Luci della Ribalta

Questa pagina non è una rassegna organica, ma una mia personale scelta di film, libri, mostre, programmi radio-televisivi e altri eventi culturali

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6 aprile 2024. “Un mondo a parte”, quel borgo sperduto in lotta per la sua scuola

Andrea Aloi – strisciarossa.it

“Un mondo a parte” di Riccardo Milani, sperimentato chef di umane venture mai banali, vedi “Come un gatto in tangenziale”, è una commedia sociale azzeccata e ben piantata nell’attualità. Una storia, anche, di resistenza umana, quella del maestro Michele (Antonio Albanese, in un ruolo disegnato su misura), della vicepreside (Virginia Raffaele, promossa a pieni voti) e di tutta la comunità di Rupe, piccolo paese nell’alto Abruzzo più tosto, ruvido e nevoso. Sono in lotta per salvare dalla chiusura la scuola elementare Cesidio Gentile detto “Jurico”, poeta-pastore davvero esistito a cavallo di Otto e Novecento, cantore di prati e cielo. A Rupe (si tratta in realtà di Opi, splendido borgo medioevale nel Parco Nazionale) sono rimaste poche centinaia di abitanti, figli non se ne fanno più e nell’unica classe, che copre la prima, la terza e la quinta, sono rimasti appena sette bambini, troppo pochi per tenere in funzione l’istituto. Il bieco sindaco di Castel Romito, con le mani in pasta in un nuovo centro commerciale, sarebbe felicissimo se la Cesidio Gentile chiudesse i battenti, senza più una scuola molte famiglie potrebbero trasferirsi dalle sue parti. Insomma, bisogna darsi subito una mossa.

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5 aprile. Tra editoria e politica: a Bari la mostra su Diego De Donato

Sebastian Mattei – strisciarossa.it

Tra i documenti esposti nelle teche che dallo scorso 14 marzo popolano lo Spazio Murat di Bari, vi è un vecchio provino fotografico che ritrae un giovane Diego De Donato, poco più che diciottenne, insieme a Catullo Nardi a Camigliatello Silano, durante un periodo di villeggiatura. Lo scatto è del febbraio 1947 e i due amici, circondati dalla neve, si mostrano sorridenti, con l’attrezzatura da sci. Dietro l’obiettivo, Fosco Maraini, rientrato da poco dal Giappone dove, insieme alla moglie, la pittrice Topazia Alliata, e alle tre figlie Dacia, Toni e Yuki, ha trascorso due anni in un campo di prigionia per aver rifiutato l’adesione alla Repubblica sociale italiana.

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20 marzo 2024. La rivelazione greca

Giusy Capone – lafionda.org

Simone Weil tra il 1936 ed il 1943 incontra la civiltà greca; dialoga con Omero, Platone, i Pitagorici ed i tragici,  l’orfismo ed i misteri eleusini.
Vicina al pensiero anarchico ed all’eterodossia marxista si lega alla sequela cristiana, pur nel volontario distacco dalle forme istituzionali della religione, per fedeltà alla propria vocazione morale di presenziare fra gli esclusi in una totale dedizione solidaristica fino al sacrificio di sé, respingendo la forza.
La Grecia come ponte verso i Vangeli, come se la via regale per comprenderli non passasse da Gerusalemme bensì da Atene e le stazioni per raggiungerli fossero il soprannaturale e l’innaturale, la bellezza, il giusto punito e la sventura con il Verbo da mediatore.

Circa duemilacinquecento anni fa in Grecia si scrivevano bellissimi poemi. Ormai sono letti soltanto dalle persone che si specializzano in questo studio, ed è proprio un peccato. Perché questi antichi poemi sono così umani che ancora oggi ci toccano da vicino e possono interessare tutti. Sarebbero anzi molto più toccanti per la gente comune, per coloro che sanno cos’è lottare e soffrire, piuttosto che per chi ha passato la vita tra le quattro mura di una biblioteca.

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6 febbraio 2024. Da Tango a Cuore, quando la satira metteva alla prova la sinistra

Andrea Aloi – unita.it

Satira. Cattiva, maliziosa, felicemente gaglioffa, a briglia sciolta con le matite e le intuizioni dei migliori talenti nel ramo. Sull’Unità, l’Organo del Pci, che chiamata così incuteva soggezione. Sembrava, ancora a metà anni Ottanta, una piccola eresia, consistendo la reale – sottolineo reale – diversità del partito dei comunisti italiani in una certa impettita serietà, oggi, in questo torno di tempo, da rimpiangere perché era decenza morale e civile.

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5 febbraio 2024. Che bello vivere il cinema per l’Unità. I “falsi” di Dino Risi e quella domanda di Ken Loach: “Ma che state facendo con il Pci?”

Alberto Crespi – strisciarossa.it

«L’è un’idea del Pci? ‘Un la passerà mai». È la frase, in toscano stretto, che ci disse Francesco Nuti al telefono quando lo chiamammo per lanciare la campagna contro gli spot pubblicitari nei film. Qualcuno la ricorderà. La volle Walter Veltroni, era un grido di battaglia contro la tv commerciale, quindi contro Berlusconi, e Federico Fellini fu il suo principale sostenitore. Lo slogan, piuttosto romantico, era: «Non si interrompe un’emozione». Fa quasi ridere, a ripensarci oggi, e però ci tengo a dirlo: penso tuttora che vedere film interrotti dalla pubblicità sia un abominio.

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9 gennaio. I Golden oggi, l’Oscar domani. Le possibilità di “Io capitano” e il retropensiero su “C’è ancora domani”

Alberto Crespi – strisciarossa.it

I Golden Globe assegnati a Hollywood hanno ampiamente rispettato le previsioni che vedono Oppenheimer, il famoso kolossal politico-scientifico di Christopher Nolan, super favorito nella corsa agli Oscar; hanno anche lasciato intuire che Barbie, l’altro grande fenomeno al box-office del 2023, è un concorrente temibile ma sembra destinato a raccogliere più candidature che premi finali (si consolerà con l’incasso globale racimolato in tutto il mondo: al momento 1 miliardo 441 milioni di dollari); hanno proposto, come possibile terzo incomodo, il Leone d’oro di Venezia Povere creature; e hanno assegnato un giustissimo premio all’attrice nativa americana Lily Gladstone, splendida protagonista di Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese.

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28 dicembre 2023

La storia d’amore e d’anarchia di Bruno Castaldi, il combattente che attraversò le tragedie del Novecento

Andrea Guermandi – strisciarossa.it

“Ricercato e perseguitato sempre. È un destino malefico e crudele quello che lo Stato italiano – prima ferocemente dittatoriale poi teoricamente democratico – ha assegnato all’anarchico Bruno Castaldi. L’uomo, che l’autorità costituita considerava il male assoluto, nella prima parte del Novecento inseguiva due sogni concatenati: creare un mondo senza oppressi e oppressori e uccidere Mussolini”.

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22 dicembre 2023. «Migliaia di specchi», la rivoluzione di Fassbinder

Goffredo Fofi – ilmanifesto.it

INTERSEZIONI. «Migliaia di specchi», il libro del musicologo Ian Penman per riscoprire il regista tedesco. I sentimenti e la denuncia sociale, gli emarginati e le figure femminili, l’influenza di Douglas Sirk

È un curioso libro questo Fassbinder. Migliaia di specchi (traduzione di Luca Fusari, edizioni Atlantide, pp.202, euro 24) che un musicologo inglese importante, Ian Penman, ha dedicato al regista cinematografico Rainer Werner Fassbinder (1945-1982).

Dell’ultimo gruppo di grandi registi che la storia del cinema – arte novecentesca per eccellenza – ha dato in giro per il pianeta, i tedeschi costituirono, con i francesi, la parte più densa di novità formali ma anche tematiche. Quasi mezzo secolo dopo Weimar – dopo i grandi registi dell’espressionismo, dopo Lang e Murnau, dopo Pabst e Lubitsch, ma anche dopo Toller e Brecht, dopo Munch (benché norvegese) e Grosz eccetera, la cultura tedesca post-bellica, risorta faticosamente dalle rovine, aveva visto una grande fioritura letteraria con il Gruppo 47, ai cui autori – per esempio Grass e Boll, Bachmann e Johnson – il cinema che esplose dieci o venti anni dopo molto dovette. Quegli autori scavavano davvero con una nuova sensibilità nella realtà e nell’immaginario della nazione (e del mondo, quantomeno l’occidentale) con una forza dirompente quanto quella della Nouvelle Vague francese, ma anche di quelle statunitensi, giapponesi, brasiliane… E in concomitanza in altri campi con le esperienze di una generazione che intendeva leggere il proprio tempo alla luce di cambiamenti irreversibili e sognando una rivoluzione che non fosse solo artistica né solo politica.

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22 dicembre 2023. Perché l’Italia deve “licenziare” i padroni

Riccardo Piccolo – wired.it

È la provocazione dell’ultimo libro di Marco Bentivogli che, dallo smart working all’intelligenza artificiale, riflette sui cambiamenti nel mondo del lavoro

Nel suo recente libro Licenziate i padroni – Come i capi hanno rovinato il lavoro, (Rizzoli, 2023) Marco Bentivogli sferra un attacco alla classe dirigente italiana, colpevolizzandola per la crisi del mercato del lavoro nel nostro paese. Bentivogli, ex segretario dei metalmeccanici della Cisl, critica la persistenza della “mediocrazia” al potere, la resistenza alle nuove strutture organizzative, e gli effetti del digitale e dei social sul mondo del lavoro. Ma non bisogna avere paura della tecnologia, ci ricorda il sindacalista, anzi, l’arrivo di nuovi strumenti come l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione ha affrancato il lavoro da molte mansione ripetitive rendendo il contributo della mente umana più importante e le mansioni più flessibili. Rimane il fatto, però, che l’AI e la tecnologia in generale nei prossimi anni, “spingerà la polarizzazione del lavoro tra le persone che la utilizzeranno e chi, per scelta o condizione, ne sarà escluso”, contribuendo a generare nette disuguaglianze.

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https://www.wired.it/article/lavoro-libro-licenziare-i-padroni-marco-bentivogli/?uID=77061e692360adceff2ff2f4d419ffc1bae96ab33f03f3f3102ff8a398a94eae&utm_brand=wi&utm_campaign=daily&utm_mailing=WI_NEWS_Daily%202023-12-21&utm_medium=email&utm_source=news&utm_term=WI_NEWS_Daily

9 dicembre 2023. “Palazzina LAF”: Riondino mette in scena l’inferno alienante dell’Ilva di Taranto

Andrea Aloi – strisciarossa.it

Ma guarda, c’è un film che parla di condizione operaia con acuta sensibilità, d’arte e di cuore. Condizione operaia. Traducendo: ritmi pesanti, caposquadra che rompono, salari bassotti, lavori a rischio della buccia. Caterino Lamanna – lo interpreta uno splendido Michele Riondino, quarantaquattrenne senza limiti, qui alla prima regia – è un addetto alla pulizia dei forni nelle cokerie dell’Ilva di Taranto, rozzo, biecamente ostile al sindacato, da poveraccio al quadrato pronto a far la spia per i nuovi capoccia delle acciaierie passate a metà anni Novanta dallo Stato al gruppo Riva.

Palazzina LAF, dove l’acronimo sta per per laminatoio a freddo, viaggia sul filo del grottesco e del drammatico secondo le migliori tradizioni della nostra commedia, quella che sapeva sposare gli umori sarcastici e satirici a un pensiero critico e ad una complicità piena, più umana che immediatamente politica, con la vita a ostacoli degli umili, dei poveri di spirito e pecunia, dei loser senza rimedio. Guardare dietro le quinte del celebrato progresso, tradurre domande in emozioni, installare dubbi, anche questo è cinema. Civile lo si definiva ai tempi di Rosi e Petri, ma lo si può dire anche adesso, pensiamo a un nome per tutti, Daniele Vicari.

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26 novembre 2023. Monica Stambrini e le riflessioni sul corpo femminile

Giuseppe Gariazzo – ilmanifesto.it

Il corpo femminile – in una declinazione plurale di esperienze vissute, da vivere, da immaginare in età diverse, esplorato da cineaste appartenenti a generazioni e storie personali, intime, differenti, registe che mettono in campo frammenti di se stesse da ri-comporre aggregandoli e al tempo stesso nuovamente dis-perdendoli nello spazio e nel tempo di testi filmici di luminosa soggettività – è un elemento/argomento che ha attraversato il programma di Filmmaker Festival di Milano (che termina questa sera). Anche la giornata conclusiva è nel segno di opere che pongono in primo piano la relazione di autrici con il proprio corpo, come si era già notato in altri film, a partire dal folgorante Annalucia di Lea Binarelli.

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Chutzpah – Qualcosa sul pudore – Trailer – SalinaDocFest XVII Concorso Ufficiale

13 novembre 2023. I 25 anni di Amici del Musical

Amici del Musical, il network di cultura e informazione sul teatro musicale, compie 25 anni e li festeggia con un grande evento, “Live è più musical”, che ripercorre gli ultimi 25 anni del musical italiano e internazionale, tra esibizioni, ricordi, ospiti e tante sorprese. Sul palco del Teatro Circolo “Il Campanile” di Bologna si alternano professionisti del teatro musicale italiano (Francesca Taverni, Barbara Logaglio, Fabiola Ricci) accanto a realtà emergenti (Compagnia delle MO.RE, Compagnia Sopra le righe, Tweet Charity, 1/3 Group, i Muffins, Chiara Bonfrisco e Tommaso Parazzoli, Cristina Cireddu) e studiosi (Luca Billi, autore del saggio Anything Goes, e Roberto Mazzone, critico teatrale), davanti a una sala gremita di appassionati e addetti ai lavori, tra cui la produttrice Nicoletta Mantovani, l’attrice Barbara Corradini, il musicista Giovanni Giannini, gli attori Luca Biagini e Renato Cortesi, e il regista Gianni Marras. Assistiamo inoltre alla consegna degli AdM Awards, riconoscimento creato per il 25ennale, a Saverio Marconi e Stefano Curti. La serata è presentata da Andrea Celeghin, animatore del web-talk Could We Start Again, che ci regala anche una spiritosa parodia come numero di apertura.

http://www.amicidelmusical.it/web/home.html

8 novembre 2023. Sabotate con grazia…

L’invasione (innocua) di Cheap al MAMbo. Dal 6 ottobre al 17 dicembre, gli spazi del museo di Via Don Minzoni vengono invasi dalle opere di Cheap, il collettivo che da ormai diversi anni “infesta” le strade del capoluogo emiliano, con progetti di arte pubblica su poster. “Sabotate con grazia” nasce per celebrare un importante traguardo: l’anniversario decennale del collettivo come strumento di pratica artistica trasformativa all’insegna del sabotaggio

SARA COSIMINI – CANTIEREBOLOGNA.COM 

Così, il MAMbo diventa il contenitore perfetto del messaggio rivoluzionario che da sempre caratterizza Cheap, accogliendo installazioni di lavori già pubblicati, riproduzioni fotografiche in formato inedito che documentano le azioni realizzate sui muri in strada, riedizioni di poster in formati atipici e progetti site-specific.

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https://cantierebologna.com/2023/11/08/sabotate-con-grazia/

27 ottobre 2023. Una storia d’amore e di morte, l’Italia degli anni 60 e il giornalismo dell’Unità

Pietro Spataro – strisciarossa.it

Sembra un romanzo, con tutti gli elementi al loro posto, compresi i colpi di scena. Ma non è un romanzo, è un’inchiesta semmai: la ricostruzione di una vita vissuta con l’ombra di un doppio suicidio e di un abbandono. Il libro di Maria Grazia Calandrone “Dove non mi hai portata” (Einaudi, euro 19,50) è la cronaca di un viaggio drammatico alla riscoperta di sé stessa, il tentativo di ricostruire tutti i pezzi della propria identità. Per l’autrice è anche qualcosa di più: il diario di un tormento, tra una dolorosa separazione e la tragedia della morte che aleggia sulla propria vita. Circola in queste pagine, infatti, un sentimento di incompiutezza che spinge a scavare dentro sé stessi, anche se ciò provoca dolore e sofferenza. Il prezzo da pagare per raggiungere la verità – e le varie sfaccettature che la compongono – è molto alto. Ma non c’è altra strada per ritrovarsi. Il puzzle della vita va ricomposto, costi quel che costi. Così è.

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https://www.strisciarossa.it/una-storia-damore-e-di-morte-litalia-degli-anni-60-e-il-giornalismo-dellunita/

6 settembre 2017. La vita in una borsa: meravigliosa storia di Alberta D.

C’era una volta una ragazza, che curava le ferite del cuore assemblando pezzi di pelle colorata, per farne borse che in un solo colpo d’occhio illuminavano gli outfit sartoriali e a tratti anonimi delle signorine di buona famiglia in provincia, alla fine degli anni Sessanta: la storia delle borsedi Alberta D., al secolo Alberta Dalla, è quella di una passione intima e un approccio artigianale che si trasformò, negli anni Ottanta, in un brand di enorme successo, in Italia e all’estero.
La mostra “La vita in una borsa: meravigliosa storia di Alberta D.” di ABC Arte Bologna Cultura (via Alessandrini, 11, Bologna) in programma dal 12 settembre al 10 ottobre non è solo un omaggio alla creatività della designer, ma un vero e proprio viaggio nella storia della borsa, che per Alberta è l’accessorio femminile per eccellenza, casa e utero, ma pure fagotto da portare in giro per il mondo per lei, spirito nomade da sempre. Oltre 400 i modelli che saranno presenti nell’esposizione, tra creazioni di Alberta e borse di seconda mano accumulate in una ricerca ossessiva del dettaglio da riprodurre e reinterpretare, scovate nei mercatini delle pulci parigini, sulle bancarelle delle artigiane di Bali o barattate con le anziane signore bolognesi in cambio di un modello nuovo di zecca. Un vero e proprio campionario della storia mondiale della borsa: la più antica è di fine Settecento, la più recente è del 2008, e fa parte dell’ultima collezione firmata da Alberta D. Borse da guardare per un viaggio nell’evoluzione del gusto ma pure dell’evoluzione della figura femminile nella società, e anche da acquistare: sarà infatti possibile comprare alcuni dei modelli, mentre una cinquantina di pezzi, i più pregiati, saranno protagonisti di un’asta il 10 ottobre.

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https://www.meer.com/it/29972-la-vita-in-una-borsa-meravigliosa-storia-di-alberta-d