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2025.03 Marzo (01 – 05 marzo) – Senti le rane che cantano

2025.03 Marzo (01 – 05 marzo)

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Queste pagine non sono una rassegna stampa, ma la mia personale scelta di notizie, fatti, idee e persone per quanti, determinati ma con il sorriso sulle labbra, ancora resistono e lottano per il pane e le rose

“…volge al declino l’era, che fu nobile nella sua durezza e serietà, della democrazia politica”.
(Luciano Canfora).



Energia di sinistra

La sinistra deve ripensare il disegno complessivo dell’intera battaglia politica perché restano definiti poco incisivamente i suoi obiettivi generali. Deve capire come motivare i cittadini, come trasmettere loro il movimento, un’energia paragonabile a quella che anima le destre. Come proporre gli antichi ideali di emancipazione in modo da essere compresi anche dai molti che la destra induce a confondere il progresso col futurismo, la sicurezza con la rabbia, la libertà con la guerra.

Carlo Galli
da strisciarossa

5 marzo 2025

Il Papa al Gemelli, parametri ed esami del sangue stabili. Prosegue la terapia

Non si sono presentate nuove crisi, continua l’ossigeno ad alti flussi di giorno e la ventilazione meccanica di notte. Ha ripreso alcune attività lavorative, trascorso la giornata in poltrona. Ha incrementato fisioterapia respiratoria e quella motoria attiva

Ultimo aggiornamento alle ore 20.15 del 5 marzo 2025
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-03/papa-francesco-aggiornamento-salute-gemelli-5-marzo-2025.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Il Bollettino di questa mattina 05 marzo 2025, 08:33
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-03/papa-francesco-gemelli-ricovero-aggiornamento-salute-notte.html

Papa, il bollettino: “Stazionario, non ci sono state crisi. Quadro complesso, prognosi riservata”

“Nella notte il Pontefice riprenderà la terapia con maschera d’ossigeno”. In mattinata telefonata alla parrocchia di Gaza, nel pomeriggio lavoro e riposo. Messa delle Ceneri, il cardinale De Donatis: “Uniti al Papa, prega e soffre per la Chiesa”

Aggiornamento in tempo reale
https://www.rainews.it/maratona/2025/02/papa-francesco-ricovero-gemelli-salute-bollettino-polmonite-aggiornamento-diretta-26-febbraio-b61d99f2-9d22-46aa-9c0c-40034584651a.html

Ucraina: la Von der Leyen conferma gli 800 miliardi per l’industria bellica | Lavoro: morti e feriti da Nord a Sud | Ustica: verso l’archiviazione l’ultima indagine | 8 marzo: in Radio pagina ad hoc

LAVORO – Un 55enne muratore è morto in un cantiere edile ad Arezzo: sstava scaricando materiale da una gru quando il mezzo si è ribaltato, travolgendolo. In Lombardia invece è grave il ragazzo di soli 20 anni che a Oggiono (Lecco) è caduto da 9 metri d’altezza, mentre si trovata sul tetto di uno stabilimento elettromeccanico.

Al porto di Genova invece, ben gli 2 infortuni solo stamattina. Nei cantieri navali della Amico & co, un operaio è caduto da un ponteggio. L’uomo, 45 anni, è precipitato da una altezza di 4 metri ed è ricoverato in condizioni molto gravi. Meno grave, ma in ospedale con diversi traumi e fratture, anche il 50enne investito da un camion in via dei Rallisti, nel terminal Vte. Josè Nivoi, compagno del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali, dallo scalo di Genova: l’intervista la trovi qui.

Ancora lavoro con i metalmeccanici. Otto ore di sciopero nazionale il 28 marzo, con manifestazioni provinciali e regionali. Così Fim, Fiom e Uilm per chiedere la ripresa della trattativa con Federmeccanica e Assistal per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, un tavolo fermo da novembre e che riguarda 1,5 milioni di lavoratori-trici.

Ancora lavoro. Al Senato invece approvato il decreto “Continuità produttiva e occupazionale degli impianti dell’ex Ilva”. Il provvedimento va ora alla Camera. Il provvedimento alza fino a 400 milioni il tetto di risorse per assicurare la continuità aziendale, soldi che verranno tolti dal fondo….per le bonifiche ambientali.

Ascolta qui le considerazioni di Francesco Rizzo, coordinatore Usb a Taranto, dove si trova il principale stabilimento ex Ilva

UCRAINA – Continua il balletto di dichiarazioni sull’Ucraina di Trump, che da un lato si dice “pronto a discutere con Kiev di un piano di pace”, mentre dall’altro reclama le terre rare ucraine, sospendendo la collaborazione militare con Zelensky.
Intanto domani, giovedì, vertice straordinario Ue con la proposta Von der Leyen: una valanga di miliardi all’industria bellica, a discapito delle spese sociali. “Gli 800 miliardi del piano non vanno alle forze armate europee, vanno all’industria degli armamenti; l’Europa non ha una forza armata europea” specifica a Radio Onda d’Urto Maurizio Simoncelli, vicepresidente dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo, che aggiunge: “da dove arrivano questi soldi? Se si tagliano le spese sociali, ambientali, si trovano così. Avremo quindi un taglio netto dello stato sociale, della cultura, dell’assistenza, non è che si possono inventare i soldi, parlano addirittura di indebitarsi per avere 800 miliardi, ma da qualche parte andranno presi

L’intervista a Maurizio Simoncelli vicepresidente e cofondatore dell’ Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo la trovi qui.

Collegata alla vicenda ucraina c’è la manifestazione del 15 marzo, lanciata da Repubblica. Alla “piazza per l’Europa” non aderirà il Movimento 5 Stelle, che rilancia un’altra piazza, il 5 aprile, e nemmeno Rifondazione Comunista, che chiede di scendere in piazza il 15 marzo “ma in un’altra convocazione, fortemente nowar e pacifista” come detto a Radio Onda d’Urto dal segretario, Maurizio Acerbo, qui.

PALESTINA – Nulla di fatto, al momento, nei negoziati in corso in Egitto per la fase 2 della tregua a Gaza, con la fase 1 già terminata sabato 1 marzo, mentre sale ancora il numero dei morti; dal 7 ottobre il bilancio ufficiale è di 48.440 vittime, con in 24 ore 4 nuovi morti, 30 corpi recuperati sotto le macerie e 1 persona deceduta a seguito delle ferite riportate nelle scorse settimane. Sempre nella Striscia, per ora, sul terreno Israele ha bloccato l’ingresso di tutti aiuti, dal cibo all’acqua fino all’elettricità, mentre accusa uno dei Paesi mediatori – il Qatar – di aiutare…Hamas, ricevendo una sdegnata risposta da Doha.

Su Radio Onda d’Urto Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto e nostro collaboratore, oltre a Khaled Al Qaisi dell’UDAP, Unione Democratico Arabo Palestinese. Ascolta qui.

Intanto Israele prosegue, impunito, l’aggressione in Cisgiordania. Raid ormai da 44 giorni a Jenin, Hebron, Tulkarem (quasi razziata anche la sede di Fatah, partito che controlla l’Anp); 4 palestinesi feriti all’alba quando le forze di occupazione israeliane hanno sparato contro un veicolo nella città di Ramallah. Numerose le persone fatte prigioniere; nonostante i circa 2mila rilasci nell’ambito dell’accordo di scambio con Gaza, a oggi sono quasi 10mila i palestinesi dentro le galere dell’occupante, secondo la Società palestinesi dei prigionieri. Tra questi, in 110 sono rinchiusi nel lager di Ofer, in condizioni definite terrificanti dal rapporto diffuso oggi dalla Commissione palestinese per gli affari dei detenuti e degli ex detenuti.

8 MARZO – Si avvicina l’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti delle donne; anche in Italia moltissime le piazze mobilitate. A Brescia prevista una lunga giornata di mobilitazione, dal mattino fino al tardo pomeriggio (qui il programma).

Radio Onda d’Urto ha aperto oggi una pagina ad hoc verso (e oltre) l’8 marzo, a partire dallo slogan scelto da Non Una Di Meno: “Lotto, boicotto, sciopero”, per presentare e poi seguire alcune delle mobilitazioni previste in particolare nel nostro Paese: ascolta le prime voci raccolte cliccando qui.

USTICA – E’ destinata – come prevedibile, visti i 45 anni di depistaggi di ogni genere – a restare senza colpevoli, almeno dal punto di vista giudiziario, la strage di Ustica. La procura di Roma ha chiesto al gip l’archiviazione anche dell’ultima inchiesta sul Dc-9 Itavia, il Bologna – Palermo, che il 27 giugno 1980 precipitò nel mar Tirreno, provocando 81 morti. Si tratta, in particolare, del fascicolo aperto nel 2008 dopo alcune dichiarazioni dell’ex presidente Cossiga, che affermò di sapere che quella notte “un aereo militare francese si mise sotto il Dc9 e lanciò un missile”, nell’ambito di una battaglia aerea che coinvolse anche veivoli Usa e della Libia di Gheddafi; i resti di un Mig di Tripoli, qualche giorno dopo, saranno ritrovati sui monti calabresi della Sila.

La parola passa ora all’ufficio del Gip a cui sono state trasmesse nel 2024 le conclusioni della Procura guidata da Francesco Lo Voi, che ribadiva come “lo scenario resta comunque quello della battaglia aerea“, escludendo invece la “pista della bomba esplosa a bordo”, il primo dei depistaggi, legati a Nato, Governo italiano, Aeronautica militare e pure neofascisti. Non a caso, nel pomeriggio seguente alla redazione romana del Corriere della Sera arrivò una telefonata con cui un sedicente esponente dei Nuclei armati rivoluzionari, organizzazioni terrorista neofascista, sosteneva che sull’aereo c’era uno di loro, con un ordigno…esploso per sbaglio, poco più di un mese prima dell’ordigno – vero – che gli stessi Nar posizioneranno alla stazione di Bologna.

La bomba sul Dc9 in realtà non c’è mai stata, come sarà dimostrato fin dagli anni Novanta, con il recupero a quasi 4mila metri di profondità dei resti del DC9; molti oblò erano infatti ancora intatti, al pari della toilette posteriore dell’aereo, dove sarebbe stato posizionato – teoricamente – l’ordigno.

Radio Onda d’Urto ha intervistato la presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti, Ascoltala qui.

Oggi Radio Onda d’Urto ha parlato anche di:

Il Tar del Lazio conferma il foglio di via per Sabina, attivista di Extinction Rebellion, che perderà così il lavoro e il reddito. L’intervista alla stessa Sabina

https://www.radiondadurto.org


5 marzo 2025. La corsa al riarmo tradisce i principi su cui è nata l’Europa

Ursula von der Leyen con il presidente ucraino Zelensky

Paolo Soldini – strisciarossa.it

L’Unione europea non può diventare una NATO senza gli Stati Uniti. Non può in un duplice senso: intanto perché non è in grado di farlo, ma soprattutto perché cercando di farlo perderebbe l’anima, cioè la sua ragion d’essere per come è radicata – nonostante tutte le sue debolezze, le sue contraddizioni, il suo inveterato vizio di deludere le aspettative e mortificare le aspirazioni – nella cultura politica e civile dei cittadini europei.
L’accelerazione imperialistica impressa da Donald Trump alla politica degli Stati Uniti ha messo in drammatica evidenza le ragioni del primo “perché”, il quale ora come ora si manifesta nel concretissimo problema del che fare nella guerra d’Ucraina dopo che gli americani si son messi a far l’amore con Putin, ma esiste da tempo, almeno dalla caduta del Muro di Berlino, e continuerà ad esistere se e finché continuerà ad esistere la NATO. Un problema reso evidente dal contrasto tra le due sponde dell’Atlantico che conosciamo bene, articolato intorno al balletto del cosiddetto burden sharing, ovvero il riequilibrio delle contribuzioni nazionali degli europei: il due, il due e mezzo, il tre o addirittura il 5% del Pil di ciascuno stato, come pretenderebbe oggi l’esoso mercante di Washington.

continua in
https://www.strisciarossa.it/la-corsa-al-riarmo-tradisce-i-principi-su-cui-e-nata-leuropa/


5 marzo 2025. Servizi. Zitti tutti, parla Mantovano

Stefania Limiti – terzogiornale.it

Lo avevamo conosciuto per la sua pia devozione a Santa romana Chiesa, invece il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano (nella foto), si sta distinguendo per il piglio decisionista e “pigliatutto”. Intervenuto alla presentazione della relazione annuale dell’intelligence, Mantovano, che rappresenta l’autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, si è esercitato nell’elogio del silenzio: “Il silenzio non è tutto uguale. C’è il silenzio che vuol dire omertà o ignavia, e c’è quello funzionale a proteggere l’operosità, che è quello dell’intelligence”. Poi ha voluto ricordare che “l’intelligence si muove in contesti internazionali e la riservatezza è alla base dell’interscambio informativo, altrimenti si compromette la collaborazione tra i servizi delle diverse nazioni”; e invece, guarda tu, “alcuni parlamentari protestano perché il governo si rifiuta di fornire dettagli in aula: non terrebbero in adeguata considerazione che l’interlocuzione su questa materia avviene con il Copasir”.

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https://www.terzogiornale.it/2025/03/05/servizi-zitti-tutti-parla-mantovano/

RaiNews LIVE

Macron parla alla Francia: “La minaccia russa ci tocca. Chi crede che si fermerà?”.

Per il presidente francese siamo in una “nuova era” in cui l’Europa deve pensare alla propria sicurezza. Kiev e Usa lavorano a nuovo incontro, Zelensky domani al Vertice Ue. “Passo indietro” Usa nella condivisione di intelligence con l’Ucraina

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/zelensky-cede-pronti-alla-pace-sotto-la-guida-usa-verso-lintesa-sulle-terre-rare-68a6d7b1-b248-441a-a5aa-9261a3abb563.html

Vedi anche

https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina

LeMonde LIVE

En direct, guerre en Ukraine : Kiev et Washington d’accord pour de nouvelles discussions, selon la présidence ukrainienne

Un peu plus tôt dans la journée, le conseiller à la sécurité nationale de Donald Trump, Mike Waltz, a déclaré que les Etats-Unis suspendaient le partage de renseignements avec Kiev.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DAL 2 AL 7 MARZO 2025
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/03/05/en-direct-guerre-en-ukraine-kiev-et-washington-d-accord-pour-de-nouvelles-discussions-selon-la-presidence-ukrainienne_6572748_3210.html

RaiNews LIVE giorno 515

Gli Usa confermano contatti con Hamas, Israele consultato

Lega Araba, via libera al piano egiziano sulla ricostruzione di Gaza. Israele dice no.Il piano in 3 fasi vale 53 miliardi di dollari, prevede un governo tecnico nei territori palestinesi e governance provvisoria di almeno 6 mesi.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/medio-oriente-guerra-tregua-israele-hamas-lega-araba-via-libera-al-piano-egiziano-ricostruzione-gaza-no-di-israele-5e9bca8d-89ac-4a7f-a393-0c41f1aaced7.html

Vedi anche

Altre notizie e video in
https://www.rainews.it/archivio/storie/laguerraisraele-hamas

ALJAZEERA LIVE UPDATES

LIVE: Gaza food prices soar amid Israeli aid block as US talks with Hamas

  • The US confirmed it held direct talks with Hamas for the first time since 1997, as mediators push to extend Gaza ceasefire to its second phase.
  • The World Food Programme says it only has enough food supplies in Gaza to keep public kitchens and bakeries open for less than two weeks.
  • Arab leaders unanimously agree on a five-year $53bn plan to rebuild Gaza without displacing Palestinians, to counter US President Donald Trump’s proposal to “take over” the coastal enclave.
  • Israel, which is maintaining a blockade on all food, medicine and aid into Gaza, slams the proposal, while the White House says Trump stands by his vision for the Strip. The UN food agency says it has two weeks’ worth of supplies in Gaza.
  • Gaza’s Health Ministry has confirmed 48,440 Palestinian deaths in Israel’s war on Gaza while 111,845  people have been wounded. The Government Media Office updated its death toll to at least 61,709, saying thousands of Palestinians missing under the rubble are presumed dead. At least 1,139 people were killed in Israel during the October 7, 2023, Hamas-led attacks and more than 200 were taken captive.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/3/5/live-israel-slams-egypts-gaza-plan-hamas-welcomes-call-for-elections
https://www.aljazeera.com/news/
https://www.youtube.com/aljazeeraenglish

https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti in tempo reale
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict


5 marzo 2025. Elon Musk vuole tagliare i dipendenti anche in Italia: mail di richiamo a chi lavora nella base Usa di Aviano

I lavoratori hanno 48 ore per produrre una breve relazioni in 5 punti sulle attività svolte. La mail potrebbe essere impropriamente girata ai dipendenti anche di altre basi in Italia

Silvia Valente – Milano Finanza

Il Dipartimento per l’efficienza del governo degli Stati Uniti (Doge) guidato da Elon Musk si fa sentire anche in Italia. Ai dipendenti, anche civili, della base di Aviano (in Friuli Venezia Giulia) è arrivata una mail che chiede di spiegare i risultati raggiunti nell’ultima settimana. I lavoratori hanno 48 ore per produrre una breve relazione in cinque punti sulle attività svolte.

Alcuni dipendenti «sono stati costretti o spinti a rispondere alla lettera dai loro manager ma è lì che c’è un grande equivoco», ha spiegato Angelo Zaccaria, il coordinatore Uiltucs della base di Aviano e segretario Uiltucs Pordenone. «I dipendenti italiani nelle basi Usa hanno un contratto di natura privata e a loro si applica la normativa di lavoro italiana. Quindi questa lettera è stata impropriamente girata ad alcuni di noi, ai dipendenti della base di Aviano ma anche ad altre basi in Italia». Complessivamente ad Aviano, Sigonella, Livorno, Vicenza e Napoli lavorano circa 4 mila dipendenti italiani. E sembra improbabile che Musk possa avere potere sul futuro di ciascuno di essi. (riproduzione riservata)
https://www.milanofinanza.it/news/elon-musk-vuole-tagliare-i-dipendenti-anche-in-italia-mail-di-richiamo-a-chi-lavora-nella-base-usa-di-202503051620456250


5 marzo 2025. La crisi del Pronto soccorso: meno accessi ma in dieci anni tagliate il 10% delle strutture. Dieta anche per ambulanze e centri di rianimazione. Ecco come sono cambiati i servizi di emergenza

Le cronache, soprattutto durante la stagione influenzale e in estate, sono piene di storie di sovraffollamento dei Pronto soccorso e in effetti a guardare i numeri dell’Annuario del Ssn del 2023 confrontati con lo stesso report di 10 anni prima si capisce la sofferenza del nostro sistema di emergenza.

Luciano Fassari – quotidianosanita.it

Meno accessi, ma anche meno strutture, ambulanze, centri di rianimazione e Dipartimenti di Emergenza. È questa la fotografia di come sono cambiati i servizi di emergenza del nostro Ssn.
Le cronache, soprattutto durante la stagione influenzale e in estate, sono piene di storie di sovraffollamento dei Pronto soccorso e in effetti a guardare i numeri dell’Annuario del Ssn del 2023 confrontati con lo stesso report di 10 anni prima si capisce la sofferenza del nostro sistema di emergenza.
Ma partiamo dagli accessi. Nel 2023 si registrano 18.353.118 accessi nei pronto soccorso (311 accessi ogni 1000 abitanti), ovvero circa 2 mln in meno di accessi rispetto al 2013 (-10%) quando erano stati 20.551.053 con una media di 338 accessi ogni 1.000 abitanti.
Nel 2023 sono stati 1.397.358 accessi nei pronto soccorso pediatrici (154 accessi ogni 1000 abitanti fino a 18 anni), un numero inferiore (-13%) rispetto al 1.609.287 di accessi di 10 anni prima (in media 158 accessi ogni 1.000 abitanti).

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https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=128173&fr=n

5 marzo. Materie prime e posizione geostrategica: perché Trump vuole la Groenlandia

Perché Trump vuole la Groenlandia, nuovamente citata nel recente discorso al Congresso? Cosa rende questa terra così preziosa?

Filomena Fotia

La Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca grande 4 volte la Francia ma coperto per l’80% da ghiacci, è al centro dell’attenzione globale per le sue risorse minerarie e la sua importanza geostrategica. Cosa rende questa terra così preziosa? In particolare, perché Trump vuole la Groenlandia, nuovamente citata nel recente discorso al Congresso? La risposta risiede nella combinazione di materie prime cruciali e nel ruolo che la Groenlandia potrebbe giocare nella geopolitica internazionale, specialmente nel contesto della competizione tra le grandi potenze mondiali.

La Groenlandia è famosa per la sua grandezza, ma ancor di più per le sue risorse minerarie, che sono al centro di un interesse crescente. L’accesso a queste risorse è considerato strategico, non solo per gli Stati Uniti, ma anche per altre potenze globali. La Danimarca ha trasferito alla Groenlandia il potere di decidere come utilizzare le proprie materie prime sin dal 2009, ma gli Stati Uniti sono da tempo interessati a queste risorse, tanto che nel 2019 hanno firmato un memorandum sulla cooperazione mineraria. Gli europei, dal canto loro, non sono stati da meno, siglando un accordo simile nel 2023.

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https://www.meteoweb.eu/2025/03/materie-prime-posizione-geostrategica-perche-trump-vuole-groenlandia/1001755502/

Allerta Meteo, torna il maltempo e farà sul serio: dalla Spagna arriva una grande tempesta, attenzione Venerdì al Sud e Lunedì al Nord

Mercoledì 5 marzo

Peppe Caridi

Allerta Meteo, gli ultimi aggiornamenti dei modelli confermano l’arrivo del maltempo dalla Spagna: i primi fenomeni estremi colpiranno il Sud, poi i più pericolosi si concentreranno al Centro/Nord tra domenica sera e lunedì

Sboccia la primavera in Europa, con temperature in forte aumento su valori diffusamente superiori ai +15°C e picchi di +17°C, anche in Italia nel cuore della pianura Padana. Persiste, invece, forte maltempo in Spagna e anche in Portogallo dove continua l’azione del ciclone atlantico stazionario sul bordo sud/occidentale del grande anticiclone che garantisce bel tempo e cielo sereno su gran parte d’Europa.

Proprio il maltempo della penisola Iberica, nei prossimi giorni si muoverà gradualmente verso l’Italia:

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https://www.meteoweb.eu/2025/03/allerta-meteo-maltempo-fara-sul-serio-arriva-grande-tempesta/1001755496/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter_rss

https://www.meteoweb.eu/
https://www.meteoweb.eu/sezione/news/

5 marzo 2025. Bruno Pizzul è stato molto di più che un grande telecronista

Mondiale 1972, Monaco di Baviera: insieme a Beppe Viola

Giornalista di razza, personaggio poliedrico, precursore: abbiamo perso un monumento che ha saputo essere un amico di famiglia.

Alfonso Fasano – rivistaundici.com

Negli ultimi anni della sua vita, Bruno Pizzul è stato percepito in modo bonariamente distorto: l’esplosione – fin troppo fragorosa – della nostalgia calcistica e dei reel lo ha trasformato in una sorta di monumento ma anche di caricatura, era ricordato come il grande telecronista del passato dalla voce strascicata e dall’aplomb quasi imperturbabile, quello perfetto da imitare su un palco durante un monologo comico, la pietrina dell’accendino che va ad accendere la sigaretta in un momento di calma in campo, l’emozione palese ma non eccessiva durante le gare della Nazionale, le frasi iconiche, tutto molto bello, Dino Baggio, Roberto e così via. Non c’è niente di male, anche lui probabilmente accettava questo suo destino: in fondo è stato davvero un’icona ma al tempo stesso un amico di famiglia, una persona di cui si ha rispetto ma con cui si può anche scherzare, che alla fine si diverte anche lui quando viene preso in giro

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https://www.rivistaundici.com/2025/03/05/bruno-pizzul-morto/

5 marzo
Compagni dai campi e d
alle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

5 marzo 2025. Bollette, il salasso del libero mercato

La fine del servizio tutelato di luce e gas non ha portato risparmi per gli utenti ma rincari. Una babele di prezzi e contratti in cui è difficile districarsi

IMAGOECONOMICA

Patrizia Pallara – collettiva.it

Che il mercato libero dell’energia sarebbe stato un salasso, era stato previsto. Che non avrebbe portato alcun beneficio agli utenti, anche. Adesso giustificare i rincari come effetto della guerra in Ucraina e della situazione geopolitica in generale, è davvero riduttivo.

Le rilevazioni periodiche dell’Arera, l’Autorità di settore, lo dicono chiaramente: con la fine del sistema di tutela non ci sono stati risparmi in bolletta, anzi. Le nuove offerte sono più care e anche di tanto, questo a dimostrazione del fatto che più concorrenza tra i fornitori non porta necessariamente a una riduzione dei prezzi. Non basta. Le pratiche commerciali scorrette e il telemarketing selvaggio pressano i clienti, mettendo a nudo il disastro creato dal lavoro povero e precario.

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https://www.collettiva.it/copertine/italia/bollette-il-salasso-del-libero-mercato-m9xsm149?guid=nl-1741159322


Il deputato Croppo sostiene che gli incidenti mortali sono frutto di disattenzione, negando la responsabilità di chi lucra sulla pelle dei lavoratori

«Otto morti sul lavoro su dieci sono stati disattenti». A leggerle queste parole non ci si crede. Anche perché non sono dette in libertà a un Bar Sport. Sono state pronunciate da un parlamentare della Repubblica, il deputato di Fratelli d’Italia Marcello Coppo, a un incontro sul tema della sicurezza presso il polo universitario Astiss di Asti.
Se nel 2024 i morti sul lavoro sono stati 1.482 (stima dell’Osservatorio nazionale morti sul Lavoro di Carlo Soricelli), vuol dire che circa 1.200 sarebbero morti per una loro stessa disattenzione. La vittimizzazione secondaria fa un ulteriore passo in avanti.
Addossare la “colpa” alla vittima, scagionando allo stesso tempo il “carnefice”, è ormai sport in cui si diletta l’ultradestra nostrana.

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https://left.it/2025/03/05/morti-sul-lavoro-secondo-fratelli-ditalia-e-colpa-dei-lavoratori/


5 marzo 2025. Ex Ilva, siglato accordo su cassa integrazione

I lavoratori coinvolti saranno 3.062. Fiom: “Accordo importante ma non risolutivo, confermata l’assenza di esuberi. Ora intervenga il governo”

“Siglato l’accordo di proroga sulla cassa integrazione”. Questo l’annuncio di Loris Scarpa (coordinatore nazionale siderurgia Fiom Cgil), Francesco Brigati (segretario generale Fiom Cgil Taranto) e Federico Porrata (segreteria Fiom Cgil Alessandria), in merito all’incontro al ministero del Lavoro di martedì 4 marzo riguardante i lavoratori dell’ex Ilva.
“Un importante risultato ottenuto dal sindacato, che riporta al centro i lavoratori nella discussione sul futuro degli stabilimenti dell’ex Ilva”, spiegano gli esponenti sindacali: “L’azienda ha accolto la nostra richiesta di ridurre ulteriormente il numero dei lavoratori coinvolti dalla cassa integrazione, che passano da 3.420 a 3062”.
Il piano di ripartenza verrà seguito con “il raggiungimento, nel corso del 2025, di quattro milioni di tonnellate di acciaio, invece che le cinque milioni originariamente previste. Sono confermati tutti i trattamenti previsti dal precedente accordo di luglio scorso, tra cui l’integrazione della cassa integrazione al 70%, la rotazione e la formazione”.
L’accordo, concludono i dirigenti Fiom, conferma “l’assenza di esuberi e la piena validità dell’accordo sindacale del 2018. È un accordo importante ma non risolutivo. Ora il confronto si sposterà a Palazzo Chigi. Ribadiremo al governo la nostra posizione: per la vendita dell’ex Ilva occorre garantire tutta l’occupazione, l’integrità del gruppo siderurgico e la presenza in equity nel capitale da parte dello Stato”.
https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/ex-ilva-siglato-accordo-cassa-integrazione-vhpcocwr


4 marzo 2025

Al porto di Catania un altro lavoratore non fa più ritorno a casa

L’uomo è rimasto schiacciato da un container durante le operazioni di carico sulla nave Grimaldi. Il cordoglio dei sindacati che chiedono urgentemente di rafforzare la sicurezza come assoluta priorità

Nel porto di Catania è morto questa mattina Vincenzo Giova, un lavoratore di 52 anni schiacciato da un container. “Ancora un altro tragico infortunio mortale e un altro lavoratore che non fa più ritorno a casa”, scrivono in una nota Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti sull’incidente al porto siciliano dove ha perso la vita un lavoratore marittimo durante le operazioni di carico dei container sulla nave Grimaldi: “Esprimiamo il nostro più sentito cordoglio alla famiglia della vittima e ai colleghi di bordo”.

continua in
https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/morto-sul-lavoro-porto-di-catania-q5p00pg2

Condizioni stabili per il Papa al Gemelli, nessuna nuova crisi

Statua di Giovanni Paolo II al Policlinico Gemelli


Francesco non ha presentato episodi di insufficienza respiratoria, né broncospasmo. Vigile, senza febbre, ha collaborato con le terapie. Passati oggi alla ossigenoterapia ad alti flussi, nella notte verrà ripresa la ventilazione meccanica non invasiva fino a domattina come programmato. La prognosi rimane riservata


Ultimo aggiornamento alle ore 19.40 del 4 marzo 2025

Vatican News
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-03/papa-francesco-aggiornamento-salute-gemelli-4-marzo-2025.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Il Papa oggi “stabile, nessun altro episodio di insufficienza respiratoria acuta”

La sala stampa vaticana fa sapere che il pontefice non ha febbre ed è “rimasto sempre vigile e collaborante alle terapie”. La “prognosi resta riservata”

Aggiornamento in tempo reale
https://www.rainews.it/maratona/2025/02/papa-francesco-ricovero-gemelli-salute-bollettino-polmonite-aggiornamento-diretta-26-febbraio-b61d99f2-9d22-46aa-9c0c-40034584651a.html

Il Papa indice un Concistoro per due canonizzazioni. Salvo D’Acquisto verso la beatificazione
La preoccupazione di Carla, la cugina italiana del Papa: “Preghiamo perché esca dall’ospedale”
video Centinaia di fedeli in piazza per il rosario dedicato a Papa Francesco
video I fedeli in preghiera per il Papa: “Abbiamo ancora bisogno di lui”
Cos’è il broncospasmo, la crisi che ha colpito Papa Francesco

MIGRANTI – Sono stati soccorsi da Aurora – l’assetto veloce della ong Sea Watch – i 32 migranti bloccati da quasi 5 giorni sulla piattaforma petrolifera Miskar, di proprietà della multinazionale inglese British Gas, sita in in acque internazionali, non lontano dalla zona SAR di Malta e dall’isola di Lampedusa

Abbandonati per giorni, senza cibo né riparo, i migranti erano però riusciti a segnalare tempestivamente il naufragio. Un’allarme rilanciato più volte anche da Sea Watch e Alarm Phone. Quest’ultima – come ha spiegato Mediterranea Saving Human nel comunicato-appello diramato oggi, martedì 4 marzo, per sollecitare una volta in più le Autorità europee a intervenire – ha informato costantemente le Autorità italiane e maltesi della situazione. Tutti sapevano, nessuno si è mosso.

La Sea Watch aspetta ora l’assegnazione di un porto sicuro per lo sbarco, cosa tutt’altro che scontata e che si aggiungerà alle responsabilità che Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Human sottolinea in questo passaggio dell’intervista che ha rilasciato ai nostri microfoni poche ore prima del salvataggio operato dalla Sea Watch.

Qui l’intervista completa

ECONOMIA DI GUERRA – Le minacce di Trump diventano reali, per quanto riguarda la tempesta di dazi che si è abbattuta sui mercati europei e su Wall Street.
Tremano i titoli più esposti all’export verso gli Usa, a partire dalle auto, gli energetici e le banche, i cui forti cali pesano su Piazza Affari, che peggiora ancora nel pomeriggio e cede il 3,5%. Crollo per Iveco, Stm, Unicredit e Stellantis, sul fronte italiano. La giornata è nera anche per le altre borse europee: Parigi (-1,9%), Francoforte (-2,8%), Madrid (-2,3%) e Londra (-0,9%)La Fed vede rischi per l’economia e si prepara a tre tagli dei tassi da un quarto di punto quest’anno. Rappresaglia della Cina che sospende l’import di legname americano: ‘Tronchi pieni di parassiti’.

Qui il commento sul crollo dei mercati finanziari europei di Andrea Fumagalli, economista e nostro collaboratore

In questo scenario di instabilità economica, a volare alto è il comparto armiero.
Per l’Italia, l’azienda Leonardo è volata in borsa appena dopo lo scontro tra Trump e Zelensky in mondovisione. Proprio Leonardo ha recentemente stipulato un patto per la realizzazione di droni militari con il colosso turco Baykar, rafforzando i rapporti bilaterali, anche politici, nel contesto del riarmo internazionale e il potenziamento degli eserciti in Europa.

In questo contesto, l’Unione Europea foraggerà ancora l’Ucraina di aiuti militari ed economici: nel 2025 ‘fornirà 30,6 miliardi di euro, con esborsi dallo strumento per l’Ucraina che dovrebbero raggiungere i 12,5 miliardi di euro e con esborsi di 18,1 miliardi di euro nell’ambito dell’iniziativa del G7’. Lo si legge nelle nuove bozze di conclusione del vertice Ue, in un passaggio assente nell’ultima versione. “Viviamo tempi pericolosi, la sicurezza dell’Europa è minacciata in modo serio, la questione ora è se saremo in grado di reagire con la rapidità necessaria”. Così oggi la Von der Leyen, che aggiunge: “Se gli stati aumentassero la spesa per la difesa dell’1,5% del PIL, avremmo 650 miliardi di euro in 4 anni”. E poi l’Ue “fornirà 150 miliardi di euro di prestiti agli stati membri per investimenti nella difesa” per un totale di 800 miliardi… di armi.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il punto sui guadagni record delle aziende belliche di Francesco Vignarga della Rete Italiana Pace e Disarmo.

Sulla situazione in Ucraina, vi segnaliamo anche:
L’analisi di Maurizio Vezzosi, giornalista e analista freelance, sulle conseguenze del vertice di Londra
L’aggiornamento di Achille Lodovisi, esperto di geopolitica e armamenti, ex ricercatore l’Ires Toscana e collaboratore dell’Osservatorio regionale sull’industria militare.

REPRESSIONE – Sono stati prosciolti i tre attivisti di Ultima Generazione finiti a processo per aver lanciato nel gennaio 2023 vernice lavabile gialla contro ‘L.o.v.e.’, l’opera di Maurizio Cattelan meglio conosciuta come ‘il Dito’ installata in piazza Affari a Milano.
I tre tre attivisti sono finiti a processo con l’accusa di imbrattamento di beni culturali o paesaggistici. Il Comune di Milano, non aveva mai presentato denuncia, ma si era costituito parte civile chiedendo il risarcimento delle spese di pulizia di 447 euro.
Al termine delle indagini, è stata la stessa chiesta l’assoluzione per i tre attivisti considerata la particolare tenuità del fatto, come spiega Sandro di Ultima Generazione nell’intervista rilasciata a Radio Onda d’Urto.

Assoluzione piena in appello per il sindacalista dell’Unione Inquilini e militante di Rifondazione Comunista di Bergamo Fabio Cochis, vittima di una montatura giudiziaria che lo aveva visto protagonista di una infamante e infondata accusa di spaccio.

Qui l’intervista che Radio Onda d’Urto gli ha fatto subito dopo l’assoluzione. Di seguito un estratto del suo intervento.

Oggi Radio Onda d’Urto ha parlato anche di:

Lo sciopero indetto da lavoratori e lavoratrici Feltrinelli e Finlibri dopo lo stallo nella trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale.
Le attuali condizioni del Cpr di via Corelli a Milano. L’intervista a Luca Paladini, consigliere regionale lombardo per la lista “Patto Civico”.
Il resoconto sulla delegazione dell’Unione Donne Italiane e Kurde che oggi è stata al Parlamento Europeo per sostenere la causa delle due donne kurde Pakhshan Azizi e Warisha Moradi e l’iraniana Sharifa Mohamadi, condannate a morte dal regime iraniano.
La presentazione del libro “Vuoti di memoria. Brescia 28 maggio 1974. Strage di Piazza della Loggia”, prevista venerdì 7 marzo 2025 presso l’Auditorium di Via Metastasio 26 a Brescia, alle ore 17.30.

https://www.radiondadurto.org


4 marzo 2025. Come non fare un tubo con le parole

MicheleSerra

Agostino Petrillo – terzogiornale.it

I teorici della funzione performativa del linguaggio (tra cui quell’Austin autore di un Come fare cose con le parole) sarebbero sorpresi vedendo l’effetto travolgente che ha avuto l’appello di Michele Serra su “Repubblica”, che invita a stringersi intorno all’Europa senza colore di bandiera, manifestando – non si sa contro chi o a favore di chi – il prossimo 15 marzo, tutti avvolti sotto il manto protettivo della bandiera azzurrostellata. Se il testo dell’appello è di per sé già meritevole di una disamina linguistica e concettuale, lo è perché esprime una sorta di superstizioso timore determinato da forze che fondamentalmente non si comprendono, ovvero lo smarrimento di chi, convinto fino a ieri di vivere nel migliore dei mondi possibili, scopre che le cose si mettono male non dall’ascolto del filosofo o del politologo (non sia mai!), ma dai torvi sguardi degli amici al bar.

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https://www.terzogiornale.it/2025/03/04/come-non-fare-un-tubo-con-le-parole/

Caro Michele Serra

Proponi una manifestazione per l’Europa, “dal basso”. Noi, che per questo siamo sempre stati in prima fila, non ci saremo. Non vogliamo confonderci con chi vuole stanziare 800 miliardi per le armi e tagliare il Green deal. La tua è una manifestazione per l’Europa “senza aggettivi”. Ma anche senza parole. Senza la più importante: pace.

Giulio Marcon – sbilanciamoci.org

Caro Michele Serra, 

qualche giorno fa hai proposto (27 febbraio su Repubblica) una manifestazione per l’Europa,  da costruire “dal basso”, un progetto “rivoluzionario e innovativo”. 
Ma quale Europa? Quella che – come ha detto la Presidente della Commissione europea – vuole stanziare 800 miliardi per le armi e portare la spesa militare al 2%, forse al 2,5% del PIL? L’Europa che continua a innalzare muri per non fare entrare chi scappa dalle guerre nei paesi europei (e non solo in Italia e in Ungheria)? L’Europa (l’Unione europea) che vuole fermare la transizione ecologica (come sta succedendo in queste ore) e vuole passare dal Green Deal al War Deal? L’Europa che da decenni non fa fare un passo avanti alla sovranità popolare (il ruolo del Parlamento) e si affida alla pratica autocratica dei governi nazionali nel Consiglio europeo?
Alla Ursula von der Lyen che annuncia 800 miliardi per le armi noi preferiamo Sandro Pertini che nel 1983 al Parlamento europeo di Strasburgo affermò che “bisognava riempire i granai e svuotare gli arsenali”. Ai questurini europei (tra cui il penultimo, pure socialista) che si alternano nella guida della NATO e che sono dei guerrafondai noi scegliamo figure come quelle di Olaf Palme, Enrico Berlinguer e Willy Brandt che negli anni ‘80 proponevano il disarmo e la sicurezza comune.

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https://sbilanciamoci.info/caro-michele-serra/

Claudio Bazzocchi sulla propria pagina Facebook

EUROPA?

Prima cosa: Europa ed Unione europea sono due cose diverse che per certi aspetti coincidono e per altri no. Europa è il nome di un continente ed è anche un luogo filosofico, cioè quella parte di mondo in cui è nata la democrazia – ad Atene nel V secolo a.C. – e che nei secoli ha cercato di tenere assieme Uno e molteplice all’interno di una concezione tutto sommato tragica della vita e della politica. Tale sentimento tragico – quello per cui Uno e molteplice potevano semplicemente mediarsi, stare assieme, essere poli di un’oscillazione – a volte è stato sotto traccia e a volte si è manifestato esplicitamente nella storia europea, ma è ciò che l’ha sempre caratterizzata. Gli stessi totalitarismi sono stati una risposta a tale visione tragica del mondo e della politica, in quei momenti storici in cui la fatica del concetto è stata rifiutata e si è preferito abbandonarsi “oceanicamente” al capo che sceglieva significati, valori e nemici al posto di tutti.

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tpodnroSesfe8 :o579309ru5miclr67 zef 6311hfamlmaa0fgmf4m ola  · 


RaiNews LIVE

Zelensky: “Pronto a lavorare sotto guida Trump per la pace”. L’accordo sui minerali verso la firma

Nyt: Trump discute oggi sullo stop delle armi a Kiev Macron e Starmer: tregua di un mese “dispiegamento truppe europee solo dopo pace”

Von der Leyen propone un piano da 800 miliardi per riarmare l’Europa. Parlamento di Kiev: c’è un “margine di sicurezza” di circa sei mesi senza supporto statunitense. Riunione di Francia, Regno Unito, Germania, Polonia e Italia: il sostegno continua

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/macron-e-starmer-un-mese-di-tregua-von-der-leyen-riarmiamoci-zelensky-ok-sui-minerali-18ff1d3c-38b4-49b4-a606-1e72a1d4fb87.html

Vedi anche

https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina

LeMonde LIVE

En direct, guerre en Ukraine : Emmanuel Macron salue la volonté de Volodymyr Zelensky de « réengager le dialogue » avec Donald Trump

Après l’annonce par Donald Trump de la suspension de l’aide militaire américaine à Kiev, le chef de l’Etat ukrainien a proposé une « trêve dans le ciel » et une « trêve maritime immédiate, si la Russie fai[sai]t de même ». L’Elysée a annoncé mardi qu’Emmanuel Macron s’était entretenu avec les deux dirigeants depuis lundi soir.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DAL 2 AL 7 MARZO 2025
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/03/04/en-direct-guerre-en-ukraine-emmanuel-macron-salue-la-volonte-de-volodymyr-zelensky-de-reengager-le-dialogue-avec-donald-trump_6572748_3210.html

RaiNews LIVE giorno 514

La Lega Araba approva il piano egiziano sulla ricostruzione di Gaza. No di Israele

Sì di Hamas. Il piano arabo, alternativo a quello di Trump, vale 53 miliardi di dollari. Contiene la proposta di nuove elezioni nei territori palestinesi e governance transitoria di almeno 6 mesi

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/maratona-medio-oriente-gaza-israele-netanyahu-guerra–knesset-aiuti-hamas-summit-della-lega-araba-ricostruzione–f05aa936-cf45-4e8a-b2fa-751cea2f6bed.html

Vedi anche

Altre notizie e video in
https://www.rainews.it/archivio/storie/laguerraisraele-hamas

ALJAZEERA LIVE UPDATES

LIVE: Israel demands ‘demilitarisation’ of Gaza; Arab leaders adopt plan

  • Arab leaders have unanimously adopted a plan for Gaza’s reconstruction after meeting in Egypt’s capital for a summit.
  • Israel’s Foreign Minister Gideon Saar demands removal of Hamas from Gaza and return of captives before Israel agrees to phase two of ceasefire deal.
  • Israeli forces kill two Palestinians in southern Gaza after cutting off aid to the besieged enclave and reneging on the ceasefire deal.
  • Gaza’s Health Ministry has confirmed 48,388 Palestinian deaths in Israel’s war on Gaza while 111,803 people have been wounded. The Government Media Office updated its death toll to at least 61,709, saying thousands of Palestinians missing under the rubble are presumed dead. At least 1,139 people were killed in Israel during the October 7, 2023, Hamas-led attacks and more than 200 were taken captive.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/3/4/live-israel-blocking-gaza-food-medicine-is-a-clear-war-crime-hamas
https://www.aljazeera.com/news/
https://www.youtube.com/aljazeeraenglish

https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti in tempo reale
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

4 marzo 2025. Serbia, studenti e imperatori

Non si placano le proteste degli studenti in Serbia. Il primo marzo si sono radunati a Niš, nella Serbia sudorientale, da lì hanno emanato un “Editto degli studenti” che riportiamo qui nella traduzione integrale

Massimo Moratti – balcanicaucaso.org

L’imperatore romano Costantino (272-337 d.C.) è famoso per l’Editto di Milano, conosciuto anche come l’“Editto di Costantino”, emanato nel 313 che permise la libertà di culto nell’Impero Romano e mise fine alla persecuzione dei Cristiani sia nell’Impero Romano d’Occidente che in quello d’Oriente. Non tutti sanno però che Costantino era nato nella città romana di Naissus, che corrisponde all’odierna Niš in Serbia. Alcuni mosaici romani sono ancora preservati nella municipalità di Mediana, una delle municipalità che compongono la città.
In tempi più recenti, Niš è stata anche la prima città della Serbia a ribellarsi contro la dittatura del regime di Milošević nel 1996 quando fu retta dalla coalizione Zajedno. In tempi ancora più recenti, nell’estate 2024, fu proprio a Niš che un partito d’opposizione, guidato dal rinomato dottore Dragan Milić, quasi riuscì ad assicurarsi la vittoria nelle elezioni amministrative contro l’SNS del presidente Vučić, allora lacerato da divisioni interne.
Alla fine, l’SNS riuscì a trovare i voti per l’elezione del sindaco  , ma la municipalità di Mediana divenne la prima, e finora l’unica, municipalità in Serbia ad esser governata da un partito d’opposizione.
Niš sabato scorso, dopo Belgrado, Novi Sad e Kragujevac, è stata la tappa più recente delle proteste in Serbia, proteste che continuano dopo il crollo della tettoia della stazione di Novi Sad il primo novembre 2024.

continua in
https://www.balcanicaucaso.org/aree/Serbia/Serbia-studenti-e-imperatori-236498

Una manifestazione per questa Europa? Noi non ci saremo

Caro Michele Serra, abbiamo letto il tuo appelloMa noi diserteremo.

(Foto di Andrea Mancuso)

Ci siamo sempre battuti per l’Europa. Per un’Europa di pace, di diritti, di democrazia. Abbiamo creduto nell’Unione Europea come il più grande progetto di riconciliazione della storia contemporanea, nato dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale per garantire che nessuna guerra fratricida insanguinasse mai più il nostro continente. Ma l’Europa che oggi si vuole portare in piazza non è più quell’Europa.

Non possiamo accettare un’Europa che alza il budget militare cancellando le vere conquiste europee: il primato dell’ambiente, la centralità della sanità, il finanziamento della cultura e della scuola, il welfare che difende i più deboli e che assiste i più fragili, gli anziani. Tutto questo sarà compromesso, se non cancellato, dal programma di riarmo che le istituzioni europee stanno promuovendo. Un riarmo che non serve all’Europa: già oggi, l’Unione Europea e il Regno Unito spendono in armi tre volte di più della Russia. Eppure si continua a spingere per aumentare gli stanziamenti militari, come se una corsa agli armamenti potesse portare sicurezza e non, invece, il rischio di una spirale senza fine.

(…) primi firmatari: Maurizio Acerbo, Emanuela Baliva, Marco Bersani, Annamaria Bonifazi, Alighiero Brega, Antonio Bruno, Anna Camposampiero, Alessandro Capuzzo, Patrizia Cecconi, Fabrizio Cracolici, Paolo Crosignani, Natale Cuccurese, Adriana De Mitri, Franco Dinelli, Patrizia Donadello, Amilcare Dondè, Domenico Gallo, Fiorella Gazzetta, Carla Gentili, Patrizia Gentilini, Michele Grandolfo, Roberto Guaglianone, Alessandro Marescotti, Davide Migliorino, Giuliana Mieli, Giovanna Moretto, Paolo Moro, Roberto Musacchio, Daniele Novara, Elio Pagani, Giuliana Palermo, Gigi Perrone, Leonardo Ragozzino, Cristina Rinaldi, Antonio Saponaro, Rosella Simone, Alberto Tamanini, Lucia Tundo, Laura Tussi, Franco Zunino

continua in
https://www.pressenza.com/it/2025/03/una-manifestazione-per-questa-europa-noi-non-ci-saremo/

L’articolo originale può essere letto qui

NO AL RIARMO EUROPEO. CI VUOLE UNA PIAZZA PACIFISTA.

Partito della Rifondazione Comunista 

Noi di Rifondazione Comunista non parteciperemo all’adunata convocata da Repubblica per sventolare la bandiera di un’Unione Europea che ha scelto la strada della guerra e del riarmo. Bisogna scendere in piazza semmai per dire no al mostruoso piano di riarmo da 800 miliardi annunciato da Ursula von der Leyen e ancor di più a qualsiasi invio di truppe in Ucraina.
L’Europa fa finta di ribellarsi a Trump ubbidendo alla sua richiesta di aumentare le spese militari? Mentre il patto di stabilità impone tagli alla spesa pubblica, il piano di riarmo è la pietra tombale sul modello sociale europeo. I nostri soldi vanno spesi per la sanità, l’assistenza sociale, il lavoro, la cultura, la ricerca, l’ambiente non per diventare un polo imperialista in guerra con altre potenze. La Commissione Europea ha portato avanti una linea guerrafondaia che non permette di identificarsi con una bandiera che non è simbolo di pace e nemmeno di diritti umani vista la complicità col genocidio a Gaza. Non vogliamo un’Europa militarista ma potenza di pace. A Ursula von der Leyen rispondiamo con le parole di Berlinguer: se vuoi la pace prepara la pace
Per questo diserteremo la piazza di Michele Serra a cui diciamo che “qui o si fa la pace o si muore”. Ma la diserzione silenziosa non basta. Non lasciamo che il 15 marzo sia solo dell’europeismo con l’elmetto. Proponiamo a chi è contro la guerra e il riarmo di ritrovarsi in una piazza pacifista.

Maurizio Acerbo , segretario nazionale Prc

Le previsioni del tempo per martedì 4 marzo 2025

Dove pioverà: il dettaglio delle regioni. Nei prossimi giorni passeremo da una fase fredda invernale allo scoppio della Primavera. Il ritorno del sole: il tempo previsto sull’Italia

https://www.rainews.it/video/2025/03/meteo-04-marzo-pevisioni-b69388e6-e8bb-4dfc-b674-5a938fb20dc3.html

vedi anche
Le previsioni del tempo per lunedì 3 marzo 2025
video https://www.rainews.it/video/2025/03/le-previsioni-del-tempo-per-lunedi-3-marzo-2025-d578e738-d612-401d-83b9-5ac21df1397b.html

4 marzo. Previsioni Meteo: ondata di caldo in arrivo ma nel weekend cambia tutto

Se le proiezioni dei modelli meteorologici verranno confermate, le temperature potrebbero subire un ulteriore balzo in avanti, con picchi fino a 24-25°C in alcune aree

Angelo Ruggieri

L’anticiclone subtropicale è in rimonta su tutto il territorio italiano, riportando condizioni di tempo stabile e soleggiato. Questa espansione dell’alta pressione sarà accompagnata da un afflusso di aria mite proveniente dalle medie latitudini atlantiche, il quale, insieme all’aumento della radiazione solare tipico del mese di marzo, favorirà un sensibile rialzo delle temperature. Nei prossimi giorni, i valori massimi saliranno gradualmente fino a raggiungere livelli prettamente primaverili. In particolare, nelle ore centrali della giornata, si prevedono punte di 17-18°C, con una maggiore incidenza sulle regioni del Centro-Nord e nelle aree interne del Centro Italia.

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https://www.meteoweb.eu/2025/03/previsioni-meteo-ondata-caldo-in-arrivo/1001755203/

Maltempo Spagna, circuito di Jerez travolto da allagamenti e grandine | FOTO e VIDEO

Martedì 4 marzo

Angelo Ruggieri

La Spagna è nella morsa del maltempo, che sta provocando danni in varie zone del Paese, tra forti piogge e alluvioni. In Andalusia, il circuito di Jerez de la Frontera ha subito tanti danni dopo essere stato colpito da allagamenti e grandine. Le immagini a corredo dell’articolo sono impressionanti: si vede il circuito finito sott’acqua e ricoperto di bianco a causa della grandine. Lo stabilimento di Cadice, scrive Marca, “dovrà fare una denuncia dei danni per sistemare le parti che sono state maggiormente danneggiate. Si spera che tutto si risolva per l’evento più importante dell’anno per questo circuito, il GP di Spagna della MotoGP, che quest’anno si terrà dal 25 al 27 aprile“.

Il circuito intitolato ad Angel Nieto sta subendo gli effetti della “DANA” (fenomeno noto come “goccia fredda” in italiano), ossia un sistema di bassa pressione che si isola in quota rispetto alla circolazione generale.

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4 marzo 2025. Franco Bifo Berardi: L’amara conclusione

L’Imbianchina dice: “Quanti più cannoni saranno fusi/ tanto più a lungo durerà la pace”

Al momento di marciare molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico.

(Bertolt Brecht)

“La Cina non si piega di fronte all’egemonia e al bullismo.”
Lin Jian, portavoce del Ministro degli esteri ha dichiarato che se gli Stati Uniti intendono proseguire nel condurre una guerra tariffaria, una guerra commerciale, o qualsiasi altro tipo di guerra, la Cina combatterà fino alla fine, fino all’amara conclusione.

“I cinesi non possono essere influenzati da falsità, né scoraggiati da intimidazioni, né hanno mai tollerato egemonia e bullismo.” ha aggiunto Lin Jian.
Se aspettavamo il fischio d’inizio ora l’abbiamo sentito forte e chiaro. Lin Jiang almeno ha detto saggiamente che, comunque vada, la conclusione è amara. E impassibile come sanno essere i musi gialli ha aggiunto: “Pressione coercizione e minacce non sono il modo giusto di trattare con la Cina. Tentare la massima pressione sulla Cina è un errore di calcolo.”
Errore di calcolo è la sintesi migliore.

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https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2025/03/05/entourage-trump-aiuti-ucraina-sospesi



4 marzo 2025. Claudio Bazzocchi sulla propria pagina Facebook

LA SCONFITTA EPOCALE, LA SPERANZA
3 – LA RETORICA POPULISTA E CONSUMISMO A PARTIRE DAGLI ANNI OTTANTA

In questa terza puntata, vedremo come la retorica populista contro la politica e la fatica della mediazione – alimentata dai media dell’imprenditoria a partire da Berlusconi – ebbe come sponda il consumismo postmoderno che riuscì a produrre una miriadi di beni, di gadget e di occasioni di divertimento che mai si era vista fino a quel momento. Per essere liberi, felici e non alienati non serviva la lotta politica, la conoscenza del mondo attraverso la lotta e, con essa, la sua trasformazione; bastava affidarsi ai consumi e ai divertimenti che diedero l’illusione di poter esprimere la propria creatività. Inoltre, tramite il consumo, il mondo sembrava a portata di mano e, così, l’alienazione svanire.

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4 marzo 2024. Eleonora Giorgi, eterna ragazza dei Parioli tra broncio, Borotalco e ribellione

Non voleva fare l’attrice, né essere una diva. Poi però arrivò “Appassionata” e fece sognare gli adolescenti dell’epoca. Semplice, spontanea, alla mano se ne va troppo presto amata da tutti

Fulvio Abbate – unita.it

Eleonora. Non credo volesse “fare l’attrice”, e neppure essere “diva”. Eleonora Giorgi, lassù a brillare sui titoli di testa. Eleonora semmai aveva voglia di ritrovare unicamente sé stessa, essere cioè proprio Eleonora, meglio, “Ele”. La ragazza romana, sottile, bionda, occhi chiari, la pelle altrettanto d’alabastro, il viso da nascondere al sole, il cappello come Greta Garbo, senza però mai supponenza, mai teatrale; solo timore del sole, appunto. Eleonora felice di andare a prendere un caffè, fare colazione “Al Cigno”, in viale Parioli, casa sua, il suo mondo rimasto intatto, dal tempo di lei bambina.

continua in
https://www.unita.it/2025/03/04/eleonora-giorgi-eterna-ragazza-dei-parioli-tra-broncio-borotalco-e-ribellione/

4 marzo
Compagni dai campi e d
alle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la



4 marzo 2025. Verso un nuovo sciopero del trasporto pubblico locale

Avviata dai sindacati di categoria la seconda fase delle procedure, a causa della mancata approvazione dell’erogazione delle risorse del governo: in caso negativo si procede con la proclamazione. Malorgio, Filt Cgil: “Atteggiamento irresponsabile”

Simona Ciaramitaro – collettiva.it

“Se non verrà dato seguito alle intese assunte in sede ministeriale sul rinnovo del contratto nazionale del trasporto pubblico locale, di cui rivendichiamo la piena validità, andiamo verso la proclamazione di un nuovo sciopero, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa”. Ad annunciarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna nel corso di una conferenza stampa, sottolineando: “Oggi si è avviata la seconda fase delle procedure di raffreddamento da chiudersi entro 10 giorni e in caso di esito negativo si potrà procedere con la proclamazione”.

continuazione e video in
https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/verso-un-nuovo-sciopero-del-trasporto-pubblico-locale-ew6zql29

3 marzo 2025


3 marzo 2025. Guidonia (Roma): operaio muore travolto dal cancello della ditta dove lavorava

L’uomo, 57 anni, è rimasto schiacciato dal peso del cancello

La prima settimana di marzo si apre con un nuovo incidente mortale sul lavoro, questa volta avvenuto a Guidonia Montecelio, in provincia di Roma. 
La vittima è un dipendente di una ditta di trasporti: l’uomo, 57 anni, è morto dopo essere stato schiacciato dal cancello dell’azienda, una ditta di trasporti, dove lavorava. 
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, gli agenti della polizia di Stato e personale dell’Asl. Le indagini sono in corso.
https://www.rainews.it/articoli/2025/03/nuova-morte-sul-lavoro-cancello-crolla-addosso-ad-un-operaio-dbeafca7-55cf-4b54-ac23-c4f5b32c562a.html


Il Papa al Gemelli, due episodi di insufficienza respiratoria acuta

Statua di Giovanni Paolo II al Policlinico Gemelli


Sono stati causati dall’accumulo di muco, che è stato aspirato entrambe le volte. Ripresa la ventilazione meccanica non invasiva. Francesco è rimasto sempre vigile

Ultimo aggiornamento alle ore 19.45 del 3 marzo 2025

“Nella giornata odierna, il Santo Padre ha presentato due episodi di insufficienza respiratoria acuta, causati da importante accumulo di muco endobronchiale e conseguente broncospasmo.
Sono pertanto state eseguite due broncoscopie con necessità di aspirazione di abbondanti secrezioni. Nel pomeriggio è stata ripresa la ventilazione meccanica non invasiva.
Il Santo Padre è sempre rimasto vigile, orientato e collaborante. La prognosi rimane riservata”.

È quanto riferisce il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede diffuso nella serata di oggi, lunedì 3 marzo, riguardo lo stato di salute del Papa, ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli.
Sono invariati i valori delle analisi del sangue che rivelano l’assenza di leucocitosi. Un dato positivo perché mostra che non vi è una nuova infezione ma l’accumulo di muco è la conseguenza della polmonite. Le due crisi di oggi sono state provocate dalla reazione dei bronchi che hanno cercato di espellere il muco che si accumula per eliminare i batteri. Il quadro delle condizioni cliniche del Papa resta dunque complesso con una situazione aperta a delle criticità come quelle verificatesi oggi pomeriggio.

Vatican News
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-03/papa-francesco-aggiornamento-salute-gemelli-3-marzo-2025.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Papa Francesco, il bollettino serale riferisce di “due episodi di insufficienza respiratoria acuta”

“Eseguite due broncoscopie, aspirate secrezioni’. Il Santo Padre è vigile e collaborante. La prognosi è riservata

Aggiornamento in tempo reale
https://www.rainews.it/maratona/2025/02/papa-francesco-ricovero-gemelli-salute-bollettino-polmonite-aggiornamento-diretta-26-febbraio-b61d99f2-9d22-46aa-9c0c-40034584651a.html

Il Papa indice un Concistoro per due canonizzazioni. Salvo D’Acquisto verso la beatificazione
La preoccupazione di Carla, la cugina italiana del Papa: “Preghiamo perché esca dall’ospedale”
video Centinaia di fedeli in piazza per il rosario dedicato a Papa Francesco
video I fedeli in preghiera per il Papa: “Abbiamo ancora bisogno di lui”
Cos’è il broncospasmo, la crisi che ha colpito Papa Francesco

GUERRA E CAROVITA – Dopo la lite tra Trump e Zelensky venerdì alla Casa Bianca, con il presidente ucraino di fatto “cacciato” dallo Studio ovale dal tycoon e dal suo staff, nel fine settimana i leader dei paesi europei (più lo stesso Zelensky) si sono riuniti a Londra. Obiettivo: tentare di elaborare una strategia comune in risposta alle trattative bilaterali sull’asse Mosca – Washington sulla fine della guerra in Ucraina. A fare gli onori di casa il premier britannico Starmer, che insieme a Macron sostiene di aver elaborato una proposta – finalizzata a una prima tregua della durata di un mese – che mantenga forte l’alleanza con gli Usa senza liquidare Kiev. Secondo il leader laburista, la premier italiana Meloni darà il proprio contributo nello stabilire “ponti” tra Ue e Usa dopo gli strappi di Trump. Meloni ha confermato l’intenzione di vedere Trump a breve, ma frena sull’idea – caldeggiata dai governi inglesi e francese, oltre che dalla presidente della Commissione Ue von der Leyen – di armare e inviare un esercito di decine di migliaia di soldati europei come forza di interposizione.

L’Amministrazione Usa, però, non sembra al momento troppo interessata ai “ponti” con il Vecchio Continente, tanto che insieme ai suoi continua ad attaccare Zelensky e a minacciare di sospendere definitivamente gli aiuti Usa a Kiev.

In tutto questo, a far festa è l’industria delle armi: Leonardo registra un rialzo del 17,5% a 45,26 euro in una corsa che la vede appaiata ad altri colossi degli armamenti e delle tecnologie militari come la tedesca Rheinmetall, che guadagna il 16% .

Non solo. Schizzano ancora anche i prezzi delle risorse energetiche: nuovo rialzo del 6,4% a 47,16 euro al megawattora per il gas, mentre l’ottimismo sui colloqui per la pace in l’Ucraina svanisce insieme alle aspettative che alcuni flussi del gas russo potessero tornare in Europa. A farne le spese sono i lavoratori e le lavoratrici europei e non solo. In Italia il prezzo delle bollette di gas e luce è aumentato del 20% nel giro di pochi mesi dopo che il governo Meloni, lo scorso luglio, ha gettato milioni di utenti in pasto alle decine di società del mercato libero rimuovendo il servizio di “maggior tutela”. Venerdì, il cdm ha stanziato 3 miliardi di euro per il decreto BolletteSu questo abbiamo raccolto i commenti di Alessandro Volpi, Marco Vignola e Pino Gesmundo.

PALESTINA – Nella Striscia di Gaza la tregua è sempre più fragile e la seconda fase dei negoziati sempre più a rischio. Tel Aviv, però, nega l’evidenza: “siamo ancora nell’accordo, non lo stiamo violando, non torneremo immediatamente in guerra”, afferma Netanyahu davanti alla Knesset, aggiungendo di essere d’accordo con l’inviato speciale degli Stati Uniti Witkoff sul fatto che le parti sono troppo distanti per passare a una seconda fase dell’intesa. Sul campo le notizie offrono una realtà opposta a quella descritta da Netanyahu: sempre vietato l’ingresso di aiuti a Gaza, mentre l’esercito israeliano continua ad uccidere. Due civili vittime di in un raid nel centro di Rafah ed alcuni civili feriti nell’area di Al Mawasi, vicino Khan Yunis. l’Idf ha effettuato bombardamenti anche in diverse aree settentrionali della Striscia.
Continuano le violenze di militari e coloni israeliani anche in diverse città e villaggi palestinesi della Cisgiordania, dove la polizia e l’esercito di Tel Aviv continuano a demolire abitazioni e ad arrestare quotidianamente decine, se non centinaia, di palestinesi ogni giorno. Tutto questo mentre, con l’altra mano, libera alcune centinaia di detenuti palestinesi nell’ambito del cessate il fuoco. In Radio, stamattina, abbiamo fatto il punto della situazione in Palestina con Eliana Riva, capo-redattrice di Pagine Esteri.

KURDISTAN – Dalle diverse organizzazioni del movimento di liberazione curdo – tra Iran, Iraq, Siria e Turchia – sono arrivati nel fine settimana comunicati di approvazione e allineamento all’appello storico di Abdullah Ocalan, leader e cofondatore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan.
Proprio il Pkk ha aperto il giro, dichiarando sabato un cessate il fuoco unilaterale con lo stato turco e confermando di essere pronto a convocare un congresso per discutere la proposta di scioglimento se – e solo se – venissero garantite le condizioni di sicurezza per svolgerlo e se la discussione potrà essere guidata dallo stesso Ocalan, che deve quindi essere liberato.
Approvazioni all’appello di Ocalan sono arrivate anche dalle Forze Siriane democratiche e dal Pyd, il partito che guida la rivoluzione confederale in Rojava, dal Pjak curdo-iraniano, dalle istituzioni autonome di Shengal in nord-Iraq e dal Congresso nazionale del Kurdistan (KNK). Dallo stato turco, però, nel fine settimana sono arrivate solo bombe (di nuovo): in Siria del nord-est, nei pressi della Diga di Tishreen, e sulle montagne del Kurdistan iracheno (nord-Iraq), dove si trova la guerriglia del Pkk. L’aggiornamento di stamattina è con Tiziano Saccucci, dell’Ufficio Informazione Kurdistan Italia.

Sull’appello di Abdullah Ocalan vi segnaliamo anche la nostra intervista ad Havin Güneşer, esponente dell’Iniziativa internazionale “Libertà per Ocalan – Pace in Kurdistan”.

CARCERE – Condizioni disumane nelle carceri italiane: oltre 62mila i detenuti a febbraio 2025, a fronte di meno di 47mila posti disponibili. Il sovraffollamento è pari al 132,4%.
Si tratta di dati diffusi dai garanti delle persone private personale nell’ambito della mobilitazione nazionale indetta per la giornata di oggi: “Carcere: liberare la speranza!”. Le Regioni dove si registra il maggiore sovraffollamento sono la Lombardia, la Puglia, il Veneto e il Molise e il carcere attualmente più sovraffollato d’Italia, con un tasso del 214%, è quello di San Vittore a Milano seguito da quello di Foggia. Al terzo posto Canton Mombello, a Brescia, sempre oltre il doppio della capienza consentita.

Inoltre, nelle carceri italiane si continua anche a morire: 54 i detenuti che hanno perso la vita dentro le mura solo nei primi due mesi del 2025. Lo scorso anno furono 248. I suicidi sono stati tredici solo negli ultimi sessanta giorni. Ai nostri microfoni è intervenuta Luisa Ravagnani, garante delle persone private della libertà personale del Comune di Brescia.

Oggi Radio Onda d’Urto ha parlato anche di:

Desenzano: centinaia di persone in piazza per difendere l’ospedale sul Montecroce
Parma: sabato scorso 5mila in corteo contro Casa Pound
Bologna: sabato scorso centinaia in piazza contro l’aumento del biglietto TPer

https://www.radiondadurto.org

RaiNews LIVE

Nyt, Trump discute oggi sullo stop delle armi a Kiev. L’accordo su terre rare, “non più sul tavolo”

Nyt: Trump discute oggi sullo stop delle armi a Kiev Macron e Starmer: tregua di un mese “dispiegamento truppe europee solo dopo pace”

Londra, “nessun accordo Parigi-Gb sulla tregua di un mese”. Zelensky: “Chi vuole negoziare non bombarda”. Tajani: chiediamo con grande determinazione un incontro USA-UE

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/macron-e-starmer-un-mese-di-tregua-von-der-leyen-riarmiamoci-zelensky-ok-sui-minerali-a5e745c7-4aa8-400f-af8d-6e7099109817.html

Vedi anche

https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina

LeMonde LIVE

En direct, guerre en Ukraine : Volodymyr Zelensky répond à Donald Trump en affirmant vouloir la fin de la guerre « le plus vite possible »

Le président américain s’en était pris plus tôt à son homologue ukrainien en l’accusant de ne pas vouloir la paix. Il avait averti : « L’Amérique ne va plus tolérer ça très longtemps. »

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DAL 2 AL 7 MARZO 2025
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/03/03/en-direct-guerre-en-ukraine-pour-donald-trump-les-etats-unis-ont-des-problemes-plus-urgents-que-de-s-inquieter-de-poutine_6572748_3210.html


Rischio soluzione finale per i palestinesi a Gaza, la pace ha bisogno dell’Europa

Massimo D’Alema

La solidarietà verso il popolo palestinese è stato uno dei tratti costitutivi della identità politica della mia generazione di militanti della sinistra. L’idea di una pace giusta in Medio Oriente fondata sui diritti di due popoli, in grado di garantire futuro e sicurezza allo Stato di Israele accanto a una Palestina libera e indipendente è stata un grande obiettivo condiviso non solo dalla sinistra ma da tutte le forze democratiche dell’Italia per decenni.

Gaza. Foto di Apolline Guillerot-Malick/SOPA Images/Shutterstock

È capitato a me, come militante o come uomo di governo, di essere partecipe di tanti momenti di speranza, di delusione o di tragedia, di tanti tentativi generosi, passaggi cruciali, occasioni perdute.
Ricordo quando Fatah, dopo gli Accordi di Oslo, fu accolta nell’Internazionale socialista. Fu a Roma l’assemblea alla quale partecipò per la prima volta Yasser Arafat e io detti la parola a Shimon Peres per le parole di benvenuto. Le ricordo quelle parole: “Nelle trattative con i palestinesi – disse Shimon – abbiamo sempre avuto un problema. Essi volevano che noi chiamassimo Arafat ‘rais’, ma noi non gli riconoscevamo questo ruolo di presidente. Ora il problema è risolto: lo chiameremo ‘compagno’”. Ancora oggi sento l’onda di speranza e di commozione che attraversò in quel momento la platea e l’animo di ciascuno di noi.

continua in
https://www.strisciarossa.it/rischio-soluzione-finale-per-i-palestinesi-a-gaza-la-pace-ha-bisogno-delleuropa/


RaiNews LIVE giorno 513

Scontri tra agenti e familiari degli ostaggi alla Knesset. Netanyahu: “Ci prepariamo a nuova guerra”

Il piano di pressione su Hamas, Tel Aviv minaccia blackout e guerra totale se non libererà ostaggi. Al Cairo il summit della Lega araba sul dopo-Gaza. L’Oscar a “No other land” documentario sulle demolizioni in Cisgiordania, Israele: “E’ sabotaggio”

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/israele-blocca-gli-aiuti-ai-civili-di-gaza-hamas-crimine-di-guerra-b0b1e1e3-aa30-4a9a-ad52-cef4f77e6cb7.html

Vedi anche

Altre notizie e video in
https://www.rainews.it/archivio/storie/laguerraisraele-hamas

ALJAZEERA LIVE UPDATES

LIVE: Israel pushing to overturn Gaza ceasefire deal, Hamas says

  • Hamas says Israel is trying to push the situation back to “square one” by refusing to enter the second phase of their Gaza ceasefire deal and asking to extend the first one.
  • Global condemnation pours in after Israel’s decision to block aid deliveries to Gaza, with Egypt, Qatar and Jordan calling the move a blatant violation of the ceasefire and humanitarian law.
  • Two Palestinians have been killed and three wounded in Israeli attacks on southern Gaza.
  • At least one person was killed and four wounded in what Israeli police say was a stabbing attack at a bus station in Haifa.
  • Gaza’s Health Ministry confirms 48,388 Palestinian deaths in Israel’s war on Gaza while 111,803 people have been wounded. The Government Media Office updated its death toll to at least 61,709, saying thousands of Palestinians missing under the rubble are presumed dead. At least 1,139 people were killed in Israel during the October 7, 2023, Hamas-led attacks and more than 200 were taken captive.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/3/3/live-israel-thanks-us-for-weapons-shipment-as-it-cuts-off-gaza-food-aid
https://www.aljazeera.com/news/
https://www.youtube.com/aljazeeraenglish

https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti in tempo reale
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict

3 marzo 2025. Claudio Bazzocchi sulla propria pagina Facebook

PACIFISMO? PACIFISTI?

Si fa un gran parlare di pace, e giustamente. Ma io non posso fare a meno di porre delle questioni, di fare delle domande.

A fronte di questa profusione della parola pace, è innegabile infatti che il movimento pacifista, assieme alle sue maggiori personalità, sia in secondo piano, tutto sommato fuori dai giochi. Bisognerà forse chiedersi perché e capire chi sono oggi i fautori della pace.
Ebbene, oggi sono per la pace in Ucraina tutti coloro che sono contro il sistema multilaterale delle relazioni internazionali e, quindi, contro la stessa ONU. Sono i sovranisti, quelli per i quali qualsiasi forma di cooperazione sovranazionale è sbagliata, mistificatoria e solo frutto delle manovre di un non meglio precisato capitale globale dei poteri forti. Sono per la pace tutti coloro che considerano l’ambientalismo una trappola dei suddetti poteri forti che vogliono solo venderci auto elettriche con l’inganno perbenista e politicamente corretto dell’amore per la natura. Sono per la pace tutti quelli che ritengono che i ceti subalterni potranno di nuovo migliorare la loro condizione di vita con più acciaio di Stato, più industria, più crescita, più sviluppo aldilà di qualsiasi limite materiale e sociale allo sviluppo stesso. Sono per la pace tutti quelli che odiano le ONG, perché nel mondo non c’è posto per voci autonome e indipendenti: ci sono gli Stati e i loro lavoratori, uniti nello sviluppo a qualsiasi costo.

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Trump & Vance vs. Zelensky: il potere svelato della vendetta

Il presidente ucraino teneva ad associare la firma dell’estorsione delle risorse minerarie a due riconoscimenti. La sua insistenza su queste condizioni ha fatto saltare il banco: all’irrisione semibonaria si è sostituita la brutale umiliazione

l 21 aprile 2019 Volodymyr Zelensky è eletto presidente, al ballottaggio contro Poroshenko, col 73 per cento dei voti. La mattina del 25 luglio riceve una telefonata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che si era già congratulato con lui il 22 aprile. “Congratulazioni per la grande vittoria. Tutti noi abbiamo guardato dagli Stati Uniti e tu hai fatto un lavoro formidabile. Il modo in cui sei sbucato fuori, uno cui non si sarebbero concesse molte possibilità, che finisce vincendo alla grande. Una fantastica impresa. Congratulazioni”. Zelensky se ne compiace, ringrazia per il sostegno degli Usa. Trump vanta la superiorità del suo appoggio sulle chiacchiere degli alleati europei, la Merkel, che parla e non conclude niente. Zelensky ne conviene, ringrazia specialmente per l’aiuto nel campo della difesa. “Siamo pronti a continuare nella cooperazione… e ad acquistare più Javelin per la nostra difesa”. La conversazione si protrae per 30 minuti (la trascrizione della Casa Bianca, desecretata, si trova in rete), e si conclude con reciproci auguri di incontrarsi al più presto. “In qualunque momento tu voglia venire alla Casa Bianca – dice Trump – chiama senza problemi. Dacci una data e noi provvediamo. Non vedo l’ora di vederti”. Zelensky ricambia, “e anch’io ti vorrei invitare in Ucraina, Kyiv è una gran bella città. Sarebbe un’idea magnifica. Possiamo prendere il mio aereo e venire in Ucraina o il tuo, che probabilmente è molto migliore”. Zelensky ci sarebbe andato vestito bene, peccato.

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https://www.ilfoglio.it/piccola-posta/2025/03/03/news/trump-vance-vs-zelensky-il-potere-svelato-della-vendetta-7480280


3 marzo 2025. Sul ritorno al nucleare dal governo solo menzogne radioattive. Pronti al terzo referendum

Alfiero Grandi – strisciarossa.it

Annunciato da tempo, il governo ha approvato il disegno di legge delega che viene venduto come il rientro del nucleare in Italia. Conferma, in realtà, l’incapacità di compiere le scelte in materia di politica energetica e di rispondere al venire meno del gas abbondante e a basso costo e la conseguente urgenza di politiche per contrastare il cambiamento climatico con investimenti nelle energie rinnovabili. Non sono bastati due referendum abrogativi stravinti dal No nel 1987 e nel 2011 che hanno bocciato il nucleare civile in Italia per convincere il governo e la maggioranza che questa scelta va contro la volontà espressa dalle elettrici e dagli elettori a larga maggioranza degli aventi diritto al voto, non solo dei votanti.

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https://www.strisciarossa.it/sul-ritorno-al-nucleare-dal-governo-solo-menzogne-radioattive-pronti-al-terzo-referendum/


3 marzo 2025. Festival di Letteratura working class 2025: il programma

Non siamo qui oggi per entrare domani nel canone letterario. Per chiedere un riconoscimento dal mondo delle persone colte o per mangiare le briciole che cadono dal tavolo dell’editoria. Siamo qui oggi per vincere domani una vertenza, per partecipare coi libri alla lotta di classe e abbattere le barriere che recintano la letteratura e l’editoria, escludendo le persone prive di capitale culturale. 
Al contrario dei tanti festival di questo paese, non abbiamo sponsor di aziende o di banche, perché non si fa whitewashing con la classe operaia. L’unico nostro sponsor è la lotta e la partecipazione collettiva: stiamo in piedi grazie al sostegno di oltre 500 persone tramite crowdfunding e al contributo militante di volontari, relatori e relatrici.

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https://edizionialegre.it/notizie/festival-di-letteratura-working-class-2025-il-programma/?fbclid=IwY2xjawJFZKJleHRuA2FlbQIxMAABHRx8Xc15w2l5Xc16vnCDP-RVjyxQvol9vJFCodo44XAqtho1jKCO9BZ1sw_aem_CB6oDIMwpraj8tLPSDsC7w


3 marzo
Compagni dai campi e d
alle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la


3 marzo 2025. Istat: nel 2024 la pressione fiscale sale al 42,6%, il Pil cresce dello 0.7%

Nel 2023 era pari al 41,4%. Le imposte dirette sono cresciute del 6,6%, per aumento dell’Irpef e dell’Ires. il debito pubblico al 135,3% del Pil. Il deficit -3,4%, forte miglioramento su 2023

continua in
https://www.rainews.it/articoli/2025/03/istat-nel-2024-la-pressione-fiscale-sale-al-426-il-pil-cresce-dello-07-3c20b294-f46f-4e1e-bb61-b79d84efb779.html

vedi anche
I chiaroscuri dell’economia italiana. Più potere di acquisto, meno risparmio, più tasse
Manovra, salta il taglio dell’Irpef e scende l’Ires per chi assume


3 marzo 2025. Una nuova forma di lotta: lo sciopero flessibile

Paolo Andruccioli – terzogiornale.it

Uno sciopero flessibile, spalmato su tre giornate, durante le quali ogni lavoratore potrà scegliere quando e per quanto fermarsi all’interno delle otto ore di astensione previste per tutti. Lo si decide in tempo reale. Sono i singoli lavoratori che si organizzano con gli altri scambiandosi messaggi su WhatsApp, o comunque attraverso collegamenti da remoto. Volantini e tecnologia, messaggi sindacali e forme di lotta classiche che si mescolano con una rapidità di esecuzione inedita, quasi da guerriglia. Motivo della mobilitazione, il rinnovo del contratto nazionale. Lo hanno deciso, unitariamente, i sindacati dei metalmeccanici, Fim, Fiom, Uilm per rendere più efficace (e vincente) la mobilitazione dei lavoratori che attendono ancora il rinnovo del loro contratto.

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https://www.terzogiornale.it/2025/03/03/una-nuova-forma-di-lotta-lo-sciopero-flessibile/


⚒️️ Festival Internazionale della Letteratura Working Class

Noi siamo state/i tutto: protesta, proposta, difesa del lavoro e dell’ambiente, fatti, narrazione dei fatti, cronaca e storia, produzione e diritto al riposo, benessere e decrescita.
Noi saremo tutto: mutualismo, polo della cultura working class, linee produttive, impulso al cicloattivismo solidale, alle comunità energetiche, reindustrializzazione e transizione climatica, lotta contro l’economia di guerra, protagonismo e democrazia diretta, controllo sociale e operaio, territorio e fabbrica.
In questo “essere tutto”, i nostri corpi sono l’unica cosa che abbiamo. Sono l’unica cosa che da mesi si frappone tra noi e la catastrofe, fra noi e la delocalizzazione, fra noi e la povertà.
Ma il corpo è nulla se non ha una voce, un pensiero, competenze, intelligenze. Il corpo è nulla se non è un insieme. Insieme di benessere fisico e psichico, di attività e riposo. I corpi se non sono comunità, non sono nulla. La comunità se non è classe, nemmeno.
Per questo loro odiano così tanto il Festival di Letteratura Working Class. Perchè è la voce di un corpo sociale.
Difendilo, partecipa, fai partecipare.
E scopriremo insieme dove ci troverà la primavera: con la fabbrica socialmente integrata o con la fabbrica diventata pura speculazione immobiliare?
👉 Il programma completo: https://edizionialegre.it/…/festival-di-letteratura…

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2 marzo 2025

Il Papa: mi sento sostenuto da tutti. Prego per la pace, da qui la guerra è ancora più assurda

Numerosi fedeli sotto la statua di Giovanni Paolo II al Policlinico Gemelli


Per la terza domenica di fila, Francesco, ricoverato al Gemelli, non guida la preghiera dell’Angelus. Diffuso un testo scritto in cui ringrazia per le cure ricevute dai medici e per l’affetto dimostrato dai fedeli: “Avverto nel cuore la ‘benedizione’ che si nasconde dentro la fragilità”. Appello per la pace in Ucraina, Medio Oriente, Myanmar, Sudan, Kivu

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELL’ANGELUS DI PAPA FRANCESCO

Le finestre del decimo piano del Policlinico Gemelli rimangono chiuse, ma dietro ad esse il Papa continua ad osservare il mondo e le sue dinamiche, a constatare l’ondata di affetto nei suoi confronti in questi giorni di ricovero, a guardare con orrore e dolore alla guerra che prosegue imperterrita in Ucraina, Medio Oriente, Africa e Sud-Est asiatico. Una guerra che “da qui” appare “ancora più assurda”, scrive il Papa nel testo preparato per l’Angelus di questa domenica, la terza in cui, a motivo della degenza, non guida la preghiera mariana.

Vatican News
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Papa, il bollettino: “È stabile, non ha febbre ma il quadro resta complesso, prognosi riservata”

Questa mattina il Santo Padre ha partecipato alla Messa insieme agli operatori sanitari

Aggiornamento in tempo reale
https://www.rainews.it/maratona/2025/02/papa-francesco-ricovero-gemelli-salute-bollettino-polmonite-aggiornamento-diretta-26-febbraio-b61d99f2-9d22-46aa-9c0c-40034584651a.html

Il Papa indice un Concistoro per due canonizzazioni. Salvo D’Acquisto verso la beatificazione
La preoccupazione di Carla, la cugina italiana del Papa: “Preghiamo perché esca dall’ospedale”
video Centinaia di fedeli in piazza per il rosario dedicato a Papa Francesco
video I fedeli in preghiera per il Papa: “Abbiamo ancora bisogno di lui”
Cos’è il broncospasmo, la crisi che ha colpito Papa Francesco


Il giorno dopo l’aggressione subita da Trump nello studio ovale, Zelensky vola tra le braccia amiche del premier britannico Starmer. E oggi riceve l’abbraccio degli alleati che gli sono rimasti, dopo il voltafaccia Usa, nel summit in programma a Londra sulle sorti dell’Ucraina
Anna Maria Merlo
https://ilmanifesto.it/leuropa-prova-a-fare-quadrato-ma-in-ordine-sparso

2 marzo 2025. Buio sul Washington post, Bezos cancella la libertà d’opinione. Era la stampa, bellezza

Massimo Cavallini – strisciarossa.it

“Democracy Dies in Darkness”, la democrazia muore nell’oscurità. Questo, a caratteri cubitali e nelle proverbiali nove colonne, è quel che ci ricorda (ci ricordava?) il motto del Washington Post, il quotidiano che, dai giorni del Watergate, forse più d’ogni altro, a torto o a ragione incarna (incarnava?) il molto americano mito della libertà di stampa. La verità prima, anzi, al di sopra di tutto. Al di sopra, in particolare, del potere, politico o economico che sia. La verità come luce, essenziale garanzia di vita nell’ecosistema democratico. La verità che illumina e che, nel chiarore del proprio coraggio, fa cadere presidenti. La verità che, con il rumore antico delle rotative sullo sfondo, ogni giorno ripete, anche in questi tempi di informazione digitale, la famosissima battuta di Humphrey Bogart, fictional direttore di The Day, nel film “Deadline-USA”: “This is the press, baby, and there’s nothing you can do about it”. Questa è la stampa bellezza, e tu non puoi far nulla per fermarla.

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https://www.strisciarossa.it/buio-sul-washington-post-bezos-cancella-la-liberta-dopinione-era-la-stampa-bellezza/

RaiNews LIVE

Von der Leyen: “Urgente riarmare l’Europa”. Meloni: “Dividere l’Occidente sarebbe disastroso”

Zelensky ricevuto da Starmer a Londra: “Sostegno per tutto il tempo necessario” Lo scontro tra Trump e il presidente ucraino Ue con Kiev

Starmer: “Piano europeo per una pace giusta, gli Usa indispensabili”. La presidente del Consiglio Meloni nella capitale britannica dopo aver parlato col presidente Usa Trump. Tusk: “Sostegno a proposta della premier italiana per un vertice Ue-Usa”

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/zelensky-con-prestito-gb-produrremo-armi-nostre-trump-minaccia-di-tagliare-tutti-gli-aiuti-a-kiev-2514f0d9-6927-4532-b524-e9983a3e4d3f.html

Vedi anche

https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina

LeMonde LIVE

En direct, guerre en Ukraine : Paris et Londres ont mis sur la table une trêve d’un mois « dans les airs, sur les mers et les infrastructures énergétiques », selon Emmanuel Macron

Dix-neuf des principaux dirigeants européens se sont réunis au Royaume-Uni, en présence du président ukrainien, deux jours après sa très publique altercation avec Donald Trump à la Maison Blanche.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DAL 2 AL 7 MARZO 2025
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/03/02/en-direct-guerre-en-ukraine-l-europe-doit-faire-le-gros-du-travail-mais-avec-le-soutien-des-etats-unis-affirme-keir-starmer-a-la-suite-du-sommet-des-allies-de-kiev_6572748_3210.html

2 marzo 2025. Stati Uniti, debiti di guerra ed Europa 1918

L’indomani della prima guerra mondiale, oltre alle devastazioni e alle enormi perdite di vite umane, il problema comune a tutta Europa era economico per l’enorme debito accumulato. E gli Stati Uniti finanziatori a pretendere la tempestiva restituzione da vincitori e vinti, con i primi a cercare di rivalersi sugli sconfitti. L’incredibile somma di 132 miliardi di marchi oro chiesta alla Germania. E in 2 anni i miliardi di dollari Usa da restituire che da 7 diventano 11.

Giovanni Punzo – remocontro.it

Tutti gli stati, al momento dello scoppio della guerra, erano convinti che le ostilità sarebbero state brevi e comunque non si sarebbero protratte oltre la fine del 1914: in realtà durarono quattro lunghi anni e lo sforzo finanziario, in misure diverse da Paese a Paese, dissestò le casse e le economie europee.
Le risorse accumulate o le riserve si esaurirono in breve tempo; le tasse, anche dove aumentarono a dismisura, si rivelarono ampiamente insufficienti; i prestiti – negoziati prima a breve termine con banche private – si trasformarono in emissione di titoli di debito pubblico e l’inflazione esplose ovunque con nuova moneta.
Un disastro perfetto che colpì tutte le economie, a parte le poche non direttamente coinvolte nella guerra come ad esempio alcuni Paesi del Sudamerica che esportarono massicciamente i loro prodotti in Europa.
Particolarmente grave alla fine della guerra si rivelò la situazione degli imperi centrali: Berlino, che deteneva anche più del settanta per cento del debito austriaco, aveva subito anche le conseguenze devastanti del blocco economico continentale, si trovò nel baratro.

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https://www.remocontro.it/2025/03/02/stati-uniti-debiti-di-guerra-ed-europa-1918/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=gli-ultimi-newsletter-total-articoli-dal-nostro-blog_262

RaiNews LIVE giorno 512

Gaza, Israele sospende aiuti se Hamas non lascia ostaggi. Netanyahu: “Noi pronti alla fase 2”

L’ufficio di Netanyahu verso la cessazione degli aiuti dopo la mancata accettazione dello schema di Witkoff di arrivare alla fine del Ramadan. Unione Europea: aiuti umanitari a Gaza devono continuare. Croce Rossa: essenziale mantenere tregua

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/negoziati-in-salita-no-di-hamas-alla-proposta-di-israele-di-estendere-la-prima-fase-b3c6b353-7914-4d43-ab3c-aa8ad1a4d5b6.html

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Altre notizie e video in
https://www.rainews.it/archivio/storie/laguerraisraele-hamas

ALJAZEERA LIVE UPDATES

LIVE: Israel blocks entry of aid into Gaza after first phase of truce ends

  • Israel stops the entry of all humanitarian aid into the Gaza Strip and reneges on the truce after the first phase of the ceasefire deal ended without agreement on continuing into a second phase.
  • Earlier, Israel announced it would adopt a US-backed proposal for the extension of the ceasefire in Gaza throughout Ramadan and Passover, in exchange for the release of half of the remaining captives in the enclave.
  • Hamas responded with demands to implement phase two of the deal Israel signed in January to reach a permanent ceasefire in Gaza.
  • Palestinians in Gaza say they fear a return to war as they marked their first day of fasting for the Muslim holy month of Ramadan, amid the rubble and destruction.
  • Gaza’s Health Ministry has confirmed 48,388 Palestinian deaths in Israel’s war on Gaza, while 111,803 people have been wounded. The Government Media Office updated its death toll to at least 61,709, saying thousands of Palestinians missing under the rubble are presumed dead. At least 1,139 people were killed in Israel during the October 7, 2023, Hamas-led attacks and more than 200 taken captive.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/3/2/live-israel-us-propose-terms-to-extend-gaza-ceasefire-hamas-yet-to-reply
https://www.aljazeera.com/news/
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https://www.aljazeera.com/

Altri aggiornamenti in tempo reale
https://english.alarabiya.net/topics/palestinian-israeli-conflict


2 marzo 2025. La Patagonia brucia nel silenzio del governo Milei

Gli spaventosi incendi che hanno colpito l’Argentina dipendono anche dai tagli sociali del governo, ad esempio sui pompieri, e da una pervasiva politica liberista e di privatizzazioni forzate. Il conto peggiore lo pagano le popolazioni native, come i Mapuche

Lisa Collodoro e Nicola Checcoli – jacobinitalia.it

Per tutti i viaggiatori amanti del Sud America affascinati dai lunghi trekking andini, dalle vicende dei popoli nativi, dalla fauna marina e dall’atmosfera del Finis terræ, sarà doloroso constatare che ancora una volta, come ogni estate, la Patagonia argentina brucia. Tra concause naturali, interessi contrastanti, erosioni dei dispositivi legislativi a protezione dell’ambiente e un generale taglio alla spesa pubblica, il futuro di queste terre è sempre più in bilico.

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https://jacobinitalia.it/la-patagonia-brucia-nel-silenzio-del-governo-milei/


2 marzo 2025. Le bugie del governo sul nucleare italiano, così Meloni ritorna al passato

Roberto Dalla Seta – strisciarossa.it

A volte ritorna. Bocciata due volte dagli italiani, nei referendum del 1987 e del 2011, l’energia nucleare è di nuovo per il nostro Paese un’opzione all’ordine del giorno. Ce l’ha messa il governo Meloni, prima a parole e ora con un disegno di legge approvato nei giorni scorsi in consiglio dei ministri.
La peggiore insensatezza di questa scelta non è nel fatto che già in due occasioni ha ricevuto un rifiuto quasi plebiscitario nel voto popolare. In politica nessun sì e nessun no è per sempre. E’ nelle bugie agitate per giustificarla.

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https://www.strisciarossa.it/le-bugie-del-governo-sul-nucleare-italiano-cosi-meloni-ritorna-al-passato/

2 marzo 2025. Giornalismo sociale, “dare voce a chi non ha voce” è sempre necessario

Definire cosa sia il giornalismo sociale è difficile e negli ultimi anni è mancata una riflessione. Lo contraddistinguono temi, funzioni e modalità. Nonostante la crisi del settore, però, serve ancora per portare luce su realtà e situazioni ai margini

Giulia Ghirardi – lavialibera.it

Redattore sociale aveva individuato undici categorie di temi: disabilità fisica e mentale, droghe e dipendenze, economia e politica, emarginazione ed esclusione, immigrati e minoranze, infanzia e adolescenza, religioni e sociale, salute, carcere, società, volontariato e terzo settore

C’è confusione intorno alla definizione di giornalismo sociale. Non esiste una definizione scientifica o una risposta unitaria in grado di spiegare la sua fisionomia e manca una vera letteratura in grado di sviscerarne l’essenza e la sostanza. Quando nasce? Secondo quali modalità? Per opera di chi? Con quali finalità? Sono soltanto alcuni degli interrogativi a cui, negli anni, si è cercato di dare una risposta ma che rimangono, ancora oggi, materia divisiva, di dibattito e contestazione.
In realtà, anche se in maniera residuale, qualcosa esiste. Più si va indietro nel tempo, sino alle origini nella controinformazione degli anni Sessanta o “all’età dell’oro” degli anni Novanta, più si trova documentazione sul giornalismo sociale. Al contrario, più si rivolge lo sguardo in avanti, meno se ne vede, tanto che non esiste nulla di specifico sul tema dopo il 2010. È un dato che fa riflettere. Perché, all’indomani del nuovo millennio, non vengono più pubblicate riflessioni e analisi sul giornalismo sociale? Perchè la mancanza di documentazione e la confusione teorica sulla sua definizione e sulle sue origini si legano a un problema strutturale più profondo: l’essere sempre stato considerato un tipo di editoria “sommersa”, accessoria, di cui difficilmente si è compreso il valore, e che, ancora oggi, si limita a resistere nel panorama dell’informazione contemporanea.

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https://lavialibera.it/it-schede-2206-giornalismo_sociale_dare_voce_a_chi_non_ha_voce_e_sempre_necessario

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2 – LA CRISI DELLO STATO SOCIALE

In questa seconda puntata del nostro ragionamento sulla crisi epocale della sinistra negli ultimi quarant’anni, proverò delineare brevemente i tratti della crisi dello stato sociale, del compromesso tra capitale e lavoro che caratterizzò tutte le costituzioni europee del dopoguerra. Vedremo che la crisi di quel compromesso non si verificò a causa di una sinistra traditrice che abbandonò i suoi principi in favore del neoliberalismo. Esso entrò in crisi a causa della sua stessa vittoria, della sua stessa efficacia. Creò infatti delle richieste di libertà ed espressione che esso stesso aveva generato e a cui, purtroppo, non fu in grado di rispondere.

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2 marzo 2025. Meteo: piogge e maltempo, ma dalla prossima settimana primavera in anticipo

Dove pioverà: il dettaglio delle regioni. Nei prossimi giorni passeremo da una fase fredda invernale allo scoppio della Primavera. Il ritorno del sole: il tempo previsto sull’Italia

https://www.rainews.it/articoli/2025/03/meteo-piogge-e-maltempo-ma-dalla-prossima-settimana-primavera-in-anticipo-le-previsioni-del-tempo-il-tempo-previsto-sullitalia-2b2c4b0c-8744-40ef-81e3-6d826f33c1b1.html

vedi anche
video
 Le previsioni del tempo per sabato 1 marzo 2025
video Candelora, meteo e marmotte: ecco come andrà la stagione invernale
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2 marzo. Meteo, l’inverno che non c’è stato: temperature record e neve scomparsa in Pianura Padana

Domenica 2 marzo

Secondo i dati preliminari di Nimbus, l’inverno 2024-25 si colloca tra i più caldi mai registrati: il quarto più mite nella serie storica di Torino (dal 1753) e il settimo a Piacenza (dal 1871), con un’anomalia positiva di 1,5°C rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020

Angelo Ruggieri

L’inverno meteorologico si è ufficialmente concluso il 28 febbraio, confermando ancora una volta una stagione caratterizzata da temperature insolitamente miti in Pianura Padana. Secondo i dati preliminari di Nimbusl’inverno 2024-25 si colloca tra i più caldi mai registrati: il quarto più mite nella serie storica di Torino (dal 1753) e il settimo a Piacenza (dal 1871), con un’anomalia positiva di 1,5°C rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020.

L’assenza di eventi freddi significativi ha contraddistinto l’intera stagione. Le brevi parentesi sotto la norma si sono limitate a scostamenti di pochi gradi, come accaduto a metà gennaio, quando nelle zone extraurbane le temperature minime hanno toccato valori appena inferiori a -5°C, livelli assolutamente ordinari per il periodo. Per il resto, l’inverno ha assunto caratteristiche quasi autunnali, senza gelate diffuse e con minime particolarmente elevate. Un esempio emblematico è Piacenza, dove tra il 22 e il 26 febbraio non si è mai scesi sotto i 6,1°C, un valore tra i più alti mai registrati per un inverno.

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Dadi Mariotti

Ciao Dadi ciao, “Fiore stranocolore nella tua anima spettinata“

Valerio Monteventi sulla propria pagina Facebbok

A dare l’annuncio che Dadi non c’è più è stato il figlio Dino: «Grazie mamma! Mi hai dato la vita, la poesia e la follia che questo mondo richiede…».
Daniela Mariotti 21 aprile 1948 – 28 febbraio 2025 R.i.p.

Frammenti di ricordi…
1973, in un ex magazzino farmaceutico, nella centralissima via Marsala, a due passi dalle Due Torri, venne aperto da Potere Operaio un luogo di ritrovo politico-culturale: il Circolo “Franco Serantini”. La sua presidente era Dadi Mariotti. Ai giovani militanti di P.O. che non conoscevano quella ragazza, quelli più attempati risposero: è una brava compagna che ha scritto un libro che è una garanzia: “I compagni del ‘68”.
1975, Filicudi, casualmente incontrammo Dadi in una piccola insenatura dell’isola. Vedendoci con maglietta e costume, ci punse con la sua affettuosa ironia: «Non vi vergognate con quei vestiti addosso, a cosa vi servono?… Non avrete mica paura del sole…».
1976, nacque Radio Alice, il suo nome venne preso in prestito dalla piccola bambina della Dadi.
Gli anni attorno al ’77, furono gli anni della casa/comune di via Marsili e, nella foto di gruppo di quella comunità alternativa, Dadi si vedeva ben bene con i suoi lunghi capelli biondi.
1982, Tellaro, le sue stradine tortuose a picco sul mare, la graziosa casetta della sua famiglia e gli “spiaggioni selvaggi” bagnati da un bellissimo tratto di mare… poi ci portò in un luogo in cui Mario Soldati (lo scrittore) e Carlo Donat-Cattin (il ministro Dc) giocavano a scopone scientifico… «ma è proprio lui il ministro del lavoro?… quello che ai cortei gridiamo “Donat-Cattin servo dei padroni”?»… «Si è proprio lui», ci rispose Dadi sorridendo.
Poi fu il tempo della poesia, di Prometeo/Fuoco, dei suoi magnifici patchwork poetici… della grande madre Russia, della sua rivoluzione, delle sue rivoluzionarie e dei suoi rivoluzionari…del suo colbacco e del “piccolo padre” Vladimir Illic… della guerriglia poetica e della poesia di strada.

E tanto, tanto altro ancora… Così come tante sono le strade e i viottoli che abbiamo percorso insieme… A un certo punto ci siamo persi, non abbiamo lasciato tracce per ritrovarci, fino all’arrivo di questa tristissima notizia…

Per ricordare Dadi ho cercato una sua poesia, tratta dall’antologia “Bologna e i suoi poeti”.

FIDATI!
Di poesia poco
rimane
quando seduta per terra
vorresti che resuscitassero
i tuoi vecchi
e non c’è amore possibile
che ricostruisca le schegge
e le macerie sparse ovunque
Di poesia poco rimane
solo agli antenati
abbiamo avuto
in comune sotto gli orrori di strati e strati
e pure ciao tranquillo
viso di rosa ciao
fiore di strano colore
nella tua anima spettinata
che costellazione sta passando
no, non c’è niente di eterno,
dici, che tutto passa e va
ci siederemo un giorno sulla stessa panchina di Bob Marley
e poco a poco le parole
riprenderanno
a salire verso la volta stellata
a salire verso la volta stellata

Ciao Dadi….

2 marzo
Compagni dai campi e d
alle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

2 marzo 2025. Tesla non piace più: l’inizio della fine di Musk?

Marco Ferrando – avvenire.it

Tanto, tantissimo, probabilmente troppo spazio a Elon Musk. Devono averlo pensato anche i ministri del Gabinetto di Donald Trump, che mercoledì – alla prima riunione dal suo insediamento – si sono dovuti sorbire un lungo fervorino dell’impreditore-finanziatore-guru più fidato (per ora) del presidente americano: meno deficit o gli Stati Uniti finiranno in bancarotta, ha sentenziato il fondatore di Tesla, e chissà come hanno reagito i compagni di tavolo. Di certo lo strapotere del visionario di origine sudafricana comincia ad andare di traverso all’opinione pubblica, se è vero – come ha riportato un sondaggio realizzato per l’Economist un paio di settimane fa – che ormai piace solo al 38% degli americani.

Troppi conflitti d’interesse e troppe sparate, che – pensano in molti – prima o poi stancheranno lo stesso Trump. Intanto chi sembra registrare i segnali di una certa saturazione da Musk-mania è Tesla, il marchio più noto di quelli riconducibili all’imprenditore ma anche quello più esposto agli umori del mercato. In settimana è arrivato, impietoso, il responso di quello europeo: secondo i dati diffusi dall’Acea, l’associazione dei costruttori, a gennaio le immatricolazioni della casa americana sono state solo 9.945, quasi la metà delle 18.161 registrate un anno fa, pari a un calo del 45%. Difficile capire se ci sia una correlazione con quanto detto e fatto da Musk, ma è curioso notare come in Germania – dove ha ripetutamente sbandierato il suo sostegno all’estrema destra di Alternative fur Deutschland in occasione delle ultime elezioni politiche – Tesla abbia venduto solo 1.277 auto, il numero mensile più basso da luglio 2021; e intanto per le strade su migliaia di parabrezza e lunotti delle Tesla è comparso l’adesivo “L’ho comprata prima che Elon impazzisse”, come a smarcarsi dalla scelta d’acquisto. Un’altra débâcle, che sa di smacco, nel Regno Unito: qui Tesla ha immatricolato meno auto della rivale cinese Byd.

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https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/tesla-non-piace-piu-l-inizio-della-fine-di-musk

1 marzo 2025

Il Papa al Gemelli è in condizioni stabili, nessun nuovo broncospasmo


Ha alternato la ventilazione meccanica non invasiva a lunghi periodi di ossigenoterapia ad alti flussi, ha continuato ad alimentarsi ed ha effettuato la fisioterapia respiratoria. La prognosi resta riservata.


Ultimo aggiornamento alle ore 19.45 del 1 marzo 2025

Vatican News
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-03/papa-francesco-aggiornamento-salute-gemelli-1-marzo-2025.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT

Papa Francesco, Santa Sede: “Condizioni stabili, è senza febbre”

“Buona risposta a ossigenoterapia e ventilazione. Non ha più la mascherina, si muove e cammina” recita il bollettino serale. Ieri l’allarme per un broncospasmo con vomito. Il quadro resta complesso e la prognosi è riservata

Aggiornamento in tempo reale
https://www.rainews.it/maratona/2025/02/papa-francesco-ricovero-gemelli-salute-bollettino-polmonite-aggiornamento-diretta-26-febbraio-b61d99f2-9d22-46aa-9c0c-40034584651a.html

Il Papa indice un Concistoro per due canonizzazioni. Salvo D’Acquisto verso la beatificazione
La preoccupazione di Carla, la cugina italiana del Papa: “Preghiamo perché esca dall’ospedale”
video Centinaia di fedeli in piazza per il rosario dedicato a Papa Francesco
video I fedeli in preghiera per il Papa: “Abbiamo ancora bisogno di lui”
Cos’è il broncospasmo, la crisi che ha colpito Papa Francesco


«Stai giocando con la terza guerra mondiale», «firma o siamo fuori». Alla Casa bianca, Trump bullizza Zelensky in diretta. Che reagisce: «Putin è un killer». Ma il presidente Usa lo insulta, chiude lo show e lo mette alla porta. L’accordo con la Russia vuole farlo senza di lui
Sabato Angieri
https://ilmanifesto.it/trump-scatena-la-rissa-zelensky-non-sta-al-gioco

1 marzo 2025. Per il ras americano Ucraina ed Europa sono solo comparse

Nuovo medioevo Scene di caccia e di guerra alla Casa bianca. Davanti a Trump, Zelensky ha cercato disperatamente di difendere le sue ragioni e quelle dell’Ucraina. Ma si è accorto troppo tardi […]

Foto Ansa

Alberto Negri – ilmanifesto.it

Scene di caccia e di guerra alla Casa bianca. Davanti a Trump, Zelensky ha cercato disperatamente di difendere le sue ragioni e quelle dell’Ucraina. Ma si è accorto troppo tardi che il famoso accordo sulle terre rare era una trappola per attirarlo a Washington e far rotolare la sua testa sul tavolo del negoziato tra gli Stati uniti e la Russia di Putin.
Trump ha rovesciato completamente la narrazione – la Russia non è più l’aggressore – e ha spazzato via i principi del diritto internazionale e di qualsiasi etica che l’Europa proprio in Ucraina ha voluto difendere.

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https://ilmanifesto.it/per-il-ras-americano-ucraina-ed-europa-sono-solo-comparse?fbclid=IwY2xjawIwY9tleHRuA2FlbQIxMQABHTt6-CrtmkL7ouvFCto2xs550d_2ofNCc25MDA6rN4kE8fGujU_A1sjEtw_aem_lRWScaPsINwk16tHN9dJpA


RaiNews LIVE

Incontro Starmer-Zelensky a Downing Street: “Sostegno a Kiev per tutto il tempo necessario”

Scontro in diretta mondiale Trump-Zelensky: “Torna quando sarai pronto per la pace” Urla, minacce L’UE con Kiev Rubio: Zelensky chieda scusa

Rutte(Nato): “Ho detto a Zelensky di ricucire i rapporti con Trump”. Presidente ucraino: “Usa resta partner strategico”. Lite nello Studio Ovale, Washington valuta l’interruzione di forniture militari a Kiev

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/02/zelensky-laiuto-degli-usa-ci-serve-ma-vogliamo-garanzie-trump-insiste-non-vuole-la-pace-78521a03-00b4-4210-bd36-4757ee854ff5.html

Vedi anche

https://www.rainews.it/archivio/storie/crisirussia-ucraina

LeMonde LIVE

En direct, guerre en Ukraine : après l’altercation Trump-Zelensky et à la veille d’un sommet crucial pour l’Europe, les dernières informations et réactions

Le président ukrainien, qui a publié une longue série de messages en ligne où il se dit « très reconnaissant » envers les Etats-Unis pour « tout [leur] soutien », est à Londres pour des discussions avec le premier ministre, le roi et les principaux dirigeants européens, attendus dimanche.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DALL’1 AL 7 MARZO 2025
https://www.lemonde.fr/international/live/2025/03/01/en-direct-guerre-en-ukraine-les-dernieres-informations_6559761_3210.html


1 marzo 2025. Il Pkk annuncia il cessate il fuoco con la Turchia

Dopo l’appello del leader Abdullah Ocalan

ANSA – Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), il gruppo armato curdo che Ankara considera un’organizzazione terroristica, ha annunciato il cessate il fuoco con la Turchia: lo riporta l’agenzia di stampa del Pkk.

L’annuncio segue l’appello del leader del partito, Abdullah Ocalan, che dal carcere ha chiesto al suo gruppo di abbandonare le armi e di sciogliersi.

“Per spianare la strada all’attuazione dell’appello di Apo (Ocalan, ndr) per la pace e una società democratica, dichiariamo un cessate il fuoco da oggi”, ha annunciato il comitato esecutivo del PKK in un messaggio pubblicato dall’agenzia Anf, vicina al partito armato.
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/03/01/il-pkk-annuncia-il-cessate-il-fuoco-con-la-turchia_7a2efb5a-6b4e-48a3-b2e8-4827873a6cdd.html


RaiNews LIVE giorno 511

Manifestazioni in Israele, da Haifa a Tel Aviv, per chiedere che “si completi l’accordo”

Il no di Hamas alla proposta di Israele di estendere la prima fase. Guterres: “Accordo per il cessate il fuoco deve tenere”. Cisgiordania, media riferiscono che l’Idf ha preso d’assalto villaggio di Tal vicino Nablus

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.rainews.it/maratona/2025/03/negoziati-in-salita-no-di-hamas-alla-proposta-di-israele-di-estendere-la-prima-fase-b3c6b353-7914-4d43-ab3c-aa8ad1a4d5b6.html

Vedi anche

Altre notizie e video in
https://www.rainews.it/archivio/storie/laguerraisraele-hamas

ALJAZEERA LIVE UPDATES

LIVE – Israel approves truce extension, phase two still not agreed upon

  • Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu says the country has approved a “temporary” extension of the Gaza ceasefire through the Ramadan and Passover periods.
  • Israel’s negotiating delegation returns from Cairo with Netanyahu scheduled to meet his security team, according to local media.
  • UN Secretary-General Antonio Guterres says the truce “must hold”, asking the parties to “spare no effort” to avoid a breakdown of the agreement.
  • The US announced its approval of the sale of more than $3bn in munitions, bulldozers and related military equipment to Israel.
  • Gaza’s Health Ministry has confirmed 48,388 Palestinian deaths in Israel’s war on Gaza, while 111,803 people have been wounded. The Government Media Office updated its death toll to at least 61,709, saying that thousands of Palestinians missing under the rubble are presumed dead. At least 1,139 people were killed in Israel during the October 7, 2023, Hamas-led attacks and more than 200 were taken captive.

AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE
https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/3/1/gaza-live-first-phase-of-israel-hamas-truce-ends-with-no-deal-in-sight
https://www.aljazeera.com/news/
https://www.youtube.com/aljazeeraenglish

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Altri aggiornamenti in tempo reale
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1 marzo 2025. Meteo: piogge e maltempo, ma dalla prossima settimana primavera in anticipo

Dove pioverà: il dettaglio delle regioni. Nei prossimi giorni passeremo da una fase fredda invernale allo scoppio della Primavera. Il ritorno del sole: il tempo previsto sull’Italia

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 Le previsioni del tempo per sabato 1 marzo 2025
video Candelora, meteo e marmotte: ecco come andrà la stagione invernale
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1 marzo. Allerta Meteo, marzo inizia con temporali e trombe marine in alcune regioni

Sabato 1 marzo

Tutti i dettagli e la mappa con le aree a rischio maltempo oggi sabato 1° marzo 2025

Filomena Fotia

Allerta Meteo oggi per un aumento dell’instabilità sul Tirreno, Mar Ligure e sul Basso Adriatico. In considerazione della situazione, il servizio PRETEMP (gruppo di lavoro che si pone l’obiettivo di studiare e prevedere i fenomeni temporaleschi severi sul territorio italiano) ha pubblicato un nuovo bollettino di previsioni probabilistiche. Di seguito tutti i dettagli e la mappa con le aree a rischio.

Nella giornata di oggisabato 1° marzo, “una vasta saccatura sull’Europa occidentale favorirà la formazione di una depressione sul Nord Africa. Tale sistema depressionario causerà un richiamo di aria calda dai quadranti meridionali, favorendo un aumento dell’instabilità sul Tirreno, Mar Ligure e sul Basso Adriatico“, si legge nel bollettino PRETEMP. “Si emette un livello 1 di pericolosità tra Sardegna Nord-Orientale e Corsica per temporali multicellulari forti associati a precipitazioni intense. Un livello 0 generalizzato è valido su parte del Tirreno Centro-Occidentale, sul Mar Ligure e sulla costa balcanica per possibili temporali non forti o con minore probabilità rispetto alle zone con livello 1. Infine, si emette un livello 0 per possibili trombe marine sulla Sardegna Orientale, coste di Lazio e Toscana, coste meridionali della Sicilia occidentale e costa balcanica.

continua in
https://www.meteoweb.eu/2025/03/allerta-meteo-marzo-inizia-maltempo-alcune-regioni/1001753689/

https://www.meteoweb.eu/
https://www.meteoweb.eu/sezione/news/


Le buone maniere non rappresentano una forma di ipocrisia, qualcosa a cui debba essere tolto il velo per scoprire la verità. La verità degli esseri umani sono proprio le buone maniere, la capacità di creare cultura, mediazione simbolica, forme di costrizione e codici comuni, perché è impossibile per l’essere umano vivere nel grado zero dell’esistenza, quello in cui si è continuamente assediati dalla paura della morte, dall’insensatezza del vivere, dall’incertezza degli eventi storici che non hanno leggi deterministiche.
Oggi vedo tanti compagni e compagne, con cui ho militato per una vita nelle formazioni di sinistra del nostro paese, godere per lo spettacolo di Trump e in sostanza dire che, in fondo, il mondo va così ed è bene che ci sia qualcuno che lo mostri e che, quindi, anche gli europei devono acconciarsi al grado zero della violenza, del linguaggio scurrile, delle battute oscene. Forse dimenticano che il nazismo è proprio l’esaltazione del grado zero, del rapporto diretto con il mondo, senza bisogno di cultura, di mediazione e accettazione della complessità dell’altro, quell’altro che, oltretutto, vive anche nel singolo individuo lacerandolo e rendendolo appunto complesso, tragico, incerto, debole. Il nazismo afferma invece che solo i forti possono vivere in modo diretto il mondo affermando la forza sovrumana per stare in quello zero in cui non ci sono mediazioni, buone maniere, costruzioni culturali, codici di comportamento, confronti, assunzione della debolezza umana, ma solo violenza e affermazione della forza.

continua in
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1 marzo 2025. Trump: attacco alla scienza o alla libertà? Le riviste scientifiche più autorevoli sono scese in campo.

Le grandi riviste scientifiche e il mondo accademico stanno cominciando a reagire agli attacchi della nuova amministrazione Trump, si moltiplicano appelli, condanne e prese di posizione, nonché gli inviti a organizzarsi e rispondere. Sarà sufficiente?

Eva Benelli – scienzainrete.substack.com

Come un pugile groggy per i troppi pugni presi, ma che non vuole gettare la spugna, la comunità scientifica internazionale sta cominciando a prendere posizione contro le iniziative devastanti della nuova amministrazione Trump ai danni della ricerca, combinate con la politica dei tagli indiscriminati di Elon Musk.
Tra le prime a reagire è stata l’inglese Lancet con un editoriale pubblicato all’inizio di febbraio e di cui Scienza in rete ha proposto la versione in italiano. «La salute deve essere un bene sociale, un beneficio per le società, un motore delle economie e un percorso verso lo sviluppo», sottolineava la rivista, ribadendo anche che prendersi cura delle persone non è un atto di debolezza, ma di forza. In chiusura Lancet annunciava il proprio impegno a monitorare le azioni dell’amministrazione Usa e le loro ricadute sulla salute della popolazione non solo americana, invitando la comunità scientifica a unirsi e a reagire.

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https://www.scienzainrete.it/articolo/trump-attacco-alla-scienza-o-alla-libert%C3%A0/eva-benelli/2025-02-28

1 marzo
Compagni dai campi e d
alle officine…
Notizie sparse raccolte qua e la

1 marzo 2025. Risale la liquidità sui conti correnti degli italiani: quasi 20 miliardi in più nel 2024

Dopo due anni di calo, la liquidità torna a crescere facendo registrare un +1,5%. Ma i livelli attuali restano inferiori a quelli del 2021. La Fabi stima un salvadanaio per le famiglie e per le imprese pari a 1.363 miliardi

Lando Maria Sileoni.

Dopo due anni consecutivi di contrazione è arrivata un’inversione di tendenza: nel 2024 il saldo complessivo dei salvadanai di famiglie e imprese ha registrato un incremento di 19,8 miliardi ovvero 1.363,6 miliardi rispetto ai 1.343,8 miliardi del 2023. Dunque una crescita dell’1,5%. “L’aumento della liquidità sui conti correnti è un segnale positivo, che conferma come le famiglie stiano gradualmente ricostituendo i propri risparmi dopo due anni difficili segnati dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita”. Lo afferma il segretario generale della Federazione autonoma bancari italiani (Fabi), Lando Maria Sileoni.

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https://www.rainews.it/articoli/2025/03/risale-la-liquidita-sui-conti-correnti-degli-italiani-quasi-20-miliardi-in-piu-nel-2024-d26b5460-2ff7-4b12-a5f7-9c26c2852dff.html

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1 marzo 2025. L’Usb proclama lo sciopero immediato di camionisti e autotrasporto merci

Sarà ad oltranza sino a convocazione dei ministeri competenti

 L’Usb ha proclamato lo sciopero nazionale di tutti i lavoratori dell’autotrasporto merci, che dicono sarà “immediato”.   “È stata inviata una prima richiesta di incontro al ministero dei Trasporti ed al ministero sul Lavoro, senza alcun riscontro sino ad ora – si legge in una nota -. Di conseguenza i lavoratori hanno deciso di entrare in sciopero, con un’articolazione in base all’adesione territoriale. 

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https://www.rainews.it/articoli/2025/03/lusb-proclama-lo-sciopero-immediato-di-camionisti-e-autotrasporto-merci–32f21c12-b269-41d7-b777-eca44311260e.html

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1 marzo 2025. Emanuele Leonardi sulla propria pagina Facebook

MEMORIE DEL LAVORO E SPAZI INDUSTRIALI

mirabilmente co-curata da Eloisa Betti – che ci ha pure regalato una splendida lezione – e Andrea Bacci, ospitata nel Museo del Patrimonio Industriale di Bologna.
Dato l’interesse specifico del corso per le lotte contro la nocività, il caso dell’Arco di Sasso Marconi ci ha particolarmente colpito.
In particolare, c’è un elemento tipicamente emiliano, e poco studiato, che emerge con forza: il nesso tra protagonismo femminile in fabbrica e politicizzazione della crisi ecologica.
Spero di avere presto il tempo di aprire come si deve questo cantiere di ricerca.
al di là di questo, però, la mostra è efficacissima nel mostrare quanto il miglioramento delle condizioni di vita in questo Paese sia debitore della mobilitazione operaia e civile.
per questo, camminando verso la stazione, pensavo a quanto sarebbe importante ritrovare oggi, nel turbine che ci trascina, un percorso di resistenza – del lavoro e della società.
Alcuni segnali incoraggianti ci sono, pur in una situazione complicatissima: si veda per esempio questo post del Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze:
“Di cosa si parla quando si incontrano la vertenza della Perla, con quella della ex Gkn, con quella del movimento 8×5 del Sudd cobas, il comitato degli abitanti di San Niccolò e la Campagna Abiti Puliti?

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1982: picchetto delle operaie dell’ARCO di Sasso Marconi (Bo) durante la verteza sulla nocività in fabbrica