffollamento in atto” e “assai critiche condizioni del sistema carcerario”: queste le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella pronunciate ieri in occasione nel 208° anniversario di fondazione del Corpo della Polizia Penitenziaria. L’ennesimo richiamo da parte del Capo dello Stato, dopo quello nel discorso di fine anno. Eppure la politica resta colpevolmente ferma mentre ventiquattro suicidi si sono già verificati dietro le sbarre dall’inizio del 2025: uno quasi ogni quattro giorni. Solo nelle ultime quarantotto ore tre detenuti si sono tolti la vita in carcere a Trieste, Genova, Avellino. “Una carneficina inenarrabile che trova inerte il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il Governo Meloni”, ha criticato Gennarino De Fazio, segretario della Uilpa – Polizia Penitenziaria. E non ha torto, considerato che delle soluzioni ci sarebbero – come l’approvazione di una legge sulla liberazione anticipata speciale e provvedimenti di clemenza– tuttavia l’Esecutivo e lo stesso Guardasigilli le respingono perché il loro slogan è “certezza della pena”.
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https://www.unita.it/2025/03/26/mattarella-denuncia-il-sovraffollamento-delle-carceri-ma-nordio-lo-ignora/
vedi anche
La genialata di Nordio contro il sovraffollamento: “Mettiamo i detenuti nei prefabbricati”
Perché ci vuole l’amnistia: tra sovraffollamento e suicidi le carceri non reggono più
Quanto manca all’Italia un nuovo Basaglia per dimezzare i detenuti: il sovraffollamento delle carceri e il numero chiuso
“Il carcere torni al centro del dibattito”, l’appello di Antigone sull’emergenza suicidi e sovraffollamento
26 marzo 2025. Il Papa: anche se la nostra storia appare “rovinata”, con Dio possiamo ricominciare
Nella seconda catechesi dedicata a “La vita di Gesù. Gli incontri”, Francesco si sofferma sul colloquio fra Cristo e la samaritana. “Gesù ci attende e si fa trovare proprio quando pensiamo che per noi non ci sia più speranza” e ci aiuta “a rileggere in modo nuovo” la nostra “storia”. L’immagine della donna che saputo di avere di fronte il Messia “corre a chiamare la gente del villaggio” ci fa comprendere che è “dall’esperienza di sentirsi amati che scaturisce la missione”

26 marzo 2025. Il silenzio del Papa, una denuncia potente in questo tempo di popoli in guerra

Simone Siliani – strisciarossa.it
Già si stanno rincorrendo le più disparate ipotesi sull’organizzazione del governo della Chiesa Cattolica ora che papa Francesco è entrato in un lungo periodo di riposo assoluto e di… silenzio. La Chiesa si troverà a dover immaginare e praticare una forma di governo un po’ più collegiale e un po’ meno verticistica, a quanto è dato sapere fin qui. Può sembrare strano, finanche contro la natura stessa del pontificato.
Così può apparire se leggiamo questa vicenda con le categorie del potere. Ma forse anche questo è un disegno imperscrutabile che spingerà ancora di più il papato di Bergoglio ad un ritorno alle origini, quando la pietra su cui Cristo fonda la sua comunità è la pietra d’angolo, posta in basso nell’edificio, quella su cui grava l’intera costruzione; anche la meno visibile, ma la più importante perché tutto sorregge e a tutte le altre è posta al servizio.
continua in
https://www.strisciarossa.it/il-silenzio-del-papa-una-denuncia-potente-in-questo-tempo-di-popoli-in-guerra/
26 marzo 2025. Prodi si scusa con la giornalista: “Ho commesso un errore”
L’ex presidente del consiglio chiarisce: “Non la volevo intimidire, ma non accetto strumentalizzazione come se una vita intera non contasse”
“Ritengo sia arrivato il momento di chiarire alcune cose rispetto a quanto accaduto sabato, 22 marzo, a margine della presentazione del mio ultimo libro. Il gesto che ho compiuto appartiene a una mia gestualità familiare. Mi sono reso conto, vedendo le riprese, di aver trasportato quasi meccanicamente quel gesto in un ambito diverso. Ho commesso un errore e di questo mi dispiaccio. Ma è evidente dalle immagini e dall’audio che non ho mai inteso aggredire, né tanto meno intimidire la giornalista.
Questa vicenda mi offre l’occasione per una riflessione che forse è utile.
Penso sia un diritto di ciascuno, non importa affatto quale ruolo abbia ricoperto nella vita, rivendicare la propria storia e la propria onorabilità e non accettare, come un destino inevitabile, la strumentalizzazione e persino la derisione dilaganti, anche grazie alla potenza della Rete. Come se un’intera vita non contasse, come se il futuro non esistesse.”
26 marzo 2025. “Fiamme nascoste”. Gli impatti del flaring della piattaforma di Eni in Mozambico

Andrea Siccardo
L’impianto Coral South per l’estrazione e la liquefazione del gas è stato presentato dalla multinazionale italiana come un modello tecnologico e di sostenibilità. Ma le immagini satellitari ottenute da ReCommon mostrano come il sito abbia bruciato in torcia gas in eccesso in diverse occasioni, per una quantità pari al 40% del fabbisogno annuo del Paese africano, con conseguenze rilevanti sul clima e sull’ambiente e, in prossimità di centri abitati, sulle persone
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https://altreconomia.it/fiamme-nascoste-gli-impatti-del-flaring-della-piattaforma-di-eni-in-mozambico/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NL2632025NANS
26 marzo 2025. “Cari prof, voi in aula ci insegnate a pensare e agire, noi lo abbiamo fatto occupando il Minghetti”
La lettera della studentessa Alice Panzeri ai docenti del liceo: “Non ho la pretesa di avere ragione. Spero soltanto che torni il dialogo nel nostro rapporto, stiamo ancora imparando a tradurre la nostra indignazione in gesti efficaci”
Alice panzeri – bologna.repubblica.it
Carissime professoresse e carissimi professori,
Vi scrivo per condividere alcune riflessioni maturate a seguito dell’occupazione studentesca a cui ho partecipato la scorsa settimana. La stima e la fiducia che ho costruito nei vostri confronti in questi anni mi spingono a esprimere il mio punto di vista, non per giustificare un’azione, ma per aprire un dialogo su ciò che questa esperienza ha rappresentato per me. Come potete immaginare questa non è stata una scelta presa con leggerezza ma un’azione che ho ritenuto essere moralmente necessaria data la situazione di estrema emergenza e pericolo in cui ci troviamo come umanità.
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https://bologna.repubblica.it/cronaca/2025/03/26/news/lettera_studentessa_ai_professori_su_occupazione_liceo_minghetti_bologna-424088069/?fbclid=IwY2xjawJTPjhleHRuA2FlbQIxMQABHaR-FqFhpj0o5Hh_iw-U9DQDvgvaTMCAVybiQKS5LTPB2PoaS8WDp_h8Fw_aem_LgHGC2PBkoZzVeiZkT4ddA
26 marzo 2024. La lezione di storia di Beppe Vacca: “Non c’è futuro per la sinistra schiava dell’oltranzismo atlantico”

«Trump ha rotto il luogo comune secondo cui esiste una nozione univoca di Occidente, ha mostrato che tra Usa ed Europa c’è un antagonismo di interessi, una divergenza di prospettive strategiche». «Il via libera al riarmo della Germania riapre la questione del completamento del processo europeo. Ma il primo nodo da sciogliere è: la Russia è parte dell’Europa o no?»
Intervista di Umberto De Giovannangeli
Più che una intervista impegnata, la sua è una lezione di alta politica e storia che mette all’angolo le polemiche di bottega interna che hanno intasato giornali e talkshow. A regalare questa “lezione” alle lettrici e ai lettori de l’Unità è Beppe Vacca, una vita, politica e intellettuale, a sinistra. Professore emerito di Storia delle dottrine politiche all’Università di Bari, già direttore dell’Istituto Gramsci, Vacca è stato più volte parlamentare del Pci. In libreria il suo ultimo libro: Astratti furori e senso della storia. Politica e cultura nella sinistra italiana 1945-1968 (Viella Editore).
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https://www.unita.it/2025/03/26/la-lezione-di-storia-di-beppe-vacca-non-ce-futuro-per-la-sinistra-schiava-delloltranzismo-atlantico/
26 marzo 2025. La storia ancella del nazionalismo? Irricevibili per gli storici le indicazioni del governo
«È irricevibile». Questa è stata la reazione più diplomatica da parte delle associazioni scientifiche degli storici, dopo la lettura della parte che li riguarda – Storia – nelle Nuove Indicazioni 2025 – Scuola dell’infanzia e Primo ciclo di istruzione.
“Irricevibile” significa, in parole povere, “da cestinare”. Al centro, c’è quel documento ufficiale, divulgato nei giorni scorsi dal Governo Meloni attraverso il Ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim), capitanato da Giuseppe Valditara (ex An, ora in quota Lega); il documento detta l’impostazione che la maggioranza di centrodestra vuol dare alla didattica.
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https://www.strisciarossa.it/la-storia-ancella-del-nazionalismo-irricevibili-per-gli-storici-le-indicazioni-del-governo/
Bologna. Una grande mostra racconta Ernesto Guevara, il Che: il guerrigliero, il mito, l’eroe, l’uomo.
Che Guevara Tú y todos un percorso espositivo per raccontare un personaggio chiave della storia del ‘900, attraverso una ricca e inedita documentazione e con il supporto dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università IULM nella ricostruzione del contesto storico. Il progetto è stato ideato e realizzato da Simmetrico Cultura, prodotto da ALMA e dal Centro de Estudios Che Guevara de l’Avana, il cui archivio è stato inserito nel 2013 nel registro UNESCO del programma Memoria del mondo.
La mostra è curata da Daniele Zambelli, Flavio Andreini, Maria del Carmen Ariet Garcia e Camilo Guevara, scomparso nel 2022, a cui la mostra è dedicata, ed è accompagnata da una “colonna sonora” originale composta da Andrea Guerra. Il percorso espositivo si sviluppa filologicamente su tre livelli di racconto, attraverso cui i visitatori rivivranno i giorni e i luoghi, gli stati d’animo e i pensieri, le azioni personali e gli eventi storici che hanno visto protagonista il Che.
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https://www.mostracheguevara.com/?utm_source=Segnala&utm_campaign=fab021e3ed-SEGNALA%20CHE%20GUEVARA&utm_medium=email&utm_term=0_8b718efb2f-fab021e3ed-154734860
Per saperne di più
https://www.mostracheguevara.com/
26 marzo 2025. Si dimette Roberto Albergoni, direttore di Agrigento Capitale 2025. Cronaca di un naufragio annunciato

Non c’è pace per Agrigento Capitale della Cultura. Travolta dalle polemiche, ingolfata tra ritardi e beghe politiche, oggi fa i conti con le dimissioni del direttore generale della Fondazione che guida l’evento. L’uomo che aveva scritto il dossier vincitore
Helga Marsala – artribune.com
Era un silenzio pesantissimo, oltre che inspiegabile, quello in cui si era ritirato Roberto Albergoni in questi mesi. Dopo l’appassionato intervento alla conferenza stampa dello scorso 14 gennaio, per la presentazione del programma di Agrigento Capitale 2025, appuntamento offuscato dalle prime polemiche, e dopo l’evento inaugurale del 18 gennaio, con tutte le autorità presenti (incluso il Presidente della Repubblica), dall’abile economista e manager culturale non si era più avuto alcun segnale. L’uomo chiave di questa nuova avventura siciliana, motivatissimo costruttore di dossier vincenti, già direttore dell’edizione palermitana di Manifesta nel 2018 e oggi al lavoro per Gibellina Capitale dell’Arte contemporanea 2026, era sparito dai radar. Fino alle dimissioni arrivate in queste ore. L’ennesimo macigno che piomba su un’esperienza accolta con tutto l’ottimismo possibile, ma presto rivelatasi nella sua fatale, inarrestabile, forse inevitabile corsa verso il fallimento.
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https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/politica-e-pubblica-amministrazione/2025/03/roberto-albergoni-dimesso-direttore-agrigento-capitale-2025/?utm_source=Newsletter+Artribune&utm_campaign=956d9b78ac-EMAIL_CAMPAIGN_2025_03_27_02_13&utm_medium=email&utm_term=0_dc515150dd-956d9b78ac-154734856

26 marzo 2025. Salvatore Morinello sulla propria pagina Facebook


Ecco s’avanza uno strano tipo di intellettuale. Democratico, progressista, radical cosmopolita, occidentalista, friendly. Piace alla gente che piace, come nel famoso spot della Y 12, anni 80. Aureolato di share. Opinionista saggio e amico di ciascuno e di tutti. Odia gli estremismi e rispetta il diverso. Odia i populismi e prende atto da tempo che ideologie e partiti sono morti e sotterrati. Ma venera l’etica civile, il rispetto del prossimo, il green e la raccolta differenziata.
E’ l’ intellettuale cittadino, scrittore storico, divulgatore, opinionista, psicologo e filosofo tecno geopolitico, mezzo busto enciclopedico anchor Man o Woman. Monologante teatrale nei talk show. Della serie ascolta si fa sera ma senza sussurri e parabole evangeliche: occhi puntati in telecamera. Sguardo severo e ammonitore sul leggio. E refrain sotto pancia: ehi dico a te c’è poco da scherzare.
Il net work o compagnia di giro è lo stesso. Grandi media analogici stampa e Tv, rubriche, conferenze, instant book, pod cast.
Nientologi del tutto con buona prosa e formazione, culturale, sono una mescola di accademici, nuovi saggi, biblisti fai da te e narratori dello scibile dal Manzanarre al reno. Vedi Cazzullo. Incarnano a pieno la fulminante profezia di Karl Kraus genio sulfureo del disincanto nell’Austria infelice post catastrofe. Scriveva: Il giornalista a forza di spremere dal nulla che lui sa. produce qualcosa, persino il mondo intero. Miracolo dell’ opinionismo su misura del pubblico di massa.
continua in
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26 marzo 2025. Trump annuncia dazi del 25% sulle auto prodotte fuori dagli Stati Uniti
L’aumento delle tariffe potrebbe far lievitare il prezzo di una vettura nuova anche di 10.000 dollari
Agenzia DIRE – Il presidente Donald Trump ha annunciato ufficialmente l’introduzione di una nuova tariffa del 25% su tutte le automobili e i camion prodotti fuori dagli Stati Uniti, in una mossa che potrebbe ridisegnare drasticamente il mercato dell’auto globale e scatenare nuove tensioni commerciali.
Le nuove tariffe entreranno in vigore il 2 aprile e si applicheranno anche ai marchi americani che producono i loro veicoli all’estero. La misura, ha spiegato Trump in una dichiarazione dall’Ufficio Ovale, ha l’obiettivo di riportare la produzione automobilistica sul suolo statunitense e stimolare nuovi investimenti industriali.
“È molto emozionante”, ha detto il presidente. “Firmo un ordine esecutivo che porterà una crescita enorme nella nostra industria automobilistica”.
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26 marzo 2025. Il 10% degli occupati è a rischio di “povertà lavorativa”

Lo certifica l’Istat. Nel 2023, l’ammontare di reddito percepito dalle famiglie più abbienti è 5,5 volte quello percepito dalle famiglie più povere
Agenzia DIRE – ROMA. Si definisce a rischio di povertà lavorativa un individuo che vive in una famiglia a rischio di povertà e ha lavorato per più della metà dell’anno. Tale indicatore adotta dunque una definizione restrittiva di occupato, dal momento che esclude gli individui con una presenza discontinua sul mercato del lavoro e che presentano un maggior rischio di basso reddito. Lo rileva l’Istat nel rapporto ‘Condizioni di vita e reddito delle famiglie – Anni 2023-2024’.
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26 marzo 2025. A Firenze e in Sardegna sciopero dei metalmeccanici per il contratto. In attesa del 28 marzo
Venerdì la protesta su tutti i territori. Oggi, 26 marzo, adesione altissima sull’Isola e in Toscana e migliaia di tute blu in piazza. La mobilitazione di Fiom Fim Uilm per chiedere il rinnovo
Il 28 marzo sarà sciopero dei metalmeccanici con manifestazioni regionali e provinciali in tutta Italia per chiedere il rinnovo del contratto. A proclamarlo unite Fiom, Fim e Uilm. Non si ferma la mobilitazione delle tute blu che protestano da dicembre scorso dopo che la trattativa è entrata in stallo. In attesa del “venerdì rosso”, oggi ricca anteprima in Sardegna e a Firenze che hanno registrato un’adesione altissima. Gli operai hanno incrociato le braccia dietro allo slogan “Senza contratto si sciopera”.
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https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/sciopero-metalmeccanici-firenze-sardegna-contratto-video-nvj8zou8
26 marzo 2025. Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze
Un giorno ci sarà una sola domanda: come è possibile che lo permettessero?

Quel giorno chi combatte per la propria terra sarà chiamato senza alcun dubbio “resistenza”. E chi occupa illegalmente un territorio, senza alcuna ipocrisia, “oppressore”. Chi annienta un popolo, sarà chiamato per sempre genocida. E tutte e tutti coloro che hanno trovato una buona scusa per non agire, complici.
Come saremo chiamate e chiamati tutti noi che invece inorridiamo per quello che sta accadendo in Palestina e che parteggiamo per chi resiste, è in fondo ancora questione aperta. A noi piacerebbe poter dire che siamo stati coloro che hanno contribuito non solo a denunciare quello che accadeva, ma a cambiare i rapporti di forza perché smettesse di accadere.
L’unità e la convergenza di lotte sociali e per l’autodeterminazione, contro la guerra e contro il genocidio, per la vita e per il lavoro, per il lavoro e per la transizione climatica, per la transizione climatica e contro il patriarcato, contro il Ddl 1660 e contro il fascismo, contro il riarmo e contro la finanza, sono la chiave per cambiare questi rapporti di forza.
Sabato 29 marzo, h 14.30, da Piazza Poggi, corteo
Settimana dopo, ci prepariamo all’impatto: 4-5-6 Festival di Letteratura Working Class
5 aprile h 18.00, corteo dalla Gkn al centro di Campi Bisenzio: siamo pubblica utilità
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