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Il lavoro, le lotte, la politica giorno per giorno.
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2025.03 Marzo (16 – 20 marzo)
SITO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO Pagina in costruzione
Queste pagine non sono una rassegna stampa, ma la mia personale scelta di notizie, fatti, idee e persone per quanti, determinati ma con il sorriso sulle labbra, ancora resistono e lottano per il pane e le rose
Festival Internazionale della Letteratura Working Class
“…volge al declino l’era, che fu nobile nella sua durezza e serietà, della democrazia politica”. (Luciano Canfora).
Energia di sinistra
La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.
Il vero motivo per cui Giorgia Meloni ce l’ha tanto con il manifesto di Ventotene
Se Meloni ce l’ha tanto col manifesto di Ventotene è perché Spinelli, Rossi e Colorni, con una notevole dose di lungimiranza, scrissero quel documento proprio contro le idee che la premier incarna
Francesco Cancellato – fanpage.it
“Questa non è la mia idea di Europa”. Così Giorgia Meloni, dai banchi del governo alla Camera dei Deputati ha liquidato il manifesto di Ventotene, scatenando le ire dell’opposizione (e del Quirinale) per lo sfregio a quello che è considerato uno dei testi fondativi dell’Unione Europea. Certo, potrebbero obiettare da Palazzo Chigi, Meloni ha fatto riferimento esclusivo al passaggio in cui si parlava di dittatura del proletariato e abolizione della proprietà privata. Però, attenzione: non ha detto “questa non è la mia idea di democrazia”. Ha detto “questa non è la mia idea d’Europa”. E forse, quindi, questa polemica può essere utile per capire quale sia l’idea di Europa di Giorgia Meloni e perché sia così antitetica al manifesto di Ventotene.
Nel 1941, anno del Manifesto di Ventotene, Hitler attacca l’Urss e Mussolini manda 220 mila soldati, tra cui mio padre, a combattere con i nazisti contro l’Urss: i morti italiani furono 90mila. Se Meloni ignora tutto questo non può guidare il Paese. Molto semplice. osdrepoStnc147611ah4f67941t812m715016g5870534u6l1uu094h28 li ·
RaiNews LIVE
Bruxelles, concluso il vertice europeo. Le conclusioni su Kiev adottate a 26, senza Orban
Riserve dell’Italia sul riarmo. La spinta sulla difesa si lega al futuro di Kiev, cui l’Ue vuole dare supporto militare anche una volta raggiunto un accordo. Kallas cede: rimosso il criterio della proporzionalità dei contributi al Pil per munizioni
In piazza San Pietro, il Rosario per il Pontefice, ricoverato al Policlinico Gemelli dal 14 febbraio. A guidarlo l’archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa che ha affidato il vescovo di Roma alla Vergine: “Invochiamo Maria per la salute di Francesco”
“I miglioramenti continui di Papa Francesco ci fanno davvero ben sperare. Continuiamo a ringraziare per il ministero che continua a esercitare ancora di più con questa fragilità che ci aiuta a trovare la vera forza, e speriamo possa presto ritornare a esercitare il suo così importante ministero per tutti”. Così l’arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi, a margine della sua visita all’Istituto Aldini-Valeriani di Bologna. “A me colpisce – ha detto ancora Zuppi – quante persone non credenti pregano per la salute del Papa”.
20 marzo 2025 Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1120
RaiNews LIVE
Zelensky: lunedì in Arabia colloqui separati Usa-Ucraina e Usa-Russia
A Londra vertice militare dei “Volenterosi”. Droni ucraini sulla base russa di Engels, colpito un arsenale. Consiglio Ue, nelle conclusioni a 26 resta la “pace attraverso la forza”. Kallas: 5 miliardi per le munizioni
En direct, guerre en Ukraine : après la discussion « positive » avec Donald Trump, Volodymyr Zelensky annonce qu’il se rendra en France « la semaine prochaine »
A la suite d’un entretien téléphonique entre les présidents ukrainien et américain, mercredi, les Etats-Unis ont dit, dans un communiqué, envisager de prendre « possession » des centrales nucléaires ukrainiennes, ce qui offrirait la « meilleure protection pour ces infrastructures ».
Live dalla Palestina e dal Medio Oriente, la cronaca minuto per minuto 20 marzo 2025 – giorno 530
RaiNews LIVE giorno 530
L’IDF amplia l’azione di terra a Rafah. Protesta fuori dalla Knesset
Gaza, oggi altre 95 vittime, palestinesi in fuga. Hamas: oltre 700 morti in tre giorni. Ucciso anche un funzionario Onu. Kallas: “Inaccettabile”. Proteste a Gerusalemme, scontri e arresti anche in Cisgiordania
LIVE: Israel begins ground invasion of Rafah, south Gaza
Al Jazeera’s correspondent in Gaza reports that at least 71 Palestinians, including women and children, have been killed in predawn attacks by Israel in the north and south of the territory.
The latest killings will add to the Gaza Health Ministry’s death toll of some 436 Palestinians, including 183 children, killed since Israel shattered the ceasefire on Tuesday.
As Israeli ground troops join the attack on Gaza, Israel’s Prime Minister Benjamin Netanyahu warned of a “larger and stronger front” in the occupied West Bank in addition to “fierce war against Hamas in the Gaza Strip”.
Gaza’s Health Ministry says at least 49,547 Palestinians have been confirmed dead and 112,719 wounded in Israel’s war on Gaza. Gaza’s Government Media Office updated its death toll to more than 61,700, saying thousands of Palestinians missing under the rubble are presumed dead. At least 1,139 people were killed in Israel during the Hamas-led October 7, 2023, attacks and more than 200 were taken captive.
Giovedì 20 marzo 2025: Un’altra notte di genocidio nella Striscia di Gaza
La prima mobilitazione nazionale dei precari e delle precarie dell’Università | Cos’è il Manifesto di Ventotene? | TPL: firmato il contratto, ma i sindacati di base confermano lo sciopero
PALESTINA – Terzo giorno di rinnovato genocidio nella Striscia di Gaza, dopo la rottura unilaterale della tregua da parte di Israele. Sono 591 i palestinesi uccisi in meno di 72 ore (200 minori), 110 solo oggi. Numeri che vanno sommati, in un macabro bilancio, alle decine di migliaia decedute tra il 7 ottobre 2023 e il 19 gennaio 2025: almeno 50mila per i conteggi ufficiali, con migliaia di dispersi.
Tel Aviv continua a espandere anche l’occupazione via terra. L’Idf ha annunciato un’operazione “nel centro-sud” della Striscia, per “allargare” il corridoio Netzarim rioccupato ieri. Un’altra operazione via terra è in corso a nord, in direzione di Beit Lahia, mentre continua ormai da 3 settimane il blocco totale degli aiuti, con gli ospedali in forte crisi. Non un caso, questo, ma una precisa strategia bellica israeliana, ampliata da oggi pure dal divieto a dottori e infermieri stranieri di entrare a Gaza. Un altro crimine di guerra, ancora una volta contro feriti e personale sanitario, come accade da un anno e mezzo e denuncia oggianche un report di Human Rights Watch
In questo quadro, il portavoce della sezione media arabi dell’IDF, Avichay Adraee, ha rilasciato una dichiarazione in cui proibisce ai palestinesi di utilizzare la via Salah al-Din, una delle principali arterie che attraversano la Striscia, per spostarsi tra nord e sud, annunciando che l’esercito israeliano ha lanciato una “operazione di terra limitata”. Adraee ha affermato che i palestinesi per spostarsi devono farlo solo attraverso la via al-Rashid lungo la costa e, per la loro sicurezza, devono evitare di avvicinarsi ai soldati israeliani.
Da ultimo, uno sguardo alla solidarietà internazionale. Per quanto riguarda Brescia, domani i Sanitari per Gaza in flashmob alle 12.30 in Poliambulanza; sabato alle 11 appuntamento per un presidio in piazza Vittoria, lato fermata metro, lanciato dal Coordinamento Palestina. Già oggi, invece,presidio per la Palestina al Pantheon, nel centro di Roma, da dove è partito poi un corteo arrivato vicino Montecitorio. Di seguito un estratto dalla corrispondenza di Federico, compagno del collettivo Zaum Sapienza presente in piazza a Roma.
LAVORO – Oggi mobilitazione nazionale dei precari e delle precarie dell’Università contro gli ennesimi tagli alla ricerca, contro la riforma del preruolo del ddl Bernini e contro l’uso della ricerca per finalità belliche. Iniziative da Torino a Palermo, da Pisa a Bari, da Roma a Napoli, da Milano a Bologna. Proprio nel capoluogo emiliano è stato bloccato simbolicamente il Rettorato. In azione precarie e precari insieme a studenti e studentesse dell’ateneo felsineo. Dopo l’iniziativa, le rivendicazioni della giornata di lotta sono state esposte in una conferenza stampa. Da Bologna le corrispondenze di Marco, dell’Assemblea precaria e Federico della redazione di Radio Onda d’Urto Emilia-Romagna.
A Milano, invece, il partecipato presidio chiamato in Bicocca ha contestato la Iannantuoni, trasformandosi poi in un corteo per le strade dell’università, come racconta qui Francesco dell’Assemblea precaria universitaria di Milano
A Roma, occupata in serata l’Aula Magna di Lettere alla Sapienza. A Pisa, invece, partecipazione superiore alle aspettative al presidio mattutino chiamato in piazza Dante. Un’iniziativa preceduta da tre giorni di lezioni in piazza anch’esse attraversate da moltissime persone. Situazione non dissimile a Torino, dove la giornata è iniziata alle 10 con un “flashmob aggregativo” presso il Campus Einaudi seguito, alle 14,00, dall’assemblea pubblica intitolata Ci riprendiamo l’Università e, alle 18,00, da un momento di socialità con l’Aperitivo precario.
MANIFESTO DI VENTOTENE – Scontro sull’idea di Europa alla Camera dei Deputati: le scintille si sono accese quando mercoledì 19 marzo Giorgia Meloni ha citato – criticandolo – il Manifesto di Ventotene, in occasione della discussione generale verso il Consiglio Europeo di questo giovedì.
Il Manifesto di Ventotene – che aveva come titolo originale Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto – è un documento scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi (con il contributo di Eugenio Colorni) nel 1941 durante il periodo di confino presso l’isola di Ventotene, nel mar Tirreno.
È oggi considerato da alcuni esponenti politici uno dei testi fondanti dell’Unione Europea. “È vero fino a un certo punto: l’Unione Europea è nata sostanzialmente sul trattato di Maastricht e va in una direzione assai diversa da quella dei padri fondatori – ora forse i nonni fondatori – dell’Unione”, fa sapere il professor Angelo D’Orsi ai microfoni di Radio Onda d’Urto che spiega il contesto storico in cui la stesura del Manifesto di Ventotene è avvenuta. Giorgia Meloni nel suo intervento ha sottolineato come non si senta rappresentata da quel manifesto. “Meloni a quel tempo a Ventotene ci sarebbe andata in vacanza, perchè quel manifesto è un testo progressista dal taglio giacobino […] e se noi togliamo il contesto in cui è stato scritto non campiamo gli avvenimenti della storia”.
Anche i partiti dell’opposizione che hanno oggi – in parte – come eredi proprio gli autori del Manifesto di Ventotene “hanno abiurato tutto“. Lo scrive Cronache Ribelli nel comunicato diffuso attraverso i suoi canali social e che ricorda come il risultato di questo sia che la destra eserciti “da anni un’egemonia culturale che ha fatto breccia in tutte le componenti della nostra società”, come spiega anche Matteo di Cronache Ribelli.
20 marzo 2025. World Happiness Report 2025: sconosciuti più gentili di quel che si pensa
Ivan Manzo – asvis.it
Italia al 40esimo posto nella classifica sulla felicità. Indagato il legame con la benevolenza: gli atti altruistici migliorano il benessere individuale e collettivo e hanno impatti anche sulla politica. Giovani sempre più soli.
Il libro di un autore misterioso ci porta al cuore dell’incubo in cui il simulacro ci ha trascinato. A svegliarci sarà una tragedia cui non potremo sfuggire.
Franco Bifo Berardi
Chi sia Jianwei Xun non saprei dirlo. Segej Debunker mi ha fatto notare qualche giorno fa che In Wikipedia c’è scritto che questo Jinwei Xun ha collaborato alla stesura di uno dei miei libercoli, Come si cura il nazi. Io non lo ricordo, e sospetto che Jianwei Xun non esista. Ma se non esiste, allora chi lo ha scritto questo libretto dal titolo IPNOCRAZIA edito da Tlon (lo stesso editore che qualche anno fa ha ripubblicato per l’appunto Come si cura il nazi)? Da quando, qualche decennio fa, conobbi Luther Blissett, ho imparato che l’Autore è una figura piuttosto elusiva. Da quando poi l’evoluzione tecnologica ha portato alla creazione di intelligenze artificiali ho cominciato a comprendere che il linguaggio si è separato dal locutore e procede per forza propria, avviluppandoci in un labirinto dal quale temo che non usciremo
20 marzo “Compagni dai campi e dalle officine… Notizie sparse raccolte qua e la
20 marzo 2025. Geopolitica e IA, solo il 26% dei ceo vede la propria azienda pronta
I dati della ricerca condotta da Heidrick & Struggles su 930 top manager in tutto il mondo
MILANO – Solo il 26% degli amministratori delegati e dei membri dei consigli di sorveglianza a livello globale si dice sicuro che la propria azienda riuscirà a gestire con successo le tensioni geopolitiche nel prossimo anno. Da guerre commerciali a tariffe più alte su importazioni ed esportazioni, le preoccupazioni non mancano. Segnali positivi, invece, per quanto concerne la sicurezza informatica e la Csr. È quanto emerge dal Ceo & Board Confidence Monitor, l’indagine annuale condotta da Heidrick & Struggles – società di head hunting leader globale nella ricerca di executive – su 930 top manager in tutto il mondo.
20 marzo 2025. Liberare l’acqua dal dominio dei predatori della vita
Gaza
Agenzia PRESSENZA – Oggi, i diritti alla vita e della vita sono negati per privilegiare la competitività al servizio del maggior profitto estraibile dall’acqua per le industrie “nazionali “, proprio nel momento in cui l’acqua del pianeta è sconvolta da una profonda crisi dovuta alla sua devastazione qualitativa che la rende sempre di più rara e, quindi, “ oro blu”, risorsa strategica per l’economia del profitto e della potenza su scala locale e planetaria.
Si dice acqua e vita ma si scrive predazione e dominio.
20 marzo 2025. Carne coltivata: 16 scienziati rispondono alla manifestazione di Coldiretti
Crediti immagine: Andrea Valdivia/Unsplash
Dopo la manifestazione di Coldiretti a Parma, davanti alla sede dell’EFSA, volta a richiedere per la carne coltivata procedure di autorizzazione equiparabili a quelle previste per i farmaci, arriva una dichiarazione di 16 scienziati ed esperti che affermano che la richiesta non è basata su dati scientifici. E chiedono di essere maggiormente ascoltati.
Natalia Milazzo – scienzainretre.it
In una manifestazione promossa da Coldiretti, principale organizzazione degli imprenditori agricoli italiani, che si è svolta mercoledì 19 marzo a Parma, si sono radunate, secondo gli organizzatori, 20.000 persone, che hanno sfilato per le strade dirigendosi verso la sede dell’EFSA, l’Agenzia europea per la sicurezza degli alimenti, alla quale chiedono tra le altre cose regole più stringenti per l’approvazione dei novel foods. In particolare che vengano fatti studi medici clinici e preclinici, prima di dare il via libera ai cibi cellulari e di fermentazione di precisione, per tutti i prodotti immessi sul mercato, anche prima del 1° febbraio 2025, data in cui sono entrate in vigore le nuove linee guida dell’EFSA.
Israele rompe la tregua e lancia bombardamenti a tappeto su tutta Gaza già in macerie e senza cibo: 404 palestinesi uccisi, tra loro 150 bambini. Netanyahu: è solo l’inizio, durerà a lungo. La Casa bianca rivendica, l’Unione europea «deplora», nessuno interviene Eliana Riva https://ilmanifesto.it/israele-scatena-linferno-promesso-404-morti-a-gaza
RaiNews LIVE
Sì della Camera alla risoluzione di maggioranza. Meloni affonda Ventotene, è bagarre in Aula
188 voti favorevoli e 125 contrari (9 gli astenuti). Caos in Aula dopo le parole della premier sul testo dei padri fondatori dell’Ue: “E’ socialista. Non è la mia Europa”. E da Bruxelles dice: “Ho fatto arrabbiare? Ho letto solo un testo”
L’intervento di Federico Fornaro (Pd): “Non è accettabile fare la caricatura di quegli uomini, lei presidente Meloni siede in questo Parlamento anche grazie a loro, questo è un luogo sacro della democrazia e noi siamo qua grazie a quei visionari di Ventotene che erano confinati politici. Si inginocchi la presidente del Consiglio di fronte a questi uomini e queste donne, altro che dileggiarli”
GITA A VENTOTENE. Fa certo ribrezzo che l’erede dei carcerieri, molti decenni dopo, ancora irrida i carcerati di ieri. Meloni del Manifesto di Ventotene sa poco o nulla, ma è ovvio che ciò che ha orecchiato non le piaccia. Non le piace che vi sia stato un tempo in cui il liberismo era ripudiato da tutti o quasi perché aveva portato al fascismo (e anche i suoi antenati politici parlavano di “sociale” per rendersi presentabili, seppure invano). Non le piace che la visione giacobina di una “rivoluzione europea” avesse per scopo la caduta del fascismo e la creazione delle “condizioni per una vita libera, in cui tutti i cittadini possano partecipare veramente alla vita dello stato”. Non le piace che vi si auspichi una rivoluzione socialista europea che realizzi “l’emancipazione delle classi lavoratrici”, pur prendendo atto che la statalizzazione dei mezzi di produzione non si è dimostrata sufficiente per questo scopo”. Non le piace che una società socialista vi sia definita quella in cui le forze economiche non dominino gli uomini ma siano a essi sottomessi razionalmente. Non le piace che vi si parli di limitare la proprietà privata, specie nei settori in cui divenendo monopolistica essa possa inquinare la vita pubblica. E così via. Sono principi in parte (solo in parte) recepiti dalla Costituzione repubblicana. E ricordano anche il “Programma di medio termine” del Pci anni 70. Non sorprende dunque che alla fine di quel decennio Enrico Berlinguer e Altiero Spinelli si ritrovassero nel comune impegno (purtroppo sconfitto) per la costruzione di una Europa democratica (Spinelli venne candidato ed eletto al primo parlamento europeo nelle liste del Pci), molto lontana da quella che uscirà poco più di un decennio dopo dai Trattati di Maastricht. Berlinguer non c’era più, il Pci non c’era più. E anche l’Unione europea che nasceva lo dimostrava largamente. pnetsSodromfi2120l980mhfg90 itug1ai1mh380li34827ifc2g69mhl94 ·
19 marzo 2025 Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1119
RaiNews LIVE
Usa: Trump aiuterà Kiev ad avere più difesa aerea da Ue. Zelensky: guerra potrebbe finire entro anno
Casa Bianca: splendida la conversazione tra Trump e Zelensky. Il presidente Usa ha ventilato la possibilità che gli Stati Uniti posseggano le centrali elettriche ucraine per offrire maggiore protezione. Resta la condivisione di intelligence con Kiev
En direct, guerre en Ukraine : Donald Trump suggère que les Etats-Unis deviennent « propriétaires » des centrales électriques et nucléaires ukrainiennes
Donald Trump et Volodymyr Zelensky se sont entretenus par téléphone, mercredi. Le président ukrainien estime avoir eu une « discussion franche, très substantielle et positive » avec son homologue américain. D’après la Maison Blanche, les Etats-Unis se sont engagés à aider l’Ukraine à se procurer plus de systèmes de défense antiaérienne.
Israele e Palestina: le storie di resistenza nonviolenta che non ci vengono raccontate
AGENZIA PRESSENZA – Mentre di nuovo non possiamo fare altro che assistere impotenti al massacro di tanti civili innocenti, in quella striscia di terra già da mesi martoriata dai ripetuti attacchi dell’IDF, potrà risultare difficile credere nell’esistenza di un pacifismo israelo-palestinese, impegnato in un progetto di riconciliazione, nonostante tutto.
Live dalla Palestina e dal Medio Oriente, la cronaca minuto per minuto 19 marzo 2025 – giorno 529
RaiNews LIVE giorno 529
Gerusalemme, arresti e scontri tra polizia e manifestanti nei cortei contro Netanyahu
Bombe d’Israele su Gaza, almeno 418 morti, di cui 130 bambini. Uccisi due funzionari Onu. Kallas: “Raid inaccettabili”. Il ministro Itamar Ben Gvir rientra nel governo. Gerusalemme: strade bloccate dai manifestanti contro Netanyahu
LIVE: Israel kills at least 60 today as central Gaza strikes rise
Israeli troops have retaken the Netzarim Corridor that split Gaza in half, restricting Palestinians’ movement, after withdrawing last month as part of the ceasefire deal.
At least 436 Palestinians, including 183 children, have been killed since Israel resumed the bombardment of Gaza in the early hours of Tuesday, according to Gaza’s Health Ministry.
Taher al-Nono, a Hamas official, says the group has not shut the door on negotiations despite the renewed Israeli bombardment of the Gaza Strip but insists there is no need for new agreements when a signed one exists.
Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu says the new bombardment is “only the beginning” and that all negotiations for the shattered Gaza ceasefire, which lasted just under two months, will now take place “under fire”.
Gaza’s Health Ministry says at least 49,547 Palestinians have been confirmed dead and 112,719 wounded in Israel’s war on Gaza. Gaza’s Government Media Office updated its death toll to more than 61,700, saying thousands of Palestinians missing under the rubble are presumed dead. At least 1,139 people were killed in Israel during the Hamas-led October 7, 2023, attacks and more than 200 were taken captive.
Mercoledì 19 marzo 2025: Palestina: Israele invade via terra il corridoio Netzarim. Bombe anche sull’Onu
Migranti: morti nel Mediterraneo, si allarga l’affaire Paragon | Leoncavallo: sfratto rinviato a maggio, si tratta per un trasloco | Turchia: arrestato il sindaco di Istanbul. Migliaia contro Erdogan
PALESTINA – Palestina. Da quasi due giorni Israele continua a colpire in maniera indiscriminata la Striscia. Da martedì notte le (nuove) vittime del genocidio del popolo palestinese provocato da Tel Aviv sono 436, con migliaia di feriti. Tra le vittime anche uno dei membri del personale straniero (un cittadino bulgaro) di Unops, l’Ufficio progetti e brevetti dell’Onu, ucciso da Tel Aviv. 5 i colleghi feriti nel raid sulla sede nella provincia centrale di Deir al-Balah, mentre Tel Aviv ha ripreso via terra il corridoio Netzarim, che taglia in due la Striscia. “Un attacco non casuale”, denuncia Unops, mentre il segretario generale Onu, Antonio Guterres, chiede (inascoltato) un’indagine indipendente. Dall’ottobre 2023, il genocidio per mano israeliana ha fatto ormai 50mila vittime ufficiali. Le autorità sanitarie di Gaza parlano di 49.547 decessi, a cui aggiungere migliaia e migliaia di dispersi e 113mila feriti, con un nuovo collasso del sistema ospedaliero, colpito anche dal blocco di ogni aiuto.
(…)
Solidarietà internazionale. Contro l’occupazione sionista, i progetti coloniali di Netanyahu, Usa e Ue e il genocidio, proseguono le mobilitazioni in mezzo mondo. In Italia già ieri una dozzina le città mobilitate, tra cui Milano (ascolta le corrispondenze qui), mentre da oggi (Roma) al fine settimana toccherà ad altre piazze, in una sorta di staffetta per la Palestina. Tra quelle annunciate anche Brescia, con un doppio appuntamento: venerdì, alle 12.30, flash mob dei Sanitari per Gaza alla Poliambulanza, mentre sabato il Coordinamento Palestina ha lanciato un presidio solidale in piazza Vittoria, lato fermata Metro, alle ore 11; un momento di denuncia pubblica, in concomitanza con l’affollato mercato settimanale cittadino.
Su Radio Onda d’Urto le interviste ad Alfredo Barcella, del Coordinamento Palestina Brescia e al dottor Muhannad Abuhilal, medico palestinese del Coordinamento Palestina di Brescia e dei Sanitari per Gaza. Ascolta qui.
Sono riprese, per ora senza esito, le ricerche di 40 dispersi del naufragio avvenuto nel Canale di Sicilia, al largo della Tunisia. A Lampedusa 10 superstiti e 6 cadaveri. I sopravvissuti hanno riferito d’essere partiti domenica in 56 da Sfax, in Tunisia, dove sono stati trovati per ora 18 cadaveri.
Ancora migranti, ancora Mediterraneo. La nave Aurora della ong Sea Watch ha tratto in salvo, al largo di Lampedusa, 28 persone, di cui 4 bambini. “Quando il meteo è peggiorato – fa sapere la Ong – Malta e Italia hanno scaricato la responsabilità l’una sull’altra invece di intervenire. Salvare vite è un dovere, abbandonare le persone in mare è un crimine” ha denunciato Sea Watch.
Infine, la vicenda Paragon. “I circa 90 obiettivi notificati da WhatsApp rappresentano una frazione del numero totale di casi Paragon. Tuttavia, nei casi già esaminati, c’è un modello preoccupante e familiare di prendere di mira gruppi per i diritti umani, critici del governo e giornalisti”. Così il rapporto pubblicato oggi da The Citizen Lab, team dell’Università di Toronto che ha svolto analisi forensi sui telefoni del direttore di Fanpage, Francesco Cancellato, del fondatore di Mediterranea Luca Casarini e dell’armatore Beppe Caccia, rilevando “infezioni” con il virus israeliano di Paragon.
MILANO – La pagina di movimento ci porta a Milano. Nuova iniziativa di Ultima Generazione contro la crisi climatica. 5 manifestanti sono entrati nel ristorante stellato di Cracco,“simbolo del lusso per ricordare che, al di fuori dei salotti dorati, c’è un paese che lotta per sopravvivere. E mentre loro brindano con champagne e antipasti da 50 euro, chi lavora duro deve scegliere tra mangiare sano o pagare le bollette. Questo lusso impossibile da ignorare”. Così Ultima Generazione, con una nuova tappa della campagna #Ilgiustoprezzo. Sul posto sono poi arrivati Digos e Polizia Locale.
Sempre a Milano, rinviato al 15 maggio lo sfratto (numero 132) dello storico centro sociale Leoncavallo. L’ufficiale giudiziario è arrivatoin via Watteau e ha notificato il rinvio, di fronte a un presidio di almeno 200 persone. Sul fronte trattative, le Mamme del Leoncavallo hanno presentato una formale manifestazione d’interesse al Comune per un immobile in via San Dionigi, zona Porto Di Mare, primo possibile passo concreto per lo spostamento del Leonka da dove abbiamo sentito Mirko Mazzali, legale dello spazio sociale meneghino nato nel 1975: ascolta qui.
TURCHIA – Il sindaco socialdemocratico e laico di Istanbul, Ekrem Imamoglu, oppositore dell’autocrate conservatore Erdogan, è stato arrestato con un altro centinaio di persone in mezza Turchia. Le accuse sono “estorsione, corruzione, frode e turbativa d’asta da parte di un’organizzazione criminale” e il sempreverde, nella Turchia erdoganizzata, “favoreggiamento” del Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Accuse farsa, ovviamente, visto che il vero obiettivo di Erdogan è impedire la candidatura di Imamoglu alla presidenziali del 2027. Migliaia di persone in piazza ora a Istanbul, sotto il Municipio per la manifestazione serale del Chp, nonostante il divieto del governo. Nel pomeriggio scontri tra polizia e studenti universitari, partiti in corteo spontaneo da diversi atenei. Manifestazioni – e scontri – anche in altre città, compresa la capitale, Ankara. L’arresto di Imamoglu “è un chiaro attacco alla democrazia e alla volontà popolare”, ha affermato Tuncer Bakirhan, copresidente del partito della sinistra curdo-turca Dem, terza forza politica più rappresentata nel Parlamento di Ankara, chiedendo il rilascio immediato del primo cittadino assieme a tutte le altre forze d’opposizione. Radio Onda d’Urto ha intervistato Murat Cinar, giornalista della sinistra turca, da anni in Italia e nostro collaboratore (clicca qui).
Il Papa al Gemelli, sospesa la ventilazione meccanica
La Sala Stampa della Santa Sede diffonde una immagine del Pontefice in preghiera, dopo aver concelebrato questa mattina l’Eucarestia. È la prima dal ricovero del 14 febbraio. Le condizioni di Francesco restano stabili, proseguono le terapie e la fisioterapia respiratoria e quella motoria
Mattarella al Papa: “L’Italia è riconoscente, auguri di pronto ristabilimento”
“Santità, è con sentimenti di particolare, affettuosa vicinanza che mi dirigo a Lei per porgerLe i migliori auguri nella lieta ricorrenza del solenne inizio del Pontificato. Insieme a me, il popolo italiano Le è riconoscente per questi dodici anni nei quali ha offerto la più autentica testimonianza dei valori evangelici, in un servizio costante non soltanto alla Chiesa cattolica ma all’Umanità tutta”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio a Sua Santità Papa Francesco. “In questo spirito, Padre Santo, Le rinnovo sinceri auguri di ogni benessere nella prosecuzione del Pontificato cui aggiungo quelli – più sentiti – di pronto ristabilimento”, aggiunge il capo dello Stato.
19 marzo 2025. Gli orrori di Gaza, ecco perché la tregua si è infranta sotto le bombe israeliane
Alberto Negri: “Israele e Hamas hanno obiettivi opposti, Netanyahu ha bisogno della guerra”. Paola Caridi: “Strage di civili, l’Europa non c’è”
Con la ripresa dell’offensiva israeliana su vasta scala nella Striscia si inabissano le speranze di tregua in Medio oriente, una tregua fragile che dopo la prima fase aveva mostrato tutta la debolezza dei negoziati a Doha e al Cairo. Il nuovo corso di Trump alla Casa Bianca soffia sul fuoco di una regione in fiamme e il conflitto rischia di allargarsi su scala regionale. Roberto Vicaretti ne ha parlato con Alberto Negri e Paola Caridi.
19 marzo 2025. Trump-Putin «lavori in corso». Pace lenta e difficile
Come il Gioco dell’oca: si tirano i dadi e si avanza di una casella alla volta. Ma quel tanto che basta per dire che “siamo sulla buona strada”. Ridotto all’osso, è questo il senso della chilometrica telefonata che ieri si sono scambiati Donald Trump e, Vladimir Putin, sui destini dell’Ucraina. Trattativa subito sul Mar Nero, e la Crimea ufficialmente russa
Piero Orteca – remocontro.it
In effetti, il risultato più eclatante che è stato esibito, si riferisce all’impegno russo di sospendere, per un mese, gli attacchi alle infrastrutture energetiche di Kiev, a cominciare dalle centrali elettriche. Ma, nel mazzo, metteteci pure oleodotti e gasdotti, di vitale importanza per l’Europa. Perché, questo vuol dire che se la tregua vale anche per gli ucraini, le pipelines russe che scorrono verso ovest non potranno più essere ulteriormente danneggiate da Zelensky. Come è accaduto di recente con l’oleodotto Druzhba, che porta il petrolio russo in Ungheria e Slovacchia. Il congelamento dei blitz contro gli hub energetici, è stato l’unico risultato tangibile raggiunto dalla conversazione.
19 marzo 2025. Parla Goffredo Bettini: “I socialisti sbagliano, bene la Schlein: l’Europa è nata per garantire la pace non il riarmo per la guerra”
“Ora che Trump ha rotto l’asse atlantista, l’Europa avrebbe in teoria la possibilità di trovare la voce che non ha mai avuto. Ma il piano di Ursula serve solo a blindare leadership zoppicanti”
Umberto De Giovannangeli – unita.it
Non c’è bisogno di esibire o ricoprire cariche per essere autorevole. Per essere ascoltato. Per orientare un dibattito. Questa autorevolezza è propria di Goffredo Bettini. Una vita a sinistra. Bettini è stato dirigente romano e nazionale della Fgci negli anni 70. Conosce e frequenta grandi intellettuali come Pasolini, Bertolucci, Volponi, Eduardo, Moravia, Sanguineti. Negli anni 80 è segretario del Pci di Roma. Entra nella Direzione nazionale del Pci ad appena 32 anni. Agli inizi degli anni 90 inventa la candidatura di Rutelli sindaco e dà l’avvio al Modello Roma, che governerà per quindici anni la capitale. Non abbandona la sua passione per la cultura. È presidente dell’Auditorium e fonda la Festa Internazionale del Cinema di Roma. Con Veltroni segretario, diventa coordinatore nazionale del Pd. Alle dimissioni di Veltroni lascia ogni incarico e si dedica a mesi di lavoro culturale e alla scrittura. Nel luglio 2014 viene eletto al Parlamento europeo. Vola alto Bettini. Leggere per credere.
«EUROPA EUROPA!» Diceva Fabrizio Frizzi in un programma televisivo del secolo scorso.
S’è fatto un gran parlare di Europa e, come sempre avviene in questa Italia dalla cultura politica e filosofica molto approssimativa, s’è confusa l’Unione europea con il continente Europa. Ma non è questo che mi interessa oggi. Mi interessa un’altra cosa. S’è parlato d’Europa, dello spirito di Ventotene, di un modo di vivere europeo, dei diritti civili e sociali che l’Europa garantisce o che, magari, ultimamente non ha proprio garantito. E s’è detto che però magicamente, riprendendo lo spirito di Ventotene, tutto tornerà a posto. Ebbene, vorrei far presente una cosa che nessuno ha detto. L’Europa è uscita dal nazifascismo proponendo un modello sociale in grado di governare e valorizzare l’irruzione delle masse lavoratrici nella politica, nell’agone pubblico. Il fascismo aveva dato la sua risposta a fronte della crisi delle liberaldemocrazie di inizio Novecento, che invece non erano riuscite. Le democrazie post 1945 inventarono il compromesso socialdemocratico tra capitale e lavoro, che compare sostanzialmente in tutte le nuove costituzioni del dopoguerra, a partire da quella italiana che è quella più avanzata. Protagonisti di quell’invenzione non furono né Altiero Spinelli né lo spirito di Ventotene, ma le grandi masse lavoratrici organizzate nei grandi partiti socialisti e comunisti europei che, con la loro forza d’urto e di pensiero, costrinsero il capitale e le borghesie al compromesso e a un nuovo modello di vita e di democrazia.
(…) Seguendo il mantra morettiano del `rivediamoci`, Matteo Lepore, sindaco di Bologna, e Sara Furnaro (sindaca di Firenze), costretti a marinare Piazza del Popolo a causa del maltempo, stanno organizzandone un sequel tutto nostrano in piazza Re Enzo, a Bologna. Una `Piazza per l`europa` intonata alla democrazia e alla pace convocata , guarda caso, per il 5 Aprile, in coincidenza con la manifestazione nazionale indetta dai 5S, anche se e` da escludere con limitato beneficio d`inventario, ogni malizioso tentativo di `oscuramento`. Il format che si prevede e` lo stesso andato in onda a Roma con larga messe di intrattenitori: gente di spettacolo e maestri del pensiero. Che a Bologna non mancano, essendo che tutto il mondo vip risiede nei paraggi della piazza. In cio` replicando un costume che era proprio dell`aristocrazia sin dall`epoca barocca, anche se con uno stile non necessariamente sfarzoso (…)
In attesa della difesa comune europea che a bocce ferme (e ferme non staranno) arriverà forse nel prossimo secolo si investe sulle industrie nazionali degli armamenti. L’esercito europeo invece arriverà di sicuro il giorno del mai. In Italia abbiamo Leonardo spa che è una delle principali multinazionali degli armamenti ma l’elenco e assai più vasto tra aziende grandi, medie e piccole. Anche Elkan tra gli sponsor discreti, insieme a Coop e altri, della ancor straniante manifestazione europeista 15 scorso è in primo piano nell’elenco. Insomma ognuno si riarma per conto suo nell’ambito di un contrordine della UE che considerato il fallimento dell’Europa verde decide di reuperare investendo sulle armi con la scusa dei russi che incombono alle porte.
19 marzo 2025. Detenuto 45enne si è tolto la vita nel carcere di Foggia, si è impiccato nel bagno dell’infermeria: “Sistemato in una stanza sovraffollata”
Sono stati sei, negli ultimi sette giorni, i reclusi che si sono uccisi in cella
Un uomo di 45 anni di Vieste, detenuto nel carcere di Foggia, si è ucciso impiccandosi nel bagno del reparto infermeria. Lo rende noto il Sappe, il Sindacato autonomo della polizia penitenziaria che denuncia che “tanti eventi drammatici che avvengono nel carcere di Foggia e negli altri penitenziari pugliesi, compresi i suicidi, potrebbero essere determinati anche dal grave sovraffollamento“.
Il 45enne era arrivato in carcere domenica scorsa con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e poi era stato sistemato in un camerone del reparto infermeria insieme ad altri 7 detenuti mentre la stanza – evidenzia il sindacato – poteva contenere non più di 4 posti.
19 marzo 2025. Ci sono le prove degli attacchi con lo spyware di Paragon: cosa dice il rapporto di Citizen Lab
Il report del gruppo di ricercatori Citizen Lab sul caso Paragon dedica un lungo capitolo all’Italia. Sono stati analizzati tutti i dati di tre smartphone, quello del direttore di Fanpage.it Francesco Cancellato e quelli dei fondatori di Mediterranea Saving Humans Luca Casarini e Giuseppe Caccia. Vi lasciamo qui tutti i risultati
Valerio Berra – fanpage.it
Nel rapporto del gruppo Citizen Lab sul caso Paragon c’è un intero capitolo dedicato ai contatti italiani. Le analisi forensi sono state fatte su tre dispositivi: lo smartphone di Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it, quello di Luca Casarini, fondatore di Mediterranea Saving Humans e quello di Giuseppe Caccia, responsabile delle operazioni di Mediterranea Saving Humans. Qui potete leggere la versione completa del report di Citizen Lab.
19 marzo 2025. Non “Salva Milano”: uniamoci per salvarla dagli interessi privati e riaffermare il diritto alla città pubblica
Mercoledì 19 marzo alle 20,30, al CAM Garibaldi in corso Garibaldi 27 (MM Lanza) anche Lambrate-Rubattino Riparte parteciperà all’assemblea pubblica organizzata da un’ampia rete di comitati civici, associazioni e forze politiche che si sono uniti per ribadire il loro NO alla legge Salva Milano e che Milano si salverà invece solo se resterà una città pubblica, non dominata dagli interessi privati com’è ora.
Agenzia PRESSENZA – L’ASSEMBLEA SARA’ TRASMESSA IN DIRETTA FACEBOOK ANCHE SU QUESTA PAGINA ed è la prima di una serie di iniziative comuni sullo stesso tema. 👉 Lambrate-Rubattino Riparte porterà in assemblea anche il tema della lettera legale con cui i comitati hanno chiesto al Comune di costituirsi parte civile nel procedimento delle Park Towers (i cittadini interessati ad un approfondimento possono scrivere a stopsalvamilano@libero.it). In tema di Salva Milano, nel frattempo il sindaco Sala si è precipitato a convocare (già per domani 20 marzo) il comitato “Famiglie sospese” che riunisce gli acquirenti di appartamenti nei palazzi sequestrati dalla magistratura o i cui cantieri sono bloccati per situazioni collegate. Un mese fa il comitato “Famiglie sospese” inviava a Milanotoday un comunicato in cui dichiarava “Il Salva Milano non può restare un’ipotesi, deve diventare una realtà”, evidentemente guardando al decreto legge come sicura soluzione per i loro problemi. Oggi però sembra che la posizione del comitato sia più cauta e attenta ai problemi di tutta la città: chiedono una legge “Salva famiglie” e accennano al fatto che la Salva Milano servirebbe soprattutto a salvare l’amministrazione. Forse si sono accorti che la politica li stava usando per rilanciare la necessità della legge Salva Milano?
19 marzo “Compagni dai campi e dalle officine… Notizie sparse raccolte qua e la
19 marzo 2025. Stellantis, perché Alfa, Maserati e Lancia sono in crisi nera
I tre marchi non fanno numeri. E il colosso dell’auto potrebbe essere costretto a vendere, o addirittura a chiudere alcuni nomi storiciì
Carlo Terzano – wired.it
“C’erano molte persone che bussavano alla mia porta per farmi vendere l’Alfa Romeo. E ce ne erano tante altre che mi dicevano che avrei dovuto uccidere Lancia. Ho sempre detto no.” Queste parole, pronunciate un anno fa dall’ormai ex amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares, oggi più che mai risuonano come un cupo presagio per l’industria dell’auto italiana. Dodici mesi dopo il manager portoghese non fa più parte del gruppo, mentre Alfa Romeo e Lancia sono ancora nelle mani della realtà italofrancese. Ma per quanto tempo ancora?
Meloni in Senato: “Sosteniamo gli sforzi di Trump per la pace. No a dazi contro dazi”
La posizione dell’esecutivo è evitare ogni divisione dell’Occidente, sia su guerra in Ucraina che nel commercio: “Energie verso la ricerca di intese”. La premier precisa: “L’invio di truppe italiane mai in agenda”. Conclusa la discussione generale
18 marzo 2025. Il Papa al Gemelli, lievi miglioramenti e riduzione progressiva dell’ossigeno
La Sala Stampa della Santa Sede informa sulle condizioni di salute del Pontefice che mostra leggeri progressi dal punto di vista respiratorio o motorio. La scorsa notte Francesco non ha fatto uso della ventilazione meccanica. La situazione resta stabile in un quadro complesso. Domani atteso un bollettino medico
18 marzo 2025. Papa Francesco dal Gemelli: «Disarmare le parole, le menti e la Terra»
Foto d’archivio
In una missiva scritta al Corriere della Sera il richiamo al no alla guerra e alla fratellanza come alla «speranza della pace»
«Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra. C’è un grande bisogno di riflessione, di pacatezza, di senso della complessità». È quanto ha scritto papa Francesco in una lettera del 14 marzo indirizzata al direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, e pubblicata oggi sul quotidiano. «Mentre la guerra non fa che devastare le comunita’ e l’ambiente, senza offrire soluzioni ai conflitti, la diplomazia e le organizzazioni internazionali hanno bisogno di nuova linfa e credibilità. Le religioni, inoltre, possono attingere alle spiritualità dei popoli per riaccendere il desiderio della fratellanza e della giustizia, la speranza della pace. Tutto questo chiede impegno, lavoro, silenzio, parole», ha continuato il pontefice nella missiva, scritta in risposta a un messaggio di augurio di Fontana per la sua salute. Il Pontefice argentino, dal Policlinico Gemelli dove si trova ricoverato da oltre un mese, ha lanciato un’esortazione al direttore del Corriere e a «tutti coloro che dedicano lavoro e intelligenza a informare, attraverso strumenti di comunicazione che ormai uniscono il nostro mondo in tempo reale: sentite tutta l’importanza delle parole. Non sono mai soltanto parole: sono fatti che costruiscono gli ambienti umani. Possono collegare o dividere, servire la verità o servirsene». https://www.avvenire.it/papa/pagine/lettera-di-francesco-al-corriere-bisogna-disarmare-la-terra?_gl=1*1bytdb4*_up*MQ..*_ga*MTYzNDkxNDU0MS4xNzQyMjg3NTM4*_ga_BRSYFP49FK*MTc0MjI4NzUzOC4xLjAuMTc0MjI4NzUzOC4wLjAuMTA5OTUxODA1NQ..
18 marzo 2025 Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1118
RaiNews LIVE
Prima intesa tra Putin e Trump, fermati i raid sulle centrali. Zelensky: “Mosca punta a indebolirci”
Il Cremlino ha chiesto di fermare l’invio delle armi a Kiev, la condivisione dell’intelligence e lo stop alla mobilitazione forzata di Kiev. Replica di Macron e Scholz da Berlino: “Continueremo a fornire aiuti militari”. Sirene di allarme su Kiev
En direct, guerre en Ukraine : Volodymyr Zelensky estime que les conditions posées par Vladimir Poutine montrent qu’il n’est pas prêt « à mettre fin » à la guerre
Lors d’un échange avec Donald Trump, Vladimir Poutine a de nouveau fixé des conditions à un éventuel cessez-le-feu, parmi lesquelles la fin du « réarmement » de Kiev, et réclamé auprès de son homologue américain l’arrêt total de l’aide occidentale à l’Ukraine.
18 marzo 2025. Trump-Putin: la telefonata è servita per avviare la grande spartizione
Stop di 30 giorni degli attacchi russi alle centrali e alle infrastrutture, scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev, normalizzazione dei rapporti tra potenze: è la prima bozza d’intesa senza Zelensky
Elena Molinari – avvenire.it
Vladimir Putin ferma gli attacchi alle centrali in Ucraina per trenta giorni, acconsente a liberare 175 prigionieri di guerra ucraini (in cambio di altrettanti soldati russi) e accetta di tornare quanto prima ai negoziati di pace (probabilmente in Arabia Saudita). Donald Trump prenderà in «considerazione» di mettere fine agli aiuti militari e alla condivisione dell’intelligence di Washington con Kiev, oltre a imporre la fine della mobilitazione forzata in Ucraina: tutte condizioni chiave poste dal presidente russo per la ripresa dei colloqui. Nel frattempo, il capo della Casa Bianca e quello del Cremlino organizzeranno almeno una partita di hockey fra Usa e Russia negli Stati Uniti.
“La vostra ostilità non ci danneggia tanto quanto la vostra amicizia, manifesto esempio per i sudditi della nostra debolezza, mentre l’odio lo è della nostra potenza”.
Tucidide, La guerra del Peloponneso, V, 95.
(Photo by AFP)
Live dalla Palestina e dal Medio Oriente, la cronaca minuto per minuto 18 marzo 2025 – giorno 528
RaiNews LIVE giorno 528
Gaza, finisce la tregua. Oltre 400 morti nei raid israeliani. Colpiti gli sfollati a Khan Younis
Il premier e il ministro dell’interno di Hamas uccisi nei raid. L’esercito chiude il valico di Rafah, stop al trasferimento dei malati in Egitto. Ordinata l’evacuazione delle zone confinanti con Israele. La protesta dei parenti degli ostaggi
LIVE: Houthis say US launches new attack on Yemen’s Hodeidah
The US will use “overwhelming lethal force” on Yemen’s Houthis to prevent them from resuming attacks, but US strikes on the Iran-backed group that killed 53 people over the weekend will not turn into “an endless offensive” and are not about regime change, the chief Pentagon spokesman says.
US President Donald Trump says Iran will be held responsible “for every shot fired” by the Houthis, who have threatened to resume attacks on Israeli-linked ships in the Red Sea in response to Israel’s ongoing blockade of the Gaza Strip.
18 marzo 2025. Le profezie di Mearsheimer, il professore ‘filo russo’ di Chicago
Le Figaro Magazine dedica un ampio resoconto di dichiarazioni e di un’intervista a Der Spiegel di John Mearsheimer, professore all’Università di Chicago, che ha sempre sostenuto la tesi secondo cui l’Occidente e gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Joe Biden, sono i maggiori responsabili della guerra in Ucraina. Massimo Nava sul Corriere non fa sconti, anche lui a rischio d’essere accusato col professore di posizioni filo russe, ma vale la pena di ascoltarlo, se non altro per valutare gli argomenti di prova che adduce.
Massimo Nava – remocontro.it
Il professore sembra in totale sintonia con Donald Trump almeno per quanto riguarda il rapporto con la Russia. Da sempre sostiene che il problema dell’America e dell’Occidente è la Cina, non la Russia. E che avere favorito l’abbraccio fra Pechino e Mosca può avere conseguenze esiziali. Giusto dunque tentare di ricucire il rapporto con la Russia, al netto della condanna per l’invasione dell’Ucraina, ma, in fin dei conti, a discapito del popolo ucraino.
Si dice: Hamas manca il rilascio degli ostaggi, conoscendone le conseguenze. Hamas vuole quelle conseguenze. La gente di Gaza dovrebbe ribellarsi al cinismo di Hamas che la tiene in ostaggio. Ma le bombe che cadono sulla gente di Gaza e ne fanno strage sono israeliane. Si può davvero immaginare che la gente di Gaza riconosca il proprio nemico in Hamas, si allei per così dire con le bombe israeliane? O non è vero che lo diciamo solo per alleviare le nostre coscienze? Quando anche l’argomento del governo israeliano e dei suoi fautori fosse fondato, qual è il limite oltre il quale la smisuratezza della reazione, del castigo, diventerebbe troppo smisurata, per così dire? 400 no, abbiamo appena visto. 4 mila nemmeno, avevamo visto, e nemmeno 40 mila? 400 mila? I due milioni da spostare dalla riviera?
18 marzo 2025. Per il riarmo europeo spendiamo 800 miliardi, cosa resta del welfare state?
Manifestazione L’Europa Siamo Noi a Piazza del Popolo (foto di Cecilia Fabiano/LaPresse)
Spendere altri 800 miliardi di euro per una difesa europea sottraendo soldi a quel che resta del welfare state? A quel punto Putin e i suoi alleati avranno già vinto anche senza sparare. Altro che spirito di Ventotene
Giancarlo Summa – unita.it
Si deve a Publius Flavius Vegetius Renatus, un aristocratico vissuto nel IV secolo d. C., mai stato soldato di carriera ma autore di un celebre trattato sulla strategia militare dell’Impero Romano, la celebre frase igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum: dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra. Nel corso del tempo, la locuzione è stata abbreviata e abusata: si vis pacem, para bellum.
Un momento della manifestazione ëUna piazza per líEuropaí a Piazza del Popolo, Roma, 15 Marzo 2025. ANSA/GIUSEPPE LAMI
18 marzo 2025. La polemica sulla manifestazione per l’Europa pagata con i soldi dei romani
Le opposizioni attaccano sulla manifestazione per l’Europa di sabato a piazza del Popolo: “Comizio spacciato per evento istituzionale”. Il Pd: “Piazza apartitica e bipartisan”.
Enrico Tata – fanpage.it
La manifestazione ‘Una piazza per l’Europa – Tante città, un’unica voce’, che si è tenuta sabato a piazza del Popolo è costata 270mila euro. Soldi provenienti dalle casse di Roma Capitale, come conferma la determinazione dirigenziale RH 739/2025. La Lega ha annunciato che depositerà un esposto alla Corte dei Conti e sulla vicenda Federico Rocca, Fratelli d’Italia, ha informato di aver convocato per venerdì una seduta della Commissione capitolina Trasparenza, di cui è presidente. Il problema, fa notare la Lega, è che “un comizio politico” è stato “spacciato per evento istituzionale”. Secondo il Partito democratico, invece, la piazza di sabato non era ‘di parte’, ma un evento bipartisan a cui, peraltro, hanno partecipato anche sindaci di centrodestra.
Martedì 18 marzo 2025: Israele rompe definitivamente il cessate il fuoco, raid su tutta la Striscia di Gaza e centinaia di vittime
Presidi da Nord a Sud Italia per la Palestina | Sei anni fa Lorenzo “Orso” Orsetti cadeva combattendo in Siria | A cinque anni dal Covid-19 manca ancora un piano pandemico in Italia
PALESTINA – Israele, con la copertura degli Usa (e la complicità di tutta la cosiddetta “comunità internazionale”, a partire da quel che resta dell’UE) ha ripreso brutalmente il genocidio su tutta la Striscia di Gaza. (…) Alle 8.30 di stamani su Radio Onda d’Urto il collegamento dalla Striscia di Gaza con Sami Abu Omar, cooperante di numerose realtà solidali italiane attive a Gaza e nostro collaboratore: Clicca qui per l’articolo completo e le testimonianze raccolte dalla nostra redazione di: Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per il quotidiano Il Manifesto e nostro storico collaboratore – Ascolta Medici e operatori sanitari di Emergency e di Médecins sans frontières (MSF) impegnati nella Striscia di Gaza– Ascolta Romana Rubeo, caporedattrice di Palestine Chronicle, impegnato dal 1999 a diffondere la voce della Palestina– Ascolta
Presidi spontanei di emergenza sono stati organizzati in tutta Italia nella giornata di martedì da Giovani Palestinesi e da tante altre realtà solidali per mobilitarsi ancora una volta contro il genocidio del popolo palestinese. All’interno dello spazio approfondimenti di questo pomeriggio sulle frequenze di Radio Onda d’Urto i collegamenti con le manifestazioni per la Palestina: Padova, Anna di Intifada Studentesca e Laila dei Giovani Palestinesi del Veneto – Ascolta Milano, Basem dei Giovani Palestinesi d’Italia – Ascolta Bologna, Dawud dei Giovani Palestinesi d’Italia – Ascolta Napoli, Gianni del CAU – Collettivo Autorganizzato Universitario – Ascolta Firenze, Leila dei Giovani Palestinesi d’Italia – Ascolta Bergamo, Alaa studentessa di medicina di origine libanese – Ascolta
SIRIA – Ancora dal Medio Oriente, andando in Siria. Qui l’esercito israeliano ha esteso il suo controllo nel sud-ovest dopo aver bombardato a tappeto la regione meridionale di Daraa a sud di Damasco (4 i morti). La fanteria di Tel Aviv si è installata a Maariya, nella valle del fiume Yarmuk tra Siria e Giordania, mentre Tajani ha ricevuto oggi il neoministro degli Esteri Shaibani, esponente degli jihadisti al potere a Damasco da dicembre, con la cacciata di Assad. L’incontro di Roma arriva nel giorno del sesto anniversario dalla morte di Lorenzo “Orso” Orsetti, nome di battaliga Tekoşer, ucciso il 18 marzo 2019 af Al-Baghuz (Siria) combattendo nelle file delle Unita’ di Protezione Popolare(YPG) per la rivoluzione del Rojava, contro le ultime sacche di resistenza degli jihadisti di Daesh. Anche quest’anno a Firenze, la città di Lorenzo, si sono tenute alcune iniziative per ricordarlo. Per ricordarlo e per parlare di queste giornate è intervenuto su Radio Onda d’Urto Alessandro Orsetti, papà di Lorenzo. Per ricordarlo e per parlare di queste giornate è intervenuto su Radio Onda d’Urto Alessandro Orsetti, papà di Lorenzo. Sabato 29 marzo 2025, alle 17.30, Alessandro Orsetti sarà ospite del CSA Magazzino 47 di Brescia, dove verrà proiettato il documentario “Tekoşer. Il partigiano Orso” di Dario Salvetti. Interverrà anche la redazione di Radio Onda d’Urto per un aggiornamento della situazione in Siria.
PANDEMIA – Oggi, 18 marzo, è anche la giornata nazionale delle vittime del Covid, in ricordo delle immagini di 5 anni fa, con i camion dell’Esercito a trasportare decine e decine di feretri da Bergamo verso i tempi crematori fuori regione. Le vittime connesse al Covid in Italia sono stimate in circa 220mila, ma ancora oggi non è possibile stabilire quanti siano davvero i decessi, contando anche le persone morte per altre patologie ma correlate alla pandemia o per cure bloccate o ritardate a causa del collasso ospedaliero. Nel Bresciano almeno una persona su due è stata contagiata, con circa 6mila vittime ufficiali. Nel ricordare la pandemia e i molti colleghi deceduti, l’Ordine bresciano dei medici ha chiesto, 5 anni dopo, di “non tradire la lezione del Covid”. A questo link l’articolo dedicato e l’intervista al dott. Bruno Platto, segretario dell’Ordine dei medici della provincia di Brescia.
Milano, 18 marzo 1978 Fausto Tinelli (25 novembre 1959) e Lorenzo “Iaio” Iannucci (29 settembre 1959)
Sabato 18 marzo 1978, via Mancinelli. A colpi d’arma da fuoco vengono uccisi Fausto Tinelli e Lorenzo Iaio Iannucci, militanti del centro sociale Leoncavallo. continua in https://www.faustoeiaio.info/
Murales liceo Artistico Mancinelli
18 marzo 2025. Leoncavallo: 50 anni di cultura e impegno sotto sfratto
Come il valore dei luoghi culturali in città diventa più prezioso del diritto di proprietà
Cecilia Terenzoni – zero.eu
Marzo 2025, 50 anni dopo l’occupazione nel quartiere Casoretto di Milano: il centro sociale Leoncavallo (a oggi in via Watteau 7) è sotto sfratto, con il rischio concreto che quei 15mila metri quadri di fabbrica controculturale diventino l’ennesimo spazio strappato alla collettività. Penso che la sensibilizzazione su come Milano si stia trasformando – o di come non sia mai cambiata – vada oggi necessariamente affiancata a un’educazione storica che abbia come soggetti realtà culturali e sociali come questa.
18 marzo “Compagni dai campi e dalle officine… Notizie sparse raccolte qua e la
18 marzo 2025. Continuate a chiamarli morti sul lavoro?
In Sicilia e in Italia è strage. Ad uccidere è lo sfruttamento, in cantieri senza regole, negli appalti selvaggi e nell’illegalità diffusa
Bruno Giordano – collettiva.it
È una strage permanente, quotidiana, diffusa, di operai uccisi dal lavoro, non solo sul lavoro. In un solo giorno sono morti Sanderson Mendoza, rimasto ustionato in un’acciaieria di Terni qualche giorno prima (Thyssen Krupp docet). A Salerno un operaio è morto nel ribaltamento di un mezzo meccanico che stava guidando nel suo terreno. Ma è strage soprattutto in Sicilia: a Monreale Antonio Alongi è precipitato dal tetto mentre smantellava le lamiere di un’abitazione privata. All’ospedale di Caltanissetta è morto Salvatore Mezzatesta, che domenica era caduto dal tetto a Santa Caterina Villarmosa. Un operaio di una ditta appaltatrice è stato trovato morto nei bagni di una raffineria di Augusta. Stipati dentro un furgone, massacrati alla fine di una giornata iniziata prima dell’alba per spaccarsi la schiena per pochi euro a raccogliere le arance a Francofonte, sono morti Salvatore Lanza, Salvatore Pellegriti e Rosario Lucchese, e altri sette braccianti feriti di cui quattro in gravissime condizioni. Tutto subito liquidato come “un incidente stradale”. Le fredde statistiche metteranno questi tre morti tra quelli in itinere.
18 marzo 2025. I giornalisti? Troppi precari e poveri
Mentre gli autonomi hanno paghe da fame e i dipendenti hanno perso reddito, il settore dell’informazione resiste sulle spalle dei lavoratori
Patrizia Pallara – collettiva.it
I precari sono molto più numerosi dei dipendenti, hanno paghe da fame e sono ricattabili. Quelli assunti regolarmente, sempre meno, hanno perso reddito: meno 4 per cento dal 2016 al 2023, oltre all’inflazione cumulata dell’ultimo quadriennio che ha colpito tutti, pari al 19 per cento, e con un contratto fermo da dieci anni. I giornalisti italiani nel quadro che emerge dal primo report realizzato da Inps, Fondazione Murialdi e università Sapienza di Roma, con il contributo di Inpgi, ordine professionale e Casagit, sono una categoria di lavoratori in difficoltà, esattamente come tante altre.
Fatevi un favore: pretendete pubblica utilità Siamo un esempio che il sistema non si può permettere 1. Noi siamo pubblica utilità. Perchè è inaccettabile che una zona industriale che ha consumato del suolo del territorio, dove prima c’erano oltre 400 posti di lavoro, giaccia inutilizzata, in mano a potenziali speculazioni di natura immobiliare. 2. Siamo reddito e diritti. Perché grida vendetta e lo griderà a lungo che qua si sia licenziato per “fame” ed “esaurimento”, negando accordi e contratti e smettendo di pagare gli stipendi. Siamo da 15 mesi senza stipendio. Questo precedente non lo permetteremo. 3. Disobbediamo alla fine. Le lettere di licenziamento che arriveranno il primo di aprile liquideranno 70 anni di storia collettiva. Non è un atto che riteniamo sia socialmente nelle disponibilità di una proprietà arrivata nel dicembre del 2021 e dei soggetti immobiliari sbucati nell’autunno del 2023
Disobbediamo alla fine. Seconda puntata: un grande stabilimento e poi la distruzione
Alle 20.00 ogni sera troverete una foto inedita, un documento storico, pezzi della nostra storia. Il primo di aprile arriveranno le lettere di licenziamento le quali liquideranno la Gkn. Fabbrica che esiste dal 1994 e che aveva ereditato la storia della Fiat di Novoli. Finire una storia non è nelle disponibilità dell’attuale proprietà, dell’attuale liquidatore o di qualsiasi personaggio improbabile transitato sulle nostre vite. E’ il gennaio 1938 quando viene ordinato alla Fiat di costruire un nuovo stabilimento nella zona di Rifredi Novoli. Si annuncia una officina che “occuperà 18.000 operai”. E’ la febbrile corsa ad adeguare la produzione alla guerra Quanti di questi operai lavoreranno lì effettivamente da lì a poco? Quanti perderanno la vita o i propri affetti in guerra? Indicativamente la guerra costerà alla Toscana circa 50.000 morti, tra militari, civili, bombardamenti, stragi nazifasciste. Lo stabilimento completato nel 1940, nel 1943 è già inagibile. I macchinari vengono portati al nord dai nazisti.
17 marzo 2025. In un giorno in Sicilia ci sono state 5 morti sul lavoro
Le vittime in tre drammatici episodi. II più grave a Siracusa, dove sono morti tre braccianti agricoli di Adrano (Catania) in un incidente stradale avvenuto poco prima delle 14 sulla Statale 194
Avvenire.it – Giornata tragica sul fronte del lavoro in Sicilia. Cinque le vittime in tre drammatici episodi. In provincia di Siracusa sono morti tre braccianti agricoli di Adrano (Catania), in un incidente stradale avvenuto poco prima delle 14 sulla Statale 194, nel territorio di Carlentini. (…) Ci sono, secondo i vigili del fuoco intervenuti sul posto, altri 8 feriti, tra cui i conducenti dei due mezzi, che sono stati condotti negli ospedali: 4 sono in gravi condizioni, gli altri hanno solo lievi contusioni. (…)
Sempre in provincia di Siracusa, ad Augusta, nello stabilimento Sonatrach Raffineria Italiana, un lavoratore di una ditta appaltatrice è stato trovato senza vita all’interno di un bagno di uno spogliatoio. Sono state immediatamente avvisate le forze dell’ordine e la società si è detta “a totale disposizione degli inquirenti affinché si faccia chiarezza sul triste accadimento”. A Monreale (Palermo) è morto l’operaio edile Antonino Alongi, 55 anni, dopo essere precipitato dal primo piano di un’abitazione (…)
Terni, morto al lavoro a 26 anni, Fiom: “Inaccettabile”
Il giovane lavoratore della Tapojarvi, azienda in appalto per la Acciai Speciali Terni, era stato vittima di un grave incidente lo scorso 10 marzo
“Dopo quattro giorni e quattro notti di trattativa con Tapojarvi e Acciai Speciali Terni, tenendo l’area a caldo ferma per metterla in sicurezza, purtroppo è arrivata la dolorosa notizia che Sanderson, il lavoratore di Tapojarvi vittima del grave incidente avvenuto lo scorso 10 marzo, non ce l’ha fatta”. A dirlo sono Loris Scarpa (responsabile siderurgia Fiom Cgil nazionale) e Alessandro Rampiconi (segretario generale Fiom Cgil Terni). “Morire per lavorare, a 26 anni, è una cosa che ci riempie di rabbia e che riteniamo inaccettabile”, aggiungono i due esponenti sindacali: “Fermare questa strage quotidiana deve diventare la prerogativa di tutti, del sindacato, delle imprese e delle istituzioni. Da troppo tempo diciamo che il sistema degli appalti non va bene e va superato. Ai referendum dell’8 e 9 giugno voteremo anche per questo”.
17 marzo 2025. Lo dice l’Istat: aumenta povertà e diseguaglianza
L’abolizione del Reddito di cittadinanza voluto da Meloni ha reso 850mila famiglie più indigenti. Barbaresi, Cgil: “Governo cinico fa cassa sui deboli”
Roberta Lisi – collettiva.it
La maschera è caduta e il re è nudo. A vestire i panni del bambino che svela le menzogne del popolo ossequioso al passaggio del sovrano senza vestiti è l’Istat, che certifica quanto le politiche del governo Meloni abbiano impoverito chi è già povero; come la loro fantomatica riduzione delle tasse in realtà non porta benefici a chi ha redditi bassi, anzi.
Lunedì 17 marzo 2025: 22 anni senza Davide “Dax” Cesare
Resoconto delle tre giornate di memoria e lotta | Ricordo di Fausto e Jaio | Ampia pagina dedicata alle lotte operaie in Italia | Imponente manifestazione a Belgrado contro il presidente Vučić
MILANO – Si è concluso il weekend di iniziative in memoria di Davide “Dax” Cesare, ucciso per mano fascista in via Brioschi il 16 marzo 2003. Quella notte di 22 anni fa, divenuta poi “la notte nera di Milano”, Dax fu aggredito, insieme ad altri compagni e compagne del centro sociale Orso, l’Officina della Resistenza Sociale, da tre neofascisti, padre e due figli, che lo accoltellarono a morte. Come ogni anno l’Associazione Dax 16 marzo 2003 organizza iniziative volte, da un lato, a tenere viva la memoria e, dall’altro, a rendere il ricordo di Dax un mezzo per portare avanti iniziative di lotta e socialità.
Venerdì scorso l’assemblea pubblica all’Università Statale di Miliano dal titolo “Dax resiste contro guerra e stato di polizia”: partecipati i tavoli di confronto che approfondivano il tema della guerra, del genocidio del popolo palestinese, fino ad arrivare alla repressione delle lotte sociali e dell’antifascismo, attraverso norme liberticide come il ‘ddl sicurezza’. Sabato il corteo (in foto) alla vigilia dell’anniversario dalla “notte nera” di Milano. Attraversata da migliaia di persone, in particolare giovani e giovanissimi, la manifestazione ha attraversato i luoghi “simbolo” della storia di Dax. A chiudere la tre giorni, domenica, una giornata di sport popolare “contro olimpiadi e gentrificazione”. Le corrispondenze dal corteo realizzate dalla nostra redazione durante la manifestazione di sabato 15 marzo.
Sono giorni di anniversari a Milano. Il 18 marzo è il giorno in cui si ricorda “con rabbia e amore” Fausto e Jaio, compagni antifascisti del Leoncavallo uccisi il 18 marzo 1978 per il loro lavoro militante in quartiere e in particolare sul fronte del rapporto tra fascisti, criminalità e spaccio di eroina. Qualche minuto prima delle 20 di sabato 18 marzo 1978 in via Mancinelli a Milano, colpi d’arma da fuoco uccidono Fausto Tinelli e Lorenzo “Jaio” Iannucci, militanti del centro sociale Leoncavallo. Una ferita ancora aperta perchè la “giustizia italiana” ha archiviato il caso nel 2000, senza che vi fossero responsabili.Quarantasette anni dopo Milano ricorda Fausto e Jaio, come ogni anno, mette in campo un’iniziativa in via Mancinelli, luogo del loro omicidio. Appuntamento martedì 18 marzo alle ore 17, come spiega ai microfoni di Radio Onda d’Urto Paolo dell’Associazione familiari e amici di Fausto e Jaio.
LOTTE OPERAIE – Ampia pagina dedicata alle mobilitazioni sui luoghi di lavoro in Italia.
Partiamo dallo sciopero nazionale di lavoratori e lavoratrici di Feltrinelli. Dalle 10 alle 12 di stamane un presidio davanti alla Fondazione Feltrinelli di Milano, in zona Porta Garibaldi. L’agitazione è stata indetta nell’ambito dello sciopero nazionale da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. La vertenza coinvolge 1.200 dipendenti che lavorano nella catena di librerie Feltrinelli e Finlibri. Lo sciopero è stato proclamato per denunciare lo stallo nelle trattative per il rinnovo del contratto integrativo, spiegano le sigle sindacali.
Veniamo ora alla vertenza Stanadyne di Castenedolo (BS): da 100 giorni i lavoratori e le lavoratrici proseguono il presidio permanente davanti all’azienda produttrice di iniettori per motori che a inizi dicembre 2024 aveva annunciato in modo unilaterale la chiusura. Oggi, lunedì 17 marzo, nella sede di Regione Lombardia a Milano si è tenuto un incontro tra sindacati e azienda in liquidazione, alla presenza dell’assessora Tironi, di Regione Lombardia, Confindustria e il sindaco di Castenedolo Bianchini. Fuori il presidio di una delegazione di operai e operaie (in foto). In una nota congiunta affermano che “il liquidatore si è impegnato ad aggiornare quotidianamente i lavoratori rispetto alla trattativa che sta dando concrete prospettive e che pare possano accelerare nei prossimi giorni”. Le parti si rivedranno il prossimo 31 marzo. L’aggiornamento con Barbara Basile, Fiom Cgil di Brescia.
17 marzo 2025 Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1117
RaiNews LIVE
Casa Bianca: “Accordo di pace mai così vicino”. Media: “Trump valuta di riconoscere la Crimea russa”
Attese per la telefonata di domani tra Trump e Putin. Nell’alleanza dei “volenterosi” proposta da Londra, più di 30 paesi, piano da 30mila soldati. Zelensky presenta un nuovo missile: “Può arrivare fino a Mosca”
En direct, guerre en Ukraine : selon Emmanuel Macron, la Russie doit « prouver qu’elle veut vraiment la paix »
Emmanuel Macron a annoncé, sur le réseau social X, s’être entretenu avec Volodymyr Zelesky un peu plus tôt aujourd’hui, deux jours après la réunion pour la paix et la sécurité en Ukraine et au lendemain d’une discussion avec Donald Trump.
Live dalla Palestina e dal Medio Oriente, la cronaca minuto per minuto 17 marzo 2025 – giorno 527
RaiNews LIVE giorno 527
Guerra nel Mar Rosso, raid americani sullo Yemen e rappresaglie Houthi
In Yemen 53 morti di cui 5 bambini, colpito anche un ospedale oncologico. Houthi filo iraniani attaccano la portaerei Truman. Raid su Gaza, almeno 9 morti in 24 ore. Netanyahu licenzia Ronen Bar, capo dello Shin Bet, scelta non legata al 7/10
LIVE: Houthis say US launches new attack on Yemen’s Hodeidah
The US will use “overwhelming lethal force” on Yemen’s Houthis to prevent them from resuming attacks, but US strikes on the Iran-backed group that killed 53 people over the weekend will not turn into “an endless offensive” and are not about regime change, the chief Pentagon spokesman says.
US President Donald Trump says Iran will be held responsible “for every shot fired” by the Houthis, who have threatened to resume attacks on Israeli-linked ships in the Red Sea in response to Israel’s ongoing blockade of the Gaza Strip.
Il Papa al Gemelli, lievi miglioramenti dal punto di vista respiratorio e motorio
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
La Sala Stampa della Santa Sede aggiorna sulle condizioni di salute di Francesco che ha trascorso la giornata tra preghiera, riposo e terapie. La situazione stazionaria, il Pontefice per alcuni momenti può fare a meno della ossigenoterapia
Le finestre del decimo piano del Policlinico Gemelli
Papa Francesco è stazionario: lievi miglioramenti grazie alla fisioterapia motoria e respiratoria
La sala stampa della Santa Sede: “La giornata del Pontefice è trascorsa in linea con quella di ieri, con le cure, i farmaci, un po’ di lavoro e la preghiera”
17 marzo 2025. Le bugie scioviniste di Scurati e Vecchioni per sostenere la supremazia morale europea
Alcuni degli interventi che si sono susseguiti dal palco della manifestazione per l’Europa promossa da Michele Serra e la Repubblica e trasmessi in diretta video da Gedi hanno sollevato non poche critiche in merito ai contenuti. Al di là delle differenti vedute politiche, tutte legittime, dal palco celebri esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo hanno affermato autentiche falsità che non sono passate inosservate. Il più delle volte con lo scopo di forzare il discorso per sostenere una presunta supremazia morale europea nei confronti del resto del mondo. Particolarmente problematici, in questo senso, sono stati gli interventi del cantautore Roberto Vecchioni, secondo il quale la cultura è esclusivo appannaggio europeo, e del giornalista, romanziere e saggista Antonio Scurati, le cui parole hanno “dimenticato” molte delle condotte e dei crimini compiuti nel recente passato proprio da Paesi europei.
Igiaba Scego Il collega Scurati nel suo discorso di ieri a Piazza del Popolo ha detto tra le altre cose “non massacriamo i civili e non deportiamo i bambini e li usiamo come riscatto”. Nell’Europa che ha esternalizzato le frontiere, messo in mano terzi la tortura, calpestando il diritto al viaggio delle persone del sud del mondo, tacendo sulle gravi violazioni del diritto internazionale degli ultimi anni, dire questo è diciamo, per usare un eufemismo, qualcosa di molto (ma moooltooo) lontano dalla verità. Nel discorso del collega, che rispetto in quanto collega, ma di cui non condivido le idee, soprattutto quelle esposte nei suoi ultimi articoli e nel discorso di ieri, ho trovato molto pericoloso quel “Noi” che presuppone già nella sua enunciazione esclusione. È un noi molto recintato. Un noi bianco, borghese, elitario, eterosessuale. Un noi che appena è stato enunciato fa sentire esclusi. Io confesso mi sono sentita esclusa da questo discorso. continua in otorsdpSenao4gg6g00l tl43715l6o6arl2a erl41eg4: m i179z407i3 ·
Contro la guerra e la corsa al riarmo, sabato 15 marzo abbiamo portato a Roma, nella piazza per l’Europa, la bandiera di Aldo Capitini, la bandiera della PerugiAssisi, la bandiera della pace e del disarmo, la bandiera della nonviolenza. Ed è stata un’altra occasione per dire “Disarm Europe!” L’Europa che vogliamo è un’Europa di pace, un’Europa che deve ricominciare a lavorare per la pace, che deve fare ogni sforzo per fermare le guerre. Non per alimentarle. Senza usare due pesi e due misure. In Ucraina come a Gaza. Per ore e ore hanno tentato in tutti i modi di farci chiudere la bandiera della PerugiAssisi ma non sono riusciti ad impedirci di dire che “La bandiera dell’Europa e la bandiera della pace camminano insieme”. Ci hanno escluso dal palco ma non ci potranno impedire di continuare ad impegnarci per la pace, contro il mostro della guerra e i piani di chi ci sta trascinando nel suo vortice, rendendoci ogni giorno più poveri e vulnerabili. La lotta per la pace è la lotta per il futuro.
Facciamoci costruttori di pace “Sono la prima sindaca donna della città che ha dato i natali ad Aldo Capitini. E per me è un’emozione enorme vedere oggi in questa piazza le bandiere che Aldo portò alla prima marcia della pace. Oggi siamo qui per immaginare un’Europa diversa. Perché un’Europa che dimentica le proprie origini è un’Europa che non sa guardare al futuro. Perché anche una fortezza, anche la più armata, se è priva dei valori che rendono uniti, può essere espugnata. Abbiamo bisogno di riscoprire il valore della pace, di non arrendersi all’idea che la guerra debba rappresentare sempre e necessariamente il presupposto di ogni ragionamento politico. Dobbiamo non aver più pudore nel dire che dobbiamo farci costruttori di pace perché siamo nati con questo sogno. Viva l’Europa unita. Evviva l’Europa della pace.”
Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia, sabato 15 marzo
17 marzo 2025. La rivoluzione di Belgrado mentre tutti i Balcani fremono
Centinaia di migliaia di persone sfilano fino al parlamento. Una delle più grandi manifestazioni, a superare persino quella storica del capodanno 1996 contro Milosevic. Una grande piazza europea dove si fa politica e si chiede un cambiamento delle cose. Nessuna bandiera simbolo ma tanti volti giovani che chiedono una magistratura indipendente, stampa libera, rispetto dello stato di diritto e non un presidente padrone. Sul resto dei Balcani, Serbo-Bosnia, Kosovo e Romania, la politica europea è orba e sorda. E a volte complice.
Allerta Meteo, l’irruzione fredda è alle porte dell’Italia: il gelo sta per sfondare l’Adriatico | LIVE
Lunedì 17 marzo
Allerta Meteo, l’irruzione fredda in diretta: sta per iniziare il colpo di coda dell’inverno, l’aria polare è alle porte dell’Italia e in serata sfonderà l’Adriatico
Peppe Caridi
Sta per sfondare il “muro” dell’Adriatico il fronte freddo che entro stasera aprirà le danze dell’irruzione fredda sull’Italia. Il primo colpo di coda dell’inverno sta per iniziare. L’aria fredda ha già invaso l’Europa centrale: spettacolari le nubi frastagliate che occupano il territorio di Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, ben visibili dai satelliti, dove la colonnina di mercurio è già scesa sottozero in pieno giorno. In serata anche i Balcani saranno nel freezer, e il gelo avanzerà sull’Italia Adriatica e in modo particolare al Nord/Est, sull’alto Adriatico, in Friuli Venezia Giulia e sulle Alpi orientali.
Gli ultimi aggiornamenti hanno confermato l’entità del freddo che domani, martedì 18 marzo, sarà molto intenso con nevicate a bassa quota sulle Regioni Adriatiche e al Sud, dove il maltempo sarà tipicamente invernale.
Salutiamo con grande dolore #LucioVillari, illustre e prezioso storico dell’età moderna e contemporanea. Sui suoi saggi e manuali si sono formate generazioni di studenti liceali, universitari e studiosi. Indimenticabili la sua passione democratica, civile, il suo antifascismo.
Fabio Testoni ci ha lasciati. Una delle ultime vere rockstar ha smesso di vivere dopo una vita vissuta al massimo da chitarrista e artista. Un amico caro, una presenza costante della vita di tanti di noi. Genio e sregolatezza. Capace di tutto. Se ne è andato presto ma ha fatto quello che ha voluto sino all’ultimo. L’addio nel giorno del compleanno di Gianni Gherardi, critico musicale che lo ha seguito sin dagli inizi (qui). A suo fratello Luca, a sua moglie Simonetta Scala e alla band le condoglianze più sentite
Giampiero Moscato – cantierebologna.com
Caro Fabio. Anzi Fabiolino: così, con molto amore dolce e accento petroniano, ti chiamava tua mamma. Caro “Dandy Bestia”, questo il tuo nickname da rockstar, quello che ti ha reso celebre. Mentre scrivo il web è inondato da una quantità incredibile di messaggi di cordoglio per il tuo addio alla vita. Sei uno di quei personaggi che fanno notizia solo esistendo. Hai suonato col mondo. Sei uno dei fondatori degli Skiantos. Sei un grande. Un’icona. Un must. Figurati cosa succede a Bologna, e non solo, quando decidi di abbandonare la scena. Eppure una quindicina di giorni fa mi avevi detto che, a parte gli acciacchi e un ricovero, stavi abbastanza bene. Eri fatto così, del resto.
17 marzo “Compagni dai campi e dalle officine… Notizie sparse raccolte qua e la
17 marzo 2025. «Sta per crollare tutto» si sussurra nei corridoi della finanza
Valerio Sale – remocontro.it
I venti di recessione portano con sé la crisi del debito che rischia di travolgere le principali economie mondiali. Se non si riesce più a rassicurare i mercati, che se ne parli poco ai cittadini, ai piccoli risparmiatori. Inutile girarci intorno: il debito di Usa, Europa e Giappone mondiali è ai massimi storici. Ma è il più grosso, quello americano, che determina le sorti degli altri.
“Spesso Tesla inizialmente mette in discussione retroattivamente i certificati di malattia dei dipendenti e pretende che le diagnosi vengano divulgate e che i medici vengano esentati dal loro obbligo di riservatezza. Spesso il passo successivo è la trattenuta della retribuzione. Le esenzioni dal sequestro vengono ignorate e non è raro che non venga trasferito nemmeno un euro”. In alcuni casi Tesla avrebbe incoraggiato i lavoratori a firmare lettere di dimissioni. Non è un buon momento per la società in Germania: l’azienda deve affrontare un rallentamento delle vendite cominciato a gennaio e le polemiche per le dichiarazioni del patron Elon Musk a favore del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD), arrivato secondo alle elezioni. In Svezia, invece, il sindacato è in sciopero dal 27 ottobre 2023, diciassette mesi, per ottenere il contratto collettivo di lavoro che l’azienda si rifiuta di firmare.
17 marzo 2025. Cosa sappiamo di com’è finito lo sciopero per i lavoratori di Samsung
Riaprono i cancelli Samsung in India dopo il grande sciopero. Segreti i termini dell’accordo vertici-sindacati
Lo stabilimento Samsung di Sriperumbudur, in India, dove per quasi un mese i lavoratori hanno scioperato chiedendo salari più alti – Reuters
Dopo un braccio di ferro con la direzione durato cinque settimane, lo sciopero dei lavoratori Samsung Electronics nello stabilimento indiano di Sriperumbudur, in India, si è concluso. Ad annunciarlo, martedì scorso, sono stati gli stessi operai, tramite l’organizzazione sindacale nazionale CITU (Centre of Indian Trade Unions) che li aveva guidati nella protesta. Tutto era iniziato lo scorso 9 settembre, quando in 1.500 avevano incrociato le braccia per una prima volta, grave e storica nella fabbrica alla periferia di Chennai, sud del Paese, dove la produzione non si era mai fermata dal 2007. Quello nello stato del Tamil Nadu è un distretto piccolo rispetto al gemello di Noida, focalizzato principalmente sulla produzione di lavatrici, tv e frigoriferi. Ma il suo fermo in poche ore aveva fatto scendere le azioni del colosso sudcoreano dell’1,9%.
17 marzo 2025. L’Assemblea nazionale dell’industria USB lancia la mobilitazione per il salario e contro il riarmo europeo
Oltre cento tra delegate e delegati del settore industria dell’USB si sono riuniti a Napoli, dalla siderurgia, alla chimica, alla metalmeccanica passando per l’automotive, l’aerospazio, la ricerca applicata all’industria e l’informatica. Una complessità e una ricchezza che rispecchia la crescita dell’USB, anche nel settore industria. Le operaie e gli operai della Jabil hanno fatto gli onori di casa, un ingresso recente in USB dove hanno ritrovato il sostegno per la lotta in difesa dell’occupazione.
Disobbediamo alla fine. Prima puntata: noi e quei viali
Da stasera alle 20.00 i nostri social raddoppiano. Alle 20.00 ogni sera troverete una foto inedita, un documento storico, pezzi della nostra storia. Il primo di aprile arriveranno le lettere di licenziamento le quali liquideranno la Gkn. Fabbrica che esiste dal 1994 e che aveva ereditato – non solo moralmente e produttivamente, ma con tanto di accordi scritti – la storia della Fiat di Novoli nata nel 1938. Finire una storia non è nelle disponibilità dell’attuale proprietà, dell’attuale liquidatore o di qualsiasi personaggio improbabile sia transitato sulle nostre vite. Finire una storia non è nemmeno nelle disponibilità del Ministro del “so call” Made in Italy, che un anno fa spariva nel nulla per poi ricomparire a distanza ogni tanto in qualche articolo di giornale dove attacca questa vertenza. Un vecchio detto popolare dice “chi ha i soldi, è”. In un mondo dominato da enormi ricchezze e da chi le possiede, “loro” pensano di possedere anche la storia. E infatti la storia ci arriva spesso come storia di condottieri, di managers, di capi. La storia invece è sostanzialmente storia di massa e di masse. O almeno lo è la nostra, quella del movimento operaio. E come provano a cancellarci dal presente, così non concepiscono l’esistenza della nostra storia, di qualcosa che non si può comprare o scambiare. In questa foto ci sono i viali di Firenze, noi il 18 settembre del 2021 e lo spezzone Gkn Firenze nel 1996 in un corteo sindacale. Dai viali a Firenze non si passa spesso con i cortei ma solo in momenti storici, come nel Social Forum del 2002. Passare di lì è un po’ come lasciare una impronta. Non è nelle vostre disponibilità terminare una storia di un territorio. Disobbediamo alla fine e ai rapporti di forza a vostro favore. dpensootSrlc51l1mu4m3eg7cra51u02 z:00em2ha02 9lui rfoi 91ocg ·
16 marzo 2025
Non c’è ancora la tregua e c’è già un piano per mandare le truppe dei «volenterosi» in Ucraina. Non caschi blu, ma soldati dei paesi che hanno armato Kiev. Il premier Uk Starmer, chiusa una riunione, ne convoca già un’altra di stati maggiori. L’Italia fa i conti e frena Anna Maria Merlo https://ilmanifesto.it/truppe-a-kiev-i-volenterosi-preparano-i-piani
16 marzo 2025 Live guerra in Ucraina, la cronaca minuto per minuto: giorno 1116
RaiNews LIVE
Zelensky smentisce Trump e Putin: “Non siamo accerchiati nella regione russa di Kursk”
Starmer: “Putin non prende sul serio la pace”. Oggi la videocall dei “volenterosi”. Bombardamenti russi nella notte su Sumy, nell’Ucraina nord-orientale. Danneggiati alcuni edifici. Colpiti a Odessa siti di energia, black out a Chornomorsk
Volodymyr Zelensky remplace le chef d’état-major des forces ukrainiennes
Au moment où les troupes ukrainiennes sont en difficulté sur le front, le président ukrainien a remplacé le chef d’état-major des forces armées nationales. Selon un décret publié dimanche, l’actuel chef d’état-major, Anatoli Barhylevytch, est limogé, et son poste est attribué à Andriy Hnatov.
Live dalla Palestina e dal Medio Oriente, la cronaca minuto per minuto 16 marzo 2025 – giorno 526
RaiNews LIVE giorno 526
Witkoff: “Inaccettabili” richieste di Hamas per la tregua. Raid sugli Houthi “fino a fine attacchi”
Missili Usa contro postazioni Houthi a Sanaa, almeno 31 morti e 100 feriti. Nei raid “uccisi diversi leader Houthi”. Lavrov a Rubio: astenersi da attacchi in Yemen. Hamas: “9 civili morti nel raid di Israele su Beit Lahia”
LIVE: Houthis say US launches new attack on Yemen’s Hodeidah
The Houthis say the US has launched fresh strikes on Yemen’s Hodeidah
Earlier, the Yemeni rebel group claimed an attack on the US aircraft carrier Harry S. Truman after pledging to meet “escalation with “escalation” following deadly US bombing on Yemen. The US denied the vessel was hit.
The rebels, who control parts of Yemen, say Saturday attacks killed more than 50 people, mostly women and children; US officials say the strikes “took out multiple” Houthi leaders.
Israeli forces continue attacks on Gaza despite a ceasefire with Hamas, killing at least 12 people including eight relief workers and a child in northern Beit Lahiya.
Gaza’s Health Ministry says at least 48,572 Palestinians have been confirmed killed and 112,032 wounded in Israel’s war on Gaza. Gaza’s Government Media Office has updated its death toll to more than 61,700, saying thousands of Palestinians missing under the rubble are presumed dead. At least 1,139 people were killed in Israel during the Hamas-led October 7, 2023, attacks, and more than 200 were taken captive.
Il Papa ha concelebrato la Messa nella cappellina privata del Gemelli
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
La Sala Stampa della Santa Sede diffonde una immagine del Pontefice in preghiera, dopo aver concelebrato questa mattina l’Eucarestia. È la prima dal ricovero del 14 febbraio. Le condizioni di Francesco restano stabili, proseguono le terapie e la fisioterapia respiratoria e quella motoria
Diffusa prima foto del Papa dal giorno del ricovero. Vaticano: “Ha concelebrato Messa”
“Il pontefice necessita ancora di terapia medica ospedaliera, di fisioterapia motoria e respiratoria; tali terapie fanno registrare ulteriori, graduali miglioramenti”, così l’ultimo bollettino. I bambini consegnano rose bianche con Unicef
Allerta Meteo: dopo le piogge torrenziali, l’Italia si prepara a una brusca ondata di freddo
Domenica 16 marzo
Allarme maltempo anche oggi, sabato 15 marzo: tutti gli aggiornamenti in tempo reale
Filomena Fotia
Molte regioni saranno interessate da precipitazioni sparse, con piogge, rovesci e temporali che si estenderanno dal Nord al Sud della Penisola. Non si escludono grandinate, soprattutto nelle ore serali, mentre sulle regioni del versante adriatico, in particolare tra Marche e Abruzzo, le temperature in sensibile calo favoriranno il ritorno della neve fino a quote collinari
Campi Flegrei. Ciciliano incontra i sindaci: “Evacuazione prevista solo in piano vulcanico”
L’ultimo sisma di intensità 3.9 era stato registrato ieri alle 13.32. Campi Flegrei, nuovo centro accoglienza nei pressi ippodromo. Musumeci, “firmerò lo stato di mobilitazione nazionale”. Osservatorio Vesuviano: “Eruzione non imminente”